GEOmedia 2 2012

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Rivista bimestrale - anno XVI - Numero 2/2012 Sped. in abb. postale 70% - Filiale di Roma

La prima rivista italiana di geomatica e geografia intelligente

www.rivistageomedia.it

I

SERVIZI

GNSS

INFLUENZATI DAL

VENTO SOLARE? X Nuovo sistema di riferimento, intervista al Comandante IGM

X GeoPortale OpenData del Comune di Firenze

X Rete di Impresa GIS Italiana per Konfindustria Albania & Kosovo

X Monitoraggio remoto nell'isola di Santorini

N°2 2012


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PRECISIONE TOPOGRAFICA, VANTAGGIO DEL PALMARE

Sperimenta le prestazioni di posizionamento a bordo di un palmare leggero, misurando con precisione i tuoi punti utilizzando l’antenna integrata o commutandola in quella esterna per renderlo un sistema rover di rete di alto livello, in grado di utilizzare tutti i Servizi Trimble Access™ e le correzioni di rete VRS™. La scelta è tua.

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Mercato estero o interno? www.rivistageomedia.it GEOmedia, bimestrale, è la prima rivista italiana di geomatica. Da oltre 10 anni pubblica argomenti collegati alle tecnologie dei processi di acquisizione, analisi e interpretazione dei dati, in particolare strumentali, relativi alla superficie terrestre. In questo settore GEOmedia affronta temi culturali e tecnologici per l’operatività degli addetti ai settori dei sistemi informativi geografici e del catasto, della fotogrammetria e cartografia, della geodesia e topografia, del telerilevamento aereo e spaziale, con un approccio tecnico-scientifico e divulgativo. Direttore RENZO CARLUCCI direttore@rivistageomedia.it Comitato editoriale Fabrizio Bernardini, Luigi Colombo, Mattia Crespi, Luigi Di Prinzio, Michele Dussi, Beniamino Murgante, Mauro Salvemini, Luciano Surace, Domenico Santarsiero, Donato Tufillaro Direttore Responsabile FULVIO BERNARDINI fbernardini@rivistageomedia.it Hanno collaborato a questo numero: Giovanni Petrosino, Renzo Maseroli, Francesco Mancini, Marco Dubbini, Francesco Stecchi, Emilio Misuriello, Maurizio Rosina, Enrico Castagnoli, Simone Giannecchini, Leonardo Ricci, Agata Lo Tauro, Arianna Pesci, Giordano Teza, Giuseppe Casula, Enzo Boschi, Flaminia Leggeri, Patrizia Micheli, Annalisa Perla, Mauro Salvemini Redazione redazione@rivistageomedia.it SANDRA LEONARDI sleonardi@rivistageomedia.it GIANLUCA PITITTO gpititto@rivistageomedia.it Marketing e Distribuzione ALFONSO QUAGLIONE marketing@rivistageomedia.it Diffusione e Amministrazione TATIANA IASILLO diffusione@rivistageomedia.it Progetto grafico e impaginazione DANIELE CARLUCCI dcarlucci@rivistageomedia.it MediaGEO soc. coop. Via Nomentana, 525 00141 Roma Tel. 06.62279612 Fax. 06.62209510 info@rivistageomedia.it ISSN 1128-8132 Reg. Trib. di Roma N° 243/2003 del 14.05.03 Stampa: Futura Grafica 70 Via Anicio Paolino, 21 00178 Roma

Il rapporto con l’estero non è ancora vissuto bene in Italia e i pochi italiani, che hanno la possibilità di vivere nell’ampiezza della molteplicità dei paesi che ci circondano, sono quasi sempre entusiasti delle aperture e delle opportunità che si instaurano nell’ambito del nostro campo professionale. Ad esempio, nel settore del Catasto, il direttore della rivista GIM International, Durk Harma, rileva che nel mondo ci sono 4 miliardi e mezzo di appezzamenti di terreno, su un totale di 6 miliardi, ancora da rilevare. Quindi, anche se abbiamo mappe ad alta precisione del mondo e, a differenza di qualche secolo fa, non ci sono più terre sconosciute, non sono state ancora censite e registrate in un sistema di gestione della proprietà terriera, il 75% delle particelle di terreno del mondo. E nel mentre che i confini dei paesi vengono rilevati e riesaminati, il terreno, su cui miliardi di cittadini stanno vivendo, non è soggetto alla certificazione dei diritti di proprietà attraverso un adeguato sistema catastale. Per rilevare tutto il residuo, entro i prossimi 25 anni, avremmo bisogno di esaminare più di 80 milioni di particelle all'anno, cioè circa mezzo milione al giorno - e ancora di più se togliessimo i week-end e i giorni festivi. Chiude Harma, rilevando che questo sarà un compito immane, ma che è abbastanza rassicurante, dal punto di vista della certezza del lavoro ancora da fare nei prossimi anni. E che dire poi del fatto che, anche dove il sistema Catastale è stato instaurato, è comunque necessario un intervento continuo di manutenzione, come ad esempio succede al momento in Italia ad opera delle migliaia di professionisti costretti ad operare in una modalità che deve tenere presente la non stabilità di punti di riferimento e di confini, perché le risorse dell’Agenzia del Territorio ancora non consentono di dare il via all’ormai da tempo auspicato, completo rifacimento della mappa catastale - di cui anche nelle pagine della nostra rivista si è spesso discusso. In questo caso, pur sentendosi una forte esigenza che si esplica da parte delle molteplici tipologie di utenti, che chiedono di porre fine alla anacronistica discrasia tra le cartografie tecniche urbanistiche, neanche strumenti di alto livello tecnologico e concettuale, quali i Sistemi Informativi Territoriali, sono riusciti ad avere successo in un paese in cui l’Urbanistica tenta di relegare gli strumenti geomatici ad un ruolo secondario dei Tecnici contro gli Accademici, per lasciare libertà al gioco speculativo della gestione del Territorio. In questo settore anche splendide organizzazioni come quella della FIG, la Federazione Internazionale dei Geometri, quando arrivano in Italia sono sempre considerate estere e al loro convegno, che si è tenuto recentemente a Roma - un fatto quasi straordinario - non si è avuta la partecipazione, neanche emozionale, degli utenti del settore. Le ditte Italiane dovrebbero guardare di più all’estero e all’enorme mercato che si sta aprendo e che dispiegherà sorprese, quanto meno a coloro che avranno il coraggio di passare le Alpi o il Mare Nostrum. Un esempio esaltante ci viene dalla Rete d’Impresa Gis Italiana GeoNetCom, che, guidata dall’illuminato spirito imprenditoriale di un riferimento chiave del mercato GIS, sta ora aprendosi ai mercati dell’Est, come ho potuto apprendere andando recentemente a Tirana e su cui vi riporto nell’articolo dedicato all’interessante Fiera Tecnologica guidata dalla Confindustria Albanese nella quale la massima partecipazione era dominata da ditte cinesi.

Editore: A&C2000 s.r.l. Condizioni di abbonamento La quota annuale di abbonamento alla rivista è di 45,00. Il prezzo di ciascun fascicolo compreso nell’abbonamento è di 9,00. Il prezzo di ciascun fascicolo arretrato è di12,00. I prezzi indicati si intendono Iva inclusa. L’editore, al fine di garantire la continuità del servizio, in mancanza di esplicita revoca, da comunicarsi in forma scritta entro il trimestre seguente alla scadenza dell’abbonamento, si riserva di inviare il periodico anche per il periodo successivo. La disdetta non è comunque valida se l’abbonato non è in regola con i pagamenti. Il rifiuto o la restituzione dei fascicoli della Rivista non costituiscono disdetta dell’abbonamento a nessun effetto. I fascicoli non pervenuti possono essere richiesti dall’abbonato non oltre 20 giorni dopo la ricezione del numero successivo.

In questo numero vi riportiamo anche una importante intervista rilasciataci dal Comandante Petrosino dell’Istituto Geografico Militare, relativa al nuovo sistema di riferimento adottato recentemente, l’ETRF20000, che sta entrando in questo momento a pieno regime in tutte le regioni. Un auspicio che un riferimento unitario nazionale possa essere la guida per recuperare il controllo del nostro Territorio che, per citare una semplice frase fatta, sembra quasi aver perso il senso dell’orientamento. Buona lettura, Renzo Carlucci

Numero chiuso in redazione il 29 maggio 2012. Gli articoli firmati impegnano solo la responsabilità dell’autore. È vietata la riproduzione anche parziale del contenuto di questo numero della Rivista in qualsiasi forma e con qualsiasi procedimento elettronico o meccanico, ivi inclusi i sistemi di archiviazione e prelievo dati, senza il consenso scritto dell’editore. Rivista fondata da Domenico Santarsiero.

NOTE AL NUMERO 1 2012 di GEOmedia: L'articolo di Andrea Faccioli e Marco Fumanti "Le ultime tecnologie hanno aiutato i primi soccorsi alla Costa Concordia" apparso su GEOmedia 1 2012, era stato precedentemente pubblicato dal magazine Hydro International.



SOMMARIO 2-2012

FOCUS

6 L'

ADOZIONE DEL NUOVO SISTEMA DI RIFERIMENTO

GEODETICO ITALIANO

A COLLOQUIO CON IL

COMANDANTE IGM

12 Attività solare, effetti ionosferici e servizi NRTK: quali connessioni? DI MARCO DUBBINI, FRANCESCO MANCINI, FRANCESCO STECCHI

REPORTS

22

5TH INTERNATIONAL FAIR KONFINDUSTRIA ALBANIA KOSOVO: REPORT DI UN VIAGGIO

DI

RENZO CARLUCCI

28 Visual Programming per l'interfaccia utente di GEOPOI 2.0 in Sogei DI MAURIZIO ROSINA

32 GeoPortale OpenData del Comune di Firenze: progettazione, implementazione e lessons learned DI ENRICO CASTAGNOLI, SIMONE GIANNECCHINI, LEONARDO RICCI

36 Analisi tipologiche e morfologiche a supporto della manutenzione programmata con l'ausilio di rilievi catastali ed analisi Istat in operazioni di esproprio DI AGATA LO TAURO

40

MONITORAGGIO REMOTO DELLE DEFORMAZIONI NELL'ISOLA DI SANTORINI: UNA PROCEDURA INTEGRATA DI ANALISI DATI GPS PRESSO LA SEZIONE INGV DI BOLOGNA DI

ARIANNA PESCI, GIORDANO TEZA, GIUSEPPE CASULA, ENZO BOSCHI

44 ArcGIS Server per la distribuzione delle informazioni del Trasporto Pubblico DI FLAMINIA LEGGERI, PATRIZIA MICHELI, ANNALISA PERLA

Vento Solare L'immagine di copertina è una rappresentazione degli effetti del vento solare sul campo geomagnetico terrestre in quella parte di atmosfera dove la propagazione dei segnali GNSS subiscono i ben noti fenomeni di rifrazione.

31 54 52 47 17 47 9 51 20 11 48

18 MERCATO 49GI IN EUROPE DI

INSERZIONISTI 3D TARGET Archeomatica Arvatec CGT Codevintec Epsilon Esri Exelis Geogrà GeoSolutions GESP

ALTRE RUBRICHE

Intergraph MicroSurvey NBL Planetek Sinergis Sokkia Teorema Trimble Virtualgeo Zenit

4 43 18 55 27 56 53 2 19 21

MAURO SALVEMINI

50 RECENSIONI 52 ASSOCIAZIONI 54 AGENDA


FOCUS

L’adozione del nuovo sistema di riferimento geodetico Italiano a colloquio con l’IGM

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 2012 (supplemento ordinario n. 37) è stato pubblicato il DM con cui è stato adottato un nuovo sistema di riferimento denominato ETRF2000 (2008.0). I precedenti sistemi di riferimento, ancora in uso in Italia, sono il Roma40 (più conosciuto come Gauss-Boaga o MonteMario), l'ED50 (European Datum 1950 spesso chiamato semplicemente UTM) e l'ETRF89 (WGS84). Molti si chiederanno il perchè e quale sia la motivazione di fondo che ha portato lo Stato italiano ad adottare un quarto sistema di riferimento in meno di 100 anni.

R

ipercorrendo la storia ad ogni cambiamento di sistema di riferimento geodetico si associano eventi epocali; il Roma40, famoso per essere stato riferito a Monte Mario, è il sistema storicamente più diffuso per tutta la cartografia IGM al 1:25000 ove le longitudini si contavano centrate su Roma da zero verso Est positive e da zero verso Ovest negative. Il riferimento abbracciava la nostra penisola celebrando una cartografia unificata da poco a seguito dell’Unità d’Italia. Con l’ED50 si adotta un sistema internazionale, si superano i confini dei riferimenti nazionali e le longitudini iniziano ad essere riferite al meridiano universale passante per Greenwich. Con l’avvento dei satelliti e del GPS nasce la necessità di utilizzare un nuovo sistema di riferimento per compensare le prime perturbazioni che vengono osservate nelle orbite dei satelliti. Questi infatti danno la posizione di ricevitori a Terra ma si trovano su orbite perturbate dalle variazioni dinamiche delle masse terrestri e si adotta pertanto un riferimento dinamico all’epoca chiamato WGS84 (World Geodetic System 1984) e in Italia concretizzato nell’ETRF89 (European Terrestrial Reference System 1989). Ma cosa è successo poi per arrivare a questo nuovo provvedimento? Lo abbiamo chiesto all’Istituto Geografico Militare, Organo Cartografico di Stato, intervistando il suo Comandante Giovanni Petrosino e il direttore del servizio geodetico Renzo Maseroli con i quali abbiamo avuto modo di scambiare sia sull’argomento che sull’importante ruolo dell’Istituto qua-

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le ente cartografico di Stato con la massima autorità per il coordinamento e l’uniformazione della cartografia nazionale e dei suoi relativi riferimenti geodetici relazionati alle reti europee e mondiali. Dai discorsi avuti trapela un energico recupero del ruolo di coordinamento per il massimo organo cartografico di Stato guidato verso il recupero di alcune lacune originatesi negli anni passati quando, le Regioni, in assenza di legislazione certa, si sono trovate ad operare in totale autonomia. Ma anche un recupero dell’immagine del nostro Istituto Geografico Militare che conscio delle sue competenze e delle sue capacità si impone con rigore anche negli organismi internazionali riprendendo il ruolo fondamentale che l’Italia aveva svolto nel secolo scorso. Le questioni poste al Comandante Petrosino affrontano quesiti di sicuro interesse per molti lettori dando risposta certa ai molti dubbi che sono sorti e, considerata l’adozione ufficiale del sistema, si spera che ora le Regioni provvedano velocemente all’adeguamento onde evitare le continue incertezze su quale sia il sistema di riferimento da utilizzare oggi in Italia. Quale Sistema di Riferimento mondiale utilizzava l’IGM prima del 2009? In Italia la prima adozione del Sistema di Riferimento Globale risale al 1996, e fu decisa a seguito dell’affermarsi delle metodologie di rilievo GPS che, già disponibili da alcuni anni a livello scientifico, stavano diffondendosi sempre più anche nelle attività tecniche.

L’IGM in quel periodo, proprio in vista di tale innovazione, stava portato a termine i lavori per la realizzazione della rete geodetica IGM95, interamente determinata con metodologia GPS e costituita, all’impianto, da circa 1200 punti omogeneamente distribuiti sul territorio nazionale con un’interdistanza di circa 20 km (fig. 1). La rete IGM95 costituiva in effetti la materializzazione del Sistema Globale sul territorio nazionale e ne permetteva l’utilizzo, consentendo posizionamenti satellitari di precisione per mezzo della traslocazione a breve distanza. Fu scelto opportunamente, fin dall’inizio, di allinearsi al Sistema che l’EUREF aveva definito per l’Europa pochi anni prima (1989), e che era già utilizzato da buona parte dei Paesi europei. Si tratta del Sistema ETRS89 (European Terrestrial Reference System 1989), del quale fu adottata la realizzazione ETRF89 (European Terrestrial Reference Frame 1989), l’unica disponibile in quel momento.

EUREF (EUropean REference Frame) è una sottocommissione dell’IAG (International Association of Geodesy), e costituisce il sodalizio scientifico europeo che si occupa della definizione dei riferimenti geodetici a livello continentale; ad essa aderiscono tutte le National Cartographic Agencies oltre ad alcune Università ed Enti di Ricerca, per l’Italia l’IGM.

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FOCUS

Figura 1 - Rete IGM95 all’impianto (1996).

Figura 2 - Rete Dinamica Nazionale.

La rete IGM95 fu calcolata in appoggio alle 9 stazioni dell’EPN (EUREF Permanent Network) presenti allora sul territorio nazionale, per le quali l’EUREF forniva le coordinate ETRF89, e precisamente: Monte Generoso, Mondovì, Monte Grappa, Medicina, Firenze (IROE), Roma M. Mario, Matera, Noto e Cagliari. La precisione della rete risultò ottima: gli errori quadratici medi delle coordinate forniti dal calcolo di compensazione, espressi a livello di confidenza del 95%, erano pari a 2,5 cm per la planimetria e 4 cm per la quota. Per oltre 10 anni la rete IGM95 ha materializzato il Sistema Globale sul territorio nazionale, consentendo ai tecnici italiani di ottenere determinazioni di precisione sfruttando a pieno le potenzialità del sistema GPS. Quali sono le ragioni che hanno portato dopo pochi anni a cambiare Sistema di Riferimento?

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A partire dagli anni ’90 le metodolo- ad ulteriori installazioni, operazione gie di sfruttamento del GPS hanno che avrebbe costituito in effetti uno avuto una continua evoluzione, che spreco di denaro; sono stati invece ha portato a semplificare sempre più stipulati accordi con gli Enti pubblici le tecniche di rilievo e a renderle più proprietari delle stazioni esistenti, per veloci e precise. L’aumento delle pre- ricevere via web le osservazioni a 30 cisioni ottenibili nelle determinazioni secondi in formato RINEX. richiede però un equivalente miglio- Nella scelta delle stazioni permanenti ramento nella definizione del Sistema si è cercato di ottenere un’uniforme di Riferimento nel quale tali determi- distribuzione, con particolare riguarnazioni si inquadrano. La realizzazione do alle zone marginali del territorio, ETRF89, pur essendo caratterizzata evitando al contempo i siti affetti da da incertezze dell’ordine di alcuni sensibili movimenti locali. L’interdicentimetri, non risultava adeguata a stanza fra le stazioni è variabile fra i supportare i Servizi di Posizionamen- 100 e i 150 km. Sono state incluse nel to in Tempo Reale, organizzati in Italia network 13 stazioni EUREF, indispendalle Regioni, ciascuna per il proprio sabili per l’allineamento all’ETRF2000; territorio, oltre che da alcuni network fra queste è presente la stazione dell’IGM (fig. 3) ufficialmente ricononazionali privati. D’altra parte il metodo RTK (Rial Time sciuta dall’EUREF dal marzo 2007 ed Kinematic), supportato da reti di sta- inclusa nell’EPN (EUREF Permanent zioni permanenti che mettono a di- Network – fig. 4). Sono state incluse sposizione dell’utente le correzioni inoltre le stazioni dell’ASI (Agenzia in tempo reale, consente di ottenere Spaziale Italiana), una parte di quelle buone precisioni (sub-decimeriche) dell’INGV (Istituto Nazionale di Geooperando con un solo strumento e fisica e Vulcanologia), oltre ad alcucon ridottissimi tempi di stazionamen- ne stazioni per ciascuna Regione, in to. Risulta quindi il metodo di gran lunga più produttivo ed economico, ed è perciò molto richiesto. Il Sistema di Riferimento in uso in quel momento in Italia penalizzava di fatto l’utenza tecnica nazionale, a cui era impedito l’utilizzo delle tecniche di rilevo più moderne ed economiche. L’IGM consapevole dell’importanza di dotare la Nazione di un Riferimento in linea con i tempi ed adeguato alle moderne tecnologie, ha approntato nel 2006 il progetto per la definizione di un nuovo Sistema i cui lavori hanno avuto inizio nella primavera del Figura 3 - Stazione GPS permanente dell’IGM. 2007. Il Riferimento scelto è la più recente realizzazione del Sistema ETRS89: precisamente l’ETRF2000 all’epoca 2008.0. Come è realizzato in Italia il nuovo Sistema? Il nuovo Sistema è materializzato in Italia dalla Rete Dinamica Nazionale (RDN), costituita da 100 stazioni permanenti GPS omogeneamente distribuite sul territorio nazionale (fig. 2). Al momento della realizzazione della RDN erano presenti in Italia oltre 300 stazioni permanenti GPS, istituite da vari Enti, molti dei quali pubblici, con svariate finalità; si è quindi ritenuto opportuno di non procedere

Figura 4 - EUREF Permanent Network nel 2008.

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FOCUS

Figura 5 - Approvazione ufficiale della RDN Italiana nel network europeo (2009)

modo da poter trasferire a tali Enti, gestori del posizionamento in Tempo Reale, il Riferimento nazionale. L’analisi dei dati è stata effettuata presso il Centro di Calcolo del Servizio Geodetico, appositamente allestito, utilizzando un software fra i più quotati a livello internazionale: il cosiddetto ”Bernese”. Il calcolo delle posizioni dei vertici della rete è stato eseguito in appoggio alle 13 stazioni EUREF suddette, utilizzando inizialmente le coordinate espresse nella più recente versione del sistema internazionale ITRS (International Terrestrial Refecence System): l’ITRF2005, trasportate temporalmente al 1 gennaio 2008 per mezzo delle velocità. A compensazione avvenuta le coordinate ITRF2005 sono state convertite in ETRF2000 utilizzando i parametri ufficiali dell’EUREF e mantenendo invariato il riferimento temporale: 2008.0. La precisione raggiunta nella definizione della posizione delle stazioni, migliore di 1 cm in planimetria e 1.5 cm in quota, ha consentito di chiedere all’EUREF l’approvazione ufficiale del network. Durante il Simposio EUREF di Firenze, conclusosi il 30 maggio 2009, il Technical Working Group dell’EUREF ha proposto ed ottenuto dall’Assemblea Generale l’integrazione della RDN nel raffittimento ufficiale europeo con la categoria “B”. Che impatto ha avuto sull’IGM questo cambio di Sistema di Riferimento ? In realtà non si tratta di un vero cambio di Sistema ma di un cambio di Realizzazione nell’ambito dello stesso Sistema: da ETRF89 a ETRF2000; comunque le coordinate dei punti, anche se di poco, cambiano. Per quanto riguarda il settore geodetico l’IGM si era già organizzato per presentarsi il 1° gennaio 2009, momento dell’ufficializzazione dell’ETRF2000, con tutti i dati aggiornati.

"Tali quantità assumono importanza solo nel settore geodetico, non in quello cartografico e dei GIS, tantomeno alle scale che ricadono nella competenza dell’IGM, cioè quelle topografiche e corografiche". La rete IGM95 è stata ricalcolata nella nuova Realizzazione per mezzo di un robusto collegamento di alcuni suoi punti con l’RDN. Le stazioni permanenti collegate sono 45 (fig. 5), selezionate in modo da ottenete una omogenea distribuzione sul territorio, con particolare riguardo alle zone marginali al fine di contenere la propagazione degli errori. Ciascuna delle 45 stazioni scelte è stata collegata con almeno 2 baseline GPS ad altrettanti punti IGM95 “originali”, quei punti cioè che risalgono all’impianto della rete statica ed hanno partecipato al calcolo di compensazione fondamentale. La stabilità dei punti IGM95 utilizzati per il riattacco è stata verificata chiudendo i poligoni costituiti dalle basi misurate in aggiunta a quelle d’impianto; tale controllo ha consentito anche di verificare la possibilità di mantenere buone precisioni utilizzando congiuntamente basi misurate in tempi diversi. Chiaramente questa operazione non ha migliorato la rete IGM95 ma l’ha resa omogenea all’RDN. L’IGM95 mantiene le imprecisioni che la caratterizzano, non superiori, come già detto, ai 5 cm, quantità per altro sufficiente per la quasi totalità delle applicazioni pratiche. In caduta sono stati ricalcali tutti i successivi raffittimenti della rete statica, fino a comprendere la totalità degli oltre 4000 punti che costituivano nel 2008 l’IGM95. Disponendo così di una maglia di punti “doppi” densa e diffusa su tutto il territorio, è stato possibile eseguire un dettagliato confronto tridimensionale fra i due Riferimenti:

ETRF2000-ETRF89

Latitudine

Longitudine

h Ellissoidica

Differ. media (val. ass.)

0.0016”

4.9 cm

0.0011”

2.6 cm

5.4 cm

Differenza massima

0.0038”

11.4 cm

0.0056”

12.8 cm

22.0 cm

ETRF89 ed ETRF2000. Le differenze hanno consentito la stima di precise griglie di conversione (griglie “GK”), con le quali è stato possibile aggiornare le procedure per il passaggio fra Sistemi; lo stesso software VERTO è stato aggiornato in VERTOK, e tratta ora 4 Riferimenti: ROMA40, ED50, ETRF89 e ETRF2000. Le differenze riscontrate risultano però molto modeste: i valori massimi non superamo i 13 cm in planimetria e i 22 cm in quota, in entranbi i casi con valori medi di circa 5 cm (vedi tab. 1). Tali quantità assumono importanza solo nel settore geodetico, non in quello cartografico e dei GIS, tantomeno alle scale che ricadono nella competenza dell’IGM, cioè quelle topografiche e corografiche. E qual’è stato l’impatto sull’utenza tecnica nazionale? Il discorso è equivalente a quello già fatto per l’IGM: le differenze fra ETRF2000 e ETRF89 incidono solo sulle determinazioni geodetiche e non sulla georeferenziazione degli oggetti tipica della cartografia e dei GIS, nemmeno se si considerano le scale tipiche della carta tecnica. Noi infatti consigliamo a tutti i produttori di tali dati di dichiarare il Sistema ETRS89 senza indicare la Realizzazione; le Realizzazioni possono variare nel tempo, ma presentano differenze a cui i loro dati non sono sensibili. A tal proposito il Servizio Geodetico dell’IGM ha posto recentemente in

Figura 6 - Collegamenti fra i punti dell’IGM95 e le stazione dell’RDN.

Tab. 1 – Differenze fra le Realizzazioni ETRF2000 ed ETRF89

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FOCUS

Insieme per l’intelligenza del territorio

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FOCUS di tutte le stazioni. In quanto ai ricalcoli della rete, che consentono anche il monitoraggio del Sistema di Riferimento sul territorio nazionale, abbiano fino ad ora proceduto con intervalli un po’ troppo lunghi rispetto gli standard europei, cercheremo di intensificare, per arrivare a fine anno ad intervalli mensili. Per quanto riguarda il passaggio fra Sistemi siamo, invece, pronti ad offrire il nostro ausilio a tutte le Pubbliche Amministrazioni che ne faranno richiesta.

Figura 7 - Maschere per l’aggiornamento gratuito dei punti IGM95 sul sito IGM.

cessione le griglie per il passaggio fra i Sistemi Geodetici anche nel formato NTv2. Questa nuova versione contiene gli stessi valori delle griglie nel formato GK, leggibili dai software VERTOK, e fornisce quindi gli stessi risultati, ma è accettata dalla maggior parte dei software GIS più diffusi, e consente quindi una fruibilità dei dati notevolmente maggiore. In linea con quanto anzidetto, nel formato NTv2, rivolto espressamente ai GIS, non è stata considera la differenza fra ETRF89 e ETRF2000, che risultano unitamente sotto l’acronimo ERTS89. Per quanto riguarda il settore geodetico la trasformazione dei dati in ETRF2000 può essere facilmente ottenuta utilizzando la versione aggiornata dei software VERTO (VERTOK), disponibile già dal momento dell’ufficializzazione della nuova Realizzazione. Chi avesse acquistato punti IGM95 in data precedente al 1° gennaio 2009, quindi con le coordinate in ETRF89, può aggiornarli gratuitamente all’ETRF2000 collegandosi al sito IGM: www.igm.org – Servizio Geodetico – Aggiornamento delle coordinate dei punti IGM95 … (fig. 7).

Figura 8 - Sito dell’IGM dedicato alla RDN.

10

Il DPCM del 10 novembre 2011, che ufficializza l’ETRF2000, quali oneri aggiuntivi dà all’IGM? Il Decreto del 10 novembre 2011 introduce una novità significativa nel settore delle informazioni territoriali, poiché, per la prima volta in Italia, ufficializza un Sistema Geodetico nazionale che deve essere utilizzato da tutta la Pubblica Amministrazione. Nei settori di nostra competenza infatti, l’uniformità dei dati costituisce un traguardo importante che, eliminando le ambiguità, rende realmente possibile ed efficace lo scambio delle informazioni fra le varie Amministrazioni. Le attività che il Decreto ci assegna venivano in realtà già eseguite, compatibilmente agli altri compiti istituzionali: ora avranno una maggiore priorità. "Per quanto riguarda il passaggio fra Sistemi siamo, invece, pronti ad offrire il nostro

Che cosa si prevede in Italia per il futuro dei Sistemi di Riferimento? Il sistema ETRS89 risulta soggetto, secondo le stime attuali, a movimenti dell’ordine dei millimetri, o delle frazioni di millimetro, all’anno; ritenendo tollerabili, anche per le applicazioni più esigenti, disallineamenti dell’ordine dei 3 cm, la nuova realizzazione dovrebbe mantenere l’attuale efficienza per qualche decennio.

Abstract Adoption of a new geodetic reference system On the Official Gazette no. 48 of 27 February 2012 (ordinary supplement no. 37) was published the Ministerial Decree which was adopted a new geodetic reference system called ETRF2000 (2008.0). The previous reference systems, still in use in Italy, are the Roma40 (better known as GaussBoaga and often called MonteMario), the ED50 (European Datum 1950, often called only UTM) and ETRF89 (WGS84). Many will wonder why and what the underlying motivation that led the Italian government to take fourth reference system in less than 100 years.

ausilio a tutte le Pubbliche Amministrazioni che ne faranno richiesta". L’IGM ha già da tempo attivato un sito dedicato all’RDN (www. igmi.org – Servizio Geodetico – Nuovo sito RDN), nel quale sono disponibili le monografie di tutte le stazioni (fig. 8). Entro fine anno completeremo questo servizio consentendo, come previsto dall’EUREF, anche lo scarico dei dati RINEX a 30”

Parole chiave RIFERIMENTO GEODETICO, RETE DINAMICA, SERVIZIO GEODETICO.

Autori GIOVANNI PETROSINO COMANDANTE IGM CTE@GEOMIL.ESERCITO.DIFESA.IT RENZO MASEROLI DIRETTORE SERVIZIO GEODETICO IGM INFO@GEOMIL.ESERCITO.DIFESA.IT ISTITUTO GEOGRAFICO MILITARE VIA CESARE BATTISTI, 10 FIRENZE IT INTERVISTA A CURA DI RENZO CARLUCCI DIRETTORE@RIVISTAGEOMEDIA.IT

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FOCUS

Attività solare, effetti ionosferici e servizi NRTK: quali connessioni? di Francesco Mancini, Marco Dubbini, Francesco Stecchi

L’attività solare si trova in un periodo di rapida crescita all’interno di un ciclo periodico della durata di 11 anni. Il campo magnetico terrestre ne è influenzato e con esso l’equilibrio dello strato superiore dell’atmosfera terrestre, la ionosfera, dove la propagazione dei segnali GNSS subisce i ben noti fenomeni di rifrazione. Considerato l’ulteriore incremento di attività solare fino ai massimi previsti per 2013, ci saranno ripercussioni sulle prestazioni dei servizi NRTK?

L’attività ionosferica La ionosfera rappresenta la parte superiore dell’atmosfera, compresa fra 50 e 1000km dalla superficie terrestre, caratterizzata dalla presenza di ioni in quantità variabile in base alla quota. Questo andamento è ben descritto dal profilo di Chapman che rappresenta la quantità di ioni prodotti in funzione della distanza dalla superficie terrestre e lungo un ideale profilo verticale. Da questo si vede che l’attività di ionizzazione si concentra principalmente intorno alla quota di 400-450km. Essendo l’attività ionosferica fortemente dipendente dall’irraggiamento solare, il profilo di Chapman deve essere riferito al valore di elevazione del sole sull’orizzonte. Gli effetti della ionosfera sulla propagazione delle onde elettromagnetiche sono ben noti agli utilizzatori di dati GNSS che operano con post-elaborazione dei dati. La ionosfera, infatti, è in grado di influenzare in modo significativo la propagazione delle portanti L1 e L2 che compongono il segnale emesso dai satelliti. La presenza di molecole ionizzate originate da processi foto-chimici, infatti, attribuisce alla ionosfera le caratteristiche del mezzo “dispersivo” in grado di produrre fenomeni di rifrazione, sui segnali che la attraversano, in funzione delle caratteristiche fisiche degli stessi. Inoltre, la propagazione

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Figura 1 - Influenza del “vento solare” sul campo magnetico terrestre.

delle onde attraverso la ionosfera può risultare fortemente influenzata da una variabilità dell’attività ionosferica che si può manifestare su base giornaliera, stagionale o in relazione all’attività solare che si manifesta con una ciclicità ben precisa. Fluttuazioni di breve termine nello stato dei livelli ionosferici possono essere legate all’emissione, da parte del Sole, di particelle elettricamente cariche (protoni ed elettroni) che costituiscono il cosiddetto “vento solare”. Alcuni eventi sono particolarmente intensi e possono provocare tempeste magnetiche e conseguenti disturbi ionosferici che alterano la propagazione delle portanti dei vari GNSS a causa dei fenomeni rifrattivi (figura 1). Le irregolarità nella distribuzione della densità elettronica possono anche provocare variazioni repentine delle proprietà fondamentali dell’onda (fase e ampiezza). Questo fenomeno prende il nome di scintillazione e, nel posizionamento satellitare, tale instabilità può compromettere il tracciamento del segnale da parte dei ricevitori GNSS e la corretta determinazione delle osservabili di codice e fase. Anche se l’attività solare mostra delle periodicità secolari, risulta particolarmente interessante analizzare il ciclo undecennale, osservato inizialmente grazie agli studi dell’astrofilo tedesco

Heinrich Schwabe, quantificato attraverso il cosiddetto sunspot number (numero di macchie solari). Questo conteggio quantifica il numero di macchie solari presenti nella fotosfera (regione della superficie del Sole). Tali macchie individuano delle aree caratterizzate da una temperatura minore di quella degli ambienti circostanti e da una rilevante attività magnetica. A causa della loro minore temperatura, circa 5000 gradi kelvin (K), esse appaiono scure all’osservazione della superficie solare rispetto alle aree circostanti, che possono raggiungere temperature di 6000 K. Sono disponibili dati sul numero di macchie apparse sulla superficie del Sole fin dal 1700, con una chiara tendenza all’aumento in epoche moderne e con valori massimi registrati negli ultimi 50 anni. Dunque il numero di macchie solari è correlato con l’intensità della radiazione solare. Durante il Minimo di Maunder (compreso tra il 1645 ed il 1715 d.C) esse quasi scomparirono e la Terra, nello stesso periodo, si raffreddò in modo consistente. La correlazione tra la numerosità delle macchie solari e la possibile influenza sul clima terrestre globale è oggetto di discussioni nella comunità scientifica nell’ambito delle tematiche del climate change.

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FOCUS La figura 2 mostra la principale periodicità nell’attività solare, quantificata attraverso il sunspot number mensile, che si sviluppa su un periodo di 11 anni (Hathaway et al. 1994). In particolare compaiono l’ultimo ciclo, terminato con un minimo di attività nel 2009, e quello attuale che si trova attualmente in una fase di rapida ascesa dell’attività solare con valori massimi del SSN previsto per Aprile-Maggio 2013. Per ulteriori dettagli su questi aspetti e per ottenere grafici aggiornati sull’andamento del SSN si possono consultare i servizi offerti dal SIDC (Solar Influences Data Analysis Center, Royal Observatory of Belgium) e AIUB (Astronomisches Institut, University of Bern). L’analisi di questi dati, che non si riportano per brevità, mostra, a partire dalla fine del 2011, un veloce incremento del SSN mensile al quale si associa una accentuata variabilità giornaliera del parametro. In base ai modelli previsionali, i valori di SSN che saranno raggiunti durante il prossimo picco di attività solare non dovrebbero raggiungere quelli degli ultimi cicli. Tuttavia, si deve tenere in considerazione anche il fattore di incertezza associata a tali previsioni ed una conoscenza dei fenomeni ciclici dell’attività solare in fase di definizione. La storia insegna anche che disturbi molto intensi nella trasmissione dei segnali radio possono manifestarsi anche nelle fasi di attività meno intense. Ad esempio, nel 1859 il cosiddetto Carrington Event fu associato ad una intensissima attività di eruzione solare

in un momento intermedio del ciclo undecennale. L’astronomo inglese Richard Christopher Carrington (1826 – 1875) osservò per la prima volta un’eruzione solare di straordinaria intensità e formulò l’ipotesi che tale fenomeno fosse legato alla tempesta magnetica che investì la Terra nei giorni successivi, causando l’interruzione dei servizi telegrafici per 14 ore e producendo fenomeni quali le aurore boreali a medie latitudini. La previsione di un incremento dell’attività solare nei prossimi 16 mesi al momento della stesura di questo testo (Febbraio 2012) ha indotto alcune organizzazioni coinvolte nella navigazione satellitare a predisporre dei servizi di previsione di disturbi ionosferici e magnetici prodotti da attività solare. Ad esempio la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration, USA) ha implementato i prodotti relativi allo space weather nel proprio programma di assistenza all’utenza GNSS ed è nato il Space Weather Prediction Center (SWPC), valido per i territori del Nord America. Per l’utenza GNSS l’alterazione dello stato ionosferico viene quantificata attraverso il Contenuto Elettronico Totale (Total Electron Content, TEC) dal quale si calcola poi il conseguente effetto sulle osservabili utilizzate nel posizionamento. Ripercussione sul posizionamento GNSS Le ripercussioni dell’attività ionosferica nel posizionamento GNSS possono essere più o meno serie in funzione della particolare tecnica utilizzata.

Figura 2 - L’ultimo ciclo undecennale del Sunspot Number (SSN) e l’attuale fase di crescita (dati aggiornati al mese di Novembre 2011). La linea continua rappresenta i valori medi attesi mentre quelle tratteggiate il range inferiore e superiore di variabilità del fenomeno (Hathaway, NASA, Marshall Space Flight Center).

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In ogni caso il parametro fondamentale che consente di modellizzare e quantificare l’effetto sulle osservabili GNSS è il TEC, definito come numero di elettroni liberi/m2. La stima del TEC può essere effettuata dall’analisi delle stesse osservabili GPS. Quindi il TEC deve essere considerato come il contenuto elettronico disponibile lungo il percorso satellite-ricevitore e condensato su una ideale superficie dell’ampiezza di un metro quadrato. In effetti, con le tecniche comunemente impiegate nel rilevamento GNSS per scopi geodetici, non è possibile ottenere informazioni sulla distribuzione spaziale delle cariche libere nei vari livelli ionosferici ed il valore del TEC è, a tutti gli effetti, un valore cumulativo. Questo valore presenta una notevole variabilità che dipende sia da fattori di influenza globale, come quelli descritti sopra, sia da fattori geografici. A questi si somma l’effetto dell’irraggiamento solare diurno con la sua variabilità su base stagionale. Nella stima del TEC attraverso le osservabili GPS deve essere tenuta in considerazione anche l’elevazione dei satelliti che forniscono i dati, questo a causa del maggiore strato di ionosfera attraversato dal segnale nel caso di satelliti bassi sull’orizzonte. Per questo motivo il valore del TEC deve essere ricondotto alla direzione zenitale (VTEC, Vertical TEC) prima di entrare nelle successive fasi del calcolo. L’importanza di una corretta valutazione di quelli che sono gli effetti ionosferici sul posizionamento GNSS è dimostrata dall’influenza che questi possono avere nella determinazione dello pseudorange (grandezza alla base della stima delle coordinate nei vari metodi di posizionamento). Questo errore introdotto dalla ionosfera può infatti raggiungere l’ordine di grandezza delle decine di metri nelle condizioni più critiche (Biagi 2009). In funzione delle tecniche di rilevamento e dei software utilizzati nella eventuale elaborazione delle osservabili GPS, gli utenti scelgono diverse strategie per contrastare l’effetto ionosferico. Nella navigazione e nel rilevamento in tempo reale “tradizionale” l’effetto dell’attività ionosferica può essere valutato attraverso i parametri del modello di Klobuchar. Questi sono relativi alla posizione specifica dell’utente ed all’istante in cui viene effettuato il lavoro in campagna e vengono comunicati dai satelliti attraverso il messaggio navigazionale. Questi parametri sono calcolati dalla rete di controllo della NGA (National Geospatial-Intelligence Agency).

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FOCUS Nel posizionamento con post-processamento dei dati, nel quale rientrano le tecniche relative per applicazioni di alta precisione, l’influenza della ionosfera può essere drasticamente ridotta attraverso l’uso di una particolare combinazione lineare delle osservabili L1 e L2 che viene appunto definita Iono-free (L3). In presenza di dati acquisiti da ricevitori abilitati alla doppia frequenza (L1/ L2) è possibile applicare la combinazione lineare L3 come osservabile di base per il calcolo dei vettori. Quest’opzione è prevista dai maggiori software utilizzati nel post-processamento dei dati GPS. Un approccio alternativo è quello di demandare la modellizzazione dell’effetto ionosferico a prodotti quali le Global Ionospheric Maps (GIM) che riportano, con cadenza bi-oraria, l’effetto ionosferico attraverso la stima del TEC ottenuta dall’analisi dei dati acquisiti dalle reti internazionali di stazioni permanenti GNSS (gestite dall’IGS, International GPS Services for Geodymanics). Queste mappe sono realizzate da diversi Istituti (CODE, Center for Orbit Determination in Europe – University of Bern; JPL, Jet Propulsion Laboratory - NASA) attraverso l’utilizzo di una diversa combinazione lineare delle osservabili. Quest’ultima, denominata Geometry Free (L4), contiene solo il termine di disturbo ionosferico che viene infine rappresentato su tutto il globo nelle mappe ionosferiche. Solo alcuni software sono in grado di gestire tale approccio alla risoluzione delle coordinate GNSS e sono, per lo più, di carattere scientifico. Nella figura 3 si riporta un prodotto GIM relativo al giorno 28/12/2011, ore 12.00 (UT) disponibile presso il sito http://www. aiub.unibe.ch dell’Università di Berna (Astronomisches Institut). Il VTEC viene rappresentato in Unità TEC (TEC Unit) dove 1 TECU = 1016 el/m2. Essendo, di norma, l’attività ionosferica legata all’azione della radiazione solare, si notano i maggiori valori di TEC concentrati attorno le aree equatoriali ed alle longitudini caratterizzate da condizioni diurne. I dati forniti dall’AIUB consentono anche di verificare le ciclicità già discusse per i fenomeni in esame attraverso l’analisi del valore medio globale del VTEC. La figura 4 evidenzia fluttuazioni di breve periodo che si sovrappongono al ciclo principale undecennale. Si evidenziano segnali: annuali, semestrali e quasi-mensili (27 giorni). L’analisi della figura 4 evidenzia valori del VTEC medio globale in rapida ascesa nell’ultimo periodo del 2011 (in particolare nel mese di Novembre). In questo periodo vengono raggiunte le 40 unità TEC, valori visti in precedenza solo alla

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Figura 3 - Mappa globale bi-oraria dell’attività ionosferica (unità TEC) relativa al giorno 357 (28 Dic. 2011, 10.00-12.00) Dati disponibili presso http://www.aiub.unibe.ch.

fine dell’anno 2003. La figura 4 mostra anche gli altri due picchi di attività previsti per il 2013, mentre il massimo assoluto di attività per il presente ciclo undecennale cadrebbe nel Maggio 2013. Dal momento in cui si scrive questo articolo l’attività è prevista in graduale aumento, seppur con le ciclicità già descritte. Possibili ripercussioni dell'attività ionosferica possono aversi anche sui servizi di posizionamento NRTK.

Come noto i servizi di posizionamento GNSS in tempo reale risolvono alcuni problemi relativi alle tradizionali tecniche di rilevamento RTK (Real Time Kinematic) dove l’utente lavorava con la coppia di ricevitori nella modalità Master-Rover e collegamento radio-modem per l’invio dei parametri richiesti nel calcolo di posizione della stazione mobile. Il principale limite della tecnica RTK è infatti quello di avere presta-

Figura 4 - Andamento del VTEC (globale e mensile) nel periodo 1999-2012 con proiezione dei valori fino al mese di Febbraio del 2013. La curva rossa rappresenta l’andamento dei valori medi mensili con una ciclicità di 27 giorni legata ai movimenti di rivoluzione della Terra attorno al Sole. La linea blu rappresenta un’estrapolazione dei valori dalla quale si notano le ciclicità undecennali, annuali e semestrali. Infine, i punti neri rappresentano i valori medi giornalieri.

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FOCUS

Natura bias Non dispersivi (indipendenti dalla frequenza) Non dispersivi ma dipendenti da un errore sulla frequenza

Dispersivi (dipendenti dalla frequenza e diversi su L1 o L2)

Tipo di bias

Correlazione spaziale

Effemeridi

elevata su grandi distanze (>100 km)

Troposfera

Regionale (decine di km)

Orologio ricevitore

Identici sulla stessa stazione

Orologio satellite

Identici sullo stesso satellite

Ionosfera

Regionale (decine di km)

Multipath

Non correlati, dipendenti dal sito

Variazione centro di fase delle antenne

Non correlati, dipendenti dal sito

Tabella 1 - Suddivisione degli errori tipici dei sistemi GNSS in dispersivi e non dispersivi e loro effetto spaziale.

zioni che sono dipendenti dall’interdistanza Master-Rover, con decremento dell’accuratezza all’aumentare di questo valore. I servizi di posizionamento, invece, utilizzano una rete di stazioni permanenti, sincronizzate fra loro, che acquisiscono le osservabili GPS da inviare all’unità di controllo. Il software di rete ha il compito di effettuare una separazione dei bias, distinguendo la componente geometrica da quella dispersiva. La tabella 1 riassume tali errori per i quali si citano anche gli eventuali fenomeni di correlazione spaziale introdotti (Cina et al. 2008). La stima dei parametri riportati nella tabella 1, da parte del centro di controllo del servizio, consente il successivo calcolo delle ambiguità intere tra tutte le stazioni della rete e tutti i satelliti in vista. Si ricorda che la stima del valore di ambiguità (cicli percorsi dalle portanti GNSS al momento del tracciamento da parte dei ricevitori) rappresenta un presupposto fondamentale in tutte le tecniche di posizionamento basate sull’utilizzo delle fasi. Il calcolo dei valori interi di ambiguità consente quindi di ridurre tutte le osservazioni allo stesso “livello di ambiguità”. Anche la sincronizzazione degli orologi deve essere garantita dal centro di controllo fino ad arrivare al cosiddetto “livello comune di orologio”. Come si vede dalla tabella 1, gli errori relativi agli orologi sono di tipo non dispersivo ma la loro corretta determinazione può essere influenzata dalla stabilità del segnale. E’ anche evidente che eventuali difficoltà nell’operazione di ricostruzione delle informazioni relative al ritardo ionosferico ed alla sincronizzazione degli orologi si possono ripercuotere nel posizionamento fina-

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le da parte della stazione rover. Infatti il calcolo dei ritardi avviene a monte dei vari metodi che possono essere utilizzati dal servizio Network RTK (ad esempio MAX-FKP, MRS o VRS). Infine, si ricorda che il protocollo di comunicazione RTCM 3.x consente l’invio delle correzioni di fase “corrette” dell’errore d’orologio e del valore di ambiguità. La stazione rover, a sua volta, deve eseguire la stima di queste grandezze per i satelliti in vista e tale operazione potrebbe risultare difficoltosa in presenza di un segnale soggetto a fenomeni di rifrazione ionosferica intensi. Analisi di un campione di dati della rete So.G.E.R. Per verificare se e quali sono gli effetti dell’incremento dell’attività ionosferica sui servizi di posizionamento, è stato analizzato un campione di dati relativo alla rete So.G.E.R. (Società Geometri Emilia Romagna) relativo all’anno solare 2011. La Rete si compone di 15 Stazioni Permanenti GNSS con inter-

distanza media di circa 50 km e distribuite uniformemente sul territorio regionale (figura 5). I servizi di posizionamento offerti sono quelli classici e non saranno discussi. La Rete, completata nel 2007, a partire dal 2008 è affidata dalla Geotop srl di Ancona che ne cura la gestione e la manutenzione. La scelta di un unico servizio di posizionamento per questo lavoro, limitato geograficamente alla sola Regione Emilia Romagna, è legata all’esigenza di condurre lo studio su un campione di utenti che operi nell’ambito della stessa infrastruttura NRTK. In questo modo si possono verificare le prestazioni del servizio di posizionamento a parità di altre condizioni operative. Ad esempio, l’utilizzo di servizi NRTK differenti introdurrebbe alcuni distinguo legati alla geometria dell’infrastruttura ed al tipo di servizio offerto. Per un’analisi dettagliata su questi aspetti si veda il lavoro di Petrosillo et al. (2011). La verifica delle prestazioni raggiunte dagli utenti rappresenta un passaggio alquanto difficoltoso. Infatti, le variabili che incidono sulla qualità del posizionamento raggiunto sono molte e generalmente vanno ricercate nelle condizioni in cui l’utente si trova ad operare (visibilità dei satelliti, corretto utilizzo della strumentazione, tipologia di rilevamento effettuato e modalità operative) tutti fattori difficilmente controllabili. Tuttavia il server di gestione del servizio NRTK raccoglie, per tutti gli utenti connessi, la tipologia di posizionamento raggiunto, epoca per epoca, attraverso la comunicazione della stringa GGA (standard NMEA) che fornisce anche l’informazione sulla posizione dell’utente nell’epoca di riferimento. Inoltre, attraverso l’analisi della stringa GGA è possibile verificare lo stato relativo al tipo di posizionamento ottenuto dall’utente, distinguendo ad esempio il livello SPS (Standard Positio-

Figura 5 - La rete So.G.E.R. utilizzata nella verifica delle prestazioni dei servizi di posizionamento raggiunte dagli utenti nel 2011.

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FOCUS

Ringraziamenti I dati oggetto del presente studio appartengono alla Rete di Stazioni Permanenti della Fondazione Geometri e Geometri Laureati dell’Emilia Romagna e sono stati messi a disposizione dall’azienda Geotop SRL che ne ha la gestione.

Bibliografia • Biagi L. (2009), I fondamentali del GPS. Geomatics Workbooks, vol. 8. • Cina A, Manzino A, Piras M. (2008), Le reti NRTK alla luce del nuovo formato RTCM3. Bollettino SIFET 2, 81-105. • Hathaway DH, Wilson RM, Reichmann EJ. (1994), The Shape of the Sunspot Cycle. Solar Physics, 151, 177-190. • Petrosillo M, Dabove P, De Agostino M. (2011), What effects does network size have on NRTK positioning? Inside GNSS, vol. 6, n. 6, 24-29. Figura 6 - In alto, grafico a dispersione relativo alle percentuali giornaliere di epoche con soluzione SPS per ogni utente e sessione. In basso, curve relative alla media mobile della percentuale giornaliera di epoche con soluzione SPS (in bianco) ed al valore del SSN (in giallo). Il periodo di riferimento è rappresentato dall’anno solare 2011.

ning Service) da un posizionamento RTK (Real Time Kinematic) float, di qualità inferiore. Un possibile parametro che si può utilizzare (a-posteriori) per quantificare la qualità e l’affidabilità complessive delle posizioni ottenute tramite il servizio NRTK potrebbe essere il rapporto tra il numero epoche con posizionamento tramite SPS ed il numero epoche totali, questo per ogni sessione di misura. Ovviamente questo valore rimane soggetto ad un certo livello di incertezza in quanto le sessioni sono relative a durata e condizioni operative molto diverse. Per rendere l’analisi il più affidabile possibile è stato scelto un campione di utenti che ha lavorato con regolarità nell’anno 2011 e, per questi, sono state selezionate solo sessioni della durata maggiore di 10 minuti con campionamento ogni 5 secondi. Il campione risulta così composto da 15 utenti “esperti”. Anche se il numero di utenti è limitato, va considerato che questi sono scelti tra i principali utilizzatori del servizio di posizionamento So.G.E.R. In figura 6 (in alto) il grafico a dispersione riporta, per ogni sessione/utente, il rapporto tra il numero di posizioni ottenute in modalità SPS ed il numero totale. In basso invece compare un confronto fra il valore medio giornaliero di tale parametro, per l’anno 2011, ed il trend relativo al SSN. Entrambi sono rappresentati tramite media mobile calcolata su una finestra temporale di 5 giorni. La figura mostra un peggioramento delle prestazioni del servizio di posizionamento proprio nel periodo che ha visto la massima attività solare dell’anno 2011 con elevati livelli di attività ionosferica.

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Infatti, mentre la percentuale si attesta mediamente su valori vicini al 90%, nel periodo compreso fra il 10 ed 16 Novembre i valori medi sono nettamente inferiori ed arrivano al 40%. L’analisi dei valori giornalieri puntuali (linea punteggiata) evidenzia che il giorno 14 Novembre 2011 la percentuale media di epoche con SPS per tutti gli utenti al lavoro è solo del 10%. Dunque, nel periodo analizzato sembra esistere una relazione tra attività solare, attività ionosferica e prestazioni del servizio di posizionamento. La previsione di un aumento dell’attività solare che, attraverso le periodicità descritte, raggiungerà il massimo nel Maggio del 2013, lascia pensare che nuove difficoltà si potranno verificare. Tuttavia, questi periodi di picco dell’attività solare sono prevedibili in base allo studio della serie storica del SSN (vedi figura 2) che produrrebbe un incremento nell’attività ionosferica su scala globale (vedi figura 4) e quindi possibili periodi di “crisi transitoria” per gli utenti che si affidano a questi servizi. Inoltre, non si possono escludere difficoltà nel posizionamento, anche assoluto, per tutti i sistemi GNSS operativi nel prossimo futuro. Conferme ai risultati di questo studio potrebbero derivare dall’analisi di dati relativi ad altri servizi di posizionamento che al momento non sono disponibili.

Parole chiave ATTIVITÀ SOLARE, IONOSFERA, TOTAL ELECTRON CONTENT (TEC), GNSS.

Abstract Solar activity, ionospheric effects and NRTK services: what connections? As recognized by hundreds of years of sun observation by the researcher in eliophysics, the Sun is now entering in a period of increased activity. The producing of sunspots, solar flares and coronal mass ejection from the Sun’s surface is able to create anomalies in the magnetic field that could stream towards the Earth. The terrestrial magnetic field may be influenced by the “solar wind” and the ionized upper layer of the atmosphere, called ionosphere, could be affected by scintillation and induced delays of the travelling signals. Several critical infrastructures would be influenced by such a disturbance. The 11-years long cycle of solar activity is expected to reach the peak by the middle of the year 2013 and possible effects on the GNSS (Global Navigation Satellite System) services have to be accounted for. This is because of the properties by the ionospheric layers to delay the GNSS signals depending on the electron density within the ionospheric strata. This study focuses on the effects of the ionospheric disturbance on the NRTK (Network Real Time Kinematic) services through the analysis of the performances achieved by the users during the year 2011, when a fast rising in ionospheric activity was recorded by the end of the year. A relationship between the reliability of positioning and the ionospheric activity was found.

Autori FRANCESCO MANCINI, DIAC, POLITECNICO DI BARI, F.MANCINI@POLIBA.IT MARCO DUBBINI, UNIVERSITÀ DI BOLOGNA, MARCO.DUBBINI@UNIBO.IT FRANCESCO STECCHI, CIRSA, UNIVERSITÀ DI BOLOGNA, FRANCESCO.STECCHI2@UNIBO.IT

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MERCATO Al nastro di partenza il progetto comunitario smeSpire E' partito nel mese di maggio il progetto comunitario “smeSpire - A European Community of SMEs built on Environmental Digital Content and Languages”. Si tratta di una Support Action di durata biennale del 7° Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico della Commissione Europea, finanziata dalla Direzione Generale Società dell’Informazione e Media nell’ambito dell’iniziativa Comunitaria dedicata alle PMI ed ai contenuti digitali. Il progetto é coordinato da Epsilon Italia e vede la partecipazione di 15 partner (8 dei quali PMI) provenienti da 12 Stati Membri dell’Unione Europea. L’obiettivo principale del progetto è di supportare le PMI Europee del settore geo-ICT nel capitalizzare i benefici della Direttiva Comunitaria INSPIRE (che “definisce una infrastruttura per l’informazione spaziale in Europa a supporto delle politiche ambientali Europee e di politiche o attività che possono avere un impatto sull’ambiente”). Ciò sarà reso possibile mediante diverse azioni, tra cui: 1) una stima del mercato potenziale delle PMI del settore geo-ICT in relazione ad INSPIRE; 2) pacchetti di formazione, fruibili all’interno di una piattaforma e-learning, progettati per formare professionisti che lavorano nel campo della gestione dei dati ambientali legata ad INSPIRE; 3) un catalogo di buone prassi a livello europeo nel campo della gestione di contenuti digitali ambientali; 4) eventi di disseminazione organizzati in ciascuno dei 12 Stati Membri partecipanti al progetto per la diffusione dei risultati a livello nazionale e locale; 5) una rete europea di PMI e di altri attori istituzionali che punti a colmare il divario tra la domanda di dati ambientali digitali guidata da INSPIRE e l’offerta di soluzioni geo-ICT guidata dall’industria, con l’obiettivo di incoraggiare e facilitare la partecipazione delle PMI; 6) un business model per le PMI del settore geo-ICT in grado di convertire in valore economico l’innovazione tecnologica contenuta nel processo di implementazione di INSPIRE; 7) un database contenente informazioni sulle PMI del settore geo-ICT in Europa, utile per mappare competenze delle PMI europee ed effettuare analisi e studi di business intelligence; 8) un incremento di sensibilizzazione sull’importanza dell’interoperabilità, soprattutto in relazione alla Strategia Europea sull’Interoperabilità, al Framework Europeo sull’interoperabilità ed al Programma Comunitario ISA (Soluzioni Interoperabili per le Pubbliche Amministrazioni Europee). Il progetto sarà presentato alla INSPIRE Conference 2012 che si terrà ad Istanbul dal 23 al 27 giugno prossimi, all’interno di un workshop dedicato dal titolo “Le PMI sono pronte a capitalizzare i benefici di INSPIRE?”, nell’ambito del quale diverse PMI – anche non partner del progetto – racconteranno le loro storie di successo. Maggiori dettagli e aggiornamenti sul progetto sono disponibili sul sito www.smespire.eu (Fonte: Epsilon Italia)

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MERCATO Il mercato globale del GNSS potrà arrivare a 3,3 miliardi di dollari entro il 2016 I GPS, a livello di chip, con le altre tecnologie GNSS si stanno dirigendo ora oltre i mercati di massa, quali quello dei telefoni cellulari e dei dispositivi di navigazione tradizionali, con un mercato globale che prevede la vendita di circa 1,8 miliardi di unità OEM (schede da inserire in prodotti) per un valore di oltre 3,3 miliardi di dollari entro il 2016, secondo un nuovo report della ABI Research. L'analisi di mercato "GPS IC and Devices Forecasts, Global" effettuata dalla ABI Research, fornisce previsioni di richiesta di circuiti integrati (IC) GPS / GNSS e quote di mercato da nove produttori chiave di dispositivi elettronici di consumo (CE). Fornisce inoltre previsioni per alternative ibride di tecnologie di localizzazione, fornendo un ampio quadro del mercato della futura geolocalizzazione. Il GPS, e più in generale il GNSS, è sempre stato fortemente legato ai navigatori veicolari e ai dispositivi di comunicazione mobile, secondo gli autori dello studio. Ma le schede GNSS ora stanno trovando applicazioni in macchine fotografiche, giochi e tablets. Inoltre le microcelle, che stanno attirando i produttori di comunicazione cellulare, rappresentano opportunità di grande volume, con alcune aziende che sviluppano soluzioni GNSS specifiche per soddisfare le particolari esigenze specifiche di questo mercato. I mercati dei dispositivi affrontati nello studio includono il cellulare, il fitness/ricreativo, i tablets, i computer portatili, i giochi, i navigatori veicolari, il monitoraggio personale e le microcelle. Un'approfondimento particolare è previsto sul mercato dei cellulari, guardando alla base installata e le previsioni di spedizione in 10 paesi e regioni. I dati di mercato offrono anche le previsioni per alternative ibride di tecnologie di localizzazione, fornendo unità di volume e proiezioni sulle entrate per il cellulare, Bluetooth, Wi-Fi, NFC, sensori inerziali, audio e altre tecnologie di localizzazione, attraverso il cellulare, computer portatili, tavolette, gaming, ebook e mercati delle fotocamere. Il Senior Analyst in telematica e navigazione, Patrick Connolly, dice: "In definitiva i produttori GPS / GNSS dovranno combinare un numero crescente di tecnologie, per promuovere dappertutto il posizionamento in interni ed in esterni. Il report è acquistabile a questo indirizzo: http://www.abiresearch.com/research/1009654 (Fonte InsideGNSS)

Imparare a lavorare con i dati Lidar in ArcGIS 10.1 di ESRI Con l'aumentare della disponibilità e convenienza dei dati lidar, Esri sta sviluppando strumenti per aiutare gli utenti ad utilizzare contenuti 3D nei loro flussi di lavoro per i sistemi informativi geografici (GIS). In ArcGIS 10.1, l'ultima versione del software Esri, i dati lidar potranno essere gestiti, visualizzati, aggiornati e condivisi, il tutto rimanendo nel formato nativo lidar. Il 24 maggio 2012, per mostrare come utilizzare i dati lidar nei vostri flussi di lavoro, Esri ospiterà un seminario di formazione dal vivo Utilizzando dei dati Lidar in ArcGIS 10.1. Il seminario vi introdurrà ai metodi con i quali è possibile trattare con ArcGIS i dati lidar. Imparerete come è possibile visualizzare e modificare rapidamente i dati quali punti e reti triangolari irregolari (TIN),con codici di classificazione. Dal momento che i dati lidar provengono generalmente in raccolte di file LAS, potrete anche imparare a gestire queste raccolte utilizzando un set di dati mosaico, così pure come la diffusione di dati LIDAR per applicazioni desktop e web. Dopo aver visto questo seminario, si sarà in grado di: creare e visualizzare modelli di superfici con dati lidar, editare codici di classificazione LAS e accedere ai file LAS da un mosaic dataset Questo seminario di formazione dal vivo è orientata a chi lavora con o ha appena iniziato a utilizzare i dati lidar. Una conoscenza di base del lidar e di ArcGIS è consigliato ma non obbligatorio. I partecipanti avranno bisogno di una connessione Internet a banda larga e un account Esri Global per vedere il seminario di formazione dal vivo. La creazione di un account Esri Global è facile e gratuita: vai al sito esri.com/lts, fai clic su Login, e registra il nome e indirizzo. http://training.esri.com/Gateway/index.cfm?fa=seminars.viewDetails&;course_id=178 (Fonte: ESRI)

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MERCATO GEOSDI, dati del sisma e segnalazioni in tempo reale

GetLOD, soluzione per i Linked Open Data geografici

GEOSDI, la piattaforma realizzata dal gruppo di ricerca geoSDI afferente al CNR IMAA, Centro di Competenza per le Spatial Data Infrastructure del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha attivato ulteriori servizi per il rilievo dei danni sul posto con l'uso di semplici smartphone e l'invio in tempo reale dei dati rendoli immediatamente disponibili sulle mappe, annullando i tempi di trasferimento dei rilievi e dandone immediata disponibilità in rete. Applicazione Android geoSDIgeoPoints consente a chiunque abbia uno smartphone android dotato di fotocamera, connessione di rete e ricevitore GPS, di segnalare un danno conseguente al sisma, rispondendo, mediante selezione dei valori proposti, ad una serie di domande circa il tipo di evento, l’area colpita, il numero di persone coinvolte, ecc. Utilizzando i controlli dello smartphone, l’applicazione consente anche di segnalare l’esatta posizione del danno che si sta segnalando e di allegare una fotografia. I dati così raccolti vengono inviati ad un server, che li organizza per poter essere visibili come un servizio WMS (Web Map Service), dunque visualizzato sulla cartografia del sistema maps.geosdi.org. Il servizio, ancora sperimentale, è già accessibile. Potete scaricare l'applicazione al seguente link: www.geosdi.org/ geoSDIcollect.apk Per seguire in tempo reale tutti i dati relativi al sisma e le segnalazioni inviate dagli utenti attraverso l'applicazione mobile potete collegarvi al link: maps.geosdi.org le credenziali di accesso sono: utente: demo password: demo

geoSDI si interfaccia con servizi dell'INGV, per erogare come servizio WMS i rilevamenti in tempo reale degli epicentri dello sciame sismico.

Planetek Italia s.r.l. e SINERGIS s.r.l, aziende leader nel settore dell’informazione geografica in Italia, hanno unito le proprie competenze e hanno messo a punto GetLOD, una soluzione per la pubblicazione di Open Data geografici sotto forma di Linked Open Data. In uno scenario in cui aumenta la disponibilità di servizi web cartografici disponibili con licenze d’uso di tipo open, GetLOD consente di rendere disponibili le informazioni geospaziali in formato Linked Open Data, facilitandone così l’aggregazione con altri dati, l’elaborazione e l’analisi. GetLOD nasce infatti dall’esigenza di massimizzare il valore dei dati geografici che, resi accessibili in maniera conforme ai formati standard di riferimento per gli open data, anche se pubblicati in modo indipendente da diversi soggetti, possono essere incrociati liberamente da terze parti. Qualsiasi applicazione informatica, grazie al formato aperto e standardizzato, può così accedere a questi dati e riutilizzarli in modo creativo sfruttando, per i propri obiettivi, le relazioni (link) fra informazioni eterogenee. La soluzione GetLOD garantisce la pubblicazione di dati geospaziali, partendo dai tradizionali webservice cartografici, come dati aperti e linkabili. Rendendo fruibili le informazioni geografiche sotto forma di open data, con particolare attenzione per il formato RDF/XML, GetLOD assicura la fruizione dei dati come Linked Open Data, e quindi la loro indicizzazione sui motori di ricerca di open data e l’integrazione con portali di dati aperti o con il Comprehensive Knowledge Archive Network (CKAN), il catalogo di dataset e progetti liberi. GetLOD è una soluzione OPEN e riusabile, che si integra in modalità standard a Geoportali cartografici, Portali Open Data e Infrastrutture di Dati Territoriali basate sugli standard per l’interoperabilità definiti dall’Open Geospatial Consortium (OGC), e consente di pubblicare i dati geografici aperti sia in formato RDF (Linked Open data per l’appunto) sia in altri formati di interscambio non linkabili (ad esempio shapefile e GML). SINERGIS e PLANETEK hanno realizzato le prime componenti della soluzione nell’ambito di un progetto di sviluppo evolutivo dell’infrastruttura geografica della Regione Emilia-Romagna.

(Fonte: redazione)

(Fonte: Comunicato Stampa)

La piattaforma geoSDI realizza un apposito scenario per la gestione cartografica dell'emergenza, realizzato in collaborazione con il Dipartimento e comprende i dati geospaziali erogati dall'INGV, dall'AGEA ed altri Centri Di Competenza, integrati con i dati di Protezione Civile come servizi OGC e resi disponibili in tempo reale.

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REPORTS

5th International Fair Konfindustria Albania & Kosovo: Report di un viaggio di Renzo Carlucci

Quando la redazione di GeoMedia ha ricevuto l’invito da parte della rete di Impresa GIS Italiana GeoNetCom di partecipare come “osservatore” ad un interessante mercato estero (l’Albania) e di verificare come 5 aziende italiane (GisItalia srl Milano-Trento, I&S Informatica e Servizi Trento, Geoslab srl Avellino, Sistemi Territoriali srl Pisa e Tecnopiani srl Roma-Chieti) e due new entry della rete (MARSec spa Benevento e ISE-Net Torino) stanno lavorando insieme per l’internazionalizzazione, l’offerta era troppo ghiotta per rinunciarci, anche perchè per il sottoscritto era l’occasione di rientrare in contatto con Tirana dopo ben 16 anni.

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REPORTS arrivo a Tirana in aeroporto dà subito l’idea di “nuovo” e si nota la ricerca di “ordine” e di “efficienza” che stupisce e che fa capire come questo paese abbia voglia, velocemente, di recuperare il tempo perduto. Il primo pensiero va subito ai nostri ricordi e alla chiusura delle epoche passate, in cui anche il solo passare davanti alle coste in mare portava emozioni di un rischio ormai fatuo ma, dall’altra parte, si risvegliava la curiosità per un paese che era ancora incontaminato in cui era difficile entrare per poter andare a godere della sua selvaggia natura quale ad esempio le favolose spiagge ove incauti esploratori si avventuravano tentando il varco della frontiera di Saranda. Dall’aeroporto direttamente in Fiera, presso il Centro Congressi di Tirana, al Forum aperto dal Primo Ministro Sali Berisha, prima impressione? Oltre 100 aziende cinesi presenti... sicuramente degli spazi persi per il nostro paese che, per superare la crisi, deve capire prima come fare sistema e aiutare la piccola e media impresa ad affrontare il futuro. Arrivati allo stand di GeoNetCom si “respira” finalmente aria di casa, quì le competenze viste sono trasversali, il MARSec mette a disposizione le conoscenze sui dati satellitari, la Geoslab interviene nell’acquisizione dati in campo, anche grazie al mezzo attrezzato che in quei giorni ha acquisito oltre 20 km di strade di Tirana identificandone ampiezza, stato, segnaletica, passi carrai e molto altro. GisItalia e Sistemi Territoriali portano le competenze GIS sia web che mobile, la Business Intelligence territoriale e le competenze di dominio, Informatica & Servizi porta un’importante esperienza legata alla raccolta rifiuti e una suite di prodotti per lo studio tecnico di sicuro interesse, la ISE-Net invece una profonda conoscenza tecnica sull’inquinamento delle falde, Tecnopiani, ancora, la capacità di scrivere e presentare progetti da finanziare tramite Comunità Europea e Banca Mondiale. Un mix interessante di capacità e tecnologie che aumentano il valore grazie alla peculiarità di queste aziende di presentarsi aggregate. Incontriamo il promotore dell’evento Gjergj Buxhuku Presidente di Konfindustria di Albania & Kosovo e gli chiediamo come vede questo raggruppamento di imprese Italiane; la sua risposta è positiva e afferma: “oggi l’Albania ha bisogno di tecnologie che aiutino a conoscere il territorio, perchè se il territorio non lo si conosce nei dettagli e non ci sono a supporto le giuste tecnologie non si può avere uno sviluppo veloce, certo e sostenibile. L’Albania è alle prime esperienze ma sta facendo i passi giusti, si pensi solo all’agenzia per l’NSDI voluta dal Ministro dell’Innovazione tecnologica Albanese Genc Pollo”. La visione di una NSDI collegata allo sviluppo economico del paese colpisce il nostro cuore nel pensare alle attuali traversie dell’Italia in cui con difficoltà si sta andando verso Inspire subendola come un obbligo, mentre qui in Albania, pur non avendo obblighi Europei, la desiderano e la adottano. E che dire di una Agenzia dedicata, quando da noi, dopo essere stata soppressa 40 anni fa la Commissione Geodetica, ad oggi ancora non abbiamo una vera Agenzia che legislativamente colmi la carenza con una riformulazione adeguata ai tempi. L’interesse dell’Albania verso le tecnologie GIS è sempre più attento e l’esperienza e le capacità dell’Italia nel settore non sono messe in discussione, ed anzi l’Italia, come sempre, è il Partner ideale per l’Albania, si pensi solo alla gara vinta dal CSI Piemonte per la prima registrazione del catasto. Ecco perché Konfindustria sta appoggiando l’esperienza della rete d’impresa italiana e la sostiene aiutandola a inserirsi nel contesto Albanese e introducendola nei principali enti Albanesi. La GeoNetCom, come rete di impresa in Albania, ha de-

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L’intervento di Emilio Misuriello durante il Forum Albania-Cina.

ciso di costituirsi come azienda giuridica locale con una partecipazione di azionariato misto 60% Italiano e 40% Albanese, amministratori dell’azienda l’ing. Pjerin Marku (già consulente per il Primo Ministro e per il Ministro dell’innovazione Tecnologica Albanese per l’ICT e l’infrastruttura GIS) e l’Arch. Emilio Misuriello (Presidente di GisItalia srl). Parlando con Marku si comprende la voglia di aprire velocemente un mercato che è maturo per l’innovazione GIS, che si prepara alla costruzione di importanti infrastrutture ma che è anche molto attento alla questione dei Beni Culturali. Afferma Marku “Parlando con il Ministero dei Beni Culturali è risultato evidente che la catalogazione dei beni e la loro georeferenziazione oggi sia una necessità per l’Albania non solo per preservare il patrimonio, ma anche per valorizzare siti archeologici importanti e sconosciuti ai più, integrandosi al progetto di NSDI dell’Albania”. Conclude Misuriello “Operare in Albania oggi significa anche qualità, ed è per questo che oggi qui a Tirana abbiamo invitato a partecipare l’Arch. Francesco Lavecchia che oltre a importanti progetti di catalogazione in Italia si è distinto per la catalogazione dei beni culturali della Tunisia e dello Yemen; la nostra intenzione è di radicare le nostre aziende nel territorio, e quindi operare e fare progetti di qualità per evitare i ‘mordi e fuggi’ che tanto fanno male alle aziende che si

Acquisizione dati in campo grazie al mezzo attrezzato Geoslab che ha acquisito oltre 20 km di strade di Tirana identificandone ampiezza, stato, segnaletica, passi carrai e molto altro.

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REPORTS

L'imponente presenza di stands cinesi.

dedicano alla internazionalizzazione”. Un capitolo a parte è stato quello con il comune di Tirana, in quanto da tempo GeoNetCom è in contatto con l’ente; importante la visita fatta dal sindaco di Tirana Lulzim Basha con il Direttore Generale Henrik Hysenbegasi e il Direttore Responsabile per i progetti cofinanziati della Comunità Europea Gent Gogaj presso lo stand della GeoNetCom; lunga la chiacchierata con lo staff tecnico e forte l’interesse verso le tecnologie. Il Comune di Tirana sta attraversando un periodo di particolare fermento, durante la fiera una delegazione del Qatar era in visita al Comune per capire gli investimenti possibili e inoltre, anche la delegazione Cinese ha mostrato forte interesse verso la Città che sta attraversando un periodo dinamico e di forte crescita. La GeoNetCom ha poi dato seguito alla visita del Sindaco con un incontro presso la Municipalità, dove è stato installato il software di controllo dei dati stradali georeferenziati. All’incontro ha partecipato anche la Prof. Angela Poletti del Politecnico di Milano che con Konfindustria e la Tirana Business University sta lavorando su un osservatorio del mercato immobiliare in Albania.

National Spatial Data Infrastructure (N.S.D.I. in Albania) L’Albania è in una fase di sviluppo, dove è importante l’infrastruttura che permetterà di governare coerentemente il paese per avviarlo alla integrazione con l’Europa e trasformarla in uno stato moderno. Riforme infrastrutturali sono state avviate da tempo in tutti i paesi occidentali d’Europa per la realizzazione della piattaforma Geospaziale, in Albania invece, attualmente si vive una situazione particolare, per l’assenza di una rete geodetica di supporto oltre che per un grave ritardo nel settore della registrazione della proprietà, la mancanza di accurati confini amministrativi, l’assenza di un sistema digitale della numerazione civica, la mancanza di un geoportale nazionale. È per questo che si sta rendendo necessario in Albania l’ipotesi di strutturare ed avviare una riforma indispensabile per la realizzazione dell’NSDI nazionale. L’NSDI costituirà una base importante distribuita con servizio telematico che sarà integrato nel quadro dell’iniziativa e-Government e l’Agenda digitale, garantendo così il pieno rispetto della direttiva INSPIRE e l’Agenda digitale dell’UE. I processi di pianificazione strategica identificano i seguenti 12 temi prioritari per l’NSDI: 1. La determinazione del quadro di riferimento geodetico di controllo; 2. Le informazioni catastali; 3. Gli indirizzi; 4. I Toponimi (nomi geografici); 5. I confini amministrativi e politici; 6. I Trasporti. 7. L’Idrografia; 8. L’uso del suolo e la sua copertura; 9. L’altimetria e batimetria; 10. L’ortofoto di base; 11. Il censimento e demografia; 12. Le infrastrutture critiche e le principali fonti; Il GIS è ormai lo strumento di riferimento utilizzato in campi quali: la pianificazione infrastrutturale e di gestione, la gestione dei disastri naturali, lo sviluppo economico, la tutela dell’ambiente, la protezione della salute, l’aumento della sicurezza nazionale, ecc. Quindi, l’istituzione della NSDI in Albania porterà sviluppi essenziali in questi campi. Il proposto portale NSDI distribuirà rapidamente dati aggiornati geospaziali, soprattutto per quanto riguarda la proprietà e le particelle catastali, ma anche in moltissimi altri campi come la flora e la fauna e consentirà la creazione di una mappa nazionale di base con i dati topografici, le ortofoto e l’elevazione, che grazie alla loro integrazione creeranno un sistema per la gestione e la condivisione dei dati geospaziali. A dicembre 2012 il ministero dello sviluppo tecnologico Albanese ha presentato la sua strategia che mira alla definizione di un piano d’azione istituzionale per la creazione dell’infrastruttura per l’NSDI. In primo luogo, lo studio presentato ha mostrato un’analisi degli sviluppi europei e mondiali, continuando con le raccomandazioni, il piano d’azione e la creazione delle infrastrutture istituzionali (ASIG: Autorità Statale di Informazioni Geospaziali). Da tale presentazione è emerso che una buona attuazione di questa riforma richiede molto di più che semplicemente i dati e la tecnologia. Si richiede visione e leadership, l’integrazione dei GIS nei processi di business, il supporto amministrativo, un buon modello finanziario e di governo, una buona pianificazione tecnica e organizzativa, gli sforzi di attuazione, le risorse umane dedicate e spirito di collaborazione. La situazione attuale della SDI in Albania già coinvolge le istituzioni e sta creando il coordinamento amministrativo nel settore, in questo processo si sta integrato l’Istituto Geografico militare, il RERO (Real Estate Registration Office), l’ ALUIZNI (Legalization and Urbanization of Informal Areas and Constructions Agency), le Ortofoto del territorio Albanese del 2007, l’Agenzia Nazionale per la Pianificazione Territoriale ed altre istituzioni. Il Piano strategico prevede per i prossimi anni prima di tutto la creazione dell’infrastruttura tecnologica e per la banca dati l’acquisizione degli indirizzi, i confini amministrativi e politici, la base immagini aggiornata, l’integrazione dei dati catastali, l’integrazione con i dati del nuovo censimento, le infrastrutture critiche e quelle strategiche presenti o in progetto, i DTM / DEM e le batimetrie, la rete geodetica di appoggio, la toponomastica e l’idrografia, l’uso del suolo e i trasporti. La creazione dell’NSDI avrà un coordinamento inter-istituzionale sotto la responsabilità dell’autorità dello Stato che sta provvedendo all’organizzazione e alla definizione delle risorse finanziare da investire nel progetto. Insomma un progetto ambizioso e articolato dove la collaborazione con l’Italia potrebbe avere un importante ruolo vista l’esperienza che il nostro paese ha nel settore.

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Il giorno successivo (10 Maggio) si è tenuta la tavola rotonda con tema “Lo sviluppo dei GIS in Albania, potenziali applicativi case history” presenti il Viceministro dei Beni Culturali e il Viceministro dell’Economia, qui le aziende Italiane hanno avuto modo di intervenire illustrando capacità, tecnologie e applicazioni; interessante la partecipazione del CSI Piemonte che sta facendo da apripista in questo mercato e potrebbe essere un importante volano anche per le PMI italiane, auguriamolo a GeoNetCom e a chi crede ancora nel nostro sistema paese. Successivi interventi misti, tra gli attori della GeoNetCom hanno visto Francesco Lavecchia illustrare case history sul catalogo dei Beni Culturali, Pierluigi Fedrizzi della I&S sul tema della raccolta differenziata e i risparmi conseguibili con un attento uso della geomatica, Carlo Magnarapa illustrare l’uso dei sistemi ESRI per l’attuazione della direttiva INSPIRE ed altri interventi di studiosi ed esperti del territorio. Ho avuto la possibilità di intervenire per porre alcune questioni sulla finanziabilità della NSDI, presentata da Pierin Marku, al quale ha fatto eco Arben Xhialli del Consiglio dei Ministri Albanese che ha dato prova di ottime conoscenze geodetiche nel precisare che la struttura della NSDI sarà all’interno del sistema di riferimento ETRF. La tavola rotonda ha visto anche l’interesse del direttore del quotidiano in inglese “Albanian Daily News”, Genc Mlloja, che in un inglese perfetto ha invitato me e la mia

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La visita del sindaco di Tirana Lulzim Basha allo stand GeoNetCom.

redazione a rimanere in contatto per futuri sviluppi.

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REPORTS

Tirana Capitale un territorio di sviluppo e trasformazione Parlare di sviluppo e trasformazione in un’Europa che sta attraversando la più profonda crisi economica mai vista dal dopoguerra è senz’altro una sfida, ma è quello che sta accadendo in luogo che fino a pochi anni fa era lontano chiuso e incomprensibile, l’Albania. Oggi questa nazione, paradossalmente, sta attraversando una rincorsa verso l’Europa mostrando dinamicità e visione; partiamo a raccontarvi un po’ della sua storia partendo dalla sua porta d’ingresso: la sua Capitale Tirana. Per capire un luogo dobbiamo partire dalla sua storia, quella del territorio di Tirana è antichissima e parte da un insediamento umano abitato fin dall’età della pietra, molto prima che gli Illiri sovrastassero le popolazioni autoctone diventando un potente stato nel V secolo A.C. Il territorio di Tirana, all’epoca, era diviso in organizzazioni tribali che si concentravano sulle alture circostanti in aree fortificate. Nel 167 A.C. dopo una serie di guerre l’area diventa provincia romana per oltre 500 anni; è da Durazzo che partirà la via Egnatia, naturale proseguimento della via Appia (quello che oggi è chiamato corridoio VIII dalla comunità europea) e che passava per il territorio di Tirana, è in quel periodo romano che, per la prima volta, gli insediamenti si spostano dalle alture alla pianura di Tirana. Alla fine del medioevo il Territorio di Tirana è il naturale luogo di incrocio tra le vie più importanti di collegamento tra Sud e Nord, tra Est ed Ovest, è qui, con il forte di Petrel, che si sviluppa un insediamento urbano fortificato che porterà allo sviluppo futuro della città. La lunga dominazione Turca (1417-1912) non porta grande sviluppo all’area, è in questo periodo che molti Albanesi per sfuggire ai turchi si trasferiscono sulla sponda opposta dell’Adriatico per stabilirsi in Puglia, Calabria e in Sicilia mettendo quelle profonde radici tra Italia e Albania che rendono così vicini i due popoli. Tirana in questo periodo di dominazione si sviluppa come città “spontanea” senza una regola precisa se non quella di adagiarsi e seguire nel suo sviluppo i due principali assi di collegamento; nel XVII secolo Tirana ha tutte le caratteristiche di una città “Kasaba” in turco. Il 28 Novembre 1912 l’Albania conquista finalmente la sua indipendenza, il 1916 è un momento importante per la città di Tirana perché viene organizzata con un sistema amministrativo civile su impostazione Austro-Ungarica che la slega dalla impronta turca. Del 1916 è la prima planimetria generale di Tirana alla scala 1:5000 conservata nell’Archivio Centrale dell’Edilizia (AQTN). Dal 1918 gli specialisti lavorano sul Piano urbanistico, Tirana in quel momento ha circa 15.000 abitanti e una superficie di 305 ettari. Nel 1920 Tirana diventa per la prima volta Capitale provvisoria dell’Albania, confermandosi capitale definitiva nello stesso anno. Da quando diventa Capitale, Tirana smette di essere una città “spontanea” ed inizia ad avere piani strategici di sviluppo. Il primo Piano Regolatore Generale (P.R.G).è del 1923 realizzato da un ingegnere Albanese Eshref Frasheri, tra il 1925 al 1939 c’è un susseguirsi di Piani Regolatori con un susseguirsi di diverse varianti, i primi progetti di Armando Brasini, architetto romano, sono una rivisitazione dei criteri del trattato di Urbe Maxima del 1917. La planimetria del “Progetto di sistemazione del centro di Tirana” porta all’esecuzione del progetto del Brasini per opera degli architetti italiani Florestano di Fausto (1929) e Giulio Bertè (1935) che sono oggi ben visibili nella bella Piazza Skanderbeg di Tirana. Il P.R.G. di “matrice” italiana si conclude con il piano in scala 1:5000 approvato nel 1940. In quel periodo a Tirana si crea un ufficio di piano, all’avanguardia per l’epoca, che si occupa non solo di redigere il piano ma a risolvere anche tutti problemi della sua attuazione, con un archivio di tutti i progetti raccolti o in fase di catalogazione che danno vita all’archivio centrale delle costruzioni di Tirana. Nel 1944 Tirana vive momenti drammatici e si appresta a diventare la città capitale del nuovo stato socialista; viene eliminato il capitale straniero e la proprietà privata diventa patrimonio comune del popolo. In questo periodo il territorio diventa solo di supporto per le attività della struttura economica nazionale. Il P.R.G. del 1957 che incrementa la densità territoriale, migliora la rete stradale, e preserva gli edifici di valore storico. La popolazione in questo periodo è di 108.200 abitanti e segue come direttrici di sviluppo le linee guida pel piano del 1940, e posiziona le aree industriali a ovest della città. Di questo periodo è la critica di classe all’estetica architettonica e si propone un modello abitativo secondo il concetto di una casa uguale per tutti diversificata solo per il numero dei componenti familiari, i palazzi non possono superare i 5 piani e hanno riscaldamento centralizzato. L’edilizia di questo periodo deve essere di basso costo e deve rispettare la natura contadina del popolo. Con il P.R.G. del 1989 si inizia un processo di cambiamento e trasformazione che all’epoca era realmente imprevedibile. Quel il Piano è tuttora vigente e verrà sostituito quest’anno dal nuovo P.R.G. La popolazione di Tirana ha superato di ben oltre il triplo le previsioni di piano del 1989 (si pensi che il piano prevedeva già all’epoca un aumento dell’urbanizzato del 42%) e oggi Tirana ha quasi un milione di abitanti superando qualsiasi previsione. Inoltre il piano dell’89 è fortemente particolareggiato e questo ha portato una rigidità incompatibile con le necessità del momento. Per dare un’idea della crescita la superficie totale dell’edificato è di 12 kmq nel 1990, 32 kmq nel 1994, di oltre 60 kmq nel 2007. Tirana oggi vive il suo momento di regole e di strategie, il nuovo piano e le tecnologie informatiche devono permettere di governare un cambiamento che la sta portando, di diritto, tra le città protagoniste d’Europa.

Parole chiave RETE D’IMPRESA, NSDI, GIS.

Abstract 5th International Fair Konfindustria Albania & Kosovo GeoMedia has received an invitation from GeoNetCom, an Italian network of Enterprise GIS, to participate as "observers" to a foreign market attractive (Albania) and to see how five Italian Companies (GisItalia srl Milano-Trento, I & S Information Technology and Services Trento, Geoslab srl Avellino, Regional Systems srl Rome-Pisa and Infopiani Chieti) with two new entries in the network (MARSEC ISE-net spa Benevento and Turin), are working together to bring their activity at the international level in a Country quickly growing as Albania.

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Autori RENZO CARLUCCI REDAZIONE DI GEOMEDIA REDAZIONE@RIVISTAGEOMEDIA.IT TESTI ED IMMAGINI A CURA DI: EMILIO MISURIELLO GISITALIA SRL, GEONETCOM EMISURIELLO@GISITALIA.IT

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REPORTS

Visual Programming per le interfacce utente di GEOPOI 2.0 in Sogei di Maurizio Rosina

“Ogni cliente può ottenere una Ford T colorata di qualunque colore desideri, purché sia nero” è la nota relativa all’automobile Ford Modello T, citata da wikipedia come presente nella autobiografia di Hanry Ford My Life and Work (1922) Capitolo IV, [pgg. 71-72], se pronunciata oggi una frase simile potrebbe irritare un Cliente del terzo millennio.

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a qualche tempo è stato coniato il termine mass customization (personalizzazione di massa) che vuole indicare la strategia per la produzione di beni e servizi orientata a soddisfare i bisogni individuali dei Clienti e contemporaneamente preservare l’efficienza della produzione di massa, in termini di bassi costi di produzione e prezzi di vendita contenuti. Tradurre in pratica da parte delle imprese tale lodevole strategia non è assolutamente facile. Talvolta le imprese ripiegano su di una più perseguibile strategia di adaptive customization (personalizzazione adattiva): ovvero l’impresa produce un prodotto standard, che comunque ha in sé le caratteristiche di poter essere personalizzato - generalmente in modo reversibile - direttamente dal Cliente finale (nel caso di produzione di sw un esempio potrebbe essere la possibilità di cambiare in un prodotto o servizio standard la font e la dimensione dei caratteri). La adaptive (o adjustable) customization appare spesso troppo restrittiva per essere percepita dal Cliente finale come una effettiva capacità di personalizzazione, in quanto presuppone pur sempre l’utilizzo di un predefinito servizio standard. Un approccio alternativo, molto meno restrittivo e più flessibile, è quello che fa uso di cataloghi di componenti costruite per poter essere assemblate assieme. Il prodotto o servizio ottenuto dall’assemblaggio delle componenti è effettivamente percepito dal Cliente come una personalizzazione, pur mantenendo la riconoscibilità del brand, fattore quest’ultimo di non trascurabile importanza per brand di chiara fama. Potremmo definire tale strategia come customize to assembly (personalizza tramite l’assemblaggio). Nel customize to assembly il customer lead time, ovvero il tempo necessario per soddisfare la richiesta del Cliente, è veramente ridotto, in quanto il prodotto/servizio personalizzato richiesto si costruisce assemblando componenti già realizzate e perfettamente testate sia in modo singolo che in modo collettivo. Il problema principale nel customize to assembly, quando si opera su beni materiali, è, per le imprese, la necessità di dover gestire stock di componenti in magazzino, con relativo immobilizzo di capitale. Nel caso di beni immateriali (quali la produzione di sw) tale problematica non sussiste. Sussiste, casomai, il problema inverso, ovvero il pressante - e sempre poco accolto - invito a perseguire una economia dell’effort di sviluppo, tramite la strategia di riuso di (componenti) sw.

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GEOPOI 1.0 GEOPOI 1.0 (GEOcoding Points Of Interest) è il framework, ottenuto quale ricaduta di ricerca applicata Sogei, che mette a disposizione di più settori della Pubblica Amministrazione (PA), in modo centralizzato e condiviso una univoca WUI (Web User Interface) - tutta realizzata secondo lo standard SVG (Scalable Vector Graphics) emanato dal W3C (World Wide Web Consortium) - la quale propone una visione del territorio italiano come un continuum territoriale rappresentativo della viabilità. Sulla trama cartografico/viaria di base di GEOPOI vari settori della PA georiferiscono propri layer di dati privati (classi di POI o di poligoni privati), associando a ciascun POI o poligono privato, più hyperlink che attivano applicazioni, generalmente web-oriented, preesistenti o realizzate ad hoc. L’accessibilità ai vari layer e classi di dati privati è ovviamente riservata, tramite meccanismi di accredito e di profilazione sulla base di privilegi, ai soli utenti a tale scopo autorizzati dagli specifici settori titolari delle varie classi di dati privati. Anche i cittadini fruiscono del framework GEOPOI nell’ambito delle attività svolte dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia del Territorio (AdT), accedendo al framework ed ai dati esposti per essere visibili ai cittadini, tramite una opportuna pagina del sito ufficiale dell’AdT: (http://www.agenziaterritorio.gov.it/?id=3081 GEOPOI: servizio di consultazione cartografica delle quotazioni) GEOPOI 2.0 GEOPOI 2.0 (Geocoding Points Of Interest 2.0), è l’evoluzione del framework GEOPOI orientata alla compatibilità multi-browser ed alla elevata programmabilità e flessibilità nella creazione di GEOPOI 2.0 Web User Interfaces «personalizzate». Su tale evoluzione del framework si è voluto perseguire il customize to assembly, consentendone, al personale Sogei, una fruizione a tre diversi livelli di dettaglio e granularità. Si può personalizzare utilizzando un insieme di procedure di basso livello (cfr. Fig. 1) raggruppate e documentate in una GEOPOI 2.0 – API (Application Programming Interface); oppure utilizzando un set di componenti grafico/funzionali documentate e raggruppate in un GEOPOI 2.0 - SDK (Software Development Kit), le quali costituiscono una sorta di «catalogo di componenti grafico/funzionali» con cui comporre la propria WUI (Web User Interface) di GEOPOI 2.0 (cfr. Fig. 2).

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REPORTS Figura 1 Stralcio di documentazione di API di GEOPOI 2.0.

Figura 2 Stralcio di documentazione di componenti del SDK di GEOPOI 2.0.

Entrambi questi due primi livelli richiedono, seppure in diversa misura, una conoscenza delle problematiche e delle tematiche grafiche e cartografiche, ed ovviamente l’utilizzo di un livello non esclude l’utilizzo anche dell’altro. Il terzo livello è, viceversa, quello più innovativo ed intrigante per chi, della Sogei, dovesse o volesse, senza alcuna specifica conoscenza delle problematiche e delle tematiche grafico cartografiche, comporre visivamente, in modo rapidissimo ed intuitivo la propria specifica WUI di GEOPOI 2.0 ed ottenerne il relativo codice sorgente. Per giungere a tale risultato si è operato tramite innovative tecniche di Visual Programming, ed è stato realizzato un servizio, tutto operante lato Client Web Browser, denominato GEOPOI 2.0-VisProGW (GEOPOI 2.0-Visual Programming with Graphical Widgets), che permette di avere a disposizione un catalogo di componenti (widget) con le quali comporre la propria WUI quasi esclusivamente tramite semplici interattive operazioni di selezione e di drag and drop delle componenti (cfr. Figg. 3,4). In GEOPOI 2.0-VisProGW non occorre alcuna conoscenza specifica delle problematiche e delle tematiche grafico cartografiche, né conoscenza delle eventuali necessarie interrelazioni funzionali tra componenti - ad esempio la conoscenza che la componente zoom necessita di dover essere correlata ad (almeno) una componente mappa -, in quanto

Figura 3 - Il servizio GEOPOI 2.0-VisProGW, con, sulla sinistra, alcuni dei widget disponibili.

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è lo stesso servizio GEOPOI 2.0 – VisProGW che suggerisce quale componente può essere correlata con quale altra componente, ed avverte di eventuali mancanze di correlazioni obbligatorie nella interfaccia che si sta componendo. L’interfaccia in fieri di composizione, ovvero anche in uno stadio non definitivo di composizione, può sempre ed in ogni momento essere salvata (salvataggio del layout corrente), anche quando in essa vi siano delle incongruenze, quali ad esempio l’assenza di indispensabili correlazioni tra componenti, la sovrapposizione tra componenti, ecc. Viceversa solo quando l’interfaccia composta non contiene incongruenze, ovvero è valida, se ne può ottenere automaticamente il codice sorgente (cfr. Figg. 5,6), e contemporaneamente ed automaticamente viene anche fornito il file descrittivo del layout. Qualora la richiesta del codice sorgente avvenga in presenza di una composizione incongruente, tutte le varie incongruenze vengono notificate al fruitore del servizio. L’insieme dei layout relativi ad interfacce valide andrà a popolare, in futuro, una banca dati di esempi tipici di GEOPOI 2-0-WUI realizzate dalla Sogei per i propri Clienti istituzionali, ovvero svolgerà il ruolo di catalogo delle principali composizioni di componenti (layout) di GEOPOI 2.0, composizioni immediatamente disponibili per poter essere selezionate e caricate su VisProGW. Operando su tale catalogo il programmatore e compositore di una personalizzazione GEOPOI 2.0–VisProGW non dovrà neppure sostenere l’onere di dover interattivamente comporre l’interfaccia, gli basterà selezionare e caricare il layout a lui più consono, potendo poi sempre variarlo per adeguarlo alle proprie esigenze, ma sin da subito potrà operare su di un «canovaccio» di interfaccia già gradito e di sicura funzionalità. Oltre a ciò tale catalogo di layout permetterà, ad esempio, che ciascuno specifico settore di Ente pubblico o di Pubblica amministrazione individui e definisca un proprio specifico stile di layout, e che ogni nuova GEOPOI 2.0-WUI che dovesse essere realizzata per tale settore venga creata per prima cosa selezionando ed utilizzando tale layout «tipo»; ciò consentirà una omogeneità di layout per ciascun settore e favorirà la tanto richiesta immediata identificabilità dell’Amministrazione titolare del sito web. Il customize to assembly, così come perseguito in GEOPOI 2.0 tramite VisProGW, veramente innalza il grado di semplicità e di libertà nella composizione di WUI, e si pone ambiziosamente - come paradigma generale di fruibilità in tale settore. L’intero progetto di Visual Programming, ricaduta di Ricerca Applicata della Sogei e perseguito con la collaborazione del Laboratorio CAD del Dipartimento di Informatica ed Automazione dell’Università Roma Tre, è stato infatti sin dall’inizio ideato ed impostato in termini di grande generalità. Il servizio VisProGW al quale si è perve-

Figura 4 - Interfaccia in fase di composizione.

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REPORTS nuti si compone, tutto lato Client Web Browser, di una WUI (cfr. Fig. 3) corredata da uno specifico engine, il quale opera sulle descrizioni/definizioni delle componenti e delle loro correlazioni (obbligatorie e/o opzionali) presenti in un file redatto secondo un linguaggio aderente alla grammatica XML, ed asservito ad un XML Schema molto generale. Nel file XML sono riportati i puntamenti alle immagini descrittive delle componenti, la strutturazione generale del sorgente che dovrà essere prodotto e le specifiche porzioni di codice relative alle varie componenti che dovranno essere incluse nel sorgente. Ciò comporta che tale file XML può essere popolato con le indicazioni di componenti (widget) di svariata natura, cui corrispondono specifiche porzioni di

Figura 6 – L’interfaccia funzionante tramite il codice sorgente generato automaticamente.

Figura 5 – Stralcio di codice sorgente automaticamente generato.

codice sorgente; ovvero VisProGW è in grado di operare su domini di componenti e widget anche diversi da quello proprio di GEOPOI 2.0, potendo produrre lo specifico codice sorgente web-oriented. Il risultato cui si è pervenuti con VisProGW è, quindi, di valenza generale, travalica il mero ambito del framework GEOPOI 2.0, ed è foriero di intriganti e non preconizzabili utilizzi in campi, discipline ed applicazioni assolutamente differenti, oltre a fornire un fattuale strumento in grado di supportare tutto quel variegato insieme di innovative metodologie di sviluppo del software raggruppate sotto il nome di Agile Software Development, che vedono negli individui e le interazioni, nel software funzionante, nella collaborazione col Cliente e nel sollecito rispondere ai cambiamenti le attività a maggiore valenza, così come validamente esplicitato nel Manifesto for Agile Software Development.

Ringraziamenti Doverosi e veramente sentiti ringraziamenti vanno agli ingg. E. Marino e F. Spini, attivi in ambito universitario, per l’impegno e la rara perizia profusa nello sviluppo dell’idea, all’ing. F. Milicchio per i preziosi suggerimenti in merito alla generalizzazione del linguaggio in grammatica XML descrittivo delle componenti, al prof. A. Paoluzzi per la consueta energia, condita di competenza ed esperienza, profusa nel progetto, ed infine ai due colleghi F. Minuti per la costante ed analitica disamina di dettaglio di quanto in corso di produzione, e ing A. Bottaro per aver posto le basi e reso fattualmente possibile lo svolgersi del progetto.

Abstract

Riferimenti • A. BOTTARO, M.ROSINA “GEOPOI PER LA GEOCODIFICA DEI PUNTI DI INTERESSE” - RIVISTA GEOMEDIA NRO. 2, 2007 – PP 15-17; • A. BOTTARO, M.ROSINA “GEOPOI: LA CARTOGRAFIA DELL’IPERTESTO” - RIVISTA GEOMEDIA NRO. 3, 2007 – PP 14-21: • M. ROSINA “I CLUSTER GEOGRAFICI” - RIVISTA GEOMEDIA NRO. 4, 2010 – PP 22-25; • A. BOTTARO, E. MARINO, F. MILICCHIO, A. PAOLUZZI, M. ROSINA, AND F. SPINI. "VISUAL PROGRAMMING OF LOCATION-BASED SERVICES", ON M.J. SMITH, G. SALVENDY (EDS.): HUMAN INTERFACE, PART I, HCII 2011, LNCS 6771, PP. 3–12, 2011. © SPRINGER-VERLAG BERLIN HEIDELBERG 2011; • BECK, KENT; ET AL. (2001). “MANIFESTO FOR AGILE SOFTWARE DEVELOPMENT” - AGILE ALLIANCE - HTTP://AGILEMANIFESTO.ORG/ • HTTP://WWW.AGENZIATERRITORIO.GOV.IT/?ID=3081 – HYPERLINK : GEOPOI: SERVIZIO DI CONSULTAZIONE CARTOGRAFICA DELLE QUOTAZIONI;

Visual Programming for the Sogei GEOPOI 2.0 user interface The paper describes how to get GEOPOI 2.0-WUI using the techniques of Visual Programming and simple assembly of widgets via drag and drop. These techniques allow for extremely fast and easy creation of customized GEOPOI 2.0-WUI (Web User Interfaces), achievable even by personnel with little or no knowledge of cartographic software programming, thus providing a useful tool to support the innovative software development methodologies that go under the name Agile Software Development.

Autori MAURIZIO ROSINA MROSINA@SOGEI.IT

Parole chiave VISUAL PROGRAMMING, INTERFACCIA GEOGRAFICA, CAD.

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SOGEI - SOCIETÀ GENERALE D’INFORMATICA – INNOVAZIONE, RICERCA E SVILUPPO - ROMA

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REPORTS

GeoPortale OpenData del Comune di Firenze: progettazione, implementazione e lessons learned di Enrico Castagnoli, Simone Giannecchini, Leonardo Ricci

La volontà dei vertici del Comune di Firenze di aprire i propri dati alla cittadinanza in linea con le recenti iniziative OpenData ha creato la necessità di mettere in piedi una infrastruttura dedicata che andasse da un lato incontro alle esigenze del pubblico ma che dall’altro lato si andasse ad integrare in modo semplice e trasparente con la infrastruttura esistente del SIT. La decisione di basarsi interamente su software Open Source per i nuovi componenti ha creato ulteriori incognite su questa nuova implementazione. Scopo di questo articolo è descrivere non solo i componenti utilizzati ed il lavoro di integrazione svolto, ma anche le linee guida e le policy seguite durante la vita del progetto che sono risultate fondamentali per la sua buona riuscita.

Il Progetto SIT e l’iniziativa OpenData Il fenomeno culturale che va sotto il nome di OpenData è da tempo diffuso a livello internazionale. Sul web si rilevano siti dedicati di notevole qualità per il layout, le funzionalità e la rilevanza dei contenuti. Tra le eccellenze possono essere annoverate le città di San Francisco https://data.sfgov.org/, di New York https://nycopendata.socrata.com/. Anche in Italia quella dell’OpenData è una strategia di diffusione dell’informazione e di incentivo all’innovazione che ha preso piede soprattutto nell’ambito della Pubblica Amministrazione. A livello centrale deve essere citato il sito http://www.dati.gov.it/ gestito dal Ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione. Tra gli enti locali che hanno seguito l’iniziativa possono essere citati il Comune di Torino e la Regione Piemonte, il Comune di Bologna e la Regione Emilia Romagna, Il Comune di Udine ed altri ancora. Il processo di informatizzazione del Comune di Firenze si è sviluppato secondo gli schemi più classici attenendosi a strette logiche dipartimentali adottando numerose procedure dedicate ciascuna a supportare con le sue funzionalità i compiti propri di un particolare back office. Questa politica ha fatto ritenere erroneamente e per lungo tempo che i dati fossero di esclusiva proprietà delle strutture organizzative dedicate alla loro gestione. I dati non venivano in alcun modo condivisi per produrre viste integrate né resi disponibili per supportare l’Amministrazione nelle sue scelte strategiche. In tempi più recenti si è resa evidente la convenienza di mettere in relazione tra di loro informazioni provenienti da sorgenti diverse che trattavano aspetti comunque riconducibili ad interazioni tra la Pubblica Amministrazione ed i soggetti esterni come cittadini ed imprese. E’ stato quindi realizzato, con la finalità di integrare tra loro le diverse fonti informative, un sistema centralizzato di datawarehouse, aggiornato con cadenza anche giornaliera, contenente estratti significativi degli archivi dipartimentali. In questa situazione strutturale è stato naturale ed agevole per il comune di Firenze perseguire il progetto OpenData

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non solo nell’ottica di una democrazia trasparente ma anche per migliorare la qualità stessa dei dati promuovendo bonifiche incrociate e migliorando i gestionali di back office in modo da agevolare possibili integrazioni di dati e federazione di servizi. I set di dati resi disponibili in virtù delle attività descritte sono stati verificati e selezionati per la pubblicazione in base ad un progetto trasversale che ha coinvolto tutte le strutture dell’Ente. Una volta reso consistente il lotto di archivi si è proceduto alla loro catalogazione e metadatazione secondo standard accreditati. L’infrastruttura applicativa del SIT del comune di Firenze (vedi figura 1) all’inizio del progetto era basata su Oracle con estensione Spatial come database server mentre per quanto riguarda il software GIS vero e proprio si aveva un mix di software proprietario (ArcGIS desktop/Server di Esri, Geomedia di Intergaph, Autocad Map/Topobase di Autodesk, verticali proprietari realizzati da ditte specializzate) e strumenti Open Source come QGis e MapServer (nella fattispecie per la realizzazione di servizi standard OGC). Sfruttando l’ondata di en-

Figura 1 - Infrastruttura consolidata del SIT.

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REPORTS tusiasmo generata dalla iniziativa OpenData si è quindi deciso di accelerare su una migliore integrazione degli strumenti a disposizione per la disseminazione dei dati geospaziali del comune secondo standard OGC ed ISO privilegiando, dove possibile, strumenti Open Source, privi di licenze proprietarie, a complementare gli strumenti proprietari consolidati onde evitare eventuali fenomeni di vendor lock-in massimizzando la possibilità di riuso e cooperazione fra diverse PA e valorizzando quanto più possibile il riuso delle soluzioni esistenti per non disperdere o duplicare investimenti ingenti sia in termini monetari che di competenze acquisite. GeoPortale OpenData, Open Source e COTS a braccetto Per supportare l’iniziativa OpenData pper i dati geospaziali il Comune di Firenze si è affidato a GeoSolutions (http://www. geo-solutions.it) in quanto strettamente coinvolta nei più importanti progetti Open Source a livello mondiale in campo geospaziale e quindi in grado di fornire il necessario supporto al dispiegamento ed alla customizzazione (ove necessaria) dei componenti individuati ma anche alla formazione del personale stesso in modo da renderlo quanto possibile indipendente nella gestione ordinaria della infrastruttura. Con questa scelta il Comune Di Firenze ha scelto di investire i soldi risparmiati sulle licenze in formazione per il proprio staff ed in supporto professionale per eventuali customizzazioni, bug fix e revisioni della implementazione. In Figura 2 è mostrato un semplice diagramma di deploy della infrastruttua dispiegata a supporto della disseminazione degli OpenData geospaziali del Comune di Firenze visibile all’indirizzo http://datigis.coune.fi.it e facente parte della più ampia infrastruttura OpenData raggiungibile all’indirizzo http://opendata.comune.fi.it. In termini di funzionalità si è deciso in fase progettuale di seguire per quanto possibile (rispetto a quelli che dovrebbero e potrebbero essere gli obiettivi un portale per GeoSpatial OpenData destinato ad un pubblico più ampio possibile) le indicazioni contenute nei vari documenti facenti capo alla direttiva INSPIRE (e quindi agli standard OGC ed ISO) prevedendo le funzionalità di:

Disseminazione di mappe via servizio Web Map Service (WMS), per tale funzionalità si è scelto il software Open Source GeoServer (http://www.geoserver.org) Disseminazione dei dati vettoriali via servizio Web Feature Service (WFS), per tale funzionalità si è scelto il software Open Source GeoServer Ricerca risorse e disseminazione di metadati tramite servizio Catalogue Service for the Web (CSW), per tale funzionalità si è scelto il software Open Source GeoNetwork (http://geonetwork-opensource.org)

Si è inoltre deciso di complementare questi servizi con la pubblicazione di file KML per la fruizione semplificata nei client Google (e.g. Google Earth) e con il dispiegamento di un componente per l’accelerazione delle disseminazione delle mappe tile-oriented tramite protocolli quali Tile Map Server (TMS): in questo caso la scelta è caduta sul software Open Source GeoWebCache (http://geowebcache.org). Accanto ai servizi appena introdotti si è anche deciso di dotarsi di un geoportale che integrasse in una unica interfaccia semplice ma allo stesso tempo potente le funzionalità di ricerca, visualizzazione e download degli OpenGeoData rilasciati con lo scopo di fornire uno strumento ready-to-use per tutti gli utenti che non intendano collegarsi direttamente ai servizi offerti o scaricare e quindi riutilizzare i dati stessi: in questo caso la scelta è caduta sul software Open Source MapStore (http://mapstore.geo-solutions.it).

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Figura 2 - Infrastruttura del SIT dopo l'inserimento dei nuovi componenti.

Nella scelta dei building block della infrastruttura si è tenuto conto di alcuni punti cardine. Infatti è opportuno tenere in considerazione innanzitutto il grado di diffusione e maturità del software in questione ed anche la semplicità di integrazione con il software COTS pre-esistente in modo da massimizzare il riuso della infrastruttura esistente e minimizzare la necessità di customizzazioni. Fondamentale è anche la scelta di software Open Source per cui esistano opzioni di supporto commerciale in caso di necessità ma anche a fini formativi, come detto in precedenza. Allo stesso tempo si è cercato quanto possibile di tenere in dovuta considerazione gli standard internazionali di riferimento per la costruzione di portali geospaziali ma anche quelli che sono gli eventuali standard de-facto nella utenza finale come il supporto esteso per KML (per quanto anche esso di recente sia diventato standard OGC) per abilitare client come Google Earth oppure il supporto per protocolli di disseminazione di tile per il support a client web lightweight e tile-oriented come OpenLayers (http://openlayers.org/) o Google Maps che vanno per la maggiore. I nuovi componenti Scendiamo ora più in dettaglio in quelli che sono i building block che sono stati introdotti per il supporto al portale OpenGeoData del Comune di Firenze. Per quanto riguarda i servizi WMS e WFS, come detto in precedenza si è scelto di installare un cluster di due Geo Server in High Availability in modo da ottenere maggiore robustezza e scalabilità. GeoServer è un server Open Source rilasciato sotto licenza GPL per la gestione e la disseminazione di dati geospaziali secondo specifiche edite dall’Open Geospatial Consortium (OGC) e dall’ISO Technical Committe 211 (ISO TC 211), di conseguenza fornisce le funzionalità di base per creare Infrastrutture di Dati Territoriali, dette anche Spatial Data Infrastructure (SDI), basate su tali standard. GeoServer è stato sviluppato per ingerire, gestire e servire dati geospaziali sia vettoriali (feature nel gergo OGC) che raster (gridcoverage nel gergo OGC) ma anche per creare e disseminare mappe georeferenziate ottenute giustapponendo versioni renderizzate dei dati menzionati in precedenza secondo specifiche regole di stile. Nell’ambito del progetto, GeoServer è stato configurato dal personale del SIT in collaborazione con GeoSolutions per servire via WMS, WFS e KML dati serviti dal custer Oracle, GeoTiff e Shapefile facenti parte del parco dati del SIT e che era stato deciso fossero rilasciati come OpenData. Per quanto possibile si è cercato di evitare duplicazioni dei dati, da qui la scelta di riservare un certo numero di connessioni del cluster Oracle a GeoServer, ma anche la scelta di continuare ad utilizzare il servizio WMS che era già stato messo in piedi in precedenza dal personale del SIT tramite il prodotto Open Source UMN MapServer per disseminare mappe di sfondo.

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REPORTS E’ importante sottolineare come il personale del SIT sia stato messo in grado tramite una formazione mirata di preparare la configurazione di base del server WMS ma anche e soprattutto degli innumerevoli, ed in alcuni casi complessi, stili per la visualizzazione dei dati secondo lo standard Styled Layer Descriptor (SLD) edito dall’OGC. Per quanto riguarda i servizi di catalogazione e ricerca secondo specifiche OGC CSW, ISO 19115 ISO 19119 e ISO 19139 è stato fatto uso del prodotto Open Source GeoNetwork (mostrato in Figura 3) di cui lo staff di GeoSolutions è core developer. GeoNetwork è il frutto degli sforzi congiunti di una vasta serie di enti internazionali fra i quali FAO, WFP e GIAR volti alla creazione di un servizio di registry e repository Open Source (licenza GPL version) per la catalogazione interoperabile di dati e servizi secondo standard universalmente riconosciuti in modo da permettere una successiva ricerca e fruizione delle stesse risorse catalogate. Nell’ambito del progetto del portale realizzato si è deciso

Figura 3 - Interfaccia di GeoNetwork con localizzazione in italiano.

di usare GeoNetwork sia come registry che come repository ma anche come portale di ricerca, in modo da mettere a disposizione degli utenti una interfaccia completa ed intuitiva da dove poter fare ricerche, scatenare visualizzazioni ma anche effettuare il download dei dati stessi per una successiva elaborazione. A questo scopo il personale del Comune di Firenze ha provveduto a catalogare i dati geospaziali secondo lo standard ISO 19115 ed a preprare, in collaborazione con GeoSolutions, il template per la pagina di ricerca secondo le linee guida grafiche del Comune stesso. Sempre tramite la interfaccia di ricerca, accedendo ai dettagli dei metadati di una risorse è altresì possibile, quando disponibile, scarare anche il file KMZ (KML Zipped) relativo al rendering del dato in questo adatto alla fruizione diretta in Google Earth. GeoSolutions ha inoltre provveduto a realizzare la traduzione in italiano della interfaccia utente ed a donarla alla comunità. In fase di design si è posta particolare attenzione sulle eventuali perfomance del sistema, soprattutto in relazione alle risorse hardware (relativamente limitate) che sarebbero state messe a disposizione del sistema stesso, quindi si è deciso che in questa fase si sarebbe messo a disposizione degli utenti finali del sistema un servizio di mappe orientato ai tile piuttosto che un servizio di mappe generico. Brevemente, i servizi di tile caching, in Figura 4 un esempio di piramide di tile, si frappongono fra i servizi WMS classici ed i client web orientati ai tile come Google Maps, OpenLayers in modo da intercettarne le richieste, fare caching su supporti di massa e quindi in pratica alleviare il carico sopportato dal server WMS finale il quale non deve continuamente creare nuovi rendering dei dati per i tile che sono stai oramai salvati in cache, permettendo a parità di risorse hardware una scalabilità dei servizi molto maggiore. Nello specifico, per le funzionalità di acceleratore di mappe orientato ai tile, è stato scelto il prodotto Open Source

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Figura 4 - Tile Pyramid.

GeoWebCache (rilasciato con licenza LGPL) il quale a sua volta si interfaccia con le istanze di GeoServer per le funzionalità di rendering dei dati geospaziali. GeoWebCache supporta vari protocolli per le mappe tilizzate come Tile Map Server (TMS), WMS Cached (WMS-C) e Web Map Tiled Service (WMTS) che rappresenta uno standard OGC. La configurazione delle piramidi di tile per gli innumerevoli layer pubblicati in GeoServer via WMS è stata fatta dal personale del Comune di Firenze in collaborazione con il personale di GeoSolutions. Per quanto riguarda il prodotto utilizzato per la costruzione del GeoPortale stesso la scelta è caduta sul prodotto Open Source (licenza GPL) MapStore sviluppato da GeoSolutions per creare, salvare e condividere in modo semplice ed intuitivo mappe e mash-up creati selezionando contenuti da server come Google Maps, OpenStreetMap o da server specifici forniti dalla propria organizzazione o da terzi, salvarli in sicurezza su un supporto remoto ed infine condividerli in sicurezza. MapStore (http//mapstore.geo-solutions.it) si compone di due componenti principali MapManager e GeoStore, rispettivamente front-end e back-end. MapManager permette in unica interfaccia di creare, modificare, cancellare e fare ricerche su definizioni di mappe, generare un link univoco per incapsulare una mappa in un sito web esterno, condividere le proprie mappe con gli altri, il tutto interagendo con GeoStore il quale costituisce un servizio di repository di risorse geospaziali usato in questo caso per gestire le definizioni di mappa. In fase di progettazione si è posto particolare accento su una particolare deficienza della maggior parte dei geoportali ossia sul fatto che le interfacce di ricerca e quelle di visualizzazione fossero gestite in modo completamente separato senza possibilità di comunicazione. Per questo motivo, al momento della customizzazione di MapStore, a parte la ovvia armonizzazione grafica rispetto allo stile del portale OpenData, si è posto particolare accento sulla possibilità di presentare in unica vista sotto due tab separati sia la interfaccia di ricerca e download sia quella di visualizzazione. Si è implementato una serie di funzionalità che rendessero possibile navigare direttamente dalla interfaccia di ricerca e ispezione dei metadati per le risorse geografiche (potremmo

Figura 5 - MapStore at work.

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REPORTS chiamarlo motore di ricerca geospaziale) alla interfaccia di visualizzazione su mappa in modo da poter, un unico, naturale workflow, effettuare una ricerca, ispezionare le informazioni dettagliate delle risorse trovate ed eventualmente visualizzarle in mappa (si veda Figura 5). Riflessioni finali ed Evoluzioni Future Il lavoro descritto in questo articolo non rappresenta il punto di arrivo per il progetto OpenData ma una milestone di un percorso più ampio. L’accento è stato posto fino ad oggi sull’obiettivo di condivisione del dato che comunque rappresenta una innovazione notevole nel panorama della PA specialmente italiana in termini di trasparenza verso il cittadino e sua partecipazione, tuttavia è solo il primo passo verso la realizzazione di una cosiddetta SmartCity, sicuramente il più importante e difficile in quanto tale, ma solo il primo. Il prossimo passo sarà il consolidamento di OpenServices, intesi come Web Services, possibilmente open-to-all, che permettano l’accesso in tempo reale agli OpenData ed in ma-

Figura 6 - Collegamento tra la vista di ricerca e la vista su mappa.

niera possibilmente interoperabile, ossia secondo protocolli e formati standard, siano essi de-facto o internazionalmente riconosciuti in modo da permettere non solo una fruizione agile ed interoperabile ma anche e soprattutto la creazione di servizi a valore aggiunto (e.g. mash-up) che vadano a creare incroci innovativi e virtuosi tra gli OpenData delle PA, eventuali dati ed informazioni terze ed eventuali dati ed informazioni derivati dagli OpenData stessi. Particolare attenzione verrà posta sul rispetto delle raccomandazioni e normative in campo europeo (INSPIRE) ed italiano (RNDT) e verso il supporto per standard de-facto come JSon e GeoRSS . Si cercherà inoltre di realizzare una migliore integrazione con quelli che sono gli strumenti del social web.

Ringraziamenti PROF. GIOVANNI MENDUNI - DIRETTORE DIREZIONE SISTEMI INFORMATIVI COMUNE DI FIRENZE DR. GIANLUCA VANNUCCINI - DIRIGENTE SERVIZIO INFRASTRUTTURE TECNOLOGICHE COMUNE DI FIRENZE DR. ELENA MARRASSINI - ISTRUTTORE DIRETTIVO INFORMATICO DIREZIONE SISTEMI INFORMATIVI COMUNE DI FIRENZE DR. GABRIELE ANDREOZZI - ESPERTO SISTEMI GIS LINEA COMUNE DR BIANCA MARIA BECONI - IDEM C.S.

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Parole chiave OPENDATA, GEOPORTAL, GIS, GEOSERVER, GEONETWORK, MAPSTORE, GEOWEBCACHE, OPEN SOURCE.

Abstract OpenData geoportal in Municipality of Florence, design, implementation and lessons learned The township of Florence has been the first one in Italy to fully adhere to the OpenData initiative by releasing many of its own data through open and permissive licenses with the objective of increasing transparency of its procedure as well as to boost awareness and participation from the citizenship; last but not least the goal of supporting and encouraging developers’ creativity with creating innovative applications exploiting all the newly available data was also an important driver especially in these times of harsh economic conditions. The decision makers of the Florence SIT office, responsible for the creation of the infrastructure for supporting the OpenData initiative, have decided to enhance the existing, consolidated infrastructure using only Open Source software and therefore they decide to hire renowned GeoSpatial Open Source experts from the GeoSolutions Italian company to help them with the design and implementation as well as to ensure the presence of competent commercial support for the chosen solutions and to receive the necessary training on the job to guarantee the sustainability of the infrastructure in the long term. This article firstly introduce the existing situation at the time the design of the new infrastructure was started as well as the initial objectives. Afterwards we introduce and dissect the work performed to actually implement the changes to the infrastructure, providing detailed information on the building blocks employed as well as on the policies followed. Eventually, we introduce the next steps to be implemented for the infrastructure.

Autori ING. SIMONE GIANNECCHINI FONDATORE, GEOSOLUTIONS SAS VIA CARIGNONI 51, 55041 CAMAIORE (LU) TEL/FAX +390584962313 HTTP://WWW.GEO-SOLUTIONS.IT SIMONE.GIANNECCHINI@GEO-SOLUTIONS.IT DR. ENRICO CASTAGNOLI DIREZIONE SISTEMI INFORMATIVI COMUNE DI FIRENZE VIA REGINALDO GIULIANI, 250 – 50141 FIRENZE TEL +39 055 328 3824 ENRICO.CASTAGNOLI@COMUNE.FI.IT DR. LEONARDO RICCI DIREZIONE SISTEMI INFORMATIVI COMUNE DI FIRENZE VIA REGINALDO GIULIANI, 250 – 50141 FIRENZE TEL +39 055 328 3810 LEONARDO.RICCI@COMUNE.FI.IT

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REPORTS

Analisi tipologiche e morfologiche a supporto della manutenzione programmata con l’ausilio di rilievi catastali ed analisi Istat in operazioni di esproprio di Agata Lo Tauro

A seguito di uno studio iniziato nel 1993 presso la Manchester University, su city centres italiani ed inglesi, è stata avviata una indagine sulle trasformazioni diacroniche e sincroniche delle principali tipologie edilizie utilizzando analisi archivistiche, storiche e strumenti normativi, in primis coniugate con la computer graphics e nella midterm phase con la geomatica in genere. La fase finale della ricerca ha evidenziato la necessità di implementare strategie di “manutenzione programmata” capaci di “prevenire piuttosto che curare”, utilizzando varie tipologie di Open Data implementando approcci pluridisciplinari. Come case-study è stato scelto il centro storico di Acireale.

L

a ricerca ha riguardato essenzialmente edifici civili e di comune abitazione, cronologicamente compresi tra il secolo XVIII e l’età moderna, finalizzata alla comprensione del tessuto edilizio e della struttura sociomorfologica. L’indagine è stata condotta su un campione vasto di edifici, dalle caratteristiche costruttive omogenee, individuato nel quartiere della SS. Annunziata, di S. Biagio, di S. Michele, del Carmine e di S. Giuseppe di Acireale, rilevando alcuni dei caratteri principali delle tipologie di base e delle successive modifiche ed integrazioni nel tessuto storico. Solo verso la metà del XIX secolo le principali tipologie di base cominciarono a subire notevoli modificazioni con l’incremento di nuovi strumenti urbanistici e con la definizione di nuovi e più efficaci vincoli abitativi.

Figura 3 – Allineamento facciate per il nuovo impianto urbanistico.

Con l’edificazione delle nuove tipologie edilizie (ovvero derivazioni complesse del tipo di base) si andava configurando il nuovo impianto urbanistico ovvero “Acireale moderna”, caratterizzata dai nuovi assi stradali, tra cui Corso Umberto e via Paolo Vasta, generando modifiche sia a livello morfologico che tipologico, legati in parte anche all’introduzione di nuove tecniche costruttive e da un generale “risveglio economico”. Si tratta di fenomeni di vasta portata rintracciabili anche nei tessuti urbani più antichi della città storica.

Figura Fig Fi ura 1 e 2 - Acireale A irealle Acirea Aci le e zona zona inter iinteressata nteress essata ata dall d dalla alla ri ricer ricerca. icerca ca

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Fasi di rilievo ed analisi di test In questo progetto sia i dati analizzati in formato cartaceo che quelli del Sistema informativo, hanno rappresentato preziosi strumenti per la ricostruzione del tessuto storico e per l’analisi tipologica. In particolare il progetto “Nuovo catasto” della Provincia Regionale di Catania, sviluppato in conformità alla Circolare 10/2003, richiedeva anche l’utilizzo di nuove tecnologie, dalla tecnica GPS per l’esecuzione di rilievi di aggiornamento e di classificazione della rete infrastrutturale, all’implementazione di data-base esistenti. Alcuni test sono stati eseguiti anche sul centro storico di Acireale.

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REPORTS Il sistema pone particolare attenzione alla raccolta e classificazione dei dati, attraverso la semplificazione dei canali di accesso alle informazioni di interesse e ai dati disponibili reperibili anche da altre fonti. Si tratta comunque di un work in progress.

Figura 3 – Allineamento facciate per il nuovo impianto urbanistico.

L’analisi dei dati cartografici per la gestione della cartografia catastale, che usava il sistema Cassini Soldner, è stata effettuata mediante l’utilizzo di software open sources. In particolare è stato necessario utilizzare mappe catastali inquadrate in questo sistema, che in realtà non era un unico sistema, in quanto realizzato con numerosi sistemi ed origini differenti. Si tratta di 32 sistemi estesi (grandi origini) capaci di coprire intere province o regioni, e più di 800 sistemi di piccola estensione (piccole origini) per aggregazioni di comuni, singoli comuni, o sezioni censuarie catastali o perfino singoli fogli. Questo naturalmente ha aggiunto complessità anche nella gestione delle mappe utili all’analisi del case-study. Una prima possibilità sperimentata è stata quella di creare un sistema di coordinate personalizzato. Naturalmente è stato necessario conoscere i parametri del Cassini-Soldner locale. I dati falsa origine, latidudine all’origine e meridiano di riferimento, cioè i riferimenti locali, sono stati ricercati nel sito http://www.fiduciali.it. Una volta costruito un sistema di coordinate personalizzato, è stato possibile utilizzarlo per trasformare le mappe catastali in un sistema “moderno” (es. UTM). Tuttavia, pur con una trasformazione rigorosa, in molti casi si registravano errori di sovrapposizione alla cartografia moderna. In una fase successiva di lavoro si sono analizzati anche i dati registrarti con la procedura informatica di pretrattamento geometrico utilizzando differenti softwares (anche open source per la produzione statistica) e mediante rilevamento con misure miste GPS (in modalità statiche e cinematiche, RTK) e stazione totale. Allo scopo di verificare in situ le problematiche specifiche di operazioni di espropri secondo le metodologie delle operazioni catastali, è stato analizzato come case-study un rilievo di aggiornamento (tipo mappale) precedentemente eseguito in modo convenzionale con stazione totale, ed in una seconda fase ripetuto con la tecnica GPS, GNSS. Il test risultava un utile volano per l’implementazione di nuove procedure di aggiornamento e collaudo ed implementazioni GIS mapping e 3D visualization. I principali strumenti per l’analisi e l’interpretazione dei risultati delle indagini sono forniti dal complesso della documentazione riguardante le metodologie adottate per il progetto delle indagini, l’acquisizione dei dati e la loro classificazione, le procedure e i software per la produzione delle informazioni territoriali. Per garantire la trasparenza dei processi produttivi dei dati statistici l’implementazione del Sistema Informativo ha l’obiettivo di gestire i metadati e diffondere informazioni e documentazioni sulle rilevazioni e le elaborazioni del Catasto e dei dati Istat.

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Alcune conclusioni L’analisi di metodologie riguardanti il settore geomatico, adottate sia a livello nazionale che internazionale, può agevolare la comparabilità delle informazioni prodotte da organismi diversi e in diverse aree tematiche. In generale possiamo affermare che lo studio e la catalogazione delle tipologie edilizie correlate ad analisi morfologiche ci ha aiutato ad individuare una gamma molto vasta di varianti, attraverso cui è possibile identificare le principali fasi evolutive del tessuto storico, a partire dal tipo di base sino alle derivazioni complesse, coniugate all’analisi delle tecniche costruttive e ad accurati rilievi. Il passo successivo sarà quello di elaborare sistemi SCADA e sistemi iPhone o iPad per applicazioni geospaziali ed implementazioni GIS “convertite al cloud system” e modellazioni 3D mediante l’ausilio di analisi Open Standards, Free Geodata ed utilizzo di diversi sensori integrati ad hoc. Tutto ciò ha lo scopo di incoraggiare ricerche più approfondite sulla conoscenza del nostro patrimonio, tutelarlo e valorizzarlo, come se le due fasi fossero organi vitali di uno stesso organismo. Sembra pertanto difficile pensare di poter operare nel vasto e complesso ambito del “restauro urbano” senza adottare strategie pluridisciplinari per un’accurata e totale conoscenza dell’organismo antropico in esame. Pertanto non si tratta affatto di bloccare lo sviluppo territoriale o “geopolitico” in atto, ma di ridefinirlo secondo il rispetto anche delle caratteristiche paesaggistiche. Questa è una sfida importante, ossia quella di ripensare al disegno dello sviluppo territoriale includendolo, e non certo bloccandolo, in un’ottica di conservazione e tutela, anche di trasformazione, ma sempre nel rispetto delle caratteristiche dei nuovi palinsesti Regionali, in via di implementazione, considerando “il bene casa”, ma non solo, un patrimonio per tutti, ovvero per l’umanità. Ringraziamenti Si ringraziano J. Archer (Manchester University) e Responsabili di Enti Pubblici (Tecnici dell’ Ufficio Tecnico del Comune di Acireale, Presidente, Direttore e responsabili dell’Archivio Storico, ecc.), la CGT s.r.l. (http://www. cgtsrl.it), ed in particolare M. Gagliano, per aver messo a disposizione strumentazione e personale per esecuzione di alcuni test.

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REPORTS

Analisi tipologiche e morfologiche Si deve tenere presente che nel XVII-XVIII secolo la struttura sociale era organizzata attraverso una complessa trama di gerarchie sociali (aristocrazia, borghesia, ecc.) che regolavano il funzionamento dell’intero organismo urbano. Lo studio di queste strutture rilevava risultati interessanti nel quadro dell’organizzazione sociale che incidevano profondamente sull’ impianto urbanistico. Come da facile intuizione, le tipologie edilizie a più piani si realizzavano mediante tecnologie costruttive più evolute, generalmente destinate ai ceti nobili o alla ricca borghesia. Purtroppo il resto della popolazione viveva ancora in condizioni di estremo disagio ed in condizioni igieniche precarie. Una famiglia-tipo era costituita da sei-otto membri circa, ecluso il capo famiglia. Tuttavia non erano considerati eccezioni i casi di famiglie più numerose (sino a undici-dodici figli). Non c’è da stupirsi se tra i registri del Censimento del 1776 si trova spesso la figura del “famulo” ovvero il servo quale membro ordinario delle famiglie ordinarie e patrizie (Asca Censimento 1779 No. 958). Le case di comune abitazione, di quel tempo, erano generalmente accomunate da alcune caratteristiche di base: la tecnica costruttiva (generalmente muratura portante), l’impianto planimetrico, la volumetria. L’esame accurato di tutte queste valenze e persistenze storiche ci ha permesso di ottenere un quadro completo della morfologia urbana di quel tempo. La tipologia di base era caratterizzata da una casa terrana (ad un piano) con una camera, un piccolo “cucinello”, un porticato, un cortile con a centro una “gisterna”, quest’ultima generalmente utilizzata dai membri appartenenti a diverse famiglie. Il tipo-base di casa terrana ad una sola stanza variava con una modularità di 3x3 mq caratterizzata spesso da scarse “condizioni di luminosità”, dovute in parte all’impianto medioevale strutturato secondo vicoli e “cul de sac”. Così l’ing. M. Panebianco descriveva quel tipo di struttura casa-vicolo, solo per citare uno dei tanti esempi tratti dai documenti dell’Archivio Storico di Acireale: “La casa Pistarà misura m. 3 e all’estremo sud m. 3,04 rilascia al Sign. Benanti una zona di terreno, di cui verrà allargato il vico, avente la larghezza di gm 24 con una superficie complessiva di mq. 4,06 (Linea dal lato di Vico Lettighieri in Asca O.P. 2905). Esistevano inoltre sistemi di aggregati edilizi costituiti da case terrane mono o plurifamiliari attorno ad una corte comune, o misti a sistemi più complessi, con la presenza di schiere di case a uno o più stanze con corte comune. Spesso la casa presentava una arcova cioè una rientranza destinata a camere da letto o a sottoscala, generalmente separate da una stanza comune, comunicante per mezzo di un arco o di un tramezzo (Asca censimento 1779 No 1130). Oltre alla arcova ci poteva essere una damusa cioè una stanza con copertura a volta realizzata con una impalcatura di legno o canniccio ricoperta da gesso e da calce (Asca Censimento 1779 No 240). La casa poteva presentare un mentalino cioè un soffitto abitabile o una stanza con soppalco, tipica delle case terrane ad una sola stanza (Asca Censimento 1779 No 142). Tali case potevano inoltre avere un catoio, ovvero un piano interrato, o un solaro ovvero sottotetto, utilizzati sia come camera da letto e raramente come magazzino. Quasi di regola accanto agli ambienti a piano terra, sempre a livello stradale, si apriva un varco-porta di dimensioni 1,90x0,90 metri, generalmente sormontato da un portale in pietra lavica con arco a tutto sesto, che dava accesso a quel vano originariamente destinato a work-shop, magazzino o deposito attrezzi o alla corte comune. La casa a schiera era invece caratterizzata da una abitazione a due piani con due muri ciechi, “una bottega di sotto e sopra una camera con arcova e posizione di gisterna nel cortile retrostante e scale con profferlo interno (avancorpo) la cui presenza può forse interpretarsi come un modo per evitare di progettare spazi non utilizzati nei locali adibiti a deposito o a magazzini (Asca censimento 1779 no 1234) La impennata si trovava generalmente nel curtiglio (cortile comune) ed era costituita da una copertura in canne, legno o altri materiali generalmente destinata a cucina, per le famiglie più povere, e raramente come stalla “a cielo aperto”. Talvolta al posto della impennata poteva esserci una zarbata (o sarbata) con una mandra, ovvero un recinto per animali, tipico nel quartiere di S. Miche e San Biagio. Talvolta, ma non sempre, era presente un ritiretto, ovvero un piccolo stanzino con finestrella quadrata ad un’altezza variabile tra 1,50 e 1,70 metri dal pavimento, coperta da una rete metallica e con un piccolo foro sul pavimento con la funzione di scarico. Le abitazioni che presentavano le migliori condizioni igieniche erano riservate alle case solarate o al palazzotto (casa a più piani) con astrico scoverto o coverto (terrazza o veranda), generalmente destinate alle famiglie più agiate (Asca Censimento 1779 No 422). Le murature, che alla base non superavano uno spessore di 50 centimetri, erano spesso realizzate con materiali “locali” (argilla, pietra lavica, calcarea ecc.) provenienti da cave locali o dai territori circostanti. La più rudimentale tecnica costruttiva era quella a tajo cioè scaglie di pietra e fango, o ad opus incertum con pietre grossolanamente squadrate disposte in corsi irregolari e legati da malta grezza o argilla (Asca Censimento 1779 No 1031). La tecnica della scaglia aperta con pietrame informe a vista era quella più diffusa detta anche tecnica a crudo ovvero realizzata con la sovrapposizione di blocchi di pietra giustapposti senza legante seguendo corsi prevalentemente orizzontali. Il regolamento sanitario del 9 ottobre 1899 definiva i limiti di altezza dei fabbricati in rapporto ai siti ove sorgevano tipologie edilizie conformi ai regolamenti comunali di Ordinato Pubblico deliberati dal consiglio comunale del 16 gennaio 1873 ed approvati dal Ministero dei Lavori Pubblici il 13 marzo successivo No 5928-462. In questo modo venivano attribuiti al Comune i diritti di “assegnare la linea” nel caso di ricostruzione di edificati, di rifacimenti di facciate o di allineamenti stradali (Asca O.P. No. 505 1905). Successivamente veniva deliberata l’approvazione della realizzazione della linea stradale in via Giuliani (ad esempio): “In merito all’oggetto a margine segnato mi onoro sottomettere a V.S. Ill.ma che bisognerà nei riguardi della igiene e della comodità cittadina allarmare alquanto il tratto di strada in cui potrà sorgere la novella fabbrica tanto più che la signora proprietaria è disposta a cedere gratuitamente il terreno corrispondente al ritiro di circa mq 21” (Ing. A Maugeri in Acsa O.P. No 507 1907 tit. XIII). Tali regolamenti pertanto venivano applicati seguendo normative che regolavano interventi di esproprio per “causa di pubblica utilità”. In particolare: “Non possono essere calcolate nel computo delle indennità le costruzioni, le piantagioni e le migliorie quando avuto riguardo al tempo in cui fossero fatte ad altre circostanze, e risultino essere eseguite nello scopo di conseguire una indennità maggiore, salvo il diritto del proprietario di riportare a sue spese i materiali e tutto ciò che può essere tolto senza pregiudizio dell’opera di pubblica utilità da tutto ciò che può essere tolto senza pregiudizio dell’opera di pubblica utilità da eseguirsi” (Asco Art. 47/49 1905).

Alcuni strumenti normativi La legge deve rappresentare una risorsa e mai un limite. La legge 167/62 e s.m.i ha disciplinato la formazione dei Piani di Zona, destinati alla costruzione di alloggi a carattere economico o popolare, e relativi servizi complementari, su aree già di proprietà dei Comuni o espropriate, allo scopo di implementare strategie capaci di rispondere anche alle esigenze dei ceti in difficoltà. Gli immobili in questione vengono anche assegnati in “diritto di superficie” attraverso una Convenzione stipulata tra l’operatore che costruisce e l’Amministrazione, la cui durata può variare da 40 a 60 o 99 anni. Le disposizioni per favorire l’acquisizione di aree fabbricabili per l’edilizia economica e popolare prevedono inoltre che i Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti sono anche tenuti a formare un piano delle zone da destinare alla costruzione di alloggi a carattere economico o popolare nonché alle opere e servizi complementari, urbani e sociali, ivi comprese le aree a verde pubblico. Tutti gli altri Comuni possono procedere, con deliberazione del Consiglio comunale, alla formazione del piano stesso. La Regione può anche disporre, a richiesta di una delle amministrazioni comunali interessate, la costituzione di consorzi obbligatori fra comuni limitrofi per la formazione di piani di zona consortili. I consigli comunali dovrebbero approvare all’unanimità le varianti parziali per la definizione delle aree di eccellenza candidate all’Unesco, o analizzare tutto il territorio in funzione della valorizzazione e tutela? La zona individuata dal gruppo tecnico e dal comitato di pilotaggio coincideva con una porzione di territorio comunale e con gli strumenti urbanistici oggi in vigore si tenta di fissare alcuni paletti a tutela del paesaggio e del patrimonio.

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Parole chiave

Abstract

CATASTO, ESPROPRIO, URBANISTICA.

Typological and morphological analysis to support the maintenance program with the help of cadastral surveys Following a study that began in 1993 at Manchester University, city centers in Italy and UK started an investigation on the diachronic transformations and synchronic analysis of the main building using archival, historical and regulatory instruments, primarily conjugated with computer graphics and in the midterm phase with the geomatics in general. The final phase of the research highlighted the need to implement strategies for "scheduled maintenance" capable of "prevention rather than cure", using various types of Open Date implementing multidisciplinary approaches. As a case study was chosen the historical center of Acireale.

Autori AGATA LO TAURO AGATALOTAURO@LIBERO.IT MAS, MPHIL, PHD MIUR-ISTRUZIONE

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Monitoraggio remoto delle deformazioni nell’isola di Santorini: una procedura integrata di analisi dati GPS presso la Sezione INGV di Bologna di Arianna Pesci, Giordano Teza, Giuseppe Casula, Enzo Boschi

Il GPS (Global Positioning System) è un noto sistema di posizionamento globale in grado di fornire le coordinate spaziali di un operatore, se munito di antenna e ricevitore satellitari, in qualunque punto della terra esso si trovi, in qualunque condizione meteo ed in qualsiasi ora del giorno. Oggi al GPS, che è di proprietà del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d'America (US DoD), si affiancano il GLONASS (sistema analogo russo) e altri sistemi di posizionamento globale basati su tecniche interferometriche spaziali a partire da segnali a microonde, ad esempio i nascenti Galileo (europeo) e BeiDou (cinese). Per questo motivo si parla diffusamente di sistemi GNSS cioè Global Navigation Satellite System.

S

u scala globale le reti di monitoraggio annoverano diverse centinaia di stazioni GNSS che operano in regime di registrazione continua e forniscono all'utenza interessata svariate possibilità come la navigazione con ricevitori portatili, la sincronizzazione dei dispositivi elettronici, servizi di monitoraggio del territorio, applicazioni topografiche e catastali, supporto per operazioni di soccorso. Negli ambiti della ricerca, inoltre, sono molti gli enti preposti alla diffusione dei dati non solo nel formato grezzo (RAW) ma anche e soprattutto nel formato di interscambio indipendente dal ricevitore (RINEX); questo oggi costituisce in Italia un task che accomuna numerose istituzioni (comuni, regioni, università, enti regionali) nonché aziende private. Inoltre, un punto importante in termini di divulgazione delle informazioni e flessibilità, è la diffusione delle soluzioni indipendenti in formato di interscambio (SINEX) ottenute dalle analisi delle reti che permettono ottenere le coordinate e velocità dei siti di interesse in diversi sistemi di riferimento, definire i parametri orbitali, i modelli troposferici e ionosferici, i parametri di orientazione terrestre (EOP), gli effetti mareali, gli effetti di sito, ecc. I centri di analisi che mettono a disposizione le soluzioni SINEX delle reti (tra i maggiori si ricordano SOPAC, MIT, JPL, EUREF, INGV e ASI) aprono agli utenti una vasta gamma di possibilità per integrare le analisi di reti locali (e non) di particolare interesse geofisico nelle soluzioni globali a basso costo e mediante operazioni veloci. E' quindi possibile da parte dell'utente processare i dati dei siti di interesse e combinarli e stabilizzarli nel sistema di riferimento adottato con l'ausilio di soluzioni e file di appoggio contenenti coordinate, velocità e quant'altro scaricate dalle predette banche dati, potendo anche scegliere il sistema di riferimento più opportuno (es. ETRF2000/2005) Si rimanda ad una vasta bibliografia per approfondire l’argomento (Adam e al. 2002; Bruyninx e al. 2001, 2004; Kenyeres e Bruyninx, 2004; ecc).

I software per l’analisi del dato GPS Nell'ambito dei software scientifici per l'analisi del dato GPS uno dei più flessibili e potenti è senza dubbio il GAMIT/GLOBK ingegnerizzato al MIT (Massachusset Institute

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of Technology, USA) dal team coordinato da T. Herring e R. King. Questo software consente tutte le operazioni predette e viene proficuamente utilizzato dai geodeti della Sezione di Bologna dell'INGV (Casula e Pesci). I dati, raccolti in un archivio mediante procedure automatiche, vengono processati periodicamente ogni settimana mediante PC Linux OpenSuse di basso costo e le soluzioni derivanti in SINEX vengono utilizzate per differenti studi di carattere geodinamico, tettonico, di dissesto idrogeologico e monitoraggio delle aree vulcaniche attive nel territorio Italiano. GAMIT/GLOBK funziona con il metodo delle sessioni distribuite: in pratica, si divide una rete GPS in un certo numero di sottoreti, con almeno 3 stazioni fiduciali in comune, che vengono processate in modo indipendente ma utilizzando le orbite precise IGS. Le soluzioni delle sottoreti, ottenute in termini di quasi-osservazioni, sono come dei mattoncini che saranno uniti insieme per ottenere, mediante operazioni di compensazione (in gergo detta combinazione robusta) la soluzione finale della rete intera. La finalità di questa metodologia è tra l’altro quella di consentire il processing di reti di grandi dimensioni mediante normali PC con normali prestazioni e basso costo. Il passo finale delle analisi è la compensazione e stabilizzazione con le soluzioni ottenute da altri centri di calcolo, consentendo l’inserimento dei propri risultati nei sistemi di riferimento esterni, definiti da coordinate e velocità dei siti fiduciali disponibili online nei database dei vari centri di analisi. Nelle applicazioni descritte in questo lavoro, si è utilizzato il sistema di riferimento di EUREF (http://www. epncb.oma.be). L’analisi dei dati GPS Generalmente, le soluzioni fornite dall’INGV di Bologna vengono combinate con quelle del MIT (o del SOPAC) e dopo un procedimento di compensazione che ne consente la stabilizzazione vengono confrontate con le soluzioni di altri centri come l'EUREF per la verifica della qualità ed il confronto fra le soluzioni stesse. La flessibilità è una delle caratteristiche principali del software GLOBK, che consente la compensazione di soluzioni SINEX derivanti da altri sof-

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Figura 1 - Mappa delle stazioni nazionali e internazionali utilizzate per lo studio di Santorini. Ausilio della libreria grafica GMT (http://gmt.soest.hawaii.edu).

tware di analisi come Bernese e Gipsy con l'ausilio di particolari file di setup. I dettagli sono descritti in (Casula et al., 2011). Il tipo di procedura ed il metodo di analisi utilizzato nonché l’aggiornamento continuo della banca dati e l’impiego di semplici PC per la gestione del sistema ha permesso agli autori di operare con grande rapidità ed efficienza nel caso dello studio delle deformazioni attualmente in atto nell’Isola di Santorini (Newman e al., 2012; Lagios e al., 2005) che, dal 2011 ad oggi, è soggetta ad eventi sismici e movimenti del terreno che sembrano testimoniare il risveglio della caldera. I livelli di deformazione sono importanti e tutt’ora in corso, come vedremo nel seguito. I geodeti della Sezione INGV di Bologna hanno effettuato l’analisi dei dati GPS forniti dalla rete permanente istituita da UNAVCO (University NAVSTAR Consortium, http:// www.unavco.org), nell’isola di Santorini (Isole Cicladi, GR). La rete è costituita da 5 stazioni permanenti (KERA, MOZI, NOMI, PKMN e RIBA) attivate nel 2011, tra i mesi di gennaio e giugno, e da una stazione permanente (MKMN) attivata a inizio 2012. Come descritto in precedenza, i dati sono stati trattati mediante il software GAMIT/GLOBK 10.4 seguendo la strategia di analisi a sessioni distribuite e le soluzioni sono state combinate con le soluzioni di SOPAC (Scripts Orbit and Permanent Array Center, http://sopac.ucsd.edu) applicando le procedure già ampiamente descritte nel Quaderno di Geofisica n. 91 (2011). Figura 2 - Serie temporali delle coordinate verticali. Anche in questo caso i valori delle velocità di espansione sono notevoli.

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Le predette stazioni GPS sono state inquadrate in una rete più ampia costituita da alcune stazioni permanenti greche della rete EUREF GNSS (Global Navigation Satellite Systems) Permanent Network (http://www.epncb.oma.be) ed inserite nel sistema di riferimento IGS08 a partire dalle coordinate e velocità definite da EUREF e secondo le specifiche indicate sempre da EUREF (oltre 90 stazioni fiduciali europee), come mostrato in figura 1. I movimenti significativi Le serie temporali delle coordinate verticali e orizzontali delle stazioni processate per il periodo Gennaio 2011 – Aprile 2012 sono mostrate nelle figure 2 e 3 ed indicano dei movimenti significativi e tendenzialmente lineari nel tempo da cui un calcolo preliminare delle velocità mediante interpolazione lineare dei dati. Tale interpolazione è stata eseguita mediante il pacchetto MALAB SURMODERR (Pesci et al., 2009; Teza et al., 2011), il quale permette sia di studiare trend da dati ottenuti mediante stazioni permanenti, sia di ottenere ragionevoli stime degli errori dei dati ottenuti da stazioni episodiche. Nel Figura 3 - Serie temporali delle coordinate caso di una stazione orizzontali nelle componenti Est e Nord. Si noti il periodo di osservazione generalmente inferiore permanente, com’è il ad un anno ma, nel contempo, si osservino i valori caso di tutte le stazio- elevati delle velocità estratte.

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REPORTS ni qui considerate, SURMODERR permette, in particolare, di filtrare i dati eliminando eventuali outliers, riducendo le componenti di rumore ad alta frequenza (nonché di tenere conto di alcune componenti di tipo stagionale). Le stime di velocità ottenute sono rappresentate in figura 4 (a sinistra le componenti orizzontali e a destra quelle verticali). Poiché le pur poche stazioni sono ben spazialmente distribuite attorno al centro della caldera (in effetti quasi completamente sommersa), è stato possibile calcolare il corrispondente tensore di deformazione, dato certamente di sicuro interesse ai fini della valutazione di possibili attività in atto. Per fare ciò si è fatto ricorso al pacchetto MATLAB grid_strain (Pesci e Teza, 2007; Teza et al, 2008). Tale pacchetto permette sia di calcolare il tensore di deformazione (o tensore di strain), insieme alla corrispondete incertezza e ad una valutazione della significatività del risultato, in ciascun nodo di una griglia regolare, sia di calcolarne tale valore in punti scelti dall’utente. Nel caso specifico, la scelta di calcolare il tensore di deformazione nel baricentro dei vertici GPS è stata pressoché obbligata perché si tratta dell’unico punto caratterizzato da grande significatività dal punto di vista geometrico. Esso è anche punto di grande interesse dal punto di vista geofisico perché pressoché coincidente col centro della caldera. In questa prima analisi il tensore è calcolato tenendo conto esclusivamente delle componenti orizzontali, soluzione del resto molto ragionevole perché le componenti verticali delle velocità delle singole stazioni si discostano poco dalla media (dunque sollevamento generale), a differenza di quanto avviene per le predette componenti orizzontali.

Figura 4 - Espansione della caldera del vulcano definite dalle velocità orizzontali e verticali inserite nella mappa dell’Isola: il tensore di deformazione è indicato in nero primo riquadro. Ausilio della libreria grafica GMT (http://gmt.soest.hawaii.edu).

Risultanze Alla luce dei risultati preliminari ottenuti riguardo alle componenti di velocità e al tensore di deformazione, si può dunque affermare che la cinematica attuale è caratterizzata da: (i) moto generale di sollevamento dell’edificio vulcanico, con piccole dispersioni; (ii) forte deformazione in estensione lungo entrambe le direzioni principali (con direzione di massima deformazione approssimativamente orientata verso ENE); (iii) fenomeno tuttora in atto. È molto importante sottolineare che il risultato fornito va inteso come risultato preliminare in quanto le stazioni permanenti utilizzate sono ancora giovani, cioè hanno operato per un tempo ancora non sufficiente per fornire un risultato stabile. Trattandosi in alcuni casi di serie temporali di alcuni mesi va considerato che la velocità verticale potrebbe essere affetta dalla sovrapposizione di rumore colorato di periodo annuale e semi-annuale tipico delle serie temporali GPS che riduce la precisione della stima della velocità. Tuttavia, si evince innegabilmente un sollevamento ed allargamento

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dell’edificio vulcanico dell’isola di vari centimetri all’anno, spiegabili con un risveglio dell’attività del vulcano stesso con l’evidente fenomeno di rapida espansione. Le analisi qui descritte sono state eseguite in due soli giorni di lavoro e a costo zero, grazie all’efficienza delle procedure impiegate, ottimizzate dagli autori. In questo senso il metodo è vincente nel controllo di possibili criticità qualora esista una banca dati utilizzabile per i siti di interesse. I risultati ottenuti sono stati confrontati con il recentissimo lavoro appena pubblicato su GRL da Newman e altri (2012) nel quale sono mostrate le velocità delle stazioni permanenti (ad eccezione di MKMN) calcolate tra il gennaio 2011 e fine gennaio 2012. Nonostante 3 mesi di differenza nel contenuto di informazione, i valori delle velocità verticali ed orizzontali sono sostanzialmente gli stessi a conferma della bontà del metodo utilizzato e della validità dei risultati. Eventuali ulteriori più precise informazioni di potranno ottenere in futuro a seguito della disponibilità di serie temporali più lunghe.

Riferimenti • ADAM J., W. AUGATH, C. BOUCHER, C. BRUYNINX, A. CAPORALI, E. GUBLER, W. GURTNER, H. HABRICH, B. HARSSON, H. HORNIK, J. IHDE, A. KENYERES, H. VAN DER MAREL, H. SEEGER, J. SIMEK, G. STANGL, J. TORRES, G. WEBER, 2002, "STATUS OF THE EUROPEAN REFERENCE FRAME - EUREF", INTERNATIONAL ASSOCIATION OF GEODESY SYMPOSIA, IAG SCIENTIFIC ASSEMBLY, SPRINGER, ED. J. ADAM AND K.-P. SCHWARZ, VOL. 125, PP 42-46. • BRUYNINX C., M. BECKER AND G. STANGL, 2001, "REGIONAL DENSIFICATION OF THE IGS IN EUROPE USING THE EUREF PERMANENT GPS NETWORK (EPN)", PHYS. CHEM. EARTH, VOL. 26, NO 6-8, PP.531-538. • BRUYNINX C., 2004, "THE EUREF PERMANENT NETWORK: A MULTI-DISCIPLINARY NETWORK SERVING SURVEYORS AS WELL AS SCIENTISTS", GEOINFORMATICS, VOL 7, PP. 32-35. • HERRING T.A., 2003. MATLAB TOOLS FOR VIEWING GPS VELOCITIES AND TIME SERIES, GPS SOLUTIONS, 7(3), 194–199. • HERRING T, KING B AND MCCLUSKY S 2010 INTRODUCTION TO GAMIT/ GLOBK REFERENCE MANUAL GLOBAL KALMAN FILTER VLBI AND GPS ANALYSIS PROGRAM. RELEASE 10.3. EAPS, MIT. • KENYERES A. AND BRUYNINX C., 2004, "MONITORING OF THE EPN COORDINATE TIME SERIES FOR IMPROVED REFERENCE FRAME MAINTENANCE", GPS SOLUTIONS, VOL 8, NO 4, PP. 200-209. • LAGIOS E., PARCHARIDIS IS., FOUMELIS M. & SAKKAS V. (2005). GROUND DEFORMATION MONITORING OF THE SANTORINI VOLCANO USING SATELLITE RADAR INTERFEROMETRY. PROC. 2ND INTERNATIONAL CONFERENCE ON RECENT ADVANCES IN SPACE TECHNOLOGIES, 9-11 JUNE 2005. 667-672. • NEWMAN A.V., STIROS S., FENG L., PSIMOULIS P., MOSCHAS F., SALTOGIANNI V., JIANG Y., PAPAZACHOS C., PANAGIOTOPOULOS D., KARAGIANNI E., AND VAMVARAKIS D.. RECENT GEODETIC UNREST AT SANTORINI CALDERA, GREECE. GEOPHYSICAL RESEARCH LETTERS, VOL. 39, L06309, PAG. 1-5, DOI: 10.1029/2012GL051286. • PESCI, A., TEZA, G., 2007. STRAIN RATE ANALYSIS OVER THE CENTRAL APENNINES FROM GPS VELOCITIES: THE DEVELOPMENT OF A NEW FREE SOFTWARE. BOLLETTINO DI GEODESIA E SCIENZE AFFINI, 56, 6988. • PESCI, A., TEZA, G., CASULA, G., 2009. IMPROVING STRAIN RATE ESTIMATION FROM VELOCITY DATA OF NON-PERMANENT GPS STATIONS: THE CENTRAL APENNINE STUDY CASE (ITALY). GPS SOLUTIONS, 13(4), 249261. • TEZA G., PESCI A., AND GALGARO A.. GRID_STRAIN AND GRID_STRAIN3: SOFTWARE PACKAGES FOR STRAIN FIELD COMPUTATION IN 2D AND 3D ENVIRONMENTS. COMPUTERS & GEOSCIENCES, VOLUME 34, ISSUE 9, SEPTEMBER 2008, PAGES 1142–1153. DOI: 10.1016/J.CAGEO.2007.07.006. • TEZA, G., PESCI, A., CASULA, G., 2010. SURMODERR: A MATLAB TOOLBOX FOR ESTIMATION OF VELOCITY UNCERTAINTIES OF A NON-PERMANENT GPS STATION. COMPUTERS & GEOSCIENCES, 36(8), 1033-1041. • WESSEL, P., AND W. H. F. SMITH (1998), NEW, IMPROVED VERSION OF GENERIC MAPPING TOOLS RELEASED, EOS TRANS. AGU, 79(47), 579–583.

GEOmedia n°2-2012


REPORTS

Abstract Remote monitoring of deformations in the island of Santorini: an integrated procedure for GPS data analysis at the INGV in Bologna The GPS (Global Positioning System) is a well-known global positioning system capable of providing the spatial coordinates of an operator, if equipped with an antenna and a receiver satellite, at any point on the earth , and in any weather conditions and at any time of the day. Today, the GPS, which is owned by the Department of Defense of the United States of America (U.S. DoD), is aided by the GLONASS (the Russian analogue system) and other global positioning systems based on interferometry from space microwave signals, for example, the nascent Galileo (European) and Beidou (China). For this reason we talk at today about GNSS Global Navigation Satellite System.

Autore Appendice A (sopra) – Serie temporali delle stazioni nelle componenti orizzontali.

ARIANNA PESCI - ARIANNA.PESCI@BO.INGV.IT GIUSEPPE CASULA - XXXXXXXXXX@SSSSSS.SS ISTITUTO NAZIONALE GEOFISICA VULCANOLOGIA SEZIONE DI BOLOGNA V. CRETI 12, I 40128 BOLOGNA

Appendice B (a destra) – Serie temporali delle stazioni nella componente verticale.

GIORDANO TEZA - XXXXXXXXXX@SSSSSS.SS UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA, DIPARTIMENTO DI GEOSCIENZE ENZO BOSCHI - XXXXXXXXXX@SSSSSS.SS UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BOLOGNA, DIPARTIMENTO DI FISICA

Parole chiave GNSS, MONITORAGGIO, DEFORMAZIONI.

Datum

11.3 11 342 421 12 23 34 43 44.3 44 44.3 34 42 23 34 459 593

Gauss-Boaga

WGS84

EED50-UTM32 D50-UTM32

Cassini-Soldner

ETRS89 Latitudine Longitudine

Eff ffe emeridi

UTM50-32N

ELISSSSO EL OIDE ID DE

63 37 78 813 37 63 6357 35752 57 752 52.3 .314 4

GEOI GE O DE OI D

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REPORTS

ArcGIS Server per la distribuzione delle informazioni del Trasporto Pubblico di Flaminia Leggeri, Patrizia Micheli, Annalisa Perla

Uno degli obiettivi di ATAC, gestore del trasporto pubblico del Comune di Roma, è quello di fornire informazioni sul trasporto pubblico ad un bacino di utenza sempre più vasto. In quest’ottica, negli ultimi anni, si è cercato di migliorare sia la quantità che la qualità delle informazioni cercando di migliorare l’integrazione grafica dei servizi aumentando anche la dimensione della mappa e fornendo all’utente finale una user experience più moderna e conforme ai sistemi di web mapping disponibili su Internet.

I

servizi attualmente disponibili sul portale di ATAC permettono sia di pianificare uno spostamento con mezzi pubblici, privati o entrambi all’interno della Provincia di Roma (Calcola percorso – fig. 1) sia consultare informazioni di dettaglio sulle linee in esercizio sul territorio (Trovalinea – fig. 2). Attualmente i due servizi web, pur fornendo informazioni simili, sono sviluppati in ambienti diversi ed il passaggio da un ambiente all’altro prevede sia un cambio di interfaccia che un cambio della mappa utilizzata. Nel Sistema Informativo Territoriale di ATAC sono presenti tutte le informazioni relative alla rete del Trasporto Pubblico Locale (TPL) ed altre informazioni di pubblica utilità. Il database è continuamente aggiornato e arricchito di nuove informazioni. Il nostro obiettivo è rendere disponibili le informazioni agli utenti del TPL attraverso strumenti di consultazione che siano facilmente utilizzabili; a tale scopo stiamo realizzando una nuova applicazione (basata su tecnologia ESRI) per la distribuzione delle informazioni del

Figura 1 – Calcola percorso.

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TPL all’Utenza. L’attenzione di ATAC verso questo tipo di applicazioni nasce dalla consapevolezza che l’utilizzo di tali strumenti è molto diffuso tra i frequentatori del web. L’analisi dei dati di accesso ai nostri sistemi (Calcola Percorso e Trovalinea) mostra un trend di crescita positivo (con picchi in particolari circostanze) del numero visite mensili. Il SIT di ATAC Il progetto che ha portato ATAC alla realizzazione del Sistema Informativo Territoriale parte nel 1997 giungendo a compimento alla fine del 2000. L’ Area SIT che si occupa di tutti gli aspetti legati alla produzione, gestione e manutenzione di una base dati territoriale, nasce in ATAC nel 2000. Da allora il SIT è diventato ‘protagonista’ di attività e processi aziendali che prevedono un’interazione con il territorio. A titolo di esempio, diventa strategico per la Direzione Commerciale conoscere la posizione dei punti vendita al fine di migliorare l’efficienza della rete di vendita dei

Figura 2 – Trovalinea.

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REPORTS titoli di viaggio. L’Area SIT raccoglie dalle varie Direzioni di ATAC, da Roma Agenzia per la Mobilità e da altri enti, informazioni riferibili al territorio e provvede a georeferenziarle e integrarle in una base dati accessibile in rete e disponibile all’utenza. Il SIT comprende una grande varietà di livelli (layer), alcuni ad esclusivo uso interno, altri accessibili agli utenti mediante applicazioni web appositamente realizzate; tra questi abbiamo:

grafo della viabilità privata ad estensione comunale e provinciale; rete del trasporto pubblico esercito dalle diverse aziende di esercizio (percorsi delle linee e relative fermate); database degli orari programmati di partenza dai capolinea; esercizi commerciali preposti alla vendita di biglietti (edicole, tabaccherie..); biglietterie ATAC e macchine emettitrici di biglietti (MEB).

I sistemi esistenti di distribuzione di Informazioni I principali servizi di infomobilità, disponibili sul portale di ATAC per gli utenti del TPL, sono il Calcola Percorso (Infopoint) e il “Trovalinea”. Tali servizi attualmente distinti, alla fine di questo progetto saranno completamente integrati l’uno con l’altro. Il progetto in atto prevede la realizzazione di un’interfaccia semplice, consistente, leggera ed adattabile a differenti client che sostituisca, arricchendola di nuove funzionalità, quelle attualmente disponibili sul sito aziendale (www.atac. roma.it). L’utente del trasporto pubblico ha necessità di conoscere i percorsi di ciascuna linea, il posizionamento delle fermate, gli orari programmati di partenza dai capolinea per conoscere la frequenza di passaggio, i tempi di attesa previsti alla fermata e infine informazioni sui mezzi da prendere per raggiungere una certa destinazione. La nuova interfaccia permette con una serie di click di avere disponibili tutte queste informazioni. (figg. 3, 4, 5). L’utilizzo di ArcGIS Server permette l’implementazione di funzioni non disponibili nell’attuale interfaccia del Trovalinea realizzata con ArcIMS. Gli strumenti per la navigazione della mappa (zoom e pan), di facile utilizzo, permettono di scegliere la porzione di mappa da visualizzare e il livello di dettaglio. Grazie alla possibilità di creare preventivamente la cache dei dati, la navigazione della mappa è più veloce; la velocità di risposta è un requisito fondamentale per il successo di un’applicazione web. Perché i tempi di visualizzazione della mappa siano sempre accettabili, solo alcuni layer sono consultabili a tutte le scale; i layer più ‘pesanti’ per numero di elementi (fermate, punti vendita, linee di trasporto) sono disponibili solo a grandi scale (maggior dettaglio).

Figura 3 – Nuova interfaccia Servizio GIS Atac.

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I servizi Trovalinea e Calcola Percorso sono strumenti di ausilio per muoversi in città con il trasporto pubblico; trattandosi di una città come Roma, polo di attrazione turistica nazionale e internazionale, entrambi i servizi sono disponibili in cinque lingue (italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo). Trovalinea L’utente può accedere al Trovalinea inserendo il numero della linea di interesse nel box presente nella homepage del portale ATAC o cliccando sul nome della linea individuata dall’algoritmo del Calcola Percorso. Nel primo caso scelta una linea, una query Oracle ne individua tutti i percorsi tra i quali si deve scegliere, basandosi sull’informazione del capolinea di destinazione, quello di interesse, (es. 64 Termini MA-MB-FS). Per ciascuna linea, escluse le circolari, sono individuati almeno due percorsi (chiamati per convenzione Andata e Ritorno), ma in alcuni casi ce ne sono altri, percorsi deviati, limitati o prolungati (per esigenze di diversa natura) rispetto al percorso standard. Nel secondo caso, click sul nome del percorso individuato dall’algoritmo del Calcola Percorso, si passa direttamente alla rappresentazione su mappa.

Figura 4 – Nuova interfaccia Servizio GIS Atac.

Il percorso scelto è rappresentato sulla mappa fornendo l’elenco ordinato delle fermate e gli orari programmati di partenza dal capolinea. Le fermate del percorso sono interrogabili sia da mappa che dall’elenco stesso; la selezione di una fermata dall’elenco permette di conoscere quali sono le linee in arrivo a quella fermata; questa informazione viene fornita grazie a un servizio xml che si interfaccia con

Figura 5 – Nuova interfaccia Servizio GIS Atac.

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REPORTS il sistema satellitare di monitoraggio presente sulle vetture (AVM). Sono fornite la destinazioni della linea (capolinea di arrivo), la previsione di arrivo (in minuti) stimata in base al numero di fermate di distanza dalla fermata scelta, e l’informazione sulla dotazione di bordo della vettura in arrivo (aria condizionata, pedana disabili, possibilità di acquistare il biglietto a bordo, moby) (fig.4). Interrogando una fermata da mappa si hanno informazioni di maggior dettaglio fra cui il codice impianto, il tipo di impianto (palina elettronica), la presenza di pensilina, l’indirizzo e l’elenco dei percorsi in transito (fig.5) da cui è possibile scegliere un altro. L’interrogazione da mappa è dinamica, al click del mouse il sistema individua l’elemento scelto appartenente a uno dei layer visualizzati, questi sono scelti dall’utente ma, a seguito di un cambiamento di scala alcuni di questi vengono spenti al fine di ottimizzare i tempi di risposta. Le informazioni fornite in seguito al click sono caratteristiche di ciascun layer, in particolare è possibile avere informazioni sulle fermate, sui punti vendita (localizzazione, orari di apertura, tipologia di titoli di viaggio venduti, chiusura settimanale), sulle biglietterie ATAC (orari di apertura, servizi offerti), sulle biglietterie self service (localizzazione, titoli emessi, monete o banconote accettate..), sui parcheggi di scambio (localizzazione, numero di posti…), sugli accessi ZTL (tipologia e validità del varco), sulle strisce blu relative alla sosta tariffata su strada (orari di validità, tariffa applicata…). E’ inoltre possibile, a differenza dell’attuale Trovalinea, interrogare la mappa per conoscere le linee in transito sulla strada scelta. Calcola Percorso Il passaggio al calcola percorso può avvenire indicando su mappa un punto di partenza e un punto di arrivo (utilizzando il tasto destro del mouse) o cliccando sul tab “Calcola percorso”. Nel primo caso le coordinate dei due punti sono passate all’algoritmo di calcolo che individua il percorso più conveniente in base alle opzioni scelte dall’utente; nel secondo caso i punti notevoli del percorso (partenza e arrivo) sono scelti inserendo l’indirizzo comprensivo di numero civico. Se un indirizzo non è identificato univocamente il sistema presenta un elenco di possibili candidati tra i quali scegliere quello richiesto; individuati i due indirizzi viene presentata nel dettaglio la descrizione del percorso da seguire (fermate da raggiungere, linea da prendere e numero di fermate, frequenza di passaggio delle linee indicate). I punti notevoli del percorso suggerito (partenza, arrivo, fermata di salita, fermata di discesa) sono cliccabili e visualizzabili nel dettaglio su mappa. Nella richiesta del percorso l’utente può indicare le sue preferenze sul tipo di mezzo (Tutti i mezzi pubblici, Solo bus e tram, Trasporto pubblico e bike sarin, Mezzo Privato) e sul tipo di percorso (Il più veloce, Pochi trasbordi, Pochi tratti a piedi). E’ inoltre importante indicare il giorno e l’ora in cui si vuole fare il ‘viaggio’ perché il servizio di Trasporto Pubblico subisce variazioni a seconda del giorno della settimana e della fascia oraria. Le funzioni di navigazione e interrogazione dei layer su mappa, grazie all’integrazione dei due sistemi, sono le stesse descritte in precedenza. Conclusioni L’esperienza maturata negli anni ha portato ATAC ad investire tempo e risorse per migliorare i servizi di InfoMobilità perché siano di facile utilizzo e soprattutto di ausilio

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all’utente del TPL. A questo proposito vengono recepiti e presi in considerazione suggerimenti/critiche fatti dagli utenti, al fine di realizzare applicazioni che siano quanto più possibile vicine alle loro esigenze e aspettative. Possibili sviluppi possono riguardare l’integrazione nel sistema di notizie in tempo reale (es. variazioni di percorso a seguito di eventi non previsti), l’utilizzo di dati storici del sistema AVM per fare una stima del tempo impiegato per compiere un tragitto e l’inserimento di tutte le informazioni georeferenziabili che siano di pubblico interesse e utilità. L’azienda L’ATAC, azienda del trasporto pubblico operante a Roma con quasi 13 mila dipendenti, in seguito alla fusione con Met.Ro S.p.A. e Trambus S.p.A. (1° gennaio 2010), è oggi il primo gruppo di trasporto pubblico in Italia oltre che una delle più grandi realtà a livello europeo. L’azienda, con più di 100 anni di esperienza nel campo serve un´area di 1285 km2 nella quale ogni giorno garantisce, con i propri mezzi, più di 4 milioni di spostamenti. Gestisce ogni forma di mobilità collettiva all´interno dell´Area Metropolitana di Roma: trasporto di superficie (329 linee tra autobus, filobus, tram, mezzi elettrici), metropolitane, ferrovie (Lido, Viterbo e Giardinetti), servizi dedicati alle scuole ed ai diversamente abili, parcheggi di scambio e sosta tariffata su strada per favorire l´integrazione tra il trasporto pubblico e il mezzo privato.

Parole chiave WEBGIS, TRASPORTI PUBBLICI, ARCGIS SERVER.

Abstract ArcGIS Server for public transportation info service in Rome One goal of ATAC, the public transport operator of the Municipality of Rome, is to provide information the the daily users of the transportation network. In recent years the efforts to improve both the quantity and quality of information have reached a high level of integration in order to provide the end user with good web mapping systems available on the Internet.

Autori FLAMINIA LEGGERI FLAMINIA.LEGGERI@ATAC.ROMA.IT PATRIZIA MICHELI PATRIZIA.MICHELI@ATAC.ROMA.IT ANNALISA PERLA ANNALISA.PERLA@ATAC.ROMA.IT ATAC S.P.A. – VIA SONDRIO, 18 ROMA – TEL 06/46954827 FAX 0646954807 DIREZIONE INTEGRAZIONE PROCESSI AZIENDALI - AREA SIT

GEOmedia n°2-2012



Crisi o non crisi, continuiamo a crescere. Forse perché non cerchiamo di fare i furbi. La crisi colpisce tutti, per carità. Ma la vita va avanti e – soprattutto per chi fa un lavoro molto specializzato, come noi – c’è sempre mercato. A patto di lavorare bene, s’intende. E di aver fatto in passato scelte corrette, sviluppando competenze che con il tempo crescono di valore. Da molti anni, investiamo costantemente in R&D studiando soluzioni innovative per semplificare l’uso delle applicazioni geospatial, creare interfacce sempre più intuitive e integrare in maniera trasparente i dati geo-spaziali nella filiera produttiva, migliorando in modo significativo la performance dei sistemi IT. Parallelamente, abbiamo messo a punto procedure che consentono di raggiungere l’eccellenza di prodotto nel rispetto dei tempi e del budget, con un livello qualitativo sempre certificato. Inoltre, abbiamo percorso prima di altri la strada del software open source, liberando i nostri clienti da molte rigidità tecnologiche e garantendo la massima qualità a costi competitivi Grazie a tutto questo, siamo riusciti a competere con successo in Russia, Kosovo, Romania, Turchia, Siria, Cipro, i Caraibi.

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E oggi affrontiamo nuove sfide in un contesto sempre più globale e allargato: attualmente, i nostri programmatori e i nostri tecnici sono attivi in quattro continenti e una parte consistente del nostro fatturato proviene da clienti esteri. Continuiamo a crescere, sia in temini economici, sia in termini dimensionali. I nostri collaboratori aumentano, abbiamo aperto nuove sedi e stiamo entrando in mercati che richiedono applicazioni geospatial sempre più evolute, come i trasporti, le telecomunicazioni, l’ambiente e i beni culturali. Insomma, crisi o non crisi, continuiamo a perseguire il nostro obiettivo di fondo: confermare il trend che negli ultimi anni ci ha permesso di diventare una tra le principali realtà italiane nel settore del GIS. Evitando di imbrogliare le carte.


GI IN EUROPE di Mauro Salvemini

L’urbanistica riconoscerà mai il ruolo dei sistemi informativi territoriali ?

N

on ho mai sentito da coloro i quali usano da un pò di tempo il termine geomatica, affermare che la pianificazione territoriale ha giocato un ruolo rilevante nello sviluppo ed uso dei sistemi informativi territoriali, di fatto è proprio così. Non ho mai sentito un urbanista o pianificatore territoriale affermare che i sistemi informativi territoriali sono integrati nella pianificazione territoriale, hanno la stessa dignità e sono oggetto di progettazione parimenti ad un quartiere, una autostrada ed altri oggetti di ingegneria: eppure è oramai dimostrato dalle quantità di pubblicazioni e di applicazioni (fuori d’Italia) che è proprio così. Nonostante la chiusura in Italia delle lauree in SIT della quale forse un giorno qualche studioso si occuperà aiutato da qualche esperto di riforme universitarie e della pubblica amministrazione: la pianificazione territoriale ed ambientale è uno dei settori della cultura tecnica che più utilizza e promuove i SIT. Questo è ancora più vero fuori d'Italia dove gli investimenti in questo settore sono molto più sostanziosi ed è avallato dalla stessa tendenza rilevabile nello sviluppo ed uso delle infrastrutture di dati territoriali per la pianificazione. In Italia lo si fa clandestinamente o senza dare nell’occhio, specie se ci si aspetta di essere oggetto, prima o poi, di una valutazione comparativa nell’università. Eppure le cose si muovono in maniera diversa nel settore del SIT e della pianificazione, si potrebbero analizzare tante città europee e mondiali che hanno fatto dei sistemi informativi territoriali la spina dorsale del piano urbanistico ma conviene evitarlo per non cadere in depressione specie in questi tempi. Nel mese di maggio 2012 tre eventi significativi hanno coniugato il tema della pianificazione territoriale e la informatica dei SIT. Il congresso internazionale REALCORP 2012 in Austria, il congresso internazionale INPUT 2012 in Italia e l’avvio del progetto Europeo Plan4Business. Il titolo di REALCORP 2012 (http://www.corp. at/index.php?id=2) è molto stimolante “Remixing the city”. L’assunto è che poiché le città stanno subendo rapide modificazioni in termini sociali, ambientali tecnologici e culturali, occorre porsi il problema di come poterle rendere più sostenibili e resilienti tramite una pianificazione che usi quello che è a

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disposizione. In questo periodo di particolare attenzione alle risorse e di carenza economica il tema è essenziale. Il fatto che sia stato trattato internazionalmente dando alle varie culture la opportunità di porre l’accento su gli aspetti sociali della città, su quelli delle infrastrutture, in particolare del trasporto, su quelli del funzionamento e dei nuovi insediamenti piccoli e grandi, come su quelli della fruizione, tramite l’analisi degli stadi emozionali degli abitanti che passeggiano sul lungomare di Alessandria d’Egitto o partecipano ad una manifestazione, non solo ha dimostrato le varie dimensioni tecnico culturali della pianificazione del 21esimo secolo ma ha posto l’informazione geografica e la sua gestione e trattamento al centro del focus. Tenendo una relazione invitata a REALCORP 2012 ho discusso la necessità di considerare le infrastrutture di dati territoriali quali componenti essenziali della città dimostrando che esse devono entrare a fare parte della città parimenti a come altre infrastrutture sia fisiche che non fisiche ne fecero e ne fanno parte. L’infrastruttura di dati territoriali del resto interpreta e realizza la società contemporanea, specie nella cultura occidentale: una “società liquida” come teorizza e dimostra Z. Bauman che non può essere gestita altrimenti se non fa continui e standard flussi di dati. Sempre a Maggio si è svolta la settima edizione di INPUT 2012 (http://www.input2012. it/) una conferenza scientifica che con più circospezione (sarà che si svolge in Italia!) tratta i temi caldi della tecnologia alfine di discutere come essi possano essere utilizzati nella innovazione della pianificazione. Come ho già detto in Italia i SIT si sono abituati a vivere da clandestini, quindi non c’è da meravigliarsi se mandano avanti, in convegni come INPUT2012, i loro parenti modelli matematici, tecniche di pianificazione, analisi urbanistica ed altri. Quello di relegare nella clandestinità settori, discipline o settori che non vengono adottate dalla consolidata cultura accademica è ricorrente nella cultura Italiana: avverrà lo stesso per le smart-cities non appena gli urbanisti e pianificatori avranno avocato a loro la pianificazione delle città che appunto, per essere smart ed avere imparato a come bypassare le regole, si stanno sviluppando da tempo indipendentemente da le così dette “previsioni di piano”, si ricomincerà a fare piani regolatori di città questa volta “smart”: ma è un dettaglio. Ma a maggio si è avviato il progetto europeo Plan4Business, non molti partner nessuno italiano, coordinato dall’Istituto Fraunhofer di Darmstadt . Qualche informazione disponibile mentre si va in stampa al http://www.plan4all.eu/simplecms/?menuID=29&articleID= 125&action=article&presenter=ArticleDetail Questo progetto è interessante in quanto si pone lo scopo di fare business sui dati necessari a fare la pianificazione territoriale! I dati con indirizzo geografico per la pianificazione sono necessari ma sono spesso in formati diversi, hanno un modello diverso di realizzazione e scrittura, quindi quale migliore opportunità è quella di offrire a coloro i

quali intendono pianificare un sistema, utilizzabile via web, che possa provvedere alla armonizzazione e standardizzazione dei dati ? Specie poi se questo avviene nella cornice di riferimento della Direttiva INSPIRE che apre campi di interoperabilità ampi, transfrontalieri e validati ed utilizzando i risultati di un progetto Europeo (HUMBOLDT: il progetto EU per l'interoperabilità delle informazioni geo-spaziali, L. Berardi GEOmedia 4-2011) già ampiamente recensito anche sulle pagine di questa rivista che ha fatto il punto sulla interoperabilità dei dati geografici. È stato solo il caso di maggio o la IG è diventata indispensabile per la pianificazione ? Perché rispondere a questa domanda se poi la cultura, la professione e la tecnica della pianificazione territoriale in Italia non evolve?

Abstract It is discussed the role of GI in contemporary city planning considering three 2012 May events. REAL CORP 2012 in Schwechat which offered the possibility to collectively discuss a wide range of topics in different panel groups and workshops about “RE-MIXING THE CITY” which is a challenge to manage and re-combine the elements which make our modern cities in order to better respond to change. INPUT 2012 which in Cagliari was discussing how new technologies play a prominent role in the innovation of planning theory and practice, as they affect every phase of the process: knowledge building, preliminary studies, design, decision, implementation, and monitoring. The kick off of the EC co-funded project Plan4Business which aims to develop a platform that can serve users a full catalogue of planning data such as transport infrastructure, regional plans, urban plans and zoning plans.

Parole chiave SIT, urbanistica, city planning.

Autore MAURO SALVEMINI MAURO.SALVEMINI@UNIROMA1.IT

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RECENSIONE

Satellite Remote Sensing A New Tool for Archaeology AUTORI-VARI A CURA DI: ROSA LASAPONARA, NICOLA MASINI EDITORE: SPRINGER SCIENCE+BUSINESS MEDIA B.V. 2012 PAGINE: 364 PREZZO: € 138,00 ISBN: 978-90-481-8800-0 A CHI È DIRETTO: RICERCATORI, STUDIOSI, PROFESSIONISTI E OPERATORI DEL SETTORE ARCHEOLOGICO E DEL TELERILEVAMENTO.

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atellite Remote Sensing, curato da Rosa Lasaponara e Nicola Masini, edito in inglese tramite la Springer Verlag, è un tentativo di realizzare un vero ponte tra due mondi che si amano e si inseguono da tempo ma che per loro natura parlano due lingue spesso incomprensibili tra loro, l'archeologia e il telerilevamento. Le due discipline si attraggono e difficilmente trovano una seria confluenza e dissertazione come in questo caso. Il testo è composto da una serie di articoli-capitoli che, anche se realizzati da differenti autori, il che farebbe quasi pensare all'aver assemblato gli atti di un seminario o un piccolo convegno in materia, trovano una loro naturale consequenzialità, tale da poterli considerare abbinati come capitoli consecutivi di un testo omogeneo.

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La prima parte poi è caratterizzata da un ottima omogeneità essendo composta di 4 articoli-capitoli degli stessi autori-editori. Nella prima parte vengono affrontati gli argomenti base dell'uso delle immagini satellitari per il settoro archeologico con la trattazione dei metodi fondamentali quali il pan-sharpening, il pattern recognition and classification, il feature extraction e oltre, mentre nella seconda parte si illustrano casi applicativi per la documentazione di siti archeologici con tecniche satellitari. La terza ed ultima parte si concentra su applicazioni nel settore del Paleo-archeologico-ambientale sempre analizzato con metodi di Telerilevmento. EARSeL (European Association of Remote Sensing Laboratories), che promuove il gruppo speciale di stu-

dio per il Telerilevamento nell'Archeologia, ha supportato lo sviluppo di questo testo che viene alla stampa con premessa dell'ESA, nella persona di Volker Liebig e della NASA con Tom G. Farr. Acquistabile on line sul sito della Springer è anche scaricabile in PDF (dopo aver effettuato il pagamento) all'indirizzo: http://www.springer.com/ earth+sciences+and+geography/ remote+sensing/book/978-90-4818800-0 RC

GEOmedia n°2-2012


ENVI 5 La nuova generazione dell’analisi d’immagine

ENVI è la soluzione software leader per l’elaborazione e l’analisi delle immagini geospaziali. La nuova versione di ENVI rende il vostro flusso di lavoro per l’analisi delle immagini più efficiente che mai e vi permette di ottenere molto più rapidamente le informazioni di cui avete bisogno. Con un’interfaccia utente ottimizzata, un display moderno ad alta velocità, nuovi ed avanzati strumenti per il elaborazione, e una API flessibile per una facile personalizzazione, ENVI 5 rende più facile la soluzione dei vostri problemi utilizzando le immagini per l’osservazione della Terra. Inoltre, poiché tutti gli strumenti di ENVI sono comodamente accessibili dal toolbox ArcGIS ®, gli utenti GIS possono facilmente integrare nuove informazioni nel loro flusso di lavoro GIS per le applicazioni cartografiche avanzate.

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Puoi incontrare i nostri esperti e conoscere ENVI 5 nel corso delle prossime conferenze nel mese di giugno: Toulouse Space Show, Tolosa (FR) | 7° Conferenza EUREGEO, Bologna | 6° Workshop ENEA / AIT, Bologna | Conferenze utilizzatori EXELIS, Roma e Parigi. Tutti i diritti riservati. E3De, ENVI, IAS e IDL sono marchi registrati di Exelis, Inc. Tutti gli altri marchi appartengono ai rispettivi proprietari. © 2012, Exelis Visual Information Solutions, Inc.


ASSOCIAZIONI

Conferenza AMFM 2012 Roma 26 e 27 settembre 2012 AULA MAGNA --- Facoltà di Architettura, Sapienza Università di Roma - Piazza Borghese 9 – Roma Quest'anno AMFM rinnova l'appuntamento con la Conferenza annuale organizzata in quattro blocchi di mezza giornata l’uno. 1° Blocco: sul Disegno di Legge “Delega al Governo per il riassetto delle strutture competenti in materia di gestione e fruizione dell’informazione geografica digitale, nonché per il più razionale utilizzo della stessa al fine dello sviluppo dei servizi connessi” Parteciperà il proponente del DDL Senatore Candido De Angelis insieme ai soggetti pubblici e privati interessati allo scopo di fare il punto della situazione e continuare il dibattito sulla iniziativa legislativa. 2° Blocco: sul Repertorio Dati Territoriali di recente avvio per il tramite dei decreti legislativi del 2012 con la partecipazione di DigitPA e rappresentanti delle varie componenti degli utenti, fornitori e gestori . La finalità è quella di fare il punto su le iniziative legate al Repertorio con particolare riferimento alla usabilità ed inquadramento nella Direttiva INSPIRE. 3° Blocco: sulla utilizzazione della GI per la Sicurezza. Il tema ,già in agenda di precedenti conferenze di AMFM GIS Italia è rilevante nei suoi vari aspetti tra i quali vale ricordare quello territoriale, quello della persona, quello delle reti di servizi . 4° Blocco: verrà organizzato in forma simile ad un “BarCamp” sugli aspetti di armonizzazione dei modelli dati di landuse e land-cover . Temi questi sui quali AMFM GIS Italia ha operato da tempo in qualità di partner di progetti europei. La conferenza si sta organizzando, oltre che con il patrocinio della Sapienza Università di Roma - Dipartimento di Architettura e Progetto con la attiva e numerosa partecipazione e coinvolgimento di soggetti leader nella GI quali CISISCPSG , della Federutility , di ASITA . I fornitori del settore ESRI Italia , Intergraph Gruppo Hexagon, Sinergis , Planetek , Intecs , ed altre realtà produttive saranno presenti per portare la loro opinione , fare sentire la loro voce e le loro soluzioni. Comunità di utenti, end users , studiosi e ricercatori parteciperanno alla conferenza che, svolgendosi presso Sapienza Università di Roma, sarà aperta alla partecipazione di studenti e giovani. Quest’anno la Conferenza AMFM 2012 punta sul Web e le reti sociali per raggiungere la più ampia diffusione della consapevolezza in merito ai temi trattati. In particolare quest'anno la conferenza AMFM potrà essere seguita via Web anche da remoto, grazie allo streaming in diretta delle relazioni esposte ed alla successiva pubblicazione sulla piattaforma di broadcasting video YouTube dei contenuti più rilevanti. Inoltre chiunque potrà seguire la discussione sul servizio gratuito di rete sociale "Twitter" utilizzando l'hashtag #amfm2012 come chiave di ricerca e partecipare alla discussione inserendo lo stesso hashtag #amfm2012 in ciascun "tweet".

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ASSOCIAZIONI Convegno Nazionale 2012 - I GNSS: DALL'INQUADRAMENTO AL RILIEVO DI DETTAGLIO - 12 - 14 SETTEMBRE 2012 AULA MAGNA FACOLTA' DI INGEGNERIA, MODENA I GNSS (Global Navigation Satellite Systems) rappresentano una delle tecniche di rilievo piĂš interessanti da un punto di vista della ricerca e delle applicazioni professionali. Le loro applicazioni come tecnica di rilievo per la realizzazione dei sistemi di riferimento, per la definizione di reti di inquadramento locale e di monitoraggio e per varie tipologie di rilievo di dettaglio (aggiornamento di cartografia e GIS, aggiornamento catastale, tracciamento di opere di ingegneria, ecc.) sono in continua evoluzione e diffusione. La SIFET si propone quindi di presentare un quadro aggiornato dello sviluppo di questa tecnica di rilievo, offrendo un panorama esaustivo delle attivitĂ di ricerca in atto a livello nazionale e internazionale e delle ricadute che tali ricerche hanno e avranno a livello professionale nei prossimi anni. Il tema del Convegno SIFET 2012 apre una stagione di appuntamenti annuali che intendono affrontare le tecniche di rilievo di base di interesse dei soci SIFET offrendo ai soci e alle persone interessate la possibilitĂ di apprezzare le potenzialitĂ delle tecniche di rilievo metrico e di aggiornarsi sulla loro evoluzione. Il Convegno SIFET 2012 si propone anche come momento formativo, oltre che informativo, sulla tecnica GNSS offrendo in questo modo, anche a chi si avvicina per la prima volta aqueste tematiche, la possibilitĂ di accrescere il proprio bagaglio conoscitivo in modo graduale ed efficace.

Conferenza ASITA 2012 – 6-9 Novembre 2012 Vicenza - Comunicazioni Il Prof. Giampiero Maracchi, direttore dell’Istituto di BIOMETEOROLOGIA (IBIMET) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, parteciperĂ alla sessione inaugurale di ASITA 2012 con una Conferenza su "globalizzazione e cambiamenti climatici". Rilasciato il programma per la sessione speciale organizzata dalla Regione Veneto “L’IDT e i Database Topografici: strumenti per la gestione dell’Informazione territoriale nella Regione del Venetoâ€?, disponibile sul sito web dell’associazione www.asita.it

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AGENDA

2012 3 – 6 luglio Salisburgo, Austria GI_Forum 2012 www.gi-forum.org 22 – 27 Luglio Munich, Germania IGARSS 2012 IEEE Geoscience and Remote Sensing Simposium http://www.igarss2012.org/ 25 agosto – 1 settembre Melbourne, Australia XXII ISPRS Congress 2012 http://www.isprs2012melbourne.org/ 19 – 22 settembre Ghent, Belgio 3rd Workshop on Remote Sensing for Archaeology and Cultural Heritage Management www.earsel2012.ugent.be 20 – 21 settembre Riva del Garda 6th Coastal Altimetry Workshop http://www.coastalaltimetry.org 24 – 27 settembre Edimburgo, GB SPIE Remote Sensing 2012 http://spie.org/remote-sensingeurope.xml?WT.mc_id=RCalERSW

24 – 29 settembre Venezia 20 Years of Progress in Radar Altimetry www.altimetry2012.org 27 – 28 settembre Torino Telemobility Forum http://www.telemobilityforum. com/ 09 - 11 Ottobre Hannover, Germania INTERGEO 2012 http://www.intergeo.de 29 - 31 Ottobre Bologna Smart City Exhibition 2012 http://www.smartcityexhibition.it 29 ottobre – 2 novembre El Jadida, Marocco AARSE 2012 - Earth Observation & Geo-information Sciences for Environment and Development in Africa: Global Vision and Local Action Synergy www.aarse2012.org, 6 - 9 novembre ASITA 2012 Vicenza

Scuola estiva www.asita.it di acquisizione, modellazione e visualizzazione 3D Dal 10 al 22 settembre 2012 si svolgerà a Otranto la prima edizione della Scuola Estiva di Acquisizione, Modellazione e Visualizzazione 3D. La scuola è organizzata dal Consorzio inter-universitario per le Applicazioni di Supercalcolo Per Università e Ricerca (CASPUR) di Roma presso il Laboratorio 3D Lab di Otranto in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale dell'Università di Bologna, del Dipartimento di Matematica e Fisca "Ennio De Giorgi", la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici e la Scuola Superiore ISUFI dell'Università del Salento e il supporto dei Comuni di Otranto e Cavallino e della Provincia di Lecce. Il corso è riservato ad un numero massimo di 25 partecipanti tra laureati, dottorandi, ricercatori, tecnici e liberi professionisti di diverso ambito di provenienza e con esperienza nell'ambito delle tecnologie 2D e 3D per i beni culturali, ambientali o nel settore biomedico. Le lezioni saranno sia teoriche che pratiche e avranno una durata complessiva di 92 ore. Sar‡ possibile utilizzare gli strumenti di acquisizione e elaborazione di dati tridimensionali e ottenere un attestato di partecipazione al termine della frequentazione. Per partecipare occorre versare 800 euro, escluso vitto e alloggio. Le domande corredate dal curriculum devono essere inviate via mail entro il 20 giugno all'indirizzo 3dlab@capsur. it, i curriculum verranno valutati da una commissione che sceglier i candidati in base all'attinenza del proprio profilo con i contenuti e le finalità della Scuola. Verranno selezionati quattro candidati meritevoli di una riduzione del 50% della quota di iscrizione. Per ulteriori informazioni: http://3dlab.caspur.it/index.php/scuola-estiva-di-3d/



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