Archeomatica 1 2014

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rivista trimestrale, Anno V - Numero 1

marzo 2014

ArcheomaticA Tecnologie per i Beni Culturali

R EALTÀ A UMENTATA E P ARCHI A RCHEOLOGICI

VALORIZZAZIONE DIGITALE DEI MUSEI RILIEVO E VISUALIZZAZIONE 3D CON OPEN SOURCE SPETTROMETRI MINIATURIZZATI PER IDENTIFICAZIONE DI PIGMENTI INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL DISTRETTO AD ALTA TECNOLOGIA DEI BENI CULTURALI



EDITORIALE

LA

CULTURA AL TEMPO DEL FYBORG

Bio-â€?ipermedia ovvero l’ambiente peculiare cui tutti noi ogni giorno diamo luogo interagendo nello spazio-â€?tempo, attraverso i corpi, con macchine, reti, algoritmi, dati, territori reali e sintetici (Giorgio Griziotti). Secondo modalitĂ di crescente intensitĂ e pervasivitĂ , con le interfacce, estensioni meccaniche ed elettroniche, che tendono a integrarsi sempre piĂš intimamente nei corpi, HVWHQGHQGR H SRWHQ]LDQGR OH FDSDFLWj XPDQH Ă€QHQGR SHU PRGLĂ€FDUH OD VWHVVD FRVFLHQ]D E’ recente la notizia che Google, dopo la commercializzazione degli occhiali, ha giĂ depositato diversi brevetti di lenti a contatto hi-â€?tech, con fotocamera, controllabili attraverso i movimenti dell’occhio e con possibilitĂ di collegamento wireless ad altri dispositivi. Coniando il neologismo Giorgio Griziotti ne ha certamente individuato, tra l'altro, le componenti strutturanti fondamentali: la ELRSROLWLFD H O¡LSHUPHGLDOLWj 1HO FRQWHPSR KD LQWURGRWWR QHO GLEDWWLWR ² XQ LQVHUWR UHFHQWH QHOOD ULYLVWD $OIDEHWD XQD HIĂ€FDFH griglia concettuale con cui tentare l’esplorazione di queste nuove dimensioni. Contraddizioni e pericoli di sfruttamento e di VRWWRPLVVLRQH SL VRĂ€VWLFDWL real-â€?time 6LFXUDPHQWH XQD URWWXUD GHĂ€QLWLYD GL RJQL GHOLPLWD]LRQH VSD]LDOH H WHPSRUDOH WUD LO WHPSR GHOOD YLWD H TXHOOR GHO ODYRUR $QFKH SHUz RSSRUWXQLWj LQHGLWH GL SURGX]LRQH GHO FRPXQH H FHUWDPHQWH OXRJR GL FRQĂ LWWR FRQ FKL vuole imporre nuove enclosures 3URGRWWR GL WHFQRORJLH H GL LQGXVWULD %LR LSHUPHGLD VWD ULGHĂ€QHQGR YHORFHPHQWH LO PRQGR OH dinamiche produttive, le relazioni personali, la conoscenza. Dischiusa dall’invenzione dell’iPhone nel 2007, che ha reso pienamente fruibile il mondo delle reti con un dispositivo mobile, tascabile e dotato di una interfaccia utilizzabile con immediatezza, accompagnata dallo sviluppo dell’internet mobile e dalla diffusione e sviluppo di nuovi dispositivi, always connected everywhere, a elevato grado di integrazione, ibridazione e accessibilitĂ , Bio-â€?ipermedia si rivela come una nuova, potente fase della storia dell’automazione, a oltre due secoli dalla FRPSDUVD GL TXHVWD QHL SULPL SURFHVVL GL SURGX]LRQH LQGXVWULDOH FDSLWDOLVWLFD 5LGHĂ€QLVFH LQIDWWL VHJQDQGR XQD GLVFRQWLQXLWj ontologica rilevante, a pochissimi decenni dai suoi primi passi, la stessa automazione digitale, a sua volta scaturita da quella termo-â€?meccanica delle catene di montaggio, e lo fa innanzitutto superando le sue recenti architetture imperniate sull’internet Ă€VVR H VXO 3& 8Q VDOWR DQDORJR D TXHOOR UHDOL]]DWR GD 0DUFRQL QHOOD WUDVPLVVLRQL VHQ]D Ă€OR GHOOH LQIRUPD]LRQL 6LPXOWDQHLWj ubiquitĂ , universalitĂ , tre parole chiave del weareable computing. Anche in questo caso lo scambio d’informazione viene infatti HPDQFLSDWR GDO OXRJR H WHPSR ULVWUHWWR H Ă€VVR TXLQGL GL SL IRUWH FRQWUROOR H GL SL REEOLJDWD H VFRQWDWD VRWWRPLVVLRQH DO SRWHUH FKH FDUDWWHUL]]D O¡RUL]]RQWH 3& LQWHUQHW Ă€VVR Rispetto alla funzione strutturante e ordinatrice di tipo gerarchico, specializzata per i processi sequenziali di cui il PC, gestito da XQ¡8QLWj GL HODERUD]LRQH FHQWUDOH &38 q SRUWDWRUH ULVSHWWR DOO¡DUFKLWHWWXUD WHFQRORJLFD client-â€?server, la prospettiva in cui i GLVSRVLWLYL PRELOL VRQR LQVHULWL WHQWD GL DSSURVVLPDUH DQFKH VH LQ PDQLHUD DQFRUD GHO WXWWR Ă HELOH L SURFHVVL GL ULRUJDQL]]D]LRQH e di reinterpretazione dell’informazione propria del pensiero umano, gestendoli in modo reticolare, abbracciando e percorrendo contemporaneamente le informazioni in modo multisequenziale, secondo un sistema non lineare di percezione. &RQ OR VWDGLR GL DXWRPD]LRQH GLJLWDOH GHO 3& H GHOO¡LQWHUQHW Ă€VVR OD QXRYD IDVH FRQGLYLGH DVSHWWL FRPH YLUWXDOLWj VLPXOD]LRQH astrazione, riscontro ma se ne distanzia quanto a possibilitĂ di processi autonomi di elaborazione, resi possibili dalle nuove tecnologie. Attraverso le infrastrutture reticolari possono emergere, proliferare e diramarsi in processi cooperativi, al di lĂ di tecno-â€?entusiasmi o feticismi delle reti, energie autonome e non sottomesse d’informazione, di creazione, di cooperazione, di VFDPELR H GL FRVWUX]LRQH GL VLJQLĂ€FDWR QXRYL SURFHVVL VRFLDOL FXOWXUDOL H HFRQRPLFL Sono giĂ tante le esperienze straordinarie di questi ultimi anni, per tutte DIYbio (do-â€?it-â€?yourself biology, o biologia fai-â€?da-â€?te), rete JOREDOH GL VFLHQ]D IDWWD GD FLWWDGLQL DO GL IXRUL GDO FRQWUROOR GHOOH LVWLWX]LRQL WUDGL]LRQDOL GHOOD ULFHUFD VFLHQWLĂ€FD H SRL OH PROWHSOLFL nuove forme della cooperazione della peer-â€?production (Yochai Benchler). 1RQ q VRODPHQWH TXHVWLRQH GL UDFFROWD HODERUD]LRQH VLPXOWDQHD QHOOH UHWL WUD PROWHSOLFL XQLWj H GL GLVWULEX]LRQH H FRQGLYLVLRQH in tempo reale di tutte le informazioni secondo i dettami di una qualsiasi scuola net-â€?centrica, militare o commerciale che sia. Le connessioni sensoriali umane esplicano nei nuovi scenari relazioni in modo estremamente piĂš evoluto e potente di quanto potrebbe allo stato attuale qualsiasi capacitĂ computazionale della machina. 6RQR JOL VWHVVL XWLOL]]DWRUL GHL QXRYL GLVSRVLWLYL D FRVWLWXLUVL LQIDWWL DOO¡LQWHUQR GHOOH UHWL TXDOL FROOHJDPHQWL DIĂ€DQFDQGR Ă€VLFDPHQWH alle connessioni elettroniche quelle dei propri tessuti biologici specializzati nel ricevere, trasmettere ed elaborare gli stimoli interni ed esterni del corpo. Ciò permette inaudite e potenti sinapsi tecno-â€?sensoriali, conformando in maniera diversa il nostro cervello, innescando relazioni nella nostra mente sempre piĂš lontane dalla geometria euclidea, e quindi possibilitĂ accresciute di azioni creative. Pur rimanendo per la scienza e l'abilitĂ delle forze produttive la sottimissione alle legge del valore si dilata lo spazio tempo e insieme la possibilitĂ percettiva, deterritorializzata e ubiqua, enormemente, e si arricchisce al pari del territorio con cui LQWHUDJLVFH GL LQIRUPD]LRQL GL RJQL JHQHUH GLYLHQH FROOHWWLYD H WXWWDYLD VL FRQFHQWUD DWWUDYHUVR L GLVSRVLWLYL ,Q GHĂ€QLWLYD ID Vu FKH LO PRQGR VL SUHVHQWL D QRL FRVu FRPH HVVR q UHDOPHQWH (QWUD GHĂ€QLWLYDPHQWH TXLQGL LQ FULVL OD FRHUFL]LRQH DOO¡LQWHUSUHWD]LRQH XQLYRFD della realtĂ . 6H OH FRQVHJXHQ]H VRQR LPPHGLDWDPHQWH DSSUH]]DELOL LQ XQ DPELWR FRPH TXHOOR GHOOD UDSSUHVHQWD]LRQH JHRJUDĂ€FD GRYH GD VHPSUH ULVDOWDQR HYLGHQWL L UDSSRUWL GHO VDSHUH JHRJUDĂ€FR FRQ O¡HVHUFL]LR GHO SRWHUH SROLWLFR &ODXGH 5DIIHVWLQ DOWUHWWDQWR dobbiamo pensare accadrĂ nel settore del patrimonio culturale con la proliferazione di punti di osservazione, di linguaggi, di temi, di sperimentazioni, di pratiche creative altrimenti non possibili, forse nuove forme di arte, e ancora di governance partecipata del patrimonio culturale che saranno resi possibili dalla cooperazione cognitiva attraverso i dispositivi, la loro integrazione nei corpi, le potenzialitĂ accentuate che essi offrono alla capacitĂ interpretativa.

MICHELE FASOLO @ARCHEOMATICA.IT

MICHELE.FASOLO


IN QUESTO NUMERO DOCUMENTAZIONE 6 La valorizzazione digitale del Museo Geologico Giovanni Capellini di Bologna DI

DANTE ABATE, FEDERICO FANTI

10 Rilievo e Visualizzazione 3D di dati diagnostici con strumenti Open Source Il caso della Tomba della Scimmia a Chiusi DI CRISTINA GIANCRISTOFARO, LUCIANO MARRAS, VINCENZO PALLESCHI

RIVELAZIONI

In copertina un'immagine in realtà aumen-� tantata del Parco Archeologico dell'Alto $GULDWLFR SURJHWWR ÀQDQ]LDWR GDO 3URJUDP-� ma per la Cooperazione Transfrontaliera Italo-�Slovena 2007-�2013.

16 )256 )LEHU 2SWLFV 5HĂ HFWDQFH Spectroscopy con gli spettrometri PLQLDWXUL]]DWL SHU O¡LGHQWLĂ€FD]LRQH GHL pigmenti DI ANTONINO COSENTINO

MUSEI E FRUIZIONE 24 PARSJAD, il Parco Archeologico dell’Alto Adriatico: un luogo diffuso, unito dalla tecnologia DI

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ArcheomaticA

Tecnologie per i Beni Culturali Anno V, N° 1 - marzo 2014

Archeomatica, trimestrale pubblicata dal 2009, è la prima rivi-â€? sta italiana interamente dedicata alla divulgazione, promozio-â€? ne e interscambio di conoscenze sulle tecnologie per la tutela, la conservazione, la valorizzazione e la fruizione del patrimo-â€? nio culturale italiano ed internazionale. Pubblica argomenti su tecnologie per il rilievo e la documentazione, per l'analisi e la diagnosi, per l'intervento di restauro o per la manutenzione e, in ultimo, per la fruizione legata all'indotto dei musei e dei parchi archeologici, senza tralasciare le modalitĂ di fruizione avanzata del web con il suo social networking e le periferiche "smart". Collabora con tutti i riferimenti del settore sia italia-â€? ni che stranieri, tra i quali professionisti, istituzioni, accade-â€? mia, enti di ricerca e pubbliche amministrazioni.

DIRETTORE RENZO CARLUCCI DIRETTORE@ARCHEOMATICA.IT DIRETTORE RESPONSABILE MICHELE FASOLO MICHELE.FASOLO@ARCHEOMATICA.IT COMITATO SCIENTIFICO MAURIZIO FORTE, BERNARD FRISCHER SANDRO MASSA, MAURA MEDRI MARIO MICHELI, STEFANO MONTI FRANCESCO PROSPERETTI MARCO RAMAZZOTTI, ANTONINO SAGGIO FRANCESCA SALVEMINI

REDAZIONE

REDAZIONE@ARCHEOMATICA.IT

GIOVANNA CASTELLI GIOVANNA.CASTELLI@ARCHEOMATICA.IT ELENA LATINI ELENA.LATINI@ARCHEOMATICA.IT SANDRA LEONARDI SANDRA.LEONARDI@ARCHEOMATICA.IT DANIELE PIPITONE DANIELE.PIPITONE@ARCHEOMATICA.IT DOMENICO SANTARSIERO DOMENICO.SANTARSIERO@ARCHEOMATICA.IT LUCA PAPI LUCA.PAPI@ARCHEOMATICA.IT


SCHEDE TECNICHE

RUBRICHE

32 Touchwindow soluzioni e sistemi immersivi per i Beni Culturali. Sistemi e tecnologie per creare spazi dinamici, per coinvolgere, approfondire ed emozionare DI TOUCHWINDOW 33 Unocad, tecnologie per l'arte in sicurezza DI

UNOCAD

29 AZIENDE E

PRODOTTI Soluzioni allo Stato dell'Arte

40 AGORÀ Notizie dal mondo delle Tecnologie dei Beni Culturali

44 FORUM

GUEST PAPER

47 RECENSIONE

34 A systematic approach to Bronze corrosion products and the methods of treatment, applied on three bronze anklets from Dhamar Museum, Yemen BY MOHAMED M. MEGAHED

0HVRSRWDPLD $QWLFD Archeologia del pensiero creatore di miti nel paese di Sumer e di Accad

48 OPEN SOURCE

intervista 42 Intervista al prof. Angelo Chianese, Presidente del Distretto ad Alta Tecnologia dei Beni Culturali A CURA DI

LUCA PAPI

MARKETING E DISTRIBUZIONE ALFONSO QUAGLIONE A.QUAGLIONE@ARCHEOMATICA.IT

PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE DANIELE CARLUCCI DANIELE@ARCHEOMATICA.IT

DIFFUSIONE E AMMINISTRAZIONE TATIANA IASILLO DIFFUSIONE@ARCHEOMATICA.IT

EDITORE MEDIAGEO SOC. COOP. Archeomatica è una testata registrata al Tribunale di Roma con il numero 395/2009 del 19 novembre 2009 ISSN 2037-‐2485

MEDIAGEO SOC. COOP. VIA PALESTRO, 95 00185 ROMA TEL. 06.62.27.96.12 FAX. 06.62.20.95.10 WWW.ARCHEOMATICA.IT

STAMPA SPADAMEDIA S.R.L. VIALE DEL LAVORO 31 -‐ 0043 CIAMPINO (ROMA)

50 EVENTI

INSERZIONISTI 3DFLOW ALTERNATIVA ARTE CODEVINTEC ECOX ESSETECH GEOGRÀ MADATEC MENCI NOREAL SMART3K TECHNOLOGYFORALL TOUCHWINDOW UNOCAD

46 49 30 50 39 52 28 23 45 21 2 31 51

CONDIZIONI DI ABBONAMENTO La quota annuale di abbonamento alla rivista è di € 45,00. Il prezzo di ciascun fascicolo compreso nell’abbonamento è di € 12,00. Il prezzo di ciascun fascicolo arretrato è di € 15,00. I prezzi indicati si intendono Iva inclusa. Per abbonarsi: www.archeomatica.it *OL DUWLFROL ÀUPDWL LPSHJQDQR VROR OD responsabilità dell’autore. È vietata la riproduzione anche parziale del contenuto di questo numero della Rivista in qualsiasi forma e con qualsiasi procedimento elettronico o meccanico, ivi inclusi i sistemi di archiviazione e prelievo dati, senza il consenso scritto dell’editore.


DOCUMENTAZIONE

LA VALORIZZAZIONE DIGITALE DEL MUSEO GEOLOGICO GIOVANNI CAPELLINI DI BOLOGNA di Dante Abate, Federico Fanti

Le tecnologie digitali vengono sempre piĂš utilizzate per la condivisione, la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale, motivo per cui un numero crescente di musei se ne serve per aumentare la propria visibilitĂ e la propria offerta culturale. Questo studio è parte di un progetto pilota ancora in corso condotto dal 3D GraphLab del Centro Ricerche ENEA di Bologna (UnitĂ Tecnica SHU O¡,QIRUPDWLRQ DQG &RPXQLFDWLRQ 7HFKQRORJ\ LQ FROODERUD]LRQH FRQ LO 0XVHR *HRORJLFR *LRYDQQL &DSHOOLQL DO Ă€QH GL VYLOXSSDUH GHL contenuti multimediali online sfruttando gli standard WebGL e JavaScript.

9,68$/,==$=,21( ' 68 :(% %52:6(5 Lo sviluppo di tecnologie di visualizzazione Web-â€?based e di strumenti per la condivisione di dati tridimensionali on-â€?line, sebbene sia da considerare tuttora un processo in continua evoluzione, ha compiuto decisi passi in avanti nell’ultima decade. &Lz PDOJUDGR OD SUHVHQ]D GL PRGHOOL ' VFLHQWLĂ€FL VXOOD UHWH QRQ q PROWR GLIIXVD D FDXVD SULQFLSDOPHQWH GHOOD SRV-â€? sibile compromissione dei diritti d’autore (IPR – Intellectual Property Rights), legati al download libero dei modelli, ed DOOH GLIĂ€FROWj FKH SRVVRQR GHULYDUH GDOO¡LQVWDOOD]LRQH H GDO-â€? OD FRQĂ€JXUD]LRQH GL VRIWZDUH WHU]L GD SDUWH GL XWHQWL QRQ esperti. Si deve a Behr [1] un’estensiva ed esauriente rassegna delle WHFQRORJLH GL YLVXDOL]]D]LRQH GL PRGHOOL ' VX :HE , GLYHU-â€? si approcci sono stati suddivisi dall’autore principalmente in due categorie: plug-â€?in e plug-â€?in free. Per questo studio q VWDWD DGRWWDWD OD VHFRQGD RS]LRQH FKH SUHYHGH O¡XWLOL]]R GHOOH OLEUHULH JUDĂ€FKH :HE*/ HVFOXGHQGR TXLQGL OD QHFHVVL-â€? tĂ di installare plug-â€?in aggiuntivi. :HE*/ :HE %DVHG *UDSKLF /LEUDU\ q XQ $3, ' Applica-â€? tion Programming Interface) di cui oggi sono dotati i piĂš FRPXQL EURZVHU 0R]LOOD )LUHIR[ *RRJOH &KURPH 2SHUD Safari, IE) che permette di creare e visualizzare animazioni ' VHQ]D O¡XWLOL]]R GL SOXJ LQ H GL DSSOLFD]LRQL HVWHUQH FRPH DG HVHPSLR Ă DVK PD FKH VL EDVD XQLFDPHQWH VXO OLQJXDJJLR -DYD6FULSW > @ 4XHVWH OLEUHULH JUDĂ€FKH VRQR VWDWH LPSOH-â€? PHQWDWH SHU ODYRUDUH GLUHWWDPHQWH FRQ OH VFKHGH JUDĂ€FKH XWLOL]]DQGR OH ULVRUVH GHOOD *38 Graphics Processing Units). /¡$3, q EDVDWD VX 23(1 */ (6 FKH SHUPHWWH GL HVHJXLUH OH IXQ]LRQL GL UHQGHULQJ LQ XQ FRQWHVWR +70/ D SUHVFLQGHUH dal dispositivo su cui si stanno visualizzando i dati (desktop pc, smartphone, tablets, smart TV). 2OWUH D FLz OD GLVSRQLELOLWj GL QXPHURVL VWDQGDUG HG LO FUH-â€? VFHQWH VYLOXSSR GL OLEUHULH JUDĂ€FKH & '/ 2SHQ6FHQH*UDSK ; '20 HWF $3, :HE*/ 2 ' HWF SOXJ LQ 26* :(% -D-â€?

YD ' HWF JDPH HQJLQHV 8QLW\ ' '9LD HWF OLQJXDJJL H IRUPDWL ; ' 3') ' HWF FRPLQFLD D IDYRULUH TXHVWR SUR-â€? FHVVR GL FRQGLYLVLRQH GL GDWL WULGLPHQVLRQDOL > @ 8QD GHOOH SULPH DSSOLFD]LRQL FRVLGGHWWH SOXJ LQ IUHH GL JUD-â€? Ă€FD WULGLPHQVLRQDOH RQ OLQH q VWDWD UDSSUHVHQWDWD GD *RRJOH 2 ' XQ $3, JUDĂ€FD VYLOXSSDWD SHU FUHDUH DSSOLFD]LRQL ' LQWHUDWWLYH DOO¡LQWHUQR GL XQ FRPXQH :HE EURZVHU ,Q XQ SUL-â€? mo momento concepito come un plug-â€?in, successivamente q VWDWR FRPPXWDWR LQ XQD OLEUHULD -DYD6FULSW EDVDWD VXOOD WHFQRORJLD :HE*/ > @ 8Q¡DOWUD VROX]LRQH q UDSSUHVHQWDWD GD ; '20 XQ¡LQWHUIDF-â€? FLD JUDĂ€FD EDVDWD VX -DYD6FULSW FKH SHUPHWWH GL LQFRUSRUDUH Ă€OH LQ IRUPDWR ; ' DOO¡LQWHUQR GL SDJLQH +70/ VHPSOLFH-â€? PHQWH PRGLĂ€FDQGR JOL HOHPHQWL GHO '20 Domain Object Model ; '20 q XQD VLQWDVVL GL SURJUDPPD]LRQH EDVDWD VX :HE*/ FKH QRQ QHFHVVLWD O¡LQVWDOOD]LRQH GL DOFXQ SOXJ LQ > @ 3UHVVR LO &15 ,7$%& q LQ FRUVR XQ SURJHWWR GL ULFRQYHUVLRQH del modello della Villa di Livia di prima porta (Roma), in origine concepita come un’istallazione interattiva presso il museo delle terme di Diocleziano a Roma. L’attivitĂ di por-â€? ting prevede la pubblicazione dell’intera scena tridimensio-â€? QDOH VXO :HE XWLOL]]DQGR OH VSHFLĂ€FKH ; '20 > @ A tal proposito sono sempre piĂš diffusi gli esempi di istitu-â€? zioni pubbliche e private attive nel campo dei beni culturali FKH FUHDQR PXVHL YLUWXDOL VIUXWWDQGR OH WHFQRORJLH :HE FRQ OD Ă€QDOLWj GL UDJJLXQJHUH O¡DXGLHQFH SL DPSLD SRVVLELOH cercando al tempo stesso di evitare l’installazione di sof-â€? WZDUH WHU]L R VSHFLĂ€FKH VROX]LRQL FRPPHUFLDOL 8Q HVHPSLR LQWHUHVVDQWH q UDSSUHVHQWDWR GDO '($ 'LJLWDO (SLJUDSK\ DQG $UFKDHRORJ\ 9LUWXDO 0XVHXP RI :RUOG +HULWDJH FKH RIIUH l’opportunitĂ di visualizzare una ricca collezione di inscri-â€? ]LRQL ' R PDQXIDWWL DUFKHRORJLFL DFFHGHQGR DG XQ GDWDEDVH RQOLQH DWWUDYHUVR VWDQGDUG :HE EURZVHU LPSOHPHQWDWL FRQ OH OLEUHULH :HE*/ > @ $QFKH FRQVXOWDQGR LO VLWR :HE GHO SURJHWWR ' &2)250 q SRVVLELOH YLVXDOL]]DUH PRGHOOL ' UHDOL]]DWL XWLOL]]DQGR WHF-â€?

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ArcheomaticA N°1 marzo 2014


Tecnologie per i Beni Culturali

nologie range-�based e resi disponibili online sfruttando la WHFQRORJLD ; '20 > @ Lo Smithsonian Institution, a supporto del progetto di di-� gitalizzazione delle sue collezioni, ha recentemente pub-� EOLFDWR RQOLQH LO VHUYL]LR 6PLWKVRQLDQ ; ' XQ ' YLHZHU browser-�based sviluppato in collaborazione con Autodesk che permette di visualizzare ed analizzare modelli tridi-� PHQVLRQDOL VX :HE > @

7 02'(//$=,21( 5$1*( %$6(' ( 9,68$/,==$=,21( :(%*/ ,Q DFFRUGR FRQ LO FRRUGLQDPHQWR VFLHQWLÀFR GHO PXVHR H FRQ OH ÀQDOLWj GHO SURJHWWR VRQR VWDWL GLJLWDOL]]DWL DOFXQL RJJHWWL scelti in base al materiale, alla tipologia ed alle dimensioni. I sei oggetti selezionati dai ricercatori sono: „ )UDPPHQWR IRVVLOH GL 0RVRVDXUR GLQRVDXUR

„ Testa

di Tomistoma Calaritanus (coccodrillo)

„ 0XUH[ PROOXVFR

„ )UDPPHQWR GL &\FDGHRLGHD SDOPD IRVVLOH

„ Plastico

di zona costale del diciannovesimo secolo.

„ 0RGHOOR LQ VFDOD GL LJXDQRGRQWH

Fig. 1 -� Scansione a luce strutturata di plastico di area costale del XIXo secolo.

,/ 086(2 *(2/2*,&2 * &$3(//,1, ', %2/2*1$ (' ,/ 352-â€? *(772 ', 9,68$/,==$=,21( ,O 0**& q LO SL JUDQGH H ULFFR PXVHR JHRORJLFR H SDOHRQ-â€? tologico del diciannovesimo secolo in Europa con oltre un PLOLRQH GL FDPSLRQL FRQVHUYDWL DO VXR LQWHUQR > @ 8QD GHOOH qualitĂ intrinseche piĂš importanti, che lo rende unico nel VXR JHQHUH ULVLHGH QHOO¡DOOHVWLPHQWR ,O VXR GHVLJQ q LQIDWWL OR VWHVVR VWXGLDWR H UHDOL]]DWR GD &DSHOOLQL QHO DQQR in cui il museo venne completato, riunendo collezioni, do-â€? nazioni e nuove acquisizioni provenienti da tutto il mondo. La sua mission SULQFLSDOH q TXHOOD GL SUHVHUYDUH H YDORUL]]DUH le ricche collezioni, promuovendo la comunicazione e l’edu-â€? cazione della storia della scienza della terra e della vita. $O Ă€QH GL VDOYDJXDUGDUH OD VXD LGHQWLWj H SUHVHUYDUH LO PXVHR VWHVVR OD GLUH]LRQH VFLHQWLĂ€FD KD GHFLVR GL RIIULUH e promuovere la fruizione delle collezioni musealizzate at-â€? traverso tecniche non invasive, sfruttando le potenzialitĂ RIIHUWH GDOOH PRGHUQH WHFQRORJLH GLJLWDOL FRQ OD Ă€QDOLWj GL arricchire l’esperienza degli utenti prima, durante e dopo la visita del museo. 3HU YDORUL]]DUH OH FROOH]LRQL FRQVHUYDWH DO 0**& VRQR VWDWH utilizzate e messe a punto principalmente tre tecniche di visualizzazione:

3HU OD PRGHOOD]LRQH q VWDWR XWLOL]]DWR XQR VFDQQHU D OXFH VWUXWWXUDWD %UHXFNPDQQ 6PDUW6FDQ ' +( 0S[ )LJ DF-â€? TXLVWDWR GDOO¡(1($ ' *UDSK/DE DOO¡LQWHUQR GHO SURJHWWR GL ricerca It@cha (Tecnologie Italiane per Applicazioni Avan-â€? zate nei Beni Culturali). Sebbene modelli costituiti da un elevato numero di poligoni non siano utilizzabili per la vi-â€? VXDOL]]D]LRQH :HE EURZVHU SOXJ LQ IUHH D FDXVD GHOOH ORUR dimensioni, la tecnica range based adottata ha permesso di ottenere modelli ad alta risoluzione utilizzabili dai ri-â€? FHUFDWRUL ROWUH FKH SHU VFRSL GLYXOJDWLYL DQFKH SHU Ă€QDOL-â€? Wj GL VWXGLR SXUDPHQWH VFLHQWLĂ€FKH QRQFKp SHU UHDOL]]DUH UHSOLFKH Ă€VLFKH GHOOH RSHUH PXVHDOL]]DWH FKH VHFRQGR OH normative vigenti, non possono essere riprodotte attraverso tecniche a contatto. Lo scanner impiegato ha assicurato: „ una

rapidissima acquisizione dei dati VLD JHRPHWULFL FKH 5*%

„ GHÀQL]LRQH HG DFFXUDWH]]D PHWULFD þP SHU VLQJROD range map).

Dopo le note fasi di post processing, eseguite con i software 2SWRFDW H 0HVKODE DOOLQHDPHQWR range maps, merge, sur-� face reconstruction HWF )LJ L VHL PRGHOOL VRQR VWDWL ottimizzati per la visualizzazione on-�line riducendo il nume-� ro di poligoni da diversi milioni a circa 100 mila facce, ed esportati in formato PLY. E’ stato infatti testato che l’appli-� FDWLYR :HE*/ VYLOXSSDWR SHU OD IUXL]LRQH YLD EURZVHU QRQ q in grado di processare piÚ di questo quantitativo di poligoni. /D OLEUHULD JUDÀFD XWLOL]]DWD q VWDWD 7KUHH MV QDWD SULQFLSDO-� PHQWH SHU ODYRUDUH FRQ OH SRWHQWL $3, :HE*/ H GLVSRQLELOH JUDWXLWDPHQWH DWWUDYHUVR LO VHUYL]LR :HE GL KRVWLQJ SHU OR sviluppo di progetti GitHub [12]. Essa permette di esplorare PRGHOOL ' VIUXWWDQGR OD *38 GHL 3& HG LO OLQJXDJJLR -D-� YD6FULSW &Lz RYYLDPHQWH SUHVXSSRQH FKH OD VFKHGD JUDÀFD XWLOL]]DWD VLD DJJLRUQDWD 8QD GHOOH FDUDWWHULVWLFKH FKH OD UHQGH SDUWLFRODUPHQWH DFFHVVLELOH q LO EDVVR OLYHOOR GL FRP-�

„ PRGHOOL ' GLJLWDOL]]DWL WUDPLWH

scanner a luce strutturata, fru-� LELOL GDJOL XWHQWL VXO :HE VHQ]D la necessità di installare nuovi VRIWZDUH R FRQÀJXUDUH LO SURSULR VLVWHPD „ dati multimediali, metadati e PRGHOOL ' FUHDWL FRQ WHFQLFKH GL FRPSXWHU JUDÀFD DFFHVVLELOL direttamente durante la visita museale utilizzando smartpho-� QHV R WDEOHWV „ documenti digitali ed interattivi LQ IRUPDWR ' 3') GD FRQVXOWDUH per approfondire lo studio. Fig. 2 -� Modello tridimensionale di Murex visualizzato in Meshlab.


plessitĂ della sintassi. ri, data anche la mole di oggetti 7KUHH MV PHWWH D GLVSRVL]LRQH DOFXQH IRUPH JHRPHWULFKH conservati, sono spesso limitate SUHGHĂ€QLWH FRVu FRPH OD SRVVLELOLWj GL LPSRUWDUH RJJHWWL GDL alle etichette originali del di-â€? SL SRSRODUL SURJUDPPL GL PRGHOOD]LRQH ' , PRGHOOL GLJLWD-â€? ciannovesimo secolo che recano OL]]DWL SUHVVR LO 0XVHR &DSHOOLQL VRQR VWDWL TXLQGL FRQYHUWLWL nomi in latino secondo la nomen-â€? in formato Js in modo tale da poter essere interpretati dalle FODWXUD VFLHQWLĂ€FD OLEUHULH JUDĂ€FKH DSSHQD PHQ]LRQDWH 3HU IDUH FLz VL q XWLOL]-â€? Lo scopo di questa seconda ap-â€? ]DWR XQ SOXJ LQ OLQJXDJJLR S\WRQ SHU LO VRIWZDUH GL JUDĂ€FD SOLFD]LRQH q TXHOOR GL IRUQLUH DL Blender che permette di esportare sia la geometria che i YLVLWDWRUL FKH Ă€VLFDPHQWH VL WUR-â€? valori RGB associati a ciascun vertice del modello. vano all’interno del museo, la Fig. 4 -â€? QR Code. 3HU OH OLEUHULH :HE*/ FRVL FRPH SHU FLz FKH ULJXDUGD OD possibilitĂ di accedere a dei me-â€? pipeline JUDĂ€FD GL UHQGHULQJ LO WULDQJROR FRVWLWXLVFH O¡HOH-â€? dia (testi, video, immagini) collegati all’oggetto che stanno PHQWR GL EDVH SHU GLVHJQDUH RJJHWWL ' H ' ,Q XQ DPELHQ-â€? osservando tramite metadati, e, dove necessario, l’opzio-â€? WH :HE*/ OH IXQ]LRQL GL GLVHJQR H GL YLVXDOL]]D]LRQH GHJOL ne di visualizzare su smartphone o tablet la ricostruzione oggetti consistono nell’utilizzo di JavaScript per generare dell’aspetto originale, senza lasciare questa al caso o dover OH LQIRUPD]LRQL VSHFLĂ€FDUH GRYH H FRPH TXHVWL WULDQJROL VD-â€? compiere voli pindarici di fantasia. ranno creati e come essi appariranno. Questi dati sono poi É stato deciso di utilizzare una tecnica di visualizzazione WUDVIHULWL DOOD *38 FKH OL HODERUD H FUHD OD VFHQD &Lz SUHVXS-â€? che funziona con i browser installati di default su telefoni pone che sulla macchina su cui vengono visualizzati i dati e tablet e che, allo stesso tempo, permette l’interazione VLD LQVWDOODWD XQD VFKHGD JUDĂ€FD DJJLRUQDWD , WHVW LQL]LDOL attraverso input touch-â€?screen 7DOH GHFLVLRQH q VWDWD FRQVL-â€? sono stati eseguiti su workstation equipaggiate con schede gliata dal fatto che non tutti i browser per apparecchi mo-â€? JUDĂ€FKH GL DOWR SURĂ€OR 1YLGLD );4XDGUR 7XWWDYLD VL bile VXSSRUWDQR OH OLEUHULH :HE*/ SHU OD YLVXDOL]]D]LRQH GL sono osservate risposte modelli tridimensio-â€? comparabili nell’inte-â€? QDOL q VWDWR ULVFRQ-â€? UD]LRQH H QHOOD Ă XLGLWj trato un esito positivo della navigazione an-â€? solo con il browser che utilizzando PC con PRELOH 2SHUD HG LO VFKHGH JUDĂ€FKH GL OLYHO-â€? download di applica-â€? lo standard. zioni terze può essere Il tempo di download avvertito come limi-â€? QRQ q GD FRQVLGHUDUH XQ tante e scoraggiante SDUDPHWUR VLJQLĂ€FDWLYR per i visitatori duran-â€? in termini di visualiz-â€? te la visita. ]D]LRQH 8WLOL]]DQGR 3HU TXHVWR VFRSR q infatti una connessione stato utilizzato il ADSL tradizionale, poi-â€? plug-â€?in JavaScript FKp OD GLPHQVLRQH PH-â€? 5HHO KWWS MTXHU\ dia di ciascun oggetto vostrel.cz/reel). Fig. 3 -â€? Visualizzazione di Iguanodonte attraverso librerie Three.js. dopo la conversione in (VVR q FDSDFH GL FD-â€? IRUPDWR -V YDULD WUD 0% H 0% L PRGHOOL YHQJRQR YLVXD-â€? ricare una serie di immagini all’interno di una pagina html lizzati in un lasso temporale trascurabile. D GLIIHUHQ]D GHO 4XLFN 7LPH 9LUWXDO 5HDOLW\ REMHFW FKH QH-â€? I diversi JavaScript utilizzati permettono di controllare gli FHVVLWD GHO SOD\HU 4XLFN7LPH H VLPXODUH O¡LQWHUD]LRQH FRQ input forniti dall’utente cosi come la posizione della camera XQ RJJHWWR ' PRVWUDQGR O¡LPPDJLQH DSSURSULDWD LQ DFFRU-â€? e le caratteristiche delle luci. do con il movimento d’input fornito dall’utente. Invece del-â€? Tutti questi elementi sono stati quindi integrati nel codice la geometria (triangoli) l’apparato mobile deve processare GL XQD SDJLQD +70/ H FULSWDWL DO Ă€QH GL LPSHGLUQH OD PRGL-â€? unicamente una serie di immagini renderizzate a priori, in Ă€FD H OD FRUUX]LRQH )LJ formato JPEG e di ridotta dimensione. Grazie quindi alle potenzialitĂ offerte dalle funzionalitĂ /D VHTXHQ]D GL LPPDJLQL q VWDWD FUHDWD XWLOL]]DQGR XQR VFULSW GHOOH OLEUHULH 7KUHH MV H GL :HE*/ O¡XWHQWH Ă€QDOH FROOH-â€? 3\WKRQ SHU LO VRIWZDUH GL open-â€?source Blender (http://www. JDQGRVL DO VLWR :HE GHGLFDWR DOO¡DWWLYLWj SXz YLVXDOL]]DUH WKRUR GH SDJH GQS LQWURGXFWLRQ HQ ,O YHUR PRGHOOR ' HG LQWHUDJLUH FRQ L PRGHOOL ' D FRORUL RUD GLVSRQLELOL VHQ-â€? in questo caso creato con software tradizionali di compu-â€? ]D OD QHFHVVLWj GL LQVWDOODUH H FRQĂ€JXUDUH DOFXQ VRIWZDUH WHU JUDĂ€FD YLHQH FROORFDWR YLUWXDOPHQWH DOO¡LQWHUQR GL XQD VSHFLĂ€FR PD XWLOL]]DQGR XQLFDPHQWH L EURZVHU WUDGL]LRQDOL sfera i cui vertici rappresentano i punti dalla quale verrĂ KWWS ZZZ DIV HQHD LW SURMHFW JUDSKODE VOV VKWPO FUHDWD O¡LPPDJLQH Ă€QDOH Le immagini ottenute sono quindi incorporate con il Reel ' &20387(5 *5$3+,& 02'(/6 $1' 9,68$/,=$7,21 21 6,7( -DYD6FULSW 3OXJ LQ LQ XQD SDJLQD +70/ D FXL VL SXz DFFHGHUH Considerata la peculiaritĂ degli oggetti conservati presso il in maniera tradizionale. 0**& q VWDWR GHFLVR GL VYLOXSSDUH XQ¡DOWUD WLSRORJLD GL DS-â€? Per velocizzare il processo di connessione all’applicazione plicazione per smartphone e tablet, con lo scopo di fornire ' H SHU HYLWDUH GL GRYHU LQVHULUH XQ LQGLUL]]R :HE DWWUD-â€? un valore aggiunto al visitatore, e non solamente realizzare verso la tastiera del dispositivo con il rischio di commettere un mero esercizio pedissequo di creazione e visualizzazione EDQDOL HUURUL GL GLJLWD]LRQH q VWDWR GHFLVR GL SRVL]LRQDUH di oggetti tridimensionali, specialmente quando l’originale XQ FRGLFH 45 'HQVR :DYH H VXFFHVVLYL VWDQGDUG q Ă€VLFDPHQWH SUHVHQWH H IUXLELOH LQ VLWX YLFLQR DJOL RJJHWWL GHĂ€QLWL VHQVLELOL )LJ 0ROWL RJJHWWL HVSRVWL QHO PXVHR VRQR UHVWL GL FUHDWXUH SUHL-â€? 8Q FRGLFH 45 FRQVLVWH LQ XQ PRGXOR QHUR FRPSRVWR GD XQD storiche o fossili, le cui forme originali sono ovviamente JULJOLD D IRUPD TXDGUDQJRODUH VX GL XQR VIRQGR ELDQFR > @ SHUGXWH 2OWUHWXWWR LO PXVHR HVVHQGR HVVR VWHVVR XQ RJJHWWR che può essere letto da un apposita applicazione gratuita GD FRQVHUYDUH QRQ q HTXLSDJJLDWR FRQ PROWL DSSDUDWL LQIRU-â€? LQVWDOODWD VX GLVSRVLWLYL PRELOL TXHVWD q O¡XQLFR GRZQORDG mativi e didattici nelle sale, e le informazioni per i visitato-â€? richiesto ai visitatori).

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Fig. 5 -� 3D PDF di Tomistoma Calaritanus.

Le informazioni vengono lette dai pattern presenti sia nelle zone orizzontali che in quelle verticali del code e l’utente viene automaticamente reindirizzato alla pagina collegata. Grazie a questa applicazione, in assenza di una reale ri-â€? FRVWUX]LRQH Ă€VLFD GHOO¡RJJHWWR R GL LPPDJLQL HVSOLFDWLYH presenti in loco, l’utente avrĂ la possibilitĂ di visualizzare l’aspetto del campione in esame e comprenderne le forme originali. ' 3') $O Ă€QH GL IRUQLUH PDWHULDOH GLJLWDOH GL DSSURIRQGLPHQWR HG al tempo stesso di facile consultazione, sono stati creati LQĂ€QH SHU FLDVFXQ PRGHOOR WULGLPHQVLRQDOH DFTXLVLWR DWWUD-â€? YHUVR VFDQQHU D OXFH VWUXWWXUDWD GHOOH VFKHGH LQ IRUPDWR ' 3') GL FXL q SRVVLELOH HVHJXLUH LO GRZQORDG KWWS ZZZ DIV HQHD LW SURMHFW JUDSKODE GSGI VKWPO Ciascuna scheda presenta, oltre che una sezione di appro-â€? fondimento relativa all’oggetto, la possibilitĂ di interagire con il modello tridimensionale, eseguendo una serie di ope-â€? UD]LRQL GLUHWWDPHQWH VXO Ă€OH 3') FRPH DJJLXQJHUH FRPPHQ-â€? ti, eseguire misure e sezioni lungo i diversi assi, visualizzare il modello secondo diverse tecniche di rendering e di illumi-â€? nazione, acquisire screen-â€?shot )LJ &21&/86,21, In questo articolo sono state descritte tre modalitĂ di vi-â€? sualizzazione, studiate per arricchire l’esperienza degli XWHQWL PXVHDOL SUHVVR LO 0XVHR *HRORJLFR *LRYDQQL &DSHO-â€? lini di Bologna. Esse consentono: „ GL VIUXWWDUH OH WHFQRORJLH -DYD6FULSW +70/ H 3') SHU

YLVXDOL]]DUH PRGHOOL ' UHDOL]]DWL FRQ GLYHUVH WHFQLFKH VHQ]D OD FUHD]LRQH GL DOFXQD VSHFLĂ€FD DSSOLFD]LRQH H con un’attenzione particolare alla salvaguardia dei di-â€? ULWWL G¡DXWRUH „ GL OLEHUDUH O¡XWHQWH Ă€QDOH GDOOD QHFHVVLWj GL FRQIURQWDUVL FRQ SURFHGXUH GL LQVWDOOD]LRQH R FRQĂ€JXUD]LRQH GHL SUR-â€? pri dispositivi, siano questi pc, smartphone o tablets E’ stato anche mostrato come utilizzare modelli tridimen-â€? VLRQDOL LQ PDQLHUD HIĂ€FDFH VROR TXDQGR VWUHWWDPHQWH QHFHV-â€? VDULR H QRQ FRPH HVHUFL]LR VXSHUĂ XR ,QIDWWL JUD]LH DOOD ORUR peculiaritĂ , i musei geologici e paleontologici ben si presta-â€? no a queste attivitĂ laddove l’aspetto degli oggetti conser-â€? YDWL q SHU ORUR VWHVVD QDWXUD FRPSURPHVVR SHU VHPSUH

ABSTRACT The Geological Museum G. Capellini (MGGC) is one of the most important Ita-� lian and European geological and paleontological institution. The mission of the Museum is represented by the conservation and the preservation of ancient paleontological specimens like vertebrates, mollusks, stones and much more. 7RGD\ LV ZHOO NQRZQ WKDW FXOWXUDO KHULWDJH VWXGLHV FDQ EHQHÀW E\ WKH QHZ GLJL-� tal web technologies for haring, promoting and valorizing values of knowledge. This study is part of an ongoing project led by the 3D GraphLab of the ENEA Re-� search Centre in collaboration with the MGCC with the aim to develop an online digital content using WebGL and Java Script standards.

PAROLE

CHIAVE

VISUALIZZAZIONE 3D; JAVASCRIPT; WEBGL; 3DPDF; SMARTPHONES, TABLETS.

SPINNING IMAGES;

AUTORE DANTE ABATE, dante.abate@enea.it

CENTRO RICERCHE ENEA, UTICT UNITÀ TECNICA PER L’INFORMATION AND COMMUNICATION TECHNOLOGY, BOLOGNA, ITALIA FEDERICO FANTI federico.fanti@unibo.it

ALMA MATER STUDIORUM, UNIVERSITĂ€

DI

BOLOGNA, ITALIA

BIBLIOGRAFIA > @ %HKU - (VFKOHU 3 -XQJ < =RHOOQHU 0 ; '20 ² $ '20 EDVHG +70/ ; ' LQWHJUDWLRQ PRGHO :HE ' 3URFHHGLQJV RI WKH WK ,QWHUQDWLRQDO &RQIHUHQFH RQ ' :HE 7HFKQRORJ\ > @ 7 3DULVL :HE*/ 8S DQG 5XQQLQJ 2 5HLOO\ 0HGLD > @ 0DQIHUGLQL $ 0 5HPRQGLQR ) 5HDOLW\ %DVHG ' 0RGHOLQJ 6HJ-â€? PHQWDWLRQ DQG :HE %DVHG 9LVXDOL]DWLRQ (XUR0HG /1&6 > @ *RRJOH ' KWWS FRGH JRRJOH FRP S R G > @ KWWS ZZZ [ GRP RUJ > @ /XFFL %DOGDVVDUUL * 'HPHWUHVFX ( 3HVFDULQ 6 (ULNVVRQ - *UDI + %HKLQG /LYLD V 9LOOD $ &DVH 6WXG\ IRU WKH 'HYROXWLRQ RI /DUJH 6FDOH ,QWHUDFWLYH LQ VLWH WR RQ OLQH $SSOLFDWLRQ LQ 3URFHHGLQJV RI WKH WK ,QWHU-â€? QDWLRQDO FRQIHUHQFH RQ +XPDQ &RPSXWHU ,QWHUDFWLRQ -XO\ /DV 9HJDV > @ %DUPSRXWLV $ %R]LD ( :DJPDQ 5 6 $ QRYHO IUDPHZRUN IRU HIĂ€FLHQW ' UHFRQVWUXFWLRQ DQG DQDO\VLV RI DQFLHQW LQVFULSWLRQV -RXUQDO RI 0D-â€? FKLQH 9LVLRQ DQG $SSOLFDWLRQV 9RO 6SULQJHU > @ KWWS ZZZ GLJLWDOHSLJUDSK\ RUJ PXVHXP LQGH[ KWPO > @ ' &2)250 3URMHFW ZZZ G FRIRUP HX > @ KWWS ZZZ G VL HGX > @ 9DL * % *HRORJLFDO 0XVHXP *LRYDQQL &DSHOOLQL 6KRUW 3LFWXUH *XLGH 0XVHR *HRORJLFR *LRYDQQL &DSHOOLQL *XLGD %UHYH SHU ,PPDJLQL $OPD 0DWHU 6WXGLRUXP %RORJQD > @ KWWSV JLWKXE FRP PUGRRE WKUHH MV > @ /LX < <DQJ - /LX 0 5HFRJQLWLRQ RI 45 &RGH ZLWK PRELOH SKRQHV 3URFHHGLQJV RI WKH &RQWURO DQG 'HFLVLRQ &RQIHUHQFH &&'& -XO\ <DQWDL


DOCUMENTAZIONE

RILIEVO E VISUALIZZAZIONE 3D DI DATI DIAGNOSTICI CON STRUMENTI

OPEN SOURCE IL

CASO DELLA

TOMBA

DELLA

SCIMMIA

A

CHIUSI

di Cristina Giancristofaro, Luciano Marras, Vincenzo Palleschi

Il rilievo digitale e la creazione

Fig. 1 -� Ricostruzione 3D dell'atrio principale della Tomba della Scimmia.

di modelli tridimensionali si stanno affermando come supporto fondamentale alla documentazione del patrimonio culturale. Ancora poco implementato è invece il valore aggiunto che tali ricostruzioni possono apportare alle indagini diagnostiche eseguite nell'ambito della conservazione dei beni culturali. L'integrazione tra 3D e Imaging diagnostico mira a proporre una nuova metodologia di visualizzazione delle LQGDJLQL VFLHQWLĂ€FKH FKH VH SURSRVWD all'interno di un percorso di visita, renda piĂš coinvolgente e intuitiva la fruizione al pubblico di contenuti e analisi spesso fondamentali per la comprensione delle opere d'arte.

D

urante le attivitĂ di rilievo svolte in campo archeologico, architettonico o piĂš in generale nel settore dei beni culturali, le condizioni di lavoro spesso impongono che il tempo dedicato alle fasi di acquisizione ed elaborazione dei dati sia breve e che venga ridotta al minimo l’interazione con l’opera d’arte. Per questo da diversi anni le tecnologie digitali si sono sostituite alle metodolo-â€? JLH GL ULOLHYR WUDGL]LRQDOH RIIUHQGR OD SRVVLELOLWj GL RWWHQHUH SURGRWWL Ă€QDOL SR-â€? tenziati nelle capacitĂ di rappresentazione, descrizione metrica e accuratezza, molto utili anche a supporto delle attivitĂ di ricostruzione e restauro. 7UD OH GLYHUVH VROX]LRQL GLVSRQLELOL SHU LO ULOLHYR ' OR VYLOXSSR GL VLVWHPL DXWR-â€? matizzati di ricostruzione sta recentemente determinando un rapido e crescen-â€? te utilizzo delle metodologie basate sui principi della Computer Vision, quali le tecniche di Image-â€?Based Modeling. Il metodo image-â€?based impiega sensori passivi di acquisizione e algoritmi automatizzati di dense stereo matching per ULFRVWUXLUH XQD QXYROD GL SXQWL DG DOWD GHQVLWj GDOOD FXL HODERUD]LRQH JUDĂ€FD q SRVVLELOH HVWUDUUH XQ PRGHOOR ' GHOO¡RJJHWWR LQGDJDWR

Il presente lavoro è stato realizzato durante lo stage formativo del Master in "Tecnologie Open Source per i Beni Culturali" (Master Open TĂŠchne), organizzato dall’Istituto di Formazione e Ricerca della Federazione Italiana Club e Centi UNESCO, ed è stato premiato con il Best Paper Open TĂŠchne 2013 come PLJOLRU WHVL GL Ă€QH 0DVWHU

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Tra i principali vantaggi di queste tecniche troviamo rapidi-â€? Wj GL HVHFX]LRQH EDVVR FRVWR ULSHWLELOLWj GHOOH PLVXUH Ă HV-â€? sibilitĂ , trasportabilitĂ dei sensori, non invasivitĂ e ampio spettro di soggetti investigabili, tutti parametri fondamen-â€? tali per l’applicazione nel campo dei beni culturali. , PRGHOOL Ă€QDOL SUHVHQWDQR XQ¡DOWD TXDOLWj GL GHWWDJOLR H SRV-â€? sono essere scalati alle dimensioni reali. Ciò consente il loro impiego non solo a scopo di documentazione digitale, ma DQFKH SHU VWXGL VWUXWWXUDOL H GLPHQVLRQDOL GL DUHH GLIĂ€FLO-â€? mente accessibili per esigenze di varia natura (logistiche, museali, di precarietĂ del sito documentato, ecc.). 6X WDOL SUHPHVVH q VWDWR GHFLVR GL LPSLHJDUH WDOH PHWRGR-â€? logia di rilievo all’interno di un progetto di studi nell’area archeologica della Necropoli etrusca di Poggio Renzo (Chiu-â€? si). Tale sito fu realizzato entro un complesso litologico di sabbie plioceniche altamente precario a cui viene attribuito il crollo di alcune tombe di cui ad oggi si sono perse com-â€? pletamente le tracce, e insieme il precario stato di conser-â€? vazione degli ipogei ancora esistenti. Tra di essi troviamo la Tomba della Scimmia, fra le piĂš note per la presenza di pitture murali ancora leggibili, ma interessata da proble-â€? matiche conservative che in passato ne hanno imposto la chiusura al pubblico. Attualmente, nonostante gli interventi di restauro eseguiti, l’accessibilitĂ del sito resta limitata ed q DSSDUVR TXLQGL LPSRUWDQWH HVHJXLUH XQ PRGHOOR WULGLPHQ-â€? sionale della struttura, in grado di favorirne la documenta-â€? zione e la fruizione ad un pubblico piĂš ampio. All’interno di una campagna diagnostica, svoltasi per lo studio delle SLWWXUH SUHVHQWL QHOOD WRPED q VWDWR DQFKH LQWUDSUHVR XQ tentativo d’integrazione tra imaging multispettrale e rilievo ' 2ELHWWLYL SULQFLSDOL GL WDOH LQWHJUD]LRQH VRQR VWDWL TXHOOL di associare i dati diagnostici alla componente spaziale dei substrati analizzati, rendere piĂš realistica la loro visualizza-â€? zione e insieme incrementare la valenza delle ricostruzioni virtuali nel campo della conservazione dei beni culturali. /$ 720%$ '(//$ 6&,00,$ La Tomba della Scimmia si trova nella Necropoli di Poggio Ren-â€? ]R D SRFKL FKLORPHWUL GDOOD FLWWj GL &KLXVL )X VFRSHUWD QHO GDOO¡DUFKHRORJR Ă€RUHQWLQR $OHVVDQGUR )UDQoRLV HG q GD-â€? WDWD WUD LO HG LO D & /¡LSRJHR SUHVHQWD XQD SLDQWD D FURFLHUD HG q FRPSRVWR GD TXDWWUR FDPHUH XQ JUDQGH DWULR H WUH VWDQ]H ODWHUDOL VLWXDWH DG XQD SURIRQGLWj GL FLUFD PHWUL rispetto alla quota dell’ingresso principale. /D WRPED q FXUDWD QHOOH SDUWLWX-â€? re architettoniche e si contrad-â€? distingue per la serie di pitture che decorano le pareti dell’atrio e della stanza di fondo, rappre-â€? sentando scene di lotta, gare tra atleti, acrobati e danzatori che si esibiscono in onore della de-â€? funta. In uno dei fregi compare DQFKH OD Ă€JXUD GL XQD VFLPPLD da cui prende il nome l’ipogeo stesso. Tutte le pitture sono state eseguite con pigmenti di natura minerale e vegetale stesi su un sottile rivestimento argilloso ot-â€? tenuto per lisciatura della parete arenacea. 'RSR OD VXD VFRSHUWD OD WRPED q ULPDVWD DSHUWD DO SXEEOLFR Ă€QR DO TXDQGR OD 6RSULQWHQGHQ]D ai Beni Archeologici ne ha deciso la chiusura, per motivi di tutela e FRQVHUYD]LRQH 3DOOHFFKL Fig. 3 – Ricostruzione 3D della Tomba della Scim-â€? mia: vista prospettica di una sezione verticale del modello (a); particolari interni dell’atrio (c) e delle camere laterali (b).

11 Nel tempo, infatti, furono notate diminuzioni di coesione delle sabbie, microdistacchi, variazioni cromatiche e forti colonizzazioni batteriche delle pitture (Diaz-�Herraiz et al., ÀQR D SLFFROL FUROOL GL SRU]LRQL GHO VRIÀWWR /D FDXVD principale di tale stato di conservazione fu individuata nelle variazioni microclimatiche registrate in presenza dei visita-� tori e ha indotto ad una serie di interventi mirati al moni-� toraggio termoigrometrico costante dell’ipogeo. Al termine GHJOL LQWHUYHQWL OD WRPED q VWDWD ULDSHUWD DO SXEEOLFR PD la sua accessibilità resta ancora oggi limitata ad un nume-� ro ridotto di visitatori e per periodi di tempo tali da non PRGLÀFDUH LQ PRGR SHUPDQHQWH OH FRQGL]LRQL DPELHQWDOL dell’ipogeo.

Fig. 2 -� Tomba della Scimmia: ingresso attuale.

,/ 5,/,(92 ' &21 67580(17, 23(1 6285&( /D ULFRVWUX]LRQH IRWRJUDPPHWULFD ' GHOOD 7RPED GHOOD 6FLPPLD q VWDWD UHDOL]]DWD XWLOL]]DQGR HVFOXVLYDPHQWH sof-� tware open source, capaci di offrire soluzioni paragonabili ai piÚ diffusi software proprietari e 3D scanning devices per il rilievo tridimensionale. Nel corso della campagna di misure all’interno della tomba VRQR VWDWH DFTXLVLWH LPPDJLQL DG DOWD ULVROX]LRQH XWL-� OL]]DQGR XQD IRWRFDPHUD UHà H[ GLJLWDOH &DQRQ (26 ' GD 0HJDSL[HO FRQ RELHWWLYR PP


Fig. 4 -� Operazioni di post-�processing in MeshLab (v.1.3.3) sulle nuvole di punti ottenute mediante Python Photogrammetry ToolBox.

Per eseguire una corretta ricostruzione fotogrammetrica RJQL DUHD q VWDWD ULSUHVD GD SL DQJROD]LRQL PDQWHQHQGR OH opportune sovrapposizioni tra aree adiacenti. La modalitĂ GL DFTXLVL]LRQH q VWDWD IRUWHPHQWH LQĂ XHQ]DWD DQFKH GDOOH dimensioni dell’ipogeo, dalle caratteristiche del sito e delle condizioni di illuminazione, che sono state ottimizzate, con un opportuno sistema di lampade, per cercare di evitare zone d’ombra ed elevate disomogeneitĂ cromatiche. I fotogrammi acquisiti sono stati elaborati con Python Pho-â€? togrammetry ToolBox (PPT), suite open source dotata di in-â€? WHUIDFFLD JUDĂ€FD FDSDFH GL GHWHUPLQDUH L SDUDPHWUL GHOOD camera di ripresa e ricostruire una nuvola di punti a partire GD XQ VHW GL LPPDJLQL QRQ FDOLEUDWH 0RXORQ %H]]L Il software si basa su script di Python per la gestione di Bundler &096 H 3096 DOJRULWPL GL FDOFROR ULODVFLDWL FRQ codice aperto che consentono di automatizzare l’intero pro-â€? FHVVR GL ULFRVWUX]LRQH ' ,QL]LDOPHQWH PHGLDQWH O¡DOJRULWPR 6,)7 Scale Invariant Feature Transform) vengono estratti i punti locali caratteristici di ogni immagine (feature de-â€? tection). In seguito, basandosi sul principio per cui oggetti vicini al punto di osservazione si spostano nello spazio piĂš velocemente rispetto agli elementi lontani, Bundler individua e traccia lo spostamento di corrispondenze di punti omologhi tra le immagini (matching feature), esegue la calibrazione dei pa-â€? rametri interni delle camere (bundle adjustment) e determina l’orientamento esterno delle posizioni di ripresa. Il software package 3096 SUHFHGXWR dall’algoritmo di clustering &096 HVSDQGH O¡DQDOLVL delle corrispondenze nelle aree prossime ai punti individuati da Bundler (expand DSSOLFD XQ Ă€OWUR GL correzione per rimuovere eventuali corrisponden-â€? ze errate (Ă€OWHU) e ricostruisce una nuvola di punti ad alta densitĂ , capace di restituire in un sistema GL FRRUGLQDWH VSD]LDOL [ \ ] OD WULGLPHQVLRQDOLWj H l’informazione colore dell’oggetto indagato. Per il processamento delle immagini acquisite nella Tom-â€? ED GHOOD 6FLPPLD q VWDWR SRVVLELOH HODERUDUH LQ XQ singolo processo ciascuna delle tre stanze laterali, mentre per l’atrio, a causa delle elevate dimensioni GHOOD FDPHUD q VWDWR QHFHVVDULR GLYLGHUH H SURFHV-â€? sare le foto in 7 gruppi, distinti a seconda dell’an-â€? golazione di ripresa. Le nuvole di punti ottenute sono state elaborate mediante i software open source CloudCompare e MeshLab &LJQRQL HW DO SHU RWWHQHUH XQD UHVWL-â€? tuzione virtuale quanto piĂš possibile prossima al reale. Le principali operazioni hanno previsto Cleaning, Alignment e Sampling delle nuvole iniziali, Poisson Reconstruction, Cleaning e Colour Transformation GHOOH VXSHUĂ€FL JHQHUDWH

,QÀQH LO ÀOWUR Scale ha permesso di scalare il modello alle di-� mensioni reali dal rapporto tra distanze di riferimento note H OH FRUULVSRQGHQWL PLVXUH LQ 0HVK/DE /D ULFRVWUX]LRQH UHDOL]]DWD )LJXUD SXz HVVHUH LPSLHJD-� ta non solo a scopo di documentazione digitale, ma anche per eseguire studi sulla struttura dell’ipogeo e sui metodi costruttivi impiegati per realizzarlo. Analisi archeologiche e architettoniche piÚ approfondite possono essere esegui-� te attraverso piante, sezioni longitudinali e trasversali del modello, che consentono di osservare con facilità le parti interne ed esterne della tomba, le geometrie, le forme e L SURÀOL GHL VRIÀWWL GHOOH PXUDWXUH GHL OHWWL IXQHEUL 8QD vista ortogonale mostra chiaramente che le camere presen-� WDQR JHRPHWULH LUUHJRODUL H OD ORUR SRVL]LRQH q LQGLSHQGHQWH rispetto alle stanze adiacenti. La tomba non ha un’andamento simmetrico, e questo và a smentire una vecchia pianta archeologica (Steingraber, FKH DO FRQWUDULR OD UDSSUHVHQWDYD FRQ XQD JHRPHWULD SL UHJRODUH FRQ OH FDPHUH ODWHUDOL VLPPHWULFKH )LJXUD

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Fig. 5 -� Confron-� to tra la vista ortogonale del modello 3D (a) e un'antica pianta archeologica (b).

/$ 5,&26758=,21( ' '(//( 683(5),&, ',3,17( Le aree dei dipinti murali presenti nella tomba sono state ricostruite sia con Python Photogrammetry ToolBox che me-� diante un sistema digitale microfotogrammetrico commer-� ciale, sviluppato da ICVBC-�Firenze e Menci Software (Tiano HW DO 7DOH VWUXPHQWR JHQHUD XQD QXYROD GL SXQWL RGB dall’acquisizione di tre immagini (tripletta) riprese da

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Fig. 7 -� Sistema microfotogrammetrico 3D (a); Fluorescenza a raggi X a dispersione di energia (b).

ULWj GHOOH ULFRVWUX]LRQL UHQGHQGR SRVVLELOH XQ¡HIĂ€FDFH FRP-â€? parazione qualitativa. Il calcolo della distanza di Hausdorff stima la deviazione geometrica tra i due modelli, mostran-â€? GR FKH LO GHOOD VXSHUĂ€FLH KD XQD GHYLD]LRQH PLQRUH GL FP H LO q PLQRUH GL FP ,O UHODWLYR LVWRJUDPPD riporta l’intera distribuzione dei valori calcolati, in funzio-â€? ne della scala colore di riferimento. I risultati ottenuti con i software open source appaiono quindi competitivi e con un buon livello di dettaglio nel confronto con le scansioni del sistema micro-â€?fotogrammetrico commerciale, di cui la documentazione di riferimento riporta un’accuratezza sti-â€? PDWD GL FLUFD —P

Fig. 6 -� Confronto dei modelli 3D di due aree dipinte ottenuti con PPT (a, c) e col sistema microfotogrammetrico commerciale (b, d). Confronto metrico WUD OH PHVK F H G WUDPLWH LO FDOFROR GHOOD GLVWDQ]D GL +DXVGRUIIH H OD FRGLÀ-� ca della deviazione con scala colore RGB (unità di misura in cm).

angolazioni diverse utilizzando una fotocamera digitale Ca-� QRQ (26 ' 0 SL[HO RSSRUWXQDPHQWH FDOLEUDWD FKH VFRUUH OXQJR XQD EDUUD PRWRUL]]DWD GL PP Per poter confrontare i dati ottenuti con le due metodolo-� gie di acquisizione sulle medesime aree dipinte, i rispetti-� YL PRGHOOL ' VRQR VWDWL VFDODWL H DOOLQHDWL WUDPLWH DSSRVLWL markers GL ULIHULPHQWR ,Q )LJXUD LO FRQIURQWR WUD L GDWDVHW ottenuti per le stesse pitture mostra l’alto grado di simila-�

/( ,1'$*,1, ',$*1267,&+( Gli studi sui dipinti murali sono proseguiti con indagini di Imaging PXOWLVSHWWUDOH H )OXRUHVFHQ]D D UDJJL ; XRF) su aree preventivamente selezionate delle pitture dell’atrio e della stanza frontale. L’imaging multispettrale consente la visualizzazione di immagini nel visibile (Imaging Tricro-â€? matico RGB), nel vicino infrarosso (IR) e nell’ultravioletto (Imaging GL )OXRUHVFHQ]D 89 GD FXL q SRVVLELOH HVWUDSRODUH numerose informazioni ottiche strettamente correlate alle proprietĂ composizionali e allo stato di degrado della su-â€? SHUĂ€FLH LQGDJDWD /¡DQDOLVL q VWDWD HVHJXLWD XWLOL]]DQGR XQD FDPHUD PXOWLVSHW-â€? WUDOH &KURPD & GHOOD GLWWD '7$ V U O GL &DVFLQD 3LVD FRQ XQ LQWHUYDOOR GL DFTXLVL]LRQH PROWR DPSLR FLUFD QP GRWDWD GL RELHWWLYR 1,.21 PP Ă€OWUL RWWLFL LQWHUIH-â€? UHQ]LDOL ULVROX]LRQH GL PHJDSL[HO /¡LOOXPLQD]LRQH q VWDWD UHDOL]]DWD FRQ GXH ODPSDGH DORJHQH : WHPSHUDWXUD GL FRORUH . SRVWH D FLUFD PHWUL GDOOH SLWWXUH DG XQ DQJROR FRQ OD VXSHUĂ€FLH GL JUDGL

)LJ ,PPDJLQH 5*% D ,5 E H à XRUHVFHQ]D 89 F GL XQD GHOOH ÀJXUH URVVH QHOOD FDPHUD IURQWDOH


Mini-â€?X GL HQHUJLD PDVVLPD .H9 H LQ-â€? Il tempo di esposizione nelle varie bande tensitĂ massima di corrente pari a 200 VSHWWUDOL q VWDWR GHWHUPLQDWR LQ PDQLHUD Č?A e da un rivelatore silicon-â€?drift X123. tale da ottenere un buon bilanciamento ,O VLVWHPD q LQ JUDGR GL FDUDWWHUL]]DUH JOL del bianco su un bersaglio SpectralonÂŽ HOHPHQWL FKLPLFL FRQ =! di riferimento. Le immagini IR acquisi-â€? ,Q )LJXUD q ULSRUWDWD OD PDSSD GL FRP-â€? te mostrano un elevato recupero di in-â€? posizione ricavata dall’analisi di una formazioni, consentendo un aumento di delle pitture monocromatiche della leggibilitĂ del disegno rispetto alle cor-â€? stanza frontale. Risulta evidente una ULVSRQGHQWL LPPDJLQL 5*% )LJXUD 8Q differenza di comportamento ottico tra successivo processo di interpolazione del O¡LQFDUQDWR OD FDSLJOLDWXUD GHOOD Ă€JXUD VHW PXOWLVSHWWUDOH UDFFROWR q VWDWR HVHJXL-â€? H LO IRQGR GHOOD SDUHWH *OL VSHWWUL ;5) to utilizzando un metodo di recente svi-â€? confermano tale differenza composi-â€? luppo, noto come Chromatic Derivative zionale. Lo spettro acquisito sulla capi-â€? Imaging (ChromaDI). Tale metodo include gliatura mostra picchi tipici del ferro, OH LQIRUPD]LRQL GHL FDQDOL PXOWLVSHWWUDOL H SXz HVVHUH LGHQWLĂ€FDWR FRPH WHUUD (RGB+IR) raccolti, basandosi su immagini rossa (ematite). Dal punto di vista della in falsi colori correlate alla derivata prima Ă XRUHVFHQ]D D UDJJL ; LO FRPSRUWDPHQ-â€? GHOOD FXUYD GL ULĂ HWWLYLWj /HJQDLROL HW DO WR GL TXHVWR SLJPHQWR q LQGLVWLQJXLELOH /H LPPDJLQL ULVXOWDQWL SHUPHWWRQR dall’argilla del fondo. Il diverso com-â€? di ottenere un ulteriore aumento di leg-â€? portamento evidenziato nell’infrarosso JLELOLWj SHU GLYHUVH Ă€JXUH GHJUDGDWH UHQ-â€? potrebbe far supporre l’aggiunta di un dendo visibili tracce esecutive, incisioni e dettagli del substrato, fondamentali per Fig. 9 -â€? Mappa di composizione correlata alla di-â€? pigmento nero a base di carbonio, che ricostruire le scene rappresentate e favo-â€? stribuzione delle bande multispettrali RGB -â€? IR QRQ VL HYLGHQ]LD QHOOR VSHWWUR GL Ă XRUH-â€? UDFFROWH VX XQD GHOOH Ă€JXUH URVVH QHOOD FDPHUD rire la loro comprensione sia nell’ambito frontale. I diversi colori corrispondono a mate-â€? VFHQ]D ; LQ TXDQWR OD WHFQLFD ;5) QRQ q VHQVLELOH DJOL HOHPHQWL OHJJHUL FRPH LO della ricerca che della fruizione al pubblico. riali con caratteristiche spettrali differenti. FDUERQLR /¡RJJHWWR FKH OD Ă€JXUD WLHQH Le bande multispettrali raccolte nel visibile e nell’IR consentono anche di estrapolare delle mappe com-â€? nella mano destra aveva probabilmente, in origine, lo stesso posizionali, correlate al diverso comportamento ottico dei colore nero della capigliatura. Nello spettro dell’incarnato si materiali indagati. Per ciascun materiale, infatti, vengono UHJLVWUDQR LQYHFH SLFFKL FDUDWWHULVWLFL GL )H H 3E DWWULEXLELOL UHJLVWUDWH FDUDWWHULVWLFKH FXUYH GL ULĂ HWWDQ]D H GL Ă XRUHVFHQ-â€? alla presenza di ocre rosse e minio (ossido di piombo). La ]D 89 FKH FRQVHQWRQR XQ¡DQDOLVL PXOWLVSHWWUDOH TXDOLWDWLYD presenza del minio nell’incarnato costituisce un’informazio-â€? D VXD YROWD FRUUHODELOH DJOL VSHWWUL ;5) DFTXLVLWL QHOOH PHGH-â€? ne rilevante nell’analisi dei pigmenti utilizzati nelle pitture della Tomba della Scimmia, in quanto mai individuato nelle sime aree. /H PLVXUH GL )OXRUHVFHQ]D D UDJJL ; D GLVSHUVLRQH GL HQHU-â€? precedenti campagne di indagine diagnostica (Colombini et gia sono state eseguite con uno strumento portatile del-â€? DO FKH VL HUDQR OLPLWDWH DOOR VWXGLR GHOOH Ă€JXUH GLSLQWH la Amptek Inc. GL %HGIRUG 0$ 86$ FRPSRVWR GD XQ WXER dell’atrio.

Fig. 10 -� Integrazione del modello 3D di una pittura della camera frontale con i risultati dell'imaging multispettrale: immagine ChromaD D à XRUHVFHQ]D 89 9LVLELOH E PDSSD FRPSRVL]LRQDOH F / LGHQWLÀFD]LRQH GHOOH DUHH FRQ GLYHUVR VHJQDOH PXOWLVSHWWUDOH q VXSSRUWDWD GDL UHODWLYL VSHWWUL ;5)

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ArcheomaticA N°1 marzo 2014


Tecnologie per i Beni Culturali

/$ 9,68$/,==$=,21( ' '(, '$7, ',$*1267,&, /H ULFRVWUX]LRQL ' GHL GLSLQWL PXUDOL VRQR VWDWH WH[WXUL]]DWH con le proiezioni dell’Imaging PXOWLVSHWWUDOH DO Ă€QH GL LQWHJUD-â€? re i dati diagnostici alla modalitĂ di visualizzazione tridimen-â€? sionale. La mappatura GHL PRGHOOL q VWDWD HVHJXLWD LQ MeshLab con opportune operazioni di post-â€?processing capaci di deter-â€? PLQDUH OH VSHFLĂ€FKH GL RJQL FDPHUD GL ULSUHVD LQ PRGR GD SR-â€? ter allineare e posizionare ogni immagine sulla corrispondente DUHD GHOOD VXSHUĂ€FLH ' 3RLFKp OD PDJJLRU SDUWH GHL GDWL GLDJQRVWLFL DFTXLVLWL VX XQD VX-â€? SHUĂ€FLH SLWWRULFD q GLUHWWDPHQWH FRUUHODWD DOOD FRQIRUPD]LRQH e alle caratteristiche spaziali del suo supporto, le ricostruzioni ' VL ULYHODQR XWLOL PH]]L SHU LQGLFL]]DUH PHPRUL]]DUH FRUUH-â€? lare e, naturalmente, visualizzare tutte queste informazioni. 8Q HVHPSLR UHODWLYR DJOL VWXGL HVHJXLWL VXO GLSLQWR GHOOD VWDQ]D IURQWDOH q ULSRUWDWR LQ )LJXUD 3HU WDOH SLWWXUD FKH IRUVH rappresenta un giovane schiavo con in mano un oggetto non EHQ LGHQWLĂ€FDELOH OD PHVK ' YLHQH LQWHJUDWD DL VHJXHQWL UL-â€? sultati diagnostici: ƒ O¡LPPDJLQH GL Ă XRUHVFHQ]D 89 9LVLELOH FKH SURLHWWD VXO modello una mappatura dell’attacco biologico in atto VXOOD VXSHUĂ€FLH spot bianchi), evidenziando anche una zona centrale meno colpita, dovuta a recenti prove di SXOLWXUD HIIHWWXDWH FRQ DJHQWL IXQJLFLGL ƒ l’immagine ChromaD: che rivela in maniera molto vivida GHWWDJOL GHOOD Ă€JXUD RFFKL FDSHOOL VFRPSDUVL DOOD YLVWD GHOO¡RFFKLR XPDQR ƒ la mappa composizionale e i corrispondenti spettri XRF: che FRQVHQWRQR XQ¡LGHQWLĂ€FD]LRQH GHL PDWHULDOL FRVWLWXHQWL Anche se effettuati in momenti e con strumentazioni diverse, i risultati diagnostici sembrano integrarsi completamente ai SURĂ€OL VXSHUĂ€FLDOL GHOOH DFTXLVL]LRQL ' SURSRQHQGR XQD QXR-â€? va metodologia di digitalizzazione e vettorializzazione dei dati acquisiti per la caratterizzazione delle aree dipinte e del loro stato di degrado. &21&/86,21, Gli studi eseguiti nella Tomba della Scimmia hanno permes-â€? so di giungere a importanti valutazioni sulle potenzialitĂ delle tecniche di Image-â€?Based Modeling per il rilievo tridi-â€? mensionale e per l’integrazione delle indagini diagnostiche a questa nuova metodologia di rappresentazione. Rispetto ai tradizionali metodi di rilievo diretto, la tecnica fotogrammetrica digitale presenta un livello di complessitĂ operativa superiore, ma arriva ad estrapolare dati spaziali e colorimetrici molto piĂš accurati, con tempistiche ridotte e strumentazioni del tutto esigue e facilmente trasportabi-â€? li. Nonostante le dimensioni dell’ipogeo, i ridotti tempi di acquisizione hanno consentito di effettuare il rilievo in una sola giornata, concentrando la maggior parte dell’elabora-â€? zione alla successiva fase di post-â€?processing e riducendo quindi al minimo l’interazione in situ con le opere. Python Photogrammetry Toolbox, integrato a software open source di mesh editing e processing, permette di ottenere XQD ULFRVWUX]LRQH ' IRWRUHDOLVWLFD LPSLHJDELOH SHU VFRSL di documentazione digitale del sito archeologico e del suo stato di conservazione. Il modello metrico generato consen-â€? te anche analisi strutturali piĂš complesse, grazie alla facile possibilitĂ di visualizzare piante e sezioni sia dell’interno che dell’esterno della tomba. L’accuratezza e la ripetibilitĂ GHL ULVXOWDWL RWWHQXWL GLPRVWUDQR O¡DIĂ€GDELOLWj GHL software open source come concreta e valida alternativa alle note so-â€? OX]LRQL GLVSRQLELOL LQ FRPPHUFLR SHU LO ULOLHYR ' laser scan-â€? ner devices, software SURSULHWDUL VSHVVR GL GLIĂ€FLOH LPSLH-â€? go a causa dei costi elevati da sostenere, delle complesse strumentazioni e dei lunghi tempi di elaborazione dei dati.

15 Anche nel confronto con le acquisizioni del sistema micro-â€? fotogrammetrico i software open source riescono a proporre ULFRVWUX]LRQL GHOOH VXSHUĂ€FL GLSLQWH DOWDPHQWH FRPSHWLWLYH caratterizzate da un elevato livello di dettaglio. Su queste SUHPHVVH q SRVVLELOH VRVWHQHUH XQ IXWXUR LPSLHJR GL WDOL WHF-â€? niche anche per scopi conservativi, nelle fasi di monitorag-â€? JLR H UHVWDXUR GL VXSHUĂ€FL G¡LQWHUHVVH VWRULFR DUWLVWLFR /D WH[WXUL]]D]LRQH GHL PRGHOOL FRQ L ULVXOWDWL GHOOH LQGDJLQL GLD-â€? gnostiche confermano tali potenzialitĂ : la documentazione standard acquisita nell’ambito di un progetto di restauro SXz HVVHUH LQWHJUDWD DOOH ULFRVWUX]LRQL ' H LQVLHPH LPSOH-â€? mentata delle informazioni spaziali dell’oggetto, proponen-â€? do una piĂš completa e realistica visualizzazione dei dati. /H Ă€QDOLWj GL IUXL]LRQH GHO ULOLHYR ' SRWUDQQR LQROWUH VXSH-â€? rare la semplice esplorazione in remoto del modello, pun-â€? tando in futuro alla creazione di visite virtuali o esposizioni multimediali in situ. Tali contenuti digitali potranno in piĂš avvalersi dei risultati dell’imaging multispettrale e degli studi composizionali (XRF) per fornire al pubblico una piĂš facile metodologia di accesso e interpretazione a indagini VFLHQWLĂ€FKH IRQGDPHQWDOL SHU XQD SL DPSLD FRPSUHQVLRQH del patrimonio culturale e archeologico. 5,1*5$=,$0(17,

,O SUHVHQWH ODYRUR q VWDWR UHDOL]]DWR GXUDQWH OR VWDJH IRUPDWLYR GHO 0DVWHU LQ ´7HFQRORJLH 2SHQ 6RXUFH SHU L %HQL &XOWXUDOLÂľ 0DVWHU 2SHQ 7pFKQH RUJDQL]]DWR GDOO¡,VWLWXWR ),&/8 LQ FROODERUD]LRQH FRQ LO &HQWUR GL *HR7HFQRORJLH GHOO¡8QLYHUVLWj GHJOL 6WXGL GL 6LHQD 8Q ULQJUD]LDPHQWR SDUWLFRODUH YD TXLQGL DL FRRUGLQDWRUL GHO 0DVWHU 'RWW * %LJOLDUGL H 'RWW VD 6 &DSSHOOL H D WXWWL L GRFHQWL GHO FRUVR 5LQJUD]LR DQFKH LO 'RWW 0 'HOOH 3LDQH ,67, CNR) e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, nelle persone dei Dott.i 3 3DOOHFFKL H * *LDFKL FKH KD SHUPHVVR OD UHDOL]]D]LRQH GHOOH DFTXLVL]LRQL IRWRJUDĂ€FKH all’interno dell’area archeologica.

BIBLIOGRAFIA

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ABSTRACT

THIS PAPER AIMS TO DEMONSTRATE THE USEFULNESS OF DIGITAL RECONSTRUCTIONS IN THE VISUALIZATION AND INTERPRETATION OF ANALYTICAL DATA OBTAINED IN SCIENCE CONSERVATION PROJECTS. THE STUDY WAS CARRIED OUT IN THE TOMB OF THE MONKEY, ONE OF THE MOST IMPORTANT TOMB OF THE ETRUSCAN NECROPOLIS OF POGGIO RENZO, NEAR CHIUSI, DATED AROUND 480-� 470 BC. PHOTOGRAMMETRY SURVEY METHOD WAS USED TO GENERATE A 3D MODEL OF THE WHOLE UNDERGROUND GRAVE. THE MAIN ADVANTAGE OF THIS METHOD, WHICH IS BASED ON DENSE STEREO MATCHING TOOLS, IS THE POSSIBILITY TO GENERATE 3D RECONSTRUCTION STARTING FROM A SET OF UNCALIBRATED IMAGES, WITH NON-�INVASIVE AND EASY TRANSPORTABLE HARDWARE. OPEN SOURCE SOFTWARE IS ALSO USED TO INTEGRATE 3D WALL PAINTING DATA TO THE DIAGNOSTIC RESEARCHES: (I) MULTISPEC-� TRAL ANALYSIS, ABLE TO IMPROVE THE READABILITY OF THE PAINTED SCENES, DETECTING DETAILS OTHERWISE INVISIBLE TO THE HUMAN EYE, AND (II) X-�RAY FLUORESCENCE DATA THAT GIVE INFORMATION ON THE ELEMENTAL COMPOSITION OF MATERIALS AND CONFIRMS THE BEHAVIOR OF THE MULTISPECTRAL SIGNALS COLLECTED ON THE WALL PAINTING SURFACES

PAROLE CHIAVE TOMBA DELLA SCIMMIA; RILIEVO 3D; SISTEMA FOTOGRAMMETRICO IMAGE-�BASED; SOFTWARE OPEN SOURCE; DIAGNOSTICA; IMAGING MULTISPETTRALE; XRF

AUTORI CRISTINA GIANCRISTOFARO DOTT.SSA IN SCIENZE PER I BENI CULTURALI c.giancristofaro@gmail.com

LUCIANO MARRAS marras@art-�test.eu

ART-�TEST DI L. MARRAS E C. SAS, PISA VINCENZO PALLESCHI vincenzo.palleschi@cnr.it

LABORATORIO DI SPETTROSCOPIA LASER APPLICATA, CNR, PISA


RIVELAZIONI

FORS, FIBER OPTICS REFLECTANCE SPECTROSCOPY CON GLI SPETTROMETRI MINIATURIZZATI PER L’IDENTIFICAZIONE DEI PIGMENTI

di Antonino Cosentino

Questo articolo riporta i risultati dei test di un sistema FORS (Fiber Optics 5HĂ HFWDQFH 6SHFWURVFRS\) assemblato con componenti Ocean Optics. Questa ditta ha sviluppato una linea di spettrometri miniaturizzati e dal costo estremamente contenuto. Le trascurabili dimensioni e peso di questo sistema FORS lo rendono uno strumento assolutamente adatto alle indagini dell’arte in cantiere. Sono stati testati 54 pigmenti storici in polvere e stesi con gomma arabica, tempera all’uovo, olio e affresco. Il sistema è stato provato su un quadro dell’800 e su opere murali del barocco siciliano. )LJ 6LVWHPD )256 )LEHU 2SWLFV 5HĂ HFWDQFH 6SHFWURVFRS\ sviluppato dalla GHT Photonics srl con componenti Ocean Op-â€? tics: da sinistra a destra, lampada ad incandescenza, spettro-â€? metro modello USB4000 e sfera integratrice.

L

D )256 q VWDWD XWLOL]]DWD SHU OH LQGDJLQL GHOO¡DUWH SHU DO-â€? PHQR GHFHQQL 1HO IX SXEEOLFDWR XQ DUWLFROR FKH LQWURGXFHYD O¡DSSOLFD]LRQH GHOOD )256 DOOH LQGDJLQL SHU O¡DUWH > @ H QHO XQ¡DOWUD SXEEOLFD]LRQH PRVWUDYD L ULVXO-â€? WDWL GHOO¡LQGDJLQH WUDPLWH )256 GHJOL DIIUHVFKL GHOOD FDSSHOOD %UDQFDFFL > @ /D ULFHUFD )256 FRQWLQXD FRQ XQ GDWDEDVH GL VSHWWUL )256 RQOLQH > @ H UHFHQWL VWXGL SHU O¡LGHQWLĂ€FD]LRQH GHL SLJPHQWL LQ SROYHUH H VWHVL FRQ GLYHUVH WHFQLFKH > @ H VSHFLĂ€FDWDPHQWH VX SLWWXUH PXUDOL > @ H PDQRVFULWWL > @ QRQFKH¡ O¡LGHQWLĂ€FD]LRQH GHOOH WLQWXUH > @ SHU OD GLDJQRVWLFD del degrado delle plastiche utilizzate in arte moderna [12] e OD VHOH]LRQH GHL SLJPHQWL SHU LO UHVWDXUR > @ Il vantaggio di questa tecnica rispetto ad altre spettroscopie, FRPH OD 5DPDQ H OD )OXRUHVFHQ]D D UDJJL ; q FKH OH FRP-â€? ponenti strumentali richieste possono essere relativamente economiche: una sorgente luminosa, uno spettrometro e due Ă€EUH RWWLFKH XQD SHU LOOXPLQDUH LO FDPSLRQH H O¡DOWUD SHU UDF-â€? FRJOLHUH OD OXFH ULĂ HVVD 6H VL VFHJOLH GL ODYRUDUH VSHFLĂ€FDPHQ-â€? te nello spettro visibile, includendo solo una piccola porzione GHO YLFLQR LQIUDURVVR H GHO YLFLQR XOWUDYLROHWWR WUD FLUFD nm e 1000 nm, la strumentazione ha davvero costi contenuti. D’altra parte molti gruppi di ricerca che fanno spettroscopia )256 QHOOH UHJLRQL VSHWWUDOL 89 9LV 1,5 FRQ VWUXPHQWD]LRQH SRUWDWLOH XVDQR DSSDUHFFKLDWXUH SLX¡ VRĂ€VWLFDWH H FRQVHJXHQ-â€? temente piu’ costose per raggiungere maggiore accuratezza, sensibilita’ e riproducibilita’ delle misure. Questo articolo si SURSRQH GL PRVWUDUH FRVD q SRVVLELOH IDUH VSHFLĂ€FDPHQWH FRQ un sistema di tipo economico. $QFKH LO VLJQLĂ€FDWR GL XQR VSHWWUR )256 q PROWR VHPSOLFH mostra per ogni lunghezza d’onda, il rapporto tra l’intensitĂ GHOOD OXFH ULĂ HVVD H O¡LQWHQVLWj GHOOD OXFH LQFLGHQWH PLVXUD-â€? to rispetto allo standard usato per tarare il sistema. Questo UDSSRUWR VL FKLDPD ULĂ HWWDQ]D H VL HVSULPH LQ SHUFHQWXDOH

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8QR VSHWWUR GL ULĂ HWWDQ]D SXR¡ GDUH LQGLFD]LRQL VXOO¡LGHQWLĂ€FD-â€? ]LRQH GHL SLJPHQWL GDO PRPHQWR FKH OD OXFH FKH QRQ q ULĂ HVVD q DVVRUELWD R WUDVPHVVD LQ EDVH DOOD FRPSRVL]LRQH FKLPLFD GHO PDWHULDOH DQDOL]]DWR 'D WHPSR 2FHDQ 2SWLFV KD SHUVHJXLWR OD PLQLDWXUL]]D]LRQH GHOOD VXD OLQHD GL VSHWWURPHWUL LQ Ă€JXUD 2. Le piccole dimensioni ed il peso contenuto sono qualitĂ estremamente importanti per chi si occupa di diagnostica nei cantieri di restauro. Infatti, fuori dallo studio di conservazio-â€? QH R GDO ODERUDWRULR VFLHQWLĂ€FR OD SRVVLELOLWj GL WUDVSRUWDUH DJHYROPHQWH JOL VWUXPHQWL q VSHVVR O¡HOHPHQWR GHFLVLYR FKH ne determina il loro effettivo utilizzo. Le indagini in cantiere si fanno salendo su alte impalcature per raggiungere gli ele-â€? menti di interesse e spesso in ambienti angusti. La portabilitĂ GHJOL VWUXPHQWL q SHUFLz GHWHUPLQDQWH SHU FXL OD PLQLDWXUL]-â€? ]D]LRQH GHOOR VSHWWURPHWUR 86% q SDUWLFRODUPHQWH XWLOH per quest’applicazione dove l’oggetto d’interesse dev’es-â€? VHUH UDJJLXQWR WUDPLWH LPSDOFDWXUD /D OHJJHUH]]D q LQROWUH apprezzabile anche per chi come l’autore, fornisce indagini diagnostiche viaggiando con i propri strumenti.

Fig. 2 -� Lo spettrometro USB4000, parte del sistema FORS testato in questo articolo, sta tutto in una mano e pesa meno di 200 gr.

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Tecnologie per i Beni Culturali

8Q DOWUR YDQWDJJLR GHOOD OLQHD GL SURGRWWL 2FHDQ 2SWLFV q OD modularitĂ . Si acquista uno spettrometro e completandolo con le opportune sonde e sorgenti, lo si può utilizzare per UHDOL]]DUH GLYHUVL WLSL GL VSHWWURVFRSLH GL ULĂ HWWDQ]D GL WUD-â€? VPLWWDQ]D H GL Ă XRUHVFHQ]D QRQFKp FRORULPHWULD 67580(17$=,21( &RPH PRVWUD OD Ă€JXUD LO VLVWHPD )256 q FRPSRVWR GD VROL HOHPHQWL OD VRUJHQWH OXPLQRVD OR VSHWWURPHWUR OD VRQGD H OH Ă€EEUH RWWLFKH FKH KDQQR OR VFRSR SUDWLFR GL YHLFRODUH la luce della sorgente sul campione e raccoglierne la luce ULĂ HVVD SHU HVVHUH DQDOL]]DWD GDOOR VSHWWURPHWUR /¡XVR GHOOH Ă€EUH KD DQFKH DOWUL LPSRUWDQWL YDQWDJJL YHLFRODQR VXO FDP-â€? pione solo la luce della sorgente, senza trasportarne il ca-â€? lore che nel caso della lampada ad incandescenza utilizzata SHU OD )256 q QRWHYROH H SRWUHEEH GDQQHJJLDUH O¡RJJHWWR essendo maneggevoli e leggere consentono di raggiungere IDFLOPHQWH SRVL]LRQL SRFR DFFHVVLELOL /R VSHWWURPHWUR q JH-â€? VWLWR GDO VRIWZDUH 2FHDQYLHZ GHOOD 2FHDQ 2SWLFV FKH ULVSHW-â€? to al precedente SpectraSuite, risulta molto piĂš intuitivo e permette in pochi passaggi, con il suo wizard, di mettere a punto il tipo di spettroscopia desiderata.

17 La tabella 1 riporta i nomi dei pigmenti ed il loro codice SURGRWWR SHU O¡XQLYRFD LGHQWLĂ€FD]LRQH VXO VLWR GHOOD .UHPHU I pigmenti sono stati analizzati in polvere e stesi con gomma arabica, tempera all’uovo e olio di lino su carta per acque-â€? UHOOR GL FHOOXORVD H FRWRQH SURGRWWD GD )DEULDQR JU P2, SULYD GL OLJQLQD H GL DFLGLWj ,O VXR VSHWWUR GL UHĂ HWWDQ]D q SLDWWR Ă€JXUD > @ VHQ]D FDUDWWHULVWLFKH GRPLQDQWL 4XHVWH VWHVXUH FKLDPDWH GDOO¡DXWRUH ´SLJPHQWV FKHFNHUÂľ VRQR YL-â€? VLELOL LQ Ă€JXUD > @ , SLJPHQWL VRQR VWDWL VWHVL DQFKH FRQ OD tecnica dell’affresco su un supporto di intonachino prepara-â€? to con una miscela di polvere di marmo e grassello di calce in proporzione 2:1.

Sorgente luminosa 6L q XWLOL]]DWD XQD ODPSDGD WXQJVWHQR DORJHQD +/ )+6$ GL 2FHDQ 2SWLFV FRQ XQR VSHWWUR GL HPLVVLRQH WUD H QP SRWHQ]D : H WHPSHUDWXUD GL FRORUH GL . /D ODP-â€? SDGD q GRWDWD GL HOHWWURQLFD LQWHUQD FKH QH VWDELOL]]D OD OXFH GRSR PLQXWL GDOO¡DFFHQVLRQH SURSULHWj PROWR LPSRUWDQWH SHU OD TXDOLWj GHOOD PLVXUD )256 Spettrometro /¡86% q FRVWLWXLWR GD XQ DUUD\ OLQHDUH &&' GL SL[HO XQ UHWLFROR GL GLIIUD]LRQH FKH RSHUD WUD QP H KD XQD ULVROX]LRQH GL GL QP ):+0 *OL VSHWWUL VRQR VWDWL DFTXLVLWL FRQ L VHJXHQWL SDUDPHWUL LQWHJUDWLRQ WLPH VHF VFDQV WR DYHUDJH ER[FDU ZLGWK 0HQWUH OD PLVXUD q GHFLVDPHQWH EXRQD QHO UDQJH YLVLELOH LO UXPRUH DXPHQWD DL PDUJLQL GHJOL VSHWWUL 4XHVWR HIIHWWR q GRYXWR DOOD PDQ-â€? canza di responsivitĂ da parte del detector nell’infrarosso e alla mancanza di potenza dell’illuminatore nell’ultravio-â€? letto. Esistono ovviamente altri strumenti che rendono piĂš precisa la misura anche in queste bande, ma i costi aumen-â€? WDQR H QRQ q FRPXQTXH QHFHVVDULD XQD PDJJLRUH SUHVWD]LR-â€? ne in queste bande in quanto le informazioni necessarie alla LGHQWLĂ€FD]LRQH GHL SLJPHQWL VRQR FRQWHQXWL SHU OD PDJJLRU parte nel range del visibile. Sonda 6RQR VWDWH SURYDWH GXH VRQGH OD VRQGD GL ULĂ HWWDQ]D 5 89 9,6 H OD VIHUD LQWHJUDWULFH ,63 5 HQWUDPEH GHOOD 2FH-â€? DQ 2SWLFV /D VRQGD 5 89 9,6 q XQD Ă€EUD RWWLFD ELIRU-â€? FDWD H SURYYLVWD GL XQD IHUUXOD Ă€JXUD 6L XVD VHPSOLFH-â€? mente collegando un capo alla sorgente luminosa e l’altro DOOR VSHWWURPHWUR /D OXFH GLIIXVD q UDFFROWD VXOOR VWHVVR DQJROR GL TXHOOD LQFLGHQWH WXWWDYLD OD IHUUXOD q RULHQWDELOH dall’operatore e si possono effettuare letture sia a 0/0 che D PLQLPL]]DQGR OD FRPSRQHQWH ULĂ HVVD R DG DQJROL DUELWUDUL 3HU OH LQGDJLQL )256 SUHVHQWDWH LQ TXHVWR ODYRUR VL q SUHIHULWD OD VIHUD LQWHJUDWULFH FKH PHGLD OH FRPSRQHQWL ULĂ HVVD H GLIIXVD UHVWLWXHQGR XQR VSHWWUR FKH q FDUDWWHULVWL-â€? FR GHO PDWHULDOH LQ Vp H QRQ GLSHQGH GDOOR VSHFLĂ€FR RULHQWD-â€? mento con cui si esegue la misura. &$03,21, , SLJPHQWL VWRULFL VRQR SURGRWWL GDOOD .UHPHU 3LJPHQWH H tutte le informazioni sulla loro preparazione e composizione sono disponibili sul sito della Kremer.

Tab. 1 -� I 54 pigmenti storici analizzati in questo lavoro sono prodotti dalla Kremer Pigmente. Le informazioni sulla loro com-� posizione e metodo di produzione si trovano sul sito della ditta.

5,68/7$7, Pigmenti Bianchi *OL VSHWWUL GL ULà HWWDQ]D GHL SLJPHQWL ELDQFKL DQDOL]]D-� WL VRQR ULSRUWDWL LQ ÀJXUD > @ , SLJPHQWL ELDQFR GL WLWDQLR H ELDQFR GL ]LQFR VL FDUDWWHUL]]DQR SHU LO QRWR > @ IRUWH DVVRUELPHQWR GHOOD FRPSRQHQWH XOWUDYLROHWWD ,O OLWRSRQH q XQD PLVFHOD GL VROIDWR GL EDULR FKH q XQ RWWLPR ULà HWWRUH > @ H KD XQR VSHWWUR SLDWWR H VROIXUR GL ]LQFR FKH q responsabile delle bande di assorbimento nell’ultravioletto H WUD H QP /D ELDFFD HG LO JHVVR KDQQR VSHWWUL SLDWWL PHQWUH OD FDOFH q FDUDWWHUL]]DWD GDOOD FUHVFHQWH ULà HWWDQ]D all’aumentare della lunghezza d’onda.

)LJ 6SHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GL SLJPHQWL ELDQFKL H GHOOD FDUWD per acquarello.


)LJ 6SHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GL SLJPHQWL QHUL

Pigmenti Neri *OL VSHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GHL SLJPHQWL QHUL DQDOL]]DWL VRQR ULSRUWDWL LQ Ă€JXUD > @ , SLJPHQWL QRQ PRVWUDQR QHVVXQD FD-â€? UDWWHULVWLFD XWLOH DG LGHQWLĂ€FDUOL ,O ORUR VSHWWUR q SLDWWR H OD ULĂ HWWDQ]D EDVVD Pigmenti Blu *OL VSHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GHJOL SLJPHQWL EOX DQDOL]]DWL VRQR ULSRUWDWL QHOOH Ă€JXUH > @ H > @ $]]XUULWH H D]]XUULWH DUWLĂ€FLDOH PRVWUDQR LO FDUDWWHULVWLFR SLFFR LQWRUQR D QP Lo smalto e’ caratterizzato da una banda di assorbimento D VXD YROWD GLYLVD LQ WUH VRWWR EDQGH > @ FRQ PLQLPL D QP QP H QP ,O YLROHWWR GL FREDOWR KD XQD EDQGD di assorbimento che invece si divide in due sotto bande con PLQLPL D FLUFD QP H QP ,O EOX FREDOWR PRVWUD XQD ULĂ HWWDQ]D FRVWDQWH QHOO¡LQIUDURVVR Ă€JXUD > @ ,QGLJR H EOX 0D\D HVLELVFRQR VSHWWUL VLPLOL FRPH FL VL DVSHWWD DYHQGR OR stesso cromoforo, l’indigotina, e mostrano la caratteristica EDQGD GL DVVRUELPHQWR WUD FLUFD QP H QP > @ H OD UDSLGD FUHVFLWD GHOOD ULĂ HWWDQ]D QHOO¡LQIUDURVVR FRQ LO Ă HVVR WUD QP H QP ,O EOX HJL]LDQR KD XQ SLFFR D QP FKH SXR¡ DVVHJQDUVL DOOD Ă XRUHVFHQ]D LQIUDURVVD > @ ,O EOX GL 3UXVVLD q FDUDWWHUL]]DWR GDO VXR VSHWWUR TXDVL WRWDOPHQWH SLDWWR PHQWUH LO EOX SKWKDOR GDO Ă HVVR D QP H O¡XOWUDPD-â€? ULQR GDOOD VXD FDUDWWHULVWLFD IRUPD > @

Pigmenti Verdi *OL VSHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GHJOL SLJPHQWL YHUGL DQDOL]]DWL VRQR ULSRUWDWL QHOOD Ă€JXUD > @ , SLJPHQWL YHUGL SUHVHQWDQR PROWH FDUDWWHULVWLFKH XWLOL DOOD ORUR LGHQWLĂ€FD]LRQH ,O YHUGH di cromo idrato e il verde cromo sono caratterizzati dall’in-â€? WHQVD ULĂ HWWDQ]D QHOO¡LQIUDURVVR H GDL ORUR GXH SLFFKL D QP H QP SHU LO YHUGH GL FURPR H QP H QP SHU il verde cromo idrato. Solo per questi due pigmenti ver-â€? GL XQ VLVWHPD )256 SL SUHFLVR QHOO¡XOWUDYLROHWWR VDUHEEH DSSUH]]DELOH SHU RWWHQHUH GHJOL VSHWWUL PHJOLR GHĂ€QLWL GHO picco nell’ultravioletto. ll verde di cobalto ha la stessa in-â€? WHQVD ULĂ HWWDQ]D PD D GLIIHUHQ]D GHL SULPL GXH SLJPHQWL KD XQ VROR SLFFR D QP ,O YHUGH GL FDGPLR KD XQ SLFFR QHOO¡LQIUDURVVR D QP ,O YHUGH SKWKDOR KD XQ SLFFR D QP HG q LO SLJPHQWR YHUGH FRQ OD ULĂ HWWDQ]D QHOO¡LQIUDURVVR che cresce alle lunghezze d’onda maggiori. Il verderame si ULFRQRVFH SHU LO VXR SLFFR D QP H OD EDVVD ULĂ HWWDQ]D SHU WXWWR OR VSHWWUR ,QĂ€QH OD PDODFKLWH VL GLVWLQJXH SHU OD VXD ODUJD EDQGD GL DVVRUELPHQWR WUD QP H QP > @ H OD WHUUD YHUGH SHU L GXH SLFFKL D FLUFD QP H QP FDUDW-â€? WHULVWLFL GHOOD FHODGRQLWH > @

)LJ 6SHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GL SLJPHQWL YHUGL

Pigmenti Gialli *OL VSHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GHJOL SLJPHQWL JLDOOL DQDOL]]DWL VRQR ULSRUWDWL QHOOD Ă€JXUD > @ , JLDOOL SUHVHQWDQR SRFKH FD-â€? UDWWHULVWLFKH ,O JLDOOR GL FDGPLR KD O¡DVVRUELPHQWR WUD H QP ULVFRQWUDWR QHO OLWRSRQH H GRYXWR DO VROIXUR GL ]LQFR L’ocra gialla si riconosce per la caratteristica forma ad S > @ ,O JLDOOR GL SLRPER KD XQD VSDOOD FDUDWWHUL]]DQWH D nm. Gli altri gialli si caratterizzano solo per la diversa posi-â€? ]LRQH GHO Ă HVVR GRSR OD UHJLRQH GHO EOX Ă€JXUH > @

)LJ 6SHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GL SLJPHQWL EOX

)LJ 6SHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GL SLJPHQWL JLDOOL

)LJ 6SHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GL SLJPHQWL EOX

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)LJ 6SHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GL SLJPHQWL JLDOOL

Pigmenti Rossi *OL VSHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GHL SLJPHQWL URVVL DQDOL]]DWL VRQR ULSRUWDWL QHOOH Ă€JXUH > @ H > @ $QFKH L SLJPHQWL URVVL KDQ-â€? QR VSHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D PROWR VLPLOL 6L GLVWLQJXH LO UHDOJDU SHU XQ Ă HVVR D QP H O¡RFUD URVVD SHU OD WLSLFD IRUPD DG 6 > @ /D ODFFD GL JDUDQ]D H¡ FDUDWWHUL]]DWD GDOOD EDQGD GL DVVRUELPHQWR D FLUFD QP > @ ,O YHUPLJOLRQH KD XQ FD-â€? UDWWHULVWLFR H UDSLGR DXPHQWR GHOOD ULĂ HWWDQ]D FRQ LO Ă HVVR D QP > @

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)LJ 6SHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GL SLJPHQWL EUXQL

duare aree d’interesse da analizzare con le tecniche spet-� WURVFRSLFKH FKH VRQR LQYHFH SXQWXDOL /D ÀJXUH > @ PRVWUD le immagini multispettrali dell’area corrispondente all’an-� gelo in alto a sinistra.

)LJ ,O GLSLQWR ´0DGRQQD H TXDWWUR $QJHOLÂľ ROLR VX WHOD Ă€QH immagini multispettrali del drappo rosso dell’angelo in alto a sinistra. Nella foto del visibile i numeri indicano le posizioni testate con la FORS. )LJ 6SHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GL SLJPHQWL URVVL

1HOOD IRWR GL Ă XRUHVFHQ]D XOWUDYLROHWWD VL YHGH OD SUHVHQ]D GL GLYHUVL LQWHUYHQWL GL UHVWDXUR FKH DSSDLRQR VFXUL 6L q FHU-â€? FDWR GL LGHQWLĂ€FDUH FRQ OD )256 Ă€JXUH > @ H > @ QHOO¡DUHD del drappo rosso dell’angelo in alto a sinistra, il pigmento URVVR RULJLQDOH H TXHOOR GHO ULWRFFR *OL VSHWWUL )256 GHL SXQWL DUHD ULWRFFDWD H DUHD RULJLQDOH PRVWUDQR spettri non distinguibili. Questo non sorprende, infatti l’in-â€? dagine multispettrale suggerisce il vermiglione per l’area originale ed il rosso di cadmio per il ritocco. Infatti, il rosso GL FDGPLR q LGHQWLĂ€FDWR FRQ FHUWH]]D JUD]LH DOOD VXD Ă XR-â€? UHVFHQ]D LQIUDURVVD > @ $O FRQWUDULR QHJOL VSHWWUL )256 questi due pigmenti hanno spettri non distinguibili, come discusso nella sezione relativa ai rossi. )LJ 6SHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GL SLJPHQWL URVVL

Pigmenti Bruni *OL VSHWWUL GL ULĂ HWWDQ]D GHL SLJPHQWL EUXQL DQDOL]]DWL VRQR ULSRUWDWL QHOOD Ă€JXUD > @ 7UD L SLJPHQWL EUXQL DQD-â€? lizzati si distinguono solo la terra di Siena e la terra di Siena EUXFLDWD SHU OD FDUDWWHULVWLF IRUPD DG 6 > @ &$6, 678',2 0DGRQQD H TXDWWUR $QJHOL ROLR VX WHOD Ă€QH /H LPPD-â€? gini multispettrali di questo dipinto sono state giĂ pubblica-â€? WH H GLVFXVVH > @ /¡LQGDJLQH PXOWLVSHWWUDOH q SUHOLPLQDUH DG RJQL LQGDJLQH VSHWWURVFRSLFD SHUFKp SHUPHWWH GL LQGLYL-â€?

Fig. 14 -â€? Il dipinto “Madonna e quattro Angeliâ€?, olio su WHOD Ă€QH Âś YLHQH HVDPLQDWR QHO ODERUDWRULR ´&XOWXUDO Heritage Science Open Sourceâ€? dall’autore con il sistema FORS della Ocean Optics. In primo piano la sorgente alogena e lo spettrometro miniaturizzato USB4000.


XOWUDYLROHWWR ULĂ HVVR FKH OD SDWLQD ELDQFD DSSHQD SHUFHWWL-â€? bile nella foto visibile, risulta molto piĂš distinta nell’ultra-â€? YLROHWWR ULĂ HVVR 3HUFXL XWLOL]]DQGR TXHVW¡XOWLPD IRWR VL q potuto selezionare tre punti non affetti da questa patina.

Fig.15 -� Spettri FORS dei punti 2, 4, 6 (area ritoccata) e 3 (area originale) sull’ala dell’angelo in alto a sinistra.

&+,(6$ ', 6$17$ 0$5,$ '(*/, $1*(/, $66252 6,&,/,$ $VVRUR q XQ SDHVH GDOO¡LPSLDQWR PHGLHYDOH VXL PRQWL (UHL situati al centro della Sicilia. Nel passato ebbe un ruolo importante nella storia siciliana. Cicerone nelle sue Verrine GHĂ€QLVFH JOL $VVRULQL ´YLUL IRUWHV HW Ă€GHOHVÂľ SHUFKp ULXVFLUR-â€? no ad impedire a Verre, il pretore della Sicilia, che aveva depredato molti dei tesori artistici delle cittĂ dell’isola, di impadronirsi anche della statua del tempio di Crisa in Asso-â€? rium. Lo storico Diodoro Siculo scrisse che Assoro fu l’unica cittĂ sicula che sostenne la potente Siracusa contro la spe-â€? dizione cartaginese guidata da Imilicone. La chiesa di Santa 0DULD GHJOL $QJHOL IX HUHWWD QHO GDL 3DGUL 5LIRUPDWL H VL distingue per lo sfarzoso barocco dipinto che ricopre tutto O¡LQWHUQR Ă€JXUD > @

)LJ )RWRJUDÀD PXOWLVSHWWUDOH GHO SDUWLFRODUH DQDOL]]DWR GHOOD GHFRUD]LR-� ne murale barocca della chiesa di Santa Maria degli Angeli in Assoro, Sicilia.

/D Ă€JXUD > @ PRVWUD OR VSHWWUR GHO SXQWR EOX 6L SRWUHE-â€? EH DWWULEXLUH DOOR VPDOWR FRPH VXJJHULVFH LO SLFFR D QP 4XHVWD LSRWHVL q VXJJHULWD DQFKH GDOO¡LQGDJLQH PXOWLVSHWWUD-â€? le, infatti lo smalto assorbe moderatamente l’ultravioletto QHOOD IRWRJUDĂ€D GL XOWUDYLROHWWR ULĂ HVVR H ULĂ HWWH O¡LQIUDURVVR

Fig. 16 -� Chiesa di Santa Maria degli Angeli in Assoro, Sicilia. Sinistra, det-� taglio della decorazione tra la navata e la cappella. Destra, gli affreschi della parete sinistra.

La semplicitĂ originaria dell’organismo architettonico, le-â€? gata ai precetti dell’ordine fondatore, venne decisamen-â€? te trasformata nel corso del XVIII secolo da un intervento SLWWRULFR FKH QH DUULFFKu O¡LQWHUQR ,Q SDUWLFRODUH O¡LQWHUQR GHOOD FKLHVD GDO SDYLPHQWR DOOH VXSHUĂ€FL YROWDWH IX LQWHUD-â€? mente ricoperto da pitture a trompe l’oeil, con motivi ge-â€? RPHWULFL H Ă RUHDOL FKH VLPXODYDQR SURIRQGLWj SURVSHWWLFKH ricostruivano dettagli architettonici e reggevano le immagi-â€? QDULH FRUQLFL HQWUR FXL HUDQR UDIĂ€JXUDWH VFHQH GHOOD YLWD GHL santi. Le pitture presenti, realizzate a tempera e a fresco, esprimono la volontĂ di costruire una architettura di colo-â€? UL H IRUPH VRYUDSSRVWD DOOH VHPSOLFL VXSHUĂ€FL GHOOD FKLHVD e capace di rappresentare la nuova sensibilitĂ manierista. 8QD GDWD UDSSUHVHQWDWD DOO¡LQWHUQR GL XQ FDUWLJOLR UDIĂ€JXUD-â€? WR QHOOD OXQHWWD VRYUDVWDQWH LO SRUWRQH SULQFLSDOH Ă€VVD O¡DQ-â€? QR GHO FRPSOHWDPHQWR GHOO¡DSSDUDWR GHFRUDWLYR QHO Sono state scelte due porzioni della decorazione a tempe-â€? UD GHOO¡LQWHUQR /D SULPD VH]LRQH PRVWUD SLJPHQWL URVVR EOXH H JLDOOR Ă€JXUD > @ /D IRWR QHO YLVLELOH ULSRUWD L SXQWL VFHOWL SHU WHVWDUH LO VLVWHPD )256 6L HUD QRWDWR GDOOD IRWR LQ

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)LJ 6SHWWUL )256 GHO SXQWR LQ ÀJXUD > @ H UHODWLYL VWDQGDUG GL riferimento dello smalto applicato con diverse tecniche e in polvere.

/D Ă€JXUD > @ PRVWUD OR VSHWWUR GHO SXQWR URVVR FRQ-â€? frontato con l’ocra rossa in polvere e applicato a fresco e a tempera. Si tratta inequivocabilmente di ocra rossa e come PRVWUD OD Ă€JXUD JOL VSHWWUL YHQJRQR VROR PRGHVWDPHQWH PR-â€? GLĂ€FDWL GDO OHJDQWH /¡LSRWHVL q FRQIHUPDWD GDOO¡LQGDJLQH multispettrale, infatti l’ocra rossa come gli altri pigmenti rossi assorbe l’ultravioletto e appare scura nella immagine GL XOWUDYLROHWWR ULĂ HVVR PD GLYHUVDPHQWH GDJOL DOWUL URVVL ULĂ HWWH PROWR PHQR O¡LQIUDURVVR PRVWUDQGRVL VFXUD QHOOD IRWRJUDĂ€D LQIUDURVVD /D Ă€JXUD > @ PRVWUD OR VSHWWUR GHO SXQWR JLDOOR DQDORJD-â€? mente confrontato con lo spettro dell’ocra gialla stesa con GLYHUVH WHFQLFKH $QFKH LQ TXHVWR FDVR O¡LGHQWLĂ€FD]LRQH q LQHTXLYRFDELOH HG q FRQIHUPDWD GDOOH LPPDJLQL PXOWLVSHW-â€? trali. L’ocra gialla infatti ha un comportamento analogo all’ocra rossa.

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8Q¡DOWUD DUHD q VWDWD DQDOL]]DWD Ă€JXUD > @ SHU LO VXR SLJ-â€? PHQWR YHUGH /R VSHWWUR )256 LQGLFD XQ SLJPHQWR YHUGH D EDVH GL UDPH FRPH OD PDODFKLWH R LO YHUGH UDPH Ă€JXUD [22]. Il caratteristico colore blu dell’infrarosso falso colore, suggerisce malachite [22].

)LJ 6SHWWUL )256 GHO SXQWR LQ ÀJXUD > @ H UHODWLYL VWDQGDUG GL ULIHUL-� mento dell’ocra rossa applicata con diverse tecniche e in polvere.

)LJ 6SHWWUL )256 GHO SXQWR LQ ÀJXUD > @ H UHODWLYL VWDQGDUG GL ULIHUL-� mento dell’ocra gialla applicata con diverse tecniche e in polvere.

)LJ )RWRJUDĂ€D PXOWLVSHWWUDOH GL XQ DOWUR SDUWLFRODUH GHOOD GHFRUD]LRQH murale barocca della chiesa di Santa Maria degli Angeli in Assoro.

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Photogrammetry & Laser scanning Photo-realistic 3D modeling Monitoring and deformation analyses Multi-spectral analyses Hardware and Software development


BIBLIOGRAFIA > @ 0 %DFFL 9 &DSSHOOLQL DQG 5 &DUOD µ'LIIXVH UHÁHFWDQFH VSHFWURVFRS\ DQ DSSOLFDWLRQ WR WKH DQDO\VLV RI DUW ZRUNV µ - 3KRWRFKHP 3KRWRELRO % > @ 0 %DFFL ) %DOGLQL 5 &DUOj 5 /LQDUL ´$ FRORU DQDO\VLV RI WKH %UDQFDF-‐ FL &KDSHO )UHVFRHVµ $SSOLHG 6SHFWURVFRS\ > @ 'DWDEDVH ,)$& &15 RQOLQH GL VSHWWUL )256 GL SLJPHQWL VX GLYHUVH VWHVXUH pittoriche. http://fors.ifac.cnr.it > @ 0 $FHWR $ $JRVWLQR * )HQRJOLR 0 3LFROOR ´1RQ LQYDVLYH GLIIHUHQ-‐ WLDWLRQ EHWZHHQ QDWXUDO DQG V\QWKHWLF XOWUDPDULQH EOXH SLJPHQWV E\ PHDQV RI ² QP )256 DQDO\VLVµ $QDO 0HWKRGV SS > @ 7 &DYDOHUL $ *LRYDJQROL 0 1HUYR 3LJPHQWV DQG PL[WXUHV LGHQWLÀ-‐ FDWLRQ E\ 9LVLEOH 5HÁHFWDQFH 6SHFWURVFRS\ 3URFHGLD &KHPLVWU\ SS ² > @ 0 3LFROOR 0 %DFFL $ &DVLQL ) /RWWL 6 3RUFLQDL % 5DGLFDWL / 6WH-‐ IDQL )LEHU 2SWLFV 5HÁHFWDQFH 6SHFWURVFRS\ D QRQ GHVWUXFWLYH WHFKQLTXH IRU WKH DQDO\VLV RI ZRUNV RI DUW 2SWLFDO 6HQVRUV DQG 0LFURV\VWHPV 1HZ FRQFHSWV 0DWHULDOV 7HFKQRORJLHV HGLWHG E\ 0DUWHOOXFFL HW DO .OXZHU $FD-‐ demic / Plenum Publishers, New York, 2000 > @ ´6FLHQWLÀF H[DPLQDWLRQ IRU WKH LQYHVWLJDWLRQ RI SDLQWLQJVµ $$ 99 (GL-‐ WHG E\ ' 3LQQD 0 *DOHRWWL 5 0D]]HR > @ * 'HSXLV 0 (OLDV / 6LPRQRW ´3LJPHQW ,GHQWLÀFDWLRQ E\ )LEHU 2SWLFV 'LIIXVH 5HÁHFWDQFH 6SHFWURVFRS\µ $SSOLHG 6SHFWURVFRS\ YRO QXPEHU 10, 2002. > @ ( &KHLODNRX 0 7URXOOLQRV 0 .RXL ,GHQWLÀFDWLRQ RI SLJPHQWV RQ %\]DQWLQH ZDOO SDLQWLQJV IURP &UHWH WK FHQWXU\ $' XVLQJ QRQ LQYDVLYH )LEHU 2SWLFV 'LIIXVH 5HÁHFWDQFH 6SHFWURVFRS\ )256 -RXUQDO RI $UFKDHR-‐ ORJLFDO 6FLHQFH > @ - . 'HODQH\ 3 5LFFLDUGL / 'HPLQJ *OLQVPDQ 0 )DFLQL 0 7KRXU\ 0 5 3DOPHU DQG ( 5 GH OD 5LH 8VH RI ,PDJLQJ 6SHFWURVFRS\ )LEHU 2SWLF 5HÁHFWDQFH 6SHFWURVFRS\ DQG ; UD\ )OXRUHVFHQFH WR 0DS DQG ,GHQWLI\ 3LJ-‐ PHQWV LQ ,OOXPLQDWHG 0DQXVFULSWV 6WXGLHV LQ &RQVHUYDWLRQ '2, < > @ 0 *XOPLQL $ ,GRQH ( 'LDQD ' *DVWDOGL ' 9DXGDQF 0 $FHWR ,GHQWLÀFDWLRQ RI G\HVWXIIV LQ KLVWRULFDO WH[WLOHV 6WURQJ DQG ZHDN SRLQWV RI D QRQ LQYDVLYH DSSURDFK '\HV DQG 3LJPHQWV SS > @ &XFFL / %LJD]]L 0 3LFROOR ´)LEUH 2SWLF 5HÁHFWDQFH 6SHFWURVFRS\ DV D QRQ LQYDVLYH WRRO IRU LQYHVWLJDWLQJ SODVWLFV GHJUDGDWLRQ LQ FRQWHPSRUDU\ DUW FROOHFWLRQV $ PHWKRGRORJLFDO VWXG\ RQ DQ H[SDQGHG SRO\VW\UHQH DUW-‐ ZRUNµ - &XOW +HU > @ 5 6 %HUQV - .UXHJHU 0 6ZLFNOLN ´0XOWLSOH 3LJPHQW 6HOHFWLRQ IRU ,QSDLQWLQJ 8VLQJ 9LVLEOH 5HÁHFWDQFH 6SHFWURSKRWRPHWU\µ 6WXGLHV LQ &RQVHU-‐ YDWLRQ 9RO 1R SS > @ $ &RVHQWLQR ´,SDG H WDEOHW SHU O·LQGDJLQH PXOWLVSHWWUDOH GL RSHUD G·DU-‐ WHµ $UFKHRPDWLFD SS KWWS ZZZ PHGLDJHR LW RMV LQGH[ SKS DUFKHRPDWLFD DUWLFOH YLHZ > @ 1 .QLJKWRQ % %XJEHH $ PL[WXUH RI %DULXP 6XOIDWH DQG :KLWH 3DLQW LV D /RZ &RVW 6XEVWLWXWH 5HÁHFWDQFH 6WDQGDUG IRU 6SHFWUDORQ VWXG\ 8WDK 6WDWH 8QLYHUVLW\ FLWHG E\ RWKHU > @ , ' 6DQFKHV 0 3 7XRK\ 0 - +HGOH\ 0 5 %UHWKHUWRQ /DUJH GX-‐ UDEOH DQG ORZ FRVW UHÁHFWDQFH VWDQGDUG IRU ÀHOG UHPRWH VHQVLQJ DSSOLFD-‐ WLRQV ,QWHUQDWLRQDO -RXUQDO RI 5HPRWH 6HQVLQJ 9RO ,VV > @ * $FFRUVL * 9HUUL 0 %RORJQHVL 1 $UPDUROL & &OHPHQWL & 0LOLDQL $ 5RPDQL ´7KH H[FHSWLRQDO QHDU LQIUDUHG OXPLQHVFHQFH SURSHUWLHV RI FX-‐ SURULYDLWH (J\SWLDQ EOXH µ &KHP &RPPXQ ² > @ 5 1 &ODUN ´5HÁHFWDQFH VSHFWUD URFN SK\VLFV DQG SKDVH UHODWLRQV ,Q +DQGERRN RI 3K\VLFDO &RQVWDQWV 3XEOLVKHG E\ WKH $PHULFDQ *HRSK\VLFDO 8QLRQµ SS > @ $ &RVHQWLQR ´$ SUDFWLFDO JXLGH WR SDQRUDPLF PXOWLVSHFWUDO LPDJLQJµ H &RQVHUYDWLRQ 0DJD]LQH SS KWWS ZZZ H FRQVHUYDWLRQOL-‐ ne.com/content/view/1100/ > @ 0 7KRXU\ - . 'HODQH\ ( 5 'H OD 5LH 0 3DOPHU . 0RUDOHV - .UXHJHU ´1HDU ,QIUDUHG /XPLQHVFHQFH RI &DGPLXP 3LJPHQWV ,Q 6LWX ,GHQWLÀFDWLRQ DQG 0DSSLQJ LQ 3DLQWLQJVµ $SSOLHG 6SHFWURVFRS\ 9ROXPH 1XPEHU ² > @ & ) %ULGJPDQ DQG + / *LEVRQ ,QIUDUHG /XPLQHVFHQFH LQ WKH 3KRWR-‐ JUDSKLF ([DPLQDWLRQ RI 3DLQWLQJV DQG 2WKHU $UW 2EMHFWV 6WXGLHV LQ &RQVHU-‐ YDWLRQ 9RO 1R SS > @ @ 7 0RRQ 0 5 6FKLOOLQJ 6 7KLU¤NHW¤WOH ´$ 1RWH RQ WKH 8VH RI )DOVH &RORU ,QIUDUHG 3KR WRJ¤UDSK\ LQ &RQ¤VHU¤YD¤WLRQµ 6WXG¤LHV LQ &RQ¤VHU¤YD¤WLRQ 9RO 1R )HE SS ²

)LJ 6SHWWUL )256 GHO SXQWR GHOOD DUHD LQ ÀJXUD > @ H UHODWLYL VWDQGDUG di riferimento della malachite applicato con diverse tecniche e in polvere.

&21&/86,21, /D )256 VL FDUDWWHUL]]D FRPH XQ YDOLGLVVLPR VWUXPHQWR SHU O·LGHQWLÀFD]LRQH GHL SLJPHQWL LQ DPELHQWL HVWHUQL DO ODERUD-‐ torio, come i cantieri di restauro, grazie alla leggerezza e alle contenute dimensioni della sua strumentazione. Solo i GXH SLJPHQWL YHUGH GL FURPR H YHUGH FURPR LGUDWR EHQHÀFH-‐ rebbero di un sistema più preciso nell’ultravioletto per otte-‐ QHUH XQR VSHWWUR PHJOLR GHÀQLWR GHO ORUR SLFFR QHOO·XOWUDYLR-‐ letto. Per gli altri pigmenti l’ottima qualità dello spettro nel YLVLELOH DSSDUH VXIÀFLHQWH D ULFRQRVFHUH OH FDUDWWHULVWLFKH di molti pigmenti storici. Per quanto riguarda la sonda, si prevede di fare ulteriori test con diverse sfere integratrici. 4XHVWH VRQR SUHIHULWH DOOH VRQGH GL ULÁHWWDQ]D FRVWLWXLWH GD GXH ÀEUH DFFRSSLDWH SHUFKp IRUQLVFRQR XQ GDWR GL ULÁHW-‐ tanza non dipendente dall’angolo di illuminazione. In par-‐ WLFRODUH VL YRUUj SURYDUH OD VIHUD LQWHJUDWULFH ,63 5() GHOOD 2FHDQ 2SWLFV FRQ ´JORVV WUDSµ XQD VH]LRQH LQWHUQD GHOOD VIHUD SRVL]LRQDWD LQ FRUULVSRQGHQ]D GHOO·DQJROR GL ULÁHVVLR-‐ QH GLUHWWD YLVWR FKH O·LOOXPLQD]LRQH DYYLHQH D FKH SXz HVVHUH UHVD QHUD SHU ULPXRYHUH OD FRPSRQHQWH ULÁHVVD 5,1*5$=,$0(17, 6L ULQJUD]LD O·DUFKLWHWWR 5DIIDHOOR GL 0DXUR FKH KD FXUDWR LO restauro di diversi monumenti della città di Assoro ed ha RUJDQL]]DWR O·LQGDJLQH DOOD FKLHVD 6DQWD 0DULD GHJOL $QJHOL fornendo le informazioni storiche e tecniche sull’opera. Si ULQJUD]LD DQFKH 0XJH 8FNDQ UHVWDXUDWULFH GL ,VWDQEXO FKH durante il suo training sulle tecniche multispettrali pres-‐ VR LO ODERUDWRULR ´Cultural Heritage Science Open Sourceµ dell’autore ha partecipato all’esecuzione delle misure in Assoro. Si ringrazia GHT Photonics srl per il prestito del si-‐ VWHPD )256

ABSTRACT THIS PAPER SHOWS THE RESULTS OF THE TESTING OF A FORS (FIBER OPTICS REFLECTANCE SPECTRO-‐ SCOPY) SYSTEM ASSEMBLED WITH OCEAN OPTICS COMPONENTS AND FEATURING A USB4000 MINIATURIZED AND LOW COST SPECTROMETER. THE SMALL DIMENSIONS AND LITTLE WEIGHT OF THIS FORS SYSTEM MAKE IT ADAPT FOR THE SPECIFIC NEEDS OF ART EXAMINATION IN THE FIELD. 54 HISTORICAL PIGMENTS HAVE BEEN TESTED BOTH IN POWDER AND LAID WITH GUM ARABIC, EGG TEMPERA, LINSEED OIL AND FRESCO. THE FORS SYSTEM WAS ALSO TESTED ON A 1800S OIL PAINTING AND ON 1700S SICILIAN BAROQUE MURALS AND THE RESULTS COMPARED WITH MULTISPECTRAL IMAGING ANALYSIS.

PAROLE

CHIAVE

%(1, &8/785$/, )256 ,'(17,),&$=,21, ', 3,*0(17,

AUTORI ANTONINO CONSENTINO CONSERVATION SCIENTIST -‐ PRIVATE ART EXAMINATION PIAZZA CANTARELLA 12 ACI SANT'ANTONIO, 95025

AND

DOCUMENTATION SERVICE

antoninocose@gmail.com WWW.ANTONINOCOSENTINO.IT

BLOGGER

AT

"CULTURAL HERITAGE SCIENCE OPEN SOURCE"

CHSOPENSOURCE.ORG

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Tecnologie per i Beni Culturali

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MUSEI E FRUIZIONE

PARSJAD, IL PARCO ARCHEOLOGICO DELL’ALTO ADRIATICO: UN LUOGO DIFFUSO, UNITO DALLA TECNOLOGIA di Emilia Buniotto, Claudia Alecce

1DVFH FRVu LO 3DUFR $UFKHRORJLFR GHOO¡$OWR $GULDWLFR SURJHWWR Ă€QDQ]LDWR GDO 3URJUDPPD SHU OD &RRSHUD]LRQH Transfrontaliera Italia-â€?Slovenia 2007-â€?2013, con l’obiettivo di tracciare un percorso di conoscenza che parte dal litorale emiliano per arrivare a quello sloveno, in un’ottica unitaria e transfrontaliera.

FIG. 1 – REALTÀ

AUMENTATA.

I

O SURJHWWR 3DUVMDG FRLQYROJH XQ¡DUHD YDVWLVVLPD VWRULFDPHQWH FDUDWWHUL]]DWD GD XQ¡LQWHQVD FRPXQLFD]LRQH FRP-â€? PHUFLDOH H FXOWXUDOH H VQRGR FUXFLDOH SHU OH UHOD]LRQL HFRQRPLFKH H VRFLDOL WUD 2FFLGHQWH H 2ULHQWH /R ID LQ modo nuovo, attraverso un’analisi e un’azione congiunta, che ha coinvolto e coinvolge vari enti (Regioni, Comuni, 8QLYHUVLWj 0XVHL 6RSULQWHQGHQ]H FRQ FRPSHWHQ]H H FRPSLWL LVWLWX]LRQDOL GLYHUVL ULXVFHQGR D RWWHQHUH LO ULVXOWDWR straordinario di moltiplicare l’attrattivitĂ e la competitivitĂ dei territori coinvolti. I numeri dell’operazione non fanno che validare la portata eccezionale del progetto. L’ambizione progettuale e la VXD GLVWULEX]LRQH VSD]LDOH FRQ FRPXQL FRLQYROWL WUD 9HQHWR (PLOLD 5RPDJQD )ULXOL 9HQH]LD *LXOLD H 6ORYHQLD hanno comportato una pluralitĂ di interventi infrastrutturali, di azioni e strumenti formativi e informativi che si sono intersecati e integrati per trasformare un luogo diffuso in un’unica grande e avvolgente esperienza senza tempo.

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9,6,21, ', $17,&+( &,77­ $'5,$7,&+( &21 */, 2&&+, '(/ 35(6(17( Le radici del Progetto PArSJAd partono da lontano. Dal rap-â€? porto dell’uomo con l’acqua, che da sempre ha visto il sor-â€? gere di antiche civiltĂ lungo le coste dei mari e le rive dei Ă€XPL Anche le antiche cittĂ dell’Alto Adriatico si svilupparono lungo i corsi d’acqua e il litorale, dando vita a importan-â€? ti centri abitati in posizioni strategiche e assumendo una QRWHYROH LPSRUWDQ]D SHU L WUDIĂ€FL FRPPHUFLDOL H GL FRQVH-â€? guenza, per gli scambi culturali. Il Parco Archeologico dell’Alto Adriatico rimette insieme la memoria frammentata di un territorio ricco di eccellenze, riportando alla luce il suo straordinario patrimonio. Per riuscire nell’obiettivo e trasformare in risorsa la vastitĂ dell’area interessata, il Progetto fa leva sulle conoscenze del passato, grazie alla collaborazione con la Soprinten-â€? denza per i Beni Archeologici del Veneto che ha messo a disposizione i risultati di pluriennali ricerche sul territorio, e sugli strumenti del presente: nuove tecnologie e nuovi mezzi di comunicazione che consentono di compiere una HIĂ€FDFH RSHUD GL SURPR]LRQH H GLYXOJD]LRQH GHO SDVVDWR trasferendolo virtualmente nel presente. /¡XWLOL]]R GHL 1HZ 0HGLD QHOOD YDORUL]]D]LRQH GHO SDWULPRQLR storico e ambientale risulta di particolare interesse soprat-â€? tutto in considerazione degli importanti contributi che le nuove tecnologie possono offrire in termini di conoscenza e IUXL]LRQH GL GDWL OHJDWL D XQR VSHFLĂ€FR DPELHQWH Soprattutto qui, in presenza di un luogo diffuso, la tecnolo-â€? gia unisce, e fornisce al visitatore l’occasione di affrontare in modo diverso e innovativo l’esperienza della conoscenza, del viaggio, della visita turistica e dell’esplorazione di una ´QXRYDÂľ FLWWj H GHOOH VXH ULFFKH]]H DUFKLWHWWRQLFKH VWRUL-â€? che e culturali. All’interno della grande operazione PArSJAd ha particola-â€? UH ULOLHYR LQ TXHVWR VHQVR LO 3URJHWWR ´3$U6-$G ² 9LVLRQL GL $QWLFKH FLWWj $GULDWLFKH LQ 9HQHWRÂľ VYLOXSSDWR GD ETT in collaborazione con Cultour Active. Qui le nuove tecnologie diventano veri e propri strumenti archeologici, permettendo di ricostruire virtualmente i resti e i reperti di antiche cittĂ , domus e basiliche paleocristiane H FRQWULEXHQGR DOWUHVu D GLIIRQGHUH OD FXOWXUD OD EHOOH]]D antica e a valorizzare il lavoro e lo studio dell’archeologo. Liberano le scoperte, le ricostruzioni e le visioni degli stu-â€? diosi dai libri e dagli archivi mettendoli in circolo e renden-â€? doli accessibili a tutti attraverso ambienti virtuali tridimen-â€? sionali e realtĂ aumentata, per trasformarli in patrimonio della collettivitĂ . ,O SXEEOLFR SXz FRVu FRPSLHUH XQ YHUR H SURSULR YLDJJLR QHO tempo e immergersi virtualmente nei luoghi e nelle atmo-â€? sfere del passato. 0D LO OLQJXDJJLR GHL 1HZ 0HGLD QRQ VL IHUPD D TXHVWR /¡H-â€? splorazione virtuale, tramite i dispositivi e le tecnologie di ultima generazione, innesca un dialogo continuo con il vi-â€? sitatore e chiama la sua partecipazione attiva ed emotiva. 2IIUH OD SRVVLELOLWj GL SHUVRQDOL]]DUH OD YLVLWD DSSURIRQGHQ-â€? do le schede e i contenuti che maggiormente suscitano il personale interesse e curiositĂ rendendo l’esperienza piĂš completa e appagante. 67580(17, 08/7,0(',$/, $/ 6(59,=,2 '(//¡$5&+(2/2*,$ /D ULFHUFD LQ DPELWR WHFQLFR VFLHQWLĂ€FR SHU WURYDUH XQD VHPSUH SL HIĂ€FDFH VLQHUJLD WUD IUXL]LRQH GHL EHQL FXOWXUDOL e nuove tecnologie attraverso l’introduzione di innovativi metodi di comunicazione e di strumenti di ultima genera-â€? ]LRQH q XQ DPELWR GL LQWHUYHQWR VX FXL (77 6 S $ FRQ OD VXD GLYLVLRQH 1HZ 0HGLD LQYHVWH GD WHPSR ULVRUVH H SURIHV-â€? sionalitĂ .

25 Nei diversi settori in cui opera ETT, che abbracciano Smart *RYHUQPHQW ULFHUFD H LQQRYD]LRQH H QHZ WHFKQRORJ\ WXWWR q SHQVDWR H UHDOL]]DWR QHO VHJQR GHOO¡LQQRYD]LRQH ,O SURJHWWR ´3$U6-$G – Visioni di antiche cittĂ adriatiche in 9HQHWRÂľ q HVSUHVVLRQH GL questa continua ricerca di innova-â€? ]LRQH LQ DPELWR 1HZ 0HGLD In partnership con Cultour Active, ETT ha curato la realizza-â€? zione di un set organico di prodotti multimediali coordinati WUD ORUR IUXLELOL VLD GD XQD :HE $SS FKH GD XQ¡DSSOLFD]LRQH per dispositivi mobile. /D :HE $SS FRQVHQWH GL DSSURIRQGLUH H FRQRVFHUH L SULQFL-â€? pali aspetti del progetto PArSJAd attraverso un’applicazio-â€? ne basata sulla tecnologia responsiva, nella quale le pagine DGDWWDQR DXWRPDWLFDPHQWH LO OD\RXW LQ IXQ]LRQH GHO GLVSRVL-â€? tivo nel quale vengono visualizzate. /D 0RELOH $SS ULSURSRQH OH LQIRUPD]LRQL SUHVHQWL QHOOD :HE App, ma costituisce soprattutto una guida pratica ed affa-â€? scinante per la visita dei siti, arricchita da ricostruzioni in $5 $XJPHQWHG 5HDOLW\ '(1752 ,/ 352*(772 '(1752 /$ 7(&12/2*,$ :(% $33

Fig. 2 – WebApp, HomePage su PC.

Fig. 3 -� WebApp, HomePage su tablet e smartphone.

La pagina iniziale della Web App mette a disposizione de-â€? JOL XWHQWL WXWWH OH LQIRUPD]LRQL ULJXDUGR DO 0DFUR 3URJHWWR PArSJAd e alle partnership coinvolte e illustra i contenuti GHO SURJHWWR ´9LVLRQL GL DQWLFKH &LWWj $GULDWLFKH LQ 9HQHWRÂľ Altino, Concordia Sagittaria, Adria e San Basilio di Ariano nel Polesine sono i quattro siti archeologici che, sia per l’impor-â€? tanza rivestita in tempi lontani nell’area costiera dell’Alto Adriatico sia per la bellezza dei reperti e degli elementi architettonici ritrovati, sono visitabili virtualmente nella SDUWH FHQWUDOH GHOOD :HE $SS $ IDU FRPSLHUH TXHVWR YLDJJLR contribuiscono un Virtual Tour di sei elementi ricostruiti tra-â€? PLWH OD WHFQLFD GL PRGHOOD]LRQH ' PDWHULDOH PXOWLPHGLDOH e video documentaristico-â€?promozionali.


Fig. 6 – MobileApp i siti.

Fig. 5 – MobileApp HomePage.

Fig. 4 – MobileApp SplashPage.

Le varie fasi di sviluppo delle applicazioni multimediali sono ULSURSRVWH QHOOD VH]LRQH GHGLFDWD DOOD ´5HDOL]]D]LRQHÂľ H UDF-â€? contate attraverso una serie di backstage che testimoniano e valorizzano non solo il lavoro dell’archeologo e dello storico, ma DQFKH TXHOOR GHOOH Ă€JXUH SURIHVVLRQDOL VSHFLDOL]]DWH LQ DPELWR 1HZ 0HGLD FKH UHQGRQR O¡RSHUD DUFKHRORJLFD DFFHVVLELOH D XQ SXEEOLFR SL DPSLR H GLYHUVLĂ€FDWR 02%,/( $33 L’Applicazione per dispositivi mobile, realizzata per Smartphone H 7DEOHW QHL VLVWHPL L26 H $QGURLG FRVWLWXLVFH XQD JXLGD RUJD-â€? nica che permette all’utente di orientarsi con maggiore facilitĂ durante la visita nei siti interessati dal progetto e di approfon-â€? dirne i contenuti in maniera dinamica e personalizzata. La Mobile App propone la descrizione del progetto PArSJAd, del-â€? OH VXH Ă€QDOLWj H GHL SDUWQHU WUDQVIURQWDOLHUL FKH YL KDQQR FROOD-â€? ERUDWR H FRQVHQWH DOWUHVu GL DFFHGHUH DOOH LQIRUPD]LRQL GHL VLWL archeologici di Altino, Concordia Sagittaria, Adria e San Basilio GL $ULDQR QHO 3ROHVLQH QRQFKp D GRFXPHQWL H DOWUR PDWHULDOH multimediale. 0D q DWWUDYHUVR OD 5HDOWj $XPHQWDWD FKH OD 0RELOH $SS RIIUH un ulteriore valore aggiunto, che ne fa una guida unica nel suo genere, suggestiva e affascinante.

Fig. 7 – WebApp, Altino Banchina Virtual Tour.

5($/7­ $80(17$7$ /D 5HDOWj $XPHQWDWD q XQD WHFQRORJLD FKH DPSOLĂ€FD OD SHUFH-â€? zione visiva delle immagini catturate da una videocamera, inte-â€? grata nello Smartphone o nel Tablet, facendo comparire oggetti tridimensionali, immagini e suoni, in tempo reale, sovrapposti alle immagini reali. In questo modo si crea una fusione tra mon-â€? GR UHDOH HG HOHPHQWL YLUWXDOL SHUPHWWHQGR FRVu DOO¡XWHQWH GL visualizzare informazioni aggiuntive e contenuti multimediali del punto di interesse, oppure esplorare ambienti virtuali e le ULFRVWUX]LRQL ' GL DQWLFKH URYLQH H UHSHUWL L’utilizzo di ricostruzioni in RealtĂ Aumentata che arricchiscono OD 0RELOH $SS VRQR EDVDWL VXOOH PRGHOOD]LRQL ' GHL VLWL DUFKHROR-â€? JLFL SUHVHQWL DQFKH QHOOD :HE $SS Il visitatore, tramite il sistema GPS del proprio dispositivo mobile, che ne traccia la posizione in ogni momento, può visualizzare un percorso di visita del sito scelto e fruire dei contenuti di RealtĂ $XPHQWDWD FKH LOOXVWUDQR SDUWLFRODUL VLJQLĂ€FDWLYL GHO OXRJR 1HO SHUFRUVR GL HVSORUD]LRQH GHOOD ´'RPXV GHOOD 3DQWHUDÂľ GL $O-â€? tino, ad esempio, il visitatore può esplorare i diversi ambienti, ammirare i mosaici digitalizzati ed essere proiettato nella vita quotidiana all’interno della villa al tempo dei Romani. Con la Re-â€? altĂ Aumentata il visitatore va oltre la normale percezione senso-â€? riale arricchendo la propria visita di contenuti che fondono reale e virtuale in un’esperienza di visione immersiva e coinvolgente. 7UDVIRUPDQGR OH QR]LRQL LQ D]LRQL OD VWRULD GLYHQWD FRVu XQ JLRFR coinvolgente e appassionante davvero per tutti.

Fig. 8 -� WebApp Altino Banchina scheda.

02'(//$=,21( ' $/7,12 9(

L’importanza strategica e storica dei quattro siti archeologici del territorio dell’Alto Adriatico viene valorizzata grazie alla ri-� FRVWUX]LRQH ' GHJOL HOHPHQWL DUFKLWHWWRQLFL H GHJOL HGLÀFL PDJ-� JLRUPHQWH VLJQLÀFDWLYL

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Fig. 11 -� MobileApp Altino Domus AR.

Fig. 10 -� MobileApp Altino Domus Mappa.

Fig. 9 -� WebApp Altino Decumano Virtual Tour.

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Fig. 12 -� WebApp Altino Domus Virtual Tour.

Fig. 13 -� WebApp Altino Domus Virtual Tour Dettaglio.

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Fig. 16 -� WebApp Concordia Sagittaria VirtualTour.

/D FLWWj GL ,XOLD &RQFRUGLD IX IRQGDWD GDL 5RPDQL QHO D & per la necessitĂ di dare una sistemazione ai veterani delle guerre creando contestualmente un baluardo difensivo sul FRQĂ€QH RULHQWDOH DOO¡LQFURFLR GL GXH VWUDGH LPSRUWDQWL OD Via Annia e la via Postumia. 6ROR QHO VHFROR VFRUVR OD FLWWj q VWDWD ULEDWWH]]DWD 6DJLWWD-â€? ria, a memoria di una antica fabbrica di sagittae (frecce) d’epoca romana. /D ULFRVWUX]LRQH ' q LQFHQWUDWD VXL PRQXPHQWL SDOHRFULVWLD-â€? QL GL &RQFRUGLD OD 7ULFKRUD 0DUW\ULXP OD %DVLOLFD $SRVWROR-â€? rum e gli ambienti funerari posti sul retro della basilica. Gli hot spot installati offrono contenuti multimediali di ap-â€? profondimento sui temi principali, dall’evoluzione degli edi-â€? Ă€FL QHO WHPSR DOO¡LQWHUSUHWD]LRQH LFRQRJUDĂ€FD GHL PRVDLFL

&21&25',$ 6$*,77$5,$ 9(

6HFRQGR DOFXQL VWRULFL q OD FLWWj FKH Gj LO QRPH DO 0DUH Adriatico. All’inizio del VI secolo a.C. Adria era un semplice insedia-â€? mento etrusco posto sul 0LQFLR, che all’epoca sfociava nel mare. I greci vi fondarono un emporion, per gestire di-â€? rettamente l’importazione dell’ambra che rivendevano in WXWWR LO 0HGLWHUUDQHR $GULD GLYHQQH FRVu IDPRVD GD GDUH LO suo nome prima al ramo del Po su cui sorgeva, poi al golfo tra la foce del Po e l’Istria H LQĂ€QH DOO¡LQWHUR PDUH Ă€QR DO Golfo Jonio. La ricostruzione tridimensionale di una casa, con annesso laboratorio artigianale di un fabbro, mostra la tipologia abitativa tipica della cultura etrusca adattata all’ambiente paludoso padano, caratterizzata dall’intelaiatura di legno e frasche rivestita di terra e accompagnata da opere di boni-â€? Ă€FD SHU VWDELOL]]DUH LO VXROR Gli hotspot posizionati offrono informazioni sui principali DUJRPHQWL GL LQWHUHVVH H VRWWROLQHDQR OD SDUWLFRODUH NRLQq culturale e artistica di Adria, dove convergevano viaggiatori e mercanti del mondo greco, fenicio, etrusco e italico.

Fig. 15 -� MobileApp Concordia Sagittaria Basilica AR.

$'5,$ 52

Fig. 14 – MobileApp Concordia Sagittaria mappa.

Solo alcuni resti ne testimoniano lo splendore e l’importanza. Sviluppatasi inizialmente come insediamento Paleoveneto, Altino divenne un porto di notevole rilievo, tappa obbligata SHU L WUDIĂ€FL PHUFDQWLOL 1HO ,, VHFROR D & YHQQH DVVRJJHWWDWD al potere di Roma, e la costruzione di importanti strade che la collegavano direttamente a Treviso e a 2GHU]R FRQWULEXu a trasformarla in un importante centro commerciale, nodo cruciale per le rotte tra il 0HGLWHUUDQHR e il Settentrione. Per testimoniare gli splendori di quell’epoca sono stati ri-â€? FRVWUXLWL WUDPLWH OD WHFQLFD GL PRGHOOD]LRQH ' OD 'RPXV della Pantera, una parte del Decumano che attraversava il settore nord-â€?est dell’abitato romano e la banchina posta sul canale Siloncello. ,O PRGHOOR ' GHOOD YLOOD FKH QHOOD SDYLPHQWD]LRQH GHOO¡LQ-â€? JUHVVR SUHVHQWDYD XQ PRVDLFR UDIĂ€JXUDQWH XQD SDQWHUD nell’atto di abbeverarsi, consente l’esplorazione virtuale dei diversi ambienti, dei mosaici digitalizzati e, tramite ap-â€? positi hotspot, di accedere a informazioni, contenuti multi-â€? mediali e reperti digitalizzati riguardanti la vita quotidiana nella villa in epoca Romana.

Fig. 17 – WebApp Adria Virtual Tour.


Le abitazioni di legno e argilla ospitavano mercanti ed artigiani di diverse origini. Nel II secolo a.C. i Romani fecero transitare qui un’importante via consolare, la Popillia, proveniente da Rimini e diretta verso Adria. La localitĂ divenne, tra l’altro, sede di una stazione di posta, la mansio Hadriani. La modellazione virtuale mette in evidenza i ritrovamenti archeologici di origine paleocristiana rinvenuti nella Tenuta )RU]HOOR FRVWLWXLWL GD XQ EDWWLVWHUR RWWDJRQDOH DQQHVVR D XQD chiesa) e dall’area cimiteriale retrostante l’abside con tombe alla cappuccina. Il complesso rappresenta una delle piĂš importanti testimonian-â€? ze della diffusione del Cristianesimo tra IV e VI secolo nell’area GHO GHOWD GHO 3R OXQJR XQD VLJQLĂ€FDWLYD GLUHWWULFH FKH FROOHJD-â€? va l’area con gli importanti centri di Ravenna e Aquileia. Gli hot spot posizionati permettono di accedere alla descri-â€? ]LRQH GHO EDWWLVWHUR H GHOO¡DUHD FLPLWHULDOH QRQFKp D VSXQWL GL DSSURIRQGLPHQWR VXO VLJQLĂ€FDWR GHOOD OLWXUJLD GHO EDWWHVLPR H sulla scelta di diverse aree di sepoltura in base alla gerarchia di appartenenza.

Fig. 18 – WebApp San Basilio Virtual Tour esterno.

ABSTRACT Eight partners, coordinated by the Veneto Region, are working on an ambi-� tious project with an innovative approach and tools, and with the ability to conserve content and exploit the immense archaeological heritage of the area concerned. This was the birth of the Parco Archeologico dell’Alto Adriatico (Upper Adria-� tic Archaeological Park), a project funded by the Italy-�Slovenia 2007-�2013 Co-� RSHUDWLRQ 3URJUDPPH ZLWK WKH DLP RI WUDFLQJ D XQLÀHG DQG FURVV ERUGHU SDWK of knowledge running from the coast of Emilia to the one in Slovenia.

Fig. 19 – WebApp San Basilio Virtual Tour interno.

6$1 %$6,/,2 ', $5,$12 1(/ 32/(6,1( 52

Il materiale emerso dalle campagne di scavo dimostra l’im-� portanza archeologica della località in epoca antica. San Basilio era un grande villaggio frequentato da Etruschi, Gre-� ci e Veneti, che sorgeva presso il cosiddetto Po di Copparo e a ridosso delle dune costiere, in una posizione strategica di FRQWUROOR GHL WUDIÀFL à XYLDOL H PDULWWLPL

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PAROLE

CHIAVE

REALTĂ€ AUMENTATA; APP; TECNOLOGIE MULTIMEDIALI; MODELLAZIONE 3D

AUTORI EMILIA BUNIOTTO -� EMILIA.BUNIOTTO@ETTSOLUTIONS.COM CLAUDIA ALECCE -� CLAUDIA.ALECCE@ETTSOLUTIONS.COM ETT S.P.A. ELECTRONIC TECHNOLOGY TEAM

ArcheomaticA N°1 marzo 2014


Tecnologie per i Beni Culturali

812 6*8$5'2 2/75( /$ 9(75,-â€? 1$ ,17(5$77,9$ 08/7,0(',$/( /D VĂ€GD LQ DPELWR PXVHDOH VL gioca sul terreno dell’innova-â€? zione. Nella ricerca di nuovi ap-â€? procci e di nuovi strumenti per agevolare la fruizione dei conte-â€? nuti e rendere attivo il ruolo del visitatore all’interno e fuori del museo. L’impegno a ripensare nuove forme di divulgazione del patrimonio storico e artistico e a stimolare il coinvolgimento del pubblico per favorire una QXRYD DOIDEHWL]]D]LRQH FXOWXUDOH q DO FHQWUR GHOO¡DWWLYLWj GL (77 1HZ 0HGLD Dopo aver applicato l’innovazione al mercato del lavoro, del-â€? la formazione e dell’istruzione, ETT ha impiegato la propria esperienza nella ricerca e sviluppo e nell’informatizzazione dei servizi in ambito turistico-â€?museale, attraverso la realizzazione di allestimenti con elevata innovazione, multimedialitĂ e mul-â€? ticanalitĂ . Ricerca e innovazione sono le parole chiave su cui poggiano le VROX]LRQL (77 1HZ 0HGLD LQ XQ SHUFRUVR GL ULGHĂ€QL]LRQH GHOO¡L-â€? GHD VWHVVD GL DOOHVWLPHQWR PXVHDOH FKH WUDH EHQHĂ€FLR GDOOD continua evoluzione delle tecnologie multimediali e dai loro costi ormai contenuti, che permettono di progettare e imple-â€? mentare installazioni sempre piĂš innovative. /D WHFQRORJLD GLYLHQH FRVu JHQHUDWRUH GL GLDORJR H GL UHOD]LRQL guida all’esperienza e stimolo all’approfondimento, grazie a so-â€? luzioni che annullano le barriere tra museo e visitatore, consen-â€? tendo a quest’ultimo di personalizzare la propria interazione in maniera attiva e coinvolgente. E’ da questa visione del futuro e dalla continua ricerca di nuove soluzioni che ETT ha progettato e realizzato interactive show-â€? case, la vetrina interattiva in grado di coniugare l’osservazione di un oggetto o reperto reale con la consultazione interattiva di contenuti multimediali di approfondimento. In forza della tec-â€? QRORJLD LQYLVLELOH GL FXL q IRUQLWR TXHVWD YHWULQD UDSSUHVHQWD XQ vero e proprio salto nel futuro dell’allestimento museale. L’e-â€? splorazione prende spunto dall’oggetto o reperto che contiene, FKH OD UHQGH LQ WXWWR VLPLOH D XQD YHWULQD WUDGL]LRQDOH 0D LO PR-â€? QLWRU WRXFK WUDVSDUHQWH 7)7 LQVWDOODWR DOO¡LQWHUQR GHOOD YHWULQD H OD SRVVLELOLWj GL LQWURGXUUH XQ OHWWRUH 1)& SHU LO ULFRQRVFLPHQWR GL RJJHWWL DSURQR DO YLVLWDWRUH LQĂ€QLWL RUL]]RQWL GL FRQRVFHQ]D H di divertimento. ,O SRWHQ]LDOH WHFQRORJLFR GL TXHVWR VWUXPHQWR q WDOH GD SHUPHW-â€? tere la programmazione della regia di un evento museale, con la gestione di suoni, luci e proiezioni, direttamente dalla vetrina stessa. &RVu TXHOOD FKH DO SULPR LPSDWWR VHPEUD XQD VHPSOLFH WHFD GD museo per l’osservazione passiva di un oggetto reale, avvicinan-â€? dosi o con semplice tocco sul vetro può attivarsi e dialogare con il visitatore, proponendogli materiale multimediale, schede di DSSURIRQGLPHQWR LPPDJLQL YLGHR H FRQWHQXWL ' ( LO GLDORJR ULVXOWD DQFRUD SL HIĂ€FDFH JUD]LH DOOD SRVVLELOLWj GL SURSRUUH contenuti in modalitĂ multilingua, per una installazione davvero inclusiva, capace di coinvolgere visitatori di tutte le etĂ e da tutto il mondo. Per maggiori informazioni: ettsolutions.com

1829$ 9(56,21( ', ') =(3+<5 3(5 *(1(5$5( 02'(//, ' '$ )272 ')ORZ KD DQQXQFLDWR DOFXQL DJJLRUQDPHQWL GL ') =HSK\U VRI-� WZDUH GHGLFDWR DOOD JHQHUD]LRQH GL PRGHOOL ' GD IRWRJUDÀH 7UD i diversi miglioramenti un nuovo processo di multiview stereo ULVFULWWR LQ &8'$ H OD QXRYD JHQHUD]LRQH GL WH[WXUH PXOWLEDQG VRQR OH IHDWXUH SL LQWHUHVVDQWL GHOOD YHUVLRQH

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AZIENDE E PRODOTTI Si suggerisce di aggiornare la SURSULD LQVWDOOD]LRQH GL ') =HSK\U SHUFKp TXHVWD YHUVLR-â€? ne porta anche molti migliora-â€? menti minori. Si ringrazia tutti i beta testers per il prezioso feedback fornito. ,O FKDQJHORJ FRPSOHWR q FRQ-â€? VXOWDELOH VXO WKUHDG GHGLFDWR VXO IRUXP GL ')ORZ ,QROWUH q VWDWR UHFHQWHPHQWH SXEEOLFDWR OD VH]LRQH WXWRULDO SHU DLXWDUH JOL XWHQWL DG LQL]LDUH D PXRYHUH L SULPL SDVVL FRQ ') =HSK\U ') =HSK\U SXz HVVHUH XWLOL]]DWR SHU IRWRJUDĂ€H DFTXLVLWH SHU UL-â€? lievi ambientali, monitoraggi e beni culturali di diversa natura. ') =HSK\U SXz HVVHUH DSSOLFDWR SHU 8$9 H PDSSDWXUD DHUHD SHU OD FUHD]LRQH GL RUWRIRWR 0RGHOOD]LRQH DUFKLWHWWRQLFD &ORVH 5DQJH )RWRJUDPPHWULD H $UFKHRORJLD $QDOLVL 9HKLFOH $QDO\VLV &RPPHUFLR ,QQRYDWLYR H VROX]LRQL GL PDUNHWLQJ 0RGHOOD]LRQH ' SHU O¡LQGXVWULD GHO JLRFR 5LFRVWUX]LRQH GHQWDOH ' 3URWHVL sanitarie e di ricostruzione del volto. La versione 1.010 molti miglioramenti nella generazione della QXYROD GHQVD GHOOD VXSHUĂ€FLH H GHOOH WH[WXUHV &RQ TXHVWD YHU-â€? sione, sono esposti tutti i parametri che possono ora essere im-â€? SRUWDWL WUDPLWH Ă€OH [PO XQ WXWRULDO VDUj SXEEOLFDWR LQ VHJXLWR '=HSK\U q RUD GLVSRQLELOH DQFKH VX 0(3$ LO 0HUFDWR (OHWWURQL-â€? co Pubblica Amministrazione. )RQWH ')ORZ ZZZ GĂ RZ QHW

9(75,1( ,1129$7,9( $/ &2/266(2 3(5 /$ %,%/,27(&$ ,1),1,7$ 'DO PDU]R DO RWWREUH LO &RORV-â€? VHR RVSLWD OD 0RVWUD ´/D %LEOLRWHFD ,QĂ€QLWD , OXRJKL GHO VDSHUH QHO PRQ-â€? GR DQWLFRÂľ RUJDQL]]DWD GL FRQFHUWR dalla Soprintendenza Archeologica e dalla Soprintendenza Capitolina. Nata dai risultati di due recenti scavi archeologici, gli auditoria di $GULDQR D SLD]]D 0DGRQQD GL /RUH-â€? WR VFRSHUWL QHO LQ RFFDVLRQH GHL ODYRUL SHU OD OLQHD & GHOOD 0H-â€? tropolitana) e il Tempio della Pace, LQ YLD GHL )RUL ,PSHULDOL O¡HVSRVL]LRQH GRFXPHQWD O¡HYROX]LRQH GHO OLEUR H GHOOD OHWWXUD QHO PRQGR JUHFR URPDQR FRVu FRPH L luoghi pubblici e privati destinati alla custodia e allo scambio del sapere. I monumentali ambulacri del Colosseo si rivestono di armaria, le antiche scaffalature, e di immagini degli spazi de-â€? GLFDWL DOOD FXOWXUD LQ XQ LQHGLWR DOOHVWLPHQWR VFHQRJUDĂ€FR FKH VL snoda attraverso statue, affreschi, rilievi, strumenti e supporti di scrittura. Per la mostra, la societĂ Goppion ha realizzato una vetrina de-â€? stinata a contenere un libro in prestito dalla Biblioteca Naziona-â€? le di Napoli. Si tratta di una vetrina speciale che appartiene alla nuovissima classe C Goppion (vetrine a clima attivo per esterni), FRPSRVWD GD XQ EDVDPHQWR QHO TXDOH q DOORJJLDWR LO YDQR WHFQLFR e da una vetro camera. Le elevatissime condizioni di tenuta ga-â€? UDQWLVFRQR LO PDQWHQLPHQWR GHO PLFURFOLPD LGHDOH ƒ 85 8QR VFKHUPR /&' LQVHULWR QHO YDQR WHFQLFR FRQVHQWH LO PRQLWRUDJJLR FRVWDQWH GHL YDORUL ,O GHVLJQ q VREULR HG HOHJDQ-â€? WH L SURĂ€OL H LO SLDQR HVSRVLWLYR D SLUDPLGH VRQR UHDOL]]DWL LQ DFFLDLR LQR[ VDEELDWR LO VXSSRUWR SHU LO YROXPH q LQ SOH[LJODV &RPH LQ WXWWH OH YHWULQH *RSSLRQ q FHUWLĂ€FDWR O¡LPSLHJR HVFOXVL-â€? vo di materiali a bassa emissione. )RQWH *RSSLRQ ZZZ JRSSLRQ FRP


AZIENDE E PRODOTTI 1829( 7(&12/2*,( 3(5 /$ 3527(=,21( '(//$ &$6$ 1$7$-â€? /( ', 5$))$(//2 ', 85%,12 Dopo la protezione degli ora-â€? tori di San Giovanni e di San *LXVHSSH OD )RQGD]LRQH (Q]R +UXE\ LQWHUYLHQH QXRYDPHQWH D 8UELQR TXHVWD YROWD SHU VR-â€? stenere gli oneri di un avanza-â€? to sistema di videosorveglianza per la casa natale del celebre Raffaello Sanzio. 1HOO¡HGLĂ€FLR FRVWUXLWR DJOL LQL]L GHO ;9 VHFROR H DFTXLVWDWR QHO GDO SDGUH *LRYDQQL 6DQWL 5DIIDHOOR YLGH OD OXFH LO PDU]R H YLVVH L SULPL DQQL GHOOD IRUPD]LRQH DUWLVWLFD 'RSR YDUL SDVVDJJL QHOOD VHFRQGD PHWj GHOO¡2WWRFHQWR OD FDVD YHQQH DF-â€? quisita dall’Accademia Raffaello che ne fece la propria sede e OD DUULFFKu QHO WHPSR GL QXPHURVH RSHUH G¡DUWH 2JJL q XQD FDVD museo, una delle tante disseminate in Italia che conservano e tramandano la memoria dei grandi personaggi che le hanno abi-â€? tate. All’interno di Casa Raffaello sono esposti dipinti, sculture, ceramiche, arredi lignei, alcuni dei quali strettamente connessi DOO¡DUWLVWD 7UD TXHVWL O¡DIIUHVFR GHOOD 0DGRQQD FRO %DPELQR UH-â€? alizzato da Raffaello negli anni giovanili, oltre a vari manoscrit-â€? ti, edizioni rare, monete e ritratti ottocenteschi che celebrano il genio del grande urbinate. La realizzazione del progetto di videosorveglianza di Casa Raffa-â€? HOOR q VWDWD DIĂ€GDWD DOOD VRFLHWj 8PEUD &RQWURO GL 3HUXJLD $PL-â€? FD GHOOD )RQGD]LRQH (Q]R +UXE\ FKH KD DPSOLDWR LO VLVWHPD GL videosorveglianza giĂ esistente con lo scopo di ottenere una to-â€? WDOH FRSHUWXUD GHOO¡HGLĂ€FLR LQVWDOODQGR WHOHFDPHUH 'D\ 1LJKW antivandalo ad alta risoluzione che permettono la visibilitĂ an-â€? che di notte passando dalla modalitĂ a colori a quella in bianco H QHUR 4XDWWUR VL WURYDQR QHOOH VDOH DOO¡LQWHUQR GHOO¡HGLĂ€FLR OD TXLQWD q FROORFDWD LQYHFH DOO¡HVWHUQR D SURWH]LRQH GHO FKLRVWUR ´&RQ TXHVWR SURJHWWR OD QRVWUD )RQGD]LRQH LQDXJXUD O¡DWWLYLWj GHO ² GLFKLDUD &DUOR +UXE\ 9LFH 3UHVLGHQWH GHOOD )RQGD]LR-â€?

QH (Q]R +UXE\ LQWHUYHQHQGR QXRYDPHQWH QHOOD PHUDYLJOLRVD FLWWj GL 8UELQR VLPEROR GHO 5LQDVFLPHQWR LWDOLDQR H 3DWULPRQLR 0RQGLDOH GHOO¡8PDQLWj 81(6&2 /D SURWH]LRQH GL &DVD 5DIIDHOOR consente di raggiungere un importante risultato in termini di sicurezza e di valorizzazione di un monumento di grande rile-â€? YDQ]D HG q O¡RFFDVLRQH SHU SURVHJXLUH OR VSOHQGLGR UDSSRUWR GL FROODERUD]LRQH FRQ O¡$PPLQLVWUD]LRQH &RPXQDOH GL 8UELQR H FRQ la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropolo-â€? JLFL GHOOH 0DUFKH DYYLDWR LQ RFFDVLRQH GHOOD SURWH]LRQH GHJOL oratori di San Giovanni Battista e di San Giuseppe. Questo nuovo SURJHWWR FL VWD SDUWLFRODUPHQWH D FXRUH DQFKH SHUFKp UDSSUH-â€? VHQWD LO SURVHJXLPHQWR GHOO¡DWWLYLWj GHOOD )RQGD]LRQH D IDYRUH GHO SDWULPRQLR FRVLGGHWWR ´PLQRUHÂľ FKH FRPH DEELDPR ULSH-â€? tuto piĂš volte in questi primi sei anni di attivitĂ , costituisce la SL JUDQGH ULFFKH]]D GHOOR VWUDRUGLQDULR 3DHVH LQ FXL YLYLDPRÂľ )RQWH Fondazione Hruby (www.fondazionehruby.org)

62)7:$5( /(,26 3(5 /$ 6&$16,21( ' ED IL RIVERSE ENGINEERING /HLRV q XQD VROX]LRQH YHORFH DIÀGDELOH H GL VHPSOLFH XWLOL]]R SHU HODERUD]LRQH GL VFDQVLRQL 'HGLWLQJ GL PHVK UHYHUVH HQJL-� neering. La nuova versione, Leios 2, rappresenta una svolta, JUD]LH DOOD QXRYD LQWHUIDFFLD H DOOD ULRUJDQL]]D]LRQH GHO à XVVR di lavoro, il tutto sotto il segno della maggio-� re libertà per l’utente. &RQ /HLRV q SRVVLELOH DF-� quisire dati da qualsiasi WLSRORJLD GL VFDQQHU ' trasformare la nuvola di punti in un modello ma-� WHPDWLFR 185%6 LQ PRGR semplice ed intuitivo,

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ArcheomaticA N° 1 marzo 2014 ArcheomaticA N°1 marzo 2014


Tecnologie per i Beni Culturali Tecnologie per i Beni Culturali

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con il costante controllo di ogni processo e analizzare i risultati con potenti strumenti di ispezione. L’utente ha a disposizione performanti tools di calcolo e editing per agevolare la trasformazione delle nuvole di punti originali a meshes manifold e per approssimare le mesh con modelli mate-â€? matici CAD. Leios esporta i dati in vari formati, sia poligonali che CAD, adatti a svariati campi d’applicazione. /HLRV q RWWLPL]]DWR SHU OH XOWLPH WHFQRORJLH DOO¡DYDQJXDUGLD RIIHUWH GDO PHUFDWR )D XVR HVWHVR GL WXWWD OD PHPRULD H OD &38 disponibile nalla postazione di lavoro, valorizzazione l’investi-â€? mento in termini di risparmio di tempo per l’elaborazione dati. /¡XVR GHL :L]DUG QHOOH LQWHUIDFFH ULGXFH VHQVLELOPHQWH LO WLPH WR market dei prodotti elaborati tramite Leios, offrendo le piĂš co-â€? muni funzioni a portata di click: preparare le mesh per la proto-â€? WLSD]LRQH DUFKLYLDUH H PRGLĂ€FDUH OH LPPDJLQL &$' LQ SRFKL SDVVL La forte ottimizzazione dell’hardware permette all’utente di ot-â€? tenere le migliori performance dal sistema a sua disposizione, SHU RWWHQHUH ULVXOWDWL LO SL UDSLGDPHQWH SRVVLELOH 8Q¡LQWHUIDFFLD utente intelligente e accessibile lascia maggior tempo a disposi-â€? zione per occuparsi del lavoro invece che dedicare lungo tempo DOOR VWXGLR GHL PDQXDOL GHO VRIWZDUH /HLRV q VYLOXSSDWR SHU garantire risultati in maniera rapida e accurata. /¡LQWHJUD]LRQH GLUHWWD IUD L PLJOLRUL VFDQQHU ' VXO PHUFDWR H JOL strumenti dedicati permettono una rapida ottimizzazione di nu-â€? YROH GL SXQWL H GL PHVK HG XQ SLHQR VXSSRUWR SHU OH WH[WXUH HG enormi set di dati grezzi. Le procedure one-â€?click ottimizzano le nuvole di punti e mesh per l’elaborazione CAD ed esportano le VXSHUĂ€FL LQ ,*(6 H 67(3 FRQ O¡LQWHJUD]LRQH GLUHWWD FRQ OD PDJJLRU parte delle soluzioni CAD presenti sul mercato. LA nuova funzione 'VNHWF FRQVHQWH OD PRGLĂ€FD GLUHWWD GL VH]LRQH LQ DUFKL OLQHH FXUYH 185%6 SHU FUHDUH SURĂ€OL SUHFLVL

60$57285 81¡$33 3(5 /$ 35202=,21( '(/ 785,602 &8/785$/( ', 6$/(512 /¡$VVRFLD]LRQH 1R 3URĂ€W 60$57285 q XQ¡HQWLWj FR-â€? VWLWXLWD GD JLRYDQL LQJH-â€? gneri, esperti nella comuni-â€? cazione ed informatici un-â€? GHU FRQ HVSHULHQ]D QHO-â€? la valorizzazione e gestione dei contenuti commerciali e culturali attraverso l’im-â€? piego dell’Information and Communications Technologies. Si tratta di un progetto completamente incentrato su Salerno, cit-â€? tĂ dalle enormi potenzialitĂ turistiche e una comunitĂ fortemente UDGLFDWD VXO WHUULWRULR 60$57285 FRQ VHGH D 6DOHUQR KD OR VFRSR di realizzare marketing territoriale interattivo, social ed interope-â€? rabile, coniugando l’aspetto conoscitivo delle zone turistiche con quello promozionale delle attivitĂ produttive, attraverso il coinvol-â€? JLPHQWR GHOOH FRPPXQLW\ FKH IUXLVFRQR GHOOH LQL]LDWLYH WXULVWLFKH /¡LQL]LDWLYD q Ă€QDQ]LDWD GDO 0,85 0LQLVWHUR GHOO¡,VWUX]LRQH GHOO¡8-â€? QLYHUVLWD¡ H GHOOD 5LFHUFD SHU UHDOL]]DUH XQD ´3LDWWDIRUPD SHU OD promozione del turismo culturale attraverso l’impiego di tecnolo-â€? JLH LQQRYDWLYHÂľ 60$57285 UHDOL]]HUj SHUFLz SHU OD FLWWj GL 6DOHUQR XQD $SS WXULVWLFD interattiva e gratuita. Cittadini, passanti e turisti potranno incontrarsi con gli attori della Ă€OLHUD WXULVWLFD LQ XQ DPELHQWH YLUWXDOH VRFLDO LQIRUPDQGRVL H FRP-â€? mentando sui luoghi ed eventi della cittĂ , progettando tour in base alle proprie preferenze e accendendo a offerte commerciali.

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I

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THE

Le peculiarità degli spazi di in-� tervento e la disponibilità degli strumenti tecnologici si combi-� nano in soluzioni che valorizza-� QR VXSHUÀFL GL SURLH]LRQL DUFKL-� tetture e geometrie complesse. Noi vediamo i musei e le espo-� sizioni come spazi dinamici, dove le soluzioni interattive e i sistemi tecnologici coinvolgono i visitatori consentendo loro di esplorare, conoscere e appro-� fondire -� dice Andrea Bianchi -� Tecnologie e tools sviluppati ad-�hoc consentono di proiet-� tare contenuti multimediali VX TXDOVLDVL WLSR GL VXSHUÀFLH permettono di dialogare con le geometrie architettoniche in modo da sfruttare sistemi com-� plessi di multi-�proiezione per risultati eccezionali. Pareti cur-� ve e articolate diventano sce-� QRJUDÀD GRYH LPPDJLQL VXRQL e video diventano un racconto coinvolgente. Attraverso un'at-� tenta progettazione e simula-� zione del sistema prospettico viene studiata la soluzione di proiezione ottimale per realiz-� zazioni uniche e spettacolari. 7RXFKZLQGRZ q SDUWQHU GHOOH piÚ importanti aziende per la

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SCHEDA TECNICA

UNOCAD, TECNOLOGIE PER L’ARTE IN SICUREZZA DI

UNOCAD

I gusci protettivi di Unocad ad avanzata tecnologia per il trasporto in alta sicurezza delle opere d'arte sono il risultato di una costante ricerca di soluzioni tecnologhe DOO DYDQJXDUGLD SHU OH SL GLYHUVLĂ€FDWH HVLJHQ]H GHOOD conservazione del patrimonio artistico.

P

er un'opera d'arte mettersi in YLDJJLR q VHPSUH VWDWD FRQVL-â€? derata un'impresa a rischio. Ca-â€? polavori di inestimabile valore che vengono richiesti in prestito per esposizioni temporanee nei vari musei e sono sottoposti alle sollecitazioni di trasferte impe-â€? JQDWLYH 2SHUH FKH GHYRQR JLXQ-â€? gere a destinazione e ritornare a casa perfettamente integre: e il rientro di una scultura dopo cen-â€? tinaia o migliaia di chilometri di spostamenti di andata e ritorno rappresenta tradizionalmente uno dei momenti critici per i re-â€? sponsabili dei musei, chiamati a controllarne nei minimi dettagli le condizioni di salute. Grazie alla tecnologia ad altis-â€? sima protezione messa a punto GD 8QRFDG SHU LO WUDVSRUWR GHOOH RSHUH G DUWH LO SUREOHPD q RJJL superato. Si tratta di un sistema perfet-â€? tamente adattabile a qualsiasi tipologia di bene culturale in tre dimensioni, anche la piĂš de-â€? licata, e di qualsiasi grandezza e materiale, basato sull'analisi strutturale di gusci protettivi in EPS (Polistirene Espanso Sinte-â€? rizzato), particolarmente adatti per l'imballaggio di strutture fra-â€? JLOL H Ă€QDOL]]DWR DO WUDVSRUWR LQ alta sicurezza delle sculture in gesso, in marmo e in altri ma-â€? teriali. 8QD PHWRGRORJLD GL DVVROXWD SHU-â€? formance per l'integritĂ dell'og-â€? getto trasportato, in virtĂš della TXDOH q SRVVLELOH HIIHWWXDUH OR spostamento di opere anche quelle considerate inamovibili. /D WHFQRORJLD q EDVDWD VXOOD VFDQVLRQH LQ ' GHOO¡RSHUD FRQ avanzate strumentazioni non invasive che consentono di ac-â€? quisire il modello matematico DG DOWD GHĂ€QL]LRQH GHOO RSHUD d'arte. Il dato acquisito, che ri-â€?

Art division 36077 Altavilla Vicentina (VI) - Via Vicenza, 232

mane di proprietà del museo o GHO VXR FRQVHUYDWRUH q OD ÀUPD digitale dell'opera: ne stabilisce con esattezza il peso in rapporto al materiale e consente di indivi-� duare i baricentri della scultura funzionali al suo spostamento. Con questa tecnica si elabora quindi il guscio protettivo dell'o-� pera, collocato a sua volta all'in-� terno di una apposita cassa di contenimento. 6XOOD EDVH GHO PRGHOOR ' YLH-� ne realizzata una controforma negativa in EPS, che viene ot-� tenuta per sottrazione tramite fresatura ad alta precisione con macchina utensile CNC e all'in-� terno della quale sarà alloggiata la scultura, perfettamente com-� baciante in positivo. L'operazione viene eseguita in modo tale da distribuire il peso sulle parti piÚ resistenti dell'in-� volucro, sia nella collocazione dell'opera che nel trasporto. Assieme ai responsabili del mu-� seo vengono inoltre individuati i punti piÚ fragili e soggetti a maggiore sollecitazione, prima di adagiare l'opera sulla prote-� zione in EPS. La distribuzione del peso all'in-� terno del guscio viene quindi JHVWLWR GD VRÀVWLFDWL VRIWZDUH testati con prodotti di anali-� VL VWUXWWXUDOH VSHFLÀFL SHU OH strutture interne dei caschi per moto. Grazie a questa tecnologia i parametri di alta sicurezza non vengono applicati solo ai mate-� riali di protezione dell’involucro ma sono estesi anche alla cassa di contenimento, con particola-� ri accorgimenti all'interno della cassa in modo da porre il guscio dell'opera in una condizione di galleggiamento. /D VWUXWWXUD GHOOD FDVVD q LQIDWWL solidale a una seconda struttura

AUTORE UNOCAD SRL VIA VICENZA 232 36077 ALTAVILLA VICENTINA (VI) www.unocad.it info@unocad.it

Fig. 1 -â€? Involucro protettivo realizzato per il San Giovannino di Ăšbeda attribuito a Michelangelo, proveniente dalla Chiesa di San Salvador di Ubeda (Spagna) e recentemente restaurato GDOO¡2SLĂ€FLR GHOOH 3LHWUH 'XUH GL )LUHQ]H

interna ancorata a speciali mol-� le anti-�vibrazione la cui tecnolo-� JLD q VWDWD VYLOXSSDWD SHU L WUD-� sporti in alta sicurezza in campo aeronautico e militare, e le cui dimensioni dipendono dal peso, dal materiale e dal baricentro dell'opera. In questo modo la scultura, già protetta all'interno del suo guscio su misura, regge ulte-� riormente alle pressioni e alle tensioni esterne del trasporto: la cassa di contenimento non trasmette sollecitazioni o vi-� brazioni in grado di danneggiar-� OD SHUFKp TXDQGR OH SUHVVLRQL esterne superano determinati valori il materiale collassa limitando la sollecitazione mas-� sima trasmissibile. , JXVFL SURWHWWLYL GL 8QRFDG SHU LO trasporto in alta sicurezza delle ABSTRACT THE PROTECTIVE SHELLS OF UNO-� CAD ADVANCED TECHNOLOGY FOR HIGH-�SECURITY TRANSPORT OF WORKS OF ART ARE THE RESULT OF A CONSTANT SEARCH FOR TECHNOLOGICAL SOLU-� TIONS TO THE DIVERSE NEEDS OF THE CONSERVATION OF ARTISTIC HERITAGE.

opere d'arte sono il risultato di una costante ricerca di soluzioni tecnologiche all'avanguardia per OH SL GLYHUVLĂ€FDWH HVLJHQ]H GHO-â€? la conservazione del patrimonio artistico. Tra i capolavori che hanno già ´YLDJJLDWRÂľ DOO LQWHUQR GHL QRVWUL involucri a massima protezione VSLFFDQR LO ´*LRYDQH GL 0R]LDÂľ la celebre statua greca in mar-â€? PR FRQVHUYDWD DO 0XVHR :KLWD-â€? NHU GL 0R]LD LO &ULVWR LQ OHJQR GL 'RQDWHOOR H LO ´6DQ *LRYDQQLQR GL Ă”EHGDÂľ DWWULEXLWR D 0LFKHODQ-â€? gelo, oltre al bozzetto originale LQ WHUUDFRWWD GHOOH ´7UH *UD]LHÂľ di Antonio Canova. Tecnologie innovative e di com-â€? SURYDWD HIĂ€FDFLD SHU LO EHQH dell'arte universale: preservarla q OD QRVWUD SDVVLRQH H OD QRVWUD missione.

PAROLE CHIAVE PATRIMONIO ARTISTICO; SCANSIONE 3D; SICUREZZA; TRASPORTO


GUEST PAPER

A SYSTEMATIC

APPROACH TO

BRONZE

CORROSION PRODUCTS

AND THE METHODS OF TREATMENT, APPLIED ON THREE BRONZE ANKLETS FROM

DHAMAR

MUSEUM,

YEMEN.

by Mohamed M. Megahed

Three bronze anklets, found during the archaeological excavation of Yemeni mission 2002 A.D., in Gabal al-� lawd, Jawf area, Yemen and, dated back to Minaean period in Yemen (sixth century B.C. – 24 B.C.),are now in Dhamar regional museum. They suffered deterioration: two of these anklets had a thick corrosion products of pale-� green/brown, the third had a rust-�colored Black and Brown with the presence of small parts and scattered pale green.

N

umerous studies on ancient and historical bronzes have tried to establish the chemical characteristics and structure of natural patinas grown on artifacts H[SRVHG IRU ORQJ SHULRGV RI WLPH WR VRLO DWPRVSKHUH ZDWHU or sea water. The long-�term corrosion of bronzes is accom-� SDQLHG E\ VWUXFWXUDO WUDQVIRUPDWLRQV OHDGLQJ WR D VWHDG\ state. Different surface patterns have then been observed, depending on the corrosive environment (chemical compo-� VLWLRQ 3+ UHVLVWLYLW\ HWF EXW DOVR RQ RWKHU QRQ QHJOLJLEOH parameters such as historical periods, metallurgical tech-� niques or even kind and size of the artifacts [1]. $QDO\WLFDO LQYHVWLJDWLRQV UHYHDOHG WKDW WKH PDLQ FRUURGLQJ DJHQW LV UHSUHVHQWHG E\ FKORULQH FRQWDLQLQJ VSHFLHV WKDW LQ-� GXFH WKH IRUPDWLRQ RI GDQJHURXV FRSSHU FKORULGHV DQG R[\ chlorides at the interface between the metal surface and WKH RXWHU PRVW FRUURVLRQ SURGXFWV OD\HUV YLD D FRQWLQXRXVO\ RFFXUULQJ UHDFWLRQ )RU PDQ\ DUFKDHRORJLFDO REMHFWV WKH UH-� active cuprous chloride (Cu Cl) species is considered as the principal agent of the so-�called bronze disease, i.e. the pro-� cess of interaction of chloride containing species within the EURQ]H SDWLQD ZLWK PRLVWXUH DQG DLU DFFRPSDQLHG E\ FRU-� URVLRQ RI WKH FRSSHU DOOR\ LWVHOI 7KH FXSURXV FKORULGH F\FOL-� FDOO\ UHDFWV ZLWK 2[\JHQ DQG DWPRVSKHULF ZDWHU KXPLGLW\ WKXV JLYLQJ ULVH WR WKH IRUPDWLRQ RI $WDFDPLWH &X 2+ &O DQG LWV SRO\PRUSKV 7KHVH R[\ FKORULGH FRPSRXQGV UHDFW with copper to form cuprous chloride and water, and in this ZD\ &X &O 2 DQG + 2 DUH FRQYHUWHG LQ FXSULWH &X 2 DQG $WDFDPLWH &X 2+ &O LQ D F\FOLFDO DQG FRQWLQXRXV SURFHVV 7KH ÀQDO SURGXFWV RI WKH UHDFWLRQ DUH OLJKW JUHHQ SRZGHU\ YROXPLQRXV EDVLF FKORULGHV RI FRSSHU ZKLFK GLV-� UXSW WKH VXUIDFH DQG PD\ GLVÀJXUH WKH DUWLIDFWV 7KH QDWXUH DQG FRPSRVLWLRQ RI WKH VRLO DW WKH H[FDYDWLRQ VLWH LV RI JUHDW importance for the degradation of the archaeological arti-� IDFWV EXW LQ WKH FDVH RI PHWDO EURQ]H REMHFWV KXPLGLW\ DQG FKORULGHV DUH WKH NH\ IDFWRUV > @ 2UJDQ LQ WKH > @ SURSRVHG PDQ\ HTXDWLRQV IRU WKHVH UH-� DFWLRQV EXW LW LV QRZ JHQHUDOO\ UHFRJQL]HG WKDW WKHVH HTXD-� WLRQV DUH WRR VLPSOLVWLF 7KH\ VXJJHVWHG WKDW WKH SULQFLSDO PHFKDQLVP LV WKH SURGXFWLRQ RI FXSURXV R[LGH &XSULWH E\ K\GURO\VLV RI FXSURXV FKORULGH

%XW 0DFOHRG > @ KDG SRLQWHG RXW WKDW WKH ¨* RI UHDF-â€? WLRQ IRU HTXDWLRQ LV NFDO PROHĂŽ VKRZLQJ WKDW WKH UHDFWLRQ ZLOO QRW SURFHHG VSRQWDQHRXVO\ EHFDXVH RI WKH SRVLWLYH YDOXH RI ¨* ,Q VWDQGDUG FRQGLWLRQV WKH SRVLWLYH VLJQ RI WKH ¨* RI UHDFWLRQ IRU WKH K\GURO\VLV RI 1DQWRNLWH means that the reaction cannot proceed as such without an DGGLWLRQDO WKHUPRG\QDPLF GULYLQJ IRUFH ,Q DGGLWLRQ 1DQ-â€? WRNLWH KDV D VROXELOLW\ RI DERXW J SHU PO RI ZDWHU DW URRP WHPSHUDWXUH DQG WKLV ORZ VROXELOLW\ OLPLWV WKH H[-â€? WHQW WR ZKLFK K\GURO\VLV UHDFWLRQV PD\ RFFXU ,W LV SRVVLEOH WR SURYLGH D WKHUPRG\QDPLF WKUXVW WR WKH ULJKW KDQG VLGH RI 2UJDQ¡V HTXDWLRQ LI WKH SRVLWLYH ¨* FDQ EH RYHUULGGHQ E\ RWKHU IDFWRUV 2QH RI WKH IDFWRUV WKDW PXVW EH FRQVLG-â€? HUHG LV WKH SUHVHQFH RI DOOR\LQJ HOHPHQWV WLQ LQ EURQ]H RU zinc in brass. There are, of course, electrochemical and NLQHWLF IDFWRUV WR EH FRQVLGHUHG KHUH 1RW RQO\ WKHUH DUH subtle electrochemical factors to be considered concerning the difference in potential between tin-â€?rich phases and the copper-â€?rich alpha phase in bronzes, but there are a vari-â€? HW\ RI EXULDO FRQGLWLRQV WR EH FRQVLGHUHG > @ 7KH IRUPDWLRQ RI WKHVH SDWLQDV LQ EXULDO LV DVFULEHG WR R[\JHQ DQG FDUERQ GLR[LGH FDUULHG E\ JURXQG ZDWHUV 7KH VDOWV SUHVHQW LQ VRLO VROXWLRQV FDQ LQĂ XHQFH WKH IRUPDWLRQ RI WKH SDWLQD DQG WKH nature of the corrosion, but on the whole are of minor im-â€? portance. The dissolution of copper and other divalent ions LV VROHO\ GXH WR WKH IUHH FDUERQ GLR[LGH LQ WKH ZDWHU DQG WKH progress of this dissolution is dependent on the concentra-â€? WLRQ RI FDUERQ GLR[LGH LQ VROXWLRQ ,I WKLV FRQFHQWUDWLRQ LV KLJK DV IRU H[DPSOH LQ KXPXV RU SRURXV VDQG\ VRLOV WKHQ WKH SDWLQD LV IRUPHG UDSLGO\ DQG WKH FRQWLQXLQJ GLVVROX-â€? WLRQ RI FRSSHU UHVXOWV LQ DQ HQG SURGXFW RI SXUH WLQ R[LGH ZKHUHDV LQ RWKHU VRLOV VXFK DV FOD\ EURQ]HV RI WKH VDPH DJH PD\ EH FRYHUHG RQO\ E\ D WKLQ SDWLQD

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2CuCl + H2O = 2HCl + Cu2O 7KH K\GURFKORULF DFLG JHQHUDWHG E\ WKLV UHDFWLRQ ZLOO WKHQ produce more cuprous chloride: 2HCl + 2Cu = 2CuCl + H2

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,Q KXPXV ULFK VDQG\ VRLOV with low lime content, there is no inhibiting ef-� fect on the decomposi-� tion of the patina to cre-� DWH D WLQ R[LGH VXUIDFH while in lime containing soils, where the soil so-� OXWLRQV PD\ FRQWDLQ FDO-� cium bicarbonate, this decomposition is inhib-� LWHG > @ The purpose of the pre-� VHQW SDSHU LV WR VWDUW ÀOO-� ing the lacks diagnosed DERYH )LUVW E\ SURSRV-� ing a suitable methodol-� Fig. 1 -� shows the location of Gabal-� RJ\ IRU WKH VXUIDFH VWXG\ al lawd , Al-�Gowf area ,Yemen. (After: of archaeological metals, 5RELQ & %UHWRQ - ) > @ WKHQ E\ IRFXVLQJ RQ EL-� QDU\ &X 6Q DOOR\V WR JHW D GHHSHU LQVLJKW LQWR WKH SK\VLFDO and chemical characteristics of bronze patinas. This was DFKLHYHG WKURXJK D V\VWHPDWLF VWXG\ IRU WKUHH EURQ]H DQ-� NOHWV GDWLQJ EDFN WR WKH 0LQDHDQ SHULRG VL[WK FHQWXU\ %& WR % & DQG IRXQG GXULQJ DUFKDHRORJLFDO H[FDYDWLRQ LQ $ ' LQ *DEDO DO ODZG $O *RZI DUHD ÀJ 0$7(5,$/6 $1' 0(7+2'6 '(6&5,37,21 $1' &21',7,21 The dimensions of the three anklets are similar in size and VFDOH WKH GLDPHWHU RI HDFK DQNOHW LV DERXW FP 7KH\ suffered from the deterioration. The two others klets had D KHDY\ FUXVW RI SDOH JUHHQ FRUURVLRQ SURGXFWV LQFRUSRUDWLQJ VRLO SDUWLFOHV GLVÀJXULQJ WKHP DQG OHIW WKHP XJO\ ÀJ

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Fig. 3 -� ME for a sample from the anklet A shows the Uniform corrosion (50X).

Fig. 4 -� ME for a sample from the anklet B shows the Grieve corrosion (150X). Fig. 5 -� ME for a sample from the anklet C, suffers from pitting cor-� rosion (50x).

6&$11,1* (/(&7521 0,&526&23,& (;$0,1$7,21 6(0

6(0 H[DPLQDWLRQ RI WKH DQNOHWV VKRZHG WKHLU GHWHULRUDWHG VSRWV ZKLFK GLVSHUVHG RQ WKH PHWDO DV LW LV VKRZQ LQ ÀJV 7KLV FRQÀUPHG WKH UHVXOWV REWDLQHG E\ PHWDOOR-� JUDSKLF H[DPLQDWLRQ

A

B

C

)LJ VKRZV WKH ÀUVW VLGH RI WKH DQNOHWV EHIRUH WUHDWPHQW

(;$0,1$7,21 $1' $1$/<6,6 7KH WKUHH DQNOHWV ZHUH H[DPLQHG E\ PHWDOORJUDSKLF DQG VFDQQLQJ HOHFWURQ 0LFURVFRSH &RUURVLRQ SURGXFWV ZHUH DQD-� O\]HG E\ ; UD\ GLIIUDFWLRQ PHWKRG ;5' DQG WKH PHWDOOLF SRUWLRQ E\ ;5) 0(7$//2*5$3+,& (;$0,1$7,21 0( ([DPLQDWLRQ RI WKH WKUHH DQNOHWV VKRZV WKH HORQJDWLRQ RI the metallic grains in the direction of hammering. this is in addition to the appearance of deteriorated spots dispersed RQ WKH PHWDO VXUIDFH DV LW LV VKRZQ LQ ÀJV

Fig. 6 -� shows SEM examination for a sample from the an-� klet A, suffers from pitting corrosion and distorted surface (200X ). Fig. 7 -� shows SEM ex-� amination for a sam-� ple from the anklet B, suffers from micro cracks & Grieve corrosion (1500X).


Fig. 11 -� Shows XRD scan for the corrosion products of the anklet C. Fig. 8 -� Shows SEM examination for a sample from the anklet C, suffers from pitting corrosion and distorted surface (500X).

; 5$< ',))5$&7,21 $1$/<6,6 ;5'

Three small samples were taken from the corrosion prod-� XFWV PL[HG ZLWK WKH VRLO UHVLGXHV FRYHULQJ WKH DQNOHWV DQG DQDO\]HG E\ XVLQJ D 3KLOLSV ; UD\ 'LIIUDFWRPHWHU ZLWK &X .Ş UDGLDWLRQ 7KH ÀUVW VDPSOH ZDV WDNHQ IURP WKH UHGGLVK EURZQ OD\HU WKDW FRYHUHG WKH DQNOHW QR $ WKH VHFRQG VDP-� ple was taken from the pale greenish crust that covering WKH DQNOHW QR % DQG WKH WKLUG VDPSOH ZDV H[WUDFWHG E\ WKH pale greenish crust that covered the surface of the anklet & 7KH REWDLQHG GLIIUDFWLRQ VFDQV DUH UHSRUWHG LQ ÀJXUHV QR DQG WKH LGHQWLÀHG FRPSRXQGV LQ WDEOH ; UD\ GLIIUDFWLRQ SDWWHUQV RI WKH FRUURVLRQ SURGXFWV RI WKH DQNOHWV LQGLFDWH WKDW WKH\ FRQVLVW HVVHQWLDOO\ RI $WDFDPLWH Cu 2+ &O 3DUDWDFDPLWH &X 2+ &O DQG FXSULWH &X 2

Tab. 1 -� Shows XRD analysis results of corrosion products of the anklets.

; 5$< )/825(6&(1&( $1$/<6,6 ;5) ; 5D\ )OXRUHVFHQFH LV D QRQ GHVWUXFWLYH SRZHUIXO DQG HDV\ WR XVH WHFKQLTXH IRU WKH HOHPHQWDO DQDO\VLV RI D ZLGH YD-� ULHW\ RI PDWHULDOV 7KUHH VPDOO VDPSOHV IURP WKH DQNOHWV ZHUH DQDO\]HG H[SORLWLQJ WKLV WHFKQLTXH WR GHWHUPLQH WKHLU FRPSRVLWLRQ E\ XVLQJ D 1,721 ;/ 86$ GULYHQ ZLWK VRIWZDUH YHUVLRQ ( 7KH UHVXOWV VXJJHVW D EURQ]H DOOR\ with a high a mounts of Tin and traces from Lead, Iron and =LQF DV UHSRUWHG WDEOH

Tab. 2 -� Shows XRF analysis results of the anklets.

75($70(17 $1' &216(59$7,21 The use of chemical treatments for the anklets is more ac-â€? ceptable than the mechanical cleaning, as these anklets KDG D WKLFN DQG FUXVW OD\HUV EHFDXVH WKH ORQJ SHULRG RI buried in the soil and the strong interaction between the VXUURXQGLQJ HQYLURQPHQW DQG WKH REMHFWV ,W ZLOO EH GLIĂ€-â€? FXOW WR UHPRYH WKH FRQFUHWLRQ OD\HUV DQG WKH KDUG FUXVWV E\ PHFKDQLFDO WRROV ZLWKRXW GDPDJLQJ WKH VXUIDFH E\ WKH SUHV-â€? VXUH H[HUWHG GXULQJ PHFKDQLFDO FOHDQLQJ ,Q DGGLWLRQ D SUH-â€? OLPLQDU\ H[DPLQDWLRQ SURYHG WKDW WKH DQNOHWV GLGQ¡W KDYH DQ\ Ă€JXUHV RU LQVFULSWLRQV RQ WKHLU VXUIDFH 6R WKH FKHPLFDO WUHDWPHQW ZDV FKRVHQ DVVLVWHG E\ VNLOOHG PHFKDQLFDO FOHDQ-â€? ing to remove the loose corrosion products. A serial of tests were carried out to determine which chemical compounds ZRXOG EH HIIHFWLYH ZLWKRXW GDPDJH WKH REMHFWV WKH OHDVW E\ YDU\LQJ WKH FRQFHQWUDWLRQ DQG WLPH RI FRQWDFW LW ZDV IRXQG the following chemical compounds are the least damaging and fastest acting solutions.

Fig. 9 -� Shows XRD scan for the corrosion products of the anklet A.

Fig. 10 -� Shows XRD scan for the corrosion products of the anklet B.

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The treatment procedures included the following steps: 6RDNLQJ WKH DQNOHWV LQ VROXWLRQ RI VRGLXP KH[DPHW-� aphosphate to convert the insoluble calcium carbonate in the encrustation to soluble salt which can be subse-� TXHQWO\ ZDVKHG DZD\ 7KLV ZDV GRQH ZLWK UHJXODU FKHFNV and removing loosened particles with silk brush. This SURFHGXUH ZDV IROORZHG E\ UHSHDWHGO\ EDWKV RI GHLRQL]HG water with heating from time to time in order to loosen WKH FRQFUHWLRQ DQG KDUG OD\HUV RI WKH FRUURVLRQ SURGXFWV This step resulted in dissolving and removing soil granules and the soluble corrosion products, and left the anklets KDYH D KDUG FUXVW RI YHU\ DGKHUHQW FRUURVLRQ FRPSRXQGV The three anklets were soaked in alkaline Rochelle so-� OXWLRQ WKDW ZDV FKDQJHG PDQ\ WLPHV DVVLVWHG E\ JHQWOH mechanical cleaning with silk brush from time to time to GLVVROYLQJ WKH FRUURVLRQ OD\HUV RI FRSSHU >,,@ FRPSRXQGV .this step succeeded in removing green copper corrosion SURGXFWV DQG OHIW D UHG EURZQ OD\HU FRYHULQJ WKH DQNOHWV surfaces.

B

A

C

)LJ 6KRZV WKH WKUHH DQNOHWV WKH ÀUVW VLGH DIWHU WUHDWPHQW

7R GLVVROYH DQG UHPRYH WKH R[LGH OD\HU >&XSULWH@ VROX-� WLRQ RI VXOSKXULF DFLG ZDV XVHG DVVLVWHG E\ D EUXVK WR UH-� PRYH WKH ORRVHG OD\HU WKLV ZDV GRQH ZLWK UHJXODU FKHFNV DQG UHPRYLQJ ORRVHQHG OD\HU WKHVH SURFHGXUHV VXFFHHGHG in removing all the corrosion products. After that the anklets were soaked in water and washed E\ D WRRWK EUXVK WR GLVORGJH UHVLGXH IURP FUHYLFHV

A

B

C

Repeated washing in hot deionized water altering heating DQG FRROLQJ WR HQVXUH à XVKLQJ FDSLOODULHV WR UHPRYH DQ\ chemical residues. 'U\LQJ LQ UHSHDWHG EDWKHV RI HWKHU IROORZHG E\ GU\LQJ LQ KRW VDZGXVW DQG PRSSHG GU\ ZLWK VRIW FOHDQ FORWK )LQDOO\ WKH DQNOHWV ZHUH LVRODWHG ZLWK SDUDORLG % GLV-� VROYHG WROXHQH DQG WKH\ ZHUH KDQGHG WR 'KDPDU PX-� VHXP VHH ÀJXUHV 5(68/76 $1' ',6&866,21 It is worth noting that the selected Cu-�based archaeologi-� FDO REMHFWV KDYH EHHQ SURGXFHG E\ XVLQJ WKH PDLQ PDQX-� IDFWXULQJ WHFKQLTXHV HPSOR\HG LQ DQFLHQW WLPH WR SURGXFH EURQ]H DUWLIDFWV 7KH VWXG\ GHFODUHG WKDW WKH DQFLHQW Yemeni manufacturer used both of casting and hammer-� ing technique to manufacture the three anklets. ;5' DQDO\VLV RI WKH FRUURVLRQ SURGXFWV KDYH VKRZQ WKH presence of Copper and Tin species such as cassiterite [ 6Q2 @ FXSULWH >&X 2@ WHQRULWH >&X 2@ QDQWRNLWH >&X &O@ DWDFDPLWH >&X 2+ &O@ DQG SDUDWDFDPLWH >&X 2+ &O@ The latter compounds are basic copper chloride and are YHU\ GDQJHURXV DV FRUURVLRQ SURGXFWV > @ 7KH VDQG\ VRLO ZKHUH WKH WKUHH DQNOHWV ZHUH H[FDYDWHG SOD\HG DQ LP-� portant role in their severe corrosion. This soil is a porous one changed from sub saturation to saturation with water, KDG GLIIHUHQW VDOW LRQV VSHFLDOO\ WKH GDQJHURXV FKORULQH ion [10,11]. This circulation of saline water in the soil had D VHULRXV HIIHFW RQ WKH REMHFWV ZKLFK OHG WR WKH IRUPD-� WLRQ RI WKH EURQ]H GLVHDVH FKORULGH FRPSRQHQWV > @ 7KH H[LVWLQJ RI EURQ]H GLVHDVH ZKLFK LV D GDQJHURXV F\-� FOLF FRSSHU FRUURVLRQ SKHQRPHQRQ LQGXFHG E\ WKH H[SR-� sure to air of the reactive cuprous chloride [Cu Cl] species located inside the archaeological anklets. Indeed, when

Fig. 13 -� Shows the three anklets (the second side) after treatment.

FXSURXV FKORULGH LV H[SRVHG WR WKH DWPRVSKHULF KXPLGLW\ F\FOLFDOO\ UHDFWV ZLWK 2[\JHQ DQG WKH ZDWHU FRPLQJ IURP the humid atmosphere thus gives rise to the formation of WKH JUHHQLVK DWDFDPLWH >&X 2+ &O@ DQG LWV SRO\PRUSKV that reacts with copper to form new cuprous chloride DQG ZDWHU LQ WKLV ZD\ FRSSHU FKORULGH 2[\JHQ DQG ZDWHU DUH FRQYHUWHG LQWR FXSULWH >&X 2@ DQG DWDFDPLWH > &X 2+ &O@ LQ D F\FOLFDO DQG FRQWLQXRXV SURFHVV WKDW FDQ GLVÀJXUH WKH DUFKDHRORJLFDO REMHFWV > @ 0( 6(0 H[DPLQDWLRQV RI WKH WKUHH DQNOHWV VKRZ WKH elongation of the bronze grains revealed the use of the KDPPHULQJ PHWKRG LQ WKH 0DQXIDFWXUH RI WKH DQNOHWV DI-� ter casting. 7KLV SOD\HG D QHJDWLYH UROH LQ WKHLU GHWHULRUDWLRQ GXH WR WKH H[LVWHG VWUDLQV LQVLGH WKH PHWDOOLF VWUXFWXUH ,Q DGGL-� tion to the appearance of deterioration spots dispersed RQ WKH PHWDO VXUIDFH UHSUHVHQW LQ 8QLIRUP FRUURVLRQ dispersed on the surface of anklet A , Grieve corrosion and the micro-�crocks in the second anklet B, and micro-� crocks with pitting corrosion which distort the surface of the third anklet C. 7KH VWXG\ UHYHDOHG RQH W\SH RI FRUURVLRQ SDWWHUQ RQ WKH archaeological anklets. It was shown that the structure of WKH FRUURVLRQ SDWWHUQ LV FORVHO\ OLQNHG WR WKH W\SH RI FRU-� rosion process. A phenomenon common to the structure LV GHFXSLÀFDWLRQ ,W ZDV DOVR VKRZQ WKDW WKH FRUURVLRQ structure has several features: ([LVWLQJ WKUHH OD\HUV H[WHUQDO FXSURXV R[LGH DQG LQWHUQDO


7KH H[WHUQDO OD\HU GXH WR D PRUH VHYHUH GLVVROXWLRQ RI WKH DOOR\ DVVRFLDWHG ZLWK WKH SUHVHQFH RI VRLO HOHPHQWV LQ WKH LQWHUQDO OD\HU 5HODWLYHO\ ODUJH DPRXQW RI FKORULGHV LQ WKH YLFLQLW\ RI the alteration front, which means the occurrence of mass transportation of chlorides from the soil to the metallic phase inward.

A

;5) DQDO\VLV LQGLFDWHG WKDW WKH DQNOHWV ZHUH PDGH RI EURQ]H DOOR\ >&X 6Q@ WLQ ZDV IRXQG LQ D KLJK DPRXQW in the three anklets ,the percentage of it varied from > @ DQG WKH\ KDG D YHU\ ORZ SHUFHQWDJH RI /HDG ,URQ DQG =LQF DV SXULWLHV WKHVH SXULWLHV FRQWHQWV PD\ FDPH IURP WKH XVHG FRSSHU RUHV GXULQJ H[WUDFWLRQ Also we can deduce that the ancient manufacturer recog-� nized that the Lead isn’t valid to manufacture the anklets E\ KDPPHULQJ WHFKQLTXH B

It must be noticed that in the case of artifacts found in archaeological soils, chemical composition and properties 3+ EXIIHU FDSDFLW\ RI VRLOV KDYH EHHQ PRGLÀHG ZLWK WLPH DQG WKDW ERWK FOLPDWH DQG D DFWLYLW\ RQ WKH VLWH have changed. It is obvious that the soil in which the ar-� tifacts were discovered cannot be regarded as the initial RQH LQ ZKLFK WKH\ ZHUH OHIW RU EXULHG 7KHQ LQ RUGHU WR GHÀQH D UHDO PHDQLQJ RI DQ DUFKDHRORJLFDO VRLO FRQGLWLRQ UHJDUGLQJ WKH FRUURVLRQ LW LV QHFHVVDU\ WR FRQVLGHU WKH VRLO PLFURPRUSKRORJ\ LQ RUGHU WR GHWHUPLQH WKH HYROX-� WLRQV RI WKH VRLO FKDUDFWHULVWLFV VXFK DV GHFDOFLÀFDWLRQ PRGLÀFDWLRQ RI EXIIHULQJ FDSDFLW\> @ The choice of method for cleaning depends on what is UHTXLUHG IURP WKH REMHFW ZKDW LV PDGH RI DQG ZKDW condition it is in. The mechanical cleaning of metals is SUHIHUUHG PHWKRG IRU UHPRYLQJ GLVÀJXULQJ FRUURVLRQ ,W allows more control and has less effect on the metal al-� OR\ -HGU]HMHZVND > @ VXJJHVWHG WR OHDYH VPDOO VWULSV RI FRUURVLRQ XQWRXFKHG E\ FOHDQLQJ LQ OHVV YLVLEOH SODFHV DV HYLGHQFH RI WKH VWDWH RI WKH REMHFW EHIRUH +RZHYHU the use of chemical treatments for the anklets is ac-� FHSWDEOH WKDQ WKH PHFKDQLFDO FOHDQLQJ DV WKHVH REMHFWV KDG D WKLFN KDUG DQG FUXVW OD\HUV RI FRUURVLRQ SURGXFWV PL[HG ZLWK WKH GLUW\ RI VRLO LW LV YHU\ GLIÀFXOW WR UHPRYH LW E\ PHFKDQLFDO PHWKRGV ZLWK VXUIDFHV WKDW FDQ EH HDV-� LO\ GDPDJH E\ WKH SUHVVXUH H[HUWHG GXULQJ PHFKDQLFDO cleaning, besides the mechanical methods will create new points (pin Holes) for a new corrosion. Also if we OHDYH VPDOO VWULSV RI FRUURVLRQ RU D WKLQ OD\HU RI SDWLQD DV -HGU]HMHZVND VXJJHVWHG WKHVH VWULSV ZLOO EHFRPH D QHJD-� tive electrode (Cathodic), whereas the metal under it, EHFRPH DQRGLF DQG LQ H[LVWLQJ D PRLVWXUH DV HOHFWURO\WH LPPHGLDWHO\ D *DOYDQLF FHOO ZLOO FUHDWH DQG WKH FRUURVLRQ process will start. &21&/86,216 The information that can be derived from mineralogical VWXG\ RI DQFLHQW EURQ]HV KDV D GLUHFW LPSDFW RQ WKH GHJUHH WR ZKLFK VXUIDFH FOHDQLQJ RI VXFK REMHFWV FDQ EH FDUULHG RXW GXULQJ FRQVHUYDWLRQ 2QH RI WKH PRVW FXUUHQWO\ IDYRUHG and best-�informed approaches to their surface cleaning is to H[DPLQH WKH REMHFW FDUHIXOO\ E\ PRGHUQ DSSDUDWXV ,W LV QHFHVVDU\ WR FRQVLGHU WKH VRLO PLFURPRUSKRORJ\ LQ RUGHU to determine the evolutions of the soil characteristics such DV GHFDOFLÀFDWLRQ PRGLÀFDWLRQ RI EXIIHULQJ FDSDFLW\ 7KHUH LV VWLOO PXFK WR EH XQGHUVWRRG DERXW WKH FKHPLVWU\ DQG S+ FRQGLWLRQV WKDW SUHYDLO LQ EURQ]H REMHFWV DQG OHDG WR an accumulation of cuprous chloride in the corrosion prod-� XFWV 7KH FXSULF FRPSOH[HV PXVW SOD\ DQ LPSRUWDQW UROH LQ

38

C

Fig. 14 -� Shows the three anklets (A,B,C) after treatment.

the continued reactions giving rise to bronze disease before either all of the cuprous chloride is consumed or the humid-� LW\ OHYHOV LQ SLWV RU LQ ]RQHV FRQWLJXRXV ZLWK WKH VXUIDFH GURS below levels required for continuous reaction. There is a strong interaction between the surrounding en-� YLURQPHQW DQG DOOR\ DOVR WKHUH LV D VWURQJ UHODWLRQ EHWZHHQ WKH VXUURXQGLQJ PHGLXP DQG VWUXFWXUH RI FRUURVLRQ OD\HUV The choice of method for cleaning depends on what is re-� TXLUHG IURP WKH REMHFW ZKDW LV PDGH RI DQG ZKDW FRQGL-� tion it is in.

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Tecnologie per i Beni Culturali

ABSTRACT

THE AIM OF THIS PAPER IS TO EXAMINE, IN DETAIL, THE CORROSION OF THE SELECTED OBJECTS GROWN DURING THE LONG-�TERM BURIAL AND IDENTIFY ITS PRODUCTS; THIS WILL HELP US TO UNDERSTAND THE CORROSIVE FACTORS AND THE DEGRADATION MECHANISMS , AS WELL AS TO IDENTIFY THEIR CONSTITUTING METALS IN ORDER TO CARRY OUT SCIENTIFIC TREATMENT AND CONSERVATION . FOR THIS PURPOSE, SAMPLES FROM THE OBJECTS WERE EXAMINED BY METALLOGRAPHIC MICROSCOPE (ME) AND SCANNING ELECTRON MICROSCOPE (SEM), WHILE THE CORROSION PRODUCTS WERE ANALYZED BY X-�RAY DIFFRACTION (XRD). X-�RAY FLUORESCENCE( XRF) WAS USED TO DETERMINE THE BULK ELEMENTS OF THE OBJECTS. XRD DATA SHOWED THAT THE CORROSION PRODUCTS ARE CUPRITE , ATACAMITE AND PARATACAMITE , WHE-� REAS XRF ANALYSIS POINTED OUT THAT THE ANKLETS ARE COMPOSED BY A BRONZE ALLOY. MICROSCOPIC EXAMINATION REVEALS THAT THE THREE ANKLETS SUFFERED DETERIORATION MAINLY IN SPOTS. EXPLOITING THE COLLECTED INFO, CHEMICAL CLEANING WAS CHOSEN FOR TREATING THE OBJECTS.

KEYWORDS BRONZE OBJECTS; CORROSION;

SEM; XRF; XRD; TREATMENT; CONSERVATION

AUTHOR MOHAMED M. MEGAHED CONSERVATION DEPARTMENT, FACULTY OF ARCHAEOLOGY, FAYOUM UNIVERSITY, EGYPT. falconm_72@yahoo.com

39 BIBLIOGRAPHY 5REELROD / %OHQJLQR - 0 HW DO 0RUSKRORJ\ DQG 0HFKDQLVPV RI )RUPDWLRQ RI 1DWXUDO 3DWLQDV RQ $UFKDHRORJLFDO 9ROXPH 1XP-� EHU SS &DVDOHWWR 0 3 'H &DUR * 0 HW DO 3URGXFWLRQ RI UHIHUHQFH DQFLHQW &X EDVHG DOOR\V DQG WKHLU DFFHOHUDWHG GHJUDGDWLRQ PHWKRGV 0DWHULDOV 6FLHQFH SURFHVVLQJ $SSOLHG 3K\VLFV $ SS 2UJDQ 5 0 7KH ([DPLQDWLRQ $QG 7UHDWPHQW 2I %URQ]H $QWLTXL-� WLHV ,Q 5HFHQW $GYDQFH ,Q &RQVHUYDWLRQ %XWWHUZRUWK 0DFOHRG , ' &RQVHUYDWLRQ 2I &RUURGHG &RSSHU $OOR\V $ FRP-� SDULVRQ 2I 1HZ $QG 7UDGLRQDO 0HWKRGV )RU 5HPRYLQJ &KORULGH ,RQV 6WXGLHV ,Q &RQVHUYDWLRQ 6FRWW $ ' %URQ]H 'LVHDVH $ UHYLHZ RI VRPH FKHPLFDO SUREOHPV DQG WKH UROH RI UHODWLYH KXPLGLW\ 9ROXPH 1XPEHU DUWLFOH SS 6FRWW $ ' $Q H[DPLQDWLRQ RI WKH SDWLQD DQG FRUURVLRQ PRUSKR-� ORJ\ RI VRPH 5RPDQ EURQ]H -$,& 9ROXPH 1XPEHU DUWL-� FOH SS 5RELQ & %UHWRQ - ) /H 6DQFWXDLUH 3UH LVODPLTXH GX *DEDO DO Lawd, Nord -�Yemen, Dans Academie des inscriptions et Belles Let-� WHUV )UDQFH SS )MDHVWDG 0 HW DO 7KH GHFD\ RI DUFKDHRORJLFDO FRSSHU DOOR\ DUWL-� IDFWV LQ VRLO LQ 0HWDO -DPHV /7' /RQGRQ 9DURXIDNX * HW DO &RUURVLRQ RI DQFLHQW EURQ]HV 0HWDOOXUJLD 9ROXPH 1XPEHU 7\OHFDWH 5 ) 7KH HIIHFW RI VRLO FRUURVLRQ RQ ORQJ WHUP FRUURVLRQ of buried tin bronzes and copper, Journal of Archaeological Science, 1R (/ 0RZHOKL 1 0 +DPGL + 7KH VRGLF VRLOV LQ (J\SW LQ 0LQH-� UDORJLFDO FKDUDFWHUL]DWLRQ (J\SW -RXUQDO RI 6RLO 6FLHQFH 9ROXPH 1XPEHU :HUQHU * HW DO &RUURVLYH GHFD\ RI DUFKDHRORJLFDO PHWDO ÀQGV IURP GLIIHUHQW VRLOV DQG HIIHFWV RI HQYLURQPHQWDO SROOXWLRQ LQ 0HWDO SURF RI WKH ,QWHUQ &RQI RQ 0HWDOV FRQVHUYDWLRQ )UDQFH SS 7HQQHQW 1 + $QWRQLR N 0 %URQ]H GLVHDVH V\QWKHVLV DQG FKDUDFWHUL]DWLRQ RI ERWDOODFNLWH SDUDWDFDPLWH DQG DWDFDPLWH E\ ,Q-� IUDUHG VSHFWURVFRS\ LQ ,&20 &RPPLWWHH IRU &RQVHUYDWLRQ WK WULHQ-� QLDO 0HHWLQJ 2WWDZD 3DULV ,QJR * 0 HW DO /DUJH VFDOH LQYHVWLJDWLRQ RI FKHPLFDO FRPSR-� sition , structure and corrosion mechanism of bronze archaeological DUWLIDFWV IURP 0HGLWHUUDQHDQ EDVLQ $SSOLHG 3K\VLFV $ 0DWHULDOV VFLHQFH SURFHVVLQJ SS 5REELROD / %OHQJLQR - 0 HW DO 2S &LW S -HGU]HMHZVND + $ FRUURGHG (J\SWLDQ %URQ]H &OHDQLQJ $QG 'L-� VFRYHULHV 6WXGLHV ,Q &RQVHUYDWLRQ 9ROXPH

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AGORĂ€ Dal SALONE del RESTAURO di FERRARA

TECNOLOGIE DI RILIEVO 3D: sviluppo del mercato, qualitĂ e formazione report a cura di Renzo Carlucci Una delle sessioni, all'interno del XXI Salo-â€? ne del Restauro di Ferrara, appena chiuso presso gli spazi di Ferrara Fiere, ha dato ampio spazio ai problemi del mercato, della qualitĂ e della formazione relativa-â€? mente alle nuove tecnologie per il rilie-â€? vo e la documentazione 3D, durante una Tavola Rotonda che si è tenuta sul tema: TECNOLOGIE DI RILIEVO 3D: sviluppo del mercato, qualitĂ e formazione. /D 7DYROD 5RWRQGD q VWDWD DSHUWD GD 0DU-â€? FHOOR %DO]DQL 'LUHWWRUH GHO ',$35H0 (Centro Dipartimentale per lo Sviluppo di Procedure Automatiche Integrate per il Re-â€? VWDXUR GHL 0RQXPHQWL FKH GRSR DYHU LOOX-â€? strato il focus centrale dell’incontro basa-â€? to sull’esame delle problematica relative DOOD UHDOL]]D]LRQH GL ULOLHYL ' QHO PHUFDWR attuale italiano, ha passato la parola ad Andrea Cabrucci, presidente di New Busi-â€? QHVV +H[DJRQ *HRV\VWHPV LO TXDOH KD VX-â€? bito evidenziato uno dei problemi piĂš forti del momento precisando che agli operatori non manca la capacitĂ ma la formazione. ´$ OLYHOOR LQWHUQD]LRQDOH OH WHFQRORJLH RUD sono molto avanzate rispetto al livello del-â€? la formazione Italiana, quindi il problema che spesso si ritrova nell’incapacitĂ d’uso GHOOH QXRYH WHFQRORJLH q QHOOD GLGDWWLFD quindi nelle universitĂ e nelle scuole. A causa di ciò le aziende produttrici sono costrette a formare gli stessi operatori, specialmente in Italia ove abbiamo una notevole mancanza di formazione pratica sul campo. Abbiamo una grossa quantitĂ di operatori che conoscono la teoria, ma non sanno usare la strumentazione e questo SHU FKL SURGXFH q XQD PDQFDQ]D JUDYH SRL-â€? FKq O¡D]LHQGD QRQ KD XQ ULVFRQWUR GLUHWWR VXOO¡RSHUDWRÂľ /$ 0$1&$1=$ '(//$ )250$=,21( 6&,(17,),&$ ´/D PDQFDQ]D IRUPDWLYD q VFLHQWLĂ€FD H QRQ SURIHVVLRQDOHÂľ KD WHQXWR D VRWWROLQH-â€? DUH &DEUXFFL ´ H SRUWD XQ JUDYH GDQQR DOO¡D]LHQGD 4XHVWR YXRO GLUH FKH F¡q XQD mancanza di formazione anche dell’utiliz-â€? ]DWRUH Ă€QDOH TXHOOR DG HVHPSLR FKH VFULYH un capitolato d’uso. In molti sono quelli FKH QRQ VDQQR UHDOPHQWH FRVD YRJOLRQRÂŤ DOO¡HVWHUR XQ FDSLWRODWR q IDWWR GHOO¡RJJHW-â€? to di cosa si voglia e di come lo si deve FROODXGDUH PHQWUH LQ ,WDOLD q LO FRQWUDULRÂľ ,O PHVVDJJLR GL &DEUXFFL SHUWDQWR q ´LQ-â€? segnare a chi usa questi dati a chiedere TXHOOR GL FXL KD ELVRJQR LQ PRGR VSHFLĂ€-â€? co e chi fa i capitolati a non usare troppo VSHVVR LO ÂśFRSLD H LQFROOD¡ FRVu GD REEOLJDUH

40 40

OH D]LHQGH D VHJXLUH XQ FHUWR SURFHVVRÂľ H LQ XOWLPR ´VSLQJHUH OH XQLYHUVLWj D IRUPDUH O¡XWLOL]]DWRUH GHO SURGRWWR WHFQRORJLFRÂľ /D SDUROD q SDVVDWD TXLQGL DG $QGUHD $O-â€? berti, Soprintendente per i Beni Archi-â€? tettonici e Paesaggistici delle Province di %UHVFLD &UHPRQD H 0DQWRYD LQWHUYHQXWR come uno dei committenti o un utilizza-â€? WRUH GHL ULVXOWDWL GL TXDOFKH FRVD FKH ´ non sia auto-â€?referenziale o che non abbia un valore in se ma che sia effettivamente XWLOH HG HIĂ€FDFH SHU PLJOLRUDUH LO VLVWHPD di conoscenza e quindi per fare un passo DYDQWL ULVSHWWR DO SDVVDWRÂľ ´,Q XQD FRQGL-â€? zione normale non succede nulla. Nessuno fa investimenti e nessuno fa neanche dan-â€? ni, salvo il tempo perduto che può essere utilizzato per la conservazione dei beni culturali, mostrando nervi debolissimi nel momento dell’emergenza a causa di una YHULĂ€FD LQ PDQLHUD DPSOLĂ€FDWD GL TXHOOR FKH QHOOD FRQGL]LRQH RUGLQDULD q VROWDQWR XQD SDUYHQ]DÂľ /$ 0$1&$1=$ ', 5,/,(9, $77(1',%,/, ´/D SULPD YDOXWD]LRQH q FKH PDQFDQR DQ-â€? cora, nonostante siano decine di anni che si propongono e si richiedano, non diciamo proprio dignitose banche dati, ma almeno ULOLHYL DWWHQGLELOLÂľ $OEHUWL KD FRQWLQXDWR DIIHUPDQGR FKH ´ tutta questa serie di considerazioni porta un utilizzatore della strumentazione a far-â€? gli dire che non può aver sbagliato avendo lui seguito perfettamente il manuale. Il SUREOHPD q FKH DOOD Ă€QH OD TXDOLWj SURJHW-â€? tuale ne risente molto e ne risente molto anche l’utilizzo corretto dei fondi e l’isti-â€? tuzione fa molta fatica a contrastare que-â€? VWR SURFHGLPHQWR 4XHVWD q XQD FRQIHUPD della premessa iniziale della conferenza HG q XQ DXJXULR 6DSSLDWH FKH DO QRVWUR interno ci sono valutazioni in atto ma non F¡q DQFRUD XQD FXOWXUD GHOO¡HVHFX]LRQH GHL lavori pubblici come dovrebbe essere in UHDOWjÂľ 327(5 &217$5( 68 &$3,72/$7, 6(5, A questo punto Balzani ha passato la paro-â€? la a Giuseppe Boselli di GeogrĂ srl (Sermi-â€? GH 0DQWRYD LO TXDOH KD HYLGHQ]LDWR FRPH

il problema sia legato ai tempi di proget-â€? WD]LRQH QHO VHQVR FKH TXDQGR VL DIĂ€GD XQ appalto di progettazione integrato spesso OD IDVH GL FRQRVFHQ]D q DOO¡LQWHUQR GL TXH-â€? sti capitolati. ´2JQL SURJHWWLVWD SUHVHQWH SRWUHEEH DI-â€? fermare che ha dei tempi di progettazione che partono nel momento in cui ricevono le informazioni di conoscenza, quindi i ri-â€? OLHYL ,O SULPR SUREOHPD GD ULVROYHUH q DYH-â€? re un capitolato serio che possa garantire le amministrazioni appaltanti ed i proget-â€? WLVWL 2FFRUUH SHUWDQWR WHQHUH EHQ GLVWLQWH le fasi di conoscenza (rilievo morfometrico ed indagini) dalla fase progettuale, questo SRUWHUHEEH EHQHĂ€FLR SXUH DOOD TXDOLWj GHL risultati. Inolte, non essendoci collaudi e prescrizioni tecniche rigorose all’interno dei capitolati, molto spesso si vedono ela-â€? borati che certo rispettano le precisioni ed il dettaglio che dovrebbe essere intrinseco DOOD VFDOD GL UHVWLWX]LRQH QRPLQDOHÂľ Interviene quindi Alessandro Capra, Diret-â€? WRUH GHO 'LSDUWLPHQWR GL ,QJHJQHULD ´(Q]R )HUUDULÂľ 8QLYHUVLWj GHJOL 6WXGL GL 0RGHQD e Reggio Emilia, rispondendo al soprinten-â€? GHQWH $OEHUWL HYLGHQ]LDQGR FKH F¡q XQ aspetto di fondo che riguarda la proble-â€? matica del rilievo in Italia, in quanto non HVLVWH LO ULFRQRVFLPHQWR GHOOD Ă€JXUD SURIHV-â€? sionale del rilevatore e delle imprese che fanno rilievo, a livello dei bandi e a livello GL TXDOVLDVL FRQGL]LRQH GL Ă€QDQ]LDPHQWR GL queste attivitĂ sul territorio. ´1RL FL WURYLDPR GL IURQWH DSSDOWL GL PL-â€? OLRQH GL HXUR LQ FXL OD SDUWH GL ULOLHYR q destinata a imprese e non solo ai profes-â€? sionisti escludendo cosi la professionalitĂ SRLFKp QRQ HVLVWH XQ DOER GHOOH LPSUHVH che hanno questa competenza professio-â€? nale riconosciuta. Il problema della forma-â€? ]LRQH q XQ SUREOHPD VWUHWWDPHQWH OHJDWR DO PHUFDWR VH QRQ F¡q TXHVWD ULFKLHVWD GL professionalitĂ non ci può essere una cre-â€? VFLWD LQ TXHVWR VHWWRUH )LQFKp QRQ FUHLDPR OD FXOWXUD GHOOD IRUPD]LRQH q LQXWLOH GLUH cosa ne consegue e non si arriva a nessun ULVXOWDWRÂľ Balzani passa poi la parola a Nuccio Bucce-â€? UL /76 /DQG 7HFKQRORJ\ 6HUYLFHV 7UHYL-â€? so, il quale dice che spesso un capitolato

ArcheomaticA N°1 marzo 2014 ArcheomaticA N° 1 marzo 2014


Tecnologie per i Beni Culturali

q VFULWWR DQQL SULPD GHOO¡HVHFX]LRQH SR-â€? nendo limiti che nei dati di fatto oggi non FL VRQR SL ´4XLQGL XQ SULPR SUREOHPD q da ascrivere ai capitolati e alle modalitĂ di partecipazione alla gara, il secondo pro-â€? EOHPD SRL q FKH UDUDPHQWH F¡q XQ LQWHUOR-â€? cutore con il quale si possa discutere del SURJHWWR H VSHVVR FL VRQR GHOOH GLIĂ€FROWj D comprendersi, anche con le unitĂ di misura che non vengono valutate con una giusta differenza di ordine di grandezza. Non si riesce a interfacciarsi con una committen-â€? za che di fatto possa comprendere queste FRVHÂľ ,/ /$6(5 6&$11(5 121 9(/2&,==$ , 5,/,(9, 8Q DOWUR SUREOHPD PROWR DWWXDOH q HYLGHQ-â€? ]LDWR GD )XOYLR 5LQDXGR GHO 'LSDUWLPHQWR di Architettura e Design, Politecnico di To-â€? ULQR FKH DIIHUPD FKH ´ QRQ q YHUR FKH col laser scanner la fotogrammetria digita-â€? le del rilievo si fa in fretta, ma ci si mette DQFKH GL SL SHUFKp PHWWHUH O¡LQWHOOLJHQ]D dopo costa di piĂš che non metterla duran-â€? te l’acquisizione dei punti come si faceva prima, questo va bene solo da un punto di YLVWD HFRQRPLFRÂľ /$ 0$1&$1=$ ', &$03$*1( ', '2&80(17$=,21( ( FRQWLQXD GLFHQGR FKH ´ VRQR DQQL FKH si parla della documentazione del patri-â€? monio culturale e come documentazione invece non troviamo altro che tonnellate GL IRWRJUDĂ€H R YDODQJKH GL OLEUL SRL DG esempio succede che si incendia la cupola della sindone a Torino e, nonostante fosse DSSHQD Ă€QLWR XQ FDQWLHUH GL UHVWDXUR QHV-â€? suno era in possesso di misure per montare dei sostegni urgenti di puntellamento per cui non crollasse il tutto. Questo esempio deve mandare un messaggio forte all’ap-â€? SDUDWR OHJLVODWLYR SHUFKp OR 6WDWR QRQ DLX-â€? WD SHUFKp ID GHOOH OHJJL XQLYHUVDOL FKH esclude sempre tutti dalle responsabilitĂ e questo porta ad avere degli architetti che hanno dei bellissimi progetti ma costruiti su niente. La formazione quindi va fatta sempre tenendo conto sia della teoria che della pratica e a chi non misurerĂ mai ma farĂ capitolati o userĂ dati di rilievo oc-â€? corre almeno un corso di cultura generale, anche teorico, per fargli conoscere le basi e, ad esempio, che le misure esatte non HVLVWRQRÂľ ,QWHUYLHQH D TXHVWR SXQWR 0DUFR 1DUGLQL Amministratore delegato Nikon Instrumens SpA, che conforta il discorso di Rinaudo e UDFFRQWD OD VXD HVSHULHQ]D DOOD 1,.21 FKH SHU OD SDUWH WULGLPHQVLRQDOH q SL ULYROWD all’industria. Cita un esempio, a Parma, RYH LO FDSLWRODWR q EHQ FKLDUR VX FLz FKH VL vuole costruire e lo conferma una mostra RULHQWDWD DO ' SHU DSSOLFD]LRQL LQGXVWULDOL D FXL KD SRWXWR SDUWHFLSDUH 2VVHUYD SHUz FKH ´ q GLIĂ€FLOH SDUODUH GL XQ SURFHVVR GL valutazione del metodo. Esiste un proce-â€? dimento, un capitolato, un metodo? Sono stati fatti dei test per i metodi integrati? Ne consegue che determinare un metodo SHU DQGDUH DYDQWL q IRQGDPHQWDOHÂľ Interviene Vito Leonardo Chiechi, della Di-â€? gitarca Bari, che riporta un caso di alcuni

PHVL SULPD DYYHQXWR LQ XQ FDQWLHUH ´ sono andati sul campo facendo un analisi di quelli che potevano essere i potenzia-â€? li problemi del rilievo e hanno trovato di tutto e di piĂš a livello di margine di erro-â€? re. Per fortuna ora la committenza inizia a capire che ci sono tanti soggetti ambigui VXO PHUFDWR FKH QRQ GDQQR DOFXQ DIĂ€GD-â€? mento professionale. Quindi osserva che alla lunga questa generale diffusione della tecnologia paga, ma da per scontato che dovrebbe esistere una normativa a cui far ULIHULPHQWR 0DJDUL VRVWHQXWD GD XQ¡DVVR-â€? FLD]LRQH GL ULOHYDWRULÂľ Interviene Alberto Raschieri della Geomar. LW 0RQGRYu &XQHR FRQ GXH DIIHUPD]LRQL OD SULPD q ´ FKH HVLVWH XQD GLVWRUVLRQH del lavoro nata con lo scanner sin da quan-â€? GR VL q LQL]LDWR D XVDUOR GLPHQWLFDQGR XQ po’ del lavoro manuale, approcciando una visione sbagliata sull’aspetto di come si ID XQ ULOLHYRÂľ /D VHFRQGD ULJXDUGD LO IDW-â€? WR FKH ´ LO FRPPLWWHQWH WRUQD VH WURYD XQD SHUVRQD FKH q FDSDFH GL IDUH XQ FHUWR rilievo con un certo risultato, ma se il com-â€? mittente va la prima volta e si fa fare un ri-â€? lievo non qualitativamente adatto (in base RYYLDPHQWH DQFKH GHO SDJDPHQWR F¡q XQ rischio serissimo che il risultato ottenuto non sia un buon risultato. Quindi se chi fa il rilievo non ha una conoscenza accurata ri-â€? schia di far crollare tutto il sistema anche se le macchine da rilievo siano migliorate tantissimo non tanto per il risultato ma per OD IDVH GL DFTXLVL]LRQHÂľ Alessandro Capra interviene di nuovo di-â€? FKLDUDQGR FKH ´ ÂŤ q XQD TXHVWLRQH PROWR FRPSOHVVD H ULXVFLUH D GDUH XQD ULVSRVWD q DOWUHWWDQWR GLIĂ€FLOH 1HO VHWWRUH LQGXVWULD-â€? le metrologico ci sono delle norme in fase di realizzazione del lavoro che sono in sta-â€? to avanzatissimo, non solo in Germania ma DQFKH LQ ,WDOLD SHUFKp FL VRQR GHOOH GH-â€? Ă€QL]LRQL PROWR DFFXUDWH H SUHFLVH 4XHVWH GHĂ€QL]LRQL FUHDQR XQ DSSURFFLR GL SURIHV-â€? VLRQDOLWj QHOO¡DPELWR GHO ULOLHYR SHUFKp OD ULFKLHVWD q DOWLVVLPD H SHUFKp OD YHULĂ€FD q estremamente rigorosa. Questo non avviene nell’ambito del rilievo WRSRJUDĂ€FRÂľ 6&$56$ 352)(66,21$/,7­ ', 7877( /( &20321(17, &RQWLQXD &DSUD ´ LQGLYLGXDUH LO SHUFKp QRQ q IDFLOH PD VLFXUDPHQWH q XQD TXHVWLR-â€? QH GL VLVWHPD ,O VLVWHPD QRQ q PDWXUR QRQ q SURQWR SHU OD FHUWLĂ€FD]LRQH GL TXDOLWj GHL lavori del rilievo per il metodo del laser VFDQQLQJ 'RY¡q LO OLPLWH GHOOH LPSUHVH" 6H QRQ F¡q WUDVSDUHQ]D H FKLDUH]]D QHOOD ULFKLHVWD GHOOD YHULĂ€FD QRQ F¡q QHPPHQR trasparenza e professionalitĂ nella compe-â€? tizione. Da un punto di vista formativo se OD ULFKLHVWD GL PHUFDWR q EDVVD OD ULVSRVWD sempre a livello formativo può essere bas-â€? sa e quindi se il mercato non richiede si indebolisce anche la qualitĂ e il livello for-â€? mativo. Se tutti gli attori di questo proces-â€? so, non richiedono qualitĂ nel rilievo e non richiedono degli standard, non usciamo da un percorso di scarsa professionalitĂ in tut-â€? WH OH VXH FRPSRQHQWLÂľ

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81 $33(//2 3(5 /$ 5($/,==$=,21( ', 1250$7,9$ $'(*8$7$ Andrea Cabrucci riprende a questo punto FRQ )XOYLR 5LQDXGR LO WHPD GHO FROODXGR GHO ' PROWR XWLOL]]DWR DOO¡HVWHUR H PDL WHQWDWR LQ ,WDOLD ´ QRQ HVLVWRQR QRUPH VXL ULOLHYL GL QHVVXQ OLYHOOR SHUFKp IDU Ă€QWD che tutte le misure siano corrette, paga GL SL FKH QRQ IDUORÂľ ,QWHUYLHQH %DO]DQL HYLGHQ]LDQGR FKH ´ O¡LQWHUYHQWR GL 5LQDX-â€? do a man forte della opinione di Cabrucci ci conferma quanto siano veritiere le sue affermazioni considerando anche che il collaudo andrebbe fatto a fasi e non dal FROODXGDWRUH WHU]R FRPH LQ FDUWRJUDĂ€D H TXLQGL q OD VWHVVD GLWWD FKH FRPH FRGLFH GL TXDOLWj LQWHUQD GRYUHEEH YHULĂ€FDUH VH LO SURJHWWR q IDWWR UHDOPHQWH EHQH HG HVSRU-â€? re a seguire una relazione tecnica con le YDULH PRGLĂ€FKH H LQ FDVR QHJDWLYR ULFRPLQ-â€? FLDUH FRQ L ULOLHYLÂľ ´/D SURSRVWD GHYH SDUWLUH GD XQ HQWH FKH venga riconosciuto facendo riferimento ai manuali d’uso di quella commissione geo-â€? GHWLFD FKLXVD SURSULR SHUFKp LQ ,WDOLD F¡q una mancanza della formazione di misura tecnica vera al quale in malo modo siamo DELWXDWLÂľ +$112 3$57(&,3$72 0DUFHOOR %DO]DQL 'LUHWWRUH GHO ',$35H0 8QLYHUVLWj GL )HUUDUD ² 'LSDUWLPHQWR GL $U-â€? chitettura Andrea Alberti, Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Pro-â€? YLQFH GL %UHVFLD &UHPRQD H 0DQWRYD Alessandro Capra, Direttore Dipartimento GL ,QJHJQHULD ´(Q]R )HUUDULÂľ 8QLYHUVLWj GHJOL 6WXGL GL 0RGHQD H 5HJJLR (PLOLD )XOYLR 5LQDXGR 'LSDUWLPHQWR GL $UFKLWHW-â€? tura e Design, Politecnico di Torino Andrea Cabrucci, Presidente New Busi-â€? QHVV +H[DJRQ *HRV\VWHPV Diego Borsani, Amministratore delegato = ) ,WDO\ VUO 0DUFR 1DUGLQL $PPLQLVWUDWR GHOHJDWR Nikon Instrumens SpA Sergio Padovani, Amministratore delegato /HLFD *HRV\VWHPV 6S$ Giuseppe Boselli, GeogrĂ srl, Sermide, 0DQWRYD 1XFFLR %XFFHUL /76 /DQG 7HFKQRORJ\ Services, Treviso Vito Leonardo Chiechi, Digitarca, Bari $OEHUWR 5DVFKLHUL *HRPDU LW 0RQGRYu Cuneo :LOKHOP YRQ +DVH GLUHWWRUH GHO 0XVHR GL 0DJRQ]D


INTERVISTA

DEL

INTERVISTA

AL

PROF. ANGELO CHIANESE, PRESIDENTE

DISTRETTO

AD

ALTA TECNOLOGIA

DEI

BENI CULTURALI

a cura di Luca Papi

Nato nel 2012 il DATABENC, Distretto ad Alta Tecnologia dei Beni Culturali nasce per rispondere all’esigenza di attuare un piano strategico di gestione e valorizzazione del Patrimonio Culturale della Regione Campania. Abbiamo incontrato il Presidente Angelo Chianese.

Luca Papi (L.P.): Gentile Presidente, quando e come nasce il distretto DATABENC?

di ricerca tra loro integrati in una piattaforma di sistema e sorretti da una moderna infrastruttura tecnologica. Con una nuova vision di smartness che YHGH QHOOD SURGX]LRQH H JHVWLRQH GL XQD FRQRVFHQ]D FHUWLÀFDWD H FRQGLYLVD l’asse portante di qualsiasi ulteriore processo di monitoraggio diagnostico e di fruizione sostenibile nel tempo.

Angelo Chianese (A.C.): Il Distretto ad Alta Tecnologia per i Beni Culturali '$7$%(1& VL q FRVWLWXLWR FRPH 6RFLHWj &RQVRUWLOH D 5HVSRQVDELOLWj /LPLWDWD (SCARL), il 17 ottobre 2012, per procedere all’attuazione dello Studio di )DWWLELOLWj SUHVHQWDWR D YDOHUH VXOO¡$YYLVR 5LF GHO RWWREUH ² 7LWROR ,,, GHO 0,85 H ULVXOWDWR PHULWHYROH GL Ă€QDQ]LDPHQWR VXOOD EDVH GHOO¡DUW GHO ' 0 '$7$%(1& q QDWR GDOOD YRORQWj GHOOH 8QLYHUVLWj GL 6DOHUQR H GL 1DSROL )HGHULFR ,, GL FUHDUH LQ 5HJLRQH &DPSDQLD XQ SHUFRUVR Ă€QDOL]]DWR D FROPDUH XQ YXRWR di programmazione strategica integrata sui beni culturali, sul patrimonio ambientale e sul turismo. Le due universitĂ , insieme a tanti altri partner, hanno formulato una proposta che focalizza l’attenzione verso un heritage scarsamente protetto, ma soprattutto poco valorizzato e quasi per nulla FRPXQLFDWR VHFRQGR XQ DSSURFFLR GL VLVWHPD LQWHJUDWR /¡LGHD SURJHWWR q stata sviluppata anche rispetto al processo di diffusione dei distretti culturali evoluti che, in Italia, hanno avuto come obiettivo primario la realizzazione di quattro driver: il rafforzamento dell’identitĂ culturale e dell’immagine WHUULWRULDOH ORFDOH XQ¡LQWHUQD]LRQDOL]]D]LRQH GHOO¡RIIHUWD FXOWXUDOH XQD SURJUDPPD]LRQH GL HYHQWL HVSHULHQ]LDOL LQFOXVLYL GHO IUXLWRUH XQD OHDGHUVKLS condivisa con responsabilitĂ e cooperazione tra pubblico e privato.

L.P.: Quali sono gli ambiti di intervento del distretto? A.C.: ,O SURJHWWR GHO GLVWUHWWR YXROH DIIHUPDUH FKH OD FXOWXUD q LQ JUDGR di generare processi di riconversione creativa ed innovativa dei sistemi tradizionali di sviluppo territoriale sostenibili nel breve e nel lungo termine. Con un innovativo uso delle risorse, in cui il driver tecnologico, rappresentato soprattutto dalle ICT, deve giocare un ruolo importante di facilitatore dei processi di innovazione. In un sistema non piĂš caratterizzato dalla VSHFLDOL]]D]LRQH PRQR Ă€OLHUD PD SLXWWRVWR GDOO¡LQWHJUD]LRQH GL PROWH GL HVVH afferenti al cultural heritage materiale e immateriale, che in tre anni intende raggiungere i seguenti risultati: IDYRULUH XQ XVR SULYDWR GHO SDWULPRQLR FXOWXUDOH DQFRUFKp UHJRODPHQWDWR dal pubblico e ad alto valore aggiunto, creando delle comunitĂ di pratica IUD JOL DWWRUL GHO VLVWHPD creare processi e infrastrutture abilitanti per supportare gli attori del VLVWHPD LQWHJUDWR GHL EHQL FXOWXUDOL incrementare le collaborazioni tra grandi imprese (GI) e piccole e medie LPSUHVH 30, stimolare la nascita di imprese innovative che utilizzino i beni culturali FRPH YRODQR GHOOR VYLOXSSR HFRQRPLFR ORFDOH SRWHQ]LDUH OH FDSDFLWj GL JHQHUDUH LQQRYD]LRQL PLUDWH H VSHFLĂ€FKH DWWUDYHUVR LO FRĂ€QDQ]LDPHQWR GL SURJHWWL GL VYLOXSSR DPPRGHUQDPHQWR H R DFTXLVL]LRQH GL LPSLDQWL H GLVSRVLWLYL GD SDUWH GL 8QLYHUVLWj H FHQWUL GL ULFHUFD (QWL GL 5LFHUFD VWUXWWXUH GHO 0L%$& GHOOD &DPSDQLD attrarre capitali privati, competenze eccellenti e imprese internazionali ad DOWD WHFQRORJLD DWWUDYHUVR VWUXPHQWL LQQRYDWLYL GL SULYDWH HTXLW\ YHQWXUH FDSLWDO LQ RSHUD]LRQL Ă€QDQ]LDULH QHO FDSLWDOH GL ULVFKLR rafforzare il valore giuridico dei brevetti campani, di cui la maggior parte legato allo sviluppo di tecnologie per la sicurezza e la protezione dei beni culturali e sostenere la diffusione delle competenze delle imprese DOO¡LQWHUQR GHOOD IUDPPHQWDWD Ă€OLHUD GHL EHQL FXOWXUDOL creare nuova imprenditoria capace di realizzare una gestione economica del patrimonio culturale, sia sul piano della valorizzazione e fruizione che dei VLVWHPL LQQRYDWLYL GL PHVVD LQ VLFXUH]]D GHL EHQL FXOWXUDOL promuovere e favorire il trasferimento tecnologico attivando azioni di raccolta e diffusione di opportunitĂ di innovazione con impatto sul EXVLQHVV IRFDOL]]DQGR OR VIRU]R VXOO¡HIĂ€FDFLD GHOOD FRPXQLFD]LRQH SHU VWLPRODUH O¡LQWHUHVVH H LO IROORZ XS FRQ SURGRWWL GLYHUVLĂ€FDWL LQ IXQ]LRQH GHOOH FDUDWWHULVWLFKH GHOOH LPSUHVH GHVWLQDWDULH ampliare l’offerta del turismo culturale, sia tramite forme di fruizione YLUWXDOL H PXOWLPHGLDOL VLD DWWUDYHUVR VWUXPHQWL GL PDUNHWLQJ HVSHULHQ]LDOH UH LQGLUL]]DUH H GLVWULEXLUH VX DUHH SL YDVWH L Ă XVVL WXULVWLFL FKH DWWXDOPHQWH si concentrano in un numero ristretto di siti, individuando e sperimentando strumenti per la fruizione e valorizzazione di luoghi periferici regionali maggiormente in grado di attirare operatori e turisti.

L.P.: Qual è l’obiettivo principale di DATABENC? A.C.: '$7$%(1& QHO SLHQR ULVSHWWR GHO VLJQLĂ€FDWR GL GLVWUHWWR WHFQRORJLFR q una rete integrata di ricerca, sperimentazione, formazione e divulgazione, che realizza output lavorativi connessi a beni, siti e attivitĂ culturali, progettando itinerari di valorizzazione e incoraggiando l’avvio di start up e spin off. Con una convinta condivisione delle linee e delle soluzioni riportate QHL SLDQL GHO 0,%$& H QHO QXRYR &RGLFH GHL EHQL FXOWXUDOL H GHO SDHVDJJLR e nel solco di una proiezione verso quella necessaria innovazione afferente alle proposte di smart innovation applicate al patrimonio culturale presentate GDOOD 8QLRQH (XURSHD FRQ LO SLDQR Horizon 2020, DATABENC intende contribuire alla piena e concreta affermazione della cultura quale fonte di generazione ed alimentazione dei processi di riconversione creativa, innovativa e sostenibili dei sistemi di sviluppo territoriale tradizionali. ,Q WDOH FRQWHVWR LO GLVWUHWWR LQWHQGH SURFHGHUH QHOOD GHĂ€QL]LRQH GL SURJHWWL

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ArcheomaticA N°1 marzo 2014


Tecnologie per i Beni Culturali

Pertanto DATABENC si propone come distretto tecnologico per i beni culturali non nell’accezione di un organismo incentrato sulla sola produzione di nuove tecnologie, ma piuttosto come un catalizzatore di sinergie ed abilitatore di VROX]LRQL HG DSSOLFD]LRQL LQQRYDWLYH LO WHUPLQH ´WHFQRORJLDÂľ VL DPSOLD Ă€QR D comprendere quello di metodologia per lo sviluppo di nuovi processi, prodotti, PHUFDWL H VHUYL]L LGRQHL D UHQGHUH XQ FHUWR VSD]LR ´LQWHOOLJHQWHÂľ L.P.: Per realizzare gli interventi individuati quali sono le linee progettuali strategiche su cui il distretto opererĂ ? A.C.: Il fattore chiave della svolta introdotta dal Distretto consiste nella nuova ottica con cui si può affrontare il grave problema della tutela e valorizzazione GHO SDWULPRQLR FXOWXUDOH PLUDQGR DG XQD GLPHQVLRQH GL VLVWHPD FKH IDFFLD della Campania una regione dell’innovazione, un centro di produzione e diffusione di cultura capace di attrarre non solo capitali economici ma anche, e soprattutto, capitali umani. In particolare gli ambiti di intervento del Distretto si sviluppano su tre linee portanti: 1 la Conoscenza integrata, SHUFKp OD SULPD IRUPD GL WXWHOD GL XQ EHQH q QHOOD VXD FRQRVFHQ]D 3HU WDOH PRWLYR q QHFHVVDULR UHDOL]]DUH XQ HVDXULHQWH sistema di salvaguardia cognitiva del patrimonio culturale (ad esempio, LQGDJLQL FHQVXDULH PDSSDWXUH GL SUHHVLVWHQ]H FDUWRJUDĂ€H GHO ULVFKLR piattaforme digitali, itinerari di formazione/divulgazione). 2 il Monitoraggio diagnostico LQ TXDQWR DL Ă€QL GHOOD WXWHOD GL XQ EHQH ULVXOWD indispensabile il monitoraggio diagnostico inteso in senso ampio, che non VL OLPLWD VROR DOOD YHULĂ€FD GHOO¡LQWHJULWj PDWHULDOH GHO EHQH VWHVVR PD VL HVWHQGH DQFKH DOO¡DUHD LQ FXL LO EHQH q LQVHULWR R DOOH GLQDPLFKH WXULVWLFKH che lo coinvolgono e che comunque provocano stress e consunzione GHO EHQH $ WDOH VFRSR q QHFHVVDULR VWUXWWXUDUH XQ VLVWHPD LQWHJUDWR GL salvaguardia conservativa che comprenda, ad esempio, analisi precoci di vulnerabilitĂ (territoriali, strutturali, ecologiche, ecc.), test sperimentali (materiali, ricostruttivi, prototipali, ecc.), valutazioni socio-â€?economiche ed attitudinali (rilevazione densitĂ di carico e (ri-â€?)funzionalizzazione siti/ beni). 3 la Fruizione sostenibile per la quale l’aspetto fondamentale del bene FXOWXUDOH q TXHOOR GHO VXR XWLOL]]R 3HU UDJJLXQJHUH XQ XWLOL]]R GHO patrimonio culturale che sia sostenibile si rende necessario, ad esempio, la realizzazione di soluzioni per l’interazione utente/visitatore (on-â€? VLWH RQ OLQH GD UHPRWR DWWUDYHUVR SHUFRUVL GL UHDOWj Ă€VLFD VFHQRJUDĂ€D ' PHGLD LPPHUVLYLWj IUXL]LRQH VLQJROD PXOWLSOD GL UHDOWj DXPHQWDWD su piattaforma mobile (modalitĂ ravvicinata, alta immersivitĂ , fruizione singola/multipla), applicazioni di ricostruzione virtuale (modalitĂ da remoto, limitata immersivitĂ , fruizione singola/multipla), itinerari di apprendimento (formazione/divulgazione). L.P.: Si è attivato il primo laboratorio di ricerca del distretto: UNINA DATABENC lab. Qual è la particolaritĂ di questo laboratorio? A.C.: ,O ODERUDWRULR DWWLYDWR GDOO¡8QLYHUVLWj GL 1DSROL YXROH SURSRUVL FRPH OXR-â€? go di confronto aperto non solo ai ricercatori ed agli esperti del mondo delle imprese, ma anche e soprattutto a dottorandi e tesisti per lo svolgimento del loro lavoro. Con un’attenzione al confronto tra settori disciplinari diversi per sviluppare un linguaggio comune tra tecnologici ed esperti del mondo dei Beni &XOWXUDOL FKH DEELD O¡RELHWWLYR GL VYLOXSSDUH PHWRGRORJLH HIĂ€FDFL LQ JUDGR GL far crescere l’interesse sul patrimonio culturale. DatabencLab nasce per essere il punto di riferimento per lo sviluppo di tec-â€? nologie basate sulla metafora degli oggetti capaci di parlare. Per comunicare la loro storia, la loro vita. Con modalitĂ che si adattano ai gusti e alle attese dell’interlocutore. Inoltre il laboratorio vuole candidarsi come centro di riferimento per la pro-â€? gettazione e lo sviluppo di percorsi e processi supportati dalle piĂš moderne tecnologie per dominare ed organizzare l’enorme e polimorfa massa critica di informazioni sulle opere d’arte con modelli di fruizione avanzata basati, da una parte, sull’attrattiva esercitata dalle piĂš recenti e affascinanti tecnologie ICT (smart environment and technologies) e, dall’altra, sulla necessitĂ di forte personalizzazione e partecipazione, implementando metodologie di analisi dei SURĂ€OL GHJOL XWHQWL H GL FRLQYROJLPHQWR VRFLDOH VRFLDO QHWZRUNLQJ 3HU UDJJLXQJHUH L VXRL RELHWWLYL LO ODERUDWRULR SXQWD DOOD GHĂ€QL]LRQH GL XQ SUR-â€? cesso che generi, diffonda, trattenga valore partendo dalle informazioni, rielaborandole, ristrutturandole e riproponendole nelle forme piĂš avanzate GL FRQRVFHQ]D 7DOH FRQĂ€JXUD]LRQH VL HVSOLFLWD LQ SHUFRUVL SDUDOOHOL GD TXHOOL mirati alla realizzazione di sistemi a supporto degli esperti di dominio del si-â€? stema dei Beni Culturali (piattaforma di Authoring), atti a favorire e stimolare la raccolta, catalogazione e successiva normalizzazione delle informazioni di valore relative ad un oggetto d’arte, a quelli destinati all’analisi comporta-â€? PHQWDOH GHL IUXLWRUL GL XQ¡DPELHQWD]LRQH PXVHDOH SLDWWDIRUPD GL 3URĂ€OLQJ Ă€-â€? QDOL]]DWL DOO¡DSSUHQGLPHQWR GHL JXVWL H SUHIHUHQ]H GL TXHVWL XOWLPL , GXH Ă XVVL che mettono a disposizione i contenuti relativi agli oggetti d’arte (contenuti disponibili da proporre) e le preferenze degli utenti (a chi/cosa proporre),

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FRQYHUJRQR LQ XQ XQLFR SURFHVVR Ă€QDOH PLUDWR DOOD VHOH]LRQH VWUXWWXUD]LRQH H comunicazione della conoscenza, altamente personalizzato (come proporlo). La frontiera della comunicazione della conoscenza si sposta, dunque, da un PRGHOOR GL IUXL]LRQH SRFR GLIIHUHQ]LDWR RQH WR PDQ\ DG XQ PRGHOOR SOXUDOL-â€? stico (one to one), in cui ogni percorso può potenzialmente assumere diversi JUDGL GL SHUVRQDOL]]D]LRQH H OH RS]LRQL GL VHOH]LRQH VRQR DIĂ€GDWH DO IUXLWRUH stesso. Tale evoluto modello, applicato al cultural heritage, pone al centro del per-â€? corso non piĂš l’oggetto in quanto tale, ma il rapporto della conoscenza dello stesso ed il fruitore. Quest’ultimo diventa protagonista del proprio percorso, scegliendo gli oggetti della sua visita, la tipologia di contenuti d’interesse, le modalitĂ ed i protocolli di interazione e comunicazione. ,O VHQVR GHOO¡2SHUD 3DUODQWH q TXHOOR GL XQ¡HVSUHVVLRQH DUWLVWLFD SHUYDVLYD FKH si racconta, che stimola e coinvolge proattivamente il fruitore rendendolo promotore della sua esperienza cognitiva e sensoriale del bene culturale. Con XQ FDQDOH ´SLORWDÂľ SUHIHUHQ]LDOH DWWUDYHUVR FXL OD IUXL]LRQH DYDQ]DWD SXz SUHQ-â€? dere corpo e attraverso cui l’opera può animarsi e raccontarsi rappresentato GDOOH 0RELOH $SS VYLOXSSDWH SHU GLVSRVLWLYL ´VPDUWÂľ VPDUWSKRQH H R WDEOHW Attraverso opportuni meccanismi di registrazione degli utenti e di connessione FRQ OH WHFQRORJLH VHQVRULVWLFKH GL FXL q GRWDWD OD VLQJROD RSHUD G¡DUWH O¡XWHQWH viene a contatto dei contenuti di suo interesse semplicemente avvicinandosi all’oggetto. Non di meno, l’utente può anche effettuare esplicita richiesta di contenuti non suggeriti, elaborandoli per la costruzione di un percorso ad hoc. L.P.: Cosa intende proporre il DATABENC in funzione di Horizon 2020? A.C.: Negli obiettivi giĂ GLFKLDUDWL GHOO¡8QLRQH HX-â€? ropea, il nuovo ciclo di pro-â€? grammazione dei fondi eu-â€? URSHL SHU JOL DQQL attraverso il Programma (8523$ &5($7,9$ DVVHJQHUj alla cultura e all’industria creativa piĂš di un miliardo di euro. DATABENC nelle sue azioni sostiene che il driver Cultura riveste un’importanza prioritaria soprattutto in quei paesi maggior-â€? mente dotati di giacimenti di beni culturali immobili e mobili, TXDO q OD &DPSDQLD FRQ L VXRL QXPHURVL VLWL 81(6&2 /D FXOWXUD GLYHQWD FRVu XQR GHL IDWWRUL FKH VWDQQR DOO¡RULJLQH GHO VLVWHPD GHO valore, il canale per eccellenza attraverso cui affermare e attestare un diffuso orientamento sociale verso il nuovo, il diverso, il non previsto. La cultura rien-â€? WUD FRQ SDUL GLJQLWj ULVSHWWR DOOD ULFHUFD VFLHQWLĂ€FD H WHFQRORJLFD QHO ULVWUHWWR ambito della core creativity e della core innovation, ovvero nei fondamentali dell’economia della conoscenza. Trasformare il territorio, italiano in generale e della Campania in particola-â€? re, in cittĂ /regioni dell’innovazione, vuol dire in primo luogo trasformarle in luoghi culturalmente vivi, propositivi, internazionali per vocazione, capaci di offrire ai loro residenti e soprattutto ai giovani continue opportunitĂ di espe-â€? ULHQ]H VWLPRODQWL XPDQDPHQWH HG LQWHOOHWWXDOPHQWH TXDOLĂ€FDQWL IRUWHPHQWH motivanti all’investimento personale in nuove competenze. In assoluta coerenza con le direttive europee, l’azione di DATABENC sarĂ quin-â€? GL RULHQWDWD DOOD GLIIXVLRQH GL XQ DSSURFFLR 60$57 QHJOL DPELWL GHOOD &RQVHUYD-â€? ]LRQH 9DORUL]]D]LRQH )UXL]LRQH GHL %HQL &XOWXUDOL JDUDQWHQGRQH OD 6LFXUH]]D e puntando ad una forte Innovazione.

RIFERIMENTI www.databenc.it

ABSTRACT Born in 2012 DATABENC, District of High Technology for Cultural Heritage was created to implement a strategic plan for the man-� agement and enhancement of cultural heritage of the region of Campania. We met the President Angelo Chianese.

PAROLE CHIAVE 5LFHUFD EHQL FXOWXUDOL WHFQRORJLH LQQRYD]LRQH

AUTORE LUCA PAPI luca.papi@cnr.it

DIPARTIMENTO INGEGNERIA ICT E TECNOLOGIE TRASPORTI – CNR ROMA

I

PER L’ENERGIA E


FORUM

MEMNONE di Francesca Salvemini 0LVXUD FP GL GLDPHWUR LO JORER GHOO¡$WODQWH )DUQHVH 0$11 con il cosmo a rilievo tra i tracciati dell’equatore, dei tropici e dei coluri equinoziali e solstiziali. La scultura, non senza con-â€? WUDGGL]LRQL ULWHQLELOH OD PXWLOD )DEL1 ODVFLD DIĂ€RUDUH VXOOD FDORW-â€? ta delle costellazioni il centauro del Sagittario con la nave Argo, suddivisa da Nicolas Louis De Lacaille. Le due formazioni di VWHOOH VRQR FDPSLWH VXOOD VXSHUĂ€FLH WUD OH PDQL GHOOD VWDWXD FKH VRUUHJJH OD VIHUD ROWUH 3HJDVR H 2ULRQH QHOOD ]RQD GHO &DSUL-â€? corno, del Cancro, del Serpente, dell’Anfora o dell’Acquario e GHOOR 6FRUSLRQH H RSSRVWH 3HVFL $ULHWH $TXLOD 'HOĂ€QR $XULJD tra le altre, incluse le osservabili dall’emisfero australe. Il se-â€? gno lasciato dal planetario nell’universo mediceo dei Prigioni di 0LFKHODQJHOR FKH FRPSDUH ROWUH FKH QHOOH UDIĂ€JXUD]LRQL GL Ercole sulle bordure di arazzi da Raffaello con Storie di S. Paolo 3DOD]]L 9DWLFDQL 3DOD]]R 'XFDOH GL 0DQWRYD QHJOL LQGDFL GHOOH calotte degli arcosoli absidali della Sacrestia Vecchia di S. Lo-â€? renzo e, parziale il suo complesso recupero nei restauri del GHOOD &DSSHOOD GHL 3D]]L LQ 6DQWD &URFH D )LUHQ]H q WXWWR-â€? UD LQHVWULFDELOH GDOOH VHTXHQ]H GHOOR =RGLDFR FKH FRQ DOWHUQDQ-â€? WH YDOHQ]D DVWURORJLFD RURVFRSLFD HG DVWURQRPLFD q UDSSUHVHQ-â€? tato nelle residenze nobiliari rinascimentali sparse sul territo-â€? rio italiano. Le costellazioni che furono affrescate da Baldassar-â€? UH 3HUX]]L QHOOD YROWD GHOOD ORJJLD GL *DODWHD GHOOD 9LOOD )DUQHVL-â€? na a Roma, situando il globo ovidiano sotto i piedi del genio nudo negli scomparti a monocromo dei pennacchi, rappresen-â€? WDQR XQ SODQLVIHUR PLWRSRLHWLFR FKH LQFOXGH OR =RGLDFR ULTXD-â€? drato da esagoni. La proiezione svolta a grande scala del plane-â€? WDULR YL q Ă€JXUDWD LQ XQD FRPSOHVVD Ă€ORORJLD GD UHSHUWL DUFKHR-â€? ORJLFL VWDWXDUL LGHQWLĂ€FDWL FRQ OD VLPERORJLD DVWURQRPLFD GHO EDVVRULOLHYR GHOOD VIHUD )DUQHVH )UD JOL itineraria picta, q QHOOD Scuola d’Atene della Stanza della Segnatura che il globo ricorre QHO GXSOLFH DVSHWWR Ă€FLQLDQR GL PDSSDPRQGR H GL PDFURFRVPR che nella sfera marmorea vaticana (giĂ Rondanini o Rondinini) q DWWUDYHUVDWR GDOOD IDVFLD ]RGLDFDOH HG q ULSHWXWR QHO ULTXDGUR GHO 3ULPR 0RELOH GHOOD YROWD WUD OH EUDFFLD GHO JHQLR VXOO¡DUFR-â€? ne, come nel medaglione della vela destra sullo sfondo, e in due dei monocromi dell’alto zoccolo sottostante, che rappre-â€? sentano la Logica velata, contrapposta alla Dottrina all’altra HVWUHPLWj H OD 'LVSXWD GHL 0DJL /D VLPXOD]LRQH GHL Ă€QWL EDVVR-â€? ULOLHYL XQR GHL TXDOL LQ EDVVR D GHVWUD QHOO¡DIIUHVFR UDIĂ€JXUD LO ULOLHYR 0HGLFL FRQ &LPRWRH VXOO¡LSSRFDPSR GDOOD *DODWHD GHOOD Casa di Livia sul Palatino, e delle spalliere di Giovanni Giocondo GD 9HURQD SUHHVLVWHQWL DO 6DFFR GL 5RPD GHO WHVWLPRQLH-â€? rebbe nella Stanza il conseguente restauro ad opera di Seba-â€? stiano del Piombo, sebbene la restituzione del globo marmoreo costellato dal brillio lossodromico dei raggi luminosi delle stelle sia dissimulata dall’effetto atmosferico a cascata di un pallone areostatico compresso nell’Amore Giustiniani di Caravaggio. Tra il primo ed il secondo decennio del Cinquecento, Peruzzi, FKH GL 9LOOD )DUQHVLQD HUD DUFKLWHWWR YHQLYD FHOHEUDWR SHU JOL DIIUHVFKL GHO Ă€QWR SRUWLFR QHOOD 6DOD GHOOH SURVSHWWLYH GDO SUL-â€? PR SLDQR GHOOD FRVWUX]LRQH DSHUWR VXJOL HGLĂ€FL DQWLFKL e moder-â€? ni svettanti nel panorama di Trastevere, il Campidoglio, l’isola 7LEHULQD HG LO *LDQLFROR * 9DVDUL > @ Vita di Seba-â€? stian Viniziano e Vita di Baldassarre Peruzzi $ 'RQDWL $PVWHU-â€?

GDP LQWHUFHWWDWR GDOOH Ă€QHVWUH QHOOD FDPHUD FKLDUD dell’intera sala nel foro della Regula. Ancora dissimulata dal vivo appare l’atmosfera di nove venti delle Metamorfosi in uc-â€? FHOOL GD 3XEOLR 2YLGLR 1DVRQH QHOOH OXQHWWH GL 6HEDVWLDQR GHO Piombo2, che, disposte su tre lati della Sala di Polifemo e Gala-â€? tea al piano terreno, ne sostiene la calotta picta costellata. Nella monocroma, la tecnica in chiaroscuro a biacca e pece dell’incrostatura che Giorgio Vasari attribuirĂ a Sebastiano del Piombo, e Raffaello Borghini, nell’altra loggia di Cupido e Psi-â€? che, agli stucchi e alle grottesche dall’antico di Giovanni da 8GLQH VL VWDJOLD OR VFRUFLR GL XQD WHVWD FRORVVDOH GD VHPSUH apparsa agli esegeti enigmatica ed acrolitica sulla falsariga aneddotica dell’improvvisazione a tromp l’oeil, copiosi i coevi UHFXSHUL QHJOL VFDYL DUFKHRORJLFL VXO FROOH 2SSLR 5 %RUJKLQL )LUHQ]H HG 1HOOD VPLVXUDWD HG DFUREDWLFD HVWHPSRUDQHL-â€? Wj GHOOD VXD LQFOLQD]LRQH VFRUFLDWD ULDO]DWD H ULYROWD DO VRIĂ€WWR dal rilievo di un gigantesco frammento statuario capitolato a terra, assume le fattezze di un ritratto aneddotico in antico e alla stregua di una panoplia, analogo dell’Aristotele di Raffael-â€? OR FKH UDIĂ€JXUHUHEEH 0LFKHODQJHOR SHU OD VRPLJOLDQ]D DO ULWUDW-â€? WR FRQ )UDQFHVFR *RQ]DJD DO /RXYUH WUDGL]LRQDOPHQWH DVFULWWR tanto a Raffaello quanto a Sebastiano del Piombo, il quale nel &DSLWDQR GL YHQWXUD GL +DUWIRUG DYUHEEH HIĂ€JLDWR *LRYDQQL GDO-â€? OH %DQGH 1HUH /D PRQXPHQWDOH WHVWD VEDUEDWD q DSSDUVD DOWUL-â€? PHQWL IHPPLQLOH H FRPH GL )UDQFHVFD 2UGHDVFKL R GHOOD )RUQD-â€? ULQD FLRq XQ VLPXODFUR EODVRQLFR H SURPHWHLFR SDURGLFR GHOOD nascita di Elena dall’uovo nella metamorfosi di Giove in cigno, PXQLĂ€FHQ]D SHU OD TXDOH (JLGLR *DOOR DYUHEEH FRPSRVWR O¡HOH-â€? gia Cytherea (legata in miscellanea, BC, Accademia dei Lincei) H 0LFKHODQJHOR GD XQD VWDWXD GHOOD GHD LO FDUWRQH FRQ 9HQHUH che bacia Cupido, come sarĂ Il Riposo GL 5DIIDHOOR %RUJKLQL )L-â€? UHQ]H VXOOD VFRUWD GHOO¡XPDQLVWD %HQHGHWWR 9DUFKL D WHVWL-â€? moniare, che avrĂ se non altro ispirato Bronzino nella graziosa WRUVLRQH GL &XSLGR FKH OH VĂ€OD LO GLDGHPD IUD L FDSHOOL VH QRQ Lorenzetto nello stiacciato donatelliano della formella di Vene-â€? UH DGDJLDWD FRQ &XSLGR GHO FRUWLOH GL 0LFKHOR]]R D 3DOD]]R 0H-â€? GLFL 5LFFDUGL D )LUHQ]H 9HQHUH GLVWHVD VXOOD FRQFKLJOLD q QHOO¡DI-â€? fresco pompeiano della Casa di Venere e nel gesto di acconciar-â€? VL L FDSHOOL QHO UHSHUWRULR PXVLYR GD 6XZHLGD LQ 6LULD 01' H LQ Tunisia. La scultura dell’archetto alluderebbe al vario colorito statuario dei colossi, tra cui quello della dea Roma, colorito che DQFKH %DOGDVVDUUH UHVWLWXu ELDQFDVWUR QHL EXVWL PDUPRUHL GL $FRQWHR FRPH GL )LQHR WUD OH Ă€JXUH LPSLHWULWH GD 0HGXVD nell’ottagono di Perseo della volta, se non la mole leggendaria del colosso di Costantino nel ‘Portico della dea Roma’ di Palaz-â€? zo dei Conservatori, nella tradizione dell’immaginario pliniano apollineo del colosso di rame di Carete Lindio e di Lachete VROOHYDWR GD 9HVSDVLDQR D 5RGL H OD VXD PDJQLĂ€FHQ]D IUD L VHWWH colossi romani. Saranno Benedetto Varchi e Giorgio Vasari a diffondersi sul restauro di antichitĂ e statue frammentarie e sulla loro ricostruzione policroma in antico ad opera di Seba-â€? stiano del Piombo scultore (G. Vasari, Vita di Michelangelo )L-â€? UHQ]H DO WHPSR GHOOR VFDYR D &DUDFDOOD FKH QHO SRUWHUj DOOD OXFH LO 7RUR )DUQHVH DQFRUD LQDWWXDWR LO FROOHJD-â€? PHQWR GHOOH SURSULHWj GL 3DROR ,,, D &DPSR GHL )LRUL HVWHVH DOOD villa Chigi sulla sponda opposta del Tevere. Tra le allegorie del-â€? le tavole o fasi di Venere delle lunette la gigantesca testa, GDOOD IDYROD RYLGLDQD GL 0HPQRQH all’umanesimo archeologico boccaccesco (Genealogiae 3DULJL 9, UDSSUHVHQWDYD LO

/ 0DXUR *LRYDQQL 7DUFDJQRWD SVHXG 8 $OGURYDQGL 9HQH]LD &RORSKRQ >PLVFHOODQHD@

/ 'ROFH 9HQH]LD * 9DVDUL /H 9LWH FLW H SDVVLP * % $UPHQLQL 5DYHQQD > @ * &HOLR > @ 1DSROL & 'DWL )LUHQ]H ) 7LWL 5RPD ) %DOGLQXFFL )LUHQ]H > @ $ 'DOPD]]RQL 5RPD $ 9HQWXUL 0LODQR

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tramonto eliaco del pianeta, come ne dirĂ l’Idea > @ GL *LR-â€? YDQ 3LHWUR %HOORUL ´Ben può dunque chiamarsi quest’idea per-â€? fezione della natura, miracolo dell’arte‌ sole che dall’Oriente inspira la statua di Memnone Âľ 1HO QHO De Viridario Augu-â€? stini Chigii dello stesso Gallo, cinque dei nove sottarchi sembra-â€? vano aver preso corpo nella loggia della villa pliniana ed otto erano cantati, sotto lo pseudonimo di Blosio Palladio romano, dal Suburbanum Augustini Chisii FRPH OH ´Tavole di Venere e SoleÂľ ´RhodusÂľ GHO 7HPSLR GL 9HQHUH VXOOD YDOOH GHO &RORVVHR nella tela di Aracne del pittore e del poeta, i luoghi delle appa-â€? rizioni di Venere ricordati da Virgilio, e delle stasi di Venere e Cupido. Nell'altra loggia dove l’acconciatura della dea nel pen-â€? nacchio del Carro di Venere di Giulio Romano appare ripresa dalla Venere capitolina, assumendone come superstite nei re-â€? VWDXUL GL &DUOR 0DUDWWD LO PRGHOOR FRPH O¡DUDOGLFR QHO 0HUFXULR &DSLWROLQR H LO ODWRUH QHO 0HGLFL DJOL 8IĂ€]L DWWLQWL GDOOH GXH YHOH H O¡DQĂ€WULRQLGH GHO /XGRYLVL DO 0XVHR 1D]LRQDOH 5RPDQR GL Palazzo Altemps del Convito. Le sculture della dea farnesiane, HUHWWD HG DFFRYDFFLDWD FRQ (URV 0$11 FKH VDUDQQR GHVFULWWH SULYD GHOOH PDQL QHO JLDUGLQR FKLJLDQR H QHO 3DOD]]R )DUQHVH GD 8OLVVH $OGURYDQGL DYUHEEHUR LVSLUDWR L GXH SHQQDFFKL QHOOD ORJ-â€? JLD GL 3VLFKH OD 9HQHUH GL SURĂ€OR GLSLQWD VHGXWD D EUDFFLR WHVR con Cupido frecciato, e la torsione della testa della Grazia di GRUVR DOOXVLRQH GL 5DIIDHOOR DOO¡LGHD GL )LORVWUDWR GHOO¡LPSDUDJR-â€? QDELOH $SHOOH ,QVWLOODWR LQROWUH L PRWL LQHQDUUDELOL GL )XOJHQ]LR nell’atteggiamento pudico di Venere con l’ippocampo dell’esa-â€? gono della loggia di Galatea e, contaminato dalla reinvenzione raffaellesca, del pennacchio con Cerere e Giunone nel Trionfo di Cupido e Psiche, argomento dei misteri della villa pompeia-â€? QD 'LVFHVD GDOO¡HVWHQVH VHGXWD GHL 0XVHL YDWLFDQL DOWULPHQWL GHVFULWWD GD $OGURYDQGL ´seminudaÂľ H FRQ GXH DPRULQL (URV HG $QWHURV QHOO¡DJUXPHWR GL 9LOOD )DUQHVLQD OD 9HQHUH QHOOD SURYD di Psiche del dono di Proserpina della loggia. La Cytherea di (JLGLR *DOOR GHO HVDOWHUHEEH TXLQGL O¡$IURGLWH accovaccia-â€? ta )DUQHVH * % &DYDOLHUL Antiquarum statuarum urbis Romae >WY @ Âś9HQXV FRUROODULD LQ DHGLEXV )DUQHVLDQL¡ 5RPD / Vaccaro, idem 5RPD GDOOD 9HQHUH GL 'HGDOVD R 'RLGDO-â€? VDV QHO 3RUWLFR G¡2WWDYLD D 5RPD GHVFULWWD GD 3OLQLR ´lavantem seseÂľ 1RQ VROWDQWR GDOOH LQFLVLRQL QRWD D :LQFNHOPDQQ QHOO¡DV-â€? VHWWR DFFRYDFFLDWR GLVDUPDQWH (URV 0$11 DSSDUH VXO GHOĂ€QR nell’affresco dei Carracci mentre addita Elena, nel vasto reper-â€? WRULR VFXOWRUHR GDOO¡DQWLFR GHOOD *DOOHULD GL 3DOD]]R )DUQHVH $ Carracci, Cartone del riquadro di Elena e Proteo della Galleria )DUQHVH 1DWLRQDO *DOOHU\ 'UDZLQJV /RQGUD 1HO JHVWR SRPSH-â€? iano di raccogliersi i capelli della Venere dell’esagono della Sala GL *DODWHD H GHO ULWUDWWR GL 7L]LDQR G¡,VDEHOOD G¡(VWH FRPH 0DG-â€? GDOHQD DO /RXYUH GRY¡q HIĂ€JLDWR )UDQFHVFR *RQ]DJD FRPH GHO-â€? la Venere seduta allo specchio delle grottesche di Giulio Roma-â€? no nella stufetta del cardinal Bibbiena e di Siringa e Pan. Sono

45 censite quaranta copie in marmo dell’Afrodite accosciata: cin-â€? que QHO 0XVHR QD]LRQDOH URPDQR WUD LO 3DOD]]R GL 7HUPLQL GHO 0DVVLPR XQD GHOOH TXDOL FRQ LO FLJQR O¡HVHPSODUH *LXVWLQLD-â€? QL H LO 3DOD]]R $OWHPSV XQD FRQ LO GHOĂ€QR 'HOOD 9DOOH XQD QHL 0XVHL 9DWLFDQL H DJOL 8IĂ€]L OD 0HGLFL 3 $ 0DIIHL 5RPD . Ritratti di spalle l’Eros capitolino nel Concilio, ritenuto anche provenire dalla raccolta di Girolamo Garimberti, al quale HUD DSSDUWHQXWR LO ULOLHYR DODEDVWULQR GL )HWRQWH DOWUD PHPRULD dall’antico della lunetta di Cigno della Sala di Galatea, e il Ga-â€? QLPHGH GL *LRYDQ )UDQFHVFR 3HQQL FKH SRUJH D *LRYH OD FRSSD QHO &RQYLWR GHL Ă€QWL DUD]]L GHOOD YROWD GHO 7ULRQIR GL $PRUH H Psiche dalle Metamorfosi di Apuleio, dove il persuasivo pennac-â€? FKLR FKH 9DVDUL GLUj GL ´Giove che con grazia celeste bacia GanimedeÂľVDUj HPHQGDWR LQ *LRYH H &XSLGR GD *LRYDQ 3LHWUR Bellori . Anastilosi inoltre dal Laocoonte, dalla Venere da Pras-â€? sitele e dall’Apollo del Belvedere, collocati nell’Antiquarium YDWLFDQR QHO ,GHQWLĂ€FDWL VHEEHQH QRQ FRQFRUGHPHQWH dalle incisioni delle Stanze GL $XUHOLR 0RUDQL (XULDOR G¡$VFROL pseud., Stanze sopra le statue di Laocoonte, di Venere et d’A-â€? SROOR 5RPD FKH DFFHQQD D VXD YROWD DG XQD 9HQHUH lar familiaris, e dai piĂš noti estensori di serie incisorie dedicate alle antichitĂ , sono esemplati scultoreamente negli esagoni e nei pennacchi dell’una come dell’altra loggia del viridario di Venere chigiano, affabulazione del transito del pianeta, che sarĂ supposto regolare cervello e cuore nell’immaginativa di %RUJKLQL 6H GDOOH SDJLQH HUXGLWH GL 5LGROĂ€QR 9HQXWL ULDIĂ€RUHUj il criterio di astrazione dall’antico della lunetta monocroma della Sala di Galatea, lo sarĂ come scaturito dal chiaroscuro michelangiolesco, per contrasto coloristico a Raffaello, nell’in-â€? WHUSUHWD]LRQH GL XQD WHVWD GL $OHVVDQGUR LO 0DFHGRQH LQ FRQFRU-â€? danza agli affreschi di Sodoma della sala della villa dedicata ad $OHVVDQGUR 0DJQR FRVu FRP¡HUD UHVWLWXLWR GDL &DUUDFFL H GDOOD critica belloriana del modello di bellezza, alla statura umana il minuto simulacro prometeico di Venere rinascimentale. La te-â€? sta di un colosso ramesside appartiene alle vestigia del sito di Eliopoli, in declino dalla fondazione di Alessandria d’Egitto, di-â€? venuto un quartiere nei sobborghi del Cairo, che come Heliopo-â€? lis in Libano, Baalbek, designava un centro di espansione di Alessandro divinizzato nel sole. 3HUX]]L UDIĂ€JXUz VWDWXDULDPHQ-â€? te le costellazioni di Cigno e dell’Auriga nelle vele del registro sovrastante il monocromo e, negli esagoni di Saturno e della Luna o Diana, dalla scultura con il cane appartenuta alla colle-â€? ]LRQH )DUQHVH VLPEROLFDPHQWH L 3HVFL HG LO &DQH 6FKLDFFLDWR sotto il peso di un ammasso lunare, Atlante campiva il disastra-â€? to fregio murale di Baldassare Peruzzi dell’epopea di Ercole * 3 %HOORUL Descrizione delle immagini dipinte da Raffaello d’Urbino nel Vaticano e di quelle alla Farnesina, Roma 1821, FXU 0 0LVVL-â€? ULQL >3V\FKDH HW $PRULV QXSWLDH 5RPD 'RULJQ\ V G OD )DYROD G¡$PRUH H 3VLFKH GHGLFDWD D )UDQFHVFR )DUQHVH GXFD GL 3DUPD H 3LDFHQ]D QHO @ %8$ 5RPD


QHOOD VDOHWWD DO SLDQRWHUUHQR GL 9LOOD )DUQHVLQD UHFXSHUDWR LQ-â€? tegrativamente a piĂš riprese nei secoli scorsi da restauri inter-â€? SUHWDWLYL SHU PH]]R GHOOD GRFXPHQWD]LRQH GL IRWRJUDĂ€D VWRULFD seguiti nell’ultimo decennio da interventi di monitoraggio dei pigmenti terrigni nel ripristino, e dove speculare all’eroe con il FLQJKLDOH HULPDQ]LR q O¡HUPD GHOOD VXD DVFHVD LO YDULRSLQWR SOD-â€? QHWDULR VXOOH VSDOOH GHOO¡(UFROH FDUUDFFHVFR GHO &DPHULQR )DU-â€? QHVH GHO SDOD]]R URPDQR D &DPSR GHL )LRUL QHOOD VWXGLDWD UHVD classicista della policromia del reperto antiquario della colle-â€? ]LRQH FODVVLĂ€FD XQ WHVWR UHVWLWXLWR H RVVHUYDWR DVWURQRPLFD-â€? PHQWH 8QD SURLH]LRQH JUDĂ€FD TXDGULSDUWLWD GHOOR =RGLDFR GHO JORER )DUQHVH YHUUj LQFLVD GD )UDQFHVFR %LDQFKLQL FKH QHO aveva scavato sull’Aventino la cosiddetta Sphaera barbarica al Louvre, stele con le tavole di concordanza all’astrologia meso-â€? SRWDPLFD H SXEEOLFDWD QHO LOOXVWUDQGR OD VWDWXD GL $WODQWH D &DSRGLPRQWH UHLQWHJUDWD GDJOL VFXOWRUL &DUOR H )LOLSSR $OED-â€? FLQL DFFDGHPLFL GL 6 /XFD 5LFKDUG %HQWOH\ DYHYD HGLWR GD XQ decennio, corredato da concordanze di collimazione planisferi-â€? ca delle regioni imperiali al sistema di riferimento delle costel-â€? lazioni, l’Astronomicon GL 0DUFR 0DQLOLR O¡DWODQWH DXJXVWqR SHU GHĂ€QL]LRQH FKH DYUj UHVR SDOSDELOH DJOL VFLHQ]LDWL OD JHRPHWULD descrittiva della scultura del globo e il moto ideale della tecni-â€? ca proiettiva della macchina archimedea. La statua parlante GHL FRORVVL GL $PHQRĂ€ $PHQKRWHS ,,, , 5RVVHOOLQL 3LVD D /X[RU GDOOD TXDOH XQ¡HFR q VHPEUDWD LQ RJQL WHPSR VLELODUH PDOLQFRQLFDPHQWH YHQQH LGHQWLĂ€FDWD GD 3DXVDQLD FRQ O¡HURH della Tebe egiziana e da Strabone illustrata come rappresenta-â€? WLYD GHO ´MennonioÂľ GL 7HEH &RSHUWD GL LVFUL]LRQL VRSUDWWXWWR LQ greco, afferiva ad un gruppo frammentario di almeno quattro HOHPHQWL 8Q EXVWR UDPHVVLGH DWWHUUDWR GHWWR GHO JLRYDQH 0HPQRQH YHQQH WUDVSRUWDWR DO %ULWLVK 0XVHXP D /RQGUD GD *LRYDQQL %DWWLVWD %HO]RQL QHO 5HFD DQFKH LO GLDGHPD HG q SRVWHULRUPHQWH LQFLVR GD XQ¡LVFUL]LRQH LQ JHURJOLĂ€FL ,O VDFHOOR GL 1HEDPRQ VFRSHUWR GD $OH[DQGHU +HQU\ 5KLQG QHOOD QHFURSROL GL 6KULNK $EG (O 4XUQD D 7HEH QHO H OH VXH WHPSHUH VWDF-â€? FDWH SHUYHQXWH LQ SDUWH DO %ULWLVK 0XVHXP H ULDOOHVWLWH LQ XQ XQLFR DPELHQWH QHO FODVVLĂ€FD FULSWLFDPHQWH OD OHJJHQGD omerica nella dinastia di Amenhotep II. Tra le piĂš note: il labi-â€? rinto di Apis, la pesatura del cuore simboleggiato dalle anatre, la musica ed il giardino celestiale accompagnano nei reperti il passaggio dell’arciere sepolto sulle acque nilotiche tra una mi-â€? riade di uccelli, bianco l’avvoltoio. 1HO Ă€QWR DUFR GL YLOOD )DUQHVLQD LO JLJDQWHVFR DXULJD QRQ VFHYUR GD DVVRQDQ]H DOOD Ă€HUH]]D GHOOD PLUD GHO 'DYLG

michelangiolesco, che nel dire dantesco di Vasari, ad ogni altro VĂ€GDQWH DYUHEEH WROWR ´il gridoÂľ ID HFR QHOOD PLPHVL GHO VXR nicchione oltre il giardino e le nubi, alla litania di Polifemo, mentre il suo sguardo diverge alla fuga della conclusione di Apelle descritta da Lorenzo Ghiberti, come il metonimico tromp l’oeil GHO SDUDJRQH GL =HXVL H 3DUUDVLR LQYDOVD QHO repertorio rinascimentale dalle citazioni e dalle metafore pliniane. L’aurora della camera picta mantegnesca in ciascuna lunetta, al vertice delle antiche cittĂ del globo, sorge nel volo di pernici, sacre al labirinto, cigni, gallinelle, aquile, nibbi, corvi, pavoni, allodole, usignoli, rondini, upupa e gazze. L’allegoria PHGXVqD GHOOD FDORWWD FLUFXPSRODUH YLUWXDOPHQWH VRVWHQXWD GDL Ă€QWL DUFKHWWL GHOOD VDOD FRUULVSRQGH QHOOD OXQHWWD DQFKH DWWULEXLWD D 3HUX]]L GD *DVSDUH &HOLR H )LOLSSR 7LWL DOO¡DUPRQLD GHJOL XFFHOOL 0HPQRQLGL GHOOH Metamorfosi (Met., Libro XIII, FKH QHOO¡HSLFOHVL RYLGLDQD LGHQWLĂ€FDWL LQ RJQL VSHFLH RUQLWRORJLFD GDL FRPPHQWDWRUL $ ) )DOFRQHWWL ( )RUFHOOLQL * 3DVFROL Poemi Conviviali /H 0QHPRQLGL oca o chiurlo), tra cui gli odierni Numididi o faraone ed il falco, come una costellazione si aprirono titanicamente a stormo GDOOH FHQHUL GL 0HPQRQH VIDYLOODQWL DOO¡DXURUD QRQ DSSHQD SHUFRUVR LO VROH L GRGLFL VHJQL GHOOR =RGLDFR FDPSHJJLDWR GDOOD TXDGUDWXUD DG HVDJRQL )UD JOL LQQXPHUHYROL YLVLWDWRUL HG DXWRUL FKH GDOO¡DQWLFKLWj Ă€QR D -HDQ )UDQoRLV &KDPSROOLRQ KDQQR ULFRUGDWR LO JHPLWR HYDQHVFHQWH GHL FRORVVL GL /X[RU LO poeta nel suo materialismo cosmogonico, prosato da Plinio Seniore, collegava al mitico nido sul tempio di Iperione (Met., /LEUR ;9 GHOO¡XFFHOOR LPPRUWDOH FKLDPDWR IHQLFH GDJOL Assiri, o sferico vertice degli obelischi, le meraviglie delle cittĂ adagiate sotto il sole al tempo in cui, secondo Strabone, LO QRPH 0HQQRQLR GDOOR VIUHFFLDQWH HWLRSLGH Ă€JOLR GL 7LWRQH divenne pertinente allo ziggurat &KRJD =DQELO 5 *KLUVKPDQ $ WUHQWD FKLORPHWUL GDOOD FLWWj GL 6XVD (ODPLWH LQ ,UDQ VĂ€GDYD JOL DSVLGL URGLR HJL]LDQL H PHVRSRWDPLFL OD EDELORQHVH 3RUWD GL ,VKWDU LO PDJLFR GL $QX DG 8UXN H GL 8U LQ ,UDT EDEHOLFR SHU OH LQQXPHUHYROL LVFUL]LRQL VFDYDWR GD /HRQDUG :RROOH\ LO 3URJHWWR 0$( GL &RRSHUD]LRQH LWDOR LUDFKHQD LQ FRUVR q VWDWR DYYLDWR QHO GD 5 &DUOXFFL ) '¡DJRVWLQR H & /HRSDUGL 7UD OH DUFKLWHWWXUH PHPRUDELOL O¡DVWURQRPLD GL 2YLGLR VLWXDYD LO &DPSLGRJOLR FKH VDUj VYHWWDQWH VXL FRORVVL GHL )RUL $ 'RQDWL $PVWHUGDP GRYH DO GLVLQFDQWR QHOO¡DQHOLWR GHJOL ÂśHOLVVHL¡ o alisei ed al lamento poetico, al levarsi del canto del gallo echeggiavano oche (Met /LEUR ,, FRPH UDFFRQWHUj %UXQHWWR /DWLQL 9HQH]LD HG

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RECENSIONI

MESOPOTAMIA ANTICA. ARCHEOLOGIA

DEL PENSIERO CREATORE DI

MITI NEL PAESE DI

SUMER

E DI

ACCAD

AUTORE: MARCO RAMAZZOTTI EDIZIONE: ARTEMIDE EDITORE PAGINE: 387 PREZZO: 30 EURO ISBN: 8875751757

A

d un anno appena dall’uscita del quarto tesauro del monu-â€? mentale Corpus dei testi urartei edito dal CNR, a cura di Mirjo Salvini (Roma 2012), il compendio sull’Asia anteriore di 0DUFR 5DPD]]RWWL GHĂ€QLVFH XQ¡DXWRQRPLD DUWLVWLFD GHOOD Meso-â€? potamia antica (Roma 2013) con fondatezza e spessore. Se il FDWDORJR GL SDOHRJUDĂ€D GHO PDWHULDOH HSLJUDĂ€FR XUDUWRORJLFR VXL PROWHSOLFL VXSSRUWL FODVVLĂ€FDWL GDL ODSLGHL DL EURQ]HL DSHUWRVL nel 2008, è esaustivo, la silloge della complessa produzione ar-â€? WLVWLFD HG HPEOHPDWLFD GHO EDFLQR SDOHRVLULDQR QRQ VL HVDXULVFH LQ 6LULD H VSD]LDQGR GDOO¡DSSRUWR HEODLWD DWWUDYHUVR PDWHULDOL H reperti annoverati tra Anatolia, Palestina ed Iraq, ne avanza un approccio estetico e neostoricistico. Argomentato da tempo tra L SL ULOHYDQWL HVHPSODWL HG DGGRWWL QHOO¡DPELWR XQ VXJJHOOR GD (EOD RUQDWR QHO FXOWR GL ,VKWDU /XFLDQR GL 6DPRVDWD 'H 6\ULD GHD FKH YL q LPSUHVVD FRQ OHRQL ELQDWL H ODELULQWLFR PLQRWDXUL-â€? QR VXPHULFR q HVSRVWR QHO 0XVHR DUFKHRORJLFR GL $OHSSR FKH FRPH LO 0XVHR DUFKHRORJLFR QD]LRQDOH GL 'DPDVFR q FKLXVR DO SXEEOLFR PHQWUH OH VXH UDFFROWH YHQJRQR SUHVLGLDWH VXO FDP-â€? po per la sicurezza e la salvaguardia dei siti siriani. Il sigillo, DOO¡DVSHWWR ELDQFR DUJLOORVR UHFD SDUDGLJPDWLFD QHOOH WHRULH GL SHUVRQLĂ€FD]LRQL H ]RRPRUIzVL OD UDIĂ€JXUD]LRQH GL XQ XRPR FKH VRUUHJJH LQ HTXLOLEULR XQ GLVFR DQWURSRPRUĂ€FR D TXDWWUR IDFFH H GDOOH FXL EUDFFLD SHQGH LQ RUL]]RQWDOH OD WUHFFLD D GXH FDSL /¡DWWHQ]LRQH SHU LO WLWDQR R LO GLR R O HVVHUH XPDQR V¡LGHQWLĂ€FKH-â€? UHEEH WDQWR QHO PLFURFRVPR DJULFROR H XUEDQR R WXUULWR TXDQ-â€? WR QHO PDFURFRVPR JOREDOH FKH VRUUHJJH VXOOD WHVWD QHO VHFROR VFRUVR q HPHUVD GDOOD VWUDWLJUDĂ€D DUFKHRORJLFD H GDO ULOHYDPHQWR DHUHR DOOD ODWLWXGLQH GHOOH FXOWXUH PHVRDPHULFDQH DIURDVLDWLFKH HG RFFLGHQWDOL /¡DWOHWLFR DUWLIH[ GHOOD FUHWXOD HG LO VXR FRSUL-â€? FDSR YDULDPHQWH LQWHVL KDQQR VXVFLWDWR GDO ULQYHQLPHQWR XQ YLYDFH GLEDWWLWR LFRQRORJLFR ULIHULWR DO QHPHV WXUULWR R VIHULFR ramesside o tolemaico,o radiato per analogie al sumerico Utu, D 7XEDO &DLQ R 9XOFDQR R DO EHDWR *LOJDPHV R UH GL 8UXN H DG

Atlante (al tempo della scoperta), e come tale connesso alla PLWRJUDĂ€D H DOO¡DSRWHRVL GL (UFROH LO YLUWXRVR WHODPRQH GHOOD QX-â€? YROD RFHDQLFD GHOO¡DUWH JUHFD HG HOOHQLVWLFD FKH ULFHYH GD $WODQWH L SRPL HVSHULGL /D QXEH FKH OD SRHVLD GL 2YLGLR KD LGHDOL]]DWR QHO JORER RFHDQLFR HG DVWUDOH H O¡DUWH URPDQD H OD GDPDVFqQD D 5RPD KD ULYHUVDWR QHOOD VIHUD FRVWHOODWD VXOOH VSDOOH GHOO¡$WODQWH )DUQHVH GHO 0XVHR DUFKHRORJLFR QD]LRQDOH GL 1DSROL PDFURFR-â€? smo dell’enfasi classicista, non scevra da suggestione polemica LQ IRU]D GL DFFRVWDPHQWL PHWDVLPEROLFL GHĂ DJUDQWL GL UHFHQWH KD ULDSHUWR XQ GLEDWWLWR DPSOLDWR FKH LO YROXPH GL 5DPD]]RWWL FR-â€? UDJJLRVDPHQWH DUULFFKLVFH GL DSSRUWL ELEOLRJUDĂ€FL HG LFRQRJUDĂ€FL HVWHVL DQFKH VRWWR LO SURĂ€OR WHPDWLFR QRQ VROR DFFUHVFHQGR LQ serie ed in parallelo il corpus documentale sul versante artistico canonico e alterno della civiltĂ dell’Egeo e del vicino oriente an-â€? tico, ma sincronizzandone semiologicamente i valori polinomiali e scritturali piĂš insistenti e frequenti nel coacervo. Il parziale svolgimento del sigillo, ineditamente conformato dal confronto QHOOD FRPSDJLQH GL FULWLFD DUFKHRORJLFD GHO YROXPH FRQVHQWL-â€? UHEEH LQ IRU]D GHOOD FODVVLĂ€FD]LRQH GD SURWRWLSL DFFROWL QHOO¡LQ-â€? YROXFUR VHPDQWLFR GHO FRPSOHVVR SURWRVLULDQR FKH ULDIĂ€RUDQGR D OLYHOOR VWUDWLJUDĂ€FR GDO 3DOD]]R 5HDOH * PHVRSRWDPLFR DFXWD-â€? PHQWH LQWHUSUHWDQR H VLJQLĂ€FDQR XUEDQR GHO SHULRGR SUHGLQDVWL-â€? co, di distinguere in area semitica urritala forma concoide delle monete, documentate consistentemente nella valenza storica GHOOR VYLOXSSR GHOOD VRFLHWj H GHOOD SROLWLFD PHVRSRWDPLFKH A cura di Francesca Salvemini


OPEN SOURCE

L

e soluzioni software libere e open source sono ormai particolarmente diffuse tra i professionisti del settore cul-â€? WXUDOH SRLFKp FRPH JLj DEELDPR DYXWR modo di sottolineare, sono ormai numerosi i campi in cui tali soluzioni sono altamen-â€? WH FRPSHWLWLYH 0HQWUH L SURIHVVLRQLVWL H le aziende sono sempre piĂš interessati a queste soluzioni, nel settore pubblico cosa accade? Nella Pubblica Amministrazio-â€? QH O¡DFTXLVWR GHO VRIWZDUH q GLVFLSOLQDWR GDOO¡$UW GHO &RGLFH GHOO¡$PPLQLVWUD-â€? ]LRQH 'LJLWDOH ' /JV LO TXDOH q VWDWR UHFHQWHPHQWH PRGLĂ€FDWR GDOOD /HJ-â€? JH FRQ XQ¡LPSRUWDQWH QRYLWj /D precedente versione prevedeva la necessi-â€? tĂ di effettuare una comparazione di tipo tecnico-â€?economico tra: software sviluppa-â€? to per conto della PA o dalla stessa PA, sof-â€? tware proprietario, software libero/open VRXUFH QRQRVWDQWH FLz LQ TXHVWL DQQL OD PDJJLRU SDUWH GHJOL XIĂ€FL SXEEOLFL KD TXD-â€? si sempre scelto software proprietario. Il QXRYR $UW FDPELD FRPSOHWDPHQWH OD situazione, prevedendo che l’acquisizione di software libero/open source e il ricorso a soluzioni giĂ sviluppate all’interno della PA sia la regola generale, mentre l’acqui-â€? sizione di software di tipo proprietario co-â€? stituisce ora l’eccezione. Da questo punto GL YLVWD LO 0L%$&7 VL GLPRVWUD SDUWLFRODU-â€? mente virtuoso, adottando e incentivando l'utilizzo e lo sviluppo di soluzioni softwa-â€? re libere e open source giĂ prima dell'en-â€? trata in vigore della nuova normativa, e gli esempi sono ormai numerosi.

029,2 5HFHQWHPHQWH q VWDWR SUHVHQWDWR 029,2 (www.movio.beniculturali.it) un applica-â€? WLYR UHDOL]]DWR GDOO¡ ,&&8 JUD]LH DO FRQWUL-â€? EXWR GL )RQGD]LRQH 7HOHFRP ,WDOLD 029,2 q XQ NLW FKH JOL LVWLWXWL FXOWXUDOL LWDOLDQL possono utilizzare per realizzare mostre YLUWXDOL RQOLQH ( FRPSRVWR GD &06 02-â€? 9,2 SHU OD UHDOL]]D]LRQH GL PRVWUH YLUWXDOL Ă€J &06 029,2 YHUVLRQH PRELOH SHU GLVSRVLWLYL L26 H $QGURLG L029,( OD YHU-â€? sione App per le piattaforme mobile piĂš diffuse. Ad oggi sono state realizzate, come progetti pilota, due mostre virtuali con contenuti digitali resi disponibili dal 0XVHR GHO 5LVRUJLPHQWR H GDOO¡$UFKLYLR VWRULFR GHOOD )RQGD]LRQH 7HOHFRP ,WDOLD ,O VRIWZDUH q VWDWR SHQVDWR FRPH XQ FRQWH-â€? nitore che integra strumenti diversi al ser-â€? vizio dei curatori delle mostre: da diversi

Fig. 1 – Esempio di mostra virtuale online realizzata con CMS MOVIO.

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WLSL GL JDOOHULH IRWRJUDÀFKH DOOD WLPHOLQH DOOH PDSSH LQWHUDWWLYH DOOR VWRU\WHOOHU 8Q DVSHWWR SDUWLFRODUPHQWH LQQRYDWLYR q costituito dal cosiddetto ontology builder, attraverso il quale il curatore ha uno stru-� mento per costruire la mappa concettuale dell’esposizione e consentire all’utente di comporre percorsi cognitivi personali con i contenuti predisposti per la mostra. 0,1(59$ ,O SURJHWWR 0,1(59$ Ministerial Network for Valorising Activities in digitisation -� ZZZ PLQHUYDHXURSH RUJ ÀQDQ]LDWR GDOOD &RPPLVVLRQH HXURSHD GDO DO aveva l'obiettivo di realizzare servizi e strumenti per migliorare l'accessibilità e la fruizione del patrimonio culturale. ,O &06 Content Management System) 086(2 :(% ÀJ SUHVHQWDWR SHU OD SULPD YROWD LQ LWDOLDQR QHO GLFHPEUH rappresenta il risultato piÚ concreto del progetto nell’ambito della progettazione di siti web culturali. Attualmente sono disponibili numerosi modelli di riferi-� mento, sviluppati appositamente per enti GLIIHUHQWL 086(2 :(% $5&+,9,2 :(% %,%/,27(&$ :(% ',5(=,21( :(% 6235,17(1'(1=$ :(% 6&82/$ :(% $WWXDOPHQWH FLUFD LVWLWX]LRQL KDQQR JLj XWLOL]]DWR 086(2 :(% SHU OD UHDOL]-� zazione di siti web di musei, archivi, bi-� blioteche, monumenti, soprintendenze, aree archeologiche, direzioni regionali, associazioni culturali e fondazioni, iti-� nerari culturali, musei virtuali, eventi e progetti.

Fig. 2 – Esempio di sito web della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma realizzato con il CMS MUSEO&WEB (progetto MINERVA).

0,&+$(/ ,O SURJHWWR 0,&+$(/ Multilingual Invento-â€? ry of Cultural Heritage in Europe – www. michael-â€?culture.org) realizza e mette in opera i risultati conseguiti dal progetto 0,1(59$ /¡RELHWWLYR SULQFLSDOH GHO SUR-â€? JHWWR FRRUGLQDWR GDOO¡ ,&&8 H Ă€QDQ]LDWR dalla Commissione Europea nell’ambito GHO SURJUDPPD H7(1 q TXHOOR GL FUHDUH una rete di banche dati nazionali delle collezioni digitali di musei, archivi, bi-â€? blioteche e altre organizzazioni culturali e VFLHQWLĂ€FKH PHWWHQGR L GDWL D GLVSRVL]LR-â€? QH GHO SRUWDOH HXURSHR 0,&+$(/ &XOWXUH che li aggrega e li propone al pubblico di tutto il mondo.

5$3725 ,O SURJHWWR 5$3725 5LFHUFD $UFKLYL H 3UD-â€? WLFKH SHU OD 7XWHOD 2SHUDWLYD 5HJLRQDOH ² www.raptor.beniculturali.it), ideato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del )ULXOL 9HQH]LD *LXOLD q QDWR GDOO¡HVLJHQ]D di creare un sistema informativo in grado di rispondere a tutte le necessitĂ dei fun-â€? zionari archeologi della Soprintendenza Ă€J ,O VLVWHPD JLj DGRWWDWR GD DOWUH Soprintendenze, permette la gestione del patrimonio archeologico in una struttura unitaria, integrando sia la parte burocra-â€? WLFD H G DUFKLYLR VLD TXHOOD WRSRJUDĂ€FD H FDUWRJUDĂ€FD

Fig. 3 – Homepage del progetto RAPTOR.

ARTPAST 7UD LO H LO DOO LQWHUQR GHO SURJHW-� to di digitalizzazione del patrimonio cul-� turale ARTPAST (Applicazione informatica in Rete per la Tutela e la Valorizzazione del Patrimonio culturale nelle aree sot-� toutilizzate -� www.artpast.org) sono stati sperimentati con successo due software per la gestione di informazioni di vario WLSR $5,6726 $UFKLYLR LQIRUPDWLFR SHU OD storia della tutela delle opere storico ar-� tistiche) dedicato all'organizzazione e alla gestione delle informazioni relative alla storia della tutela concepita in tutti i suoi diversi aspetti, anche se con un peculiare LQWHUHVVH SHU OD VWRULD GHO UHVWDXUR 6,&D5 (Sistema Informativo per i Cantieri di Re-� stauro -� sicar.beniculturali.it) che gesti-� sce, attraverso un GIS web-�based, la docu-� mentazione di un intervento di restauro, dalla progettazione alla documentazione dell'intervento. Il progetto Re.Arte (Re-� VWDXUL LQ 5HWH QDWR QHO VX YROHUH GHOOD 'LUH]LRQH *HQHUDOH 2,) H VRWWR LO coordinamento della Soprintendenza BAP-� PSAE di Pisa, ha lo scopo di continuare a implementare e popolare i due sistemi e formare il personale interno alle soprin-� WHQGHQ]H LQ WDOH VHQVR ,QÀQH ULFRUGLDPR DQFKH O DSSOLFD]LRQH $5&+,0,67$ VYLOXS-� pata per la schedatura, l'ordinamento e la GHVFUL]LRQH GHJOL DUFKLYL VWRULFL H ;'$06 una piattaforma web per il trattamento, la gestione, la fruizione online del patri-� monio documentale conservato dall'Archi-� YLR &HQWUDOH GHOOR 6WDWR DUFKLYL IRWRJUDÀ-� ci, sonori, audiovisivi). A cura di Giulio Bigliardi e Sara Cappelli (Progetto Open TÊchne)

ArcheomaticA N°1 marzo 2014 ArcheomaticA N° 1 marzo 2014


Tecnologie per i Beni Culturali

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ALTERNATIVA ARTE

9HQW·DQQL GL SDVVLRQH

ZZZ DOWHUQDWLYDDUWH LW

A S S O C I A Z I O N E A LT E R N AT I V A A R T E

Associazione di Volontariato e di Protezione Civile Regione Puglia


EVENTI

0$**,2 Los Angeles ,QWHUQDWLRQDO 6\PSRVLXP RQ $UFKDHRPHWU\ :HE ZZZ DUFKDHRPHWU\ com 0$**,2 Pisa 2SHQLQJ WKH 3DVW :HE KWWS PDSSDSURMHFW arch.unipi.it 0$**,2 $JVX $]HUEDLMDQ <R &R &X <2XWK LQ &2QVHUYDWLRQ RI &8OWXUDO +HULWDJH :HE ZZZ \RFRFX FRP *,8*12 Roma 7(&+12/2*<IRU$// :HE ZZZ PHGLDJHR LW *,8*12 6KDUMDK Lasers in the Conservation of $UWZRUNV /$&21$ ; :HE ZZZ ODFRQD RUJ

*,8*12 0DGULG $UW WK ,QWHUQDWLRQDO Conference on Non-�Destructive ,QYHVWLJDWLRQV DQG 0LFURDQDO\VLV for the Diagnostics and Conservation of Cultural and Environmental Heritage :HE KWWS DUW QHW *,8*12 Verona $5&+(2)266 )UHH /LEUH DQG 2SHQ 6RXUFH 6RIWZDUH H 2SHQ )RUPDW QHL SURFHVVL GL ricerca archeologica :HE ZZZ DUFKHRIRVV RUJ DUFKHRIRVV *,8*12 Riva del Garda ISPRS Technical Commission 9 6\PSRVLXP &ORVH range imaging, ranging and applications :HE KWWS LVSUV FRPPLVVLRQ fbk.eu/

S.T.Art

Diagnostica per Arte, Territorio e Ambienti

Test

6(77(0%5( Lecce 1st International Conference on $XJPHQWHG DQG 9LUWXDO 5HDOLW\ 6$/(172 $95 :HE ZZZ VDOHQWRDYU LW 6(77(0%5( CittĂ del Vaticano $3/$5 $SSOLFD]LRQL ODVHU QHO restauro :HE ZZZ DSODU HX 2772%5( Lucca /X%H& ; (GL]LRQH :HE ZZZ OXEHF LW 2772%5( 129(0%5( Paestum ;9,, %RUVD 0HGLWHUUDQHD GHO Turismo Archeologico :HE ZZZ EPWD LW

129(0%5( Conference on Cultural Heritange and New 7HFKQRORJLHV &1+7 Vienna :HE ZZZ VWDGWDUFKDHRORJLH DW 129(0%5( Boston WK ,QIUDUHG DQG 5DPDQ 8VHUV Group Conference :HE ZZZ LUXJ RUJ 129(0%5( )LUHQ]H Salone dell'Arte e del Restauro GL )LUHQ]H :HE ZZZ VDORQHUHVWDXURĂ€UHQ]H RUJ ',&(0%5( Napoli V Convegno Diagnosis of Cultural Heritage :HE ZZZ diagnosisculturalheritage.com

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Our services: Imaging and Scanning IR, reflectography, False Colour IR imaging, UV Fluorescence, imaging; XRF analysis and mapping IR Termography, Ultrasonic testing, GPR surveys, Microclimate 50 ArcheomaticA N°1 marzo 2014


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Trasporto in ALTA SICUREZZA Il rientro di un’opera da un’esposizione non è sempre di pura e semplice gioia per chi di quell’opera ne è responsabile. Il conservatore osserva, le reali condizioni di salute dell’opera prestata, per quanto celate esse siano …

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