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POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, NO/CUNEO - SUPPLEMENTO N.1 AL NUMERO 5-2018 ANNO XX DI TN TRASPORTONOTIZIE - IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP/CPO CUNEO PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI.

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editoriale

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EDITORIALE

Direttore responsabile Secondo Sandiano

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Cari lettori, dopo quelli che sembrano oramai stati i mesi più duri dell’ epidemia, molti italiani, soprattutto quelli che hanno continuato a lavorare nonostante il lockdown, si apprestano a partire per le vacanze. Questo numero quindi, arriva giusto prima di mettersi in viaggio, ma si rivolge anche a coloro che rimarranno a casa. Apriamo il giornale con l’intervista a Berlino Tazza, Presidente di Sistema Impresa, che, in seguito alle misure varate dal Governo, chiede maggiore aiuto per le imprese. Se, da una parte, i numeri del contagio sono in diminuzione, i dati che riguardano l’economia ci preannunciano mesi difficili. Di conseguenza, in questo numero abbiamo dato ampio spazio alle rubriche di economia, lavoro, politica, impresa e professioni, in relazione alle conseguenze, criticità e opportunità che seguono l’emergenza sanitaria. Nelle pagine successive, troverete le pubblicazioni di onorevoli, senatori ed europarlamentari, personalità di spicco ed esperti del settore, che da tempo contribuiscono alla riuscita del nostro magazine. A pagina 8 Daniela Rondinelli spiega la strategia “Farm to Fork” promossa dalla Commissione Europea, mentre a pagina 12 Andrea Lovelock presenta una nuova figura professionale, lo steward anticontagio. Continuando a pagina 16, Alessandro Pantani illustra un’azienda tutta italiana che, nonostante il lockdown, ha saputo reinventarsi e adottare le nuove tecnologie per proseguire il proprio lavoro in sicurezza. Si continua passando ad argomenti più leggeri, con le nostre rubriche dedicate alla famiglia: cinema, design, eventi, libri, comics, games, cucina, musica, viaggi e molto altro ancora. Come sempre, la nostra redazione è aperta a nuove collaborazioni e suggerimenti: se vi piace scrivere e volete condividere con i nostri lettori la vostra passione, non esitate a contattarci. Augurandovi una buona lettura, vi ricordo il nostro prossimo appuntamento dopo le vacanze. A presto!

DIRETTORE RESPONSABILE Secondo Sandiano

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CONTATTI REDAZIONE DGConsulting s.c. Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com

IN REDAZIONE Fabrizio Civallero, Michela Giuliano, Adriana Pozzo, Gabriella Tomasi.

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AMMINISTRAZIONE Stefania Ricca

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CONTRIBUTORI Si veda pagina 72

in data 29/09/2014 EDITORE E PROPRIETARIO: DGConsulting s.c.

Tipografia Tipolitoeuropa di Cuneo

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Il Freccia Rossa Torino Reggio Calabria

Bus turistici hop-on hop-off alla prova del Covid-19

Il Piemonte recupera servizi con l’introduzione del nuovo Freccia Rossa diretto Torino – Reggio Calabria, una linea per rispondere alle richieste di spostamento accumulate negli anni. Con le persone viaggiano i saperi, le idee, le conoscenze, le competenze: un patrimonio viaggiante che porta sviluppo e crescita ovunque. Questo treno riporta idealmente a quando dal sud arrivavano centinaia di migliaia di persone per lavorare, per poi tornare alla terra d’origine durante le vacanze: allora ci volevano 24 ore, oggi solo 11 e con tutte le comodità e i servizi dei Freccia Rossa. Il collegamento è attivo a partire dal 3 giugno e segna il punto per il riavvio dello sviluppo sociale ed economico che da sempre accompagna l’incremento dei trasporti.

Quest’estate sarà più facile visitare Roma in sicurezza con i nuovi bus turistici hop-on hop-off. Per rispettare le regole imposte dalle misure di contrasto al Coronavirus, il servizio di giro turistico a circuito chiuso, ormai presente nelle maggiori città europee, è stato potenziato con l’immissione di nuovi mezzi nella flotta e un secondo itinerario che garantirà una più ampia copertura dei punti di interesse. Con un maggior numero di fermate si avrà la possibilità di raggiungere ulteriori punti strategici come l’area di San Pietro e i Musei Vaticani. Inoltre, per garantire la sicurezza di passeggeri e personale di bordo, i bus sono stati dotati di pareti divisorie e forniti di mascherine chirurgiche gratuite, gel disinfettante e termoscanner a disposizione dei turisti.

Bressanone porta le api in città

#NoViolenza 2.0, il digital game per dire “basta”

Sono tra gli esseri viventi più importanti del pianeta, ma troppo spesso ce ne dimentichiamo, mettendole in serio rischio di sopravvivenza. Bressanone è particolarmente legata a questo piccolo insetto. Infatti, proprio qui, ogni due anni, si tengono le Giornate del Miele. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza degli impollinatori, l’ONU ha designato il 20 maggio come Giornata Mondiale dell’Ape. E Bressanone fa la sua parte insieme all’apicoltore locale Erich Larcher, che ha posizionato sul tetto del proprio ufficio, nel cuore della città, ben quattro arnie. Le api sostengono un ambiente naturale più sano e versatile e Bressanone, con il suo verde, è divenuto un vero paradiso per le nostre amiche alate.

Circa 50 partecipanti, giovani e adulti, divisi in sei squadre, per vincere il primo “digital game”, live e online, contro la violenza di genere. Svoltosi tramite Facebook e Zoom, il progetto #NoViolenza2.0 ha coinvolto nel 2019 e nei primi mesi del 2020 adolescenti e giovanissimi delle regioni Lazio e Molise, in particolare nelle province di Latina e Roma, e nei territori dei comuni di Latina e Cisterna di Latina. Sei le squadre in campo per questa sorta di “Pechino Express hi-tech”, una competizione divenuta online a seguito dell’emergenza sanitaria. I partecipanti hanno affrontato diverse prove, tra quiz e performance, animazioni visive e mappe interattive in campo con la voglia di dire “basta” a soprusi e abusi, soprattutto quelli di genere.

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attualità

La giornata mondiale dei mari e degli oceani

La musica è benessere, anche per Fido

Si celebrerà l’8 giugno e il WWF, per l’occasione, ha dato il via ad alcune delle attività che impegneranno per tutta l’estate la comunità di GenerAzioneMare, nata grazie alla campagna in difesa del Capitale Blu. Per il terzo anno il WWF coinvolgerà volontari, cittadini, ricercatori, aziende, pescatori, aree marine protette, tutti uniti per difendere la bellezza, le risorse e il valore economico delle risorse del mar Mediterraneo. L’economia blu può, infatti, mettersi in moto solo con un’efficace protezione del mare e uno sviluppo sostenibile delle attività umane: a questo proposito il WWF lancerà il suo piano per il Mediterraneo, una proposta per superare la fase post-Covid e che vede al suo interno scenari di sviluppo economico da condividere con tutti.

La musica è da sempre un ottimo antidoto a tristezza, solitudine e depressione. Quanti di noi la ascoltano facendo sport, viaggiando, studiando o durante il lavoro? A quanto pare esistono diversi studi sull’effetto che quest’ultima ha su cani e gatti. In particolare, secondo Deborah Wells, ricercatrice della Queen’s University di Belfast, sarebbe la musica classica quella che sortisce maggiori effetti calmanti sul cane, che non sono invece riscontrabili con melodie quali il pop o le canzoni commerciali in generale. I risultati dello studio dimostrano come la musica classica, unita ai suoni tipici della natura (cinguettii, acqua che scorre, etc.), vengano interpretati dall’orecchio del cane come una vera e propria conversazione tra umani.

Vacanze 2020: io resto in Il ritorno del drive-in per Italia, e tu? un cinema in sicurezza

L’estate 2020 sarà inevitabilmente atipica, dato che l’emergenza Coronavirus ha stravolto tutti i piani. Questa è l’estate della riscoperta del Belpaese: l’88% degli italiani, infatti, ha dichiarato che trascorrerà le proprie vacanze in Italia, segnando un netto cambio di rotta rispetto all’ anno precedente. Se poi, nel 2019 la meta più ambita per i viaggi “on the road” era la Route 66, quest’anno al primo posto c’è la Sardegna. Cresce anche la preferenza per i viaggi in auto: il 77,2% sceglierà la propria automobile, quasi il 20% in più rispetto all’anno scorso. Tra gli effetti più rilevanti del Covid-19 c’è anche un maggiore ritardo nel programmare le vacanze: il 68,3% è oggi infatti ancora indeciso. E tu, hai già deciso dove andare? NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

Film in streaming e dal pc addio: l’estate milanese riparte dal cinema all’aperto e dal pieno rispetto delle norme di distanziamento. Ha aperto mercoledì 24 giugno 2020 in zona Parco Nord, il Drive-in Milano, un’area di 4.000mq dotata di un maxi-schermo led di circa 200 mq con audio wireless. Il drive-in ospiterà tutte le sere, dal mercoledì alla domenica, un’importante selezione di pellicole cinematografiche, anche pluripremiate agli Oscar: dall’action alla fantascienza, dal fantasy alla comicità italiana oltre ad alcuni masterpiece degli anni 1990 e 2000. Sebbene il format del drive-in sia per sua natura destinato alla fruizione in automobile, le prime file sono riservate a biciclette, auto elettriche e auto ibride. GENTE IN MOVIMENTO

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Settore al collasso: il Governo aiuti le aziende Dall’esecutivo finora non sono giunte risposte: “Non abbiamo più tempo e pazienza, pronti a tornare in piazza”. Intervista a Berlino Tazza

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l Covid-19 ha messo in ginocchio il comparto del trasporto privato che insieme al turismo, al commercio nazionale e internazionale, al settore degli eventi e delle fiere ha pagato un prezzo altissimo. Ne parliamo con Berlino Tazza, a capo della confederazione nazionale delle Pmi Sistema Impresa. “Siamo particolarmente sensibili al tema dei trasporti e della mobilità”, spiega “dal momento che il comparto è ampiamente rappresentato all’interno della nostra confederazione e siamo dunque abituati a confrontarci con le tematiche avvertite con maggiore urgenza dalle aziende”.

Qual è lo stato di salute del comparto? “Indubbiamente è pessimo e la cosa che stupisce è la lontananza delle istituzioni. La crisi provocata dall’ emergenza epidemiologica ha colpito duramente le imprese dei bus turistici e gli operatori Ncc. Dal governo però, nonostante le dichiarazioni ufficiali, non sono giunte risposte paragonabili a ciò che è stato fatto a supporto degli altri ambiti produttivi. Non sono pervenute né risorse nè idee. Abbiamo riscontrato una incomprensibile indifferenza che, peraltro, sta precludendo la possibilità di risolvere con efficacia le NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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nuove e ingenti criticità che si stanno riversando sul sistema della mobilità pubblica. È il momento di coniugare gli sforzi del pubblico e del privato impiegando attivamente le imprese per fornire un aiuto così da rendere possibile la fornitura di un servizio efficiente e continuativo anche in presenza dei numerosi obblighi previsti per garantire la sicurezza degli utenti”. Avete avuto una risposta positiva? “Il governo, sbagliando, sembra diffidare delle potenzialità e della capacità di aiuto che sono in grado di offrire i privati. Non solo. Ci sono altre gravi problematiche che sono state ripetutamente rese note e che seguitano a non incontrare l’attenzione dei nostri governanti. Questi, invece di investire centinaia di milioni di euro nell’acquisto di monopattini, dovrebbero elaborare una strategia concreta e tempestiva per salvare un settore ormai giunto al collasso che conta 6.000 imprese bus, 30.000 aziende Ncc, 60.000 autisti e 5.000 addetti per l’indotto. Sistema Impresa, insieme alle altre sigle datoriali e sindacali dei trasporti, è scesa in piazza nell’ultimo mese per protestare contro l’assenza di misure governative. Finora non ci sono stati esiti positivi ma da parte nostra, in merito alle priorità per dare supporto agli operatori del settore e ai loro dipendenti, sono state avanzate

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proposte e richieste mirate”. Quali sono? “Prima di tutto le risorse: chiediamo un contributo a fondo perduto di 900 milioni di euro, pari a quanto stanziato per il trasporto pubblico. Pari, tanto per essere chiari, all’1% di quanto ha percepito il trasporto pubblico negli ultimi 10 anni. Oltre a ciò sollecitiamo, come ho spiegato in precedenza, l’impiego di Ncc, autobus e vetture a supporto del trasporto pubblico. Infine, la proroga delle sospensioni dei leasing e della cassa integrazione. Questo è il pacchetto con le nostre rivendicazioni. Tre misure, sintetiche, che sono in grado di tutelare imprese e posti di lavoro costruendo le condizioni di un rilancio autentico. Ma possiamo procedere anche più nel dettaglio come abbiamo fatto nel corso della protesta davanti ai media e nei tavoli istituzionali ai quali siamo chiamati a partecipare”. Spieghi meglio. “Chiediamo il blocco totale dei leasing e delle altre forme di finanziamento per l’acquisto di beni mobili o immobili strumentali fino al 31 marzo 2021. L’adeguamento del periodo di riferimento per il fondo perduto da estendersi al fatturato relativo al secondo trimestre 2019/2020 e l’allineamento delle misure di distanziamento agli altri Paesi europei.

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Il recupero delle accise sui carburanti per il settore trasporto persone mediante autobus e vetture Ncc. É necessario, inoltre, prevedere un intervento a favore della forza lavoro (autisti, accompagnatori ecc.) che risulta inoccupata e che non rientra nel campo di applicazione del DPR 7 ottobre 1963 n.1525 in attuazione dell’art. 1, c. 6 della l. 230 del 1962. Derubricazione di imposte e tasse per redditi prodotti nel biennio 2019/2020. Alleggerimento del costo del lavoro con abbattimento del 100% del 75% del 50% e del 25% dei contributi rispettivamente per gli anni 2020, 2021, 2022, 2023. Istituzione di un tavolo tecnico per la rivisitazione della L.21/92 alla luce della intervenuta sentenza della Corte Costituzionale n.56 del 26/03/2020. É questa la direzione nella quale dobbiamo andare. Ma il governo deve aprirsi sinceramente al negoziato e capire, una buona volta, che le aziende non hanno più tempo. La crisi del settore è conclamata e non è mai stata così grave. Il rischio di un fallimento e di un licenziamento di massa è ormai alle porte. Se si vuole evitare che la crisi non sia solo economica ma anche sociale è il momento di dare un segnale. E non a parole come è stato fatto finora. Servono azioni concrete”.

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Farmo to Fork: la sfida per vincere insieme Arriva dall’Europa la sfida da vincere tutti insieme: un nuovo percorso di produzione e consumo che avrà riflessi sul nostro stile di vita. a cura dell’On. Daniela Rondinelli

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a pandemia del Coronavirus, oltre ad aver provocato gravissime conseguenze per la salute e la vita di milioni di cittadini, ha colpito duramente anche l’economia con perdite pari a circa il 3% del Pil globale, come previsto dal Fondo Monetario Internazionale per il 2020. Ad essere sotto scacco sono tutti i settori produttivi, compreso quello agroalimentare che, nel caso specifico dell’Italia, ha registrato una riduzione della domanda interna tra il 25-30% e del 40% per le esportazioni. Si tratta di numeri consistenti, comuni anche a molti altri Paesi europei a vocazione agricola, che hanno fatto percepire chiaramente

l’esigenza e l’urgenza di tornare al più presto ad una situazione di normalità. La sovranità alimentare e la certezza di poter contare su scorte di cibo sane, di qualità, sufficienti e accessibili a tutti e a un prezzo equo sono diventate, forse per la prima volta, variabili fondamentali per tutta l’Unione. Da qui, è emersa anche la necessità di rendere operativi in breve tempo tutti gli strumenti di cui l’Europa dispone per tutelare il settore agricolo e rafforzarlo, rendendolo capace di resistere anche e soprattutto a shock improvvisi come quello che si è verificato in questi mesi a causa del Covid-19. È in questo clima generale quindi che NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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il 20 maggio scorso la Commissione europea ha presentato la Strategia “Farm to Fork”, dando inizio ad un nuovo percorso nel modo di produrre e consumare in Europa che avrà riflessi importanti su tutta la filiera agroalimentare così come sui nostri stili di vita. La Strategia consentirà di passare, infatti, ad un sistema alimentare caratterizzato dalla sostenibilità, che salvaguarda la sicurezza alimentare e assicura l’accesso a regimi alimentari sani, provenienti da un pianeta sano. Nel documento presentato dalla Commissione, molta attenzione è stata data agli obiettivi ambientali che l’agricoltura dovrà raggiungere entro il 2030: il dimezzamento degli agro farmaci, la riduzione del 20% dei fertilizzanti e l’ ampliamento delle superfici coltivate con metodo biologico. Perché questa trasformazione possa diventare concreta, l’UE deve sostenere i suoi agricoltori, in particolare i più giovani che rappresentano il futuro del settore sotto tutti i punti di vista. Il compito degli eurodeputati, e in particolare di coloro che sono impegnati nella Commissione Agricoltura, sarà dunque quello di fare in modo che siano definiti tutti gli strumenti di sostegno necessari a raggiungere gli obiettivi previsti. Fondamentale sarà la definizione di norme che tutelino la salute e la sicurezza dei consumatori, che preservino l’ambiente e che garantiscano un reddito dignitoso agli agricoltori che devono essere motivati ad investire per far proprio un nuovo stile produttivo più sostenibile e innovativo. Non secondario è anche il fatto che l’intero mondo rurale dovrebbe giovare dei processi di cambiamento, portando non solo nelle aziende ma in generale negli ambienti rurali le opportunità offerte dal digitale e dai servizi di norma disponibili solo nelle grandi città. La strategia Farm to Fork, quindi, può rappresentare un’opportunità per l’agroalimentare di sperimentare nuove soluzioni produttive avvanNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

taggiandosi degli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia e dalla digitalizzazione. Grazie a tali innovazioni sarà possibile, ad esempio, contribuire ad evitare gli sprechi, riducendo l’utilizzo dei pesticidi e dei fertilizzanti e calibrare la produzione per fare in modo che le superfici agricole vengano coltivate nel modo più efficiente ed efficace possibile. La crisi del Coronavirus ha messo in luce anche un’altra tendenza che potrebbe trovare vantaggio dalla Strategia Farm to Fork. Sono ormai tanti i cittadini-consumatori consapevoli della necessità di rivedere il proprio stile di vita, consci del fatto che siamo tutti vulnerabili. Ciò ci porterà a prestare maggiore attenzione a ciò che mangiamo, sentiremo il bisogno non soltanto di mangiare cibi di qualità e coltivati nella sostenibilità, ma anche di scegliere prodotti di prossimità, dal produttore al consumatore. Per queste ragioni, desta una certa preoccupazione la proposta, per ora solo accennata, sull’etichettatura obbligatoria che sembra voler ricalcare il modello del Nutriscore francese e dell’etichetta a semaforo che hanno come unici beneficiari le grandi lobby e la grande distribuzione, contraddicendo lo spirito stesso della Strategia Farm to Fork che dovrebbe invece valorizzare l’alimentazione consapevole, di qualità e basata sulla filiera corta. In questo senso il modello di etichettatura “a batteria” proposto dal Governo italiano è sicuramente più corretto dal momento che si fonda su un consumo equilibrato dei cibi e ha come modello la dieta mediterranea, universalmente

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riconosciuta come salutare. Fondamentale sarà inoltre difendere le eccellenze agroalimentari che hanno ottenuto la denominazione DOP/ IGP nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione dal rischio di essere catalogati come non salubri (si veda il classico esempio del Parmigiano Reggiano o dell’olio extra vergine d’oliva). Infine, uno sforzo più vigoroso dovrebbe essere fatto per quanto riguarda l’indicazione di origine dei prodotti dal momento che l’iniziativa dei cittadini europei in merito ha ottenuto un grande successo manifestando la chiara volontà dei consumatori di essere più informati sull’origine dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole. In questo senso la blockchain potrebbe rappresentare uno strumento fondamentale per garantire una completa tracciabilità dei prodotti, con particolare attenzione a quelli trasformati. Ultimo, ma non per importanza, sarà fondamentale integrare questa strategia nel quadro della PAC e del Green New Deal, superando le distanze che spesso separano ambientalisti e agricoltori e lavorando tutti insieme per un futuro migliore. Grazie alla recente proposta della Commissione di un nuovo Quadro Finanziario Pluriennale e del piano New Generation EU, finalmente la PAC sembra essere tornata ad avere un ruolo più centrale del dibattito e nelle strategie europee. Non a caso resta la prima voce del PIL europeo, la prima in termini di export e di occupati: da lì era giusto ripartire. Ora bisogna solo cogliere questa occasione senza sprecarla. GENTE IN MOVIMENTO

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Risoluzione anticipata di affitto commerciale Risarcibilità dei danni patiti dal locatore in caso di risoluzione anticipata del contratto di locazione di immobile ad uso commerciale. a cura di Elisa Fea

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a Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 8482 del 2020, si è pronunciata in merito alla risarcibilità dei danni patiti dal locatore in caso di risoluzione anticipata del contratto di locazione di immobile ad uso commerciale. Nel caso sottoposto all’attenzione della Corte, il conduttore aveva chiesto al Tribunale di dichiarare la risoluzione del contratto di locazione di immobile ad uso commerciale per inadempimento del locatore, che avrebbe omesso di fornire la documentazione tecnica necessaria per l’adeguamento del certificato di prevenzione incendi, nonché la

condanna dello stesso al risarcimento del danno. Il locatore si era costituito in giudizio, lamentando l’inadempimento del conduttore, che non avrebbe provveduto al pagamento dei canoni di locazione contrattualmente pattuiti. Il Tribunale, accertando l’avvenuto pagamento dei canoni da parte del conduttore, lo aveva condannato però a corrispondere la somma residua dovuta per i canoni maturati fino alla data della riconsegna formale dell’immobile. Nel giudizio di secondo grado, la Corte d’Appello, accogliendo parzialmente la domanda del locatore, aveva condannato il conduttore al NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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pagamento dell’ulteriore somma dovuta dalla data di liberazione dell’immobile fino a quella di naturale scadenza del contratto. Avverso la pronuncia di secondo grado il conduttore aveva proposto ricorso in Cassazione contestando il diritto del locatore di ricevere il canone pattuito anche per il periodo successivo alla riconsegna dell’ immobile. Pertanto i Giudici di legittimità, nella sentenza in esame, hanno approfondito i due orientamenti opposti della medesima Corte di Cassazione in tema di risarcimento del danno patito dal locatore in caso di risoluzione anticipata del contratto di locazione. L’orientamento maggioritario si muove nella direzione della risarcibilità dell’interesse positivo, riconoscendo al locatore non inadempiente il diritto di pretendere quanto avrebbe potuto conseguire se le obbligazioni fossero state adempiute (detratto l’utile ricavato) o che, con l’uso della normale diligenza, avrebbe potuto ricavare dall’immobile nel periodo intercorso tra la risoluzione anticipata ed il termine pattuito per la durata del contratto di locazione. In particolare, la Corte ha richiamato la sentenza n. 2865/2015, ove i Giudici di legittimità avevano espressamente chiarito che “l’art. 1453 c.c., facendo salvo, in ogni caso, il diritto della parte adempiente, che chiede la risoluzione del contratto per inadempimento della controparte, al risarcimento dei danni, ricomprende, tra i danni risarcibili, anche il mancato guadagno, se e in quanto esso costituisca conseguenza immediata e diretta, ex art. 1223 c.c., dell’evento risolutivo. Tale pregiudizio si può individuare nell’incremento patrimoniale netto che la parte non inadempiente avrebbe conseguito mediante la realizzazione del contratto e che non ha potuto conseguire per la inadempienza dell’altra parte”. L’art. 1453 del Codice Civile, infatti, dispone al comma 1 che “nei contratti con prestazioni corrispettive, quando NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

Il risarcimento del danno per l’inadempimento o per il ritardo deve comprendere la perdita subita dal creditore, come il mancato guadagno.

uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l’altro può a sua scelta chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno”. L’art. 1223 del Codice Civile, citato dalla Corte, sancisce testualmente che “Il risarcimento del danno per l’inadempimento o per il ritardo deve comprendere così la perdita subita dal creditore come il mancato guadagno, in quanto ne siano conseguenza immediata e diretta”. Ancora, hanno esposto i Giudici di legittimità richiamando la sentenza n. 530/2014 della medesima Corte, il danno risarcibile al locatore a titolo di lucro cessante “è rappresentato dalla mancata percezione di un introito mensile per tutto il tempo presumibilmente necessario per poterlo nuovamente locare, in relazione al quale un obiettivo parametro di riferimento può essere utilmente individuato, salvo prova diversa, nel periodo di preavviso previsto per il recesso del conduttore”. L’opposto orientamento, minoritario ed espresso dalla Corte di Cassazione nelle sentenze n. 27614/2013 e n. 1426/2017, esclude invece che, avvenuta la risoluzione per inadempimento del conduttore a seguito del rilascio del bene, il locatore possa lamentare un danno per la mancata percezione dei canoni locativi che sarebbero stati esigibili fino alla scadenza del contratto oppure fino alla rilocazione. Le decisioni richiamate negano che tale pretesa possa avere fondamento perché non solo la mancata percezione dei canoni pattuiti non

costituirebbe una perdita, dato che essi non avrebbero comunque mai fatto parte del patrimonio del locatore a causa dell’intervenuta risoluzione, ma la mancata percezione dei canoni non potrebbe esser configurata nemmeno come mancato guadagno poiché con il rilascio dell’immobile il locatore ha comunque potuto godere del bene disponendone materialmente. Con la recente sentenza n. 8482/2020, la Corte di Cassazione ha espressamente richiamato l’orientamento maggioritario, sostenendo che al locatore non inadempiente spetta il diritto di pretendere quanto avrebbe potuto conseguire se le obbligazioni fossero state adempiute, detratto l’utile ricavato o che, con l’uso della normale diligenza, avrebbe potuto ricavare dall’immobile nel periodo intercorso tra la risoluzione anticipata del contratto ed il termine pattuito originariamente. In conclusione, dunque, l’art. 1453 del Codice Civile, facendo salvo in ogni caso il diritto della parte adempiente, che chiede la risoluzione del contratto per inadempimento della controparte, al risarcimento dei danni, comprende tra i danni risarcibili anche il mancato guadagno, se ed in quanto conseguenza immediata e diretta della risoluzione anticipata. Tale pregiudizio si può individuare nell’incremento patrimoniale netto che la parte non inadempiente avrebbe conseguito mediante la realizzazione del contratto e che non ha potuto conseguire per la inadempienza dell’altra parte. GENTE IN MOVIMENTO

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Nasce la figura dello steward anticontagio L’agenzia per il lavoro

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a ripartenza, dopo l’emergenza sanitaria, ha reso indispensabili nuove figure professionali e, Tempor ha lanciato per questo motivo, l’Agenzia per il Lavoro Tempor SpA, al fine di sostenere ed aiutare imprese e sei moduli formativi lavoratori ma, soprattutto, garantire alti livelli di sicurezza per gli utenti, lanciato la formazione di nuove per nuove figure ha e specifiche figure professionali, gli Steward di Controllo e Anticontagio, professionali divenute che sono fondamentali nella gestione dei flussi di persone nelle aziende della GDO (supermercati, ipermercati, necessarie nel centri commerciali), nelle attività ricettive e di ristorazione, nelle attività di intrattenimento e spettacolo post-covid. (cinema, teatri, concerti) e in molte attività legate alla stagione estiva.” “La proposta Tempor” sintetizza a cura di Andrea Lovelock Francesco Gordiani AD dell’Agenzia per il Lavoro, “prevede sei corsi di formazione professionale specifica per profili di Steward di Controllo e Anticontagio: l’Agenzia, per favorire quanto prima e il più possibile la Nella foto seguente Francesco Gordiani, ripresa delle attività commerciali in AD dell’Agenzia per il Lavoro Tempor SpA. totale sicurezza, mette pienamente a disposizione delle aziende la propria professionalità per “garantire” sempre alti livelli di competenza dei lavoratori soprattutto, in questo caso, nella gestione dei flussi di utenti o nelle aggregazioni di persone. Tempor presenta i moduli formativi attraverso un video e una brochure che sinteticamente descrivono i diversi percorsi professionalizzanti”.

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Nel dettaglio sono sei gli ambiti lavorativi e i profili individuati: il primo riguarda le aziende manifatturiere con un corso che si propone di rendere i lavoratori e gli imprenditori responsabili e consapevoli dei comportamenti a tutela della sicurezza propria e altrui, approfondendo sia gli aspetti tecnici legati alle principali misure adottate dalle aziende del comparto manifatturiero per garantire un contrasto alla diffusione del Coronavirus, sia gli aspetti psicologici per accompagnare al meglio il lavoratore in questo delicato periodo. Il secondo modulo è relativo al ‘Covid Manager’, con funzioni di coordinamento per l’attuazione delle misure di prevenzione e controllo, e costituisce il principale referente aziendale con le strutture del Sistema Sanitario Regionale e gli enti di controllo. Il terzo modulo forma l’addetto alla sicurezza anticontagio e quindi figure preposte a controllare l’accesso ed il perfetto rispetto delle misure di contenimento del contagio da SARSCoV-2 nel settore delle grande distribuzione organizzata, rispondendo alle domande dei clienti e distribuendo materiale informativo funzionale alla loro attuazione. Tali figure, quindi, hanno il compito di dare agli utenti un quadro più completo su come accedere e comportarsi all’interno del supermercato o centro commerciale in sicurezza. Il quarto modulo attiene alle attività di intrattenimento, spettacolo e cultura: figure preposte a controllare l’accesso ed il perfetto rispetto delle misure di contenimento del contagio. Il quinto e sesto modulo sono rivolti al settore turisticoristorativo con la formazione di addetti ai servizi di controllo e anticontagio nelle spiagge, dei veri e propri ‘Steward di spiaggia’ e addetti ai controlli negli alberghi e nei ristoranti. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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Ripartenza: l’INRL e i Professionisti Volontari

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na vera e propria ‘task force’ di Professionisti Volontari per assicurare un contributo professionale (consigli, idee, supporto morale, progetti ecc.) alle imprese bisognose, nella fase iniziale della loro ripartenza. È questa l’iniziativa di solidarietà dell’INRL, Istituto Nazionale Revisori legali, per sostenere su tutto il territorio nazionale le aziende in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19, come ha spiegato il Presidente dell’Istituto Ciro Monetta, in una lettera inviata a tutti gli iscritti. La lettera mira a raccogliere in breve tempo le adesioni a questo ‘elenco di Professionisti Solidali’, che è parte NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

integrante del progetto “Ripartenza #dopocoronavirus”. Nella stessa, infatti, il presidente sottolinea come: “É sotto gli occhi di tutti la situazione estremamente preoccupante in cui versa il tessuto imprenditoriale italiano. Il difficile momento delle grandi e piccole imprese è causato dalla scarsa liquidità provocata da circa tre mesi di fermo di molte attività produttive. Dagli ultimi dati statistici pubblicati, quasi un’azienda su due ha avanzato domanda di moratoria per i propri debiti e solo il 20% non ha bisogno di nuova liquidità. Nello scorso mese di marzo, le imprese hanno subito un calo medio del fatturato di circa il 40% ed

L’iniziativa di solidarietà dell’INRL per sostenere per sostenere su tutto il territorio nazionale le aziende in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19. a cura di Luca Simeoni

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Professioni

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La segretaria generale Katia Zaffonato, il Presidente Ciro Monetta e il Tesoriere Paolo Brescia.

evidenziano aspettative al ribasso per tutto il 2020, anche con cali fino al 50%. Nell’insieme viene delineato un quadro abbastanza critico dove, tuttavia, non mancano anche segnali positivi provenienti da parte degli imprenditori più ottimisti. Anche dagli ultimi DL sono arrivati i primi segnali a sostegno del tessuto imprenditoriale del Paese, come lo stop alla rata dell’Irap, gli aiuti a fondo perduto, i crediti d’imposta, i fondi per la ricapitalizzazione delle imprese, le misure per il lavoro, la proroga della CI e il rinnovo dei contratti a tempo determinato. Il tutto però”, osserva Monetta, “non può ritenersi sufficiente in quanto, nei predetti DL, prevalgono in particolare le misure di sostegno, certamente necessarie, ma, a parte ecobonus e voucher turismo, non sono sufficienti a stimolare la ripresa dei consumi e la ripartenza degli investimenti, indispensabili per il rilancio del sistema economico. In un simile momento ognuno può dare il proprio contributo di solidarietà e noi Professionisti (tutte le categorie professionali) possiamo offrire il nostro contributo a tutte quelle imprese in gravi difficoltà finanziarie che non hanno la possibilità di avvalersi di una opportuna collaborazione professionale che li aiuti nella fase di ripartenza. Da qui la proposta dell’Inrl, anche attraverso il suo braccio operativo dello ‘Sportello del Revisore’, di predisporre in tempi brevi un elenco di Professionisti Volontari sull’intero territorio nazionale che a titolo gratuito possono fornire, per la ripartenza e la ripresa, un valido supporto alle Imprese.” 14

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Per aderire all’iniziativa i Professionisti che vogliono contribuire a questo gesto di solidarietà, possono compilare un apposito modulo direttamente dal sito web dell’Inrl (www.revisori.it). “Da pochi giorni è stata avviata la nuova fase con gli spostamenti tra regioni italiane ma ci troviamo comunque di fronte”, prosegue Monetta, “ad innumerevoli nuove regole stabilite dai vari Decreti che possono disorientare le imprese; pertanto riteniamo utile e doveroso fornire un’adeguata e professionale lettura delle misure adottate e gettare le basi concrete per la ripartenza economica del nostro Paese. Una volta ultimata la stesura di questo elenco, comunicheremo questa iniziativa a tutte le Associazioni di Categoria, sindacati d’impresa e rappresentanze datoriali, affinché le Imprese possano consultare direttamente l’elenco e prendere contatti con i Professionisti”. Monetta auspica e spera nell’unione, collaborazione e condivisione dell’ iniziativa da parte di tutte le categorie professionali. Intanto, anche il comitato scientifico dell’INRL, coordinato dal vice presidente Michele Giannattasio e presieduto da Giuseppe Garramone, ex questore di Modena e Trento ed ora alto dirigente al Ministero dell’Interno, è al lavoro per stilare in tempi rapidi una ‘road map’ per gli impegni futuri dell’Istituto come spiegano entrambi: “Intendiamo promuovere alcune iniziative, prima fra tutte quella volta a rivalutare professionalmente la figura del Revisore Legale, portandola su un piano elevato. Alcuni aspetti della sua attività professionale sono spesso trascurati, ad esempio il suo

ruolo in campo giudiziario: nelle vicende legate ai fallimenti di aziende, dove altre figure professionali vengono normalmente consultate, mentre il Revisore Legale viene raramente interpellato. Intendiamo anche consolidare ed ampliare i contatti con tutte le istituzioni statali, in particolare con il Ministero dell’Interno. Contestualmente a questo tipo di attività, il Comitato Scientifico ha proposto l’incentivazione dell’attività di formazione aggiornandola con le ultime risultanze legislative e promuovendo una partnership con il mondo universitario. Alla luce di contatti già avviati dall’INRL con alcune università per realizzare dei master e avviare discipline specialistiche, vorremmo proporre un’interlocuzione più sistematica con le principali realtà universitarie su tutto il territorio nazionale creando sinergie costruttive, affinché si giunga, così come prospettato dallo stesso presidente Monetta, alla realizzazione di corsi di laurea ad hoc sulla Revisione Legale. L’iniziativa servirebbe ad avvicinare molti giovani a questa professione, che sta assumendo sempre più una valenza strategica nel rilancio economico del sistema-paese, soprattutto oggi, per uscire dall’impasse dell’emergenza Covid-19.” Il presidente INRL ha poi espresso piena soddisfazione e gratitudine al Segretario Generale Katia Zaffonato e al Tesoriere Paolo Brescia per l’incondizionato impegno profuso in questi mesi di lockdown per la prosecuzione di tutti i progetti avviati dal Consiglio Nazionale, per la riuscita di tutti i webinar organizzati e per l’avvio della formazione continua (per la prima volta erogata gratuitamente a tutti gli iscritti). Impegno profuso anche da tutti i consiglieri nazionali, dalla segreteria INRL e dallo Sportello del Revisore che, pur lavorando in smart-working hanno garantito la continuità delle attività e l’assistenza agli iscritti. Un ringraziamento da parte dell’ intero Consiglio Nazionale va anche ai Delegati Provinciali e Regionali per la collaborazione e la vicinanza dimostrata in quest’ultimi mesi. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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Innovazione

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CEA, il futuro dell’edilizia passa dall’innovazione Dall’intervento per ripristinare una diga in Francia alle sfide della ripresa, vinte grazie ad un’app innovativa e l’utilizzo di smart glasses brevettati. a cura di Alessandro Pantani

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ltre 400 dipendenti, radici saldamente piantate nel bolognese e filiali in Romania, Libia e Libano e una vocazione all’innovazione che caratterizza tutta l’attività. È questa la carta d’identità di CEA, Cooperativa Edile Appennino, realtà di Calderara di Reno dalle molte anime: dall’edilizia tradizionale alla gestione delle reti acqua e gas, dalla depurazione fino al settore asphalt dams, ossia la gestione e manutenzione di dighe e bacini rivestiti in conglomerato bituminoso. La cooperativa bolognese è, infatti, una delle tre uniche realtà in Europa ad avere le competenze per gestire

questo tipo di interventi grazie alla expertise garantita, a partire dal 2014, dall’acquisizione del ramo dighe della Ingegner Sarti, storico marchio italiano attivo nel settore dell’ ingegneria idraulica sin dal 1950. È proprio questa specializzazione che ha permesso a CEA, in piena emergenza Covid-19, di conquistare un appalto internazionale per intervenire in soccorso dei “cugini d’Oltralpe”: “Quella di Kruth – Wildenstein” spiega Giuseppe Salomoni, Presidente di CEA” è la diga più importante per la regione dell’Alto Reno, rifornisce energeticamente le imprese del territorio ed è fondamentale per l’irrigazione agricola di tutta la NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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pianura sottostante. La diga, costruita negli anni ’60, ha subito negli anni dei piccoli interventi manutentivi. Un recente e repentino scivolamento dello strato di impermeabilizzazione superiore ha costretto al sostanziale svuotamento del bacino e alla necessità di un intervento massiccio di manutenzione. CEA ha partecipato e vinto il tender internazionale bandito dalla Regione dell’Alto Reno nel 2019” continua Salomoni “forte delle competenze acquisite negli anni e dell’esperienza maturata in lavori di analoga difficoltà. La redazione di un dettagliato piano esecutivo dei lavori e una minuziosa descrizione delle singole attività al fine di dimostrare la capacità di rispettare le stringenti tempistiche prescritte dalla Committente hanno permesso alla CEA di imporsi su competitor Europei di altissimo livello. Non è dipeso pertanto dall’aspetto economico l’affidamento dei lavori quanto dalla comprovata capacità di eseguire questi interventi in tempi ristretti e con risultati qualitativi eccellenti”. I lavori sono stati avviati ad aprile con l’obiettivo preciso di concludere entro l’estate: “Nel cantiere francese sono impegnati oltre 25 operai specializzati, supportati da uno staff tecnico di cantiere e verranno utilizzati macchinari specifici appositamente progettati per superare le difficoltà operative che questo tipo di lavorazioni comportano: carri con argani per trainare in pendenza frese stradali, finitrici, dumper e rulli, carrellini studiati per far muovere gli operai in sicurezza sul paramento e permettere interventi di dettaglio in punti precisi, e macchine per la pulizia delle superfici”. La sfida? Concludere entro l’estate: “A fine agosto” prosegue Salomoni “ci sarà la virtuale seconda inaugurazione della diga che a seguito di questi interventi vivrà una vera e propria seconda giovinezza, allungando la sua vita di altri 50 anni”. Del resto, per CEA le sfide sono come benzina nel motore, un motore mosso da un’innata vocazione all’innovazione: la realtà di Calderara di Reno, infatti, ha nel proprio DNA la capacità NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

di tramutare le difficoltà in opportunità, cavalcando l’onda dell’Industria 4.0. Ne sono un valido esempio i due brevetti messi a punto partendo da concrete esigenze di sicurezza e che, con l’avvio della fase 2, si sono rivelati ancor più decisivi: Jobsafer e Vision. “Jobsafer, sviluppata insieme alla Digipax di Senigallia, è una app realizzata per assicurarsi che ogni nostro dipendente utilizzi i dispositivi di protezione individuale” spiega Salomoni: “grazie a innovativi sensori posizionati sui DPI, l’app controlla che l’utente abbia indossato tutto ciò che occorre per lavorare in sicurezza come elmetto, guanti, occhiali. Se qualcosa venisse dimenticato l’app avviserà in tempo reale sia il dipendente che il responsabile. Dopo diverse sperimentazioni siamo arrivati a sviluppare un sensore piccolo e leggero che non ostacola il lavoro al punto che oggi possiamo installarlo anche per monitorare le mascherine”. Una app innovativa che non solo ha raccolto il plauso dell’INAIL e la collaborazione delle sigle sindacali durante il suo sviluppo ma che oggi è adottata da realtà importanti a livello nazionale e internazionale: “Oggi Jobsafer è utilizzato con un progetto pilota dal gruppo FIAT – CNH e sono in corso trattative anche con il Gruppo Acea di Roma” spiega Salomoni “ma siamo convinti che possa essere utile a tutte le imprese, in particolare in questa fase legata alla convivenza con il virus”. In tempi di distanziamento sociale obbligato, anche la riduzione dei

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In foto: Giuseppe Salomoni

contatti interpersonali è importante: “Per contenere al massimo la presenza di persone nei cantieri” spiega Salomoni “facciamo affidamento su Vision, i nostri smart glasses con realtà aumentata, brevettati che permettono agli operatori dei diversi cantieri sul territorio nazionale e internazionale di essere supportati da remoto dai nostri tecnici per le operazioni più complicate. In questo modo, attraverso la centrale operativa, possiamo fornire assistenza ai nostri operatori senza bisogno di aumentare le presenze in cantiere”. Sicurezza al centro, quindi, e una vocazione al non abbattersi mai, neppure nei momenti più difficili: “Nei mesi di marzo e aprile abbiamo avuto una contrazione del volume di affari di circa il 40%” spiega Salomoni. “Ora siamo pronti a ripartire su tutti i fronti ponendo al centro, come sempre, la salute e la sicurezza di tutti i nostri dipendenti. I nostri brevetti innovativi saranno la chiave di volta per una ripresa a ritmi sostenuti con i rischi di contagio ridotti al minimo”. GENTE IN MOVIMENTO

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Europa

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Recovery Plan: luci e ombre Il piano europeo di rilancio dell’economia dell’Unione, tramite l’emissione di un debito comunitario. a cura dell’On. Piernicola Pedicini

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l Recovery Instrument, dalla prospettiva italiana, è uno degli strumenti più vantaggiosi del Recovery plan, il piano di rilancio dell’economia presentato dalla Commissione europea. Ma come spesso accade, il diavolo si nasconde nei dettagli, e l’interpretazione sommaria delle misure proposte dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, può creare molti equivoci. Quando si parla di Recovery Fund (o Instrument) si fa riferimento alla proposta di Francia e Germania di emettere debito comune, per un valore

di 500 miliardi di euro, per far fronte alla crisi innescata dalla pandemia. Una proposta accolta e incrementata dalla Commissione europea che ha stabilito una somma di 750 miliardi, di cui 500 miliardi sotto forma di trasferimenti e altri 250 miliardi di prestiti. Per essere più concreti anche nella descrizione del piano, occorre dire che le risorse che l’Ue intende mettere a disposizione degli stati più colpiti da questa crisi, dovranno essere reperiti sui mercati finanziari, e l’obiettivo è raggiungere i 750 miliardi di euro che, quindi, non costituiscono NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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un punto di partenza, ma di arrivo. A questi potenziali 750 miliardi si aggiungono le risorse del bilancio pluriennale europeo (2021-2027), cui gli stati membri partecipano in proporzione al proprio Pil e al tasso di disoccupazione degli Stati membri, nel caso dell’Italia la partecipazione si attesta al 12,8%. Dal momento che i contributi al bilancio di ciascuno stato sono versati in proporzione al Pil (a differenza della distribuzione del Recovery fund, che sarà calcolato sulla base delle necessità economiche) sarà possibile che Stati in difficoltà come l’Italia ricevano più di quanto dovranno versare. Nello scenario in cui tutti i Paesi chiedano un prestito, all’Italia verrà distribuita la cifra di 153 miliardi di euro, di cui 102 sono trasferimenti e 51 sono prestiti. Il vantaggio è senz’altro legato al fatto che, in teoria, potremmo avere liquidità immediata, e un tempo molto esteso per la restituzione (fino al 2058). Se però consideriamo il flusso di cassa, l’Italia al termine avrà guadagnato solo 6 miliardi, una cifra che potrebbe essere erosa dal costo del finanziamento. Ma ci sono ancora altri aspetti da chiarire. Prima di tutto rimangono da valutare le condizionalità con cui verranno erogati i prestiti e i trasferimenti. Solo allora sarà possibile giudicare ed eventualmente affermare che le risorse del Recovery Fund nei fatti costituiscono una forma

embrionale di Eurobond, lo strumento che avevamo fortemente richiesto e che consisteva nell’emissione di titoli obbligazionari comuni all’interno dell’area euro. Bisogna poi aggiungere infine, un ulteriore problema: la tempistica. Nel regolamento del Recovery and Resiliency Facility, si legge che la Commissione concede le risorse solo quando i Paesi avranno presentato dei piani dettagliati su come investire quei fondi e le misure adottate per spenderli con efficacia. La Commissione quindi non promette di erogare tutto subito, eppure i tempi degli esborsi sono fondamentali. Significa che prima l’Italia riuscirà a presentare piani dettagliati, credibili e operativi, prima otterrà i fondi del Recovery Plan. E a questo proposito non bisogna dimenticare che i piani vanno approvati dai vari parlamenti nazionali, altro passaggio che pone molti interrogativi sull’esito finale. Un’ultima nota al riguardo del dibattito sugli strumenti comunitari contro la crisi, va necessariamente destinata al Mes. Grazie alla creazione di un fondo ad hoc, il tasso di interesse è di poco superiore allo 0,1%, il ché farebbe pensare a una convenienza nell’utilizzo di queste risorse. Ma a ben guardare, restano almeno tre significative criticità. La prima è che le condizionalità del two pack non sono state abolite. Il two pack è quel meccanismo di controllo dei bilanci nazionali da

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parte della Commissione europea che garantisce il rispetto dei parametri del Patto di stabilità e crescita, ora solo momentaneamente sospeso. Non essendo stato revisionato quindi, perché per poterlo sospendere del tutto è necessaria una revisione dei trattati europei, va da sé che resta l’impegno da parte degli Stati che facciano richiesta di accesso al Mes, ad effettuare gli aggiustamenti macroeconomici del caso che, normalmente, si traducono in un drastico taglio alle spese dello stato (welfare, pensioni, salute, istruzione e altri settori strategici), con forti ripercussioni sulla vita dei cittadini. La seconda criticità, difficilmente confutabile anche in futuro, è che le spese dirette e indirette per la crisi sanitaria italiana andrebbero a ripagare anche gli sprechi locali, in particolare per la realizzazione di ospedali poco efficienti ed estremamente costosi. Come è avvenuto purtroppo in Italia, proprio nelle regioni più colpite dall’epidemia. Infine, solo in ordine di enumerazione, l’ultimo rilievo: i tempi attesi per l’erogazione del prestito. Il Mes dispone le risorse in 7 mesi, una tempistica non favorevole perché è indispensabile avere quanto prima quei fondi. Quindi anche al netto della riduzione sugli interessi, l’opzione migliore resta recuperare la liquidità necessaria sul mercato e avvantaggiarsi delle condizioni favorevoli create dai programmi della Bce.

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Turismo post-Covid: la ripartenza Il pacchetto di iniziative per la ripartenza del settore turistico comunitario, promosso dalla Commissione Europea. a cura del Centro Europeo Consumatori Italia

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a diffusione dell’epidemia di Covid-19, ha generato la più grave crisi che il nostro Paese si sia trovata ad affrontare probabilmente dai tempi della Seconda Guerra Mondiale; i dinamici ritmi delle nostre vite sono stati costretti a rallentare, conformandosi allo scorrere di giornate statiche e colme di preoccupazione. A circa quattro mesi dal lockdown nazionale, la situazione sembra migliorare e su più fronti ci si prepara alla ripartenza; se fino ad ora di viaggi si è parlato solo in relazione alla sventurata sorte di coloro che sono stati costretti a rinunciare alle agognate vacanze, è ora tempo di concentrarsi

su prospettive positive, di rilancio e di rinascita. A tale proposito, la Commissione Europea, organo esecutivo dell’Unione, ha inviato una Comunicazione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e a quello delle Regioni, presentando un pacchetto di iniziative volte a consentire “a tutta l’Europa di beneficiare di una stagione turistica riposante e soprattutto sicura”, con una particolare attenzione anche alla tutela del prezioso ecosistema turistico europeo. Un pacchetto di ripartenza potremmo dire, che riunisce orientamenti e raccomandazioni aventi lo scopo di ripristinare la libera circolazione NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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dei cittadini garantendone la sicurezza, riattivare la rete di trasporti, affrontare la crisi di liquidità e dare nuovo slancio alla fiducia dei consumatori e infine, garantire la ripartenza del settore turistico. Il settore del turismo rappresenta, infatti, uno dei pilastri dell’economia di molti Paesi europei, tra i quali Italia, Francia, Germania e Spagna che, come si legge nella Comunicazione, rientrano tra le destinazioni mondiali più ambite. Le restrizioni imposte agli spostamenti hanno sicuramente inflitto un grave vulnus al sistema turistico, ma il progressivo e graduale abbandono di tali restrizioni può comportare delle conseguenze inaspettatamente positive, quali la riscoperta delle diversità territoriali, culturali e naturali dell’ Europa, che abbraccia, sotto un’unica bandiera, un mosaico variopinto di tradizioni, luoghi ed esperienze. Il post Covid potrebbe allora essere l’occasione giusta per dare nuovo impulso al turismo culturale e a quello di prossimità; a tale proposito, il 2021, comunica la Commissione, è stato proposto quale “Anno europeo delle ferrovie” e ciò potrebbe rappresentare l’occasione giusta per promuovere e incentivare i viaggi tra gli Stati membri e le bellezze dell’Europa, senza contare che proprio la disciplina sui diritti dei passeggeri ferroviari riconosciuti e tutelati nell’Unione, subirà a breve delle modifiche grazie all’implementazione del relativo regolamento. Il turismo locale potrà tornare in

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Attraverso l’applicazione web ‘Cultural Gems’ sarà avviata una campagna per trasformare i cittadini in ambasciatori del turismo.

voga, con un’inedita attenzione alla sostenibilità, ed essere più che mai apprezzato; proprio in tale direzione si stanno concentrando le iniziative digitali della Commissione, portavoce di questa transizione “green”; a partire dal mese di giugno, la piattaforma europea per il patrimonio culturale digitale Europeana, sarà implementata con nuove sezioni e contenuti sul turismo, con particolare enfasi ed attenzione per i tesori nascosti del patrimonio culturale d’Europa. Nella seconda metà dell’anno, invece, attraverso l’applicazione web Cultural Gems sarà avviata una campagna per trasformare i cittadini europei in veri e propri ambasciatori del turismo di prossimità. Nuovo impulso sarà anche conferito, in stretta collaborazione con gli Stati membri, alle iniziative EDEN, portale relativo alle Destinazioni europee di eccellenza e a quella delle Capitali europee del turismo intelligente. La progressiva ripartenza rappresenterà, inoltre, l’occasione giusta per orientare ed educare non solo i

viaggiatori, ma anche i professionisti alla sostenibilità e all’adeguamento delle loro offerte ai criteri di salvaguardia e valorizzazione dell’ecosistema in cui viviamo; affiorano dunque i concetti di gestione intelligente del flusso turistico e diversificazione dello stesso, attraverso la promozione di strutture ricettive sostenibili e la piena realizzazione della transizione digitale, processo che, auspica la Commissione, potrà consentire un più efficiente uso delle risorse disponibili in limitate quantità attraverso processi di razionalizzazione e l’utilizzo di sistemi in grado di comprendere le effettive esigenze dei turisti e le loro tendenze. “La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso”, affermava Einstein e forse, concentrarsi sulle future prospettive, figlie di una riscoperta resilienza, può essere la giusta direzione da intraprendere in attesa di lasciarsi alle spalle, definitivamente, le drammatiche conseguenze della pandemia.

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La guerra è finita, l’Italia deve risorgere Siamo stati invasi da un nemico invisibile, aggressivo e mortale: i cittadini, mai come in questo periodo, hanno dato prova di equilibrio, pazienza e sapienza. a cura di Edoardo Polacco

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’Italia non ha mai sofferto come nell’anno 2020, dal dopoguerra ad oggi. Durante la guerra suonavano le sirene e la gente scappava nelle cantine e bunker per ripararsi dalle bombe, bombe ben visibili, nemici armati dinanzi agli occhi dei cittadini. Nel 2020 siamo stati invasi da un nemico invisibile, aggressivo e mortale ma il male che non è riuscito a fare il virus, lo hanno fatto gli avvenimenti conseguenti, l’impreparazione, la macchina burocratica farraginosa, la mancanza di direttive scientifiche certe e inopinabili, la mancata organizzazione della produttività, la pletora di normative emesse dagli

organismi più disparati e oggetto di severe critiche dai più grandi costituzionalisti italiani e anche dal presidente ed ex presidenti della Corte Costituzionale. Siamo stati invasi dai DPCM, dalle circolari ministeriali, dalla FAQ della Presidenza del Consiglio, dalle interpretazioni dei Capi di Gabinetto. Basti ricordare, tanto per fare un esempio, il Decreto che prevedeva di poter incontrare i “congiunti”, e l’interpretazione data da un vice ministro il giorno dopo, secondo il quale tra i congiunti si potevano considerare i “rapporti affettivi stabili”, per poi, il giorno dopo essere nuovamente smentito da una nuova NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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interpretazione più restrittiva. Ma è possibile che chi scrive una norma di così grande importanza non sappia neanche chi siano i congiunti secondo le normative italiane. Ma è democratico e giuridicamente democratico un Paese in cui una mattina un governo emana una norma regolamentare che in pratica annulla gli articoli 19 e 20 della Costituzione che garantiscono la liberta di culto e delle sue funzioni, chiudendo le chiese e addirittura inviando i suoi uomini armati sugli altari ad interrompere le messe, fatto che non si è verificato neanche durante la guerra mondiale? Ed è democratico un Paese in cui si obbliga un’intera popolazione a rimanere agli arresti domiciliari per oltre due mesi anche in regioni ove non si è registrato un solo “vero deceduto” da Covid-19? E cosa dire dell’essenza della civiltà democratica costituita dalla Giustizia? Giustizia chiusa e sbarrata per tre mesi consecutivi e che ancora oggi, quando sono state riaperte tutte le porte della produttività, è ancora chiusa e inoperante, nonostante le incessanti

richieste della comunità. La domanda che ci si pone è, a chi giova tutto questo? I cittadini, mai come in questo periodo hanno dato prova di immenso equilibrio, di sapienza e pazienza, non sono scesi in strada ad incendiare cassonetti o rompere vetrine ma hanno utilizzato due grandi mezzi democratici per dimostrare la propria ribellione a tali ingiustizie. I Social sono stati un valido supporto alle legittime proteste e le azioni giudiziarie contro le norme illegittime e anticostituzionali e hanno rappresento una strada democratica e costituzionale intrapresa per difendersi dalle ingiustizie. Altra strada intrapresa è stata quella, in corso tutt’ora, dei numerosi giudizi pendenti, presso i TAR italiani, contro i vaccini antinfluenzali obbligatori e anche contro le mascherine degli alunni al ritorno a scuola e contro altre norme ingiuste o illegittime. Ma è stata anche intentata la più grande operazione giudiziaria della storia italiana quando, ad aprile, duemila e ottocento italiani da Aosta a Palermo, in ogni Caserma dei

Politica

Carabinieri d’Italia, hanno firmato e depositato a proprio nome, assistiti dallo studio legale Edoardo Polacco, una specifica querela contro i Decreti anticostituzionali varati. Non una class action ma duemilaottocento querele singole, tutte con richiesta di risarcimento danni, in tutte le Procure d’Italia, a dimostrazione che il popolo italiano è vivo, è democratico, crede nella Costituzione Italiana ed è pronto a difenderla mettendoci la propria faccia.

SERVIZI E CONSULENZE IN TUTTA ITALIA L’Agenzia Sandiano di Sanremo (IM) è a disposizione delle Associazioni e degli autotrasportatori, in collaborazione con le Agenzie convenzionate sul territorio, per la soluzione delle problematiche del trasporto: iscrizioni e variazioni con o senza limiti presso l’Albo degli Autotrasportatori e l’Albo degli Smaltitori rifiuti; immatricolazioni e passaggi di proprietà dei veicoli in conto terzi e/o in conto proprio; acquisizione aziende di autotrasporto o con requisiti; revisioni e collaudi sia presso sedi Ministero dei Trasporti sia presso officine autorizzate; consulenza specializzata in materia di merci pericolose ADR, merci deperibili ATP, ecc; autorizzazioni internazionali (CEE ed extra-CEE di ogni tipo); apertura sedi all’estero; quesiti e ricorsi presso Ministero dei Trasporti e altri Enti.

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Ripensare alle città e alle abitudini Non lasciare sole persone e imprese davanti alla crisi: occorre ripensare le città e le abitudini. a cura dell’On. Franco Mirabelli

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in corso la Fase 2. Dopo due mesi in cui, per sconfiggere il Coronavirus, si sono fermate gran parte delle attività, produttive e di socialità e gli spostamenti sono stati ridotti al minimo, si sta ripartendo. Nei prossimi mesi sarà possibile aprire tutto, tornare a lavorare, reincontrarci, andare in vacanza. Tutto a patto di avere la consapevolezza che nei prossimi mesi dovremo convivere con il virus e che saranno i nostri comportamenti, il rispetto delle distanze e l’uso dei dispositivi a impedire che l’epidemia riparta, costringendoci di nuovo a “chiudere” per impedire che ci siano altri lutti e venga di nuovo sovraccaricato il sistema sanitario. Ripartire in sicurezza, ma ripartire è necessario per il lavoro, l’economia, il futuro del Paese. Per combattere il Covid19 abbiamo dovuto fare molti sacrifici. Tanti che hanno dovuto fermare le attività sono rimasti senza reddito. Per non lasciare sole queste persone e le famiglie dei loro dipendenti, il Governo ha, per la prima volta, realizzato ammortizzatori sociali che hanno garantito un ristoro di 600 euro per ciascuno dei primi due mesi e di 1000 euro per i prossimi, e la possibilità per

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tutti i lavoratori dipendenti di avere la cassa integrazione per le grandi aziende e quella in deroga per tutti gli altri. Ci si è messo troppo tempo a far arrivare questi contributi a tutti ma, nei prossimi mesi, grazie alle misure introdotte nell’ultimo decreto, tutto funzionerà meglio e più rapidamente. Rimettere le imprese in moto e nelle condizioni di competere è, infatti, una priorità: lo Stato ha garantito al 100% i prestiti fino a 25 mila euro e garantito 200 miliardi di liquidità alle aziende che esportano, ma, soprattutto, con l’ultimo decreto, si è deciso di bloccare l’IRAP, dare contributi a fondo perduto per coprire una parte delle perdite di fatturato subite e sostenere il settore del turismo e quello dell’edilizia, dando la possibilità di ristrutturare secondo criteri di sicurezza e di efficienza energetica e ambientale, potendo godere di un bonus pari al 110% della spesa. Tutti i provvedimenti presi per non lasciare sole né le persone né le aziende rappresentano uno sforzo complessivo pari a 150 miliardi di spesa. Questi mesi, però, hanno cambiato le nostre abitudini e altre cose dovranno ancora cambiare per poter vivere in sicurezza nelle nostre città e nei nostri quartieri.

Certamente, i due mesi di chiusura hanno impresso una spinta forte verso il lavoro da casa: tante imprese, ma la stessa Pubblica Amministrazione, hanno sperimentato i vantaggi, per lavoratori e aziende del cosiddetto Smart-Working, così come la possibilità di insegnare anche utilizzando la rete apre scenari interessanti per integrare, non sostituire, l’insegnamento tradizionale. Tutto ciò può ridisegnare i tempi e i modi di lavoro e di vita. Così come c’è la necessità di non tornare indietro all’utilizzo quotidiano della macchina per spostarsi e questo richiede non solo un adeguamento dei mezzi pubblici per consentire di viaggiare in sicurezza ma anche la realizzazione di percorsi che consentano la possibilità di usare di più la bicicletta; una distribuzione diversa dei servizi che consenta di raggiungerli a piedi e il ripensamento degli orari e dei tempi di apertura di uffici, negozi e scuole per evitare le canoniche ore di punta, distribuendo aperture e chiusure su tutto l’arco della giornata. Insomma, nei prossimi mesi avremo la possibilità di ripensare il funzionamento della città e dei suoi quartieri non solo per renderli più sicuri ma anche e, soprattutto, più vivibili. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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Scuola, Governo bocciato

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arlamentare e sindaco ma, ancor prima, docente: per Simona Vietina, deputata di Forza Italia, quello della scuola è un tema cruciale su cui si costruisce il presente ma soprattutto il futuro del Paese. Un’ambito, quello dell’istruzione che, nei mesi del lockdown ha messo a dura prova insegnanti, studenti e famiglie, complice un approccio disordinato e disorganico da parte del dicastero guidato dal Ministro Azzolina: “Il mio giudizio, come politico e come docente non può che essere decisamente negativo”, commenta Vietina : “sul registro mi troverei a scrivere che il Ministero è stato incostante, cambiando NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

le regole per lo svolgimento degli esami di Stato più volte in corso d’opera, che si è mostrato impreparato su ampie parti del programma, trascurando il tema degli studenti con disabilità, e che non si è adeguatamente applicato, proponendo soluzioni spesso irrealizzabili e lontane dalla realtà quotidiana della maggioranza degli istituti scolastici italiani”. Per l’esponente azzurra il Ministro Azzolina “ha fatto navigare a vista una istituzione così rilevante, così determinante e con una organizzazione così complessa e capillare come la scuola”. La didattica a distanza? “Occorre che le risorse siano accessibili a tutti nello

Caos gestionale, proposte insufficienti, problemi affrontati con “leggerezza” e soluzioni inefficaci. Il giudizio dell’On. Simona Vietina. Intervista all’On. Simona Vietina, a cura della Redazione

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stesso modo. Ma in Italia questa non è la realtà, anzi: le carenze infrastrutturali sono tali da aver creato, inevitabilmente, studenti di Serie A e di Serie B. I territori disagiati o periferici, come i comuni montani, non raggiunti dalle reti a banda larga sono un buon esempio di quello che intendo”. E non è andata meglio nel difficile percorso verso la riapertura prevista per il 14 settembre: “In una prima fase” spiega Vietina “si valutava una sorta di apertura a senso unico alternato: una parte a casa, una parte in classe. Una proposta inaccettabile. Credo fortemente che, fin dall’inizio, sarebbe servito più coraggio per ripensare gli spazi e utilizzare il tempo del lockdown in maniera fruttuosa: sarebbe stato essenziale cominciare a costruire una nuova scuola, un nuovo paradigma scolastico. Su questo Forza Italia ha presentato una mozione alla Camera per introdurre nel sistema formativo un’autentica rivoluzione organizzativa culturale e didattica: per i docenti, per le famiglie, per gli studenti. Tuttavia, nel susseguirsi dei documenti provenienti dal Ministero abbiamo colto ripetutamente il tentativo di scaricare sulle famiglie, sugli studenti e sulle istituzioni scolastiche l’adozione di misure e di comportamenti per il contrasto al diffondersi del virus, fino al paradossale caso della bozza del piano di azione dello scorso 24 giugno. Quello che, fin dall’inizio, è mancato sono stati gli investimenti e le linee guida per consentire al sistema scolastico di attraversare e superare il momento di emergenza che ci ha travolto garantendo il diritto allo studio per tutti, le modalità di apprendimento, la regolarità dello svolgimento dell’anno scolastico e dei relativi esami conclusivi di un ciclo di studi. Invece abbiamo visto una serie di imbarazzanti rimpiattini culminati in soluzione affrettate e continui cambiamenti fino all’ultimo secondo. Proprio come uno studente che non vuole consegnare il compito in classe dopo il suono della campanella”. Al sistema scolastico tutto questo non giova, anzi. E una profonda rivoluzione è ormai improcrastinabile: 26

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“Occorre cambiare il ruolo dell’ insegnante” spiega Vietina “e, di conseguenza, il riconoscimento professionale ed economico per l’intera categoria. Va in questo senso, ma anche in quello di un piccolo ringraziamento per quanto fatto nei difficili mesi della Didattica a Distanza, il mio emendamento al DL rilancio per garantire a tutti i docenti un bonus di 350 euro. È un inizio e un segno importante ma so bene che al sistema serve molto di più: occorrono strumenti, fondi ma soprattutto un’idea di futuro che non sia soltanto emergenziale. Già da tempo sosteniamo che il baricentro della scuola debba essere lo studente: la scuola e l’insegnamento dovrebbero e dovranno essere costruiti intorno ai nostri ragazzi per un vero apprendimento individuale. Questa sarebbe una rivoluzione di cui vantarsi” “Ho trovato surreale sentire il Ministro Azzolina dichiarare con toni entusiastici che oltre il 90% degli studenti è stato raggiunto efficacemente dalla Didattica a Distanza” incalza Vietina. “Conti alla mano questo significa che il nostro sistema scolastico ha lasciato indietro non meno di 600.000 ragazzi e ragazze. Seicentomila studenti che, privi degli strumenti tecnologici e infrastrutturali non hanno potuto seguire le lezioni, essere valutati correttamente dai propri insegnanti, apprendere e porre le basi per il proprio futuro e per quello del Paese.

Lo trovo assolutamente intollerabile, esattamente come, anche in vista di una ripartenza a settembre, è paradossale la situazione relativa all’edilizia scolastica: il Governo sostiene di aver snellito le pratiche, assegnando ai sindaci poteri speciali di commissari” prosegue Vietina che è anche sindaco di Tredozio (ForlìCesena). “Ma nessuno ha però pensato che non tutti i Comuni saranno in grado di reperire i fondi relativi alla quota parte spettante agli enti locali ed anche la trovassero le lungaggini di una graduatoria di interventi ammissibili che deve essere approvata prima dalla Provincia poi dalla Regione non è certo un percorso snello”. Governo e Ministero bocciati, dunque, su un fronte cruciale come la scuola: “Il problema è a tutti i livelli” incalza la deputata azzurra: “nonostante le ripetute richieste è stato trascurato anche il fronte degli asili e delle scuole private paritarie, realtà necessarie ad assicurare quel numero di posti che le strutture statali non riescono a garantire. Senza queste strutture il sistema formativo finirà con il collassare”. Difficile pensare anche di limitarsi a “rimandarli a settembre”: “Sulla necessità di far ripartire la scuola non si discute, ma sulle modalità e le garanzie che lo Stato deve offrire a studenti, personale scolastico e famiglie ancora non ci siamo. Il governo non vuole classi pollaio, bene, nelle aule deve essere garantito il distanziamento sociale, ottimo, ma la ministra ha fatto i conti con la realtà, con gli spazi effettivamente a disposizione? Il patrimonio edilizio scolastico italiano non è sempre adeguato e oltre il 20% delle scuole è frutto di un riadattamento di immobili nati con altre funzioni. A settembre l’anno scolastico deve ripartire per tutti, non ci possono essere studenti lasciati fuori, penalizzati: il governo è in ritardo e non ha ancora pensato alla rimodulazione dei programmi scolastici e agli oneri aggiuntivi per ricollocare e trasformare le aule” conclude Vietina “Chi pagherà?” NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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economia e lavoro

Il rilancio delle terme Il turismo termale rappresenta un settore strategico per l’Italia: nel periodo pre-covid, costituiva il 14% della spesa turistica mondiale. a cura dell’On. Teresa Manzo

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l turismo termale rappresenta un settore strategico per l’Italia. Per comprendere l’importanza rivestita dal comparto termale nel panorama turistico italiano e internazionale basta guardare i dati riferiti al periodo immediatamente precedente all’emergenza Covid-19. Dati che ci descrivevano un settore in forte crescita e che rappresentava circa il 14% della spesa turistica mondiale. Il nostro Paese nel contesto internazionale occupa una posizione di primaria importanza nel settore del termalismo, con circa 330 stabilimenti termali distribuiti omogeneamente su tutto il territorio nazionale e che offrono lavoro a circa 60mila addetti, tra diretti ed indiretti. Per molte aree geografiche la presenza di sorgenti e stabilimenti termali è stata volano di sviluppo e rappresenta tutt’ora la più importante, se non l’unica, risorsa economica del territorio. Ad oggi, le terme rappresentano circa il 5% dell’offerta turistica nazionale, un dato di grande rilievo che tuttavia, potrebbe essere soggetto ad un sensibile miglioramento. Purtroppo l’Italia, ben prima dell’ emergenza causata dal Covid-19, già si trovava ad affrontare una grave crisi del settore, dovuta in particolar modo al combinato disposto tra la mancanza NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

di investimenti per la riqualificazione delle strutture e l’incapacità di offrire un servizio in linea con le richieste del mercato, affiancando all’offerta curativa anche servizi legati al benessere e al wellness. È necessario, quindi, un intervento strutturale e complessivo per adeguare l’offerta termale italiana alla domanda di servizi di una platea internazionale. Il post-Covid ci impone un ulteriore sforzo di adattamento al fine di adeguare strutture, cure e prestazioni alle nuove regole di sicurezza e distanziamento sociale imposte dal mutato scenario sanitario nazionale e internazionale. In questa fase di emergenza sanitaria, sociale ed economica il Governo ha cercato di sostenere al meglio le imprese turistiche e i lavoratori del comparto. Con il Decreto ‘Cura Italia’ prima e con il Decreto Rilancio poi, sono state previste, ad esempio, misure di sostegno al reddito per gli stagionali del settore termale e del settore turistico in generale. Sono stati sospesi i pagamenti dei tributi per le imprese turistiche e nell’ultimo decreto sono stati stanziati ben 4 miliardi di euro per il rilancio del turismo. Con il Coronavirus sono cambiate e cambieranno molte cose per il

comparto termale, ma non necessariamente si tratterà di cambiamenti negativi. I momenti di transizione, infatti, più di altri sono ricchi di nuove opportunità che, se colte da parte di tutti gli attori, potrebbero essere la base per il rilancio dell’intero comparto termale nazionale. Il nostro Paese possiede tutte le risorse per poter accontentare le richieste del mercato turistico: una eccellente offerta enogastronomica, magnifici paesaggi marini e montani, senza contare poi le opere d’arte e il grande patrimonio storico-archeologico presente sul suo territorio. Tutti elementi che, uniti alle sorgenti termali, fanno dell’Italia e delle regioni italiane la meta ideale per i turisti che voglio coniugare cultura e benessere. Ognuno deve fare la sua parte. Per favorire il rilancio del settore occorre, quindi, ripensare l’offerta di servizi sanitari e alla persona, nonché intervenire sul quadro normativo che risulta poco aggiornato e inadatto a rispondere alle mutate sfide del settore. Ragion per cui sto lavorando, di concerto con le associazioni di settore, ad una proposta di legge che vada proprio in questa direzione per tutelare e porre le basi per il rilancio del Termalismo in Italia. GENTE IN MOVIMENTO

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economia e lavoro

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Perché l’ambiente deve tornare una priorità L’aver compreso che il paradigma ambientale coinvolge una complessità, e non solo un settore, rappresenta un grande passo in avanti. a cura dell’On. Alessandro Amitrano

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mergenza Covid, passaggio di un virus dall’animale all’ uomo, inquinamento atmosferico. Parole che in queste settimane si sono drammaticamente incrociate tra loro, in particolare nei difficili giorni del lockdown. Un dramma, quello del Coronavirus, che ci impone una riflessione ormai irrinunciabile, non più rinviabile. I temi ambientali e della tutela della salute devono tornare ad essere una priorità assoluta della politica italiana. Non basta più una spolverata di ‘green’ su alcuni provvedimenti. E il rapporto tra ecologia ed economia deve diventare il nuovo pilastro delle politiche di sistema del nostro Paese.

Gli ambientalisti, infatti, hanno avuto un grande merito: quello di porre al centro dell’attenzione, negli scorsi anni, battaglie e priorità che in precedenza venivano considerate di “nicchia”, appannaggio di piccoli gruppi, quasi di un’élite. L’aver compreso, senza cadere in integralismi o miopie politiche, che il paradigma ambientale coinvolge una complessità, e non solo un settore, ha rappresentato un grande passo in avanti. Ma ora la grande sfida deve essere, necessariamente, quella di andare oltre la “presa di coscienza” collettiva. Altrimenti quanto fatto fino ad ora rimarrà limitato ad un percorso lastricato di buone intenzioni. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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Innervare le azioni di governo coniugando economia ed ecologia, ribadendo la necessità di superare la vecchia concezione del Pil con un più evoluto “Prodotto interno lordo verde”, che collega l’indice di crescita economica con le conseguenze ambientali, è la vera sfida del futuro. La differenza non sta solo nelle sigle utilizzate, ma nei numeri che ad esse sottendono. A partire dalle eccezionali prospettive per l’occupazione “green”. I posti di lavoro destinati alle professioni legate all’economia circolare stimati da Unioncamere-Anpal a febbraio 2020, nell’Italia pre-Covid, erano oltre 1 milione e 600 mila. Dall’indagine sui green jobs nell’ ambito dell’economia circolare, condotta da Legambiente e Green Factor nell’ambito del progetto Economie Circolari di Comunità per la rigenerazione ambientale (ECCO), che punta a comprendere come le professioni green legate all’economia circolare possano svilupparsi nel prossimo futuro, emerge una tendenza molto promettente. Nel 2019, il 78,8% delle imprese italiane ha richiesto competenze green non solo a chi possiede un titolo universitario (83,1%), ma anche a neodiplomati (78,1%) e a chi si affaccia al mondo del lavoro subito dopo le scuole dell’ obbligo (79,8%). Tendenza che viene globalmente e autorevolmente confermata da uno studio dell’Università di Oxford che ha coinvolto ben 231 esperti di banche centrali, ministeri delle Finanze, accademici e think tank di tutto il mondo. A guidarlo, il professor Cameron Hepburn, il premio Nobel Joseph Stiglitz e Nicholas Stern della London School of Economics. Il risultato? “L’energia pulita crea 3 volte più occupati dei fossili. Ogni milione investito nell’energia pulita crea il triplo dei posti di lavoro rispetto allo stesso ammontare speso nei combustibili fossili”. E, inoltre, “le infrastrutture connesse a fonti rinnovabili come eolico e solare sono più ‘resistenti’ agli effetti perversi della globalizzazione, come le delocalizzazioni. Ecco perché per risollevare le economie colpite dal Covid-19 occorre puntare NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

sulle politiche ‘green’”. È quindi necessario lavorare su un doppio piano: affrontare le emergenze dell’oggi e prevenire quelle del domani, radicando un processo di innovazione legato a fil doppio a una convincente ed effettiva transizione in chiave ambientale del nostro sistema industriale, allo sviluppo verde per creare lavoro di qualità, alla piena attuazione dell’economia circolare, alla sfida della “quarta rivoluzione industriale”: digitalizzazione, robotizzazione, intelligenza artificiale. L’impegno è quello per una ‘visione’ di futuro che consideri centrale la reinterpretazione del mondo in chiave ecologica. Non si tratta di un’opzione o, peggio, di un mero slogan. Siamo di fronte all’unica scelta possibile, in grado di costruire il nostro futuro: la simbiosi tra ecologia ed economia. Due parole che, peraltro, non a caso mostrano una radice comune: -eco (oikos), che significa “casa”. Una radice comune che, dunque, esclude in sé ogni ipotesi (o tentativo) di porre in contrapposizione questi due aspetti che, anzi, nascono integrati. Una sintesi preziosa che non deve essere il frutto di un mero compromesso al ribasso, ma che deve porsi l’obiettivo alto di contribuire al miglioramento del benessere e dell’equità sociale. Non costruire un Paese, un’Europa, un mondo che vada in questa direzione sarebbe, a dir poco, esiziale.

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Realizzare il potenziale non sfruttato delle attuali politiche ambientali; adottare la sostenibilità come quadro di riferimento per l’elaborazione delle politiche; mettersi alla guida dell’ azione internazionale verso la sostenibilità; promuovere l’innovazione nella società; aumentare gli investimenti e riorientare il settore finanziario per supportare progetti e imprese sostenibili; gestire i rischi e garantire una transizione socialmente equa; creare più conoscenze e competenze. Ecco le priorità assolute sulle quali fondare una politica economica, sociale, culturale in grado di costruire il Paese del futuro. Sono queste le grandi sfide che devono ispirare un’ azione politica che guardi al futuro, imparando dagli errori del passato. Una visione comune che, dunque, dovrà sottendere a tutte le nostre scelte: degradare le priorità ambientali ad un settore di attività senza osmosi con gli altri, quasi fosse un orpello della politica, sarebbe un errore gravissimo. È, al contrario, un’idea di Paese a lungo termine quello che deve ispirare i progetti, le azioni, i provvedimenti. Dobbiamo lavorare tutti per rendere più vivibile questa “casa”, senza mai dimenticare che è l’unica che abbiamo e che le condizioni in cui la consegneremo, domani, ai nostri figli saranno il frutto delle scelte che decideremo di intraprendere, oggi. GENTE IN MOVIMENTO

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In Liguria Puoi: il rilancio del turismo Gli spot di “In Liguria Puoi” per conquistare in particolare il mercato del turismo italiano e delle aree di Nizza e Marsiglia. a cura di Gianni Berrino

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a Liguria riparte e lo fa soprattutto rilanciando il settore turistico che per la Regione rappresenta il 13% del Pil complessivo e che durante le fasi critiche della pandemia ha subito perdite notevoli. Regione Liguria e Agenzia di promozione turistica “In Liguria” in questi giorni hanno lanciato “In Liguria Puoi” l’importante campagna che porta l’offerta del made in Liguria sulle grandi testate giornalistiche e sulle più importanti emittenti televisive e radiofoniche. Un’operazione del valore di 800 mila euro, frutto di una riprogrammazione dell’attività dell’Agenzia, focalizzando l’attenzione su questo momento fondamentale di rinascita, con risorse che erano già previste per la promozione turistica. La particolare attenzione è rivolta al mercato italiano che in quest’estate 2020 sarà quello più importante. Nella strategia adottata si punta infatti a conquistare in particolare il mercato del turismo italiano e delle aree di Nizza e Marsiglia, zone di confine che rappresentano tradizionalmente un mercato di riferimento. In una stagione particolare in cui non saranno gli stranieri, come è sempre avvenuto, a garantire i grandi numeri in arrivi e presenze, l’incoming parlerà soprattutto italiano. Il messaggio che viene diffuso sui media di tutto il Paese racconta di una Liguria bellissima, in cui si può godere delle cose semplici; una meta dalle infinite possibilità. Mai come in questo momento si è compreso il valore assoluto della semplicità, in Liguria si può vivere una vacanza all’insegna della lentezza, dell’ attività all’aria aperta, di un tempo di qualità davanti ad un panorama unico e in un luogo sicuro. “La Liguria è la meta naturale delle vacanze per il nord Italia” afferma il

presidente della Regione Giovanni Toti “lo è sempre stata e lo è ancora di più in questo momento in cui molte persone vorranno trascorrere qualche giorno di relax senza allontanarsi troppo da casa. Durante il lockdown siamo stati i primi a realizzare uno spot per promuovere i nostri sapori, da gustare a tavola nelle proprie case. Subito dopo, siamo stati i primi a riaprire gli stabilimenti balneari, erogando bonus per le assunzioni ed elaborando linee guida anche per la ristorazione e le strutture ricettive. Adesso è il momento di ripartire, in piena sicurezza, puntando sul turismo di prossimità: chi ama la Liguria può tornare a trovarci, per riscoprire le nostre spiagge e il nostro splendido mare, premiato anche quest’anno con il record di bandiere blu, i nostri panorami mozzafiato, i nostri sentieri e il nostro bellissimo entroterra. Questo, conclude Toti, è il messaggio che vogliamo trasmettere: la bellezza, in Liguria, è a due passi da casa”. “Si tratta di un investimento che consente di promuovere in tempi brevissimi la stagione estiva, conferma Gianni Berrino, assessore regionale al Turismo, è importante non solo avere attivato risorse di così grande rilievo, ma anche averle rese disponibili prestissimo. A pochi giorni dall’ avvio delle riaperture delle strutture ricettive, dei negozi e dei ristoranti, siamo pronti ad attuare una grande promozione delle nostre bellezze e della nostra capacità di accoglienza”. “La campagna ha una diffusione straordinaria e andrà avanti fino a fine settembre”, rileva Pietro Paolo Giampellegrini, commissario straordinario di Agenzia In Liguria “90 testate tra riviste di settore e quotidiani generalisti, redazionali e speciali dedicati alla Liguria, ma anche radio, quotidiani online, social e TV”. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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Badanti: corsi a distanza Un intenso piano di formazione per le assistenti familiari e un supporto alle famiglie di fronte ai rischi del lavoro in nero. a cura della Redazione

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urante l’emergenza sanitaria da Covid-19, il decreto ministeriale ha imposto ai cittadini di limitare i propri spostamenti se non in caso di effettiva necessità, ad esempio comprovate esigenze lavorative o motivi di salute. Costrette a casa, moltissime famiglie hanno deciso di occuparsi in prima persona dei propri cari non autosufficienti. Altre invece, non potendo recarsi presso il domicilio dei propri familiari, hanno deciso di affidarne le cure e l’assistenza alle badanti conviventi. Alcune famiglie però non hanno potuto contare sul supporto della propria collaboratrice che, non essendo assunta in regola, non era nelle condizioni di poter giustificare un proprio spostamento per ragioni di lavoro. Da qui è nata l’esigenza di regolarizzare la posizione lavorativa della propria assistente in tempi rapidi: le famiglie si sono, infatti, trovate a confrontarsi e consultare informazioni su come gestire il rapporto di lavoro con la badante che improvvisamente è cambiato, anche se non è sempre stato possibile organizzarsi a stretto giro, soprattutto nelle situazioni dove il rapporto non era collaudato da tempo e basato su piena fiducia e regolarità. Family Care, che dall’inizio del 2020 ha selezionato e assunto con contratto

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di lavoro regolare quasi un migliaio di badanti in tutta Italia senza un solo giorno di stop durante l’emergenza Covid-19, ha rilanciato in Fase2 il proprio impegno nel voler dare supporto consulenziale a tutte le famiglie che oggi si trovano a doversi districare tra vertenze e conti arretrati da saldare. È necessario che tutti comprendano l’importanza di poter contare su un rapporto di fiducia totale quando si decide di assumere una persona che lavori nell’intimità della propria casa, ma anche che le Istituzioni comprendano quanto sia importante facilitare il ricorso alla domiciliarità, sia riconoscendo la grande valenza sociale dell’operato delle badanti, sia andando incontro all’economia delle famiglie, per esempio sulla questione della detraibilità fiscale. Il primo passo a livello statale dovrebbe essere la separazione, mai effettuata, nel CCNL di riferimento, del ruolo delle domestiche da quello delle badanti, che, infatti, continua a rimanere CCNL Colf & Badanti: pur essendo entrambe figure di grande supporto nell’equilibrio familiare, risulta evidente quanto un’assistente familiare con il compito di prendersi cura di una persona anziana debba avere un riconoscimento economico, legislativo e sociale differente rispetto

a un addetto alle pulizie domestiche. Quando una famiglia assume una badante, la richiesta principale nei suoi confronti è quella di instaurare un rapporto di empatia, fiducia e collaborazione con la persona assistita. Le famiglie ricercano assistenti familiari di fiducia e con un’ottima preparazione alle spalle. Per questo motivo, grazie anche al ruolo fondamentale della tecnologia, tra colloqui virtuali e un lavoro di ascolto continuo delle esigenze e delle problematiche delle famiglie, sono ufficialmente iniziati anche i primi corsi di formazione via zoom. In uscita dal percorso formativo, gli allievi saranno in possesso delle competenze necessarie per svolgere attività di cura e accudimento di persone con diversi livelli di autosufficienza psico-fisica (anziani, malati, persone diversamente disabili), anche a sostegno dei familiari coinvolti dalle difficoltà correlate. Gli obiettivi del corso sono fornire al candidato competenze che lo rendano capace di svolgere prestazioni di aiuto alla persona di carattere domestico e igienico sanitario, sostenere il benessere psico-fisico dell’assistito ed effettuare interventi a supporto del mantenimento e del recupero dell’ autonomia fisica e psichica, riducendone i rischi di isolamento. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


Previdenza

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Previdenza per i CDL L’ENPACL sceglie di impegnare il patrimonio finanziario in favore dei colleghi in difficoltà per la crisi del Covid-19. Fonte: Consulenti del Lavoro

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’ente di previdenza dei Consulenti del Lavoro ha approvato il bilancio consuntivo 2019. Il Presidente, Alessandro Visparelli: “Il nostro impegno è volto a garantire il gettito contributivo necessario per conservare l’equilibrio di lungo periodo del sistema previdenziale. È per questo che, nell’ attuale fase emergenziale, abbiamo scelto di impegnare il patrimonio finanziario in favore dei colleghi in difficoltà”. Ricavi per oltre 243 milioni di euro e un patrimonio netto che sfiora 1,3 miliardi di euro (+6,7%), tale da garantire più di 10 volte le pensioni in essere, contro le 5 annualità previste dalla legge. Con tali esiti e un risultato economico positivo per 80,6 milioni di euro, è stato approvato il bilancio consuntivo 2019 dell’ Enpacl, l’Ente di previdenza dei Consulenti del Lavoro. “Si tratta di un bilancio che si colloca nella scia dei buoni risultati conseguiti negli ultimi sette anni”, ha affermato il Presidente dell’ente Alessandro Visparelli, “da quando, sul fronte previdenziale, abbiamo adottato il metodo di calcolo contributivo delle prestazioni e, su quello finanziario, realizzato una politica di attento investimento”. L’Enpacl anche quest’anno ha NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

integrato il proprio bilancio con una ampia informativa di sostenibilità, redatta in base agli standard GRI e sottoposta anch’essa a certificazione terza, nella quale sono identificati obiettivi di sviluppo sostenibile in linea con la ’Agenda 2030’ dell’ ONU. L’impegno dell’Ente nel campo della trasparenza si è tradotto nei giorni scorsi nella certificazione in base alle norme ISO37001 ‘anticorruzione’, che si affianca a quelle sui sistemi di gestione (ISO9001), sulla responsabilità sociale (SA8000), sulla sicurezza dei dati e delle informazioni (ISO27001) e sulla correttezza nella gestione dei rapporti di lavoro (Asse.Co.), conseguite negli anni passati. “Siamo consapevoli del ruolo sociale che svolgiamo in favore dei colleghi”, prosegue Visparelli, “che sono il nostro vero patrimonio e verso i quali siamo tenuti a doveri di informazione e trasparenza”. L’Enpacl assicura 25.372 Consulenti del Lavoro ed eroga pensioni a quasi 11.000 professionisti (40% pensioni di vecchiaia e 30% di anzianità). L’importo medio annuo di contributi versati da ciascun iscritto è vicino agli 8.000 euro mentre la misura media della pensione di vecchiaia anticipata è il doppio,

ossia 16.000 euro. Il numero dei trattamenti pensionistici è aumentato del 5,4% mentre il numero degli iscritti è rimasto stabile. “Il nostro impegno è volto a garantire al sistema il mantenimento e il miglioramento dei principali indicatori”. Tra questi, conclude il Presidente, “è fondamentale guardare agli iscritti, ossia a coloro che garantiscono il gettito contributivo necessario per conservare in equilibrio il sistema stesso. È per questo che, nell’attuale fase emergenziale, abbiamo scelto di impegnare il patrimonio finanziario, ossia il risparmio previdenziale della Categoria, in favore dei colleghi in difficoltà”. L’Ente ha infatti adottato ad aprile alcune delibere per integrare i fondi disponibili per l’erogazione delle prestazioni assistenziali nonché per agevolare il pagamento dei contributi 2020 da parte degli iscritti, tuttora al vaglio ministeriale. Anche nel 2019 gli investimenti finanziari hanno prodotto un risultato positivo (+12%) e sono stati orientati a temi ambientali, sociali ed organizzativi (ESG): il rating di sostenibilità degli investimenti dell’Enpacl è pari a 5,6 (calcolato da un soggetto terzo indipendente), uguale al benchmark di riferimento. GENTE IN MOVIMENTO

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Cultura e ricerca: la risposta al Covid-19 In poco tempo, l’Australia ha compreso la necessità di proteggere il più possibile il comparto educativo e giovanile. a cura dell’On. Nicola Carè

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a crisi Covid19 ha travolto le abitudini di vita di tutti. In Italia abbiamo dovuto fronteg-giare per mesi una emergenza sanitaria senza precedenti che, però, in poco tempo si è diffusa ovunque nel mondo. Anche il volto delle città è cambiato radicalmente. L’Australia non ha fatto eccezione, applicando il distanziamento sociale. Un lockdown indispensabile per contenere il Coronavirus e prioritario per salvare centinaia di vite. Arginare una pandemia è apparsa a tutti una decisione necessaria, che, però, ha mostrato una ricaduta economica. L’aumento della disoccupazione è

stata, infatti, la conseguenza più drammatica di questa emergenza sanitaria: quasi 600.000 australiani hanno perso il lavoro. Il tasso di disoccupazione è salito al 6,2% nel mese di aprile, ricadendo in modo più pesante sugli studenti stranieri, tanti italiani qui residenti da anni e a contratto temporaneo o part time. Conseguenza seria anche per tanti giovani con il visto vacanzalavoro, che in Australia coniugano l’apprendimento della lingua inglese con i primi approcci al mondo dell’ occupazione. Una situazione preoccupante che ha costretto quelli disoccupati e con scarsi mezzi di sostentamento a NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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ritornare in patria, gli altri a resistere in condizioni di precarietà a volte insostenibile. In poco tempo tuttavia, l’Australia ha compreso la necessità di proteggere il più possibile il comparto educativo e giovanile, perché una sua carenza prolungata potrebbe avere conseguenze sull’intera economia locale. Parte di queste sono già visibili. Questo perché l’educazione superiore e secondaria è una delle fondamentali risorse economiche. Porta nelle casse erariali miliardi di dollari all’anno. Un suo collasso, seppur provvisorio, metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro. Si stima, infatti, che il blocco delle iscrizioni studentesche straniere costerà quest’anno almeno tre miliardi di dollari tra università, TAFE, fornitori privati di istruzione e formazione professionale e college di lingua inglese. Solo nel 2018, il 26 percento delle entrate totali degli atenei nazionali è stato ricavato dalle tasse degli studenti internazionali. Tra questi, ve ne sono numerosi che decidono di prolungare la loro permanenza nel Paese, intraprendendo un corso di studi specialistico dopo aver terminato il periodo concesso per il Working Holiday Visa. Certo il governo centrale australiano ha agito con senso di responsabilità per limitare i danni, sostentando gli stessi studenti internazionali, ma privilegiando cittadini e residenti. Gli interventi dei governi locali sono stati, però, decisamente più incisivi. Valide, infatti, le iniziative intraprese da parte di istituti di istruzione; le Università in NSW hanno stanziato investimenti per 180 milioni di dollari, lo Stato un pacchetto da 20 milioni di dollari per i bisognosi, per conservare anche la leadership continentale. È stato istituito anche un apposito programma per fornire alloggio temporaneo agli indigenti. Anche In Victoria per 40.000 studenti internazionali è stato deciso un aiuto fino a 1.100 dollari, per un complessivo di 45 milioni. Oltre 150.000 studenti stranieri beneNUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

Oltre 150 mila studenti stranieri beneficeranno del programma di sussidi per l’affitto, con fondi diretti che creeranno risorse per il settore immobiliare colpito dalla carente liquidità dei locatari.

ficeranno del programma di sussidi per l’affitto, con somme fino a 2.000 dollari. Non alloggi come in NSW, ma fondi diretti, che, in realtà, creeranno risorse per il settore immobiliare colpito dalla carente liquidità dei locatari. Un supporto indispensabile attraverso scelte mirate a salvare un settore molto solido. L’istruzione internazionale ha generato lo scorso anno 12,6 miliardi di dollari di entrate solo nel Victoria, impiegando circa 79.000 persone. Si tratta di aiuti statali, strumenti e risorse che però nulla avrebbero potuto senza l’essenziale supporto dei privati e dei volontari. Sono loro la chiave vera per superare realmente la crisi attuale, perché lo Stato non basta, serve l’iniziativa dei singoli e il loro contributo. Questo aspetto è emerso con orgoglio proprio tra i membri della comunità italo australiana, attraverso una vera gara di solidarietà. La nostra numerosa comunità ha risposto anche all’appello delle famiglie italiane lontane, riscoprendo quei valori di collaborazione sociale che ci hanno reso un simbolo nel mondo. Tante iniziative assunte con la consapevolezza che le misure governative, infatti, seppure consistenti non bastano. Tanto vale per studenti e ragazzi in Working Holiday Visa, visto vacanza-lavoro. Nello specifico, i giovani, di solito assunti part time e casual, impiegati principalmente nell’hospitality,

divisi tra preoccupazioni per i familiari lontani e difficoltà economiche, hanno subito il maggiore contraccolpo economico e psicologico. La comunità italo australiana è stata la loro fondamentale rete di sostegno, attraverso l’Ambasciata a Canberra, le Autorità Consolari, i Com.It.Es.,il Co.As.It. i Patronati, le Associazioni regionali e religiose, il CGIE e le CCIE. Ad esempio, la fondazione religiosa Padre Atanasio Gonelli, con il suo Presidente Felice Montrone assieme alla associazione no profit Nomit, Italian Network of Melbourne, hanno raccolto oltre centomila dollari attraverso una Radiothon in collaborazione con Rete Italia. Somme devolute in buoni spesa da 100 dollari e prestiti d’onore da 500, con il programma di microcredito MANO. È stata una dimostrazione di affetto dell’Italia lontana verso il Paese, un gesto di partecipazione verso chi combatte con entusiasmo cercando di trovare una collocazione permanente downunder, in ricordo dei medesimi sacrifici affrontati in tempi passati. Tanti giovani italiani ritengono questa la propria terra di adozione e si impegnano nel rafforzare un solido legame studiocultura-lavoro decennale. Un legame che rafforza le economie interne di entrambi i nostri Paesi. L’Australia risponde al Covid19 non soltanto con un sostegno al tessuto economico del Paese, ma anche investendo in cultura e ricerca. GENTE IN MOVIMENTO

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costume e società

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per contrastare e

ABBANDONARMI E

UN REATO.

prevenire l’abbandono

Gli animali ringraziano per la concessione di questo spazio.

La campagna di Enpa

Rubis & Trubis

Abbandonarmi è un reato, testimonia degli animali e ,

TESTIMONIA! ,

sensibilizzare le

A

bbandonare un animale non è solo una crudeltà ma un reato punibile anche con l’arresto. Se vedi commetterlo chiama i soccorsi, segnala e testimonia. Sarai la coscienza di chi non ce l’ha”. Questo il claim della campagna Enpa 2020 per contrastare e prevenire i reati contro gli animali, gli abbandoni e sensibilizzare le persone a farsi avanti, denunciare e testimoniare. Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa: “Da sempre l’Ente Nazionale Protezione Animali è in prima linea per il riconoscimento dei diritti degli animali e questo passa soprattutto attraverso il grande impegno del nostro ufficio legale che lavora per chiedere ed ottenere giustizia nei numerosi casi di maltrattamenti che ci vengono segnalati ogni giorno. Un dato positivo è la maggiore disponibilità delle persone a testimoniare nei processi ma non basta. Per questo abbiamo deciso di rilanciare l’invito ad intervenire in prima persona in difesa degli animali attraverso la 36

GENTE IN MOVIMENTO

LU S

a cura di Enpa

ABBANDONARE UN ANIMALE NON E SOLO UNA CRUDELTA, MA UN REATO PUNIBILE ANCHE CON L’ARRESTO. SE VEDI COMMETTERLO, CHIAMA I SOCCORSI, SEGNALA E TESTIMONIA. SARAI LA COSCIENZA DI CHI NON CE L’HA. ON

persone a testimoniare.

www.enpa.it

testimonianza diretta. Fondamentale è anche la sempre crescente sensibilità delle Forze dell’Ordine che come Associazione supportiamo con le Guardie Zoofile Enpa nelle operazioni sul campo. Incredibile poi è il risultato del lavoro di tutte le sezioni Enpa sul territorio nazionale insieme a Rete Solidale Enpa che nel 2019 sono riusciti a trovare una casa a oltre 28 mila animali. Sono tante le sfide vinte in questi ultimi sette anni” afferma Carla Rocchi, “moltissime le sentenze di condanna che fanno ben sperare per il futuro dei nostri animali e che ci indicano la direzione da seguire per fare sempre meglio. Non dobbiamo mai arrenderci o voltarci dall’altra parte perché in gioco c’è la vita e il benessere degli animali. Oggi poi, quando parliamo di abbandoni, oltre a riferirci a chi decide di disfarsi del proprio animale, commettendo un reato, includiamo anche tutti quei casi in cui viene incentivata la riproduzione sconsiderata degli animali che poi vengono abbandonati a loro

stessi. Nel 2019 i cani randagi censiti dal Ministero della Salute (non tutti i trovatelli ma solo quelli recuperati e affidati a un canile sanitario) hanno sfiorato quota 87mila. Nello stesso anno le strutture Enpa ne hanno accolti ben 35.500 tra cani (10.828), gatti (12.734) e animali appartenenti ad altre specie (11.938). Ma il dato più positivo è rappresentato dai 28175 animali che hanno trovato famiglia grazie a Enpa: 18.264 tramite l’attività ordinaria delle Sezioni sul territorio e 9.911 grazie al programma nazionale Rete Solidale Enpa “Un risultato eccezionale costruito con il lavoro quotidiano di tutti gli operatori e i volontari Enpa” ha commentato Carla Rocchi. La campagna “Abbandonarmi è un reato. Testimonia”, realizzata da “Rubis & Trubis”, sarà presente anche quest’anno nelle autostrade italiane col patrocinio di Anas e Aiscat. Le locandine della campagna saranno infatti posizionate nei ristoranti e nei punti carburante delle aree di servizio delle autostrade italiane. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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Conosciamo le Giacche verdi L’associazione nazionale ambientalista e di protezione civile, che presta servizio per l’ambiente e la popolazione, a cavallo. a cura della Redazione

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’A.N.Gi.V., l’Associazione Nazionale Giacche Verdi, più semplicemente conosciuta come “Giacche Verdi” è un’associazione ambientalista e di protezione civile, senza scopo di lucro, composta da volontari. L’associazione nasce nel 1992 dall’ aggregazione di un gruppo di amici che, condividendo la passione per il cavallo, era solita organizzare escursioni naturalistiche sul territorio. Durante queste uscite la comitiva iniziò a notare situazioni di costante degrado ambientale. Così, giorno dopo giorno, maturò in loro la volontà di costituire un’associazione di “cavalieri” volontari disposti a impegnare

parte del proprio tempo libero per la protezione dell’ambiente e civile, con l’obiettivo di contribuire alla sensibilizzazione dei cittadini al rispetto della natura e di tutto ciò che li circonda. L’associazione, a carattere nazionale, è suddivisa in raggruppamenti regionali regolarmente costituiti, i quali possono organizzare autonomamente corsi di formazione per preparare Guardie Zoofile, Guardie Ittiche e Guardie Venatorie, chiedendo, successivamente, al Prefetto il rilascio del Decreto Prefettizio per la Guardie Zoofile o la Nomina della Provincia per le Guardie Ittiche e Venatorie. A sua volta, i raggruppamenti regionali NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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sono suddivisi in gruppi locali radicati sul territorio, coordinati e supportati dall’organizzazione regionale stessa. In questo modo viene garantita una diffusione capillare dei volontari, che permette un controllo efficace dell’ambiente e la tempestiva segnalazione alle autorità competenti delle irregolarità individuate. Uomini e donne delle Giacche Verdi, infatti, svolgono diversi tipi di attività di protezione civile, strettamente legate al territorio in cui operano. Ad esempio, ogni qualvolta una Giacca Verde esce a cavallo, monitora il territorio circostante, collaborando a stretto contatto con gli enti preposti. Inoltre, i raggruppamenti locali lavorano a stretto contatto con i servizi comunali e provinciali della Protezione Civile, sia per necessità in cui è necessario l’impiego dei cavalli, ad esempio per le operazioni di supporto alla ricerca di persone scomparse, sia in ogni altro evento calamitoso che richieda l’intervento di volontari, come durante il

lockdown. Nei mesi di chiusura del Paese per il contrasto al contagio del Coronavirus, i cavalieri delle Giacche Verdi hanno supportato la Polizia locale nella perlustrazione delle città, ad esempio pattugliando i parchi e le aree all’aperto, normalmente affollate durante la bella stagione, per rammentare ai cittadini l’obbligo di rimanere a casa. A livello locale, ma anche nazionale, l’Associazione è coinvolta in attività di educazione ambientale e di sostegno ai settori più disagiati della società. Per diventare Giacche Verdi non è essenziale possedere un cavallo, ma è fondamentale essere dotati di una forte sensibilità al rispetto dell’ ambiente, interesse per il problema del degrado ambientale, forza di volontà, spirito d’iniziativa, solidarietà e senso dell’organizzazione. Sul sito web giaccheverdi.it è possibile trovare i contatti delle varie sedi regionali per trovare il distaccamento più vicino a casa tua.

LA SEDE TRENTINA È stato costituito il raggruppamento regionale Trentino, con sede a Baselga di Pinè (TN), il cui consiglio direttivo regionale è composto da: Renzo Erbisti Presidente, Claudio Rensi Segretario, Andrea Dumitrina Chirich Tesoriere, Secondo (Dino) Sandiano Vicepresidente, Gilberto Moser e Marco Signoratti Consiglieri. L’evento di inaugurazione, con invito aperto a tutti i dirigenti nazionali e i soci delle Giacche Verdi, si terrà dal 3 al 5 luglio 2020 nella meravigliosa cornice del Lagorai. Per l’occasione saranno quotidianamente organizzate uscite di trekking a cavallo aperte a tutti i partecipanti, per scoprire insieme le montagne trentine e assaggiare i prodotti tipici del territorio. È possibile prenotare il soggiorno per una o più giornate, compresa la sistemazione dei cavalli.

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Bonus bici, per città più sostenibili L’uso della bici porta enormi benefici sociali e ambientali, a iniziare dalla salute e dal benessere di chi la usa, ad ogni età. a cura dell’On. Emanuele Scagliusi

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i è celebrata il 3 giugno scorso la consueta Giornata Mondiale della Bicicletta istituita dall’ Onu, che ha riconosciuto il contributo fondamentale di questo mezzo di trasporto in 11 dei 17 obiettivi della Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile della società. Questa giornata simbolica ci ricorda come sia importante promuovere l’uso della bici con continuità: enormi sono, infatti, i benefici sociali e ambientali derivanti dal suo utilizzo. Ad iniziare dalla salute e dal benessere di chi usa la bici, ad ogni età. Attraverso l’attività fisica legata all’uso delle due ruote a pedali si riducono le patologie cardiovascolari

e le altre conseguenze debilitanti per la salute umana legate alla sedentarietà. Il settore della bicicletta ha poi anche importanti risvolti economici: questo mezzo di trasporto consente, infatti, di incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti, creando più posti di lavoro in relazione agli investimenti rispetto a qualsiasi altro veicolo. Con questo mezzo di trasporto garantiamo modelli sostenibili di produzione e di consumo perché il suo utilizzo e l’ampia diversità delle produzioni locali sono un binomio NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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perfetto: quasi in tutti i centri abitati almeno la metà di tutta la logistica di ultimo miglio può essere fatto mediante la bici. La bicicletta, dunque, aiuta concretamente l’economia, l’occupazione, la salute, il turismo e l’ambiente. Per questo, nonostante l’emergenza sanitaria Covid-19 e le sue ripercussioni economiche, abbiamo fortemente voluto una misura, inserita nel cosiddetto Decreto Rilancio, in grado di ampliare il bonus mobilità adottato nel decreto di contrasto ai cambiamenti climatici. In aggiunta alle modifiche al Codice della strada contenute in quest’ ultimo decreto, questa misura conferma la nostra volontà concreta di realizzare altri decisivi passi per un cambiamento più rapido delle abitudini quotidiane. Abbiamo sempre pensato, infatti, che incentivare le persone a camminare e a pedalare sia la strada da seguire per migliorare la salute, l’economia, la mobilità e la vivibilità delle nostre città e del Paese. Per farlo, bisogna investire in percorsi diretti, veloci e sicuri, incoraggiando i cittadini a utilizzare mezzi di trasporto alternativi all’auto privata. I primi riscontri dicono che il bonus mobilità risulti essere molto apprezzato dai cittadini e sta dando un impulso importante alla filiera produttiva. Ma in cosa consiste? Si tratta di un buono, il cui valore può arrivare sino ai 500 euro e può coprire il 60% del costo sostenuto, valido per tutti gli acquisti effettuati a partire dal 4 maggio scorso e che resterà in vigore sino al 31 dicembre 2020. Sostenuto da un fondo di 120 milioni di euro del Ministero dell’Ambiente, il bonus consentirà ai cittadini di acquistare una bici, classica o a pedalata assistita, un monopattino, un segway o un monowheel. Possono accedere a questo “buono mobilità” i residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia nonché nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti. L’obiettivo è quello di cambiare NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

marcia rispetto al passato negli spostamenti delle persone. Ogni politica messa in atto si muove in questa direzione. Crediamo fortemente, infatti, che la mobilità green sarà la più grande alleata delle nostre città nella ripresa post Covid-19 per quanto riguarda la mobilità. Inoltre, con questa misura diamo un sostegno concreto ad una filiera virtuosa della nostra industria: l’Italia, infatti, rappresenta il secondo produttore di bici al mondo. Sebbene molti pensano che nel nostro Paese sia un mezzo di trasporto minimale, la bicicletta è utilizzata da oltre 2 milioni di italiani; la metà di questi la usa per il tragitto casa-scuola. Numeri significativi che ci fanno capire in quale direzione conviene andare. Tutti gli indici economici dicono che questo è un trend in espansione che crescerà ancora di più se ai cittadini vengono date le risorse per accelerare questo processo. E per rendere sostenibile la ripartenza post Covid-19, siamo fortemente intenzionati a mettere in campo tutte le politiche necessarie per raggiungere questi obiettivi. Solo attraverso una mobilità attiva e sostenibile, infatti, possiamo contrastare l’aumento di povertà, l’aumento delle emissioni inquinanti, a migliorare la qualità dell’aria e la sicurezza stradale, a tutelare i risparmi delle famiglie italiane e dello Stato. E diventa ancor più importante in un periodo come questo, nel quale le nostre abitudini di spostamento devono necessariamente cambiare per rispettare le norme di distanzia-

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mento sociale previste per il contenimento dell’epidemia di coronavirus. Per ottenere questi risultati, sarà condizione imprescindibile il coinvolgimento delle amministrazioni locali e delle aziende per incentivare l’uso, oltre che l’acquisto e il noleggio di questo straordinario mezzo, dando loro strumenti di defiscalizzazione e risorse per attuare politiche virtuose di mobilità per il benessere e la qualità della vita dei cittadini italiani. Diviene una priorità colmare le differenze con gli altri Paesi europei, come Spagna, Francia e Regno Unito, che da almeno 15 anni investono grande energia e attenzione nel promuovere concretamente la bicicletta come veicolo di spostamento giornaliero, seguendo le orme delle scelte tracciate da Danimarca e Olanda, Stati pionieri che hanno iniziato oltre 40 anni fa. Il principale sostegno alle politiche che stiamo portando avanti ci viene proprio dai cittadini, i quali stanno acquisendo sempre maggiore consapevolezza: utilizzare più spesso la bici, infatti, conviene a tutti e ci aiuterà in questo periodo di emergenza sanitaria a evitare affollamenti e, nel medio-lungo periodo, a ridurre le emissioni inquinanti e climalteranti che mettono a rischio la nostra sopravvivenza sul Pianeta. Da questa crisi usciremo facendo passi avanti sotto il profilo economico e occupazionale e al tempo stesso avremo maggiori strumenti per salvaguardare la nostra salute e il nostro futuro, ad iniziare dal privilegiare un modo di muoversi quanto più ecocompatibile possibile. GENTE IN MOVIMENTO

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Reati transfrontalieri: aumentano i diritti Risarcimento delle vittime di reati violenti: quando il diritto dell’Unione Europea spinge il legislatore nazionale a riconoscere un risarcimento adeguato. a cura di Mary Lin Bolis

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’inizio di una vicenda che avrà riflessi a livello nazionale è una triste storia di violenza sulle donne ed in particolare una violenza sessuale subita da una cittadina comunitaria, ad opera di suoi connazionali, nella periferia di una città italiana. Dopo la violenza vi furono i processi che hanno portato alla condanna definitiva degli autori del reato ed alla previsione, a loro carico, di un risarcimento a favore della vittima. La malcapitata, tuttavia, non ha potuto ottenere quel che la Giustizia nazionale le aveva riconosciuto perché, nel frattempo, i responsabili si sono dati alla latitanza.

Vista l’impossibilità di poter ottenere il risarcimento riconosciutole dai giudici nazionali, la vittima ha ritenuto di convenire in giudizio la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per non aver ottemperato ad una direttiva comunitaria che prevedeva, per i casi come il suo, l’istituzione di appositi meccanismi di risarcimento del danno per i casi in cui gli autori del reato non potessero provvedere. Nel 2016 infatti la Corte di Giustizia ha già accertato che l’Italia non ha ottemperato a questa direttiva ed in seguito a quella sentenza è stata prevista una forma di indennizzo, anche se simbolico. Dopo questo primo ricorso, vinto nell’affermazione NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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Sicurezza

di principio ma da perfezionare per gli delineandosi un sistema che si intenzionale violento”, andando oltre importi da rimborsare, è in arrivo una riferirà a tutte le situazioni interne, lo stringato elenco di reati seconda pronuncia oggi previsti con della Corte di rigida elencaGiustizia. Nell’ zione e non ambito della Causa conforme allo C-129/19 la Corte della Con la giustizia comunitaria stiamo riscoprendo spirito di Giustizia è, direttiva comuinfatti, chiamata nitaria. Per la possibilità di forme di risarcimento a pronunciarsi su quanto riguarda due questioni: vi la categoria dei che l’ordinamento aveva inizialmente è l’obbligo per lo reati intenziostato di provvedere nali nel diritto previsto per le vittime di reati fuori dal ad un risarcimento penale nazio“equo ed adeguato” nale è certo da riconoscere a utile la definiproprio Paese di residenza. qualsiasi vittima zione delitti di un reato intendolosi, già zionale violento, prevista dal indipendentemente codice penale; dal suo luogo di residenza. riconoscendo che all’obbligo per lo potrebbe essere, invece utile una Le conclusioni dell’Avvocato generale Stato di garantire l’incolumità a chi è espressa definizione legislativa di lasciano intuire che la sentenza presente sul suo territorio corrisponde reato violento. sarà un altro passo avanti: il lento anche l’obbligo di procedere ad L’ultimo aggiornamento degli importi, cammino dei diritti procede un risarcimento dei danni che non aggiornati con il decreto intermiinesorabile. abbiano trovato altra forma di ristoro nisteriale del 22 novembre 2019 Le ricadute pratiche di questa a carico dei colpevoli o di chi sia (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23.1.2020) fa capire come il tema sentenza saranno molto importanti per loro responsabile civilmente. non solo per i viaggiatori transfron- Partendo da questa ulteriore sia all’attenzione del legislatore talieri all’interno dell’Unione conquista, inoltre, la materia dei nazionale. Europea ma anche per i tutti i risarcimenti appare destinata ad Di fatto con la giustizia comunitaria soggetti residenti in Italia. Tutti ampliarsi. Se il legislatore nazionale stiamo scoprendo la possibilità coloro che sono vittime di un reato non affronterà una serie di questioni, di forme di risarcimento che intenzionale violento, ove non appare presumibile che i cittadini l’ordinamento comunitario aveva possano ottenere un risarcimento italiani interesseranno nuovamente inizialmente previsto solamente per dagli autori del delitto, potranno la Corte di Giustizia per il logico agevolare i risarcimenti da riconocontare su un indennizzo ricono- riconoscimento dei loro diritti. scere a chi poteva essere vittima di sciuto dallo Stato nel quale sono Resteranno da chiarire le procedure reati al di fuori del proprio Paese di accaduti i fatti violenti. per i casi in cui non vi sta stata alcuna residenza. Non solo: sulla base della direttiva condanna penale per archiviazione Giudicando di fatto anche anche europea ogni Stato ha stabilito del fascicolo ovvero prescrizione del sulla base della convenzione quali sono gli uffici preposti a reato ed allo stesso modo è intuibile Europea sul risarcimento delle trattare le richieste. In Italia è stata che vi saranno richieste di allineare il vittime di reati violenti, ad oggi attribuita alle Prefetture la compe- risarcimento accordato a spese dello non ancora sottoscritta dall’Italia tenza per i risarcimenti richiesti Stato ai risarcimenti stabiliti in via la Corte di Giustizia non fa altro che allo Stato ed alla Procura Generale ordinaria, distinguendo danni emer- affermare le logiche conseguenze presso la Corte d’Appello ove risiede genti, lucro cessante e spese legali. del divieto di “discriminazione il richiedente il compito di inter- Né pare ammissibile per il diritto inversa”, ovvero della regola che loquire con le autorità estere, ove comunitario l’esclusione dal diritto al impedisce di trattare i residenti in sono avvenuti delitti, per consentire risarcimento per i soggetti, condan- uno stato in modo diverso dagli ai residenti in Italia di interloquire nati o con procedimento penale in stranieri. agevolmente con le autorità corso, per i reati ritenuti di maggiore Così facendo, si fa strada il principio incaricate dei paesi comunitari. gravità e per evasione di imposte in base al quale lo Stato deve La sentenza attesa è, quindi, deter- sui redditi e sul valore aggiunto. garantire la sicurezza dei suoi cittadini minante perché consentirà di Appare, infine, evidente come manchi e, quando fallisce, deve quantomeno risarcire qualsiasi vittima, a prescin- nell’ordinamento nazionale una provvedere a garantire alle vittime dere dalla residenza: va pertanto definizione del concetto di “reato un adeguato risarcimento. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

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Fauna selvatica e obbligo di segnaletica La segnaletica è sempre obbligatoria in ragione dei pericoli specifici di ogni strada. a cura dell’On. Davide Calvi

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n cervo selvatico invade la carreggiata stradale e causa un sinistro, urtando contro un’autovettura in transito: apparentemente una storia come tante. Si tratta di un episodio sul quale la Corte di Cassazione ha avuto modo di pronunciarsi con una sentenza che riepiloga in modo analitico gli obblighi dell’ente proprietario della strada (Cass. III Sez. Civ., Sent. n.9259 del 20.5.2020). Le decisioni dei giudici di merito non avevano riconosciuto al conducente dell’autovettura le sue ragioni ma la Suprema Corte ha cassato la sentenza di appello e richiesto una nuova pronuncia, sulla base dei principi che ha enunciato. Il ricorrente lamentava che, al momento del sinistro, mancava sul tratto di strada un’adeguata segnaletica: i segnali di indicazione di pericolo esteso non erano ripetuti a seguito di ogni intersezione né lungo tutta la strada erano collocati catadiottri idonei a tenere lontana la fauna selvatica. La corte non si è pronunciata sull’obbligo di ripetizione della segnaletica di pericolo esteso:

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GENTE IN MOVIMENTO

non era infatti provato che l’autovettura provenisse da una delle intersezioni in seguito alle quali la segnaletica non era stata ripetuta. L’attenzione della Corte si è focalizzata sulla mancanza dei catadiottri dissuasori per la selvaggina lungo il percorso stradale e sulle circostanze, riportate nelle sentenze di merito, che l’installazione di quel tipo di segnaletica risultava troppo costosa per l’ente proprietario della strada. Da ultimo, sul fatto che in seguito al sinistro sul tratto stradale in questione erano stati installati i catadiottri dissuasori. Proprio quest’ultima circostanza ha consentito alla Suprema Corte di apprezzare la concreta praticabilità dell’installazione dei catadiottri e la conseguente esigibilità della condotta quale dovere del proprietario della strada. La Cassazione ha fatto espresso riferimento al “carattere inderogabile del dovere, che incombe su ciascun ente custode di strade aperte al transito, di adottare tutte le misure necessarie a garantire la piena sicurezza della circolazione degli

utenti che deve essere commisurato alla particolare natura e alla specifica entità dei pericoli (ulteriori e diversi da quelli comuni) prevedibilmente riferibili all’uso del tratto stradale considerato”. La Corte ha poi ricordato i consolidati principi di diritto in base ai quali “in tema di responsabilità civile per la manutenzione di una strada, la circostanza che l’adozione di specifiche misure di sicurezza non sia astrattamente riferibile da alcuna norma astrattamente riferibile ad una determinata strada, non esime la Pubblica Amministrazione dal valutare in concreto se quella strada possa costituire un rischio per l’incolumità degli utenti” specificando che accanto alla colpa specifica derivante dall’inosservanza di specifiche norme prescrittive vi può sempre essere la colpa generica consistente nella violazione delle regole generali di prudenza e perizia. Chiaro, quindi, il principio enunciato: sulla sicurezza stradale e, in particolare, sull’installazione di adeguata segnaletica, nulla possono le ragioni di bilancio. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


motori

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Auto d’epoca, fenomeno socio-economico L’impatto economico e sociale del settore delle auto d’epoca o di interesse storico, un fenomeno in crescita mosso dalla passione. a cura dell’On. Matteo Adinolfi

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l fenomeno delle auto d’epoca e di interesse storico coinvolge un numero sempre crescente di collezionisti, appassionati o semplici amatori, confermandosi un settore in fortissima espansione. Anche se il vero motore di tutto il movimento è senza dubbio la passione, le auto d’epoca rappresentano un ottimo investimento, avendo registrato una crescita di mercato di quasi il 200% negli ultimi 10 anni. Basti pensare che in questo millennio il valore delle auto storiche è aumentato con percentuali fino a 3 cifre, con una crescita di mercato superiore a quella degli investimenti in arte, vino o orologi. Solo i gioielli hanno fatto

meglio nello stesso periodo, ma quasi esclusivamente per la crescita del prezzo dell’oro. Le quotazioni delle auto classiche hanno mostrato qualche cedimento nel corso di quest’anno, ma nonostante il crollo dei consumi dovuti al Coronavirus molti appassionati hanno continuato a spendere somme ingenti per acquistare l’auto dei loro sogni. Il giro d’affari a livello mondiale sfiora, infatti, il miliardo di euro, il 40% dei quali è dovuto alle vetture da più di un milione di euro. Queste rappresentano appena il 2% del mercato come numero di veicoli trattati, mentre la parte più concreta e robusta è costituita da Fiat NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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e Alfa Romeo degli anni ’60, ’70 e ‘80, da vecchie Porsche e Mercedes, dalle classiche roadster e berline inglesi: tutte auto dal prezzo non troppo elevato e alla portata di molti. Nel nostro Paese il motorismo storico si conferma un volano per l’economia, ritagliandosi un ruolo di riconosciuto ambasciatore del Made in Italy a livello internazionale. I marchi tricolore sono tra i più apprezzati dai collezionisti ed anche quelli con le quotazioni più alte: in vetta alla graduatoria delle vetture più costose del pianeta vi é da sempre la Ferrari GTO. Oltre ai marchi che hanno fatto grande la storia dell’auto nazionale, Ferrari, Lamborghini, Maserati, Fiat, Alfa Romeo e Lancia, l’Italia può vantare un’altra grande tradizione, quella legata alle carrozzerie come Pininfarina, Bertone, Zagato, che hanno dato vita nel corso degli anni a modelli stilisticamente unici e ancora attualissimi. Tutti questi fattori contribuiscono ad alimentare grande interesse per il settore, se è vero che, come rivelato da un recente sondaggio, 32 milioni di italiani hanno assistito a eventi legati al motorismo storico e tra questi, il 45% pensa di acquistare, a breve o medio termine, un’auto o una moto d’epoca.

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Gli iscritti all’ASI (Automotoclub Storico Italiano) superano quota 200.000 e il parco auto storiche in Italia è stimato in più di 375.000 unità, con un indotto annuo di 2,2 miliardi di euro. Per comprendere meglio i volumi di questo business bisogna considerare in primo luogo il costo legato al mantenimento dei veicoli, che ammonta a 650 milioni di euro all’anno, con una media di circa 2.000 euro a veicolo; importo che assieme a quello dell’acquisto dei veicoli stessi e dei restauri conservativi (che danno lavoro a migliaia di meccanici, carrozzieri e artigiani specializzati), incide per oltre la metà del giro d’affari complessivo. A questi vanno aggiunti i numeri del turismo diretto (spostamenti e viaggi dei proprietari a bordo dei veicoli in occasione di tour privati, raduni o eventi) e di quello indiretto (appassionati che visitano fiere, mostre e manifestazioni, comprese le gare come la rievocazione storica della Mille Miglia o della Targa Florio, fino ai pasti e ai pernottamenti legati alle suddette attività). Queste cifre rendono appieno l’idea di quanto il settore sia in continua crescita e di quanta importanza stia assumendo anche dal punto di vista economico, diventando un vero

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motore di sviluppo che può concorrere al progresso del Paese. Senza considerare che il giro d’affari legato alle auto storiche potrebbe essere anche superiore: basti prendere ad esempio l’Inghilterra, dove il business delle ‘classic cars’ ammonta a circa il doppio di quello realizzato in Italia. Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio e Puglia da sole generano ogni anno circa un miliardo di euro, ma anche il Piemonte, terra di grande tradizione motoristica, e regioni ad alta densità turistica come Liguria e Toscana possono vantare ricavi importanti legati al motorismo d’epoca. La filiera che, partendo dall’acquisto, passa per la manutenzione e si articola anche nel turismo diretto e indiretto generato da eventi, gare, aste e raduni, determina un impatto sociale e culturale di non trascurabile importanza, raggiungendo una fascia di pubblico che va ben oltre proprietari e collezionisti. È dunque evidente che agevolare il motorismo d’epoca e il movimento collezionistico su scala nazionale possa solo che apportare benefici all’indotto collegato, fatto da officine e artigiani specializzati, alberghi e ristoranti, attività commerciali, fiere e musei.

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Patente: sanzioni e impatto sul lavoro La Corte Costituzionale si pronuncia sulla revoca obbligatoria della patente da parte del Prefetto in caso di applicazione di misure di prevenzione. a cura di Davide Calvi

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a revoca amministrativa della patente per difetto dei requisiti morali è contemplata dall’art. 120 del Codice della Strada, laddove si prevede quali sono i requisiti morali che deve possedere e mantenere chi richiede il rilascio dei titoli abilitativi alla guida. L’impianto originario del Codice della Strada stabiliva che al venir meno dei requisiti morali dovesse conseguire un’automatica revoca delle patenti di guida. Con il tempo questa regola ha perso la sua tassatività ad opera della Corte Costituzionale che, per i casi man mano sottoposti alla sua attenzione, ha rimosso l’utilizzo della sanzione automatica prevedendo che il Prefetto, previa valutazione del

singolo caso, abbia la facoltà di provvedere e non un obbligo. Le iniziali aperture hanno riguardato i casi di soggetti condannati per reati di spaccio e traffico di sostanze stupefacenti nonché i soggetti sottoposti a misura di sicurezza personale; il caso da ultimo valutato dalla Consulta con la sentenza n.99 del 27 maggio 2020 (pubblicata in Gazz. Uff. del 3.6.2020) riguarda il caso dei soggetti sottoposti a misure di prevenzione. La sentenza, con un articolato chiaro e conciso, apre tuttavia a nuove questioni che saranno certamente oggetto delle prossime pronunzie. Innanzitutto, rimette in discussione la competenza in tema di impugnazioni del provvedimento del Prefetto. Pur riconoscendo NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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che, per ormai consolidata giurisprudenza, la competenza a decidere in merito all’impugnazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’art. 120 del Codice della Strada è del Giudice Ordinario, la Consulta ammette la questione di costituzionalità sollevata da un Tribunale Amministrativo Regionale ed accetta una tesi espressamente definita “non implausibile, ancorché opinabile”, riconoscendo che la posizione soggettiva incisa dal provvedimento di revoca potrebbe trasformare in interesse legittimo la revoca discrezionale da disporsi a cura del Prefetto. Di non minore importanza risulteranno, tuttavia, le argomentazioni sviluppate dalla Consulta in ordine agli effetti che la revoca può avere in merito all’utilizzo della patente di guida per lo svolgimento di attività lavorativa. Il Giudice delle leggi considera che la diversità delle situazioni che hanno originato le violazioni di legge non può comportare l’applicazione di sanzioni fisse, senza tener

conto peraltro degli effetti che le coatte sanzioni possono avere sulla vita dei soggetti sanzionati. La strada indicata è quella delle valutazioni di ogni singolo caso allo scopo di adottare sanzioni proporzioniate alle condotte ed agli effetti del trasgressore. Proprio in un ragionamento di questo tipo la Corte Costituzionale mostra una raffinata sensibilità all’attività lavorativa e su questa base annulla l’applicazione di sanzioni accessorie con automatismi che possono comportare, infine, conseguenze troppo gravose. La strada appare ora meno ripida perché si possano svolgere simili considerazioni in tutte le ipotesi in cui, nel codice della strada, vi siano delle sanzioni fisse e non proporzionate alla violazione ed all’affettività delle conseguenze per il trasgressore. La sentenza in esame lascia ben sperare che si possano in futuro affrontare gli altri casi in cui, in seguito ad una violazione, viene disposta una

sanzione in modo automatico, senza alcuna possibilità di graduazione o valutazione degli effetti in rapporto al caso in esame. Sulla base di questa innovativa attenzione alle attività lavorative potranno essere calibrate le attività difensive, che anche per le sanzioni amministrative dovrebbero consentire una valutazione dei vari interessi coinvolti, al fine di evitare che le sanzioni non siano troppo gravose, specie se si tratta di sanzioni, quali revoca della patente e confisca del veicolo, che finiscono con l’essere in concreto ben più afflittive della sanzione principale cui sono affiancate. Certamente la materia potrebbe essere oggetto di apposite previsioni legislative che, ad esempio, in luogo della confisca consentano quale sanzione accessoria il temporaneo divieto di utilizzo degli autoveicoli al di fuori delle attività lavorative: sul punto la palla passa dalla concreta applicazione dei giudici alla sensibilità del legislatore.

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Il futuro post-Covid disegnato dai progettisti Se lo smart working ripopolasse i borghi? Se la musica live diventasse un’esperienza “al cubo”? 50 progettisti italiani tracciano le linee della quotidianità post-Covid. a cura della Redazione

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inque aree tematiche, venti mentori, dieci ispiratori, cinquanta esperti e non solo: il futuro post-Covid è stato ridisegnato dalla Covidesignjam che si è svolta dal 22 al 24 maggio 2020. Un evento durato 36 ore no-stop in cui si sono confrontati, hanno progettato e hanno dato vita a soluzioni concrete e applicabili alcuni dei maggiori progettisti italiani, alle prese con la difficile proiezione degli scenari futuri. A ideare l’incontro due riconosciute eccellenze nazionali: Nois3 e Digital Entity. E se lo smart working ripopolasse i borghi? Se la musica live diventasse

un’esperienza di concerto “al cubo” da vivere senza assembramenti ma al tempo stesso in maniera fisica, sociale, condivisa e immersiva? E se ci appropriassimo degli spazi condivisi dei quartieri ora che ci siamo abituati a vivere a 200 metri da casa? Questi e altri scenari reali, fattibili e concreti sono stati disegnati con perizia, attenzione e cognizione di causa durante la Covidesignjam dai maggiori designer italiani insieme a gente comune ed esperti del settore, gli stessi progettisti del futuro che già in passato hanno teorizzato e progettato le più grandi rivoluzioni sociali e culturali degli ultimi decenni. Vi siete mai chiesti chi ha deciso che NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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il principale pulsante degli smartphone fosse a portata di pollice? I designer. Chi ha progettato l’utilizzo di siti così facilmente consultabili anche dai nostri nonni? I designer. Chi ha pensato di mettere le posate nel primo cassetto della cucina? Sempre i designer. Quegli stessi designer che in trentasei ore, per la prima volta dal lockdown che ha inginocchiato il Paese, hanno dato vita a una vera e propria jam session di persone che si sono ritrovate con il medesimo scopo: riprogettare la nostra quotidianità trasformando il lugubre leitmotiv del social distancing, cercando connessioni ed empatia tra le persone non necessariamente virtuali. Ecco quindi apparire nel nostro futuro orizzonti positivi tutti da sperimentare: nuove vite dei borghi, luoghi perfetti per ospitare l’ormai necessario smart working, con un nuovo Calm Tourism sostenibile; concerti progettati per trasformarsi in esperienze sociali

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e condivise, il Concerto “al cubo”, mantenendo la distanza e sfruttando al massimo gli spazi e i luoghi dislocati; uno spazio prenotabile per ogni quartiere, pulito e a km 0 interamente dedicato al territorio per conoscere, condividere e supportarsi a vicenda, il Robin (neighbour) Hood,… e ancora un Worklife Innovation Lab per i lavoratori e molto altro. In moltissime situazioni della nostra quotidianità interagiamo con altre persone: quando passeggiamo, frequentiamo spazi o luoghi pubblici, facciamo la spesa o ci dedichiamo allo shopping, andiamo dal parrucchiere o dal medico, frequentiamo un bar o un ristorante. Interagiamo con estranei e frequentiamo parenti e amici. Come cambieranno le nostre relazioni? Come ci saluteremo? Come ci comporteremo in prossimità di altre persone? In fabbrica, in ufficio, in negozio o nei campi. Da casa e da remoto. Imprenditori, dipendenti e autonomi. Il lavoro è un tema da sempre al centro del dibattito politico e sociale nel

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nostro Paese. Come organizzeremo gli spazi di lavoro? Come sarà organizzato il tempo del lavoro tra operatività e pause? Quali regole dovremo introdurre? Sarà necessario ripensare al concetto stesso di lavoro? Si passa poi alla mobilità: ci spostiamo per lavoro, per piacere, per divertimento e per necessità, come per andare a visitare parenti e amici, oppure semplicemente per fare due passi fuori casa. Negli ultimi anni la mobilità pubblica e privata e il turismo ci hanno proposto soluzioni immediate ed estremamente vantaggiose per spostarci: voli low cost, il car sharing e anche il monopattino. Quali mezzi utilizzeremo per muoverci? Saremo disposti a noleggiare un’auto utilizzata da altri? Avremo timore a salire su un mezzo pubblico? Utilizzeremo ancora l’aereo? Come organizzeremo le nostre vacanze? Idee, futuri e progetti sono stati riassunti in un manifesto programmatico tutto da scoprire e scaricabile dal sito www.covidesignjam.it.

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viaggi

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Andare al mare ai tempi del Coronavirus Per l’estate 2020 diciamo addio alle spiagge affollate: per una vacanza al mare in sicurezza distanziamento sociale anche in spiaggia. a cura di Adriana Pozzo

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nche quest’anno, con il caldo, il primo pensiero è trovare il tempo di andare al mare, anche solo per il fine settimana, per una nuotata rinfrescante, o semplicemente, per la tintarella. Come per ogni altra attività a cui eravamo abituati, anche nelle nostre spiagge le regole sono cambiate, e purtroppo, ogni regione, se non addirittura ogni comune, oltre alle linee generali del Governo, ne ha aggiunte di sue, quindi, prima cosa da fare, oltre a preparare costume, asciugamano, crema abbronzante e cappello, si deve verificare l’ordinanza in vigore nel luogo da noi scelto.

Facciamo amicizia con le regole principali: la prima, leggermente diversa da ciò a cui ci stiamo abituando, riguarda il distanziamento, ogni ombrellone deve garantire una superficie di 10 m2, e fra lettini, sdraio, asciugamani ecc. deve esserci almeno la distanza di 1,5 metri. L’altra grossa novità riguarda l’accesso alla spiaggia: oltre alla possibilità del controllo della temperatura e della registrazione dei clienti per un eventuale rintracciamento a seguito di contagio, in caso di spiaggia privata, è privilegiata la prenotazione e, in generale, si verrà accompagnati alla vostra postazione da uno steward. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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In caso di spiaggia libera, la stessa sarà dotata dell’opportuna cartellonistica con le indicazioni delle regole, e, in base alle disposizioni comunali, in alcuni casi sarà necessaria la prenotazione tramite app dedicata. Anche in spiaggia ci sarà a disposizione il gel disinfettante, dove possibile ci saranno percorsi separati per ingresso e uscita, in modo da non creare assembramenti; saranno vietate le attività ludico-sportive di gruppo; quando non si potrà garantire la distanza interpersonale di un metro sarà obbligatoria la mascherina e, infine, anche qui saranno privilegiati i pagamenti elettronici, soprattutto se effettuati già in fase di prenotazione, in modo da non creare code alla cassa. Ci sono cambiamenti anche al caro vecchio spogliatoio pubblico a cui eravamo affezionati, in quanto, le legge dice che deve essere vietato l’uso quando non è possibile garantire la disinfezione tra un utilizzo e l’altro, pertanto, difficilmente in una spiaggia libera, a meno che non si tratti di libera attrezzata, lo troveremo aperto.

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I grandi assenti dell’estate 2020 saranno le feste in spiaggia, la musica è concessa ma solo “da ascolto”, niente buffet, e, in generale, no a qualsiasi attività possa creare assembramento. Per fortuna solo noi umani dovremmo adattarci alle nuove regole, per quanto riguarda le spiagge dette “dog friendly”, le regole per Fido non sono cambiate, sarà sempre

obbligatorio l’uso del guinzaglio. Negli ultimi anni abbiamo visto un discreto aumento delle spiagge che accettano i nostri amici a quattro zampe, di solito si riesce a trovarne almeno una per località balneare, anche se in genere sono leggermente isolate dalle altre, ma quest’ultimo particolare non sempre è un difetto, anzi, spesso risulta un pregio perché, con la scusa di Fido, si può godere di una spiaggia meno affollata e più a contatto con la natura. Qualche regola in più non scoraggerà i fun dell’abbronzatura e, anche quest’anno, potremmo goderci le nostre spiagge, anche perché, il nostro litorale, offre panorami mozzafiato che meritano di essere visti e vissuti di giorno e di sera, anche con una semplice passeggiata. Se ancora non siete convinti, in Italia abbiamo la fortuna di avere anche delle favolose montagne adatte a tutti, dalle famiglie agli alpinisti esperti, e, in alcune regioni, di avere entrambi, mare e montagna, in modo da scegliere ogni giorno dove andare. Buona estate a tutti.

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sport

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Tutela delle atlete Negli sport femminili di squadra si continua a vivere nel limbo di un allenamento full time retribuito con rimborsi spese.

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a cura dell’On. Daniela Sbrollini

olo pochi mesi fa festeggiavamo un risultato storico. Le donne sportive potevano essere finalmente equiparate agli uomini. Quante atlete vivono lo sport ad altissimo livello come una vera professione a tempo pieno? Quante danno all’Italia risultati eccezionali? Da quel momento finalmente possono immaginare che i loro sacrifici siano giustamente retribuiti senza ipocrisie. Un passo in avanti di civiltà. Poi il Covid-19 ha scombussolato tutte le nostre vite. Come l’ombra della notte che scivola sulle acque e sui continenti, sta ancora facendo il giro del globo. Tutto oggi sembra più complicato. Ci siamo tutti fermati di fronte all’esigenza di concentrarci sulla difesa della salute. Con l’interruzione della normale programmazione degli eventi sportivi, si è bloccato anche il processo di riorganizzazione dello sport professionistico. Chi sostiene che dopo il Covid-19 nulla sarà come prima, ha molte probabilità di avere ragione. Ma proprio perché la pandemia ci ha costretto a rivedere i comportamenti e a modificare la routine delle vecchie abitudini, proprio per questo motivo alla ripartenza dobbiamo essere capaci di affrontare con rinnovata determinazione le questioni rimaste sospese. Una di queste riguarda il mondo

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del professionismo sportivo femminile. Un tema che coinvolge molte discipline sportive, in cui le atlete come gli atleti devono affrontare allenamenti duri e quotidiani per restare agli alti livelli internazionali, rinunciando ad un lavoro continuativo. Atleti ed atlete, allo stesso modo. Alcuni corpi dello Stato intervengono per porre rimedio a questo problema, proponendo agli atleti una carriera interessante anche dal punto di vista professionale. Situazione che risolve, almeno in parte, il problema agli atleti di discipline individuali. Così la Polizia, il Corpo dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Forestale danno l’opportunità a ragazze e ragazzi di molte discipline di allenarsi e di gareggiare ad alti livelli. Ma negli sport femminili di squadra ed in particolare nel Calcio, nel Basket e nella Pallavolo, sport nei quali l’Italia eccelle a livello internazionale, si continua a vivere nel limbo di un allenamento richiesto full time ma normalmente retribuito con stipendi camuffati da rimborsi spese, senza tutele e senza garanzie. Con la spada di Damocle di una possibile maternità che può determinare la sospensione dell’attività sportiva, la rimozione dalla rosa, senza tutele contrattuali, economiche e legali. Prima dell’inizio della pandemia avevamo ottenuto i primi riconoscimenti legislativi che

ponevano le condizioni per affrontare in modo decisivo il tema del professionismo femminile. Si è trattato di un risultato importantissimo! Da tempo ci battevamo perché le donne nello sport fossero equiparate agli uomini. Grazie ad un emendamento della maggioranza le nostre atlete possono diventare professioniste. Da gennaio 2020 e fino al 2022 le società sportive che stipulano contratti di lavoro con le atlete avranno la possibilità di un esonero totale dal pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali fino al limite massimo di 8mila euro l’anno. Ora dobbiamo riconsiderare molte cose, tenendo conto della situazione economica generale che si presenta molto incerta. Questo non deve rimettere in discussione i risultati ottenuti. Al contrario, dobbiamo ripartire in modo deciso con una ottica di maggiore giustizia. Le atlete che fanno sport ad alto livello come una vera professione a tempo pieno ne hanno diritto. Il professionismo femminile sarà tra gli argomenti in discussione all’interno della legge delega. Un po’ tutto lo sport andrà ripensato e riorganizzato. Ma tutte le donne, al pari degli uomini, devono poter immaginare che i loro sacrifici siano giustamente retribuiti e tutelati. É appunto un passo in avanti di civiltà. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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Ripartono i campionati Dopo lo stop di due mesi imposto dal Coronavirus, in Italia ripartono i campionati di calcio, basket, pallavolo e tennis

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el corso di giugno, in Italia, così come nel resto d’Europa, è iniziata la ripresa dei campionati sportivi nazionali, sospesi per due mesi a causa dell’emergenza sanitaria del Coronavirus. Sui campi di calcio spagnoli, il fischio d’inizio della Liga è scattato l’11 giugno, mentre in Inghilterra la Premier League ha ripreso il via il 17 giugno. Discorso a parte per la Francia, Paese in cui il titolo della Ligue 1 è già stato assegnato al Paris Saint-Germain. Gli incontri, pertanto, non riprenderanno. In Italia, invece, le squadre sono scese in campo per la prima volta dopo lo stop il 20 giugno, con il recupero della 25esima giornata. Secondo quanto dichiarato dalla FICG, i campionati professionisti devono terminare entro e non oltre il mese di agosto. A livello europeo, invece, l’UEFA è riuscita a trovare il modo per concludere il torneo. Dopo uno stop senza precedenti, la Champions League riprenderà con il ritorno degli ottavi di finale ad agosto. Ecco svelato perché i campionati nazionali devono concludersi entro la fine di luglio: tutti i match mancanti saranno disputati in agosto. Atletico Madrid, PSG, RB Lipsia e Atalanta hanno già conquistato l’accesso ai quarti di finale nelle settimane pre-Covid. Pertanto, il 7 e l’8 agosto vedremo scendere in campo: Juventus-Lione (andata 1-0), NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

a cura della Redazione

Manchester City-Real Madrid (andata 2-1), Bayern Monaco-Chelsea (andata 3-0) e Barcellona-Napoli (andata 1-1). A partire dai quarti di finale, in via del tutto eccezionale per concludere il campionato in tempi stretti, le partite giocate saranno gare secche, e verranno disputate a Lisbona. I quarti di finale si terranno dal 12 al 15 agosto, le semi-finali il 18 e 19 agosto e la finale il 23 agosto. Naturalmente, per questioni di sicurezza, si giocherà a porte chiuse. Resta incerta, invece, la ripresa dei campionati sportivi di calcio per il resto del mondo, su tutti quelli di Stati Uniti e Brasile. Parlando di basket italiano, invece, il campionato di serie A e A2 è stato definitivamente sospeso e il titolo non assegnato. Con due giocatori positivi al Coronavirus, è a rischio anche l’NBA statunitense. Per quanto riguarda la pallavolo, invece, la Lega aveva chiesto il parere delle tre consulte, SuperLega, Serie A2 e Serie A3, dichiarando poco dopo la conclusione del campionato e la non assegnazione del titolo. Infine il tennis, il cui futuro è molto incerto. Al momento non sono previsti match per tutto il mese di luglio e l’unico campionato che potrebbe salvarsi pare essere l’US Open. Previsto per il 24 agosto, se non ci saranno ulteriori variazioni, si giocherà a porte chiuse. GENTE IN MOVIMENTO

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Food & wine

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Insalata di carne cruda Un piatto semplice e veloce, che non prevede cottura, ideale per le calde giornate estive. Si può servire come antipasto, oppure, con un contorno di verdure fresche, come piatto unico. a cura di Gabriella Tomasi

INGREDIENTI PER 6 PERSONE 1 kg di polpa magra di vitello 100 ml di olio evo 2 limoni 1 spicchio d’aglio 1 tuorlo d’uovo prezzemolo sale e pepe

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COME SI PREPARA Tritate finemente la carne con il coltello (sconsigliamo la macinatura a macchina). Conditela con il succo di limone. Schiacciate l’aglio e aggiungetelo alla carne insieme all’olio. Salate e pepate a piacere. Mescolatela delicatamente, aggiungendo il tuorlo d’uovo. Spolverate con il prezzemolo tritato e portate in tavola. A seconda dei gusti, è possibile servire il tuorlo d’uovo a parte, oppure ometterlo dalla ricetta. Potete accompagnare la vostra insalata di carne cruda con verdure fresche come sedano, ravanelli, scarola, indivia e finocchi.

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Food & wine

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Al di là delle stelle Un giovane chef alla ribalta della scena internazionale, passione per i prodotti del territorio italiano, pronto alla sfida che vede una rivisitazione della cucina creativa e della tradizione. a cura della Redazione

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er Andrea cucinare significa passione, tempo, dedizione, ricerca e sorriso ed è in questo momento storico che vuole esprimere il suo parere, “rischiamo, anche per il settore ristorazione, quella che da sempre è considerata una fuga di cervelli, che potremmo chiamare la “fuga dai fornelli”. Sempre di più chef italiani di talento trovano fama e fortuna all’estero. “L’intero sistema della ristorazione di livello in Italia ha bisogno di sostegno e innovazione. La parola chiave dovrà essere opportunità, per poter prestare la propria professionalità in Paesi dove ogni giorno avere la sensazione che possa accadere qualcosa di buono, invece che la certezza di dover lottare con la burocrazia e margini ridotti”. Oggi Andrea è pronto a intraprendere nuovi progetti in Italia, che gli consentano di portare avanti la sua filosofia di cucina: “Credo che la cucina italiana sia un’autentica cultura: cultura della materia prima, della tecnica e del sapore. Ogni giorno provo a farne tesoro, portando innovazione, sempre con il rispetto che merita la tradizione”. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

In un Paese come l’Italia, dove il settore del turismo e della ristorazione vale il 13% del Pil, i dati che giungono dalla Fipe Confcommercio parlano di 90mila tra gli oltre 333mila bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie che hanno deciso di non riaprire per il momento e pur avendo riaperto sette locali su 10, sono circa 377mila i dipendenti rimasti a casa. “Mi auguro che l’emergenza finisca presto e che questa città, Milano, come tutte le altre città, possano godere ancora dell’allegria davanti ad un buon bicchiere di vino e magari un risotto con osso buco, accolti dall’ ospitalità dei tipici ristoranti italiani noti in tutto il mondo!” Nel passato dello chef spiccano gli anni passati nelle cucine stellate del Trussardi alla Scala e del Four Season di Milano, all’Harry’s Bar di Londra e di Beirut, dove Andrea si qualifica al primo posto in una delle competizioni HORECA Libano sfidando tutta l’alta cucina libanese. Grazie a questa competizione, Andrea ha ottenuto un importante riconoscimento, posizionando l’Harry’s Bar come miglior

ristorante italiano di Beirut in svariate classifiche. La sua voglia di scoprire nuove tecniche lo porta a San Sebastian, dove varca la porta del ristorante 3 stelle Michelin, Arzak. Ma è alla Taverna Moriggi, nel 2018, che lo Chef Andrea Gurzi assume la responsabilità di una brigata giovane e talentuosa. Qui l’ideazione della famosa Tartare di Vitello Tonnato e del Panettone arrostito con burro e salvia e tanti altri piatti “milanesi 2.0”; piatti classici, ma attuali e mai scontati, con ingredienti tradizionali. Anche in questa esperienza, Andrea ha ottenuto un altro riconoscimento, grazie alla recensione di Gambero Rosso citandolo come una delle migliori costolette alla milanese della città meneghina. L’esperienza maturata da Andrea, anche all’estero con anni di gavetta e sacrifici, gli ha permesso di creare nuove idee, come le alici ripiene, dove ritroviamo nel piatto la rappresentazione della pesca delle alici con le reti, con un croccante di riso al Plancton o il vitello tonnato, presentato scomposto, a mo’ di tartare. GENTE IN MOVIMENTO

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benessere e bellezza

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Sierologico e tampone: come e quando farli? I massimi esperti della sanità italiana hanno fatto il punto sui vari test sierologici a disposizione nel nostro Paese e a livello globale. a cura di Redazione

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l nostro corpo possiede tre diversi anticorpi: le immunoglobuline IgA (se abbiamo da poco incontrato il virus), IgM (se abbiamo un’ infezione in corso) e IgG (se abbiamo avuto contatti col virus in passato), che ci raccontano la storia dell’infezione, stabilendo se abbiamo incontrato il virus e da quanto tempo. Per appurare tutto ciò, esistono due tipi di test sierologici: rapido o qualitativo con una goccia di sangue ottenuta con un prelievo capillare si stabilisce la presenza degli anticorpi oppure semi-quantitativo, test che necessita di un prelievo venoso col quale si misura la quantità degli anticorpi nel sangue. Che fare? Parola agli esperti.

“Partirei dal fatto che i tamponi andrebbero fatti ai soggetti sintomatici, ai contatti asintomatici dei casi positivi e a chi svolge un lavoro di servizio pubblico (medici, infermieri, assistenti delle case di riposo, polizia, militari ….) in condizioni di esposizione a rischio infettivo e quindi a tutela di queste persone e della funzione da loro svolta; certamente per ragioni pratiche e operative non si possono “tamponare” 62 milioni di Italiani. Per quanto riguarda poi l’affidabilità dell’indagine molecolare, va segnalato che se nel campione nasofaringeo è presente SARS-CoV-2, a seconda della carica infettante presente, il test ha circa il 60% delle NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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possibilità di rivelare il virus, dipende infatti dal numero di copie di genoma virale presenti, da come viene eseguito il tampone, dal trasporto dello stesso, dall’estrazione e dalla sua conservazione. I test pungi dito qualitativi per la ricerca di anticorpi specifici, anche se conformi alle norme di qualità europee, rispondono solo alle performance dichiarata dal produttore e hanno sensibilità molto basse e spesso danno risultati falsamente positivi. Al contrario i test sierologici quantitativi che misurano IgM, IgG e IgA danno maggior affidamento; qualora gli anticorpi messi in evidenza siano diretti contro la proteina S di SARS-CoV-2 detti test possono rapportarsi ai classici saggi di neutralizzazione dell’infettività virale”, ha detto Giorgio Palù, Professore di Microbiologia e Virologia, Università degli Studi di Padova, Professore Aggiunto di Neuroscienze e Scienze Tecnologiche, Temple University, Philadelphia, USA. “I test sierologici più affidabili sono certamente quelli effettuati con il prelievo del sangue, quelli rapidi cosiddetti a saponetta o pungi dito sono, ad oggi, meno affidabili. Va però chiarito che l’attuale utilizzo dei test sierologici ha, oggi, finalità di tipo epidemiologico (in una determinata popolazione qual è la percentuale che ha “incontrato” il virus) e non di tipo diagnostico”, ha spiegato Giuliano Rizzardini, Direttore Dipartimento Malattie Infettive Ospedale Luigi Sacco - Polo Universitario, Milano. “Il test sierologico è giusto che venga utilizzato per finalità epidemiologiche, per capire qual è stata la reale diffusione dell’infezione nelle diverse regioni italiane, come correttamente sta facendo il nostro Ministero. Contestualmente sarebbe giusto offrirlo a tutti coloro i quali nei mesi precedenti hanno accusato sintomi simili al COVID e/o sono stati a contatto con pazienti COVID e che per motivi organizzativi non hanno potuto fare il tampone. In casi mirati la sierologia potrebbe essere comunque di aiuto nel work-up diagnostico di alcune tipologie di pazienti. La mia paura è la non ottimale specificità del test da NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

cui originano molti falsi positivi. In Sicilia, ad esempio dove il virus è circolato poco e dove mi aspetto una prevalenza di sierologia positiva inferiore al 4%, se il test ha una specificità del 90%, la possibilità di avere un ‘falso positivo’ sono più del doppio di quelle di avere un ‘vero positivo’. Il problema della bassa specificità è ancora maggiore quando parliamo di anticorpi di classe IgM. Altro problema, le persone risultate positive alla sierologia dovranno al più presto eseguire il tampone e, in attesa del risultato, in teoria dovrebbero rimanere isolate al proprio domicilio… ma l’attuale sistema riesce a garantire un tampone rapido per tutti coloro che risulteranno positivi? Oppure questo isolamento domiciliare durerà 15 giorni? E chi paga per l’assenza dal posto di lavoro? E poi vi dico che secondo me la seconda ondata del COVID19 non ci sarà, primo perché il SARS-CoV-2 non è un virus influenzale ma un coronavirus e poi perché il virus sta verosimilmente mutando diventando meno virulento per la popolazione in cui si è diffuso nei mesi precedenti anche se al momento non ci sono studi che inequivocabilmente dimostrano quanto sopra. La storia però ci insegna che le cose vanno così, verosimilmente questo virus diventerà il quinto coronavirus responsabile di banali infezioni delle vie aeree, ma non subito e soprattutto non in tutto il mondo contemporaneamente”, ha spiegato Antonio Cascio, Direttore Malattie Infettive Tropicali

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Policlinico Giaccone, Palermo. “Con i test sierologici, come ci dicono già diverse evidenze scientifiche, è possibile identificare e quantificare la risposta anticorpale verso SARS CoV-2 ed è importante quanto questa ci consenta di avere informazioni in merito al progresso contatto col virus. Il problema attuale da risolvere è avere dati precisi in merito alla specificità e sensibilità dei test che abbiamo a disposizione e sono in corso di sviluppo”, ha tenuto a precisare Vittorio Sambri, Responsabile UO Microbiologia AUSL, Romagna Laboratorio Unico e Professore DIMES, Università Bologna. “Siemens ha realizzato un KIT che risulta essere appropriato al momento storico dell’infezione, cioè un test cumulativo IgG e IgM che aumenta la sensibilità, con l’obiettivo di fare in modo che nella sorveglianza sanitaria o nelle indagini di siero-prevalenza, ogni test che risulta negativo sia realmente negativo. Oggi il livello dell’infezione, infatti, è molto diverso dai primi mesi ed al momento comprenderne la diffusione è importantissimo. Anche la specificità è garantita dal fatto che il test dosa gli anticorpi neutralizzanti rivolti verso la proteina Spike S1. Per dare un’offerta completa che garantisca anche possibilità di monitoraggio, a breve sarà pronto un nuovo test che va a determinare solo le IgG totali”, ha concluso Mario Da Ronco, Head of Sales and Portfolio Solutions Management DX di Siemens Healthineers. GENTE IN MOVIMENTO

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moda

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Milano Marittima: torna il vialetto degli artisti Da giugno a settembre si riaccendono le luci lungo il Canalino di Milano Marittima. a cura della Redazione

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on l’arrivo dell’estate, da sabato 27 giugno torna l’imperdibile appuntamento con la moda, l’artigianato e il design emergente all’interno del “Vialetto degli Artisti” di Milano Marittima. Al suo quinto anno di programmazione, il progetto Vialetto degli Artisti, ha l’obbiettivo di dare spazio e visibilità alle nuove realtà artigianali e alle attuali proposte di stilisti, designer e artisti emergenti provenienti da tutta Italia.

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Autoprodotti, questi oggetti da collezione e accessori moda sono realizzati in pezzi unici o in tiratura limitata. In programmazione per la stagione 2020, accurate e selezionate esposizioni di artigianato artistico e contemporaneo, mostre d’arte e fotografia, vi daranno appuntamento tutte le sere, dal 6 luglio e fino al 6 settembre 2020, lungo il celebre Canalino della città, per stupirvi ed emozionarvi con le loro creazioni uniche e originali. Nel Vialetto degli Artisti potrete ammirare opere d’arte e di creatività, manufatti artigianali e creazioni di eco-design. Le vie di accesso, decorate con due portali bianchi e una suggestiva illuminazione, presentano una bacheca nella quale è possibile conoscere più nel dettaglio il progetto. Lungo l’argine le luci calde e soffuse donano al Vialetto un’atmosfera raffinata e romantica. Perfetto anche solo per una passeggiata serale, consigliamo una visita a tutti i turisti della zona. L’evento è realizzato in collaborazione con il Comune di Cervia e l’Associazione Culturale Rete Creativa. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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Accessori moda: lo scaldacollo-mascherina Dall’uso esclusivo per lo sport ad accessorio moda per combattere la pandemia di Coronavirus. a cura della Redazione

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o scaldacollo, anche chiamato buff, è usato da tempo perlopiù per lo sport all’aria aperta. Oggi, però, diventa un oggetto semplice, unisex e personalizzabile, utile per la prevenzione da Covid al posto della più comune mascherina. Coprire naso e bocca quando ci avviciniamo alle persone è oramai un’abitudine che abbiamo preso, nostro malgrado, per tutelare noi e chi ci circonda. In questi mesi abbiamo visto le anime più creative mettersi alla prova con mascherine fai da te, magari anche fatte in casa con vecchi tessuti, qualche elastico, il riciclo di reggiseni o calzini, visto che i dispositivi di protezione individuale sono stati reperiti con difficoltà. Pensando ai mesi invernali, unire la mascherina con la sciarpa diventerà davvero fastidioso. Così, quell’articolo che fino ad oggi era stato pensato per le attività sportive, diventa oggi un oggetto multiuso davvero utile, anche per la prevenzione da Covid-19. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

Si tratta di quello che comunemente viene chiamato scaldacollo, una specie di foulard che si può indossare come bandana, fascia per capelli, passamontagna, cappuccio, polsino, berretto e, ovviamente, come mascherina. Disponibile in vari materiali, dai più leggeri ai più pesanti, può essere completamente personalizzato con una fantasia o un logo. Unisex, adatto a tutte le età, lo scaldacollomascherina è un accessorio adatto a tutte le stagioni.

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fotografia

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Estate 2020: fotografia subacquea Vi siete sempre chiesti se sia possibile usare il vostro telefono per fotografare il fondale marino? Vi spieghiamo noi come fare. a cura della Redazione

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state, caldo, mare e voglia di fare foto sott’acqua. Ma come fare? Se fino a pochi anni fa possedere una buona macchina fotografica, magari una reflex, era un privilegio di pochi, oggi per fare buone fotografie è possibile utilizzare lo smartphone. Chiaramente, anche in questo caso, i modelli top gamma sono dotati di caratteristiche migliori, sensori, filtri e diversi obiettivi, ma l’impermeabilità continua ad essere un privilegio di pochi modelli e, di certo, non è sufficiente per immersioni prolungate. Quindi, come fare se non vogliamo acquistare costosissimi “scafandri”

per reflex o action cam dedicate, ma non vogliamo a rinunciare al safari fotografico sottomarino? In commercio esistono numerose tipologie di custodie per smartphone a prova di acqua. Il nostro consiglio è di non andare troppo al risparmio e valutare sempre le caratteristiche di ciascun prodotto. Le custodie waterproof si divido in due grandi gruppi: le borse impermeabili e i case rigidi. Le prime sono adatte per proteggere il vostro dispositivo dall’acqua e dalla sabbia ma non sono funzionali per la fotografia subaquea. Generalmente, il materiale della custodia non aderisce completamente all’obiettivo e può creare disturbi NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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nell’immagine. Inoltre, il touch in acqua è inaffidabile e usare i tasti fisici, con questa tipologia di protezione, non è facile. In più, ogni qual volta voleste usare il vostro telefono per fare una chiamata, sarete costretti a tirarlo fuori dalla custodia. Per questi motivi, vi consigliamo di scegliere gli “scafandri” rigidi. Progettati su misura per il telefono, sono più facilmente reperibili per i modelli di cellulare più diffusi. Generalmente garantiscono l’utilizzo di tutte le funzioni del dispositivo, comprese le chiamate in vivavoce o con gli auricolari, e, fuori dall’acqua, offrono un sistema di compatibilità touch quasi perfetto. Dal punto di vista fotografico poi, queste custodie permettono di avere immagini di alta qualità grazie al vetro posizionato in corrispondenza della o delle fotocamere del vostro telefono. Successivamente dovete chiedervi: per quanto tempo voglio tenere il telefono in acqua e a quale profondità?

Già in piscina, ma soprattutto nel mare, all’aumentare della profondità aumenta la pressione dell’acqua e la resistenza dei nostri dispositivi. Le custodie rigide più economiche generalmente garantiscono l’impermeabilità a 1-2 metri di profondità e per non più di mezz’ora. Ideali per una vacanza a bordo piscina, possono proteggere il vostro smartphone dall’accidentale caduta in acqua, permettono di fare foto e video con amici e parenti in totale sicurezza, ma non sono sicuramente adatte allo snoerkling. In questo caso dovrete orientarvi su prodotti più costosi, che garantiscano l’impermeabilità a profondità maggiori, soprattutto se intendete immergervi, e per periodi più prolungati. Una volta scelta la custodia più adatta alle vostre esigente, consigliamo sempre di testarla a casa, in una bacinella o durante un’immersione nella vasca da bagno. Prima di fare

il bagno al vostro telefono assicuratevi di aver chiuso completamente tutti gli angoli e i bordi della cover, di aver tappato eventuali accessi all’usb e all’ingresso aux. Controllate il buon funzionamento del telefono e, se non impostato di serie, settate la possibilità di scattare video e foto premendo un tasto fisico del dispositivo. L’acqua, in quanto elemento capace di condurre l’elettricità, metterà a dura prova i sensori dello schermo. Una volta verificato il funzionamento, smontate la custodia e assicuratevi che non sia entrata neanche una goccia d’acqua. Se tutto è andato come previsto, siete pronti a immergervi in un bagno di fotografie. L’ultimo consiglio che vi diamo è di usare sempre un laccetto per tenere il telefono legato al polso: non sia mai che, presi dall’entusiasmo di fotografare il fondale marino, vi scivoli il cellulare di mano!

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eventi e spettacoli

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Ferrara sotto le stelle annullato Lo storico festival annuncia l’annullamento dell’edizione 2020 e racconta in numeri la straordinaria produzione di contenuti nei mesi del lockdown. a cura della Redazione

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arebbe stato il venticinquennale ma adesso è ufficiale: l’edizione 2020 di Ferrara sotto le stelle non si farà. “La decisione di annullare il Festival al traguardo del venticinquesimo anno è stata ancora più difficile ma non potevamo prendere una strada diversa, vista una situazione che rimane ancora troppo incerta e non ci consente di programmare i live come li abbiamo sempre vissuti e conosciuti” dichiara Alice Bolognesi, Presidente di Arci Ferrara. Uno dei festival più importanti in Italia, che nelle precedenti 24 edizioni ha ospitato i grandi protagonisti della musica internazionali come Bob Dylan, Lou Reed, Philip Glass, PJ Harvey, Kraftwerk, Ryuichi Sakamoto, Radiohead, Sonic Youth,

Beck, Pixies, Mercury Rev, Deus, Bon Iver, Lucio Dalla, Franco Battiato, Paolo Conte, Afterhours, CSI, Marlene Kuntz per citarne soltanto alcuni, decide dunque di fermarsi proprio nel momento in cui l’Italia riparte. Perché in realtà è stato estremamente dinamico nel momento più difficile, quando l’emergenza sanitaria ha immobilizzato tutti e lasciato sgomento il mondo. “I festival hanno bisogno di maestosità e grandiosità. Hanno bisogno di vicinanza e calore umano. Tutto questo oggi non ci può essere. Crediamo che sia giusto che la musica torni il prima possibile nelle piazze, nei parchi e nelle città, ma lo deve fare per gradi, ora non tocca a noi, appena sarà il nostro turno ci faremo trovare pronti. Il nostro NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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festival in digitale l’abbiamo già fatto, ecco perché Ferrara Sotto le Stelle per il 2020 si ferma qui, inutile farne un altro ora” afferma il nuovo Direttore Artistico Corrado Nuccini. FSLS ha reagito immediatamente, in modo creativo e con forza progettuale, all’improvvisa cristallizzazione del nostro Paese, trasformando la crisi in opportunità e impiegando i 2 mesi di lockdown per iniziare a costruire il futuro, a reinventare la forma festival, a pensare nuovi modelli, valorizzando contemporaneamente le pratiche di networking. E lo ha fatto nel presente, attraverso una vera e propria programmazione in diretta per il pubblico. E, soprattutto, rifiutando la pratica diffusa di spostare semplicemente il programma 2020 al 2021, come se nulla fosse. Dal 10 di marzo, attraverso i canali Facebook e Instagram e con un sito rinnovato, Ferrara Sotto le Stelle ha realizzato 93 eventi on line tra cui 1 webinar, 1 laboratorio per i bambini e 2 sonorizzazioni, coinvolgendo 144 ospiti di 10 nazionalità diverse tra musicisti, dj, giornalisti, fotografi, fumettisti per quasi 50 ore di musica, poesia, dj set, talk, formazione. La fase 1 di questa programmazione è stata Close Up, rassegna di vicinanza consentita è iniziata immediatamente con blocco delle attività. Una reazione emotiva, di prima emergenza: 65 eventi online e 35 ore di musica culminate nella maratona non-stop di oltre 8 ore del 2 aprile (una delle prime del suo genere) che ha visto esibirsi artisti come Emidio Clementi, Max Collini, Colombre, Nicolò Carnesi, Enrico Gabrielli e Sebastiano De Gennaro, Hån, Arianna Poli, Godblesscomputers. Dal 25 aprile è poi scattata la fase 2 con Step Up, un’idea di festival, una serie di contenuti tra cui: Isolation Portrait, performance non convenzionali del giovedì , ritratti dal mondo in isolamento con artisti internazionali attivi nel campo della ricerca elettronica come il giapponese Hirosi Ebina, il greco Mikael Delta e gli statunitensi Benoît Pioulard e Marcus NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

Fischer; Cosa resta della musica, talk show domenicale, in collaborazione con Officina Meca, condotto da Nicholas David Altea di Rumore, che ha visto ospiti tra gli altri Roberta Sammarelli dei Verdena, Federico Dragogna dei Ministri, Tommaso Colliva dei Calibro 35, Adriano Viterbini di I hate my village, il fumettista Alessandro Baronciani e la giornalista di Rai Radio 2 Silvia Boschero; un webinar articolato in 5 incontri con le agenzie di booking, le istituzioni, i responsabili della comunicazione e della produzione di alcuni festival per arrivare ad un tavolo tra i direttori artistici di festival come il TOdays di Torino, il Beaches Brew di Ravenna, Acieloaperto di Cesena e Arti Vive di Soliera; Ferrara Sotto le Stelle Teen, un progetto didattico innovativo, attualmente in corso, dedicato agi studenti delle scuole secondarie del territorio, coinvolti nella rielaborazione dell’ artwork del Festival; Memoryscape Sound Live, le sonorizzazioni realizzate in collaborazione con Homemovies, Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna articolate in 2 appuntamenti nelle date simboliche del 25 aprile e del 1° maggio, con ospiti quali Iosonouncane, Stefano Pilia, Xabier Iriondo, Nicola Manzan e altri. Un’attività davvero intensa che dal 3 giugno sarà di nuovo disponibile on line sul sito e i canali social di FSLS. Un lavoro seminale dunque, che continuerà nei prossimi mesi per arrivare dritti al 2021 con un’idea di festival profondamente rinnovata, che sappia mettere al centro le persone e valori di un mondo migliore di quello che ci stiamo lasciando alle spalle: l’ecologia, l’accoglienza, la sicurezza, la parità di genere. Un

eventi e spettacoli

processo che Ferrara sotto le stelle sta condividendo in sinergia con altre realtà in linea con questa sensibilità come Acieloaperto di Cesena, Arti Vive di Soliera e Sexto ‘Nplugged di Sesto al Reghena (Pn). “Un festival non deve essere un contenitore neutro in cerca di contributi. Un festival deve essere ricerca, confronto, dialogo solo così può arrivare a creare qualcosa di identitario”, afferma Nuccini. “Questo periodo ci ha fatto riflettere con una prospettiva diversa, partendo proprio dalla trasformazione che avremmo voluto introdurre ancora prima dell’emergenza sanitaria. La sinergia con gli altri Festival e la collaborazione con realtà locali come Officina Meca e Web Radio Giardino ci hanno dato nuovi stimoli e nuove prospettive per ragionare in futuro su un calendario più ampio e condiviso, sicuramente aperto a nuovi progetti da declinare non solo nel periodo estivo ma anche in altri momenti dell’anno” aggiunge Alice Bolognesi. Tutto questo trova la traduzione visiva nella linea di merchandising che il Festival ha deciso comunque di produrre. T-shirt e shopper con stampa d’alta qualità ma soprattutto le mascherine, simbolo di questo 2020, che declinano il visual ideato da Camilla Falsini: un abbraccio, pensato senza distinzioni di genere. Fotografia del presente e speranza per il futuro. Acquistare i prodotti del merchandising, infine, significherà anche sostenere il festival che verrà, comprandone simbolicamente un pezzo, nella speranza di restituire presto al pubblico la gioia, le emozioni, i colori, l’accoglienza e tanta buona musica come Ferrara sotto le stelle fa da 25 anni. GENTE IN MOVIMENTO

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Cinema e libri

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Back to the Cinema Dopo quasi tre mesi di chiusura, riaprono le sale cinematografiche e, nel frattempo, riprende anche l’attività degli studi di registrazione. a cura della Redazione

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iaprono i cinema e potremo andare a vedere le nuove uscite stando seduti accanto a familiari e congiunti. Distanza di sicurezza, invece, dagli altri gruppi di persone. Le norme previste per questo primo periodo di riapertura impongono di indossare la mascherina all’entrata/ uscita in sala e ogni qual volta ci si alza per necessità (servizi o acquisto di cibo e bevande). Durante lo spettacolo, invece, è possibile toglierla. Resta però da capire quali film troveremo in sala. Il mercato cinematografico mondiale è ancora piuttosto fermo. Tra le chiusure dei Paesi colpiti nella primavera e parziali riaperture, molte distribuzioni non si sono ancora riorganizzate, ritardando la consegna dei film in programmazione. Tuttavia, nel mese di luglio dovrebbe essere garantita l’uscita di molti film che, nei mesi precedenti, hanno debuttato sul piccolo schermo tramite i servizi di streaming. Nel frattempo, anche l’industria cinematografica, la produzione, si appresta alla ripartenza. Un po’ come successo in Italia, a Hollywood i

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sindacati hanno stabilito, in accordo col Governo, le linee guida per minimizzare il rischio di contagio e diffusione del Covid-19. In linea generale, sul set operatori e macchinisti dovranno indossare la mascherina. Gli attori di scena dovranno per lo più recitare a distanza e, se questo non fosse possibile, bisognerà accertarsi che non siano contagiati, prima di girare le scene a contatto o con la presenza di molte persone. Chiaramente, le misure includono lavoro da remoto, quando possibile, procedure di igienizzazione dei locali e dei set e formazione per tutte le persone coinvolte. La presenza del pubblico, al momento, è sconsigliata. Particolare attenzione per il catering, con più postazioni e il divieto di allestire un buffet unico. Si dovrà favorire l’uso di costumi di scena individuali, camerini singoli e mascherine FFP2 e FFP3 per truccatori, acconciatori e stilisti. Infine, è consigliato a tutte le persone coinvolte l’utilizzo dell’applicazione di tracciamento dei contagi. Insomma, si riparte portando grande attenzione alla sicurezza. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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Libri: le ultime uscite Consigli di lettura delle ultime uscite, da portare in vacanza con voi: un viaggio introspettivo, un romanzo struggente e due saggi su come rialzarsi dalla crisi. a cura della Redazione

CHRISTIAN BARSI

GIUSEPPE CAFFULLI

La cura del tempo

Il bosco dei centauri

Il tempo quanto può cambiare una persona? Quanto può inuire sulle sue idee e sulle sue scelte? Ma soprattutto, quanto può cambiare le sue priorità? È a queste domande che risponde il protagonista del romanzo, un fotografo del National Geographic che per tutta la vita ha messo il suo lavoro davanti a ogni altra cosa. Un viaggio introspettivo che parte da lontano, tocca molte vite escava nell’intimità con l’imparzialità dell’età adulta.

Un romanzo struggente sullo sfondo dei monti della Val d’Aosta: una giovane donna torna alla vecchia baita di montagna in cui ha trascorso le più belle ore della sua infanzia. L’odio per un padre, che l’ha allontanata senza motivo, si mescola ai ricordi lieti e all’apertura di un misterioso plico: una busta gialla contenente un quaderno nero, alcune microcassette e un vecchio registratore.

MARCO GREGGIO

ALESSANDRA SMERILLI

Il potere della crisi

Donna economia

L’arte di fallire e rialzarsi: gli imprenditori che falliscono non sono soli, ma si possono superare i momenti bui seguendo un particolare percorso di accettazione della crisi, per poi superarla. Una visione laterale e profonda di una tematica quantomai attuale, la crisi. I diritti d’autore saranno devoluti alla Fondazione Città della Speranza a favore della ricerca su COVID-19.

Dalla crisi a una nuova stagione di speranza. Donna fa pensare a: relazione, amica, ambiente, casa, pianeta. Immaginiamo un’economia rispettosa e amica della Terra e di tutti gli esseri umani. Questa la sfida dell’ autrice, che da anni si muove fra studi economici e impegno nella fede, per riportare l’economia nel suo ambito più proprio, al servizio dell’uomo nella gestione della casa comune.

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Comics & Games

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Fumetti sotto l’ombrellone Consigli di letture a fumetti da gustarsi sotto l’ombrellone: ultime uscite e titoli da non perdere. a cura di Redazione

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racconti a fumetti, un tempo designati ai soli bambini, sono oggi diventati un genere letterario per tutte le età, anche grazie alle straordinarie capacità espressive delle graphicnovel, veri e propri romanzi racchiusi in un volume di baloon. Se siete nuovi del genere, e non sapete da che parte iniziare, ecco una breve rassegna di “vecchie” e nuove pubblicazioni. A maggio 2020 è uscita la riedizione di Kobane Calling, il racconto di Zerocalcare della trasformazione della società del Kurdistan degli anni 2014 e 2015 e della lotta contro l’ISIS, oggi presentato con un’introduzione per aggiornare il lettore sulla situazione attuale. Con quest’opera, il fumettista ha avuto il pregio di portare l’attenzione sulla comunità del Rojava e sulla capitale, Kobane. V per Vendetta, la nota serie a fumetti di Alan Moore, considerato da molti il più grande autore di fumetti di tutti i tempi, è stata raccolta in un unico volume. Dall’opera è stato tratto il film omonimo. Uscito questa primavera, il romanzo I Am Not Okay With This scritto da Charles Forsman è il racconto di una liceale introversa che scopre di possedere un singolare e pericoloso potere. Al rientro delle vacanze non perdetevi

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l’adattamento televisivo del registra Jonathan Entwistle, prodotto da Netflix, piattaforma di streaming che propone anche la serie tv tratta dal celebre fumetto The End of the Fucking World. Attacchi di panico, paure e agosce e come affrontarli sono il tema principale di Quanto tutto diventò blu, una toccante storia dell’autore Alessandro Baroncian proposta in una nuova edizione. Pascal Jousellin, autore francese, ci propone il fumetto vincitore del Bologna Ragazzi Comic Award 2020: Imbattibile – Il solo vero supereroe del fumetto. Il protagonista, un supereroe fuori dal comune, ha il super potere di piegare lo spazio-tempo del fumetto stesso. La prima raccolta in un unico volume di Paulus, opera di Gianni De Luca e Tommaso Mastrandrea, è considerato il capolavoro dell’autore. Ambientato in un futuro lontano, dominato dal SATS, il Supremo Autocrate Tempo Spazion, la graphic novel racconta le vicende di uno storico che, dotato di un dispositivo capace di riprodurre gli eventi del passato, ripercorre la vita di San Paolo. Grazie a questa esperienza e all’esempio dei martiri del passato, anche il protagonista troverà la forza di ribellarsi al potere. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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Comics & Games

Il ritorno dei Bandicoot Activision annuncia ufficialmente il ritorno di Crash in un quarto capitolo della serie. a cura della Redazione

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rash Bandicoot 4: It’s About Time è il nome ufficiale del quarto capitolo della serie. Dopo aver acquistato i diritti della fortunata saga prodotta da Naughty Dog, Activision si prepara al lancio di una nuova avventura dei nostri marsupiali preferiti. Dopo gli sconvolgimenti iniziali, il nuovissimo videogame porta i giocatori a esplorare un mondo nuovo nel quale scopriranno quattro potentissime Maschere Quantiche, i guardiani dello spazio e del tempo, che devono essere riunite per ripristinare l’ordine del multiverso. Disponibile dal 2 ottobre 2020, il titolo rappresenta il primo ritorno originale della serie Crash da oltre 10 anni. Seguendo lo spirito bizzarro del franchise, gli autori presentano un nuovo stile artistico, dotato di forte personalità e fascino. Riallaciandosi alla storia di Crash Bandicoot: Warped, la storia inizia su un pianeta lontano, sul quale Neo Cortex, Dr.N. Tropy e Uka Uka sono stati esiliati. Dopo innumerevoli tentativi di fuga finiti male, il malvagio trio riesce finalmente a scappare, aprendo una frattura nel tessuto spazio-temporale. Ora tutto ciò che si frappone tra loro e il NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

dominio totale sul multiverso sono i due famosi marsupiali. Secondo gli autori, “questa nuova ed epica avventura attraversa lo spazio e il tempo, introducendo nuovi moduli di piattaforma che i fan di lunga data e i nuovi giocatori apprezzeranno allo stesso modo. Preparatevi ad innamorarvi di nuovo dei marsupiali mutanti”. Durante questa avventura, i giocatori scopriranno quattro maschere quantistiche, i guardiani dello spazio e del tempo, che daranno loro la possibilità di piegare le regole della realtà e ottenere modi avanzati per superare pericolosi ostacoli, come la Time Mask, che rallenta tutto, e la Gravity Mask, che consente ai bandicoot di ruotare la piattaforma sottosopra. I fan vedranno un’evoluzione del Crash che conoscono e amano, dotato di meccaniche di gioco avanzate come la corsa sulla parete e l’oscillazione sulla corda. Saranno in grado di giocare come Crash o Coco nel loro viaggio per salvare il multiverso, e nuovi personaggi giocabili, tra cui il diabolico Neo Cortex, emergeranno anche per fornire una prospettiva alternativa alla ricerca dei nostri eroici Bandicoot per sconfiggere le loro nefaste nemesi. GENTE IN MOVIMENTO

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musica

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Hamilton, il musical Il fenomeno pop americano arriva dal teatro su Disney+, divenendo subito un successo planetario. a cura della Redazione

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lexander Hamilton, questo il nome del protagonista del musical divenuto in pochi giorni un fenomeno mondiale. 160 minuti di spettacolo, girati in due serate del 2016 al Richard Rogers Theatre di New York con la maggior parte del cast originale, tra cui l’autore dell’opera e attore protagonista, Lin-Manuel Miranda. Grazie all’attento lavoro della regia, che ha cercato di rendere uno spettacolo teatrale il più cinematografico possibile con primi piani, riprese e montaggi ricercati, il musical risulta essere molto più di una semplice performance filmata. Resa disponibile sulle piattaforme musicali sin dall’uscita dello spettacolo, la celebre colonna sonora ha contribuito al successo del film: i fan possono finalmente scoprire il contesto visivo delle canzoni che ormai conoscono a memoria. A partire dal numero di apertura, “Alexander Hamilton”, Miranda, racchiude una quantità empia di esposizione e storia nei suoi testi, utilizzando il rap come mezzo per raggiungere il suo scopo. Nei primi 70

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minuti di spettacolo, Odom’s Burr, l’autoproclamato “dannato idiota che ha sparato” a Hamilton, e gli altri protagonisti del cast descrivono i primi anni del nostro eroe, dai Caraibi a New York City. La grandezza delle canzoni di Miranda risiede nella diversità dei loro stili musicali e delle scelte che fa per ogni numero. Infatti, quasi tutte le parole del musical sono cantate e proposte con combinazione di rap, R&B, gospel e ballate romantiche. Lo spettacolo ripercorre la vita di Alexander Hamilton, uno dei più influenti tra i padri fondatori degli Stati Uniti d’America e, allo stesso tempo, uno dei meno noti. Basato sulla biografia omonima, edita nel 2004 dallo storico Ron Chernow, il musical attraversa tutti i principali momenti della storia e crescita di Hamilton, dalla perdita della madre a 12 anni, al desiderio di riscatto che, grazie alla sua straordinaria intelligenza, lo portano ad essere uno dei personaggi cardine dell’indipendenza americana, dalla ribellione delle colonie contro la corona Inglese, alla scrittura della Costituzione americana. NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


Musica

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Tones and Stones Il Festival piemontese dell’opera, ospitato nella cava dismessa Roncino di Oira, frazione della Val D’Ossola a cura della Redazione

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i svolgerà dal 19 al 26 luglio nella cava dismessa Roncino di Oira, una piccola frazione della Val D’Ossola, la XIV edizione di Tones on the Stones, il festival piemontese diretto da Maddalena Calderoni e dedicato alle produzioni immersive con particolare attenzione all’Opera, che quest’ anno entra ancora di più in simbiosi con Nextones, la sezione dedicata alle sperimentazioni elettroniche e digitali curata da Threes Productions. Un’edizione speciale, la XIV, dal titolo Before and After che nasce dall’esigenza di trasformare un periodo di crisi in un momento di riflessione, ricerca e progettazione per il futuro dell’uomo, dell’ambiente, delle performing arts.

Non solo un festival, dunque, piuttosto un’opera-studio, una residenzalaboratorio lunga un’intera settimana che oltre alla cava interesserà anche altri luoghi straordinari come gli Orridi di Uriezzo (conosciuti anche come il Grand Canyon del Piemonte), il Villaggio Ghesc di Montecrestese (un borgo medievale interamente di pietra), Alpe Devero (una conca di pascoli sulle Alpi Lepontine a quasi 2.000 metri di altitudine) e il comune di Baveno, sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. Fra musica, danza, performance, arte visiva, circo contemporaneo, architettura, filosofia, incontri, workshop ed escursioni, la programmazione di si articolerà in eventi performativi aperti

al pubblico, nel pieno rispetto delle regole sanitarie, del distanziamento sociale e del contingentamento del pubblico, e momenti di approfondimento teorico riservati ai componenti di una vera e propria comunità temporanea di artisti, studiosi, professionisti e del pubblico che potrà accreditarsi. Tutto il percorso del festival sarà comunque fruibile da una più ampia platea attraverso una piattaforma web dedicata, realizzata dallo studio di design Studio Temp (che ha realizzato anche l’immagine dell’edizione): un vero diario di bordo multimediale, curato dalla scrittrice Veronica Raimo con i video autoriali del regista e documentarista Achille Mauri.

CONCERTI SI, MA NEL RISPETTO DEL DISTANZIAMENTO SOCIALE

Sospesi fino al 14 giugno 2020 per con il Decreto del 17 maggio 2020 firmato dal Premier Giuseppe Conte, concerti, eventi e spettacoli possono riprendere nel rispetto della normativa anti-contagio. Pertanto, dal 15 giugno 2020 il pubblico potrà assistere agli spettacoli live che prevedono esclusivamente la pre-assegnazione dei posti a sedere, il rispetto delle normative di distanziamento sociale e di sicurezza. Per gli spettacoli all’aperto, il numero massimo di spettatori è fissato a 1.000, mentre per gli eventi al chiuso, il numero di partecipanti si riduce fino a 200 persone. Al contrario, tutti gli eventi per i quali non è possibile rispettare le norme di distanziamento e le misure di sicurezza previste, che comporterebbero la creazione di assembramenti, sono momentaneamente sospesi. Così, nonostante una parziale riapertura del settore, molti artisti di fama nazionale e internazionale, stanno posticipando i concerti per la stagione estiva e autunnale già al prossimo 2021. Le informazioni inerenti a nuove date, rinvii e annullamenti cambiano quotidianamente, pertanto vi consigliamo di controllare sempre le pagine social dei vostri beniamini prima di partire e scoprire, una volta giunti all’entrata, che il concerto è stato posticipato.

NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020

GENTE IN MOVIMENTO

71


contributori

IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

HANNO CONTRIBUITO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO NUMERO

72

DANIELA Rondinelli

FRANCO Mirabelli

PIERNICOLA Pedicini

Europarlamentare del Movimento 5 Stelle, membro della Commissione Agricoltura e lo sviluppo rurale.

Senatore membro delle Commissioni Ambiente e Politiche europee. Capogruppo PD della Commissione bicamerale Antimafia.

Europarlamentare non iscritto, è membro della commissione per i problemi economici e monetari.

EMANUELE Scagliusi

GIANNI Berrino

SIMONA Vietina

Deputato membro della III Commissione Affari Esteri e Vicepresidente del Comitato Permanente per i diritti umani.

Assessore della Regione Liguria al Lavoro e Politiche attive dell’ occupazione, Trasporti, Rapporti con le organizzazioni sindacali, Promozione turistica e Marketing territoriale.

Politica e insegnante, già sindaco di Tredozio, alle elezioni politiche del 2018 viene eletta alla Camera dei Deputati tra le fila di Forza Italia.

NICOLA Carè

TERESA Manzo

MARY LIN Bolis

Nicola Carè, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, è stato CEO e Segretario Generale della Camera di Commercio e Industria Italiana in Australia.

Deputata M5S eletta nel 2018, è Vicepresidente della Commissione parlamentare per il controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.

Avvocato con studio in Cuneo ed in Padova, lavora prevalentemente nel settore delle assicurazioni e del risarcimento danni alla persona.

ELISA Fea

FLAMINIA Santilli

DANIELA Sbrollini

Laureata in Giurisprudenza, attualmente svolge la professione come praticante avvocato in un prestigioso studio di Cuneo.

Legal Advisor del Centro Europeo Consumatori Italia, punto di contatto nazionale della rete ECC Net, istituita dalla Commissione Europea per consulenza e assistenza gratuita ai consumatori.

Senatrice e Responsabile Nazionale Sport di Italia Viva, è membro della commissione Istruzione pubblica e beni culturali.

ANDREA Lovelock

ALESSANDRO Amitrano

EDOARDO Polacco

BERLINO Tazza

DAVIDE Calvi

ALESSANDRO Pantani

Addetto Stampa dell’Istituto Nazionale Revisori Legali. Giornalista, è collaboratore del gruppo Class Editori.

Deputato M5S, è Segretario di Presidenza della Camera e firmatario della proposta di modifica per l’istituzione della XV Commissione “Infrastrutture e innovazioni digitali”.

Avvocato penalista con studio a Roma, è laureato anche in Scienze sociali.

Presidente di Sistema Impresa, la Confederazione Autonoma Italiana delle Imprese e dei Professionisti, nata dalla volontà di molteplici Federazioni e organismi imprenditoriali.

Avvocato dal 2002, è stato consulente per il Ministro delle Riforme Istituzionali. Dal 2008 al 2011 è stato consulente per il Ministro della Semplificazione Normativa.

Giornalista e consulente di comunicazione, speaker radiofonico per passione, si occupa di agroalimentare, politica e di tutto ciò che stimola la sua curiosità.

ENPA Ente Nazionale

MATTEO Adinolfi

ADRIANA Pozzo

GABRIELLA Tomasi

La più antica è più grande associazione animalista italiana che svolge attività di tutela e protezione dei diritti degli animali.

Europarlamentare della Lega dal 2019, è insegnante in discipline economiche-giuridiche.

Classe 1966, appassionata di viaggi, fotografia, religioni e misticismo, esercita la professione di impiegata amministrativa da circa 35 anni.​v

È intermediario assicurativo. Appassionata di cucina, animali e montagna.

GENTE IN MOVIMENTO

NUMERO 3 | MAGGIO - GIUGNO 2020


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Imprenditori e Professionisti s.c.a r.l. Tel. 0171 41.31.46 • Fax 0171 42.69.64 Email: info@imprenditorieprofessionisti.it Web: www.imprenditorieprofessionisti.it


info@ghimpen.it

|

+39 0461 557014

Un'oasi enogastronomica e del divertimento sul Lago delle Piazze, a Baselga di PinĂŠ. Albergo, Bar, Ristorante e Stube aperta fino a notte fonda con Musica Live, serate a tema, piatti tipici e menu per celiaci.

Via dei due Laghi 32, 38042 Baselga di Pinè

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GM Gente in Movimento 3-2020  

In terzo numero dell'anno è nato in piena fase 2, nelle settimane in cui il nostro Paese è lentamente uscito dall'isolamento e si rivolge si...

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