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LA VOCE DEI

Anno LXII N째 2

Febbraio 2010

oltivatori C Periodico della Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza

MARINI PRESENTA LA FILIERA AGRICOLA AL QUIRINALE


Coldiretti informa SITO COLDIRETTI PIACENZA É on-line il nuovo sito di Coldiretti Piacenza. Per consultarlo: www.piacenza.coldiretti.it

LUNEDÌ 1° FEBBRAIO 2010

www.ilpuntocoldiretti.it

LE DUE ORGANIZZAZIONI DENUNCIANO LO STRAPOTERE DELLA GDO

NUMERO 4 - 2010

ECONOMIA

Incontro al vertice tra Coldiretti e DBV Marini:"Contro gli Ogm pronti Mercato, il 70% in mano a 5 catene al referendum"

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Accordo antipirateria con l'Agenzia Dogane                           

Nel 2009 sono stati effettuati oltre un milione di controlli sul Made in Italy, a garanzia delle imprese e dei consumatori

EUROPA

Ortofrutta, bilancio in rosso aggravato dall'import ECONOMIA

AMBIENTE

Col Pns arriva la Vendemmia verde

Biopesticidi per difendere le colture

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Ovini, arriva il passaporto elettronico Norme sul benessere anche per i polli

C'è lo schema di decreto per il nucleare PREVIDENZA

Nuovi importi per gli invalidi civili

Pubblicato il bando sulla promozione

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QUALITÀ

QUALITÀ

Snack per bambini nel mirino

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Snack per bambini nel mirino

Clima, ecco come ridurre le emissioni PARLAMENTO

La Fieragricola apre e s'interroga sulla crisi

IL PUNTO COLDIRETTI Il Punto Coldiretti” è divenuto un giornale di informazione per le imprese del sistema agroalimentare. Viene aggiornato costantemente e rinnovato completamente il lunedì. In tempo reale tutte le informazioni su Economia e Settori produttivi, Fisco, Ambiente, Lavoro, Scadenza, Mercati e Prezzi, Credito e Finanziamenti, Energia, Previdenza, Formazione, Qualità, Meteo, Normativa, Innovazione e Ricerca.

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Spunti di riflessione Confidando un sogno

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Sindacale del Direttore l’editoriale

L’agricoltura non è una

Giovanni Roncalli

DIRETTORE COLDIRETTI PIACENZA

L

“mantenuta di lusso”

’attuale crisi ha riportato le lancette indietro di almeno 25 anni, con un livello dei prezzi alla produzione ridotti di oltre il 30%. Il basso potere contrattuale dell’agricoltura, la scarsa presenza nella grande distribuzione di prodotti realizzati direttamente dagli agricoltori italiani ed il meccanismo perverso dei bassi prezzi, che provoca effetti devastanti sul tessuto imprenditoriale e sul potere d’acquisto dei consumatori, possono essere contrastati con la costruzione di una filiera agricola tutta italiana firmata dagli stessi agricoltori. Una filiera firmata, nel senso che renda visibile e riconoscibile “l’italianità” distinguendo l’intero prodotto agricolo autenticamente Made in Italy, basandosi sulla trasparenza, sull’indicazione dell’origine in etichetta e sul legame del prodotto con il suo territorio. Chi oggi sostiene che Coldiretti sia contro la globalizzazione e fautrice di un’economia autarchica fatta di prodotti a km zero, non ha certo compreso la portata del progetto, oppure è in malafede, perchè il nostro piano, nella sua semplicità, è fin troppo chiaro: uscire dalla spirale dei prezzi mondiali a costi italiani. Vogliamo creare i presupposti per dare ai nostri prodotti quel valore aggiunto in grado di consentire alle imprese italiane di sottrarsi alla competizione mondiale che oggi le vede inevitabilmente soccombere. È fin troppo evidente che produrre grano a Piacenza non costa certo come produrlo in Siria, così come per il pomodoro coltivato in Cina, il latte in Polonia, la carne in Argentina, il vino in Australia e così via. La realtà è che la nostra Organizzazione, anche attraverso i mercati di Campagna Amica, gli spot del cibo a km zero, l’educazione alimentare e le tante altre iniziative che hanno portato il giallo di Coldiretti in mezzo alla gente, ha posto in essere idee e progetti per rendere riconoscibili ed apprezzabili i prodotti nazionali riscuotendo consenso nella società civile e facendo vedere ai consumatori le esternalità positive che l’agricoltura è in grado di generare.

Certamente tutti ricorderanno gli anni in cui l’opinione pubblica riteneva che l’agricoltura fosse una sorta di “mantenuta di lusso”, fatta da imprese che vivevano di contributi pubblici, con attività per lo più responsabili dell’inquinamento del Paese e che producevano cibi da scrutare con un certo sospetto. Guardando indietro possiamo dire che gli anni di quella immeritata nomea siano stati superati e, grazie al lavoro di chi ha “portato in piazza la propria faccia” per incontrare i consumatori, l’agricoltura viene oggi valutata con una rinnovata attenzione. Ma il lavoro da fare è ancora lungo ed è necessario accelerare in questa direzione per proiettare le nostre imprese in un futuro diverso, salvando quei pezzi di passato che hanno funzionato e riprogettando quello che sta attorno alle imprese per ridare il governo delle scelte ai veri agricoltori. Nel progetto di affermazione della filiera agricola italiana sarà determinante il coinvolgimento della cooperazione, per il ruolo che può svolgere riguardo all’aggregazione dell’offerta, alla trasformazione ed alla valorizzazione del prodotto, ma oggi dobbiamo anche dirci che buona parte di questo sistema si è dimenticato sia degli agricoltori sia dell’italianità. Prese singolarmente le esperienze pur positive di un solo consorzio, o di una sola cooperativa, rischiano di essere ininfluenti sul mercato mentre, se sapremo lavorare con impegno alla costituzione di un soggetto capace di avere respiro nazionale, si potranno dare risposte che, viceversa, lasciando le cose come sono ora, avranno un solo effetto: la chiusura delle nostre imprese. Intorno alla infrastruttura dei “Consorzi Agrari d’Italia”, il sistema produttivo, gli imprenditori agricoli, torneranno a essere protagonisti del loro futuro. Si tratta di una risposta alla crisi dell’agricoltura, una risposta positiva di una Associazione che non va soltanto in piazza ma fa proposte serie e concrete quando c’e’ un momento di difficoltà.

... grazie al lavoro di chi ha “portato

in piazza la propria

faccia” per incontrare i consumatori,

l’agricoltura viene

oggi valutata con una rinnovata attenzione.

FEBBRAIO 2010

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Pensionati Coldiretti al rinnovo cariche Gli organi sociali resteranno in carica fino al 2014

Le cariche dell’Associazione provinciale pensionati promossa dalla Coldiretti sono in scadenza. Il presidente Ferruccio Braghieri ha quindi convocato l’assemblea provinciale per il giorno 26 febbraio 2010 alle ore 9.30 presso la sala riunioni dell’ufficio Coldiretti di Cortemaggiore. Dopo aver provveduto all’adozione del nuovo Statuto sociale e all’approvazione del regolamento elettorale si procederà al rinnovo degli organi e all’elezione dei delegati all’Assemblea Nazionale

Coldiretti Pensionati. Ogni Socio potrà presentare la propria candidatura a componente del Consiglio Direttivo Provinciale, entro le ore 12.00 del giorno precedente la data dell’assemblea, secondo la modulistica approvata. Questa comunicazione è valida, insieme agli inviti affissi negli uffici Coldiretti, come convocazione. Per ogni informazione potete contattare gli uffici zona Coldiretti o l’ufficio Epaca Provinciale

ASSOCIAZIONE PROVINCIALE DI PIACENZA

ELEZIONE CARICHE SOCIALI 2010-2014

AVVISO DI CONVOCAZIONE ASSEMBLEA PROVINCIALE è convocata per il giorno

venerdì 26 febbraio 2010 alle ore 7.30 in prima convocazione e

alle ore 9.30 in seconda convocazione

presso la sala riunioni dell’ufficio Coldiretti di

CORTEMAGGIORE in via Firenze n° 33 ........................................................................................................................................................................

l’Assemblea dei soci della Associazione Coldiretti Pensionati Piacenza

ordine del giorno PARTE STRAORDINARIA

1. adozione nuovo Statuto sociale PARTE ORDINARIA

1. approvazione regolamento elettorale 2. rinnovo organi sociali per il quadriennio 2010 – 2014 3. elezione dei delegati alla Assemblea Nazionale Coldiretti Pensionati

Il Presidente

Ferruccio Braghieri ........................................................................................................................................................................ Ogni Socio potrà presentare la propria candidatura a componente del Consiglio Direttivo Provinciale, entro l’orario previsto per l’inizio dell’assemblea, secondo la modulistica approvata.


ANNO LXII - N. 2 - FEBBRAIO 2010

Sindacale del Direttore l’editoriale

LA VOCE DEI

Coltivatori

Periodico della Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza

Direzione, Redazione e Amministrazione: FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI DI PIACENZA Palazzo dell’Agricoltura 29122 Piacenza via Colombo, 35 Tel. 0523 596511 Fax 0523 596596 E-mail: piacenza@coldiretti.it www.piacenza.coldiretti.it Autorizzazione Tribunale di Piacenza: n. 71 del 24 Aprile 1953 DIRETTORE RESPONSABILE Giovanni Roncalli COMITATO EDITORIALE Antonella Bazzini, Elisabetta Montesissa, Giuseppe Romagnoli, Luca Piacenza, Maria Luisa Cassi, Maurizio Maffi, Medoro Rebecchi, Milena Galli HANNO COLLABORATO Enrica Campisi, Dario Panelli, Nadia Marcotti

SOMMARIO

Editoriale

L’agricoltura non è una “mantenuta di lusso”.................................................................................................1

Sindacale Marini presenta a Napolitano il progetto per una filiera agricola.......................................................................4 Coldiretti, un’impresa che cambia con tutta la società....................................................................................5 Parte la trattativa per la campagna 2010 . ...................................................................................................7 Accordo sul prezzo del latte: ma a Coldiretti non basta!..................................................................................8 Il mercato ortofrutticolo deve rimanere al servizio del territorio........................................................................9 VINO: UNCI-COLDIRETTI dare centralità al produttore...................................................................................10 Uno studio boccia il GRANTURCO OGM: è dannoso per la salute!..................................................................12 In vigore la prima legge su cibo a km zero...................................................................................................14 Frutta a scuola contro l’obesità infantile.......................................................................................................15 Tremonti: il 15 % del PIL dipende da primato italiano nel cibo.......................................................................16 Rincari della pasta sotto osservazione del garante dei prezzi: da grano a pasta +400%..................................17 La metà delle pizze sono confezionate con ingredienti stranieri.....................................................................18 Un nuovo piano per il florovivaismo.............................................................................................................19 Vino biologico, a Bruxelles si discute sul nuovo regolamento.........................................................................21 Fonti rinnovabili, allo studio nuove forme di incentivi.....................................................................................23 Rifiuti: parte il sistema di tracciabilità, deroghe per gli agricoltori...................................................................23 Credito, raggiunto l’accordo per la sospensione dei debiti bancari.................................................................24 Acli-Coldiretti, benedetta alleanza...............................................................................................................25 Maria Luisa Ercolano..................................................................................................................................26 Don Andrea Segalini...................................................................................................................................27

L’intervista del mese Lodovico Bertoli.........................................................................................................................................28

Iniziative Coldiretti Un nuovo ciclo di “assemblee formative” di Coldiretti....................................................................................32 “mangi locale, cresci fenomenale”..............................................................................................................33

Eventi e notizie dal mondo agricolo PROGETTO GRAFICO & IMPAGINAZIONE Massimo Covati

Pomì, il pomodoro made in Italy conquista gli USA.......................................................................................34 Consorzi di bonifica - il presidente nazionale Gargano annuncia campagna di “ prevenzione mediatica ”.........36 Consorzio Fitosanitario Provinciale..............................................................................................................39 Piace Cibosano..........................................................................................................................................40

Tecnico

FOTO Archivio Coldiretti FOTOCOMPOSIZIONE E STAMPA Grafiche Lama s.r.l. Il periodico ha una tiratura di 9.500 copie. Viene spedito ai Soci in regola con la quota associativa. Non è in vendita. Titolare del trattamento dei dati personali nelle banche dati di uso redazionale è Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dal Dl.Lgs 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, telefonando al n. 0523 596511, e-mail: piacenza@coldiretti.it

© tutti i diritti riservati

PAC, le disposizioni per le produzioni animali in vigore nel 2010...................................................................43 Energie rinnovabili......................................................................................................................................44 Misure semplificazione trebbiatura..............................................................................................................45 Disposizioni per compilazione registro trattamenti veterinari..........................................................................45 Catasto terreni...........................................................................................................................................46 Niente ICI sui fabbricati rurali......................................................................................................................47 La pagina della sicurezza............................................................................................................................49 I vostri quesiti, a domanda …. risposta.......................................................................................................51

Fiscale - Tributario Vendita diretta - adempimenti amministrativi e fiscali...................................................................................52 Agriturismi, aiuti regionali e aspetti fiscali....................................................................................................54 Finanziaria 2010........................................................................................................................................55 Compensazione dei crediti IVA....................................................................................................................57

Epaca

Questo numero è stato chiuso in redazione il 3 Febbraio 2010

Arretrati pensioni: grazie all’Epaca recuperi da capogiro...............................................................................58 Assegni familiari e assegni per il nucleo familiare.........................................................................................59 Indennità di disoccupazione........................................................................................................................61

Notizie in breve …. in breve...............................................................................................................................................62

La pagina del Cap in copertina:

MARINI PRESENTA LA FILIERA AGRICOLA AL QUIRINALE FEBBRAIO 2010

Varie . ......................................................................................................................................................64

33


Sindacale

Marini presenta a Napolitano

il progetto per una filiera agricola

Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica

Sergio Marini

Presidente Nazionale Coldiretti

Vincenzo Gesmundo Segretario Organizzativo Coldiretti

I

l progetto per realizzare una “Filiera agricola tutta italiana”, che ha come obiettivo di sostenere il reddito degli agricoltori eliminando le distorsioni e tagliando le intermediazioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola, è stato illustrato dal presidente della Coldiretti Sergio Marini al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale. L’obiettivo del progetto è quello di fermare le speculazioni e di creare le condizioni per una più equa ripartizione del valore tra gli attori della filiera, con l’offerta di prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori attraverso la rete di Consorzi Agrari, cooperative (Unci-Coldiretti), mercati degli agricoltori di Campagna Amica, agriturismi e imprese agricole che hanno sottoscritto il progetto per una filiera agricola italiana. Il piano industriale è stato messo a punto con la realizzazione di una rete di vendita in mano agli imprenditori agricoli che non saranno semplici fornitori, ma che saranno coinvolti nell’organizzazione e nel governo dei prezzi. In parallelo continuerà la diffusione dei Mercati di Campagna Amica che attualmente sono già 500.

4

LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

Coldiretti,

un’impresa che cambia con tutta la società I perché di una scelta strategica che abbraccia tutta la collettività. L’organigramma di una organizzazione leader.

C

ome tutta la società civile ben conosce (e non solo il comparto economico), Coldiretti è da tempo impegnata nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana. Mentre altre rappresentanze non riescono ad andare oltre a indistinte richieste di assistenzialismo, Coldiretti vuole rafforzare l’affidabilità e la credibilità del nostro prodotto alimentare, dando contenuto ai valori distintivi che ci appartengono, non solo attraverso la battaglia per l’etichettatura obbligatoria di origine di prodotti, ma attuando una vera e propria rigenerazione dell’agricoltura per costruire fiducia su ciò che produciamo. Significa che, un’Organizzazione, che vuole rappresentare gli interessi economici della propria base associativa, si è assunta la responsabilità di costruire il futuro non solo del settore, ma di una parte essenziale e strategica dell’economia del Paese. Con questa convinzione, abbiamo investito risorse facendoci conoscere come l’Organizzazione che più ha a cuore l’interesse generale del territorio; e con questa convinzione abbiamo dovuto prendere atto che la vera questione

risiede nel basso potere contrattuale, dentro la filiera, da parte dei produttori. Era quindi essenziale far evolvere la rappresentanza orizzontale delle imprese, verso quella verticale del prodotto, insomma una “LA FILIERA AGRICOLA TUTTA ITALIANA”! Ma per dar seguito a questo progetto di trasformazione, era anche necessario che la nostra struttura si armonizzasse a queste finalità, facendo emergere all’interno quelle sinergie capaci di renderci sempre più: “impresa tra le imprese”. In questa direzione abbiamo così deciso di attualizzare il nostro schema organizzativo, per far crescere quelle figure professionali in grado di accompagnare le imprese nel mercato, ma anche immettendo “nuove energie” all’interno di una struttura che vuole fortemente connotarsi sul territorio con autorevolezza superando la “storica” impostazione delle zone, per un modello più rispondente alle nuove esigenze, con Unità Operative Locali capaci di lavorare in sinergia tra loro, per erogare servizi rispondenti alle rinnovate aspettative degli utenti.

Una profonda rivisitazione nella quale tutti si dovranno sentire intimamente coinvolti, consolidando una più stretta collaborazione tra Presidenti di sezione e Segretari di zona per incidere efficacemente sulle questioni economiche, con l’obiettivo di realizzare un progetto che possa ridare reddito alle imprese agricole attraverso una nuova assunzione di responsabilità. In questo modo i Segretari di zona, svincolati dalle consuete incombenze di ufficio, potranno dedicare maggiore attenzione verso i temi dell’economico che oggi sono stati demandati ad altri. Questa tipo di dinamica porterà con sé una maggiore crescita professionale ed una superiore responsabilizzazione degli addetti ed operatori delle aree tecniche e fiscali che ruotano in tutta la provincia affinché i nostri Soci possano godere del medesimo elevato livello di servizi ovunque, accrescendo la possibilità di compensazione tra le varie UOL delle “forze lavoro” e uniformando tutte le procedure esecutive.

A

ttualmente sono tre i cambiamenti avvenuti nella strut- burocratiche ed occuparci maggiormente degli aspetti economici e tura periferica di Coldiretti Piacenza ed hanno riguar- sindacali. E’ stato, chiarisce, un impatto positivo, dove ho trovato dato i segretari di Zona: Claudio Maschi da Fioren- consolidate professionalità. Da parte mia tanto impegno, disponizuola passa a Piacenza, Franco Fittavolini da Cortemaggiore bilità e desiderio di fare”. a Fiorenzuola e Giovanni Morini da Piacenza a Fiorenzuola. Infine Giovanni Morini:” a Cortemaggiore sto cercando di cono“Per me si tratta, commenta Claudio Maschi, di una ristruttu- scere bene le aziende, con le loro intime problematiche, affrontando razione pienamente condivisa, proprio perché va nella direzione le strategie economiche, parlando con i soci dei loro bisogni, ma di aggiungere un tassello importante per il completamento del pro- anche con tutti coloro che ricoprono cariche di responsabilità nei diversi settori, con gli getto di Coldiretti. Questessi istituti di credito sti cambiamenti sono presenti nel territorio, necessari per permetteper creare sinergie che re a noi, Segretari di potenzino il valore della zona, di essere sempre produzione, supportanpiù presenti nelle realtà dola con una vendita economiche e fra i soci, diretta organizzata ed per sviluppare le ragioni organica, dove emerga delle nostre iniziative, la distintività, il valore insomma per realizzare Franco Fittavolini Giovanni Morini Claudio Maschi del territorio, la sosteniil percorso di “una filiebilità, perché tutelare il ra agricola tutta italialavoro degli agricoltori, na”. Per noi è una nuova significa mantenere posti e stimolante sfida. di lavoro per tutta la soConcetti pienamente condivisi da Franco Fittavolini.” A Fiorencietà. Tutto ciò, conclude Morini, è uno stimolo per far crescere tutta zuola, sto conoscendo molte nuove realtà economiche; in buona quanta l’Organizzazione. parte sono simili a quelle di Cortemaggiore, tranne che per il settore vitivinicolo, uno dei “fiori all’occhiello” della nostra provincia, Morini, Maschi e Fittavolini hanno rimarcato con entusiasmo che che evidenzia aziende con grandi potenzialità nelle zone attor- nelle rispettive zone hanno trovato strutture ben collaudate con conno a Castell’Arquato e Carpaneto. Tutto questo, commenta, serve solidate professionalità che hanno condiviso pienamente la volontà, a far crescere la nostra professionalità; grazie alla sinergia con di “mettersi in gioco”: questa è la forza di Coldiretti! tutta la struttura possiamo liberarci dalle quotidiane incombenze

I cambiamenti nelle UOL

FEBBRAIO 2010

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LA VOCE DEI

Coltivatori


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Sindacale

Parte la trattativa per la campagna 2010 Piacenza fa da capofila, ma per il pomodoro serve trasparenza lungo la filiera, con le Organizzazioni di prodotto che dovranno svolgere un ruolo fondamentale nelle trattative

È

al lavoro in queste settimane la commissione pomodoro di Coldiretti Piacenza, che continua a vedere una gremita presenza di imprenditori agricoli, determinati a partecipare attivamente alla fase di trattativa di quest’anno per ritornare ad essere protagonisti delle decisioni economiche che riguardano il proprio reddito. In particolare, durante i primi incontri, coordinati dai segretari di zona Giovanni Morini, Franco Fittavolini e Claudio Maschi, sono stati a lungo analizzati i costi di produzione, che vengono confermati in costante aumento anche per la prossima campagna, mentre il prezzo del pomodoro pagato ai produttori è rimasto fermo attorno agli 80 euro a tonnellata ormai da due anni. Le aspettative dei produttori per la prossima campagna salgono ancora di più in considerazione dei dati positivi che provengono dal mercato che confermano gli aumenti dei consumi e un prezzo dei trasformati in crescita del 22% per i pomodori pelati e addirittura del 24% per quello della passata. Gli studi di settore fatti dagli esperti del mercato, attestano un aumento degli introiti per la parte industriale pari al 18%, mentre la marginalità della parte agricola continua a ridursi inesorabilmente. Il comparto del “rosso”, con i suoi trasformati, rappresenta anche all’estero, uno dei primati dell’agroalimentare italiano maggiormente apprezzati e, per non perdere questa leadership, sarà necessario che la coltura del pomodoro torni a riconoscere un reddito anche alle aziende produttrici. E’ quindi indispensabile una trasparenza lungo la filiera, con una più equa ripartizione del valore tra i vari soggetti e regole certe di comportamento. Parlando di chiarezza, sarà fondamentale che i parametri utilizzati dalle OP per attribuire gli obiettivi di produzione tengano conto delle rese storiche di ciascun imprenditore evitando l’esubero di prodotto e quindi il tracollo del mercato, dissuadendo chi ancora continua ad usare rese per ettaro calcolate a tavolino. E’ pertanto prematuro parlare di riduzione o aumento dei quantitativi da seminare, perché su questo si stanno ancora aspettando le indicazioni

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della parte industriale, ma sarà necessario vigilare per un corretto funzionamento della filiera, affinché il momento della produzione e quello della trasformazione, sappiano assecondare e leggere le richieste del mercato. Del resto, come Coldiretti, non possiamo più assistere ai tagli di prezzo indiscriminati che abbiamo visto la scorsa estate a seguito dell’applicazione di una griglia di valutazione, che veniva “interpretata”, a piacimento dalle industrie di trasformazione a causa della presenza di una abbondante offerta. Questa situazione ha determinato non solo un danno agli agricoltori ma anche alle industrie serie, penalizzate da questi comportamenti che poi hanno “inquinato” il prezzo di mercato attraverso una concorrenza sleale. La commissione, rispetto a questo punto, continua a ribadire la propria perplessità e vuole riproporre una vecchia soluzione sempre rimasta inascoltata dalla parte industriale e cioè quella di considerare la possibilità di affidare la valutazione qualitativa del prodotto ad un unico ente certificatore esterno che garantisca finalmente la necessaria imparzialità. Dopo la riforma europea che, a partire dal 2011, porterà alla completa eliminazione degli aiuti accoppiati al prodotto, il destino del settore è affidato esclusivamente alla definizione delle reciproche convenienze tra agricoltori e trasformatori e alla loro capacità di programmare le quantità e le tipologie di trasformati in funzione delle richieste del mercato. La coltivazione e la trasformazione del pomodoro da industria, che ha ormai raggiunto livelli qualitativi di primissimo piano, rappresentano uno dei punti di forza dell’agroalimentare emiliano-romagnolo e caratterizzano in modo notevole l’economia della nostra provincia. L’agricoltura, ha concluso Bisi in un recente incontro, non può continuare ad essere il soggetto debole ovunque; basti dire che sul costo complessivo di una bottiglia di passata, pagato dal consumatore, solo il 9% rappresenta il valore del pomodoro in esso contenuta, dato che evidenzia come il reddito, nella distribuzione del valore all’interno della filiera, avvenga in maniera del tutto inadeguata.

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Sindacale

Accordo sul prezzo del latte: ma a Coldiretti non basta! E’ stata raggiunta l’intesa con gli industriali del settore lattiero caseario (Assolatte) sul prezzo minimo del latte alla stalla riconosciuto agli allevatori in Lombardia a 0,33156 euro al litro fino al 30 giugno 2010. Il prossimo obiettivo è ora quello di estendere a tutti i prodotti lattiero-caseari l’indicazione di provenienza in etichetta per impedire di spacciare come italiano latte e derivati ottenuti con materia prima importata dall’estero. Il prezzo fissato a 33,156 centesimi + Iva per il periodo gennaiogiugno 2010 rappresenta un ulteriore recupero di valore rispetto ai valori medi della scorsa estate (intorno ai 28 centesimi) ed all’intesa siglata a Brescia il 5 ottobre che aveva raggiunto i 31 centesimi. L’accordo garantisce quindi per i prossimi sei mesi un

piccolo passo in avanti per gli allevatori rispetto alle condizioni precedenti, anche se permangono le difficoltà del settore per un prezzo alla stalla che è tornato sui livelli del febbraio 2007. Nell’intesa siglata si è condivisa la necessità di valorizzare la produzione lattiero-casearia nazionale e di aprire un tavolo di confronto permanente per puntare a risolvere i problemi strutturali della filiera. E’ da augurarsi che a queste parole seguano azioni concrete e che gli industriali trasformatori possano abbandonare gli atteggiamenti speculativi di questi ultimi anni contribuendo in maniera sostanziale alla valorizzazione e salvaguardia del vero Made in Italy.

Fissato il prezzo alla stalla per i primi sei mesi del 2010, ma ora serve l’origine Ora si deve lavorare innanzitutto per arrivare in fretta alla definitiva applicazione di una legislazione che tuteli sino in fondo le nostre produzioni attraverso l’indicazione obbligatoria dell’origine del latte che, renderà insostituibile il nostro latte nei prodotti che vorranno fregiarsi del marchio made in Italy. Dopo una trattativa avviata nei primi giorni di dicembre da Coldiretti e portata avanti con diversi incontri durante i quali la rappresentanza industriale si è sempre mostrata insofferente verso il riconoscimento di un incremento del prezzo del latte alla stalla (atteggiamento che aveva condotto Coldiretti a mettere in campo una prima azione mobilitativa, con il blocco degli stabilimenti Parmalat di Collecchio); nella notte di lunedì 11 gennaio è stato raggiunto un accordo valevole per il primo semestre 2010 che fissa il prezzo del latte alla stalla a 33,156 centesimi al litro; un prezzo che rappresenta, da un lato, un concreto incremento rispetto agli attuali 31 centesimi

riconosciuti nel trimestre precedente, ma altresì non rappresenta quell’auspicato adeguamento di cui necessitavano le imprese agricole per superare questo difficile momento di crisi. La firma dell’accordo, che dopo mesi di incertezze dà agli allevatori la garanzia di un riferimento chiaro e che si avvicina al mercato, è frutto del pressing messo in atto da Coldiretti, con l’organizzazione di una mobilitazione senza precedenti, in vista della quale i Soci Coldiretti erano già allertati; prometteva di condurre migliaia di allevatori davanti alle industrie lattierocasearie riaprendo una stagione di dura contestazione.

Riportiamo, di seguito, il testo integrale dell’accordo siglato: “Il giorno 11 gennaio 2010, Assolatte, Coldiretti, Confagricoltura e Cia della Lombardia concludono il seguente accordo sul prezzo del latte alla stalla prodotto in Lombardia per il periodo 1 gennaio 2010/30 giugno 2010. Per ogni cento litri di latte intero e genuino reso refrigerato alla stalla a + 4°C nel rispetto delle prescrizioni della normativa igienico sanitaria nazionale e comunitaria verrà corrisposto un prezzo di 33,156 euro + IVA 10%. Per quel che riguarda i termini di pagamento, le eventuali particolari condizioni di consegna e il pagamento differenziato secondo qualità, le parti concordano di far riferimento a quanto previsto dagli articoli 2, 3 e 4 dell’accordo per la Regione Lombardia siglato il 28 marzo 2007 per la campagna 2007-2008. Per favorire la ripresa dei consumi, le parti concordano sulla necessità di trasmettere maggior serenità al comparto, valorizzando al meglio – presso i consumatori – la produzione lattiero casearia industriale nazionale. Le parti concordano inoltre sulla necessità di aprire un tavolo di confronto permanente per analizzare e cercare di risolvere i problemi strutturali della filiera. Il presente accordo viene sottoscritto dalle Organizzazioni di seguito indicate in rappresentanza dei propri rispettivi Associati”.

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

Il mercato ortofrutticolo deve rimanere al servizio del territorio

Il mercato ortofrutticolo deve restare a disposizione della città; magari ubicato in una zona diversa, logisticamente attrezzata ed adatta alle esigenze di clienti ed operatori, (per esempio nella vasta area limitrofa del Consorizio Agrario Provinciale, ben servita da un punto di vista viario, con ampie possibilità di parcheggi e già proposta al Comune per il Palazzo degli Uffici), ma la sua sopravvivenza è fondamentale per diverse aziende agricole piacentine che vendono all’ingrosso prodotti di qualità e del territorio, quindi praticamente a Km zero, nonché per i dettaglianti e anche per i cittadini-consumatori. Coldiretti Piacenza, ha dichiarato il presidente Luigi Bisi, così come ha già fatto l’assessore provinciale all’agricoltura Filippo Pozzi, invita il sindaco Roberto Reggi (e di converso la Giunta), a rivedere le proprie posizioni verso il mercato ortofrutticolo di via Colombo, perché il mancato rinnovo delle concessioni decennali agli operatori già presenti, determinerebbe la chiusura di un vero e proprio punto di riferimento per lo smercio delle produzioni locali, mettendo in più a rischio circa 40 posti di lavoro e, di riflesso, quello di circa 1500 famiglie che sono coinvolte in questa attività. Se il mercato chiudesse, commenta Coldiretti, le aziende agricole sarebbero costrette a conferire i loro prodotti in province limitrofe, come Milano o Parma, con ulteriore aumento delle spese, proprio in un momento di forte difficoltà per il comparto, costretto già a fare i conti con pesanti costi produttivi, una situazione che potrebbe indurre gli imprenditori agricoli a modificare radicalmente la propria programmazione aziendale o, addirittura, a cessare l’attività, penalizzando un importante indotto per la nostra provincia.

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E’, quindi, fondamentale che il mercato continui ad operare nel tempo, senza che l’amministrazione pubblica abbandoni il proprio ruolo di garante e di coordinamento a tutela degli operatori e dei cittadini stessi. Occorre dunque che il Comune riesca a gestire la vicenda in modo trasparente, con una visione duttile e non rigida dei problemi, pensando effettivamente agli interessi dell’intero comparto. Non come si è invece verificato nel caso dell’Agrimercato svoltosi, per quattro sabati consecutivi, all’interno dell’area del Cap. Ricordiamo che il Mercato di Campagna Amica ha trovato la piena condivisione e il sostegno dei cittadini e dei commercianti di via Colombo, che sollecitano una veloce ripartenza. Solo il Comune ha osteggiato l’iniziativa e ha preferito applicare (evento che si è verificato solo a Piacenza), in modo errato e distorto, regolamenti che nulla hanno a vedere con la natura dei Mercati di Campagna Amica. Sulla vicenda, sottolinea Bisi, stiamo ancora aspettando una risposta da parte del Sindaco Reggi, più volte interpellato. Insomma un’ottusità burocratica che nulla ha a che vedere con la volontà di valorizzare il territorio, la filiera corta e tutelare i consumatori Dunque per il mercato ortofrutticolo è importante, ribadisce Coldiretti, la condivisione e il sostegno delle parti economiche interessate. In tal modo sarà possibile mantenere alla città uno storico punto di riferimento commisurato alle moderne dinamiche di mercato utilizzando l’area del Cap, uno spazio con enormi potenzialità, ma che pare invisibile agli occhi dell’amministrazione comunale.

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Sindacale

VINO: UNCI-COLDIRETTI

dare centralità al produttore “Nel settore vitivinicolo è essenziale partire dal produttore per dare centralità alle produzioni italiane, quindi dall’indicazione dell’origine in etichetta che ne certifichi la provenienza’’.

È

quanto ha sostenuto l’Unci-Coldiretti, nel corso della recente audizione presso la Commissione Agricoltura della Camera, sulla riforma della normativa in materia di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini. L’Unci-Coldiretti si è detta favorevole alla rivisitazione generale della legge 164/92, ritenendo necessario rivederne alcuni aspetti obsoleti e insufficienti per gli operatori del sistema e considerando positiva la soluzione di un testo unico per le sanzioni nel settore vitivinicolo, in modo da coordinare le disposizioni sanzionatorie presenti nelle altre norme (legge 82/06 e Dlgs 260/00). Altrettanto cruciale è il passaggio alle nuove denominazioni dop, igp e vini da tavola, che rappresenta uno dei punti nodali della riforma del mondo del vino in Italia, che dovrà essere rivisitata per essere adeguata alla nuova ocm vino. L’estrema flessibilità nell’uso di menzioni e simboli in etichetta (il produttore sarà libero di scegliere il sistema di qualificazione che preferisce, lasciando la menzione tradizionale a sostituire completamente la sigla europea) lascia configurare una

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situazione estremamente disomogenea che se da un lato potrà costituire un vantaggio per le imprese, dall’altro può generare confusione nel consumatore. Durante l’audizione è stato inoltre sottolineata la necessità di una semplificazione delle procedure informatiche per l’identificazione delle persone, delle superfici e dei prodotti, utili per la riduzione del costo delle attività di controllo che deve essere efficace, tempestiva e a costi ridotti, senza gravare sui produttori. Così come sarebbe stato più opportuno scegliere controlli a campione da parte di un ente pubblico, che avrebbero dato eguali garanzie ai consumatori e sarebbero stati meno gravosi per i produttori. Relativamente ai controlli è stata quindi espressa l’opportunità che la materia venga ulteriormente discussa e sottolineata la contrarietà ad introdurre sistemi di controllo analoghi per Doc e Igt; perplessità anche per quanto riguarda attività e funzioni che dovranno svolgere i Consorzi di tutela. Strutture che oggi risultano in molti casi superate e comunque non adatte, nella loro obsoleta impostazione, alle esigenze attuali del mondo produttivo.

LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

EDITORIALE

Denominazioni dei vini in mezzo al guado li di Gabr iele Ca na Sacro Cuore - Piacenza

tempo dai prodotti. reputazione costruita nel ativo, quindi, se è vero Nel nuovo contesto norm doc e docg può avere ni zio che mantenere le indica tutto breve termine, è soprat qualche significato nel e ion caz fi ali qu di o ent um evidente che il vero str le ria rito ter o un riferiment del prodotto mediante livello a o ver più pre sem à sar restano dop e igp. E ciò eo. sia nazionale sia europ ta sembra decisamente Da questo punto di vis posta, tutta l’ampia pro la troppo complessa, nel e la casistica relativa a doc discussione e analisi del docg. è probabilmente assai Dato il nuovo contesto, deciso e chiaro, gio più auspicabile un passag delle denominazioni, anche dal punto di vista tema: meglio pagare un dal vecchio al nuovo sis semplificare e chiarire ma to dia prezzo nell’imme futuro su tutti i mercati la comunicazione per il maginare di tenere in im europei, piuttosto che ua certi versi assai ambig piedi una doppia e per denominazione.

Il sistema dei controlli è rappresentato dal Un altro tema centrale

Università Cattolica del

I

visto dalla nuova ocm sistema dei controlli pre in prospettiva, dalla eno alm e regolamentato, ebbe questo aspetto ci si sar «nuova 164». Anche su to sta e ebb univocità: non sar attesi più semplicità e del ne zio tra nis mi all’am più opportuno riservare llo e nto dell’attività di contro Ministero il coordiname la ere ved pre za sen vigilanza, la responsabilità della pubbliche llo tro con di tà ori aut possibilità di ulteriori e? al fianco di quelle privat se meno importante che for n no o ett asp ro alt Un i ett asp gli rda ua alizzato rig può essere ancora razion ni: zio ina om den le del ne relativi ai costi di gestio le docg (ora dop) sia sembra strano che per he e di analisi chimico-fisic prevista l’obbligatorietà le do an qu tà di 180 giorni organolettiche con validi ben o gon val ) dop (sempre stesse analisi per le doc i liquorosi). vin i per tre (e ni an e du la possibilità, per una Ugualmente «strana» è zzata, di avvalersi della ori struttura di controllo aut di strutture o di personale collaborazione di altre o vi è cas o est qu in che an to; altro soggetto autorizza aumento dei costi. un rischio implicito di he approfondimento Meritano, infine, qualc previsti per la mi nis anche i diversi mecca tità di vino prodotte e regolazione delle quan fini di conseguire un ai immesse sul mercato : hanno qualche ruolo equilibrio commerciale i ioni alle organizzazion diversi soggetti, dalle Reg e dic si n no ma di tutela, professionali ai Consorzi possa determinare o o ba deb si e com su nulla mercato. di rio ilib misurare tale equ verso una buona e rer cor per da ada La str to ominazioni nel compar den le del regolamentazione • a lunga. vinicolo è dunque ancor

italiano sta l comparto vitivinicolo di grande e fas a attraversando un per ragioni di o sol n no e on azi trasform biamenti cam i per mercato, ma anche o dal ott rod int ha ocm ova che la nu tutto con rat sop vo, ati punto di vista norm ni. zio ina riferimento alle denom sto anche un La nuova ocm ha richie 11 va nazionale e lo scorso ati adeguamento delle norm via in , ato rov app ha ministri dicembre il Consiglio dei la islativo che modificherà leg o ret dec il re, ina prelim 17 per o, uit trib ella che ha con legge 164/1992, cioè qu regolato doc, docg, igt e che ha di e ion niz defi anni alla il loro funzionamento.

Dalle doc alle dop

i ha inserito anche i vin Come è noto la nuova ocm di origine protette inazioni nel sistema delle denom grafiche protette (igp). geo ni zio ica (dop) e delle ind problema del passaggio il Ovviamente si è posto doc, dizionali nazionali quali dalle denominazioni tra è n no ma ble pro il Ma a. docg e igt al nuovo sistem la certo solo tecnico. à, peraltro affiancate dal Di fronte a queste novit re ica ind la nuova ocm di possibilità introdotta dal igp, il nome del vitigno e dop n no i anche sui vin anzitutto necessario è a, e l’anno di vendemmi a cosa alle domande decisive: rispondere nuovamente ssono po zione? Quali sono o deve servire la denomina ali i suoi costi? essere i vantaggi? E qu ce rcato nazionale molte do me sul nte me rta Ce n no se a, on ancora) una bu docg avevano (e hanno ti rca me sui che an vale ottima, reputazione. Ciò uta o essa non è tanto dov esteri, ma in questo cas alla e à iet tor no anto alla alla denominazione qu

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i L’Informatore Agrario

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Sindacale

Uno studio boccia il GRANTURCO OGM:

è dannoso per la salute!

Continuano i dubbi sulla salubrità degli organismi geneticamente modificati, che non solo sono finiti nuovamente nel mirino degli scienziati, ma sono stati anche esclusi dalla tavola del presidente degli Stati Uniti. Un nuovo autorevole studio francese, pubblicato di recente sulla rivista International Journal of Biological Sciences, mette in dubbio l’attendibilità dei dati utilizzati per l’approvazione all’utilizzo di tre varietà di granturco Ogm attualmente in commercio, evidenziandone i possibili effetti negativi sulla salute. I dati presi in esame riguardano tre varietà di mais geneticamente modificate (NK 603, MON 810, MON 863), prodotte dalla Monsanto e attualmente in attesa del rinnovo dell’autorizzazione da parte dell’Unione europea, e si riferiscono alle sperimentazioni cliniche (trial) di 90 giorni svolti su cavie da laboratorio utilizzati dall’azienda per ottenere l’approvazione originaria. Questi dati - in un primo tempo confidenziali - sono stati resi pubblici in seguito alle recenti disposizioni dei Governi dell’Ue sulla trasparenza dei trial, e sono stati considerati inattendibili sulla base di carenze quali uno scarso numero di gruppi campione utilizzati e una non sostanziale equivalenza fra le dosi di mangime Ogm e non-Ogm utilizzate. Si è proceduto quindi a un’analisi e una comparazione dei dati estremamente accurate, basate su più di 60 differenti parametri biochimici per organo e sul raffronto fra le cavie nutrite con colture Ogm e gruppi di controllo di riferimento geneticamente modificati non. I nuovi dati hanno messo in luce diversi effetti negativi, principalmente localizzati in reni e fegato, i principali organi di detossificazione del cibo, facendo sospettare l’induzione da parte del mais Ogm di uno stato di tossicità a carico di questi organi. Ma danni secondari sono stati riscontrati anche a livello di cuore, ghiandole surrenali, milza e sistema ematopoietico (cioè l’insieme degli organi e dei tessuti in cui avviene la produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). I ricercatori non escludono la possibilità che tali effetti possano essere dovuti all’utilizzo di nuovi pesticidi presenti nelle colture analizzate, tuttavia insistono sulla necessità di controlli specifici intergenerazionali su diverse tipologie di cavie per almeno due anni per verificare gli effetti a lungo termine, soprattutto su reni e fegato. Nel frattempo, hanno richiesto l’immediata proibizione di importazione e coltivazione delle varietà di granturco prese in esame. Intanto il presidente americano Barack Obama ha scelto di offrire la cena di compleanno della moglie Michelle in un ristorante che si fregia nel menu di offrire prodotti biologici certificati ottenuti da produttori che non usano organismi geneticamente modificati (Ogm) nelle coltivazioni e gli ormoni per far crescere gli animali negli allevamenti, entrambi vietati in Italia ma permessi negli Stati Uniti. Un comportamento coerente con un numero crescente di cittadini americani tra i quali cresce l’interesse per il consumo di cibi naturali come in Europa dove, secondo un recente sondaggio Coldiretti/Swg, quasi tre italiani su quattro che esprimono una opinione (72 per cento) ritengono che i cibi con organismi geneticamente modificati sono meno salutari di quelli tradizionali. La decisione presidenziale potrebbe significare, auspica la Coldiretti, un cambiamento nella politica agricola americana che fino ad ora ha promosso la diffusione di organismi geneticamente modificati (Ogm) e difeso l’utilizzazione di ormoni negli allevamenti vietati in Europa. Si tratta però soprattutto di un riconoscimento e di una opportunità di mercato per l’agricoltura italiana che leader in Europa per la qualità con il maggior numero di imprese impegnate nel biologico (50mila) e che ha deciso di mantenere le proprie coltivazioni libere dalle contaminazioni degli Ogm, grazie alla solida alleanza tra Coldiretti, ambientalisti, consumatori e le istituzioni.

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale OGM: NON SI SENTE CERTO URGENZA PROVVEDIMENTO SULLE LINEE GUIDA, SOTTOLINEA MARINI (COLDIRETTI) 21:01:10 - Roma, (agra press) - “Non si sente certo l’urgenza del provvedimento sulle linee guida di coesistenza degli ogm con le altre coltivazioni che è stato rinviato dall’esame della conferenza stato regioni, in un paese come l’Italia dove imprese agricole, consumatori ed istituzioni hanno fatto con decisione la scelta di una agricoltura libera da organismi geneticamente modificati (ogm)”. È quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che si tratta di una scelta coerente con un sempre maggior numero di cittadini italiani tra i quali cresce l’interesse per il consumo di cibi naturali. lo dimostra l’ultimo sondaggio coldiretti/swg secondo il quale quasi tre italiani su quattro che esprimono una opinione (72 per cento) ritengono che i cibi con organismi geneticamente modificati sono meno salutari di quelli tradizionali. Secondo la Coldiretti il ritiro consente un approfondimento sul piano scientifico per escludere ogni rischio di contaminazione per le produzioni tipiche e di qualità di cui l’Italia è ricca e di cui può vantare la leadership in Europa con 195 prodotti riconosciuti a livello europeo e 4471 prodotti tradizionali censiti dalle regioni.

OGM: RINVIO PROVVEDIMENTO SU COESISTENZA SU MIA RICHIESTA, SOTTOLINEA RABBONI (EMILIA ROMAGNA) 21:01:10 - Bologna, (agra press) - Un comunicato della Regione informa che “su proposta dell’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni è stato deciso oggi a Roma dalle regioni il ritiro del documento di indirizzi sulla coesistenza tra ogm e colture tradizionali, che era all’esame in adempimento di un’indicazione dell’Unione europea. La riunione odierna, cui hanno partecipato gli assessori regionali all’agricoltura e il sottosegretario all’agricoltura Antonio Buonfiglio, era in preparazione della conferenza stato - regioni in programma nei prossimi giorni. “Come rappresentante di una regione ogm free – ha spiegato Rabboni - ho chiesto che prima di procedere all’esame del documento di indirizzi venga avviata una grande consultazione con i rappresentanti del mondo agricolo italiano, dei produttori biologici, degli ambientalisti e dei consumatori. Solo dopo questo confronto le regioni decideranno il da farsi in sintonia con l’opinione pubblica italiana.” “Quanto avvenuto oggi – ha concluso ancora Rabboni – è la migliore risposta alle insinuazioni di chi in questi giorni ha voluto pretestuosamente scorgere nella posizione della Regione Emilia-Romagna un atteggiamento di apertura verso la coltivazione di organismi geneticamente modificate in Italia. La realtà è esattamente l’opposto di quanto viene rappresentato, dal momento che nel 2004 è stato il Governo Berlusconi a legiferare sulla coesistenza e contro quella legge le regioni hanno fatto ricorso alla corte costituzionale, vincendolo”.

OGM: NO ALL’USO INDISCRIMINATO RIBADISCE ZAIA 21:01:10 - Roma, (agra press) - “Condivido ciò che sostiene il presidente di Slow Food, quando chiede si lavori con cautela e attenzione attorno al documento di coesistenza che la conferenza stato regioni è chiamata ad approvare in questi giorni. Da sempre sostengo la necessità di tutelare le produzioni identitarie, che sono strategiche in questo Paese”. Con queste parole - informa un comunicato - il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta le dichiarazioni del presidente di slow food Roberto Burdese in merito agli ogm. “Il mio personale punto di vista - prosegue Zaia - non è cambiato: sono contrario alle multinazionali che sostengono l’uso indiscriminato degli organismi geneticamente modificati. Impoverirebbe la nostra agricoltura e, consegnando la sovranità sulle sementi nelle mani di pochi, ci relegherebbe in una posizione subalternità al potere economico delle multinazionali”. Il ministro Zaia - conclude il comunicato - “svolge ampiamente queste riflessioni nel suo libro, di prossima uscita per Mondadori, “adottare la terra per non morire di fame”.

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Sindacale

In vigore la prima legge su cibo a km zero Con il via libera dell’Unione Europea è finalmente operativa la prima legge sui cibi a chilometri zero approvata dalla regione Veneto su iniziativa della Coldiretti che ha raccolto le firme in suo sostegno.

L

’aumento del costo dei carburanti incide pesantemente sulla spesa alimentare visto che ogni pasto percorre in media 1.900 chilometri prima di giungere sulle tavole e l’operatività della legge consentirà di far arrivare più facilmente sulle tavole prodotti locali che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi inquinanti. Il testo innovativo introduce per la prima volta la definizione di “prodotti agricoli a km zero” individuando caratteristiche precise ed essenziali quali: stagionalità, sostenibilità ambientale, qualità organolettiche e legame con la tradizione culinaria. In un Paese come l’Italia dove oltre l’86 per centro dei trasporti commerciali avviene su gomma e la logistica incide per quasi un terzo sui costi di frutta e verdura, la nuova norma, promuovendo il consumo di prodotti locali, aiuta le tasche ma anche la salute e l’ambiente, in quanto riduce le emissioni di gas ad effetto serra che provocano cambiamenti climatici. L’iniziativa risponde al bisogno di un numero crescente di consumatori che vuole condurre uno stile di vita attento all’ambiente e alla salvaguardia del clima anche a tavola. Dopo la pubblicazione nel BUR, la normativa sarà applicabile a tutti gli effetti autorizzando anche gli enti locali a promuovere l’orientamento del consumo dei prodotti di provenienza regionale in mense pubbliche, nella ristorazione collettiva e in tutti i supermercati. Tra gli obiettivi della legge vi è la promozione del patrimonio agroalimentare regionale nei pasti di scuole elementari, istituti scolastici superiori, università, ospedali e caserme nella misura del 50 per cento, una percentuale che non discrimina il prodotto di origine extraregionale o straniera, ma valorizza le tipicità locali

Km0

consentendo ai consumatori di compiere scelte consapevoli, sostenibili in termini di prezzo e meno impattanti sull’ambiente. L’articolato prevede inoltre spazi riservati agli agricoltori nei mercati rionali, che non andranno a ledere gli interessi di altre categorie, ma integreranno la gamma delle offerte stagionali ai consumatori attraverso la filiera corta. Significativa l’adozione di “menù a km zero” da parte di alcuni ristoratori che impiegano ricette a base del 30 per cento di specialità provenienti dalle campagne circostanti. Anche il ministro delle politiche agricole Luca Zaia, da sempre sostenitore dell’importanza della filiera corta e dei prodotti tipici, ha annunciato che a breve verrà presentato al Consiglio dei ministri un disegno di legge sui farmers market. “Questo ddl – ha spiegato Zaia- ha come obiettivo una regolamentazione seria, a tutela della vera produzione agricola a km 0”. Come nota Coldiretti, che ha raccolto le firme in suo sostegno, l’innovativo dispositivo regionale introduce per la prima volta la definizione di prodotti agricoli a ‘km 0’ individuando caratteristiche precise ed essenziali quali: stagionalità, sostenibilità ambientale, qualità organolettiche e legame con la tradizione culinaria. Tra gli obiettivi della legge vi è la promozione del patrimonio agroalimentare regionale nei pasti di scuole elementari, istituti scolastici superiori, università, ospedali e caserme nella misura del 50%, “una percentuale che non discrimina il prodotto di origine extraregionale o straniera, ma valorizza le tipicità locali consentendo ai consumatori di effettuare scelte consapevoli.

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

Frutta a scuola contro l’obesità infantile Contro l’obesità infantile arriva la frutta a scuola con la distribuzione gratuita di una merenda “naturale” a quasi 800.000 alunni delle primarie per effetto del più vasto programma comunitario per la distribuzione gratuita di frutta nelle scuole mai realizzato fino ad ora.

È

quanto afferma la Coldiretti nel commentare lo studio condotto in alcuni paesi europei che ha evidenziato come in Italia i piccoli da 3 a 6 anni sono quelli con il maggiore tasso di sovrappeso e obesità infantile (21,2%, contro il 14,3% della Danimarca e il 17,1% della Polonia), secondo il Movimento Difesa del Cittadino. In Italia purtroppo un bambino su quattro non consuma ortofrutta a tavola almeno una volta al giorno; con il progetto si punta dunque ad incentivare i consumi di frutta e verdura tra i bambini di età compresa tra i 6-11 anni con la distribuzione gratuita di almeno quattro specie di prodotti ortofrutticoli per merenda in più occasioni, che sarà accompagnata da attività informative sulle funzioni nutrizionali anche attraverso fattorie didattiche, laboratori sensoriali, creazione di orti scolastici. La frutta che verrà distribuita nelle scuole sarà quella di stagione e del territorio, per coniugare la salute con il concetto di identità produttiva e di rispetto dell’ambiente, in altre parole “a chilometri zero”. L’iniziativa punta ad avere un effetto moltiplicatore attraverso la promozione, anche nelle case, di stili alimentari sani che aiutano a proteggere la salute. Il progetto è importante nell’educazione al consumo di cibi sani per combattere la dilagate obesità, con un bambino italiano su tre che è obeso o in sovrappeso. Ad un consumo di frutta inferiore ai 400 grammi giornalieri raccomandato dalle Istituzioni Internazionali della Sanità (OMS), si aggiunge il fatto che la merenda della metà mattina consumata a scuola

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da otto bambini su dieci è troppo abbondante; l’11 per cento dei bambini non fa colazione, e il 28 per cento la consuma in maniera non adeguata, secondo l’ultima indagine “Okkio alla Salute” del Ministero della Salute. Più di un bambino su tre di età compresa tra i 6 e gli 11 anni pesa troppo ed in particolare - rileva la Coldiretti - il 12,3 per cento dei bambini è obeso, mentre il 23,6 per cento è in sovrappeso soprattutto per le cattive abitudini alimentari e la mancanza, in vari casi, di una corretta informazione. E gli stessi genitori non sempre hanno un quadro corretto della situazione del proprio figlio, tanto che tra le madri di bambini con sovrappeso o obesità, ben 4 su 10 non ritengono che il figlio abbia un peso eccessivo rispetto all’altezza. La Coldiretti ha firmato un protocollo di intesa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che prevede l’impegno a promuovere attraverso esperienze pilota, nel rispetto della propria autonomia e nell’ambito delle rispettive competenze, iniziative comuni per sensibilizzare i giovani ad un corretto comportamento civico rispettoso dell’ambiente e delle tradizioni alimentari italiane. Un impegno che rientra nell’ambito del progetto “Educazione alla Campagna Amica” che nel corso del nuovo anno scolastico coinvolgerà nel nostro Paese oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie che parteciperanno alle oltre tremila lezioni nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto che saranno organizzati nelle aziende agricole e in classe.

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Sindacale

Tremonti: il 15 % del PIL dipende da primato italiano nel cibo

L

’agroalimentare Made in Italy rappresenta circa il 15 per cento del Prodotto Interno lordo (PIL), secondo solo al comparto manifatturiero, ma esprime livelli qualitativi da primato con la conquista nel 2009 della leadership nei prodotti tipici in Europa, il maggior numero di imprese biologiche e il primo posto nella sanità e nella sicurezza alimentare, con un record del 99 per cento di campioni con residui chimici al di sotto dei limiti di legge. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’apprezzare le dichiarazioni del ministro dell’Economia Giulio Tremonti ad un convegno dell’Aspen, sul fatto che “se si calcolassero nel Pil il cibo, la cultura, l’ambiente, saremmo in un imbarazzante primo posto. Purtroppo non è così”. Il modello agricolo italiano è vincente nel mondo dove ha conquistato primati nella qualità, tipicità e nella salubrità delle produzioni, ma anche nel valore aggiunto per ettaro di terreno, ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall’agricoltura italiana, che è oltre il triplo di quella Usa, doppia di quella inglese, e superiore del 70 per cento di quelle di Francia e Spagna. Il fatturato nazionale (agricoltura, industria, distribuzione e servizi) vale oltre 180 miliardi di Euro. Oltre 45 miliardi di Euro è il valore della produzione del solo settore agricolo. In agricoltura sono presenti quasi un milione di imprese (il 16% del totale delle imprese italiane) mentre circa 70.000 sono quelle dell’industria alimentare. La superficie agricola coltivata è di circa 15 milioni di ettari, che rappresenta quasi la metà dell’intera superficie nazionale. Una attività che ha consentito di raggiungere primati quantitativi con l’agricoltura italiana che è in Europa la prima produttrice di riso, tabacco, frutta fresca e ortaggi freschi; la seconda per vino e mosti, fiori, uova e pollame; la terza per carne bovina, barbabietola da zucchero,

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di frumento. L’agricoltura italiana ha compiutp la scelta di una campagna libera da organismi geneticamente modificati, che ha conquistato: • la leadership europea nel biologico. In Italia si trovano un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell’Unione superando il milione di ettari (1.067.102 ettari ) con 49.859 imprese agricole. • 123 Dop e 72 Igp (70 prodotti ortofrutticoli, 38 oli extravergini di oliva, 36 formaggi, 32 prodotti a base di carne, 5 prodotti da panetteria, 4 spezie o essenze, 3 aceti, 3 prodotti di carne e frattaglie fresche, 2 prodotti della pesca e 1 miele); • un ruolo di primissimo piano in campo enologico. Sono 478 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (316 vini Doc, 42 Docg e 120 Igt pari ad oltre il 60% della produzione vinicola nazionale); • il record del 99 per cento di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge, riconosce il primato della sanità e sicurezza alimentare del made in Italy alimentare. • una ricchezza unica nei prodotti agroalimentari tradizionali. Nell’ultimo, recentissimo elenco (ottava revisione) sono 4.471 le specialità tradizionali censite dalle Regioni in quanto ottenute secondo metodiche praticate sul territorio in modo omogeneo e regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. • un patrimonio di 18.480 aziende agrituristiche delle quali 13.854 offrono alloggio, 7.898 ristorazione, 2.664 degustazioni e ben 9.643 altre attività tra le quali prevalgono quelle escursionistiche (986), quelle sportive (831), corsi di degustazione, centri benessere, osservazioni naturalistiche, equitazione trekking e mountain bike;

• un paesaggio unico che è metà di un crescente flusso turistico nei 772 parchi e aree protette presenti in Italia che coprono ben il 10 per cento del territorio nazionale. • una grande credibilità e responsabilità nei confronti dei consumatori. La provenienza nazionale degli alimenti gioca un ruolo importante nella percezione di sicurezza alimentare con quasi 9 italiani su 10 che si fidano di più se ciò che arriva sulle loro tavole è stato prodotto entro i confini nazionali con un atteggiamento in aumento nel corso degli ultimi 3 anni secondo quanto emerge dall’ Indagine COLDIRETTI-SWG “Le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione”. Si tratta di un patrimonio da difendere e salvaguardare cogliendo l’occasione dell’auspicabile ripresa per cambiare le regole del gioco a cominciare dalle due grandi ingiustizie di cui è vittima il settore agricolo. Da una parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio come italiano cibo proveniente da chissà quale parte del mondo, un inganno enorme ai danni del consumatore e un modo scientifico per uccidere la nostra sana e onesta agricoltura di qualità. Dall’altra parte, il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i nostri prodotti agricoli a causa di uno strapotere contrattuale da parte dei nuovi poteri forti della filiera agroalimentare.

LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

Rincari della pasta sotto osservazione del garante dei prezzi: da grano a pasta +400%

C

on il grano duro che viene pagato appena 18 centesimi al chilo agli agricoltori, mentre la pasta raggiunge in media a 1,4 euro al chilo, con un ricarico di circa il 400 per cento se si considerano le rese di trasformazione, il garante ha messo il dito nella piaga. E’quanto ha affermato Coldiretti che, nel commentare la convocazione dei pastai da parte del garante dei prezzi Roberto Sambuco, sottolinea che le quotazioni del grano sono scese su valori inferiori di ben il 30 per cento mettendo a rischio il futuro delle coltivazioni Made in Italy. Una crisi che non è giustificata dal consumo di pasta di semola che in Italia è cresciuto in valore del 2,8 per cento nel primo semestre 2009 rafforzando il primato degli italiani nel consumo che è fissato attorno ai 26 chili a persona, tre volte superiore a quello di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quello di un giapponese. Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro al consumo con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola che danneggia agricoltori e consumatori, in un momento particolare dell’economia.

I NAS sequestrano 46 tonnellate di prodotti da forno Circa la metà del pane è ottenuto con grano straniero senza alcuna indicazione per i consumatori.

I

n questo senso l’operazione dei carabinieri Nas che recentemente hanno sequestrato 46 tonnellate di materie prime e prodotti da forno, di cui 13 tonnellate di pane, conferma l’importanza di garantire la rintracciabilità del prodotto più presente sulle tavole degli italiani. I controlli, avvenuti in 523 strutture, hanno accertato che 247 sono risultate non conformi alla normativa vigente e ben quarantasei panifici sono risultati in condizioni strutturali, igieniche e gestionali tali da rendere necessaria la chiusura immediata dei locali. Nonostante il progressivo calo dei consumi, il pane resta il prodotto più utilizzato sulle tavole ed è per questo che è importante garantirne qualità e sicurezza. La richiesta di qualità è confermata dal fatto che il trend di diminuzione non riguarda i pani tradizionali a vocazione territoriale per i quali si assiste ad una vera riscoperta nonostante i prezzi di vendita superiori. Per questo occorre introdurre l’obbligo di indicare la provenienza del grano impiegato per produrre la farina destinata alla panificazione, al fine di assicurare l’origine nazionale del prodotto.

Progetto Scuole Cip

E’ l’Ente individuato dallo Stato Italiano quale Responsabile dello Svolgimento dell’Attività Sportiva da parte della Popolazione disabile a qualsiasi livello e per qualsiasi disabilità…….(legge 189 del 15/07/03 e DPCM dell’08/04/04) I disabili possono praticare quasi tutti gli sport, a Piacenza se ne praticano abitualmente16: Judo, Tiro a segno, Tiro con l’arco, Basket in carrozzina e per disabilità Mentale, Nuoto, Tennis in carrozzina, Tennis, Tennis tavolo, Atletica leggera, Trail-o (orienteering per disabili), Scherma, Calcetto, Equitazione Arrampicata sportiva, Torball. Ce ne sono allo studio tanti altri in base al tipo di disabilità: vela, canoa, conottaggio, kayak, waterbasket, bocce, ciclismo, ginnastica- artistica,golf, danza sportiva, showdown. La Delegazione é a disposizione per esaminare i singoli casi. I nostri Tecnici sono preparati per ogni singolo sport. Abbiamo anche sette Società Sportive: Judo Sakura per il Judo ; Atletica Piacenza per l’Atletica Tiro a Segno Nazionale per il Tiro a segno; Acquarello per il Nuoto; Non vedenti Piacenza per il Torball; Pol. Ospedale Verdi per il Basket in carrozzina; CSI Piacenza per Calcetto una Scuola di Tennis in carrozzina e una per il Tiro con l’arco. Per qualsiasi informazione: Comitato Italiano Paralimpico Delegazione di Piacenza www.cippiacenza.it - delegato@cippiacenza.it - Telefono 336.454266 E.mail: piacenza@comitatoparalimpico.it

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Il Progetto Scuola Cip riparte, seppure su basi non ancora finanziariamente consolidate in quanto mancano le certezze dei finanziamenti, ma con numeri decisamente molto elevati. Il Progetto é arrivato alla conclusione con 91 disabili che assieme ai loro compagni di classe, quindi circa 2.500 studenti, in 28 scuole tra Piacenza e Provincia, hanna appreso i fondamentali di 11 discipline sportive paralimpiche e non. Se in questo momento accettassimo tutti gli incrementi nelle scuole che già hanno applicato il progetto e tutte le nuove richieste il numero dei partecipanti salirebbe a 120 e le scuole a 40, ma i fondi sono quelli degli anni passati salvo miracoli dell’ultima ora.

La sintesi

1. in qualsiasi classe di qualsiasi grado di scuole, se vi é presente uno o più disabili (certificato/i dalla ASL )si individua, di comune accordo di un gruppo di lavoro (neuropsichiatra, insegnante di educazione fisica, insegnante di sostegno, psicologo, tecnico Cip) uno sport che tenga conto sia della disabilità , che della possibilità di attuazione, che della realtà sportiva locale. 2. tutti gli studenti della classe partecipano, senza fare distinzione evidente per la presenza del disabile per non metterlo in difficoltà, all’attività proposta 3. possiamo spaziare su 27 sports adattati alle necessità. 6. il Tecnico Cip insegna lo sport prescelto in 5-8 lezioni di una ora da distribuirsi nell’anno scolastico durante le ore di educazione fisica o di attività motoria. 7. il ragazza/a disabile viene seguito da un/una psicologo Cip che si terrà in stretto contatto con il Tecnico Cip e che riferirà al gruppo di lavoro ci cui al punto 1. 8. a carico dell’Istituto é una iscrizione di 100 (cento) € per classe, ma in alcuni istituto operiamo gratuitamente avendo risolto con fonti di finanziamento esterne

per informazioni: Delegazione Provinciale Cip 336 454266.

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Sindacale

La metà delle pizze sono confezionate con ingredienti stranieri

C

on la metà delle pizze preparate nelle 25mila pizzerie italiane che contengono ingredienti principali importati dall’estero, il rispetto dell’originalità dei diversi componenti e del loro legame con il territorio è una condizione determinante per la tutela della vera pizza napoletana tradizionale. È quanto afferma la Coldiretti nel riferire dell’avvenuta tutela comunitaria per la pizza napoletana Sgt (Specialità tradizione garantita) da parte all’unanimità da parte del Comitato di gestione dell’Unione Europea, con la sola astensione della Polonia. La pizza napoletana STG avrà come caratteristica oltre all’imprescindibile pomodoro, mozzarella di bufala dop o mozzarella STG, olio extravergine d’oliva e origano, un diametro non superiore ai 35 cm, il bordo rialzato (cornicione) tra 1 e 2 cm, ed una consistenza insieme morbida, elastica e facilmente piegabile “a libretto”. Si tratta di una prima forma di tutela di fronte al rischio concreto di trovarsi servito in pizzeria un prodotto preparato con cagliate provenienti dall’est Europa invece della tradizionale mozzarella, pomodoro cinese al posto di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo e farina canadese o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale. In Italia sono stati importati in un anno 500 milioni di chili di extravergine, 86 milioni di chili di cagliate per mozzarelle, 130 milioni di chili di concentrato di pomodoro e 5 miliardi di chili di grano tenero. Il rischio è di perdere definitivamente lo storico legame con il territorio di provenienza della pizza che è nata a Napoli a metà del 1700 ed eretta per sempre a vessillo tricolore, con il bianco della mozzarella , il rosso del pomodoro ed il verde del basilico , quando il pizzaiolo Raffaele Esposito dedicò la “pizza Margherita ” alla regina di casa Savoia nel 1889 . Oggi la pizza è la parola italiana più conosciuta all’estero con l’8 per cento, seguita dal cappuccino (7 per cento), dagli spaghetti (7 per cento) e dall’espresso (6 per cento), secondo un sondaggio on line della Società Dante Alighieri. In Italia ci sono 25mila pizzerie che creano 120 mila posti di lavoro e un fatturato di 5 miliardi di euro che è in crescita nonostante la crisi, come conferma una recente ricerca Doxa secondo la quale quando si tratta di scegliere qualcosa di “gustoso”, per la pausa pranzo, il 29 per cento degli italiani predilige pasta, ma ben il 26 per cento pizza.

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

Alle stelle il prezzo dell’aglio in Cina, usato come rimedio all’influenza A

I

n Cina sta montando una bolla speculativa anche sui prezzi dell’aglio, che secondo la medicina tradizionale del gigante asiatico, ha capacità preventive contro l’influenza. Lo riporta il Financial Times, spiegando che l’impennata dei prezzi dell’aglio deriva dall’effetto combinato della sua rinnovata popolarità come “profilassi” anti pandemia da nuova influenza, e le basse forniture legate alle precedenti ricadute della crisi economica. Gli italiani del resto, con una produzione nazionale di circa 30 milioni di chili, si possono avvantaggiare facilmente delle proprietà dell’aglio considerato un potente antibatterico che contiene una sostanza, l’allicina, particolarmente attiva nella prevenzione secondo molti esperti. La superficie nazionale coltivata ad aglio è pari a circa 3mila ettari, con una produzione che è presente in tutte le regioni, con un prezzo praticamente stabile, con una media di 5,2 euro al chilo anche se al produttore viene pagato solo 1,5 euro al chilo.

E’ in dirittura d’arrivo il piano nazionale per il settore florovivaistico 2010-2012. Il documento verrà discusso a breve, per essere poi portato all’approvazione della Conferenza Stato-Regioni

Un nuovo piano per il florovivaismo

I

l precedente piano di settore conteneva alcune novità positive per il settore, che però erano ben lungi dal rivoluzionare la situazione. Si avvertivano, comunque, segnali importanti di una rinnovata attenzione delle istituzioni per un comparto economico che rappresenta il 6% della produzione agricola italiana, con un indotto particolarmente importante; un settore che ha una valenza importante nel contrastare le emissioni di CO2 e polveri sottili in atmosfera. Il vecchio piano aveva conseguito almeno tre risultati. Innanzitutto la creazione di un ufficio florovivaistico in ambito ministeriale, divenuto presto un punto di riferimento per gli operatori. Cambiava, poi, l’approccio ai bandi di ricerca nel settore, in modo da avere un maggiore collegamento tra ricercatori e imprese; un percorso iniziato, ma ancora da perfezionare.

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Infine, era previsto lo stanziamento di risorse economiche per attività di comunicazione specifiche, con partecipazione a spazi televisivi e creazione di trasmissioni adatte a far crescere la cultura del verde. Cosa ci si aspetta dal nuovo piano? Intanto il completamento delle attività già in essere: portare a termine il percorso di avvicinamento tra ricerca e mondo delle imprese, in modo tale che ci siano risultati concreti per le aziende florovivaistiche, e perfezionare il lancio di una campagna di comunicazione che possa far crescere la sensibilità di cittadini e amministrazioni per piante e fiori, rilanciando i consumi. Ovviamente ci sono molte attese per interventi che possano ridurre i costi di produzione diventati insostenibili per le imprese. In questo senso, è assolutamente necessario superare il contenzioso con l’Ue per l’agevolazione sull’accisa per il gasolio da riscaldamento. A livello comunitario è

imprescindibile anche una maggiore attenzione per il settore, che troppo spesso è stato utilizzato come merce di scambio per accordi internazionali. Basti pensare che le agevolazioni ai paesi in via di sviluppo hanno portato nel corso degli anni a raggiungere il 95,4% di importazioni di fiori e piante nel mercato comunitario a dazio zero. In sostanza, si tratta di un settore che ha pagato un conto notevolissimo alla liberalizzazione dei mercati, senza essere compensato con misure o attenzioni specifiche. Il piano florovivaistico attualmente in discussione, che pone l’attenzione sui molti punti di debolezza e di difficoltà, deve riuscire a creare i presupposti per proporre una soluzione ad almeno alcuni dei problemi sul tappeto, in modo da rilanciare un settore del Made in Italy che, ad oggi, contribuisce alla bilancia dei pagamenti nazionale con oltre 154 milioni di saldo positivo.

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Sindacale

Vino biologico, a Bruxelles si discute sul nuovo regolamento In questi giorni il Comitato permanente agricoltura biologica della Commissione europea (Scof –Standing Committee on Organic Farming) sta entrando nel vivo della discussione della proposta di regolamento relativa al vino biologico.

S

ulla base dei risultati del progetto Orwine, con il quale la Commissione Europea aveva chiesto agli Stati membri partecipanti di indicare le linee di indirizzo della normativa, è stata redatta una proposta di regolamento per quanto riguarda i prodotti biologici del settore vitivinicolo che modifica il reg. Cee 889/2008 di applicazione del reg. Ce 834/2007, il provvedimento quadro di disciplina dell’agricoltura biologica che ha sostituito il reg. Cee 2092/91. La proposta di regolamento stabilisce l’elenco dei prodotti e degli additivi ammessi che per lo più devono derivare da produzioni biologiche, così come sono stabilite le pratiche e le tecniche di vinificazione consentite nonché le eventuali restrizioni. Oggetto principale di discussione, in sede comunitaria, è la riduzione di anidride solforosa nei vini biologici. Coldiretti in merito ha sempre sostenuto che occorre una disciplina quanto più possibile restrittiva al fine di differenziare nettamente il vino biologico rispetto a quello convenzionale. Coldiretti è intervenuta, sin dall’inizio, nell’ambito del gruppo di lavoro appositamente istituito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, chiedendo una disciplina del vino biologico quanto più possibile conforme agli standard Nop adottati negli Usa secondo i quali solo i vini privi di anidride solforosa possono essere etichettati come biologici, mentre quelli che la contengono in percentuali anche minime, sono classificati come vini ottenuti da uve biologiche. In considerazione di ciò, Coldiretti ha sempre chiesto al Ministero di rappresentare in sede comunitaria una posizione negoziale molto rigida non solo per quanto concerne la questione dell’anidride solforosa e degli additivi in generale, ma anche con riferimento alla pratiche di vinificazione ammesse affinché siano rispettati i principi fondanti del metodo di produzione biologico. L’obiettivo, infatti, secondo Coldiretti dovrebbe essere quello di giungere alla produzione di un vino biologico di alta qualità senza utilizzo di solforosa ed, eventualmente, solo in una fase iniziale transitoria di

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compromesso, si potrebbe prevedere un limite iniziale di utilizzo di anidride solforosa pari al 50% rispetto ai parametri stabiliti per i vini convenzionali con obbligo di revisione triennale. Coldiretti ha, inoltre, espresso contrarietà rispetto alla possibilità di prevedere la concessione a favore degli Stati membri di deroghe rispetto alle percentuali di anidride solforosa consentite o di norme tecniche di produzione diversificate a seconda delle differenti zone climatiche. In questa fase di discussione a livello comunitario, il compromesso raggiunto dagli Stati membri e riportato nella proposta di regolamento è che il contenuto di anidride solforosa espressa in milligrammi per litro dovrebbe essere 50 mg/l in meno rispetto ai livelli fissati nel reg. Ce 606/2009 di disciplina dei vini convenzionali, per i vini biologici secchi rossi e bianchi e 30 mg/l in meno per tutte le altre categorie di vini. In linea generale il tenore totale di anidride solforosa dei vini convenzionali, diversi dai vini spumanti e dai vini liquorosi, non può superare, al momento dell’immissione al consumo umano diretto i 150 mg/l per i vini rossi ed i 200 mg/l per i vini bianchi e rosati, parametri più alti sono invece previsti per i vini con un tenore di zuccheri, pari o superiore a 5 g/l. Pertanto, nel caso dei vini biologici, la riduzione di anidride solforosa proposta è del 30% in meno per i rossi ed i bianchi e del 25% in meno per gli altri vini, ma ben più grave è la norma che consentirebbe, in eccezionali condizioni climatiche, l’uso di quantitativi supplementari di solfiti fino ai livelli massimi fissati dal regolamento generale di disciplina delle pratiche enologiche convenzionali. L’orientamento restrittivo sull’uso dell’anidride solforosa, adottato dalla proposta di regolamento, è fortemente osteggiato dalla Germania che per ragioni climatiche non riesce a produrre vini biologici senza l’impiego di tale sostanza e vorrebbe, quindi, che fossero fissati i medesimi livelli stabiliti per i vini convenzionali. La Spagna la Francia la Gran Bretagna e la Danimarca, pur

avendo posizioni meno rigorose dell’Italia, concordano sul fatto che debba comunque essere prevista una differenziazione nei limiti di utilizzo dell’anidride solforosa tra vini biologici e convenzionali. Nella discussione una variabile incerta è costituita dai paesi dell’Europa dell’est che potrebbero optare per una posizione più vicina a quella tedesca. L’auspicio è che si formi una coalizione tra i paesi che hanno un orientamento più vicino all’Italia in modo da isolare la posizione tedesca che viola il principio fondamentale della naturalità del metodo di produzione biologico secondo il quale l’alimento deve essere ottenuto con il minor impiego possibile di sostanze chimiche, in modo tale che si vuole forzatamente ottenere vini biologici da aree non vocate a tali produzioni. A questo punto il metodo di produzione biologico non costituirebbe più uno strumento di valorizzazione delle produzioni legate al territorio, così come ha sempre sostenuto Coldiretti, ma diverrebbe un metodo di produzione finalizzato ad ottenere un prodotto di qualità scadente ed ingannevole per il consumatore che intende acquistare il vino biologico proprio perché rispondente a criteri di naturalità e di massimo rigore nel processo di produzione. Del resto, perché il vino bio possa avere successo di mercato deve proporsi con un immagine ben differenziata rispetto ai vini convenzionali nell’ambito dei quali eccellono prodotti di altissima qualità accreditati da tempo anche sui mercati esteri. Oltretutto, in Italia esistono già imprese biologiche e biodinamiche che producono vini senza l’impiego di anidride solforosa e ciò dimostra il fatto che un impresa agricola, grazie alla vocazionalità del territorio, alla selezione delle uve e alle buone pratiche agronomiche, può ottenere un vino biologico di qualità ricorrendo al minimo all’uso di additivi e di processi di vinificazione propri dei metodi enologici convenzionali.

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Sindacale

Clima, crollate le emissioni di gas serra prodotte dagli allevamenti

Le emissioni di gas serra dovute al settore agricolo, e in particolar modo all’allevamento di bestiame, sono diminuite notevolmente dal 1990 ad oggi, contrariamente a quelle dovute ad altri settori dell’economia, ad esempio quello dei trasporti, in continua crescita.

È

quanto afferma una stima effettuata da Copa-Cogeca, organizzazione di cooperative del settore, fra cui Coldiretti, presentata in concomitanza con l’inizio del vertice Onu sul clima a Copenhagen. Preso in esame il periodo fra il 1990 e il 2007 si è valutato come le emissioni del settore agricolo negli Stati membri dell’ EU-27 siano calate di oltre il 20%. Un successo reso possibile dalle riforme effettuate dalla Politica Agricola Comune, ma anche da un uso più efficiente di fertilizzanti e concimi, nonchè dal notevole sforzo degli allevatori per l’attuazione di iniziative agricole e ambientali. Una stima che si oppone ad uno studio pubblicato recentemente nel Regno Unito, ultimo esponente di un filone di pensiero che vedrebbe nella radicale riduzione del consumo di carne la risposta ai rischi del cambiamento climatico. Un approccio drastico che provoca spaccature all’interno degli Sati membri dell’Ue, ed osteggiato dai rappresentanti degli allevatori. “Non si tiene conto del ruolo cruciale che esercita l’allevamento di bestiame, soprattutto bovino, nel mantenere il carbone immagazzi-

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nato nel terreno, né il fatto che la sua alimentazione è prevalentemente erbivora e non incide eccessivamente sull’importazione di mangimi.”, afferma Padraig Walshe, presidente di Copa (la Federazione dei coltivatori europei uniti), “E inoltre spesso i terreni utilizzati per l’allevamento, soprattutto in Gran Bretagna, non sarebbero favorevoli alla coltivazione”. Egli invita inoltre a non confondere questo tipo di allevamento con quello “industriale”, caratterizzato da intensa produzione di carne bovina e suina in spazi ristretti, grande consumo di mangimi e acqua, e la massima emissione di gas serra del settore. Proprio al vertice di Copenhagen è stato presentato il nuovo programma Fao per un’agricoltura sostenibile contro i danni del cambiamento climatico, che si basa soprattutto sulle tecniche per intrappolare carbonio nel terreno ed un utilizzo più efficace dei pascoli in relazione all’agricoltura. Questa stima, condivisa da Coldiretti, dimostra come sia possibile ottenere risultati concreti muovendosi in questa direzione.

LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

Fonti rinnovabili, allo studio

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nuove forme di incentivi

entre a Copenaghen si svolgeva la conferenza mondiale sul clima, nel nostro Paese si procedeva all’attuazione della direttiva europea sulle fonti rinnovabili n. 2009/28/CE. Tra le principali difficoltà, va segnalata quella sulla gestione amministrativa degli impianti da fonti rinnovabili tra lo Stato e i governi locali. Tutto ciò nonostante la norma europea preveda che le procedure per la realizzazione e la gestione di impianti fotovoltaici non debbano essere eccessivamente “burocratizzate”. Destano interesse per i produttori di energia i regimi di aiuto che verranno individuati dall’Italia per incentivare ulteriormente le fonti rinnovabili. Questo anche in considerazione di quanto è avvenuto nel nostro Paese negli ultimi anni, con gli ottimi risultati legati alle agevolazioni economiche previste per la diffusione dei pannelli fotovoltaici. In una cornice più generale, alcuni stati europei denunciano il fatto che la direttiva sia più il prodotto di politiche ambientali del nord Europa che di politiche condivise e concertate. In tale ambito, si stanno cercando anche di superare le difficoltà nella elaborazione di progetti per l’energia rinnovabile comuni a più stati europei ed extra-europei. In generale, rispetto alla necessità di una pianificazione energetica nazionale in grado di aumentare effettivamente la quota di energia proveniente dalle fonti rinnovabili, così come previsto dalla direttiva europea, Coldiretti ha sempre evidenziato la necessità di puntare di più sullo sviluppo della

generazione distribuita, sistema energetico pienamente compatibile con il processo di liberalizzazione del mercato e caratterizzato da impianti di piccola taglia e da condizioni infrastrutturali diverse rispetto al modello basato sulla centralizzazione degli impianti, come quello, ad esempio, che prevede l’impiego del nucleare. In questo senso, allora, la direttiva costituisce un’occasione importante non solo per il raggiungimento dei risultati quantitativi, ma soprattutto per decidere quale sarà l’assetto energetico del nostro paese negli anni futuri, anche in funzione delle indicazioni della UE. Stante i ristretti tempi di attuazione della direttiva (5 dicembre 2010) e gli ancora più ridotti ambiti temporali (3° giugno 2010) per la redazione dei Piani Nazionali di Azione sulle fonti rinnovabili, i prossimi mesi saranno fondamentali per comprendere quanto la direttiva di Bruxelles troverà rispondenza nelle norme nazionali. E’ utile, infine, ricordare che se si ritarda la diffusione delle energie rinnovabili e l’aumento dell’efficienza energetica, non solo si determinano danni ulteriori al sistema ambientale, ma si rallenta una strada di sviluppo economico-sostenibile a livello locale. Infatti, il maggiore ricorso alle rinnovabili, come ci insegna l’esperienza di questi anni, determina un effetto moltiplicatore anche per lo crescita economica regionale, soprattutto nelle zone depresse, per l’incremento dell’occupazione e per i ridotti budget (riduzione dei costi da approvvigionamento energetico) delle Piccole e Medie Imprese europee che costituiscono l’ossatura economica del nostro Paese.

Rifiuti: parte il sistema di tracciabilità,

S

deroghe per gli agricoltori

ulla Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio è stato pubblicato il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 che istituisce il Sistri, il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, gestito dal Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, nato con lo scopo di informatizzare la filiera dei rifiuti speciali. Il sistema Sistri presenta alcuni elementi di rilevante novità, tra cui la sostituzione del formulario di trasporto, del registro di carico e scarico e del modello unico di dichiarazione ambientale con i dispositivi elettronici usb che vengono consegnati al momento dell’iscrizione al sistema, attraverso i quali viene effettuata la gestione informatica degli adempimenti e viene assicurata la tracciabilità dei rifiuti lungo tutta la filiera. Il decreto prevede che alle imprese iscritte al sistema venga consegnato un dispositivo elettronico usb, per l’accesso in sicurezza al sistema informatico dalla propria postazione - attraverso cui caricare i dati relativi ai rifiuti gestiti - e un dispositivo elettronico da installare su ciascun veicolo che trasporta rifiuti, con la funzione di monitorare il percorso effettuato dal medesimo, definito black box. L’iscrizione al sistema, con tempistiche diverse in relazione alle categorie di appartenenza dell’impresa, può avvenire on line, attraverso il Portale Sistri (http://www.sistri.it/), via fax (al numero: 800 05 08 63) o telefonicamente (al numero verde: 800 00 38 36). La copertura degli oneri derivanti dalla costituzione e dal funzionamento del Sistri è assicurata mediante il pagamento di un contributo annuale che deve essere versato da ciascun soggetto iscritto e per ciascuna attività di gestione dei rifiuti svolta all’interno dell’unità locale. A seguito delle molteplici sollecitazioni effettuate dalla Coldiretti nel corso degli incontri tecnici intervenuti con il Ministero e delle osservazioni formulate, sono state riconosciute alcune possibilità di semplificazione e

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di esonero dall’iscrizione, alcune delle quali riservate, in particolare, alle imprese agricole. In via generale, le imprese agricole sono tenute ad aderire al sistema soltanto quando producano rifiuti pericolosi o siano iscritte all’albo dei gestori dei rifiuti per il trasporto di rifiuti pericolosi. Al fine di semplificare la gestione degli adempimenti, è previsto che possono adempiere agli obblighi previsti dal decreto tramite le associazioni imprenditoriali rappresentative sul piano nazionale interessate e loro articolazioni territoriali, o società di servizi di diretta emanazione delle medesime organizzazioni: • le imprese iscritte all’Albo dei gestori che effettuano il trasporto in conto proprio di rifiuti pericolosi; • gli imprenditori agricoli che producono rifiuti pericolosi con un volume di affari annuo non superiore a ottomila euro; • i soggetti la cui produzione annua non eccede le due tonnellate di rifiuti pericolosi. E’ prevista, inoltre, una specifica deroga a vantaggio delle imprese agricole che conferiscono i propri rifiuti, previa convenzione ad un circuito organizzato di raccolta (ad esempio accordi di programma o convenzioni con soggetti pubblici o privati). In particolare, tali soggetti possono adempiere agli obblighi previsti dal decreto tramite il gestore del servizio di raccolta o della piattaforma di conferimento. In questo caso, mentre, in via generale, i produttori rimangono comunque tenuti all’iscrizione al Sistri, sono esonerati espressamente dall’iscrizione gli imprenditori agricoli che trasportano e conferiscono i propri rifiuti in modo occasionale e saltuario per quantitativi che non eccedano i trenta chilogrammi o i trenta litri, i cui dati sono inseriti nel sistema dal gestore del servizio di raccolta o della piattaforma di conferimento.

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Sindacale

Credito, raggiunto l’accordo

per la sospensione dei debiti bancari

G

razie al pressing del CreditAgri Coldiretti è stato raggiunto l’accordo con Abi e Ministero dell’Economia e Finanze per la sospensione temporanea del rimborso dei debiti bancari ottenuti con lo sconto e il rilascio di cambiali agrarie. A conclusione del Tavolo Tecnico Abi e Mef, sono state regolamentate e inserite nel documento sulla moratoria, come parte integrante e sostanziale, alcune forme di impiego peculiari per le Piccole e Media Imprese Agricole, quali ad esempio i finanziamenti cambializzati (sconto e rilascio del titolo). L’avviso prevedeva già la sospensione per un anno del pagamento delle rate di mutuo limitatamente alla quota capitale; la sospensione per un anno del pagamento dei canoni di leasing immobiliare; la sospensione per sei mesi del pagamento dei canoni di leasing mobiliare; l’allungamento di nove mesi delle scadenza debitorie di breve termine riferite unicamente ad operazioni di anticipazioni di crediti certi ed esigibili.

A queste sono state ora aggiunte le seguenti operazioni:

• Allungamento a 120 giorni delle scadenze del credito a breve termine stipulato ai sensi dell’articolo 43 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, perfezionato con o senza cambiali. Sono esclusi dalla misura i finanziamenti a breve di anticipazione dei premi comunitari. Nel periodo di allungamento continueranno ad essere corrisposti gli interessi sul finanziamento secondo il tasso e la cadenza originariamente previsti. Pertanto se gli interessi sul finanziamento originario: I. siano stati corrisposti in via anticipata, gli interessi maturati nell’ulteriore periodo di allungamento saranno parimenti corrisposti in via anticipata, al tasso originariamente previsto, all’inizio di tale ulteriore periodo di allungamento; II. dovevano essere corrisposti in via posticipata, gli interessi maturati al termine del periodo del finanziamento originario saranno pagati alla scadenza prevista, mentre quelli relativi all’ulteriore periodo di finanziamento saranno corrisposti al termine di tale ulteriore periodo. • Operazione di sospensione di 12 mesi della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio e lungo termine assistiti da rilascio di cambiali. Nella versione precedente l’Avviso Comune escludeva dalla sospensione delle rate i finanziamenti e le operazioni creditizie e finanziarie con agevolazione pubblica, nella forma del contributo in conto interessi e/o in conto capitale. Ora, invece, i finanziamenti e le operazioni creditizie e finanziarie con agevolazione pubblica nella forma del contributo in conto interessi e/o in conto capitale, possono essere oggetto dei benefici qualora l’Ente erogante l’agevolazione ne abbia deliberato, con propri atti vincolanti, l’ammissibilità. Resta inteso che ciò non modifica il piano di erogazione dei contributi. Sono esclusi in tutti gli altri casi. La lista delle agevolazioni pubbliche a cui far riferimento deve essere compresa nell’elenco predisposto e aggiornato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro sulla base delle indicazioni degli Enti concedenti le agevolazioni. L’elenco viene periodicamente comunicato alle associazioni firmatarie dell’Avviso.

STERILTOM di Squeri Pomodoro confezionato con tecnologia asettica 24

LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

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Sindacale

Maria Luisa

Paolo Bonomi Fondatore Coldiretti e presidente dal 1944 al 1980

Ercolano

Energica, volitiva, completamente dedita all’Organizzazione, profondamente convinta dei valori della dottrina sociale della Chiesa ai quali il suo operato si è sempre ispirato, permeata da uno spirito pionieristico capace di superare tutte le difficoltà, caparbia nella sua azione di sensibilizzazione, nella convinzione che solo attraverso una crescita culturale ed umana, tutto il mondo agricolo potesse cambiare.

Q

uesto in sintesi il commosso ricordo di chi ha conosciuto e collaborato con Maria Luisa Ercolano, personaggio di spicco della Coldiretti e del mondo agricolo piacentino, collaboratrice di Paolo Bonomi, storico fondatore della Coldiretti di cui fu presidente fino al 1980. Grazie alla sua intelligenza e alla capacità di impegno, gli venne infatti affidato, nell’ambito dell’Azione Cattolica, l’incarico di occuparsi, a livello nazionale, della gioventù rurale e da qui cominciò ad interessarsi a tempo pieno della realtà agricola italiana, non certo dei grandi possidenti, bensì degli umili lavoratori dei campi che seppe far riscattare ad una diversa condizione sociale e, grazie al loro lavoro, ad una differente considerazione nel contesto economico e sociale nazionale. Maria Luisa Ercolano assorbì, a fianco del presidente Bonomi, i principi fondanti di Coldiretti e si impegnò spasmodicamente, nelle campagne piacentine, per convincere gli agricoltori a far parte di un patronato, come Epaca, che potesse tutelare i loro diritti ed assicurare, attraverso il pagamento dei contributi, una dignitosa vecchiaia. Ma la sua azione fu rivolta soprattutto alle donne la cui condizione all’interno delle famiglie nelle campagne era sovente di atavica sottomissione. Seppe ripristinarne il ruolo centrale, con alla base la forza della famiglia coltivatrice e soprattutto attivò, anche per loro, moltissimi corsi di formazione, nella convinzione che solo l’aggiornamento tecnico e culturale avrebbe dato dignità al loro ruolo ed alla loro fondamentale professione. Così dopo il patronato Epaca di cui fu direttrice, si occupò di formazione, prima con Inipa, quindi con Irfata di cui fu presidente regionale, operando in tale veste per molti anni anche presso il capoluogo emiliano, con un lavoro costante ed appassionato, sempre attento alle diverse realtà provinciali, con particolare attenzione anche ai giovani di cui promosse la costituzione del Movimento che a Piacenza ebbe come suo primo delegato Maria Luisa Cassi prima e unica donna a ricoprire questo incarico. Ma intensa fu anche la sua collaborazione con Angelo Sidoli all’Irfata per promuovere e sostenere i corsi di formazione professionale, fondamentali per quella crescita della professionalità che contraddistingue oggi gli imprenditori agricoli piacentini in tutti i settori. Questo risultato lo si deve a illustri personaggi come Maria Luisa Ercolano; la sua figura ed il suo lavoro a favore del mondo agricolo non sarà mai dimenticata.

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale DON ANDREA SEGALINI CONSIGLIERE ECCLESIASTICO PROVINCIALE DI COLDIRETTI PIACENZA

Carissimi amici della Coldiretti è con gioia che accolgo questo servizio di assistente ecclesiastico che il vescovo Gianni mi ha chiesto. Mi chiamo don Stefano ed ho trendue anni, sono prete da poco più di tre anni e svolgo il mio ministero di “curato”presso la parrocchia di san Giuseppe Operaio a Piacenza. Le mie origini sono come le vostre, fin da bambino in casa mia arrivava “la voce del coltivatore” perché i miei nonni hanno sempre lavorato nei campi e nelle stalle. Quindi non è un mondo a me sconosciuto! Venendo da un paese di collina, Piozzano, ho potuto crescere con i ritmi del mondo agricolo, che seguono e rispettano quelli dettati dal Creatore, certamente più lenti di quelli della città ma ricchi di relazioni umane. Mi ha sempre colpito quanta fatica facevano i miei nonni, quanto sudore hanno versato su quella terra per avere un raccolto sufficiente per mantenere una vita normale. Mi hanno insegnato a pregare perché il raccolto non andasse distrutto dalle intemperie, ed ogni sera, dopo tante fatiche sotto il sole di giornate lunghe - non c’era da timbrare un cartellino alla fine delle otto ore - si recitava il rosario. Ho sempre visto al mio paese fare “l’ufficio di campagna” dove gli agricoltori si recavano in massa a pregare chiedendo una benedizione particolare per loro e perché la loro fatica venisse premiata con un buon raccolto. Oggi sicuramente alcune cose sono cambiate ma spero di poter con voi recuperare e rafforzare quel legame che deve esserci tra l’uomo che lavora la terra e il Creatore, indispensabile per giustificare le fatiche fatte e per riconoscere che il lavoro deve essere rispettoso del creato. Nella messa che celebro ogni giorno, all’offertorio si recita questa preghiera sia sul pane che sul vino: “ Benedetto sei tu, Signore, Dio dell’universo dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, frutto della terra e del lavoro dell’uomo; lo presentiamo a te, perché diventi per noi cibo di vita eterna”. Sarà per me l’occasione per presentare anche voi e il vostro lavoro al Signore. Certo di poter camminare per un po’ di tempo insieme con voi e con il Signore vi saluto tutti.

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l’intervista del mese

L’intervista del mese: la rubrica de “La voce dei Coltivatori” è dedicata a Lodovico Bertoli presidente di Agrifidi

Lodovico

Bertoli

L

odovico Bertoli, 54 anni, sposato con tre figli, è uno dei numerosi esempi, nella nostra provincia, di un dinamico imprenditore agricolo che, partendo da una piccola realtà aziendale, grazie al lavoro ed all’impegno di tutta la famiglia (con lui operano, in società, tre fratelli, ognuno con specifiche competenze professionali), ha saputo progressivamente ampliarla con soddisfacente profitto; vi si produce latte e coltivazioni orticole (pomodoro). Bertoli è pure consigliere delegato del Caseificio S. Vittoria e vicepresidente Copador e, soprattutto, presidente di AgrifidiEMILIA. 28

LA VOCE DEI

Coltivatori


l’intervista del mese IIIII Presidente, può delinearci le funzioni di questa importante struttura al servizio delle imprese piacentine? Il Consorzio, da quando è nato, anche a Piacenza con pochi soci fondatori, tra cui il sottoscritto, supportato da Coldiretti e dalla Camera di Commercio, si è dato lo scopo di agevolare le imprese socie, nel conseguimento di finanziamenti, mediante la costituzione di garanzie collettive, offrendo un servizio strategico in grado di accompagnarne la crescita e la competitività. Ha inoltre la funzione di promuovere ed operare per il contenimento dei costi finanziari delle imprese consorziate, anche mediante l’erogazione di contributi in conto interessi. Il nostro Consorzio, oltre ad informare, fornisce consulenza e assistenza per il reperimento e il migliore utilizzo delle fonti finanziarie, seguendo le imprese anche sotto il profilo della gestione del proprio debito. IIIII Insomma Presidente, un servizio davvero a 360 gradi! Certo. Questo è essenziale. Oggi, molti nostri imprenditori sanno produrre in maniera eccellente, ma non sono altrettanto preparati sotto l’aspetto gestionale e finanziario. Per esempio: contraggono mutui, posizionando le rate in momenti non propizi o magari non congrui rispetto alle entrate, oppure scelgono indebitamenti a breve, quando potrebbero dilatarli molto di più nel tempo. Insomma è anche un fatto di crescita culturale che deve contraddistinguerci un po’ tutti nel ragionare con una mentalità più aperta a considerare il credito come una componente fondamentale dell’attività di impresa. Un fattore strategico in grado di determinare il successo o l’insuccesso della propria attività. IIIII Può proporci qualche numero che ci faccia comprendere meglio la vostra attività? Alla cooperativa aderiscono oltre 2000 aziende, il nostro patrimonio netto ammonta a oltre tre milioni di euro e nell’anno 2009 abbiamo sviluppato un’operatività pari a 24 milioni. Operiamo con le maggiori banche del territorio e precisamente con Cariparma Credit Agricole, Banca di Piacenza, Banca Monte di Parma, Banca Popolare EmiliaRomagna, Banca Popolare di Lodi, Unicredit, Carisbo, Credem, Banca di Credito Cooperativo e Banca Nazionale del Lavoro. La nostra sede esecutiva è presso la Coldiretti di Piacenza, dove siamo presenti al mercoledì e venerdì, a disposizione di tutto il mondo agricolo. Anche se con Coldiretti il Consorzio ha instaurato un rapporto “storico” fin dai tempi della costituzione con l’allora responsabile Paolo Scrocchi, credo fermamente nella sua indispensabile funzione e quindi vogliamo rapportarci con tutte le Organizzazioni professionali in maniera univoca. IIIII Riesce a sintetizzarci quali siano i motivi di “convenienza” per scegliere Agrifidi? La nostra è stata, negli anni, una crescita costante, sempre nell’ottica di favorire l’accesso al credito per i soci. Abbiamo costituito attraverso fondi sociali propri, con fondi della Camera di Commercio, contributi regionali e di altri istituti, un fondo sociale in grado di garantire i finanziamenti dei soci. Così nel corso degli anni, la Regione ha deciso di fare degli Agrifidi uno strumento prioritario per lo sviluppo

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dell’economia agricola, soprattutto perché le risorse che ci vengono assegnate diventano così un importante volano per investimenti più cospicui. In più la Regione concede ai finanziamenti garantiti da Agrifidi, anche abbattimenti in conto interessi. IIIII E dell’evoluzione verso Agrifidi Emilia? Con il 2009 si è pienamente attuato il processo di fusione, voluto dalla regione Emilia Romagna, per semplificare ed unificare il quadro di riferimento; così Piacenza e Parma hanno deciso di unificarsi, ed è nata Agrifidi Emilia che ha sede a Parma, in via Verdi 2 presso la sede della C.C.I.A.A che funziona sul modello della banche. Si è formato un consiglio paritetico ed ogni provincia ha un proprio comitato di gestione del credito e propri uffici operativi provinciali. IIIII Ma se lavorate come le banche, perché venire da voi? Molto semplicemente perché abbiamo ottenuto delle condizioni che sono tra le migliori sul mercato! Servirsi di Agrifidi presuppone quindi buonissimi vantaggi, ma anche garanzie e abbattimento degli interessi. Per esempio la Regione ha attualmente ripristinato la cambiale agraria per anticipazioni colturali a tasso agevolato, con un abbattimento massimo di due punti, quindi molto favorevole. Certo bisogna muoversi, la Regione ha posto come criterio di precedenza anche la data di presentazione delle domande. Le pratiche richiedono tempi non lunghi, un mese, al massimo due, e quindi chi intende progettare un investimento deve programmarlo per tempo, prevedendo anche come finanziarsi. IIIII Quali sono i vostri rapporti con Creditagri? (Associazione che raggruppa i Confidi e le società di mediazione creditizia operanti a livello regionale e interregionale nell’ambito del Sistema Coldiretti). Di grande sinergia e collaborazione perché queste società, presenti in modo capillare su tutto il territorio nazionale, sono state costituite appositamente per offrire servizi altamente qualificati di assistenza e consulenza in materia di credito e finanza a tutte le imprese agricole. Sono quindi strumenti di livello elevato con i quali abbiamo la massima collaborazione. IIIII Come valuta questo particolare momento? E’ sicuramente difficile, ma non dobbiamo perdere la fiducia. Per esempio, il progetto di “filiera agricola tutta italiana” è importantissimo e, come tutti i progetti, ha bisogno di uomini, idee, risorse. Bisogna sapersi mettere in gioco, puntando a quello che unisce e che rafforza la nostra agricoltura. Alcuni Paesi, come per esempio l’Etiopia a cui sono legato per motivi familiari, sta puntando su modelli di sviluppo lontani da quello agricolo. Personalmente ritengo che questo rappresenti un errore, perché alla base deve comunque rimanere sempre il settore primario. E questo vale anche per i Paesi ad economia avanzata ed in particolare per l’Italia, che dispone di un patrimonio ineguagliabile fatto di inimitabili prodotti che vanno tutelati dai falsi ma anche comunicati meglio ai consumatori sotto il profilo della qualità e della sicurezza alimentare. E’ una grande sfida ma abbiamo tutte le carte in regola per vincerla.

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Le aziende che fanno una scelta di questo tipo hanno importanti ricadute positive, non soltanto dal punto di vista finanziario ma anche dal punto di vista dell’immagine: un’impresa che rispetta l’ambiente raccoglie più favori di quelle che non si occupano di temi ecologici. Per le aziende agricole che hanno deciso d’investire in questo tipo di rinnovamento, ad esempio, e che vogliono godere degli incentivi e delle detrazioni fiscali previsti dallo Stato e dagli enti locali, Cariparma dà la possibilità di limitare l’impegno del capitale aziendale e anticipa le risorse necessarie, fino a 5 milioni di euro. Cariparma Energia è il finanziamento che permette addirittura di azzerare l’impegno del capitale aziendale, se si decide di finanziare il 100% dell’investimento. Le aziende agricole possono anche scegliere di dilazionare il rimborso fino a 20 anni. Questo permette di abbassare la rata, che può essere mensile, trimestrale o semestrale, e far sì che gli esborsi vengano quasi totalmente coperti dai risparmi in termini di costo di energia e dai ricavi derivanti dagli incentivi e dalle detrazioni fiscali. Cariparma Energia finanzia diversi tipi di investimento: INVESTIMENTI IN FONTI RINNOVABILI • Fotovoltaico • Eolico • Idroelettrico • Biomasse • Cogenerazione (costruzione di nuovi impianti, potenziamento di impianti esistenti, riattivazione di vecchi impianti) • Geotermico INVESTIMENTI IN ALTRE FORME DI RISPARMIO ENERGETICO • Razionalizzazione dei consumi • Miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti di produzione di energia/calore • Riqualificazione energetica degli edifici INVESTIMENTI IN SOLUZIONI INNOVATIVE • Lo studio e la realizzazione di nuove tecnologie per la produzione di energia. Le aziende agricole che scelgono Cariparma Energia ottengono un tasso molto competitivo, uno dei migliori del mercato. Si tratta infatti di un tasso che varia a seconda della durata del finanziamento e della classe di rischio a cui appartiene l’azienda: quelle giudicate più solvibili ottengono migliori condizioni. E’ possibile inoltre ottenere un prefinanziamento fino al 60% dell’importo concesso, permettendo quindi al cliente di fronteggiare i costi prima che vengano ultimati i lavori. E per ottenerlo è sufficiente presentare le fatture e le relative disposizioni di pagamento.

Per le aziende agricole oggi è, quindi, più semplice investire sull’ambiente. Ed è anche più vantaggioso.


Iniziative Coldiretti

Un nuovo ciclo di “assemblee formative” di Coldiretti L’anno 2010 è iniziato da poco e il nostro obiettivo non può che essere quello di andare avanti, cercando di superare la crisi economica che ha colpito il nostro settore.

L

’aumento dei costi di produzione e le distorsioni che avvengono all’interno delle filiere agroalimentari continuano ad essere gli ostacoli che impediscono di ottenere reddito, ed in questa direzione sarà necessario concentrare gli sforzi per cercare di cambiare l’ordine delle cose. Se i prezzi all’origine scendono e quelli al consumo salgono, se il valore del Made in Italy viene usurpato da chi vende per italiano ciò che di Italia non ha neanche l’incarto, se tutto questo accade, allora

siamo noi a doverci rimboccare le maniche mettendo in campo un nuovo modo di fare impresa, una nuova capacità imprenditoriale Anche per quest’anno Coldiretti Piacenza ha programmato un ciclo di assemblee formative dedicato agli imprenditori, con l’obiettivo di approfondire gli argomenti di maggior interesse e necessari per cogliere le opportunità del mercato, finalizzato a creare imprese più competitive La finalità è quella di offrire agli imprenditori gli strumenti formativi su tutti gli

aspetti operativi e gestionali dell’impresa, con contenuti che spazieranno da quelli tecnici – fiscali, fino alle strategie gestionali e di contabilità, con un approfondimento particolare dedicato al credito e al mercato. Coldiretti, attraverso questi incontri, vuole fornire ai propri associati gli strumenti e le nozioni necessarie per concretizzare le opportunità che determinano il successo di una strategia e la crescita di un’azienda.

Anche in questo momento di formazione, aver superato la storica impostazione delle zone, per un modello più rispondente alle nuove esigenze con Unità Operative Locali capaci di lavorare in sinergia tra loro, significa erogare servizi rispondenti alle rinnovate aspettative degli utenti.

di seguito il calendario degli incontri DATA

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ORA

SEDE ASSEMBLEA

ARGOMENTO

16 febbraio 2010

ore 9.30

Cortemaggiore

fiscale

18 febbraio 2010

ore 9.30

Castel San Giovanni

sicurezza alimentare / agrimercato

22 febbraio 2010

ore 9.30

Cortemaggiore

paghe - sicurezza lavoro

25 febbraio 2010

ore 9.30

Castel San Giovanni

paghe - sicurezza lavoro

2 marzo 2010

ore 9.30

Cortemaggiore

sicurezza alimentare / agrimercato

4 marzo 2010

ore 9.30

Ponte dell'Olio

paghe - sicurezza lavoro

8 marzo 2010

ore 9.30

Travo

fiscale

10 marzo 2010

ore 9.30

Carpaneto

vino

12 marzo 2010

ore 9.30

Ponte dell'Olio

fiscale

16 marzo 2010

ore 9.30

Ponte dell'Olio

vino

19 marzo 2010

ore 9.30

Castel San Giovanni

fiscale

24 marzo 2010

ore 9.30

Pianello

vino

LA VOCE DEI

Coltivatori


Iniziative Coldiretti

“mangi locale, cresci fenomenale” Educazione alla Campagna Amica di Coldiretti entra in classe ed incontra oltre duemila studenti per educare alla riscoperta del cibo a km zero.

I

l percorso che porterà i tecnici di Coldiretti Piacenza presso le scuole elementari di città e provincia, nell’ambito dell’ormai consolidato progetto di “Educazione alla Campagna Amica”, ha preso il via, nelle scorse settimane, partendo dal capoluogo di provincia con le scuole primarie “Sant’Antonio” e “Giordani”; sedi ormai “storiche” per questa iniziativa che, com’è noto, ha lo scopo di avvicinare i ragazzi al mondo rurale, ricostruendo il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura e la stagionalità con i cibi consumati ogni giorno, nella convinzione che una sana educazione alimentare debba iniziare dalla scuola e quindi, di converso, coinvolgere le famiglie. Non a caso le insegnanti di entrambe le scuole, sono impegnate da anni, in una importante opera di educazione alla salute che, ovviamente, inizia dall’alimentazione, ovvero dai prodotti del nostro territorio. Per questo la collaborazione con Coldiretti Piacenza è ormai consolidata e si ripete anche quest’anno con il tema “Mangi locale, cresci fenomenale: dietro ogni grande uomo c’è una grande terra”; iniziativa promossa con il patrocinio della Prefettura di Piacenza, Provveditorato agli studi di Piacenza, Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza e il sostegno della Banca

di Piacenza. In particolare il tecnico dell’Organizzazione Cinzia Pastorelli, ha intrattenuto i giovani allievi sul pomodoro e sul tema dell’acqua, argomenti fondamentali per la nostra agricoltura e per l’alimentazione mediterranea. Quest’anno, riferisce Elisabetta Montesissa – responsabile relazioni esterne di Coldiretti – l’argomento vuole sollecitare la curiosità dei ragazzi, indirizzandoli verso le nostre tradizioni agroalimentari, rievocando il legame con il territorio ed i prodotti tipici locali di cui il nostro Paese va giustamente fiero. Anche il progetto di Educazione alla Campagna Amica - ricorda il direttore di Coldiretti Piacenza Giovanni Roncalli - fa parte del

percorso che la nostra Organizzazione intende realizzare per “una filiera agricola tutta italiana”. Il “made in Italy” è il più imitato a livello internazionale e ricondurre i ragazzi alla territorialità, significa riaffermare l’identità storica del nostro paese, fare definitivamente chiarezza sulle tipicità e sulla stagionalità delle produzioni locali italiane. Formare consumatori consapevoli del patrimonio enogastronomico del proprio territorio significa valorizzare le produzioni del territorio, scegliere i prodotti stagionali e imparare ad osservare e salvaguardare l’ambiente circostante, per lo sviluppo dell’agricoltura, settore primario del Paese.

La Coldiretti nell’ambito di “Educazione alla Campagna Amica” ha firmato un protocollo di intesa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che prevede l’impegno a promuovere, attraverso esperienze pilota, iniziative comuni per sensibilizzare i giovani ad un corretto comportamento civico rispettoso dell’ambiente e delle tradizioni alimentari italiane.

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“Edoardo Cordani”

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Eventi e notizie dal mondo agricolo

POMI’

IL POMODORO MADE IN CONQUISTA GLI USA

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Eventi e notizie dal mondo agricolo

N ITALY IL PRESIDENTE MARCO CROTTI:

“vendiamo il territorio ed il lavoro dei nostri produttori”

P

omì estende la propria rete distributiva negli Usa: dopo quella ormai consolidata sulla East Coast (ovvero la parte in cui si trova New York), il celebre marchio italiano della Boschi Food & Beverage, approda con polpa, passata e sughi sulla West Coast, verso la California, dove era presente con il suo presidente Marco Crotti al Fancy Food di S. Francisco, il principale appuntamento fieristico del settore agroalimentare in tutto il Nord America. “Sulla scorta delle precedenti esperienze, spiega Crotti, abbiamo compreso che per ottenere risultati più remunerativi e comunicare i nostri valori, dovevamo gestire il prodotto in prima persona, con una specifica società che si occupa della rete distributiva perché il nostro marchio è molto conosciuto ed apprezzato negli States; ampliandosi il mercato, è giocoforza essere direttamente presenti, come azienda, sul territorio”. Così saranno attivi negli Usa due poli logistici che, oltre ai prodotti tradizionali, punteranno, secondo le indicazioni fornite dalla sezione “ricerca e sviluppo” della Boschi, sui sughi, che gli americani, utilizzano in misura sempre maggiore ed apprezzano, ben elaborati, per condire la pasta. Così a San Francisco, sono stati proposti ai clienti, per decidere, in base al loro giudizio, quali tipologie inserire nella gamma distributiva. “L’impatto, continua Crotti, ed la successiva più approfondita valutazione, è stato, per noi, di grande soddisfazione; il nostro è un marchio molto apprezzato per la sua naturalità; non un prodotto biologico, ma sicuro, di ottima qualità, senza conservanti ed additivi. In più la confezione di carta,

FEBBRAIO 2010

è, per loro, ulteriore elemento di pregio. Insomma l’italianità al 100 per cento, naturale, bella, colorata, di un rosso più vivo di quello prodotto negli Usa. Il nostro target è medio-alto, i consumatori ci apprezzano ed infatti puntiamo per il prossimo anno a raddoppiare il fatturato, forse anche di più. E’ vero, che è in atto una crisi economica, ma questo è un mercato che sa riconoscere e premiare gli sforzi, con una G.D.O diversa, con migliaia di punti vendita, con cui si intrattengono rapporti molto trasparenti. E si impegnano in prima persona per spingere la vendita. Certo anche loro hanno propri marchi, ma Pomì ha un’immagine di filiera, è dei produttori ed è questo che ci distingue sul mercato mondiale. Purtroppo, spiega ancora Crotti, la quasi totalità dei prodotti italiani è in mano ai distributori. Così se non hai forza, devi subire. Questa è la debolezza del made in Italy. Se viceversa c’è una strategia su questo mercato, si riesce ad accompagnare il prodotto e a vendere anche i nostri valori immateriali. Certo, accanto alla tradizione dell’agroalimentare italiano, non dobbiamo mai perdere di vista i costumi, la cultura e le esigenze dove esportiamo; gli americani cucinano poco, manca sensibilità culinaria, ma c’è grande attenzione ora a peculiarità qualitative ed organolettiche. Così il nostro marchio, espressione dei produttori locali, è diventato un modello di industria alimentare in sintonia con le nuove esigenze nutrizionali che stanno facendosi largo anche in America, unitamente ai mutamenti del gusto. Ed in questo nessuno ci può battere”. 35


Eventi e notizie dal mondo agricolo

CONSORZI DI BONIFICA

il presidente nazionale Gargano annuncia campagna di Massimo Gargano

“ prevenzione mediatica ”

“I consorzi di bonifica subiscono un costante atteggiamento di delegittimazione del loro ruolo da parte di istituzioni e cittadini che non hanno alcuna cultura della difesa del suolo”. Il presidente dell’Anbi (Associazione nazionale Bonifiche, Irrigazioni e miglioramenti fondiari) Massimo Gargano ha scelto un incontro della Filbi, l’organismo interno alla Uila che tutela i lavoratori delle bonifiche, per lanciare questo monito. “Se il secondo lago della Versilia, il lago di Massaciuccoli si sta asciugando dopo l’ultima ondata di maltempo, ha aggiunto Gargano, è solo merito delle idrovore che sono a lavoro nella zona”. Con l’obiettivo di far conoscere la funzione e l’attività dei consorzi di bonifica, l’Anbi ha lanciato una campagna di comunicazione, che prevede spazi informativi nell’aeroporto di Fiumicino. Parola d’ordine: prevenzione. Quella civile operata dai Consorzi di Bonifica sul territorio nazionale rispetto alle attività della Protezione Civile, e quella mediatica con una campagna di comunicazione presente per sei mesi all’aeroporto di Fiumicino, alla stazione Termini di Roma e sulla free press. Col messaggio “Assicuriamo un viaggio sicuro e piedi asciutti anche alle nuove generazioni” e il gioco di parole Anbientalmente, vogliamo comunicare e dimostrare che facciamo cose utili ha proseguito Gargano, dopo le polemiche sollevate recentemente da Confedilizia. In questo tavolo, dove siedono Coldiretti, Confagricoltura e Cia, che gestisce 190 mila km di canali e 754 impianti idrovori rappresentiamo i soggetti privati che producono più energia, tutta assolutamente rinnovabile, assicurando manutenzione della rete idraulica a costi zero per lo Stato. Con un impegno in difesa del suolo portato avanti in collaborazione con Wwf, Legambiente e Lipu, e in un Paese che dal 1990 al 2003 ha perso 3,5 milioni di ettari di superficie agricola (Sau). La partita, ha detto il presidente delle Bonifiche, non è dunque sulla inutilità dei Consorzi, nè sui costi. Per prevenire allagamenti infatti, ogni proprietario di immobile agricolo o civile consorziato spende mensilmente, in media quanto 4 caffè al bar e si garantisce il valore del proprio bene immobiliare. Le accuse, ha detto Gargano, a chi rappresenta un interesse generale arrivano da detrattori poco informati o da chi mette in campo interessi corporativi. E fa rabbia vedere che rispetto alla tutela ambientale trovino eco gli interessi privati, perlopiù dei signori che cementificano. Insieme alla Protezione civile, poi, l’Anbi lancerà il prossimo 16 febbraio, un Piano di manutenzione straordinaria del suolo italiano.

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Eventi e notizie dal mondo agricolo Fausto Zermani

a scuola di Bonifica per imparare a rispettare l’ambiente

Mutamenti climatici, ambiente, urbanizzazione. Sono i delicati temi che verranno presentati in modo semplice e divertente ai ragazzi delle scuole elementari e medie grazie al Progetto formativo promosso dal Consorzio di Bonifica di Piacenza

A

se o, in caso di spazi sufficientemente ampi, fino ad un massimo scuola di bonifica per capire il fragile equilibrio che lega di tre classi. l’uomo all’ambiente. Prende il via un Progetto formativo rivolto alle scuole elementari e medie organizzato “Riteniamo – conclude il presidente Zermani – che questa iniziadall’URBER - Unione Regionale delle bonifiche Emilia tiva possa costituire un’occasione proficua anche per presentare Romagna in collaborazione con il Consorzio di bonifica di il nuovo Consorzio di bonifica che è operativo dallo scorso primo Piacenza e i Consorzi di bonifica della Regione Emilia-Ro- di ottobre”. magna. Il progetto educativo ha come obiettivo quello di rendere Inoltre anche nel 2010 verranno effettuate visite guidate presso i bambini e i ragazzi la consapevoli degli equilibri ambientali, dei la diga del Molato per tutte le scolaresche della provincia di cambiamenti climatici e delle conseguenze dell’urbanizzazione sul Piacenza, dalle scuole materne sino alle superiori. Sono già in territorio. programma le visite nei mesi di aprile e maggio: 15 classi per un “La modalità di comunicazione che abbiamo scelto è diretta, totale di circa 400 ragazzi hanno già confermato l’uscita didattica, semplice e divertente per cercare di coinvolgere il più possibile i si recheranno presso la diga del Molato. ragazzi – spiega il presidente del Consorzio di bonifica di Piacenza Le scuole specificatamente interessate alle visite guidate presso Fausto Zermani – Lo scorso anno è stato avviato il progetto di l’impianto del Molato, possono contattare il Consorzio allo 0523formazione solo in fase sperimen863835 o tramite mail: info@consorziodibonificadipiacenza.it tale, ma, in considerazione degli ottimi esiti, ora inizia in via ufficiale e definitiva”. Un’iniziativa che si inserisce nel quadro di comunicazione dei Consorzi di bonifica che si propone di far conoscere agli studenti la storia, le attività e le opere di queste realtà capillarmente presenti sul territorio regionale. Il Progetto formativo prevede, per le scuole che aderiranno all’iniziativa, un’animazione teatrale dal titolo “Racconti di ponti e storielle di ombrelli, ovvero … per l’acqua che scende o che sale c’è sempre un canale” interpretata da personale qualificato. Ogni spettacolo, di durata di circa un’ora, sarà rivolto a una sola clas-

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Eventi e notizie dal mondo agricolo

CONSORZIO FITOSANITARIO PROVINCIALE Il Consorzio Fitosanitario organizza per il giorno mercoledì 3 marzo p.v. un importante convegno dal titolo:”Mais-mais dolce: diabrotica e altre problematiche fitosanitarie-indirizzi di difesa”. L’appuntamento a cui interverranno illustri studiosi universitari e di strutture tecniche, intende chiarire tutti gli aspetti legati alle problematiche fitosanitarie ed illustrare i modi corretti per affrontare, anzi meglio per prevenire, le infestazioni del coleottero Diabrotica virgifera e di altri organismi, sia animali che vegetali. A tutti i partecipanti verrà consegnato un volumetto illustrativo con le relazioni presente dagli specialisti.

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MAIS E MAIS DOLCE DIABROTICA E ALTRE PROBLEMATICHE FITOSANITARIE - INDIRIZZI DI DIFESA 3 marzo 2010 ore 9.30 – Sala Bertonazzi - Palazzo dell’Agricoltura 9.30 Registrazione partecipanti 9.45 Saluti autorità Marco Crotti - Presidente Consorzio Fitosanitario Provinciale di Piacenza Filippo Pozzi - Assessore Agricoltura Amministrazione Provinciale di Piacenza Introduzione e direzione lavori Piero Cravedi

Istituto di Entomologia e Patologia Vegetale – Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza

10.00 Diabrotica e altre problematiche di origine animale Piero Cravedi, Emanuele Mazzoni

Istituto di Entomologia e Patologia Vegetale - Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza

10.15 Diabrotica: normativa ed evoluzione regionale Alberto Contessi, Massimo Bariselli - Servizio Fitosanitario Regione Emilia-Romagna 10.30 Diabrotica: evoluzione ed attività nelle province di Piacenza e Parma Bruno Chiusa, Sara Sbarufatti - Consorzio Fitosanitario Provinciale di Piacenza Valentino Testi, Chiara Delvago - Consorzio Fitosanitario Provinciale di Parma 10.45 Diabrotica: evoluzione ed esperienze in provincia di Brescia – Lombardia Mauro Agosti - Consorzio Difesa Colture Intensive della Provincia di Brescia 11.00 Piralide: dannosità, monitoraggio, difesa Massimo Bariselli, Mauro Boselli - Servizio Fitosanitario Regione Emilia-Romagna Ruggero Colla - Consorzio Fitosanitario Provinciale di Piacenza 11.15 Aflatossine del mais e gestione agronomica Paola Battilani

Istituto di Entomologia e Patologia Vegetale - Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza

11.30

Elateridi: monitoraggio, dannosità, difesa Roberto Ferrari - Centro Agricoltura Ambiente “Giorgio Nicoli” Sara Sbarufatti, Ruggero Colla - Consorzio Fitosanitario Provinciale di Piacenza Chiara Delvago, Roberto Zambini - Consorzio Fitosanitario Provinciale di Parma

11.45 Dibattito 12.00 Conclusioni

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Eventi e notizie dal mondo agricolo

Coldiretti tra i protagonisti del progetto per la difesa e la sicurezza dei prodotti del territorio. n Protocollo di Intesa per siglare un lungo e costruttivo percorso U in difesa della qualità e della sicurezza dei prodotti del territorio piacentino, un’iniziativa da consolidare ed estendere ad altre province,

in difesa del cittadino- consumatore: lo hanno siglato i rappresentanti di enti pubblici ed associazioni aderenti al progetto “Piace cibo sano” coordinato da Miriam Bisagni della Federconsumatori di Piacenza, che è stato sottoscritto da Filippo Pozzi assessore provinciale, Katia Tarasconi per il comune di Piacenza, Marco Delledonne per l’Asl. Stefano Cinotti dello Zooprofilattico Lombardia ed Emilia, Luigi Bisi per Coldiretti, Luigi Sidoli per Confagricoltura Piacenza e Giovanni Malchiodi per la Cia, l’Arpa, la “Tadini” di Gariga, la Bianalisi di Catelsangiovanni, il Cio, il Caseificio S.Vittoria, l’APA, il Consorzio salumi tipici, la CIR, Globalchef e l’associazione apicoltori piacentini, alla presenza del rappresentante per la Regione Davide Barchi. Le finalità del progetto sono note: si intende promuovere la diffusione di una cultura dei consumi basata sulla conoscenza dei rischi, con una comunicazione attenta nell’ambito della sicurezza alimentare, promuovendo interventi di qualità,sostenendo il rilancio delle filiere agro-alimentari e delle produzioni tipiche certificate, grazie ad un attento sistema di monitoraggio che presuppone autocontrollo, sinergie locali tra istituzioni ed associazioni. “Noi da anni, ha commentato il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, abbiamo fatto della sicurezza alimentare, della rintracciabilità e dell’educazione alimentare, i nostri cavalli di battaglia; ci siamo battuti per l’etichettatura obbligatoria di origine, per sostenere la stagionalità dei prodotti e l’uso di quelli del territorio, a Km zero che, come si evince dalle cifre fornite dall’Asl locale, sono

sicuri e garantiti al 100 per cento; ma è giusto che chi li produce abbia un ritorno economico diverso e veda riconosciuti i suoi sforzi per la qualità. Ecco il significato del nostro grande progetto per costituire una filiera agricola tutta italiana. Il protocollo di oggi è un passo avanti nella collaborazione con tutti i soggetti istituzionali impegnati come noi per la qualità e la trasparenza”.

GROPPALLO

FESTA DI S. ANTONIO ABATE Anche il presidente Bisi presente alla celebrazione

anche il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi Egradoraallapresente tradizionale festa di S. Antonio abate a Groppallo, evento in di evocare la storia più sentita ed autentica dell’Alta Val Nure.

Il piccolo paese ha infatti accolto numerose famiglie provenienti anche da località lontane, tutte desiderose di partecipare a questo appuntamento fisso, divenuto momento di incontro e convivialità. Protagonisti ovviamente gli animali di cui il Santo è patrono che, accompagnati dai loro sorridenti padroni, hanno sfilato per la via principale del paese raggiungendo la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta ubicata nel punto più elevato del paese. “Regista” di tutta l’operazione legata al patrono invernale, è stato, come sempre, don Gianrico Fornasari, parroco di Groppallo che insieme a don Lino Ferrari vicario generale della diocesi di PiacenzaBobbio, ha benedetto i numerosi animali presenti: cavalli, cani, pony, galline ecc. Tra i numerosi partecipanti anche il sindaco di Farini Antonio Mazzocchi a celebrare una festa molto cara a tutti gli agricoltori. Foto Gaudenzi

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Eventi e notizie dal mondo agricolo

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Tecnico

PAC

Le disposizioni per le produzioni animali in vigore nel 2010 Con il 2010 sono stati introdotti alcuni nuovi sostegni per produzioni animali ed in particolare:

Zootecnia da latte Il sostegno è destinato alla produzione di latte di qualità che rispetta i seguenti requisiti qualitativi ed igienico sanitari: • tenore in cellule somatiche (per ml) inferiore a 300.000 • tenore in germi a 30’°C (per ml) inferiore a 40.000 • tenore in materia proteica non inferiore a 3,35% I pagamenti sono concessi per i quantitativi di latte che rispettano almeno due dei precedenti parametri, mentre quello non conforme dovrà comunque rispettare i seguenti limiti: • tenore di cellule somatiche (per ml) inferiore a 400.000 • tenore in germi a 30°C (per ml) inferiore a 100.000 • tenore di materia proteica non inferiore al 3,2% L’importo massimo unitario del pagamento supplementare è fissato in 15 €/tonnellata.

Zootecnia bovina da carne Il sostegno è destinato a due tipologie di agricoltori: • allevatori di vacche nutrici • detentori di bovini conformi alla etichettatura volontaria o certificata

Vacche nutrici Il pagamento supplementare è destinato agli allevatori di vitelli “nati da vacche nutrici”: • vitelli nati da vacche nutrici iscritte ai Libri Genealogici, (Charolaise, Limousine, Chianina, Marchigiana, Maremmana, Podolica, Romagnola, Pezzata Rossa, Piemontese) differenziato in: • primipare: importo massimo € 200 a capo • pluripare: importo massimo € 150 a capo,

• vitelli nati da vacche a duplice attitudine iscritte ai Registri Anagrafici (alcuni esempi Bianca Val Padana, Pizgau, Rendena, Varzese-Ottonese): importo massimo € 60 a capo

Bovini etichettati o certificati Il pagamento supplementare, premio alla macellazione, è previsto per i bovini di età compresa tra 12 e 24 mesi al momento della macellazione e allevati per almeno 7 mesi nelle aziende richiedenti il premio. I sistemi di qualità ammessi al pagamento supplementare sono: • etichettatura volontaria ai sensi del reg.CE 1760/00: premio massimo previsto è pari a € 50/capo. • certificati ai sensi del reg.CE 510/06 (IGP): fino ad un massimo di € 90 a capo.

Settore ovicaprini I pagamenti supplementare per il settore prevedono: • contributo, fino ad un massimo di € 300 a capo, per l’acquisto di montoni iscritti e certificati ai Libri Genealogici e geneticamente selezionati resistenti alla scrapie, di età inferiore a 5 anni • premio per il mantenimento, fino ad un massimo di € 70 a capo, di montoni iscritti e certificati ai Libri Genealogici e geneticamente selezionati resistenti alla scrapie, di età inferiore a 5 anni • premio alla macellazione, fino ad un massimo di € 15 a capo, di ovicaprini certificati ai sensi del Reg.CE 510/06 • sostegno agli allevatori di ovicaprini, fino ad un massimo di € 15 a capo, con un coefficiente di densità inferiore o uguale a 1,0 UBA/ha

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Tecnico

Energie rinnovabili • A decorrere dal giorno 11 gennaio 2010 il GSE adotterà una nuova procedura di formalizzazione e sottoscrizione delle Convenzioni in Conto Energia per gli impianti fotovoltaici al fine di agevolare ulteriormente l’iter burocratico di concessione dell’incentivo previsto ai sensi del D.M. 28 luglio 2005, D.M. 6 febbraio 2006 e D.M. 19 febbraio 2007. Potete trovare ulteriori informazioni al link http://www.gse.it/GSE%20Informa/pagine/ NuovaProceduraConvenzioniContoEnergia.aspx e da lì entrando in https://applicazioni.gse.it/ potete trovare il manuale d’uso per la registrazione. • Inoltre a partire dal prossimo 18 gennaio 2010, sempre attraverso il portale informatico del GSE, potrà essere presentata istanza per il ritiro dell’energia a tariffa onnicomprensiva (misura incentivante per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ai fini dell’incentivazione dell’energia elettrica immessa in rete dagli impianti eolici di potenza nominale media annua non superiore a 200 kW e dagli impianti alimentati da altre fonti rinnovabili, con esclusione della fonte solare, di

i

potenza nominale media annua fino a 1 MW, purché entrati in esercizio, a seguito di nuova costruzione, potenziamento, rifacimento totale o parziale, o riattivazione, in data successiva al 31 dicembre 2007), con modalità analoghe a quelle già in essere per il ritiro dedicato. A seguito dell’invio dell’istanza, e della relativa valutazione da parte del GSE, il produttore potrà stampare la copia della convenzione per il riconoscimento della tariffa onnicomprensiva secondo lo schema direttamente dal portale del GSE. Tutti i produttori che, nell’attesa del riconoscimento della tariffa onnicomprensiva, hanno già sottoscritto una convenzione di ritiro dedicato riceveranno istruzioni dal GSE per la stipula della nuova convenzione. Si specifica inoltre che lo schema di convenzione per il riconoscimento della tariffa onnicomprensiva prevede la possibilità di cessione del credito che potrà essere effettuata utilizzando esclusivamente il testo presente al link: http://www.gse.it/GSE%20Informa/pagine/ SCHEMACONVENZIONETARIFFAONNICOMPRENSIVA.aspx

L’ufficio tecnico-economico provinciale di Coldiretti Piacenza è a disposizione per ulteriori approfondimenti e chiarimenti

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Consegna a domicilio LA VOCE DEI

Coltivatori


Tecnico

MISURE SEMPLIFICAZIONE TREBBIATURA Con la legge finanziaria regionale, n. 22 del 24 dicembre 2009, art. 52, sono state approvate le misure di semplificazione in materia di trebbiatura e sgranatura meccanica.

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L

e aziende agricole con allevamento zootecnico hanno l’obbligo della tenuta dei registri dei trattamenti farmacologici veterinari, vidimati dal servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per territorio. Il documento deve essere conservato presso la sede aziendale a cura del titolare per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data dell’ultima registrazione di trattamento e deve sempre, obbligatoriamente, essere messo a disposizione delle autorità preposte ai controlli. Ai registri devono essere allegate: • ricette veterinarie con cui sono stati prescritti i medicinali sottoposti all’obbligo di ricetta in triplice copia ( che vanno conservate per almeno cinque anni ); • bolle di accompagnamento dei medicinali/ricevute e scontrini fiscali/fatture ed ogni altra documentazione attestante il regolare acquisto e la conforme provenienza dei medicinali veterinari. Il registro deve essere compilato con le seguenti indicazioni : • nome commerciale del farmaco somministrato; • data di inizio e fine trattamento da annotare entro 24 ore da parte dell’allevatore; • tempo di sospensione; • eventuali rimanenze di medicinali conservate presso l’azienda in locali e strutture idonee; • numero identificativo ufficiale dell’animale/i trattato/i. Il veterinario aziendale ha l’obbligo di utilizzare e/o di prescrivere medicinali registrati per le specie da trattare e per l’affezione che si vuole curare. Solo in particolari casi, quando sussistono ragioni di necessità, urgenza o di benessere animale e non esistano farmaci registrati per la specie in questione, è possibile l’utilizzo del farmaco/ ricetta in deroga, fatti salvi gli obblighi di registrazione più sopra menzionati. Le ricette riferite ai medicinali veterinari devono riportare, oltre alla prescrizione, alla data e alla firma, l’indicazione della specie animale

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cui è destinata la cura. La ricetta ha validità di 10 giorni lavorativi dalla data di emissione: prevede una copia rosa per il farmacista, una gialla che viene restituita all’acquirente ed una azzurra che viene inviata dal farmacista all’Asl. I registri sono di due tipologie differenti a seconda che si tratti di azienda: • che detiene e gestisce una propria scorta di farmaci (armadietto dei farmaci veterinari); • che non conserva un propria scorta di farmaci e gestisce i trattamenti farmacologici tramite ricette rilasciate dal veterinario oppure con farmaci che vengono attinti direttamente dalla scorta del veterinario. Nel primo caso l’allevatore deve registrare, entro 24 ore dall’inizio trattamento, la data d’inizio della terapia sul registro ed il numero degli animali trattati; il veterinario invece è tenuto a compilare la parte di sua competenza parte entro 7 giorni dalla data dell’inizio del trattamento. Nel caso invece di azienda priva di un proprio armadietto di farmaci veterinari, essendo i medicinali acquistati con ricetta redatta dal veterinario di volta in volta secondo le necessità o consegnati direttamente dal veterinario curante, non si ha, ovviamente l’obbligo di tenuta del carico e dello scarico dei presidi veterinari, ma solo quello della compilazione dell’avvenuto trattamento. Anche in questo caso una parte della compilazione del registro è obbligo dell’allevatore ed una del veterinario. Normalmente tutte e due queste registrazioni vengono effettuate contemporaneamente in occasione dell’effettuazione del trattamento. La non corretta procedura di registrazione dei trattamenti sugli appositi registri, o l’utilizzo di farmaci non consentiti, o il mancato rispetto dei tempi di sospensione determina l’applicazione, da parte degli organi preposti al controllo, delle sanzioni previste dal D.Lgs 158/2006. L’applicazione di sanzioni può scaturire anche da controlli a campione che vengono effettuati in sede di macellazione.

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Tecnico

CATASTO TERRENI Aggiornamento della banca dati catastale in base alle colture dichiarate Entro aprile gli eventuali riscorsi Anche nel 2009 l’Agenzia ha completato l’ aggiornato della banca dati del catasto terreni (variazioni delle qualità di coltura e dei relativi redditi per intere particelle o loro porzioni). Le variazioni effettuate con interscambio di dati tra AGEA e Agenzia del Territorio si basano sui dati contenuti nelle dichiarazioni uniche (domande PAC) per contributi UE presentate nel 2009 all’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura). Sino a fine febbraio, gli elenchi delle particelle iscritte al catasto terreni interessate con i relativi dati censuari sono consultabili presso ciascun Comune interessato, presso le sedi dei competenti uffici provinciali dell’Agenzia del territorio e sul sito internet della stessa Agenzia alla pagina www.agenziaterritorio.it. C’è invece tempo sino a fine aprile per presentare i ricorsi contro la variazione dei redditi davanti alla Commissione tributaria provinciale competente per territorio. LE CONTESTAZIONI Gli errori macroscopici dell’aggiornamento avviato quattro anni fa non sono più riscontrabili ( pomodoro scambiato per orto irriguo

ecc.) ma trattandosi pur sempre di operazioni massive, qualche errore può sempre essere stato commesso, per cui è bene che i contribuenti controllino i nuovi dati, confrontandoli con quelli indicati nelle domande presentate ad AGEA per individuare gli errori più palesi o comunque riscontrati. Il ricorso con le relative formalità può essere presentato entro 120 giorni dalla pubblicazione dell’elenco variazioni, (30/12/2009) mentre un modo più semplice e meno oneroso per contestare i nuovi valori è l’istanza di rettifica che va presentata agli uffici del Catasto senza fare ricorso e senza le spese necessarie per quest’ultimo. Da ultimo è opportuno ricordare che la variazione di coltura dei terreni eseguita d’Ufficio ( procedura ormai istituzionalizzata per le variazioni colturali dei terreni) , sostituisce la denuncia del contribuente, pertanto è opportuno indicare precisamente nella domanda unica presentata ad AGEA le colture reali praticate. I nostri Uffici sono comunque sempre a disposizione per ulteriori informazioni e verifiche opportune.

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Tecnico

Niente ICI sui fabbricati rurali L’art. 23, comma 1-bis, del decreto milleproroghe del 2008 convertito dalla legge 24/2009 contiene una norma interpretativa che definisce i fabbricati rurali esenti dall’ICI. Ciò significa che i fabbricati rurali in quanto tali erano, sono e saranno, esclusi dall’Ici, ad opera di un emendamento appositamente introdotto al testo originario del decreto-legge, in forma di interpretazione autentica secondo cui, ai fini dell’Ici (Dlgs n. 504 del 1992, art. 2, comma 1, lettera a), gli immobili in possesso dei requisiti di ruralità non sono da considerare “fabbricati”,( il loro reddito è compreso in quello dei terreni) risultando così esclusi dall’imposta. La norma si riferisce non solo alle unità immobiliari effettivamente iscritte nel catasto fabbricati, ma anche a quelle iscrivibili, estendendo così l’esclusione dall’Ici anche alle unità immobiliari che, pur dovendo essere iscritte nel catasto fabbricati, ancora non lo sono. Insomma, finisce un vero e proprio incubo per tanti agricoltori individuali, società e cooperative, nei cui confronti vari comuni si erano già attivati con l’intento di recuperare anche le imposte arretrate, pur entro i limiti di prescrizione. Ovviamente, la norma ribadisce che è necessario che l’immobile possieda i requisiti di ruralità previsti dalla legge, o in quanto utilizzato come abitazione o in quanto strumentale all’esercizio delle attività agricole. E’ riconosciuto il carattere di ruralità ai fini fiscali alle costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento delle attività agricole, anche connesse, di cui all’articolo 2135 del codice civile. I fabbricati ad uso abitativo invece sono considerati rurali se soddisfano tutti i seguenti requisiti: A. il fabbricato deve essere utilizzato quale abitazione: • dal soggetto titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale sul terreno per esigenze connesse all’attività agricola svolta; • dall’affittuario del terreno stesso o dal soggetto che con altro titolo idoneo conduce il terreno a cui l’immobile è asservito; • dai familiari conviventi a carico risultanti dalle certificazioni anagrafiche; da coadiuvanti iscritti come tali a fini previdenziali; • da soggetti titolari di trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura; • da uno dei soci o amministratori delle società agricole di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, aventi la qualifica di imprenditore agricolo professionale; In ogni caso tali soggetti devono rivestire la qualifica di imprenditore agricolo ed essere iscritti nel Registro delle Imprese. B. Il terreno cui la costruzione si riferisce dev’essere situato nello stesso Comune o in Comuni confinanti. C) Il terreno deve avere una superficie di almeno 10.000 metri quadrati. Se su di esso si praticano colture specializzate in serra, o la funghicoltura, ovvero altre colture intensive, ovvero, se il terreno è ubicato in comune montano, la superficie minima richiesta è di

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3.000 metri quadrati. C. Il volume d’affari ai fini Iva, derivante dalle attività agricole, conseguito dal soggetto che conduce il fondo (proprietario o affittuario o altro), dev’essere: - nella generalità dei casi, superiore alla metà del reddito complessivo, al netto dei trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura; - se il terreno è ubicato in montagna, superiore a 1/4 del reddito complessivo, sempre al netto dei trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura. Se il soggetto che conduce il fondo è in esonero Iva, il volume d’affari si presume eguale al limite previsto per il regime di esonero (7.000 euro). D. Se i componenti di uno stesso nucleo familiare utilizzano più unità abitative, in aggiunta ai requisiti di cui sopra è necessario che siano rispettati questi limiti: non più di 5 vani catastali o di 80 metri quadrati per un abitante; non più di 1 vano catastale o di 20 metri quadrati per ogni abitante oltre il primo. E. Non sono in ogni caso rurali, le unità immobiliari ascrivibili alle categorie A/1 (abitazione di tipo signorile), A/8 (abitazione in villa), nonché quelle aventi caratteristiche di lusso. Il carattere interpretativo della norma come chiarito all’inizio fa venir meno la tassazione Ici dei fabbricati rurali, per mancanza del presupposto impositivo. Pertanto la tassazione è esclusa sin dall’istituzione dell’imposta (1993).

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Tecnico LA PAGINA DELLA SICUREZZA

Formazione, informazione e addestramento modello vincente per lavorare in sicurezza Nell’ambito dell’organizzazione del sistema sicurezza nell’azienda agricola grande importanza viene assegnata all’informazione ed alla formazione dei lavoratori e delle varie figure che rivestono ruoli specifici. Questo è quanto si desume dal Testo Unico sulla sicurezza (D.lgs. 81/08) come corretto dal D.Lgs 106/09. Pertanto diverse sono le novità rispetto all’impostazione ed ai contenuti del previgente d.lgs. 626/94, che disciplinava la formazione e l’informazione dei lavoratori. Innanzitutto sono state inserite specifiche definizioni, al fine di specificare il diverso significato della formazione e dell’informazione: formazione: processo educativo attraverso il quale trasferire, ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale, conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi; informazione: complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro. Sempre nelle definizioni compare, per la prima volta, la definizione di addestramento: complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro. Ogni datore di lavoro deve provvedere

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affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione: sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro, connessi alle varie attività dell’azienda agricola; sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro; sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di prevenzione incendi, primo

soccorso, ecc.; sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione e del medico competente, sui rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, sui pericoli connessi all’uso delle sostanze e dei preparati pericolosi (diserbanti concimi, anticrittogamici ecc) sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica; sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate. L’unica novità introdotta dal Testo Unico è che il contenuto della informazione deve essere facilmente compren-

sibile per i lavoratori, consentendo loro di acquisire le relative conoscenze, nonché, ove l’informazione riguardi lavoratori immigrati, essa deve avvenire previa verifica della comprensione e della lingua utilizzata nel percorso informativo. In considerazione dell’elevata presenza di lavoratori extracomunitari nel settore agricolo, le novità introdotte assumono una rilevanza notevole, che comporta una verifica dei percorsi informativi, fino ad ora adottati. Per quanto riguarda i lavoratori, viene specificato che ciascun lavoratore deve ricevere una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, Tra le novità, si segnala anche il riferimento: all’addestramento dei lavoratori, da effettuarsi a cura di persona esperta e sul luogo di lavoro, un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. Anche nel caso della formazione è previsto che il contenuto debba essere facilmente comprensibile per i lavoratori, in modo da consentire loro di acquisire le relative conoscenze. Se la formazione riguarda lavoratori immigrati, deve essere effettuata previa verifica della comprensione e della lingua utilizzata nel percorso formativo. Come per l’informazione, anche per la formazione occorre verificare che i lavoratori immigrati abbiano ricevuto una idonea formazione, in relazione alla possibilità di comprendere la lingua italiana.

Per qualsiasi informazione, per le verifiche e per l’espletamento delle pratiche inerenti la sicurezza sul lavoro rivolgetevi con fiducia ai nostri Uffici Centrali o periferici UFFICIO SICUREZZA LAVORO, sede Via C. Colombo, 35 - tel. 0523/596515-16

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Tecnico

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LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI E DI INTERESSE GENERALE VERRANNO QUI PUBBLICATE, LE ALTRE AVRANNO UNA RISPOSTA DIRETTA 1 Immobili: Compravendita, Affitti e Locazioni

NON CAMBIA IL CANONE ALLA PRIMA SCADENZA D. Alla scadenza dei primi quattro anni di un contratto di locazione a canale libero d’immobili ad uso abitativo, può il locatore rinegoziare il canone? R. No. Il contratto si rinnova alle medesime condizioni. SERVONO MOTIVI PARTICOLARI INDICATI DALLA LEGGE D. Per un contratto libero secondo la 431/98, nel caso di diniego del rinnovo alla prima scadenza (4 anni) da parte del locatore, occorre specificarne i motivi? E con quali modalità va spedita la comunicazione? R. Alla prima scadenza dei contratti stipulati ai sensi del comma 1 dell’articolo 2 e alla prima scadenza dei contratti stipulati ai sensi del comma 3 del medesimo articolo, il locatore può avvalersi della facoltà di diniego del rinnovo del contratto, dandone comunicazione al conduttore con preavviso di almeno sei mesi, a mezzo di lettera raccomandata, per i seguenti motivi: a) quando il locatore intenda destinare l’immobile ad uso abitativo, commerciale, artigianale o professionale proprio, del coniuge, dei genitori, dei figli o dei parenti entro il secondo grado; b) quando il locatore, persona giuridica, società o ente pubblico o comunque con finalità pubbliche, sociali, mutualistiche, cooperative, assistenziali, culturali o di culto intenda destinare l’immobile all’esercizio delle attività dirette a perseguire le predette finalità ed offra al conduttore altro immobile idoneo e di cui il locatore abbia la piena disponibilità; c) quando il conduttore abbia la piena disponibilità di un alloggio libero ed idoneo nello stesso comune; d) quando l’immobile sia compreso in un edificio gravemente danneggiato che debba essere ricostruito o del quale debba essere assicurata la stabilità e la permanenza del conduttore sia di ostacolo al compimento di indispensabili lavori; e) quando l’immobile si trovi in uno stabile del quale è prevista l’integrale ristrutturazione, ovvero si intenda operare la demolizione o la radicale trasformazione per realizzare nuove costruzioni, ovvero, trattandosi di immobile sito all’ultimo piano, il proprietario intenda eseguire sopraelevazioni a norma di legge e per eseguirle sia indispensabile per ragioni tecniche lo sgombero dell’immobile stesso; f) quando, senza che si sia verificata alcuna legittima successione nel contratto, il conduttore non occupi continuativamente l’im-

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mobile senza giustificato motivo; g) quando il locatore intenda vendere l’immobile a terzi e non abbia la proprietà di altri immobili ad uso abitativo oltre a quello eventualmente adibito a propria abitazione. In tal caso al conduttore è riconosciuto il diritto di prelazione.

2 Famiglia: Successioni e Donazioni

NON E’ AMMESSA LA RINUNCIA PARZIALE D. E’ possibile rinunciare solo ad una parte dell’ eredità? Più precisamente è possibile rinunciare solo ad alcuni terreni a favore di un fratello. R. A tal proposito si ritiene utile ricordare che la rinunzia all’eredità, così come l’accettazione, deve riguardare l’intero patrimonio ereditario, e non solo alcuni beni. Inoltre la rinuncia totale non può essere a favore di determinate persone, ma viene suddivisa fra tutti gli altri eredi. Secondo la legge (art 520 C.C) è nulla la rinuncia attuata solo per parte o a favore di un solo altro erede. IL TESTATORE E’ SOGGETTO AD ALCUNI VINCOLI D. Se intendo fare testamento sono libero di disporre dei mie beni o sono soggetto a dei vincoli? R.Chi si accinge a stilare testamento deve tenere ben presenti i limiti ed i vincoli previsti dal nostro codice civile a tutela dei cd. eredi legittimari. Sono legittimari le persone in favore delle quali la legge riserva una quota dell’eredità: coniuge, figli, ascendenti (se mancano i figli). Il testatore, infatti, può disporre liberamente solo della cd. quota disponibile, dovendo sempre rispettare le quote di legittima assegnate agli eredi legittimari (cd. successione necessaria). La quota di legittima, infatti, rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque

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ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano non esiste la possibilità di “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi). La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, compresi anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima. NEL PATRIMONIO ANCHE L’AFFITTO MAI PAGATO DAL FIGLIO D. I genitori concedono al figlio di abitare nell’appartamento di loro proprietà. Il canone di locazione non viene mai pagato. Alla morte dei genitori possono gli altri due fratelli pretendere i pagamenti mai effettuati? R. Gli eredi subentrano nell’intero patrimonio del de cuius che, come tale comprende anche il diritto di pretendere la riscossione dei crediti vantati in vita dal de cuius stesso ( e che non siano estinti per prescrizione, e cioè per il mancato esercizio del diritto stesso da parte del titolare protrattosi per un certo tempo). Resta però da accertare se il rapporto istauratosi fra genitori e figlio sia un vero e proprio contratto di locazione ( dal quale pertanto derivi il diritto alla riscossione di un canone), oppure un contratto di comodato ( e come tale gratuito) o, infine ancor più semplicemente, se la concessione di abitare la casa non scaturisca invece da un rapporto di carattere personalissimo, caratterizzato da sentimenti di benevolenza e affetto famigliare e pertanto appartenenti ad una sfera di relazioni sociali che quindi il diritto non disciplina. Infine nel caso in cui si tratti effettivamente di un contratto di locazione e i genitori avessero rinunciato al credito verso il figlio, questo atto va qualificato come donazione indiretta e, come tale, se ne ricorrono i presupposti, è soggetto a riduzione per lesione dei diritti degli altri due figli legittimari e a collazione.

Competenza e professionalità per l’espletamento delle pratiche e per informazioni relative a:

Successioni, Eredità, Volture catastali, Contratti di affitto e locazioni immobili, 626 e Sicurezza Lavoro nelle aziende agricole. Maurizio Maffi: e-mail: maurizio.maffi@coldiretti.it tel.: 0523/596515/16 - Sede

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inserto da staccare e conservare

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VENDITA DIRETTA

ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E FISCALI Le aziende che effettuano vendita diretta sono tenute al rispetto dei requisiti igienico-sanitari, fiscali e amministrativi che garantiscano alla stessa azienda di superare tutti i doverosi controlli effettuati dagli enti preposti e al consumatore di avere la certezza che sotto alla bandiera gialla di Coldiretti può reperire, non solo prodotti di alta qualità, stagionali e a chilometri zero, ma anche rispettosi delle normative in vigore. L’ottemperanza a tutti i requisiti è indispensabili perché i Mercati di Campagna Amica, i punti vendita nelle aziende agricole e negli agriturismi, i Consorzi Agrari e le CoopColdiretti, rappresentano gli strumenti per la realizzazione della Filiera agricola tutta italiana firmata dagli agricoltori. Iniziamo, quindi, con questo numero del nostro periodico uno speciale dedicato agli adempimenti obbligatori e necessari per la vendita diretta. Proseguirà nei mesi successivi l’approfondimento della normativa in materia e riguardante tutti gli aspetti necessari.

1. ASPETTI AMMINISTRATIVI

(D.Lgs. n. 228/2001 modificato dall’art.2 quinquies Legge n. 81 del 11/03/2006): • • • • • • • •

rispetto di tutte le norme igienico / sanitarie e urbanistiche; verifica dei presupposti essenziali dell’azienda, settore produttivo e regolare Iscrizione al Registro Imprese, posizione fiscale, posizione dei dipendenti, collaboratori familiari/soci e altri addetti alla vendita; autorizzazione sanitaria (notifica modello A1) per i locali che sono utilizzati per la trasformazione ed il magazzinaggio dei prodotti agro-alimentari; LE AZIEND E CHE autorizzazione sanitaria (notifica modello A1) per il locale dove avviene la vendita EFFETTUAN O V ENDITA dei prodotti agro-alimentari; DIRETTA D EVONO manuale di autocontrollo per la trasformazione e vendita RISPETTAR E TUTTE LE dei prodotti agro-alimentari (HACCP); NORMATIV E PREVIST corso all’ AUSL per alimentaristi; E DALLA LEG notifica modello A1 per vendita in forma itinerante; ISLAZIONE comunicazione di inizio attività, al comune dove ha sede l’Azienda, VIGENTE obbligatoria quando la vendita è effettuata in: 1. spacci aziendali (locali aperto al pubblico); Gli uffici Co ldiretti 2. locali aperti al pubblico (anche in città); sono a disp o sizione 3. forma itinerante; per fornire 4. fiere e mercati; tutte le informazion 5. farmer’s market (mercati degli agricoltori); i in merito 6. aree pubbliche (con utilizzo di posteggio fisso assegnato); 7. distributori automatici; 8. commercio elettronico.

ATTENZION E

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Come da modifica prevista (dall’art.2 – quinquies Legge n. 81 del 11/03/2006) tale comunicazione non è obbligatoria nei seguenti casi: • su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola; • in pieno campo; • altre aree private di cui gli Imprenditori agricoli abbiano la disponibilità. La predetta comunicazione di inizio attività si deve sempre presentare su modulistica predisposta da ANCI/Coldiretti. I dati richiesti sono: • n. iscrizione al Registro Imprese; • ubicazione aziendale e superficie coltivata e/o allevamento ; • settore produttivo; • tipologia di prodotti ottenuti direttamente; • commercializzazione di prodotti non provenienti dalla propria azienda; • modalità di vendita; Si devono inoltre allegare in forma di auto-certificazione le seguenti dichiarazioni attestanti: • che i locali posseggano i requisiti di usabilità previsti dalla vigente normativa edilizia e sanitaria;

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LA VOCE DEI

Coltivatori


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inserto da staccare e conservare

• di aver predisposto il piano di autocontrollo HACCP; • di non aver subito condanne penali con sentenze passate in giudicato per delitti in materia di igiene e sanità o di frode alimentare degli alimenti; L’attività si avvia decorsi i 30gg (silenzio - assenso) dalla comunicazione di inizio attività da parte dell’operatore agricolo - art. 19 l. 241/1990) (la modifica apportata dall’articolo 9, comma 4, legge n. 69 del 2009) come segue, “compresi gli atti che dispongono l’iscrizione in albi o ruoli o registri ad efficacia abilitante o comunque a tale fine eventualmente richiesta, l’attività può essere iniziata dalla data della presentazione della dichiarazione all’amministrazione competente” - può riguardare l’agriturismo e non la vendita diretta. Pertanto trascorsi i 30 giorni dalla data di presentazione la si riterrà confermata e si procederà nei 30 giorni successivi con il: • deposito al Registro Imprese della comunicazione con timbro e protocollo del comune; • comunicazione all’agenzia delle Entrate dei punti vendita fissi e stabili; • i luoghi di vendita occasionali devono essere comunicati all’Agenzia delle Entrate di volta in volta e copia del medesimo modello timbrato dall’Ufficio deve far parte dei documenti da portare in fiera.

2. ASPETTI FISCALI

Dpr 633/72 e norme speciali riguardanti la gestione del misuratore fiscale. Gli adempimenti sono diversi a seconda del regime fiscale IVA, in cui l’azienda opera o del prodotto commercializzato: AZIENDE CHE OPERANO NEL REGIME NORMALE Hanno l’obbligo per tutti i prodotti venduti del rilascio di scontrino fiscale, e/o in alternativa si può emettere la ricevuta fiscale. Oppure possono essere emesse: • ricevute fiscali manuali; • scontrino manuale prestampato - per le vendite su aree pubbliche in forma itinerante a condizione che non si commercializzano più di 3 tabelle merceologiche e non si superino 4.000 operazioni effettuate annue. AZIENDE CHE OPERANO NEL REGIME SPECIALE • vendita di prodotti classificati in prima parte tab. A - sussiste sempre il beneficio di esonero dal rilascio scontrino fiscale; • vendita di prodotti non classificati in prima parte tab. A - l’azienda ha l’obbligo di emettere lo scontrino fiscale e/o in alternativa la ricevuta fiscale; • vendita di prodotti acquistati (nei limiti consentiti) e rivenduti - l’azienda ha l’obbligo di emettere lo scontrino fiscale e/o in alternativa la ricevuta fiscale; • vendita di prodotti trasformati e/o manipolati oltre i limiti consentiti e rivenduti - l’azienda ha l’obbligo di emettere lo scontrino fiscale e/o in alternativa la ricevuta fiscale;

3. DOCUMENTAZIONE A CORREDO DA PREDISPORRE PER OGNI CONTROLLO E’ opportuno che l’Azienda disponga in apposito raccoglitore ordinato i seguenti documenti: • visura camerale; • autorizzazione sanitaria (notifica modello A1) per i locali che sono utilizzati per la trasformazione ed il magazzinaggio dei prodotti agro-alimentari; • autorizzazione sanitaria (notifica modello A1) per il locale dove avviene la vendita dei prodotti agro-alimentari; • manuale di autocontrollo per la trasformazione e vendita dei prodotti agro-alimentari (HACCP); • attestazione frequenza al corso all’ AUSL per alimentaristi; • notifica modello A1 per vendita in forma itinerante; • comunicazione di inizio attività al comune d.Lgs. 228/2001; • mod. AA 7- AA 9 con relativa comunicazione del luogo di vendita fatta in Agenzia Entrate; • dichiarazione di responsabilità per esonero da scontrino; • registro corrispettivi (solo in caso di esonero da scontrino fiscale); • misuratore fiscale/ricevute fiscali; • libretto di dotazione del registratore di cassa; • copia dei documenti relativi alla messa in servizio del misuratore fiscale e ricevuta di ritorno della copia spedita all’Agenzia delle Entrate settorialmente competente; • registro mancato funzionamento registratore di cassa; • posizione previdenziale dipendenti e collaboratori.

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Gli uffici Coldiretti sono a disposizione per predisporre e compilare la modulistica da presentare ai Comuni

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Agriturismi, aiuti regionali e aspetti fiscali

Chiarimento di Agenzia Entrate (Risoluzione n. 2/E del 22/01/2010)

I finanziamenti per ristrutturare immobili e acquistare macchinari sono contributi in conto impianti

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er i contributi in conto impianti, destino tributario collegato al bene per cui sono stati concessi. Il trattamento delle somme che le aziende agrituristiche incassano dalle Regioni per il recupero del patrimonio edilizio rurale è connesso agli ammortamenti o, comunque, alle vicende che determinano la rilevanza fiscale del costo del cespite. È il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate fornisce una consulenza giuridica alle associazioni di categoria del settore agricolo, interessate a capire se, dal punto di vista fiscale, i finanziamenti regionali per gli agriturismi possano essere considerati contributi in conto impianti anche quando le norme li definiscono contributi in conto capitale. Una differenza non da poco, se si pensa che questi ultimi comportano un generico potenziamento della struttura patrimoniale dell’impresa e sono tassabili nel momento in cui entrano nella disponibilità del beneficiario. Al contrario, gli aiuti in conto impianti, da cui non derivano né sopravvenienze attive né ricavi, comportano una diminuzione del costo fiscalmente riconosciuto del bene che sono serviti ad acquisire. Di conseguenza, per il Fisco non hanno una rilevanza autonoma, ma vanno suddivisi tenendo conto della vita utile del bene cui si riferiscono. Un obiettivo che può essere raggiunto seguendo due strade contabili alternative: usando il contributo per una riduzione diretta del cespite, oppure imputandolo gradualmente al conto economico nella stessa misura usata per ammortare il cespite agevolato. In entrambi i casi, l’imputabilità dell’agevolazione a fattori di produzione riutilizzabili nel tempo fa sì che l’obbligo tributario non coincida con l’incasso del contributo, ma sia diluito in più periodi d’imposta. La distinzione tra contributi in conto capitale e in conto impian-

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ti non trova sempre riscontro, almeno stando alle dichiarazioni delle associazioni che si sono rivolte all’Agenzia, nella normativa regionale. In particolare, l’espressione “contributi in conto capitale” sarebbe utilizzata in senso atecnico, senza tener conto delle caratteristiche intrinseche e delle finalità delle varie categorie di sussidi. Concordando con questa visione, i tecnici delle Entrate qualificano come contributi in conto impianti quelli erogati per acquisire o realizzare i beni strumentali ammortizzabili cui sono parametrati. A differenza del contributo in conto capitale, infatti, quello in conto impianti non comporta un aumento generalizzato delle risorse del beneficiario, ma dipende dall’acquisizione o dalla realizzazione delle immobilizzazioni (beni destinati a essere usati dall’impresa per un lungo periodo di tempo) previste dalla legge di concessione. È il caso, appunto, dei finanziamenti concessi dalle Regioni agli agriturismi, che sono usati, pena la revoca, per ristrutturare i fabbricati rurali e per comprare macchine, attrezzature, impianti e arredi necessari per svolgere l’attività agrituristica. Analogamente, l’Agenzia delle Entrate aveva già ricondotto nella categoria dei contributi in conto impianti i crediti d’imposta riconosciuti all’imprenditore - ex articolo 8, legge 388/2000 (“Visco sud”) - non solo per l’acquisto di beni ma anche per la loro realizzazione in appalto o in economia o, ancora, per il completamento di opere sospese o per l’ampliamento, riattivazione o ammodernamento di impianti già esistenti. E nella stessa definizione rientrano anche le agevolazioni previste dall’articolo 4 della legge 382/2001 (“Tremonti-bis”), che incentivano l’acquisto di fabbricati nuovi e la loro costruzione in economia, considerando nuovi anche gli immobili che subiscono trasformazioni così radicali da costare più del prezzo originariamente pagato per l’acquisto.

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Coltivatori


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FINANZIARIA 2010 • Rivalutazione di terreni e partecipazioni societarie Vengono riaperti i termini per la rivalutazione di terreni (edificabili e non) e delle partecipazioni (non quotate), posseduti dal contribuente alla data del 1° gennaio 2010. Viene fissato al 31 ottobre 2010 il termine per il versamento dell’imposta sostitutiva (2% per le partecipazioni non qualificate, 4% per le partecipazioni qualificate e per i terreni edificabili e agricoli) e per la redazione e il giuramento della perizia di stima (obbligatoria).

L’imposta sostitutiva può essere versata in unica soluzione, oppure rateizzata in tre quote annuali (31.10.2010 31.10.2011 - 31.10.2012), con maggiorazione di interessi nella misura del 3% annuo. Il provvedimento interessa coloro che prevedono di cedere a breve l’area o la partecipazione e prevedono di realizzare una plusvalenza che, con la ordinaria tassazione, comporti un onere fiscale più gravoso rispetto alla sostitutiva dovuta.

• Agevolazioni per ristrutturazioni edilizie ed Iva agevolata Prorogata all’anno 2012 la detrazione Irpef spettante per le spese di ristrutturazione edilizia, nella misura del 36% dell’onere sostenuto e per un importo non superiore a e 48.000. Trattasi delle spese realizzate, entro il 31 dicembre 2012, su unità immobiliari a prevalente destinazione abitativa privata, oltre che di quelle eseguite su interi fabbricati dalle imprese di costruzione o cooperative edilizie dell’immobile entro il 30

giugno 2013. Rimangono inalterate le procedure già in vigore nel passato, quale l’obbligatoria comunicazione preventiva ed il pagamento tramite specifico bonifico bancario. Viene poi introdotta, a regime, l’aliquota Iva agevolata al 10% per le prestazioni relative ad interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati su edifici a prevalente destinazione abitativa e con il limite dei c.d. beni significativi.

• Proroga della detassazione dei premi di produttività Viene prorogata al 31 dicembre 2010 la possibilità di assoggettare ad un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali, pari al 10%, le somme erogate a livello aziendale in relazione a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’impresa. L’imposta sostitutiva del 10% è applicabile, ad opera del sostituto d’imposta, con esclusivo riferimento al

settore privato ed ai titolari di reddito di lavoro dipendente (con esclusione quindi dei collaboratori coordinati e continuativi, con o senza progetto) non superiore, nel 2009, a e 35.000, al lordo delle somme assoggettate, in tale anno, ad imposta sostitutiva; l’importo massimo detassato resta confermato nella misura di e 6.000, da considerare al lordo dell’imposta sostitutiva, ma al netto dei contributi previdenziali obbligatori a carico del lavoratore.

NOVITÀ DEL DECRETO-LEGGE «MILLEPROROGHE» Il 30 dicembre 2009 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. 30.12.2009, n. 194, cd. Decreto «milleproroghe»; la disposizione deve essere convertita nei successivi 60 giorni e, per conseguenza, potrebbe subire delle modifiche durante l’iter parlamentare. Di seguito si riepilogano i principali provvedimenti ritenuti di interesse.

• Proroga dello scudo fiscale

Quattro mesi di tempo in più per aderire allo scudo fiscale; infatti, è stabilita la possibilità di provvedere all’alienazione o assegnazione massimale di retribuzione definito con decreto

del Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale e con ulteriori specificazioni.

• Impronte digitali sulla carta d’identità La carta di identità ha durata di dieci anni e deve essere munita della fotografia della persona a cui si riferisce. Le carte di identità rilasciate a partire dal 1° gennaio 2011

(anziché dal 1° gennaio 2010) devono essere munite della fotografia e delle impronte digitali della persona cui si riferiscono.

RIDUZIONE DEL TASSO LEGALE D’INTERESSE Con D.M. 4.12.2009, pubblicato nella G.U. 15.12.2009, n. 291, il tasso di interesse legale di cui all’art. 1284 Codice civile è stato ridotto dal 3% all’1% in ragione d’anno a decorrere dal 1° gennaio 2010. La variazione del tasso legale ha effetto anche in relazione ad alcune disposizioni civilistiche, fiscali e contributive, tra cui segnaliamo i conteggi del ravvedimento operoso. Per ottenere la riduzione delle sanzioni rispetto alla misura edittale, la norma richiede che sia versata, oltre alla sanzione in misura ridotta, l’imposta (se dovuta) ed eventualmente gli interessi moratori calcolati al tasso legale, con maturazione

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giorno per giorno, a partire dal giorno successivo a quello entro il quale doveva essere assolto l’adempimento e fino al giorno in cui si effettua il pagamento. Il conteggio, dunque, dovrà essere effettuato: • applicando l’interesse nella misura annua del 3%, per i giorni di ritardo nel versamento dell’imposta intercorrenti tra la data di originaria scadenza ed il 31.12.2009; applicando l’interesse nella misura annua dell’1%, dall’1.1.2010 fino al giorno di versamento compreso.

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Fiscale - Tributario

Compensazione dei crediti IVA • Nuove regole in vigore dal 1° gennaio 2010

L

a norma che limita le compensazioni I.V.A. è l’art.10 del decreto legge 1/7/2009, n.78, Decreto anticrisi, convertito con modificazioni dalla legge 3/8/2009 n.102. I chiarimenti ministeriali sono giunti pochi giorni fa con la circolare ministeriale n.1 del 15 gennaio 2010. Dal 1° gennaio sono in vigore le nuove regole per la compensazione del crediti I.V.A. con altri tributi. Chiariamo subito che le regole restrittive in materia di compensazione dell’I.V.A. riguardano solo il pagamento di debiti tributari con l’I.V.A. a credito derivante dalla dichiarazione annuale o dalle liquidazioni infrannuali. La detrazione dell’I.V.A. da I.V.A. relativamente alle liquidazioni periodiche, cioè la cosiddetta “compensazione verticale”, non ha subito nessun vincolo, anche se esposte nel Mod. F24 : ciò può sembrare ovvio ma è bene chiarirlo per evitare qualunque possibile incomprensione. Le compensazioni cosiddette “orizzontali” hanno invece subito alcune importanti modificazioni in senso restrittivo a causa degli innumerevoli casi di frode da parte di alcuni contribuenti. Fino al 31/12/2009 l’unico limite alle compensazioni da I.V.A. era il tetto di euro 516.456,90. Dal 2010 si possono effettuare compensazioni dell’I.V.A. con altri tributi (Irpef, Ires, addizionali, Irap, Inps, Inail) solo rispettando le seguenti condizioni: 1. Iva fino a 10 mila euro annui come pure per ogni altro credito tributario, restano le regole attuali, e quindi la compensazione potrà effettuarsi senza attendere la presentazione della dichiarazione. Il limite di e 10.000 è riferito all’anno di maturazione del credito e non all’anno solare di utilizzo in compensazione, ed è calcolato distintamente per ciascuna tipologia di credito Iva (annuale o infrannuale). Nel computo del limite dei e 10.000 (così come in quello di e 15.000 che presuppone il rilascio del visto di conformità) non devono essere considerati gli utilizzi in compensazione «verticale» del credito Iva (annuale o trimestrale), ossia quelli che vengono utilizzati per abbattere un debito Iva, che sia a titolo di acconto, di saldo o di versamento periodico. Il credito risultante dalla dichiarazione annuale fino all’ammontare di e 10.000 può essere utilizzato in compensazione «orizzontale» senza attendere la presentazione della dichiarazione; raggiunta questa soglia, ogni ulteriore compensazione, anche se d’importo inferiore, deve avvenire a partire dal sedicesimo giorno del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale Iva 2010 A tal fine, è stata prevista la possibilità di presentare la dichiarazione Iva annuale in forma autonoma consentendo quindi al contribuente di anticipare, rispetto alla scadenza ordinaria del modello UNICO, l’invio della dichiarazione e, di conseguenza, di anticipare l’utilizzo del credito in compensazione. 2. Iva annuale o infrannuale per un importo complessivo annuo superiore a e 10.000 e fino a e 15.000: la compensazione può essere effettuata a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge; 3. Iva superiori a 15mila euro annui alla dichiarazione deve essere apposto il visto di conformità da parte di un soggetto abilitato. In considerazione del fatto che, per i contribuenti che intendono compensare importi superiori a e 15.000, la dichiarazione deve essere dotata del visto di conformità o della firma dei soggetti incaricati del controllo contabile ex art. 2409-bis del Codice civile, nel caso in cui la dichiarazione fosse stata presentata senza visto di conformità, l’omissione può essere sanata con la presentazione di una dichiarazione correttiva/integrativa completa di visto. Le sanzioni per indebita compensazione a carico del contribuente: • la sanzione dal 100% al 200% del credito inesistente; • impossibilità di accedere alla sanzione agevolata (riduzione a 1/4 se la cifra è superiore a 15.000,00 € ); • sanzione penale se supera i 50.000,00 e con la reclusione da 6 mesi a due anni; • raddoppio dei termini di accertamento da 4 a 8 anni.

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I Arretrati pensioni: grazie all’Epaca recuperi da capogiro Il caso più eclatante del piacentino: un pensionato con un importo di arretrati di oltre 70 mila euro “L’anno appena trascorso è da considerarsi piuttosto positivo per molti assistiti del patronato Epaca Coldiretti che, grazie all’efficienza ed alla professionalità dei nostri operatori, hanno potuto recuperare arretrati, anche per cifre consistenti”. Così la responsabile provinciale Milena Galli commenta l’attività svolta dall’ente di assistenza dell’associazione professionale piacentina, ricordando che, nella quasi totalità di queste situazioni, senza l’intervento dell’Epaca, le persone interessate avrebbero continuato a percepire l’importo della propria pensione ignorando di poter presentare domande di ricostituzione o trasformazione del titolo pensionistico, pratiche che quindi hanno determinato un calcolo più conveniente. Il caso più eclatante nel piacentino riguarda quello di un pensionato che ha ottenuto un importo di oltre 70 mila euro, ma molti altri, sono riusciti a recuperare cifre altrettanto interessanti. Questo episodio, in particolare, riguarda la liquidazione di una indennità una tantum prevista dalla legge 210/92 che tutela coloro che hanno subito danni trasfusionali e, solo in determinati casi, prevede la liquidazione di un indennizzo straordinario a favore del coniuge in caso di decesso dell’interessato. Il riconoscimento di questo rimborso è stato caratterizzato da un iter molto complesso ed articolato che ha richiesto una valutazione medico-legale, supportata da Epaca, molto attenta e minuziosa.

“Un ulteriore esempio, continua Milena Galli, concerne una nostra assistita la quale ha riscosso alla fine di dicembre 2009, 44.000 euro di pensione in quanto sussisteva una condizione che ha consentito una deroga alle attuali norme. Ma tanti altri risultati positivi sono stati ottenuti grazie a un lavoro “certosino” di analisi delle posizioni assicurative e delle situazioni pensionistiche degli assistiti effettuato dal nostro personale che sta determinando l’inaspettato recupero di arretrati con importi rilevanti per i pensionati”. La previsione è che i beneficiari di queste provvidenze possano essere ancora molti. In particolare, le pratiche in questione riguardano prevalentemente l’accredito di periodi di maternità o servizio militare, di periodi successivi o precedenti la decorrenza della pensione o semplicemente la trasformazione della pensione da invalidità a vecchiaia. L’iniziativa, potrebbe coinvolgere un numero crescente di pensionati ed assume un valore considerevole all’interno dell’attuale momento congiunturale, che va a privilegiare in moltissimi casi una categoria, quella dei pensionati coltivatori diretti, che spesso gode di trattamenti assai modesti. “Per questo, conclude la Galli, è indispensabile rivolgersi agli sportelli del patronato Epaca per un controllo della propria posizione pensionistica e previdenziale, una verifica utile anche in relazione a possibili futuri benefici”.

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I Assegni familiari e assegni per il nucleo familiare Esiste una sostanziale differenza tra la normativa su assegni familiari e quella su assegni per il nucleo familiare ASSEGNI FAMILIARI Gli assegni familiari spettano ad alcune categorie di lavoratori escluse dalla normativa dell’assegno per il nucleo familiare. Il pagamento degli assegni è subordinato alla condizione che gli interessati siano a carico del richiedente e che il nucleo familiare non superi determinati limiti di reddito. Ne hanno diritto: • i coltivatori diretti, mezzadri e coloni, piccoli coltivatori diretti; • i pensionati delle Gestioni Speciali per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri). NOVITA’ E QUOTE DI MAGGIORAZIONE DI PENSIONE PER IL 2010 Dal 1° gennaio 2010 sono stati rivalutati sia i limiti di reddito familiare ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione, sia i limiti di reddito mensili per l’accertamento del carico ai fini dei diritto agli assegni stessi. Importi delle prestazioni: • Euro 8,18 mensili spettanti ai coltivatori diretti, coloni, mezzadri e piccoli coltivatori diretti per i figli; • Euro 10,21 mensili spettanti ai pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi per il coniuge e i figli. LIMITI DI REDDITO MENSILI DA CONSIDERARE AI FINI DEL RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO AGLI ASSEGNI FAMILIARI PER L’ANNO 2010 In applicazione delle vigenti norme per la perequazione automatica delle pensioni, il trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti risulta fissato dal 1° gennaio 2010 e per l’intero anno nell’importo mensile di euro 460,97. Ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione delle pensioni da lavoro autonomo, i limiti di reddito familiare da considerare sono rivalutati ogni anno in ragione del tasso d’inflazione programmato con arrotondamento ai centesimi di euro. Secondo le precisazioni fornite dai competenti Ministeri, la misura del tasso d’inflazione programmato per il 2009 è stata pari all’1,5 % per cento. Con riferimento a quanto precede sono state aggiornate le tabelle da applicare a decorrere dal 1° gennaio 2010 nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa relativa all’assegno per il nucleo familiare e sopra elencati. In relazione a tale trattamento, i limiti di reddito mensili da considerare ai fini dell’accertamento del carico (non autosufficienza economica) e quindi del riconoscimento del diritto agli assegni familiari risultano così fissati per tutto l’anno 2010: • Euro 649,19 per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio od equiparato; • Euro 1136,08 per due genitori. I nuovi limiti di reddito valgono anche, secondo le disposizioni già in vigore e a suo tempo rese note, in caso di richiesta di assegni familiari per fratelli, sorelle e nipoti (indice unitario di mantenimento).

ASSEGNI PER IL NUCLEO FAMILIARE Gli assegni per il nucleo familiare sono stati istituiti per aiutare le famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari siano composti da più persone e i cui redditi siano al di sotto delle fasce reddituali stabilite di anno in anno dalla legge. Dal 1° gennaio 1998 spetta anche ai lavoratori parasubordinati (collaboratori coordinati e continuativi e liberi professionisti iscritti alla gestione separata dell’Inps) a particolari condizioni. Composizione del nucleo familiari: • il richiedente l’assegno; • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; • i figli (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge, affidati a norma di legge) e i nipoti viventi a carico di ascendente diretto di età inferiore ai 18 anni; • i figli maggiorenni inabili che si trovano, per difetto fisico o mentale, nella assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro. • i fratelli, le sorelle ed i nipoti collaterali del richiedente minori di età o maggiorenni inabili, a condizione che siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano diritto alla pensione ai superstiti. I soggetti sopra elencati fanno parte del nucleo anche se: • non sono conviventi con il richiedente (ad eccezione dei figli naturali, legalmente riconosciuti da entrambi i genitori e dei nipoti in linea diretta);

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Epaca • non sono a carico del richiedente; • non sono residenti in Italia (il familiare cittadino straniero ha diritto all’assegno se è cittadino della Comunità europea; se invece è cittadino extracomunitario di un Paese non convenzionato, ha diritto all’assegno solo se risiede in Italia).

NON FANNO PARTE DEL NUCLEO FAMILIARE E QUINDI NON VANNO INDICATI SUL MODELLO DI RICHIESTA DEGLI ASSEGNI • • • • • • •

Il coniuge legalmente ed effettivamente separato; Il coniuge che ha abbandonato la famiglia; I figli affidati all’altro coniuge o ex coniuge (in caso di divorzio o separazione); I familiari non residenti in Italia ad eccezione di coloro per cui sussistono trattamenti di reciprocità o per cui sia stata stipulata una convenzione internazionale in materia; I figli naturali che non convivono; figli naturali del richiedente coniugato che non siano inseriti nella sua famiglia legittima; I figli ed equiparati maggiorenni non inabili anche se studenti.

Casi particolari - L’assegno per il nucleo familiare può essere pagato anche quando il nucleo sia composto da una

sola persona che sia titolare di pensione ai superstiti (orfano o coniuge), a condizione che sia minorenne o maggiorenne inabile. In alcuni casi però il datore di lavoro è tenuto a pagare solo se il lavoratore è stato preventivamente autorizzato dall’Inps. L’autorizzazione dell’Inps è richiesta per il pagamento dell’assegno alle seguenti persone: i figli di separati, di divorziati, i figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori, i fratelli, le sorelle, i nipoti, i familiari inabili per i quali non sia già documentata l’invalidità al 100%, i familiari residenti all’estero. L’assegno spetta solo se la somma dei redditi derivanti da lavoro dipendente, da pensione o da altre prestazioni conseguenti ad attività lavorativa dipendente (integrazioni salariali, disoccupazione ecc.) riferita al nucleo familiare nel suo complesso, ammonta almeno al 70% dell’intero reddito familiare. Per una corretta erogazione sarà necessario far pervenire: • copia denuncia redditi • stato di famiglia uso assegni • eventuale copia del verbale attestante invalidità civile (rilasciato dalla ASL) • eventuale copia atto di separazione • eventuale autorizzazione inps

I Indennità di disoccupazione Il 31 marzo 2010 scade il termine per poter presentare l’indennità di disoccupazione Esistono due tipi di indennità di disoccupazione: • indennità di disoccupazione con requisiti ridotti per il settore extra agricolo • indennità di disoccupazione agricola. L’ INPS ha messo a disposizione una procedura informatica aggiornata che consente l’invio telematico delle domande di disoccupazioni agricole da parte degli Enti di Patronato. Cosa è l’indennità di disoccupazione? L’indennità di disoccupazione è una prestazione a sostegno del reddito che spetta a coloro che perdono il lavoro o che lavorano per periodi saltuari nel corso di un anno. Requisiti: • indennità di disoccupazione con requisiti ridotti per il settore extra agricolo • es. nel 2009 devono avere almeno 78 giornate di lavoro dipendente ed una anzianità assicurativa di 2 anni. Questa anzianità si calcola a ritroso a partire dal 31.12.2007 per cui occorre avere iniziato a lavorare entro il 31.12.2007 • indennità di disoccupazione agricola

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• prevede di aver lavorato per 102 giornate nel biennio oppure 78 giornate nel 2009 ma contestualmente all’anzianità di 2 anni. Per poter ottenere l’indennizzo, la disoccupazione deve essere involontaria (licenziamento – NO DIMISSIONI) oppure dimissioni per giusta causa. Valgono ai fini pensionistici solo dopo aver raggiunto i 35 anni di servizio per arrivare ai 40 anni. A partire dal 1° gennaio 2008 l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti è pari al 35% della retribuzione per i primi 120 giorni e al 40% per i successivi giorni, fino a un massimo di 180 giornate. L’indennità di disoccupazione agricola è il 40% della retribuzione giornaliera rapportata alle giornate lavorate: ES: RETRIBUZIONE GIORNALIERA 50,00 € X 40%= 20,00 € X NUMERO GIORNI LAVORATI. L’indennità di disoccupazione, come tutte le altre prestazioni in denaro erogate dall’INPS, è soggetta alla trattenuta IRPEF alla fonte. Pertanto a tutti coloro che percepiscono l’indennità l’Inps rilascia una certificazione reddituale (modulo CUD)

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Notizie in breve

in breve... ASSEGNAZIONI CARBURANTE UMA - Dal 4 gennaio è possibile presentare le domande per l’assegnazione di carburante agricolo agevolato per l’anno 2010. Le aziende interessate possono passare presso i nostri Uffici recando con sé i seguenti documenti: 1. documento di riconoscimento in corso di validità 2. libretto di controllo carburanti anno 2009 con tutti i prelievi scaricati 3. situazione aggiornata di possesso dei terreni, colture praticate e lavorazioni da eseguire Si ricorda che la denuncia del consumato 2009 va presentata insieme alla richiesta per l’anno corren te entro il 30/06/2010. -------------------------------------------------------------------------------------CUSTODIA DEL LIBRETTO DI CONTROLLO - Il libretto di controllo deve essere conservato presso la sede dell’azienda (art. 6 comma 5 del D.Leg.454). In deroga a quanto previsto dal comma 5 della disposizione in commento, può anche ammettersi la custodia del libretto di controllo presso l’organizzazione di categoria che si occupa dell’esecuzione di tali adempimenti, allorché il libretto non sia più utilizzabile per i rifornimenti dei prodotti e quindi in data successiva al 31 dicembre di ciascun anno, per il tempo strettamente necessario all’esecuzione degli adempimenti in questione (dichiarazione di avvenuto impiego e richiesta di assegnazione). -------------------------------------------------------------------------------------ACCATASTAMENTO FABBRICATI EX RURALI O MAI ACCATASTATI - Prosegue l’attività dell’Agenzia del Territorio (Catasto) per far emergere quei fabbricati in particolare abitativi, che sono accatastati come rurali ma che hanno perso le caratteristiche di ruralità, e quelli che addirittura non lo sono mai stati, (già con qualche azione di surroga). PER EVITARE OPERAZIONI DI SURROGA (accatastamento diretto da parte dello stesso Catasto) GIA’ IN ATTO, CON AGGRAVI DI SPESA, E’ IMPORTANTE VERIFICARE LA PROPRIA POSIZIONE IMMOBILIARE E PROCEDERE CON LE EVENTUALI COMUNICAZIONI E/O ACCATASTAMENTI SUSSEGUENTI AI PREAVVISI DI ACCERTAMENTO INVIATI DALLA STESSA AGENZIA. Offriamo un servizio di consulenza, supporto e pratiche di accatastamento a prezzi favorevoli, tramite convenzione con Studio Tecnico Professionale, per tutti quei fabbricati agricoli che abbiano perso i requisiti di ruralità o che non risultino inseriti in mappa o accatastati. La convenzione stipulata è importante in quanto gli immobili da accatastare vengono concordati insieme COLDIRETTI-GEOMETRA-INTESTATARIO. -------------------------------------------------------------------------------------ASSISTENZA COMPLETA NEI CONTRATTI DI LOCAZIONE - Gestione contratti - gestione delle scadenze - gestione della corrispondenza - gestione delle problematiche locatore/conduttore. Presso la nostra struttura è attivo un servizio di assistenza e supporto nella stipula e gestione dei contratti di locazione di immobili ad uso abitativo e commerciale, calcoli aumento ISTAT, disdette, comunicazioni varie alle parti, rinnovi annuali ecc. Inoltre siamo operativi per l’invio e la registrazione telematica aperta a tutti dei contratti di locazione e affitto. IL SERVIZIO È ATTIVO ANCHE PRESSO I NUOVI UFFICI DI: CASTEL SAN GIOVANNI in Via F.lli Bandiera, 35 tel. 0523/844296 MONTICELLI D’ONGINA in Via Garibaldi, 29 tel. 0523/829498 -------------------------------------------------------------------------------------CANONI DI LOCAZIONE – INDICE ISTAT DI DICEMBRE 2009 - La variazione percentuale dell’indice rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (dicembre 2008- dicembre 2009) è pari al – 1,00% che ridotto al 75% ai fini dell’adeguamento annuale dei canoni di locazione di immobili (ad uso abitativo e non abitativo), corrisponde al - 0,75%. -------------------------------------------------------------------------------------SUCCESSIONI ED EREDITA’ - Presso i nostri Uffici dislocati su tutto il territorio provinciale, forniamo assistenza e informazioni qualificate per la compilazione ed inoltro della DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE, volture catastali, riunioni d’Usufrutto, ed ogni altra informazione circa l’eredità.

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IL SERVIZIO È ATTIVO ANCHE PRESSO I NUOVI UFFICI DI: CASTEL SAN GIOVANNI in Via F.lli Bandiera, 35 tel. tel. 0523/844296 MONTICELLI D’ONGINA in Via Garibaldi, 29 tel. 0523/829498 -------------------------------------------------------------------------------------NUOVE REGOLE COMMERCIALIZZAZIONE ORTOFRUTTA - OBBLIGO DI ISCRIZIONE BANCA DATI NAZIONALE - Con l’applicazione del Reg.CE 1221/2008 sono state ridotte a dieci le norme di commercializzazione specifiche, introducendone una generale. La norma generale si applica ai prodotti diversi da quelli per cui è rimasta la norma specifica (mele, pere, pesche e nettarine, agrumi, kiwi, uva da tavola, fragole, lattughe e indivie ricce e scarole, pomodori, peperoni dolci), ricompresi nell’allegato I, parte IX del Reg.CE n1234/2009. I nuovi recapiti a cui inoltrare, i documenti relativi alle richieste di nuove iscrizioni, modifiche e cancellazioni alla Banca Dati Nazionale Operatori Ortofrutticoli (BDNOO): per l’invio a mezzo fax: 0623325949 per l’invio a mezzo posta: AGECONTROL S.P.A. - Via Palestro n. 81, 00185 ROMA I nostri uffici sono a disposizione per ulteriori informazioni o chiarimenti. -------------------------------------------------------------------------------------FLOROVIVAISMO: DENUNCIA DI PRODUZIONE - Entro il 31 marzo 2010 le aziende florovivaistiche sono obbligate alla compilazione on-line della denuncia di produzione relativa agli anni 2008 e 2009. I nostri uffici sono a disposizione per gestire l’inserimento e la protocollazione di queste dichiarazioni, per conto delle aziende che ne faranno richiesta. -------------------------------------------------------------------------------------EMERSIONE COLF E BADANTI - Sottoscrizione del contratto di soggiorno Il Ministero dell’interno conferma che se il datore è impossibilitato a presentarsi presso lo Sportello unico per l’immigrazione per sottoscrivere il contratto di soggiorno, possono sostituirlo anche il coniuge, i figli o altri parenti in linea retta o collaterale fino al terzo grado o anche una persona non legata da vincoli parentali, purché munita di apposita delega con firma autenticata da un funzionario del Comune di residenza del datore. (Ministero dell’interno, circolare 23 dicembre 2009, n.8546). -------------------------------------------------------------------------------------LAVORO DOMESTICO - REGOLARIZZAZIONE COLF E BADANTI - Il Ministero dell’Interno chiarisce che lo straniero colf o badante che sta fruendo della procedura di regolarizzazione ex lege n.102/2009, in attesa della convocazione presso lo Sportello Unico per l’immigrazione per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, non può uscire dall’ Italia e farvi rientro esibendo alla Polizia di frontiera la ricevuta rilasciata dal Ministero stesso attestante l’avvenuta presentazione per via telematica del modulo EM. -------------------------------------------------------------------------------------SANATORIA COLF E BADANTI - Dalla data di entrata in vigore della stessa legge e fino alla conclusione del procedimento, i lavoratori extracomunitari per i quali è stata presentata la dichiarazione di emersione dal lavoro irregolare ed i datori di lavoro non saranno punibili per le violazioni delle norme relative all’ingresso ed al soggiorno nel territorio nazionale (con esclusione di quelle di cui all’art. 12 del T.U. per l’Immigrazione) ed a quelle relative all’impiego dei lavoratori, anche se rivestono carattere finanziario, fiscale, previdenziale ed assistenziale. Pertanto, i relativi procedimenti penali o amministrativi eventualmente in corso a loro carico saranno sospesi. -------------------------------------------------------------------------------------INPS - MANCATA ANTICIPAZIONE DI PRESTAZIONI IN AGRICOLTURA O.T.I. - Il datore di lavoro che non anticipi ai propri operai agricoli a tempo indeterminato una serie di prestazioni temporanee previste dalla legge o dai contratti collettivi come:assegni al nucleo famigliare, malattia, donazione sangue, perde il diritto alle agevolazioni contributive. -------------------------------------------------------------------------------------SETTORE AGRICOLO: APPLICABILITÀ DEI VOUCHER PER LAVORO ACCESSORIO - Il sistema dei buoni lavoro è operativo con riferimento, non solo alle

LA VOCE DEI

Coltivatori


Notizie in breve vendemmie, ma a tutte le attività agricole di carattere stagionale effettuate da casalinghe, pensionati e da giovani con meno di 25 anni di età regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l’università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado e alle attività agricole svolte a favore dei produttori agricoli con un volume di affari annuo non superiore a 7.000 euro. La circolare Inps illustra le modalità e gli adempimenti a carico dei diversi soggetti per instaurare attività occasionali di tipo accessorio. L’estensione alla figura della casalinga, come anche le prestazioni dei giovani nel fine settimana, scaturisce come noto, da una azione sindacale di Coldiretti finalizzata soprattutto a rendere trasparenti le prestazioni rese da tali soggetti nell’ambito delle attività connesse di agriturismo. -------------------------------------------------------------------------------------LAVORATORI EXTRACOMUNITARI - La legge 125/2008 ha inasprito il regime sanzionatorio per il datore di lavoro che assuma un lavoratore privo di permesso di soggiorno o con un permesso scaduto per il quale non sia stato richiesto il rinnovo nei termini di legge. Per ogni lavoratore assunto privo di permesso di soggiorno è prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la sanzione pecuniaria di 5.000 euro. -------------------------------------------------------------------------------------ASSUNZIONE DI PARENTI ED AFFINI - ULTERIORMENTE ALLARGATO L’AMBITO DI OPERATIVITÀ DELL’ART.74 DEL DLGS - In particolare possono rendere prestazioni meramente occasionali, o ricorrenti di breve periodo nell’ambito delle attività agricole, anche i parenti ed affini fino al quarto grado (cugini, prozii, e pronipoti) del titolare, senza per questo che si instauri un rapporto di lavoro subordinato o autonomo. Queste prestazioni presentano le seguenti caratteristiche: • devono essere svolte in modo meramente occasionali o ricorrenti di breve periodo; significa che l’attività è prestata senza carattere di abitualità, in via eccezionale e straordinaria, anche ripetutamente nel corso dell’anno, ma sempre per brevi intervalli di tempo; • devono essere svolte esclusivamente a titolo di aiuto, mutuo aiuto,obbligazione morale; • devono essere gratuite, ovvero senza corresponsione di compensi. Se il parente o l’ affine che lavora in azienda percepisce una retribuzione anche in natura, rispetta un determinato orario di lavoro e sottostà alle direttive del datore di lavoro, il rapporto di lavoro è esattamente come un qualsiasi altro e pertanto deve sottostare alle normali ordinarie regole ( assunzione, busta paga ecc). -------------------------------------------------------------------------------------ASSUNZIONE MINORI: OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO - L’età minima per l’ammissione al lavoro è di 16 anni; il minore deve avere osservato per almeno dieci anni le norme sull’obbligo scolastico; per tutti i minori è obbligatoria la visita medica preventiva e periodica. A tal proposito la Direzione generale del Ministero del Lavoro, con una lettera del 7 maggio 2009, ha risposto per quanto attiene all’abolizione dell’obbligo di presentazione delle certificazioni di idoneità al lavoro – da parte dei minori residenti in Emilia Romagna.Il Ministero ha evidenziato la persistenza dell’obbligo della visita medica di idoneità fisica dei minori in ambito nazionale ed il rilascio della relativa certificazione. In considerazione di ciò, il Ministero del Lavoro ritiene che i medici di base, convenzionati con il servizio sanitario nazionale, possono sostituirsi alle ASL ed effettuare la visita di cui all’art. 8 della Legge n.977/1967. LE SANZIONI: la violazione della normativa in materia di tutela del lavoro minorile comporta a carico del datore di lavoro l’applicazione di un sistema sanzionatorio molto oneroso con sanzioni amministrative da € 516 a € 2.582, ma soprattutto penali (arresto fino a 6 mesi o ammenda fino a € 5.164). -------------------------------------------------------------------------------------LIBRO UNICO DEL LAVORO SCADENZA 16 FEBBRAIO 2010 - I datori di lavoro , committenti e soggetti intermediari tenutari, devono stampare il Libro Unico del lavoro o, nel caso di soggetti gestori, consegnare copia a chi è obbligato alla tenuta, riferito al periodo di paga precedente. Il processo avviene mediante stampa meccanografica su fogli mobili vidimati e numerati su ogni pagina oppure su stampa laser previa autorizzazione Inail e numerazione. -------------------------------------------------------------------------------------VERSAMENTI UNIFICATI - IL 16 FEBBRAIO 2010 - I contribuenti titolari di partita iva devono versare con F24 telematico i seguenti contributi ed imposte: • le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati trattenute dai

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sostituti d’imposta nel mese precedente; • ritenute d’acconto su redditi di lavoro autonomo; • contributi previdenziali dovuti all’Inps dai datori di lavoro per il periodo di paga scaduto nel mese precedente; • contributi dovuti dai committenti alla gestione separata Inps per collaborazioni coordinate e continuative pagate nel mese precedente. -------------------------------------------------------------------------------------ASSUNZIONI - Tutti i datori di lavoro titolari di un rapporto di lavoro devono comunicare l’assunzione del lavoratore ai Centri per l’Impiego dove è ubicata la sede di lavoro, con modalità on-line. Il termine per inviare la comunicazione di assunzione scade alle ore del 24 del giorno precedente l’inizio del rapporto di lavoro anche se trattasi di giorno festivo. Il datore di lavoro deve consegnare al lavoratore copia della comunicazione preventiva di assunzione; l’omessa consegna prima dell’inizio della prestazione lavorativa comporta l’applicazione di una sanzione per ogni lavoratore. Casi di urgenza: per esigenze produttive tecnico-organizzative o per evitare danni a persone o impianti, l’inoltro può essere effettuato entro cinque giorni dall’instaurazione del rapporto di lavoro, fermo restando l’obbligo di comunicare entro il giorno antecedente, alcuni dati essenziali quali data di inizio della prestazione, generalità del lavoratore e del datore di lavoro. L’assunzione dovrà poi essere comunicata entro il primo giorno utile e comunque non oltre il 5° giorno. -------------------------------------------------------------------------------------CESSAZIONE E TRASFORMAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO - Tutti i datori di lavoro titolari di un rapporto di lavoro devono comunicarne la cessazione e la trasformazione ai Centri per l’Impiego entro i 5 giorni successivi, con modalità on-line. -------------------------------------------------------------------------------------SANZIONI - La mancata osservanza dei termini e delle prescrizioni legate ad assunzione, trasformazione ovvero cessazione di un rapporto di lavoro, possono comportare le seguenti sanzioni: • mancata consegna al lavoratore delle dichiarazione di assunzione:sanzione amministrativa pecuniaria pari da euro 250 a euro 1.500; • mancata comunicazione di assunzione:sanzione amministrativa da euro 100 a euro 500; • mancata comunicazione di variazioni del rapporto:sanzione amministrativa da euro 100 a euro 500; • mancata comunicazione della cessazione:sanzione amministrativa da euro 100 a euro 500. -------------------------------------------------------------------------------------TFR E PREVIDENZA COMPLEMENTARE: NUOVE ASSUNZIONI E DESTINAZIONE DEL TFR - Al momento di una nuova assunzione l’azienda deve acquisire le informazioni relative alle scelte precedentemente effettuate dai lavoratori, nonché la relativa documentazione al fine di essere in grado di gestire il tutto conformemente alle disposizioni di legge. -------------------------------------------------------------------------------------PAGHE OPERAI E IMPIEGATI AGRICOLI - Le aziende interessate sono invitate a consegnare agli uffici di zona i dati mensili relativi ai propri dipendenti entro il 30 di ogni mese. Ciò per consentire la corretta gestione delle buste paga. -------------------------------------------------------------------------------------SCAMBIO DI MANODOPERA - La legge 83/1970 prevede lo scambio di manodopera tra piccoli imprenditori agricoli, indicato anche dall’art. 2139 del codice civile, che ne fornisce anche la seguente definizione: “sono piccoli imprenditori agricoli i coltivatori diretti del fondo che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente col lavoro proprio e dei componenti la famiglia”. Quindi i soggetti che possono effettuare lo scambio di manodopera devono essere piccoli imprenditori, in possesso di partita Iva o unità attive Inps collegate ad una posizione imprenditoriale. Lo scambio di manodopera deve essere attuata a titolo gratuito. -------------------------------------------------------------------------------------ENPAIA – 25 FEBBRAIO 2010 I datori di lavoro agricolo devono presentare la denuncia contributiva all’Enpaia (Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati Agricoli in agricoltura) a mezzo mod. DIPA/01e DIPA/02 per posta o via telematica degli impiegati occupati nel mese precedente, nonché procedere al versamento dei contributi a mezzo Mav bancario o in mancanza, tramite bollettino c/c postale.

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le pagine del CAP

Consorzio Agrario Prov.le

  

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SETTORE IMPIANTO VIGNETI IRRIGARE UN VIGNETO DI QUALITA’ ORA E’ POSSIBILE!!! PRINCIPALI VANTAGGI DELL’IRRIGAZIONE A GOCCIA: AUMENTO DELLA PRODUZIONE AUMENTO DELLA QUALITA' AUMENTO DEL GRADO ZUCCHERINO CONSULENZA E ASSISTENZA TECNICA PER LA REALIZZAZIONE D’IMPIANTI D’IRRIGAZIONE REFERENTE: DR. DAVIDE VERCESI CEL. 339 1832606 64

LA VOCE DEI

Coltivatori


Consorzio Agrario Provinciale di Piacenza

 

        

   

    



    

DIVISIONE MACCHINE VIA C.COLOMBO, 33 PIACENZA tel. 0523 386 801 macchine @cappiacenza.it www.cappiacenza.it

 

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La Voce dei Coltivatori  

La Voce dei Coltivatori - Coldiretti di Piacenza

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