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IL NOSTRO PROGETTO PER IL PAESE

UNA FILIERA AGRICOLA TUTTA ITALIANA

ROMA PALALOTTOMATICA 30 APRILE 2009


La politica può darci una mano perché il nostro è un progetto per il Paese... Coldiretti ha scelto di investire sul futuro proprio in un momento in cui il mondo sembra barcollare di fronte alle difficoltà di una crisi finanziaria senza precedenti negli ultimi decenni e, dopo aver dimostrato di saper costruire e accompagnare una grande agricoltura, punta a realizzare un grande sistema agroalimentare. Coldiretti, quindi, sta offrendo un’opportunità all’agricoltura, all’economia, all’Italia. Ecco perché ci sembra appropriato definire il progetto per una filiera agricola tutta italiana “un progetto per il Paese”. Alla politica chiediamo di credere assieme a noi in questo progetto, di investire sui valori distintivi che hanno reso unico il nostro agroalimentare agli occhi dei consumatori italiani e del mondo. Nel nome di questo impegno per il futuro del nostro Paese, contiamo di poter ricevere un incoraggiamento. In particolare: 1 Una priorità negli investimenti strutturali, infrastrutturali e logistici della politica di coesione unitaria (fondi strutturali e FAS) per i soggetti economici impegnati nella costruzione della filiera agricola tutta italiana: imprese agricole, cooperative, consorzi agrari, Mercati di Campagna Amica (farmers’ market). 2 Una priorità negli investimenti strutturali della politica di sviluppo rurale per la costruzione di una filiera agricola tutta italiana, privilegiando i progetti integrati di filiera promossi da partenariati agricoli, finalizzati alla valorizzazione e promozione del prodotto locale, a vantaggio delle economie territoriali e dei consumatori. 3 Una rinnovata attenzione normativa per i Consorzi Agrari, soggetti costitutori e facilitatori della filiera agricola tutta italiana. 4 Avviare a soluzione l’annosa vicenda dei Consorzi Agrari in liquidazione, presenti soprattutto nel Mezzogiorno, con l’obiettivo di restituire gli Enti alla gestione ordinaria da parte degli imprenditori agricoli associati. 5 Utilizzare la leva fiscale per favorire le aggregazioni aziendali anche tra le società (Consorzi Agrari, cooperative, forme associate) protagoniste della filiera agricola tutta italiana, al fine di accentuare la competitività in un contesto di mercato più ampio di quello nazionale. 6 Sostenere prioritariamente il miglioramento dell’efficienza delle strutture organizzate ed impegnate nella filiera agricola tutta italiana attraverso l’applicazione della normativa di favore sui distretti produttivi e sulle reti di imprese. 7 Attuare una politica di promozione dei prodotti del vero Made in Italy in Italia e all’estero, agendo in maniera coordinata e strategica, valorizzando l’azione delle imprese impegnate nella costruzione della filiera agricola tutta italiana anche attraverso un segno distintivo di prodotto e di processo che individui chiaramente l’appartenenza alla filiera agricola tutta italiana. 8 Ribadire e proseguire sulla strada della tutela della proprietà

intellettuale e della lotta alla contraffazione e all’agro-pirateria

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all’estero, per dare il giusto riconoscimento all’autentico Made in Italy, con un miglior coordinamento delle azioni. Promuovere la diffusione di ricerca e innovazione per la competitività dei sistemi economici, privilegiando le progettualità che dimostrino una chiara ricaduta sul tessuto socio-economico locale, a vantaggio dei prodotti agricoli e della filiera agricola tutta italiana. Favorire l’impiego di fonti energetiche rinnovabili in chiave integrata tra più fonti, anche agricole, completando la normativa nazionale necessaria. Un impegno per l’applicazione della legge sulla etichettatura obbligatoria dell’origine su tutti i prodotti agricoli e alimentari e per una maggiore trasparenza in etichetta (si veda il caso evitato di recente della “aranciata senza arancia”), confermando l’impegno già dimostrato dal Governo e continuando su una strada che ridurrebbe sensibilmente il peso dell’agropirateria, consolidando la penetrazione del vero Made in Italy nei mercati internazionali, valorizzerebbe le economie dei territori e rispetterebbe i consumatori, non traendoli in inganno e permettendo loro di acquistare in modo consapevole. Un aumento nei controlli lungo tutta la filiera e un loro miglior coordinamento, a cominciare dalle denominazioni di origine, dato che l’Italia è esposta a ripetuti tentativi di importare nel nostro Paese prodotto agricolo anonimo da trasformare poi in falso Made in Italy. Garantire certezze alle imprese agricole che investono nella filiera agricola tutta italiana, mediante un’attenzione particolare all’accesso al credito, alle assicurazioni agevolate, al costo del lavoro e a ogni misura che favorisca gli investimenti e la creazione di posti di lavoro nei territori, nonché la concessione delle garanzie pubbliche previste dall’apposito Fondo recentemente rifinanziato con la legge “anti-crisi”. Promuovere l’educazione alimentare nelle scuole di ogni ordine e grado, diffondendo i valori della dieta mediterranea. L’estensione del diritto allo “spazio scaffale” per i prodotti della filiera agricola tutta italiana, per valorizzare l’identità dei territori, i loro prodotti e l’intera economia dei distretti locali, anche attraverso una azione di moral suasion nei confronti della grande distribuzione organizzata, affinché valorizzino i prodotti locali Incentivo all’acquisto di prodotti locali da parte delle mense scolastiche, degli ospedali e, in generale, della ristorazione collettiva, per favorire un consumo sostenibile di prodotto locale, di qualità, legato al territorio, e per promuovere una filiera agricola tutta italiana, attivando un circuito virtuoso tra imprese agricole, società e territorio. Un impegno delle amministrazioni a riconoscere il valore dei Mercati di Campagna Amica (farmers’ market) quali elementi di concorrenza nelle modalità distributive, di trasparenza e convenienza per il consumatore, di contributo allo sviluppo delle economie locali, di sostenibilità ambientale, grazie alla promozione di prodotti stagionali e che effettuano brevi tragitti, con conseguente bassa emissione di CO2.

... Ma molto dipende da noi e siamo determinati a realizzarlo!


Abbiamo costruito una grande agricoltura...

Coldiretti

Coldiretti è la più grande organizzazione agricola europea. Con Coldiretti è oggi qui presente il 70% dell’agricoltura italiana: imprese agricole, cooperative, Consorzi Agrari e i Farmers’ Market di Campagna Amica. Nel 2008, inoltre, Coldiretti ha promosso la creazione della Fondazione Campagna Amica che conta già oltre 1 milione e 200 mila aderenti. La Fondazione ha l’obiettivo di affermare la condivisione di valori tra produttori agricoli e consumatori, quali la sicurezza alimentare e ambientale, il legame tra prodotti alimentari e territorio, l’italianità delle produzioni, la genuinità, la distintività.

L’agricoltura italiana

L’agroalimentare Made in Italy rappresenta oltre il 15 per cento del Prodotto Interno Lordo (PIL). Il fatturato agroalimentare nazionale (agricoltura, industria, distribuzione e servizi) vale più di 240 miliardi di Euro, di cui oltre 47 provengono dal solo settore agricolo. In agricoltura sono presenti quasi un milione di imprese (il 15 per cento

...Ora firmiamo una filiera agricola tutta italiana

La crisi come opportunità L’attuale periodo di crisi economica mondiale, con previsioni al ribasso del Pil che si susseguono e la fiducia dei consumatori che potrebbe continuare ad affievolirsi, rende necessaria una risposta ferma e vigorosa, orientata a costruire nuove prospettive per il futuro, senza abbandonarsi a forme di ‘declinismo’. In questo senso, l’agricoltura, espressione più alta dell’economia reale ed elemento chiave per garantire la sopravvivenza di miliardi di cittadini nel mondo può svolgere un ruolo strategico nel rilancio dello sviluppo del nostro Paese. La crisi, quindi, mettendo in evidenza in maniera drammatica le inefficienze di un mercatismo spinto agli eccessi e di un’assenza di regole anti speculative nel mondo finanziario, può rappresentare una occasione unica per ridare alle cose un nuovo ordine dove verità e concretezza riacquisiscano il primato. Su queste basi, Coldiretti interpreta la situazione attuale come opportunità per proporre al Paese un progetto in favore delle imprese italiane e dei consumatori.

“Una filiera agricola tutta italiana” I VERI PROBLEMI Il primo vero problema dell’agricoltura è determinato dal suo basso potere contrattuale, che non riesce a far valere la ricchezza della produzione nei confronti degli altri attori della filiera. Basti pensare che per ogni euro speso dal consumatore, solo 17 centesimi finiscono nelle tasche degli agricoltori. Il resto va


del totale delle imprese italiane) mentre circa 70.000 sono quelle

È stato un processo lungo, voluto e accompagnato da Coldiretti e il risultato è una lunga lista di primati che ci distinguono nel mondo:

La superficie agricola coltivata è di circa 15 milioni di ettari, che rappresentano quasi la metà dell’intera superficie nazionale.

• IN TERMINI DI EFFICIENZA E PRODUTTIVITÀ

dell’industria alimentare.

L’agricoltura italiana è una realtà da primato a livello internazionale e dispone delle risorse per battere le congiunturali difficoltà economiche che, tra l’altro, per il settore agricolo hanno poco a che fare con la pur pesante crisi internazionale. Coldiretti ha contribuito a costruire una grande agricoltura: grazie al progetto di rigenerazione promosso in questi anni, infatti, l’agricoltura italiana ha portato a compimento una generale rivisitazione del proprio ruolo, della propria vocazione, delle sue modalità di interagire con il mercato, della qualità e natura del prodotto. Il lavoro agricolo è diventato così espressione compiuta non solo dell’impegno e della qualità dei prodotti, ma anche del territorio al quale è inestricabilmente collegato, sia in termini di unicità dei suoi prodotti, sia con riferimento alla cultura, alla storia e alle tradizioni.

all’industria, ai servizi e soprattutto alla grande distribuzione organizzata che schiaccia con il suo potere il resto della filiera. Sono numerosi i fattori che determinano la situazione attuale: da una frammentazione dell’offerta all’eccessivo numero di intermediari, dalla scarsa trasparenza nella formazione dei prezzi all’inadeguatezza di molte strutture logistiche e di stoccaggio, nonché in alcuni casi alla mancanza di concorrenza. Il secondo vero problema sta nel fatto che per ogni prodotto agricolo realizzato nei campi o negli allevamenti situati in Italia, si sviluppa un Made in Italy alimentare cinque volte più grande tra contraffazioni e imitazioni. A fronte di 20 miliardi di export Made in Italy nel mondo, ci sono altri 60 miliardi generati da prodotti che non hanno mai visto il nostro Paese e, tolti i prodotti a denominazione di origine, solo un prodotto su tre di quelli venduti nella grande distribuzione italiana è realizzato con prodotti agricoli italiani. E tutto questo nessuno lo sa.

UNA FILIERA AGRICOLA TUTTA ITALIANA, FIRMATA DAGLI AGRICOLTORI Ciononostante, l’agricoltura italiana - come già detto - è una grande realtà che ha in sé le potenzialità per trovare una nuova strada. L’intenzione di Coldiretti, è quella di realizzare un grande sistema agroalimentare, che premi i produttori e offra ai consumatori prodotti di qualità e a un prezzo giusto. Il meccanismo perverso dei bassi prezzi, che provoca effetti devastanti sul tessuto imprenditoriale e sul potere di acquisto dei consumatori, può essere contrastato grazie al progetto che Coldiretti si appresta a lanciare a tutto il Paese: la costruzione di una filiera agricola tutta italiana firmata dagli agricoltori. Una filiera dunque ITALIANA, in grado di trasferire i nostri valori distintivi fino al consumatore. Italiana fino in fondo, perché tutti i processi devono avvenire in Italia, dalla produzione

Il valore aggiunto per ettaro, ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall’agricoltura italiana, è oltre il triplo di quella Usa, doppia di quella inglese, e superiore del 70% rispetto a quelle di Francia e Spagna. Inoltre, l’agricoltura è l’unico settore in controtendenza in Italia che ha fatto registrare una crescita del valore aggiunto del 2,4 per cento nel 2008, a conferma del fatto che la campagna può svolgere un ruolo anticiclico a sostegno dell’economia. L’agricoltura italiana è in Europa il primo produttore di vino e mosti, riso, tabacco, frutta fresca e ortaggi freschi; il secondo produttore di fiori, uova e pollame; il terzo produttore di carni bovine, barbabietola da zucchero, frumento.

• IN TERMINI DI SICUREZZA ALIMENTARE

Spetta all’agricoltura italiana il primato della sanità e sicurezza alimentare del Made in Italy alimentare con il record del 99 per

agricola rigorosamente Made in Italy alla trasformazione effettuata nel nostro Paese, a vantaggio non solo degli agricoltori, ma di tutta l’economia e dei territori. Una filiera AGRICOLA in quanto gestita per una parte sempre più importante direttamente dagli agricoltori, ove possibile in ogni sua fase, finanche nella distribuzione, per la quota parte (ovviamente limitata) relativa ai farmers’ market. Una filiera “FIRMATA” nel senso che renda visibile e riconoscibile “l’italianità” nei confronti del consumatore finale, attraverso la creazione, per l’appunto di una “firma” che distingua l’intero prodotto agricolo autenticamente Made in Italy, basandosi sulla trasparenza della filiera, sull’indicazione dell’origine in etichetta e sul legame del prodotto con il territorio di riferimento. Una “firma” che contraddistingua il prodotto agricolo in ogni canale di vendita, sia esso il farmers’ market o lo scaffale del supermercato o ancora l’export. Insomma, un modo per trasferire e rendere riconoscibile al consumatore il valore dell’agricoltura e degli agricoltori italiani nei prodotti alimentari. Il rapporto con il consumatore e la sua fiducia verso l’agricoltura sono un elemento imprescindibile per il successo del progetto. In questo senso, la Fondazione Campagna Amica, promossa da Coldiretti, rappresenta uno strumento importante per rinsaldare l’alleanza tra produttori e consumatori. Proprio la Fondazione si fa promotore di iniziative di comunicazione e garante degli impegni assunti dagli agricoltori. Ad esempio solo i farmers’ market che rispettano le regole di trasparenza nella formazione dei prezzi e di garanzia verso i consumatori di un apposito disciplinare, possono chiamarsi “Mercati di Campagna Amica”.

GLI ATTORI COINVOLTI Per attuare il progetto è necessario l’impegno e la partecipazione di molti soggetti: •Le Imprese agricole, protagoniste della filiera e riconosciute dai consumatori. Il loro obiettivo è quello di far aumentare quei


cento di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge. A questo si aggiunge anche il primato in termini di legislazione a tutela della sicurezza e del consumatore.

• IN TERMINI DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

La leadership europea nel biologico: un terzo delle imprese biologiche europee sono italiane così come un quarto della superficie bio dell’Unione superando il milione di ettari (1.067.101,66) con 49.859 imprese agricole.

Un paesaggio unico che è meta di un crescente flusso turistico nei 772 parchi e aree protette presenti in Italia che coprono ben il 10 per cento del territorio nazionale. Una tendenza confermata dalla crescita dell’agriturismo, che può contare in Italia su 16.000 imprese agricole.

• IN TERMINI DI QUALITÀ, TIPICITÀ E LEGAME CON IL TERRITORIO

L’agricoltura Italiana ha la leadership europea nei prodotti tipici: 176 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta

17 centesimi che oggi finiscono nelle loro tasche su un euro di spesa, senza gravare necessariamente sulle tasche del consumatore. •Le Cooperative agricole, soggetti fondamentali per la costruzione della filiera italiana firmata, con particolare riguardo all’aggregazione dell’offerta, alla trasformazione del prodotto italiano e alla valorizzazione delle imprese agricole. •Le cooperative costituiscono un mezzo fondamentale per superare i limiti dimensionali che caratterizzano le aziende agricole, aggregando l’offerta di prodotto italiano di qualità. Oggi esse scontano le conseguenze negative di scelte organizzative sbagliate compiute in passato puntando sull’omologazione in nome di un approccio orientato più su politiche di prezzo che di vera valorizzazione dei conferimenti dei soci. Per questo hanno bisogno di una nuova attenzione per recuperare il loro vero significato: agire in modo solidale nei confronti dei soci per valorizzare il prodotto da questi conferito e l’agricoltura che ne è generatrice. •I Consorzi agrari, soggetti centrali del progetto, profondamente radicati nel territorio ed espressione di una lunga storia al servizio e al fianco delle imprese agricole. Forti di questa storia e proiettati verso il futuro, grazie alla loro penetrazione territoriale e al patrimonio di competenze accumulato, i Consorzi agrari si candidano oggi ad essere un nodo operativo fondamentale del progetto agendo su due fronti: - In qualità di piattaforma logistica infrastrutturale dell’agricoltura dell’intero Paese, ottimizzando l’approvvigionamento di mezzi tecnici, fornendo servizi materiali ed immateriali, da quelli commerciali a quelli finanziari a carattere creditizio e assicurativo. - In qualità di costitutori diretti della filiera italiana firmata, soprattutto per quelle produzioni che necessitano di

riconosciuti dall’Unione Europea, di cui 114 Dop e 62 Igp. L’agricoltura Italiana ha un ruolo di primissimo piano in campo enologico: 477 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica, pari ad oltre il 60% della produzione vinicola nazionale. Una ricchezza unica nei prodotti agroalimentari tradizionali: 4.396 specialità tradizionali censite dalle Regioni in quanto ottenute secondo metodiche praticate sul territorio in modo omogeneo e regole tradizionali. Ricchezza confermata e rafforzata dalla scelta di non utilizzare OGM nelle nostre colture. Il primato della qualità dell’alimentazione, testimoniato dalla dieta mediterranea, riconosciuta da studi medici come un toccasana per la salute, in grado di incidere sulla longevità e sulla qualità della vita. Un primato che la fa ambire a essere riconosciuta patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Il primato europeo nell’export dei prodotti agroalimentari, tra i più apprezzati e per questo anche tra i più imitati al mondo: si stima che il fatturato dei prodotti Made in Italy taroccati raggiunga oltre i 50 miliardi di euro.

importanti processi di aggregazione dell’offerta, a cominciare dai seminativi. Considerato il loro ruolo centrale per l’agricoltura e per lo sviluppo del progetto, si rende necessario uno sforzo per estendere la loro operatività anche al Mezzogiorno, area in cui oggi la rete risulta carente. •I Mercati di Campagna Amica sono strumenti per collocare direttamente sul mercato i prodotti della filiera agricola italiana. E’ evidente, comunque, che il ruolo principale dei Mercati di Campagna Amica è soprattutto quello di comunicazione e di informazione ai consumatori dei valori distintivi ed esclusivi dei prodotti della filiera italiana firmata, prodotti che potranno trovare spazio nei canali distributivi tradizionali in Italia e all’estero. Oggi i mercati degli agricoltori sono circa 200, ma Coldiretti punta a realizzarne 2 mila in tutto il Paese entro i prossimi due anni al progetto contribuiranno tutti gli attori: imprese agricole, cooperative e consorzi agrari. Il progetto di Coldiretti è quindi realmente un progetto per il Paese, che coinvolge molti attori economici e i cittadini

consumatori. La vera filiera agricola tutta italiana firmata è anche la modalità per rafforzare e qualificare la nostra presenza sui mercati internazionali, oggi minacciata dall’agro-pirateria e da chi spaccia per italiani prodotti che ne portano solo il nome. Una filiera agricola tutta italiana è un progetto aperto a tutte le imprese che ne condividono la filosofia, a cominciare dall’industria alimentare e dalla grande distribuzione. Non è un progetto contro qualcuno. È un modo per creare più concorrenza, più trasparenza, più potere contrattuale per gli agricoltori, più vantaggi per i cittadini e, soprattutto, per valorizzare e distinguere il vero Made in Italy fatto di agricoltura italiana.


imprenditori dell’agricoltura italiana nelle sue forme singole MANIFESTO Noi e associate - imprese, cooperative, consorzi, associazioni PER UNA che si riconoscono nel progetto di Coldiretti - considerando che: la storia e l’evoluzione del nostro Paese e dei suoi territori appaiono FILIERA indissolubilmente legati al ruolo dell’Agricoltura e di chi opera nel mondo agricolo AGRICOLA l’agricoltura e il cibo italiano per purezza ed unicità rappresentano un contributo fondamentale alla ricchezza, alla salute e alla qualità della vita di tutti i nostri TUTTA concittadini la promozione e la ricchezza dell’immagine italiana nel mondo sono per molti versi ITALIANA il frutto della varietà e della distintività dei nostri prodotti agricoli e alimentari  



l’agricoltura – per le sfide che il Pianeta deve affrontare in termini di sicurezza, fabbisogno alimentare e sostenibilità ambientale – ha riassunto una posizione centrale; siamo fermamente consapevoli di come, a dispetto di un ruolo così significativo per il Paese, il peso e il riconoscimento economico e sociale dei produttori lungo la filiera agricola si siano progressivamente attenuati. Ciò si rivela iniquo nei confronti di chi si colloca agli estremi della filiera: ingiusta, quindi, la remunerazione e la considerazione per i produttori agricoli, insufficiente la trasparenza a tutela dei consumatori. Riformare dal profondo questa situazione diventa un dovere. 

Roma lì 30 aprile 2009

La missione che ci diamo per l’immediato futuro è quella di fondare una filiera agricola, tutta italiana, riconoscibile perché porta la firma degli agricoltori italiani. Ci impegniamo, quindi:  come imprenditori a rafforzare con i cittadini un patto di crescita fondato sulla qualità, sulla sicurezza,  sulla conservazione della bellezza dei luoghi, anche attraverso l’adesione ai valori della Fondazione Campagna Amica quale luogo di dialogo proficuo con segmenti sempre più vasti della società italiana;  come imprenditori tutti a costituire una filiera agroalimentare fondata sui valori dell’identità, della trasparenza, della efficienza e della sostenibilità;  come cooperative e consorzi già impegnati nella costituzione di filiere agroalimentari che traggono nutrimento e forza dai territori italiani e dalla ‘firma’ dei produttori, ad alzarne significativamente l’efficacia e l’efficienza, aggregandone le forze e facendone un potente strumento di economicità, nella qualità e ricchezza dei prodotti e dei servizi;  come “Mercati di Campagna Amica” a promuovere l’estensione capillare dei mercati degli agricoltori e di ogni formula di vendita diretta, quale momento di valorizzazione della firma dei produttori e di risposta alla crescente domanda di cibo veramente italiano e genuino. Tutto ciò avrà come naturale conseguenza la creazione di un nuovo modello agro-alimentare, fondato dai produttori stessi che offra:  una giusta remunerazione a chi produce,  un giusto prezzo e una effettiva garanzia di qualità e di trasparenza dei cibi,  la valorizzazione dei primati e delle distintività dei nostri territori e di chi vi abita e lavora,  un accrescimento del patrimonio complessivo del nostro Paese. Molto è nelle mani dei governi e degli uomini politici, ma molto dipende da noi. Agricoltori, famiglie, cittadini, insieme possiamo fare tanto: lo dobbiamo ai nostri figli.

Questo è il nostro progetto per il Paese. Al raggiungimento di questi obiettivi diamo la nostra solenne adesione.

Una filiera agricola tutta Italiana  

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