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NELL’ARTICO I PREDATORI D’AVORIO RIUSCIRANNO DAKOTA E I SUOI AMICI A SALVARE LA NAVE DI GHIACCIO, SCOVARE IL CIMITERO DEI MAMMUTH

Federico Bini

MINACCIANO UN ANTICO VELIERO.

E IMPEDIRE UN DISASTRO AMBIENTALE?

Federico Bini

CON U A NA G DEL I SEGR UIDA POL ETI ON ORD

La nave di ghiaccio

Federico Bini è nato a Milano nel

1951. Fin da ragazzo ha lavorato in ogni genere di giornale. Ma quello è il dovere, “la scuola”. Anche adesso che è un direttore. Raccontare storie, invece, per Federico è da sempre “la ricreazione”. Soprattutto se riguardano le sue grandi passioni: le stelle, la natura, il mare, i numeri e i libri d’avventura. Proprio come nella serie dei Dakota, arrivata con questo volume al terzo episodio.

ISBN 978-88-6145-012-7

Consigliato dai ai anni

9 99

8,50

La nave di ghiaccio

Angelo Caligaris

Dakota 13


Federico Bini

La nave di ghiaccio Dakota 13 disegni di Cinzia Ghigliano


Federico Bini La nave di ghiaccio - Dakota 13

disegni di Cinzia Ghigliano

dello stesso autore: Dakota 11 Dakota 12 e i biopirati

ISBN 978-88-6145-012-7 Prima edizione novembre 2007 © Carlo Gallucci editore srl Roma ristampa 5 4 3 2 1 0 anno 2012 2011 2010 2009 2008 2007 9

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galluccieditore.com Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.


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La nave di ghiaccio

«F

oxtrot Eco Bravo India. Sto volando a 1200 metri per zero otto zero. Mi sposto verso Nord. Devo far vedere qualcosa al mio giovane amico». Il pilota ridacchiò mentre dall’altoparlante usciva a singhiozzi la risposta concitata dell’operatore: «Negativo Foxtrot Eco, negativo. Rientrate subito alla base…» A quel punto il tono ufficiale venne abbandonato: «Insomma Jack, quell’aereo non è tuo, riportalo a terra e smettila di andartene in giro per i cieli della Groenlandia. C’è del lavoro da sbrigare qui!» «Non ricevo… non ricevo», fu la replica del pilota che inclinò il Cessna in una virata stretta. Dakota, che gli sedeva accanto, vide improvvisamente il panorama cambiare dal bianco accecante del ghiaccio al blu profondo del cielo. Meno male che le cinture di sicurezza lo trattenevano: quel tipo era piuttosto disinvolto ai comandi. «Jack dannazione. Rient…» 13


La nave di ghiaccio

Il pilota spense la radio. «Ecco fatto», concluse soddisfatto. «Allora, sei pronto ragazzo?» Dakota aveva sentito tutta la storia e ancora non ci credeva. «Mi porti davvero a vedere la vecchia nave?» «Certamente. Te l’avevo promesso». Il Cessna era tornato in volo orizzontale. Duemila metri sotto, la grande distesa di ghiaccio mandava riflessi argentei e l’unica cosa viva che si muoveva sulla superficie era l’ombra disegnata dal velivolo. «Ma stiamo volando sopra il ghiaccio e…» Dakota consultò una carta: «C’è ancora ghiaccio per parecchi chilometri davanti a noi. Come è possibile trovare una nave qui? Vecchia di un secolo, per giunta!» Jack sghignazzò. «È questo il bello, ragazzo!» Scese in picchiata, portandosi a quota 500. Dakota 13 (aveva compiuto 13 anni e quindi il suo nome era cambiato con l’età) si trovava lassù nel Grande Nord alla ricerca del padre che ormai non vedeva da oltre due anni, cioè da quella notte a Istanbul quando ricevette quel messaggio: “Dakota, sei in pericolo…” Da lì avevano preso origine tutte le sue avventure. 14


La nave di ghiaccio

Era stato Jack, pilota commerciale che andava su e giù attraverso la Groenlandia per portare rifornimenti e materiali fino ai più sperduti avamposti, ad avvertirlo in Amazzonia tramite una complessa catena di contatti. Il padre di Dakota aveva fatto scalo da quelle parti con un aereo cargo che portava le insegne della Geprox, società di prospezione mineraria. Doveva restare lì qualche settimana e invece improvvisamente era sparito, poco prima che Dakota arrivasse. Risultato: adesso il ragazzino era lì, “a carico” del povero Jack che non sapeva darsi pace per averlo fatto salire inutilmente fino a quella terra gelida e inospitale. Così, per farsi perdonare in qualche modo, gli aveva promesso di portarlo in un luogo segreto dove per caso aveva scoperto una strana nave intrappolata nei ghiacci. Ecco perché si trovavano a volare sulla grande distesa bianca, su una rotta illegale, senza permessi e verso qualcosa che forse neppure esisteva: un veliero del secolo scorso ancora intatto! Jack era un gran fanfarone. Lo sapevano tutti a Solitude Bay. «Un orso!» Per un attimo Dakota aveva scorto uno strano riflesso sulla neve, qualcosa che si muoveva lasciando una traccia sottile alle spalle. 15


La nave di ghiaccio

«Andiamo a controllare?» «Sì», rispose Dakota tutto eccitato. «Non ho mai visto da vicino un orso bianco!» Pessima decisione. Un secondo dopo il ragazzino si trovò lo stomaco da una parte e la testa dall’altra. Jack non conosceva virate dolci per il suo aereo: ora puntava decisamente un’ala verso terra e l’altra contro il sole. Tutte le strutture del povero velivolo gemevano sotto lo sforzo. Pochi attimi dopo, quando Dakota era ormai sicuro di sfracellarsi (perché l’ala puntata verso terra era quella dalla sua parte), Jack riallineò il Cessna parallelo al terreno: stomaco e testa tornarono immediatamente ai loro posti.


La nave di ghiaccio

L’orso si trovava sulla destra, a un centinaio di metri, e guardava quello strano essere metallico che si era materializzato al suo fianco. Il pilota aveva manovrato in modo da avere la luce diretta sull’animale che invece a sua volta era accecato dal sole. «Piccolo trucco», ghignò, «nessun orso attacca con il sole negli occhi». Come se fosse stata una lotta pari, un orso contro un aereo! Quel tipo era pazzo, concluse Dakota. Jack puntò il muso in alto e tornò a quota di sicurezza. «Stiamo per arrivare!» notificò con uno strano sorriso. «Tutte le volte che vedo la nave mi chiedo come sia finita lì e non sia mai affondata». Fu in quel preciso momento che Dakota 13 si ricordò di quanto il padre, da piccolo, gli raccontava a proposito di un Angelo delle navi povere.

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NELL’ARTICO I PREDATORI D’AVORIO RIUSCIRANNO DAKOTA E I SUOI AMICI A SALVARE LA NAVE DI GHIACCIO, SCOVARE IL CIMITERO DEI MAMMUTH

Federico Bini

MINACCIANO UN ANTICO VELIERO.

E IMPEDIRE UN DISASTRO AMBIENTALE?

Federico Bini

CON U A NA G DEL I SEGR UIDA POL ETI ON ORD

La nave di ghiaccio

Federico Bini è nato a Milano nel

1951. Fin da ragazzo ha lavorato in ogni genere di giornale. Ma quello è il dovere, “la scuola”. Anche adesso che è un direttore. Raccontare storie, invece, per Federico è da sempre “la ricreazione”. Soprattutto se riguardano le sue grandi passioni: le stelle, la natura, il mare, i numeri e i libri d’avventura. Proprio come nella serie dei Dakota, arrivata con questo volume al terzo episodio.

ISBN 978-88-6145-012-7

Consigliato dai ai anni

9 99

8,50

La nave di ghiaccio

Angelo Caligaris

Dakota 13


La nave di ghiaccio