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Io dico

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19 mm

gioRGIO fAlETti (Asti, 1950 - Torino, 2014)

“Scrivendo Cose Da Ridere ho imparato A Conoscere La malinconia, Scrivendo Romanzi ho imparato A Conoscere La vita, Dipingendo quAdri ho imparato A Conoscere La Luce e il Colore, Scrivendo Canzoni ho imparato A Conoscere me Stesso” Scrittore, attore, sceneggiatore, comico, autore di canzoni per grandi interpreti come Mina, Angelo Branduardi e Milva, Giorgio Faletti è stato uno degli intellettuali più poliedrici e di maggior successo degli ultimi decenni. Ironico, ambizioso, melanconico, mai banale: Io dico ce lo restituisce attraverso la sua stessa voce con testi poetici inediti e aforismi fulminanti scelti da chi lo ha conosciuto, e amato, più di chiunque altro.

“Non solo grande attore e comico, ma anche Artista, cantante eccezionale e SCRIttoRe DI CAPOLAvORI. Giorgio per me era un uomo rinascimentale dei giorni nostri”

Jeffery Deaver

gioRGIO fAlETti iO dIco

ha esordito in televisione nel 1979 e ne è diventato uno dei protagonisti per i successivi decenni grazie ai suoi personaggi e a programmi come Drive In, Fantastico e Striscia la notizia. Grande appassionato di musica, è stato un acclamato cantante e autore. Con la sua Signor tenente ha vinto il Premio della critica al Festival di Sanremo del 1994, dove si è classificato secondo. Nel 2002 ha pubblicato il suo primo thriller Io uccido, che ha venduto oltre cinque milioni di copie solo in Italia ed è stato tradotto in più di trenta Paesi nel mondo. Con i successivi romanzi e raccolte di racconti si è poi confermato un fenomeno letterario italiano e internazionale. Faletti è stato anche un attore di teatro e di cinema, celebre per il ruolo del severo professore nel film Notte prima degli esami (2006).

Con un ricordo di Jeffery Deaver e un omaggio di Massimo Cotto

gi oR GI O fAlETti

iO dIco A cura di Roberta Bellesini Faletti e Chiara Buratti

Immagine di copertina: © Paola Malfatto Art Director: Stefano Rossetti Graphic Designer: Davide Canesi / PEPE nymi

€ 17,00

“Giorgio Faletti voleva bene alle parole. e ne aveva stima: sapeva quanto sono importanti. Loro, le parole, lo capivano. e ricambiavano. Si mettevano eleganti, brillavano e danzavano nelle pagine”

beppe severgnini


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