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Progetto Frigo 2/ok

18-10-2010

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FRIGO RICETTE MAGNETICHE D’AUTUNNO Torta di mele Cassoeula Speciale cucina greca Pollo al curry Cocktail Mojito

JAYMAG

NUMERO 1


Pubbli. Tuborg

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Pubbli. Tuborg

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Sommario Eat Parade delle news Cucina in pellicola Gazpacho al cetriolo con salsa chili Food&Design No design, no party Sweet Moment Torta di mele Microonde Style Risotto alle zucchine La grande abbuffata Cassoeula Il ruminante Pasticcio goloso Mangiamondo Involtini primavera A scuola di cucina Gnocchetti tirolesi alle castagne con crema di porri tartufata Sformato di funghi porcini in crosta di parmigiano Low fat Insalata di gamberetti e patate Cibo da godere Pollo al curry Ho sete Mojito Speciale cucina greca Il Mediterraneo nel piatto

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Editoriale Ciao e grazie di aver raccolto la nostra rivista piccola ma... bella piena. Hai visto che idea? Un magnete in copertina! Così, se ti piace e t’interessa puoi attaccarla sul frigorifero di casa e conservarla lì per ogni evenienza. Se hai il frigorifero ad incasso puoi provare sul microonde o sulla cappa. E se anch’essi non si adattano a quest’uso... facci un po’ quel “cavolo” (giusto per rimanere in tema) che ti pare! Certo, avere “qualcuno” che ti possa venire in aiuto quando non sai proprio cosa cucinare o hai voglia di stupire gli amici con un piatto diverso dal solito non è male. E non è affatto male “rischiare” di ottenere una standing ovation, per esempio, portando in tavola il nostro menu greco, che ti proponiamo nello Speciale di questo primo numero, accompagnato dalle note di un pezzo di Zorbas. Se poi non ami o non hai tempo e voglia di stare ai fornelli, FRIGO ti risparmia anche la fatica di andare a cercare il numero per chiamare qualcuno che ti porti il cibo a domicilio. Dalla pizza al sushi, i numeri sono tutti lì, nella terza di copertina! Poi, per ringraziarci di essere stati così utili, potresti farti venire in mente se conosci un modo particolare per preparare la carbonara e scrivercelo a: redazionefrigo@gmail.com. Nel prossimo numero, infatti, parleremo di tutte le varianti della ricetta di questo famosissimo piatto romano, di cui chiunque (almeno tra i miei conoscenti) crede di possedere quel segreto in più per farlo meglio degli altri. Pancetta o guanciale? Pecorino o grana? Cipolla sì o cipolla no? Solo il tuorlo o anche l’albume? Uova sbattute o no? Facci conoscere la tua verità sulla carbonara e se ci convincerà la vedrai pubblicata su FRIGO n° 2. Massimo Vaccaro

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Direttore responsabile Massimo Vaccaro (massimo.vaccaro@tr endweb.it) Pubblicità Tel. 02/45485570. Concessionaria Media Adv, tel. 02/43986531. info@mediaadv.it Redazione Antonella Pilato (redazionefrigo@gm ail.com) Tel. 0245485560. Hanno collaborato Aldo Pacciolla, Elena Carella, Manuela Colombini, Congusto. Grafica Pier Galliani, Studio Grafico Milano. Jay Mag è registrato presso il tribunale di Milano con il numero 533 del 24/09 2003. Printed in Italy. Tutti i diritti sono riservati. Manoscritti e foto restano di proprietà della Fantasy Communication e, anche se non pubblicati, non saranno restituiti. E’ vietata la riproduzione anche parziale di testi, documenti e foto. Stampa Grafiche Boccia Spa, via Tiberio Claudio Felice, 7, Salerno.


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La eat parade delle news Il gelato del peccato L’aperitivo è vintage Se per caso vi capita di passare dall’Esselunga, date un’occhiata al settore bibite: potreste essere accolti da una piacevole sorpresa. E dico “potreste” perché non è detto che la “limited edition” Sanbittèr non sia andata già a ruba quando arriverete al supermercato che li vende in esclusiva. Si sa, infatti, che il vintage va molto di moda ormai anche per l’arredamento, e le scatole di latta che riproducono le immagini delle storiche campagne pubblicitarie dell’analcolico rosso potrebbero diventare degli oggetti da collezione. Vendute in tre diverse versioni, le confezioni contengono 4 bottigliette di Sanbittèr e illustrano le origini della vecchia bottiglia, dell’intramontabile stella rossa e del primissimo nome “Bitter S.Pellegrino”.

“Immaculately Conceived” (“Immacolatamente concepito”). E’ questo lo slogan pubblicitario più chiacchierato del momento in Inghilterra. E non perché sia particolarmente bello, ma perché stampato sulla foto di una giovane suora incinta che mangia il gelato sponsorizzato. “Ideona” che non è piaciuta all’Advertising Standards Authority che ha messo al bando i manifesti pubblicitari per offesa ai valori della religione cattolica. A quanto pare però ciò non basterà a fermare l’azienda produttrice del gelato, tra l’altro di origini italiane con sede a Londra, che ha già annunciato lo slogan della prossima serie di manifesti: “We Believe in Salivation” (“Noi crediamo nella salivazione”). La foto? Due sacerdoti che stanno per baciarsi tenendo in mano una confezione del dessert.

Chi fa i testicoli più buoni? Si svolge ogni anno alla fine di agosto e fino ad ora pare non abbia mietuto vittime, per cui si può provare tranquillamente. Stiamo parlando del “World Testicle Cooking Championship” ovvero (se non fosse ancora chiaro) del campionato mondiale di cucina di testicoli, ormai giunto alla settima edizione. Per andare ad assaggiare queste prelibatezze però vi dovrete spingere fino a Ozrem, un villaggio a 150 km dalla capitale della ex Jugoslavia, Belgrado.


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Gli insetti salveranno il mondo… Per combattere la fame nel mondo la FAO si è fatta venire un’idea: mangiare insetti! L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura ha deciso di promuovere il consumo alimentare degli insetti perché considerati fonti preziose di proteine, vitamine e sali. Ma come cucinarli? Basta solo informarsi visto che milioni di persone nel mondo li utilizzano già quotidianamente in cucina e, infatti, oggi oltre mille specie di insetti fanno parte della dieta umana.

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Naked food alla veneta Siete stanchi dei soliti aperitivi? Vi alletta l’idea di un happy hour eccitante? Allora il posto che fa per voi è a Vicenza al “Diverso strip bar”. Qui al posto di tavole imbandite, troverete corpi nudi di donna imbanditi! Il titolare del locale ha, infatti, appena inaugurato la moda delle “ragazze vassoio” che oltre ai soliti strip tease, dalle 19 alle 21, offrono agli avventori gradevoli stuzzichini posti sulla propria pelle, circondate da colleghe che si esibiscono intorno al palo.

Mamma Scorsese in cucina L’8 settembre scorso è stato presentato al Cinema Lumière di Bologna il cofanetto (libro+dvd) “Italianamerican”, che per la prima volta raccoglie in un un’unica edizione l’omonimo documentario del 1974 di Martin Scorsese e il volume di ricette di siciliana memoria della mamma del regista. Pubblicato da Edizioni Cineteca di Bologna (nella collana Slow Food on Film), questo libro, inedito finora in Italia, ripercorre attraverso i piatti di mamma Catherine la storia della famiglia del regista. Tra polpette al sugo, caponata e braciole, viene fuori il ritratto della cultura italoamericana vista dalla cucina di casa Scorsese.


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Cucina in pellicola

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di Manuela Colombini

Gazpacho al cetriolo con salsa chili Senza un uomo si può vivere, senza cucina e cinema, manco per niente. I registi più famosi, e quelli appena venuti alla luce, giocano da sempre con la cucina. Il luogo fisico rappresenta il punto di aggregazione e di sviluppo di tante storie, ma anche la messinscena di momenti salienti ed emozionanti. Come dimenticare

Woody Allen in “Annie Hall” (“Io e Annie” 1977) mentre nei panni del nevrotico Alvy Singer ci mostra momenti della sua relazione con Annie, anche attraverso un disastroso e comico tentativo di cucinare delle aragoste? Lo stesso Pedro Almodovar utilizza la cucina ed una specifica ricetta per citare se stesso. In “Mujeres al

borde de un ataque de nervios” (“Donne sull’orlo di una crisi di nervi” – 1988) la protagonista, interpretata da Carmen Maura, prepara il piatto preferito del suo amante, il Gazpacho, e lo arricchisce di barbiturici. Ne “Los abrazos rotos” (“Gli abbracci spezzati” – 2009) Penelope Cruz è un’aspirante attrice, e nelle sequenze


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ambientate sul set del suo film, scopriamo che sta interpretando un ruolo simile a quello di Maura. Entrambi i film sono ambientati in Spagna, dove il Gazpacho è uno dei piatti tipici. E’ fresco ed energetico, adatto al clima caldo che da giugno a settembre contraddistingue la penisola iberica. Una ricetta semplice, ma molto intrigante, di cui vi propongo un’insolita variante. L’ho appresa in un viaggio in Napa Valley durante uno stage di cucina molto interessante, sotto più punti di vista.

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Ingredienti per 8 persone Per la salsa 1/2 tazza di peperoni, tagliati a cubetti sottili • 2 cucchiai da tavola di menta fresca macinata o di basilico, o una combinazione di entrambi • 2 cucchiai di olio extra-vergine d’oliva • 2 cucchiai di aceto di vino (in alternativa si può aggiungere del limone che la rende ancora più chiara e leggera) • 1 presa di sale da cucina (in alternativa anche una presa di sale fino) • Pepe appena macinato q.b. Per la zuppa • 8 tazze di cetrioli pelati, privati dei semi e tritati grossolanamente (circa 4 cetrioli in totale). I cetrioli devono rimanere freschi e croccanti • 1 tazza e 1/4 di olio extra vergine di oliva, e qualcosina in più ancora per condire • 1 tazza di acqua fredda • 1 spicchio d’aglio • 1/2 tazza di aceto bianco • 2 cucchiai di succo di limone appena spremuto • 2 cucchiai di sale • 1/4 di cucchiaio di pepe appena macinato

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• 1/4 di cucchiaio di pepe di cayenna • Crostini di pane Preparazione Unire i peperoni, la menta, l’olio e l’aceto in una piccola ciotola e condire a piacere con sale e pepe. Lasciar riposare per almeno mezz’ora prima dell’uso. Mettere i cetrioli, l’olio, l’acqua, l’aglio, l’aceto, il succo di limone, il sale e il pepe di cayenna in un frullatore e farne una purea. Versare il gazpacho in una zuppiera. Coprire e raffreddare in frigorifero per almeno 1 ora prima di servire. (La zuppa può essere preparata anche il giorno prima). Sopra ogni porzione aggiungete crostini di pane, un cucchiaio di salsa e un filo d’olio extra-vergine d’oliva.


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Food & design

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di Elena Carella

No design, no party Ed eccoci qui, perfettamente vestite per l’aperitivo, la cena in piedi o la festa dopocena a casa nostra. Abbiamo pensato a tutto, e su quei tacchi stiamo proprio bene. Si sta avvicinando quel ragazzo bellissimo che chissà da dove è spuntato e, oddio! Adesso come faccio? Con il bicchiere in una mano e il piatto nell’altra le presentazioni si trasformeranno in un momento imbarazzante…per non parlare dell’immagine decisamente poco dignitosa di noi col bicchiere e il piatto pieni. La soluzione arriva dal design che con tocchi di stile e idee brillanti che faranno

dire a tutti “questo avrei potuto pensarlo io” già, ma invece l’ha pensato un altro, trasformano una festa ne La Festa. Un’dea molto chic per avere le mani libere sbocconcellando qua e là, arriva da Fred&Friends con il suo Finger Food, trasformato da una moda di strada ad un oggetto davvero pratico: un anello con piattino a dimensione di sushi. Chi invece è indeciso tra un analcolico e un bicchiere di vino troverà la soluzione ideale nel Gatsby Glass di Dovetusai Studio: un bicchiere dalla forma double face. Nell’indecisione sul contenuto, vi

consigliamo di usarlo a fasi alterne onde evitare antiestetiche macchie. Per avere invece tutte le posate a portata di mano perché, non si sa mai, la fetta di prosciutto potrebbe essere troppo grande e tagliarla con la forchetta, si sa, è un’impresa da circo, basta optare per uno dei kit di Pandora Design, dalle Standing Ovation alle Clack. O, meglio ancora, per non rischiare di restare senza posate, il consiglio è di tenere sempre in borsa una Pandoracard: un set di posate in plastica unite in un rettangolo delle dimensioni di una tessera dei Punti Fragola…o di un’American Express, se volete fare le sostenute. Ai piatti ci pensa invece Seletti con la linea Estetico Quotidiano. Sembrano in plastica ma sono in ceramica con evidenti vantaggi: la festa non sembra un party per vecchie signore con i piattini in ceramica antica dipinti a mano, ma nel frattempo evitate quelle scene pietose di mani che si scottano per sostenere con il palmo la


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cedevolezza della plastica. Doppio vantaggio anche per i tovaglioli che hanno l’aspetto raffinato di quelli in stoffa ma sono in realtà di carta. Li trovate in rotoli a quadretti blu, rossi, verde o in tinta unita, da Jannelli&Volpi, in via Melzo a Milano. Buona serata e buon divertimento, sperando che il ragazzo bellissimo, che chissà da dove è spuntato, si stesse dirigendo verso di voi e non verso la ragazza dietro di voi che, guarda caso, ha un bicchiere in una mano e un piatto nell’altra.

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Sweet Moment

Torta di mele

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Iniziamo la rubrica dedicata ai dolci da lei, dalla più classica delle torte, da quella che anche Nonna Papera riusciva a fare straordinariamente bene e che è persino riuscita a far provare i primi piaceri erotici al “mitico” Jim Levenstein in “American Pie”. Una torta semplicissima da realizzare, in grado però di far guadagnare punti incredibili agli occhi di amici, parenti, amanti. Provate a dire “ti posso offrire la mia torta di mele?” e guardate l’effetto che fa. A me sta già scendendo una lacrima dall’emozione! Ingredienti • 250 g di farina • 150 g di zucchero • 150 g di burro • 3 uova • mezza bustina di lievito per dolci • 1 bicchierino di latte • 4 mele • zucchero a velo q.b. Preparazione In un recipiente capiente montare le uova con lo zucchero, quindi unire la farina, il burro fuso, il bicchierino di latte e, per ultimo, il lievito ed amalgamare bene.

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Disporre il composto in una teglia per dolci precedentemente imburrata, sbucciare le mele, tagliarle a fettine sottili e disporle con molta cura a raggiera sopra al composto. Infornare a 180 gradi per circa 35 minuti; lasciar raffreddare la torta e cospargerla di zucchero a velo prima di servirla. AIUTO, non so più che dire!!! La mela, presente in Italia nominalmente con circa 2000 varietà, è il frutto più destagionalizzato (lo si trova tutto l’anno), ma la maturazione naturale varia da fine agosto a metà ottobre. Essa è da sempre alleata della bellezza: ha un bassissimo apporto calorico; aiuta ad eliminare dal corpo le sostanze tossiche, grazie alla pectina, e contiene vitamine importanti come provitamina A, vitamine B1, B2, B6, E e C, niacina e acido folico insieme a flavonoidi e carotinoidi dall’effetto antiossidante. Disco: uno qualsiasi di Ella Fitzgerald Vino: Caluso Passito

Possibilità che vi salti addosso **** Possibilità che rimaniate amici ** Possibilità che si smaterializzi *


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Microonde Style

Risotto alle zucchine

…Eravamo giovani, eravamo arroganti, eravamo ridicoli, eravamo eccessivi, eravamo avventati, ma avevamo… tutti un microonde! Abbie Hoffman, da lassù, mi maledirà per aver rovinato così la sua celebre frase, ma tant’è. Quasi tutti noi “ciovani” d’oggi possediamo

questa “macchina infernale” e spesso non sappiamo bene cosa farne. Sappiate che si può utilizzare per cucinare, e anche piuttosto bene! L’importante è tenere d’occhio l’orologio: 5 minuti in più potrebbero essere fatali per quelle zucchine!


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Ingredienti per 2 persone • 10 g di burro • 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva • 180 g di riso • 40 g di parmigiano grattugiato • 3 zucchine • 1 cipolla • 3 dl di brodo • Prezzemolo tritato • Sale q.b. Preparazione In un contenitore adatto al microonde, mettere la cipolla tritata, l’olio e le zucchine tagliate à la julienne. Coprire e cuocere a 750 Watt di potenza per 3 minuti. Aggiungere il riso, il brodo ed il sale e cuocere per circa 12 minuti, girando almeno due volte durante la cottura.

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Mantecare con il parmigiano ed il burro, spolverare di prezzemolo e servire. Tempo di preparazione: 25 minuti. AIUTO, non so più che dire!!! La locuzione à la julienne è citata per la prima volta in Le Cuisinier Royal, scritto del 1722. L’origine è incerta, ma potrebbe derivare dal nome

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proprio francese Jules o Julien. Secondo altre versioni, uno chef di nome Jean Julien avrebbe utilizzato per primo il metodo per la preparazione delle verdure. Disco: Tourist History dei Two Door Cinema Club Vino: Locorotondo

Possibilità che vi salti addosso **** Possibilità che rimaniate amici ** Possibilità che si smaterializzi *


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La grande abbuffata

Cassoeula

Se siete solo leggermente in sovrappeso vi conviene saltare pagina senza nemmeno controllare gli ingredienti. Rischiate di prendere ulteriori kg solo guardando

intensamente la foto. Certo, poi potreste smaltirli tutti allenandovi a pronunciare correttamente il nome. Io è 8 anni che ci provo e ancora non ci sono

riuscita. Anzi c’ho proprio rinunciato! Come fare però a rinunciare a quelle goduriose 800 kcal per porzione??? Non lo so! Se trovo il modo ve lo dico…


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Ingredienti per 6 persone • 1,5 kg di verze • 800 g di costine di maiale • 250 g di cotenne di maiale pulite, raschiate e lavate • 1-2 verzini a persona • 2 piedini di maiale puliti, raschiati e lavati • 1 orecchio di maiale pulito, raschiato e lavato • 200 g di carote • 200 g di sedano • 100 g di cipolla • 50 g di burro • 1 musetto di maiale (facoltativo) • Codino del maiale (facoltativo) • 1 bicchiere di vino bianco secco • Brodo di carne • Sale e pepe q.b. Preparazione Far bollire per circa un’ora, in una pentola con acqua bollente, i piedini di maiale tagliati a metà, le cotenne e le orecchie. In una casseruola grande, a fuoco lento, mettere il burro e far soffriggere la cipolla affettata, aggiungere le costine di maiale, l’orecchio e le cotenne tagliate a piccole strisce. Cuocere facendo rosolare bene a fuoco vivace le carni. Aggiungere sedano e carote, versare il vino bianco e farlo sfumare. Aggiungere un mestolo di brodo, mettere il sale (volendo il pepe) e rimescolare il tutto. Coprire e lasciar cuocere a fuoco lento per almeno un’ora, controllando che non si attacchi al fondo (nel caso aggiungere altro brodo). Intanto pulire la verza, tagliarla a pezzi grossolanamente e cuocerla a fuoco lento in una pentola coperta con pochissima acqua finché non appassisce (5-10 minuti). Metterla quindi nella casseruola delle carni insieme alla luganega tagliata a pezzi ed ai verzini interi. Coprire e far cuocere a fuoco moderato per altri 30 o 45 minuti controllando che non si attacchi al

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fondo. Provvedere ogni tanto a rimuovere il grasso in superficie. AIUTO, non so più che dire!!! La cassoeula (dall’antico cazza, tegame) è un piatto invernale tipico della tradizione popolare milanese e lombarda. Il piatto, così come viene preparato, nasce all’inizio del XX secolo e probabilmente deriva ed è legato alla ritualità del culto popolare di Sant’Antonio abate festeggiato il 17 gennaio, data che segnava la fine del periodo delle macellazioni dei maiali. Disco: Akuaduulza di Davide Van De Sfroos Vino: Barbera del Monferrato Possibilità che vi salti addosso * Possibilità che rimaniate amici ** Possibilità che si smaterializzi ****


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Il ruminante

Pasticcio goloso Per tutti quelli che pensano che il cibo vegetariano sia triste, ecco un piatto da far venire l’acquolina in bocca solo a guardarlo. Ed è proprio come

sembra: calorico di brutto! Dunque preparatevi, perché al 99,9 per cento ci sarà qualcuno che dopo averlo avidamente ingurgitato vi chiederà:

“Ma il vegetariano non era leggero???”. La risposta con rutto potrebbe essere la più appropriata (anche secondo il galateo)...


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Ingredienti per 4 persone • 1 confezione di Leerdammer Fette Original • 300 grammi di tagliolini all’uovo • 500 grammi di besciamella • 1 confezione di funghi surgelati • 1 spicchio d’aglio • Prezzemolo • Noce moscata Preparazione Accendere il forno a 210 gradi. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Cuocere i funghi in una padella con tre cucchiai d’olio extra vergine d’oliva e uno spicchio d’aglio e quando sono cotti aggiungere del prezzemolo tritato. Scolare la pasta al dente e metterla in una pirofila, condirla con la besciamella, della noce moscata grattugiata, i funghi e le fette di Leerdammer. Mettere in forno per 20 minuti circa. AIUTO, non so più che dire!!! La noce moscata (da “noce di Masqat”) agli inizi del Settecento per le sue caratteristiche di antisettico fu considerato come rimedio per oltre cento malattie. Attenua nausea e vomito, ma ingerita in dosi elevate provoca una leggera

alterazione dello stato di coscienza e nelle donne incinte può mettere a rischio lo sviluppo del feto.

Disco: Orizzonti Perduti di Franco Battiato Vino: Barbera Oltrepo Pavese fermo

Possibilità che vi salti addosso *** Possibilità che rimaniate amici ** Possibilità che si smaterializzi *


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Mangiamondo

Involtini Primavera (Chun juan)

Ha girato ha girato e alla fine il nostro “mangiamondo” ha “scelto” la Cina per inaugurare la rubrica delle ricette dal mondo. Forse condizionato dagli odori che

arrivavano dalla vicina Paolo Sarpi, la Chinatown milanese. D’altronde, i profumi che sprigionano le prelibatezze cinesi si fanno sentire… soprattutto se si

tengono le finestre aperte! Voi però, mentre cucinate gli involtini, tenetele tutte spalancate, altrimenti potreste essere costretti a infilare anche i mobili in lavatrice!


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Ingredienti per 12 involtini • 12 fogli di pasta per wonton • 2 carote • 1 costa di sedano • 1 cipollotto • 3 foglie di verza • 100 g di germogli di soia • Sale q.b. • Olio di semi per friggere Preparazione Pulire, lavare e tagliare le verdure a listarelle sottilissime. Mettere un paio di cucchiai di olio in un wok e far imbiondire la cipolla, aggiungendo a cascata il sedano, le carote e, infine, i germogli di soia e la verza. Salare, aggiungere 1 tazzina d’acqua, coprire e lasciar appassire le verdure per una decina di minuti. Una volta pronte le verdure, togliere il coperchio e lasciar asciugare l’acqua. Quando le verdure saranno completamente raffreddate, disporre la pasta per wonton su una spianatoia cosparsa di farina e versare una cucchiaiata di ripieno per gli involtini al centro della sfoglia. Per chiudere gli involtini: arrotolare la punta della pasta verso l’alto, chiudere gli angoli laterali, arrotolare l’involtino su se stesso, richiudere la punta spennellando con un po’ d’acqua. Disporre gli involtini in un piatto da portata cosparso con un po’ di farina e metterli in frigo per circa 10 minuti. Scaldare l’olio in un wok o in una pentola dai bordi alti e friggere gli involtini un paio di minuti per lato o finché non saranno dorati. Scolarli su della carta assorbente e tenerli in caldo mentre friggete gli altri. Trasferire gli involtini primavera su un piatto da portata e servirli con salse a piacere. AIUTO, non so più che dire!!! In Cina esistono otto cucine regionali: Anhui, Cantonese, Fujian, Hunan, Jiangsu, Shandong, Szechuan e Zhejiang. La cucina cinese è legata alla

filosofia e alla medicina ed è basata sulla distinzione tra alimenti yin, di cui fanno parte legumi e frutta, femminili, umidi e teneri, quindi, rinfrescanti, e gli alimenti yang, speziati o a base di carne, maschili, fritti, che hanno un effetto riscaldante. Secondo la cultura cinese, infatti, nel pasto si deve trovare un equilibrio tra il freddo e il caldo. Disco: Harmony di Sa Dingdinga Possibilità che vi salti addosso * Possibilità che rimaniate amici ** Possibilità che si smaterializzi ****


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A scuola di cucina

L’autunno nel piatto Entriamo nella cucina di Congusto per iniziare a carpire i segreti dei suoi chef. Questi maestri dell’arte culinaria ci daranno, di volta in volta, ricette, realizzate in esclusiva per noi, di piatti che, preparati seguendo i loro suggerimenti, farebbero fare bella figura anche a chi con i fornelli non ha molta familiarità. Le due pietanze pensate per questo primo numero dallo chef Maurizio Bosotti sono composti prevalentemente da ingredienti autunnali, quindi facili da reperire in questi mesi, e possono costituire, per il loro apporto calorico, un piatto unico o essere abbinate per preparare un pranzetto o una cenetta coi fiocchi. Se volete stupire o dimostrare di essere i primi della classe, dunque, questa è la “scuola” che fa per voi. Tocca solo scegliere il banco, sedersi e iniziare a prendere appunti… Gnocchetti tirolesi alle castagne con crema di porri tartufata Ingredienti per 10 persone • 400 g di farina 00 • 100 g di farina di castagne • 250 ml di latte

• 4 uova da 65/70 g • 1 pizzico di sale fino • 1,2 kg di porri • 300 ml di panna fresca • 50 ml di vino bianco • 30 g di burro • 100 g di parmigiano grattugiato • 30 g di crema di tartufo Preparazione Sbattere le uova con metà della farina 00 ed il sale fino ad ottenere un composto omogeneo. Continuare ad impastare aggiungendo poco alla volta il latte, la farina 00 rimanente e la farina di castagne. Mettere il composto nell’apposito attrezzo e farlo cadere nell’acqua bollente. Scolare gli gnocchetti non appena riaffiorano dall’acqua e raffreddarli tuffandoli in acqua fredda. Scolarli e conservarli unti d’olio in frigorifero. Mondare, affettare e lavare i porri e farli stufare con poco burro. Se necessario bagnare col vino bianco. A cottura ultimata frullare i porri, aggiungere la panna alla crema e lasciar ridurre. Far saltare gli gnocchetti con la crema, il parmigiano e la crema di tartufo. Servire.


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Sformato di funghi porcini in crosta di parmigiano Ingredienti per 15 persone Per il ripieno • 500 ml di latte • 500 ml di panna • 120 g di burro • 120 g di farina • 20 g di porcini secchi • 4 uova • Sale e pepe • Prezzemolo tritato v 10 stampini monodose di alluminio Per la crosta • 300 g di burro • 150 g di parmigiano grattugiato • 260 g di farina 00 Preparazione Per il ripieno: far rinvenire i porcini secchi in acqua tiepida. Mettere a bollire il latte con la panna. Preparare un roux sciogliendo il burro e unendovi la farina. Otterrete, unendo i due composti, una besciamella. Aggiungere poi i porcini scolati. Cuocere per 15 minuti. Quando sarà tiepida, unire, mescolando, le uova intere. Aggiustare di sale e pepe. Per la crosta: sciogliere il burro a

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fuoco dolce. Unire la farina e unire il parmigiano grattugiato. La cottura: foderare con uno strato fine ma uniforme degli stampi monoporzione usa e getta di alluminio con il composto di farina, burro e formaggio. Riempire gli stampi con la besciamella. Cuocere in forno già caldo (200/210°) per 15 minuti circa. Lasciar riposare per 2 o 3 minuti, sfornare e servire caldi. A TAVOLA “CONGUSTO” Congusto è il salotto della “cultura contemporanea culinaria”, un network italiano di scuole di cucina. Delizie, curiosità e laboratori di gusto adatti a diverse ambientazioni e alle esigenze di aziende partner e del pubblico di visitatori. Nel cuore della città di Milano, a due passi dal Duomo di Catania, e presto anche a Roma, la scuola organizza corsi di cucina per tutti i livelli, neofiti, appassionati e professionisti, e mette a disposizione i propri chef e il proprio staff per interventi creati ad hoc. Gli spazi di Congusto sono una vetrina corner-shop, dove è possibile presentare i prodotti delle aziende. Info su: www.congusto.it.


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Low Fat

Insalata di gamberetti e patate

Sarebbe una ricetta per quattro persone. Quattro persone che però l’insalata la mangiano come contorno. Voi fanatici della linea che “io mangio un piatto unico e sono a posto”, invece,

avrete probabilmente bisogno di una doppia porzione, per cui sarà meglio invitare una sola persona a casa. Possibilmente fanatica della linea come voi altrimenti… saranno c...!!!

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Ingredienti

Kcal

300 g di gamberetti 300 300 g di patate

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25 g di olio

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PER PERSONE

15 g di prezzemolo 5,40 10 g di sale

0

5 g di aglio

7.45

Totale

764,85

Preparazione Cuocere i gamberetti in acqua salata. A parte, sbucciare e tagliare le patate a pezzetti, che verranno poi lessate in acqua con un pizzico di sale. Scolare e far raffreddare il tutto. Dopo circa 10 minuti, condire le patate con olio extravergine di oliva e un trito precedentemente preparato con prezzemolo fresco e una testa d’aglio tagliata a piccoli pezzi. Aggiungere quindi i gamberetti ormai raffreddati e lasciar riposare un po’, affinché il tutto possa insaporirsi per bene. AIUTO, non so più che dire!!! Recentemente è stato scoperto che il gamberetto Gonodactylus smithii, della classe degli stomatologi, originario della Nuova Caledonia, possiede un apparato visivo estremamente complesso, in grado di rivelare e riconoscere la

diversa polarizzazione della luce. Ciò permette loro di individuare piccole prede trasparenti altrimenti invisibili in acqua.

Disco: The Rise and Fall of Ruby Woo delle Puppini Sisters Vino: Foianeghe Bianco

Possibilità che vi salti addosso ** Possibilità che rimaniate amici **** Possibilità che si smaterializzi *


Progetto Frigo 1/ok

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Cibo da godere

Bocconcini di pollo al curry

Leggera, originale, esotica e… afrodisiaca. Si consiglia di apparecchiare direttamente a letto perché se vi parte l’ormone... Con questa ricetta dovreste fare un figurone sia per la cena

che per il dopocena. Ci siamo spiegati?! Come dite? Non avete intenzione di fare colpo sul vostro commensale? Be’, allora state molto attenti: gli effetti che i piatti proposti in questa rubrica possono

provocare non sono prevedibili. Nell’incertezza sceglietene un altro, anche perché la rivista non prevede il servizio “soddisfatti o rimborsati”!


Progetto Frigo 1/ok

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Ingredienti per 2 persone • 400 g di petto di pollo • 30 g di burro • 2 cucchiai di curry • 2 cucchiai di farina di cocco • 1/2 bicchiere di latte • 1 cipolla • 1 bicchierino di succo di limone • 1/2 dado • 2 carote • 1 patata • 1/2 peperone • 1 cucchiaio di piselli Preparazione Mettere la farina di cocco a bagno nel latte per 15 minuti circa. Lavare le verdure e tagliarle a cubetti. Scaldare il burro in una padella e farvi soffriggere la cipolla tagliata finemente. Aggiungere le verdure (ad eccezione dei piselli), rimestare il tutto e unire il curry e il latte con la farina di cocco. Tagliare a cubetti il pollo ed unirlo alla preparazione in padella insieme al dado e ai piselli. Far cuocere il tutto per circa 30 minuti. Nel frattempo controllare che non si asciughi troppo (in tal caso aggiungere qualche cucchiaio d’acqua). A fine cottura unire il succo di limone.

AIUTO, non so più che dire!!! Il masala, noto in occidente con il nome curry, è una miscela, di origine indiana, di spezie pestate nel mortaio. Il curry è considerato un potente

afrodisiaco per il suo mix “esplosivo” che comprende pepe nero, cumino, coriandolo, cannella, curcuma, ma anche chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, fieno greco e peperoncino.

Disco: As I Am di Alicia Keys Vino: Bianco d’Alcamo Possibilità che vi salti addosso **** Possibilità che rimaniate amici * Possibilità che si smaterializzi *


Progetto Frigo 1/ok

Ho sete

Mojito

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Progetto Frigo 1/ok

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Ernest Hemingway, che questo cocktail lo amava, diceva “Mi mojito en La Bodeguita” riferendosi al famoso locale cubano La Bodeguita del Medio, dove il long drink sarebbe, appunto, nato. I tanti “poveracci” che, come me, purtroppo un viaggio a L’Avana non possono permetterselo e che si risparmierebbero volentieri anche quei 6-7-8 “euri” del cocktail servito al bar, possono mettersi alla prova e sperare di essere un giorno citati per la frase “Mi mojito en mi casa”! Ingredienti • 50 ml di rum chiaro cubano • 5/10 di acqua tonica • 20 ml di succo di lime • 2-3 cucchiaini di zucchero di canna • 7-8 foglie di menta • 1 spruzzo di Angostura • Ghiaccio q.b. Preparazione Mettere le foglie di menta e lo zucchero di canna in un bicchiere da long drink (tumbler alto). Schiacciare le foglie, servendosi di un pestello, contro il lato del bicchiere così da sprigionare l’aroma della menta. Aggiungere il succo di lime e pestare ancora per qualche secondo, poi riempire

Possibilità che vi salti addosso **** Possibilità che rimaniate amici ** Possibilità che si smaterializzi *

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il bicchiere di ghiaccio (a cubetti o tritato), aggiungere il rum, l’Angostura e, in ultimo, uno spruzzo di soda. Mescolare in modo circolare e servire decorando con un rametto di menta. È importante ricordare che la menta non deve essere pestata, ma solo leggermente premuta ed amalgamata insieme al succo di lime e allo zucchero. Questo accorgimento fa sì che dalla menta non si sprigionino le note amare esaltando così gli olii essenziali e mantenendo il drink limpido anziché renderlo opaco. AIUTO, non so più che dire!!! La leggenda racconta che il primo mix di menta e alcol sia stato utilizzato dai pirati dei Caraibi che, costretti a stare per mesi sulle navi, soffrivano spesso di dolori addominali. “El Drake” (o “Draque”), in onore del famoso pirata, era una miscela di tafia (primitivo distillato di canna), limone o lime ed Hierba Buena ovvero una menta particolare donata secondo la leggenda dalla Vergine Maria perché considerata rimedio ad alcuni malanni. Disco: A toda Cuba le gusta dei Buena Vista Social Club


Progetto Frigo 4/ok

18-10-2010

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Speciale cucina greca

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di Antonella Pilato

Il Mediterraneo nel piatto Mykonos, Santorini, Rodi, Creta, Kos, Ios. Alzi la mano chi non è stato ad arrostirsi al sole di almeno in una di queste località o ha pensato, almeno per un secondo, di andarci in vacanza. Ormai, infatti, la Grecia è diventata una delle mete predilette dai giovani italiani grazie al mare da sogno, al divertimento assicurato, al “cuccaggio” facile e, last but not least, al cibo che non fa sentire nostalgia di casa.

D’altronde, dall’aperitivo sulla spiaggia al calar del sole alla colazione fatta aspettando l’alba passando per la cenetta nella tipica taverna, il cibo è legato a doppio filo a tutto il resto. Quello greco, poi, su noi italiani esercita, indubbiamente, un particolare fascino se è vero che i ricchi Romani, tra un festino e l’altro, quando scoprirono il cibo made in greek iniziarono a non poterne più farne a

meno, tanto da “assoldare” nelle loro cucine i cuochi delle città greche della Sicilia e delle altre colonie della Magna Grecia. E’ così che cominciarono ad introdurre nelle loro case la cucina ellenica che, in oltre 25 secoli di vita, ha avuto modo di influenzare tutte quelle dei popoli vicini con i suoi prodotti esclusivamente mediterranei che tuttora la caratterizzano. Difficile, infatti, entrare oggi in


Progetto Frigo 4/ok

una cucina greca e non trovare l’olio d’oliva, la carne d’agnello, il pesce e le verdure (zucchine, melanzane, pomodori e peperoni in primis), abbinati alle erbe aromatiche, quali l’origano e il timo, e alle spezie, come la cannella e la noce moscata. Evidentemente quei furboni dei Romani c’avevano visto lungo visto che, attualmente, la tavola mediterranea è universalmente riconosciuta come la

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migliore al mondo perché più salutare. Quella della penisola ellenica è, dunque, una cucina che vale la pena continuare a prediligere anche una volta tornati dalle vacanze. Noi, per venirvi incontro (ma anche per mettervi alla prova), abbiamo deciso di proporvi un tipico menu greco gustoso e non troppo difficile da realizzare, iniziando da uno dei cosiddetti “mezedes”, i tradizionali antipasti. Ovviamente, però, se

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volete far bene dovete concentrarvi e, quindi, mettere da parte i pensieri perversi che vi siete portati dietro da Mykonos. Non ci riuscite proprio? Ok, allora andate direttamente all’ultima pagina dello Speciale e prenotate un tavolo in uno dei ristoranti che abbiamo scelto per voi. Così magari quei pensierini riuscirete anche a metterli in pratica…


Progetto Frigo 4/ok

Dakos Ingredienti per 8 friselle (16 dakos) • 500 g di farina integrale • 300 g di acqua • 12 g di lievito di birra fresco • 1 cucchiaino di zucchero integrale di canna • 2 cucchiaini di sale. • 2 cucchiai di olio extravergine Preparazione Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida assieme allo zucchero. Mettere la farina in una ciotola o nell’impastatrice, fare un buco al centro e

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versare l’acqua con il lievito. Amalgamare un po’ e, quindi, aggiungere il sale e l’olio. Impastare finché la pasta non si appiccica più sulle mani. Fare una palla e lasciarla lievitare nella ciotola, coperta con la pellicola e messa al caldo, per circa 1 ora (deve raddoppiare). A lievitazione avvenuta, sgonfiare e dividere in 8 pezzi. Ad ogni pezzo, con le mani, dare la forma di un rotolo, poi chiuderlo (come una sorta di girella) e schiacciarlo facendo pressione con le mani per appiattirlo un po’. Rivestire il fondo della placca con un foglio di

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carta antiaderente, disporre le friselle e lasciarle lievitare, sempre coperte, per circa 45 minuti. Infornare a 200° per circa 35-40 minuti. Dopo che le friselle si saranno completamente raffreddate, tagliarle a metà e metterle nel forno a 180°, per altri 30-40 minuti, finché non saranno biscottate. Ingredienti per 2 dakos • 1 pomodoro piccolo maturo ma sodo • olio extravergine di oliva • 80-100 g di ricotta acida o feta • 1/2 peperone rosso v 1/2 spicchio di aglio • qualche cappero • Basilico • Origano • Timo • Sale • Olive nere Preparazione Disporre le friselle al centro del piatto, bagnarle con un po’ d’acqua e un po’ d’olio; tagliare a tocchetti piccoli il pomodoro e metterli sopra. Salare, aggiungere metà della feta o della ricotta acida sminuzzata con le mani, i capperi, il timo e, infine, il basilico e l’origano tritati. Condire con l’olio rimasto e guarnire il piatto con olive nere. Da bere: Ouzo


Progetto Frigo 4/ok

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Moussaka Ingredienti per 4 persone • 1 spicchio di aglio • 1 spolverata di aneto • 1 pizzico di cannella • 400 g di carne d’agnello • 1 cipolla • 1 kg di melanzane • 1/2 bicchiere di olio • 80 g di pecorino • Pepe q.b. • 300 g di polpa di pomodoro • 1/2 bicchiere di vino rosso • 1/2 litro di besciamella Preparazione Per prima cosa, lavare e tagliare le melanzane a fettine di 1/2 centimetro per il verso della lunghezza e metterle in una ciotola cospargendole di sale grosso, per permettere alle melanzane di espellere il loro liquido, per circa un’ora. Versare un po’ d’olio in una padella e fare appassire la cipolla finemente tritata e l’aglio, unendo poi anche la carne d’agnello tritata. Fare rosolare quest’ultima, schiacciandola spesso con una forchetta, e, successivamente, aggiungere il vino rosso, il pomodoro, il sale, il pepe e un pizzico di cannella. Far cuocere per circa 45

minuti aggiungendo a metà cottura l’aneto. Mettere un po’ d’olio in una padella e, dopo averle strizzate per bene, friggere le melanzane fino a farle diventare dorate da entrambi i lati. Lasciarle raffreddare per circa 10 minuti. Ungere una pirofila con

un po’ di burro, disporre sul fondo la metà delle melanzane, versarci sopra la carne e coprire con le restanti melanzane. Coprire il tutto con la besciamella, spolverare col pecorino l’intera superficie e infornare per 45 minuti a 190°. Vino: Retsina


Progetto Frigo 4/ok

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Kataifi Ingredienti • 500 g di kataifi (pasta sfoglia sfilacciata) • 250 g di noci tritate • 2 cucchiaini di pangrattato • 1 cucchiaino di cannella • 250 g di burro fuso • 3 cucchiaini di acqua Per lo sciroppo • 920 g di zucchero • 690 ml di acqua • 1 cucchiaino di succo di limone Preparazione Per fare lo sciroppo, far bollire per cinque minuti tutti gli ingredienti. Riscaldare il forno a 175°. Unire le noci al pangrattato e alla cannella e tenere da parte. Dividere la pasta kataifi in due parti. Stendere metà della

pasta in una teglia da forno e versarci sopra metà del burro fuso e metà della mistura di noci, pangrattato e cannella. Stendere il resto della pasta, versarci sopra i restanti burro e mistura e spruzzare con l’acqua. Cuocere in forno per

circa 40 minuti o comunque fino a dorare il tutto. Lasciare raffreddare e versare lo sciroppo caldo sul dolce. Fare riposare per 10 minuti o fino al completo assorbimento dello sciroppo. Da bere: Raki

Ristoranti Milano

Roma

Alla Taverna Greca, via Sigieri, 10. Tel. 02 5511177. Callistos, piazza Greco, 10. Tel. 02 66713546. Esperides, via Lulli, 28b. Tel. 02 26143634. Ilios, via Pietro Borsieri, 27. Tel. 02 92870411. Locanda Greca, Ripa di Porta Ticinese, 69. Tel. 02 58101834. Mykonos, via Tofane, 5. Tel. 02 2610209. Mythos, via Gian Battista Vico, 4. Tel. 02 48006010.

Akropolis Taverna Greca, via San Francesco a Ripa, 103. Tel. 06 58332600. Ippokrates, via Piave, 30. Tel. 06 64824179. Kalapà, via Ascoli Piceno, 17 a/b. Tel. 06 83081997. Mythos, via Flavia, 44. Tel. 06 97270866. Ouzeri, via Dei Salumi, 2. Tel. 06 5816378. Taverna Greca Egeo, via Augusto Dulceri, 99. Tel. 06 273807.


Progetto Frigo 2/ok

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Numeri utili a domicilio MILANO Catering Business Lunch, tel. 02 39439781 Catering Milano, tel. 02 36557284 Cucina per celiaci Bacchette Forchette, tel. 02 40047798 Cucina cinese China Cena, tel. 848 800661 Cucina giapponese My Sushi, tel. 02 20404741 oppure 02 33004432 Bento House, tel. 02 55188015 oppure 02 76110859 Hana Sushi, tel. 02 4230473 oppure 0247715231 Cucina italiana Alteredo, tel. 02 54103384 Mozzarelle e Dintorni, tel. 02 29402751 Shefu, tel. 02 66703647 Smart Lunch, tel. 02 58122680 Cucina nazionale e internazionale My Food, tel. 02 8386. Cuoco Chef per voi, tel. 340 6587999 Max ti cucina, tel. 335 6400996 Dolci, gelato fresco Cabosse, tel. 02 63471262 Gelateria Concordia, tel. 02 20520206 Ghiaccio Ice Man, tel. 335 5236597 Pizza, rosticceria, kebab, gelati confezionati Buonacosi! Pizza, tel. 02 80502695 Ecopizza, tel. 02 76022257 Pizza and Food Italia, tel. 800 997755 oppure 02 28900440 Pizza D’ok, tel. 02 27000018 oppure 02 27017460 Pizzeria Pace, tel. 02 39843809 Shut Up, tel. 02 460403 TiVaLaPizza, tel. 02 20520087

Serenata La Fjesta, tel. 329 3917915 Tramezzini Tramezzino, tel. 02 76006168 Vino Teledrink, tel. 346 2227802 Zuppe, Insalate, Macedonie Lattughino, tel. 02 87280181 ROMA Baguette, macedonie, dolci Madame Baguette, tel. 06 42013072 Catering Roma Catering, tel. 06 4454984 Pepe Catering, tel. 06 9050347 Cucina cinese China Cena, tel. 848 780108 Cucina giapponese Sushi House, tel. 06 68307737 Sushi Fusion Food, tel. 06 3200407 Cucina nazionale e internazionale Mille e Una Cena, tel. 06 39372861 oppure 06 39726744 Cuoco Andrea Golino, tel. 06 8070349 oppure 392 9621014 Chef per voi, tel. 340 6587999 Farmaci RomaMed, tel. 06 228941 Dolci, gelato fresco Pasticceria Cecere, tel. 06 25204812 oppure 06 64731126 Gelateria La Parigina, tel. 06 86398023 Pizza, rosticceria, cucina italiana C’e pizza per te, tel. 06 37516666 Hallo Pizza, tel. 06 2678951 Mec Pizza, tel. 06 27800649 Miss Pizza, tel. 06 70305508 Taxi Pizza, tel. 06 5560346 Pizza e Food, tel. 06 87179337 Tramezzini Tramezzino, tel. 06 98181090


Pubbli. Radio Rama

18-10-2010

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FRIGO N°1