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Il giornale sulla cultura del pane

del Panificio Franziskaner

INVERNO 2019 NUMERO 6

Copia gratuita www.franziskanerbaeckerei.it

Uno tra sguardo del le teglie

L FORNO DE NATALE TRA ZUCCHERO A VELO E POLVERE DI STELLE

I preparativi per la festa più dolce dell’anno

Che sia un avvento pieno d’AMORE Care lettrici, cari lettori, qualche giorno fa ero seduta al tavolo della mia cucina davanti ad un pezzetto di Zelten e ad una tazza di tè fumante, mentre fuori i primi fiocchi di neve scendevano dal cielo per un anticipo d’inverno. E nella magia del momento, nel suo silenzio, ho provato quella stessa voglia di Natale che mi pervadeva da bambina. Lo ammetto, ho dovuto ridere un po’ di me stessa, ma certe emozioni non conoscono età! In fondo il Natale è la festa dell’amore… e tutti conoscono questo sentimento, indipendentemente dalle primavere alle spalle. Amore per la famiglia, per gli amici, per il prossimo. L’amore non ha età, è e dovrebbe essere sempre incondizionato. Mi ha fatto particolarmente piacere che la signora Verena Plattner, presidente del Lions Club Bozen/Bolzano Rosengarten, quest’anno ci abbia contattati per organizzare insieme una campagna di raccolta fondi. Che splendida

idea! Nelle pagine seguenti scoprirete di cosa si trattava e come, con il vostro aiuto, siamo riusciti a fare un po’ di beneficenza in prossimità del Natale. Questo numero del Franziskaner Magazine è dedicato al forno del Natale. Il fatto che i nostri biscotti natalizi, gli Stollen, gli Zelten bolzanini e i panettoni abbiano un sapore così buono è dovuto non da ultimo… già, all’amore con cui li inforniamo, li decoriamo e li confezioniamo!

HEDWIG PFITSCHER, DIRETTRICE SENIOR E ANIMA DEL PANIFICIO FRANZISKANER

A nome di tutti i dipendenti del Panificio Franziskaner vi auguro che l’attesa del Natale profumi di pane appena sfornato e che abbiate tanto tempo libero per godervi la magia dell’avvento… e, naturalmente, vi auguro un Natale sereno, felice e pieno d’amore! Hedwig Pfitscher Direttrice senior


CHI siamo Molti pensano che un lavoro d’ufficio sia monotono. Io non sono d’accordo: i miei compiti al Panificio Franziskaner sono vari e richiedono sempre uno sforzo in più. Qui non ci si annoia mai.

Sono l’acqua e la farina, le braccia e la mente. Sono buoni come il pane. Si guadagnano il loro pane quotidiano davanti al forno. Dentro di loro arde la passione per il pane… Potremmo continuare con mille altri giochi di parole, ma quello che vogliamo esprimere, lo diciamo nel modo più diretto possibile. Cosa sarebbero i nostri prodotti di alta

La professione di panettiere è ancora di dominio maschile. Ma anche io, esattamente come i miei colleghi uomini, trovo soddisfacente sfornare il pane e mi immagino la gente che lo assaggia ogni giorno.

Sono una persona piena di vita e credo che il mio modo di fare aperto e il mio atteggiamento amichevole venga visto di buon occhio sia dai clienti abituali che da chi viene da noi per la prima volta.

qualità senza le persone di cuore che li sfornano, che li consegnano, che li confezionano, che li vendono? Appunto. E questi sono solo alcuni dei volti e delle mansioni dei dipendenti del Panificio Franziskaner. Vogliamo dire grazie a TUTTI coloro che rendono speciale il nostro team! Un grazie sincero. Di cuore.

Anche se la mia professione viene spessa associata alla forza fisica, rimane ancora molto spazio per la creatività. Mi piace andare incontro ai desideri speciali dei clienti e realizzarli con fantasia.

Qui mi chiamano tutti Gianni. Apprezzo molto il dialogo personale con la gente della città. Un sorriso, una parola amichevole: questo piccoli gesti sono molto importanti, sia per i clienti che per me.

Mi piace il mio lavoro. A spingermi a sceglierlo sono stati soprattutto gli orari notturni. Quando mi riposo dopo il lavoro, la gente è contenta di assaggiare i nostri prodotti.

CARMEN TIES 56 anni di Bolzano

ERIKA LEIMEGGER 44 anni di Tires

MARTINA WEIFNER 30 anni di Bolzano

MIRIAM LAGEDER 25 anni di Cornedo all’Isarco

GIOVANNI MESSORI 72 anni di Bolzano

IMMA CANNIZZARO 57 anni di Bolzano

Dal 1990 impiegata nell’ufficio di via dei Francescani

Lavora con noi come panettiera dal 2017

Addetta alle vendite nel negozio di via Vittorio Veneto dal 2019

Lavora con noi come pasticciera dal 2011

Dal 2008 venditore presso la bancarella in piazza delle Erbe

Lavora con noi come addetta alla distribuzione dal 2004

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crepa Al Panificio Franziskaner tutti i Brezen vengono impastati

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Ci sono dei giorni in cui vengono sfornati fino a

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Il prodotto finito ha un valore PH pari a 8-9. 0 acido

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National Pretzel Day

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Il Brezen bavarese è un marchio registrato. Tuttavia il 26 aprile di ogni anno gli americani continuano a celebrare il

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La versione bavare s una crepa sulla e ha l a e r si c sveva ha braccia p parte a iù s e ott p si on

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* (in lingua alto-tedesca antica Brezitella), Bretzel, Brezl, Brezl, Breze, in Baviera/ Austria Brezn, in svevo anche Bretzet o Bretzga, in tedesco alemanno spesso anche Bretschl, è un tipo di pane diffuso soprattutto nella zona di lingua tedesca.

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La soluzi soda causticone di valore basica ha un o pa a 13-1 . ri

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Il Brezen è il

simbolo della gilda dei panettieri e l’emblema delle corporaz ioni dei panettieri.


GRAZIE di cuore!

4.364,46 euro. Questa è la somma che siamo riusciti a mettere insieme con grande orgoglio collaborando con il Lions Club Bozen/Bolzano Rosengarten durante la nostra campagna di raccolta fondi. Per due mesi, cari clienti, nelle nostre filiali avete avuto la possibilità di acquistare il “Pane della Vita”, ovvero vari tipi di pane e di panini marchiati con il logo del Lions Club. Per ogni pagnotta acquistata sono stati devoluti 50 centesimi a sostegno del Centro di cure palliative per bambini e minori di Prissiano e non sono state poche le persone che hanno deciso di arrotondare la cifra donando anche il resto. Il 6 novembre la vostra solidarietà e il vostro impegno ci hanno permesso di donare un assegno al Centro palliativo per contribuire al finanziamento della costruzione del giardino. In questo modo avete dato il vostro contributo concreto alla creazione di un luogo di creatività, un luogo ludico, un luogo di incontro, dove i bambini potranno essere semplicemente ciò che sono: bambini. Vi ringraziamo di cuore per questo! P.S.: E siccome noi panettieri amiamo quando le nostre pagnotte vengono rotonde, abbiamo arrotondato a 5.000 euro anche la somma donata.

Tre domande a… …VERENA PLATTNER, PRESIDENTE DEL LIONS CLUB BOZEN/BOLZANO ROSENGARTEN

…lo fa per raggiungere la “südback”, la più importante fiera specializzata dedicata al settore della panificazione e della pasticceria in Germania. E questo è esattamente quello che abbiamo fatto una domenica di settembre: nonostante le autostrade congestionate, ci siamo diretti verso Stoccarda con il sorriso sulle labbra. Perché siamo convinti che anche un’azienda dalla lunga tradizione debba rimanere sempre al passo con i tempi! Abbiamo trascorso un intero lunedì curiosando tra gli stand della fiera assieme ad un gruppo selezionato di panettieri, ad alcuni dipendenti del reparto vendite e del bar. Nei sei padiglioni abbiamo potuto ammirare, sentire e provare numerose novità del settore

Qual è l’obiettivo principale di Lions Club Bozen/ Bolzano Rosengarten? Verena Plattner: “Innanzitutto vogliamo aiutare il pros-

simo e impiegare le nostre forze per il bene degli altri, secondo il motto dei Lions ‘We serve’. Quello che facciamo è prestare servizio, aiutare. Con le nostre attività, il cui intero ricavato è destinato a cause benefiche, sosteniamo principalmente progetti che interessano il territorio dell’Alto Adige, in particolare il progetto ‘Centro per cure palliative per bambini e minori di Prissiano’. Dallo scorso anno collaboriamo attivamente con i ‘Bröseljägern’, i cacciatori di briciole, per combattere lo spreco alimentare. Attraverso altre attività aiutiamo le persone che vivono nel bisogno in Alto Adige. Inoltre sosteniamo progetti nazionali ed internazionali, promossi dai Lions Club di tutto il mondo, riguardanti il diabete, la lotta alla fame, la tutela dell’ambiente, il cancro infantile e varie attività rivolte ai giovani. E con ‘Sight First’, un progetto nato nel 1990, ci dedichiamo in particolare alla lotta contro la cecità curabile nel Terzo Mondo.” Come è nata la collaborazione con il Panificio Franziskaner e cosa la rende speciale?

“Nel corso di quest’anno noi di Lions ci siamo concentrati sul Centro per cure palliative per bambini e minori di Prissiano. Abbiamo voluto far conoscere al pubblico questo importante progetto e raccogliere donazioni per finanziarlo. L’idea del ‘Pane della vita’ con il nostro logo è nata dopo una breve chiacchierata, ma ciò che ci mancava era un promotore. Poi ho pensato al Panificio Franziskaner, anche perché da tempo conosco la signora Pfitscher, madre di Jürgen Pfitscher. E così ci siamo incontrati per parlare del progetto. Da questa prima conversazione è nata la collaborazione con Jürgen. Si è detto da subito entusiasta e così abbiamo sviluppato insieme l’idea generale con il supporto della sua compagna Verena Volgger, responsabile per la grafica, il marketing, i social media, ecc. presso il Panificio Franziskaner. La collaborazione ha funzionato al meglio, si è trattato di un costante scambio di opinioni e di idee… e il risultato è stato eccezionale! Jürgen e il suo team, non per

QUANDO IL PANIFICIO FRANZISKANER SI METTE IN VIAGGIO…

VERENA PLATTNER PRESIDENTE DEL LIONSCLUB BOZEN/BOLZANO ROSENGARTEN

ultime le commesse, hanno investito molta energia nel progetto. A nome del Lions Club Bozen/Bolzano Rosengarten vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti: grazie per la preziosa cooperazione, per il vostro impegno e per la vostra generosità. E un ringraziamento speciale va naturalmente anche ai clienti che hanno sostenuto la campagna!” Che cosa c’è nella sua lista personale dei desideri di Natale?

“Un desiderio? Posso dire di essere già felice così. Ho una famiglia meravigliosa, genitori e fratelli che mi sostengono, grandi amici che mi stimano e, cosa molto importante, sono in piena salute! Mi auguro semplicemente un Natale contemplativo e pieno di armonia e di trascorrerlo circondata dai miei cari. Sono loro il mio nido di pace e la mia fonte di energia. Non vedo l’ora di vedere il bagliore negli occhi dei miei due figli al risuonare delle campanelle e alla vista dell’albero di Natale illuminato, e della tavola imbandita… Naturalmente sono impaziente di sentirli intonare le canzoni di Natale a modo loro!” (ride)


Uno sguardo tra le teglie del forno del Natale

I SUPEREROI del Natale Al calar della notte le strade di novembre sono deserte. Il buio avvolge le montagne, il cielo si tinge di nero e oscura la vallata. Bolzano dorme e aspetta il suo pane e... i richiestissimi biscotti di Natale.

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pochi chilometri di distanza, dietro le finestre del Panificio Franziskaner brilla una luce. Qui ogni notte si trasforma in giorno: le 28 mani infarinate dei supereroi del forno del Natale si muovono con gesti meccanici ad una velocità che, per un occhio inesperto, risul-

ta difficile da seguire. Dal giorno di Ognissanti all’ultima domenica dell’avvento nel grande laboratorio artigianale vengono sfornati minuto dopo minuto Zelten bolzanini, Stollen, panettoni, pane dell’Avvento e, naturalmente, tanti fragranti biscotti di Natale.


“Posizionare correttamente l’uvetta per simulare l’occhio è fondamentale, altrimenti il coniglio non rende.” DIETMAR WEISSENSTEINER

IL GRANDE OROLOGIO APPESO ALLA PARETE SEGNA LE QUATTRO DEL MATTINO.

Mentre le rosette, le baguette, le focacce, i ventagli di pasta sfoglia e i croissant iniziano il loro viaggio mattutino verso le filiali, i saporiti impasti natalizi attendono pazienti di essere lavorati. Prima di tutto vengono modellati i tanto richiesti Fochaz che assumono la forma di gallinelle e di coniglietti. “Posizionare correttamente l’uvetta per simulare l’occhio è fondamentale, altrimenti il coniglio non rende”, scherza Dietmar, il mastro panettiere e direttore di produzione, mentre con il coltello dà la forma alle orecchie, alle gambe, alla testa e alle piume dei suoi animaletti. Prima di infornare i Fochaz, le galline e i conigli vengono spennellati con del tuorlo d’uovo e cosparsi con della granella di zucchero. Mmm, che bontà!

Contemporaneamente nella pasticceria l’impasto dei biscotti Hausfreunde viene lavorato e diviso in rotoli. Nell’aria aleggia il profumo di Natale, di pasta per biscotti, di cannella e di vaniglia. Toni, Miriam e Karin distribuiscono marmellata sugli Spitzbuben già dall’1:30 del mattino, spargono zucchero a velo sulle Stelline alla cannella e immergono per metà i biscotti nel cioccolato fine. I primi biscotti della giornata sono già pronti per essere confezionati! Ma la produzione è tutt’altro che terminata. Tra beccucci da sac à poche, nocciole e impasti appiccicosi, la collaudata squadra compie un vero e proprio miracolo di ARTIGIANATO MANUALE in grande scala.


INGREDIENTI DI QUALITÀ E PEZZI UNICI

Il capo del Panificio Franziskaner Jürgen, il direttore di produzione Dietmar e gli altri panettieri lavorano con precisione e gesti veloci, come in una piccola catena di montaggio. Nel frattempo hanno dato il via alla preparazione degli Stollen. Sono abili nel maneggiare l’impasto con l’uvetta sultanina conferendogli la forma desiderata. “Ciò che apprezzo particolarmente dei nostri biscotti di Natale sono soprattutto gli ingredienti di alta qualità. Usiamo la migliore uva sultanina, fichi freschi e limoni succosi. Ci assicuriamo che gli ingre-

dienti contengano il minor numero possibile di additivi, per questo motivo per i nostri impasti utilizziamo solo burro di marca. Ma la cosa più importante è la lavorazione artigianale. Certo, per fare gli Stollen potremmo usare anche degli stampini, ma non sarebbe la stessa cosa”, spiega Jürgen, che, tra l’altro,a è sempre pronto a dare una mano lì dove c’è bisogno. “Siamo noi a dare la forma all’impasto, è per questo che ogni Stollen è un pezzo unico”, mi racconta mentre impasta con grande dedizione gli Stollen.

“Siamo noi a dare la forma all’impasto, è per questo che ogni Stollen è un pezzo unico” JÜRGEN PFITSCHER

SONO GIÀ LE SEI.

Gli occhi di Dietmar brillano alla vista dei piccoli panettoni del Panificio Franziskaner. “Ho preparato la pasta ieri e l’ho lasciata riposare fino ad oggi. E ora viene il bello: mi gratifica sapere che i pandori e i panettoni sono venuti bene e che lo sforzo non sia stato vano.”


MINUTO DOPO MINUTO NEL LABORATORIO ARTIGIANALE TORNA LA PACE.

Mentre i pandori si raffreddano e gli ultimi biscotti e gli Stollen cuociono nel forno, tutti i panettieri si sono riuniti attorno a due tavoli. Qui verrà adagiata un’enorme quantità di impasto per preparare gli Zelten bolzanini. Alcuni panettieri danno forma all’impasto. Arrotondata, quadrata, a cuore. Gli altri decorano ognuno di questi classici natalizi con meticolosa precisione. Nocciola dopo nocciola, Zelten dopo Zelten. Un’impresa di una settimana che solo l’intero team può affrontare! Poco dopo gli Zelten bolzanini vengono infornati e viene sistemata la ciliegina (sulla torta). Gli innumerevoli biscotti di Natale vengono confezionati con cura e nell’aria si respira l’aroma della vigilia! Il contenitore di zucchero a velo è l’unico a rimanere isolato sul piano di lavoro.

SONO LE OTTO DEL MATTINO.

Fuori dalle finestre del panificio il mondo inizia a risvegliarsi. Mentre i bolzanini si apprestano ad iniziare una nuova giornata di lavoro, i supereroi del Natale sentono il profumo della mattina libera mescolarsi a quello di cannella, di zucchero e di uva sultanina… E pausa sia, fino alla prossima infornata!

“Facciamo quasi tutto a mano. Tagliamo i biscotti, li decoriamo, li intingiamo nel cioccolato e così via. Ma per impastare la pasta abbiamo ancora bisogno dell’aiuto dei macchinari, perché non è facile riuscire a preparare tali quantità di impasto a mano!” TO NI MAIR


Tipici, tirolesi, con quel tocco d’Oriente. Già assaggiati?

In Alto Adige il Natale ha il sapore degli ZELTEN Mandorle, frutta secca, miele, fichi e rum. Quello che sembra avere tutto il sapore d’Oriente e che ricorda l’intrigante fiaba “Le mille e una notte” è… un dolce tipicamente altoatesino! Ancora oggi, proprio come vuole l’antica tradizione, gli Zelten vengono preparati nei forni bolzanini durante il periodo natalizio. Una volta anche le domestiche e i contadini ricevevano in dono questo dolce pane alla frutta. Addirittura gli animali della stalla potevano metterlo tra i denti… In questo modo si voleva portare la felicità anche sotto lo “Stodldach”, ovvero nel fienile. Perché in fondo dov’è nato il Bambin Gesù? In un fienile, per l’appunto! E non credete che Gesù avrebbe diviso il suo pane con il bue e l’asinello? Già! Forse sono proprio gli Zelten ad unire con la loro dolcezza il cielo alla terra, quella terra dove, oltre a scorrere il latte e il miele, è nato il Bambin Gesù.

Molto probabilmente il nome Zelten deriva dal tedesco “Seltern”, che significa “a volte” e sottolinea l’eccezionalità di questo dolce. In Baviera, in Austria, in Alto Adige e in Trentino, il pane veniva originariamente addolcito con pere secche. Solo dopo il diffondersi della prosperità e con l’importazione dei frutti tropicali, Natale dopo Natale sono stati aggiunti alla lista degli ingredienti altri frutti secchi come prugne, uvetta sultanina, albicocche, datteri e fichi. Volete sapere un’altra cosa? Gli Zelten sono uno di quei piaceri natalizi che… o si amano da impazzire o si detestano. Bianco o nero, nessuna via di mezzo. Eppure non tutti gli Zelten sono uguali! E i bolzanini si lasciano scappare volentieri un segreto… Gli Zelten del Panificio Franziskaner sono i più farciti e i più ambiti. :-) Non a caso contengono il 90% di frutta e di noci! Il resto è farina di segale, che serve a tenere insieme l’impasto. Provare per… amare!


14 tipi di biscotti...

Non solo dolci…

…VENGONO PREPARATI NEL FORNO DEL

…MA ANCHE I BREZEN SALATI VENGONO

NATALE! E CHI DESIDERA CONTINUARE AD

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ASCOLTATO E ANNOTATO LA CURIOSITÀ CI HA TENTATI E COSÌ ABBIAMO CHIESTO AI NOSTRI CLIENTI QUALE SIA IL LORO PRODOTTO NATALIZIO PREFERITO DEL PANIFICIO FRANZISKANER. C’È ANCHE IL VOSTRO TRA QUELLI ELENCATI?

S E R E N A S . : “Le Stelline alla cannella! Quanti ne posso citare ancora? (ride) All’inizio devo ammettere di essere stata alquanto scettica, perché prima di comprarle le ho sempre preparate con le mie mani. Ma poi molti amici mi hanno suggerito di provare le Stelline alla cannella del Panificio Franziskaner e devo ammettere che sono davvero deliziose! Sembrano fatte in casa. E sono certa che vengano preparate con tanto amore! Da quando le ho assaggiate fanno parte della tradizione natalizia della mia famiglia. Le compro tutti gli anni!”

L O R E N Z W. : “Durante l’avvento passo sempre dal Panificio Franziskaner a prendere il panettone. Ne propongono diversi gusti: di solito prendo quello con la frutta candita. Oppure compro il panettone con le gocce di cioccolato, che è il preferito dei miei figli! In casa nostra il panettone accompagna la tradizione dello scambio dei doni. Mentre i più piccoli sono impegnati con i loro regali, noi grandi ci concediamo una cioccolata calda con una fetta di panettone… e di colpo torniamo anche noi a sentirci un po’ bambini!”

R I TA B . : “Tutto ciò che contiene uvetta sultanina e frutta candita! Non c’è nulla che sappia di più di Natale, indipendentemente dal formato: Zelten bolzanini, pane dolce di Natale, panettone, Christstollen. Ogni prodotto da forno ripieno di frutta candita o di uva passa va ad arricchire il mio cesto di prelibatezze natalizie dell’Alto Adige. E la sera ne mangio sempre un pezzetto accompagnato da una tazza di tè caldo. In fondo dicono tutti che la frutta faccia bene…” (ride)


La sostenibilità in cucina

Dal ricettario della NONNA LE NOSTRE NONNE NON SI SAREBBERO MAI PERMESSE DI BUTTARE VIA IL PANE DEL GIORNO PRIMA. PROVAVANO TROPPO RISPETTO PER QUESTO CIBO PREZIOSO PER RIUSCIRCI. AL CONTRARIO NELLE LORO CUCINE IDEAVANO TANTISSIME RICETTE FANTASIOSE: IL PANE RAFFERMO VENIVA TRASFORMATO IN CROSTINI PER LA ZUPPA, IN PANGRATTATO E SERVIVA NATURALMENTE ANCHE PER PREPARARE I NOTI E APPREZZATISSIMI CANEDERLI. QUESTA “CUCINA POVERA” NASCEVA DAL BISOGNO, EPPURE ORA STA TORNANDO DI MODA CAVALCANDO L’ONDA DEL MOVIMENTO “ZERO WASTE”. IN FONDO, SE SI VUOLE EVITARE DI CREARE SPAZZATURA INUTILE, È NATURALE CHE IL CIBO ANCORA COMMESTIBILE NON POSSA FINIRE NELLA PATTUMIERA! E SE LE RICETTE ZERO WASTE DELLA NONNA SONO BUONE COME QUELLA CHE VI STIAMO PER PROPORRE, CHE LA CUCINA SOSTENIBILE DIVENTI PURE UN TREND!

Scheiterhaufen

tradizionale torta di pane con mele SEMPLICE · ECONOMICO

TA RICET ZERO E WAST

come la faceva a nonn

TEMPO DI PREPARAZIONE 50 MINUTI per circa 2 porzioni

4 panini del giorno prima (treccia, pane bianco) 3-4 mele dall’aroma intenso (Elstar, Boskop, Kanzi) 4 uova 400 ml di latte 1 baccello di vaniglia 70 g di zucchero uvetta sultanina mandorle a scaglie 1/2 litro di salsa alla vaniglia

Mmm, che profumi no! Mela, cannella, vanig lia… L’avvento profuma di bontà!

cannella

1 Tagliare il pane a fette sottili. Sbucciare le mele e togliere il torsolo. Tagliare le mele a fette sottili. 2 Riscaldare il latte. Tagliare il baccello di vaniglia longitudinalmente e aggiungerlo al latte. Raschiare la parte interna del baccello di vaniglia e versarla nel latte. Versare le uova e lo zucchero nel composto e mescolare bene. 3 Alternare gli strati di pane e di mele in senso diagonale adagiandoli in una casseruola unta con del burro. Cospargere ogni strato con le mandorle a scaglie e l’uvetta sultanina. Versare circa 4/5 del latte mescolato alle uova e lasciare riposare per 10 minuti in modo che il pane assorba il latte. Nel frattempo preriscaldare il forno ventilato (160° C). 4 Infornare la teglia e cuocere per circa 35 minuti. Dopo 15 minuti spalmare quel che rimane del latte mescolato all’uovo sulla torta di pane e mele con un pennello per alimenti. 5 Togliere lo Scheiterhaufen dorato dal forno, lasciarlo leggermente raffreddare e servirlo ancora caldo con cannella e salsa alla vaniglia.

Scheiterhaufen salato

izzare del il ut di o am li ig ns co ta la sa te Per questa varian Al posto n. ze re B i de re pu op , ro ia ch ne pane scuro, del pa niglia, è va di lo el cc ba l de e ro he cc zu delle mele, dello ente tritato, m ne fi o rr po di a zz ta a un re ge sufficiente aggiun rmaggio di fo di g 0 20 e to ut ci os pr di i 150 g di cubett di crème o ai hi cc cu un e er ng iu gg A o. at gi montagna grattu e con sale, ir nd co e va uo le al to la co es m e fraîche al latt pepe e noce moscata grattugiata.


Il Panificio Franziskaner al mercatino di Natale di Bolzano

Oh dolce NATALE! C’è profumo di Natale al Panificio Franziskaner. Biscotti, Zelten bolzanini, pane dolce di Natale, Stollen e panettoni vengono sfornati e confezionati a pieno ritmo. Decorazioni natalizie impreziosiscono i banconi e le vetrine dei nostri negozi. Eppure, nonostante il gran daffare, gli occhi dei nostri dipendenti brillano di gioia. Ma il trambusto natalizio non anima solo il laboratorio artigianale e le filiali sparse per la città: perché anche il mercatino di Natale di Bolzano aprirà presto i suoi battenti! Anche quest’anno, infatti, il Panificio Franziskaner sarà presente con la sua bancarella nel cuore della città. E fin dal primo giorno! In fondo è dalla prima edizione del mercatino di Natale di Bolzano che partecipiamo all’inaugurazione prendendo per la gola i presenti con il nostro pane dolce di Natale.

Per tutta la durata del mercatino di Natale, i piccoli e grandi golosi potranno gustare le nostre prelibatezze natalizie: i biscotti, i classici Zelten bolzanini, gli Stollen, il panettone e il pandoro, ma anche freschissimi Faschingskrapfen, strudel alle mele e Brezen dolci.

E poiché un giretto al mercatino di Natale fa venire puntualmente un languorino, il Panificio Franziskaner propone anche qualche spuntino salato da sgranocchiare tra un acquisto e l’altro, come i Brezen con formaggio e speck dell’Alto Adige, vari panini farciti e croccanti Bauerntoast.

Presso la nostra bancarella proponiamo anche un piccolo, ma delizioso assortimento di pane: specialità tipiche dell’Alto Adige, come il filone nero e i Segalini, il pane alle noci, il pane ai semi di lino, il pane nero, il pane con frutta secca e noci e, naturalmente, tanti fragranti Brezen appena sfornati.

Inoltre riforniamo con le prelibate specialità della nostra panetteria anche tutti gli stand gastronomici del mercatino di Natale di Bolzano, della Foresta Natalizia a Lagundo e alcune bancarelle del mercatino di Natale di Merano.

parcheggio Mareccio

MUSEO DI ÖTZI

parcheggio Luna

v ia do tto r S tre it er

PIAZZA DELLE ERBE via dei Portici

via Museo

via dei Portici

PIAZZA MUNICIPIO il bosco di Bolzano

v ia Goethe

v i a G ra p p o l i

PIAZZA DEL GRANO

PIAZZA DELLA MOSTRA mercatino della solidarietà

piazza

Il nostro stand al Unser Stand mercatino di Natale am Christkindlmarkt

parcheggio Laurin

PIAZZA WALTHER mercatino di Natale

Parrocchia

Duomo di Santa Maria Assunta

viale

via Alto Adige

Chiesa dei Domenicani

della

parcheggio Walther Stazi

on e

pista di pattinaggio

PARCO DELLA STAZIONE

Le nostre filiali nel Unsere Filialen centro storico in der Altstadt

Piazze Plätze con le bancarelle mit Marktständen

via Molini

via dei Bott ai

escani i Franc

via de

via del l a Ro ggia

via Vi ntola

Central Parking

STAZIONE City Parking


Hopf en und Malz, Gott erhalt's!*

Curiosità sul pane

» La birra è pane liquido. «

DAL DIZIONARIO DEL PANETTIERE

Questo proverbio non è nato per caso! Sia il pane che la birra hanno infatti come ingredienti principali il grano, l’acqua e il lievito e sono soggetti ad un processo di fermentazione. Nel Medioevo con il pane si preparava addirittura la birra. E nei monasteri cattolici si affrontava il periodo della Quaresima con la birra fatta in casa, poiché durante il digiuno era vietato mangiare, ma era consentito bere.

Il test della finestra

*brindisi in lingua tedesca che significa: “Che Dio preservi il luppolo e il malto.”

Il pane rimane fresco più a lungo…

Il test della finestra consiste nel dividere un pezzo di pasta delle dimensioni di una pallina da golf dal resto dell’impasto e nel tirarlo accuratamente con i pollici e gli indici di entrambe le mani. Così facendo si ottiene una sfoglia sottile. Osservandola, come se si stesse guardando attraverso una finestra, il panettiere può dire se l’impasto è stato lavorato a sufficienza. Se la pasta risulta difficile da stendere o se addirittura si strappa, è necessario continuare ad impastare la massa. Se, invece, la pasta si allunga facilmente, ma presenta delle macchie scure e o delle chiazze chiare alla vista, l’impasto è pronto per la lavorazione successiva. Se la membrana risulta sottile e compatta, l’impasto non va lavorato ulteriormente, altrimenti perderebbe di qualità.

LA BIBLICITÀ DEGLI STOLLEN DI NATALE

…se conservato in buoni vecchi contenitori di argilla o di pietra! Questi materiali, infatti, assorbono l’umidità in eccesso e di conseguenza il pane rimane croccante qualche giorno in più.

Gli Stollen di Natale non commemorano la nascita di Gesù, ma ricordano il tragico gesto di Erode. Il re, per evitare che Gesù di Nazareth diventasse il nuovo “Re dei Giudei”, fece uccidere a sangue freddo tutti i neonati maschi venuti alla luce a Betlemme, come riportato nel Vangelo secondo Matteo. Questo dolce di Natale ricoperto di zucchero a velo, infatti, simboleggia un bambino avvolto in un pannolino.

COLOPHON © 2019 Franziskaner Bäckerei GmbH Editore: Franziskaner Bäckerei GmbH, Bolzano, T 0471 976443 Redazione, revisione e traduzione: clicktext S.r.l., Appiano Foto, grafica e illustrazioni: Franziskaner Bäckerei GmbH, Alex Filz Stampa: Fotolito Varesco

EMERGENZA UCCELLINI

Frugivoro mele, uvetta sultanina, fiocchi d’avena, noci tritate, semi di girasole sgusciati, bacche secche

Cari bambini! In inverno per gli uccelli la ricerca di cibo è molto complicata. Ed è soprattutto durante la stagione fredda che gli uccellini hanno bisogno di maggiori quantità di cibo. Durante le notti gelide, infatti, possono perdere fino al 10% del loro peso corporeo. Per questo in inverno gli animalisti raccomandano caldamente

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Onnivoro

di lasciare del mangime per gli uccelli davanti alla porta di casa, così da salvaguardarne l’esistenza. Con un piccolo punto ristoro in giardino o sul davanzale della finestra è possibile contribuire attivamente alla protezione delle specie e allo stesso tempo osservare gli ospiti piumati mentre fanno merenda.

nocciole tritate, semi di girasole, bacche secche

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Onnivoro nocciole tritate, uvetta sultanina, bacche secche

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Onnivoro Granivoro

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noci tritate, semi oleosi (canapa e papavero), semi di girasole

re un Come prepara ini ccell ristoro per u fai da te! Per preparare del mangime per uccellini fatte sciogliere nella tazza del grasso di cocco e aggiungete un cucchiaino di olio di semi. Aggiungete una miscela di semi (che potete trovare in un negozio di bricolage o in un negozio di animali domestici) e riempite la tazza con il composto. Infine infilzate un rametto al centro della tazza fino a toccare il fondo e lasciate che il composto si solidifichi. Attaccate la tazza con uno spaghetto ad un ramo di un albero.

nocciole tritate, semi di girasole, bacche secche

Frugivoro Riuscite ad abbinare correttamente il nome della specie agli uccellini raffigurati?

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_ CINCIA MORA

_ FRINGUELLO

_ CINCIA

_ PASSERO

_ MERLO

_ PETTIROSSO

Auflösung: 1 merlo – 2 fringuello – 3 passero – 4 cincia mora – 5 pettirosso – 6 cincia

noci tritate, fiocchi di cereali, uvetta sultanina

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Giornale Franziskaner – Edizione 6  

Giornale Franziskaner – Edizione 6  

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