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Numero 1 Febbraio 2014

Hints ora è disponibile anche nell’edicola dell’App Store

CONTENUTI / CONTENTS

Unioni inaspettate a cura di Gisella Palermo pag. 5

ARTS L’esercito rosa pag. 6

DESIGN Nod Young: la tempesta cinese pag. 8

COVER STORY Jee Young Lee: Stage of Mind pag. 10

INSPIRATION Se solo per un secondo pag. 14

News Mettiamoci in mostra! pag. 17

RUBRICA Cinemaniac pag. 18


è presentato da

REDAZIONE

Giacomo De Rossi Editor

Tommaso Pali Art Director

Paola Fortunata Redattrice

Ginevra Leni Grafico

CONTRIBUTI

Parole, immagini e supporto

Camelia Angelo, Geraldo Barese, Luana Barese, Facondo Buccho, Adelfina Capon, Dora Castiglione, Diamante Cremonesi, Aldo Davide, Daria De Luca, Angelina Dellucci, Concetta Esposito, Ernesto Genovesi, Lino Genovese, Quintiliano Greece, Elide Lettiere, Basilio Lo Duca, Luigia Lombardi, Ramiro Marcelo, Ausilio Marino, Isa Marino, Espedito Mazzi, Gabriella Monaldo, Ornella Moretti, Gisella Palermo e Violanda Schiavone.

Hints magazine Redazione: Via delle Sette Chiese, 17 - 00154 Roma (RM) Pubblicato da: Peristegraf s.r.l. Via Giacomo Peroni, 130 - 00131 Roma (RM) info@peristegraf.it Distribuito da: C.D.M. s.r.l. Viale Don Pasquino Borghi, 172 - 00100 Roma (RM)


EDITO R IAL E

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testo di Francesca Ceccarelli

uando si affronta un problema, è prassi comune delimitarlo entro una determinata inquadratura e cercarne la soluzione all'interno di essa. Si accetta come un dato dimostrato che una certa linea rappresenti i confini del problema, ed è entro questi confini che il pensiero verticale ricerca la soluzione. Molto spesso però questi confini non esistono nella realtà e la soluzione può trovarsi al di fuori di essi. Facciamo l'esempio dell'aneddoto dell'uovo, attribuito erroneamente a Cristoforo Colombo. Una volta che i suoi amici lo schernivano dicendo che la scoperta dell'America era stata in realtà un'impresa facile perché, per raggiungerla, era bastato mettere la prua verso ovest e veleggiare sempre in quella direzione, Colombo chiese loro se erano in grado di far stare un nuovo dritto su una delle due punte. Gli amici provarono ma il tentativo fallì. Allora Colombo prese un uovo, ne schiacciò una punta e su questa lo fece

star ritto. Gli amici protestarono dicendo che per essi valeva la condizione che l'uovo dovesse restare intatto. Cioè essi ponevano dei limiti che in realtà non esistevano. Allo stesso modo, avevano ritenuto impossibile prendere la rotta ovest e proseguire sempre in quella direzione. La grande impresa marinara era parsa facile a loro soltanto dopo che Colombo ebbe dimostrata l'infondatezza delle loro prevenzioni. È assai probabile che questo aneddoto riguardi, in realtà, Filippo Brunelleschi che costruì la cupola del duomo di Firenze, nonostante tutti avessero ritenuto che il suo progetto era impossibile da realizzare. Più che l'accuratezza storica dell'attribuzione dell'aneddoto, ci serve il riferimento a Colombo perché dà modo di mostrare una certa mentalità. Molto spesso i verticalisti considerano una soluzione ottenuta col pensiero laterale come una specie di trucco. Ciò prova, paradossalmente, l'utilità del pensiero laterale.


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ARTS

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l’esercito

testo di Francesca Ceccarelli foto di Prune Nourry

rosa

iflettendo sulle preferenze di sesso in Cina e sulle circostanze sociologiche dei genitori che sperano di avere un figlio maschio, l'artista francese Prune Nourry ha creato un esercito di bambine a grandezza naturale, che rappresentano le difficoltà delle giovani donne nelle famiglie cinesi. Le figlie di terracotta rappresentano uno spaccato della cultura locale attraverso l'applicazione dei simboli tradizionali e l'arte degli antichi soldati di terracotta – un artefatto cinese che risale al 210 a.C. Durante parte iniziale del progetto, la Nourry ha incontrato e fotografato otto bambine orfane cinesi. Attraverso una collaborazione con gli artisti locali di Xi'an, i loro ritratti sono stati usati come modelli di riferimento per la prima serie di sculture finite. Gli artigiani poi hanno usato i calchi interscambiabili

per creare delle ulteriori 108 sculture, le cui espressioni e forme del viso sono personalizzate individualmente per ogni statua, facendo di ogni pezzo una figlia completamente unica. Questo esercito permanente, insieme ai bronzi, ai calchi plastici, ai video e alle fotografie derivate dal progetto, sono state esposte alla Magda Danysz Gallery, a Shanghai fino al 26 ottobre 2013. Con l'idea della collettività in mente, la Nourry lavora a stretto contatto con l'organizzazione noprofit “Les Enfants du Mafaidu” per sostenere l'educazione delle bambine i cui ritratti hanno reso possibile il progetto. Ognuno dei collezionisti che ha comprato una delle otto uniche ed originali sculture di terracotta sostiene la causa e inoltre provvede a tre anni di istruzione della bambina rappresentata dall'opera.


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la tempesta cinese

ggi, ci faremo ispirare da uno dei piĂš attivo artista digitale multi-culutrale operante a Pechino, in Cina, Nod Young. Si diletta principalmente nella tipograďŹ a e nel graphic design, ed è riconosciuto come uno dei principali artisti digitali in Asia. La maggior parte dei suoi lavori digitali derivano dalle sue esperienze in Giappone e nel Regno Unito e ovviamente nel suo Paese natale, la Cina. Ăˆ il co-fondatore e direttore artistico di Khaki Creative & Design, una compagnia nota per i suoi lavori e progetti multiculurali che riescono ad essere allo stesso tempo esteticamente gradevoli e funzionali sul piano commerciale.


DES IG N

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Insieme agli altri artisti della sua compagnia, Young ha progettato delle opere e dei loghi commerciali per un gran numero di importanti realtà sia in Cina che all’estero. Fra alcuni dei suoi soddisfatti clienti ci sono Symantec Norton, Brown University Club of China, China Education Initiative e Wokai. Nod Young è un artista cinese specializzato nel design digitale e nelle arti visive, che si distingue grazie al suo stile unico e allo straordinario intuito. Nei suoi lavori, infatti, Nod unisce la cultura cinese con molti elementi, d’avanguardia e tradizionali, sempre cercando di stare fuori dalle righe. I suoi lavori sono stati esposti in tutto il mondo, dal Regno Unito alla Spagna, dalla Finlandia a Singapore, dagli Stati Uniti al Sud Africa. Nod spera di operare un cambiamento nella vita, attraverso la creatività che è capace di influenzare il mondo e arricchire le emozioni delle persone. Nod ha anche guadagnato un successo nel settore commerciale e ha lavorato con molti clienti internazionali, fra i quali Nike, Adidas, Coca Cola, McDonald’s, Nokia, Microsoft, Mercedes, Li Ning, Fiat e Green Peace. È anche attivamente impegnato in molti progetti relativi all’arte come designer indipendente, a sta programmando la pubblicazione di un portfolio con il contributo dell’Università di Tsinghua. La cultura e la tradizione cinese ha un ruolo centrale nei suoi lavori, le maggiori fonti di ispirazione sono gli intagli di carta, i dipinti e i loro personaggi. Sfruttano forme semplici ma il contenuto è in genere molto dettagliato; sembrano delicati, ma lo spirito è molto forte. La tradizione cinese per Nod simboleggia la purezza, di contro all’ipocrisia e agli eccessi della moderna cultura cinese.

testo a cura di Francesca Ceccarelli


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COVE R STO RY

JEEYOUNGLEE

S T A G E

O F

M I N D

Una ricerca al limite del surreale: il risultato sono delle scenograďŹ e pischedeliche e suggestive all'interno di uno studio di appena 3 x 6 m dentro cui, una volta completate, l'artista si fotografa senza mai guardare l'obiettivo e occupare un posto centrale.

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i nts i vogliono settimane, a volte mesi. Jee Young Lee si mette paziente a ricreare le atmosfere che ha in mente, il prodotto di fiabe coreane, ricordi d'infanzia e storie occidentali (fra cui anche alcune opere Shakespeare). Il risultato sono delle scenografie pischedeliche e suggestive all'interno di uno studio di appena 3 x 6 m dentro cui, una volta completate, l'artista — trentenne — si fotografa senza mai guardare l'obiettivo e occupare un posto centrale. Stage of mind è la serie delle sue creazioni in mostra dal 7 febbraio al 7 marzo alla Galleria OPIOM di Opio, Francia. «Il mio lavoro, in sostanza, registra le mie preoccupazioni e il processo della crescita. Narra e drammatizza le mie storie personali», spiega l'artista. «Il soggetto principale del mio lavoro è la riflessione su me stessa come membro della società e come individuo che influenza ed è influenzato dall'ambiente circostante. Perciò, attraverso il mio lavoro, cerco di completare me stessa e di rendere il mio stato e le situazioni che vivo concrete creando, a partire da queste, degli scenari.» In un mondo in cui tutto si può ricreare e imitare tramite la tecnologia, questa giovane sudcoreana non usa trucchi, niente photoshop, solo le sue mani.

« Jee young lee sembra volerci suggerire quanto la realtà sia sopravvalutata. » Abbandonate ogni logica perché questa immagini non ne hanno, vogliono stupirvi con la loro paradossalità. Vengono scelti colori squillanti accompagnati da cromie eteree che ricordano la dimensione del sogno. L’artista, sempre sola, è presente in ogni opera, in ruoli diversi, quasi a significare quegli universi figli della sua mente. Abita quei mondi inconsistenti ma magici, nei quali lo spazio e il tempo subiscono una perdita di senso. Si crea cosi un luogo del possibile, uno spazio di sviluppo del potenziale artistico capace di rendere realizzabile ogni idea. Questi scenari riescono ad essere armonici e conturbanti al tempo stesso, proprio come


in un sogno, all’interno del quale le la gravità e la logica sopperiscono alla creatività. La stessa stanza si trasforma da un macro-giardino a un salotto optical, da un soffice paradiso a un vortice di acqua gigantesco. Il limite se c’è non si vede. Jee Young Lee sembra volerci suggerire quanto la realtà sia sopravvalutata. Ma notiamo nella sua arte, una nota dolce-amara, nonostante il tepore puerile che emerge da queste atmosfere, rimane nello spettatore un sentore malinconico, una tristezza di fondo che sembra permeare

tutte le situazioni. La sensazione più simile che torna alla memoria pare quella del risveglio, quando abbandoni il mondo di Morfeo per vivere con disincanto la vita di tutti i giorni, ma quel qualcosa del sogno permane, un ricordo di beata illogicità che però, per quanto ti sforzerai, non riuscirai mai a razionalizzare.

testo a cura di Francesca Ceccarelli


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INS PIR AT IO N

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SESOLO PERUN SECONDO testo di Francesca Ceccarelli foto di Vincent Dixon

ai cosa mi manca di più? Essere spensierato». Questa è stata la frase che ha dato l’ispirazione alla Fondazione Mimi per creare un progetto fotografico. A 20 persone malate di cancro è stato chiesto di partecipare a una esperienza di restyling con stilisti e parrucchieri. I partecipanti hanno dovuto subire un radicale cambio di look a occhi chiusi, per poi riaprirli solo una volta fatti accomodare di fronte a uno specchio. Nessuno di loro era a conoscenza che dietro allo specchio bidirezionale li aspettava il fotografo professionista Vincent Dixon per poter catturare i loro sguardi increduli nel momento in cui aprivano gli occhi. L’obiettivo della campagna è quello di permettere ai pazienti di dimenticare la loro malattia, mettere da parte le loro difficoltà quotidiane e godere la spensieratezza totale per un breve periodo di tempo. Le foto sono state raccolte e pubblicate in un album intitolato If only for a second (Se solo per un secondo). «Ogni foto è seguita da una didascalia con la data e l’ora dello scatto e, soprattutto, il secondo scatto in cui la persona dimentica la propria malattia. Sfogliando questo libro il lettore è accompagnato da risate, risatine e volti spensierati. I lettori saranno sorpresi di avere sui propri volti… un sorriso. Questo è il messaggio Se solo per un secondo, un progetto per diffondere sorrisi e felicità».


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NEWS NE WS

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METTIAMOCI IN

MOSTRA DUCHAMP: Re-made in Italy

ANNI ‘70. Arte a Roma

8/10/2013 - 9/02/2014 GNAM, Roma

8/10/2013 - 9/02/2014 Palazzo delle Esposizioni, Roma

Andy Warhol, padre della Pop Art americana, torna a Milano con una grande monografica che aprirà a Palazzo Reale. La mostra, con il contributo di Francesco Bonami, è curata da Peter Brant, che, fin da giovanissimo, iniziò a collezionare opere di artisti contemporanei americani mettendole poi a disposizione per fini di studio e divulgazione attraverso la Brant Foundation.

A cento anni esatti da Ruota di bicicletta, il primo ready-made di Marcel Duchamp, la Galleria dedica una mostra all’artista che ha rivoluzionato definitivamente il concetto di opera d’arte, a partire dai primi decenni del XX secolo. L’esposizione ripercorre la storia del passaggio espositivo dell’artista in Italia.

Quasi 200 opere, di 100 autori italiani e internazionali, per raccontare l’arte di un decennio e di una città, una realtà vitale per l’intreccio di linguaggi differenti, teatro di sperimentazioni, accogliente bacino di culture visive diverse, nutrice di una propria identità e, allo stesso tempo, specchio di quanto accadeva ovunque nel mondo.

info: http://www.warholmilano.it

info: www.gnam.beniculturali.it

info: www.palazzoesposizioni.it

ILLUSTRI

WARHOL

14/12/2013 - 12/01/2013 Basilica Palladiana, Vicenza

24/10/2013 - 9/03/2014 Palazzo Reale, Milano

Undici illustratori under 40 che il mondo ci invidia saranno in mostra nel salone al primo piano della Basilica Palladiana dal 14 dicembre prossimo fino al 12 gennaio 2014 (chiuso il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio). Un dream team di disegnatori, undici giovani talenti riconosciuti a livello internazionale.

info: www.comune.vicenza.it


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RU B R ICA

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I MIGLIORI FILM DEL MESE, SCELTI DA HINTS

CINEMANIAC 12 ANNI SCHIAVO Regia di Steve McQueen, con Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Brad Pitt.

THE RAILWAY MAN Regia di Jonathan Teplitzky, con Colin Firth e Nicole Kidman.

Solomon Northup, un uomo libero che vive a New York alla metà del 1800, viene attirato a Washington con la scusa di un'offerta di lavoro. Arrivato sul posto, viene rapito e venduto come schiavo a diversi proprietari. Quando un falegname canadese riesce a far pervenire delle lettere di Northup alla moglie, lei si rivolge alla giustizia per farlo liberare.

Basato su una storia vera il film si svolge negli anni '80 in Inghilterra e vede protagonista Colin Firth nei panni di Eric Lomax, un ex ufficiale britannico e prigioniero di guerra che è stato deportato dai giapponesi a Singapore. A seguito di questa terribile esperienza vissuta nel passato Lomax soffre di un grave trauma psicologico che si trascina anche nel presente, così sua moglie tenta di trovare un modo per alleviare la sua sofferenza. Alla base della sceneggiatura c’è l’omonima biografia best seller di Eric Lomax.

THE SQUARE Regia di Jehane Noujaim.

BELLE & SEBASTIEN

Regia di Nicolas Vanier, con Félix Bossuet, Tchéky Karyo, Margaux Châtelier. Dopo la tappa al Festival di Roma arriva la data di uscita ufficiale dell’adattamento live-action Belle & Sebastien che sarà nei cinema d’Italia dal prossimo 30 gennaio distribuito da Notorious Pictures. Belle & Sebastien nasce come una serie di racconti ad opera dell’autrice francese Cécile Aubry, poi nel 1965 diventa una serie tv live-action prodotta in Francia, solo nel 1981 si trasformerà nell’amatissima serie tv giapponese con cui è cresciuta un’intera generazione. Durante la Seconda guerra mondiale, il piccolo orfano Sebastien trova conforto nell’amicizia con Belle, un grande cane dei Pirenei che abita nei boschi intorno al paese. Sebastien, colpito dalla dolcezza dell’animale, dovrà difenderlo da chi lo ritiene un feroce e pericoloso predatore. Ispirato al classico della letteratura francese e alla serie animata che ha appassionato più di una generazione… preparatevi a riscoprire la grande avventura Belle & Sebastien.

La rivoluzione di piazza Tahir ha portato alla caduta del governo di Mubarak ma, mentre per il mondo intero tutto poteva considerarsi concluso, per cinque rivoluzionari quello è solo l'inizio di un cambiamento radicale. Tra l'euforia per la vittoria e le incertezze e i pericoli del periodo di transizione militare, i cinque sono impegnati in un viaggio che cambierà le loro vite e metterà in evidenza come chi ha potere non è disposto a rinunciarvi facilmente. THE SQUARE Regia di Martha Shane, Lana Wilson. Il delicato tema dell'interruzione di gravidanza è al centro di questo documentario. Dopo la morte del dottor Goerge Tiller, medico assassinato nel 2009, pochi suoi colleghi ed amici proseguono il suo lavoro, con la ferma convinzione di stare aiutando le loro pazienti.

MANDELA: LONG WALK TO FREEDOM Regia di Justin Chadwick, con Idris Elba e Naomie Harris. Basato sull'autobiografia Lungo cammino verso la libertà di Nelson Mandela, il film narra la straordinaria vita di Nelson Mandela è raccontata partendo dagli anni della sua infanzia in un piccolo villaggio rurale fino a giungere al suo insediamento come primo presidente democraticamente eletto del Sudafrica. Dalle battaglie contro l'apartheid e per l'uguaglianza dei diritti con a fianco la moglie Winnie, la sua è la storia gioiosa di un uomo buono che trionfa oltre ogni previsione.


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