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testo di / text by Dominique Stella


In copertina / On the cover Senza titolo / Untitled, 2010

Progetto editoriale / Editorial project Forma Edizioni srl, Poggibonsi (SI) redazione@formaedizioni.it www.formaedizioni.it Progetto grafico / Graphic design Forma Edizioni Crediti fotografici / Photo credits Industrialfoto, Firenze (opere / works) Diabel Thiam (ritratti dell’artista / artist portraits) Traduzioni / Translations Jorunn Monrad (per la traduzione inglese / for English translation) Silvia Denicolai (per la traduzione italiana / for Italian translation) Fotolitografia e stampa / Photolithography and printing Forma Edizioni srl, Poggibonsi (SI)

©2011 Forma Edizioni srl, Poggibonsi (SI) ©2011 Dominique Stella Per il suo testo / For the text ©2011 Tornabuoni Arte Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e dell’editore / All rights reserved, no part of this publication may be reproduced in any form or by any means without the prior permission in writing of the publisher. prima edizione: novembre 2011 / first edition: November 2011


Soly CissÊ calore d’estate Milano, Tornabuoni Arte via Fatebenefratelli, 36 18 novembre / 10 dicembre 2011

A cura di / Curator Tornabuoni Arte, Firenze Testo di / Text by Dominique Stella Ideazione / Project Roberto Casamonti, Michele Casamonti, Ursula Casamonti Organizzazione / Organization Tornabuoni Arte, Firenze Catalogo / Catalogue Forma Edizioni Comunicazione e ufficio stampa / Communications and press office Massimiliano Simonetta, Stemax Eventi, Milano


Hivernage, 2008 Acrilico e pastelli su tela / Acrylic and pastels on canvas 3 elementi cm 100x100 cad. / 3 pieces cm 100x100 each

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Soly Cissé. Calore d’estate Soly Cissé. Summer heat Dominique Stella

G i à p r o fo n d a m e n t e i n s e r i t o n e l p a e s a g g i o a r t i s t i c o contemporaneo, Soly Cissé è un pittore, disegnatore e scultore dalla tenace e inflessibile determinazione. Dopo il diploma alle Belle Arti di Dakar nel 1996, la rapidità dei suoi progressi gli permette di varcare le frontiere internazionali, facendo conoscere e apprezzare un’opera al tempo stesso poetica e selvaggia, in cerca di libertà. L’Europa lo ha già riconosciuto attraverso numerose esposizioni (in Francia come in Italia, Germania, Svizzera, Spagna, Gran Bretagna...), ma egli ha anche lasciato la sua impronta nel mondo partecipando alle più importanti mostre, in particolare “Africa Remix“, dedicate all’avventura di una nuova generazione di artisti che rappresentano l’Africa.

Soly Cissé is a painter, draughtsman and sculptor distinguished by his tenacious and inflexible determination; he is already an established member of the contemporary art world. After graduating from the Fine Arts Academy of Dakar in 1996, his rapid progress has enabled him to travel across international borders, making his work – poetic yet wild, in search of freedom – known and appreciated. He has already achieved recognition in Europe where he has held numerous exhibitions (in France and in Italy, Germany, Switzerland, Spain, Great Britain...), but he has also made his presence felt on an international level, participating in highly prestigious exhibitions, in particular “Africa Remix“, dedicated to the adventure of a new generation of artists who represent Africa.

Attraverso la sua opera, Soly Cissé esprime tutto sé stesso e il suo essere influenzato da una duplice educazione. Nato e cresciuto in una Dakar volta alla modernità, egli è anche impregnato di quella tradizione animista profondamente legata ai misteri della caccia che ha conosciuto da bambino e che lo ha intimamente avvicinato al regno animale. Così, nei suoi quadri si sovrappongono questi due mondi simboleggiati da archetipi; basti pensare ai suoi celebri codici a barre, diagrammi e altre curve, di una contemporaneità sconcertante poiché accostata a un universo di forme imprecise, inondate da una luce nebulosa da cui emergono esseri ibridi, animali o personaggi dai contorni incerti. I suoi quadri, così come i suoi disegni, sono un’emanazione di un universo in cerca di equilibrio. Facendo bruscamente coesistere sulla tela il nostro mondo moderno e il ricordo dei tempi immemorabili, Soly Cissé supera ampiamente la facile denuncia della perdita dei valori, della mancanza di solidarietà, della disumanizzazione dei rapporti fra gli uomini, o di qualsiasi altra rivendicazione cui siamo già sensibilizzati... Se tutti i suoi quadri portano in sé l’oscura consapevolezza di una realtà aspra, essi rappresentano anche vere e proprie allegorie portatrici di una sconfinata speranza. Così, l’innegabile irruenza dei suoi quadri non risiede nella banalità di un messaggio troppo svalutato, ma nella forza concreta di una speranza costruttiva.

In his work Soly Cissé expresses every aspect of his identity and the influences of a two-sided education. Born and raised in Dakar, a city undergoing a rapid modernization, he is also imbued with an animist tradition deeply bound to the mysteries of hunting, that he was familiar with as a child and that has given him a very intimate relationship with the animal kingdom. His paintings therefore feature a superimposition of these two worlds, symbolized by archetypes; we only have to think of his famous bar codes, diagrams and other curves, disconcertingly modern due to the combination with a universe of imprecise forms, flooded by a nebulous light from which hybrid beings, animals or personalities of vague contours emerge. Both his paintings and his drawings bear witness to a universe in search of an equilibrium. By combining our modern world and the memory of immemorial times on the canvas in stark contrast, Soly Cissé goes well beyond any facile denunciation of the loss of values, lack of solidarity, dehumanization of interpersonal relations, or other vindications that we are already accustomed to... While it is true that his paintings are testimonials of an obscure awareness of a harsh reality, they also represent true allegories conveying unlimited hope. The undeniable vehemence of his paintings therefore does not lie in the banality of an all-too inflated message, but in the concrete force of a constructive hope.

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Una ricerca di universalità

A search for universality

Soly Cissé appartiene a quelle nuove generazioni che elaborano un’opera ancorata in una cultura ancestrale, rivendicando però “un’arte universale che infranga le frontiere e attraversi le barriere“. Egli invoca “l’apertura verso gli altri e la diversità, forza espressiva che permette di far evolvere l’arte attuale“. Al di là della volontà di numerosi critici che tendono a dividere gli artisti in funzione di influenze locali o di dibattiti che incanalano l’arte e specialmente l’arte africana in gioghi folcloristi legati alle tradizioni etniche, molti artisti africani come Soly Cissé difendono un’opera che vogliono esemplare nell’ispirazione e nelle fonti, realizzando un métissage che permette di generare associazioni forti e convincenti. Soly Cissé appartiene dunque all’Africa e ad altrove, la sua cultura è legata a molteplici sollecitazioni e nuclei d’interesse, a un profondo radicamento nella propria cultura ma anche a un sapere più universale che collega l’arte contemporanea alle sue fonti più prossime che sono il cubismo, l’astrazione, Kandinsky, Picasso, Braque o Jackson Pollock. È nato e cresciuto in una Dakar volta alla modernità, con la consapevolezza di essere erede di un passato millenario, in un mondo in cui la tecnologia e il turbinio del cambiamento degli stili di vita colmano l’epoca di pratiche nuove e di mutazioni irreversibili. L’artista è figlio del proprio tempo e profeta dei tempi a venire, e Soly Cissé ci disegna un mondo che egli immagina attuale e radioso ma anche oscuro e inquietante, impregnato di una tradizione animista fortemente legata ai misteri della vita umana e animale, illuminato dalla speranza di un mondo in divenire che egli vorrebbe migliore ma che è abitato dal dubbio di un presente problematico. Nelle sue tele si materializza la tecnologia, come un’entità fisica, simboleggiata dalla semiotica di codici a barre, diagrammi e altre curve di una contemporaneità enigmatica che egli associa a un universo dalle forme imprecise, inondato di una luce nebulosa da cui sorgono esseri ibridi, animali o personaggi dalle forme incerte legati ad epoche immemorabili. Soly Cissé è un’artista contemporaneo che elabora un linguaggio pittorico al di là dei limiti del territorio mentale che gli è stato assegnato. Egli trascende la sua appartenenza alla cultura africana, per il suo accanimento nel difendere i suoi valori assimilando al tempo stesso le principali mutazioni indotte dalla nostra epoca. Le teorie dell’arte permettono lo sviluppo di un pensiero visivo che elabora la propria problematica, parallelamente alla filosofia, senza esserne una semplice illustrazione. Esse partecipano all’interrogazione politica e sociologica della nostra civiltà formalizzando una ricerca che può sfociare in proposte plastiche: dipinti, sculture, performance, in cui le opere appaiono portatrici di valori. Soly Cissé s’inscrive in questa concezione che egli mette in pratica tanto nelle sue installazioni quanto nelle sue opere pittoriche. La globalizzazione delle culture determina un attaccamento ai particolarismi che permette a ognuno di identificarsi. Vi è un’oscillazione di posizioni tra convinzione identitaria e standardizzazione culturale, che tocca i paesi d’Africa come quelli d’Europa e altrove. Assistiamo a una crescita delle rivendicazioni

Soly Cissé belongs to the new generations that elaborate works which, while rooted in an ancestral culture, nevertheless vindicate “a universal art that breaks frontiers and crosses b a rr i e r s .“ H e i nvo ke s “ a n o p e n i n g t owa r d s o t h e r s a n d differences, an expressive force that makes it possible to evolve contemporary art.“ Beyond the countless critics who prefer to categorize artists according to local influences or debates that place art, and especially African art, in folkloristic games bound to ethnic traditions, many African artists – and Soly Cissé is an example – defend a work they want to be exemplary in inspiration and sources, crossing influences to create strong and convincing associations. Soly Cissé therefore has ties to Africa and to the world beyond; his culture is based on numerous inspirations and interests. He is profoundly rooted to his own culture, but also to a more universal knowledge that retraces contemporary art to its closest sources, namely Cubism, Abstractionism, Kandinsky, Picasso, Braque or Jackson Pollock. He was born and raised in a rapidly modernizing Dakar, conscious of his millennial heritage, in a world where technology and the dizzying changes in lifestyles fill the age with new practices and irreversible changes. The artist is a child of his time and prophets of the times to come, and Soly Cissé shows us a world that he images contemporary and radiant yet obscure and unsettling, impregnated with an animist tradition that has close ties to the mysteries of human and animal life, illuminated by a hope for a world to come, that he would prefer to be better but that is inhabited by the doubts of a problematic present. Technology materializes in his canvases, as a physical entity, symbolized by the semiotics of bar codes, diagrams and other curves of an enigmatic contemporariness that he associates with a universe with imprecise forms, flooded by a nebulous light from which hybrid beings, animals or personalities of uncertain contours, linked to immemorial times, emerge. Soly Cissé is a contemporary artist who elaborates a pictorial language beyond the limits of the mental territory which has been assigned to him. He transcends his ties to the African culture: while tenaciously defending his values, at the same time he assimilates the principal changes induced by our age. Art theories allow the development of a visual thought that elaborates its own problems, parallel with philosophy, without being a mere illustration of the latter. They partake in the political and sociological investigation of our civilization by formalizing a research that may inspire artistic proposals: paintings, sculptures, performance, where the works appear as carriers of values. Soly Cissé sees himself as part of this concept, which he puts into practice both in his installations and in his paintings. The globalization of cultures gives rise to an attachment to peculiarisms that allow everyone to identify him or herself. There is an oscillation of positions between identitarian conviction and cultural standardization, which affects countries in Africa just as it does in Europe and elsewhere. We are witnessing a growth of nationalistic vindications, while a galloping internationalization is

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Il nero come base pittorica

Black as painting base

Non è un caso se Soly Cissé costruisce il suo lavoro su sfondi scuri. Gli artisti sentono le vibrazioni di un’epoca e ne attivano la visione, non soltanto producendo opere che diventeranno immagini emblematiche, ma anche partecipando alla trascrizione di un momento di vita ben specifico. Sono legati a correnti di pensiero, come Caravaggio che ha elaborato la sua opera in una drammaturgia di contrasti di ombra e di luce, di chiaroscuri.... perché la controriforma voleva ritrovare l’emozione perduta dai fedeli. Oggi niente è così determinato in un sistema di valori morali, ma il nero è un simbolo di eleganza, dotato di una forte carica estetica; è anche fonte d’ispirazione per molti artisti. Pierre Soulages ad esempio, che è lontano dai punti di riferimento plastici di Soly Cissé lo considera, come lui, un rifugio: “È un colore contraddittorio. Mi appassiona per la sua forza di contrasto che conferisce una presenza intensa a tutti i colori. Illumina i più scuri. È il lutto e la festa. Prima di ‘vedere il giorno’, siamo tutti immersi nel nero. I miei quadri a volte sono stati definiti nero-luce, per non limitarli a un fenomeno ottico. Ho inventato il termine di Oltre-nero, al di là del nero, come si dice oltremanica oppure oltre Atlantico, per significare l’altrove, in un altro elemento“.5

It is no coincidence that Soly Cissé constructs his works against dark backgrounds. Artists feel the vibrations of an epoch and activate its vision, not only by producing works that will become emblematic images, but also by participating in the transcription of a clearly specific moment of life. They are bound to currents of though, as Caravaggio who elaborated his works in scenic contrasts between shadow and light, with chiaroscuro effects... because the counter-reform wanted to rediscover the fervour lost by the worshippers. Today nothing is quite as determinate in a system of moral values, but black is a symbol of elegance, with a strong aesthetic impact; it is also a source of inspiration for many artists. Pierre Soulages, for instance, whose artistic references differ radically from those of Soly Cissé, also sees it as a safe haven: “It is a contradictory colour. I am moved by its power to create contrasts, its way to give all colours intensity. It illuminates the darkest ones. It is mourning and celebration. Before ‘seeing the light of day’ we are all immersed in black. My paintings have sometimes been defined black-light, in order not to limit them to an optical phenomenon. I have invented the term of ’Beyond-black’, as one says beyond the channel or beyond the Atlantic, to suggest somewhere else, in another element.“5

Questo ricorda le parole di Soly per il quale: “Il nero è la notte, la profondità, l’irreale. Il nero m’ispira il sogno – dice – ... non il lugubre. Quando dipingo, disegno sulla base dello sfondo nero e quest’ultimo diventa colore partecipativo“. 6 Il nero oggi è una sorta di rivelatore, abitato da una simbologia complessa e ambigua tra sogno e realtà, che assimilerebbe il carattere al tempo stesso negativo e rigeneratore di questo “non colore“. Vi si può vedere l’espressione di una malinconia, accompagnata dalla paura della vita, tendenza riflessa nei sogni, così come un’aspirazione al cambiamento. Gli esseri ibridi dalle morfologie animali e umane che invadono le tele di Soly Cissé sono spesso ricoperti di pitture guerriere intensamente colorate. Nascono tuttavia dal nulla della tela, simboleggiato da un nero uniforme che l’artista stende su tutta la superficie del quadro prima di dipingere. Questa tecnica rappresenta l’eredità di un’esperienza iniziale, quando, al principio della sua carriera, lavorava sui negativi radiografici di suo padre medico. Li graffiava con una lama e disegnava già quei personaggi polimorfi accumulati, come brulicanti, che caratterizzavano i suoi disegni. Egli ha conservato questa forza di disegnatore, che oggi traspone nella sua pittura. “Sul nero – racconta – dipingo i contorni, disegno come con la matita applicando poi il colore sullo sfondo nero che riappare nella composizione“. La costruzione pittorica si fa dunque su una base strutturante che entra in vibrazione con la sovrapposizione delle forme, dei colori e delle linee, queste ultime evolvendo liberamente nel quadro senza delimitare gli spazi pittorici. Un’impressione al tempo stesso selvatica e gioiosa, mortifera e vitale scaturisce dalla tela. Questa vitalità, questa vibrazione

This reminds of Soly’s statement: “Black is the night, depth, unreality. Black inspires dreams in me – he says – and not gloom. When I paint, I draw on a black background, which becomes a participating colour.“ 6 Black is today a kind of revelator y factor, characterized by a complex and ambiguous symbology between dream and reality that would assimilate the negative yet regenerating nature of this “non-colour“. We may recognize an expression of melancholy, accompanied by a fear of life, a tendency reflected in dreams, as well as a desire for change. The hybrid beings with animal and human morphologies that invade Soly Cissé’s canvases are often covered with bright war paints. But they are children of the nothingness of the canvas, symbolized by the uniform black coat the artist applies to the entire surface of the canvas before he begins to paint. This technique is an inheritance from his early experiences, from the beginning of his career when he worked on the x-ray negatives of his father, a medical doctor. He scratched them with a blade, and already drew those polymorphic personalities that accumulated like swarms, that characterize his drawings. He has by no means lost his skills as a draughtsman, which has today been transposed in his paintings. “I paint the contours on the black – he tells – I draw as if with a pencil, applying the colour to the black background, which appears in the composition.“ The pictorial composition is therefore created on a structuring base which vibrates with the superimposition of forms, colours and lines; the latter evolve freely in the painting without any limiting of the pictorial spaces. A wild yet joyful, mortal yet vital impression is created by the canvas. This vitality, this vibration 13


Opere Works


Larme de lait, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Cravate jaune, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Chien heureux, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Le Rougeur, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Le Rebel, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Boxer, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 100x100

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Mr Sourire, 2009 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 150x150

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VirilitĂŠ, 2009 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 150x150

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x80

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x60

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x60

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x60

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x60

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x60

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x60

Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x60

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Senza titolo / Untitled, 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas cm 80x60

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Le pouvoir du..., 2010 Acrilico su tela / Acrylic on canvas 2 elementi cm 150x100 cad., 2 elementi cm 150x150 cad. / 2 pieces cm 150x100 each, 2 pieces cm 150x150 each

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Apparati Appendices


Biografia

Biography

Nato nel 1969 a Dakar, Soly Cissé si forma nella sezione “Design” dell’École des Beaux Arts della sua città natale, ottenendo il diploma nel 1996. Nel corso degli anni di studio, tuttavia, tende a staccarsi dall’ambito strettamente accademico dedicandosi allo sviluppo della propria creatività e divenendo pittore, ma anche disegnatore e scultore. Nel 1995 la sua figura di artista viene arricchita dalla frequentazione di un laboratorio di fotografia, nel cui ambito partecipa alla mostra organizzata presso il Centre Culturel Français di Dakar. A partire dagli anni Novanta Cissé partecipa con successo ad esposizioni collettive dedicate all’arte africana contemporanea tanto da varcare i confini nazionali già nel 1998 con l’esposizione di alcune sue opere in Burkina Faso, e nel 1999 con la partecipazione alla Biennale di San Paolo. Dal 2000 partecipa regolarmente alla Biennale d’Arte di Dakar, nello stesso anno è presente alla Biennale dell’Havana, nel 2001 al Prix de la francophonie di Montréal e nel 2005 all’importante mostra dedicata ai giovani artisti africani dalle città di Düsseldorf, Londra e Parigi con il titolo “Africa Remix”. Da allora la sua opera viene presentata con sempre maggior frequenza in esposizioni personali e collettive organizzate in Senegal, Italia, Francia, Portogallo, Spagna e Stati Uniti. Cissé, conosciuto ormai a livello internazionale, è uno degli artisti che meglio rappresenta la vitalità creativa del Senegal, e, a oggi, di tutta l’Africa. La sua inventiva riesce a unire in maniera originale la profonda tradizione africana con le nuove tendenze e i fermenti del segno contemporaneo – atto dei linguaggi metropolitani che seguono al graffitismo e scavalcano le nuove tecnologie. Le opere di Cissé simboleggiano varie espressioni della carica vitale del più antico continente, del suo dinamismo intellettuale che diventa mossa comune per tante visioni e tendenze. Il lavoro dell’artista, quindi, prorompe da versanti culturali variopinti, districandosi dalla massa per un’attività concreta ed elastica al contempo. Intensità e lucidità, dunque, a comunicare la forza di chi sa percepire da lontano, seppure con la vicinanza della presenza e quasi del contatto, con differenti forme del sentire. Il senso dell’arte di Cissé muove dalla scomodità della condizione umana, pronta a farsi trasportare e comunicare nel mondo intellettuale e creativo. Cissé si esprime attraverso pittura, scultura, fotografia, installazioni, in cui l’autore crea una particolare mitologia personale, per legare insieme sagome stiliformi dalla verità della propria tradizione. Forme ibride, animali e umane, in rima con maschere mortuarie, divengono soggetti che giocano nella dualità tra antico e presente. E frecce per scandire la moralità del negativo e del positivo, linee verticali e orizzontali per rappresentare vita o morte: dal contrasto dei colori che fanno eco a improbabili grafie. Tutto qui è skyline, silhouette, profilo. Tutto serve a decorare l’intimismo di un sentire che ancora si stringe all’animismo primordiale, forse per ripartire con la forza di una nuova antropologia, con lo spirito etnologico che si spoglia di ogni valore scientifico e, invece, si sporge verso un’estetica tribale che si dichiara “identità contemporanea“ immersa in un magma di stilemi modernisti...

Born in 1969 in Dakar, Soly Cissé receives his education in the “Design” section of the Ecole des Beaux Arts of his native city, graduating in 1996. However, during his years as a student he tends to detach himself from the strictly academic environment to dedicate himself to the development of his own creativity and becoming not only a painter but also a draughtsman and sculptor. In 1995 his horizons as an artist are expanded when he attends a photography workshop, within which context he participates in an exhibition organized at the Centre Culturel Français of Dakar. Since the Nineties Cissé has participated in group exhibitions dedicated to contemporary African art, with so positive results that his works have been presented abroad already in 1998 when he participated in an exhibition in Burkina Faso, and in 1999 when he was invited to the Biennial of San Paolo. He has participated regularly in the Art Biennial of Dakar since 2000; in that year he also showed at the Havana Biennial, in 2001 at the Prix de la francophonie in Montréal and in 2005 in the important exhibition dedicated to young African artists by the cities of Düsseldorf, London and Paris with the title “Africa Remix”. Since then his work has been presented more and more frequently in personal and collective exhibitions organized in Sénégal, Italy, France, Portugal, Spain and the United States. Cissé, who is by now known on an international level, is one of the artists who best represents the creative vitality of Sénégal and, by now, all of Africa. His inventive creativity succeeds in combining, in an original manner, ancient African traditions and the latest contemporary trends and ferments, inspired by the metropolitan languages that follow in the wake of graffiti art, exploring territories beyond new technologies. Cissé’s works symbolize various expressions of the great vitality of the oldest continent, of its intellectual dynamism that becomes a shared driving power for many visions and trends. The artist’s works may be retraced to a great variety of cultural influences, and stands out from the multitude by virtue of an approach that is concrete and elastic. Intensity and lucidity, to communicate the force of someone who knows how to perceive from afar, while staying close to, and almost in contact with, different feelings. The sense of Cissé’s art is inspired by an anxiety with the human condition, and a willingness to be carried away and to communicate in the intellectual and creative world. Cissé expresses himself through painting, sculpture, photography and installations, in which the author creates his own mythology, interconnecting stylized outlines of the truth of his own tradition. Hybrid forms, animal and human, in combination with death masks, become players in a duality between ancient and present. And arrows setting the pace of the morality of negative and positive, vertical and horizontal lines representing life and death: improbable drawn forms echo from the contrasting colours. Everything is skyline, silhouette, profile and serves to decorate the intimism of a feeling that still holds onto primordial animism, perhaps in order to start anew with the force of a new anthropology, the ethnological spirit denuded of every scientific value and that leans towards a tribal aesthetic that declares itself “contemporary identity” immersed in a magma of modernist style elements... 125


Mostre personali /

Mostre collettive /

Bibliografia /

Personal exhibitions

Collective exhibitions

Bibliography

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XIIIème Festival Francophonie

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Africa 2.0 > is there a ‘contemporart

2008.

2008 Soly Cissé, 10 ans de peintures

in Africa», Saint-Étienne (F) /

african art‘? Influx Contemporary

– D. Stella, C. Vega, Soly Cissé,

- Rétrospective, Musée Theodore

Animismes, Galerie da Vinci, Nice (F)

Art, Lisboa (P) / Common Ground,

catalogo della mostra “Soly Cissé”,

Monod, IFAN, Dakar (SN) /

/ ARCO 2004, Madrid (E) / T.G.D. (4),

Bekrys Gallery, San Francisco (USA).

Galerie La Trace, Paris, Cudemo ed.,

Soly Cissé, Dany Keller Gallery,

workshop, Tamba (SN).

Albenga 2008.

München (D) / Soly Cissé – La

2004-2005 Africa Remix,

– F. Hervieu-Wane, Professionnel

Mirada del Otro, Festival Pirineos

Zeitgenössische Kunst einer

en quête d'excellence, in “Dakar

Sur, Municipalidad Huesca (E) / Soly

Kontinents – Contemporary Art

l'insoumise”, Autrement ed., Paris

Cissé, Galerie La Trace, Paris (F).

of a Continent – Art contemporain

2008, p. 68-73.

2009 Les Chimères de Soly Cissé,

d‘un continent, Museum Kunst

– Soly Cissé, catalogo della mostra

Bekris Gallery, San Francisco (USA)

Palast, Düsseldorf (D); Hayward

“Soly Cissé, 10 ans de peintures -

/ Soly Cissé - Être pour devenir,

Gallery, London (UK); Centre

Rétrospective”, Musée Theodore

Galerie Stella & Vega, Brest (F) /

Georges Pompidou, Paris (F).

Monod, IFAN, Dakar, 2008.

Soly Cissé, Musée des Arts

2005 Africa Urbis: Perspectives

– G. Coudert, Toguo-Cissé, catalogo

Derniers, Paris (F).

Urbaines, Musée des Arts Derniers,

della mostra “Barthelemy Toguo-Soly

2010 Mondes Perdus, Influx

Paris (F) / Foire internationale des

Cissé”, Galerie Le Manège, Dakar,

Contemporary Art, Lisboa (P).

Arts Derniers: «Les Afriques 2»,

APRES ed., Paris 2010.

2011 Soly Cissé, Maquillage,

Musée des Arts Derniers, Paris (F) /

Fortezza del Girifalco, Cortona (I).

Création contemporaine au Sénégal,

126


Questo volume è stato stampato nel mese di novembre 2011 da Forma Edizioni This volume was printed in November 2011 by Forma Edizioni


Soly Cissè  

Forma Edizioni presents, in occasion of the exhibition at the Tornabuoni Art gallery in Milan, a monograph in a bilingual edition Italian/En...

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