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FONTANA E PARIGI


Questo volume ricorda la mostra Lucio Fontana, a cura di Enrico Crispolti, che ha avuto luogo dal 1 ottobre al 30 Novembre 2009, presso la Galleria Tornabuoni Art di Parigi. La stessa mostra, ora riproposta come Lucio Fontana - Hic et Nunc, si svolge dal 6 maggio al 24 giugno 2012 negli spazi della Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Arezzo, e il presente volume ne è documento. / This book starts from Lucio Fontana exhibition, curated by Enrico Crispolti, that was helded from October 1th to November 30th, 2009, at Tornabuoni Art Gallery, Paris. The same exhibition is presented again in Arezzo, as Lucio Fontana - Hic et Nunc, from May 6th to June 24th at the Municipal Gallery of Contemporary Art, for wich this book acts as the catalogue.

Progetto editoriale / Editorial project Forma Edizioni srl, Poggibonsi (SI) redazione@formaedizioni.it www.formaedizioni.it Traduzioni / Translation Scriptum - Roma Jorunn Monrad Fotolitografia e stampa / Photolithography and printing Forma Edizioni srl, Poggibonsi (SI) Ringraziamenti a / We woud like to thank Nini Laurini (Fondazione Lucio Fontana), Valeria Ernesti (Fondazione Lucio Fontana), Gaia Donzet (Tornabuoni Art, Paris), Daria Manganelli (Tornabuoni Art, Paris), Giulio Tega (Galleria Tega), Costantino Colli (Assicuratori Milano), Arrigo Perin (Assicuratori Milano), Ursula Casamonti (Tornabuoni Arte, Firenze), Silvano Bonini (Tornabuoni Arte, Firenze), Barbara Mucci (Tornabuoni Arte, Firenze), Andrea Macchinelli e Maurizio Fossi (FotolitoRaf, Firenze), Lara Tonnicchi (Studio Archea), Anna Ostellari, Carine Casamonti Ai collezionisti prestatori To the lenders Roberto Casamonti, Dimitri Mavromatis, Sandro Mandelli, Jacques Roth, Galerie Andrea Caratsch, Henri Vanni E a tutti i prestatori che hanno preferito restare anonimi And to all the other lenders who preferred to remain anonymous

© Lucio Fontana by SIAE 2012 © 2012 Forma Edizioni srl, Poggibonsi (SI) Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e dell’editore. / All rights reserved, no part of this publication may be reproduced in any form or by any means without the prior permission in writing of the publisher. prima edizione: aprile 2012 / first edition: April 2012


FONTANA E PARIGI

testi di / texts by Enrico Crispolti prefazione di / preface by Fabio Migliorati


Sommario Contents

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Prefazione / Preface Fabio Migliorati

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Un Grande Ritorno / A Great Return Enrico Crispolti

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Opere / Works Apparati / Appendices


Prefazione Preface Fabio Migliorati

Sostenere che l'opera di Lucio Fontana sia tra i maggiori esempi dell'arte italiana del XX secolo è pura ovvietà; Fontana appare di più, nel Duemila: il più importante artista della seconda metà del Novecento, in Italia e buona parte del mondo. Il suo lavoro ha lambito territori forse imprevisti perfino all'autore: estetica dialettica - della dicotomia, dell'ossimoro, della sinestesia (entità dilatate senza fine, in flussi simpatetici naturali e artificiali insieme, umanissimi proprio perché infiniti). L'arte di Fontana è il fondamento di un'apertura universale. Arte come essenza di modalità antropologiche globali e sempre attuali; tanto sociali quanto individuali, nuove da oltre mezzo secolo, perché relative alla dimensione di un'alterità immaginativa oggettivabile. E, per tale via, siamo alla storia oltre l'avanguardia: epifania atemporale, divenire, misura dell'assenza, distanza logica, accadimento… L'intervento di Fontana gestisce concezioni liminali dell'esistere; rincorre e raggiunge il sogno; circoscrive l'esperienza; conduce o allude alla vita e alla morte. L'opera d'arte si costituisce in esercizi di mistica scientifica, stratificati nel conoscere creativo - dal minimalismo al barocco, dal primitivismo totemico all'evoluzione tecnologica. Ecco lo spazio artistico; ecco il progresso nel ruolo intimo ma arbitrario del colore. È "concetto spaziale"; è addirittura "Fine di Dio". Il nome di Lucio Fontana rappresenta - ormai - quel che la sua opera, forse, non avrebbe dovuto simboleggiare - capacità di sintetica definizione, nobile maniera, gesto definitivo - perché autore e lavoro, già mito moderno, sono oggi fusi in semiotiche dell'attraversamento, del tragitto, dell'atto unico che è definizione d'indefinibile, trascurando il senso dell'introduzione fenomenologica, della permanenza attiva, dello slancio continuo propositivo. Il significato della sua scultura astratta razionale, del suo ambiente al neon, del buco o del taglio, della pietra, del metallo, dell'inchiostro, del teatrino s'invera nella bellezza di uno stile; e, dagli anni Trenta ai Sessanta, l'uso del termine "oltre" diviene ambito particolare dell'arte contemporanea. In questo modo, anche per il basico apporto di titoli carsici, l'artista sperimenta il metro elegante di grafismi d'assoluto - pur nella contingenza tecnica della forma spaziale come ricerca, come risorsa inesausta; in un pragmatismo plastico libero fino alla contraddizione.

To say that the work of Lucio Fontana is among the greatest examples of Italian 20th century art is stating the obvious. And now in the Twenty-first century, Fontana appears even greater: the most important artist in Italy and in a large part of the world in the second half of the Twentieth century. His works have explored territories that may have been unexpected even by their own author: dialectic aesthetics – of the dichotomy, the oxymoron, synaesthesia (entities that have been endlessly dilated, in sympathetic flows that are natural yet artificial, and very human precisely because of their infiniteness). The art of Fontana has laid the foundations for a universal opening. Art as the essence of global and always topical anthropological modalities, equally social and individual, that have stayed new for more than half a century, because they are relative to the dimension of an objectivable imaginative alterity. And along this path we have arrived at history beyond avantgardes: timeless epiphany, becoming, measure of absence, logical distance, event… Fontana’s action deals with liminal conceptions of existence; it pursues and reaches a dream, leading to or suggesting life and death. The work of art takes the form of exercises of scientific mysticism, stratified in creative knowledge – from minimalism to baroque, from totemic primitivism to technological evolution. This is artistic space; it is advancement in the intimate but arbitrary role of colour. It is "spatial concept"; and even "The End of God". By now the name of Lucio Fontana stands for something that his work perhaps was not meant to symbolize – an ability to reach a synthetic definition, noble manner, definitive gesture – because author and work have already become a modern myth, and are today merged in the semiotics of crossing, of the journey, of the unique act that defines the undefinable, neglecting the meaning of the phenomenological introduction, the active permanence, the continuously innovative approach. The meaning of his rational abstract sculpture, his neon environment, his hole or cut, stone, metal, ink or puppet theatre is concretized in the beauty of a style; and from the Thirties to the Sixties the use of the expression "beyond" has become a specific sphere of contemporary art. The artist has thus, also thanks to the essential contribution of his enigmatic titles, explored the elegant metre of drawing the absolute – even in the technical contingency of the spatial form as research and inexhaustible resource, in a sculptural pragmatism that is free to the point of contradiction.

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Un Grande Ritorno A Great Return Enrico Crispolti

“Oggi parto per Parigi”, si legge sul retro di due “tagli” di Fontana del 1964. E sul retro di un suo “olio”, dell’anno seguente: “Oggi è il primo ottobre”. Sono due delle tante frasi che, negli anni Sessanta, Lucio scriveva dietro ai propri dipinti per accrescerne l’evidenza d’autenticità. Frasi del tutto improvvisate, immediate, meramente occasionali ma che messe assieme formano quasi i frammenti di un diario, attestando del suo estro, dei suoi umori. Due frasi che, nell’occasione, sembrano quasi un invito a questa grande mostra di ritorno a Parigi, comprendente circa sessanta opere tra dipinti e sculture. Certamente la sua più grande che vi sia proposta dopo la estesa retrospettiva allestita nel Musée National d’Art Moderne, al Centre Georges Pompidou, nel 198788. Realizzata a sua volta diciassette anni dopo quella proposta dal Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, appena due dopo la scomparsa (avvenuta nel 1968: era nato a Rosario di Santa Fé nel 1899). Sulla scena internazionale Fontana è ormai correntemente riconosciuto come un autentico protagonista dell’arte del nostro tempo, uno dei maggiori e più originali esponenti, dagli anni Trenta ai Sessanta del XX secolo, ma con un’attualità inventiva inesaurita fino alla fine dei suoi giorni avvenuta in un’età, i sessantanove anni, che oggi segnerebbe comunemente soltanto quella di una piena proficua maturità, capace ancora di una consistente prospettiva di creatività (come i suoi ultimi anni sono stati e si annunciavano di poter ulteriormente essere). Dapprima, fra gli anni Venti e Quaranta, com’è noto, è stato unicamente scultore, subito fortemente innovativo, che si affidava anche al colore e all’espressività della materia in spericolate esperienze figurative ma anche astratte, usando anche abbondantemente il colore. Ed è stato scultore in particolare riattualizzando, nei secondi Trenta, come mezzo plastico, la ceramica. Disposto anche fin dall’inizio a impegnative collaborazioni con architetti d’avanguardia: a cominciare dal progetto di fontana commemorativa dello scultore milanese Giuseppe Grandi, nel 1931, elaborato con il cugino Bruno Fontana e Alcide Rizzardi, il primo compagno dei giovani architetti “razionalisti” milanesi con i quali Lucio collabora appena due anni dopo nella V Triennale di Milano. Poi, fra Cinquanta e Sessanta, è stato soprattutto pittore, entusiasticamente “spaziale”, operando oltre la superficie del dipinto, con i suoi “buchi” e poi i suoi “tagli”. E tuttavia è stato ancora anche scultore, costantemente impegnato a ragionare in termini di rapporto dinamico con la luce e lo spazio. Sempre collaborando con architetti in imprese ambientali ma anche realizzando autonomamente “ambienti spaziali”: dal primo ormai celeberrino “ambiente nero”, a luce di

“I’m Leaving for Paris today” is written on the back of two of Fontana’s “slash” works of 1964 and “Today is the first of October” on the back of an “oil” of the following year. These are just two of the many phrases that the artist began writing on his paintings in the 1960s in order to make their authenticity more clearly evident. Though wholly improvised, spontaneous and immediate, they can be seen all together practically as fragments of a diary bearing witness to his moods and fancies. In the circumstances, the two quoted above practically constitute an invitation to this major exhibition of about sixty paintings and sculptures, certainly the largest to be held in Paris since the extensive retrospective at the Musée National d’Art Moderne (Centre Georges Pompidou) in 1987-88, 17 years after the one held at the Musée of Art Moderne de Ville de Paris in 1970, just 2 years after the artist’s death in 1968. (He was born in Rosario de Santa Fé in 1899.) Fontana is now recognized on the international scene as an authentic master of the art of our time, one of greatest and most original figures of the period from the 1930s to the end of the 1960s. His inventive relevance remained intact, however, right up to his death at 69, an age that would today normally mark only the stage of full, fertile creativity (a characteristic of his last years that would clearly have continued). As is known, he worked at first, from the 1920s to the 1940s, solely as a sculptor, strongly innovative from the very outset and making abundant use of paint as well as the natural hues and expressive qualities of the material in bold works of both an abstract and a figurative nature. And it was as a sculptor in particular that he took up ceramics in the second half of the 1930s. He was also involved from the beginning of his career in demanding joint projects with avant-garde architects, starting with the commemorative fountain of 1931 for the Milanese sculptor Giuseppe Grandi, developed together with his cousins Bruno Fontana and Alcide Rizzardi (the former was an associate of the young Milanese “Rationalist” architects that he worked with just two years later in the 5th Milan Triennial). Then, in the 1950s and 1960s, he was above all an enthusiastically “spatial” painter, operating beyond the surface of the painting with his “holes” and then his “slashes”. He was, however, still a sculptor at the same time, constantly thinking in terms of dynamic relations with light and space. While continuing to work with architects on environmental enterprises, he also created his own “spatial environments”: from the first and now renowned “ambiente spaziale” with black light at the Galleria del Naviglio,

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1957, Lucio Fontana nella cantina del suo atelier con opere del ciclo Barocchi insieme ad alcune modelle in occasione di un reportage di moda per Vogue 1957, Lucio Fontana in the cellar of his studio with paintings from the Baroques series with some models during a reportage for Vogue.

dipenda sostanzialmente dal fatto che la personalità di Fontana si profila tuttora tanto in una capitale valenza storica quanto in una sollecitante permanenza d’attualità. Indubbiamente da riconoscere fra gli artisti maggiori operanti nei decenni centrali del XX secolo, la sua vicenda creativa, sviluppatasi attraverso mezzo secolo, offre infatti tuttora non soltanto complessivamente un esempio di inesauribile libertà immaginativa ma anche particolari spunti di freschezza e disinvoltura inventiva, in modi di linguaggio ancora molto attuali, di straordinaria sintesi, come avviene in particolare appunto nelle proposizioni nuove che ha formulato negli anni Sessanta. Veramente quello di Fontana risulta il profilo di un artista intimamente fenomenologico e sostanzialmente evoluzionista, offerto dal suo al XXI secolo quale esempio di perdurante fiducia profonda nelle possibilità innovative delle risorse creative umane. Il suo infatti è stato un atteggiamento umano e operativo sostanzialmente di chi concepisca la vita sempre in positivo; la sua una visione sempre fenomenologicamente evolutiva, senza pause o cadute in cristallizzazioni stilistiche, sviluppata in un inesauribile naturale slancio innovativo, in modi continuamente di straordinaria freschezza creativa e di eccezionale essenzialità di modi propositivi. La storicità della sua opera si misura appunto attraverso vicende di mezzo secolo di ricerche artistiche nei decenni centrali del XX secolo. Storicità dapprima (negli anni del suo primo soggiorno argentino, nella prima metà dei Venti e poco oltre) nell’aver fatto formativamente i conti con la cultura simbolista e con un certo purismo plastico (Maillol e poi Wildt) e il miglior “Novecento” plastico (Arturo Martini). Quindi (all’esordio dei Trenta) nell’essersi fatto esponente di una forte contrapposizione giovanile al “Novecento”, aperto allora Fontana ad un dialogo con svolgimenti plastici del Cubismo (Archipenko e sopratutto Zadkine), e poi esponente originale - in modi di svariate ipotesi di scultura aponderale, librata nello spazio - di ricerche plastiche non-figurative (nell’ambito del gruppo “concretista” raccolto a Milano attorno alla Galleria del Milione, e appunto “Abstraction-Création”, a metà degli stessi Trenta), in rapporto con gli svolgimenti d’immaginario “cosmico” del Futurismo (fra il magistero di Prampolini e l’attivismo del giovanissimo Munari, a Milano, nei secondi Trenta). Aperto al tempo stesso alla lezione plastica spaziale del Barocco, in modi di espressionismo fenomenologico (sviluppati nei secondi Trenta e per buona parte degli anni Quaranta, nel secondo soggiorno argentino). Quindi essendo stato, come scultore ma anche come pittore e autore di “ambienti spaziali”, fra i protagonisti

importance it still possesses in both historical and presentday terms. All in all, the creative work produced over a span of 50 years by an artist unquestionably to be recognized as one of the greatest active in the middle decades of the 20th century still in fact offers not only an example of inexhaustible imaginative freedom but also particular elements of uninhibited inventive freshness in forms of vocabulary that still display great relevance and an extraordinary capacity for synthesis, especially in the new ideas developed in the 1960s. Fontana is truly revealed as an intimately phenomenological and substantially evolutionary artist, presented to the 21st century as an example of deep and abiding faith in the innovative possibilities of human creative resources. His human and artistic attitude is substantially that of someone who always sees life in positive terms, and his vision is always phenomenologically evolutionary, with no pauses or lapses into stylistic crystallization, developed unfailingly with natural and inexhaustible innovative impetus in forms of extraordinary creative freshness and exceptional essentiality. The historical relevance of his work is thus to be measured through 50 years of artistic explorations spanning the central decades of the 20th century. It begins with the formative years of his first stay in Argentina in the first half of the 1920s, when he assimilated the influence of Symbolism, a certain school of sculptural purism (Maillol and then Wildt) as well as the best of the Novecento group of sculptors (Arturo Martini), and continues with his debut in the early 1930s as a leading figure in the strong youthful opposition to the Novecento movement. Having engaged in dialogue with the sculptural developments of Cubism (Archipenko and above all Zadkine), he then took an original line - with countless attempts at weightless sculpture soaring into space - in non-figurative work (in the context of the “Concrete” group rotating around the Galleria del Milione in Milan and Abstraction-Création in the mid-1930s) related to the “cosmic” developments of Futurism (between the authoritative teaching of Prampolini and the activism of the very young Munari in Milan in the second half of the 1930s). He was also responsive at the same time to the spatial approach of Baroque sculpture in forms of phenomenological expressionism (as developed in the second half of the 1930s and through much of the 1940s, during his second stay in Argentina). As a sculptor but also as a painter and creator of “spatial environments”, he then played a leading part in the

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A sinistra: 1962, Lucio Fontana a Milano mentre lavora al trittico in “metallo” New York 10 A destra: Salvatore Quasimodo, Lou Laurin-Lam, Lucio Fontana, Asger Jorn e Wifredo Lam a Albisola Left: 1962, Lucio Fontana working in Milan on the “metal” triptych New York 10 Right: Salvatore Quasimodo, Lou Laurin-Lam, Lucio Fontana Asger Jorn and Wifredo Lam in Albisola

dell’Informale europeo, in modi segnici, materici, appunto spaziali (dalla fine degli anni Quaranta e lungo i Cinquanta), e poi ingaggiato (già all’esordio dei Sessanta, e lungo questi) in un dialogo con le proposte in particolare delle nuove avanguardie europee, dal radicalismo delle ricerche “monocrome” e dei gruppi europei “Zero” e “Nul”, a una figurazione “post-pop”, fino a ipotesi di un’arte avveniristica meccanicamente oggettivata. L’attualità della sua opera consiste nella misura di estrema libertà di comportamento creativo che interamente la percorre, in tempi come in modi operativi e in scelte linguistiche, diversi; realizzandosi attraverso un inesauribile attivismo di proiezione immaginativa che riusciva a congiungere motivatamente, attraverso il gesto creativo del segno più elementare (graffito, buco, taglio, che fosse), gli estremi distantissimi di un remoto antropologico, primevo (la terra), e di un’artificiosità tecnologica assai spinta (il neon), stanando il futuro verso infine il sogno d’una integrazione cosmica. Ma certamente sussiste anche un’attualità complessiva del comportamento creativo ricorrente nell’operare di Fontana, nella generosità immaginativa che lo caratterizza, nel continuo coraggio del rischio innovativo e nella fiducia nel fare e in futuro possibile, che lo percorrono nel tempo. Ma è sicuramente anche l’attualità risultante dalla freschezza ed essenzialità di alcune sue proposizioni, e particolarmente di cicli di lavoro sviluppati negli anni Sessanta: dai “tagli”, essenzialissimi e solenni quando unici, oppure armonicamente danzanti quando molteplici, alle “nature” in terracotta e ai “metalli”, risolti le une e gli altri in

European movement of Art Informel with work of a spatial character focusing on sign and material (from the end of the 1940s through the 1950s). This gave way (from the beginning of the 1960s) to dialogue above all with the work of the new European avant-garde movements, from the radical approaches of “monochrome” painting and the European Zero and Nul groups to a form of post-Pop figuration and the idea of a mechanically objectified futuristic art. The present-day relevance of his work consists in the extreme freedom of creative behaviour running all the way through its different periods and choices of operative approach and vocabulary. This manifests itself in an inexhaustible activism of imaginative projection that succeeded in motivatedly combining, through the creative gesture of the most elementary sign (scratch, hole or slash), the diametrically opposite extremes of a primeval, anthropological substance (earth) and accentuated technological artificiality (neon) so as to draw out the future and finally steer it towards the dream of cosmic integration. Unquestionably, however, there is also an overall presentday relevance of creative behaviour recurrent in Fontana’s work in the imaginative generosity that characterizes it, in the unflagging courage of innovative risk-taking and the faith in action and a possible future that it displays through the years. At the same time, there is certainly also the relevance resulting from the fresh and essential quality of some of his works, and especially the series developed in the 1960s: from the

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1960, Fontana mentre realizza un’opera del ciclo Tagli (foto Ugo Mulas) 1960 Fontana working on a painting from the Slashes series (photo Ugo Mulas)

se l’interlocutore lo convinceva. Fortemente intuitivo, la sua cultura era sostanzialmente pragmatica, costituita su essenziali punti di riferimento, su una capacità di larga esperienza di situazioni e di vita. Antintellettualista, eppure essenziale e subito conclusivo nelle proprie formulazioni. Pragmatico nelle proprie certezze, fenomenologico nei propri dubbi positivi. Dietro la positività fenomenologica ed evolutiva delle sue opere era la visione positiva della vita di un uomo che viveva intensamente quanto disincantatamente le proprie esperienze umane e intellettuali. Altrettanto le sue opere risultano proposizioni sempre sostanzialmente aperte, sollecitanti il dialogo, non unilateralmente assertive, non dunque impositorie ma al contrario discorsive e interrogative, anche quando sono più essenziali. Il suo operare è sostanzialmente fenomenologico, sostanzialmente evolutivo. Nell’opera immette infatti sempre un flusso fenomenologico anziché un proposito di costruzione formale. Figurativo e nonfigurativo nel tempo appunto fenomenologicamente, senza mai porsi il problema di drastiche scelte, ma secondo invece lo scorrere di un vitale ritmo immaginativo. A Gyula Kosice, amico di Buenos Aires, nel secondo soggiorno argentino, e artista impegnato in senso sperimentale sul fondamento di una cultura d’immagine non-figurativa rigorosamente “concretista”, spiegava nel 1951, riferendogli delle proprie esperienze di luce realizzate nella Triennale milanese del 1951: “Tu sai la stima che io ho per te, seguo con ammirazione i vostri progressi, se ho lasciato da qualche anno il movimento astratto-concreto non è stato per mancanza di idee o fede in lui, la mia preoccupazione era di continuare l’evoluzione di questo movimento con una forma di arte che desse una realtà più contemporanea alle nostre idee, e più precisamente di evolvere con le tecniche a nostra disposizione, luce di wood, neon, televisione, ecc.” (cfr. L. Fontana, Lettere 1919-1968, cit., p. 216). Tutto questo è stato e continua a essere Lucio Fontana.

humanly simple and straightforward, trusting and ready to offer his friendship once convinced. Strongly intuitive, he was also substantially pragmatic, his culture being based on certain essential points of reference as well as broad experience of situations and life. An anti-intellectual, he was nevertheless immediately essential and cogent in his formulations, pragmatic in his certainties and phenomenological in his positive doubts. Underpinning the positive phenomenological and evolutionary character of his works was the positive vision of life of a man with no illusions but intense involvement in all his human and intellectual experiences. In the same way, his works constitute propositions that are always substantially open, prompting dialogue, making no unilateral assertions and imposing nothing but on the contrary conversational and questioning, even at their most essential. His modus operandi is substantially phenomenological and evolutionary, the work being always informed by a phenomenological flow rather than a drive for formal construction: figurative and non-figurative over time in terms that are precisely phenomenological, never involving the problem of drastic choices but rather the flow of a vital imaginative rhythm. As he explained in Gyula Kosice - a friend he made in Buenos Aires during his second stay in Argentina and an artist working experimentally on the foundation of a “rigorously concretist” culture of the non-figurative image - with respect to his work with light at the Milan Triennial of 1951: “You are aware of the esteem I feel for you and how I follow your progress with admiration. If I left the abstract-concrete movement a few years ago, it was not for any lack of ideas or faith in it. My concern was rather to continue the evolution of this movement with a form of art capable of lending more contemporary reality to our ideas and, to be more precise, of evolving with the techniques at our disposal: black light, neon, television, etc.” (L. Fontana, Lettere 1919-1968, cit., p. 216). Lucio Fontana was and still is all of this.

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Opere Works

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Concetto spaziale / 1954

olio e vetro su legno / oil and glass on wood / cm 190x160

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Concetto spaziale / 1953

olio e vetro su tela / oil and glass on canvas / cm 60x70

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Concetto spaziale / 1955

pastello e fori su tela / pastel and holes on canvas / cm 70x90

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Concetto spaziale, I muri / 1957

pastello e fori su tela / pastel and holes on canvas / cm 100x80


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Concetto spaziale (Forma) / 1959 anilina su tela / aniline on canvas / cm 80x100

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Concetto spaziale / 1961

olio e crepa su tela / oil and cleft on canvas / cm 91x73

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Concetto spaziale, Attesa / 1961

olio e crepa su tela / oil and cleft on canvas / cm 73x60


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Concetto spaziale / 1962

olio, fori e graffiti su tela / oil, holes and graffiti on canvas / cm 116x89

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Concetto spaziale / 1962

olio, fori e graffiti su tela / oil, holes and graffiti on canvas / cm 100x80

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Concetto spaziale / 1962

olio, fori e graffiti su tela / oil, holes and graffiti on canvas / cm 73x60

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Concetto spaziale, Attesa / 1959

acrilico e olio su tela / acrylic and oil on canvas / cm 89x116

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Concetto spaziale, Attesa / 19641965 acrilico su tela / acrylic on canvas / cm 61x50

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Concetto spaziale, Attesa / 1967 acrilico su tela / acrylic on canvas / cm 92x73

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Concetto spaziale, Attese / 1968 acrilico su tela / acrylic on canvas / cm 65x54

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Concetto spaziale, Attese / 1968 acrilico su tela / acrylic on canvas / cm 54x65,5

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Concetto spaziale, Attesa / 1968 acrilico su tela / acrylic on canvas / cm 54x46

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Concetto spaziale, (Teatrino) / 1964 acrilico su tela, legno laccato / acrylic on canvas lacquered wood / cm 81x74

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Concetto spaziale, Teatrino / 1965

acrilico su tela, legno laccato / acrylic on canvas, lacquered wood / cm 102,5x82,5

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Natura morta, piatto / 1949-1950 ceramica policroma / polychrome ceramics / cm 50.5 d

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Piatto con fiori / 1949

ceramica policroma / polychrome ceramics / cm 46 d

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Formella concetto spaziale / 19601965 fori e graffiti su ceramica / holes and graffiti on ceramic / cm 26x41

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Concetto spaziale / 1967-1968 ovale in rame / copper oval / cm 18,7x14,5

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Apparati Appendices

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Biografia Biography 1899-1927 - La formazione fra Milano e Rosario di Santa Fé Figlio d’arte, di Luigi, architetto e scultore di Varese e Lucia Bottini, attrice di Rosario ma di origine svizzera e italiana, Lucio Fontana è nato il 19 febbraio 1899 a Rosario di Santa Fé, in Argentina. Qui il padre era emigrato nel 1891, avviando poi una impresa di scultura. Dopo essersi trasferito in Italia con il padre nel 1905, Fontana studia in collegi lombardi e in scuole tecniche a Milano. Fra il 1916 e il 1918 ha preso parte come volontario alla prima guerra mondiale, con il ruolo di tenente di fanteria. Ritornato in Argentina nel 1922, si stabilisce infine a Rosario dove decide di dedicarsi alla scultura nell’atelier paterno fino al 1924 quando aprirà uno studio in proprio insieme al pittore Julio Vanzo. 1927-1940 - L’affermazione a Milano e in Europa: scultura e architettura Ritornato a Milano nel 1927, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove segue il corso di Adolfo Wildt. Dal 1928 è presente assiduamente nelle Esposizioni Sindacali lombarde, e nel 1930 prende parte alla Exposición Internacional de Barcelona e alla XVlI Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Fra 1930 e il 1931 elabora con Bruno Fontana e Alcide Rizzardi il progetto, a Milano, di un monumento-fontana dedicato a Giuseppe Grandi. Tiene la sua prima mostra personale, nella Galleria del Milione, a Milano e nel 1933 prende parte alla V Triennale di Milano, collaborando sia con gli architetti del gruppo BBPR, e Piero Portaluppi, sia con gli architetti Luigi Figini e Gino Pollini, di orientamento razionalista. Tra la fine del 1933 e l’inizio del 1934 comincia a lavorare la ceramica, e lo farà sopratutto negli anni seguenti ad Albisola, in Liguria, operando nella Manifattura Giuseppe Mazzotti, a stretto contatto con il ceramista futurista Tullio d’Albisola. Nel 1935 tiene una personale di sculture astratte nella Galleria del Milione, nel quadro delle iniziative promosse dal gruppo di astrattisti “Concretisti”, e con loro Fontana prenderà parte alla "Prima mostra collettiva di Arte Astratta Italiana", a Torino, sottoscrivendone il manifesto programmatico. La sua opera sarà inoltre documentata nel 1935 a Parigi, insieme a quella di alcuni membri del gruppo, in “Abstraction-Création. Art Non figuratif 4”. Sempre nel 1935 prende parte a Roma alla Seconda Quadriennale d’Arte Nazionale. Nel 1936, realizzando un grande gruppo scultoreo, collabora, insieme a Marcello Nizzoli, al “Salone della Vittoria”, realizzato nella VI Triennale di Milano dall’architetto Giancarlo Palanti e Edoardo Persico (che ne è l’ispiratore). Nel 1937 lavora intensamente a Sèvres, in Francia, concentrandosi in particolar modo sulle ceramiche a gran fuoco e sulla realizzazione di sculture

1899-1927 - Early background in Milan and Rosario de Santa Fé The son of Luigi Fontana, an architect and sculptor from Varese, Italy, and Lucia Bottini, an actress of Swiss and Italian origin from Rosario de Santa Fé, Argentina, Lucio Fontana was born in his mother’s hometown on 19 February 1899. His father had emigrated to Argentina in 1891 and set up a firm producing statuary in Rosario. After returning to Italy with his family in 1905, Fontana attended boarding schools in Lombardy and technical college in Milan. He fought as a volunteer in World War I from 1916 to 1918, attaining the rank of lieutenant with the infantry. He returned to Argentina in 1922 and finally settled in Rosario, where he decided to devote himself to sculpture in the paternal firm. He set up his own studio in the city, together with the painter Julio Vanzo, in 1924. 1927-1940 - Recognition in Milan and Europe: sculpture and architecture Having returned to Milan in 1927, he enrolled at the Brera Academy of Fine Arts, where he attended the course taught by Adolfo Wildt and began to participate in the exhibitions of the Fascist Syndicate of Fine Arts in Lombardy on a regular basis in 1928. He took part in the Barcelona International Exposition in 1930 as well as in the 17th Venice Biennial. The project for a monumental-fountain, in Milan, dedicated to Giuseppe Grandi was developed in 1930 and 1931 together with Bruno Fontana and Alcide Rizzardi. His first solo show was held at the Galleria del Milione, Milan, and he took part in the 5th Milan Triennial in 1933, working both with Piero Portaluppi and the BBPR group of architects and with the Rationalist architects Luigi Figini and Gino Pollini. His work in ceramics began at the end of 1933 and the beginning of 1934, and developed above all in later years at Albisola in Liguria, working in the Giuseppe Mazzotti factory in close contact with the Futurist ceramist Tullio d’Albisola. The Galleria del Milione held a solo show of his abstract sculptures in 1935 within the framework of initiatives featuring the “Concretist” group of abstract artists. Fontana took part in the group’s first show in Turin ("Prima mostra collettiva di Arte Astratta Italiana") and was a signatory of their manifesto. He was also featured together with members of the group in the 1935 issue of "Abstraction-Création. Art non figuratif 4" (Paris). It was also in 1935 that he took part in the 2nd Rome Quadrennial. His contribution to the 6th Milan Triennial in 1936 was a large-sized sculptural group for the “Hall of Victory” project developed jointly with Marcello Nizzoli, the architect Giancarlo Palanti and Edoardo Persico (who provided the original inspiration). This was followed in 1937 by work at the Sèvres factory in France, focusing in particular on

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una monografia sulla sua opera con testo di Gillo Dorfles. Nel 1960 ripropone i “tagli” in una mostra personale a Düsseldorf, presso la Galerie Schmela e tiene un’importante mostra di dipinti a Londra, alla McRoberts & Tunnard Ltd. Sempre intensissima è la sua presenza espositiva sia in Italia che all’estero. Fra l’altro, prende parte ad "Antagonismes", a Parigi, nel Musée des Arts Décoratifs. Mentre la partecipazione a "Monochrome Malerei", a Leverkusen, sottolinea la sua presenza nell’orizzonte delle nuove ricerche astratte europee e nordamericane. Nel 1960 avvia il nuovo ciclo degli “olii”, che sviluppa fino al 1968. Collabora con gli architetti Gian Emilio, Piero e Anna Monti realizzando un profondo cielo di neon per la sala delle Fonti di Energia, dai medesimi progettata in "Italia 61", a Torino. Immagina dipinti dedicati alla metropoli nordamericana utilizzando metalli, tranciati e graffiti, nuovo ciclo del suo lavoro, sviluppato fino al 1968 (i “metalli”). Le Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo pubblicano a Torino nel 1961 la monografia di Michel Tapié Devenir de Fontana. Si susseguono sue importanti esposizioni personali e partecipazioni non soltanto in Europa. Nel 1963 nella Galleria dell’Ariete, a Milano, presenta il nuovo ciclo di dipinti a olio “La fine di Dio”, elaborato poi anche nel 1964. Nel 1964 tiene numerose personali (a Parigi la Galerie Iris Clert ripropone dipinti del ciclo “La fine di Dio”), e sempre molto intensa è la sua presenza in rassegne di rilievo, sia in Italia, nella XXXII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, e nella XIII Triennale di Milano, sia all’estero. Nel 1964 inizia il nuovo ciclo di dipinti “teatrini”, sviluppato fino al 1966. Numerosissime le sue personali nel 1965, sia in Italia che all’estero. E prende parte, fra l’altro, alla IX Quadriennale Nazionale d’Arte, a Roma. Sempre molto intensa è la sua attività espositiva anche nel 1966. A Minneapolis il Walker Art Center propone una sua ampia antologica, e importanti mostre di sue opere sono proposte a Buenos Aires, nel Centro de Artes Visuales del Instituto Torcuato di Tella, e a Rosario de Santa Fé, nel Museo Municipal de Bellas Artes ‘Juan B. Castagnino’. Il Museum of Modern Art di New York organizza la mostra itinerante negli U.S.A. Alberto Burri and Lucio Fontana. Tiene inoltre numerose altre personali, in particolare a New York, a Parigi e a Barcellona. Prende parte, fra l’altro, alla XXXIII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Nel 1967 un’importante sua personale è presentata in successione al Louisiana Museum, a Humlebaeck, presso Copenaghen, allo Stedelijk Museum, ad Amsterdam, allo Stedelijk van Abbemuseum, a Eindhoven, e al Moderna Museet, di Stoccolma. Ma tiene sempre anche numerose altre personali in gallerie private, a Parigi, a New York, a Roma (ove alla Galleria Marlborough espone il nuovo ciclo delle “ellissi” e le nuove sculture in metallo verniciato), a Stoccolma, a Milano, a Genova e a Bologna. Lascia Milano nel 1968 per stabilirsi a Comabbio (Varese), dove restaura la vecchia casa di famiglia, installandovi il proprio studio. All’inizio dell’anno una sua importante personale è proposta dal Kestner-Geselschaft di Hannover. Tiene inoltre diverse personali, fra le altre, a Parigi, Düsseldorf, Milano, L’Aia, Madrid. Prende parte fra l’altro alla XXXIV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia; e a "4.Documenta", a Kassel. Muore per un attacco cardiaco a Varese il 7 settembre 1968.

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Brazil. The years 1958 and especially 1959 saw work on a new series of “holes”, developed into the 1960s, but above all on the “slashes”, which continued right up to 1968. The period spanning 1959 and 1960 saw the series of “quanta” as well as work at Albisola on the series of “natures” in terracotta. Edizioni della Conchiglia published a monographic study on Fontana’s work by Gillo Dorfles in Milan in 1959. A solo show of “slashes” was held at the Galerie Schmela, Düsseldorf, in 1960 as well as a major exhibition of paintings at McRoberts & Tunnard Ltd., London. The large number of events in which Fontana was involved both inside and outside Italy included ‘Antagonismes’ at the Musée des Arts Décoratifs, Paris, as well as ‘Monochrome Malerei ’ in Leverkusen, which attests to his presence within the horizon of the new European and North American abstract art. The new cycle of “oils” began in 1960 and continued until 1968. Collaboration with the architects Gian Emilio, Piero, and Anna Monti resulted in a deep neon sky for their Sources of Energy room at the ‘Italia 61’ exhibition in Turin. The “metals”, a new series of gouged sheets of metal dedicated to New York, continued until 1968. Michel Tapié’s monographic study Devenir de Fontana (Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo, Turin) was published in 1961. The artist was involved in a whole succession of solo and group shows in Europe and elsewhere. A new series of oil paintings entitled “The End of God” was presented at the Galleria dell’Ariete, Milan, in 1963 and continued into 1964, when the numerous solo shows included a presentation of works from this series at the Galerie Iris Clert in Paris. The same year saw participation in various major international events, including the 32nd Venice Biennial and the 13th Milan Triennial in Italy, as well as a new series of paintings, the “little theatres”, which continued until 1966. While 1965 saw a whole series of solo shows in Italy and other countries as well as participation in events such as the 9th Rome Quadrennial, the packed calendar for 1966 included a largescale anthological exhibition at the Walker Art Center, Minneapolis, and major shows at the Centro de Artes Visuales of the Instituto Torcuato de Tella, Buenos Aires, and the Juan B. Castagnino Museo Municipal de Bellas Artes, Rosario de Saint Fé. The Museum of Modern Art in New York organized the touring exhibition ‘Alberto Burri and Lucio Fontana’ in the USA. Numerous other solo shows were also held, above all in New York, Paris and Barcelona, in addition to participation in the 33rd Venice Biennial. A major solo show was held in succession at the Louisiana Museum, Humlebaeck, near Copenhagen, the Stedelijk Museum, Amsterdam, the Stedelijk van Abbemuseum, Eindhoven, and the Modern Museet, Stockholm, in 1967 as well as numerous shows in private galleries in Paris, New York and Rome (where the new series of “ellipses” and new sculptures of painted metal were presented at the Galleria Marlborough), Stockholm, Milan, Genoa and Bologna. The artist left Milan in 1968 for Comabbio (Varese), where he restored the old family house and set up a studio. A major solo show was held at the Kestner-Geselschaft in Hannover at the beginning of the year, which also saw solo shows in a host of cities including Paris, Düsseldorf, Milan, the Hague and Madrid. Among other things, Fontana took part in the 34th Venice Biennial and the "4th Documenta" in Kassel.


Schede delle opere List of works Concetto spaziale / 1954 / p. 38 olio e vetro su legno / oil and glass on wood / cm 190x160 Provenienze Provenances Studio Carlo Grossetti, Milano Collezione Munerato, Milano Private Collection, Milano Galleria Tega, Milano Mostre Exibitions – Un secolo di Arte italiana. Lo sguardo del collezionista. Opere dalla Fondazione VAF, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto 2005. Pubblicazioni Publications – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogue raisonné des peintures, sculptures et environnements spatiaux, La Connaissance, Brussells, 1974, vol. II, pp. 34-35, n. 54 P 17. – E. Crispolti, Fontana. Catalogo Generale, Electa, Milano, 1986, vol. I, p. 127, n. 54 P 17. – Un Secolo di Arte italiana. Lo sguardo del collezionista. Opere dalla Fondazione VAF, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto 2005, p. 193. – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Skira, Milano, 2006, vol. I, p. 268, n. 54 P 17. – A. Fiz, Rotella-Roma-Parigi-New York, Skira, Milano, 2009, p. 83. Concetto spaziale / 1953 / p. 39 olio e vetro su tela / oil and glass on canvas / cm 60x70 Provenienze Provenances Galerie Mathias Fels, Paris Collection Lundberg, Gothenburg Studio Bellini, Milano Private Collection, Firenze Mostre Exhibitions – Dalla natura all’arte, Palazzo Grassi Centro Internazionale delle Arti e del Costume, Venezia, 1960. Pubblicazioni Publications – G. Giani, Spazialismo: origini e sviluppi di una tendenza artistica, Edizioni della Conchiglia, Milano, 1956, n. 56. – Dalla natura all’arte, Palazzo Grassi Centro Internazionale delle Arti e del Costume, Venezia, 1960, n. 8. – M. Tapié, Devenir de Fontana, Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo,

Torino, 1961. – Cuadernos de arquitecturas n. 57, in “El espacialismo”, Juan Eduardo Cirlot, Barcelona, 1964, p. 4. – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogue raisonné des peintures, sculptures et environnements spatiaux, La Connaissance, Brussells, 1974, vol. II, pp. 30-31, n. 53 P 9. – E. Crispolti, Lucio fontana. Catalogo generale, Electa, Milano, 1986, vol. I, p. 119, n. 53 P 9. – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Skira, Milano, 2006, vol. I, p. 257, n. 53 P 9 and color edition n. XXIII. – Maestri moderni e contemporanei. Antologia scelta 2008, Tornabuoni Arte, Firenze, 2007, p. 149. Concetto spaziale / 1954 / p. 40 olio, tecnica mista e vetro su tela / oil, mixted technique and glass on canvas / cm 99,5x69 Provenienze Provenances Private Collection, Milano Galleria Seno, Milano Studio Marconi, Milano Barbara Mathes Gallery, New York Private Collection, Milano Pubblicazioni Publications – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogue raisonné des peintures, sculptures et environnements spatiaux, La Connaissance, Brussells, 1974, vol. II, pp. 32-33, n. 54 P 1. – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo Generale, Electa, Milano, 1986, vol. I, p. 124, n. 54 P 1. – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Skira, Milano, 2006, vol. I, p. 264, n. 54 P 1. Concetto spaziale / 1956 / p. 41 pastello, vetro, fori e velluto su legno / pastel, glass, holes and velvet on wood / cm 97x67 Provenienze Provenances Collection Manzoni-De-Franchis, Genova and Verona Collection Heppe, Düsseldorf Galleria la Polena, Genova Studio la Città, Verona Private Collection, Perugia

Gallery Art Point, Tokyo Private Collection, Firenze Mostre Exhibitions – Stand Turske & Turske, Grand Palais, F.I.A.C., Paris, October 1987. – Lucio Fontana. Spatial conception, Tama Art University Museum, Tokyo 1990. – Lucio Fontana, Art Point Contemporary Gallery, Tokyo, January - February 1991. – Lucio Fontana. La penetrazione dello spazio, The Yomiuri Shimbun, April - June 1992. – Museo Municipale d’Arte, Kagoshima, July - August 1992. – Otani Museum of Art, Nishinomiya, October - November 1992. – Lucio Fontana. Stasera inauguro la mostra da Palazzoli, Galleria Blu, Milano, March - May 1999. Pubblicazioni Publications – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogue raisonné des peintures, sculptures et environnements spatiaux, La Connaissance, Brussells, 1974, vol. II, pp. 39-40, n. 56 P 24. – E. Crispolti, Fontana. Catalogo Generale, Electa, Milano, 1986, vol. I, p. 143, n. 56 P 24. – Lucio Fontana. Spatial Conception, Tama Art University Museum, Tokyo, 1990, p. 24, n. 20. – Lucio Fontana, Art Point Contemporary Gallery, Tokyo, 1991, n. 17. – Lucio Fontana. La penetrazione dello spazio, The Yomiuri Shimbun, 1992, p. 51, n. 11. – Lucio Fontana. Stasera inauguro la mostra da Palazzoli, Galleria Blu, Milano, 1999, pp. 70-71. – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Skira, Milano, 2006, vol. I, p. 284, n. 56 P 24. Concetto spaziale / 1956 / p. 42 olio, tecnica mista e vetro su tela / oil, mixted technique and glass on canvas / cm 60x50 Provenienze Provenances Collezione Scroppo, Torino Galleria S. Agostino, Torino Private Collection, Firenze Mostre Exhibitions – Lucio Fontana: opere 1931-1968,

Galleria Martano Due, Torino, October - November 1969. – 33 Mostra d’Arte Contemporanea dedicata Al M.A.C., Torre Pellice, August - September 1982. – Artempo. Where Time Becomes Art, Palazzo Fortuny, Venezia, June - October 2007. Pubblicazioni Publications – Lucio Fontana: opere 1931-1968, Galleria Martano Due, Torino 1969, n. 12. – E. Crispolti, Lucio Fontana, Catalogue raisonné des peintures, sculptures et environnements spatiaux, La Connaissance, Brussells, 1974, vol. II, pp. 38-39, n. 56 P 7. – 33 Mostra d’Arte Contemporanea dedicata Al M.A.C., Torre Pellice, 1982, n. 6. – E. Crispolti, Fontana, Catalogo Generale, Electa, Milano, 1986, vol. I, p. 140, n. 56 P 7. – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Skira, Milano, 2006, vol. I, p. 281, n. 56 P 7. Concetto spaziale / 1954 / p. 43 olio, sabbia e vetro su tela / oil, sand and glass on canvas / cm 70,5x50 Provenienze Provenances Collection Bandini, Milano Collection Zurlini, Roma Private Collection, Lausanne Pubblicazioni Publications – Catalogo Nazionale Bolaffi d’Arte Moderna n. 12, Giulio Bolaffi Editore, Torino, 1975, vol. I, p. 99. – E. Crispolti, Fontana. Catalogo generale, Electa, Milano, 1986, vol. I, p.165, n. 54 BA 3. – Maestri moderni e contemporanei. Antologia scelta 2001, Tornabuoni Arte, Firenze, 2000, p. 110. – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Skira, Milano, 2006, vol. I, p. 318, n. 54 BA 3. Concetto spaziale / 1956 / p. 44 olio, tecnica mista e paillettes su tela / oil mixed technique and glitter on canvas / cm 100x70 Provenienze Provenances Private Collection, Milano Collection Carrara, Milano

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Private Collection, Brescia Pubblicazioni Publications – Caffé Club, Milano, a. II, n. 5, 1968, p. 16. – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogue raisonné des peintures, sculptures et environnements spatiaux, La Connaissance, Brussells, 1974, vol. II, p. 148, n. 56 BA 26. – E. Crispolti, Fontana. Catalogo Generale, Electa, Milano, 1986, vol. II, p.174, n. 56 BA 26. – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni, Skira, Milano, 2006, vol. I, p. 326, n. 56 BA 26. Concetto spaziale / 1956 / p. 45 olio, tecnica mista e paillettes su tela / oil, mixed technique and glitter on canvas / cm 80x70 Provenienze Provenances Galleria Blu, Milano Collection Liljevalchs, Stockholm Private Collection, Firenze Mostre Exhibitions – Nuovi materiali nuove tecniche, Caorle, Venezia, July - August, 1969. – Lucio Fontana, Galleria Michelucci, Firenze, February - March, 1971. – Lucio Fontana, Galleria la Nuova Città, Brescia, October - December, 1983. – Lucio Fontana, Arte Borgogna, Milano, April - June 1991. – Bildlyrik Fran Italien. Il Miraggio della liricità, arte astratta in Italia, Liljevalchs Konstahall, Stockholm, July - September 1991. – Lucio Fontana, Arnulf Rainer. Oltre La Tela, Museion, Bolzano, March - May, 1995. – La Pittura spaziale e nucleare a Milano. 1950 - 1960, Galleria d’Arte Bergamo, Bergamo, 5 April 11 May 1997. Pubblicazioni Publications – G. C. Argan, Nuovi materiali nuove tecniche, Caorle, Venezia, 1969, n. 73. – Lucio Fontana, Galleria Michelucci, Firenze, 1971, n. 25. – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogue raisonné des peintures, sculptures et environnements spatiaux, La Connaissance, Brussells, 1974, vol. II, p. 48, n. 56 BA 22. – F. De Santi, Lucio Fontana, Galleria la Nuova Città, Brescia, 1983, n. 2. – E. Crispolti, Fontana. Catalogo Generale, Electa, Milano, 1986, vol. I, p. 173, n. 56 BA 22. – E. Crispolti, Lucio Fontana, Fidia Edizioni d’Arte, Lugano, Arte Borgogna, Milano, 1991, pp. 40-41, n. 11. – E. Pontiggia, B. Sarnstedt, E. Santarella, Bildlyrik Fran Italien.

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vol. I, p. 182, n. 57 BA 39. – Lucio Fontana, metafore barocche”, Palazzo Forti, Verona, 2002, n.14. – E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo ragionato di sculture, dipinti, ambientazioni”, Skira, Milano, 2006, vol. I, p. 337, n. 57 BA 39. Concetto spaziale / 1957 / p. 48 olio, tecnica mista e paillettes su tela / oil, mixed technique and glitter on canvas / cm 130x96 Provenienze Provenances Private Collection, Milano Galleria il Mappamondo, Milano Collection Galimberti, Milano Private Collection, Firenze Mostre Exhibitions – Lucio Fontana, Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino, February March, 1970. – Arte 1940 - 50, Vismara Arte Contemporanea, Milano, December 1982 - January 1983. – Lucio Fontana. La cultura dell’occhio, Castello di Rivoli, Rivoli, June - September 1986. – Fontana e lo Spazialismo, Villa Malpensata, Lugano, September - November 1987. – Lucio Fontana, Arte Borgogna, Milano, April - June, 1991. – Lucio Fontana, Tornabuoni Arte, Milano, May 1996. – Arte a Milano 1946-1959. Il movimento spaziale, Palazzo Sertori, Galleria Credito Valtellinese, Palazzo Pretorio, Palazzo Martinengo, Sondrio, October November 1998. – Lucio Fontana. Stasera inauguro la mostra da Palazzoli, Galleria Blu, Milano, March - May 1999. – Arte a Milano 1946-1959. Il movimento spaziale, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Refettorio delle Stelline, Galleria San Fedele, Galleria Centre Culturel Français, Milano, June - July 1999. – Lucio Fontana, De Pury & Luxembourg, Zurich, October December 2002. Pubblicazioni Publications – A. Passoni, Lucio Fontana, Torinoo, 1970, n. 134. – E. Crispolti, Lucio Fontana, Catalogue raisonné des peintures, sculptures et environnements spatiaux, La Connaissance, Brussells, 1974, vol. II, pp. 52-53, n. 57 BA 46. – Fontana. Catalogo Generale, E. Crispolti, Electa, Milano, 1986, vol. I, p. 183, n. 57 BA 46. – Lucio Fontana. La cultura dell’occhio, Castello Di Rivoli, Rivoli, 1986, n. 16. – Fontana e lo Spazialismo, Villa

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Fontana e Parigi