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DossLAZIO092010

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RATING BANCARI

Un progetto di rating a misura A d’impresa

lcuni lo chiamano “Effetto Macbeth” altri “Effetto Vietnam”. Si tratta del pericolo più acuto per tutte quelle Pmi che si ritrovano a dover fare i conti con la crisi, ovvero il proseguimento in maniera ostinata dei propri obiettivi, da parte dell’imprenditore, pur di non rinunciare a quanto già investito, giungendo a situazioni critiche dal punto di vista finanziario. I rating bancari hanno messo in luce «In molti casi risulta necessario dare un taglio netto alle attività intraprese salvando quanto ancora di buono c’è in le debolezze di buona parte del azienda». Non c’è spazio per le ostinazioni nell’analisi di Antessuto economico italiano. La crisi tonino Lo Monaco, al vertice della Cesim Italia, il centro serper le imprese da anni punto di riferimento per i processi presenta il conto, salatissimo, della vizi finanziari, immobiliari, bancari, commerciali e organizzativi di sottocapitalizzazione. Ecco perché, numerose Pmi del Lazio e non solo. «Le aziende incontrano secondo Antonino Lo Monaco, oggettive difficoltà nell’analisi delle proprie criticità e nell’individuazione dei correttivi più appropriati da apportare – la soluzione parte dall’autoanalisi spiega Lo Monaco -. L’impresa ha difficoltà nell’attuare un Aldo Mosca piano di riconversione o di riorganizzazione produttiva. Lo stato di crisi, unito al razionamento del credito da parte del sistema bancario, rende difficile un’inversione di rotta tesa alla realizzazione di investimenti indispensabili o vantaggiosi per l’attività». Le politiche creditizie decidono le sorti di moltissime aziende. Qual è stato l’impatto di Basilea 2? «Le banche hanno iniziato ad attribuire alle aziende un rating, con il conseguente razionamento degli affidamenti a quelle meno solide. La scarsa liquidità bancaria e le fusioni tra grossi istituti hanno comportato una concentrazione dei rapporti, con conseguente chiusura degli affidamenti in essere. Per l’attribuzione del rating è stato utilizzato il modello “tecnico” strutturato solo su dati di bilancio, quantitativi. In pratica si basa sull’attribuzione di punteggi che consentono di esprimere un giudizio di posizionamento dell’azienda rispetto a cinque criteri indicatori della solvibilità aziendale: la capacità di autofinanziamento; l’incidenza degli oneri finanziari; il livello di patrimonializzazione e di indebitamento; la gestione del capitale investito; l’analisi della redditività». Il credito è la soluzione? Il dottor «Se il credito è la soluzione, le banche devono Antonino Lo Monaco cambiare rotta, cercando di essere più vicine al di Cesim Italia. La società ha sede cliente e tornando alla valutazione personale a Roma e Frosinone degli imprenditori, magari avvalendosi di www.cesimitalia.it consulenti che li assistono direttamente. Con info@cesimitalia.it 140 • DOSSIER • LAZIO 2010


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