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Voci ATM36

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Sviluppo

o:Iirrzn;:zronzeri:

ORE Una lotta giusta

riallINIVI

Pag. 3 La pagina dello resistenza

Pag. 4 L'Assise sui trasporti pubblici

Pag. .5 La lotta in difesa della municipalizzata

Pag, 6 La sporca guerra del Vietnam

Pag. 7 Rafforziamo le C.I.

L'ANPI DIFENDE I TRANVIERI

delitti? LA MUNICIPALIZZATA

Al Consiglio Comunale si

discute il piano globale sui trasporti

Dopo vent'anni, per la prima volta forse nella storia dell'ATM, durante uno sciopero i milanesi hanno visto numerosi tram, autobus e filobus circolare nelle strade e percorrere i tradizionali itinerari delle linee.

Eppure lo sdapero, uno dei più giusti che i tranvieri abbiano effettuato, non può ritenersi fallito. Questa con statazione non', nasce tanto dalle cifre, seppure significative, dell'astenzione al lavoro, quanto dal clima di incertezza e ripensamento di quanti hanno disertato la lotta. I motivi che hanno spinto il sindacato magr t„loritario a dichiarare lo sciopero, sono, motivi validi riconosciuti e sostentai ieri e riconfermati, dopo lo sciopero, dalla stessa CISL e UIL le quali,' spinte da motivi strumentali, hanno preferito non partecipa re alla lotta seppur con diverse posizioni.

Tutto era stato predisposto dalla Direzione per far fallire lo sciopero il quale dichiarato alla vigilia di g r a v i decisioni predisposte dalla Giunta che cerca di ridimensionare il servizio ed il personale per operare economie atte a limitare il deficit, aveva ed ha avuto vasta ripercussione fra la cittadinanza e fra gli stessi dipendenti dell'ATM molti dei quali non avevano ancora compreso pienamente il pericolo che ci sovrasta.

Cambio degli orari al personale viaggiante, telefonate, colloqui intimidatori, allievi controllori intimiditi per obbligarli al lavoro, impiego di personale raccogliticcio e da anni non addetto alla guida dei mezzi, ed ancora orario unico ridottissimo per operai e impiegati, buoni mensa e panini gratuiti, uscita di vetture senza biglìettario (ben 40 da Palmanova) taxi pagato, depositi in stato di assedio (2.000 poliziotti mobilitati) camionette a domicilio dei "Crumiri", attivisti sindacali fermati sono stati i mezzi impiegati dalla Direzione per impedire il concretizzarsi di un larghissimo fronte unitario attorno alle rivendicazioni ed alla lotta prospettata dalla CGIL.

Lo sforzo organizzativo della Direzione coadiuvato da alcuni attivisti della CISL i quali, non contenti d'aver fornito gli elenchi degli iscritti al "padrone" si sono sostituiti ai funzionari nella ricerca e nell'organizzazione del crumiraggio, ha permesso l'uscita di un determinato nu mero di vetture che se è servito ai giornali nemici della municipalizzata di dichiarare vittoria, non ha piegato la volontà unitaria dei tramvieri che non solo hanno scioperato, ma sono pronti a scendere nuovamente in lotta.

La CISL nel volantino emesso dopo lo sciopero, afferma che quando, secondo l'impegno assunto dalla Guinta, saranno chiamati i Sinda rati a discutere i provvedimenti inerenti all'ATM, allora "essa ribadirà con fermezza la priorità del traspor to pubblico, il miglioramento della efficienza generale del pubblico trasporto... e alla necessità di non aggravare gli oneri a carico degli utenti".

Le decisioni prese dalla Giunta (che riportiamo in altra parte del giornale) sono tali da porre sin da

LUCIANO PELAGOTTI (continua in 2' pagina)

Mentre andiamo in macchina, il Consiglio Comunale stà discutendo il. piano globale sui trasporti presentato dalla Giunta. Il piano e particolarmente le misure da esso previste per il presente anno, costituiscono un attacco alla municipalizzata in quanto sono destinate non a risolvere i problemi dell'ATM ma a ridimensionare il servizio a beneficio della motorizzazione privata. Tendono a far pagare ancora una volta il deficit non all'intera comunità che da esso trae benefici ma all'utente e ai dipendenti dell'ATM.

Questa convinzione nasce dall'esame del « piano globale » che, sfondato dal preambolo (che è un documento generico sulla condizione del trasporto pubblico cittadino) e dalle misure viabilistiche i cui grossi stanziamenti sono fatti a favore delle grandi opere stradali per rendere più agevole il traffico individuale.

Pertanto le misure immediate previst edal piano sono le seguenti: Si ritiene sin d'ora di enunciare alcuni criteri di riorganizzazione che la Giunta intende disporre: adozione di un unico tipo di mezzo di trasporto che consenta l'alleggerimento del servizio di manutenzione e delle officine, al fne di eliminare la disparità dei tipi esistenti. A tal fine sarà redatto un piano di ammodernamento dell'intero parco dei mezzi dell'ATM; divisione in tratte sia delle circolari esterne che delle linee attraversanti il centro storico; riorganizzazione del servizio nelle ore di morbida ad orario fisso con conseguente riduzione dei mezzi in circolazione; graduale esperimento dell'agente unico, iniziando la sua applicazione nelle ore di morbida e sulle linee di minore intensità di traffico (esso verrà introdotto subito nelle giornate festive). Nel pensiero che abbia riflessi quantitativi e quolitativi sul personale in servizio, dovrà essere esaminato con le organizzazioni sindacali competenti ed attuato senza incidere sulla occupazione del personale stesso, nonchè tenendo nel massimo conto le migliori condizioni dei lavoratori dipendenti; semplificazione dei documenti di

viaggio e conseguente revisione dell'organizzazione relativa alla riscossione dei proventi del traffico. Tale provvedimento è una delle premesse organizzative necessarie per la introduzione, sia pure parziale, dell'agente unico.

Come si può notare nulla è cambiato (salvo dichiarazioni rimaste tali) nella politica dei trasporti. Si cerca in modo anacronistico di raggiungere il pareggio con drastici aumenti e non meno severe contrazio(Continua in 2' pag.)

Il Consiglio Direttivo dell'A.N.P.I. nella riunione del giorno 26 febbraio 1965 tenutasi a Porta Romana, ha votato all'unanimità il seguente ORDINE DEL GIORNO:

Constatato che, in queste ultime settimane la stampa reazionaria della destra politica ed economica ha sferrato gravi offensive affermazioni contro i dipendenti dell'A.T.M. per la situazione di disagio e disservizio di questi ultimi tempi.

Tale impostazione vuole addossare ai lavoratori le colpe altrui, volendo attirare l'odio dei cittadini di Milano verso la nostra gloriosa categoria.

L'A.N.P.I. respinge questa volgare impostazione sostenendo categoricamente che tutti i lavoratori dell'A. T.M. dal 25 aprile 1945, per 20 anni hanno lavorato sodo e con attaccamento alla loro Azienda, uscita dalla catastrofica guerra sostenuta dalle forze politiche che oggi tentano di buttare fango e disonorare su tutti i lavoratori acusandoli di incapacità e di imperizia ai propri danni. Ricordiamo a tutti i lavoratori dell'A.T.M. che la Resistenza è sempre pronta a difendere le conquiste sociali e politiche della lotta dl liberazione e invita tutti a rimanere solidali nella difesa della municipalizzata e, se colpe ed errori sono stati commessi, questi non sono da attribuire ai lavoratori.

TUTTI I DIPENDENTI DELL'A.T.M.

L'A.N.P.I.

LA RESISTENZA

Concludere

Per il giorno 24 è prevista una nuova riunione fra i Sindacati e la Direzione per il Regolamento promozioni ed avanzamenti. Le posizioni delle due parti risultano immutate; la Direzione continua ad insistere sulla valutazione di merito sia nei concorsi che nelle qualifiche non ancora concordate (op. 1' sceltoAppl. 1' e princ.).

sul regolamento promozioni

SALVIAMO LA PACE

La trattativa si protrae ormai da troppo tempo e non è più tollerabile che subisca rinvii. Occorre considerare che le intese già raggiunte e che riguardano una parte notevole del personale, non vengono applicate in quanto sono parte integrante del Regolamento Promozioni. Inoltre, le promozioni degli operai che dovevano uscire in ottobre, non sono ancora state assegnate e questo non può non provocare malcontento e proteste che non possono essere tacitate dalla prospettiva che, quando sarà firmato il nuovo Regolamento. ai promossi spetteranno gli arretrati dal maggio 1964.

Occorre che i sindacati tengano in giusto conto questa situazione e operino affinchè si giunga, anche con una dimostrazione di forza, a concludere questa snervante vertenza.

Con questo non vogliamo dire che i lavoratori sono disposti ad accettare le posizioni della Direzione, an zi, è vero il contrario. I lavoratori sono pronti a battersi in modo unitario affinchè la loro impostazione prevalga su quella arretrata e constrvatrice della Direzione. Ma è loi o volontà concludere le trattative al più presto evitando nuove manovre che insabbino la discussione rinviando ancora nel tempo la soluzione della vertenza.

Far presto( dunque, e se lo si ritiene necessario, chiamare alla lotta i lavoratori per piegare le eventuali manovre della Direzione.

Una delle numerose manifestazioni popolari in difesa della pace minacciata dal conflitto Vietnamita (v. servizio a pag. 6)

I sindacati continuano l'esame unitario delle richieste per il rinnovo delle competenze accessorie al fine di potersi presentare davanti alla Direzione con un'unica piattaforma rivendicativa. Su tale problema sono già state tenute delle riunioni intersindacali i cui risultati, seppure positivi, non hanno ancora portato alla

stesura del documento rivendicativo unitario.

I lavoratori che alla base, su questa rivendicazione, sono profondaniente uniti, guardano con interesse e fiducia verso le direzioni degli organismi sindacali alle quali spetta la responsabilità di gettare le basi per condurre una lotta unitaria e quindi giungere ad un positivo rinnovo delle Competenze accessorie.

I CONTI IN TASCA Al DIRIGENTI D'AZIENDA

Da mesi i giornali discutono sulla retribuzione dei dipendenti dell'ATM sui quali è ancora una volta concentrata l'attenzione dei milanesi; è di questi giorni l'inchiesta televisiva sulla retribuzione dei parlamentari. Perchè nessuno prende l'iniziativa di condurre un'inchiesta sulla retribuzione dei dirigenti d'azienda, di quei tecnici valenti che costituiscono la spina dorsale dell'industria, del commercio e di ogni altra attività produttiva del paese? Ma non è facile come sembra fare i conti in tasca ai dirigenti. Per le altre categorie di lavoratori è possibile reperire le retribuzioni fissate dalle organizzazioni sindacali; così si può stabilire con relativa esattezza che la paga base (minimi di retribuzione per Milano) di quei tali giornalisti che spesso si accaniscono contro l'ATM è di L. 173.400. Per i (Continua in 2' pag.)

15 MARZO 1965 - L. 50 ANNO XV N. 3
PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'AZIENDA TRASPORTI MUNICIPALI
Una manifestazione cittadina contro l'aumento delle tariffe
SOMMARIO

CONTINUAZIONE DALLA 1° PAG.

ORE DECISIVE PER LA MUNICIPALIZZATA

ni nelle spese di gestione dell'ATM.

In una parola si cerca di far pagare le scelte sbagliate in politica dei trasporti ai lavoratori utenti o dipen- denti dell'ATM.

Una simile politica non può che trovare l'opposizione attiva dei Sindacati e di tutti i tranvieri i quali debbono unirsi e prepararsi a dure battaglie per difendere le loro conquiste.

Non sono sufficienti, a questo proposito, le garanzie di « non incidere sui lavoratori attualmente in servizio ». L'ing. Alferini nella nota intervista con « La Notte » affermava: « Ogni mese nella nostra azienda vanno in pensione 30-40 persone e queste non vengono sostituite con personale nuovo. Cerchiamo così di diminuire l'organico ». Non bisogna essere chiaroveggenti per prevedere che fra qualche anno, se passasse questa politica, i tranvieri non potrebbero più mantenere alcune loro sostanziali conquiste che si chiamano: diritto alla carriera, posto sedentario in caso di malattia, e anche, cassa speciale di previdenza dato che la mancata as-

Ufficio disciplina

Contro una simile politica, si realizzi fin da oggi ad ogni livello l'unità dei lavoratori sola premessa per far fallire gli intrighi dei nemici del l'ATM.

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Episodi singoli o nuova politica

Alcuni fatti avvenuti dopo il recente sciopero pongono dei seri interrogativi sul democratico funzionamento dell'Ufficio Disciplina. Non si tratta di posizioni rigide, di punizioni severe ma della linea stessa di alcuni incaricati a questo delicato compito.

Gli impiegati ed i funzionari addetti all'Ufficio Disciplina, debbono. al pari dei giudici, amministrare la giustizia nell'ATM e debbono farlo non ricorrendo al solo loro buon senso ma alle disposizioni che la legge (il D. L. n. 148) prevede.

I fatti accaduti di cui riporteremo solo gli estremi, dimostrano che dei nostri « giudici » sono andati oltre e contro la legge. Dopo lo sciopero, per fatti avvenuti durante la lotta e quindi ai di fuori dei depositi presidiati da oltre 2000 poliziotti, alcuni lavoratori sono stati chiamati all'Ufficio disciplina. Ad essi fu contestato il loro comportamento durante lo sciopero. Ma il « giudice » non si è accontentato di contestare loro fatti che esulano dalle mancanze punibili previste dal 148; egli ha aggredito in modo veroale ma violento questi lavoratori allo scopo di intimorirli e fargli ammettere e firmare determinati reati. Nella sua foga, il « giudice » è giunto sino alle minacce e a dare pesanti giudizi circa l'operato di un sindacato.

Ora, di questo grave caso, si stanno interessando i sindacati e noi siamo convinti che la calma e la serenità venga riportata all'Ufficio Disciplina. Ma ciò non può esimerci dal fare alcune considerazioni legate anche all'ultimo sciopero che ha visto la Direzione mobilitare tutto

?

il suo apparato nella organizzazione del crumiraggio.

Gli addetti all'Ufficio Disciplina responsabili di questi « interrogatori » hanno commesso almeno tre aperte violazioni:

Hanno convocato (e quindi incriminato) dei lavoratori per fatti avvenuti fuori servizio e fuori dei locali dell'ATM per i quali, secondo il 148, l'azienda può prendere posizione solo se vi siano delle regolari denunce che si concludano con •la condanna del lavoratre;

Gli addetti all'Ufficio Disciplina non hanno nessuna veste per esercitare pressioni verso i lavoratori: essi si debbono limitare a contestare i fatti ed a far ridige re una dichiarazione su di essi al lavoratore;

E' assurdo 'pensare che, a 20 anni dalla caduta del fascismo, esistano ancora strani elementi che vogliono avvalersi dell'autorità concessa dal posto che ricoprono per imporre le loro concezioni sindacali o politiche.

Ma quale considerazione di fondo noi traiamo da questo episodio? O il fatto è dovuto all'errore di singoli aggetti alla disciplina, ed allora vi sono ragioni Valide per un severo richiamo al rispetto delle norme; se ciò non avviene allora si può pensare che l'azione non dipenda dall'errore del singolo ma da tutta un'impostazione della politica aziendale verso il personale ed in questo caso essa mal si concilierebbe con l'auspicata collaborazione fra Direzione e personale che è (o era?) propugnata dalla stessa Commissione Amministratrice dell'ATM.

oggi anche alla CISL e all'UIL l'urgente problema della lotta unitaria in difesa dei lavoratori dell'ATM e della municipalizzata. Ma come giustificheranno questi sindacalisti la loro mancata adesione allo sciopero del 2 marzo? I loro stessi iscritti riterranno valide le u<gioni adotte per non partecipare alla lotta, che si basavano in particolare sul "prestigio" della propria organizzazione o sulla valutazione affrettata della CGIL? Le non poche proteste levatesi durante e dopo lo sciopero proprio dalle file di questi sindacati, dimostrano il contrario.

I conti in tasca ai dirigenti d'azienda dirigenti d'azienda non vi sono tabelle pubbliche, anzi, come accade all'ATM, le loro retribuzioni non vengono amministrate dall' Ufficio Salari e Stipendi.

Aziendalmente una sola notizia apparsa sulla stampa cittadina (e mai smentita) relativa alla liquidazione e alla pensione di un dirigente con oltre trent'anni di azienda, può darci un'idea approssimata di quanto assommi la paga mensile dei nostri Dirigenti che risultano fra i meno retribuiti.

La notizia mai smentita d a 11 a stampa cittadina parlava di 70 milioni di liquidazione che complessi. vamente rappresentano il prodotto di un mese e mezzo di retribuzione per gli anni effettivi di servizio (cioè per il caso del dirigente in questione anni 34). Quindi da un semplice calcolo risulta che un dirigente ha una retribuzione mensile di circa 1 milione e 300 mila lire, pari a 18 milioni annui.

Ammettiamo per ipotesi che questo calcolo elementare ci abbia portato a degli errori e vogliamo per scrupolosità ridurre la retribuzione del dirigente a 1 milione mensile.

A questo punto sono necessarie alcune considerazioni.

Siamo convinti che il dirigente di una azienda ha notevoli responsabilità dalle quali dipenda il buon andamento dell'azienda stessa, ma siamo altresì certi che altre persone ricoprono cariche di alta responsabilita senza per questo ottenere quelle retribuzioni che più sopra riportiamo.

Molti telespettatori avranno seguite la rubrica televisiva « Quanto guadagnano i nostri parlamentari ».

Orbene da quella rubrica è a apparso evidente che i rappresentanti del popolo Italiano, percepiscono a canti fatti uno stipendio inferiore al capoufficio. Sempre da quella ru brica infatti sappiamo cht il parlamentare, tolte tutte le spese inerenti al suo personale mantenimento a decoro e permanenza a Roma gli restano circa 160.000 lire per il mantenimento della sua famiglia, della sua casa e del suo decoro.

VERSO LE STELLE

Orbene ripetiamo che non vogliamo disconoscere le responsabilità dei parlamentari italiani degli uomini cioè che con il loro operato politico direzionale devono far « navigare » la Nazione. Da essi dipendo no la elaborazione delle leggi (sulle cui basi deve girare quel complesso estremamente delicato che è la vita economico politica di una nazione. Da essi dipende seguire un determinato indirizzo economico che può portare al benessere o alla catastrofe di una nazione. Pertanto ci sembra che troppo divario esista fra dirigenti di azienda e dirigenti della vita nazionale. Che dire poi delle retribuzioni dei tramvieri che in questi momenti soro ritenuti una delle cause del deficit aziendale?

Noi non vogliamo con questo affermare che è sproporzionata la paga dei dirigenti, se sproporzione vi è questa deriva dalla sperequazione creata dalle basse retribuzioni degli altri lavoratori la cui modesta opera è comunque indispensabile all'economia ed al benessere del paese.

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La
nuova strabiliante impresa spaziale dell' URSS - L'astronauta si libra solo nello spazio a 350 Km dalla terra per 20 minuti
i-- COMUNICATO
A 2 VOCI DELL'A.T.M.
Linee Urbane v cd crs g Tessere a 2 corse 25 50 4.038 Tessere a 4 corse 28,30 50 1.849 Tariffe a tratte 1.900
sunzione di personale determinerebbe di fatto l'inpossibilità di pareggiare il bilancio della C.S.P.
gli oneri per i lavoratori

8 MARZO 1965

Il CONTRIBUTO DELLA DONNAALLA RESISTENZA

LA LOTTA DI LIBERAZIONE non è stata combattuta da uomini e la logica.

donne su un piano di assoluta uguaglianza? Non hanno fatto uomini e donne le stesse cose e con il medesimo spirito? Il discorso è perfettamente logico, anche se nella realtà della vita, non tutto si spieghi sempre con

Vediamo all'inizio, ben distinti questi meriti. Ecco, da una parte, l'iniziativa delle donne politicamente coscienti che continuano, inserendosi nella situazione nuova, la battaglia già combattuta nei 20 anni della dittatura fascista, e a volte anche prima. Sono queste le donne che nei 20 mesi dell'occupazione svolgeranno la loro attività nelle organizzazioni clandestine di massa. Le troveremo in prima fila nelle agitazioni e negli scioperi po- va degli uomini, ma si rivelino anlitici, nelle manifestazioni contro le che nelle donne non appena si trodeportazioni e i massacri, nelle fab- vino in condizioni di esercitarle. briche per il diritto alla vita e per Basterebbe, p e r convincersene, la difesa del patrimonio nazionale, leggere le motivazioni delle 12 me• nelle campagne per impedire ai te- daglie d'oro, i fogli-notizia delle 35 deschi di portar via i prodotti e di mila partigiane combattenti, delle vuotare le stalle. Sarà questa mino- cadute come di quelle ancora vi- ranza di donne a stimolare alla RESISTENZA anche le altre, facendo venti. leva sui loro sentimenti istintivi per Sembra difficile infatti definire portarle ad una visione sia pure ge- « fragili » donne c h e resistono a nericamente politica, collegandone giornate di tortura e muoiono senza i moti isolati e inquadrandoli nel lasciarsi sfuggire una parola; e «framovimento generale, partendo dagli gile » non è certamente quella che elementi contingenti (la fame, il passa la notte precedente all'esecu- freddo, la paura) per arrivare a pro- zione cantando le canzoni partigia- blemi di rinnovamento sociale. ne e prima che il capestro la soffo- Scorrendo i documenti della lotta partigiana, vediamo come in, ciascu- chi, trovi ancora la forza di gridare na delle donne della Resistenza, sia « Viva l'Italia » « Viva i partigiani ». sul piano individuale, sia sul piano Eppure queste donne così tenaci, dell'azione, si venisse attuando una così intrepide, così « virilamente » continua, profonda evoluzione: eroiche non rinunciano mai alla lo La ragazza che si getta nella lotta ro femminilità. Solo quando esse vi perchè il fratello o il compagno di siano costrette da circostanze eccescuola è partigiano o appartiene a zionali, assumono abiti e atteggiaqualche squadra d'azione; la donna menti maschili. che non vuole lasciare il marito o Queste sono le donne della Resi- il figlio e sale con lui in montagna; stenza che nella loro battagliera vo- quella che prende il posto del compagno o del fratello caduto (e a que- lontà non si esaurisce nella liberasi casi potremmo dare più -d'un no- zione del paese dai tedeschi e dai me) sono state mosse, è verò, da fascisti; ma va oltre, preoccupando- un impeto d'amore; ma, nella misu- si di una più ampia liberazione da ra che combattono; la loro coscien- pregiudizi e costumi che hanno im- za si fa sempre più chiara e com- pastoiato la donna per secoli, impe- prendono meglio perchè combatto- no. E non possiamo non parlare di dendole di dare in opere costruttive il meglio di loro stesse. Per risol- quelle che hanno fatto una pur piccola cosa per la Resistenza, come vere questi problemi l'unità è indifornire un indumento, sfamare un spensabile; e nella Resistenza ne sofuggiasco, dare un aiuto alla fami- no state poste le premesse. Le don- glia d'un deportato, portare un mes- ne che oggi insieme resistono, lavosaggio, difficilmente si fermano a rano, combattono, soffrono, che inquesto punto. Esse hanno gustato il sieme parteciperanno alla grande ri- sapore di un'attività che le porta fuori dai loro angusti interessi do- voluzione imminente, non potranno mestic i, rendendole partecipi di quanto accade nel mondo, e non vi possono più rinunciare; han capito che la piccola felicità della loro vita familiare, di cui prima s'accontentavano, può essere da unmomento all'altro travolta e distrutta quand'esse non siano provvedute per difenderla; hanno scoperto che unendosi alle altre, possono raggiungere mete a cui da sole non sarebbero arrivate mai.

Un'altra caratteristica della Resistenza femminile è il suo spirito di eguaglianza ed insieme la sua ric chezza di femminilità.

Non troviamo nelle donne della Resistenza neanche l'ombra di quell'antagonismo nei riguardi degli uomini su cui così fortemente puntarono, per necessità polemica, le femministe del 900. Se da parte delle più coscienti, soprattutto dei quadri dirigenti, si parla a volte del voto, della parità di salario e di altri diritti, le rivendicazioni che le grandi masse sì pongono non sono femminili, ma umane: e sono la vita, la libertà, la giustizia, la pace. Perchè stare a discutere sull'uguaglianza, esponendo tutti, uomini e donne, ai medesimi pericoli, offrendo loro le stesse possibilità d'eroismo e di sacrificio? La notizia, che nell'Italia liberata, è stato concesso il voto alle donne non suscita un particolare entusiasmo: è una cosa naturale, nell'ordine delle cose; bisognava pur arrivarci dopo l'esperienza della guerra che s'era portata via, in un cumulo di rovine e di lutti, tante assurde strutture, tante convenzioni superate, tanti concetti sbagliati. Nella lotta, uomini e donne si sono guardati in faccia, si sono riconosciuti fratelli nella loro umanità; questo soltanto conta, e su questo si dovrà costruire. Uguali nella loro umanità, abbiamo detto; uguali nella capacità, nell'intelligenza, nel coraggio; ma profondamente e giustamente diversi.

Certo, le vicende della lotta partigiana hanno abbattuto il mito della « fragilità » femminile, dimostrando come le cosiddette qualità « virili »non siano esclusiva prerogati-

più essere tra loro estranee e nemiche. Ogni distinzione di classe, di partito, ai fedd dovrà essere non cancellata, ma superata in un più atto senso di fraternità. J questa nuova solidarietà femminile sarà torse il modello di quella più ampia solidarietà nazionale e umana elle dovrebbe essere il frutto delle lotte e delle sofferenze di oggi. fa rate che a 20 anni di distanza suo nano ancora valide: perchè le speranze cnesse esprimevano non si sono realizzate e perchè la via 'per attuarle è ancora quella che sin dal principio è stata assegnata. Grande fù quindi il contributo della donna alla Resistenza e nessuno certo potrebbe negare che la donna ha sempre dato e continua sempre a dare alla società, in Italia come in tutti gli altri paesi, da quelli più avanzati, politicamente ed economicamente, a quelli che — affrancati da schiavitù secolari — cominciano oggi ad affacciarsi alla ribalta della vita politica internazionale. Tuttavia, ancora oggi, in Italia la legislazione e il costume non riconoscono alla donna in molti campi quella parità di diritti che la Costituzione le garantisce e che essa va faticosamente conquistando di fatto con la sua azione di lotta sempre più autonoma e consapevole. Il cammino è lento, l'avanzata è necessariamente discontinua, ma il progresso è indiscutibile. E tale progresso si concerta non soltanto sul piano giuridico, per il quale negli ultimi anni si possono vantare conquiste che vanno dall'ammissione della donna nelle giurie popolari e nei tribunali per minorenni ai recenti accordi interconfederali sulla parità salariale, dalla legge per la tutela del lavoro a domicilio all'impegno governativo per la pensione alle casalinghe.

Alla mia compagna

Eri giovane, bella e forte quando al mio fianco salimmo alla baita sul monte. Sapevi ed eri cosciente di affrontare sacrifici e pericoli nella lotta, eppure non facesti grinza di timore. Anzi eri anziosa d'impugnar le armi per sconfiggere il nemico invasor ed il fascista servo e traditor. Colpimmo assieme, motti nostri nemici nella battaglia infernale e cruenta, ma la morte mai ci colse. Forse anche la fortuna ci sorrise, ma fù il coraggio a sostenerci Perchè sapevamo che eravamo nel giusto, nel diritto, di aver pace e libertà.

E venne il fausto giorno della liberazione, ma non tutti poterono viverla, gli occhi loro erano spenti, il cuore fermo. Spettò a noi prendere il loro spirito e ritornare fra gente libera con il loro sublime testamento che ci pose di continuare nella lotta, fino a quando, il loro supremo sacrificio non sia stato vano per il benessere del paese. Ancora oggi, sei al mio fianco, ma non più saliamo sul monte, viviamo nella città e nel lavoro perchè continua la nostra battaglia per un mondo migliore e di, pace, per una vera giustizia sociale. Orfeo

Il testamento dei nostri caduti

Giordano Cavestro (Mirco) di anni 18 — studente di scuola media — nato a Parma il 30-11-1925.

Attivo antifascista — dopo 1'8 settembre 1943 divenne partigiano. Catturato a Montagnana (Parma) il 7 aprile 1944, viene processato e condannato a morte. Fucilato il 4 maggio 1944 nei pressi di Bardi (Parma) assieme ad altri 4 patrioti per rappresaglia. (dalle lettere dei condannati a morte della Resistenza Europea)

Cari compagni, ora tocca a noi.

Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salveza e la gloria d'Italia.

Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa grande e bella.

Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mam me così buone e le ragazze così care.

La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio. Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.

Ecco cari amici, sotto questo profilo deve essere vista la compagna della nostra vita, e non porla a livello di inferiorità, come purtroppo ancora oggi, avviene in mentalità retrograde e settarie. Ma per giungere a una veramente seria elevazione della donna, più ancora che la -legge, occorre l'affinamento dell'educazione civile e del costume. Nei paesi caldi, i maschi per lo più non vedono nella donna che l'aspetto sessuale. Donde un generalizzato gallismo che non ci fa onore, anche se può sollecitare qualche straniera avida di piccanti avventure. Occorre che l'uomo guardi 211a donna un po' più intensamente dal lato spirituale, alla collega di vita, che si convinca che la donna può possedere doti assai più durature e più preziose di quelle che rendono morbosamente ammirate le Lollo e le altre dive. Occorre che l'uomo riduca le troppo spesse eccessive pretese di superiorità spirituale e fisica. Ma detto questo, occorre pure che la donna, mortificata da secoli di subordinazione, anche se per lei si battevano i cavallieri avidi di conquista, 'acquisti maggior coscienza e maggior fiducia in sè, e non sia essa stessa a svalutarsi, mostrando, come sovente lo mostra, per eccessivo riserbo, per modestia e per il peso della tradizione, di preferire la soggezione dell'uomo.

Per concludere: LA DONNA DEVE DIVENIRE, COME L'UOMO, UN MEMBRO DELLA SOCIETA' UTILE E CON PARI DIRITTI. LA DONNA DEVE POTER SVILUPPARE, COME L'UOMO, TUTTE LE SUE CAPACITA' FISICHE E SPIRITUALI, E ADEMPIENDO Al SUOI DOVERI DEVE POTER AVANZARE ANCHE I SUOI DIRIT-

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VOCI DELL'A.T.M La pagina della Resistenza - 3
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CASA DELLA CULTURA 5/3/65

ASSISE SUI TRASPORTI PUBBLICI

L'intervento del Segretario

La crisi del trasporto pubblico, oltre ad aggravare le condizioni di, lavoro dei dipendenti, peggiora sempre di più le condizioni di viaggio degli utenti ed in primo luogo dei lavoratori pendolari i quali per poter raggiungere i luoghi di lavoro e tornare a casa si vedono ogni giorno decurtati di una crescente parte del tempo da dedicare alla vita famigliare e sociale.

Nei confronti degli utenti la crisi del pubblico trasporto è caratterizzata nelle sue linee generali, dalla degradazione del materiale rotabile, dall'indice di affollamento delle vetture nelle ore di punta, dalla esasperante diminuzione della velocità commerciale, dalla scarsa corrispondenza degli orari e dei servizi alle esigenze del pubblico, dalla soppressione delle linee e delle corse a minor traffico, dal crescente livello delle tariffe.

La crisi del trasporto pubblico, mentre da un lato, scarica sulla collettività crescenti costi economici e sociali dall'altro si traduce, in accumulazione dei profitti industriali e commerciali, e delle rendite fondiarie, infatti, i fenomeni di disgregazione e di nuova aggregazione con il conseguente meccanismo di crescita della città hanno travolto la debole struttura giuridica, economica e tecnica dei trasporti e hanno determinato i disavanzi che per le sole aziende di trasporto pubblico delle grandi città assommano ormai a centinaia di miliardi, nel mentre

del Sindacato

quadro molta importanza assume sulla finanza locale e delle norme la riforma dell'attuale legislatura che regolano i rapporti fra aziende e Ente locale.

Il trasporto pubblico a Milano

Se questi sono degli aspetti generali — bisogna verificare a 'i pilo locale la realtà obiettiva desia situazione. A Milano — nel suo hilterland il servizio di trasporta è diventato un elemento deter—unante nello sviluppo economico urbanistico.

11 decentramento industriale, che ha visto la sua caratterizzazione nei momenti del bum economico, ha creato tutta una serie di bisogni in ordine al trasporto di ingenti masse di lavoratori, costretti per ragioni di lavoro e diventare pendolari. Lo sviluppo urbanistico ha determinato nuove esigenze di spostamento e gli insediamenti residenziali avvenuti alla estrema periferia della città, hanno costretto il trasporto pubblico ad adeguarsi a questi nuovi bisogni.

Nel contempo si aveva nella nostra città, nella provincia di Milano, più che in altre zone d'Italia un disordinato, incontrollato sviluppo della motorizzazione individuale, questo fenomeno che ha assorbito grossa parte del reddito nazionale, ha determinato conseguenze notevoli nel campo della velocità com merciale del mezzo collettivo, per cui si può dire che da uno stato di monopolio delle strade cittadine esso sia passato ad uno stato di suddistanza nel caos della circolazione promiscua.

E' da dire che anche l'Ente locale è oggi interessato ad uno sviluppo più controllato della motorizzazione privata per gli oneri che esso comporta nei bilanci comunali, per la manutenzione delle strade, il rifacimento del manto stradale, la semaforizzazione, il corpo di vigilanza urbana — oneri che si possono calcolare in decine di miliardi senza che l'Ente locale ne ricavi molto, ma con solo la soddisfazione di vedere il suolo pubblico trasformato in un gigantesco parcheggio. Ecco se è vero che il trasporto pubblico è un fatto economico necessario alle aziende per il trasporto della mano d'opera, se è vero che le società immobiliari hanno tratto grossi profitti dalla valutazione delle aree fabbricabili, se è vero, che da esso ne traggono beneficio le at-

tività terriere, se è vero che è in parte un infrastruttura comunale, per soddisfare le esigenze, sociali associative, ricreative e culturali dei cittadini, il discorso su chi deve pagare il disavanzo, assume un aspetto nuovo e non possono essere gli utenti i soli che devono pagare.

Le scelte in materia, di decentramento industriale non sono state fatte dagli utenti, lo sviluppo urba nistico non è stato determinato dall'utente, il calo della velocità commerciale, non è stato voluto da chi va in tram — la scelta del mezzo automobilistico, al posto di quello tranviario, non è da imputare all'utenza in generale — sono tutte queste cose da collocare in una serie di scelte fatte da interessi: che si sono serviti da ciò che rappresenta il trasporto pubblico per fare i loro interessi.

Le soluzioni immediate proposte

E' quindi necessario far procedere, attraverso una presa di coscienza generale, una politica, che affronti globalmente il problema dei trasporti e ne indichi, soluzioni immediate.

Ciò che da anni noi abbiamo indicato esse sono, priorità del trasporto pubblico, nei confronti del trasporto privato attraverso tutta una serie di misure viabilistiche, che

oferrotranvieri, Ferrari, Al tavolo della presi Lampugnano Q T 8 promotore dell'Assise diano, al mezzo collettivo, corsie proprie, isolando Gatta circolazione promiscua, limitazione dei diritti di sosta nelle arterie di penetrazione — disciplina nei parcneggi. Sottoposti nei nodi M incrocio. Costruzione di terminal alla periferia per l'allestimento delle autolinee interurbane.

Pagamento da parte di chi ha tratto e trae profitto di una grossa fetta del disavanzo — essi sono gli industriali — le società immobiliari gli Enti locali — Comune — Provincia. Potenziamento del servizio e sua estensione per corrispondere ai diritti paritari dei cittadini, siano essi abitanti nel centro della città che alla estrema periferia. Costruzione di una rete sotterranea che si proietta all'esterno della città.

A tutte queste cose, proposte nell'interesse della stragrande maggioranza dei cittadini e per esaltare la funzione del trasporto pubblico, si è risposto con tutta una serie di misure, che se non avessero l'indirizzo — di contenere un disavanzo sarebbero veramente incomprensibili.

gnificato — per migliaia di lavoratori una spesa triplicata nelle spese di viaggio e un maggior tempo impiegato.

La stessa delibera, ultimamente adottata dal Consiglio Comunale — per il ripristino di alcuni tratti di percorso — per 4 linee, il n. 11, la G. la V. non hanno risolto il disagio per molti lavoratori per cui l'obiettivo rimane, quello del ripristino della ragnatela dei servizi salvo per quelle linee che erano il doppione della M.M.

Vi è inoltre da dire che ogni misura di ordine parziale o di aumento tariffario, non risolve alcuno dei motivi che hanno determinato la crisi delle aziende di trasporto pubblico.

A Milano dal 1952 al 1962: si è determinata questa situazione: Tram da 832 a 815 Autobus da 148 a 518 Filobus da 183 a 346 rete in km. . . . da 457 a 663

Personale da 7,90 per ogni vettura a 6,35 Passeggeri trasportati annualmente da 669 milioni a 758 milioni.

Come si vede si è quasi raddoppiato il parco vetture — si è allungata la rete — è aumentato il personale — sono diminuiti i passeggeri in proporzione all'aumento dei mezzi e dei kilometri.

Questa è la vera causa del disavanzo, determinata dallo sviluppo urbanistico dal decentramento industriale nell'hinterland, dal calo della velocità di trasporto e dall'au

I deficit delle aziende di trasporto

A Milano l'ATM prevede per il 1965 24 miliardi di deficit, a Roma la ATAC (trasporti di superficie) 35 miliardi, I'ATAN di Napoli 16 miliardi, l'ATM di Torino 12 miliardi per il '65 a Genova l'azienda, municipalizzata nel gennaio 1964, presenta un massimo di 4,5 miliardi, a Bologna il passivo del 1964 h stato di tre miliardi.

Chi deve pagare i deficit?

stanno di fronte i giganteschi profitti derivanti dalla vertiginosa espansione della motorizzazione individuale e dalla valorizzazione delle aree fabbricabili.

Nei temi the vengono proposti sul come risolvere i problemi del finanziamento delle aziende al loro potenziamento, alla loro espansione, un posto molto importante è consegnato al diritto di priorità del trasporto pubblico nei confronti di quello individuale, questo per accrescerne la velocità di trasporto e diminuire il costo di produzione, questa esigenza è naturalmente in contrasto con i potenti interessi dell'industria automobilistica e petrolifera che sono riusciti a determinare la psicosi dell'individuo libero solo se possessore dell'automobile, così come il finanziamento delle aziende di trasporto pubblico, è oggi un fatto concreto, attraverso l'indicazione di chi deve pagare una grossa fetta del disavanzo aziendale. -

E' evidente che la realizzazione dei predetti obiettivi comporta una urgente suddivisione dei poteri, che contribuisca al parlamento la determinazione delle linee generali cui ispirare la politica dei trasporti e quella degli investimenti, mentre è necessario lasciare alle regioni e agli Enti locali, poteri di coordinamento e di Gestione dei vari servizi di trasporto d'interesse comunale provinciale e regionale, in questo

La costruzione della prima linea Metropolitana ideata e voluta dalla Edison al tempo dell'amministrazione Ferrari, non era altro che la messa in cantina del tram circolante in superficie, per consegnare la strada alla motorizzazione privata, basta guardare il percorso che essa compie per comprendere questo disegno, e per il numero dei passeggeri che essa trasporta mensilmente c'è da chiedersi se essa non abbia rappresentato uno sperpero del denaro pubblico.

Anche su questo argomento, che non fa ricadere responsabilità agli attuali amministratori stà però una scelta fatta recentemente e che ha causato malcontento fra migliaia di lavoratori.

La prima previsione, circa la massa di utenti doveva trasportare la prima linea della M.M. fù stabilita in 100 milioni annui, poi portato a 80 in seguito a 60 — mentre la realtà derivante dai primi mesi di esercizio fa presumere che non si supera il numero di 50 milioni annui, contro i 770 milioni di utenti trasportati dal servizio di superficie.

Si dice che la prima linea si costata 5 miliardi al km. è questo un esempio di come i 60 miliardi spesi potevano non solo risanare il disavanzo dell'ATM ma 'avrebbero permesso definitiva di tutto il servizio di superficie.

A questa amara realtà, nel pieno di una carenza amministrativa, l'A.

T.M. ha proceduto alla cosiddetta ristrutturazione, parola questa che ha molti significati e può portare a molteplici risultati. Ristrutturazione ha visto la eleminazione di molte linee; il taglio di molte altre e l'attestamento di queste alle stazioni della M.M. se questo ha significato, un leggero aumento di utenza nel servizio sotterraneo ha però si-

A Bologna è stato calcolato che 1'80 per cento del deficit è determinato dal « costo sociale » del trasporto pubblico, appunto per soddisfare le esigenze di mobilità e di collegamento di TUTTA la popolazione. Per contro stanno i valori immobiliari, cresciuti — per esempio — a Milano, dal 1956 al 1962, di ben 14 mila miliardi; e a Torino la concessione ai 3000 licenze in violazione del Piano Regolatore.

mento della motorizzazione privata. Per rimuovere queste cause — non si può pensare che sia l'aumento delle tariffe il toccasana — anche perchè gli esempi dimostrano il contrario, ma si devono produrre alcune scelte coraggiose che sono ostacolate da forze politiche di destra ben individuate.

Queste forze hanno in questi ultimi giorni scatenato attraverso la cosiddetta stampa di informazione, un violento attacco, contro la C.G.I.L. e contro lo sciopero proclamato dal Sindacato dagli autoferrotranvieri. Sciopero che ha visto la partecipazione del 70% del personale viaggiante e del 82% del personale delle Officine e che non è stato un tentativo di sovvertimento dell'ordine costituito, ma ha voluto essere una responsabile manifestazione della volontà dei lavoratori dell'ATM, non solo di difendere i livelli di occupazione, seriamente minacciati da posizioni sostenute da uomini responsabili della D.C. ma per imporre una soluzione democratica del problema del trasporto pubblico, nel quadro di un insieme generale, che vede però in prima fila gli interessi degli utenti.

Ecco io chiudo assicurando agli utenti del trasporto pubblico non solo la solidarietà dei lavoratori dell'ATM ma anche quella della Camera del Lavoro che io questa sera ho rappresentato.

FABBISOGNO DI SUPERFICIE STRADALE PER PERSONA ni 2 IN.TRAM 2295 IN killS 1 7 IN MOTO
PERSONE TRASPORTATE IN UN' ORA ATTRAVERSO UNA CORSIA CITTADINA D 2400 Se si impiegano autovettura èìli«11 M 9'000 se Si impiegano a LtIobu,S. ~kik1~k i
se Si impiegano tram.
Alidifitt»i 40'000 Se si impiegano Vetture metropolit. urbane
14'000
1101011XIIN
4 - Difendiamo la Municipalizzata
VOCI DELL'A.T.M.
Ferrari
Sta parlando il segretario del sindacato aut denza il signor Nava del Comitato unitario CGIL Altiero

Sciopero del 2 Marzo

Valori morali e sociali di

Cara Voce le ragioni che mi spingono ad esporre il mio pensiero, che ti prego di rendere pubblico perchè possa trovare convalida o meno da parte di altri, sono quelle che sorgono dagli elementi che lo sciopero del 2 marzo ha messo in luce.

Non mi riferisco soltanto alla spinta che ne è scaturita per la soluzione positiva dei problemi immediati che si riferiscono alle tariffe, allo smenbramento dell'A.T.M., al livello di occupazione e quindi alle condizioni di lavoro dei tranvieri. Questioni queste di grandissima importanza, ma a quegli elementi che possono permettere di valutare la qualità degli uomini che lavorano

Realtà e demagogia

uno sciopero

nell'Azienda Trasporti Milanesi. Noi oggi viviamo in una società che tutti gli uomini onesti vedono piena di ingiustizie sociali, economiche e morali. Vita di sacrifici per chi lavora. Miseria morale in generale dovuta all'egoismo e alla povertà di spirito di 'coloro che vengono considerati i dirigenti della nostra società (capitalisti e uomini politici che ne sostengono le opinioni). Penso che siano pochi gli uomini degni di questo nome che non vedono, chi per una ragione chi per un'altra, la necessità di cambiare le cose per poter andar meglio. Ma non tutti coloro che vedono questa necessità riescono a comprendere cosa è necessario fare per

modificare le cose; e ancora fra quelli che vedono cosa è necessario fare non tutti danno il loro contributo in modo giusto o non lo danno affatto per cambiare la società.

Questo è dovuto a molti fattori connaturati con l'ambiente in cui ognuno vive.

Tradizioni ideologiche, forme di corruzione, bisogni, immediati della famiglia o non rinviabili, che devono essere in un modo o nell'altro affrontati, fanno perdere di vista le questioni essenziali, deviano su straae sbagliate molti di coloro che vorrebbero vedere un modo migliore per sè e per i propri figli.

PENSIONAMENTO ANTICIPATO

Con la legislazione in vigore non è possibile parlare di pensionamenti anticipati consistenti. Per modificare le leggi in vigore bisogna operare sul piano dell'unità sindacale per elaborare rivendicazioni precise e poi battersi con decisione affinchè il Governo e il Parlamento approvino delle nuove norme. In attesa che la legislazione attuale sia modificata nel senso voluto dai lavoratori e non già da Carapezza, il quale aveva osato parlare di pensione giusta al raggiungimento del 70° anno di età, dobbiamo agire affinchè il triste spettacolo di vedere 1voratori anziani, ammalati in servizio abbia a cessare.

Per fare cessare questo triste spettacolo invitiamo l'ATM a mettere mano alla borsa, sostenga essa l'onere di sei sette milioni che gli interessati devono soportare per ottenere il pagamento anticipato della

Dep.

Quattro attivisti ARRESTATI

Fin dalle prime ore della mattina un folto gruppo di scioperanti sosta davanti al Deposito per convincere i lavoratori a partecipare alla lotta.

L'ingente schieramento di polizia presente sia all'esterno che all'interno del Deposito, costringe questo gruppo di lavoratori che sta effettuando il più elementare dei diritti di sciopero : il picchettaggio, viene costretto a spostarsi dall'entrata del Deposito.

Com'è ovvio i crumiri che escono a bordo delle vetture scortate dalla forza di polizia, vengono accolti con le caratteristiche parole del caso.

Verso le 7,30 gli scioperanti formano un gruppo che si dirige in Via Lorenteggio per gridare agli autobus in servizio che passano gli stessi slogan che i « crumiri » hanno ascoltato all'uscita del Deposito. Una camionetta della polizia segueIl e spesso si avvicina per intimorirli: nonostante questo nulla accade che possa giustificare il suo intervento.

Alcuni attivisti sindacali entrano in una cartoleria per acquistare il materiale necessario a fare dei cartelli riproducenti gli slogan fino ad allora gridati a sostegno dello sciopero. Appena fuori accorre nuovamente la polizia e, visto che non abbiamo alcuna intenzione di scioglierci e rinunciare ad un nostro diritto, fermano quattro attivisti, li caricano sulla camionetta che velocemente parte per la Questura. Fra i fermati vi è Ceriani, segr. della C.I. e Cusimano del Com. Sind.

In Via Fatebenefratelli ci controllano i documenti registrandone tutti gli estremi e ci lasciano attendere per un pezzo. Dopo ci accompagnano dal Capo Gabinetto il quale, assieme al Vice Questore, ci redarguisce per quanto avvenuto adducendo, quale motivo del nostro fermo, frasi oltraggiose nei riguardi di coloro che avevano « piena libertà di lavoro ». Comunque, dopo l'animato dibattito che ne è seguito dopo che i « fermati » hanno firmato nè tanto meno redatto nei confronti dei fermati che venivano rimessi in libertà.

In poche parole il « fermo » ha rappresentato non solo un atto di intimidazione nei confronti dei quattro attivisti, ma un mezzo valido con cui la polizia della Repubblica ha costretto il gruppo di scioperanti a disperdersi.

pensione maturata.

Nel quadro della camapagna pubblicitaria condotta dal Corriere e della Notte in appoggio del programma reazionario della Giunta Comunale contro l'ATM per sostenere l'assurdo programma imperniato su tre cardini:

aumento delle tariffe

liquidazione delle officine eliminazione dei bigliettari per stornare l'attenzione della categoria è stata presentata come cosa seria, fattibile anche la questione del pensionamento anticipato di ben 1263 dipendenti.

Il tempo è galantuomo, le cortine fumogene non possono resistere a lungo, si dissolvono.

Dei famosi pensionamenti anticipati per il momento non ne abbiamo visti nemmeno uno. Dagli ordini di Servizio della Direzione non abbiamo avuto notizia di come gli interessi devono avanzare la richiesta per ottenere ilpensionamento anticipato. E si che del tempo ne è passato.

Ancora una volta vogliamo precisare che in base ad una ben precisa realtà economica-giuridica non esiste oggi la possibilità di addivenire al pensionamento anticipato di 1263 dipencl2nti. Nella più favorevole delle ipotesi possiamo prevederne, se si realizza tutta una serie di facilitazioni, forse qualche diecina.

La questione del pensionamento anticipato dal Corriere, della Notte è stata utilizzata ai fini di confusione ma i dipendenti dell'ATM che vivono la dura vita aziendale, che svolgono un lavoro pieno di difficoltà devono porsi tale questione in modo concreto, invitando in primo luogo quei Sindacati che hanno convinto i lavoratori a non partecipare allo sciopero per l'affermazione di una giusta politica dei trasporti a non fare della gratuità demagogica in materia. Nel frattempo chi vuole continui pure a fantasticare '•in merito a pensionamenti anticipati di massa, ma nella realtà operiamo per ottenère la messa a riposo di chi è anziano ed ammalato, facendo ciò facciamo una cosa giusta e doverosa verso i nostri compagni che hanno oggi e non domani le necessità di essere liberati dal peso del lavoro per non essere condannati a morte prematura.

E' difficile, specie per chi ha ricevuto un'istruzione elementare e deve spendere le ore della sua vita in duro lavoro e quindi costretto a vedere solo il ristretto « mondo » che io circonda, riuscire a districare la matassa politico sociale attuale e trovare il filo che occorre tirare per risolvere i suoi poblemi immediati e contemporaneamente creare le condizioni per far andare avanti tutta la società sulla strada giusta.

Ed è per mè un fatto di grande rilievo sociale, constatare che la grande maggioranza dei dipendenti dell'A.T.M. sono uomini che hanno dimostrato di sapere trovare questo tuo e che possiedono anche la forza di tirarlo, con tutti i sacrifici che ciò comporta.

Perchè questa è la vera sostanza dello sciopero del 2 marzo, come era questa la vera sostanza degli scioperi del marzo 44, seppure i due scioperi hanno motivi esteriori diversi.

Ieri occorreva far superare al mondo la tragedia del fascismo e del nazismo e i tranvieri riuscirono a dare un forte contributo per superarle tirando il filo delle questioni immediate che scioglieva la matassa delle ingiustizie sociali del nostro tempo.

E questo piiò ben essere motivo d'orgoglio per tutti i lavoratori dell'ATM perchè dimostra che nell'assieme esprimono una qualità di uomini elevata.

Questa qualità è tale e così omogenea che rappresenta una forza di espansione così forte che produrrà effetti positivi anche su coloro che purtroppo, o per un motivo o per un altro, non hanno dato il loro contributo affinchè la qualità fosse espressa in forma ancora superiore.

Lo sciopero del 2 marzo è stato un grande fatto per i lavoratori dell'A.T.M. e per tutti i cittadini milanesi. E questo oltre a fare riflettere gli incerti che hanno lavorato e coloro che credono che la loro parte sia quella della Direzione (mi riferisco in questo caso a lavoratori che rivestono qualifiche dirigenti più o meno elevate), ha detto chiaramente agli amministratori dell'azienda, del Comune e ai padroni che vogliono far pagare ai lavoratori i loro errori e le loro concezioni sbagliate, che indietro non si torna: che i tranvieri, come i lavoratori delle altre categorie sanno esprimere valori morali di ben lunga superiori ai la ro e questi valori li sapranno tradurre sul piano politico e amministrativo edificando una società nuova in cui tutti saranno veramente liberi da ogni remora economica e morale.

Con molti ringraziamenti per la pubblicazione, fraterni saluti.Egidio Gilardi

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LE STRANE CONCLUSIONI di un gruppo di impiegati

In una lettera pubblicata da " Il Giorno " del 12 marzo a firma, « un gruppo di impiegati » dopo alcune valutazioni

A proposito del Centro Climatico si afferma quanto segue:

"11 loro albergo di II categoria. ad Ospedaletti, acqua calda e fredda in tutte le camere, vitto, formaggio, frutta e un quarto di vino a 700 lire al giorno. Giustifichiamo alcune inesattezze o omissioni dovute alla scarsa informazione che i signori firmatari dimostrano. 11 50 per cento di sconto Ciò che non giustifichiamo è il finale della lettera. Nella pratica si chiede di togliere ai tranvieri quante essi stessi hanno conquistato e che mantengono con le loro trattenute.

E' ovviamente un discorso illogico che non eleva certo i firmatari i quali dimostrano una mentalità gretto quanto egoistica. Come, i tranvieri con la loro lotta, con la loro unità, con i loro sacrifici hanno dimostrato che si può costruirsi un centro climatico ove trascorrere degnamente le ferie, ed ora, altri lavoratori incapaci di unirsi e di lottare ne chiediamo l'abolizione perchè... è in atto una crisi del trasporto pubblico?

No, signori impiegati firmati, se ritenete buona l'istituzione dei Centri Climatici, seguite l'esempio dei tranvieri; unitevi e iniziate la lotta per ottenerlo. Siatene certi, in questa vostra azione potrete sempre contare sulla solidarietà calda ed attiva di tutti i dipendenti dell'A. T. M.

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LA PACE E' IN PERICOLO

Dalla recente repressione del Congo, dove abbiamo visto tornare alla ribalta persino gli sterminatori nazisti all'attuale attacco di uno stato libero ed indipendente, il Vietnam del Nord, assistiamo ad uno dei momenti più tragici della negazione dei valori umani.

Quali sono, ci si chiede da ogni parte del mondo, gli obiettivi dell'America?

Gli americani parlano di costringere Hanoi a negoziare.

Ma a negoziare che cosa?

Il fatto che nemmeno gli americani con la loro macchina bellica siano riusciti a reprimere la lotta di Liberazione nel Vietnam del Sud deve essere ricercato proprio nei valori morali e spirituali della Resistenza, non contro coloro che con la Resistenza simpatizzano, altrimenti i bombardamenti americani devono continuare fino al nostro Paese in base ai pretesti della morale che essi usano.

Perchè colpevoli secondo gli americani sono coloro che nella lotta di Resistenza si oppongono all'oppressione stra niera.

Non è esagerato, dunque, affermare in questo momento che la pace mondiale è in pericolo.

Quando si calpestano valori c o sì profondamente radicati nell'uomo e si pratica la vio lenza solo nella legge del più prte, la parola "negoziato" è una affermazione senza senso, c come la pretesa di Hitler che voleva negoziare la libertà dei popoli di tutto il mondo sul presupposto della suprema zia della razza germanica.

Oramai le carte sono scoperte sul tavolo e le cose devono essere chiamate con il loro nome. E' l'imperialismo americano che svela non solo l'antico proposito di frenare col ricatto della "bomba atomica" il moto di liberazione dei popoli, ma un obiettivo più altrimenti ambizioso: spingere indietro e rovesciare tutto un processo storico a cui la lotta antifascista impresse straordinario vigore.

Portando, o v e occorra, il inondo indietro sull'orlo di un conflitto generale, per piegare non più soltanto i negri che si battono nelle foreste congolesi o i patrioti delle paludi vietnamite, ma tutto il movimento democratico popolare internazionale.

Oggi la pace è in pericolo, ma anche le forze della pace sono potenti e sapranno contrapporsi alle forze della guerra.

Dietro le forze della guerra ci sono solo i vari dott. Stranamore, di quel famoso film fantapolitico, ma dietro le forze della Pace vi sono popoli di tutte le razze che ne: vari momenti della loro storia hanno conosciuto la Resister za e molti sono i popoli che di recente- con la parola Resisten:a hanno detto : basta con la guerra! basta con le guerre ingiuste che opprimono i popoli che vogliono la LIBERTA1 B. COLAMONICO

Jean Paul Sartre ha rifiutato di recarsi negli Stati Uniti, per esprimere così la propria protesta contro la politica di guerra degli americani « La politica di violenza praticata nel Vietnam dal governo degli Stati Uniti, ha scritto Sartre con l'approvazione della maggioranza del popolo america no, costituisce per me un ostacolo alla mia venuta in America ».

All'atto in cui rifiuto il viaggio in America — ha dichiarato Sartre — io parto per l'Algeria. Fra questi due fatti pongo uno stretto nesso, un collegamento preciso ».

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"Io sono sicuro che il grande popolo americano, se solo concesse la realtà dei fatti, le origini e i retroscena degli sviluppi del sud Vietnam, concorderebbe con me che ogni ulteriore spargimento di sangue e inutile. Ed anche che soltanto i metodi diplomatici e politici di discussione e negoziato possono creare le condizioni che consentiranno agli Stati Uniti di evacuare di buona grazia quella parte del inondo".

Queste significative parole pronunciate dal seg. dell'ONU UTHANT riassumono la tragedia che da venti anni imperversa sul popolo del Vietnam e l'inutilità della guerra sostenuta dagli Stati Uniti che minaccia di estendersi ad altri popoli.

Ma quali sono le origini ed i retroscena del conflitto vietnamita?

Molte sono le persone che non le conoscono eppure, proprio dalla recente storia di questo martoriato po polo, emerge con chiarezza la responsabilità del colonialismo voluto e sostenuto prima dalla francia e da oltre dieci anni dagli Stati Uniti.

Il 2 settembre 1945, dopo una lotta di liberazione nazionale condotta contro i giapponesi conclusasi con l'insurrezione del paese, viene proclamata ad Hanoi la Repubblica Democratica del Vietnam. Il 6 marzo 1946 la Francia riconosceva il Vietnam come « Stato libero ed indipendente » facente parte dell' Unione Francese.

Nel settembre dello stesso anno la Francia sferrava il suo attacco contro la Repubblica presieduta da Ho Chi-minh dando inizio alla « sporca guerra d'indocina ».

I francesi, per rendere apparentemente legale la loro posizione, rimasero sul tronco l'ex imperatore collaborazionista BAO DAI il quale formò un suo governo fantoccio stipulando accordi militari con la Francia. Dopo otto anni nel 1954) la guerra si concluse con la sconfitta militare Francese di BIEN DEN

PHU a cui seguì la Conferenza di Ginevra.

Alcuni punti degli accordi stipulati dimostrano la chiara volontà di porre fine al conflitto e di avviare il paese alla normalità escludendo ogni intervento straniero.

a) Suddivisione temporanea in due parti Elezioni generali entro il 1956

« La conferenza dichiara che, per quanto riguarda il Vietnam, la soluzione del problema politico attuata sulla base del rispetto dei principi di indipendenza, unità e integrità territoriale, dovrà permettere al popolo vietnamita di godere le libertà fondamentali, garantite da istituzioni democratiche istituite attraverso elezioni generali libere mediante scrutinio segreto... Elezioni generali saranno tenute nel luglio 1956, sotto la supervisione di una commissione

internazionale... Consultazioni saranno indette a questo proposito fra le autorità competenti rappresentanti le due zone dal 20 luglio 1955 in poi ». (paragrafo 7 della Dichiarazione conclusiva).

b) Neutralità del Vietnam del sud e del Vietnam del nord Proibizione di nuove basi militari

L'introduzione di rinforzi di truppe e di personale militare aggiuntivo è proibita.

... L'introduzione nel Vietnam di qualsiasi rinforzo, sotto forma di armi di qualsiasi tipo, munizioni e altro materiale bellico, come aerei da combattimento, unità navali, motori a reazione e veicoli corazzati proibita.

... La creazione di nuove basi militari è oroibita in tutto il territorio del Vietnam.

... Nessuna base militare sotto il controllo di uno Stato straniero può essere stabilita nelle zone di raggruppamento di entrambe le parti. Le due parti devono fare in modo che le zone loro assegnate non aderiscano ad alcuna alleanza militare e non siano usate per la ripresa delle ostilità o per mettere in atto una politica aggressiva ». (paragrafo 4 e 5 della Dichiarazione conclusiva).

La Repubblica Democratica dei Vietnam del Nord propose per ben 4 volte alle autorità di Saigon (Vietnam del Sud) di indire una confesenza consultiva per preparare le elezioni: il 4 febbraio 1955, il 19 luglio 1955, il 25 novembre 1955 e I'll maggio 1956.

La risposta dei Governi del Vietnam del Sud fu sempre negativa.

A 20 giorni dalla data prevista per le elezioni generali in tutto il paese (aprile 1956), l'allora dittatore del Vietnam del Sud, Diem fece eleggere una assemblea costituente che proclamava una costituzione autonoma per il Vietnam del Sud. La linea di demarcazione provvisoria del 17° parallelo venne trasformata in confine chiuso a qualsiasi traffico.

Nel 1954 nel Vietnam non vi era nessun soldato americano, ma già il 24 luglio del '54, all'indomani della chiusura della Conferenza di Ginevra, il Presidente EISENHOWER, dichiarava: « Gli Stati Uniti non sono legati alle decisioni prese dalla Conferenza ».

Da allora con l'appoggio dei numerosi e sanguinari governi, fantocci alternatesi nel sud Vietnam gli Stati Uniti hanno inviato oltre 30 mila soldati ed una potente flotta aerea che ha compiuto oltre 300.000 azioni di guerra molte delle quali sul territorio del Nord Vietnam. A questi dati ormai storici a cui deve aggiungersi la gloriosa resistenza del popolo, noi non vogliamo aggiungere alcun commento.

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Rafforziamo le Commissioni Interne

L'interesse dei lavoratori sui prolemi della C.I.

In queSti mesi, a maggio salvo imprevisti si terranno le elezioni che a vent'anni dalla sua ricostituzione è ancora uno dei più valic4 per la tutela dei lavoratori, è senza dubbio l'istituto più vicino alla base.

I suoi componenti vivono e lavorano nel deposito e sono giornalmente a contatto con i lavoratori ai quali debbono dare ogni sorta di spiegazioni anche su problemi che esulano dalla loro diretta competenza. D'altra parte essendo la C1. eletta con voto diretto e rigidamente segreto, essa non solo rappresenta l'intera comunità del lavoro ma la sua azione non può che essere importata dall'unità. Così iu componente della C.I. rappresenta non i lavoratori iscritti al sindacato cui appartiene ma tutti i lavoratori e anche se anche sull'azione unitaria si possono trovare qua e là qualche lacuna, la C.I. è e rimane l'organismo unitario a cui tutti i lavoratori, indipendentemente dalle loro concezioni, si rivolgono con fiducia.

Ma cosa ne pensano i lavoratori delle Ci.? Abbiamo voluto intervistare alcuni lavoratori dalle quali abbiano tratto le seguenti considerazioni:

1°) I lavoratori seguono con interesse l'azione delle C.I. e volentieri si esprimono su di esse.

2°) Molti lavoratori non hanno ancora le idee chiare sulle funzioni e sulle responsabilità di questo organismo.

3°) Le proposte ed i consigli che ne scaturiscono sono positivi e quindi utili a migliorare l'attività delle C.I. e possono servire da indirizzo anche agli altri organismi aziendali.

Queste conclusioni che hanno fatto ritenere utile il proseguimento e l'allargamento del dibattito fra tutti i dipendenti. In questo modo intendiamo dare il nostro apporto di gior nate di fabbrica al potenziamento ed alla valorizzazione delle Commissioni Interne che riteniamo l'organismo più importante per l'unità dei lavoratori e per la difesa dei loro lavoratori e per la difesa dei loro diritti acquisiti.

A tale scopo formuliamo una serie di domande le cui risposte (che ci auguriamo molto numerose) dovranno essere consegnate alla locale C.I. o ai nostri Redattori oppure inviate per posta alla Redazione (Via Barletta 11).

LE DOMANDE CHE PONIAMO

La C.I. rappresenta il più importante organismo unitario; ritieni che la sua azione possa essere rafforzata dalle elezioni a lista unica?

Ritieni utile il rinnovo annuale delle C.I. o propendi per le elezioni ogni 2 anni?

Quali proposte avresti da fare per migliorare l'attività e la funzionalità della tua CI.?

COSI' VOTANO i tranvieri

PREMESSA: Sono prossime le elezioni per il rinnovo" delle C.I. e in questa occasione riteniamo nostro dovere riportare il pensiero dei lavoratori su questo insostituibile organismo unitario al fine di rafforzarlo e rendere la sua azione sempre più efficace. Le domande poste ai lavoratori sono le seguenti:

P) DOMANDA: Ritieni che nel tuo deposito la C.I. ha fatto quanto era possibile per assolvere il mandato ricevuto?

2°) DOMANDA: Normalmente le elezioni per il rinnovo delle C.I. si tengono ogni due o tre anni anzichè ogni anno come prevede lo accordo. Ritieni positivo prolungare il loro mandato da uno a due anni come si propongono i sindacati?

3°) DOMANDA: Con le attuali C.I. si è ottenuto il distacco per il rappresentante della corrente ,intermedia. Dopo due anni di esperienza, ritieni che questo abbia migliorato l'attività dell'organi smo?

4') DOMANDA: Quali proposte o critiche tendenti a migliorare la attività della tua C.I. avresti intenzione di avanzare? quali per rafforzare l'autorità di questo organismo unitario?

Berna Luigi (operaio)

Risposta alla prima domanda. Per poter rispondere a questa domanda in modo obiettivo e scevro di preconcetti bisognerebbe conoscere a fondo il programma che la C.I. si era prefissa di svolgere.

Nonostante ciò, in alcuni particolari di mia conoscenza devo ammettere che il risultato non è soddisfacente in pieno. (vedi mensa, docce, spogliatoi, ambiente di lavoro ecc.).

Risposta alla seconda domanda.

Il rinnovo del mandato mediante elezioni delle C.I., ritengo debba essere fatto ogni anno, per non dire sei mesi, questo per permettere alla classe lavoratrice i cui interessi debbono essere salvaguardati pienamente dalle C.I., di provvedere con altre elezioni alla eventuale sostituzione delle suddette, senza dover subire per un periodo superiore ad un anno il soddisfacente svolgimento di lavoro della C.I. esistente.

Risposta alla terza domanda.

L'attività dell'organismo, sembra, almeno apparentemente non aver subito miglioramento alcuno.

Ottimo invece, riferendoci all'esperienza di questi due anni il servizio di commesso a mezza giornata, il che rappresenta notevoli vantaggi a favore del personale che altrimenti dovrebbe assentarsi dal lavoro con permessi senza paga o ferie.

Risposta alla quarta domanda.

Proposte: il personale di deposito ha bisogno di sentirsi appoggiato dalla sua C.I., perchè è da essa che le deve venire in ogni momento quell'appoggio che deve rappresentare una forza nei confronti di chi ci vorrebbe soggiogare.

Questo potrà avvenire con riunioni do stabilire al fine di portare a conoscenza il personale, dello svol• gimento dei compiti programmati, ascoltando anche il suo parere e discutendone le varie forme.

Tutto questo perchè di quanto si discute fra le parti interessate e cioè fra direzione e C.I. l'agente ne viene a sapere ben poco per non dire nulla. Non è sufficiente invitarci allo sciopero uniti e compatti, si deve essere consci di quello che si fa, in maniera piena, in modo tale da non sussistere nessun dubbio sulla esattezza dell'azione che si è chiamati a svolgere per rafforzare l'organismo; presentemente mi sembra tutt'altro che unitario.

Berna 4 Luigi Operio - Zara

GAGLIARDINI ORFEO (Segr.

Non è facile rispondere, non vorrei peccare di immodestia. Però posso dire che siamo adoperati con volontà e sacrificio per assolvere al mandato datoci dai lavoratori.

Ogni qualvolta vi è stata necessità dell'intervento della Commissione interna per l'applicazione dei contratti di categoria e degli altri accordi sindacali vi è stato un impegno fondamentale perchè esso rappresenta il compito principale di questo istituto.

Le CI hanno la funzione precisa di operare perchè sia data concreta attuazione sul piano aziendale, le regolamentazioni contrattuali stipulate dalle organizzazioni sindacali. il sindacato stipula le nornie che regolano il rapporto di lavoro e la CI vigilia perchè tali norme siano applicate. Logico che da parte dei membri delle CI vi deve essere l'impiego vigile e assiduo, sistematico, per costituire una remora alle violazioni contrattuali. Anche le minime infrazioni dei contratti e degli accordi sindacali debbono essere considerate dalle CI intollerabili, quindi debbono essere affrontate con decisione, anche con l'intervento diretto dei lavoratori, se occorre fino ad ripristino della completa legalità contrattuale in seno all'azienda.

Io sono del parere che l'accorao del rinnovo delle CI venga medificato e come minimo le elezioni si dovrebbero tenere ogni due anni.

Questo darebbe maggior garanzia ai membri di detto organismo di conoscere maggiormente le materie ad essa inerente e di riflesso la possibilità della formazione di quadri nuovi da collocare a responsabilità più qualificate in capo sindacale.

3". Certamente è un fatto positivo che il rappresentante di una corrente sindacale abbia maggior possibilità di Movimento e di Attività nell'organismo unitario. Però è necessario che esso non assuma posizione di rottura ma impègni unitari nell'interesse di tutti i lavoratori. Anche il corretto funzionamento della CI è un elemento che rafforza in sua efficacia, la sua attività.

L'esperienza insegna che dove la CI si riunisce mensilmente, dove i membri di CI operano collegialmente con una precisa divisione dei compiti, dove anche i compiti tra attività della CI (organismo unitario) e del sindacato, sono distinti, e ai membri di CI non si chiede di effettuare il tesserameto sindacale, la distribuzione della stampa, ecc. ecc., dove la CI mantiene uno stretto legame con le maestranze, da cui trae la forza necessaria per la sua attività, dove la CI riunisce periodipamente i lavoratori e li consulta, ogni volta che deve prendere posizione sui problemi importanti, la sua efficenza è di molto maggiore. Però devo sottolineare che oggi, è molto difficile praticare quanto sopra, vi sono delle profonde ragioni che però non posso esprimere pubblicamente ma in sede appropriata.

Il rafforzamento delle CI deriva

In tali casi dal suo evidente carattere unitario, dal fatto che i suoi membri non operano come rappresentanti delle varie organizzazioni sindacali, ma come rappresentanti di tutti i lavoratori.

4'. Anche a questa domanda non torna facile rispondere con obiettività, essa implica una certa conoscenza di molti problemi che sorgono quotidianamente. Oggi l'istituto della CI è tuttavia insidiato da alcuni pericoli (per esempio) la CISL cerca apertamente di ridurre l'attività delle CI per eliminare uno strumento unitario, anzi di rappresentanza unitaria, e per assorbire tali compiti o farli assorbire alla organizzazione sindacale. In tal modo la concorrenza sindacale investirebbe non soltanto la materia contrattuale, ma la vigilanza, indebolendo pertanto il potere che i lavoratori oggi esprimono con le CI come organo che esorbita dai propri compiti ed invade la sfera del sindacato, rendendo difficile la affermazione di quest'ultimo nel luogo di lavora_ Per concludere. Per rafforzare la autorità di questo organismo unitario è necessario operare su basi solide, ed i criteri fondamentali rimangono dunque gli stessi, i compiti

della CI sono sempre circoscritti nell'ambito di una attività rivolta ad assicurare l'applicazione delle leggi e dei contratti. Infine formulare proposte per il miglior andamento dei servizi aziendali, tendenti al perfezionamento dei metodi di laver°, onde conseguire un maggior rendimento ed una maggior produttività, vagliando e trasmettendo quelle ritenute utili, suggerite dai lavoratori.

Seg. CI Palmanova

CAVA LC A (operaio)

Risposta. — La commissione interna del nostro deposito, ha fatto quello che poteva fare; mi spiego: Non essendo in grado di decidere nessuna forma di dialogo, fuorchè quello che dice la' CIA si è limitata a fare di essa, la porta voce.

Risposta. — Ritengo utile che ogni anno vengano rinnovate le elezioni, anche perchè essendo la CI organo democratico si ha così modo di cambiare con forze nuove, se preparate al caso, o di dare maggiore fiducia agli uomini già in carica.

3" Risposta. — Ritengo giusto che anche la corrente intermedia, abbia i' suo rappresentante, « mezzo stac-

Democrazia

ceto » in quanto può in un clima di collaborazione • democratica, con maggior tempo aiutare il lavoro della commissione stessa. In relatà questo sarebbe il suo cgmpito, ma non v'è dubbio, che questi lavora per il suo sindacato, e quanto al miglioramento dello organismo mi risulta, che ci siamo alquanto fermati, perchè ultimamente troppo discordi sono stati tra di loro gli organi sindacali, e finchè non ci sarà piena unità di azione non vedremo questo miglioramento che noi tutti ci auspichiamo. 4' Risposta. — Dato che tutti siamo soggetti a critiche, parliamo piuttosto di una-proposta. In particolare si è parlato dei Comitati sindacali di Deposito (discusso nello ultimo convegno della CGIL) con funzioni di gettare le basi per arrivare ad una sezione sindacale, ebbene questo comitato sindacale di deposito, dovrebbe essere eletto democraticamente, da tutti gli iscritti, in questo modo gli iscritti darebbero piena fiducia a questi uomini, che hanno compiti anche di rafforzare la stessa Commissione interna inquanto, sarebbero i quadri nuovi investiti di quella autorità neccessaria, ed al livello di discutere i problemi di questo o quel deposito con i dirigenti. Ma questo è un discorso complesso, che è ancora in fase di studio, e perciò non mancano i prò e i contro, e saremo noi operai con la nostra forza che decideremo gli sviluppi futuri, se questi saranno a pari tempo spiegati a dovere.

All'ATM esiste il gruppo aziendale D.C. diretto dal sig. Chiello. Su questo nulla di male, anzi, noi riconosciamo per primi il diritto dei lavoratori ad argonizzarsi politicamente ed avere (come gruppo) cittadinan za nell'ATM.

E' noto che il Partito Democrati• co si autodefinisce « partito guida » della vita nazionale e, in quanto tale, la sua azione dovrebbe essere di esempio agli altri Partiti e a tutti i democratici italiani. Nella realtà spesso si predica bene ma si finisce col razzolar male; questo è quanto accade nel GAD-ATM.

Leggendo un articolo apparso sul « Popolo Lombardo » organo della D.C., relativo ad una riunione del GAD-ATM si possono trarre qua e là espressioni od ammissioni non certo ortodosse che fanno pensare che questa formazione aziendale più che « un partito guida » sia un'insieme di uomini sensibili esclusivamente ai propri problemi personali. E, dato che di questo gruppo fanno parte alcuni fra i massimi responsabili dell'Azienda, non è del tutto errato pensare ad essi come ad una sorta di sotto-governo che agisce per propri fini politici e ancor più persa nali.

Ma esaminiamo queste affermazioni riportate dal « Popolo Lombardo »: Anzi esortano gli iscritti a stringersi uniti intorno a loro affinchè la loro azione acquisti maggior incisività operativa, non solo, ma si sentano anche confortati dall'effetto e dalla stima di tutti gli amici democristiani dell'ATM "per i quali, in questo ultimo scorcio di amministrazione, si è fatto pur qualcosa e per i quali si farà ancora di più — ha affermato Garibaldi.

Noi non intendiamo sapere dal prof. Garibaldi cosa ha fatto per i democristiani poichè è chiaro che, per aver permesso il suo Partito di pubblicare certe frasi, quello di agevolare i democristiani (e non lo si può fare che a scapito degli altri lavoratori) è un metodo tanto incarnato da non suscitare nessuna riprovazione.

L'atmosfera si è fatta ancor più familiare allorchè l'ing. Ferzetti, capo del personale, (prosegue il Popolo Lombardo) ha intrattenuto i convenuti sul diritto di cittadinanza che anche i democristiani devono avere nell'interno dell'azienda per non essere tenuti in disparte.

« Lo speciale riconoscimento che,

CAVALCA Operaio Zara per bocca del dott. Garibaldi, mi vuoi rivolgere la Commissione amministratrice, non mi farà perdere il senso della realtà, e mentre mi confonde per l'i-tirria soddisfazione che mi arreca, mi preoccupa per la grande responsabilità che mi fa assumere ».

Secondo come riparta testualmente detto giornale, l'ing. Ferzetti, dopo essersi atteggiato a moralizzatore nei confronti dei Sindacati che vogliono sovvertire ogni regola con il Regolamento Promozioni, così conclude:

« Noi proseguiremo per la nostra strada con volontà inflessibile e con senso del dovere affinchè i meritevoli trovino piena cittadinanza all'interno dell'azienda Q.

A questo punto ci sia permesso di ritornare nella realtà aziendale per esaminare se quanto è affermato dal « Popolo Lombardo » corrisponde a verità.

In particolare da qualche anno si assiste ad una lunga serie di fatti che dimostrano come la discriminazione esiste ed essa ha assunto via via un determinante colore politico che -ci richiama agli anni del fascismo.

Non si può certo dimenticare che mentre si sottopongono ad esami gli agenti che, per malattia, vengono messi a far le funzioni di alunno d'ordine ( e ciò è giusto) il sig. Chiello ha potuto passare da persa nale viaggiante ad impiegato senza alcun concorso.

Che dire del terremoto che ha scosso l'uff. Personale ove, senza alcuna apparente ragione, sono stati allontanati numerosi funzionari?

Ma questa lista potrebbe essere ancora più lunga (e tediosa) ci limiteremo perciò all'ultimo reecnte caso: al trasferimento dell'autista Carnevali.

Da oltre vent'anni questo lavoratore era addetto al camion delle mense riscuotendo la stima dei suoi superiori; di punto in bianco lo si trasferisce per mettere al suo posto un manovale con neppure due anni di anzianità.

Questi episodi che tutti noi conosciamo e deprechiamo, ben si collegano alle dichiarazioni del prof. Garibaldi ed è proprio per questo stato di cose che noi auspichiamo che al più presto si concluda il Regolamento Promozioni per .mettere almeno un freno alle pretese ed al potere del sottogoverno D.C. all'ATM.

A MAGGIO LE ELEZIONI
Le nostre inchieste - 7 VOCI DICLL'A.T.ht.
ELEZIONI Ci. (30-11-62) Voti Eletti % CGIL 7.871 103 68,23 CISL 2.442 37 21,17 UIL 795 6 6,89 SAMA 331 103 68,23 Votanti 12.128 su 13.134 iscritti
partecipa in modo attivo alle elezioni della tua C.I.
RISULTATI
Lavoratore
?
e no Gruppo Aziendale Democristiano sottogoverno nell'A.T.M.

Come dal comunicato C.R.A.L. apparso in tutti i depositi avete potuto constatare l'iniziativa che Io stesso sostiene, invitando tutti i lavoratori aa aaerire al Circolo-CulturaleArtistico; organismo ua recente costituito grazie allo interessamento uei lavoratori sostenuti aal vice Yresiaente uei irsiagio coionioRico.

in ciò, appare evidente l'apporto sempre maggiore aei lavoratore all'avanguardia con ie sue conquiste dimostrando maturità e coscienza nelle sue azioni.

scopi ben precisi si prefigge il Circoio-Cuituraie-Artistico; abbracciando ogni forma ai arte: Pittorica, totograhca, Cmeamatonca e Poetica espressione dell'uomo che manifesta la propria personalità. sono questi problemi che interessano il lavoratore poichè esso è un « Uomo » facente parte della sodeta, non solo nella misura in cui contribuisce con la sua prestazione quotidiana, ma sente ancne di recitare anche lui la parte in seno alla societa.

Il lavoratore consapevole di questa ormai acquisita maturità cerca di ampliare la propria cultura percnè sa che cosi facendo alimenta maggiormente la sua intelligenza; ed e una realtà questa: logica ed umana, poichè esso l'occupazione che giornalmente sviluppa, limitato solo al lavoro non fà altro che diventare una macchina, fossilizzando la propria intelligenza che è insita nell'uomo facendolo diventare tanto ignorante e privo di personalità, quanto è possibile ad una creatura umana diventarlo.

L'uniformità della vita stazionaria corrompe e degrada l'attività del corpo inasprendo sempre più i lati migliori del suo carattere.

Si invita a sentire l'importanza di questa iniziativa alla quale si auspica un ingrossamento della fila dei partecipanti.

Già qualche assemblea è stata tenuta, ognuno ha fatto il suo intervento ed ha dimostrato quanta maturità e personalità alberga in loro.

Così facendo il lavoratore riuscirà a superare quello stadio di conformismo che l'individuo ha acquistato è per tradizione e parche attirato nel vertice di una vita la cui struttura mantiene il lavoratore in un cerchio chiuso ed oscurantistico.

L'interessarsi a qual cosa insegna al lavoratore a sviluppare il senso di pionierismo collettivo di cui tanto la classe ha bisogno, cercando di sciogliere i nodi di questa matassa conformistica, l'uomo lavoratore costruirà le basi per una nuova società che nulla ha da spartire con quelle forme di borghesia ormai superate. .

Sono questi anche dei doveri a cui l'uomo non dovrebbe voltare le spalle per non andarle contro se stesso.

Oggi in maggior numero è il nucleo dei pittori i quali avranno tutti gli strumenti in loro potere per potere operare in forma veramente interessante.

Logicamente in mezzo a quelli bravi vi sono i meno bravi; il tempo libero e quella forma di collaborazione darà agio ad apprendere a chi vuole sviluppare ciò che è la vera espressione dell'uomo.

IMPORTANTE

Come già più volte preannunciato entro la prima decade di aprile sarà messo in circolazione il volume giuridico - sindacale del comp. Monosillo Bruno sul rapporto di la• voro degli autoferrotranvieri. L'opera, di circa 600 pagine costa L.2000 e si può pagare anche in 4 rate mensili di L. 500. Rivolgersi alla Redazione.

Teatro popolare per

« Essere periferia » significa ancora vivere ai margini della grande città non soltanto fisicamente, ma anche e soprattutto come possibilità di consumo che l'agglomerato urbano, nel suo centro, offre.

Uno dei prezzi per vincere la tipica posizione della cittadinanza periferica, quella, cioè, dell'isolamento, è il costituirsi di una vita collettiva locale. Essa fornisce già attorno alle cooperative, nei circoli, nelle sedi dei partiti, là dove la gente si trova, comunica, e spesso rivendica.

Quali possono essere gli stimoli perchè si stabilisca una realtà di rinvenibili sul posto, quando, ad equesto genere? Essi possono essere sempio, la piccola collettività periferica senta la necessità di una scuola, di una biblioteca, e allora dall'incontro delle rivendicazioni cali viene fuori la richiesta cittadina, politica, che impegna i consiglieri comunali della zona, i partiti, le associazioni, ecc. Oppure essi possono essere rinvenibili nel corpo stesso della città, come qualcosa all'usufrutto della quale si voglia partecipare. Per restare sul piano che qui ci interessa, della cultura, prendiamo, per esempio, il teatro. Da anni ormai il teatro è andato a cercarsi gli spettatori « a gruppi »: ma erano, solitamente, gruppi di dipendenti di una stessa azienda, di soci dello stesso circolo culturale. Nella necessità di estendere la propria forza di penetrazione, per a-

PROGRAMMA: SABATO 17 APRILE

LUOGHI DI RITROVO:

P.zza Castello - sede Autostra-

ore

dale 6.10

Porta Romana - sede Circolo Ricreativo A T M 6.20

P.za Corvetto - U.P.I.M. 6.30

Partenza per l'autostrada del Sole

(Piacenza - Fidenza indi Fornovo passo della Cisa - Pontremoli)

Arrivo a Lerici - colazione in ristorante

Proseguimento del viaggio per Marina di Massa, Viareggio, Torre del Lago, Pisa Nel tardo pomeriggio arrivo a LIVORNO - sistemazione in albergo, sena, pernottamento

DOMENICA 18 APRILE

Partenza da Livorno in aliscafo per Portoferrario, Isola d'Elba

Giro turistico dell'Isola con guida - colazione in ristorante a Marciana Marina

Rientro in serata a Livorno, cena, pernottamento

LUNEDI' 19 APRILE

Dopo la P colazione partenza in pulman per Pisa, Sosta per la visita del Duomo e della Torre Pendente, Proseguimento per Firenze, Pontassieve, colazione in ristorante.

Rientro a Firenze e tempo libero in città

Partenza da FIRENZE, via autostrada del sole, e arrivo a MILANO verso le ore 21.00

Dipendenti

QUOTE:

Famigliari a carico

Aggregati

L. 17.500

L. 19.500

L. 23.000

Il prezzo comprende: Viaggio in pulman da MILANO a MILANO; passaggio in aliscafo riservato da LIVORNO all'Isola -d'Elba e ritorno; giro dell'Isola d'ELBA in pulman riservato con guida turistica; vitto e alloggio a LIVORNO all'Hotel ASTORIA (1' cat.) con sistemazione in camere a 2-3 letti con bagno o doccia, seconde colazioni in ristorante a LERICI - MARCIANA

vincere l'isolamento culturale della periferia

dempiere ai suoi compiti di cultura e di divertimento altamente civile, il teatro ha bisogno, ora, della periferia; così come, ora, la periferia (con quella sua popolazione così sterogenea che vuole più essere isolata) ha bisogno del teatro.

Costituita la sezione tecnico - culturale

Si porta a conoscenza dei dipendenti dell'ATM che è stata costituita la Sezione « TECNNICO CULTURALE » comprendente le varie attività quali:

PITTURA - SCULTURA - CINE-FOTO

LETTERATURA - TEATRO - ETC.

Le iscrizioni si ricevono presso la Segreteria del Circolo Ricreativo ATM P.le Medaglie D'Oro n. 2 — o presso i responsabili del Comitato Tecnico Sigg.:

CASADIO Mario, Deposito Palmanova; BIANCHI Mario, Deposito Palmanova; MEINARDI Livio, Deposito Zaza; BISCARDI Tommaso Deposito Ticinese ; PONTIN Ireneo, Deposito Palmanova ; TANZI Alessandro, Deposito Novara.

Il Vice Presidente

Quando il « Piccolo Teatro », come ha fatto quest'anno, lancia la sua nuova politica di teatro popolare, mettendo a disposizione, sera per sera, duemila posti (al Lirico in Via Rovello) a prezzi assai bassi, non può non calcolare sulla frequentazione del pubblico periferico. Di un pubblico nuovo, di gente che, spesso, non è mai stata a teatro, quale è appunto quello che si trova alla periferia della città. E se l'accostarsi al teatro, per questo nuovo tipo di spettatore, a problemi di orari, da mancanza di abitudine cioè da ragioni di costume, tutto questo può e deve essere superato.

Potranno essere — come sta già avvenendo in varie parti — istituiti speciali servizi notturni o domenicali per trasporti; potranno essere concordate facilitazioni che mettono a proprio agio questi cittadini, che il teatro (rivelando ancora una volta, anche qui, la sua funzione progressiva) recupera alla vita del centro della città.

La costituzione dei gruppi (di rione, di via, di caseggiato) per l'esercizio di questo diritto, cioè del « servizio pubblico — teatro », può essere estremamente elastica e labile, oppure potrà dar vita a nuove comunità, che potranno estendere le ragioni della loro costituzione dal teatro ad altre manifestazioni della cultura e dell'arte offrendosi così nuovi modi, più intelligenti, meno solitari ed evasivi, di occupare il proprio tempo libero.

MARINA PONTASSIEVE. Nei pa- sti principali sarà compreso Y4 di vino a testa.

Le iscrizioni si ricevono presso la Segreteria del Circolo Ricreativo ATM e presso i Rappresentanti di Deposito dal giorno 22 Marzo e si chiuderanno il 9 Aprile salvo esaurimento anticipato dei posti disponibili.

Ogni iscrizione dovrà essere accompagnata da un acconto di L. 5.000 a persona; la differenza, a richiesta, potrà essere trattenuta ratealmente sulle competenze.

4 APRILE S. MORITZ (SVIZZERA)

PROGRAMMA:

Partenza da Milano 5.45

Per Vimercate - Lecco - Chiavenna Passo Maloia - Silvaplana ore Arrivo a S. Moritz 10.00

Tempo libero a disposizione

RITORNO:

Partenza da S. Moritz (Piazzale dei pulman) 17.30 Arrivo a Milano 22.00

QUOTE:

Dipendenti L. 700

Famigliari a carico L. 1.100

Aggregati L. 1.600

Il prezzo comprende il viaggio andata e ritorno in pulman I figli dei dipendenti, fino all'eta di dieci anni, non pagano

Tutti i partecipanti dovranno essere in possesso del passaporto individuale o della carta d'identità con il lasciapassare per la Svizzera.

Secondo il numero dei partecipanti, potrà essere formato un pulman per la stazione della funivia del Corvatsch.

Le iscrizioni si ricevono presso la Segreteria del Circolo Ricreativo ATM e presso i Rappresentanti di Deposito dal giorno 15 Marzo e si chiuderanno il 1° Aprile salvo esaurimento dei posti disponibili.

11 APRILE Lago di Garda

Con fermate a richiesta a:

PESCHIERA - BARDOLINO - MALCESINE

Il Comitato Tecnico della Sezione Pesca ATM del Circolo Ricreativo ATM organizza per Domenica 11 aprile una gita sul lago di GARDA e sul fiume MINCIO

PROGRAMMA - PARTENZA

Rimessa Baggio Piazzale Baracca 4.00 4.10

Piazzale Cantore 4.17

Pia zza le Piola 4.40

Piarzale Loreto 4.45

Piazzale Macciachini 4.50

Viale Certosa 4.55

Indi autostrada per BRESCIA

RITORNO ore 16.45 17.00 20.00

ritrovo a MALCESINE

partenza per Milano arrivo a P.ta Romana

QUOTE:

Dipendenti L. 700

Famigliari a carico L. 900

Aggregati L. 1200

Le iscrizioni si ricevono presso gli uffici del C.R. ATM P.le Medaglie d'Oro, 2 - tel. 541.835 sino all'esaurimento dei 46 posti disponibili. Il Comitato Tecnico

'<)r TEMP LIBER Venerdì 12 febbraio Concorso piccoli cantanti
8 VOCI DELL•A.T.M IL LAVORA SUO TEMP TORE E IL O LIBERO Le gite del Circolo 17-18-19 APRILE Pasqua all'isola' d'Elba
Walter Marcheselli premia la figlia del dipendente Aldo Savoia Tempo libero e cultura
ore
Porta Ticinese 420 Porta Romana 425 pia77ale Corvetto 4.30
Piazzale Cuoco 4.33
Rimessa Vittoria 4.35

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