NUOVA SERIE - N. 9 -SETTEMBRE 1979
L. 300
MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA
I TRASPORTI PUBBLICI
in 40 miliardi per viaggiare questo numero a Milano La crisi energetica
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Scuola, quale trasformazione? La scuola privata è un'alternativa?
CwE pebiliEng ((,/ Scene di vita di quartiere Piazza Zavattari si ai semafori ma quando?
Le manutenzioni nella zona
Cosa prevede il piano comunale per la Zona 19? - Non basta progettare le linee di forza - Occorre porre allo studio la viabilità ed i trasporti all'interno della zona Quaranta miliardi di lire sono previsti come spesa dal piano comunale dei trasporti per le linee di forza, di cui due servono la nostra zona: la linea tramviaria n. 15, che la percorre da piazza Axum a piazza Brescia. e le linee filoviarie 90 e 91, che la percorrono da piazza Brescia a piazzale Stuparich. Si tratta di una cifra certamente ragguardevole, ma si deve osservare che essa corrisponde, poco meno, al costo di costruzione di un paio di chilometri di tratto urbano di una linea metropolitana. È quanto è stato sottolineato in una seduta del Consiglio di Zona dedicata appunto all'esame del piano comunale dei trasporti, aperta da una relazione della commissione pianificazione territoriale, letta ed illustrata dal consigliere repubblicano ing. Malusardi, e nel corso della quale hanno preso la parola il presidente Danilo Pasquini, i consiglieri comunisti Zaccaria, il democristiano Casini, il liberale Paoletti ed il demoproletario Porcari. È stata forse la prima volta che il nostro Consiglio di Zona ha discusso in tema di trasporti interessanti proposte sulle avanzate dall'amministrazione comunale, di fronte alle quali, come ha sottolineato il consigliere Grandi, spetta ora all'organismo del decentramento politico - amministrativo formularne ed avanzarne altre a complemento in materia di viabilità e di trasporti all'interno della zona. LINEE PROTETTE Il progetto comunale prevede, tra l'altro, per quanto di riferisce alla nostra zona, la prote-
zione della linea n. 15, nel tratto fra piazzale Segesta e piazza Axum. mediante transenne metalliche. che. come ha suggerito il democristiano Casini, potrebbero venire sostituite da siepi, con il doppio vantaggio di darci un po' più di verde e di non fare assumere alla città quell'aspetto di "lager", che, ha detto il consigliere Porcari. essa verrebbe ad assumere con transenne e catenelle. Per quanto si riferisce alle liSegue a pag. 2
La clinica S. Siro resta aperta Gli impegni per migliorare il servizio e il suo rapporto con il territorio Con una serie di incontri, avvenuti nel giugno scorso, tra la proprietà della Casa di Cura San Siro, la Federazione Lavoratori Ospedalieri (CGIL - CISL UIL), il Consiglio dei delegati dei lavoratori, con l'intervento dell'Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia e il Presidente della Zona 19, sono stati firmati fra le parti gli accordi che hanno risolto positivamente i vari problemi che erano aperti da due anni, evitando così la chiusura della Casa di Cura S. Siro. In base a questi accordi la proprietà ha perciò revocato il pre-
cedente stato di liquidazione della clinica e i relativi licenziamenti dei dipendenti. Queste prime misure hanno consentito di ripristinare, dal luglio scorso, la normale attività di ricovero e di assistenza degli ammalati. Nei verbali d'accordo è detto infatti che le parti hanno inteso chiudere "definitivamente la vicenda del recente passato per orientare il loro impegno al futuro della Casa di Cura che, in uno spirito di reciproca collaborazione, dovrà essere inserita sempre più positivamente nella realtà Sanitaria del territorio,
Al Consiglio di Zona
Consiglieri in ferie seduta a vuoto Andata a vuoto, per mancanza del numero legale, la seduta del Consiglio di Zona 19 che avrebbe dovuto aver luogo il 19 luglio scorso e che avrebbe dovuto essere l'ultima prima della pausa d'agosto. Venti consiglieri, su un totale di trentadue, hanno disertato l'aula. Non conosciamo il motivo di tali assenze, ma il fatto che se ne siano registrate tante tutte nella stessa sera ed in tempo di ferie ci fa sorgere il dubbio che almeno una parte degli assenti abbia preferito le vacanze ai lavori del Consiglio. Intendiamoci: non saremo certamente noi a negare a dei lavoratori il diritto alle ferie ed in primo luogo ai consiglieri di zona, che hanno scelto volontariaristicamente, senza alcuna contropartita, di sacrificare il loro tempo libero per questo impegno di democrazia di base; ma, lo confessiamo, il solo pensiero che sia pur uno
soltanto di essi possa aver trascurato tale impegno civile preferendogli le ferie ci riempie di profonda delusione e tristezza. Certo, dobbiamo dirlo, è la prima volta da quando l'attuale Consiglio di zona si è insediato nel luglio del 1978 che un caso del genere si verifica, ma questo, a nostro avviso, non riduce la gravità del fatto che i molti cittadini che si erano presentati la sera del 19 luglio in Consiglio abbiano dovuto andarsene delusi; dopo essersi sentiti dire dal presidente che a causa della mancanza del numero legale la seduta non era valida e l'esame dei loro problemi, anche se impellenti, doveva essere rinviato alla prima seduta di settembre. E se qualcuno di tali problemi non potesse aspettare settembre? Settembre è ormai vicino all'inverno e con l'inverno molti problemi si aggra-
vano. Non ha pensato a questo chi ha fatto invalidare la seduta disertandola? Ai consiglieri che erano assenti vogliamo rivolgere una domanda: più volte abbiamo sentito lamentare (e noi stessi abbiamo lamentato), la scarsa partecipazione dei cittadini ai lavori del Consiglio di Zona; ritengono che il loro comportamento del 19 luglio possa stimolarla?
nell'interesse dei malati e della cittadinanza realizzando concreti miglioramenti nell'assistenza dei Degenti". Una delle ragioni di fondo che aveva comportato il pericolo di chiusura della S. Siro, e a situazioni molto difficili in altre Case di cura private, era rappresentata dalla pesante situazione economica; dovuta anche ai lunghi ritardi della Regione Lombardia nell'applicazione della legge del 1975, la quale prevede appunto l'obbligo delle regioni a stabilire convenzioni sanitarie con le case di cura private, in base a criteri fissati dalla stessa legge. Questi ritardi hanno accentuato il caos ospedaliero più generale, il quale com'è noto ha molteplici motivazioni, e hanno quindi favorito un irrazionale utilizzo delle stesse strutture sanitarie sul territorio. Soltanto di recente la Regione Lombardia ha finalmente avviato la stipula di queste prime convenzioni sanitarie. Negli accordi per la S. Siro, infatti, la proprietà si era impegnata in sede regionale "a sottoscrivere la convenzione che la Regione Lombardia sottoporrà Segue a pag. 2
LA GIUNTA DI SINISTRA A MILANO DAL 1975 AL 1979 Nostra intervista a Maurizio Mottini pagina 3