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Milano 19(27)

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NUOVA SERIE - N. 10 - OTTOBRE 1979

L. 300

MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA

Mancano soltanto gli allacciamenti

in questo Da Gennaio numero il metrò al Gallaratese Il P.P.A. al Gallaratese

Funziona lo I.A.C.P. ? Figino trasporti viabilità ecologia

Portieri: vietato ammalarsi Energia solare a S. Siro Intervista a Guccini

Pressochè ultimato il tratto QT 8 - S. Leonardo. Entro due anni l'ultimo tratto fino a Molino Dorino. Disagio per gli utenti per la temporanea chiusura della stazione del QT 8. Era proprio necessario chiuderla? Ormai sembra certo. A gennaio avremo il metrò al Gallaratese. Viene così mantenuta la scadenza che nella primavera scorsa ci aveva indicato il vice sindaco ed assessore ai trasporti del Comune di Milano Vittorio Korach (vedi Milano 19 n. 6 del giugno 1979). Il nuovo tratto. lungo tre chilometri e 300 metri, prolungherà la linea dall'attuale capolinea al QT8 fino al quartiere S. Leonardo, con tre stazioni intermedie (a Lampugnano, dove è previsto un parcheggio per 1600 auto, in via Uruguay ed in piazza Bonola) e, secondo le previsioni, dovrebbe portare ad un aumento annuo degli utenti della linea 1 (Linea Rossa) di circa tre milioni di passeggeri. Numero destinato ad aumentare ulteriormente allorchè, entro un paio di anni, entrerà in funzione l'ultimo tratto di 856 metri da S. Leonardo a Molino Dorino, al confine del territorio comunale. Si viene così a realizzare un servizio da lunghi anni atteso dagli abitanti del quartiere fino ad oggi costretti ogni giorno, per raggiungere il loro posto di lavoro o comunque per recarsi in qualsiasi altro punto della città, a pigiarsi nelle affollate e scarsamente frequenti vetture degli autobus 68 e 71 o ad usare l'auto, assogettandosi, specie nelle ore di punta, a lunghe ed estenuanti code ed affrontando nei mesi invernali i rischi ed i disagi di viaggiare sulla neve, di slittare sul ghiaccio, di brancolare nella nebbia. I lavori per il tratto che entrerà in funzione il prossimo gennaio sono pressochè ultimati, ma mancano ancora gli allacciamenti con la stazione QT 8, che dal 17 settembre è chiusa al pubblico per consentire, ci è stato detto, l'esecuzione dei lavori di collegamento dei binari e degli impianti elettrici e per il completamento delle strutture necessarie. Si prospetta così per i circa diecimila utenti giornalieri di questa stazione un periodo di disagio che certamente non sarà inferiore a tre mesi. È ben vero che l'ATM proprio per ridurre tali disagi ha predisposto il potenziamento delle linee automobilistiche 68 e 71 aumentando le vetture in servizio rispettivamente da 22 a 27 e da 23 a 29; ma non possiamo mancare di chiederci se tale provvedimento sarà sufficiente e se il traffico di superficie in entrata ed in uscita dal quartiere non ne risulterà talmente congestionato da rischiare il blocco.

Se ben ricordiamo allorchè si fece l'allacciamento del tratto di metrò da piazzale Lotto al QT 8 la stazione di piazzale Lotto non venne chiusa al pubblico o quanto meno non lo venne per un così lungo periodo di tempo. Perchè ora è necessario chiudere quella del QT 8? Non si potevano trovare altre soluzioni tecniche meno disagevoli per gli utenti? Sono domande che gli abitanti della zona si pongono e cui speriamo che i tecnici della MM diano quanto prima delle risposte chiare e precise.

Sul "fronte" delta casa

L'ex Cinema Alpi

Respingere il ricatto della proprietà

Anche a S. Siro uno "Studio 54"?

Sul fronte della casa agli annosi problemi da tempo esistenti nella Zona 19 (via Pinerolo, via Gianicolo - Paravia, via Rembrandt e cascina Cottica) se ne aggiungono altri non meno drammatici quali gli sfratti, le vendite frazionate e l'impossibilità di trovare un alloggio in affitto. Si tratta di una situazione esplosiva che riflette quella generale di tutta la città. Come affrontarla? Come affrontare l'offensiva della proprietà contro la legge dell'equo canone? Come sbloccare il mercato degli alloggi? Per dare uno sbocco positivo al problema i parlamentari comunisti hanno presentato al Senato ed alla Camera una mozione chiedendo la proroga degli sfratti ed una serie di misure urgenti da adottare. Da parte sua l'Amministrazione di sinistra del Comune di Milano è impegnata nella costruzione di case popolari e nel recupero di edilizia degradata avviando un piano che prevede di poter disporre, in un ragionevole periodo di tempo, di circa 12 mila alloggi.

Allora è vero. Le voci che da mesi circolavano nel quartiere erano fondate. Si vuole trasformare in discoteca, e non in autorimessa come era stato detto in un primo tempo, l'ex Cinema Alpi, in via Riccarelli, a S. Siro, l'unica sala cinematografica (se si escludono quelle parrocchiali) che esisteva in tutta la Zona 19 e che è stata chiusa nel marzo del 1978. Intendiamoci subito. Non si tratterebbe di una delle vecchie, care balere di tipo nostrano; ma di una cosa fatta in grande, di un tempio del consumismo, del gigantismo, della musica assordante e della pacchianeria "made in USA", che verrebbe costruito per la gioia dei "travoltini" nostrani. Il progetto sarebbe già pronto segue a pag. 2

a pagina 3

Riprendono i lavori del Consiglio di Zona

Il problema non è la fermata sotto casa Bilanci 1979 e 1980, manutenzioni al S. Leonardo, scuola e trasporti all'ordine del giorno dei lavori delle prime sedute autunnali Ripresa autunnale densa di impegni politicamente qualificanti per il Consiglio di Zona 19, che ha posto all'ordine del giorno delle sue sedute dei mesi di settembre e ottobre la prima stesura del bilancio preventivo per il 1980 e la verifica di quello del 1979, la questione delle manutenzioni al quartiere S. Leonardo, la situazione scolastica e le manutenzioni delle scuole,

nonchè ii problema dei trasporti nella nostra zona in relazione ai trasporti cittadini e dell'hinterland. Si tratta, a nostro giudizio, di un programma di lavoro impegnativo e qualificante, la cui discussione dovrebbe coinvolgere tutti i cittadini della zona, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, gli organi collegiali

della scuola e tutti gli organismi di base e di democrazia decentrata, perchè ciascuno possa portare il suo contributo di idee e di iniziative ad un dibattito, il più ampio possibile, da cui il Consiglio di Zona possa trarre valide indicazioni per operare scelte e stabilire priorità precise, che tengano conto delle reali necessità della zona. segue a pag. 2


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