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Milano 19(42)

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ANNO V - N. 5 - Maggio 1981

L. 300

MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA

CON IL NUOVO DECRETO SULLE FINANZE LOCALI

in questo numero TREMO: UNO SCIOPERO DI 80 ANNI FA'

Scuole:

RIORDINARE I BACINI D'UTENZA

CONSULTORIO: QUALE FUTURO? TUTTO SUI REFERENDUM I PORTICI DEL SAN LEONARDO IL LURA TORNERA' PULITO?

S. SIRO

INQUINAMENTO DA DISCOTECA

Tagli governativi al bilancio di zona Si prevedono sensibili riduzioni delle disponibilità finanziarie del decentramento per l'anno in corso e per quelli che verranno. Anche il bilancio del 1980 rischia di essere azzerato. Le previsioni più pessimistiche formulate nel corso del dibattito sul bilancio di zona per il triennio 1981 - 82 - 83 (su cui abbiamo riferito nel nostro numero di marzo scorso), pare si stanno puntualmente avverando. Il governo il primo marzo ha presentato un nuovo decreto sulle finanze locali (in sostituzione di quello che aveva presentato in gennaio e poi aveva lasciato decadere), che prevede sensibili tagli nell'assegnazione di disponibilità finanziarie alle amministrazioni comunali, provinciali e regionali. Si parla di riduzioni che dovrebbero aggirarsi attorno ai due terzi, in valore nominale e quindi molto maggiore visto l'alto tasso di inflazione, rispetto alle somme assegnate nel 1980 e che vengono motivate con due necessità: la prima quella di concentrare un maggior sforzo finanziario nella ricostruzione

delle zone terremotate e su questo ci possiamo trovare d'accordo a patto che le somme distratte alle finanze locali vengano effettivamente e prontamente impiegate nell'opera di ricostruzione, non soltanto edilizia, ma anche economica, e che non vengano depistate o tenute nel cassetto come più volte è accaduto in passato. La seconda motivazione è quella della necessità di limitare le spese per contenere l'inflazione ed anche su questo punto potremmo essere d'accordo se non riscontrassimo una palese contraddizione in un'altra indicazione data dal governo centrale agli Enti locali; quella di accrescere le loro entrate aumentando le tariffe della Nettezza Urbana, delle fognature, dei trasporti pubblici ed imponendo un sovrapprezzo di 10 lire per ogni kilowatt di energia elettrica consumato. C'è da chiedersi co-

VIA PINEROLO:

SIGNIFICATIVA VITTORIA DEL S.U.N.I.A.

CHE SIA LA VOLTA BUONA?

Ridotto il prezzo del riscaldamento

Nella seduta consiliare del 3 aprile scorso il presidente del Consiglio di Zona 19 ha dato notizia che il giorno prima era stato aggiudicato l'appalto per l'esecuzione di lavori, da tempo progettati, per la ristrutturazione delle palazzine fatiscenti di via Pinerolo 40, a San Siro, di cui abbiamo avuto più volte occasione di occuparci. I lavori, a quanto si è appreso, dovrebbero avere inizio entro un mese dall'aggiudicazione dell'appalto. Un grave problema di abitabilità sembra così avviarsi finalmente verso quella soluzione per la quale gli abitanti delle palazzine, con l'appoggio dei partiti democratici, si sono battuti per dodici anni in una lunga lotta, che sembra ora coronarsi di successo. Sembra che ormai tutti gli ostacoli, anche burocratici, che si erano sin qui frapposti all'attuazione del piano di ristrutturazione siano finalmente caduti e ci auguriamo sinceramente che altri, magari imprevisti, non ne sorgano ancora ad ostacolare od a ritardare l'inizio e l'esecuzione dei laori. Speriamo veramente che questa sia la volta buona, ma, resi scettici da delusioni passate, aspettiamo a rallegrarci della notizia. Lo faremo quando i lavori saranno alfine completati, quando l'ultimo colpo di cazzuola sarà dato.

A seguito delle richieste avanzate dal S.U.N.I.A. (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini Assegnatari), appoggiate dalla lotta degli inquilini, per una verifica dei prezzi del riscaldamento lo I.A.C.P. (Istituto Autonomo Case Popolari) di Milano si è visto costretto ad una revisione dei costi. Agli inizi dello scorso inverno lo I.A.C.P. (come abbiamo avuto occasione di riferire a quell'epoca) aveva aumentato con una decisione unilaterale, il prezzo del riscaldamento di 2.000 lire al metro quadrato, portandolo da 4.500 a 6.500, con un aumento quindi di circa il 44,45 per cento. Tale aumento aveva suscitato, da parte degli inquilini, giustificate proteste, di cui si è fatto

Il punto

me si possa combattere l'inflazione aumentando i prezzi amministrati, il cui maggior costo, come già è capitato in passato causerebbe un ulteriore aumento degli altri prezzi (e di conseguenza un ulteriore svalutazione della lira e del suo potere d'acquisto), non chè un sempre più crescente diffondersi di un senso di sfiducia proprio in un momento come questo in cui la prima condizione per uscire in positivo dalla crisi è ridare fiducia alla gente. Lasciando da parte queste considerazioni e tornando sul piano concreto è indubbio che il taglio governativo alle finanze degli Enti locali avrà ripercussioni negative anche sui bilanci di zona. Difatti se l'amministrazione comunale disporrà di meno soldi sarà costretta ad assegnarne meno alle zone. Da ciò segue in ultima

interprete il S.U.N.I.A., che ha chiesto ed ottenuto una verifica dei costi obbligando di conseguenza lo I.A.C.P. a ridurre di 500 lire il prezzo già preventivato per l'inverno 1980 - 81. Ancora una volta è stato così dimostrato che l'unità nella lotta tra inquilini e sindacato è una carta vincente anche se, come il S.U.N.I.A. ha tenuto a sottolineare, la vertenza continua, in forme che saranno precisate, per definire i costi dei consuntivi degli anni 1977 - 78, 1978 - 79 e 1979 - 80. Inoltre il S.U.N.I.A. vuole che lo I.A.C.P. presenti agli inquilini i consuntivi anno per anno, onde evitare accumuli, che pesano economicamente sull'inquilinato e che sfuggono al controllo.

FERMA RICHIESTA DEGLI ABITANTI DI S. SIRO

Chiudere la discoteca Gli abitanti di S. Siro continuano nella loro lotta per ottenere la chiusura della discoteca di via Ricciarelli (ex Cinema Alpi), che da oltre tre mesi crea gravi problemi e disagi nel quartiere. Per meglio coordinare i loro sforzi hanno costituito, come già abbiamo riferito nel nostro numero di aprile, un "Comitato Contro la Discoteca Quartiere S. Siro", al quale aderiscono il CAF. la FGCI, il PCI e il PSI, oltre a singoli cittadini a titolo personale, e di cui pubblichiamo le finalità in altra parte del giornale. Il Comitato ha già provveduto ad esporre al commissariato di P.S. di Zona ed alla Vigilanza Urbana gli aspetti negativi della presenza della discoteca nel quartiere. Inoltre ha inviato a Palazzo Marino una propria delegazione, che ha esposto il problema ai consiglieri Novarini, vice capogruppo del PCI, Bellanti, vice capogruppo del PSI, e Pollice, di DP, i quali hanno assicurato, a nome dei loro rispettivi gruppi, di affrontare in Consiglio Comunale la questione per risolverla nel senso richiesto dagli abitanti di S. Siro. Anche l'assessore Aghina ha preannunciato l'interessamento della giunta dato che evidentemente la discoteca ha assunto un aspetto diverso da come era stata presentata in Comune allorché era stata avanzata la richiesta per l'ottenimento delle necessarie licenze. Vi è poi stato tra il Comitato e segue in ultima

I rischi dell'assenteismo

Il 17 maggio siamo chiamati ad esprimere con il voto il nostro parere, positivo o negativo che sia, su nove referendum, sei nazionali e tre regionali, su cui riferiamo all'interno di questo giornale. La nostra impressione in questa vigilia elettorale, per altro non ancora conclusa, è che, fatta eccezione per i due referendum contro la legge 194 (che reca norme per la tutela sociale della maternità e l'interruzione volontaria della gravidanza), sia stata fatta da parte sia della stampa, sia della RAI-TV, una troppo scarsa opera di informazione, specie per quanto si riferisce ai referendum regionali.

Il rischio è che ne derivi ai cittadini una notevole difficoltà per una piena conoscenza delle materie su cui essi devono esercitare le loro scelte, ma tale difficoltà non deve tramutarsi in disinteresse, al contrario si deve compiere uno sforzo di conoscenza per apprezzare il valore politico dell'appuntamento referendario . Deve essere chiaro, non solo per l'aborto, ma anche per le altre materie, che l'esito del voto potrà avere influenze dirette sulla salute della nostra convivenza democratica e civile. L'assenteismo o la scelta sbagliata possono non solo far decadere una determinata conquista civile e di libertà o consolidare un residuo di autoritarismo, ma anche incoraggiare forze e spinte di conservazione e di involuzione. Quello che occorre, invece, è consolidare e far progredire tutti gli elementi di modernità, di libertà, di sicurezza democratica, di rinnovamento in qualunque aspetto della vita individuale, sociale ed istituzionale.


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