Contro la crisi che incombe sul paese una politica di larghi scambi con I' Oriente seconda pag. Leggete: "Siamo in ritardo„
15 Sett. 1955 - N. 15 - 16 Quindicinale degli Impiegati e degli Operai della Geloso
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Contro la crisi che incombe sul paese una politica di larghi scambi con I' Oriente seconda pag. Leggete: "Siamo in ritardo„
15 Sett. 1955 - N. 15 - 16 Quindicinale degli Impiegati e degli Operai della Geloso
« Uno dei più importanti problemi, che stanno di fronte ai lavortori metallurgici, è quello dei miglioramenti salariali._ CO: me è noto la questione è oggi subordinata alle trattative in corso tra le varie organizzazioni sindacali del settore metalmeccanico e la Qonfindustria per il completamento del contratto nazionale.
Le posizioni rigide prese finora dai dirigenti industriali in materia di definizione e di esemplificazione delle categorie confermano il giudizio generale dei lavoratori, e cioè che i padroni vogliono ritardare al massimo la discussione sui problemi salariali, per non concedere nulla o per concedere il meno possibile e il più tardi possibile ».
Come spiegano questa posizidne gli industriali?
«Le spiegazioni che essi danno sono tutte facilmente intuibili; però giustificazioni serie e ragionate nessuna. Gli industriali metalmeccanici sono praticamente i soli oggi, con quelli tessili, che si rifiutano di riconoscere la necessità di accordare, in sede di trattative per il contratto nazionale, dei miglioramenti salariali.
La situazione colpisce oltretutto, in modo particolare, tutte quelle categorie di operai cne hanno elementi della loro ietribuzione o istituti cne si rapportano al minimo contrattuale.
« Ora, la situazione produttitiva, l'aumento dei rendimento del lavoro e l'indice Lei profitti nel settore metalmeccanico, anche in rapporto alla situaziozione degli altri settori, non giustificano neppure in minima parte l'ostilità degli industriali ai miglioramenti salariali.
La posizione padronale trova quindi la sua spiegazione in motivi che sono di natura assolutamente extra sindacare cioè essenzialmente politici ».
« La posizione padronale contro i miglioramenti salariali in sede di trattat,ve nazionali è inoltre in piena contraddizione con la pretesa della giunta esecutiva della Confindustria, affermata recentemente, di voler valorizzare, contro la trattativa aziendale, quella a carattere nazionale. In effetti le posizioni degli industriali del settore metalmeccanico mostrano la netta tendenza della parte fondamentale dello schieramento padronale a una sostanziale corrosione della trattativa nazionale in rapporto ad una politica salariale di tipo aziendale che nei fatti si basa sempre più su una imposizione unilaterale di forma extra contrattuale di salario ».
Il problema dei miglioramenti salariali è più che mai vivo nelle fabbriche ed è fonte permanente di agitazioni e di lotte. Si tratta di un problema che interessa tutti i lavoratori metallurgici senza distinzione di corrente e di organizzazione sindacale.
« L'agitazione, è bene sottolinearlo, è quindi generale, di tutti i lavoratori della categoria. La segreteria nazionale della FIOM tenendo conto di questa situazione si è rivolta recentemente alle corrispondenti organizzazioni nazionali della UIL e della CISL con una proposta che tende a stabilire una richiesta comune, o comunque simile, fra le tre organizzazioni sindacali per un miglioramento salariale tale che assicuri ai metallurgici una situazione contrattuale non inferiore a quella delle altre categorie.
« La segreteria nazionale della FIOM propone cioè che, senza accantonare nè tanto meno compromettere le questioni normative non ancora definite, si dia alla trattativa un ritmo più rapido e l'obiettivo concreto dei miglioramenti salariali. La UIL meccanici ha g, , risposto in modo sostanzialmente favorevole a questa proposta richiamandosi alle sue precedenti posiziòni. L'organizzazione di categoria della CISL avanza invece delle riserve. Noi ci auguriamo che l'interesse dei lavoratori prevalga su tutto e che l'unità delle tre organizzazioni faccia retrocedere il padronato su posizioni più ragionevoli e possibili, tali che possano evitare una recrudescenza nell'agitazione e portare a una positiva chiusura dell'annosa vertenza ».
Non v'è dubbio che, in Italia, l'aumentata produzione non è in generale il frutto di miglioramenti tecnici e organizzativi (abbiamo visto lo stato degli investimenti produttivi) o lo e solo in minima parte. L'aumentata produzione è il risultato, per la massima parte, di un « accresciuto sfruttamento della forza-lavoro ». Con investimenti produttivi stazionari o decrescenti, o con un numero di ore (sia in media che complessiva mente) stazionario, non può esservi aummto di produttività. Quello che in realtà è aumentato è il rendimento del lavoro, ossia lo sforzo fisico cui ciascun lavoratore è stato sottoposto.
Se dalle statistiche rivolgiamo lo sguardo alle fabbriche, troviamo conferma di ciò e comprendiamo in quale modo si è ottenuto quell'aumento.
Ecco ad esempio che cosa si legge in un « Memorie dei lavoratori ». Stabilimento Magneti Marelli, « N » (pag. 9):
Ai tappeti rotativi per il montaggio della nostra produzione, non è possibile assentarsi senza essere sostituiti per non arrestare la catena, la squadra che vi lavora dovrebbe avere un lavoratore di riserva per sostituire chi deve assentarsi. La mancanza di tale riserva costituisce una notevole difficoltà che si concreta infine in ulteriori sacrifici dei lavoratori della squadra e dei tecnici, i quali ultimi sono molte volte costretti essi stessi a sopperire a tale deficienza. Su questa linea dei tappeti rotativi esistono lavoratori di riserva; la loro spesa è però a totale carico della squadra contravvenendo così alle più elementari norme del contratto.
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Alla Bezzi, (Gorgoizola), azienda metallurgica, si era arrivati a stabilire degli orari fissi per recarsi ai gabinetti e l'operaio che vi si recava doveva timbrare il cartellino all'andata e al ritorno... (D. 35).
Allo stabilimento Persato di Salerno le donne per recarsi al gabinetto, dovevano farsi rilasciare un visto dal coporeparco (D. allegati, pag. 16).
Alma (Milano) — Per le lavoratrici di questo maglificio che, entro la giornata non sono riuscite a completare il lavoro ad esse assegnato, la giornata di lavoro viene abusivamente prolungata senza retribuzione straordinaria fino al compimento del lavoro stesso. Oltre il lavoro normale le lavoratrici sono anche costrette, senza alcun compenso, a fare la pulizia della fabbrica. (D. 33).
VACCARI Ceramica Ligure (Ponzano Magra) — Le lavoratrici non godono delle due ore di allattamento previste dalla legge, ricattate come sono dalla Direzione che minaccia di metterle a economia facendo loro perdere più di 300 lire al giorno. Casi frecr?,nti di aborti si hanno fra le calibratrici di piastrelle, che sono costrette a spostare 42 q.li al giorno calibrando ben 8.500 piastrelle ogni otto ore (D. 146).
Pertusola (La Spezia) — La produzione dal '48 al '52, era più che raddoppiata mentre i lavoratori erano diminuiti di 45 unità e non avevano avuto alcun vantaggio salariale. Nello stesso periodo si notava un forte aumento delle malattie professionali. Il 5% delle maestranze era affetto da saturnismo (D. 145).
Fra i problemi di un certo rilievo che attendono una soluzione che potrebbe realizzarsi pacificamente, qualora la Confindustria assumesse una diversa posizione, e quello del computo degli aumenti dei fitti. derivanti dalla legge del giu- gno 1955, nella rilevazione del costo della vita, in relazione al funzionamento del meccanismo della scala mobile.
Non c'e stato verso, anche in questo caso, di far mutare l'atteggiamento della organizzazione degli industriali di fronte all'evidenza dei fatti. Per la Confindustria, l'aumento del 20 per cento degli affitti non c'e stato per i lavoratori che occupano un alloggio con canone bloccato. E. questo sapete perche? Perchè nel 1950, quando fu stabilito il sistema di rilevazione dei prezzi, fu deciso che in considerazione del blocco degli affitti, era inutile rilevarli tutti i mesi, mentre si poteva farlo solo trimestralmente per conteggiare solo quei pochi casi di variazione che si potevano verificare per un raggiunto accordo fra locatario e inquilino. Che sia intervenutà una legle che impone agli inquilini un aumento di locazione tale da alterare i rapporti in atto fra costo vita e retribuzione, alla Confindustria non interessa, anche se ciò è in contrasto con la premessa che motiva e giustifica l'accordo stipulato nel 1950 tra Confindustria e organizzazione dei lavoratori. L'atteggiamento ufficiale della Confindustria è quindi quello di non discutere, e di restare nei termini di una sterile posizione tecnicistica.
La Conferenza Nazionale di Milano promossa dalla C.G.I.L., con la partecipazione dei partiti, di associazioni e di personalità della cultura, dell'arte e della politica d'ogni corrente, attira la nostra attenzione sulla grande minaccia che incombe su tutte le libertà democratiche del nostro Paese.
Questa minaccia parte soprattutto dalle fabbriche, nella maggior parte delle quali i lavoratori sono sottoposti a un regime di schiavismo padronale. Il padronato italiano, con l'appoggio del passato governo e sotto la guida dei grandi monopoli, sviluppa un'azione sempre più sistematica e intensa di discriminazioni e di rappresaglie sindacali e politiche, contro i lavoratori, ai quali è vietato di pensare e di agire come liberi cittadini, sotto pena del licenziamento e della fame.
Il padronato vuole sostituire alla Costituzione e alle leggi dello Stato una sua legge, suoi tribunali e suoi apparati polizieschi privati, per piegare i lavoratori al ruolo di strumenti e di macchine, con l'obiettivo di portarne lo sfruttamento oltre ogni limite tollerabile e di au-
mentare sempre più i profitti del capitale e il predominio economico e politico di pochi miliardari sulla vita della Nazione.
La Conferenza Nazionale di Milano, ha deciso di rafforzare, di allargare e di sviluppare la lotta nelle aziende, nelle categorie e in tutto il Paese per la difesa della libertà..
l lavoratori chiedono al Governo che le aziende industriali dello Stato e controllate dallo Stato cessino di essere avanguardia della reazione padronale e divengano modello di democrazia.
I lavoratori italiani esigono l'accoglimento dei seguenti 10 punti:
Eliminazione di ogni discriminazione tra i lavoratori nelle assunzioni, nelle promozioni professionali, nelle retribuzioni, nei licenziamenti;
Rispetto della libertà di organizzazione, di propaganda e raccolta delle quote sindacali nelle aziende, fuori delle ore di lavoro;
Libertà a tutti i lavoratori di leggere e di far leggere la
stampa di propria scelta nelle aziende, fuori delle ore di lavoro;
Rispetto delle Commissioni Interne e libertà per esse di adempiere senza intralci ai propri compiti;
Rispetto dell'unità delle Commissioni Interne e del principio della libera rappresentanza di tutti i lavoratori, con divieto di condurre qualsiasi trattativa con una parte sola dei loro membri;
Fissazione o modifiche delle tariffe di cottimo e dei tempi di lavorazione, mediante aceordi tra direzione aziendale e C.I.;
Neutralità assoluta della parte padronale nelle elezioni delle Commissioni Interne;
Revisione dei regolamenti interni di fabbrica, mediante accordi tra direzione e C. I., per uniformarli ai diritti sindacali e democratici che la Costituzione garantisce ai lavoratori;
Abolizione dei contratti a termine nei lavori continuativi e degli appalti interni;
Divieto di licenziamenti arbritari, mediante una regolamentazione che consenta licenziamenti solo per motivi giustificati.
Il rifiuto di calcolare l'aumento dei fitti comporta il mancato scatto di un punto nel funzionamento della scala mobile. Ciò aggrava il danno che già subiscono i lavoratori, a causa della inadeguatezza del valore del punto della scala mobile. I dirigenti della Confindustria sanno infatti che dal 1950 gli aumenti della retribuzione non si sono verificati soltanto in seguito al funzionamento della scala mobile, ma anche per effetto dei num,: accordi e contratti sindacali. Cosicchè il valore del punto (essendo rimasto inalterato in cifra assoluta) risulta inferiore di una aliquota percentuale di circa il 10 per cento rispetto al valore che dovrebbe avere per essere adeguato alle nuove retribuzioni contrattuali.
Ma l'organizzazione padronale persiste in una posizione di ostinato diniego, andando molto oltre la linea abitualmente seguita. Ora la Confindustria sembra avere un sacro terrore di spostare la discussione dal piano tecnico a quello sindacale, come se temesse che gli argomenti da noi avanzati e la forza del buonsenso la costringano a seguire una strada meno irragionevole.
Non può giovare a nessuno questo modo di guardare dall'alto i problemi che interessano i lavoratori; così facendo, si rischia di non vedere le cose nella loro giusta proporzione, di sopravalutarsi, e di sottovalutarsi la spinta determinata dalle aspettative dei lavoratori; e le conseguenze che possono derivare da tale atteggiamento sono molte, e non tutte interamente valutabili.
Con la collaborazione di tutto potremo ovviare a tale inconveniente.
L'eco del malumore operaio per il calo del premio di produzione alla vigilia delle ferie non si è ancora spento che ecco aggiungersi a questa voce l'interrogativo degli impiegati che solo in questi giorni, nel ricevere gli stipendi, hanno sentito gli effetti di questo fenomeno che per tutti, operai ed impiegati, si traduce in biglietti da mille in meno dentro la busta.
E con piacere dunque che abbiamo ricevuto in redazione tre lettere di lavoratori (una di impiegati e due di operai) che su questo argomento esprimono giudizi e chiedono spiegazioni.
Questo ci sta a dimostrare che l'interesse ai propri... interessi esiste, anche se in ultima analisi, alle critiche, alle congetture ed al risentimento, nelle lettere mancano le proposte concrete perchè, a prescindere dalle cause che lo determinano, questa diminuizione del premio di produzione, ormai tradizione della vigilia di Natale e del ferragosto, abbia ad essere ovviato.
La commissione interna, come era suo dovere, non ha ignorato il problema e sin dalle prime avvisa glie ha fatto quanto era in suo potere perchè in primo luogo fossero chiariti alcuni punti della faccenda. Bisogna però dire subito che anche se, con la Direzione vi è stata la possibilità di larghi scambi di vedute, sul problema in questione permane il contrasto fra le posizioni delle lavoratrici addette alla produzione dalle cui dichiarazioni resta chiaro che « quando è sera la produzione e sempre la stessa », e dall'altra, la effettiva e non indifferente diminuizione del premio di produzione. Come spiegare il mistero? A mio modesto avviso, nella situazione attuale, nel momento cioè che la Direzione, quale prova della sua correttezza amministrativa, autorizza la C.I. ha prendere visione dei registri di produzione passati e presenti, mentre le dirette interessate alla produzione persistono nell'affermare che la produzione, salvo casi di carattere marginale, è sempre la stessa, giudizi che abbiano il potere di sciogliere il rebus, non se ne possono formulare.
Ma questo non significa che il dubbio, che in verità, ancora oggi esiste fra tutti i lavoratori, sulle cause che determinano così fortemente l'abbassamento dell'incentivo di produzione debba eternamente restare. Ed il rimedio perchè ogn'uno possa toccare con mano la realtà delle cose esiste ed è alla portata di chiunque; anzi, dirò di più: sarà proprio nella misura della collaborazione di tutti che la C.I. potrà portare a termine tale questione con soddisfazione generale. Il sistema è quanto mai elementare. E' sufficiente che in ogni gruppo ed in ogni catena di lavorazione, nell'ambito della propria autonomia, al fine lavoro di ogni giornata lavorativa, si segni con scrupolosa precisione: la consistenza numerica del gruppo o catena; le ore lavorative di ogni presente; la qualità (con riferimento al numero di produzione) e la quantità di lavoro eseguito.
Il giorno in cui le cifre raccolte dalle lavoratrici non dovessero corrispondere con quelle adoperate per computare il premio di produzione, sarà sulla base di precise documentazioni che la C.I. potrà porre il problema alla Direzione.
Se contrasto di cifre non vi sarà, la raccolta di questi dati servirà sempre a fugare quei tali dubbi in cui si accennava e ci servirà certamente a trovare la strada buona perchè il premio ne a Natale ne a ferragosto abbia a diminuire.
G F.Lo "schema di sviluppo delVoccupazione e del reddito„ basato sul blocco dei salari e sui bassi consumi
Dall'estate 1954, ossia dall'epoca dell'ultimo congresso nazionale della Democrazia Cristiana, il ministro Ezio Vanoni ha acquistato una nuova popolarità. Con un discorso pronunciato in quell'occasione e con le successive iniziative, da lui direttamente promosse, l'uomo famoso per aver imposto al paese una politica tributaria rigidamente antipopolare ha legato il suo nome ad un « piano » decennale di sviluppo dell'economia italiana, che avrebbe come obiettivo la eliminaziine della disoccupazione e della miseria. Si deve innanzitutto precisare che il ministro Vanoni non ha mai parlato di un « piano » dell'economia nazionale. Quello che comunemente la propaganda governativa vuol barattare come il « piano Vanoni », viene definito dello stesso ministro del bilancio come uno « Schema di sviluppo dell'occupazione e del reddito ». Alla redazione di questo schema hanno collaborato numerosi professori e studiosi di economia, i quali, considerando gli sviluppi dell'economia italiana negli ultimi quattro anni, hanno formulato una serie di ipotesi. L'insieme di queste ipotesi costituisce quello schema presentato in Parlamento dal ministro Vanoni, in base al quale si prevede o si crede di prevedere il superamento delle storiche debolezze dell'economia italiana nei prossimi dieci anni.
Le debolezze storiche da superare, secondo l'on. Vanoni, sono le seguenti: Esistenza di una ingente massa di disoccupati e di sottoccupati; Disavanzo cronico della bilancia dei pagamenti; Esistenza di gravi squilibri regionali (arretratezza del Mezzogiorno e della montagna).
Altri elementi (il basso livello dei salari, il basso livello dei consumi, la conseguente ristrettezza ed anemia del mercato interno) non sono considerati come debolezze strutturali dell'economia e della società italiana dall'on. Vanoni, il quale d'altra parte non si pone neppure il problema di indagare sulle cause che hanno determinato le debolezze da lui riconosciute.
Al Festiva! dell' UNITA' Anche quest'anno il nostro giornale aziendale è stato invitato a partecipare al Festival del giornale « Unità », e come lo scorso anno il « Microfono » ha riscosso gli elogi ed i complimenti di molti visitatori che lungamente ed in numero considerevole si sono trattenuti ad ammirare il nostro bel televisore seguendo con interesse le vicende delle trasmissioni. Assieme al nostro giornale, nel villaggio appositivamente allestito, facevano bella mostra giornali di altre fabbriche che come il nostro trattano i problemi dei lavoratori, siano essi generali che di azienda, dando la misura della evoluzione e maturità in cui è giunta la classe lavoratrice che oggi sa discutere valutare, trattare i suoi problemi dando indirizzi precisi per la loro realizzazione. Quella della stampa operaia e lavoratrice è una conquista che molti ancora oggi sottovalutano; una realtà viva ed operante che qualcuno vorrebbe ignorare. Stava a tutti noi farne uno strumento unitario sempre più valido capace di portare un contributo determinante nella lotta per il progresso sociale e la libertà.
Di fronte al sempre più esteso atto d'accusa popolare contro i previlegi di ristretti gruppi capitalistici, di fronte alla rivendicazione delle riforme di struttura avanzate in modo sempre più insistente dalle larghe masse popolari, il ministro Vanoni con il suo « piano » tenta in sostanza di rivalutare la iniziativa privata e il capitalismo, cercando di far sorgere nuovamente l'illusione che un nuovamente l'illusione che un grande progresso economico e sociale è ancora possibile, anche nell'ambito dell'ordinamento esistente, purchè si accettino i sacrifici necessari.
I sacrifici che l'on. Vanoni propone riguardano le masse popolari e sono in sostanza il blocco dei salari, e il mantenimento dei consumi sugli attuali bassissimi livelli. Per imporre più facilmente questi sacrifici egli cerca l'appoggio di quanti sono disoccupati, facendo credere all'esistenza di un contrasto tra gli interessi dei disoccupati e quelli dei lavoratori occupati. Ma di sacrifici da addossare ai ceti privilegiati l'on. Vanoni non parla se non in termini estremamente vaghi.
In (meste condizioni appare inconfutabile il giudizio che sullo schema Va noni è stato dato in Parlamento dall'on. Giorgio Ani endola. Questo schema eli h2 afformgtn — « tende a fissare lo svi/wirno dell'economie italiana sulla base dell'attuale ordinamento nella eontinna›,inT, e della rolitica economica fin qui seaui+n. sia pure mialiorata nel coordinamento e nella direzione e presentata con più sensibile rispondenza ai sentimenti popolari ma non mutata nei suoi elementi essenziali. Questa linea tenfle ad inquadrare lo sforzo di lavoro del popolo italiano entro i limiti imposti dalle esigenze del grande capitale e a giustificare la compressione dei consumi e il blocco dei salari come mezzo per roaaivnnere una piena occupazione ».
La giustezza di questo giurii_ zio è indirettamente confermata dal fatto che la confindustria ha espresso un giudizio nettamente favorevole allo schema Vanoni. per la realizzazione del quale ha dichiarato di volersi adoperare attivamente.
Casette per i poveri Ricchi che costano miliardi
A Milano si costruiscono i grattacieli. Ne abbiamo uno di 114 metri di altezza, e anche se non è possibile istituire un calcolo rigoroso per mancanza di dati, è sempre possibile affermare che il costo di questi grattacieli si, aggira su alcuni miliardi. Orbene: il costo dei 44 appartamenti di un solo grattacielo di Milano, sarebbe sufficiente per la costruzione di un quartiere di case popolari, forse attorno ai duemila alloggi medi, da uno a due vani, qualcosa come 120 o 140 palazzi alti quattro piani della lunghezza di trenta merti.
Ma quello che ancora più colpisce in questa nostra città, è l'investimento che è avvenuto in una casa, certo non di tipo popolare. Si tratta dello stabile in costruzione in via Borgonuovo da adibirsi ad abitazione di un industriale tessile ( penso che non sia neanche difficile intuire di quale industriale si trata), intestato alla di lui moglie. Il fabbricato sarà costituito da due piani interrati, dal
Alla politica di distensione si può contribuire normalizzando rapporti commerciali
12 giugno u.s. al palazzo dell'Umanitaria di Milano, presieduta dal sen. Ferruccio Parri, il signor Bernard De Plas, capo della delegazione degli industriali e commercianti francesi che nel maggio 1954 conclusero con la China Export-Import di Pechino, scambi commerciali per un valore complessivo di 10 miliardi di franchi, ha dichiarato fra l'altro che la Cina importa ogni anno un miliardo di metri di tessuti; che essa ha bisogno di una infinità di macchine per la industrializzazione del suo Paese, e che per lo meno per altri 10 anni la Cina rappresenta per tutto il mondo un mercato di grande importanza.
« Mentre la nostra industria tessile va a rotoli e gli industriali chiedono la chiusura degli stabilimenti, non ci risulta che nessun passo sia stato fatto per venire incontro a questa importante richiesta.
« Il sen. Cappellini, di ritorno da un suo viaggio in Cina, dichiarò al Senato che il mercato cinese può assorbire per un certo numero di anni circa 50 miliardi di lire dei nostri prodotti.
« Nonostante queste importanti dichiarazioni, ancora oggi non risulta che esista un serio movimento di uomini d'affari italiani verso quello Stato, per vedere di inizia re le trattative e gettare le basi di un trattato commerciale.
« Il nostro governo, sino ad ora, ha fatto quanto gli era possibile per ostacolare qualsiasi rapporto commerciale, culturale con quel Paese.
« Ciò è dovuto al fatto che, per ragioni politiche, si cerca di impedire al governo popo7are cinese la realizzazione del suo piano?
«L'Italia dice di non avere alcuna ostilità nei confronti della Cina, eppure è una delle ultime Nazioni che si ostinano a non voler riconoscere il nuovo governo, mentre il Giappone e la Germania, che furono gli acerrimi nemici di quello Stato, oggi sono ai primi posti fra le Nazioni importatrici dopo l'U.R.
S.S.. l'India, l'Inghilterra, ecc. « Noi italiani ci ostiniamo a rispettare nelle nostre esportazioni la famosa lista delle merci proibite. Invece l'Inghilterra, la Francia, L'Egitto, il Belgio hanno un trattato commerciale con la Cina, e uomini di affari di queste' Nazioni si sono recati in Cina in delegazione per la conclusione di importanti scambi di merci. « La Cina è disposta a pagare in valuta pregiata (dollari USA, franchi svizzeri, sterline, ecc. ecc.) i saldi a favore degli operatori economici stranieri. «Oggi è il momento più favorevole per l'introduzione delle nostre merci in Cina, domani potrà essere molto più difficile.
piano terreno e da tre piani superiori. Vi faccio grazia di tutte le descrizioni di questi piani. Mi è sufficiente citare il secondo interrato, a otto metri circa sotto il livello della strada da adibirsi a campo di tennis regolamentare, con servizi, bagni, docce, ecc. Al secondo piano appartamento dei signori, e i signori sono questi: padre, madre e una figlia; tre persone, 16 camere con un giardino sul medesimo piano.
Questa costruzione iniziata nell'anno 1953, con un preventivo di un miliardo, sarà finita nel 1956 e si dice che costerà due miliardi. Per tre persone una casa di questo genere, una somma di
Caro « Microfono » A mezzo tuo desiderio rispondere a quei lavoratori della nostra fabbrica i quali, in numero abbastanza rilevante sono venuti ad esporre loro giudizi su una serie di problemi per i quali non vi è stata, almeno fino ad oggi, una adeguata e soddisfacente soluzione; vedi le 100 lire di indennità mensa, l'inesplicabile ritardo nella distribuzione delle vestaglie e tute, le mancate proposte da parte della C. I., della rivalutazione e del riproporzionamento del premio di produzione ed altre questioni del genere che interessano piccoli e grossi gruppi di lavoratori o tutta l'azienda.
Nel modo in cui queste questioni mi sono state poste ho avuto modo di capire che non tutti i lavoratori hanno le idee chiare circa l'origine di questo stato di cose e qualcuno molto ingiustamente accusa la C.1. di incapacità o quanto meno di mollezza nell'assolvere al suo compito.
Come stanno veramente le cose? Lasciate che in virtù della mia lunga seppur modesta esperienza, io esprima un mio giudizio sulla questione.
Io ricordo per esempio, che in tempi non lontani, quando nell'ambito aziendale vi sono stati problemi importanti da risolvere, i lavoratori, senza per altro fare cose avventate od insensate, hanno con la loro azione appoggiato e sostenuto l'opera della C.I. fino a determinarne il successo. Dove questa azione è mancata i risultati sono sempre stati pressochè negativi. Non intendo con questo affermare che per ottenere qualche cosa si debba fare sciopero, delegazioni in direzione o in commissione interna, ordini del giorno, invasioni di uffici e simili, ad ogni piè sispinto. Prima di arrivare a queste forme di lotta avanzata vi è sempre il metodo della discussione e del dibattito fra i lavoratori che, infallibile termometro, sta ad indicare in che misura il problema è sentito e voluto dai lavoratori interessati. Non è raro il caso in cui nel porre determinate questioni, la commissione interna si sente dire da parte dei rappresentanti della Direzione che certe cose « vengono sognate di notte e dette di giorno », e ciò sta a dimostrare come la nostra Direzione, che per la verità non è composta di gente ottusa, è sensibile ai problemi dei lavoratori netta misura che questi ultimi dimostrano il loro interessamento. Sarebbe dunque un grosso errore pensare che con una buona C.I. unita ed agguerrita si abbia in mano lo strumento sufficiente per risolvere tutte le questioni. E' necessario che 'la parte dei lavoratori vi sia più interessamento, più vivacità più coerenza nel porre i loro pro()temi grana, e piccoli. Non soluzioni miracolistiche; niente azioni inconsulte, ma consapevolezza dei propri uiritti e convinzione della giustezza di quanto si chiede e quando tutto è chiaro ailianchiamoci alla nostra C.I. che ci saprà guidare per il bene e nell'interesse di tutti.
Non riteniamo sia più necessario ripetere gli estremi dei diversi concorsi indetti dal nostro Cral aziendale, ma pensiamo sia utile ricordare ai ritardatari che hanno in animo di partecipare ad una di queste attività artistico-culturale, ( pittura, fotografia, racconto) di affrettarsi a presentare propri lavori o quanto meno adempiere alla necessaria modalità dell'iscrizione che come è risaputo si accetta presso l'ufficio del Cral. Ricordiamo intanto che il periodo utile dell'iscrizione al concorso di pittura scade il 25 settembre mentre quello fotografico scade il 15 settembre. A tutti i concorrenti in bocca al lupo!
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L'aria fina della Una gara che farà epoca mensa e la bussola I ratt della scopa scendono sul terreno
Ci approssimiamo alla stagione fredda e molti problemi ritornano a fare capolino nell'ambito della nostra fabbrica. Uno di questi problemi è quello della bussola in mensa. Lo scorso inverno sembra che la nostra C. I. abbi fatto presente alla Direzione come dalla porta che divide la sala mensa dalla cucina tira un'aria che in coscenza nessuno può definire salutare e tutti coloro che mangiano nella zona... d'influenza di questo venticello (e non siamo in pochi)avevano chiesto (e sembra .che la Direzione l'abbia concesso) fosse possibile mettere una bussola. Il momento di emergenza sta per giungere. Arriverà la bussola?
Accogliendo il desiderio di molti lavoratori il Consiglio del CRAL aziendale, con l'ausilio di qualche appassionato, sta organizzando. una potentissima gara a scopa. Le modalità per la partecipazione alla gara saranno fra breve rese note attraverso avvisi murali. Agli accaniti scopisti del mezzogiorno e della sera il consiglio di «Microfono » di affilare le armi perchè fra coloro che si piccano di essere dei giocatori, molti sono coloro che ci sanno fare, e questo significa rendere più appassionante la gara, significa anche che le vittorie non saranno tanto facili. Nel promettere di pubblicare le foto delle coppie vincenti, «Microfono » augura a tutti i partecipanti alla gara: « In bocca al lupo ».
Il Contemporaneo bandisce un concorso a premi per il miglior articolo testimonianza sul tema: La condizione operaia in Italia: ESPERIENZE DI RELAZIONI UMANE NELLE FABBRICHE.
Al concorso possono partecipare tutti gli operai, gli impiegati e i tecnici di fabbrica o dirigenti di organizzazioni operaie nei luoghi di lavoro.
Gli articoli, che non debbono superare le 8 (otto) cartelle dattiloscritte di 32 righe ciascuna dovranno pervenire in duplice copia alla Segreteria di Redazione de Il Contemporaneo (via 4 Novembre 154, Roma) entro il 15 ottobre p.v. con l'indicazione del nome, cognome, età, indirizzo, e qualifica professionale delrautore.
Per il bene di tutti e nell'interesse del Paese si attui una politica di liberi scambi con tutti
E' di questi giorni la notizia della firma di un accordo per la concessione all'Italia di aiuti economici straordinari americani per 50 milioni di dollari. L'accordo ispirato alla legge Americana dei « surplus » (cioè delle eccedenze) non tiene certamente conto delle nostre necessità nazionali, cosa che del resto viene validamente suffragatal da triste risultato di altri « aiuti » che hanno contribuito (quando non hanno determinato) al disfacimento di taluni nostri imponenti complessi industriali o addirittura di determinati settori della nostra economia nazionale. Non dovrebbe essere difficile oggi far comprendere a coloro che sostengono la tesi della importazione indiscrimine ta basata sul principio del minor costo, che se è vero che gli aerei per la nostra aeronautica civile e militare costano singol2 rmente meno di quelli fabbricati in Italia è anche vero che oggi l'Italia non possiede più la benchè minima traccia dell'industria aereonautica e che migliaia di disoccupati si sono aggiunti alla già lunga schiera di senza lavoro. Si faccino bene i conti e po isi vedrà che la triste realtà non sarà più quella del minor prezzo. E' questa un po' la tesi (riportata con le dovute proporzioni) che porta talvolta la Direzione della nostra fabbrica, quando vuol giustificare l'uscita del lavoro dalla fabbrica.
Ne sanno qualche cosa i lavoratori della Caproni, della Breda, della Motomeccanica, ed una infinita di lavoratori di altre piccole medie e grandi fabbriche metallurgiche, come lo sanno le migliaia e migliaia di lavoratrici tessili oggi minaccate di disoccupazione e di miseria davanti alla crisi incombente anche in questo settore della nostra industria nazionale. Crisi del Tessile mentre in Italia milioni di famiglie di lavoratori mancano del più stretto necessario per vestirsi e per rendere comoda la casa, mentre per quanto riguarda il settore metalmeccanico, milioni di contadini (specie nel meridione) ignorano l'uso delle macchine agricole, milioni di lavoratori mancano di un mezzo di locomozione proprio per recarsi al lavoro, ecc. ecc. Cause di questo stato di cose? Politica di bassi salari e di bassi stipendi per i lavoratori con enormi guadagni per i grossi capitalisti (fuori concorso i monopoli) all'interno, e politica di discriminazione politica nei rapporti con i paesi stranieri. L'Unione Sovietica, la Cina, la Polonia, la Bulgaria ed altri stati a regime popolare hanno una economia altamente complementare alla nostra? Commerciare con loro sarebbe van-
taggioso per noi? Niente da fare, perchè a governare là vi sono i comunisti. L'America, la Francia, l'Inghilterra hanno una economia uguale alla nostra a tal punto che i rapporti commerciali sovente diventano elemento di concorrenza pericolosa sia per i nostri mercati nazionali che per quei mercati stranieri che per tradizione assorbono le nostre merci? Fa niente. L'America, la Francia, l'Inghilterra sono nostri alleati. Del resto, aggiungerà qualcuno, gli aiuti economici e le commesse le riceviamo dall'America e non dall'Unione Sovietica.
Vediamo a che cosa si riducono queste decantate commesse capaci di salvare la nostra economia: nel 1953-54 esse sono state di 95 milioni di dollari pari a 43 miliardi di lire ed avreb-
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bero occupato per un anno circa 10.000 operai, ovverosia poco più dell'1% dei lavoratori metalmeccanici nazionali. Oltre il 50 % delle commesse riguarda proiettili e munizioni; il rimanente autocarri, pezzi di ricambio per aviazione, costruzioni radar, ecc.
L'America invece con una mano ci affida 43 miliardi di commesse con l'altra mano spranga bene le sue porte alle nostre esportazioni e nel contempo invade direttamente o tramite le industrie tedesche da essa controllate, il nostro mercato interno mettendo in sempre maggiori difficoltà la nostra industria metalmeccanica.
Nel 1952 sono state impartate dagli U.S.A. ben 40 miliardi di lire di macchinari vari, contro 11 miliardi esportati, e nel pri-
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La Direzione de Il Contemporaneo procederà, entro il 5 novembre, all'assegnazione dei seguenti premi:
1° Premio: L. 50.000 (cinquantamila in libri delle edizioni Einaudi, Feltrinelli, Vallecchi, Laterza. Editori Riuniti, a scelta del vincitore.
2° Premio: Lire 30.000 ( trentamila) come sopra.
3,, Premio: Lire 20.000 (ventimila) come sopra. Gli articoli premiati saranno pubblicati su Il Contemporaneo e retribuiti.
mo semestre di quest'anno la situazione è ancora peggiorata perchè le nostre esportazioni verso questo Pease si sono ulteriormente contratte di 4 miliardi per i prodotti metallurgici, di 2,3 miliardi per i prodotti della meccanica, di 3,2 miliardi per i tessili, ecc. Gli U.S.A. che ci beneficiano delle loro commesse ricordino che nel 1952 hanno esportato
nel nostro Paese per ben 307,5 miliardi di lire contro 87 miliardi importati dal nostro Paese. Altro che aiuti!
e) La Direzione de Il Contemporaneo si riserva di pubblicare con normale retribuzione anche gli articoli non premiati, ovvero di utilizzarne i dati per iinchieste o articoli redazionali.
La morte del suocero ha subito la lavoratrice Arioli Maria del rev. Televisioni. Le compagne di lavoro inviano alla Maria i segni del loro cordoglio.
Il giorno 26 Agosto al compagno Giussani Carlo é venuta a mancare la sorella Margherita. I compagni di lavoro esprimono il loro cordoglio ed il loro affetto.
La lavoratrice Samarati Adele del rep, T. V. ha subito la dolorosa perdita del padre. A lei ed alla famiglia giunga sincero cordoglio delle amiche e compagne di lavoro.
La lavoratrice Sanguenini Carmen della mensa ha subito recentemente la dolorosa perdita della suocera del marito. Le inviamo il nostro cordoglio.
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In qualità di furiere avrei vuto seguire il reggiment bicicletta. Ve lo immaginate un soldato e per di più di valleria, che va in guerra bicicletta? Eppure ero conte Non di andare a far la gu questo si capisce, ma per la cicletta, che mi permettev aver lontane quelle bestiacce fide e capricciose quali so cavalli della naia. Ma aim tale prerogativa doveve es di breve durata e proprio vigilia della partenza, fui io per ordine del mio comanda dovetti aggiungere il mio n nelle squadre in formazione, a fianco il nome del cavallo doveva essermi compagno d disavventure di guerra. Dai gli matricolari seppi che il bile destriero con il quale m spediva alla conquista d « terra al sole» si chiamava tage; era un sauro di cin ann figlio di n.n., da poco messo dalla scuola di addest Mento. Insomma, una reclu Fatta così conoscenza ammi strativa con il mio futuro co pagno di viaggio, mi dispos preparare tutto il mio bagaglio. Scesi in scuderia che l'alba era ancora lontana. Molti miei compagni di squadrone erano gia affaccendati attorno ai propri cavalli e non si curarono certo di me e dello sgomento che mi prese quando mi accorsi che quel tale Entage del foglio matricolare viveva in scuderia fra due battifianchi isolato dal resto dei suoi simili. Non era certo buon segno e che non lo fosse me lo confermò l'appuntato di scuderia che con ghigno ironico mi grido: « Ei, scribacchino, curalo il cocco di mamma e 3 attento ai morsi ed ai calci, cl ci sa fare ». Finii di insellar che ormai era giorno, stan morto, ed avvilito per quello ci mi riservava l'avvenire, avena per compagno Entage, sauro cinque anni figlio ai n.n. Pa timmo in mattinata, colonnel in testa, verso la stazione pe raggiungere poi con altri mez le lontane terre da conquistar Faccio dono al lettore delle av venture dell'interminabile viag gio e con un formidabile salt (di fantasia), mi faccio ritrovar in Albania ai tempi in cui si do vevano «rompere le reni all Grecia ». Il mio sauro si era u po' ammansito ed io e lui era vamo diventati quasi amici. L vita dura ed i pericoli che tant affratellano gli uomini, fann un certo effetto anche verso l bestie, ed io al mio cavallo m ero affezionato, anche se alcun volte non gli facevo mancare l « foraggiate » (bastonature) a causa del suo vecchio vizio d mordere e calciare, che ogni tanto faceva capolino, o anche se dalla sua razione di biada ruoavo le carrube per far tacere l'eccellente appetito di cui tutti si godeva a causa delle lunghe cure del non meno lungo brodo
Gli auguri per gli ammalati
La gioviale e graziosa Catia, figlia della nostra cara compagna Saggioro Gianna (rep. C.H.) è stata ricoverata in ospedale per una delicata cura. Alla simpatica bambina tanti e tanti auguri e il saluto affettuoso di tutti noi.
Dal rep. Belfanti il compagno Di Biasi Pasquale membro della C.I. è assente perché deve subire una operazione chirurgica. Tutti gli amici, i compagni di lavoro ed i colleghi della C.I., gli inviano tanti auguri e tanti saluti.
do- che il governo del duce e delin l'impero ci faceva fare. voi Quante volte mi salvai dalle ca- sorprese nemiche, grazie agli a- in Bili garetti di Entage! Per quannto. ti e quanti chilometri egli mi erra, portò sulla sua groppa! E poi la bi- lunga e terribile lotta delle ima di boccate che i patrioti dei popoli in- oppressi scatenarono per libeno i rare il loro paese. Ricordi, veceh! chio mio, quando una brutta sere pallottola ferì il tuo muso, sal- alla vando senza volerlo la mia polche le? Brutti ricordi di rastrellante, menti, di spedizioni punitive, di ome operazioni di polizia a cui squacon dre di cavalleria partecipavano che per i servizi di collegamento. elle Razzie, incendi, violenze, assasf o- sini, ne vedemmo io e te! Era no- il faro della civiltà di Roma imi si periate che illuminava col suo ella sinistro bagliore i paesi martoEn- nati dalla prepotenza e dall'oque dio. Fu in una di queste spedi- di- zioni che tu Entage, figlio di ra- un cane, mentre tutti dormivata. no, approfittasti della notte per ni- rompere la capezza ed andare m- a spasso per la collina. Che pani a ra mi mettesti in corpo! Ritornare alla base senza di te poteva significare andare sotto processo. roi, a rischio di preneterna qualche schioppettata dai partigiani in agguato, ti rincorsi per lunghi tratti fino a che, brutta canaglia, sazio della tua libertà, ti facesti convincere dalla vuota caschetta odorosa di biada e dalle mie imprecazioni mormorate dolcemente e ti facesti finalmente prendere. Malgrado tutti i miei giuramenti, quella volta non ti ruppi l'osso ael collo e continuai a curarti amorevolmente la ferita del tuo ta muso che non voleva guarire. tè Decisamente, ti volevo bene! lo Infine venne la catastrofe. L'Ico tatia chiese l'armistizio e cote minciò la guerra partigiana. Anche per noi .0 la stessa cosa di ma restammo uniti solo per por- co. Non vi era più brada ne Eolo raggio profumato. nulla vi r era per me e per te e ci dovemzi mo separare. ,,osi finì l'avvene. turosa vita a due con il bravo sauro ai cinque anni figlio di n.n. per incominciare la odissea ut partigiano sulle montagne e dell'Albania e del Montenegro. * a Era passato ormai un anno n da questi avvenimenti, ed io mi trovavo in una zona di f rontiea ra. La scarsità dei viveri e la malaria mi avevano ridotto a mal partito. Non potevo seguire e certo il raggruppamento in i quelle condizioni e mi si indie rizzò in un villaggio non molto e lontano, dove avrei trovato ospitalità e dassistenza. Giunsi a i destinazione quando ormai era notte e con gran fatica riuscì a trovare la persona che cercavo e da essa fui ospitato. Un pezzo di pane di granturco e qualche oliva, una coperta e subito a nanna nel mio ovile; ero esausto!
La lavoratrice Porcellini Genoveffa, del rep. Cabrini; vittima di un incidente stradale è attualmente ricoverata in ospedale. A lei le compagne di lavoro inviano tante affettuosità e e tanti auguri.
Per un incidente stradale ha dovuto essere ricoverato all'ospe dale il compagno Livraghi Luigi del rep. Saldatori. A lui giungano gli auguri ed i saluti di tutti i lavoratori del reparto.
L'operaia Garlaschelli Gina del rei. Trasformatori è stata sottoposta - recentemente ad una delicata operazione chirurgicaLe compagne di lavoro la ricordano e formulano per lei i migliori auguri.
Al mattino la sveglia mi fu data da qualche cosa che mi colpiva la faccia. Mi svegliai e vidi davanti a me, steso per terra un cavallo, un sauro che con la sua coda... Beh! giunti a questo punto avrete capito che avevo davanti a me il cavallo Entage e se a ciò dovessi aggiungere l'ormai tradizionale e romantico nitrito del mio vecchio amico che riconosce il suo padrone, il bacio e l'abbraccio filiale,la mia storia potrebbe aver fine. Ma a parte la mia profonda commozione, nulla avvenne di tutto questo. Magro, spelacchiato e sporco, stava ainanzi a me il sauro vecchio di molti anni, figlio di n.n. Di questo non ebbi duobio quando notai la lunga ferita, i, ui guarita, sul suo muso. Non nitrt, e ma-grado i miei ripetuti ritmami non mi neonooue nemmeno. .1k1i guardò un po' con fare indi ferente e poi mi ignoro completamente. Tu Entage! Dove sono i tuoi arditi cinque anni.. E la voglia di sgroppare e correre aove ti è andata? Oh! ma anch'io sai! guarda come sono conciato. Tu ed io siamo conciati. c; perché? Per quali ragioni.,r er q‘tate utPer la gloria? rer ta gloria di aver portato tutti e rovine in Paesi stranieri, colpevoli di volere vivere liberi ed indipendenti? Alzati Entage, alzati ed anatamocene. Questa casa ci ospita, la gente ci da di che vivere e noi (ne io ne te, se proprio vuoi, ma sempre noi), aboiamo bruciato tante altre loro case ed abbiamo ammazzato tanta altra loro gente. Alziamoci ed anazamocene, anche se le donne vecchie e giovani vestite a lutto ci guardano con pietà pensando ad altre mamme ed altre spose lontane. Non fuggiremo; andremo tranquilli. Via di qui ci aspetta un uovere da compiere. Tornare a casa, a casa nostra, tu ed io, così conciati e cniedere a chi ci ha qui mandati perchè siamo così ridotti; per cni e perché abbiamo ucciso, bruciato, distrutto e se nessuno di quei signori vorrà rispondere, ebbene, faremo la stessa domanda alla donna della strada, al professionista, allo studente, alla giovane fanciulla, al forte contadino della campagna. Qualcuno di costoro non troverà parole per dire quel che pensa, altri saranno loquaci, tutti però capiranno la nostra pena ed il nostro desiderio di pace. Ciao vecchio mio, il modesto cavalleggero che hai portato per tanto tempo sulla tua groppa ti ricorda ed anche se ingloriosamente ai finito i tuoi giorni morendo di fame e di stanchezza, donando poi le tue magre bistecche a chi aveva tanta fame, ti giuro che sto a lottare per la pace, adempiendo la mia promessa che ho fatto a te, cavallo sauro ormai vecchio, figlio di n.n.
Dal rep. Villa, Donati Emilia ha la mamma in ospedale dove recentemente ha dovuto subire un intervento chirurgico. Le compagne di lavoro, a conoscenza del doloroso fatto, inviano all'ammalata loro affettuosi auguri di pronta guarigione.
A causa di un non grave infortunio il lavoratore Ferrari Renato del rep. Saldatori si è dovuto assentare dal lavoro. I suoi compagni lo ricordano e gli inviano tanti auguri.
La lavoratrice Meazzi Maria il giorno 16 è diventata mamma ai una bella bambina. Ai felici genitori ed alla piccola Rita Lo- redana I torenzoli le nostre f e- ticitazioni.
Sono in corso, presso tutti g istituti scolastici, le iscrizion degli alunni per il prossimo an no. La chiusura delle iscrizion è fissata dai provveditori e da presidi in relazione alle divers esigenze e, comunque, non oltre la data di inizio delle lezioni fissata per il 3 ottobre pe le scuole medie inferiori e per il 10 ottobre per le medie superiori.
Secondo alcune precisazioni da fonte ministeriale la misura delle tasse scolastiche, limitatamente all'anno '55-'56, ai sensi della legge 9 agosto 1954 n. 645 e così fissata:
Scuola media unica - Esame di ammissione L. 150; immatricolaziOne L. l50; frequenza per ciascuna classe L. 250; esame di idoneità L. 300; esame di licenza L. 350.
Ginnasio superiore e Liceo classico - Immatricolazione lire
1.200; frequenza per ciascuna classe L. 4.500; esame di idoneità per il ginnasio L. 1.200; esame di ammissione al liceo L. 2:300; esame di idoneità per il liceo L. 2.300; esame di maturità L. 4.700.
Liceo scientifico - Immatricolazione L. 1.200; frequenza per ciascuna classe L. 5.400; esame di idoneità L. 1.200; esame di maturità L. 4.700; esame di cultura generale per la ammissione alla facoltà di agraria d.ei diploma ti degli istituti tecnici agrari L. 1.200. Istituto magistrale - Immatricolqzione L. 1.200; frequenza per ciascuna classe L. 3.800; esame di idoneità L. 1.200; esame di abilitazione L. 2.300; diploma di abilitazione L. 1.200. c Scuola tecnica agraria - Im- d matricolazione L. 350; frequen- 1 za per ciascuna classe L. 1.600; 1 esame di licenza L. 450; diploma L. 450.
Il giorno 19 Agosto è nato Walter. Per la felice mamma Melada Elide, per il papà e per il nuovo arrivato formuliamo i nostri migliori auguri.
Il giorno 16 la lavoratrice Gianni Valchiria è divenuta mamma. Alla mamma, al papa Ceriani Martino del rep. Cabri- ni ed al piccolo Claudio inviamo i nostri migliori auguri.
Il giovane Rinaldo Bianchini del Mag. Spedizioni, il 1 ottobre si unisce in matrimonio con la graziosa signorina Franca Ori. Ai due futuri sposi i nostri rallegramenti e moltissimi auguri.
Albertini Maria del rep. Mascetti il giorno 12 Settembre è convolata a liete nozze. Le compagne di lavoro la ricordano e formulano per lei e per lo sposo i migliori auguri.
Dal rep. 4 '7 ( Miglioli) ci giunge notizia delle avvenute nozze della lavoratrice Virginia Dadomo. Le amiche e le compagne di lavoro formulano per lei e per lo sposo i migliori auguri
li Scuola tecnica industrialei Immatricolazione t. 350; fre- quenza per ciascuna classe lire i 1.600; esame di licenza L. 450; i diploma L. 450.
Scuola tecnica commerciale Esame di ammissione L. 350; immatricolazione L. 350; f requenza per ciascuna classe lire
1.600; esame di idoneità L. 350; esame di licenza L. 450; diploma L. •150.
Istituto tecnico agrario - Esame di ammissione per i licenziati dalla scuola di avviamento professionale di agraria lire
1.200; immatricolazione L. 1.200 frequenza per ciascuna classe L. 3.200; esame di idoneità lire 1.200; diploma di abilitazione L. 2.400.
Istituto tecnico industrialeEsame di ammissione per i licenziati dalla scuola di avviamento professionale industriale L. 1.200; immatricolazione lire 1.200; frequenza per ciascuna classe L. 3.200; esame di idoneità L. 1.200; esame di abilitazione L. 1.200; diploma di abilitazione L. 2.400.
Istituto tecnico commercialeImmatricolazione L. 1.200; frequenza per ogni classe L. 3.200; esame di idoneità L. 1.200; esame di abilitazione L. 1.200; diploma di abilitazione L. 2.400.
Scuola professionale femmi- nile - Esame di ammissione lire 250; immatricolazione L. 250; frequenza per ciascuna classe L. 1.200; esame di idoneità lire 300; esame di licenza L. 450; diploma L. 300.
Scuola cL;. magistero professonale per la donna - Esame di ammissicne L. 3E0; immatricolazione L. 450; frequenza per iascuna classe L. 1.700; esame i idoneita L. 350; esame di abiitazione L. 850; diploma di abiitazione L. 450.
Scuola di avviamento pro fes- ionale - Diploma- L. 250.
C'è chi incautamente e con giudizio troppo superficiale ha voluto paragonare l'on. Fanfani, segretario in carica della Democrazia Cristiana, all'on. StaTace, già segretario del partito fascista e celebre ancor più per detenere un brevetto dell'invenzione della famosa frase Romana che così suonante « Salutiamo nel duce il fondatore dell'impero ».
Noi saremmo propensi, a non fare il paragone. non si sa se più ingiusto più irriverente, tra Starace e Fanfani, se non fosse proprio l'on. Fanfani con alcune sue azioni, a voler rznverdire il paragone.
Non si può dire che non abbia intelligenza e piglio staraciano quel foglio d'ordini diramato dopo la riunione della direzione d.c. nel quale si tagliano a destra ed a manca gli adepti della D.C. che osano pensare con la loro testa e prof ferire le loro opinioni nelle discussioni, si espelle il direttore di Prospettive Aristide Marchetti, grande invalido partigiano, capo di stato maggiore del combattente Di Dio. mentre si prendono le difese del maresciallo Messe e si considera pecora devota il Santi Savarino che esalta il traditore Graziani.
Quali idee si dibattevano nella rividi felicita e di prosperità. sta Prospettive? le stesse sintetizzate nel messaggio del Presidente della ReLa lavoratrice Pellegrini Mar- pubblica Giovanni Gronchi. La stessa gherita del rep. Villa annuncia sorte tocca, secondo i fulmini del picil matrimonio della sua figliola colo Giove on. Amintore Fanfani, alla Luisa Costa con Armando Som- pubblicazione Forze sociali che dibatte mariva avvenuto il giorno 17 idee similari. E la sospensione colpiSettembre. Alla famiglia in le ti- sce Zappulli, Baiardi e Chiarante perzia ed agli sposi in particolare, chè, assieme a vescovi e preti cattoinviamo i nostri auguri. licissimi, hanno osato andare a dire al convegno di Helsinki che essi. come Dello stesso reparto Ernestina cristiani, amano la pace e non hanno Pedrazzini il giorno 12 Settem- saputo vedere la coda del diavolo nei bre è convolata a liete nozze. comunisti che anche ad Helsinki afA lei ed allo sposo le compagne fermavano di amare e volere la pace. di lavori inviano saluti e auguri. Andando di questo passo anche La Pi ha a sospensione che gli pene Mella Mario del rep. Cucca- salra capo l e l'onP Granchi se si salva d è gna si è sposato il 10 settembre soltanto perchè è Presidente della Recon la gentile signorina Cle- pubblica. Attorno a Fanfani c'è odor mentina Maggi. Ai due novelli di Confindustria, non di santità. Odore sposi giungano gli auguri aff et- di Malagodi e Togni, non di libertà tuosi dei compagni di lavoro e e di pace cristiana. della redazione di «Microfono ». ULISSE