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Milano 19(44)

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ANNO V - N. 7-8 Luglio/ Agosto 1981

L. 300

MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA

PAR MANTENERE L'OCCUPAZIONE E FAVORIRE LO SVILUPPO

in questo numero 1877: NASCE L'IDEA DEL DECENTRAMENTO

COMUNITA' ALLOGGIO PER HANDICAPPATI RISCOPRIRE UN MODO DI VIVERE ASSIEME SUL MONTE STELLA UN ORTO BOTANICO

Si deve far uscire l'Italtel dalla crisi

Questo è l'impegno unitario emerso nel corso di una pubblica assemblea tenutasi nello stabilimento di piazza Zavattari, a S. Siro con la partecipazione di amministratori pubblici e di dirigenti politici e sindacali Da quando, agli inizi dello scorso mese di maggio, circa la metà dei suoi dipendenti sono stati posti in Cassa integrazione guadagni, la ITALTEL (ex SIT Siemens), che ha uno stabilimento anche nella nostra zona, in piazza Zavattari, a San Siro, stà attraversando un periodo di profonda crisi, che neppure l'accordo sottoscritto ad aprile dalla parti (organizzazioni sindacali e direzione aziendale) è sin qui riuscito a frenare. Difatti lo sforzo per un risanamento ed un rilancio dell'azienda va ben al di là della volontà e delle effettive possibilità di intervento delle parti, per investire volontà e responsabilità responsabilità a più alto livello: della SIP, della STET ed in primo luogo del governo. Quest'ultimo nel sorso della vertenza aziendale si era impegnato a mettere in funzione tutti gli strumenti (cassa conguaglio, finanziamento SIP, piano delle telecomunicazioni) per un rilancio produttivo del settore, ma poi ha preferito scegliere la via più comoda dell'aumento delle tariffe. Di fronte a tale situazione, che proietta inquietanti ombre sulle prospettive della produzione e dell'occupazione, il Consiglio di

Fabbrica della ITALTEL di Milano e Castelletto, unitamente alla F.L.M. (Federazione Lavoratori Metalmeccanici) Regionale Lombardia, alla F.L.M. territoriale di Milano ed alla F.L.M. Rho - San Siro, ha indetto un'assemblea aperta, che si è tenuta il 25 maggio scorso, presso lo stabilimento di piazza Zavattari con la partecipazione, oltre che di numerosissimi lavoratori dell'azienda, anche dell'on. Andrea Margheri, deputato del P.C.I. e membro della Commissione Industria della Camera dei Deputati, del dr. Mariani, vice presidente dell'Amministrazione provinciale di Milano, del Sig. Bogogna, funzionario dell'Assessorato al lavoro del Comune di Milano, del sindaco di Settimo Milanese Franco Cazzaniga, del sindaco di Cornaredo Placchi, del presidente del Consiglio di Zona 19 Danilo Pasquini, di Bellarossa per il P.S.I. e quale membro dell'Ufficio del Lavoro di Settimo Milanese, di Emilio Genovesi e Giorgio De Micelis del P.D.U.P., di Angelo Cipriani membro del direttivo nazionale di D.P., dell'ing. Arrigoni direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro D.C., di membri dell'Ufficio segue in ultima

AL PIU' PRESTO NELLA NOSTRA ZONA

Un centro di accoglimento per tossIcodipendeni TRENNO E FIDINO' DUE BORGHI DA SALVARE

CONSULTORIO IL "CHE FARE" PER IL DOMANI

Dovrà fornire assistenza socio-sanitaria ai tossicodipendenti ed alle loro famiglie ed essere momento di animazione e di propaganda culturale Con la quasi totalità dei voti favorevoli su un ordine del giorno presentato dalla Commissione Igiene - sanità, il Consiglio di Zona 19 ha approvato la proposta avanzata dal gruppo di lavoro sulle tossico - dipendenze di istituire anche nella nostra circoscrizione un "Centro di primo accoglimento per tossicodipendenti", sulle basi di esperienze istituzionali analoghe già in atto in altre zone di Milano. Tale centro dovrà essere collocato in locali comunali ad uso sociale, che potrebbero essere reperiti con una certa facilità e celerità, e dovrà rappresentare un momento di collegamento tra la struttura ospedaliera (ospedale S. Carlo) ed il territorio, fornendo assistenza socio - sanitaria ai tossicodipendenti ed alle loro famiglie per mezzo di operatori qualificati alle dipendenze del Comitato di Gestione della SUB - USSL n. 19.11 Centro, inol-

tre, potrà servire da nucleo di riferimento aggregativo del volontariato per la lotta contro le tossicodipendenze e da momento di animazione e di propaganda culturale.

UN PO' DI TREGUA PER GLI ABITANTI DI SAN SIRO

Chiusa la discoteca (solo per ferie?) Non vorremmo si trattasse di una manovra della proprietà per eludere gli obblighi impostigli da un'ingiunzione comunale. La chiusura è avvenuta il giorno stesso di un incontro a Palazzo Marino Con la partecipazione dei gruppi consiliari del P.C.I., del P.S.I., della D.C., del P.R.I., del P.L.I. e di D.P. nonchè del vice Segretario generale del Comune (in rappresentanza del Sindaco, impegnato in seduta di Consiglio per il riscatto dell'Azienda del gas) e del vice comandante dei Vigili Urbani (chiamato in un secondo tempo) si è tenuto il 17 giugno scorso a Palazzo Marino un incontro tra Consiglio di Zona 19, Comitato contro la discoteca ed amministrazione comunale sul problema della discoteca di via Ricciarelli. Ha introdotto l'argomento il presidente del Consiglio di Zona 19, Danilo Pasquini, che ha ricordato le continue richieste del Consiglio di Zona stesso all'Amministrazione comunale perchè venisse posto termine ai gravi disagi provocati dalla discoteca agli abitanti del quartiere, da tempo denunciati dal Comitato contro la discoteca, nonchè l'ingiunzione dell'Assessore comunale alla Sanità Casali alla proprietà della discoteca di provvedere entro cinque giorni, pena la sospensione della licenza, di eliminare le cause di disturbo al sonno degli inquilini di via Ricciarelli 13. Sono stati ricordati anche alcune carenze e strani comportamenti di singoli netturbini e Vigili Urbani, in parte forse dovuti, come il vice comandante della vigilanza urbana ha ritenuto doveroso precisare, al fatto che dopo la mezzanotte in città rimangano in servizio soltanto le pattuglie di intervento per incidenti stradali, le quali più volte intervenu-

te in via Ricciarelli, per il caos di auto intorno alla discoteca, si sarebbero viste costrette a chiedere rinforzi alla Pubblica Sicurezza a causa dell'atteggiamento minaccioso di frequentatori del locale. A questo punto si è aperta una serrate e franca discussione sull'incompatibilità tra un tale tipo di discoteca e il sacrosanto diritto dei cittadini alla quiete, specie nelle ore notturne, ed è stata posta in rilievo la sensazione del Consiglio di Zona 19 (espressa dai capigruppo del P.C.I. e del P.S.I.) e degli abitanti del quartiere che l'Amministrazione comunale non abbia fatto tutto ciò che era possibile fare. Lo stesso vice capogruppo del P.C.I. a Palazzo Marino, Novarini, che nel maggio scorso aveva presentato in Consiglio Comunale un'interpellanza sulla discoteca di via Ricciarelli, si è dichiarato insoddisfatto per le lungaggini e gli ostacoli che si frappongono all'eliminazione di questa situazione di disagio e che sembrano dare corpo alle voci (raccolte dal Comitato e segnalate dallo stesso Novarini nella sua lettura alla Giunta) di possibili casi di corruzione di singoli vigili urbani o di netturbini. Al termine dell'incontro, protratosi per circa due ore, è stato deciso che tutti i partiti politici presentino in Consiglio comunale una mozione unitaria che impegni e solleciti la giunta a stringere i tempi ed ad intervenire con tutti i mezzi segue in ultima

Non vorremmo... La vicenda della P2 và assumendo sempre maggiori dimensioni. Ormai si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte ad un'organizzazione supersegreta, legata da mille fili a tutti i centri di potere, alla quale stando agli elenchi pubblicati, avrebbero aderito uomini politici di quasi tutti i partiti (esclusi soltanto il PCI, il PdUP, D. P. ed il P R), generali, alti funzionari dello Stato, magistrati, editori, giornalisti banchieri, uomini delfahafinanza. Certo, un nome in una lista non é di per sé una prova di colpevolezza, le responsabilità di ciascuno vanno meglio

accertate e dimostrate, ma é necessario fare infima ed andare fino in fondo per colpire i colpevoli, rendere giustizia agli innocenti e, soprattutto ridare credibilità alle istituzioni. Non vorremmo che alla fine tutto venisse insahhiato come spesso è avvenuto a partite dal 1947, quando (al ritorno di De Gasperi dal suo viaggio negli USA, che coincise con l'inizio della politica di discriminazione anticomunista) venne insahhiato il processo di epurazione avviato subito dopo la liberazione e vennero reitegrati nel grado e nell'incarico .fitnzionari dello Stato compromessi con la dittatura fascista. Forse non è un caso che Gelli sia un ex repubblichino.


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