in questo numero COMINA UN PO DI STORIA
L. 300
MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA
ANNO V - N. 6 - Giugno 1981
COSI' HA VOTATO LA NOSTRA ZONA
UNA VALANGA DI NO si
24.03 %
antiterro ergastolo porto bacini di traffico d'armi rismo 1/.06 25.01% 15.88 % 14.21 % 40.54 Z
no
75.93 %
89.49 %
aborto
aborto
85.79 %
74.99 %
8442. %
Respinti con maggioranze superiori alle medie cittadine e nazionali i referendum sull'aborto, sull'antiterrorismo e sul porto d'armi
QUANDO SI È GIOVANI IN PERIFERIA
AL DECENTRAMENTO SOLO LE BRICIOLE CONSIGLIO DI ZONA: COSI , COME FUNZIONA MA IL DISTRETTO DOV'ERA? QUANDO A MIUUI0 GOVERNAVANO I "SCIORI"
DI BELLEZZA SI RISCHIA
Con una valanga di "no" superiore percentualmente alle medie cittadine e nazionali (come risulta dalla tabella che pubblichiamo.al!'interno), la nostra zona ha respinto a grande maggioranza i referendum sulla legge per l'interruzione volontaria della gravidanza (tanto quello radicale quanto quello del Movimento per la Vita) sull'antiterrorismo e sul porto d'Armi. Anche per quanto si riferisce al referendum regionale sui bacini di traffico i "NO" della nostra zona sono stati percentualmente maggiori di quelli cittadini e regionali, mentre per la proposta di abolizione dell'ergastolo c'é stato un maggior numero di "sì" (sempre in percentuale) rispetto ai risultati cit-
tadini e nazionali. Con questo voto la nostra zona ha espresso una chiara scelta di civiltà, di libertà e di progresso contro ogni fanatismo retrivo ed oscurantista,. Questo vale in particolare per il voto espresso sui due referendum (radicale e del movimento della vita) che tendevano ad annullare la legge sull'interruzione volontaria della gravidanza. La vittoria dei "No" è stata travolgente, limpida, non lascia margini di dubbi, né di interpretazioni: hanno vinto le donne che si sono batture con coraggio, con abnegazione nella difesa di questa legge, che ha avviato con successo la battaglia contro l'aborto clandestino ed il cui mantenimento in vigore
IL POSTEGGIO MM LAMPUGNANO
È necessario migliorarne l'accesso Proseguono i lavori, iniziati nell'aprile scorso, per il prolungamento della via Sant'Elia, oltre l'incrocio con le vie Benedetto Croce e Cimabue, per congiungerla con piazza Kennedy. Il nuovo tratto di strada dovrebbe rendere più agevole il traffico, ora costretto ad un lungo giro, dalle autostrade a Lampugnano ed al QT 8 e viceversa ed il previsto impianto semaforico all'incrocio tra le vie Sant'Elia, Cimabue e Benedetto Croce dovrebbe ridurre le occasioni del formarsi delle lunghe code di macchine che attualmente si creano in entrata ed in uscita al Gallaratese, specie nelle ore di punta. Inoltre apprendiamo che una volta ultimato il nuovo tratto stradale e gli impianti semaforici alle sue estremità l'ATM sarebbe in grado di istituire una linea di autobus, che, accogliendo le richieste più volte avanzate dagli abitanti delle zone 19 e 20, dovrebbe collegare la stazione MM Lampugnano con Musocco. Resta però ancora una questione da risolvere. Il grande parcheggio realizzato davanti alla stazione Lampugnano della MM è difficilmente accessibile perché i brevi tratti stradali che lo collegano con la via Sant'Elia si inseriscono in quest'ultima ad angolo retto, costringendo quindi chi vi accede ad un notevole rallentamento della marcia, che rallenta tutto il traffico provocando ingor-
ghi. Sembrerebbe quindi più opportuno che tale allacciamento venisse ridisegnato in modo più raccordato, magari con una nuova strada che si inserisse ad angolo ottuso nella via Sant'Elia appena prima dell'incrocio di questa con le vie Croce e Cimabue. Ne potrebbe derivare, a nostro parere, un più snello scorrimento del traffico. Non sappiamo se esistano problemi che Ostacolino tale soluzione, ma ci auguriamo che essa venga presa In seria considall'amministrazione derazione comunale, dato che risponde ad esigenze molto sentite dagli utenti del parcheggio Lampugnano.
Il punto
87.94 %
AL CONSIGLIO COMUNALE
consolida la possibilità di condurre avanti, con il contributo di tutti, un'opera di prevenzione volta al superamento graduale dell'aborto in generale. Ha vinto la volontà della grande maggioranza dei cittadini di salvaguardare la laicità e la sovranità dello Stato contro ogni confessionalismo od integralismo.
interneiianza dei PCI Saidiscoteca
È stata una_ vittoria sofferta, conquistata con una dura lotta ideologica, che ha dato risultati superiori alle previsioni, così come oltre le previsioni è andato l'esito, sia pur scontato dei referendum sull'antiterrorismo e sul porto d'armi.
Il problema dell'ex cinema Alpi di via Ricciarelli, a San Siro, trasformato in discoteca è stato nuovamente sollevato a Palazzo Marino. ll consigliere comunale comunista Novarini è infatti intervenuto, il 7 maggio scorso, per sollecitare una soluzione dercaso. Tra l'altro ha ricordato che, nonostante il sindaco Carlo Tognoli si fosse impegnato a nome di tutta la giunta ad esaminare la questione, nulla, alla data suddetta, era cambiato. Molti cittadini di San Siro, ed in particolare gli inquilini delle case adiacenti alla discoteca, continuano a vivere una situazione di disagio per il rumore e gli schiamazzi che soprattutto al momento della chiusura — e quindi in piena notte — continua ad "inquinare" la zona circostante. Novarini ha quindi sollecitato il sindaco e la giunta a rivedere la questione in accordo con il Consiglio di Zona 19 per una soluzione del problema positiva (per gli abitanti del quartiere) e definitiva. Si tratta - ha detto in sostanza il consigliere comunista di verificare se esistono ancorai pre supposti per il rilascio della licenza, e di controllare se i regolamenti civici non vengono violati dai gestori della discoteca.
Più complesso è invece il discorso per quanto riguarda il referendum sull'ergastolo. Come i nostri lettori ben ricorderanno noi avevamo espresso il nostro parere che su tale referendum si dovesse votare "si" per una serie di motivi che ora non staremo a ripetere. Diciamo subito che siamo ancora dello stesso parere, anche se già in partenza eravamo coscienti che tale parere (come si é poi verificato) non sarebbe stato condiviso dalla maggioranza degli elettori. In primo luogo per il clima in cui viviamo con i continui delitti del terrorismo cosidetto politico e della criminalità organizzata. In secondo luogo per lo scarso spazio che la concomitanza con altre prove referendarie, tra cui quelle sull'aborto che hanno pressoché monopolizzato ogni spazio, hanno lasciato ben poco margine per le altre ed in particolare per quella sull'ergastolo, per la quale sarebbe stato necessario un più ampio ed approfondito dibattito.
dl S. SIN
Un passo avanti
La decisione del'Amministrazione comunale milanese di affidare le chiavi del Centro Socio-sanitario di piazza Segesta al presidente del comitato di gestione del centro stesso (su cui riferiamo in altra parte del giornale) rappresenta a nostro avviso un aspetto di particolare rilievo. Difatti la norma (vecchia di quanto?) secondo cui le chiavi di un edificio comunale debbono essere affidate soltanto ad un dipendente dell'aministrazione municipale sembra considerare il cittadino come individuo irresponsabile, cui non si può affidare la custodia di un bene comune perché incapace di averne cura o addirittura tendenzialmente portato a distruggerlo.
La decisione comunale sembra invece tendere a stabilire un nuovo rapporto di fiducia tra amministrazione ed amministrati considerando questi ultimi per quello che vanno considerati: cittadini a pieno diritto e pienamente responsabili, capaci e volonterosi di aver cura come di cosa propria di un bene pubblico che, proprio perché di tutti, è proprietà di ciascuno. È un importante salto di qualità, un passo avanti sulla strada dell'instaurazione di nuovi rapporti di fiducia tra amministrazione ed amministrati. Un importante passo avanti sulla strada della partecipaizone e della democrazia.