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Fabbrica unita5

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Fabbrica unita

Se ne vada governo Tambroni

Chi tocca la • borghesia avrà del piombo! Questo è il vecchio grido fascista che faceva eco alle imprese delle squadracce.

Ora le cose •sono un po' cambiate, chi tocca la borghesia ha le manganellate, gli arresti, gli anni di _ galera.

Questo è un po' il succo, 00,,:vogliamo la morale dei recenti avvenimenti di Bologna .In sostanza, mentre nel lontano 1920 a dare l'assalto bile libertà furono determinate masse di manovra guidate direttamente dai capitalisti• e dagli agrari, oggi sone addirittura le forze legali, i mezzi dell'ordine ad agire per impedire l'esercizio. • delle libertà democratiche, per smantellare le istituzioni democratiche.

Ma ciò che più è _cambiato e deve far meditare i nemici della Repubblica, non è tanto l'atteggiamento della borghesia sempre pronta a :servirsi di tutti gli strumenti per combattere la sua battaglia contro la classe operaia e contro le forze demoevadete (l'atto vandalico alla »elle radicale da parte della , teppaglia fascista capeggiata da alcuni secondini delle •più grosse fabbriche lo insegna) quanto lo stesso schieramento democratico ed antifascista, divenuto adulto e cosciente che al di' sopra di ogni divisione ideologica vi è la esigenza di .combattere uniti contro ogni sopruso, contro ogni bravata.

Una dura risposta l'ha ripevuta il Governo a Bologna dove i più vari ceti sociali e tutte le forze politiche democratiche hanno manifestato la loro indignazione trovando appoggio e solidarietà in tutto il Paese e particolarmente nelle fabbriche.

una altrettanto dura. lezinne...1"hanno avuta i teppisti di Milano, dimostrazione chiara che la classe opera-ia,. che le forze democratiche 9negtre Impediranno il risorpere :delle squadracce del 'W22 sono mobilitate perchè il Governo Tambroni, che ha ridato •• lustro ai fascisti e che ha messo al servizio della reazione le forze dello Stato, -se-ne vada al più presta, liberando l'Italia repubblicana -dalla • vergogna di essere diretta da un Governo che poggia sai relitti del fasci1511110.

Imporre con la lotta unitaria

la richiesta di migliori retribuzioni

Fra le numerose rivendicazioni che la classe operaia pone quali condizioni essenziali non solo per migliorare le sue condizioni di vita, ma per far fare un balzo in avanti a tutta la Nazione sul piano economico, sociale e politico, emerge nettamente e viene assumendo sempre più carattere generale e preminente la volontà di imporre al padronato retribuzioni che siano proporzionate al volume ed al valore della produzione.

La validità di questa rivendicazione che, mentre trova consensi in tutti i settori produttivi, solleva la più accanita resistenza del padronato, scaturisce dalla realtà di una situazione che in questi ultimi anni ha visto il profondo modificarsi dei metodi di produzione con il conseguente enorme sviluppo della produzione e della produttività

Chiunque scorra i dati statistici della produzione e li confronti con i dati delle retribuzioni nota come vi sia un grave squilibrio a danno delle retribuzioni e come quindi la maggior - parte degli utili derivati da queste trasformazioni siano andati ad aumentare i profitti del padronato.

Del resto dalle stesse relazioni tenute dagli uomini che rappresentano la borghesia emerge ogni momento il compiacimento per i risultati raggiunti in questi ultimi anni in campo economico dal nostro Paese, fino a parlare di c miracolo italiano ».

Se tutto ciò è vero, la rivendicazione di fondo che i lavora

-Domenica 5 u.s. si è svolta a S. Donato l'attesa manifestazione per l'inaugurazione del nuovo spaccio e della nuova casa costruiti dalla Cooperativa Unione di Rogoredo.

Manifestazione semplice, alla buona, eppure indicativa di tutta una serie di indirizzi e di prospettive del 'movimento cooperativo milanese; indirizzi e prospettive che, come ha ricordato Cova. in un breve discorso pronunciato a nome tella Federazione milanese delle Cooperative, possono riassumersi in due filoni fondamentali: primo, un sempre maggior incremento dell'edilizia popolare non a fine speculativo, attraverso un'intelligente azione tesa al potenziamento delle Cooperative Edificatrici (e qui Cova ha criticato l'operato del Governo e del Comune dato intende una azienda di interesse continua in 4.a pagina

tori pongono è più che legittima in quanto nel -bilancio familiare degli operai in questi anni non vi è stato nessun miracolo, semmai sono aumentate le preoccu nazioni e le cambiali. .

Se vogliamo dare uno sguardo alla nostra fabbrica notiamo come con l'attuale sistema re. tributivo — cottimo e concotti mo -- l'aumento della produ zione non ha portato a nessun sostanziale aumento dei salari e degli stipendi anzi, in .determinate occasioni ha portato addirittura a delle diminuzioni: vedi

il caso dei con-cottimisti nei primi mesi dell'anno.

Per cui i lavoratori della Redaelli così come tutti i lavoratori il progresso lo vedono nelle vetrine, nei grattacieli dei grandi monopoli, nelle lussuose macchine italiane e straniere che sfoggiano i borghesi, mentre nelle loro tasche circolano sempre i pochi spiccioli insufficienti spesso a soddisfare anche le più piccole esigenze.

E da questa presa di coscienza da parte dei lavoratori, dall'aver ccntinua in 4,• pagina

INCHIESTA SUI PUBBLICI SERVIZI DI TRASPORTO DI MILANO DIFENDERE

E POTENZIARE

LA GESTIONE MUNICIPALIZZATA

Questo è il primo di una serie di articoli dedicati alla situazione e alle prospettive dei pubblici servizi di Trasporto di Milano e della sua provincie. Scopo di questi articoli è quello di chiarire alcune questioni di fondo connesse ai pubblici servizi di trasporto e di indicare.> soluzioni che i lavoratori dell'A.T.M. e il movimento cleinocratico propongono per adeguare questi importanti servizi sociali alle crescenti esigenze della città e della cittadinanza, nonché per difendere ed affermare la validità e necessità della gestione municipalizzata di questi servizi.

Le questioni riferentesi alI'A.T.M. e dei pubblici servizi di trasporto sono fra quelle che più appassionano \ed- interessano l'opinione pubblica milanese. Leragioni di ciò sono da riéercarsi in primo luogo nell'indispensabilità di questi servizi dalla cui efficienza ed- espansione dipendono la regolarità della vita cittadina e dei collegamenti con PopoloSe zOne della provincia.

L'attenzione della pubblica opinione verso questi servizi si manifesta sia con critiche che con consigli, sia con richieste di istituzione di nuovi servizi o di miglioramento di quelli già esistenti.

Il problema dei trasporti pubblici è anche oggetto di discussione perchè in questo settore si fronteggiano due grandi interessi contrastanti, e precisamente:

•• quelli rappresentati dalla collettività che si identificano nella gestione municipalizzata per i trasporti del settore urbano e di larghe zone della provincia;

— quelli dei concessionari privati che, a differenza della municipalizzata, eserciscono pubblici servizi di trasporto di carattere extraurbano con finalità speculative.

Ci sembra quindi giusto, ancora prima di affrontare in modo particolareggiato l'esame della situazione attuale e delle prospettive dei pubblici servizi di trasporto, precisare ai lettori la natura e le funi/uni di un'azienda municipalizzata. Ciò permetterà loro di meglio comprendere la situazione e il perchè della diversità di posizione e di opinione degli schieramenti politici verso la municipalizzata o a proposito di questa o quella soluzione da darsi ai pubblici servizi di trasporto.

Per azienda municipalizzata si

Abbonamer0o annuo L. 200 - Sostenitore L. 500 Una copia L. 20 Anno II n. 5 Giugno 1960
PERIODICO DEI LAVORATOR! DELLA RFDAELLI
Nella foto la nuova casa fotografata durante la manifestazione dell' inaug razione.
inaugurata la prima casa della Coup, «Unione»

cronache dei reparti

UN DIRITTO SANCITO DALLA COSTITUZIONE

NESSTNO PUOI IMPEDIRE AI L V011 IT0111 DI SCIOPERARE

Il 23 maggio i lavoratori della nostra fabbrica abbandonarono il lavoro mezz'ora prima della fine del, turno in segno di pro- testa per i fatti di Bologna.

In questa occasione, come del resto in altre occasioni, si -è messo in luce con uno zelo veramente degno di miglior causa il signor Sforzini, capo-turno della manutenzione, per la sua attività tendente ad impedire ad alcuni lavoratori di aderire allo sciopero.

La tattica usata questa volta è stata quella di comandare i lavoratori a riprendere il lavoro dopo lo sciopero, e cioè ad effettuare lavoro straordinario. 'Pensiamo sia utile chiarire a questo signore, in quanto non è nuovo ad operazioni di questo genere, che quando i lavoratori sospendono 11 lavoro prima della fine del turno, lo stesso si intende sospeso fino all'inizio del turno successivo, perchè sarebbe assurdo sospendere il lavoro alle 15.30' per riprenderlo alle 16 fino alle 16.30, in quanto le otto ore verrebbero comunque lavorate.

Inoltre pensiamo sia utile ricordare al signor Sforzini che i lavoratori il diritto di sciopero se lo sono conquistato con duri sacrifici lottando contro il fascismo e che scioperando hanno di-

PETROLIO NELLE DOCCE

Ci sorge il dubbio che una nuova fonte di ricchezza stia per manifestarsi nella nostra fabbrica. Esso deriva dal fatto che dai rubinetti , dello spoglia. toio — Lamiere — l'acqua scende mista a qualche cosa che sembra nafta.

Non sapendo se tutte le tubazioni, nafta, acqua, metano, aria fanno capo ad un unico serbatoio, il dubbio che sia lapompa a pescare qualcosa della famiglia del petrolio ci pare legittimo.

Legittima ci pare anche l'indignazione dei lavoratori che anzichè lavarsi, finiscono per sporcarsi e portare a spasso un odore decisamente poco gradevole.

L' INSALATA ASPETTA L'OLIO

In attesa di veder mutare -radicalmente nella sostanza la mensa aziendale, ci permettiamo di dare un buon consiglio alla Direzione in fatto di « econo' mia Eliminare se possibile dal « menù » la verdura cotta poichè nessuno la mangia così come viene servita, condita con

teso anche i suoi interessi mentre lui se ne stava tranquillo a godere dei sacrifici altrui.

Riteniamo con ciò utile sottolineare che far opera di intimidazione per impedire ai lavoratori di esercitare un loro diritto chiaramente sancito dalla Costituzione significa mettersi contro le

leggi della Repubblica, e rischiare quindi di subirne i suoi rigori. Siamo pertanto certi che in avvenire se tali fatti incresciosi dovessero ripetersi, i lavoratori della manutenzione sapranno sdegnosamente respingere. ogni intimidazione e denunciare con forza gli autori delle stesse.

AL .RE-PARTO MANUTENZIONE

e la personalità dell'operaio

Fiumi di inchiostro hanno imbrattato chilometri di carta, mi--nistri, capi di governo, gerarchi. neri e sbiaditi si sono scomodati per esaltare la civiltà moderna, la giustizia, la libertà e la democrazia del « mondo libero ».

In -mezzo alla sarabanda sca tenete al fine di convincere i lavoratori che la loro vita è un paradiso, gli stessi autori di tanto chiasso finiscono per autoconvincersi che il fango seminato è oro.

La realtà nuda e cruda emerge però dai fatti, non è con le parole che si elimina la schiaVità, lo sanno bene i a capi » grandi e piccoli delle squadre di manutenzione. Forse non sanno però che i loro soprusi e le

loro angherie non possono essere eterne. Forse non ricordano che in tempi ben più duri i lavoratori della Redeaelli hanno saputo imporre il rispetto loro dovuto.

Sarà bene che lo rammentino, e che si rendano conto che determinate conquiste non possono essere cancellate nemmeno invocando le esigenze della produzione.

Anche gli impiegati . hanno votato i loro rappresentanti ma solo quelli della F.A.M.R.L. e non quelli del M.A.I. Perchè.?

Forse è stato dimenticato l'articolo 5 comma b dello statuto della M.A.I. il quale aferma che i consiglieri durano in carica per due anni?

Le ultime elezioni sono state fatte nel 1955. C'è forse nello Statuto qualche difetto di stesura? _ E' bene che gli impiegati siano informati di quanto sopra onde evitare cattive interpretazioni. Riteniamo che le persone più idonee a dare delucidazioni sul perchè, siano gli attuali Consiglieri i, quali fungono da ben cinque anni senza avere mai chiesto il voto di riconferma e quin di di fiducia ai loro rappresentanti. Fatto quest'ultimo che lascia presupporre una autoinvestitura a « Senatori a vita ».

Un reparto malsano e pericolante

acqua fresca. Tanto vale quindi eliminare una spesa inutile nell'acquisto della verdura se si vuole risparmiare tanto da non comperare l'olio d'oliva, sia pure sofisticato, per condirla.

DE T»' RSI VO CERCASI

Le fontanelle dove gli operai vanno a bere — dato che non sempre hanno la possibilità di spendere per la « Coca » non brillano per la eccessiva_ pulizia, forse si vuole economizzare. anche non acquistando qualchechilo di detersivo?

LA CARESTIA DI SCOPE

Vi sono reparti che vengono scopati solo due volte alla settimana. Che non vi siano più scope nel nostro Paese? Che siano andate a finire tutte nelle mani dei Turchi, dei Giapponesi o dei Coreani del Sud? Sembrerebbe di sì data l'aria di repulisti generale che spira laggiù

I lavoratori della manutenzione hanno diritto di godere le ferie in modo continuativo e nei giusti periodi come tutti gli altri lavoratori, hanno diritto ad essere liberi cittadini dopo le otto ore giornaliere e le quarantotto settimanali, hanno diritto a vedere rispettati gli organici delle squadre, hanno diritto al ri spetto delle qualifiche, hanno diritto ad essere trattati come uomini e non come rotelle di un meccanismo a loro ostile, hanno diritto ad avere al loro fianco dei tecnici con i quali collaborare e non dei capi ciurma, (sempre con le dovute eccezioni) armati di frusta, insensibili alle più elementari esigenze morali e materiali dei lavoratori.

Se non si tiene conto di tutto ciò è assurdo sperare di tacitare í lavoratori con le panzane, il tempo dei miti è finito, la favola del < mantenevi poveri » non fa più effetto, bisogna cambiare registro perchè i lavoratori non sono più disposti a vivere in schiavitù.

«SENATORI A VITA»

i consiglieri del M. A. 1.

Il 14 c.m., gli operai si sono recati alte urne per eleggere i loro rappresentanti nel consiglio delle Mutue F.A.M.R.L. e M.A.I.

Forse lo fanno nuovo il reparto « Decappaggio ». Almeno così pare.

Noi -comprendiamo benissimo che non è tanto • la bellezza del reparto o le condizioni igieniche dello stesso che turbano i sonni beati dei padroni.

I loro sonni sono tinti di rosa. Macchine lucenti, lussuosi appar tementi, ville al mare, serate al « naigh club » o al Casinò; i luoghi di lavoro siano come siano purchè sfornino milioni da godere in santa pace. Nei reparti non vivono i padroni, nel sudi ciume, tra le esalazioni degli acidi non rimestano e non si bruciano i polmoni i padroni, se crolla un reparto, una casa mal costruita, un muro di cinta da sotto le macerie non giungono i lamenti del padrone. Il padrone ben nutrito, le mani curate è al sicuro tra la « gente-bene » con stuoli di lacche pronti a servirlo. decappaggio invece è in ferriera, è tra le sue cascanti e maleodoranti pareti conducono la loro vita dei lavoratori, degli uomini che arriveranno alla pensione nudi come nudi sono nati, con la pelle bruciata dopo aver vissuto tutta una vita in una bara pestilenziale in cambio di un tozzo di pane.

Ma perchè arrivino almeno alla pensione bisogna che il reparto non crolli loro addosso come sembra stia per fare ogni momento. Ci pensi chi di dovere.

L' E. N. P. I, E LE CANDELE

L'E.Pi. è certamente lungimirante, in tutti i suoi cartelli, manifesti o pubblicazioni richiama in primo luogo .l'attenzione degli operai nei vari pericoli nei quali possono incorrere nel corso della loro attività produttiva.

E certamente fa bene in quanto l'operaio non solò è la parte interessata, ma è anche il sólo al quale valga la pena di rivolgere la pa-

rola sicuri di essere ascoltati.

Infatti la stessa propensione a capire le cose non sembra la dote principale di coloro che di notte, al buio, ordinarono di sgomberare il laminato rimasto sotto i cilindri al laminatoio Vergolla perchè era venuta' a mancare la corrente elettrica e quindi anche l'illuminazione, confortati dalla pallida luce di due pile.

SPIGOLATURE •
Rispettare le qualifiche

Il fallimento del "vertice

nei commenti della stampa

La quest• dell'aereo-spia, il fallimento del vertice, le-successive prese di posizione e il piano per il disarmo di Krusciov, hanOo occupato grande spazio sui giornali di tutto il inondo. Anche la stampa italiana si è occupata ampiamente di questi avverti aaa enti, ma, specialmente, i cosiddetti giornali (l'informazione, quasi esclusivamente con preoccupazioni propagandistiche e tutto a scapito della verità. I giornali d'informazione, compresi cptelli della sera, assieme ai giornali cattolici, si sono particolarmente distinti nell'accettare e sostenere le tesi più oltranziste e le .spiegazioni più puerili degli americani circa l'inci. dente ,dell'U-2 e il fallimento del vertice; e a un punto tale da trovarsi spesso coinvolti nelle brutte figure collezionate in questo periodo dagli americani. Si veda, ad esempio, quanto scriveva:

«L'ITALIA »:

« L'ambasciatore americano a Mosca, Thompson, è stato incaricato di protestare con energia presso il Ministero degli Esteri sovietico per l'abbattimento di un apparecchio disarmato e dedicato a ricerche meteorologiche... Il portavoce del Dipartimento di Stato, White, ha d'altra parte definito " ridicolo " il tentativo del ministro degli Esteri sovietico di porre in dubbio la spiegazione americana ».

'Ma è troppo importante la posta in gioco (la pace) perchè queste cortine funiogene possano produrre sull'opinione pubblica gli effetti sperati. Infine, non tutti i giornali sono disposti a fare brutte figure di fronte alla forza dei fatti e non tutti sono disposti a seguire ciecamente nel baratro certi dirigenti americani. Così a giornali che scrivono come

« CORRIERE DELLA SERA »:

« Il Premier sovietico cerca ai seminare confusione nel tentativo di mascherare la sua responsabilità », possiamo affiancarne numerosi altri, e non solo italiani, che scrivono con maggior senso di responsabilità. Incominciamo con nn riconoscimento particolarmente signifieatiVO pubblicato addirittura dal quindicinale diretto dal « leader » della sinistra

D.C., Luigi Granelli:

«STATO DEMOCRATICO »:

« Ma soprattutto vi è la considerazione che la politica della distensione, e l'incontro al vertice in particolare, ha costituito veramente la sostanza della politica di Kruscev, il quale non aveva nessun interesse a farla naufragare per una questione, che è senz'altro marginale. quale quella dell'U-2 ».

« LA LIBRE BELGIQUE »:

« Non si può deprecare mai abbastanza il danno fatto dagli americani. Solo una severa in chiesta... seguita da sanzioni contro i colpevoli, può calmare l'i rata opinione pubblica mondiale ».

Ed ecco una nota di Walter Lippma n, ripresa, da

AH, CORRIERE - D'INFORMAZIONE »:

« In mezzo alle rovine, una volta riavutisi dallo " choc " bisognava che ci dedicassimo alla lunga opera di ricostruzione. Come e dove incominciarla? Dal punto dove si è prodotto il peggior danno. E questo non sta in ciò che ci ha detto o fatto Kruscev: sta in ciò che abbiamo fatto noi, nella ferita che abbiamo inferto a noi stessi, con una serie di errori commessi,- nei settori più delicati, dalle nostre più alte autorità. Tali errori non hanno soltanto suscitato l'ira dei sovietici e fatto naufragare la conferenza al vertice, ma, quel che è peggio, hanno destato fra i nostri alleati e anche fra noi

americani il dubbio circa la nostra idoneità a dirigere l'alleanza occidentale nelle supreme que'sifoni di pace o di guerra ».

«,IYAILY EXPRESS ».

« In una sola volta Kruscev accusa gli Stati Uniti di "intenzioni aggressive" e convince il mondo che la Russia è capace di batterli. E chi gli ha offerto questo trionfo diplomatico? I suoi_ maggiori nemici. I generali americani ».

« IL PUNTO »:

« Questa è appunto la tesi che ha finito col trionfare sullo " spirito di Camp David" e che ha avuto la sua formulazione ufficiale nell'ultimo Consiglio della N.A.T.O., a Instanbul: negoziare con i russi perchè non se ne può

fare a meno, ma contrapporre a Kruscev una soliciarietà generica senza mai scendere a trattare su argomenti singoli. Adenauer,

dopo avere espresso questo giudizio — lo ripete quasi sempre meccanicamente — è andato riposarsi a Cadenabbia o meglio

è andato a godersi in Italia la soddisfazione di veder rinviato l'inizio della " politica dei vertici" di almeno un. anno ».

Ma il Linimento del vertice è soltanto un momento della battaglia per imporre la distensione e per risolvere i problemi che tuttora potrebbero rappresentare una minaccia per la pace. La battaglia continua e con una partecipazione sempre più vasta oli popoli che inette in crisi ogni giorno di più i capisaldi della politica della guerra fredda e - del rischio calcolato La battaglia continua: dopo Parigi, ecco le nuove proposte di disarmo di Krusciov, che mettono nuovamente sul banco di prova la buona volontà dei dirigenti delle altre grandi Potenze.

L' OSCAR DEI 35 ANNI

"LA CORAZZATA POTIENIKIN" df S. M. EIsenstehr

Un film che tutti i lavoratori devono vedere

Parlare del « Potiemkin », il più bel film che sia mai stato fatto in tutta la storia del cinema, non è una cosa facile. Un critico l'ha paragonato ad e un grido », tanta è la sua carica emotiva; alcuni lo considerano come la massima testimonianza artistica della rivoluzione russa; altri lo indicano come un testo fondamentale dello specifico filmico: dal montaggio alla composizione dell'inquadratura, dall'uso del materiale plastico alla recitazione cinematografica.

Tutti hanno ragione ma nessuno dice tutto: il « Potiemkin » non è solo un filai entusiasmante e commovente, un documento storico o una lezione di stile e di tecnica, ma è una vera opera d'arte, una delle più giovani del nostro secolo.

A rivederlo oggi dopo 35 anni dalla sua realizzazione niente è cambiato nella nostra emozione e nel nostro giudizio.

La moda, Il com mercialismo, la propaganda molto spesso fan-

no del film, essendo il cinema anche un'industria, un'opera caduca, che _col passar del tempo mostra la trama della superficialità e dell'insincerità. -

Questo non vale per il «Potiem kin »: è un film muto, un po' sbiadito nel suo « preistorico» bianco e nero, ma la sua storia è indimenticabile: conim nove, stupisce, fa pensare, insegna. A noi spettatori, così abituati a passiva mente sognare coi colorati polpettoni amorfi e reazionari di Hollywood o le Carsacce volgari e pettegole di ('inecittà, ci sctiote, ci giunge veramente come «un grido » di speranza, di giustizia, come il grido della rivoluzione russa.

che vede realizzata, sugli schermi italiani con un ritardo di :Li anni per colpa della censura fascista prima, clericale poi, la profezia di Lenin, che indicava nel film « la potenziale opèra d'arte (lei nostri tempi », nel cinenia «l'arte rivoluzionaria ».

Parole aristocratiche

LIBRI IN BIBLIOTECA

RunoLF Ilbss: Comandante ad Auschwitz (Einaudi, L. 1.500).

Rudolf Hiiss, ufficiale delle SS, fu per due anni il comandante del più grande campo di stermi nio nazista, quello di Auschwitz, dove vennero uccisi circa due milioni di ebrei. Processato da

DEL MAESTRO

GUERRAFONDAIO

di B. Brecht

Lui voleva la guerra(, la [guerra.

Parlava del vecchio Fritz

E subito negli occhi un [guizzo

Non mai per Wilhelm Pieck.

La lavandaia Schmitt

Era contro il lordume, il lordum e .

Prese il maestro Rubel.

Lo mise nel mastello

e fece sparire anche quello.

Ecco perché gli diamo l'Oscar dei 35 anni: perché una volta di più smentisce tutti i discorsi sulla caducità del cinema e sulla incapacità del film di rimanere nei cuori e nella cultura della gente come una compiuta opera d'arte. Onore al cinema dunque oggi, un tribunale polacco alla fine della guerra, venne condannato a morte, e in carcere, in attesa dell'esecuzione, scrisse l'autobiografia che ora presentiamo. Si tratta di uno dei documenti più impressionanti che siano apparsi su questo argomento: non solo perché ilhistra con burocratica freddezza la storia e il funzionamento nelle officine della morte, ma soprattutto perchè, per la prima volta, - ci permette di intravedere la mentalità, la psicologia dell'« altra parte ». di cogliere nel vivo l'insanabile contraddizione che esiste tra le giustificazioni addotte dai carnefici e l'enormità dei loro delitti.

I diritti d'autore derivanti dalle vendite di questo libro saran no versati al « Comifé International d'Auschwitz » che provvederà a devolverli a favore dei sopravvissuti del campo di sterminio.

CONFORMISTA - - Era dichiarato così in Inghilterra chi seguiva la, religione ufficiale anglicana. Si dice ora di persona che segue, senza esercitare critica, ogni politica governativa.

CRUMIRO - Termine dispregiativo con il quale si designa il lavoratore che nel corso di uno sciopero si presenta al lavoro, creando la base di una possibile rottura del fronte di lotta. L'organizzazione del crumiraggio è sempre stata la strada seguita dal padrone per spezzare la forza dei lavoratori. Esso trova la sua base oggettiva nella miseria di masse di disoccupati e nella scarsa coscienza di classe degli strati del sottoproletariato.

DEFENESTRARE - Buttare dalla finestra e, in senso più largo, cacciare via malamente, togliere improvvisamente , a qualcuno un incarico ufficiale.

DEFICIT - Voce latina che significa « manca »; ammanco, disavanzo; nel bilancio di una amministrazione indica la somma che rappresenta la differenza in più delle spese sulle entrate.

GERARCHIA - Gradi di autorità e dignità in pubblici uffici e nella Chiesa.

IMPERIALISMO - E' l'estrema fase del capitalismo, nella quale ha preso corpo il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, ha assunto una importanza di primo ordine la esportazione del capitale, è cominciata la divisione del mondo tra i trust ed è terminata quella tra i paesi capitalisti più importanti.

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"COMANDANTE AD AUSCHWITZ"

Imporre migliori retribuzioni compreso cioè che è necessario imporre al padronato una più equa distribuzione del reddito, che corrisponda effettivamente al volume della produzione, per migliorare in primo luogo le proprie condizioni di vita e per impedire che un eccezionale aumento del potere economico del padronato p:irti conseguentemente ad un aumento del suo potere politico con le più gravi conseguenze per tutta la classe lavoratrice che vanno estendendosi le lotte sindacali in tutti i settori ed in tutto il Paese come pure nella nostra fabbrica con la ferma volontà di piegare il padronato.

La gestione municipalizzata

e patrimonio collettivo, normalmente con una vita funzionale largamente autonoma, alla quale il-comune doníanda la gestione di un servizio sociale: nel caso dell'A.T.M. quello dei pubblici servizi di trasporto. Praticamente quindi proprietari di questa: azienda sono i cittadini del Comune, ed essa esercisce il servizio affidatogli nell'interesse e secondo le esigenze dei cittadini stessi. -

I compiti fondamentali di quest'azienda sono:

— assicurare ai cittadini il servizio alle condizioni migliori e secondo le loro reali esigenze; -- esercitare una funzione calmieratrice sulle tariffe rispet-

te alla speculazione privata esercente pubblici servizi di trasporto; contribuire con la sua attività al progresso economicosociale della città; sviluppare, ammodernare .e potenziare i servizi non secondo dettami speculativi pia conformemente alle evolventi esigenze sociali della città e della cittadinanza in materia di trasporti.

I bilanci dell'azienda municipalizzata non sono a se stanti, ma sono parte integrante del bilancio comunale. Al Comune -spetta il dovere di provvedere al finanziamento dell' azienda per porla in grado di assolvere completamente e permanente-, mente alle sue funzioni ed al suoi compiti.

Per l'A.T.M. il Comune ha domandato la gestione ad una Commissione Amministratrice` formata da 7 componenti lesi-gnati dal Consiglio comunale: Nella sua composizione dovrebbe rispecchiare, in modo proporzionale, la composizione politica del Consiglio corriunale. Con un atto discriminatorio operato dall'attuale maggioranza di Palazzo M a, r i n o, nell'attuale Commissione Amministratrice non sono rappresentati i comunisti.

La Commissione Amministratrice dura in carica quanto il Consiglio Comunale. Il.Comune, tramite l'Assessore alle Aziende Municipalizzate,-indirizza e controlla la sua attività che si sviluppa sulla base delle direttive del Consiglio e della Giunta Co- munale.

A. M.

Da bravi cronisti è bene, ogni tanto, ascoltare la gente che parla. Si fanno esperienze, para sempre qualcosa.

Sentite per esempio questo dialogo fra due operai. Fu la prima frase, nel tono serio in cui fu detta, che attrasse la mia attenzione.

Cercherò di - attenermi il più possibile, sebbene schematizzando, a quello che fu detto.

Domanda: « Secondo te che cos'è la società capitalistica? Ho sentito questa frase, per caso, in un comizio ».

Risposta: « E' una società nella quale alcuni vivono dei proventi del capitale, altri vivono del lavoro ».

D.: « Ma. questa è un'ingiustizia. Come può avvenire ciò? ».

R.: « Chi possiede il capitale (strumenti e mezzi di produzione) può comprare l'attività lavorativa di chi è senza capitale e rivendere il frutto del lavoro di quest'ultimo ad un prezzo superiore a quello pagato ».

D.: « Sono tutti contenti di questo- stato di cose? ».

R.: « No, certo. Ne sono contenti i capitalisti; ai lavoratori invece questo stato di cose non piace - affatto. I capitalisti quindi vogliono conservarlo e i lavoratori vogliono cambiarlo ».

D.: «D'accordo, ma in che modo? ».

R.: « I lavoratori sostengono che nessuno debba più vivere sfruttando il lavoro altrui, ma che tutti debbono vivere del proprio lavoro ».

D.: « Di fronte a questa pretesa dei lavoratori, qual'è la posizione dei capitalisti ».

R.: « Essi accusano i lavoratori di voler " sovvertire " l'ordine (perciò li chiamano "sovversi-

vi ") d'altra parte, fanno di tutto per dividere la forza della classe operaia o con la minaccia verso i più coscienti operai o con l'ipocrita paternalismo verso alcuni settori meno maturi dei lavoratori ».

D.: «Naturalmente i capitalisti vogliono il mantenimento dell'ordine attuale perchè giova a loro, come mi hai spiegato; ma qual'è la conseguenza di questa divergenza? I lavoratori vogliono un ordine nuovo, ma come si può impostare, organizzare questa lotta? ».

R.: « Prima di tutto con l'unità della classe operaia, ma senza più fare discorsi generali, ti darò un esempio che interessa la nostra lotta proprio in questo momento. In questi anni le conquiste della tecnica e la razionalizzazione del processo produttivo, hanno fatto in modo che il lavoro dell'operaio rendesse al padrone molto di più di prima. Eppure gli industriali non vogliono dare il giusto aumento di salario ai lavoratori in rapporto alla aumentata produzione. Lottare per l'aumento dei salari è quindi necessario (anche perchè poi il costo della vita è aumentato), se si vuole eliminare lo sfruttamento dell' uomo su//' uomo, che è la regola disumana della Società borghese ».

Il discorso continuava, s'inoltrava in particolari tecnici, in indicazioni più concrete di azione. C'era in quegli operai la coscienza di avere una grande responsabilità sulle spalle: quella di imparare e di agire per sé e per la società. C'era, in embrione, la nuova classi dirigente.

Il cronista filosofo

S. I. S. SOCIETÀ ITALIANA SPIRITI

INAUGURATA LA PRIMA CASA

che, il primo soprattutto, sono orientati a considerare le Cooperative, e quindi a tassarle, alla stessa stregua delle società private a fine speculativo e poi perchè frappongono infiniti ostacoli alla concessione di mutui o prestiti) secondo, un potenziamento degli spacci di vendita per svolgere un'azione calmieratrice nei confronti dei grossi gruppi monopolistici che cercano di carpire ai lavoratori, attraverso la falsa politica demagogica dei Supermarket, la maggior parte del salario che essi percepiscono, e superando quindi le iniziali diffidenze di parte almeno dei bottegai e venditori al dettaglio.

Fra i presenti, mentre le due bande di S. Donato e di Rogoredo (quest'ultima per l'occasione con i componenti inguantati in un impeccabile e marinaresco completo bianco-blu) allietavano i presenti con marcette e altre composizioni da sagra paesana, sotto la direzione del maestro Bianchi, fra i presenti, dunq abbiamo notato il Sindaco di S. Donato e, raggiante e un po'

emozionato, il Presidente dell'Unione Sarchi, unitamente a tutti i Consiglieri e le delegazioni di Dervio, di Gardone, della Ceretti e Tanfani; abbiamo anche visto il Presidente della Cooperativa Rogoredo, Zerti, e i rappresentanti più autorevoli dei partiti e delle organizzazioni democratiche di S. Donato e di Rogoredo.

Al termine, mentre le bande intonavano l'Internazionale e l'Inno di Mameli, vicino a noi un vecchietto- baffuto e completamente raggrinzito, 'commosso e meravigliato per le realizzazioni dei « giovani » cooperatori, ha esclamato in meneghino: « Sperem che chi fico chi vaghen avanti ben con la Cuperativa ».

Questo è, di tutto cuore, l'augurio che facciamo anche noi.

FABBRICA UNITA

Periodico dei lavoratori della Redaelli direttore responsabile BRUNO CREMASCOLI registr. del Tribun. di Milano n. 5271 del 20 Aprile 1960 Redazione e amministrazione — via M. Palombino, 4 — tip. Porpora lel. 273.071

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CONTINUAZIONI DALLA PRIMA PAGINA • APPUNTI UTILI DIALOGO ERA OPERAI

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