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ANNO V - N. 4 - Aprile 1981
L. 300
MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA
CON L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO POLIENNALE
in questo numero IL RUDERE DEI BUSSI
righBLEMA È LA GOVERNABILITA' SOSTENIAMO LA LEGGE 194 LA RESISTENZA NELLA NOSTRA ZONA
Privilegiata la linea dei servizi di zona Larga convergenza di voti favorevoli, dal P.R.I. a D.P. - Contrari D.C. e P.L.I. -Denunciate le inadempienze governative in materia di finanze locali Malgrado un'opposizione, che ha assunto a volte anche toni rissosi, del gruppo democristiano, che peraltro non ha avanzato proposte alternative o migliorative, il Consiglio di Zona 19 ha approvato a larga maggioranza, con il voto favorevole dei gruppi comunista, socialista, repubblicano e demoproletario, per un totale di circa i due terzi dei consiglieri presenti (contro hanno votato democristiani e liberali), il suo bilancio per il 1981 ed il bilancio poliennale per gli anni 1981 - 82 - 83 con una previsione di spesa di 5 miliardi e 590 milioni di lire per il solo 198 1, di 8 miliardi e 550 milioni per il 1982 e di 9 miliardi e 824 milioni per il 1983, per un totale di 23 miliardi e 964 milioni di lire nel triennio, ripartiti secondo un dettagliato piano di interventi. Si tratta di un bilancio coraggioso che — come è stato fatto rilevare nel corso del dibattito seguito alla relazione introduttiva del consigliere Michele Colacicco, coordinatore della Commissione bilancio — rappresenta una grossa novità rispetto al passato in quanto và a programmare gli interventi in modo non più episodico, ma tenendo il passo con lo sviluppo della città attraverso una pianificazione, che si propone, con un preciso progetto politico, di porre rimedio ai guasti provocati negli anni sessanta da uno sviluppo urbano disordinato, che ha favorito la speculazione e creato in peri-
AL CONSULTORIO DI VIA ALBENGA
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feria quartieri privi di servizi. Si è venuto così a creare, rispetto all'insorgere della domandaa, un enorme ritardo nel dotare i quartieri di periferia, come i nostri, dei necessari servizi, che comunque il Consiglio di Zona 19 intende realizzare secondo una precisa linea che si è dato e che ha riconfermato con il suo programma approvato nell'ottobre scorso.
Una programmazione flessibile Tale obiettivo di fondo lo si ritrova nel bilancio poliennale, che prevede per il 1981 soltanto
UN LUNA PARK FISSO A S. SIRO?
DISCOTECA? GRAZIE NO! Per iniziativa del "Comitato Contro la Discoteca Quartiere S. Siro" (cui aderiscono il CAF, la FGCI, il PCI, il PSI e cittadini del quartiere) si è tenuta 1'11 marzo scorso un'assemblea pubblica nel corso della quale sono stati denunciati i disagi che la presenza in via Ricciarelli di una discoteca arreca agli abitanti del quartiere. Al termine di un ampio dibattito l'assemblea ha votato all'unanimità una mozione con cui si chiede alle autorità preposte di intervenire d'urgenza per la risoluzione del grave problema chiedendo loro altresì di valutare la possibilità di revocare la licenza. Dopo l'assemblea un corteo di cittadini, consiglieri di zona ed esponendi politici si è recato fino in via Ricciarelli per una civile manifestazione di protesta contro la presenza di una struttura che il quartiere ritiene non rispondente alle sue necessità e fonte di gravi problemi per gli abitanti delle strade adiacenti. IL SERVIZIO A PAG. 3
Nonostante l'arrivo del nuovo medico, questi non potrà iniziare il suo lavoro che dopo l'inizio di giugno. In crisi l'assistenza sanitaria del consultorio
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ASSEMBLEA PUBBLICA A S. SIRO
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Due mesi per una visita
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quegli interventi per i quali sono possibili entro quest'anno la programmazione, la progettazione e la realizzazione. Per i due anni successivi, 1982 - 83, è stata prevista una flessibilità della programmazione, che renderà possibile un'ulteriore pianificazione, nel cui ambito si potrà, se sarà ritenuto necessario, anticipare o posticipare gli interventi previsti tenendo conto delle esigenze emergenti con una continua verifica e revisione delle previsioni. Certo ora resta da verificare la fattibilità di tale bilancio che risente — come si è fatto rilevare da più parti ed in primo luogo dalla maggioranza — del fatto che ha dovuto essere approntato (per soddisfare disposizioni ed impegni precisi) in carenza di precise indicazioni in cifre di quanto l'Amministrazione comunale potrà stanziare per le singole zone. Ciò deriva dal fatto che il Comune di Milano non è ancora in grado di sapere di quanti soldi potrà disporre quest'anno in quanto il governo na-
Dopo lunghissime pressioni degli utenti e del comitato di gestione finalmente verso il 20 dello scorso febbraio è arrivata al consultorio una lettera del Comune di Milano nella quale il dott. Voipato, ufficiale sanitario responsabile dei consultori milanesi all'interno della Ripartizione Igiene e Sanità, comunicava l'assegnazione del dott. Michele Meschia al consultorio per un totale di otto ore settimanali di lavoro a partire dal 2 marzo. Alla notizia è seguita una soddisfazione generale del Comitato di gestione per l'obiettivo raggiunto e per l'avvicinarsi della risoluzione dei problemi del consultorio. Ancora adesso quattro ginecologi del S. Carlo si avvicendano con tre ore settimanali ciascuno. Ma il loro lavoro non è sufficiente e le otto ore del nuovo medico appena assegnato sembrava potessero risolvere definitivamente il problema dei due mesi di prenotazione ora necessari per potersi sottoporre ad una visita ginecologica. Ma presto al primo incontro con il dott. Meschia, il Comitato di gestione si rendeva conto che i problemi non erano ancora risolti. La Ripartizione Igiene e Sanità aveva assegnato il nuovo medico senza preventivamente interpellarlo, ed il dott. Meschia si era precedentemente assunto
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Ciò che ci preoccupa
In questi ultimi tempi abbiamo assistito ad una tendenza del gruppo democristiano al Consiglio di Zona 19 ad un'opposizione più rissosa che propositiva, quasi che tale gruppo volesse riproporre nella nostra circoscrizione l'atteggiamento che dal 1975 la D.C. ha assunto al Consiglio Comunale di Milano. Intendiamoci, non è che noi vogliamo negare ad alcuno il diritto di porsi all'opposizione come meglio crede o può. Non è questo che ci preoccupa. Ciò che ci preoccupa è altro. Sono i continui ricorsi al voto di fiducia (che mal nasconde la sfiducia del governo verso la maggioranza che lo sostiene), certi atteggiamenti del governo che sembra voler mettere in sottordine il Parlamento (come nel caso del secondo decreto sulle .finanze locali quando ha riproposto norme che già erano state bocciate nel primo), il porsi dello stesso governo Forlani come unico governo possibile facen-
do intravvedere la minaccia di elezioni anticipate in caso di sua caduta. Ci preoccupano certi "veli" democristiani contro trasmissioni televisive già programmate, la linea "dura" assunta dalla Confindustria nei confronti dei sindacati e tanti altri episodi ancora, non ultimi (anzi proprio il contrario) certi atteggiamenti assunti dal neo presidente americano Reagan con un linguaggio che il presidente della nostra Repubblica, Sandro Pertini, non ha esitato a definire quanto meno "un po' provocatorio". Non vorremmo che tutti questi episodi non fossero altro che i sintomi emergenti di un unico, grande disegno restauratore mirante a farci tornare indietro di trent'anni, a tempi della guerra fredda sul piano internazionale e dello scontro di classe sul piano interno. È questo ciò che ci preoccupa.