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Milano 19(22)

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NUOVA SERIE - N. 4 - APRILE 1979

L. 300

MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA

Diossina sulla Zona 19?

in questo Figino come Seveso? numero

Rifiuti di Seveso bruciati nell'inceneritore dell'AMNU, afferma in una sua denuncia il Comitato scientifico popolare. Di chi sono le responsabilità? È necessario fare chiarezza Allora era tutto vero? La denuncia fatta pubblicamente nel dicembre 1977 dal dr. Maiuri, medico condotto di Figino, era fondata? Dal camino dell'inceneritore dell'AMNU di Figino è veramente uscita la diossina? Sono interrogativi che tornano d'attualità in seguito alla pre-

25 Aprile: la libertà è una conquista

sentazione da parte del Comitato scientifico popolare di tre esposti - denuncia contro l'avvocato Antonio Spallino e diciannove componenti la medico - clinica ed epidemiologica che fanno capo all'ufficio speciale per Seveso. Il primo, presentato con gli altri due il 10 marzo scor-

Caro carta e libertà di stampa Milano 19 compie due anni di vita. In questa occasione ci sembra giusto chiederci e chiedere ai nosri lettori se, pur con tutti i suoi limiti, esso sia riuscito e riesca tuttora a svolgere un ruolo nella nostra zona.

UNIDAL: una mobilità che non si ferma

I problemi della stampa in generale, compresa la grande stampa quotidiana a carattere nazionale, sono più o meno noti a tutti. Alti costi e insufficiente remuneratività dei prezzi di vendita rendono assai spesso le imprese giornalistiche economicamente passive. Perché allora c'è chi investe nei giornali sapendo a volte con certezza di andare incontro a perdite finanziarie? La risposta è nel fatto che spesso la redditività dei giornali è di tipo diverso: in particolare di carattere politico, specie quando si intende la politica come gestione del potere.

La droga è tra noi

Non a caso, secondo quanto è stato a suo tempo riferito, il senatore Fanfani l'indomani delle elezioni del 1975 avrebbe attribuito la colpa della confitta elettorale della DC all'ostilità della stampa indicando al suo partito l'obiettivo urgente di riconquistare il controllo dei gionali.

Scuola Conti: i contenuti si cambiano anche con il monteore

Il senatore democristiano non fu il solo. Altri partiti, o persino torrenti di partiti, altrettanto delusi dagli esiti elettorali si sono posti lo stesso obbiettivo, lanciandosi nella corsa dell'accapparramento delle testate. Ha senso allora parlare di giornali "indipendenti"? Qui si inserisce il discorso che ci riguarda più vicino: quello dei giornali locali come il nostro. La prestazione volontaristica dei redattori e dei diffusori riducono alle sole spese di carta e stampa i costi, che possono essere così coperti dagli introiti per le vendite e per le inserzioni pubblicitarie, anche quando si tratti di tirature limitate a qualche migliaio di copie.

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una conquista per la donna e per la società •

Questo è il caso di Milano 19, che non ha altri finanziatori all'infuori dei lettori e degli inserzionisti. Nato, come abbiamo scritto fin dal primo numero, per iniziativa dei comunisti della zona 19, il no-

stro giornale non ha mai voluto, nè vuole, essere fatto dai soli comunisti e per i soli comunisti, ma ha sempre voluto e vuole tuttora essere un giornale fatto da e per tutti gli abitanti della zona. Non a caso la sua redazione è composta soltanto in parte da comunisti, non a caso abbiamo sempre pubblicato quanto ci è pervenuto da nostri lettori o da altri che hanno inteso offrirci la loro collaborazione, senza mai operare tagli nè censure, neppure quando le posizioni di chi ci scriveva erano lontane, a volte anche parecchio, dalle nostre, intendendo offrire le pagine del nostro giornale come palestra di dibattito e di confronto di idee. Questa, a nostro parere, è "libertà di stampa" e come ogni libertà va difesa contro ogni tentativo di soffocarla, anche quando la minaccia non derivi direttamente da un disegno di mettere il bavaglio all'informazione, ma da fattori esterni, magari economici. Ci riferiamo in particolare al recente rincaro della carta, che ha determinato l'aumento del prezzo di vendita dei quotidiani e che può arrecare un duro colpo alle capacità di sopravvivenza di alcune testate.

so alla Pretura di Milano dagli avvocati Melzi, Borasi e Caseiia ipotizza il reato di "omissione di soccorso" per l'avvocato Spallino e per alcuni membri della suddetta commissione. Il secondo si riferisce ad un'indagine compiuta in due tempi presso l'ospedale di Desio. Il terzo riguarda un grave fatto accaduto proprio nella nostra zona, nell'inceneritore dell'AMNU di Figino. Citiamo testualmente il documento del Comitato: "II 21 novembre 1978 il presidente della Regione Golfari emanò un decreto (n. 637) relativo ai provvedimenti urgenti da adottarsi per alcune situazioni non previste dall'opera di bonifica. Si può desumere da quel decreto che nel periodo marzo '76 - agosto '77 l'Assessore regionale alla Sanità ordinò di trasportare i rifiuti solidi di Seveso, Meda, Cesano e Desio ai forni inceneritori di Milano invece che nella consueta

cava di Gerenzano. presso Saronno, al fine di impedire la diffusione di sostanze contaminate provenienti dal territorio colpito dalla nube tossica". Si trattava di 8600 quintali di rifiuti inquinati che sarebbero stati bruciati negli inceneritori di Figino e di via Zama, che a malapena raggiungono, se a pieno regime gli 800 -adi. FUMI O NUBI oSICHE? Sulla questic e il dr. Alberto Frigerio dell'Istituto Mario Negri, un tecnico di fama, autore tra l'altro del libro "Diossine, rifiuti e inceneritori: un caso italiano". ha dichiarato: "Se è vero si tratta di una questione molto grave. Si era prospettato infatti di costruire per i rifiuti di Seveso un apposito inceneritore a 1.200 gradi. È questa la temperatura che distrugge la diossina. Gli inceneritori di Milano raggiungono solo gli 800 gradi. In questo caso non (segue a pag. 2)

I bassi di Napoli a duecento metri da casa Gli abitanti della Cascina Cottica hanno passato anche questo inverno in una situazione insostenibile.

Anche noi ci troviamo di fronte a questo problema di aumento dei costi. Anche noi avremmo potuto scaricarlo sui lettori aumentando il prezzo di vendita di Milano 19; ma non ci è sembrata la soluzione migliore. A conti fatti abbiamo ancora margini per annullare i maggiori costi con un aumento della tiratura e conseguentemente delle vendite; ma è uno sforzo che dobbiamo compiere tutti assieme, noi della redazione, i diffusori e voi, cari lettori, cui chiediamo di farvi propagandisti di questo giornale, non soltanto nostro, ma di tutti i cittadini della zona, perché esso possa raggiungere un pubblico sempre più vasto. Ne guadagnerebbe, in definitiva, anche l'ampiezza del dibattito e quindi la realizzazione di una sempre - più completa libertà di stampa.

servizio alte pagine 6-7 La Redazione


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