La pendolarità in Lombardia
(Interna, in entrata e in uscita con mezzi FS, autolinee, auto propria, moto ecc.)
SOMMARIO
VERTENZE SETTORIALI ED A PARTECIPAZIONE STATALE
CONFERENZA DELEGATI RIMINI : risoluzione generale piattaforma partecipazioni statali
LETTERA AL GOVERNO DELLA FEDERAZIONE CGIL-CISL-UIL
NOTA SEGRETERIA FEDERAZIONE CGIL-CISL
Area PIM: in uscita da Milano verso gli altri Comuni del comprensorio in entrata a Milano dagli altri Comuni del comprensorio
e) pendolarità Interna al comprensorio escluso Milano (dato approssimativo, non scomposto nelle due voci studenti lavoratori)
Digli altri Comuni:
In uscita verso il capooluogo e gli altri Comuni della Province
In uscita verso le altre Province
Dalle altre Province
t) in entrata nella Provincia di Milano.
Mancano I dati della pendolarità in uscita dei Comuni dell'arma PIM verso gli altri Comuni della Provincia • detta pylon•.
UIL SU VERTENZE TRASPORTI AUTO
VERTENZA ENERGIA: ROTA SU INCONTRI TEC
NICI
- INCONTRO GOVERNO SINDACATI DEL 9 GIUGNO 1975
PARTECIPAZIONI STATALI 6 ORE DI SCIOPE
RO •
TRASPORTI-AUTO: 4 ORE DI SCIOPERO
SCHEMA AZIENDE INTERESSATE
N° 14 - 20 GIUGNO 1975 -
Studianti Lavoratori Total• BERGAMO 24.445 131.293 158.738 BRESCIA 21.030 93.242 114.272 COMO 25.148 119.396 144.544 CREMONA 9.279 29.829 39.108 MANTOVA 11.581 25.142 36.723 MILANO • a) 1.911 41.717 43.828 5.582 195.291 200.873 269.500 23.333 133.228 156.586 4.514 15.553 20.087 18.471 93.737 112.208 Totale 802.842 PAVIA 14.725 54.086 88.791 SONDRIO 6.371 13.888 20.289 VARESE 23.458 125.846 149.304 Totale 1.531.581
•
Documentazione
einformazione peri delegati, Consigli di Fabbrica, Lega e Zona.
VERTENZE SETTORIALI ED A PARTECIPAZIONE STATALE
Con il presente bollettino intendiamo mettere a disposizione l'insieme del materiale prodotto dalle organizzazione in ordine alla vertenza delle PP.SS. e di quelle interset toriali perché su questo continui e si approfondisca il dibattito nei consigli di fabbri ca e tra i lavoratori. Con il bollettino pertanto si vuol dare una visione d'assieme dei problemi che sono oggetto di confronto, dei contenuti delle vertenze, della portata dello scontro e del conseguente impegno che ci attende.
La conferenza dei delegati svoltasi a Rimini dal 29 al 31 maggio ha assunto come momen ti centrali di iniziativa della Federazione OGIL-CISL-UIL la vertenza verso le aziende pubbliche (PP.SS. - Montedison Enel e Gepi) con un confronto che investe governo e enti di gestione.
La vertenza nei confronti delle aziende pubbliche non é ovviamente sostitutiva delle vertenze intersettoriali già avviate (energia, elettronica, telecomunicazioni, auto indotto e trasporti, agricoltura e industria, edilizia) nonche delle vertenze territoriali quali quelle della Campania, Sicilia, Calabria, Sardegna, Puglie e Basilicata, né tantomeno delle iniziative di fabbrica e di gruppo.
La vertenza Confederale con le Partecipazioni Statali apre una fase più avanzata del la strategia di lotta per l'occupazione ed in particolare per il Mezzogiorno, affrontan do i problemi degli investimenti, delle riconversioni industriali, dei rapporti intersettoriali e del riordino del sistema stesso delle PP.SS.
Le questioni che si pongono per tutto il movimento, ed in particolare per la FLM milanese sono oggi riconducibili alla nostra capacità di assicurare a queste decisioni il so stegno necessario attraverso la partecipazione dei lavoratori alla lotta, alla gestione delle vertenze e di garantire una coerenza di comportamenti a tutti i livelli.
Per quanto riguarda l'azione di fabbrica questo vuol dire la riconferma della nostra linea per la difesa dell'occupazione (organici, investimenti ecc.) infatti non avrebbe senso chiedere misure per l'occupazione attraverso vertenze generali, se nel frattempo do vessimo lasciar mano libera alle direzioni delle fabbriche di operare a livello di azien da un taglio degli organici, una mobilità selvaggia o di realizzare ristrutturazioni che attentino alle conquiste realizzate.
La portata delle rivendicazioni presentate presuppone scelte di politica economica ra dicalmente diverse da quelle decise e attuate da governo e padronato ed é pertanto facile ipotizzare il tipo di scontro che ci attende, non facile e non esauribile in tempi stretti e che richiede pertanto la consapevolezza ad ogni livello delle implicazioni che la scelta fatta porta con sé, anche se la nostra strategia é tesa alla realizzazione dei primi risultati parziali in tempi stretti.
1Le rivendicazioni nei confronti del governo e degli enti di gestione.
In particolare dalle singole piattaforme delle PP.SS. si ricava:
- verifica e tempi di attuazione di tutti gli impegni di occupazione previsti dagli accordi sindacali a comunque assunti;
- ruolo più incisivo delle PP.SS. nelle forniture di fertilizzanti, macchinario, infrastrutture per l'irrigazione, manufatti ed imballaggi a prezzo controllato per l'agricol tura;
sviluppare l'applicazione dell'informatica e della strumentazione elettronica sia nel l'industria che nelle amministrazioni dello Stato;
- impostare un coordinamento della ricerca, della progettazione e del mercato per l'impian tistica e le macchine utensili sia come base di scambio che di cooperazione con i paesi in via di sviluppo;
- avviare una politica organica dell'energia che preveda una maggior autonomia tecnologica sopratutto nel settore nucleare e in quest'ambito un programmatico sviluppo della elettromeccanica pesante; definire un piano di investimenti per il potenziamento dei trasporti collettivi, realiz zare immediatamente il finanziamento del piano per i 30.000 autobus, rifinanziare i pia ni di spesa per le ferrovie, porti, aeroporti, assistenza alle imprese dell'indotto, in centivazione della macchina agricola.
Si intendono affrontare inoltre le quesioni connesse all'industria chimica, tessile abbigliamento e quella farmaceutica e all'industria alimentare, al settore navalmeccanico all'interno di una nuova strategia delle imprese pubbliche, di diversi criteri di guida e di gestione democratica che assicuri un ruolo di controllo e di direzione al Parlamento, alle Regioni.
Queste richieste che vengono avanzate al Governo e agli Enti di gestione delle aziende a Partecipazione Statale compreso la Montedison, l'Enel e la Gepi non sono sostitutive e si saldano con le vertenze intersettoriali che mantengono la loro validità in quanto hanno lo scopo specifico di consentire un preciso confronto e dei concreti risultati con il pub blico potere e con le aziende private in particolare per quelle del settore dell'auto-indotto trasporti, dell'elettronica, telefonia e dell'energia sulle specifiche tematiche settoriali.
A questo bollettino ne seguirà un altro con una indicazione dettagliata delle piattaforme di settore e delle Partecipazioni Statali.
ALLEGATI:
- Documento approvato all'assemblea Nazionale dei delegati del 29-31 maggio tenuta a Rimini lettera Federazione CGIL-CISL-UIL al Governo e agli enti di gestione del 9.6.1975 piattaforffla per le vertenze con le Partecipazioni Statali
- nota delle segreteria della Federazione CGIL-CISL-UIL sullo sciopero dei trasporti auto indotto
- comunicato delegazione sindacale al termine dell'incontro con il governo del 9 giugno
- comunicato coordinamento Elettromeccanica/Finmeccanica
- politica energetica e piano elettronucleare e incontri tecnici al Ministero dell'Industria
- costituzione dei comitati di coordinamento nazionale
- elenco fabbriche milanesi metalmeccaniche interessate alle vertenze di settore e delle Partecipazioni Statali.
CONFERENZA DELEGATI DI RIMINI
RISOLUZIONE GENERALE
La conferenza nazionale dei delega. ti d'azienda e delle strutture sindacali riuniti a Rimini il 29, 30, 31 maggio approva la relazione svolta da Carniti e sottolinea il peso della crisi economica e sociale in atto
aggravata com'è dagli attentati e crimini dello squadrismo fascista e dalla strategia della tensione. La conferenza, mentre sottolinea l'uso politico della crisi da parte delle classi dominanti come strumento 3
di attacco alla classe operaia e alle masse popolari per aumentare Io sfruttamento nei luoghi di lavoro e determinare un drastico' ridimensionamento del loro tenore di vita, denuncia il tentativo di quelle forze
politiche ed economiche che vogliono fare arretrare il sindacato in un ambito puramente contrattuale, in una logica insieme subordinata e corporativa, negandogli quel ruolo di interlocutore decisivo nelle grandi scelte di politica economica che ha conquistato in anni di lotta. Consapevole di quanto decisiva sia per lo stesso sviluppo della democrazia la propria capacità di assolvere pienamente questo ruolo, il sindacato riafferma che su questo piano è deciso ad impegnare fino in fondo tutta la sua forza e capacità di mobilitazione dei lavoratori.
Sui problemi dello sviluppo e della difesa dell'occupazione, del Mezzogiorno e di una nuova politica economica, che debbono diventare sempre più una priorità assoluta, il movimento sindacale, nonostante vaste e generose iniziative di lotta a livello delle zone, provinciali, settoriali ed anche nazionali avverte la necessità di una unificazione intorno ad alcune scelte fondamentali, superando i limiti e le incertezze di direzione registrate in questi mesi.
La conferenza sottolinea perciò la necessità di una ferma risposta di lotta di tutto il movimento operaio capace, per incisività e continuità, di modificare le scelte economiche del padronato e del governo, e aprire i necessari tavoli di trattativa; un confronto preciso deve riaprirsi sui temi della spesa pubblica e della politica fiscale realizzando un collegamento con le lotte in corso per la riforma della pubblica amministrazione e delle strutture e dei modi dell'intervento pubblico.
La Federazione unitaria, insieme alle categorie ed alle strutture orizzontali, mentre fa proprie le lotte già decise per i prossimi giorni — come Io sciopero per l'elettronica e le telecomunicazioni, quello dei chimici, ecc. — deve assumere come prioritarie e centrali nel confronto con il padronato ed il governo alcune delle vertenze già aperte sui cui misurare la volontà politica delle controparti. Si tratta quindi di sviluppare nei mesi di giugno e luglio un movimento di lotte articolate che non potrà non estendersi anche alla stagione contrattuale e che rappresenta una condizione fondamentale per fare dei rinnovi contrattuali, un momento di ulteriore crescita del movimento, di conquista di' più ampi spazi di potere e dí democrazia nella fabbrica e nella società e non, invece, un momento di ripiegamento puramente salariale e di difesa di interessi di categoria e della sola classe operaia occupata.
La conferenza ribadisce la centralità dell'iniziativa di fabbrica sulle condi-
zioni di lavoro (ritmi, organici, carichi, ambiente e organizzazione di lavoro) sulle quali, attraverso le ristrutturazioni e la crisi si svolge un duro attacco padronale. La iniziativa e la capacità del movimento sindacale su questi problemi è inseparabile dall'azione più generale per gli obiettivi di sviluppo economico e sociale. L'analisi della situazioni economica pone con chiarezza l'esigenza di una profonda riqualificazione e riconversione dell'apparato produttivo del Paese. A questo scopo è decisivo agire contemporanemente sul recupero e sulla riqualificazione di settori e aree arretrate (Mezzogiorno, agricoltura, edilizia), quanto sullo sviluppo nazionale dei settori industriali a tecnologie avanzate. Intorno a queste vertenze va .aperto un vasto confronto con i partiti politici, le regioni e gli enti locali.
La conferenza dei delegati riconferma la scelta della lotta articolata come lo strumento più idoneo per portare avanti una strategia vasta e complessa come quella assunta sui problemi dell'occupazione, dello sviluppo e di una nuova politica economica. L'articolazione esige, però, una più elevata capacità di direzione complessiva, di coordinamento e di selezione degli obiettivi prioritari, all'interno di un disegno strategico organico, della Federazione unitaria e di tutte le istanze del movimento.
La conferenza dei delegati assume come momenti centrali di questa iniziativa articolata della Federazione: la vertenza verso le aziende pubbliche (partecipazioni statali, Montedison, ENEL e GEPI) con la quale si intende aprire fin da oggi un confronto decisivo con il governo e gli enti di gestione sugli obiettivi e gli strumenti dell'intervento pubblico, sul ruolo che si vuole affidare alle partecipazioni statali per sollecitare un profondo processo di riconversione e rinnovamento dell'apparato produttivo del Paese;
la vertenza auto-indotto-trasporti per conquistare una politica industriale alternativa capace di far fronte alla crisi strutturale dell'auto e di promuovere un graduale ammodernamento del sistema dei trasporti collettivi (terrestre, marittimo, portuale ed aereo), funzionale ad una politica di riequilibrio territoriale e al miglioramento dei servizi;
la vertenza per una nuova politica energetica;
la lotta per imporre un profondo rinnovamento dell'agricoltura, assumendo, con l'impegno di tutti i lavoratori delle campagne e dei settori connessi (chimico, alimen-
tare, edile, ecc.), come terreno concreto dell'iniziativa, i rinnovi dei patti bracciantili che stanno per scadere in 45 province e il mantenimento da parte del governo degli impegni di investimento assunti nel luglio 1974;
-- !o sviluppo dell'iniziativa per il rifinanziamento e l'attuazione immediata delle opere pubbliche e per l'edilizia economica e popolare per garantire prospettive di sviluppo dell'occupazione in uno dei settori più colpiti dalla crisi, riconfermando il ruolo decisivo dell'edilizia per un'organica politica del territorio e di sviluppo industriale;
— le vertenze di Campania, Sicilia, Calabria, Sardegna, Puglia e Basilicata e quella per l'irrigazione come vertenze esemplari della capacità del sindacato di imporre un radicale rinnovamento nel Mezzogiorno.
La conferenza nel denunciare la gravità del fenomeno del decentramento e della dispersione produttiva, con la estensione conseguente del sottosalario del lavoro nero, afferma le esigenze parallele: 1) prima dell'estensione del controllo contrattuale sull'area delle piccole aziende della garanzia sul posto di lavoro per i dipendenti, dell'applicazione effettiva della legge sul lavoro a domicilio; 2) di norme che garantiscano il finanziamento delle aziende in funzione dello sviluppo dell'occupazione e della produzione, dell'avvio immediato di una riforma del sistema contributivo che superi il carattere attuale dei contributi di tassa sull'occupazione sui settori che occupano più lavoratori con meno capitale investito. In questo contesto, la conferenza sottolinea l'importanza della difesa del vasto quadro di occupazione nel settore tessile e dell'abbigliamento, da cui dipende in misura decisiva l'occupazione femminile, già duramente colpita.
Per la gestione di queste vertenze la segreteria della Federazione costituisce dei comitati di coordinamento, dei quali fanno parte le categorie e le strutture regionali più interessate a ciascuna vertenza, insieme ai quali dirige lo sviluppo delle iniziative delle lotte in tutte le sue fasi.
Per dare immediato seguito operàtivb alle decisioni politiche della conferenza e per definire il programma di lotte a sostegno delle vertenze, il 6 giugno si riunirà la segreteria della Federazione, insieme ai comitati di coordinamento delle vertenze partecipazioni statali, Montedison-GEPI, auto-indotto-trasporti, agricoltura-chimica - alimentaristi e delle vertenze territoriali nel Mezzogiorno.
PIATTAFORMA PER LA VERTENZA
CON LE PARTECIPAZIONI STATALI
I problemi posti dalla situazione economica sono stati affronta ti nel nostro paese con una brusca co-ltrazione della domanda interna che ha prodotto un netto rallentamento delle attività industriali , una forte fles sione degli investimenti, della occupazione ed una accelerazione dei livelli dei prezzi incidendo in tal modo pesantemente sul tenore di vita dei la voratori e delle masse popolari .
Per limitare il deficit dei conti con l'estero il Governo ha scelto ancora una volta di ricorrere a provvedimenti di tipo deflazionisti co e di compressione dei consumi con il risultato di restringere ulterior mente la base produttiva anzichè realizzare Quegli interventi strutturali atti ad ampliare e a diversificare l'assetto produttivo del Paese .
In questo contesto assistiamo a intensi processi di ristruttura zione slegati da una politica che indirizzi, in un ouadro armonico di sviluE po, la necessaria riconfersione industriale ed agricola, ed orienti gli investimenti in ouei settori quali il Mezzogirono, l'agricoltum ,l'energia la edilizia che sono trainanti rispetto ad una nuova logica dello sviluppo e che hanno una diretta incidenza sul rieauilibrio della bilancia dei paga menti, sull'incremento dei consumi sociali e sull'occupazione .
A questi fini, per l'importanza e l'ampiezza della loro presen za nella economia, è necessario indirizzzare l'azione dell'insieme delle aziende a Partecipazione statale . La loro conduzione, fino acroggi, è risultata slegata dal controllo del Parlamento e profondamente inadeguata alle necessità di occupazione e sviluppo del Paese . La degenerazione politico-clientelare che a ciò si accompagna ha ramiunto ormai manifestazioni estremamente gravi, incompatibili con una corretta gestione della cosa pubblica che in un sistema misto come il nostro le/aziende a PP.SS. debbono perseguire .
Ciò risulta particolarmente grave nell'attuale congiuntura eco nomica su cui le aziende a PP.SS. agiscono aggravandola, con il blocco degli investimenti ed il ricorso indiscriminatoalla Cassa Integrazione Questa azione non solo disattende gli impegni che esse avevano preso in occasione degli accordi sindacali dei grandi gruppi, ma appesantisce e drammatizza la disgregazione economica e sociale del Mezzogiorno dove gran parte degli investimenti doveva localizzarsi . A ciò siaccompagna una gestione tecnico - manageriale burocratizzata e complessiva mente inefficiente, il moltiplicarsi delle contrapposizioni , della concor renza nelle iniziative e nella ripartizione dei compiti da parte dei vari enti di gestione .
Al di là della forma giuridica il sindacato considera la GEPI, dove lo stato detiene la maggioranza azionaria, nel novero delle aziende.a partecipazione statale . Non solo, ma deve essere sottolineato che lo Stato ha il controllo reale della gestione della Montedison, il cui ruolo è decisivo nell'economia del Paese ed i cui orientamenti e scelte vanno dunque ricondòtte nel quadro complessivo dell'intervento pubblico nella economia . La Federazione CGIL-CISL-UIL ritiene che le Partecipazioni Sta-
tali possono e debbono svolgere un ruolo decisivo e alternativo come strumento essenziale delle scelte di politica economica del Parlamento, del Governo e delle Regioni .
In tal senso è fondamentale una riconsiderazione complessiva delle Partecipazioni statali che parta dall'accertamento dell'estensione dell'intero settore e da un suo riordino, ridefinendo gli obiettivi di intervento e i criteri di aggregazione settoriale che devono corrispondere a questi obiettivi .
A questo scopo la Federazione CGIL-CISL-UIL richia ma la necessità che il Governo eserciti un'azione reale di coordinamento e di controllo sulle Partecipazioni Statali . Il Parlamento, a sua volta, deve esercita re un effettivo potere decisionale sia sugli indirizzi strategici che sulla attuazione dei programmi delle Partecipazioni Statali associando , a oueste funzioni, le Regioni e le forze sociali interessate allo sviluppo .
L'azione delle Partecipazioni Statali non deve esaurirsi in una funzione meramente anticiclica e di mIlvataggio di aziende in crisi, ma deve risultare utile a ricomporre assetti produttivi ora disgregati sia a livello settoriale che territoriale intervenendo : a garanzia di tutti i posti di lavoro nelle imprese esistenti e per lo sviluppo ulteriore dell'occupazione concentrato nel Mezzogiorno ; nel recupero dei settori arretrati : agricoltura, ed edilizia ; a favore di quelli collegati alle riforme e di Quei settori che rappresenta no un punto di svolta nell'innovamento tecnologico ; a favore del consolidamento ed estensione del tessuto delle minori imprese .
La Federazione CGIL-CISL-UIL, sulla base di ouesto orientamento di fondo, rivendica l'immediata apertura di un negoziato col governo gli Enti di gestione, la GEPI , la Montedison, e L'Egam sui seguenti punti
1) '»attuazione di tutti gli impegni di investimenti contrattati col sindacato , nonchè di quelli comunque previsti ; confronto sui piani di investimento complessivi e sui loro riflessi in ordine all'occupazione e al Mezzogiorno con riferimento prioritario ai seguenti settori : energia ; elettronica e telecomunicazioni ; trasporti ; chimica,agricoltura ; chimico - tessile ; chimico- farmaceutico ; edilizia e materiali da costruzione ; industria alimentare agricoltura ; industria mineraria ;
1- responsabilità e iniziative che competono alle Partecipazioni Statali ; alla GEPI , e alla Montedison per quanto riguarda le vertenze territoriali in corso .
Per la gestione di questa vertenza la segreteria della Federazione costituisce un comitato di coordinamento del quale fanno parte le categorie e le strutture regionali più interessata alla vertenza, insieme al quale dirige lo sviluppo delle iniziative e delle 'lotte in tutte le fasi .
Rimini, 31 Maggio 1975
6
.rederamone
1509 9/6/1975
Richiesta di confronto sui problemi delle aziende a partecipazione statale.
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro delle Partecipazioni Statali
Al Ministro del Bilancio
Al Ministro dell'Industria
Al Presidente dell'IRI
Al Presidente dell'ENI
Al Presidente dell'EFIM
Pl Presidente dell'EGAM
Al Presidente della GEPI
Al Presidente della Montedison
LORO SEDI
La Federazione CGIL CISL UIL he concentrato già da diversi mesi la propria attenzione e il proprio impegno di azione e di lotta, sie a livello settoriale che territoriale, sull'attitudine e sul ruolo delle aziende a partecipazione statale nel quadro della crisi e dei processi di ristrutturazione che investono l'economia del Paese, ed in particolare le strutture industriali. Più di recente, in occasione della Conferenza nazionale dei delegati di azienda e dDlle strutture di base, tenutasi a Rimini nei giorni 29-31 maggio 1975, sul tema "ristrutturazione, investimenti ed occupazione nel quadre della politica generale e unitaria del sindacato" ha individuato nel
uoiai - V.A SCA..A "5 Te. 480'5• 404 QG" 4! 059 4 755658 47.5.52,11
sistema delle imprese a partecipazione statale "uno dei punti centra li" nell'iniziativa sindacale per l'occupazione e gli investimenT., mentre negli ambienti politici ed economici è in corso un ampio dibattito sul ruclo, sul riordino degli Enti e sui comportamenti concreti delle imprese pubbliche.
La Fede-azione CGIL CISL UIL mentre rifiuta ogni polemica strumentale diretta in forma piùo mero aoerta a ridurre il ruolo delle imprese pubbliche o addirittura a collocarle in posizione subalterna o marginale.nel sistema economico generale, intende incentrare il confronto cori il Governo e gli enti preposti da un lato sul -ruolo e sull'impegno concreto delle partecipazioni statali di fronte alla crisi e al processo di ristrutturazione dell'economia e dall'al tro sui peoblemi del loro riassetto e della loro gestione che sono attualmente al centro del dibattito tra le forze politiche e nel Pae se.
Sotto il primo profilo dobbiamo in primo luogo denunciare come in presenza di une crisi di gravità senza precedenti in questo dopoguerra e di intensi processi di ristrutturazione spontanea e disorganica che tendono a concentrare gli scarsi investimenti in setto ri non Funzionati allo sviluppo del Paese e dell'occupazione. La man carica di obiettivi e di un'adeguata strategia del sistema delle imprese pubbliche appare quindi tanto più ingiustificata quanto più am pia e articolati è venuta configurando la loro presenza nell'econemia del Paese. A questo proposito occorre rilevare come le part-cipezioai statali, che dovevano rappresentare una componente fondamentale dell'intervento pubblico e qualificare lo sviluppo economico e sociale, stanno attraversando una profonda crisi che è la conseguenza inevitabile dell'inesistenza di una politica di programmazione economica e del'a carenza di indirizzi e orientamenti del governo anche nei settori dove opera il capitale pubblico. Peraltro gli stessi Istituti di credito operanti nell'ambito del sistema delle PP.SS. non hanno condotto una politica di promozione e di selettività del credito politica che deve essere peculiare di aziende a capitale pubblico.
Questa situazione di caos e di degradazione del sistema dedle imprese pubbliche è anche da ricollegarsi ad un irrazionale assetto degli enti di gestione, all'uso inadeguato della legislazione vigente e degli strumenti relativi alla supervisione e al controllo del le imprese pubbliche,ha favorito e comunque consentito una logica gestionale ed un comportamento di tipo privatistico estraneo ai grandi problemi economico-sociali del Paese e :talora degenerazioni politicociientelari contrastanti con ogni principio di economicità e dí corretta gestione della cosa pubblica.
A queste gravi e perduranti carenze dell'impresa pubblica occorre aggiungere il comportamento pratico delle aziende a partecipazione statale che, nell'attuale congiuntura caratterizzate da una Forte caduta delle att;vità industriali e dei livelli di occupazione, aggrava la situazione generale con il blocco degli investimenti (nel 1974 si è registrata una contrazione in termini reali) e con il massiccio ricorso alla Cassa Integrazione, disattendendo così anche gli
impegni assunti con gli ac:ord5 sindacali dei grandi gruppi e venendo meno al loro ruolo nello sviluppo del Mezzogiorno dove gran parte' di tali investimenti dovrebbe essere localizzata.
Al di là della forma giuridica la Federazione considera la GEPI, dove 13 Stato detiene la maggioranza azionaria, nel novero delle aziende a partecipazione statale. Non solo, ma deve essere sottolineato che lo Stato ha il controllo reale della gestione del la Montedison, il cui ruolo è decisivo nell'economia del Paese e di cu' crientamenti e scelte vanno dunque ricondotte nel quadro complessivo dell'intervento pubblico nell'economia.
Di fronte ai gravi problemi sopra richiamati, la Federazione CGIL CISL UIL chiede l'immediata apertura di un confronto con il Governo, con gli Enti di gestione delle aziende a partecipazione sta tale, con la GEPI e con la Montedison sui piani di investimento complessiVi nella loro articolazione settoriale e territoriale, con spe cifico riferimento ai loro effetti sull'occupazione e sullo sviluppo del Mezzogiorno mantenendo ferma in ogni caso l'attuazione degli investimenti contrattati con le organizzazioni sindacali.
Anche in relazione ai confronti già realizzati a livello settdriale e aziendale con gli enti di gestione e le finanziarie, peraltro con risultati deludenti, e alla necessità di imprimere al confronto un cerettere organico e funzionale agli obiettivi generali di ripresa e di sviluppo la Federazione ha individuato i seguenti comparti produttivi prioritari:
energia, con riferimento alla complessa situazione dell'intero settore e all'esigenza primaria di superamento delle attuali dif ficoltà di approvvigionamento. In questo comparto occorre verificare l'azione di due grandi enti pubblici EN1 ed ENEL sia per gli aspetti connessi a; superamento della crisi energetica sia per quelli specifici attinenti allo sviluppo dei rapporti commerciali con i Paesi produttori di petrolio (ENI) o alle prospettive di sviluppo tecnologico e produttivo dell'industria elettromeccanica; elettronica e telecomunicazioni, che oltre ad essere un settore in forte espansione. in tutti i Paesi, assume un ruolo decisivo nei processi di ristrutturazione in corso nell'industria, nei ser vizi e nella pubblica amministrazione;
trasporti in relazione alle esigenze di sviluppo dei vari seri e del territorio e con riferimento ai vari comparti industriali ai quali si indirizza la domanda dei servizi relativi: materiale ferroviario, trasporti su strada, navalmeccanica, aeronautica, ecc.;
agricoltura e chimica collegata avendo presente la necessità generale di un nuovo rapporto industria-agricoltura e più specificamente quella della fornitura di mezzi tecnici a prezzo controllato come fertilizzanti, infrastrutture, macchinari, ecc.;
9
chimica e tessile dove è in corso una profonda ristrutturazione già da alcuni anni i cui criteri sfuggono ad ogni controllo pub-
ci e ad un calo continuo dell'attività produttiva e dell'occupa-
blico mentre vi è in presenza di crescenti finanziamenti pubbii•— zione;
chimico-farmaceutica, con riferimento al ruolo specifico che le imprese a capitale pubblico debbono assumere anche nella prospettiva della riforma sanitaria per la necessaria qualificazione non solo della produzione dei farmaci ma anche nella ricerca e nella informazione scientifica;
edilizia e materiali da costruzione in particolare per il ruolo delle imprese pubbliche di costruzioni nelle grandi opere infrastrutturP,ii e nei servizi, specie nel Mezzogiorro e nell'edilizia pubblica residenziale di tipo economico e popolare da un lato, e dall'altro pe- una verifica delle politiche finora attuatnei comporto del cemento da imprtanti gruppi pubblici come Cementir ed ANIC;
h) industria alimentare ed agricoltura, dove esistono importanti finanziarie 3 capitale pubblico come SME e SOPAL con aziende gestite con criteri privatistici e comunque prive di coordinamento nel le loro scelte di investimento e di produzione, e si sottopongono al ruolo essenziale di creazione di nuovi rapporti con l'agricoltura, di promozione e di assistenza tecnica e finanziar;a alle piccole e medie aziende, &I coordinam.rto dei !oro programmi con te regioni, ecc..
!I ruolo delle Partecipazioni Statali e più in generale del gruppi e delle aziende a capitale pubblico non può; essere determinato in termin meramente quartitétivi di presenza (investimenti, pro, duzione e, occupazione) nei vari comporti ma deve essere verificato soprattutto in termini qualitativi nel campo della ricerca spec,c nei 5ettori nuovi, nella diversificazione della produzione, nell'ade guamento tecnologico dell'apparato produttivo e in particolare delle medie e piccole unità produttive, nei miglioramento dell'organiztazione del lavoro, nel soddisfarimento delle Esigenze di sviluppo del - le infrastrutture e dei servizi sociali, nello sviluppo e nella qualifirazione delle esportazioni e in particolare nella instaurazione di validi rapporti con i paesi in via di sviluppo.
Una nuova strategia del sistema delle imprese pubbliche nei processi di ristrutturazione in atto richiama la necessità di diversi criteri di guida e di gestione e in particolare di una gestione democratica sul piano degli indirizzi e dei controlli e responsabiizzata sul piano delle decisioni concrete e della loro attuazione che investe i-compiti e le responsabilità del Parlamento, del Governo, delle regioni in particolare, oltrechè degli enti di gestione e delle aziende.
Il superamento della situazione di crisi e di incertezza
ro
o-
in cui versano le partecipazioni statali dipende in primo luogo dal la capacità del governo di costruire una visione unitaria e program mesta dello sviluppo del Paese accettando il confronto e la partecipazione di tutte le fnrze politiche, economiche e sociali.
Il confronto sui problemi delle imprese pubbliche, a giudizio della Federazione CGIL CISL UIL deve assumere anche questo signi Ficato di recupero di una prospettiva di sviluppo programmato aperta alla partecipazione e all'apporto di tutte le istanze democral:iche e popo!ari.
Nella consapevolezza del carattere decisivo del confronto rispetto ai problemi generali degli investimenti e dell'occupazione, la Federazione CGIL CISL UIL ha già impegnato a fondo le proprie strutture ed assumerà le necessarie iniziative di mobilitazione e di lotta dei lavoratori in relazione agli sviluppi del confronto me desiino per l'acquisizione di risultati tangibili ed immediati.
Distinti ossequi.
RIMINI. Un'immagine dell'assemblea nazionale dei delegati II
EGRETERIA DELLA FEDERAZIONE CGIL CISL UIL Lama Bruno Storti Ra t Vanni)
NOTA DELLA SEGRETERIA DELLA FEDERAZIONE CGIL-CISL-UIL SULLO SCIOPERO DEI LAVORATORI DEI
TRASPORTI, DELL'AUTO E DELTJ INDUSTRIE COLLEGATE
La proclamazione dello sciopero nazionale di 4 ore di tutti i lavoratori dei trasporti, dell'auto e delle industrie collegate entro la prima settimana di luglio e le altre iniziative di mobilitazione e di lotta decise il 10 giugno dalla segreteria della Federazione CGIL-CISL-UIL insieme al comitato di coordinamento costituito per la gestione e di rezione delle "vertenze" per una nuova politica del trasporto pubblico e la crisi dell'au to, rappresenta un primo momento di rilancio e di continuità dell'iniziativa sindacale su questo fronte dopo le scelte fatte dall'insieme del movimento sindacale a Rimini e dopo gli scioperi nazionali svolti a febbraio, marzo e maggio.
Proprio nel momento in cui - e questo é certamente anche un risultato delle decisioni di lotta di Rimini - il governo si é impegnato ad aprire un confronto con il sindacato an che su questi problemi, é necessario - come dimostra l'esperienza di mesi di rifiuto al confronto o, addirittura, di risposte radicalmente negative - che il sindacato si presenti al tavolo della trattativa con il massimo di mobilitazione dei lavoratori interessati conquistando il più ampio consenso, partecipazione e adesione degli altri lavoratori, dei pendolari, degli utenti, delle dentinaia di migliaia di disoccupati e sottoccupati che da una politica di sviluppo del sistema dei trasporti (terrestri, marittimo-portuali ed aerei) possono aspettarsi delle prospettive di occupazione stabile e socialmente utile e uw miglioramento di un servizio fondamentale sia per il trasporto delle persone che per l'in cidenza che ha sui prezzi il trasporto delle merci.
Questa lotta non si esaurisce, infatti, né con lo sciopero nazionale dei primi di lu glio, né con il prossimo incontro con il governo. La possibilità di conquistare risultati concreti anche a breve termine, coerenti però con la prospettiva di un disegno organico di una nuova politica nel settore dei trasporti, sta proprio nella capacità del sindacato a tutti i livelli - la federazione unitaria e il coordinamento nazionale. ma anche le strut :tute orizzontali e le categorie interessate - di garantire continuità ed incisività alla lotta, di identificarne le forme più idonee, di rafforzare l'unità tra tutti i lavoratori impegnati in questa vertenza.
La segreteria della Federazione ha deciso di riconvocare l'apposito comitato di coor dinamento per il 23 c.m., anche per valutare lo stato di preparazione dello sciopero e per definire le ulteriori iniziative (assemblee o astensioni dal lavoro) che si renderanno necessarie.
Gli obiettivi e le prospettive della lotta dei lavoratori dei trasporti, dell'auto e delle industrie collegate sono già stati indicati nella piattaforma che era alla base del lo sciopero del 27 maggio, e saranno specificati in dettaglio nel prossimo incontro dei sindacati con il governo.
Questi obiettivi possono essere così riassunti:
1) definizione da parte del governo di un piano complessivo di investimenti che, scontando la flessione della produzione automobilistica, faccia del sistema generale dei trasporti una delle componenti decisive di un nuovo sviluppo dell'economia e dell'occupa zione. In questo quadro é necessario avviare un confronto serrato sul piano generale dei trasporti che il governo deve presentare entro il 1976 e che può offrire un quadro di lungo periodo per orientare investimenti pubblici e privati in questo settore: le organizzazioni sindacali mentre affermano il loro impegno a partecipare alla definizio ne di nuovi obiettivi produttivi, intendono rifiutare a tutti i livelli un metodo di
trattativa che si riduca ad una pura e semplice gestione degli effetti della recessio ne sull'occupazione e sugli orari di lavoro;
2; la realizzazione di alcuni interventi prioritari immediati. Questi consistono:
- nell'immediato finanziamento da parte del governo e l'impegno di spesa per il piano per la costruzione dei 30.000 autobus e per attrezzare una industria nel settore capace di imporsi anche sul mercato internazionale; nell'accelerazione e nel rifinanziamento di tutti ipíani di spesa pubblica nei tra sporti già finanziati (oltre 2.000 miliardi per le ferrovie-materiale fisso e rotabile, 220 miliardi per le infrastrutture aeroportuali, 160 miliardi per i porti) in particolare quelli spendibili o commissionabili nel 1975; il finanziamento del plano di ristrutturazione della flotta pubblica e un programma di investimenti per anunodernare ed espandere la capacità produttiva dei cantieri e renderli adeguati alle esigenze di mercato interno e internazionale; - in una politica del credito a tasso agevolato e di assistenza tecnico-scientifica nei confronti delle piccole e medie imprese (indotto auto) che si impegnano a mantenere inalterati i livelli occupazionali ed a predisporli a riconversioni produttive; nella garanzia dei livelli di occupazione e del superamento della riduzione d'orario in tutti gli stabilimenti auto già dislocati nel Mezzogiorno; nel mantenimento degli impegni di nuova attività produttiva nel sud acquisiti negli accordi di gruppo, e l'immediata adozione di attività sostitutive di quelle automobilistiche già progettate.
In questo quadro si rivendicano gli impegni di politica economica nell'agricoltura e nell'edilizia tali da assicurare la piena ripresa economico-produttiva dei settori produt tivi collegati (veicoli industriali, macchine movimento terra).
L'articolazione della lotta sui problemi del trasporto, della crisi dell'auto, sulle prospettive della produzione nei settori collegati, esige che si apra un confronto anche a livello regionale sia verso le amministrazioni regionali sia verso le controparti priva te e pubbliche, in modo da impegnare anche queste istanze, nelle loro responsabilità, nel la definizione di una nuova politica del settore.
Roma, 14 giugno 1975
Manifestazione 3inducale a Napoli per l'occupazione
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Vertenza energia
POLITICA ENERGETICA E PIANO ELETTRONUCLEARE : PREOCCUPAZIONI SINDACALI IN VISTA DELLE PROSSIME FONDAMENTALI DECISIONI DEL GOVERNO
Si sono conclusi nei giorni scorsi gli incontri a livello tecni co tra il Ministero dell'Industria, l'ENEL e le organizzazioni dei lavoratori, in ordine ai problemi dell'energia elettrica e, più in particolare, del piano elettronucleare . I risultati dei colloqui, anzichè diradare, hanno aumentato le preocc' pazioni delle organizzazioni sindacali sulle linee di politica energetica che l'attuale governo si appresterebbe a varare. In seguito a ciò, la Federazione CGIL-CISL-UIL ha chiesto al Governo, con un telegramma al Ministro dell'Industria, un incontro urgente per discutere, prima di qualsiasi decisione del CIPE , la sostanza delle decisioni che sembra stiano maturando , sia a Roma, in sede di commissione ENEL -CNENIndustria manifatturiere - ministero dell'Industria, sia negli USA , in occasione dei colloqui tra rappresentanti del governo italiano e la commissione americana per l'energia atomica .
Negli ambienti sindacali si fa rilevare c'e nei prossimi giorni verranno prese decisioni fondamentali per lo sviluppo del settore e, più in generale, per lo sviluppo dell'economia del paese che porteranno o a rafforzarne l'autonomia o a renderne ancora più pesante la subordinazione tecnologica compromettendo la sua stessa autonomia politica .
Le Organizzazioni sindacali dei lavoratori - riconfermando la piattaforma rivendicativa presentata al governo e che è alla base della vertenza sui problemi dell'energia elettrica - intendono garantire lo sviluE po dell'occupazione , la aualificazio9e tecnologica nell'industria elettromeccanica pesante, in modo da assicurare anzitutto la padronanza della tecnologia relativa al ciclo del combustibile nucleare nonchè nuella di tutte le conoscenze connesse con la sicurezza degli impianti e dei singoli componenti , Conseguentemente le organizzazioni sindacali rivendicano che la soluzione del problema del finanziamento del programma elettrico del prossimo decennio non sia condizionata nè alla accettazione delle apolitica petrolifera americana, nè all'acquisto negli USA della maggior parte dei componenti qualifiati della centrale .
Nei prossimi giorni la segreteria della Federazione, sulla base delle decisioni assunte all'assemblea dei delegati di Rimini, terrà la riunione del coordinamento di settore che procederà in quella sede alla definizione delle ulteriori iniziative di lotta per gli obiettivi che il movimento si è dato e che riguardano : il decentramento e la ristrutturazione dell'ENEL e il suo ruolo : la funzione produttiva della ricerca nazionale; lo sviluppo dell'occupazione nell'industria elettromeccanica pesante ed il controllo del processo di ristrutturazione, attraverso il controllo dell'organizzazione del lavoro e la contrattazione degli in'timenti .
Roma, 3 Giugno 1975
L'INCONTRO SINDACATI - GOVERNO
Il comunicato congiunto e la dichiarazione della delegazione cgil-cisl-uil
Al termine dell'incontro del 9 giugno tra rappresentanti della Federazione CGIL-CISL UIL e del governo, é stato diffuso il seguente comunicato congiunto: "A Palazzo Chigi si é tenuto, questa sera, il preannunciato incontro governo-sindacati.
Alla riunione, presieduta dal presidente del Consiglio, Aldo Moro, hanno partecipato, per il governo, i Ministri Morlino, Colombo, Donat Cattin, Toros, Bisaglia, il sottosegretario Lo Bianco; per i sindacati, la delegazione della Federazione CGIL-CISL-UIL guidata da Lama, Storti, Vanni e composta da Macario, Camiti, Ciancaglini, Crea, Romei per la CISL, Boni, Didò, Forni, Scheda per la CGIL, Ravecca„ Ravenna, Rossi, Rufino per la UIL.
Nel corso della riunione si é convenuto sulla validità di un dialogo sistematico tra governo e sindacati dei lavoratori, il quale costituisce, come quello che impegna altre forze sociali, un momento qualificante dell'azione politica.
Tale incontro é particolarmente importante in questo momento, al fine di controllare l'andamento dell'occupazione e di promuove mela difesa e lo sviluppo.
Tra governi e sindacati dei lavoratori saranno esaminati, secondo un preciso calenda rio, con avvio dalla prossima settimana e conclusione entro luglio, i seguenti temi: Mez zogiorno, cominciando dalla Campania; edilizia; tessili e abbigliamento, agricoltura; au to e trasporti; energia. Sarà anche condotto un esame particolarmente approfondito sul]; Partecipazioni Statali.
Il governo ha assicurato che saranno costituiti nei prossimi giorni la delegazione
dei rappresentanti degli enti pubblici e il comitato previsto dalla legge n. 70 del 1975.
Un primo incontro sulla Campania avrà luogo giovedì della prossima settimana".
Sull'incontro gli esponenti della delegazione CGIL-CISL-UIL hanno rilasciato la se guente dichiarazione:
"all'inizio dell'incontro la delegazione della Federazione CGIL-CISL-UIL ha sottolineato la gravità della situazione in ordine alle prospettive dell'occupazione in atto e dei pros situi mesi, anche in conseguenza della politica economica finora adottata. A conclusione dell'incontro i rappresentanti sindacali hanno preso atto del rinnovato impegno del gover no di mantenere con la Federazione CGIL-CISL-UIL un rapporto sistematico sui problemi eco nomici e sociali ed é stato concordato un calendario di incontri per verificare la portata degli impegni del governo".
Roma, 9 giugno 1975
2.
Partecipazioni Statali: 6 ore di sciopero 3 luglio sciopero naz. con manifestazione
INCONTRO FEDERAZIONE CGIL-CISL-UIL E RAPPRESENTANTI CATEGORIE. SU
Si è svolta a Roma la riunione della Segreteria della Federazione CGIL-CISL-UIL e delle categorie dell'industria, dell'agricoltura e dei servizi per procedere alla costituzione dei comitati nazionali di coordinamento che debbono gestire, assieme alla segreteria, le varie vertenze indi viduate come prioritarie dalla conferenza di Rimini e per esaminare le azioni sindacali a sostegno delle stesse . Gli appositi comitati costituiti per le vertenze delle PP.SS. , Montedison, dell'auto-indotto , trasporti e quelli già costituiti dell'energia , agricoltura , elettronica e telecomunicazioni , debbono gestire le varie piattaforme , individuando le priorità ed i concreti punti dia ttacco che debbono assumere un valore emblematico di svolta rispetto alla nuova politica di sviluppo portata avanti dal sindacato .
Per guanto riguarda in particolare la vertenza delle Partecipa zioni Statali si è deciso di tenere immediatamente assemblee in tutte le aziende interessate, cui parteciperanno dirigenti nazionali della Federazione, per illustrare le piattaforme , e di effettuare nell'ultima decade di giugno un pacchetto di 6 ore di sciopero da articolarsi secondo le indicazioni che saranno fornite dal comitato di coordinamento .
Si è inoltre deciso di convocare i vari comitati, a partire da martedì della prossima settimana in cui si è prevista la riunione del comitato dell'auto - indotto- trasporti, per afifirofondire le varie piattaforme e fissare data, modalità e azioni di lotta .
Roma, 6 Giugno 1975
VERTENZE
COMITATI
NAZIONALE
GESTIONE
PRIORITARIE : COSTITUITI
COORDINAMENTO
Trasporti - auto : 4 ore di sciopero
SETTIMANA DI LUGLIO
Nuova riunione Federazione CGIL-CISL-UIL e coordinamento cate gorie trasporti il 23 Giugno .
La Segreteria della Federazione CGIL-CISL-UIL e il comitato di coordinamento per la lotta sulla riforma dei trasporti, per la crisi dell'auto e per tutte le industrie colbgate hanno deciso di effettuare uno sciopero nazionale d 4 ore di tutti i lavoratori dei settori interes sati entro la prima settimana di Luglio .
In preparwione dello sciopero nazionale si svolgeranno assemblee nei luoghi di lavoro intercategoriali e per l'effettuazione delle quali alcune categorie in accordo col Comitato di Cardinamento e la segreteria della Federazione potranno decidere altre due ore di sciopero; I 1 Comitato di coordinamento si riunità il 23 Giugno con la segreteria della Federazione per valutare lo stato di preprazione dello sciopero nazionale per fissarne il giorno e le modalità di svolgimento, e per decidere le ulteriori iniziative necessarie per la migliore riuscita della giorata di lotta .
RIFORMA TRASPORTI : SCIOPERO NAZIONALE SETTORI INTERESSATI ENTRO PRIMA
Roma , 11 Giugno 1975
COMUNICATO COORDINAMENTO Elettromeccanica - Finmeccanica
Si é riunito a Milano il Coordinamento delle aziende elettromeccaniche che fanno capo alla Finmeccanicaassiemealle segreterie nazionale e provinciali interessate per un esame delle situazioni aziendali in relazione alle vertenze aperte (aziendali e di settore, PP.SS.) ed ai risultati degli incontri avutisi presso la Finan ziaria.
Il Coordinamento valuta fondamentale ri prendere con decisione la vertenza energia nei confronti del Governo rispetto al la definizione del piano per la costruzi2 ne di nuove centrali secondo gli obiettivi già definiti dalla Federazione CGILCISL-UIL.
L'apertura delle vertenze PP.SS. per la caratteristica di confronto sulle scel te politiche delle aziende pubbliche, in cui assieme ad altri settori si ritrovano la gran parte delle manifatturiere elettromeccaniche pur trovando il suo svi luppo di medio periodo costituisce il punto di riferimento a cui finalizzare l'iniziativa sindacale nelle fabbriche e nel settore.
Queste vertenze che hanno per oggetto le prospettive del settore e dello svilu2 po delle aziende pubbliche non può però esaurire le esigenze di una puntuale sal vaguardia e sviluppo dell'occupazione, dell'orario di lavoro, della qualificazio ne delle fabbriche e dei lavoratori, dell'applicazione dégli accordi 1974 che oggi sono minacciate dai processi di riTrut turazione in tutte le aziende Finmeccanica tendenti ad un ridimensionamento della base produttiva non in funzione di un definito piano complessivo.
La Finmeccanica infatti mentre non garantisce un piano di sviluppo nei vari com parti, trincerandosi dietro la mancanza di scelte politiche del governo sul pro-
blema energia, dall'altro non si impegna nella diversificazione produttiva mentre afferma la necessità di spostare le produzioni della caldareria convenzionale dall'Ansaldo e in parte dalla Breda alla Termosud, la ricnnversione dei lavoratori addetti a Genova e a Sesto in altro comparto con la richiesta di introduzione di turni alla Breda, preannuncia la Cassa In tegrazione all'Italtrafo di Milano, disattende gli accordi nel comparto motori.
Per queste ragioni il coordinamento ri tiene urgente e necessario chiamare alla mobilitazione i lavoratori di tutte le fab briche del settore Finmeccanica per contrastare la linea Finmeccanica in quanto la lotta contro questo tipo di ristruttu razione costituisce un momento essenziale per la costruzione di adeguati rapporti di forza a sostegno della stessa vertenza energia e PP.SS.
Pertanto il Coordinamento assume le se guenti decisioni:
1) proseguire la vertenza con la Finmecca nica contestualmente su tutti i punti della piattaforma PP.SS.:
- rispetto degli impegni aziende Finmeccanica - Accordo TEN del 1974 in tempi operativi (si tratta dell'ade guamento della capacità produttiva nelle turbine e alternatori - incremento occupazionale dell'Italtrafo di Napoli attraverso l'adeguamento produttivo trasformatori e nella trazione - realizzazione di un nuovo stabilimento nel Mezzogiorno per 500 addetti circa per la produzione di componenti nucleari - trasformazione del Cantiere di Taranto in officina di riparazione motori di dimensioni adeguate);
- sviluppo occupazionale della Termosud le (Finmeocanica) attraverso la qualifi
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cazione e la diversificazione produt tiva da realizzarsi mediante l'autonomia progettativa commerciale e amministrativa (nei confronti dell'Ansaldo e della Breda Termomeccanica); la diversificazione produttiva nel campo dei componenti dell'isola nucleare (strumentazione di misura e controllo, pompe, internai s, ecc.) attraverso adeguati investimenti nel la ricerca e la collaborazione con il CNEN; l'utilizzazione piena della capacità produttiva della Terni (Finsider) nel campo dei vessels e l'adeguamento nel campo dei grandi fucinati; controllo della ristrutturazione.
2) Effettuare 2 ore di sciopero con assem blea per discutere con i lavoratori questa scelta e i rapporti tra vertenze aziendali e vertenza PP.SS. di setto
re il 19 giugno, anche per sostenere e caratterizzare la ripresa della verten za con la Finmeccanica.
3) Avviare un confronto con i lavoratori delle aziende private nell'ambito del coordinamento nazionale del settore e a livello territoriale nell'ambito degli ,scioperi proclamati per la vertenza PP. SS. che saranno effettuati entro giugno al fine di ricercare momenti comuni di obiettivi e di lotta.
Il Coordinamento elettromeccanica FLM (al completo) é riconvocato per il 23 giúgno alle ore 9 presso la F.L.M. nazionale in preparazione anche al Coordinamento energia convocato dalla Federazione CGILCISL-UIL per le ore 17 dello stesso gior no al COU ( via Sicilia 66).
Milano, 13 giugno 1975
04 DI CO DFLIR PRINCIPALI AZIENDE 1,ETAIMECCANICHE MILANESI INTERESSATE ALLE VERTENZE DI SETTORE E DELLE PARTECIPAZIONI STATALI. AZIENDE A PARTECIPAZIONE STATALE ALFA ROME0 SII SI 04. INNSE DAIMINE SIAS 00A SIDERURGICA (Sempione) (S. Siro) (Lambrate) (Centro Dir,) (Sesto S.G.) C= IPI Aziende GMDI S (Centro Dir.) (Rho) (Lambrate) Del 11 BREDA TERMOMECCANICA : onA FUCINE ITALTRAFO 10 ,.ISTITUTO RIC. BREDA BREDA BERGEON SERVIZI COMUNI BREDA ELDEFIM TiOS COGNE VrTTUONE 16, ASGEN-ANSALDO PONTEGGI DALMINE AUTODELTA (Alfa) AERITALIA AER11PIANT1 11 Aziende MONTEDISON 11 11 11 11 11 (3. Ciro) (Solari) (Solari) (S. Siro) (Rho) (Centro Dir.) 1, 24 ,CERUTI 25, FARGAS AISCO MALUGAR ISA (EF1M) MCNTER :D4 01 I (Sempione) (Sempione) (Sesto S.G.) (Rho) (Sesto S.G.) (Lambrate) (Solari)
1. ALFA ROM E0
2. AUTOBIANCHI
3, INNOC21TI LEYLAND FIAT - FILIALI CM FIAT AUTODELTA
Il. AZIENDE SONORE AUTO-INDOTTO, TIZASPCIZTI
LANCIA
DaLIORTO
III.
SETTORE T DI 0+11. IX N RUNICA
1.
2.
8. IND. Elzrrn. Lir,NANc (Legnano)
DECISIONI DI LOTTA VERTENZE SETTORIALI
I Comitati di Coordinamento intercategoriali riunitisi congiuntamente alla Segreteria della Federazione nazionale CGIL-CISL-UIL hanno definito questi primi programmi di lotta per le vertenze settoriali;
VERTENZA PARTECIPAZIONI STATALI
Assemblee di fabbrica con sciopero dal 23 al 28 giugno;
Giovedì 3 luglio : sciopero nazionale dalle 9 ai turni di mensa, con manifestwzione al Palalido
VERTENZA TRASPORTI - AUTO + INDOTTO
- Mercoledì 9 luglio: giornata di 4 ore lotta con sciopero nazionale di
VERTENZA ENERGIA
Assemblee di fabbrica con sciopero
Entro il 15 luglio : giornata nazionale di lotta sciopero con 4 ore di
(Senpione) (Desio) (LambrIte)
(Romana)
Siro) (Cusano)
FIAT ALLLS
(Sempione-Solari)
(S.
(Sempione)
(Romana) (Sesto
CARBURATORI (Desio) F.I.L.T.
S.O.)
MAIZELLI (Sesto S.O.) JEGHlat (Lambrate)
BORLETTI (Solari-8. Siro-Legnano) MAGNETI
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AZIENDE
(S. Siro, (Rovi sa) SAFNAT TMNORMA (Lambrate) (Romana 3. TEL3TTRA (Vimercate) 15. GNOXIII (Ronana) 4. G.T.E. ( Bovi sa-G orgon .-S e sto ) 16. SIZLTE (Lanbrate 5. SIRTI (Centro Direz.-Sesto) 17. SIEtIalS Di.TA (Centro Dir.) 6. I.B.M. (I.gmbr.-Centro Dir.-Vimerc.- 18. LAGGIARSINO (Romana) 7. H.I.S.I. ,(Centro Dir.-Rho-Romana) 19. CFZEAS (S. Siro) 8. 92112YELL ( " 20. SAES GETTI (Sempione) 9. OLI VETTI (Romana-Lambrate) 21. C.G.E. (Solari-Sempione) 10. UNIDATA (Centro Dir.-Sesto) 22. M - H.B. (Sesto S.O.) 11. UNIVAC (Centro Direzionale) 23. L.N.I. (Cusano) 12. SPartRY RAND ( " ti I'J. AZIINDE SZFTORE Z.3TTRCIIECCANICA PESANTE 1. S.COLE MAR2MLI (Sestp S.O.) 9. PIVI (Sesto S.O.) 2. &RIMA TEINCIIECC
ITALTRAFO It ft OFF. AEDI: ARS (Lodi) (Cusano)
ANSALDO-ASGEN (Solari) 12. TAMINI (Lodi) 5. FRANCO TOSI (Lerpano) 13. "JANOSSI (Romana) 6. (Rcuana-S . Siro) FANTINI COSMI (Lambrate)
RIVA CALZONI (Solari) C.G.S. Monza)
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