Voce unitaria Worthington1

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la voce unitaria

Bollettino del Consiglio di Fabbrica della Worthington di Desio e Nova Milanese

Mar 1971

PER ANDARE AV ANTI

— SVILUPPARE LA LOTTA ARTICOLATA PER RESPINGERE I TENTATIVI DI RIVINCITA PADRONALE.

— NECESSITA' DELL'INIZIATIVA NELLE MEDIE E PICCOLE FABBRICHE.

Da parecchi mesi è in corso una forsennata campagna di calunnie da parte di tutti gli organi di stam-

(con la E maiuscola) del nostro paese.

E' chiaro che quando a sostenere questa tesi, ci si mettono dei pezzi da novanta, come Carli, Glisenti, Petrilli, Piccoli, La Malfa, Colombo e via governando, qualche cosa di vero ci deve essere. Ma é diventato altrettanto chiaro per gli operai, gli impiegati, i braccianti, le massaie, che quando costoro parlano di economia in

E' vero che la classe operaia ha la testa dura, è un po' come dire, zuccona, come quei ragazzi che tempi addietro ripetevano per diversi anni la stessa classe, e relegati negli ultimi banchi, e questi i pericoli per l'economia fa fatica a capirli, ma a furia di prendere lezioni, non gratuite, ma sempre pagate di tasca propria e a caro prezzo, ha imparato una cosa importante, cioè a distinguere i suoi interessi da quelli del padrone che lo sfrutta dentro e fuori dalla fabbrica. Questa verità, divenuta luce nella testa dei lavoratori, indispettisce lor signori i quali vorrebbero continuare a dirigere l'orchestra come meglio sembra loro, ma non trova più i lavoratori disposti a farsi infinocchiare nè dai piagnistei nè dal quotidiano dìgrignar di denti.

Questa è la realtà d'oggigiorno. I padroni ieri hanno mandati i loro alfieri a suonarci le trombe, oggi mandano i loro mazzieri (ancora una volta in orbace e camicia nera) per tentare di suonarci con bastoni, catene ed anche peggio.

(Reggio Calabria insegna).

pa e di informazione padronale, per dare ad intendere all'opinione pubblica che, la classe operaia, « sobillata » da elementi sovversivi, complici i sindacati, sta portando alla rovina « l'Economia »

pericolo, alludono alla borsa di lor signori cioè i « Padroni » i quali rischiano di morire di infarto dal momento che, come tutti sanno, al posto del cuore hanno il portafoglio (grande così).

Ma i lavoratori hanno già suonato le loro campane e questa volta, forte dell'esperienza del passato, non si limiteranno a schiacciare i pidocchi.

Abbiamo conquistato il diritto a contrattare liberamente azienda

CONTINUA IN 2*

Si è molto parlato della necessità di aprire una vertenza su problemi aziendali sia economici che

DALLA PRIMA

per azienda, gli aspetti particolari che in ognuna di esse ci si presentano. La contrattazione — che si può fare alla luce delle lotte integrative condotte nel 1970, e che questa lotta rende, è uno strumento che paga non soltanto sul piano economico, il che non è dir poco, ma soprattutto paga sul piano politico, cioè nel modo nuovo di concepire il il rapporto di lavoro che non può e non deve più essere determinato esclusivamente dal padrone.

Esempi significativi sono, per rimanere nell'ambito della nostra categoria, le lotte che si sono svolte e parte ancora in corso di svolgimento, AUTOBIANCHI, solo per citare alcune fra le più importanti. In queste aziende i lavoratori hanno rifiutato i ritmi imposti dal padrone, loro stessi hanno determinato, contrattato la quantità di produzione, per rendere meno alienante il lavoro, per impedire al padrone di riprendersi con la mano sinistra ciò che l'ha dovuto dare con la mano destra. E' dunque contro questo modo nuovo di usare del diritto di contrattazione, contro questa nuova coscienza unitaria di classe, che respinge la « pace sociale » tanto cara alla confindustria, che si dispiega la controffensiva padronale, che fa uso di tutti gli strumenti di cui dispone, dal logoro paternalismo al disprezzo totale della legge.

Per lottare questa controffensiva è dunque necessario estendere l'azione, e ridare vigore alla lotta anche nelle medie e piccole fabbriche, in primo luogo per garantire un salario minimo a tutti in altre parole adeguare i salari partendo dai più bassi al costo reale di una vita dignitosa. Ma questa risposta è doverosa perchè anche la piccola e media azienda sono parte di un più vasto disegno politico portato avanti dal padronato per annullare le conquiste economiche e democratiche della classe operaia con dure lotte all'interno e fuori dalla fabbrica.

normativi, ed il Consiglio di Fabbrica, facendo proprie le aspirazioni dei lavoratori indiceva un referendum, per elaborare poi una piattaforma rivendicativa approvata in assemblea dai lavoratori, queste le richieste presentate alla direzione:

14' mensilità.

Revisione generale delle qualifiche.

Perequazione dei salari e degli stipendi.

Miglioramento dell' ambiente di lavoro.

Indumenti di lavoro gratuiti.

Riconoscimento del Consiglio

si erge a censore. Sa tutto dell'azienda, ha fatto anche i più piccoli calcoli, è espertissimo di economia (magari di esportazione di soldi italiani all'estero! evidentemente esportati sulla pelle dei lavoratori), perciò è in grado di dirci tutto: cosa può sopportare l'azienda.

La nefandezza di questi individui è che cercano alleati, in definitiva cercano di convingere magari altri lavoratori della giustezza delle loro idee. Ecco con chiarezza a questi loschi personaggi dobbiamo rispondere che noi lavoratori siamo stufi di avere le

di fabbrica.

Parificazione salariale e normativo dello stabilimento di Nova Milanese con quello di Desio.

La direzione dovrà muoversi a trattare queste nostre richieste, ma evidentemente occorre che la fabbrica sia pronta a sostenere la lotta, e questo vuol dire: che in tutti sia chiara l'importanza dei problemi affrontati e la giustezza delle richieste avanzate.

Che la conclusione della vertenza non sia nelle mani di pochi, ma continuamente partecipata da tutti, guidata dal Consiglio di fabbrica.

Perchè sappiamo che c'è forse qualcuno che si ritiene furbo (di cosa poi?) e che di tanto in tanto

briciole e che finalmente con“‘ della nostra forza, vogliamo più salari e più diritti, e questo lo vogliamo senza sapere se il sistema regga o no, ma semplicemente se è più a nostra misura o no, cioè vogliamo capovolgere i parametri esistenti, facendoli somigliare sempre più agli uomini che al profitto.

Cari compagni lavoratori ricordiamoci soprattutto di isolare e di non ascoltare coloro che diranno: il contratto lo abbiamo avuto cosa volete adesso? perchè scioperate? state tranquilli, a fare certi ragionamenti, sono un numero così ridotto da considerarli addirittura delle mosche bianche, perchè se usassimo tutti un linguaggio simile, i signori pa-

NON DORMIRE SUGLI ALLORI

droni dalla gioia si prenderebbero una tale sbornia da rimanere a letto una settimana. In quanto a noi ci troveremmo di colpo cento anni addietro quando i lavoratori stavano proprio tranqUilli, ma di una tranquillità forgiata sotto i colpi della frusta• dall'alba al tramonto, la giornata non era di otto ore, ma di dodici e anche di quattordici, per avere come paga un tozzo di pane accompagnato da un calcio, perchè si levassero dai piedi (quei fannulloni) fino alla mattina dopo. Per favore aprite qualche libro di storia! Vi renderete conto che non vi stiamo raccontando delle balle.

In una democrazia di stampo capitalistico borghese come la nostra, i lavoratori non potranno stare mai tranquilli, cari i miei signori! perchè è come se portassero sulle spalle un grosso e pesantissimo macigno.

Uniti verso nuove conquiste che ci assicurino un tenore di vita decente che cancelli definitivamente la schifezza dei tempi passati, e soprattutto teniamo a precisare che marceremo spediti verso un sindacato unico e indipendente dal governo, dai partiti e dal padronato, dove saranno raccolti tutti gli operai e impiegati di qualunque ideologia politica per salvaguardare e migliorare le proprie condizioni di vita, tanto all'interno che all'esterno della fabbrica.

Quindi sveglia per tutti.

IL CONTESTATORE

Vi ricordate cari compagni ed amici quando ci lasciammo nell'ultimo numero? Ebbene, allora vi dissi che ci saremmo risentiti ed ecco che mantengo la mia promessa di allora, anche se è trascorso tanto tempo. Quante cose sono successe in questo tempo. Ne ricordo ora qualcuna, sono stati distribuiti i famosi distintivi, ricordate? (noi li chiamiamo uccelli). Tutto lo stato maggiore per darti una patacca, e con il fotografo poi, ma il bello è che i lavoratori si domandavano, ma è tutto qui il riconoscimento ai miei sacrifici compiuti alla Worthing-

ton? Agli anni trascorsi in questa azienda? No cara direzione, così non va! I lavoratori chiedono qualcosa di più tangibile che attesti il loro sacrificio.

Sentite questa: pochi giorni fa mi imbatto con un compagno di lavoro assunto da poco e mi fa: ma dimmi un po' chi ha scritto tutti quei motti sulle gru e all'entrata tutte quelle parole di sapore mussoliniano? — Come, compagno, gli faccio io, non lo sai? L'ideatore è uno dei pilastri della Società. — Se ora è un po' decadente, mi fa lui, dritto (perchè ha già capito com'è la suonata alla Worthington), quel signore ha dimenticato di mettere un altro motto: « Credere, obbedire, produrre ». — Cari miei, mi sono fatto una tale risata, che ora ve ne racconto un'altra sui capi, che io chiamerei lunga mano dei padroni.

In officina e negli uffici, si parla spesso dei capi, lamentandosi dei loro abusi. Si accusano di essere i responsabili delle molte ingiustizie subite, però difficilmente si va al di là di qualche critica e più raramente di qualche protesta. Tutto ciò accade perchè noi non ci poníamo mai la domanda di fondo: è possibile risolvere questo problema?, è possibile cambiare questa situazione?

Guardiamo assieme il problema.

I capi sono coloro che rappresentano il padrone ed attuano la sua politica: molti prima di diventarlo erano operai, ma ciò non ci deve ingannare: il capo non è uno che parteggia per gli operai. Nella attuale situazione rappresenta soltanto la direzione, e molti sono i fatti che dimostrano come esso sia dalla sua parte.

Per diventare capi non occorrono degli ottimi operai o tecnici, si deve solo osservare alcuni comandamenti della direzione: non contraddire mai il tuo superiore;

fai lo straordinario quando tì viene comandato; non scioperare;

devi essere sempre zelante e solerte;

quando un operaio si lamenta, ha sempre ragione la direzione;

quando un operaio sciopera, dagli dei lavori brutti;

quando ci sono gli scioperi, comanda per lo straordinario coloro che hai sempre escluso; quando un lavoratore va in C.I. fagliela pagare; quando c'è un'assemblea partecipa, poi riferisci tutto alla direzione.

Questo è il comandamento di certi capi. Il capo, anche se è un operaio o un impiegato, è sempre

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scelto dal padrone; non viene mai scelto dagli operai, secondo una loro idea, ma viene scelto dalla direzione secondo un suo obiettivo, lo sceglie perchè è disposto a stare dalla sua parte. Il capo trasmette sempre gli ordini della direzione agli operai, ma quasi mai trasmette le richieste degli operai alla direzione. Cosa fare? Bisogna dire che certe situazioni possono essere cambiate, perchè gli operai lo vogliono, certo bisogna lottare, ma come si è disposti a lottare per questi problemi che riguardano la loro dignità, la loro libertà.

Mi sembra di essere stato troppo lungo e di aver rubato spazio agli altri che devono scrivere sul giornale, mi dispiace solo di non aver potuto parlare dei tempisti, perchè l'altro giorno vedendoli in officina con la loro veste nera, a rilevare i tempi, mi è sembrato di vedere dei falchi addosso alla loro preda non mollandola finchè

Ambiente di lavoro

Da molti anni la classe operaia è al centro di una lotta per il miglioramento normativo e salariale. Con il rinnovo dell'ultimo contratto di lavoro, dopo molte lotte gli operai hanno conquistato tali forme, migliorando le proprie condizioni. Un unico punto è rimasto da risolvere e si tratta dell'ambiente di lavoro.

Per ambiente di lavoro si intendono le condizioni in cui gli operai si trovano durante l'orario di lavoro.

Esse posso variare da reparto a reparto e da fabbrica a fabbrica.

Alla Worthington questi problemi sono molti e in vari aspetti, esaminiamoli punto per punto, giudicandoli nei loro aspetti negativi. Il reparto sbavatura presenta uno di questi problemi: il sistema di aspirazione è insufficiente, quasi nullo, per cui gli operai che svolgono tale lavoro respirano polvere ed altre sostanze che si creano durante l'operazione di

l'avessero spolpata ben bene, comunque di questa brava gente (che non ne hanno oclpa, poveri-

ni) ne parleremo in seguito. Arrivederci presto.

sbavatura, a danno delle vie respiratorie e della salute che viene così minata molto seriamente. Il reparto pressatura è la sola prova che presenta alcuni aspetti molto simili.

Il lavoro viene svolto a diretto contatto con l'acqua che travasando rende il suolo molto sdrucciolevole, rendendo precario l'equilibrio e facilitando così il rischio di un infortunio. Durante l'estate l'acqua ristagna creando un puzzo insopportabile, la pulizia delle vasche viene eseguita molto raramente, così l'ambiente assume le caratteristiche di una palude, malsana e con tutti i suoi aspetti negativi. La verni•catura è situata nell interno del reparto contaminando così tutti gli operai che lavorano nelle vicinanze con l'odore molto sgradevole della vernice stessa.

Gli operai addetti alla spedizione e al ricevimento, e alcuni altri di linea sono colpiti da una corrente d'aria fredda e umido ogni volta che vengono aperte le porte

per l'entrata degli automezzi di carico e scarico. Ciò provoca un serio danno a questa parte del personale che rischia continuamente di buscarsi una polmonite. L'ultimo reparto deve subire quotidianamente i vapori e il fumo dei forni e delle saldatrici, fumo che ristagna continuamente nell'ambiente creando un'aria talmente viziata che causa agli operai disturbi alle vie respiratorie. Inoltre va ricordato che in alcuni casi entra in funzione una saldatrice per reparto di materiali speciali. Tale macchina quando è in funzione crea un gas molto dannoso che aumenta la tossicità dell'ambiente.

Come ultimi punti vanno ricordati i gabinetti, essi sono posti sopra la testa degli operai, sono antigienici e insufficienti. Con il loro lezzo rendono l'aria veramente insopportabile. Di fronte a tali problemi gli operai sono decisi a lottare per migliorare questo ambiente. La salute è il bene più prezioso e come tale va salvaguardato per il bene di tutta la classe lavoratrice.

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