Uniti Lotta1

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25 Aprile:

Dalla Resistenza l'impegno d' oggi

1943-45

.d(i;upeorpraolo

Dedicato aí , caduti della Resistenza italiana pubbilchiamo questo brano firmato dai dirigenti del C.L.N.

E mentre leggiamo però, non dimentichiamo di riflettere che purtroppo per alcune nazioni, come la Spagna, il Portogallo, la Grecia, il Viet Nam, quelle parole sono di paurosa e tremenda attualità.

Non basta esporre il Tricolore, fare il discorso e deporre la corona d'alloro: la Resistenza ed i suoi ideali devono continuare a vivere prendendo posizione e lottando perchè in quelle nazioni terminino la guerra, le torture, ii carcere ed i soprusi.

« Ma più ancora che il numero conta la qualità dei nostri morti. Nel nostro esercito dl volontari sono caduti 1 più generosi, i migliori Erano per il nostro paese una riserva di energia preziosa, perchè energia prima di tutto morale. Ne sentiamo ora profondamente la mancanza. All'onore della nazione abbiamo sacrificato il fiore della nostra gente...

« Conta per il nostro animo anche il modo della morte. Come dimenticare la bestialità dei massacri! Orribili visioni, orribili ricordi! InfeCONTINUA IN 2'

Nell'imminenza delle votazioni prossime, dei nuovi delegati di reparto, il C.d.F. porta a conoscenza di tutti i lavoratori le norme statutarie del Consiglio medesimo richiamando i lavoratori sull'importanza del nuovo organismo rappresentativo di Fabbrica, di cui voi tutti siete chiamati responsabilmente ad eleggere.

STATUTO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA (C.d.F.)

T.I.B.B. VITTUONE

Premessa: l'attuale C.d.F. composto dai membri di Commissione Interna (C.I.), dai Rappresentanti CONTINUA IN 2.

1971 i sikei.1
-c-Riat
A A APRILE
TIBk-k(r
BOLLETTINO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA DEL T IB B-VITTUONE

DALLA PRIMA 25 APRILE

lice la nostra generazione che non potrà dimenticare.

« Un poeta, solo nu grande poeta, saprebbe trasfigurare e placare nel canto tanto sacrificio, tanta angoscia e tanto rimpianto. Un poeta, ma sia un padre, e sappia dire il compianto per questi ragazzi assassinati che avevano ancora bisogno della carezza della mamma, per questi giovani massacrati e torturati che non fiatarono, per quegli operai, studenti, ingegneri, generali, per quei nostri compagni che sono andati al martirio ed alla fucilazione con l'animo dei martiri cristiani.

« Tragga dalla lenta sommersione dell'oblio i semplici eroismi dei popolani che sacrificarono se stessi per wilvare il prigioniero alleato, gli infniti e oscur eroismi del popolo, la semplicità sublime con 'a quale i compagni nostri sfuggiti alla prigionia o alla deportazione, feriti e torturati, riprendevano il posto di combattimento ».

F. PARRI, R. CADORNA, L. LONGO, E. MATTEI, G. STUCCHI, M. ARGENTON

DALLA PRIMA STATUTO

Aziendali Sindacali R.A.S., e dai Delegati di Reparto, visti i deliberati della seconda conferenza nazionale unitaria dei Sindacati metalmeccanici, si riconosce unanimamente la necessità di dare allo stesso Consiglio un funzionale regolamento sia per le proprie funzioni sia per il rinnovo elettivo.

Art. 2. Compiti del delegato

Il delegato ha il dovere di portare in seno al Consiglio tutti i problemi che ne scaturiscono dal reparto, gruppo o ufficio che rappresenta, ne fa immediata denuncia di qualsiasi violazione degli strumenti che regolano il rapporto di lavoro, quali il contratto nazionale di lavoro, lo statuto dei diritti dei lavoratori, gli. accordi Aziendali.

Art. 3. Composizione del Consiglio.,

neí dovuti compiti nominerà delle commissioni di lavoro (temporanee o permanenti) su alcuni specifici problemi quali: cottimi, qualifiche, ambiente, nocività, ecc.

B. Di ogni commissione nominata farà parte obbligatoriamente un membro del C.E. il quale presedierà la commissione stessa e ne coordinerà i lavori.

Art. 6. Convocazione del Consiglio

Contribuire alla realizzazione e al consolidamento dell'Unità sindacale organica, della quale deve esserne il portatore e il promotore nell'affermazione del Sindacato in fabbrica.

Il C.d.F. è pertanto l'istanza di base del sindacato unico, organismo rappresentativo di tutti i lavoratori della fabbrica.

Esso imposta, sviluppa e dirige l'attività sindacale a livello aziendale nel quadro della politica generale del sindacato medesimo, elabora, coordina e affronta i diversi problemi aziendali di reparto, di gruppo e di ufficio, promuove tutte le iniziative per la soluzione dei problemi stessi.

Del C.d.F. fanno parte di diritto i Delegati di reparto, gruppo o ufficio eletti e dei membri dei direttivi Sindacali Provinciali.

I R.A.S. devono essere designati fra i componenti il C.d.F.

Art. 4. Comitato Esecutivo (C.E.) e le sue funzioni

Il C.E. e l'organo di coordinamento di tutta l'attività del C.d.F.. ne attu,.a le decisioni, mantiene i rapporti con le Organizzazioni Sindacali (OO.SS.) e con la controparte (Direzione).

Il C.E. viene eletto fra i membri del Consiglio nella misura di sette componenti, i quali dovranno sostituirsi a rotazione ogni anno di un terzo circa.

Art. 5. Commissioni dí lavoro

A. Il C.d.F. per meglio operare

Il C.d.F. viene convocato « previa conoscenza dell'Ordine del Giorno W su decisioni del C.E., dalle OO.SS. o almeno di un terzo dei componenti il consiglio tramite richiesta al C.E. il quale può tenere riunioni proprie per l'espletamento dei compiti attribuitigli.

Le riunioni del G.d.F. sono presiedute e dirette dal,. C.F. o dai rappresentanti le Od.SS.

Le stesse riunioni devono essere verbalizzate su apposito registro.

Art. 7. Giornale Aziendale

Il C.d.F. per sviluppare la formazione, l'informazione e il dibattito per i lavoratori, si dà un proprio giornale Aziendale esso, deve essere una tribuna aperta fra tutte le componenti della fabbrica e le OO.SS.

La responsabilità politico-sindacale del giornale spetta al C.E. che nominerà una Commissione

Art. 1. Funzione del C.d.F.

di Redazione e si avallerà dell'apporto e della collaborazione di tutti t lavoratori.

Art. 8. Riconoscimento del C.d.F.

L'attuale C.d.F. nell'imminenza del rinnovo elettivo dello stesso, si dichiara pronto a promuovere, congiuntamente ai consigli di Romana e Vado Ligure, la vertenza con l'azienda per il riconoscimento del Consiglio di Fabbrica, quale organo rappresentativo di base avente i diritti di contrattazione su tutti gli aspetti del rapporto di lavoro.

Art. 9. Norma transitoria

Il C.d.F. in coerenza alle decisioni unitarie delle OO.SS. nazionali, decide di NON procedere alle elezioni per il rinnovo della C.I., pertanto da mandato all'uscente C.I. di rimanere in carica con l'espletamento delle mansioni che gli sono proprie, fino all'insediamento o& Consiglio rieletto e del proprio C.E. riconosciuto dalla Direzione.

Nel contempo si procederà a precisare, sia in seno al Consiglio, sia con la Direzione aziendale, il passaggio di quelle tipiche mansioni di C.I. ai membri del C.E., (vedi esempio servizi interni, mensa ecc.).

Art. 10. Elezione dei Delegati

Vista la struttura organizzativa e produttiva dell'azienda si conviene che il delegato abbia una rappresentatività minima di 25 a un massimo di 50 persone, su schema che verrà elaborato dall'apposito Comitato Elettorale.

Il delegato viene eletto su scheda bianca a scrutinio segreto durante l'assemblea di reparto, gruppi o uffici appositamente convocati.

Il delegato da eleggere deve ottenere la maggioranza dei voti del reparto, gruppi o uffici, il comitato elettorale ne curerà la validità delle elezioni, scioglierà la assemblea a elezione convenuta e con l'accettazione dell'incarico da parte del delegato eletto.

Il lavoratore votando il delegato dovrà scrivere nella propria scheda bianca un solo nome, il lavoratore votato dovrà far parte del reparto gruppi o uffici designati dal Comitato Elettorale.

Art. 11. Dimissioni o sostituzioni del delegato

A. La sostituzione del delegato di reparto, gruppi o uffici può avvenire quando lo stesso: lascia l'azienda, per dimissioni proprie

presentate al C.d.F., per tre assenze consecutive non giustificate alle riunioni, per revoca del mandato da parte dei lavoratori che rappresenta, detta revoca deve avere il 50 più 1 per cento del reparto, gruppi o uffici di cui il delegato rappresenterà.

B. Per la rielezione del delegato mancante, si riconvoca l'assemblea di reparto, gruppi o uffici e si procede alla votazione come da Articolo 10.

Art. 12. Durata del mandato

I delegati restano in carica oltre i 18 mesi (1 anno e mezzo); il rinnovo elettivo deve avvenire entro i due anni, fermo restando decisioni diverse scaturite dai congressi sindacali o dalla Assemblea di tutti i lavoratori, di cui indirizzi deve tenerne conto con priorità tutto il C.d.F.

Durante il mandato i membri del consiglio sono incompatibili con cariche di responsabilità politiche di partito e con quelle delle civiche amministrazioni.

Le norme del presente statuto approvate dal C.d.F. all'unanimità meno 1, il 25-3-1971 sono soggétte a modifica con i voti di almeno due terzi del Consiglio.

I capitali e la stampa

Decine e decine di quotidiani e settimanali, dalla Stampa di Agnelli al Corriere dei Crespi ed alla Notte, che escono un po' ovunque nella nostra Italia, sono finanziati dai capitali dei padroni. Molti, se non ci fosse questa risorsa a tenerli in piedi, scomparirebbero in men che non si dica dalla circolazione. I padroni sanno benissimo che i capitali investiti in queste operazioni per divulgare nella mente del popolo la loro sporca dottrina, sono capitali spesi bene. Spesi bene perché servono a tenere illusa molta gente, per lo più incompetente ed incapace di capire certe situazioni, la quale assorbe ingenuamente tutte le fandonie scritte ad arte. Chiunque ha un po' di comprendonio, nel fondo di ogni articolo di qualsiasi natura, riesce ad individuare una chiara difesa dei loro interessi. Infatti,

tutto quello che ci danno a bere come » elisir di lunga vita », non è altro che il solito imbroglio: acqua pura. II loro scopo è uno solo: tenere, anche attraverso l'informazione, i loro capitali sempre a galla. Certi loro articoli, addirittura, fanno ridere più di qualsiasi brano umoristico. E' proprio uno spasso leggerli per chi ne comprende le finalità-. Hanno la veste seria della persona distinta e per bene, ma in realtà setto quella vestet c'è il tranello. Sono sempre tutti d'accordo nel condannare gli scioperi; tutto quello che fanno i lavoratori è illegale; elogi a non finire per gli interventi della forza pubblica contro i lavoratori; esaltano le grandi opere di costruzione, tipo le autostrade e i supermercati ecc., dove hanno investito per i loro profitti fior di capitali. Insomma; non capiterà mai di leg-

gere una sola volta che il lavoratore è trattato male, che ha ragione, che i capitali sono stati investiti per dar la possibilità alla povera gente di star meglio.

Tutti i lavoratori dovrebbero rinunciare a finanziare questo tipo di stampa contraria ai propri interessi ma leggere, piuttosto, la stampa dei lavoratori che parla lealmente e con passione di tutti i problemi che li riguardano, che ci tiene informati del nostro stato di cose, che ci indica le vie migliori e appoggia ogni iniziativa contro lo sfruttamento e le ingiustizie di cui siamo circondati. Anche questo strumento del capitale è nostro dovere e interesse combatterlo. Dobbiamo farlo perché il padrone, attraverso anche la stampa, ci combatte spietatamente.

A PROPOSITO DELLA MENSA

...cosa ne pensano gli operai

La mensa gentilissimo signore ce ne combina ormai d'ogni colore: ecco il menù che normalmente ogni settimana è ricorrente. Il lesso che mangiamo il Lunedì diventa poi arrosto il Martedì: un giorno ce lo danno coi finocchi un'altro, d'insalata quattro ciocchi. Al Mercoledì amico mio caro 9i serve cibo veramente raro: patate dicon, e cotolette ma il tapino sa che son polpette. Al Giovedì tanto per cambiare lo spezzatino ci dan da ingoiare: e con l'aggiunta d'un sugo assai caprino,

ecco a voi un cibo genuino.

Al Venerdì il pranzo è sempre fisso: insalata uova e stoccafisso: ma se uno vuole cambiar prende formaggio che non riesce a mangiar Per non parlar poi della minestra che suscita una via assai indigesta al poveretto che per sua sventura gli tocca trangugiar quella sozzura. Così l'uom dal lindo grembiulino del quale l'operaio ha poca stima chiamato è dalle irate genti « l'avvelenator degli innocenti ».

IL CRUMIRO (I1 pollo)

Io sono un pollo d'allevamento flaccido, stanco, obeso e lento come se fossi ancor nell'uovo stò sempre fermo e non mi muovo. Al T.I.B.B. ruzzolo anche senza gruzzolo degli altri non mi curo, con gli attivisti sono duro, il crumiraggio è il mio destino, il T.I.B.B. è la chioccia che mi dona il soldino. Sono nevrotico ed ho il complesso figlio « illegittimo » son del progresso ed ai miei simili sono io uguale senza più nulla di personale. Il T.I.B.B. è il mio uovo in cui imprigionato io mi muovo; la mia chioccia sono i dirigenti che assai spesso mostrano i denti. Pollo, che volete, sono d'allevamento del T.I.B.B. certo non mi lamento anche se l'ambiente è poco confortante e la vita operaia è molto asfissiante.

Siamo parecchi con la targhetta ingrasseremo tutti in gran fretta nell'abitacolo siamo un po' stretti figli del capitale, polli perfetti. li Sindacato acerrimo mi è nemico, il dirigente solo mi è amico, cosa volete, son pollo nato al T.I.B.B. cresciuto e covato. E se oggidì ci sanno allevare per poi un dì sapientemente spennare contribuirem a un'ITALIA perfetta come vuole il padron, cioè « disonesta

E poichè sono pollo amico del regresso sudo, lavoro, e sono inde... fesso, al Sindacato non mi scrivo e non mi presto perchè pollo sono e pollo ci resto!

—Dedicato a coloro che nell'ultima vertenza aziendale non agirono al fianco dei lavoratori della Fabbrica

Fascismo ieri e oggi

Fascismo ieri

Ogni qual volta la borghesia si sente in pericolo organizza le bande fasciste.

Infatti quando i lavoratori delle città e delle campagne nel 1919-21 tentavano con l'occupazione delle fabbriche e delle campagne, l'introduzione dell'ideologia socialista di modificare le loro bestiali condizioni sociali.

La classe borghese, Agrari e Industriali, non trovarono di meglio

che fare nascere le bande fasciste e utilizzarle contro i lavoratori al fine di preservarsi i privilegi di classe dominante.

La classe borghese per istaurare il fascismo operìprincipalmente in 3 direzioni:

Distruzione dei luoghi di ritrovo dei lavoratori e contadini e di tutte quelle organizzazioni che sí erano date come Camere del Lavoro, circoli culturali, cooperative, giornali e partiti.

Esaltazione del militarismo del nazionalismo sia per catturare alla loro causa i malcontenti reduci della guerra 15-18, sia per inculcare alle masse una falsa superiorità della razza latina nei confronti delle altre razze.

Utilizzazione di tutti gli strumenti in loro possesso per chiedere un governo forte e per una campagna vergognosa nei confronti dei lavoratori rei, secondo il Corrie-

LAMENTI STOMATOLOGICI
CONTINUA IN 7

La nostra fu una rivolta cruda, esacerbata dalla continua guerra inutile.

La nostra fu una rivolta alla guerra orrenda, fatta di notti insonni, di sirene, di scoppi, di massacri di gente inerme, di scolari.

La nostra fu una rivolta alla guerra che ci orbava dei nostri cari, che ci rendeva branco di bestie senza oggi, senza domani.

La nostra fu una rivolta all'odio fratricida, ,Z;r4 ultimo atto del fascismo in decomposizione.

Ma non ci bastò la rivolta, la sola rivolta istintiva.

Ci siamo chiesti: perché tutto questo è stato possibile?

La libertà tolta al popolo da alcuni che si sentivano i soli capaci di decidere dei destini dei popoli: questo era il germe della cancrena. Divenne la nostra una rivolta al fascismo.

E credemmo nella libertà!!!

Ci battemmo per la libertà!!!

Nella libertà riponemmo le nostre speranze per un mondo migliore che combattesse contro i suoi nemici secolari: l'ingiustizia, l'ignoranza, la sofferenza.

Una libertà .che ridonasse all'uomo la sua completa dignità.

dal Vietnam

Vai, mano: li puoi 'Mero tranquillo col bianchi.
LIBERT
la comincia

DALLA QUINTA

re della Sera », della radio e delle forze cosidette ben pensanti, di voler portare con le loro richieste la nazione sull'orlo del fallimento.

Per contro gli esponenti de partiti politici e sindacali, che facevano capo alla classe operaia, commisero un fatale errore a non servirsi delle masse quale unica forza capace di rintuzzare colpo su colpo poiché ritenevano che le forze dell'ordine • polizia ed esercito », che sino a quel momento erano state alla finestra a guardare, compiacendosi e anche aiutando i fascisti nelle loro azioni criminose, sarebbero intervenuti per fare cessare le distruzioni e per riportare su un piano democratico le lotte sociali.

In questo clima di incertezza degli esponenti della classe operala il fascismo riuscì a creare paura e divisione nelle masse e gli fu facile imporre un governo forte forte solo contro i contadini e gli operai • e fu altresì naturale che il governo che ne scaturì fosse fascista, visto che a volere quel governo erano gli industriali, gli agrari e le alte sfere della polizia e dell'esercito.

Furono anni tristi gli anni del fascismo che videro centinaia di migliaia di figli della classe operaia mandati a morire in terre lontane, nello sforzo di realizzare i sogni espansionistici della borghesia italiana.

Il prezzo che l'umanità intera pagò per debellare il fascismo fu dell'ordine di decine e decine di milioni di morti.

Fascismo oggi

Dal 1945 ad oggi la classe borghese non ha avuto bisogno di creare e finanziare le bande fasciste per il semplice motivo che i suoi interessi di classe non sono mai stati messi in pericolo dalla classe operaia.

Infatti con un governo di un certo tipo dove la borghesia trovava abbondante spazio per ostacolare l'unità e l'avanzata della classe lavoratrice, che non riusciva a trovare il denominatore comune, che accomuna in una sola classe gli sfruttati: operai e contadini, indipendentemente che essi siano comunisti, socialisti, cattolici ecc..

Oggi che nel Paese si prospetta:

A seguito delle lotte degli operai e delle masse popolari per il rinnovamento della società s'impone uno spostamento a sinistra della direzione politica del nostro Paese, per emarginare quelle forze conservatrici che rappresentano gli interessi della borghesia nel govreno.

L'attuazione delle riforme che, se rappresentano un atto di giustizia sociale vogliono anche dire minore potere per i padroni.

Una unità sindacale che bene male va avanti e che ha già come obiettivo la lotta al capitalismo per arrivare ad una società socialista.

Più democrazia e maggiore potere contrattuale per i lavoratori nelle fabbriche.

Sono queste le cose che danno fastidio alla borghesia, è in sostanza il maggiore peso che sta assumendo la classe operaia nel paese che dà fastidio ai padroni.

Ecco perché oggi come nel 19191921 i padroni organizzano e finanziano le squadre fasciste per assaltare le Cameredel Lavoro, le sedi dei partiti di sinistra, i cortei e le manifestazioni operaie.

Ieri come oggi si tende a fare confusione

E' sempre il ' Corriere della Sera », dell'industriale Crespi, che alla testa della stampa borghese, drammatizza le richieste dei lavoratori e si chiede dove andremo a finire di questo passo, sono ancora i telegiornali addomesticati che vedono solo le cose tanto care ai padroni, sono ancora le forze dell'ordine che s'impegnano solo a manganellare i lavoratori perché quando si tratta di fascisti arrivano sempre in ritardo, è ancora la teoria degli opposti estremismi che si vuole accreditare per colpire non i fascisti che tanto male hanno fatto all'umanità, ma le forze di sinistra che vogliono un mondo migliore.

E' la paura e l'incertezza che vogliono seminare tra i lavoratori e l'opinione pubblica non tanto per rispolverare un regime fascistadel tipo tradizionale ma sul modello greco tanto caro alla C.I.A. americana, e in ultima analisi, fermare frenare l'avanzata della classe operaia.

Se oggi vi è una classe operaia

più matura e certi disegni non sono possibili e comunque ragionevole, serrare le file per rintuzzare in modo fermo le provocazioni fasciste. e il miglior modo per battere la borghesia è di continuare nella lotta per le riforme, per la libertà sui posti di lavoro e per una società dove lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo sia bandito.

I padroni e gli impiegati d' di oggi, di domani, deldopodomani

GLI IMPIEGATI D'IERI: pochi, ma tutti bravi servitori dei padroni oltre i limiti del proprio normale lavoro da svolgere; devoti, piccoli medi tiranni remunerati abbastanza bene per non tradire mai il gioco dell'imprenditore. Tutti gii altri lavoratori; zavorra,' da tenere da gettar via senza tanti scrupoli, senza ,rimpianti.

GLI IMPIEGATI DI OGGI: un po' troppi per essere elevati tutti a servitori dei padroni ■. Una parte, ancora trattati come elementi ind:3pensabili e insostituibili per il loro alto grado di lavoro servizievole e capace di te:ter bene à galla la barca del padrone con i tattici comportamenti alle spalle degli altri; l'altra parte invece, semplici ed insignificanti lavoratori a detta dei padroni fin troppo ben remunerati in qualità di zavorra, da gettar via in qualsiasi momento quando Io scafo fa acqua.

GLI IMPIEGATI DI DOMANI: tanti, troppi, una schiera infinita, una mar-a di gente che non farà più dorrnIre il padrone, che si unirà con tutti gli altri lavoratori e faranno sentire la loro voce fin nei più lontani pianeti quando chiederanno: giustizia, uguaglianza, umanità

GLI IMPIEGATI DEL DOPODOMANI: finalmente al potere dopo tante umiliazioni, per governare meglio e più giustamente la società italiana contro tutti i soprusi gli sfruttamenti. Avranno anche loro saputo fare la grande lotta conseguito questa importante vittoria.

TUTTI GLI UOMINI SONO STATI CREATI UGUALI ED HANNO UGUALI DIRITTI

Uno dei mali che sempre ha afflitto l'umanità è l'eguaglianza dei diritti di ognuno di essi nei vari paesi e nel mondo intero.

Dai tempi degli antichi Romani, da Agrippa che capeggia il popolo che rivendica maggiore rispetto e migliore trattamento per chi lavora, ai giorni nostri la battaglia per i diritti dell'uomo è stata sempre la principale protagonista di ogni éra che con vicende alterne vedeva in momenti diversi più potere ora al popolo, ora alle caste privilegiate.

Per quanto ci riguarda molto da vicino in quanto è avvenuto in un periodo della nostra vita possiamo dire che il grande conflitto tra il 1940 e il 1945 ha segnato una importante svolta per il trionfo dei diritti e dell'eguaglianza dell'uomo in tutto il mondo.

Infatti, dopo quel conflitto, diecine di paesi che fino allora erano stati governati da paesi colonialisti, hanno avuto l'indipendenza nazionale che è un'importante passo di libertà e di libero autogoverno.

Quella che noi Italiani abbiamo combattuto negli anni che corrono dal 1921 al 1945 -contro il fascismo è stata Senza dubbio una delle più grandi battaglie che ha avuto, negli uomini che oggi ricordiamo, i martiri che hanno pagato con la loro vita il prezzo della libertà.

Purtroppo, dobbiamo amaramente constatare, che troppi hanno ben presto dimenticato quella lezione e hanno subito ripreso la strada del comando con la prepotenza, con la paura, con la repressione tiranneggiando gli uo-

mini fratelli di razza e di colore.

Ma il popolo, quello che crede veramente nei diritti e nell'uguaglianza degli uomini, ha ripreso, forse lentamente e faticosamente, la strada per far sì che il rispetto dei valori umani trionfasse e il diritto di pochi di comadare venisse ridimensionato.

Le lotte sindacali di questi ultimi tempi imperniate su un più ampio potere dei lavoratori alli'nterno delle fabbriche sono una testimonianza tangibile della volontà del popolo di voler sempre più contare nella società degli uomini e di avere sempre più diritti da chi li governa sia politicamente che economicamente.

Ma la battaglia dell'uguaglianza degli uomini non può. essere circoscritta all'interno del nostro paese essa va oltre i confini, là dove ancora peggiori sono le condizioni di vita e di oppressione dettate dai governanti.

Oggi, mentre commemoriamo i nostri Caduti, il nostro

pensiero corre a tutti i paesi oppressi che stanno combattendo e muoiono per conquistare la loro libertà.

Al valoroso popolo del Viet Nam, alla Spagna di Franco, alla Grecia dei colonnelli,. al Portogallo, ai paesi dell'Africa e dell'America latina, a tutti i paesi dove si lotta e si muore per la conquista della libertà Ma il nostro pensiero e il nostro fraterno e sincero saluto che non vuole essere il convenevole d'uso ma vuole esse la testimonianza concreta e tangibile di un popolo che prima di loro ha percorso la via che essi stanno percorrendo e che col sacrificio dei migliori dei suoi figli ha saputo conquistare la libertà che oggi difendiamo da ogni attacco di coloro che vorrebbero ritornare, come ai vecchi tempi, padroni indiscussi della vita e della volontà di tutto un popolo.

Ai Caduti per la libertà, di' tutti i tempi e di tutto il mondo, vada in questo giorno, in riverente ricordo del loro sacrificio, la nostra gratitudine.

Gli americani neri sono stati pazienti e fori«) potrebbero continuare ad esserlo se gli fosse consentito di sperare ancora un poco. Ma ovunque "il tempo sta giungendo al suo termine", come dicono le parole di uno dei nostri spirituals... L'America bianca si è permessa di mostrarsi indifferente al pregiudizio razziale e alla disuguaglianza economica. Ha trattato queste cose come mali superficiali, ma ora si risveglia alla realtà di una malattia potenzialmente fatale... ».

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