La voce del lavoratore
OGGI UNITA' E VOLONTA' DI LOTTA PER LA PIENA OCCUPAZIONE; LE RIFORME, CONTRO LE INVOLUZIONI REAZIONARIE
Per comprendere l'attuale attacco del padronato ai lavoratori e agli studenti, che si manifesta attraverso le violenze della polizia e dei fascisti,ei licenziamenti, è necessario rivedere lo sviluppo delle lotte dall'autunno '69 ad oggi.
Le lotte di quel periodo sono un duro attacco al padronato e alle forze politiche che lo sostengono dentro e fuori il governo.
Nel 1969 infatti non si richiedono solo soldi, ma si mettono in crisi i princìpi dell'attuale struttura sociale e politica.
La parità normativa e l'aumento uguale per tutti mette in discussione la divisione in classi della società, strumento indispensabile al padrone per sopravvivere. L'incisività delle lotte spinge il padronato alarle dichiarare « illegali » dandoci così un'ulteriore conferma del suo connubio con le forze più reazionarie del governo, che si mostra difensore dei suoi interessi. Mettendo in discussione l'organizzazione capitalistica del lavoro fondata sul principio dello sfruttamento ai fini del massimo profitto (e questo loro lo chiamano economia), si mette in discussione il loro potere: potere su cui fondano la loro esistenza.
Dall'insieme delle lotte i lavoratori esprimono la necessità di difendere le loro conquiste all'interno della fabbrica, ponendosi una serie di obiettivi rivendicativi a carattere più generale, le riforme, in arado di raccogliere le esigenze di più vasti strati popolari.
Per contrastare questa fortissima spinta di base, il padronato usa tutti gli strumenti a sua di-
sposizione: dalla diffamazione antioperaia e antisindacale attraverso i mezzi di informazione, all'uso quotidiano della polizia contro i cortei di lavoratori e studenti.
Milano è il centro di questa provocazione: la morte di Annarumma e la strage di piazza Fontana, di chiara marca fascista, vengono usate per gettare discredito sul movimento e le organizzazioni dei lavoratori e per reclamare la fine di ogni agitazione.
Dietro queste pressioni le vertenze si chiudono e i pa deo e() sperano in un periodo di « pace sociale » per recuperare le conquiste dei lavoratori attraverso un processo di ristrutturazione nelle fabbriche.
Questo piano non tarda ad attuarsi e dopo poco iniziano i taql5 dei tempi, l'introduzione dei turnì, i ' licenziamenti all'interno delle fabbriche, e fuori ci appioppano il decretone, col conseguente aumento dei prezzi, e tentano di svuotare di ogni significato le rifome sociali richieste dai sindacati.
Di fronte a questi provvedimenti i lavoratori però non disarmano, ma al contrario si danno nuovi obiettivi per impedire il recupero delle conquiste contrattuali.
Sono le lotte per il superamento del cottimo e per l'imbiente di lavoro. E' a questo punto che governo e padroni accentuano il clima di provocazione nel tentativo di imporre una svolta reazionaria al paese.
Così finanziano Almirante e i fascisti per le loro ben note azioni snnadi ste e dinamitarde rivolte contro singoli 'cittadini e organiz-
zazioni democratiche/ ed è ancora a Milano, centro delle lotte più avanzate che in questi ultimi giorni si accentua il clima di intimidazione (violenze poliziesche di lunedì 22 e mercoledì 24 contro gli .studenti e contro ì lavoratori ìn molte fabbriche).
Inoltre addossano la responsabilità della « crisi economica » sui lavoratori e le loro lotte: niente di più falso, l'abbiamo spiegato nel numero precedente del giornale.
Queste manovre tendono a incutere nei lavoratori l'insicurezza economica .del futuro e la paura di un nuovo fascismo per farli desistere una volta per tutte dalle lotte/
creo nio • attraverso provocazioni e arbittari interventi repressivi, un clima di tensione, che isoli gli studenti dall'opinione pubblica ef in prospettiva/ la classe operaia e blocchi il movimento per le riforme.
Purtroppo col blocco delle lotte delle proteste non si evita la crisi ma la si subisce ugualmente in silenzio e in ginocchio.
E' per questo che oggi l'unità e la volontà di lotta dei lavoratori deve essere rafforzata all'interno all'esterno delle fabbriche contro l'attuale oraanizzPzone del lavoro, Per un diverso sviluppo economico sociale. Cont!'" il fascismo, in difesa dell'occupazione e per le riforme.
Questo Per imporre agli organi dirigenti del nostro paese la necessità immediata di una soluzione Positiva all'attuale situazione di crisi economica che investe II nostro paese.
SIT SIEMENS
1101.1,Er1'INO t N XIII() DEI, CONSIGLI() DI I, A FIM - UILM
Considerazioni e iniziative del C. d. F. sul caso Bonora
Molti lavoratori si chiedono come sia possibile che la nostra Direzione, già tante volte svergognata dalla Magistratura, possa ancora permettersi di lasciare Bonora a casa e pagarlo con i nostri soldi.
E' una perplessità più che giustificata.
L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori dà in effetti la possibiiltà di una scappatoia là dove dice che: « Il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza (di reintegro del lavoratore nel posto di lavoro) è tenuto a corrispondere al lavoratore le retribuzioni dovutegli dalla data della sentenza a quella della reintegrazione ».
In realtà quindi, la legge ordina che il lavoratore sia reintegrato, ma, nello stesso tempo, non dà gli strumenti affinchè quest' ordine venga effettivamente, eseguito.
Sembrerebbe uno scherzo se non fosse una grande e assurda inaiustizia.
Bisogna, fra l'altro, notare che questo punto dell'articolo è in contrasto con l'ordinamento giuridico processuale italiano poichè ogni legge deve stabilire come deve essere applicata.
Basterebbe un'aggiunta di poche righe all'articolo 18 che stabilisca i modi di applicazione della sentenza.
Non è per caso nè per una svista che la legge abbia questo gravissimo difetto.
Sappiamo che, a suo tempo. la destra conservatrice dello schieramento governativo pose un preciso ricatto perchè lo Statuto dei Lavoratori uscisse con queste deficienze.
La Siemens ìn questo momento dice, per bocca di Ravalico, che sta cercando di creare un precedente giuridico.
Rer questo, naturalmente. si serve di tutti gli appoggi politici di cui dispone: Piccoli, La Malfa, Petrilli, l'Intersind e tutta la destra economica e politica.
Il risultato è che, anche con lo Statuto dei Lavoratori, un qualsiasi padrone che voglia piegare il movimento sindacale nella sua azienda per fare, poi, quello che gli pare, rischia solo un po' dì quat-
trini.
E' sufficiente buttare fuori chi ha il coraggio di farsi sentire e aspettare le decisioni del giudice.
E noi sappiamo bene che i giudici non sono -tutti come quello che ha dato ragione a Bonora, anzi!
La Magistratura non sempre fa giustizia ai lavoratori, questo è chiaro.
E' una considerazione amara e spiacevole, ma sarebbe peggio illudersi,
I fatti relativi ai licenziamenti di Bonora, Prati e Di Silvestro, li conosciamo tutti senza aspettare le sentenze, favorevoli o sfavorevoli, dei giudici.
Questi, provengono normalmente da un ceto borghese, vivono in ambiente borghese, hanno i problemi di tutti i borghesi e faticano, perciò, a capire cos'è l'ambiente di lavoro nelle fabbriche. Mai, i giudici, vengono in mezzo agli operai a conoscere le reali condizioni dei lavoratori in fabbrica, mai vengono a vedere quali strumenti di pressione psicologica ed economica il padrone usa per discriminare e dividere i lavoratori.
Ogni tanto, però, capita che qualcuno di loro arrivi a capire ed abbia il coraggio di dar ragione ai lavoratori.
Come è possibile?
Il motivo di questa nuova presa di coscienza è uno solo: le lotte e i sacrifici di tutti i lavoratori.
Dobbiamo infatti capire una cosa, sono le lotte e i sacrifici del popolo il vero motore della giusti7ia sociale.
Questo vale per quello che siamo riusciti a conquistare nel passato, ma soprattutto per auello che dobbiamo _ ancora conquistare in futuro.
A questo punto, cosa si pronone di fare il Consiglio di Fabbrica?
Innanzi tutto denuncia I; precisi moventi politici nel comportamento della Direzione in quanto esso rappresenta: un tentativo di svuotare lo Statuto dei Lavoratori del suo spirito di tutela delle libertà sindacali nelle aziende, una condotta repressiva ed antisindacale coetente con la spinta reazionaria che attualmente il paese subisce e che nell'ambito delle Partecipazioni statali si manifesta anche con la recente montatura antioperaio da parte della dirigenza dell'Alfa Romeo, una inaccettabile affermazione
di potere da parte di chi avreb be solo il compito di una buona gestione del denaro di tutti i lavoratori.
Coerentemente con questa analisi il Consiglio di Fabbrica interesserà tutti gli organismi politici rappresentativi dei cittadini e dei lavoratori, dal Comune, alla Provincia, alla Regione ed ai gruppi parlamentari di tutti i partiti democratici e li inviterà ad agire in tutti i sensi perchè cessi questo vergognoso comportamento della Direzione e perchè venga modificato lo Statuto dei Lavoratori.
Protesteremo, -"inoltre, presso tutti i ministeri competenti e presso il Presidente della Repubblica in qualità di supremo capo della Magistratura, poichè è inammissibile che tutto il potere pubblico sia arrivato ad un punto così mortificante di soggezione allo strapotere economico.
Ma tutto questo resterebbe inefficace, rendiamocene conto, se non sono i lavoratori, in prima persona, a farsi carico dei loro problemi.
E il « caso Bonora » è un problema che riguarda tutti i lavoratori. Perciò coinvolgeremo in queste iniziative i Consigli di Fabbrica di tutte le aziende a partecipazione statale, i lavoratori, gli studenti delta zona e tutti i cittadini.
La decisione del Consiglio di sospendere gli straordinari
Il Consiglio di Fabbrica recentemente ha deciso di sospendere gli straordinari in tutta la fabbrica. I motivi di questa decisione sono due: primo perchè in Siemens ci Sono numerosi reparti in lotta e quindi lo straordinario aiuta la direzione e rende inutili tutti gli scioperi; secondo perchè lo straordinario in sostanza è contro ogni nostro interesse di lavoratori.
Da una breve analisi infatti è risultato che i lavoratori fanno gli straordinari per questi motivi:
perchè le paghe sono basse e l'orario normale di lavoro non basta a rnantenere la famiglia; per tenere buoni i capi, i quali hanno come strumenti i ricatti sulla carriera, i permessi e le agevolazioni; per paura del padrone e della mancanza di lavoro, per cui quando c'è il lavoro non bisogna guardare quante ore si fanno;
perchè non hanno mezzi e possibilità di occupare il tempo libero.
Lo straordinario fa guadagnare quattro soldi in più. Ma a che prezzo otteniamo questo guadagno?
II prezzo è molto alto: dobbiamo vendere quel pòco di tempo libero che ci resta per vivere dopo le normali ore di lavoro.
(questo significa maggiore stanchezza e quindi minore salute; imPossibliità di vivere in famigila, con tutte le conseguenze che questo norta e impossib'lità di svolgere tutte le attività normali che completano la vita di una persona e che richiedono anche un minimo . di energia, come leggere, studiare, ritrovarsi con altri ecc.
Ma da tutto questo
cosa ci guadagna il padrone?
Noi quattro lire, ma lui una barca di soldi! Infatti oltre al profitto normale che realizza sul nostro lavoro, ci guadagna perchè la maggiorazione prevista per le ore straordinarie è calcolata sulla paga base più la contingenza più miniMo di cottimo più la detrazione dei permessi e dei ritafrcil , sulle ore straordinarie, e vengono lasciate fuori: l'intero guadagno di cottiMo, gli scatti di anzianità, ì super-
minimi individuali e il premio di produzione. Dunque la maggiorazione è in realtà ben poco.
Altre però sono le convenienze del padrone, e non certo inferiori a quelle appena citate.
La più grossa è che riesce a mantenere la disoccupazione e quindi l'insicurezza del lavoro. Avendo migliaia di persone disoccupate, può molto più facilmente dettare legge con la minaccia dei licenziamenti.
Alcuni dati in proposito
In provincia di Milano ci sono circa 34.000 disoccupati e 900-.000 lavoratori nell'industria. Se ognuno di questi 900.000 lavoratori lavorasse un'ora e mezza in meno alla settimana, i 34.000 disoccupati avrebbero tutti il lavoro assicurato per 40 ore alla settimana. (Infatti 900.000 lavoratori per un'ora e mezza = 1.350.000 ore alla settimana che divise per 34.000 lavoratori = 40 ore).
Inoltre riducendo l'orario a 40 ore per tutti si creerebbero migliaia di nuovi posti di lavoro per assorbire l'emigrazione interna.
Non è finita qui: il padrone attraverso i mille ricatti che riesce a fare in fabbrica promettendo aumenti, categorie, privilegi, riesce a metterci l'uno contro l'altro, e così ci controlla meglio.
E infine con lo straordinario si fa le scorte che gli permettono di sostenere mesi di scioperi senza perderci niente.
Ricordiamoci che il 1972 è l'anno del contratto.
Da tutto ciò si può capire come il vantaggio che otteniamo oggi lavorando di più, si rivolterà domani contro noi e le nostre lotte ed è in questa linea che il consiglio ha deciso lo sciopero degli straordinari, accoqilendo nello stesso temro la lotta dei numerosi reparti sui problemi: nocività, cottimo, inquadramento, categoire e salario.
SITUAZIONE REPARTI
Negli stabilimenti di Milano e Castelletto numerosi reparti hanno sollevato una serie di problemi.
Fra loro differiscono sia per il tipo di problemi, sia per la volontà di lotta. Riportiamo la documentazione per una necessaria informazione e per permettere a tutti i lavoratori della SIT-SIEMENS una visione più completa della fabbrica e dei suoi problemi.
S. SIRO
REPARTI IN LOTTA
RELE' ESK (367)
n. 80 lavoratori
Problemi aperti: Nocività (fumi di saldatura), Salario (non riescono a guadanare per i continui spostamenti e per gli stretti tempi di lavoro).
ES 400 (355)
n. 80 lavoratori
Problemi aperti: Taglio dei tempi (richiedono l'aumento dei tempì in percentuale e delle ore di apprendisaggio).
REPARTI DISPOSTI A LOTTARE
AVVOLGIMENTO 1 (363)n. 140 lavoratori
Problemi: trasferimento delle lavorazioni a Santa Maria Capua Vetere, con •conseguente incertezza del lavoro futuro - taglio sui tempi delle nuove lavorazioni.
SELETTORI MOTORE (368)n. 100 lavoratori
Problemi: trasferimento della lavorazione a S.M.C.V. (richiedono la garanzia del salario alla media di cottimo del reparto; di non essere trasferiti né a Castelletto, nè in reparti nocivi; l'esonero dai turni; la conoscenza anticipata del reparto in cui saranno trasferiti.
RIMA (133) - 11. 70 lavoratori
Problemi: pur facendo lo stesso lavoro, molti operai prendono salari molto piùp bassi e sono inquadrati in categorie diverse. Richiedono quindi perequazione delle paghe e revisione delle categorie.
ATTREZZERIA S. SIROn. 110 lavoratori
Problemi: perequazione paghe e revisione categorie.
MENSA - n. 60 lavoratori
Problemi: Nocività (chi lava le pentole è costretto a stare coi piedi nell'acqua, richiesta di un macinaformaqgio elettrico, aumento dello snazio eliminando la sala adibita al ricevimento dei clienti).
Aumenti e nerequazioni delle paghe; indennità per i lavoratori che iniziano alle ore 6.
TRASPORTI INTERNIn. 25 lavoratori
Prohlemi: qualifiche, perequazioni paghe e aumenti.
REPARTI CHE HANNO
SOLLEVATO PROBLEMI LABORATORIO COMMUTAZIONI -(operai) - 11. 37 lavoratori
Problemi: perequazioni paghe, revisione categorie, trasferimenti a Castelletto.
SELETTORI ROTOREn. 50 lavoratori
Problemi: trasferimento delle lavorazioni.
MONTAGGIO CIRCUITI STAMPATI (254, 2981 - n. 120 lavoratori
Problema: Nocività (fumi da colotonia e stagno).
MONTAGGIO PANNELLI (252)n. 100 lavoratori
Problemi: tempi di lavoro stretti; disparità dí trattamento sulla liquidazione delle schedine; non accettano schedine di attesa lavoro; nocività da fumi di saldatura; fanno fare lavoro straordinario quando altre sono senza lavoro; passaggi di categorie.
PANNELLI 1 e 2n. 140 lavoratori
Problema: a distanza di 8 mesi dalla richiesta di passaggi di categorie, ne hanno ricevute solo 8.
COLLAUDO TRn. 90 lavoratori
Problemi: turni e riqualificazione lavoro.
AVVOLGIMENTO TR
Problemi: tempi e organizzazione del lavoro.
LAVORATORI STUDENTI
sono circa n. 600
Richiesta: 6 ore di lavoro pagate 8; 15 gg. ogni anno pagati; pagamento tasse; 2 mesi di cui 1 pagato per esami di laurea o diplomi; eliminazione del cottimo per i lavoratori studenti; cooperativa dei libri usati.
CASTELLETTO
Anche a Castelletto ci sono reparti con grossi problemi: La nocività, derivata da rumori, fumi, vernici, caldo e freddo, vapori di acidi, polveri di lavorazioni ecc.
Le qualifiche, in quanto la Direzione Aziendale mantiene l'ingiusta divisione in categorie e le differenze salariali, anche fra . persone che fanno lostesso lavoro.
1 90 lavoratori del CT, reparto che lavora col cottimo, sono in sciopero e chiedono l'aumento dei tempi di lavoro sia per Milano che per Castelletto. il Consiglio di Fabbrica dopo aver valutato l'esigenza di unificare i vari reparti in lotta, sui problemi dell'ambiente, del cottimo e delle paghe e qualifiche, ha deciso il coordinamento delle lotte.
Si vuole così evitare che la Direziéne Aziendale, approfitti della diversità 'dei problemi che i reparti sono costretti ad affrontare, per dividere i lavoratori e renderli così più deboli.
I Patronati dei lavoratori all' interno delle fabbriche
La legge N. 300, chiamata « Statuto dei diritti dei lavoratori è entrata in vigore il 20-5-70. Dopo un anno ci si può chiedere come e in quale misura è stata applicata. La risposta sarebbe ancora una volta deludente: in una azienda a prevalente partecipazione statale come è la S.I.T. Siemens, le leggi dello Stato non vengono applicate. A partire dal titolo della legge a della libertà e dignità dei lavoratori » agli articoli 3-9-11-1516-17-18 (vedasi caso Bonora) - 19 25-26-28 (casi Bonora, Prati, Di Silvestro, Monti, ecc.).
I lavoratori sanno bene che le leggi, come i contratti, non vengono mai applicate dalle Direzioni. Le loro applicazioni restano legate alla iniziativa e alla forza dei lavoratori, alla loro costante azione e grande capacità di iniziativa.
Sembra invece debba avere una sua concreta applicazione in tempi brevi l'art. 12 che riportiamo testualmente: Gli istituti di Patronato e di assistenza sociale, riconosciuti dal Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, per l'adempimento dei compiti di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 29 luglio 1947 N. 804, hanno diritto di svolgere su un piano di parità, la loro attività all'interno dell'azienda, secondo le modalità da stabilirsi con accordi aziendali.
Alla SIT Siemens esiste una bozza di accordo dal luglio 1970. Prevede un incaricato a tempo pieno, retribuito dall'azienda che, in un locale attiguo alla Commissione Interna, svolga compiti di vigilanza sui problemi antinfortunistici, ambientali, di nocività e di pratiche riguardanti gli istituti previdenziali INAM-INAIL-INPS ecc.
I Patronati che i lavoratori possono scegliere per l'inoltro delle loro pratiche sono l'INAS (CISL), l'INCA (CGIL), l'ITAL (Une ACLI. L'incaricato provvederà ad inoltrare le pratiche ai Patronati di fiducia dei singoli lavoratori.
In molte fabbriche finora erano le assistenti sociali che, pur non essendo autorizzate e avendo altri e più qualificati compiti, svolgevano le pratiche rigdardanti gli assegni familiari, le pensioni, gli infor-
tuni, le malattie ecc., in nome e per conto del padrone. Oggi finalmente i lavoratori si sono conquistato un nuovo servizio che li tutela nei confronti degli istituti previdenziali ma soprattutto crea le premesse per una migliore salvaguadria della loro salute.
Il Consiglio di Fabbrica della SIT Siemens
Il giornale ha lo scopo di informare i lavoratori sui lavori del Consiglio, sui prpblemi di fabbrica e sulla situazione politica. Chiunque può collaborare inviando notizie e documenti alla redazione del giornale.
La
redazione Barbieri tel. 2633 Arnaboldi 2323 Orlandi 2176 Colciago 2952 Mosca 7248 Cazzaniga . 7231