Il Puntello2

Page 1

I PUNTELLO

Giornale unitario del consiglio di fabbrica - Ponteggi - Dalmine

SI ALLE RIFORME NO AL FASCISMO

Il 7 aprile scorso i lavoratori, scendendo compatti in sciopero, hanno dimostrato la loro maturità e la loro volontà di lotta contro un governo espressione degli interessi dei grandi padroni.

Il motivo dello sciopero è stato la casa, ma si può dire che le altre questioni, come la sanità, le tasse, il mezzogiorno, noi lavoratori non le abbiamo certo dimenticate.

Non solo rivendichiamo una giusta riforma della casa (equo canone, esproprio generalizzato, prezzo agricolo etc.), ma anche una giusta riforma sanitaria che liquidi gli interessi dei baroni della farmaceutica, delle mutue e degli ospedali, prevenga le malattie, difenda la salute del lavoratore; una riforma tributaria che tassi sul serio i padroni, che abbia un criterio di progressività, che diminusca le tasse indirette (sale pane alimentari etc.) attraverso un controllo democratico con Comuni, Province, Regioni, Parlamento e consigli di zona.

Rivendichiamo una serie di -misure per la rinascita del Mazzogiorno e per aumentare l'occupazione ìn tutto il paese attraverso la riforma agraria, l'industrializzazione del sud, nuovi investimenti etc.

Tutto questo il governo non intende fare o al massimo dice di concedere qualcosa, ma nei fatti torna indietro conservando i privilegi padronali.

Il 7 aprile abbiamo dato un duro colpo ai padroni e al loro governo; ora la nostra lotta deve continuare, sempre più unita, incisiva e con degli obiettivi chiari sui quali dobbiamo portare a lottare la maggior parte del popolo lavoratore italiano.

Un ennesimo sciopero generale non basta, dobbiamo rendere più concreta la lotta per le riforme: il comitato sanitario dì fabbrica è un

primo passo su questa via.

Conduciamo una lotta unita per la piattaforma rivendicativa, per i suol punti, per il comitato sanitario e, conquistandolo avremo costruito un primo mattone del servizio sanitario nazionale che prevenga malattie ed infortuni, elimini gli inquinamenti; avremo un nuovo e più efficace strumento per le nostre lotte, per tutelare la salute.

Ciò dimostra che sono necessarie sia la lotta aziendale che la lotta per le riforme e che solo così potremo arrivare a maggior giustizia, a più potere ai lavoratori, a tutelare la nostra salute, ad una società più giusta.

Un Sindacalista

MAGGIO 1971
Migliaia di lavoratori • di giovani hanno sfilato -il Primo Maggio nel centro di Milano

OH ! CHE BELLA

ORGANIZZAZIONE

Sono alla Ponteggi da 4 anni e prima sono stato in altre aziende, ma con una organizzazione perfetta, dall'impiegato che lavora negli uffici all'operaio, ognuno svolge la sua mansione qualunque essa sia. Venendo qui notai che questa organizzazione non esisteva per niente, forse non è mai esistita, avevo pensato: (dipenderà dalla direzione). La direzione cambiò, ma la disorganizzazione rimase, anzi aumentò; hanno nominato dei capi completamente inefficaci, forse non sanno neanche il vero compito del capoturno. Non parliamo poi di lavoro che a mio avviso sono proprio zero, pensano solo ad accaparrare_ ore straordinarie passate a far finta di eseguire qualche lavoro ed a dare risposte agli operai, risposte decisamente allusive come. jve ne.. accorgerete, vi passerà la voglia di protestare). Risposte intimidatorie per incutere paura; ma mi chiedo io: a che pro? A dove mirano tali minacce? E perchè un capoturno, che deve solo far rispettare gli orari di lavoro agli operai, ora si altezza a galletto risentito e profetizza sentenze sul domani? Chi

comunque risente di queste deficienze è senza dubbio l'operaio che durante il giorno viene sballottato da destra a sinistra e demoralizzato. Infatti se un operaio comincia un lavoro, specialmente se a cottimo, e dalle sei alle otto tiene un buon passo di rendimento, dopo le otto o meglio dopo l'arrivo di un altro sparviero nero (pardon! capo) i posti di lavoro vengono cambiati ed allora addio al cottimo. Ma questo alla direzione non importa, se poi si è fortunati si resta dove venimmo spostati; altrimenti chissà quanti lavori si dovranno cambiare in un giorno. Non parliamo poi del materiale che gli operai dovrebbero trovare pronto sul posto di lavoro; tocca agli operai stessi prepararsi prima il materiale.

Troppe ore vengono disperse sui cottimi dove i capi giocano a simpatizzare. C'è l'operaio visto di buon occhio che non deve faticare molto, c'è invece il poveraccio non visto di buon occhio che deve faticare parecchio; questo vale anche per gli straordinari, si vedono scene deprimenti come queste: il corvo (pardon! il capetto) che prende l'operaio ben visto sotto braccio e prendono il caffè insieme. Quell'operaio il sabato successivo è senz'altro nella lista degli straordinari. Si potrebbero raccontare centinaia di aneddoti, ma è per mancanza di spazio che tralascio! Altre cose illogiche delle lavorazioni finiti: il collaudatore, quando controlla questo materiale dice « va bene », il capetto dice va male », il capoccione dice che può andare • ed allora... addio materiale!!! L'operaio non sa a che santo rivolgersi, si sforza di fare del suo meglio ma viene bloccato da questo stato di cose. Anche quando un operaio deve chiedere chiarimenti sul lavoro, i capetti non sanno dare risposta, e lo mandano prima dal capo reparto, il capo reparto lo manda da un altro capo al di sopra di lui, alla fine si decide di lasciar perdere.

Adesso mi chiedo come può una data,,pr-iva di Jprgagizzaziong, data in mano a dei capi (ahimé) che valgono pochissimo, pretendere che tutto all'interno funzioni bene? Bisogna che-prima cambi tutta l'organizzazione da parte di capi e dirigenti per vedere un radicale miglioramento nei reparti.

Un Operaio

I DELEGATI DI REPARTO

Molti lavoratori nonostante sentano parlare del Consiglio di fabbrica, formato dai R.A.S., dai delegati di reparto e di ufficio, forse non sanno cosa vuol dire e non sanno forse il valore che questi hanno; da ogni reparto, tra i lavoratori iscritti ai sindacati, sono stati scelti 5 o 6 elementi tra i più attivi.

Nel consiglio di fabbrica sono presenti anche i componenti della C.I. che, con la loro grande esperienza di lotta, saranno la guida e la spinta di questo nuovo consiglio che stiamo varando.

Questo consiglio rappresenta il sindacato unitario in fabbrica e attraverso i delegati esso è presente per difendere l'interesse del lavoratore, reparto per reparto e ufficio per ufficio.

Esso è composto di 15-20 elementi coscienti, preparati e soprattutto disposti a superare difficoltà e sacrifici per discutere e risolvere i problemi dei lavoratori, anche ora che i delegati non hanno a disposizione delle ore retribuite per riunirsi e discutere i problemi. E' necessario imporre alla direzione il riconoscimento del Consiglio di fabbrica con le ore pagate per tutti i suoi componenti perchè in questo modo il sindacato unitario, che si costituirà nella primavera del '72 col suo congresso FIOM-FIM-UILM, potrà legarsi di più ai problemi dei lavoratori per risolverli nel miglior modo.

Difatti questo punto è nella nuova piattaforma rivendicativa e invitiamo i lavoratori a considerarlo con l'importanza che merita. Un impegno verso i lavoratori per risolvere i problemi dei lavoratori.

Ecco cosa significa essere un delegato di reparto o di ufficio e componente del consiglio di fabbrica.

Spero di essermi fatto capire da tutti, ma soprattutto abbiano capito-gli stessi componenti del consiglio.

Il Consiglio di fabbrica

PIATTAFORMA RIVENDICATIVA

I problemi che sempre più assillano i lavoratori nella Ponteggi Dalmine sono tali da esigere una loro rapida risoluzione e quindi esigono una nuova piattaforma rivendicativa che migliori le condizioni di tutti i lavoratori.

La C.I. e il Consiglio di fabbrica nella riunione tenuta insieme alle organizzazioni sindacali FIOM-FIM hanno posto le basi di questa nuova piattaforma che riguarda i grossi problemi come il cottimo, le qualifiche, il riconoscimento del consiglio di fabbrica, la tutela della salute, il premio di produzione etc.

Questa piattaforma si compone di due parti differenti e allo stesso modo importanti e insostituibili.

Una prima parte della piattaforma riguarda un miglioramento del salario nei punti del cottimo, del premio di produzione, dell'accantonamento, delle categorie, delle ferie.

Ciò ci permetterà di avere una maggiore tranquillità economica e di essere meno sfruttati per esempio con il superamento del cottimo garantendo al lavoratore un guadagno sufficiente.

t a seconda parte della piattaforma rivendicativa, seconda non per poca importanza, riguarda il comitato sanitario di fabbrica e il riconoscimento del consiglio di fabbrica, espressione del sindacato.

Si chiede che il comitato sanitario di fabbrica non paritetico ma dei lavoratori, il diritto di indagare con medici di nostra fiducia (come dice lo statuto dei lavoratori) sulle condizioni di lavoro, gli infortuni, la nocività, in modo da prevenire, cambiando l'ambiente della fabbrica, malattie e infortuni avvalendosi del libretto di rischio e dei dati biostatici.

Tutto ciò va a braccetto con la riforma sanitaria e la medicina preventiva, così come l'abbiamo rivendicata nei nostri scioperi per le riforme.

Il riconoscimento del consiglio di fabbrica è anch'esso una richiesta importantissima perché permette di riconoscere appieno il sindacato, i suoi rappresentanti di fabbrica R.A.S. e delegati di reparto e di ufficio, con le ore pagate per la attività sindacale in difesa degli interessi dei lavoratori.

In tal modo i nostri interessi saranno tutelati sempre meglio perchè sempre più forte sarà l'organizzazione sindacale, sempre meno potere e spazi() di manovra avrà la direzione e sempre più forte si farà l'unità dei lavoratori.

Il Consiglio di fabbrica

Critica del Puntello

Il Puntello numero uno è uscito, è stato distribuito nelle ore di mensa, dopo un po' abbiamo raccolto, un po' qua e là le varie impressioni e i vari giudizi. Tralasciamo quelle note di felicitazioni e i vari complimenti, accompagnati da moltissimi incoraggiamenti, mettiamo invece in primo piano le critiche perchè per diventare sempre migliori in tutte le cose si ha bisogno più delle critiche che dei complimenti, c'è stato chi ha sottovalutato l'importanza del Puntello, chiedendo a cosa serviva c'è chi l'ha ritenuto troppo spinto nei confronti della direzione, c'è purtroppo chi l'ha ritenuto politicante. Al primo gruppo diremo solo, che noi tutti non siamo d'accordo sulla inutilità del Puntello, perchè le cose che scriviamo sono idee non certo personali ma lettere scritte dagli operai dei vari reparti e possiamo dimostrarlo, ciò vuol dire che non potendo dirlo direttamente alla direzione si cerca così di parlarne almeno fra noi. Per il fatto che il Puntello sia spinto. Crediamo nel primo numero di non avere scritto di falso, perciò se a qualcuno è sembrato così, è evidente che le cose spinte sono nelle cose che succedono dentro alla Ponteggi. Ed infine passiamo al tasto più delicato la politica, quando si è deciso di far nascere il giornaletto non abbiamo certo pensato che tale giornaletto dovesse servire ad inculcare idee politiche di un qualsiasi partito, ma dovesse servire a risolvere i problemi di noi lavoratori, a fare la politica dei lavoratori per non subire la politica del padrone, di riportare solo fatti noti, già letti o sentiti sia sui giornali, o dalla radio; come possiamo

vedere la politica del Puntello non è la stessa, a confronto di chi dentro la Ponteggi il pyfrone l'a politica la fa nel vero senso della parola e da molto tempo, sfruttando noi lavoratori.

Un Delegato di reparto

Lettera aperta

agli impiegati

Mi rivolgo a te puntello per parlare un po' degli impiegati, visto che nell'assemblea non vengono mai (all'infuori di qualcuno); non si possono mai conoscere i loro problemi e mi domando quando cominceremo a ragionare. La strada che hanno seguito finora non è certo quella giusta, caratterizzata com'è dall'assenteismo nei confronti di tutto quello che accade in fabbrica e nel mondo dei lavoratori. Forse gli impiegati non si ritengono dei lavoratori? Non si guadagnano anche loro lo stipendio col proprio lavoro? O forse è un regalo della direzione? Noi operai siamo fermamente convinti che fra di voi ci sia del buono e pensiamo che non sia la soluzione migliore il dovervi venire ad invitare ogni qualvolta ci sono dei grossi problemi da affrontare come ad esempio: l'ambiente di lavoro, sperequazione delle paghe. abolizione della categoria, la lotta per la casa, la salute, per meno tasse. Crediamo che sia giunto il momento che gli impiegati della Ponteggi Dalmine alzino la testa e si ribellino a quella forma di paternalismo predicato dal padronato, per imporre alla direzione il rispetto del contratto di lavoro e delle leggi sancite dal parlamento e contenute dallo statuto dei lavoratori. Vi invitiamo prrciò a guardarvi attorno e vedere colleghi di altre fabbriche dove puulii mesi fa, operai ed impiegati uniti non hanno esitato a paralizzare la fabbrica ad opporre una loro decisa resistenza ai celerini per difendere una loro impiegata colpita da ingiusto licenziamento. Rivolgiamo perciò un invito perchè collaboriate attivamente all'attività sindacale di fabbrica eleg-

gendo i vostri delegati di ufficio, partecipando .alle riunioni del Consiglio di fabbrica. Certi che riusciremo a superare gli ostacoli che attualmente ci separano per giungere a creare una salda unità e quindi una maggior forza da opporre alle manovre padronali.

Un Operaio

Per il fondo unitario

Mi sono rivolto in precedenza al Consiglio di fabbrica per illustrare questa iniziativa, e mi hanno risposto di rivolgermi direttamente a tutti gli dperai tramite il Puntello. L'iniziativa consiste in questo: costruirci da noi un fondo unitario: ogni operaio che aderisce a tale iniizativa dovrà dare il suo nominativo ad un incaricato, l'operaio in questione dovrà poi versare ogni mese la sua quota.

Ogni mese le quote verranno registrate e versate in una banca, per un anno intero questi soldi saranno solo accantonati per diventare appunto « fondo ». Dopo il primo anno si potrà usufruire di tale fondo nelle più svariate occasioni. Cito alcuni esempi: durante scioperi prolungati esso permetterà di affrontare meglio la lotta, nei casi di particolare bisogno di qualche ()pernio, nelle feste come Natale, Epifania, Pasqua. Logicamente le decisioni di iniziativa riguardante il fondo verrà decisa da tutti glí operai aderenti in una apposita assemblea, naturalmente deciderà la maggioranza. Se un operaio nel corso dell'anno di accantonamento dovesse cambiare azienda potrà ritirarsi i suoi soldi già versati.

Spero di essermi fatto capire da tutti, altrimenti si potrà chiedere chiarimenti a voce ogni giorno (nelle ore di commissione interna). Io aggiungo soltanto che tale iniziativa è stata adottata da altri lavoratori positivamente, mi auguro che sia così anche per i lavoratori della Ponteggi; dato che la quota mensile è una miseria in confronto all'importanza di questa iniziativa.

IL CONSIGLIO DI FABBRICA

LA CENA DELLE BEFFE

Ho letto il primo numero del Puntello, devo riconoscere che è stata una iniziativa molto interessante sotto ogni punto di vista; sono stato così contento che ho pensato anch'io di collaborare per il giornaletto, (senza ambizioni giornalistiche). Voglio portare all'attenzione di tutti gli operai un particolare modo di fare dei nostrti superiori, un modo di fare che si può definire tipo famiglia. Ogni tanto, alcuni, pochi, e quasi sempre quelle persone vengono selezionate per far parte di un gruppo, che prenderà parte ad un lauto pranzetto organizzato dalla direzione. Vi chiederete il motivo, ma i motivi sono tanti, nuovi macchinari, nuovi stampi è per fare la politica del padrone? L'ultimo di questi (pranzi) ossia il più recente si è svolto il sei tre settantuno; questa volta ho notato qualcosa di diverso oltre le solite facce stantie di sempre. C'erano capetti detronizzati, capetti effettivi ed operai di balde speranze anche se non del tutto nuovi a questo genere di banchetti; un numero di tredici commensali (che brutto numero!).

La festicciola si deve essere svolta senza incidenti e con molta allegria, ed il pranzo doveva essere molto lauto ed abbondante visto che uno dei commensali al rientro (forse per poca abitudine, forse per abbuffo), ha dovuto svuotare il pieno, ma salvo questo lieve inconveniente tutto è andato benissimo.

Dai volti degli interessati si leggeva una certa nota di soddisfazione, e sì perchè per loro è una grande soddisfazione potere essere accolti nella stessa mensa del loro direttore e vice direttore, dentro di loro stritiranno di avere un sacco di prestigio.

Qualche interessato leggerà queste righe e penserà che si scriva per• invidia, mi dispiace per loro ma a me personalmente non fa nessuna invidia.

Non chiedo nemmeno da dove provengano i fondi per tali festini, mi chiedo solo il perchè di tali cose; fdise chi lavora e viene sfruttato su3-nuovi macchinari o su nuovi stami:i-Ln_on avrebbe diritto ad un pranzetto?

Ma il punto non è di avere o meno l'invito, di essere o no un « amico fidato » della direzione, è molto più importante saper dare il giusto valore a queste nuove (ma non troppo) forme di paternalismo che si stanno nuovamente introducendo in ponteggi e rendersi conto che il padronato moderno si serve anche di questo tipo di discriminazione (si fa per dire) per cercare di dividere i lavoratori.

Non voglio nè chiedermi e far chiedere niente di tutto questo, voglio solo far notare che nelle aziende a partecipazione statale dove tutti dovremmo essere uguali, questo modo di fare è un modo come un altrto da parte della direzione di comprarsi qualche operaio della vecchia e nuova generazione, e chiudo ricordando una frase detta agli operai della Ponteggi da parte della direzione in periodo di sciopero: infatti costui ci definì: « i lavoratori degli scioperi facili «. Hanno dimenticato di aggiungere: « l'azienda dai banchetti facilissimi ».

UN SINDACALISTA

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.