Bollettino del Coordinamento Schindler - N. 2-FEBBRAIO
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Bollettino del Coordinamento Schindler - N. 2-FEBBRAIO
Per affrontare il rinnovo contrattuale i padroni hanno cercato di preparare il terreno loro favorevole in diverse manovre.
La strumentalizzazione della loro crisi politica ed economica, la repressione poliziesca, il governo di centro-destra sono fatti significativi di come i capitalisti e chi li
rappresenta attaccano i lavoratori per metterli in ginocchio e far loro pagare la crisi ancora una volta. Nelle fabbriche l'intento è quello di dividere gli impiegati dagli operai, affinchè non si ricostituisca quel grado di unità espresso nel 1969.
Se in passato gli impiegati han-
no potuto difendersi individualmente nei confronti dei padroni, per condizioni di mercato della forza lavoro loro favorevole, oggi le condizioni sono cambiate e nuova dovrà essere la forza da opporre al capitale.
In passato la forza lavoro impiegatizia valeva di più di quella operai, perchè maggiore era il grado di istruzione e preparazione professionale richiesto agli impiegati rispetto agli operai.
Con la crescita della dimensione industriale e il rilevante numero di impiegati che vi lavorano, il padrone ha la possibilità e l'interesse a dividere e meccanizzaCONTINUA IN 2•
re la maggioranza dei lavori impiegatizi facendo perdere valore e rendendoli più alienanti come prima aveva fatto col lavoro operaio.
Se si considera inoltre il gran numero di impiegati che offrono la loro forza lavoro sul mercato, ne risulta che abbiamo una massa di specializzati, diplomati e laureati a spasso ed i licenziamenti e la cassa integrazione, che toccano tanto gli impiegati quanto gli operai.
I padroni però, nonostante quanto detto, tentano di mantenere le tradizionali differenze normative e retributive per evitare l'unità Operai-Impiegati, che andrebbe ad alleggerire le sue gonfie tasche, a minare il suo potere in fabbrica e nella società a favore di una maggiore Democrazia per i lavoratori.
Per questo è necessario che gli impiegati lottino insieme agli operai, come e più del '69, considerando che, oltre alle rivendicazioni che li riguardano direttamente, prima si raggiunge la parità Operai-impiegati sui problemi più importanti. prima si Potrà lottare uniti per obiettivi più qualificanti.
Quindi via dalla barca dell'individualismo e del corporativismo che affonda, per saltare sull'unica barca che può permettere agli impieaati di stare a galla: la barca dell'unità di' lotta con la classe operaia.
Molti impiegati, non tutti in buona fede, hanno accolto la piattaforma con l'atteggiamento di critica sostenendo che non c'è nulla per gli impiegati.
E' VERO O NON E' VERO?
E' VERO nel senso che la piattaforma si propone di essere una tappa fondamentale verso la rivaluta7ione del lavoro degli onerai.
Ciò è incompatibile con richieste specifiche per una determinata categoria di lavoratori, se le richieste tendono a ricostruire differenze di trattamento che non trovano riscontro nella realtà (ma risoondono invece alla politica padronale).
NON E' VERO, invece, che le richieste non tocchino problemi sostanziali degli impiegati.
E non vogliamo parlare del valore politico delle richieste uniche Operai-Impiegati, che rafforzano l'insieme del movimento deì lavoratori.
Noi vogliamo limitarci ad una semplice rilettura della piattaforma per analizzare in che modo essa affronti e tenti di risolvere la problematica propria degli impiegati.
L'aumento di 18.000 lire vuole essere una difesa immediata del salario contro il generale rincaro del costo della vita.
Solo quegli strati di impiegati che hanno un buon tenore di vita, possono sostenere che questa richiesta di aumento sia eccessiva.
I prezzi, negli ultimi tempi, hanno subìto aumenti notevoli ancor prima dei rinnovi dei contratti.
Il problema vero è, invece, quello di difendere i miglioramenti, costringendo il governo e il padronato ad una diversa politica produttiva.
Non dobbiamo dimenticare che durante le ferie il governo ha fatto una legge che estende l'istituto cassa integrazione anche agli impiegati.
La conseguenza è che viene facilitata la ristrutturazione delle aziende sulla pelle di tutti i lavoratori, e d'ora in poi anche sulla pelle degli impiegati (vedi Pirelli).
Noi chiediamo che sia corrisposto al lavoratore l'intero salario da parte delle aziende in fase di ristrutturazione.
Con il consolidamento delle 40 ore su cinque giorni, con l'abolizione delle deroghe e con le limitazioni dello straordinario si intende indurrre le aziende a prendere una responsabile posizione nei confronti del problema della disoccupazione (in Italia i disoccupati ufficiali sono 620.000 e tra questi molti sono laureati e diplomati).
FERIE
La richiesta di 4 settimane di ferie per una anzianità fino a 10 anni e cinque settimane oltre i 10 anni implica, rispetto alla situazione attuale, un miglioramento da tre a dieci giorni di ferie fino ai diciotto anni di anzianità aziendale. Le condizioni di miglior favore per anzianità oltre i diciotto anni si intendono naturalmente conservate.
TRASPERIMENTI
La richiesta è che il datore di lavoro non ci possa trasferire da un posto di lavoro distante da quello di assunzione senza il nostro consenso
GARANZIA DEL POSTO
DI LAVORO
A differenza di quanto stabilito dal vecchio contratto, si chiede che il posto di lavoro venga conservato, per tutti casi di malattia fino a guarigione completa (senza
La su, (:)usTa pesante alieu tyripre3a1-2prestabiliti limiti di tempo).
Il nuovo inquadramento prevede per gli impiegati:
1° Livello: 39' B
2° Livello: 3° A
3° Livello: una parte dell'attuale 2' categoria
4° Livello: 18 cat. e la parte restante dell'attuale 2' categ.
5° Livello: la super.
Una serie di interrogativi sorgono riguardo a questo tipo di inquadramento.
Quali sono i criteri generali sui quali si basa questa proposta di inquadramento?
Come avvengono i passaggi dalla categoria superiore?
Come ci si difende dalla qualificazione, dalla monotonia di mansioni troppo semplici e inadatte alle capacità dei lavoratori?
Quanto tempo si rimane in 3°B?
Come avviene la suddivisione della 28 categoria?
Come saranno inquadrati gli
impiegati che sovraintendono operai?
Perchè si chiede il pagamento degli straordinari per la la e la 1° super?
Che valore avranno i titoli di. studio e gli accordi aziendali migliorativi?
Per cercare di rispondere premettiamo che i lavoratori saranno inseriti nei cinque livelli in base a nuove « declaratorie •, cioè in base a discrezioni nuove e più aggiornate dei vari tipi di lavoro svolto.
Questo significa da una parte che si cercherà di evitare che sia possibile inquadrare come ora ai livelli bassi, per esempio nell'attuale 3A, impiegati che svolgono mansioni più importanti, che hanno ad esempio responsabilità del lavoro di altre persone.
D'altra parte significa che per applicare in modo corretto il nuovo inquadramento si dovrà verificare in concreto quale sia la situazione in sede aziendale (e a questo lavoro di definizione siamo e screma tutti chiamati a partecipare).
In generale il nuovo inquadramento vuole impedire che intere categorie di lavoratori, per sole ragioni aziendali, e non per man-
canza di capacità, di esperienza o di titolo di studio, siano segregate a vita in determinate categorie e mansioni.
Per questo si chiede la transitorietà della 3 B.
Per questo si chiede l'istituzione dei corsi di riqualificazione professionale, che insieme alla rotazione delle mansioni, acquisiscano il diritto di un migliore inquadramento.
Si vuole poi in generale che determinate categorie (la 1' e la 18 super) siano considerate categorie normali, non eccezioni che facciano presumere gli interessati di dover automaticamente stare dalla parte della direzione. Per questo si chiede che buona parte della 2° categoria, tolte le attuati limitazioni, abbia precise possibilità di avanzamento. E se dunque la 1' categoria deve diventare molto più ampia di adesso, è necessario che il trattamento sia uguale anche per gli straordinari (e basta con gli aleatori e discrezionali fuori busta di fine anno!!).
Certo non abbiamo risposto a tutti i dubbi, ma la discussione continua e le occasioni per chiarirci a vicenda le cose e per migliorare dove è necessario, non mancheranno.
La Magistratura in prima istanza ordina la immediata reintegrazione di Giuseppe Romano all'interno della fabbrica per la ripresa del lavoro.
Questo lavoratore era stato licenziato in tronco come altri lavoratori dalla direzione, perchè trovato assente durante la malattia dalla propria abitazione in orario in cui doveva essere presente.
Romano come ormai dimostrato, si trovava all'Istituto ortopedico a togliere il gesso dell'avambraccio.
Detto lavoratore ha ripreso il proprio posto di lavoro e ciò dimostra con quanta facilità vengano messi alla porta i lavoratori, senza molti scrupoli di coscienza solo per una politica autoritaria e per spaventare gli stessi lavoratori in modo quasi si voglia proibire loro di ammalarsi. Questa è la politica usata oggi dai padroni per colpire il cosidetto assenteismo tanto paventato m a che in effetti si dimostra una bolla di sapone; tanto è vero che tutti i colpiti poi vengono riammessi ai loro posti di lavoro.
Pensiamo che questo fatto indichi ai padroni stessi che questo non è nè il modo nè il sistema giusto per impedire l'assenteismo che, se come dicono loro esiste, va cercato in altre cause ben più profonde e di altra natura come: il malcontento, il mancato investimento di capitali in riforme e ristrutturazioni aziendali: la fuga dei capitali all'estero, la mancanza di assistenza preventiva contro le malattie e infortuni e tante altre cose che noi lavoratori da tanto tempo chiediamo.
Diciamo alla nostra direzione a proposito di tutto questo che si può lavorare molto meglio e comprenderci molto di più con ia collaborazione ed il reciproco rispetto ed un dialogo giusto e distensivo senza trattare i lavoratori al pari di tanti pregiudicati.
La lotta compatta dei lavoratori costringe la direzione a ritirare le denunce contro 5 lavoratori - Nuovo passo avanti dell'unità tra operai e impiegati
La lotta contrattuale è iniziata ormai da tre mesi e mezzo e nelle due fabbriche di Concorezzo e Novate i lavoratori partecipano attivamente. Unica difficoltà è la mancanza a tale partecipazione di una parte degli impiegati di Concorezzo. Siccome sino ad ora con volantini ed assemblee non si era riusciti a stabilire un contatto efficace fra impiegati e operai perché si spiegassero e si accordassero sui comuni problemi gli operai decidevano di andare negli uffici a discutere con gli impiegati e invitarli a partecipare agli scioperi per il contratto.
La direzione a questo punto reagisce denunciando 5 operai per invasione degli uffici.
Immediata è la reazione degli operai e di una parte degli impiegati, si invitano anche gli altri impiegati a partecipare all'assemblea. Iniziano i contatti con la direzione per fargli ritirare le denunce. Dopo un giorno e mezzo di sciopero, assemblee e contatti con la direzione questa ritira le denunce.
Fatto estremamente importante dovuto principalmente alla grande volontà di lotta di tutti i lavoratori.
Anche gli impiegati che per motivi diversi, paure, opportunismo non partecipavano agli scioperi capiscono in questi momenti il valore delle lotte e dell'unità di tutti i lavoratori.
I Vescovi lombardi e piemontesi hanno preso posizione sull'attuale situazione economica e politica, sui rinnovi contrattuali e sulle riforme.
Dichiarano il loro sostegno e la ler° comprensione per i giusti problemi sollevati dai lavoratori. Sostengono la necessità che l'uomo non sia più subordinato alla produzione e al profitto, ma che questi invece, siano subordinati ai bisogni ed alle esigenze dei lavoratori.
Sollecitano un vasto fronte da porre in appoggio ai lavoratori per conquistare più umane condizioni di vita e di lavoro nelle fabbriche e nella società.
I Vescovi quindi, si associano a tutti i lavoratori nel richiedere al governo ed alle forze politiche che detengono le leve del potere di affrontare finalmente e portare a compimento le riforme.
Sollecitano il riconoscimento di maggiore responsabilità e parteci-
pazione dei lavoratori nelle fabbriche e nel paese.
Mettono in risalto il profondo desiderio di uguaglianza e di giustizia presente nei lavoratori.
Sottolineano la necessità degli investimenti e di nuovi posti di lavoro, la necessità di fabbriche sane e sicure.
Queste prese di posizione ci dimostrano che non siamo affatto soli, ma che lo saranno sempre di più i padroni.
Continuiamo il discorso fatto nel precedente giornale parlando di tutte le richieste fatte all'azienda e non andate in porto perchè la discussione non ha portato ad alcun risultato positivo e le conclusioni sono state deludenti e senza volontà di risolvere da parte della direzione.
In questi ultimi tempi si è verificato un altro incontro con la direzione che ha avuto un po' del grottesco per l'ambiguità nel modo di risolvere i problemi.
Cercheremo di spiegarlo nel modo più chiaro possibile.
Nel mese di novembre la direzione ci disse che dato l'avvicinarsi delle 40 ore settimanali voleva sapere quale orario i lavoratori desiderassero fare e in questo modo avrebbe rispettato le nostre intenzioni.
Il C. d. F. dopo essersi riunito ed aver esaminato le richieste dei lavoratori stabiliva l'orari di 8 ore per 5 giorni settimanali e lo comunicava alla direzione come d'accordo.
Senza dare una risposta plausibile la direzione decideva un altro orario che non corrispondeva per niente a quello da noi richiesto.
Il C. d. F. per poter controbattere tale misura decideva di fare un referendum per mettere la direzione di fronte alla verità della nostra richiesta.
Così è stato e a stragrande maqnioranza i lavoratori ci davano ragione.
Alla sera dello stesso giorno del referendum la direzione convocava il C. d. F. e dichiarava, senza prendere visione di tale maggioranza, che l'orario era quello prohosto dai lavoratori, ritenendolo il più giusto. Nella stessa riunione poi metteva sul tavolo la Proposta n,,,r la soluzione di due delle 5 vertenze che sono in atto e che sono: le tre lire trattenute ingiustamente sulle famose 25 lire, il 50% sulle ore straordinarie alla manutenzione. la retribuzione del 100% del salario per la malattia aali apprendisti, l'orario di 40 ore effettivo per gli apprendisti invece che 39 ore e mezza, le trattenute per permessi e scioperi per gli impiegati con diversità di ricalcolo sulla divisio-
ne delle ore mensili. Di tutte queste vertenze fatto un sommario elenco la direzione stessa ci ha invitato a discutere prima che andassero alla Magistratura. Il risultato è stato la disponibilità della direzione a rivedere la sua posizione sulle tre lire e per il 50% per gli straordinari alla manutenzione ci avrebbe dato una risposta definitiva.
Per tutte le altre richieste la risposta è risultata negativa.
A questo punto la situazione non è molto positiva perchè quello che la direzione è disposta a darci è già di nostro diritto. Bisogna tener presente che noi abbiamo già dimostrato volontà di collaborazione all'azienda accettando la richiesta di ben tre giorni di recupero per dare ad essa la possibilità di fare Con più ii0 l''nventario. Vorrem-
mo far notare che il C. d. F. tempo addietro aveva presentato una richiesta analoga ma con l'inserimento di alcune festività pagate e cadenti nei giorni di riposo in modo che non fossimo costretti a fare recuperi. La direzione aveva risposto di no.
Questa è la dimostrazione di quanta volontà c'è da parte della direzione di concludere le vertenze in atto, come prende in considerazione le nostre richieste che sono giuste perchè dopo qualche mese le stesse vengono poi riproposte dalla direzione.
Quando la direzione dice nei suoi comunicati che siamo noi che non 'vogliamo trattare e che non siamo di buona volontà, è semplicemente inesatto. Noi siamo sempre disposti per un dialogo aperto per risolvere tutte le controversie in corso o che si presenteranno nel tempo; però non vogliamo che vi siano discorsi fumosi e trascinati in tempi lunghi senza niente di costruttivo col solo scopo di distoglierci da tanti problemi anche più importanti che ci sono in questo momento.
Dopo anni di lavoro vado dal dottore.
Faccio visita accurata ed eccomi ammalata.
Diagnosi: esaurimento.
Figliola cara.
Ci vuole del riposo
Non posso star lontano dal posto di lavoro.
Perchè? Chiede il dottore. Il mio padrone ha detto che è proibito a tutti, ammalarsi, e poi il nostro male deve essere esteriore.
Ma va, ma cosa dici, tu devi riposare, svagarti, e non pensare se vuoi ancora lavorare.
Va bene dottore, voglio guarire.
Però dopo un certo tempo, mi mandano a chiamare.
Perchè sei stata assente?
Perchè son stata male.
A te abbiam mandato il medico fiscale, non ti ha trovata a casa!
Ma io potevo uscire!
Bene, bene, bene, a casa puoi andare licenziamento in tronco. Ecco la sentenza padronale!!!
Una vorta un Cavallo strucchione ch'ogni tanto cascava pe' strada scioperò pe' costringe er Padrone a passaje più fieno e più biada; ma er Padrone s'accorse der tiro e pensò de pijasse un crumiro.
Chiamò er Mulo, ma er Mulo rispose: Me dispiace, ma proprio nun posso; se Dio guardi je faccio ste cose li cavalli me sarteno addosso... — Er Padrone, pe' mette un riparo, fu costretto a ricorre ar Somaro.
Nun pò stà che tradisca un compagno: disse er Ciuccio — so' amico der Mulo, e pur'io, come lui, se nun magno, tiro carci, m'impunto e rinculo... Come vòi che nun sia solidale se ciavemo l'istesso ideale?
Chiama l'Omo, e sta' certo che quello fa er crumiro co' vera passione; per un sòrdo se venne er fratello, pe' du' sòrdi va dietro ar padrone, finchè un giorno tradisce e rinnega er fratello, er padrone e la Lega.
(Trilussa)