Puntello7

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L PUNTELO

Giornale unitario del consiglio di fabbrica - Ponteggi - Dalmine

CONQUISTARE IL CONTRATTO E BATTERE LA REAZIONE

Non è difficile cogliere la volontà dello schieramento padronale di drammatizzare la scadenza dei contratti e di creare un clima di esasperazione nell'opinione pubblica. Il padronato vuole creare la convinzione che i miglioramenti nella condizione salariale e normativa dei lavoratori sono l'unico fattore che pesa sul processo produttivo, sulla fabbrica e che quindi, alla maggiore o minore moderazione sindacale sarebbero affidate le possibilità di ripresa e la caduta ulteriore dell'economia del paese. Il grande padronato ha compreso la lezione del 1968-69. Allora fu sconfitto dall'unità e dalla forza operaia e lavoratrice, dall'isolamento in cui finì per trovarsi di fronte alla pubblica opinione. Oggi esso tenta di assicurarsi una condizione rovesciata rispetto ad allora, .cercando di portare isolato allo scontro il movimento operaio. La lotta operaia del 1968-69 è nilta da condizioni di lavoro intollerabili, e la vittoria di tre anni fa fu la premessa possibile per avviare uno sviluppo economico alternativo con livelli salariali e orari di lavoro di tipo europeo, diriti sindacali, forti investimenti per dare lavoro al sud e ammodernare gli impianti. Un padronato ottuso, una classe dirigente abituata a vivere alla giornata (tanto sfruttiamo i lavoratori essi dicono!)

Hanno detto no a ciò, non solo; sono arrivate le bombe di piazza Fontana e la violenza fascista. il governo di centro-destra Andreotti-

Malagaodi e con esso le ristrutturazioni Pirelli. Montedison, Zanussi e tante altre. Anche oggi contratti 1972, il grande padronato cerca di isolare e battere i lavoratori: ne è prova l'intransigenza sui punti del contratto metalmeccanico ed edile, l'attacco al contrato stesso sostenendone l'incompatibilità con il buon andamento aziendale, chiedendo soldi al governo e montando attraverso giornali e partiti di destra e moderati una campagna contro i contratti.

L'attacco del grande padronato ai lavoratori si estende nel settore dei servizi e del commercio: aumento dei prezzi e carenze di servizi sociali costituiscono una delle pinze di una tenaglia che vorrebbe chiudersi sui lavoratori. Ma la confindustria non si accontenta di questo: ciò che si vuole infatti da parte padronale è un governo forte, naturalmente verso i lavoratori.

Regolamentazione del diritto di sciopero, piena libertà al padronato privato di operare licenziamenti, nessun investimento tecnologico nè alcun investimento al Sud (la vertenza con IRI, ENI, EFIM, EGAM Parla chiaro), banche stracolme di denaro che viene prestato con un interesse da usurai della pegaior specie a meno che non si tratti della grande industria, dei grandi speculatori, i quali usano poi auesti soldi per costruire abitazioni di lusso, chiudere fabbriche e aorìre supermercati (dove si vende 'merce imoortata dal MEC dei soliti tre mafiosi).

Per investimenti sociali (case popolari, scuole, trasporti) e produttivi (nuovi impianti, nuovi posti di lavoro nel sud, nuovi stabilimenti nei settori poco sviluppati) di soldi non c'è ne sono: questa è la sostanza del governo Andreotto. Per vincere dunque la battaglia dei contratti è necessario mantenere ed estendere nella fabbrica l'unità tra operai e impiegati, tra medie e piccole fabbriche, ma non è sufficiente: dobbiamo convincere la maggior parte della gente, le organizzazioni e i partiti democràtici e popolari che la nostra lotta è giusta e va appoggiata: i contratti, l'occupazione e gli investimenti, le riforme e misure contro il carovita in aumento. Molte di queste questioni si decideranno in sede politica e non solo al tavolo delle trattative e se riusciremo ad isolare il grande padronato di fronte all'opinione pubblica, ai partiti democratici, ai lavoratori tutti, avremo conseguito una grande vittoria.

un delegato

Quel soldino buttato là distrattamente nella mano dello strillone, è un proiettile consegnato al giornale della borghesia che lo scaglierà poi, al momento opportuno, contro la massa operaia.

Se gli operai si persuadessero di questa elementarissima verità imparerebbero a boicottare la stampa borghese con quella stessa compattezza e disciplina con cui la borghesia boicotta i giornali degli operai. A. GRAMSCI

gennaio 1973

Voglio denunciare agli organi competenti, cioè quelli che fanno capo alla Finsider, la grave situazione che si è venuta a creare nell'ambito della PD. E ciò non perchè questi organi non siano a conoscenza della situazione deficitaria della PD, ma perchè molto probabilmente le vere cause vengono abilmente mascherate. Anche ad un primo frettoloso sguardo, si può notare con quale incuria ed incapacità sia condotto lo stabilimento. Milioni di lire vengono sperperati e gettati via giornalmente a causa del menefreghismo e della incapacità di chi, invece, i milioni dovrebbe farli guadagnare e risparmiare. L'andamento deficitario della ditta, giustificato con parole vaghe dai responsabili e nella maggior parte dei casi attribuito alle pretese dei lavoratori, è dovuto alla incapacità di chi, benchè remunerato con alti stipendi, permette ad esempio che vengano vendute a rottame migliaia di tonnellate di coils e materiale vario. Anche un profano saprebbe fare certi calcoli, infatti sapendo che il ferro che acquistiamo costa in media circa 100 L./kg. e che il rottame viene venduto a 30 L. kg., vi è una perdita media di 70 L/kg.. cioè 70.000 L. Ionn. E purtroppo di rottame in stabilimento ce ne sono parecchie tonnellate.

Che ci sia aualcuno che ha interesse a far passare Per rottame anche il materiale da vendere?

Sembrerebbe proprio che sia così, visto che mensilmente si prorilice più rottame che materiale valido. Altro nunto dolente: le macchine. I nostri macchinari, per una serie di motivi. sono abbandonati al loro destino con i risultati che DOSSOno facilmente immaninarsi. cioè onesti rnntiniii sulle linee e lunnhe jnterrlj7ioni che a fine mese costano narecchie ore: lascio nui ai Misi bravi il ronteonio delle I ire, r.nrrsnondenti alla perdita della società, Girando nni ner In stabilimento nnn si notò fare a meno di notare come in nani annoio venna depositata materiale nia nronto ner la gisedi,bane. materiale accatastato pila rinfusa. soanetto a subire urti e sfreriamenti e che nella mannior i-sarte dei casi arruaninisce sotto l'arrma II risultato di tale rlisnroanizza7ione è che il materiale de-

ve essere riverniciato più di una volta, facendo in questo modo salire notevolmente il costo dei nostri prodotti. Consideriamo poi le attrezzature, specialmente le dime, abbandonate per i cortili ad arrugginire sotto l'acqua, col risultato che poi devono essere buttate a rottame. Così ogniqualvolta è necessario riutilizzare queste attrezzature si è costretti a ricostruirle di sana pianta e con quello che vengono a costare oggi certe dime possiamo immaginare quanti soldi vengono sperperati. Per non considerare poi i macchinari costosissimi e inutilizzati, vedi linea puntello, linea saldatura automatica correnti, ecc.; questi macchinari e

per la mancanza di manutenzione e per una politica aziendale errata, non hanno mai funzionato a dovere, col risultato di accantonare un capitale che sarebbe stato molto più conveniente indirizzare verso qualche altra lavorazione per l'economia aziendale.

Conclusione: in questo stabilimento, in cui i dirigenti, i responsabili ed i capi reparto dimostrano ogni giorno di più di essere incapaci di organizzare economicamente il lavoro e di fregarsene di tutto e di tutti, si dovrebbe correre presto ai ripari, cioè eliminare questi pesi morti o perlomeno si dovrebbe cercare di risollevare da una situazione di crisi una industria che, dato il mercato, dovrebbe essere largamente in attivo.

UN OPERAIO

Come tutti gli anni di questi giorni la Direzione ha l'abitudine di piangere sul bilancio dell'anno passato: noi vogliamo sapere da quanti guidano questa grende famiglia se è forse con i Direttori Generali che si pensa di risolvere la crisi della Ponteggi.

Che utilità può avere un nuovo D.G. in una piccola Società come la nostra già oberata da un forte Numero di Dirigenti?

A meno che per non gravare sul bilancio la P.D. intenda pagarlo con i soldi risparmiati dalla abolizione del consueto omanaio natalizio al personale femminile della Ponteggi.

Ad una precisa richiesta del C.D.F. per nuove assunzioni di personale la Direzione ha risposto che in organico non era prevista nessuna assunzione, intendendo sfruttare al massimo il personale femminile esistente, a quanto sembra però il nuovo D.G. dovrebbe essere di sesso maschile e perciò non è ancora dimostrato che la D.P. sia carente di Dirigenti di questo sesso.

E se tutte queste considerazioni non fossero valide per la Direzione impegnata a scontentare in tutte le maniere possibili i dipendenti, perchè scegliere il nuovo D.G. alla

Dalmine, continuando così una politica di colonizzazione della Ponteggi.

Da un po' di tempo a questa parte poi agli incarichi più importanti vengono destinati elementi formatisi al di fuori della Socie tà, comprimendo sempre più le già pur minime possibiiltà di carriera di quanti hanno sempre lavorato in questa Società, come se alla Ponteggi non esistessero elementi con capacità direttive.

Perlomeno noi della Ponteggi dobbiamo ancora averne la prova.

UN GRUPPO DI IMPIEGATE DELLA SEDE

DENUNCIA
La direzione • gli operai devono cooperare... • Noi diamo gli ordirti • voi dovete ubbidire 9,1
Come se non bastassero !

I mostruosi delitti compiuti dalla Germania nazista nella seconda guerra mondiale, hanno riempito di orrore e di sgomento tutti gli uomini della terra provocando la disperata resistenza dei popoli che alla fine riuscì poi vittoriosa. La mobilitazione delle coscienze per la opposizione fisica alla barbarie, avvenne allora in un tempo relativamente breve.

Dopo i primi anni di tremendo spavento, eserciti alleati e popoli antifascisti, dettero inizio alla lotta organizzata e congiunta per la liberazione dell'Europa dalla invasione hitleriana.

Questa insurrezione fu possibile perchè si innestava in una situazione di generale malcontento delle classi lavoratrici che, già avvelenate dalle precarie condizioni economiche in cui erano costrette a vivere, venivano loro tolte anche le più elementari libertà di parola e di pensiero ed a ragione quindi può essere considerata il naturale sbocco della rivolta che da tempo covavano i popoli schiacciati dal giogo delle dittature reazionarie e colonialiste.

Grazie a quella vittoria, conseguita anche per l'intervento diretto degli Stati Uniti d'America (partecipazione dovuta principalmente a questioni di concorrenza) il mondo parve avviarsi verso quella era di pace e di progresso civile tanto aaognata dalle classi proletarie.

E' il periodo che segna la fine dell'imperialismo in tutti i continenti e la nascita di nuovi stati protesi verso l'indipendenza nazionale e il socialismo.

Questa marcia inarrestibile dei popoli che restringe sempre più l'ingerenza politica ed economica straniera, ha trovato proprio nella America « liberatrice • il più feroce e risoluto nemico.

Il primo tentativo di porre un freno a questa avanzata, è toccato allo illuminato presidente Kennedy che, architettando una aggressione mai subita nel golfo del Tonchino ad opera (si disse) delle motosiluranti della minuscola Rep.

LA GERMANIA DI HITLER E L'AMERICA DI NIXON

Dem. Vietnamita, diede inizio ad una guerra così atroce da fare impallidire quella nazista.

Non è stato, come sembrerebbe, un cambiamento di fronte fatto dagli americani ma la continuazione di una politica contro avversari diversi e sempre volta alla conquista della egemonia mondiale.

In questo periodo, è Cuba socialista che sottoposta all'embargo commerciale e alla continua minaccia dei colosso U.S.A. deve la sua esistenza all'aiuto e all'appoggio incondizionato dell'Unione Sovietica.

Alla gestione Kennedy (finito regolarmente assassinato nella più classica maniera di questo paese) subentrò il texano Jhonson che ne accentuò 11 carattere reazionario moltiplicando I bombardamenti nel Vietnam e Ingrossando il corpo di spedizione a sostegno dei fantocci di Saigon e aumentando gli aiuti economici e militari ai regimi più impopolari della terra.

Con l'avvento di Nixon l'America scatena nel Vietnam tutta intera la sua bestialità mostrando un sadismo così inumano che anche fra i suoi più accesi sostenitori e alleati comincia a farsi strada il rifiuto di condividerne le terribili responsabilità.

L'orrore nazista è superato, non tanto per le torture e le camere a gas che sono soltanto questioni di dettaglio, ma per l'ampiezza e la portata delle distruzioni e del massacri compiuti e che si compiono tuttora contro uomini e cose che mettono addirittura in forse la continuazione della vita in quella regione.

Questa interminabile guerra criminale è resa possibile dalla insufficiente e tardiva reazione dei popoli occidentali I quali, diretti come il nostro da governi filoamericani, vengono sistematicamente ingannati sulle reali ragioni dl questo conflitto e parte di essi credono ancora che gli aggrediti siano gli aggressori e viceversa.

All'eroico popolo Vietnamita, già povero non è rimasto più niente da salvare tranne l'orgoglio di combattere per l'indipendenza del proprio paese e la fierezza di dare un esempio alle future generazioni di come si resiste alle aggressioni. A noi non rimane altro che perseverare nella denuncia e nella protesta su tutte le piazze del mondo affinchè tutti I popoli si rendano conto ché la Germania di Hitler e l'America di Nixon non sono che due facce di una stessa medaglia.

Un lavoratore

FIRMATO L'ACCORDO DI PACE IN VIETNAM

CON L'EROICO POPOLO VIETNAMITA HA VINTO LA PACE

LA LIBERTA' E LA RAGIONE SULLA VIOLENZA PIU'

CIECA E BARBARA . COSCIENTI DI QUANTO OGNI LAVORATORE DEVE ALLA RESISTENZA VIETNAMITA,SALUTIAMO CON ORGOGLIO E GIOIA GLI ACCORDI DI PACE ( E LA FINE DEI BOMBARDAMENTI ) NEL VIET-NAM VIVA IL VIETNAM LIBERO !

Vietnam
Viva il
libero !
A! i t<AHEN70 wytca2 RA I IMPIEGA77.-7 :Ok <0. • `••••• t4 1C ti f a A34elIrmtLASSe .4e.11 e R i'..Luétu t ; ,e- t II s ADERISCI 11 AL. SINDACATO UNITARIO •

Nel reparto dove presto la mia opera circa il 99% dei lavoratori fa un Rendimento di Cottimo « troppo », ma troppo elevato. Vorrei precisare che il cottimo è una forma di guadagno, ma in effetti (cioè in pratica) è una forma di super sfruttamento che il padrone ti impone. Questo sfruttamento è molto usato nei reparti grazie anche alla politica fatta dalla direzione e dai capi, grazie anche a quei lavoratori che aiutano la direzione nel portare avanti la sua politica di sfruttamento. Ma l'operaio non ha valutato una cosa: il perchè il padrone ha inventato il cottimo! E' chiaro: L'operaio crede che con il cottimo si risolva una parte dei suoi problemi è cioè la parte finanziaria. Ma la realtà è un'altra: fare il Rendimento alto significa crearsi solo stanchezza psichica, e delle malattie. Il padrone ha pensato bene, come distrarre l'operaio dagli altri problemi che lo circondano sia all'interno della fabbrica che fuori. Problemi molto seri esistono oggi nel nostro Paese, un governo di destra che cerca di indebolire la classe operaia con le sue manovre eversive. Mentre all'interno dello stabilimento si cerca da parte della direzione di far passare certi obbiettivi non certo positivi per i lavoratori su tutta una serie di problemi che vanno a svantaggio dei lavoratori. Come si vede nello stabilimento sta diminuendo il numero degli operai; si cerca con tutte le manovre da parte della direzione di far effettuare più ore straordinarie, si garantisce le 700 T. di materiale finito al mese, e perciò alla direzione della ponteggi non interessa assumere ancora del personale se no gli oneri gravano il bilancio della ponteggi.

Questa, naturalmente è l'opinio ne della ponteggi. Aver garantito 700 T. alla direzione e nello stesso tempo sono diminuiti gli operai vuol dire che oggi ognuno di noi è più sfruttto; quindi più straordinari, ritmo di lavoro più forte (dove va a finire l'indice di rendimento?) e dulcis in fundo (e per finire) l'eliminazione dei turni. In questo periodo di ristrutturazione (se

così si vuole chiamare) abbiamo visto il disagio che si è creato intorno ai lavoratori, non certo creati dallo stesso lavoratore, ma dalla direzione e da tutta una situazione politica generale nelle partecipazioni statali del nostro Paese.

Certo che tutte le promesse fatte dalla direzione, al Consiglio di fabbrica ed alle stesse organizzazioni sindacali non sono state rese operanti da parte dei cervelloni e della Finsider, ma si è visto solo aumentare di quel gran disordine che già esisteva. In questi ultimi anni, a partire del 1969 con le lotte contrattuali, la ponteggi ha sempre parlato di ampliamento dello stabilimento, ma si è solamente visto un licenziarsi di lavoratori, un disordine sempre maggiore nei reparti, il cattivo stato degli impianti e lo spreco crescente non certo per colpa dei lavoratori. I fatti dimostrano poi della incapacità dei dirigenti attuali di dirigere la fabbrica e di farla sviluppare; sono so-

lo in grado di mantenerla a galla come? coi Rendimenti 300%, gli straordinari, il basso salario, le qualifiche pure: è di lì che viene il superprofitto della ponteggi. Ma i lavoratori vogliono cambiare questa situazione: abbiamo lottato in passato, lottiamo ora, lotteremo in futuro. Migliorare le retribuzioni, le qualifiche, l'ambiente di lavoro, orario a 40 ore su 5 giorni: questi sono alcuni dei punti della piattaforma del contratto: E con questo bisogna finirla con l'uso indiscriminato degli straordinari, col Rendimento 300, gli impianti pericolosi e poco efficenti, la politica di far andare la fabbrica giorno per giorno e le assunzioni bloccate; ci vogliono obiettivi di sviluppo dell'azienda in quei settori che devono essere raforzati per produrre ciò che il paese chiede quando lotte per le riforme e la rinascita del Sud.

(un operaio)

II cottimo

NO ! Al qualunquismo

Sentiamo tanto parlare di coscienza, di maturità della classe operaia, ma occorre aggiungere con molta chiarezza che, se in generale c'è stata effettivamente una maturità (sia per i problemi interni alla fabbrica, sia per quelli esterni, come riforme, disoccupazione, occupazione, ecc.). Bisogna dire che molti sono ancora quelli che pensano che, anche lottando non si otterrà niente di concreto, a che in fondo anche se otteniamo qualcosa, poi i padroni ci rimangiano tutto, che il mondo in fondo è sempre andato così, ecc. (di questi - filosofi A purtroppo ne esistono anche più da noi).

La verità è, che questi fanno come gli struzzi che quando c'è qualche pericolo mettono la testa sotto la sabbia, sperando che il pericolo passi. Credono forse costoro, che gli aumenti, le conquiste che abbiamo ottenuto in passato, ci siano venute dal cielo, o c'è l'hanno regalata i padroni o i governi in un momento di crisi religiosa? Bisogna proprio essere ciechi ed ottusi per non capire che se abbiamo conquistato qualcosa, se abbiamo ottenuto maggior potere in fabbrica, è perchè abbiamo ldttato, l'abbiamo strappato al padrone con duri sacrifici; a quei padroni che piangono miseria da sempre ma che si permettono il lusso di sperperare miliardi ottenuti sulla nostra pelle. Se oggi siamo più forti di ieri, lo siamo perchè siamo uniti, se oggi siamo più forti, lo siamo perchè non abbiamo ascoltato, quelli che predicavano a favore del padroni, (quelli appunto che dicono che tanto anche se si lotta non si ottiene niente) quelli che vogliono che noi pieghiamo la testa al volere dei padroni, siamo forti perchè abbiamo imparato ad essere uniti; ma questa unità bisogna consolidarla giorno per giorno, in fabbrica e fuori tra operai ed operai, tra operai e impiegati, tra operai e contadini. tra tutti i lavoratori con tutte le altre categorie. Quelli che non hanno agito questo, che pensano solo a se stessi, che quando c'è sciopero si comportano in modo infantile, trovando scuse per non scioperare, e nascondendosi tra i reparti o negli uffici, che la-

vorano quando i propri compagni sono in lotta: sono quelli che hanno sempre fatto in modo concreto, (siano essi coscienti o no) la politica del padrone politica che tende a scoraggiar ei lavoratori stessi, che tenta di dividerli. Diciamoci la verità: questi comportamenti, questi modi di fare, vanno a scapito della propria dignità, non solo come lavoratori, ma come essere umano.

Essere contro tutti e contro tutto, così come lo sono queste persone, essere contro i sindacati contro tutti i partiti, dire che sono tutti ladri, che son tutti uguali, criticare a destra e a sinistra vuol dire non avere le idee chiare, vuol dire essere contro i lavoratori, contro coloro che lottano, vuol dire portare acqua al mulino dei padroni, vuol dire fare come i padroni che criticano anch'essi i sindacati, i partiti, gli operai, ma che essendo più intelligenti di questi (dei qualunqui-

sti) non critica nè i suoi partiti, nè la confidustria o il governo di centro destra, ma che appoggia in modo chiaro. Pensare e credere che si risolvano i nostri problemi contrattando a livello personale con il padrone, ha sempre favorito i padroni stessi. Questa gente esiste tutt'ora, ed il compito di tutti noi è isolarli facendo in modo che si sia più uniti, che si porti avanti la lotta, in modo consapevole, sotto la guida dei sindacati, sotto la guida del Consiglio di Fabbrica che deve essere sempre più uno strumento di democrazia, di decisione, in cui si sia il massimo di unità, che si porti avanti la lotta sulla base dello statuto del Consiglio sulla base della linea del sindacato che va difeso da tutti quegli attacchi, che favoriscono il padronato che portano alla rottura dell'unità tra i lavoratori.

un operaio

VEDIAMO UN PO'-. rIi

QUANDO HO COMINCIATO VOITIDIAEStAso NELLA GRAIDLIATOg.',A PER DIVEIZIAIRE CAPO UFFICIC),A,E,ESSO 60NO DICIO7TESima..

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E DOPO ALTRI OTTO DEC/M0•••

CHI DICE10 CHE NON CE

CAVATI MAI FATTA?

NEGLI OTTO ANNI CHE SONO STATO QUI NO GUADAGNATO QUATTRO POSIZIONI...
E
E
CON DOMANI sono ESATTAMENTE. OTTO ANNI CHE LAVORO NEL GRUPPO CHESTER-PERRY...
DOPO ALTRI OTTO SE6r0-. E DOPO ALTRI OTTO SECONDO--
DOPO mi/

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