uni unitaria
contratto la nostra risposta a governo e padroni
Insieme ai metalmeccanici sono 4.5 milio ni i lavoratori che si accingono a rinnovare i contratti di lavoro.
E' questa una scadenza che ha sempre avu to un'importanza politica rilevante e impor tanza decisiva assume tanto più oggi, in presenza di una crisi economica di gravità eccezionale e di un quadro politico comples sivo profondamente mutato dalla volontà di rinnovamento espresso dal popolo italiano con le elezioni del 15 giugno.
In questa situazione la Fili ha fatto necessariamente accompagnare la ipotesi di piattaforma, proposta alla discussione dei lavoratori, da una premessa politica che ne riassume la strategia, individua gli obiettivi di carattere generale dai quali discen dono poi gli indirizzi rivendicativi della piattaforma stessa.
Ed é in questa premessa politica che vie ne posta l'esigenza ei della unificazione del movimento sui punti centrali della lotta per la difesa intransigente dell'occupazione e per la sua espansione e quindi dell'uni tà dei lavoratori occupati, disoccupati, continua in ultima
Dal!' accordo di gruppo lo stimolo alla lotta per I' occupazione
La valutazione dell'accordo raggiunto con la direzione sui problemi dell'occupa zione presenta aspetti di maggiore comples sità rispetto a precedenti accordi azienda li o di gruppo.
Vanno subito chiariti gli elementi posi tivi, che sono importanti e significativi. Il recente convegno dei delegati del gru po aveva posto la necessità di raggiungere tre obiettivi prioritari:
ripresa delle 40 ore in tutte le fabbri che del gruppo;
salvaguardia del posto di lavoro per i lavoratori attualmente occupati;
rimpiazzo del turn -over (sostituzione cioé di lavoratori che per dimissioni v2 lontarie, pensionamento, ecc, lasciasse ro l'azienda).
L'accordo sancisce sostanzialmente l'at coglimento dei primi due punti, con la ul teriore garanzia che fino al 31.12.1976 non sarà più possibile per l'azienda ricor rere all'utilizzo della Cassa Integrazione{.
Per quanto concerne invece il terzo pun to le garanzia acquisite sono solo parziacontinua in seconda
li: riguardano unicamente l'ACF, l'ACE e l'OQA, le fabbriche cioé soggette ora a riduzioni d'orario.
Gli obiettivi posti dal convegno dei delegati erano però strettamente legati al discorso di fondo degli indirizzi produttivi della Siemens in Italia, della diver sificazione e riconversione in alcuni sta-2 bilimenti del gruppo.
Solo in questo modo infatti si sarebbero raggiunti risultati durevoli nel medio pe riodo e non solamente soluzioni temporanee.
In questo campo il risultato più signi ficativo é stato colto all'ACE di Sulmona con l'introduzione di un nuovo settore produttivo che garantisce occupazione duratura a questa fabbrica. EI questo il frut to del nostro intervento, che ha costretto l'azienda a modificare il proprio indiriz zo volto a determinare una drastica riduzione di personale. Abbiamo inoltre dimostrato, in questa occasione, quanto siano strumentali le accuse padronali in riguar do alla nostra presunta rigidità sul problema della mobilità dei lavoratori: nessun pregiudizio da parte nostra quando es sa significa trasferimento a nuove attivi tà produttive (certamente con garanzia per i livelli professionali ecc.); opposi zione rigida quando mobilità significa passaggio da un'occupazione alla disoccu pazione.
Per quanto riguarda lo stabilimento ACF di Cavenago invece, l'azienda non é andata al di là di.generiche affermazioni di buona volontà, dimostrando così di non preve dere alcun programma di diversificazione produttiva, ma fidando unicamente sulla r.( presa futura del mercato.
Qualli sono dunque i problemi aperti di! fronte ai lavoratori del gruppo Siemens e quali iniziative occorre intrappren dere per rendere durature le garanzie conquista te e per raggiungere risultati anche là (lede in particolare) dove oggi si é segna, to il passo?
Innanzitutto va ribadito con forza che la soluzione definitiva dei problemi dei lavoratori italiani può veniere soltanto dalla modifica radicale della politica eco
nomica a livello governativo e dei grandi gruppi industriali.
Gli incontri con il Governo dimostrano che esso é ben lontanto dal voler affronta re i mali strutturali della nostra economia e di consentire al nostro paese di uscire dall'attuale crisi. E' quindi necessario dare re alle lotte contrattuali, che sono uno dei momenti decisivi per ottenere tali mu tamenti di indirizzi, la più ampia e vasta adesione e partecipazione.
In secondo luogo va incalzata la direzio ne della Sie*ens perché affronti con decisione la questione dell'ACF; le verifiche previste dall'accordo non dovranno rimanere momenti di confronto formale, ma dovranno servirci a costringere l'azienda a modifica re la sua attuale posizione. Allo stesso mo do andrà controllato che la diversificazio ne introdotta alla'ACE venga condotta rapi damente a termine e che sia veramente tale: che non nasconda cioé un'operazione ambigua di sviluppo temporaneo di appalti per conto di qualche altra società.
Da ultimo, per le realtà nelle quali non sono stati ottenuti risultati pieni circa la riconferma degli attuali organici, va spinta al massimo la vigilanza, va ottenu to il rispetto della garanzia di discussio ne preventiva riguardo alle eventuali ristrutturazioni, va verificato quotidianaimente dai delegati e dai C.d.F. interessati che ogni posto di lavoro che si renda dispo nibile vada immediatamente coperto da nuovo personale.
Quella che abbiamo di fronte é una stra da difficile ma senza alternativa: guai a credere che i problemi siano stati risolti da questo pur positivo accordo! Senza mobi litazione e senza lotta la prossima primave ra anziché l'auspicata ripresa potrebbe riservarci amare sorprese.
GORLA SIAMA : TRASFERIMENTI SI, MA COME ?
In questi giorni é stato firmato con la direzione un accordo sull'andamento della Cassa Integrazione Guadagni negli stabili— menti del gruppo (circa il 60% del persona le lavora ad orario ridotto).
Nell'accordo é specificato che gli uffi 'ci amministrativi ed il magazzino di Nove— gro della GS verranno trasferiti in Vipite no entro il settembre 1976; spostamento prospettato da vari anni dalla direzione e sempre rinviato.
In nome dell'imminente trasferimento la Direzione ha sempre fatto Cadere le richie Ste di maggiori spazi richiesti dal C.d.F. per i reparti produttivi e gli uffici dove si lavora in condizioni disagiate e perico lose.
Allo stesso tempo esso ha motivato pro— prio con la scarsità di spazio ed il trasferì rimento in tempi brevi le continue richieste di straordinari, il ricorso quasi costante ad assunzioni a termine fra gli impiegati e non ultimo il tentativo di incentivazioni dei ritmi di lavoro. E' abbastanza evidente quindi come la Gorla Siama, così come la Siemens nel suo complesso, tenti di sfrutti re questa situazione di attesa per risolve re le esigenze produttive nel modo ad essa più favorevole.
Ma lo spostamento, anche se avverrà, ri solverà del tutto i problemi della GS?
Sarà compito del C.d.F. impedire che es— so si traduca in maggiori disagi per i lavo ratori o ancora peggio in licenziamenti in
quegli uffici che risulteranno doppioni di quelli già esistenti in Vipiteno.
Questo pericolo non é immaginario, ma é avvallato dal comportamento della direzione che in occasione dell'accordo da poco fir— mato non ha voluto garantire per gli impie gati i livelli occupazionali al 31.12.1976, come invece, sotto la spinta dei C.d.F. ha fatto per gli operai.
Tenendo conto della grave crisi economi— ca che stiamo attraversando e che tende a comprimere sempre più i livelli occupazio— nali, il massiccio ricorso alla C.I.G. che la Siemens ha attuato ed il conseguente ten tativo di ristrutturazione ne sono un esem pio, chiediamo con forza che i lavoratori si impegnino con il C.d.F. affinché gli spazi resi liberi in GS siano destinati all'ampliamento e al miglioramento dei re parti produttivi con conseguente aumento del personale, anche introducendo nuove produzioni che garantiscano una piena occu— pazione a lungo termine e che per quanto riguarda gli impiegati trasferiti non si ri corra ad alcuna diminuzione di organici, ma anzi si proceda alla reintegrazione del turn—over e se necessario a nuove assunzio ni a tempo indeterminato.
Se il trasferimento avverrà é indispen sabile che non rappresenti per i lavorato ri un peggioramento di condizione e, al— trettanto importante, non porti ad un iso lamento politico degli impiegati, il che significherebbe un arretramento per tutto il movimento del gruppo Siemens.
5EN1f1,UP, DOvRE5 -11 GuARIRml LE IDEE SUI SINDACA-n ~UNO«ACE Cavenago : continuare la lotta per la diversificazione produttiva
Nel 1967 la Siemens Elettra costruisce a Cavenago Brianza uno stabilimento nuovo per la produzione di contatori, teleruttori, relé e prese, occupando nel primo anno 500 persone circa.
In questi 8 anni l'azienda ACF é già ri corsa due volte alla Cassa Integrazione Gua dagni: nel 1971 per un periodo di 1 anno ristrutturando la fabbrica e nel 1975 per 10 mesi, in quanto la crisi di mercato ha colpito duramente questo tipo di produzione (dichiarazione dell'azienda).
La ristrutturazione del 1971 é avvenuta sulla pelle dei lavoratori, poiché la Siemens, formando con la CGS un azienda nuova (CAM) impiantata nel Sud (Casoria), ha usu fruito delle agevolazioni governative per togliere del lavoro al Nord e portarlo al Sud. Difatti ha tolto la produzione di con tatori a Cavenago per farli a Casoria.
Certamente questa non era la strada in dicata dal sindacato, ma il Governo metten do solo a disposizione dei fondi della comunità per favorire lo sviluppo del Meridi-i ne, senza controllare a chi andavano, che cosa si doveva produrre o se solo si sposta vano delle produzioni dal Nord al Sud per sfruttare la manodopera a basso costo, ha favorito le aspettative delle grandi impre se, soprattutto multinazionali, in quanto al Nord mettevano in C.I.G. i lavoratori e al Sud si facevano costruire aziende dal lo Stato per poi sfruttarle loro.
Questa logica la Siemens la perseguie ari cora, in quanto la produzione della componentistica dell'ACE a Sulmona per i costì elevati é stata ristrutturata e portata nei Paesi asiatici, dove il costo del lavoro é minore e dove lo sfruttamento della mano dopera a bassi salari dà sicurezza di maggiori profitti che in Italia.
La crisi del 1971 venne superata all'ACF con l'introduzione di nuovi tipi di teleruttori (2 tipi) e relé (1 tipo) che sosti 4
tuivano la produzione di contatori e spine.
Alla fine della vertenza aziendale del mese di marzo 1975 l'azienda riproponeva la C.I.G. per un periodo di 2 mesi all'ACF motivandone il ricorso con la crisi di mer cato. Lo stupore dei lavoratori era stato enorme, dato che l'azienda aveva assunto del personale fino al mese di novembre e fatto orario straordinario fino al mese di ottobre, pertanto non si capiva bene che cosa nascondesse la direzione.
Dopo i primi due mesi l'azienda ripropo neva altri 4 mesi di C.I.G. che i lavorato ri e il C.d.F. rifiutavano, in quanto non andavano a chiarire e a modificare la situazione in favore dei lavoratori. L'azio ne di lotta era debole: l'avvicinarsi del le elezioni del 15 giugno non creave le premesse necessarie perché il sindacato desse delle indicazioni ai lavoratori per sconfiggere la_linea padronale e i lavorato ri si adagiavano sull'80% del salario assi curato; questi sono stati i nostri limiti, perciò la proposta padronale é passata.
In questi giorni si é giunti ad un accordo che per i lavoratori dell'ACF é posit tivo e crea le condizioni per proseguire nella lotta per l'occupazione che, a mio avviso, é importante per non tornare alle crisi cicliche fra qualche anno.
Per fare questo bisogna:
1) a) Incalzare l'azienda affinché la pro duzione unica all'ACF possa al più presto essere diversificata
b) sviluppare il settore attrezzeria dell'ACF, in quanto creerebbe nuovi posti di lavoro, senza speculare sul lavoro precario delle piccole fabbriche, come fa attualmente la Sie mens;
2) Il C.d.F. e più in generale il Coordina mento del gruppo deve sviluppare una
IL TESTO INTEGRALE DELL' ACCORDO
Addi 6 ottobre 1975 tra la SIEMENS ELETTRA S.p.A. rappresentata dai Sigg. Dott. Carlo Pollinini, ing. Oscar Roesch, Mario Paternoster, rag. Enrico Rossi, p.i. Pio Figoni e I'A.C.E. S.p.A. rappresentata dai Sigg. Dott. Wolfgang Kern e ing. Fulvio Fonzi e la FLM nelle persone dei Sigg. Bruno Marabese, Aurelio Crippa, Rolando Ghiro e le Rappresentanze Sindacali Aziendali del Gruppo SIEMENS ELETTRA / A.C.E. si é convenuto quanto segue:
Nel riconfermare la propria presenza produttiva in Italia, la SIEMENS ELETTRA S.p.A. e I'A.C.E. S.p.A. dichiarano che non procederanno a tutto il 1976 a procedure di licenziamento e ridimensionamento del personale in tutte le unità del Gruppo. L'azienda garantisce inoltre che presso le sottoelencate unità produttive, alla data del 31 dicembre 1976, verranno garantiti i seguenti livelli occupazionali, comunque non inferiori a:
Stabilimento A.C.F.
O.Q.A. Milano
O.Q.A. Torino
Stabilimento A.C.E.
A tal fine si conferma:
O.Q.A. Milano:
n• 930 operai
n. 200 operai
n. 45 operai
n. 1.043 operai
il trasferimento in tale stabilimento dei magazzini della Divisione GORLA SIAMA, ivi compreso quello di Novegro, non altererà l'attuale struttura produttiva che manterrà le caratteristiche odierne.
O.Q.A. Torino: impegno della presenza produttiva della SIEMENS ELETTRA S.p.A.
Divisione GORLA SIAMA:
Verrà data applicazione agli impegni assunti in ordine al futuro trasferimento del personale, definendo tempi e modi preventivamente con il C.d.F.
Si conferma il mantenimento dell'attuale struttura produttiva, salvaguardando come oggi l'attuale autonomia nel settore delle ricerche, oggi parte integrante di questa unità produttiva.
Stabilimento A.C.E.:
verrà introdotto un nuovo settore produttivo attrezzature e apparecchiature per sistemi elettronici, atto a garantire un'attività a lungo termine.
Le prospettive produttive delle singole unità del Gruppo saranno verificate periodicamente con il Coordinamento Nazionale e la FLM.
A tale scopo viene fissato un incontro per la data del 2o.1.1976.
In casi particolari di ristrutturazione o riconversione che implichino una mobilità del personale interessato, l'Azienda procederà ad una preventiva informazione e verifica con il C.d.F.
In relazione alle attuali difficoltà di mercato, l'azienda dichiara che intende far ricorso alla Cassa Integrazione con le seguenti modalità:
Stabilimento A.C.F.:
n. 16 ore di Cassa Integrazione settimanali a partire dalla settimana che inizia il 6.10.1975 sino al 31.1.1976 e ciò per complessivi n. 800 operai circa.
O.Q.A. Milano:
a partire dalla settimana che inizia dal 2o.10.1975 e sino al 31.1.1976: n. 16 ore settimanali per n. 100 operai,
a partire dalla settimana che inizia il 3.11.1975 e sino al 31.1.1976: n. 8 ore settimanali per n 60 operai.
O.Q.A. Torino:
a partire dalla settimana che inizia il 3.11.1975 e sino al 31.1.1976: n. 16 ore settimanali per n. 49 operai. Stabilimento A.C.E.:
premesso che n. 170 operai circa del reparto cablaggi e mini-transistori vengono ripristinate le 4o ore settimanali, si richiede la prosecuzione della Cassa Integrazione per 12 ore settimanali, in luogo delle precedenti 16 ore, per n. 850 operai circa dei reparti semi-conduttori e attrezzatura e ciò sino al 31.3.1976.
3. Al termine della data della Cassa Integrazione, prevista dal presente accordo, verranno ripristinate le 4o ore settimanali con l'impegno di non procedere ad ulteriori riduzioni di orario di lavoro sino al 31.12.1976. Tale impegno è esteso anche alle unità produttive che non sono interessate alla Cassa Integrazione. Tale impegno si concretizzerà, per I'A.C.E. di Sulmona, in un successivo incontro previsto per il mese di Marzo 1976.
AUMENTA IL PREMIO DI PRODUZIONE SCATTA L' ULTIMO SCAGLIONE DEI PASSAGGI DALLA
2° ALLA 3' CATEGORIA
In applicazione all'accordo di gruppo i del marzo 1975 il premio di produzione pe4 l'anno 1975/76 passa dalle attuali lire 292.500 a £. 351.000, pertanto la rata merli sile passerà a partire dal mese di otto— bre, da £. 22.500 a £. 27.000.
Ricordiamo inoltre altre due scadenze importanti previste per 1'1.10.1975
All'ACE il terzo elemento raggiungerà i seguenti valori, pari al 60% di quanto in vigore per il resto del gruppo
1° categoria f . 15.000 .=
2° 11 " 15.800 .=
17.000,=
NUOVI VALORI DEL TERZO ELEMENTO PER L' ACE
Il recupero del restante 40% avverrà alle seguenti scadenze:
20% all'i .10 .1976; 20% all'i .9 .1977.
Sempre al 1 .10 .1975 si avrà il passag— gio dalla 2° alla 30 categoria per 1 tulti mo scaglione di 238 lavoratori della Sie— mens Elettra.
forte unità fra gli operai, impiegati e tecnici per essere in grado di fare del le proposte alternative alle soluzioni dell'azienda che, come visto sopra, mirano solo al profitto. Questo é il ruo lo che la classe operaia ha per fare uscire il Paese dalla crisi e creare con dizioni nuove di sviluppo fondate sulle esigenze reali dei lavoratori.
3) Le ristrutturazioni, gli spostamenti ritmi di lavoro non li deve imporre il padronato, ma i C.d.F. con i lavoratori devono essere in grado di lottare con-
tro queste manovre, quando le stesse tendono a far arretrare i lavoratori dal le loro conquiste. In questo senso é ispirato il contratto di lavoro e già ('a ora é opportuno praticarlo, affinché lo scontro contrattuali ci trovi già preparati.
Pertanto le lotte dei prossimi mesi do vranno vedere i lavoratori scontrarsi con questa realtà, solo l'unità dei lavoratori occupati e disoccupati sarà in grado di in porre scelte nuove al governo e padronato.
MENTRE CONTINUA L' AUMENTO DEL COSTO DELLA VITA
Benzina : nuovo regalo ai petrolieri ?
Mentre da più parti si fa appello ai sindacati unitari perché nei prossimi rin novi contrattuali non si superi, nelle ri chieste salariali un certo tetto, assistia mo ad una continua erosione del potere di acquisto dei salari.
La riduzione dei consumi, che per ammis sione dello stesso ministro Andreotti é stata complessivamente -nel 1975 attorno al 3%, é la conseguenza più immediata.
La tendenza all'aumento dei prezzi che si era attenuata per un certo periodo ha avuto negli ultimi mesi una preoccupante ripresa.
L'indiscriminato aumento delle tariffe pubbliche, tra l'altro non accompagnate da nessun,organico disegno di sviluppo produt tivo di settore (l'esempio delle tariffe telefoniche é significativo) si riserva per il modo in cui viene attuato sopratutto sui lavoratori, sui pensionati, sui ceti popolari più in generale.
Sul fronte dell'impennata al caro-vita significativi sono gli aumenti sui listini prezzi dei bar che raggiungono il 33%.
In questo quadro, inoltre, grave é stata la decisione della FIAT di aumentare il
prezzo delle auto, misura questa ingiustificata e che non é certamente di aiuto alla crisi che oggi attraversa il settore.
Ma la decisione più grave che potrebbe aprire la strada ad una nuova spinta al rial zo complessivo del costo della vita é quel la del rincaro della benzina e del gasolio.
Questa misura che viene giustificata con l'aumento del 10% del prezzo del petrolio deciso recentemente dai paesi produttori (OPEC) e dallo slittamento del valore del la lira rispetto al dollaro ha suscitato vivaci polemiche sia per il modo in cui é stata annunciata che per i profitti cui trarrebbero i petrolieri a tutto danno della nostra economia.
Intanto dobbiamo denunciare l'irrespon sabile atteggiamento del Ministro Donat Cattin, il quale, disinvolto, arrogante e con allegro pressapochismo annuncia alla TV aumenti di tanto o tanto, per quel gior no o per quell'altro.
Per quanto riguarda poi i profitti del le compagnie petrolifere, bisogna rileva re che un aumento medio della benzina attorno alle 35 lire e del gasolio attorno alle 20 lire, darebbe luogo a un maggior profitto el 33%.
Questo aumento medio avrebbe pesanti riflessi oltre che sul costo della vita (si calcola un incremento oltre il 5%) an che sui costi di produzione e di gestione con conseguente danno per l'economia nazionale.
La vicenda dei prezzi petroliferi é perlomeno sconcertante in quanto non si sa ancora esattamente, o almeno da parte governativa non é mai stato detto, quanto co sta produrre un litro di benzina.
Una cosa invece é certa che negli ultimi 5 anni i proditti delle compagnie petro lifere hanno raggiunto la cifra di 35 miliardi di dollari, questo proprio mentre l'Europa e il mondo occidentale venivano investiti dalla crisi energetica.
Appare perciò evidente l'esigenza di ac certare rigorosamente l'analisi dei costi e dei ricavi di queste compagnie in quanto distributori di materia:Trima vitale per un economia come la nostra.
Diversi e rilevanti sono i lati oscuri di questa decisione ma una cosa é chiara che questi aumenti si ripercuoteranno direttamente sul costo della vita ed a pagare le spese saranno come sempre i ceti meno abbienti.
In questo quadro gravi sono le respon sabilità del governo che ha disatteso il famoso piano petrolifero le cui linee gene rald furonovarate all'insorgere della cri si petrolifera.
Perciò invece di rivolgere per l'ennesima volta alla,"coscienza civica del pae se" (che sono poi in realtà appelli chiaramente diretti a senso unico) il governo farebbe bene a compiere gesti completi e qualificanti tali da indicare l'impegno a profondi mutamenti di indirizzo e di compor tamento, nonché la volontà di imporre sacrifici innanzitutto a chi si impegna sul L'inflazione, sui parassitismi e sulle eva sioni fiscali.
SPAGNA : 40 ANNI DI ASSASSINII
Fra i regimi più obbrobriosi che si so no succeduti nella storia, a quello fasci sta spetta certamente un posto di primo piano per la sua sanguinaria vocazione a reggersi attraverso assassini perpetrati freddamente e sistematicamente.
Il franchismo é l'ultimo dei regimi fa scisti che ancor oggi sopravvive vergogno samente in Europa.
Quando si parla del franchismo si tende spesso a farlo isolandolo dalla realtà sociale, economica e politica in cui esso tro va modo di svilupparsi.
Su questo punto occorre fare molta chia rezza, il fascismo non é un accidente che potrebbe casualmente capitare ad alcuni po poli; esso é figlio della borghesia capita listica.
L'ascesa al potere del fascismo si veri fica ogni qualvolta le contraddizioni in-
terne al sistema capitalistico raggiungano livelli assolutamente non mediabili per cui la borghesia utilizza la base violenta del la sua ideologia per mantenere il privile. gio che detiene.
Per le ragioni suddette 40 anni fa anda va al potere in Spagna il Franchismo abbat tendo la Repubblica Democratica liberamente eletta e avvalendosi dell'appoggio milita re di Hitler e Mussolini. La natura bestia le del regime ebbe subito modo di dimostrar si con eccidi e repressioni di massa.
Di assassinio in assassinio, di violenza in violenza siamo giunti alla condanna degli 11 patrioti antifranchisti. Condanna comminata al termine di un processò farsa, in spregio ai più elementari diritti dell'uomo, anche se é difficile parlare di ri spetto del diritto da parte di un regime che conosce solo un diritto, quello di so pravvivere; e a questo appunto serve l'as sassinio dei cinque patrioti.
Sul franchismo incombe una sorta di fatalità storica; nato 40 anni fa nel segno del delitto, tramonta nel segno del delit to, pari sempre a se medesimo lungo la sua traettoria.
A nulla sono serviti gli appelli per la grazia da parte dei governi, delle organiz zazioni democratiche e da parte del Papa.
Il fascismo di Franco doveva uccidere per non capitolare di fronte alle proprie contraddizioni, e di fronte alla presa di coscienza da parte del popolo spagnolo, del suo ruolo fondamentale nell'abbattimen to del franehismo attraverso la lotta unitaria.
La giornata di sabato 27 settembre é giornata di lutto per i popoli civili e tut ti i lavoratori europei si inchinano ai cor pi dei compagni Ramon Garcia Sanz, José Luis Sanches Bravo, José Humberto Beana Alonzo, Juan Perede Manot, Angel Otauegei, e del sesto condannato e poi graziato ma morto in carcere a seguito delle torture subite, José Antonio Garmendia.
Il grado di tensione e di sentita parte cipazione dei lavoratori europei si é con cretizzato in una iniziativa di portata storica, alla quale forse non abbiamo pre stato sufficiente attenzione, ma che non mancherà di far sentire in profondità i suoi effetti, cementando i valori dell'in ternazionalismo proletario.
In questo senso va collocato il primo sciopero europero proclamato dalle organiz zazioni sindacali dell'Europa Occidentale per il 2 ottobre; ed é importante che que sto avvenimento sia motivato dal rifiuto unitario del fascismo da parte di tutti i lavoratori europei.
Tutti i sinceri democratici hanno assunto, e non poteva essere diversamente, l'impegno di combattere il fascismo che é cancro disgregatore delle coscienze, come obiettivo primario.
Grandi e impegnativi compiti spettano al popolo spagnolo che all'onore e all'onere di abbattere il fascismo prima,dovrà assumere poill'arduo impegno di ricostrui re l'unità morale di tutto il popolo.
L'unità nella lotta del popolo dpagnolo spazzerà via il regime fascista di Franco dall'Europa, così come l'unità nella lotta del popolo Cileno schiaccerà il regime fascista di Pinochet, il quale si é macchia to con l'attentato ai coniugi Leighton di un ulteriore feroce crimine. Il fascismo, in qualsiasi epoca é destinato a ripercor rere la stessa ripugnante strada di sangue.
Ieri i fratelli Rosselli, i Delgado, i Prat$, oggi i coniugi Leighton ai quali va la solidarietà e l'impegno di lotta di tut ti i lavoratori.
ORA E SEMPRE RESISTENZA.
marginali; dell'unità dei lavoratori del Nord e del Sud; dell'unità dei lavoratori dell'industria con quelli del pubblico impie go. E' ancora nella premessa politica che viene ribadita la necessità di riprendere con forza la lotta nei confronti del Governo per imporre una svolta nella politica eco nomica del nostro Paese secondo le linee più volte indicate dal movimento sindacale.
I recenti incontri della Fedèrazione CGII CISL-UIL, se hanno consentito alcuni risultati per quanto riguarda energia, edilizia e Mezzogiorno, hanno dimostrato come il Go verno si muova su una linea di tamponamenti di carattere straordinario e non per un pro gramma a medio termine che affronti e riso' va i veri problemi del Paese, in primo luogp quello oggi più assillante dell'occupazio ne.
C'é chi sostiene che questo Governo é troppo debole per affrontare i grandi problemi della nostra società e, trincerandosi dietro il pericolo di una crisi di Governo sembra disposto a frenare la lotta. E' que sto un problema che si ripropone frequante mente al movimento sindacale, ogni qualvol ta esso arriva ad una stretta col potere politico. Oggi però i lavoratori non si de vono lasciare imprigionare da queste remore, in quanto essi sanno benissimo che oltre ad essere necessario é ora possibile assicurare al Paese una direzione politica in grado di corrispondere alle esigenze di fondo poste dal movimento sindacale.
E' d'altra parte evidente che le stesse responsabilità del Governo vanno attribuit al padronato italiano, il quale sta puntan do a colpire il movimento operaio attraver so la riduzione dell'occupazione, tentando di recuperare mano libera in fabbrica e respingendo ogni ipotesi di diversificazio ne e riconversione produttiva.
Per questo nell'ipotesi di piattaforma vengono posti gli obiettivi di controllo sui programmi di investimento sull'uso del la forza lavoro, sul decentramento produt tivo.
Per quanto riguarda il salario va respiJ ta la contrapposizione tra salario e occu.i zione in quanto mai il blocco dei salari si é tradotto in aumento degli investimenti. Va invece ribadito il significato politico della rivendicazione salariale (e questo senza cadere in assurde estremizzazioni), da una parte come sostegno alla domanda in terna e quindi alla produzione, dall'altra per impedire una fragile ed aleatoria ripresa economica sulla base di un ritorno a quel regime di bassi salari che le lotte condotte dal 68/69 in poi hanno definitiva mente scardinato.
Questi sono i temi in discussione oggi fra i lavoraepri metalmeccanici e delle al tre categorie, questi sono gli obiettivi per i quali i lavoratori della Siemens dovranno dare come sempre il loro contributo di lot ta.