Fonderia4

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TotioLL Paderno

L'ambienle di -lavoro

Dal 1971 i vari Consigli di Fabbri ca che si sono succeduti, hanno por tato avanti con tutti i lavoratori la battaglia per eliminare la nocività sia all'interno che all'esterno della fabbrica, una battaglia che ha dato dei frutti, ma che purtroppo ha lasciato ancora molto da fare.

E' su questi anni di lotta che vo gliamo soffermarci, analizzando il modo con cui è stata portata avanti la lotta e quindi i risultati parziali ottenuti e le carenze riscontrate nel movimento su questo tema.

SITUAZIONE MINERALE

Dopo i fatti dell'ICMESA sembrava che tutte le forze pubbliche e sindacali avessero finalmente preso co scenza dell'inquinamento che l'Indu stria Italiana provoca all'interno e all'esterno delle fabbriche.

Dopo un primo momento di scalpore tutto è tornato di nuovo a tacere e non solo, ma fatti come quelli della ICMESA sono capitati un po' dappertutto nel Paese.

In tal modo proseguono i compromes si tra forze padronali e pubbliche che in some della produzione e del profitto continuano a rovinare l'am biente e la salute dei cittadini.

La recessione economica attualmente in atto e lo spettro della disoccupa zione offrono maggiormente la possibilità, ai padroni e alle forze poli tiche che li sostengono, di non fare assolutamente niente a questo rigirar do. Anzi dalla parte padronale si in centiva il supersfruttamento degli impianti, senza badararalle manutenzioni e alle norme di sicurezza, il supersfruttamento dei lavoratori, il lavoro nero.

Da parte di molti miti Pubblici pre posti vi è l'inattività e la minimiz zazione della situazione.

Su questo temaldi carattere più generale, si inserisce la lotta dei la voratori della 'Nozioni. Basa rappresenta una spinta nel sindacato perchè si continui sulla strada intrapresa verso la salvaguardia della salute dei cittadini; rappresenta un pungolo ver so le istituzioni pubbliche, perchè reprima tutte le anomalie oggi esister ti; rappresenta altresì una lotta per chè si arrivi a una riforma seria del le strutture preposte alla salvaguardia della salute dei cittadini e al funzionamento di esse.

(continua in seconda pagina)

dicembre- 1976
fondere,

dalla prima pagina:

RISUIRATI OTTENUTI

Essere riusciti a fare recepire que sto grosso problema ai lavoratori, l'avere imposto alla Direzione la installazione di parecchi filtri elettrostatici per l'abbattimento dei fumi di piombo, stagno, zinco e alluminio, è stato un primo pas so verso la soluzione del problema.

Inoltre, dopo uno studio effettua to dal C.d.F. nelle assemblee dei gruppi omogenei, si è riusciti per la prima volta a presentare un documento alla Direzione, con richie ste precise per il risanamento del l'ambiente e per il miglioramento della situazione sanitaria.

Ciò dimostra l'impegno e la serie tà su come ci siamo mossi e da ciò i risultati, anche se per ora parziali, ottenuti. Certamente,00me si diceva all'inizio, resta ancora mol to da fare e la situazione all'interno resta pesante. Questa situazione grave l'abbiamo potuta consta tare studiando e valutando i risultati dei prelievi atmosferici eseguiti dallo SUL in collaborazione con il C.d.F.

Se poi andiamo a vedere la situazio ne sanitaria, in modo particolare l'assorbimento di piombo da parte dei lavoratori, verifichiamo che tale assorbimento sui lavoratori è assai elevato ancora oggi. Riteniamo pertanto che sia stata giusta la pre sa di posizione del C.d.F., dopo aver ne discusso nelle assemblee, di anela re a un incontro con precise richieste, con la Direzione Generale, presenti il Consorzio Sanitario di Zona, lo SUL e il medico di Fabbrica. Dai due incontri avuti in questi ultimi gicrni, la Direzione si è dimostrata SU alcuni punti favbrevole all'eccogliwnto delle nostre richieste, men tre su altre non è stata in grado di garantire nulla.

Comunque entro la fine di questo me se la Ditta ci farà pervenire le sue proposte per iscritto sull'impiantietica, l'igiene e gli organici.

Tali proposte verranno sottoposte ai lavoratori per un dibattito e discusse all'interno del C.d.F. per rilevare tutti i punti ritenuti negativi.

Tutto ciò deve manifestarsi in un im pegno di mobilitazione e di lotta. An zi, se risulterà necessario, tale impegno dovrà tramutarsi in lotta dentro e fuori la fabbrica.

In questi ultimi tempi all'interno del la fabbrica è cominciata la distribum. zione dei mezzi di igiene personale (tu te, maschere, elmetti) a tutti i lavoratori impegnati presso i reparti che lavorano Piombo o che vengono a contatto con tale sostanza. Con questi mezzi sono state distribuite anche le norme che riguardano l'uso di tali mezzi. Su questo facciamo rilevare alcune osservazioni:

così SI uktot A 111.

- i provvedimenTri di igiene persona le ora in atto non rappresentano asso lutamente la soluzione dell'ambiente di lavoro. Si tratta della realizzazio ne di una e soltanto una delle richieste~ilavoratori avevano fatto: restano tutti gli altri problemi da risolvere, quali impiantistica, igiene industriale, igiene personale, straor .dinari, mobilità, organici, per i qua li dobbiamò intensificare la battaglia.

2 IL C4

LOTTIAMO PER GLI INVESTIMENTI

Data la crisi politica ed economica nella quale si dibatte il nostro Paese, il problema degli investimenti rappre senta il punto cardine della est:il:mai° ne.

I lavoratori metalmeccanici nel rin novo del proprio contratto hanno posto questo argomento come primo punto nella piattaforma di rinnovo. Su questo si sono svolte le battaglie più dure, non solo perchè gli investimenti venissero effettuati, ma per averne anche un controllo effettivo.

Per capirne l'importanza, bisogna an dare un po' indietro nel tempo e vedere come è avvenuta l'industrializzazio ne in Italia dal dopoguerra in poi.

Punto fondamentale per la ricostruzione del Paese fu la produzione di beni di consumo privati, legati ad al cune grosse aziende multinazionali; soprattutto si è sviluppato il setto re dell'auto. Le riforme e quindi i consumi sociali rimasero sempre nel cassetto. La gente aveva bisogno di ca se, di scuole, servizi sanitari e tra sporti pubblici: il governo e il padronato ci hanno regalato invece auto strade e macchine. La creazione della cassa per il Mezzogiorno e i tanto de cantati investimenti per l'Italia me ridionale si tradussero in clientelismo, corruzione, imboscamento di capi tali, arricchimento dei grossi buroorati statati e delle grandi famiglie mafiose.

L'agricoltura, l'unica fonte primaria di guadagno per l'Italia fu manda ta in rovina per attingere mano d'ope ra fresca per le grosse industrie del Nord. Ora bisogna importare anche gli alimenti di prima necessità.

A ciò ai aggiunga la mancata riforma fiscale, che ha permesso ai grandi capitalisti di frodare ho stato e quin di la oollettività di migliaia di miliardi e di esportare i propri capita li all'estero.

Conseguenza di trent'anni di mal verro è: disoccupazione, mancanza assoluta di servizi sociali di prima ne cessità.

Su questi due punti fondamentali, investimenti-occupazione e riforme, il sindacato sta combattendo la sua battaglia, forse quella decisiva.

Da questa crisi, siamo certi, ne usciremo, ma come?

Il governo e il padronato fanno ogni sforzo per ricacciare il movimento, af fermando che i lavoratori hanno avuto troppo, non lavorano, stanno troppo be ne. Ci ripropongono un modello di fame e di povertà e perciò ci chiedono i sa crifici e cioè: blocco dei salari, bloc co della contingenza, più tasse, più straordinari,lavoro nero e a domicilio, lavoro minorile. Come arma dricatto per lo sfruttamento usano l'arma dello straordinario e degli aumenti di merito.

Dice sempre il padrone: "Bisogna lavorare di più per produrre di più, quindi esportare di più, quindi fare le riforme".

Nessuno più crede a queste parole. I fatti smentiscono tutto: da ogni parte ci sono disoccupati, gli investimenti non si fanno, la riconversione e i servizi sociali tanto meno.

L GOVERNO DICE CHE II. MIGLIOR M000 PER COMBATTERE ILCAROVITA E' MANGIARE MENO. QUANDO RAMOAVUTO QUESTA TROVATA ?
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Andreotti ha affermato pochi giorni fa che solo 600 dei 5.000 miliardi preleva ti con l'ultima stangata fiscale saranno devoluti per gli investimenti.

Il Sindacato ha risposto chiamando al l'unità tutti i lavoratori su un program ma ben preciso. Bisogna innanzitutto in dividuare quali debbano essere i cardini trainanti per una economia nuova, pro ponendo sviluppo di settori a largo coninno sociale; e cioè case, trasporti, scuole, sanità; occorre inoltre arrivare a una seria riorganizzazione dell'agricoltura.

E' in questo contesto che ai inserisce la lotta dei lavoratori della Tonolli su gli investimenti, occupazione e rioonver zione. E' chiaro che la produzione non si ricupera solo con miaaggior numero di ore lavorate; occorre rinnovare gli impianti, fare nuovi investimenti, creare nuoti posti di lavoro. Esistono oggi in Italia 1.500.000 disoccupati, di cui 800.000 giovani in cerca di primo impie go, solo il 24% delle donne oggi lavora, le ore di cassa integrazione aumentano sempre di più e le grosse azienda, come la Nontedison, si accingono a Uomini& menti in massa.

PADRONI:

10411C4 e i/M9 SOCR•(

INVESTIritArri ALLA TO N0 L L I

La Tonolli è inserita nel settore del la trasformazione di materie prime e nel recupero delle medesime mediante la vorazioni di seconda fusione. Dato l'al to costo di tali materie, è fondamenta le che la Ditta abbia a potenziare tale settore, evitando l'esportazione di ingenti capitali per l'approvvigionamento di tali generi di prima necessità.

Diamo atto alla Tonolli, in questo no mento di crisi e di stagnazione economica, di avere varcato e prodotto investimenti al Nord e al Sud per la costru zione di due nuovi stabilimenti:

A CARISIO, sta sorgendo un grosso oomplauso per la produzione di alluminio. Inizialmente il programma era per la produzione di solo alluminio liquido per la fornitura a grosse aziende auto mobilistiche di Torino e ltilano. Ora il progetto è stato ampliato. Carisio diverrà la nuova fonderia generale di al luninio. Si tratta di impianti teonolo gicamente assai avanzati e a lavori ul tiaati Carisio darà lavoro a settanta,ottanta persone. La produzione inizierà verso Aprile del prossimo 77.

A SULMONA, sta sorgendo la nuova trafi leria per la produzione di tubi metallici. L'impianto è quasi ultimato ed entrerà in funziono nei primi mesi del prossimo anno. Il nuovo stabilimento è una costruzione assai moderna, e offri rio lavoro a circa duecento dipendenti. La maggior parte della produzione è de stirata all'esportazione. La oostruzio ne delle due nuove unità produttive con porta seri problemi di riconversione ristrutturazione per gli stabilimenti di Torino e di Paderno.

Per TORINO sullo riconversioni di To rimo vi è stato un incontro del Coordi namento alla fine dal asse di ottobre.

— Fon" tirate I ~o osi" stimes barca.
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In effetti con l'avvio della produzione a Sulmona verrà a cessare quasi compietamente la produzione di tubi nello sta bilimento di Torino. Si tratta di ridare un'occupazione a tutti quei lavorato ri prima impegnati nella produzione di tubi. La Direzione a questo proposito è stata assai generica, affermando solamente che verrà potenziata la produzione di fili di rame, senza però ricorrere a investimenti di elevato valore che garantiscano una continuità nella produ zione e nel mantenimento degli organici attuali.

Per PADERNO: il discorso si pone in una forma ancora più grave. Quando lo stabi limento di Carisio sarà completo in ogni sua struttura è chiaro che a Paderno a i fermerà la produzione di alluminio. Si tratta quindi di ricuperare almeno cento posti di lavoro lasciati liberi dalla Fonderia e dalla Classifica Alluminio. A questo proposito è indispensabile che vengano effettuati investimenti che garantiscano l'attuale numero di organici. A tale scopo le nostre richieste sono per:

una nuova elettrolisi e una nuova fon deria Rame che garantiscano l'effetti vo recupero dell'occupazione rimasta libera alla fonderia alluminio

(PER RtSANAge LA NOSTRA icONOMIA CI VUOLE UNA POLITICA Dì AUSTERiTA,...

investimenti in capitali tali che gara tiscano una continuità dello stabilimento di Paderno, e quindi. dell'000u pazione. ristrutturazione di alcuni reparti e impianti ormai obsoleti e non più rispondenti agli attuali bisogni produt tivi ed ecologici. Su questo argomento la Direzione si è già pronunciata per quanto riguarda il C20, affermando che è allo studio la realizzazione di tale nuovo impianto che verrà pron to ai primi del 1978.

Rimangono altri impianti da studiare, come le fonderie zinco, piombo e bronzo in relazione anche allo stabilimni to di Sulmona, dal momento che la for nitura del materiale necessario per tale unità produttiva sarà fornito da Paderno.

Il 17 c.m. ci sarà un incontro del Coor dinamento sulla ristrutturazione di Pademo. E' l'inizio di un dibattito e di una lotta alla quale tutti dobbiamo partecipare e sulla quale intendiamo rimanere fermi, se veramente ore diamo che il problema degli investi menti e dell'occupazione è il nucleo vitale per uscire dalla crisi e per gamantiroi un posto ti Lavoro.

TUTTI I C1TTAPINI,ISENzA DISTINZIONE. Dt cLA55E,DoVRAW NO STR1W6RE. LA CINTOLA DI UN ALTRO BUCOI QUATTRO ovERAt SONO glisAmns TA6LIATI IN Due !!.
Auiterity
LIR

$T RAOR D I NA Rio

La situazione politica italiana ve de la crisi sempre più accentuata del capitale. Il governo Andreotti dimostra in tutta la sua completezza come il capitale e di conseguenza la classe padronale in crisi reagisce brutal mente. E' da qui la pioggia delle con dizioni restrittive dettate unilateralmente alla oleose lavoratrice.

Credo di individuare in questo particolare momento un preciso ricatto che la classe padronale lancia ai lavoratori.

Ricatto che si traduce nel voler ge stire ancora una volta senza il controllo dei lavoratori le proprie fabbriche e tutti i mezzi di sfruttamento in loro mani. Un recupero ghindi del terreno perso nelle lotte politiche e sociali.

Ricatto che si traduce in licenziamenti e cassa integrazione quando que sto piano fallisce per la corretta po sizione dei lavoratori.

Ricatto che tende a brutalizzare la condizione economica del lavoratore perchè sia pronto a subire ogni stortura politica impostatagli dalla clan se padronale.

Questa breve analisi vuole essere una dimostrazione di come la fabbri-. ca "A.TONOLLI E C." non sia un'isola separata da una precisa realtà nazionale. Vuole essere inoltre una introduzione per rendere ancora più eviden te come i nostri problemi di fabbrica sono i problemi di tutti i lavoratori e che le nostre precise scelte politi che possono incidere positivamente o negativamente sulle altre fabbriche.

A questo punto il complesso problema del lavoro straordinario. Problema che va sviluppato in tutte le sue fasi e funziani.

Lo straordinario come forza lavoro che evidenzia una maggiore potenziali tà produttiva.

Il nostro impegno può dunque risul tare efficace nella richiesta di investimenti o ristrutturazioni che amplino la possibilità occupazionale al l'interno della nostra azienda.

Facciamo degli esempi concreti per poter chiarire meglio il tipo di soluzioni sopra proposte. Se Alcune fonderie (vedi fonderia zinco) lavorano a pieno ritmo per gg. sei,lasciando ampio spazio ai lavoratori in essa impiegati di sviluppare il lavoro giornaliero per oltre otto ore lé evidente che la fonderia in causa,così come è strutturatat risulta ineufficiente per far fronte alle richieste di mercato.

Abbivamo allora la possibilità di ri chiedere una seria ristrutturazione di tale fonderia evitando il supersfrutta mento dei lavoratori in essa impiegati e aprendo la possibilità a nuove assun zioni.

Questo significa per l'azienda una maggiore produttività che avvantaggia tutti.

Se confrontiamo questa fonderia con un reparto anch'esso direttamente colpito dal problema del supersfruttamento, quale il reparto Trasporti Esterni, si nota subito che la causale anche in que sto caso è data dalla mancanza di mezzi ed organici sufficienti ad evadere la notevole mole di lavoro. Giusta quindi e coerente la richiesta di ristrutturazione ogni qualdove si verifichino tali situazioni.

E' importante,in un discorso che si pretenda compleesivo,verificare se ci sono nello stesso possibili situazioni mai analizzate. Mi sembra questo il caso del lavoratore che costretto ad un superlavoro (perchè economicamente disa giato), si trova a non avere un proprio spazio da gestire culturalmente e fisio logicamente. Questo significa, a medio termine, un abbruttimento quando non diventa addirittura annullamento di tutte le egigenze del lavoratore ohe vanno oltre al proprio impegno aziendale.

'abbiamo quindi i lavoratori stretti nella insoddisfazione continua e nella restrizione al minimo dei propri bisogni. Questo discorso è molto importante, proprio perchè non è mai stato affrontato seriamente e probabilmente si evita tale analisi perché da tutto ri sulterebbe una svendita della propria vita in tutti i suoi valori.

Tanto per comprenderci subito questo significa vendere la propria gioia di vivere un proprio spazio libero o la possibilità di conoscere persone ed amici o essere in con tinuo stato di preoccupazione e ner vosismi rigettate troppo spesso in modo scorretto sulle persone con le auali abbiamo un legame affettivo.

Se è palese che il lavoro è indispensabile per vivere in autonomia economica è altrettanto indiscutibi le che la indipendenza economica non deve assolutamente rivelarsi dipendenza vitale, fisica, psichica e creativa.

Lo straordinario continuo, in una azienda come la TONOLLI che non ha la pretesa di essere una "pasticceria" ma che come fonderia è evidentemente nociva per la salute del la voratore, significa mettere in die scussione tutti gli accorgimenti ri chiesti all'Azienda per migliorare l'ambiente di lavoro. Significa inoltre aggravare seriamente la sa, iute del lavoratore che ha cosi ridotta al minimo la possibilità di smaltire le sostanze nocive trattenute durante la permanenza in fabbrica. A questo punto,se crediamo nella possibilità di migliorare sempre più l'ambiente in cui lavoria m°, il lavoro straordinario è una seria contraddizione che va contro l'impegno di tutti i lavoratori su questo problema.

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E' quindi un.atteggiamento sordo alle esigenze della collettività che risulta reazionario e da abbat tere sotto ogni aspetto. E' chiaro oltre ciò che nei confronti della Direzione Aziendale è difficile so stenere che occorrono migliorie am bientali efficaci, quando alcuni lavoratori con notevoli ore straor dinarie sembrano immuni da tali preoccupazioni. Sappiamo che se non è così e che il lavoratore si ammala ulteriormente con questo stile di lavoro e che l'essere costretto a questo da inoppugnabili condizioni di restrizione economica sono situazioni che vanno risolte aprendo il discorso dei livelli e dei salari e non mantenendo il discorso del super sfruttamento.

Da questa analisi abbiamo da subito due importanti conclusioni.

IL PORows E zo Screamwilotio!

La prima è che lo straordinario co me metodo per apportare migliorie economiche risulta gravemente nocivo per la condizionie fisica e psichica del lavoratore.

La seconda, non di importanza inferiore, è che il lavoratore in condizioni di supersfruttamento vive un isolamento politico, spesso molto ,9.a ve,e sappiamo molto bene che l'azien da ha tutto l'interesse perchè questo isolamento avvenga ed anzi aiuta il verificarsi dello stesso con aumento di merito per i lavoratori che sottostanno a questa pratica di lavoro.

Dall'isolamento politico di fabbrica c'è un breve passo e si è subito isolati dal movimento nazionale dei lavoratori.

Lo straordinario e gli aumenti di merito, quindi, sono armi del padrone che devono essere eliminate duramente se non si vogliono creare vuoti o divisioni nella classe operaia.

La direzione e gli operai devono cooperare... « Noi diamo gli ordini e voi dovete ubbidire •! Lo ab io quando è ora Sig. Braabillal

RINNOVO CONSIGLIO DI FABBRICA

E SUOI ELETTI

Il giorno 12.10.1976 rii è tenuta la prima riunione del nuovo Consilio di Fabbrica eletto nei g.iorni nrecedenti.

- uosto rinnovo ha cambiato in mo do abbastanza radicale i componenti del C.d.F.; infatti molti nuovi eletti sono :giovani e la speranza è che si impegnino a tenere i collegamenti con tutti i lavoratori e a portare avanti i problemi sia aziendali che i problemi sindacali a. carattere Più generale.

Sin dalla prima riunione del nuo vo Consiglio si è parlato chiaro su corno articolare il lavoro del C.d.F e quello del delegato di reparto, in rapporto alle situazione contin genti che premono e tendono a vani ficare le conquiste del movimento dei lavoratori acquisite con dure lotte in stesti ultimi anni.

Porchè il C.d.F. svolga un lavoro continuo ed efficace si sono formate delle commissioni di lavoro che studino e risolvano miei problemi che più interessano diret tamente i lavoratori e cioè: l'organizzazione del lavoro, gli investimenti, l'occupazione, l'ambiente di lavoro e tutto ciò che riguar da la prima parte del contratto.

Le commissioni di lavoro sono sta te perciò così divise:

- Ambiente di lavoro e servizi igie nici

Problemi sociali (trasporti lcase, eccetera)

Problemi salariali e normativi,

inquadramento unico

Diritto allo studio

Mensa

Stampa e propaganda; diffusione di bollettini e giornali che riguardano i problemi interni e l'andamento del movimento sinda,cale a livello di zona e regiona

le. 9

Ognuna di Tueste commissioni ha il compito di:

individuare i problemi che ritardano specifici argomenti prima elencati

mettere a fuoco e prospettare solu zioni che, discusse in Consiglio di Fabbrica e con i lavoratori, servano come piattaforme o richieste rivendicative.

Vi presentiamo la composizione del nuovo C.d.F. e dell'Ebsecutivo:

MELLA Leonida

3UCCELLA Carlo

PARRAVICINI Giorgio

URSO Donato

LAGO NA' Giovanni

AMADEI Angelo

GRIGNAFFIITI Ferruccio

FIENI Giacomo

SALEM= Giuseppe

ISOLA Claudio

GAGLIONE Natale

DE STEFANIS Aurelio COMITATO

GOLDIN Luciano DI

DI PIERRO Adolfo FABBRICA

VARISCO Giuseppe

:VOLA Gaetano

CREANZA Tommaso

CAGGEGI Vincenzo

LUCCHINI Silvana

CORTINOVIS Cipriano

DE BLASI Antonio

BALASSO Bruna

BASSANEW2I Mario

BURATTINI Guido

ORIANI Pietro

VIGANO' Elisa.

BURATTINI

CORTINOVIS

CREANZA

DI PIERRO

URSO

VARISCO

VIGANO'

ESECUTIVO del C.d.F.

IL cib.F. AUGURA P\TUTTI RUONE FESTE 1 FILASTROCCA NATALIZIA

Ogni_ anno ritorna questa festa, a tutti fa piacere... ma qui qualcosa resta. Sarà per tradizione oppur per convenienza ma degli auguri non ne

puoi far [senza

Te li fa anche il padrone... è tutto dire, ed in quel giorno gli pare di sentire uno strano sentimento di bontà che non avverte più appena il Natale se ne va.

In questa circostanza son d'usanza gli auguri spumante e panettone con qualcuno che dice com'è buono il padrone... oggi si sta benone...

Amico, sì, il padrone può sembrar buono un ma provaci a scherzare quando qui fai ritorno, il giorno di vigilia ti chiamano fratello...

Con parole e sorrisi

ti fan sentir... più bello...

ma appena qui ritorni

Natale del consumo si potrebbe [chiamare, anche se per quest'anno ti fanno rinunciare a qualche cosa che... lasciatemelo [dire: non ci rinuncian loro ma dicono [così: I'austerity l'è per ti e non per mi •.

Vi consiglio, tanto per finire i doni che tutti potrebbero gradire: con la pasta, lo zucchero, il sale, non ogni altro bene non manchi tra i regali un bidon... di Kerosene.

Dopo Natale, già dicono i padroni, questi operai saran tutti più buoni... e forse forse senza guardar l'orario mí faranno... lo straordinario.

F no signor Padrone giorno il Consialio di Fabbrica non vuole confusione, dopo Natale rispettando l'orario verrà abolito Io straordinario!...

E allora Amici anche Ti. Fnnditnrs

dopo sì pochi giorni ti ritrovi a lottare bene o male

*come prima del giorno di Natale!

Caro Signor, consumator

sai costò

questo Natal?

E' soltanto

una sabba infernal

vi fa gli auguri ma di vero cuore. Auguri di benessere, riposo ed allegria da un lavoratore della Carpenteria. ft PPO.

inventata dal gran capital per rubare i quattrini anche a chi non ne ha per rubare i quattrini che cavolo centra Gesù

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