il calcolatore
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Uno dei motivi per cui I' azienda non ha nessun interesse a normalizzare l'orario di lavoro settimanale
Da mesi, alla Lagomarsino, vi è la riduzione dell'orario settimanale di lavoro a 40 ore, i lavoratori soffrono per questa riduzione non tanto per le 10 ore di paga perdute al mese, ma per le conseguenze che sempre sono state fatte pagare agli operai in questi casi di poco lavoro, poche vendite, magazzini pieni o manovre politiche dei padroni.
Il prezzo che pagano i lavoratori in questi casi alla società capitalista è l'umiliazione, la disoccupazione e il ritorno a posizioni sociali arretrate.
La prima reazione del lavoratore, in una fabbrica dove per motivi reali o artificiali viene a mancare il lavoro e si riduce l'orario, è quella di lavorare di più per recuperare con il guadagno di cottimo la perdita del salario dovuta alla riduzione dell'orario di lavoro.
L'aspetto più negativo, è che taluni lavorano di più perchè oltre al recupero pensano di dimostrare ai superiori più capacità e più attaccamento al lavoro; in sostanza, vogliono dimostrare di essere più bravi e più devoti all'azienda nella speranza che in eventuali licenziamenti la scelta cada su altri lavoratori.
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Il consiglio di fabbrica è la base indispensabile per la costruzione dell'unità sindacale. Oggi più che mai si avverte la necessità di raggruppare le masse lavoratrici sotto una sola organizzazione sindacale, indipendente da ogni influenza par titica e che abbia rapporti all'esterno solo con quei partiti che sono interessati alla causa dei lavoratori, ma senza per questo diventarne cinghia di trasmissione.
L'unità d'azione dell'autunno caldo tolse al padronato parte del suo potere ed andò sempre più indebolendolo con le contrattazione articolate facendo capire ai lavoratori che era possibile militare tutti sotto una sola organizzazione, capace di migliorare la nostra società e
garantirci una vita più dignitosa.
La destra italiana avvertendo come un grosso pericolo l'unità dei lavoratori, ha dato una dura battaglia contro questa unità con tutti mezzi a sua disposizione; creando una crisi ecoonmica, facendo cadere la colpa sui lavoratori, riducendo le ore di lavoro, mettendo in cassa integrazione e soprattutto cercando tra le organizzazioni sindacali forze antiunitarie per usarle come ostacolo a questo processo.
Da qui si avverte l'immediata necessità del consiglio di fabbrica, unico organismo di base democratico e unitario capace di battere la reazione dei padroni sul luogo dove essa nasce.
Questo atteggiamento è tipico del lavoratore che si sente isolato e indifeso di fronte alle manovre della Direzione e che non ha ancora capito che l'unico modo per uscirne è di uniriiagli altri lavoratori per ricercare la soluzione migliore e tutti insieme portarla avanti. Infatti, nel settore fabbricazione, con la riduzione dell'orario di lavoro settimanale, dovuta al poco lavoro; si sono messi a lavorare più in fretta aumentando i passi di quattro o cinque punti rispetto al periodo in cui l'orario di lavoro era
normale.
Questa è la strada che la nostra direzione sognava che imboccassimo poichè, avrebbe ottenuto la stessa produzione di prima pagando molto meno i lavoratori.
A dimostrazione di quanto detto sopra faremo due esempi:
Primo esempio
Settimana lavorativa di ore 42,5 - p ezzi prodotti in ore 42,5 n. 2677 - tempo assegnato 120 punti - paga oraria deli lavoratore L. 500. Il orari a e compensonara di L. 27.193.
Secondo esempio
Settimana ridotta a 40 ore - pez-
zi prodotti in 40 ore n. 2677-tempo asegnato 120 punti paga oraria del lavoratore L. 500. Il compenso che riceverà sarà di L. 26.151.
Come si può constatare il lavoratore ha prodotto in 40 ore lo stesso numero di pezzi che aveva prodotto in ore 42,5 guadagnando in meno L. 1.042,
Dai due esempi si può vedere quanto poco interesse abbia il padrone a ripristinare l'orario di lavoro dal momento che ottiene la stessa produzione con meno spesa.
Passo realizzato
Nel primo esempio il passo realizzato dal lavoratore, è uguale al numero dei prezzi prodotti, moltiplicato per i punti assegnati e diviso per le ore impiegate moltiplicate per 100 e sarà:
prezzi prodotti x punti assegnati
Passo = or'é impiegate x 100
2.677 x 120
42,5 x 100 321.240
4.250
Passo = 75,59
Utile di cottimo
L'utile orario dì cottimo realizzato dal lavoratore, è uguale al passo realizzato 75,59 meno i punti esigibili 50 moltiplicato per il valore lire-punto 2,60:
75,59 - 50 = 25,59
25,59 x 2,60 = L. 66,53
Paga oraria
Aggiungendo alla paga di L. 500 l'utile di cottimo realizzato L. 66,53 il lavoratore avrà una paga oraria di:
L. 500 + 66,53 = L. 566,53
Ore retribuite
A un'orario settimanale di ore 42,5 il lavoratore percepirà ore 42,5 perchè lavorate, e ore 5,50 di riduzione d'orario settimanale:
ore 42,5 + 5,5 = ore 48
Paga settimanale
Il compenso che il lavoratore riceverà sarà uguale alla paga oraria L. 566,53 per le ore retribuite 48:
L. 566,53 X ore 48 = L. 27.193
La strada da imboccare in casi di riduzione d'orario non può essere comunque l'aumento dell'utile
Passo realizzato
Avendo prodotto in 40 ore lo stesso numero di pezzi, che nell'esempio precedente aveva prodotto in ore 42,5, il passo realizzato sarà:
prezzi prodotti x punti assegnati
Passo = oro impiegate X 100
2.677 x 120
40 x 100
321.240 , 4.000
Passo = 80.31
Utile di cottimo , i
L'utile orario di cottimo è uguale al passo realizzato 80,31 meno i punti esigibili 50 moltiplicato per il valore lira-punto 2,60:
80,31 - 50 = 30,31
30,31 x 2,60 = L. 78,81
Paga oraria
Aggiungendo alla paga di L. 500 l'utile di cottimo realizzato L. 78,81, il lavoratore avrà,Apaga oraria di:
L. 500 + L. 78,81 = L 578,81 1114A
Ore retribuite
A un orario settimanale di lavoro di ore 40, il lavoratore percepirà ore 40, perchè lavorate, e ore 5,18 di riduzione d'orario settimanale: ore 40 + 5,18 = ore 45.18
Paga settimanale
Il compenso che il lavoratore riceverà sarà uguale alla paga oraria L. 578,81 per le ore retribuite 45,18:
L. 578,81 x 45,18 = L. 26.151
di cottimo come ricerca della solu- occorre invece rispondere con l'uzione salariale in termini individua- nità di tutti i lavoratori per esprii nè la subordinazione al padrone, CONTINUA IN 3.
mere più forza nei confronti del padrone, ponendo l'obiettivo della garanzia dell'occupazione e del guadagno.
Le soluzioni che devono essere attuate in questi casi, perchè siano postive, devono essere prese collettivamente da tutti i lavoratori e portate avanti fino in fondo con forza.
Se nel momento in cui scriviamo la situazione aziendale non è chiara sono certo però che quando arriverà ai lavoratori questo articolo, essi con il consiglio di fabbrica, avranno già preso iniziative atte a rintuzzare le manovre del padrone che vuole fare pagare ai lavoratori le storture di un sistema economico che non è quello voluto da essi.
Ogni reparto deve eleggere il proprio delegato su scheda bianca, tutti i delegati formano il consiglio di fabbrica che nel suo seno eleggerà un esecutivo. Questo nuovo organismo dovrà trattare con la direzione sui problemi di politica aziendale dopo averli discussi con tutto il consiglio. Per quanto riguarda casi specifici di reparto e di gruppo, dopo averne discusso con tutto il consiglio saranno l'esecutivo e il delegato di reparto a risolvere il problema con la direzione, così facendo si può svolgere un lavoro capillare e accurato, senza dare possibilità alla direzione di strumentalizzare un gruppo o l'altro per fini propri.
Avendo già conquistato un monte ore per riunioni sindacali spetta al Consiglio di Fabbrica deciderne i modi di utilizzazione in tal senso si intendono superati i rappresentanti sindacali (previsti contrattualmente e designati di autorità dai singoli sindacati) giacche tutti i delegati sono i rappresentanti sindacali, certo di un sindacato unitario.
Questo per non creare dei doppioni o delegati privilegiati cosa che porterebbe a contrasti e senz'altro a confusioni. L'esecutivo del consiglio deve avere contatto con l'esterno, per coordinare le azioni con le altre fabbriche e con il quartiere da qui scaturisce la necessità di formare un direttivo di zona dove sono rappresentate tutte le aziende o le più importanti.
Chi sono i dirigenti della Lagomarsino? Per lo più sono dei Periti Industriali che, da operai diplomatisi presso scuole serali e sfruttando la politica paternalistica del padronato assursero a cariche dirigenziali.
Purtroppo a distanza di anni si ha la realtà cruda, questi dirigenti a lungo andare hanno dimostrato ì loro limiti e di conseguenza a farne le spese è l'azienda stessa. In che consistono i limiti è presto detto, essi si sono addormentati sugli allori e mentre l'azienda cresceva grazie ad un intuito commerciale il loro operato si adeguava ad un certo « tran tran » in modo tale che ad un rapido progredire della Tecnologia rispondevano in modo
blando essendosi fossilizzati sui vecchi schemi.
Tutto ciò è dimostrato dai fatti ai quali assistiamo giornalmente nell'ambito aziendale quali, l'abbassamento del livello tecnico nei reparti, la carenza di progettazione e la disorganizzazione del lavoro il tutto completato dalla mancanza di investimenti.
Infatti, gli operai qualora cercavano un miglioramento economico, gli veniva rifiutato con conseguenti dimissioni degli stessi ed è ovvio che a salari minimi si hanno prestazioni di lavoro minime. La stessa situazione si verifica anche per il gruppo più vitale, ovvero la progettazione, la quale priva di idee nuove (che costano) vive alla gior-
nata copiando sistemi altrui con un risultato mediocre quindi scadente.
Arrivando all'ultimo punto, la disorganizzazione, abbiamo l'esatta misura di questa mancanza di vedute, infatti, si pretende di ottenere dalle maestranze una prestazione qualitativa e quantitativa ottimale con un macchinario insufficiente e inefficiente in ambienti inadeguati raggiungendo a volte l'assurdo. Terminando ci è triste constatare che tutto ciò viene nascosto oppure celato dietro il falso discorso degli scioperi e che apertamente si continui addossarne la colpa ai lavoratori che in mezzo a tutto questo sfacelo si trovano a rispondere imponendo il loro diritto al posto di lavoro.
Il dollaro, il marco e tutte le altre monete europee, insieme allo Yen giapponese hanno cominciato a far parlare di sè già dal maggio scorso, quando la banca centrale tedesca ha prima sospeso i cambi, poi deciso di lasciar fluttuare il prezzo del marco rispetto al dollaro.
Anche la Bar* centrale Svizzera ha rivalutato il franco svizzero, svalutando quindi il dollaro nei confronti di questa moneta, lo stesso ha fatto la Banca d'Olanda mentre la Banca del Belgio ha deciso anch'essa di lasciare fluttuare il prezzo del franco belga, in termini di dollaro. A parte altri movimenti che riguardano monete di minore importanZa sul mercato monetario internazionale, sono soltanto tre le valute che rappresentano gran parte degli scambi internazionali a non aver svalutato il • rapporto del dollaro nei loro confronti, la sterlina inglese, il franco francese e la lira italiana.
Mentre la sterlina e la lira non hanno rivalutato perchè pur avendo forte eccedenze di dollari tra ie proprie riserve, temono di dover fronteggiare a breve termini un possibile aggravamento delle loro bilance dei pagamenti con l'estero. Il franco francese invece non è stato rivalutato perchè la Francia ritiene che è il dollaro a dover essere svalutato e non le altre monete a dover rivalutare.
Il giorno 16 Agosto, il Presidente americano sembra accogliere il suggerimento francese e ha annunciato la inconvertibilità in oro del dollaro. Con le misure di Nixon non è la causa della malattia che viene affrontata, ma soltanto i suoi sintomi.
Invece di andare alla radice del male il presidente americano si è accontentato di una diagnosi facile e superficiale quella di proteggere la crisi del dollaro dalla speculazione estera, quando non sembra apparentemente che egli abbia intenzioni di arrestare la speculazione del suo paese o di prendere efficaci misure contro le transizioni export-import delle ,compagnie multinazionali, la maggior parte delle
quali hanno le loro centrali negli Stati Uniti, che continuano a dominare le relazioni commerciali mondiali.
Parità aurea e convertibilità
La costante parità aurea è il rapporto che si instaura tra il potere d'acquisto della moneta carta (ad esempio il dollaro) e il valore in oro in esso contenuto. L'abolizione della parità aurea del dollaro fissato in 35 dollari per oncia pone fine all'obbligo della convertibilità della moneta carta in oro.
Sganciando il dollaro dall'oro e dichiarando che esso non è tiiù convertibile in oro a .nessun prezzo ufficiale, viene di fatto a mancare non soltano un valore aureo di riferimento ma il rapporto fisso tra dollaro e oro, vengono a cadere tutti i rapporti per così dire cartacei. Difatti, essi discendono da un accordo che fu stipulato agli inizi degli anni '60 tra il governo americano e il fondo internazionale che aveva come fine quello di proteggere le vacillanti basi auree del dollaro estendendo un cordone sanitario intorno ad esso. Ciò consentì agli USA che già avevano una bilancia commerciale dei pagamenti deficitaria di saldare i conti con gli altri paesi in carta moneta invece che in oro.
Il caso contrario si verifica nel caso di rivalutazione della moneta. Nell'ipotesi della svalutazione, ad una maggiore competitività della produzione nazionale si accompagna un aumento di prodotto di im'portazione. Si comprende quindi perchè Nixon abbia scelto questa via e cerchi di imporla ai paesi europei ai quali trasferire la maggior parte dell'onere che l'economia americana deve sopperire.
Che cosa c'è all'origine di questi avvenimenti?
E' facile dedurlo, esso risiede nel deficit della bilancia dei pagamenti americani che nel 1970 è il più alto nella storia degli USA, 10,7 miliardi di dollari.
Le cause principali cheikasse portato il sistema capitalistico su basi deficitarie, sono le spese per calmare la classe operaia nei paesi occidentali, l'aggressione alla pe-
nisola indocinese, la crisi del medio oriente e le caste politiche che mantengono il potere nel sud America a tutto questo va aggiunto la espansione degli investimenti all'estero per acquistare fabbriche e per imporre i propri prezzi nel mondo, avendo la propria industria occupata in produzioni di materiale bellico.
E' da valutare che hanno sempre cercato di scaricare questi oneri sugli altri paesi a regime capitalistico attraverso il meccanismo del fondo monetario internazionale. Ora perchè il dollaro non è più convertibile in oro? In poche parole, perchè gli USA hanno più debiti sparsi in tutto il mondo che oro nei forzieri di FORT-KNOX.
Nel 1949 quando i crediti degli Stati Uniti verso gli altri paesi, oppure dopo la guerra erano immensi, le riserve auree degli Stati Uniti erano di 24 miliardi di dollari, oggi sono di 10,4 miliardi di dollari.
Ma solo nel 1970 i paesi industriali europei, Canada e Giappone, hanno dovuto assorbire 10,8 miliardi di dollari in carta moneta per pagamento di merci e servizi e quindi basterebbe che questi paesi chiedessero ìl pe ce-rise re dei debiti contratti dagli Stati Uniti nel solo 1970 per annullare l'intera riserva aurea.
Inoltre NHon ha imposto un dazio del 10 per cento per la maggior pare dei prodotti importati.
Per tutta risposta il governo Colombo si fa premura perchè sia assegnata all'Italia e precisamente a Napoli la sede del Comando Nato (esule dalla Valletta, Malta), nel luogo per giunta dove si trovano maggiormente colpiti per la restrizione Americana, infatti, le poche industrie artigiane manifatturiere e calzaturiere che danno lavoro a tante persone, già si vedono costrette a licenziare.
Con ciò, a nostro modesto parere, non si guariscono i mali ma se ne creano altri, l'emigrazione, l'analfabetismo e la delinquenza, tanto per citare quelli che più frequentemente si sentono parlare nel nostro mezzogiorno.