Il calcolatore8

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il calcolatore

La trama nera della nostra direzione, tesa a strutturarsi sulla pelle dei lavoratori, con la benedizione della politica antioperaia della D. C. e del suo governo di centro destra

Documento del Consiglio di Fabbrica sulla situazione aziendale

Il C.d.F. da anni sta conducendo una lotta per il mantenimento dei livelli d'occupazione, dopo aver ripetutamente denunciato le manovre aziendali con precedenti documenti, il C.d.F. aveva indetto una conferenza di produzione il 28.3.72 alla quale parteciparono oltre ai Sindacati le forze politiche democratiche, la stampa di dette forze e gli enti locali. Da questa conferenza di produzione emerse un documento in cui si prendeva atto che la situazione della Lagomarsino veniva seguita attentamente da vicino da dette forze. Questa conferenza produttiva costrinse l'azienda a sottoscrivere un accordo siglato 1'8.4.1972, in questo accordo l'azienda garantiva i non licenziamenti, la contrattazione degli spostamenti, il riconoscimento del C.d.F. gli incontri periodici con lo stesso e la riqualificazione del personale. Questo accordo, giudicato da tutti positivo all'atto della firma è stato poi continuamente violato da parte della Direzione; violazione che il C.d.F. ha sempre denunciato.

Per la eliminazione del personale ad ogni costo, l'azienda è arrivata al licenziamento ingiustificato di lavoratori che si trovano in malattia, malgrado questi fossero in possesso di un certificato medico che accertasse la loro assenza, violando così il C.C.N.L. e lo Statuto dei diritti di lavoratori, dandone unilateralmente una propria interpretazione. Il C.d.F. al riguardo si è fatto promotore con il Sindacato di vertenze tuttora in corso affinchè questo sopruso sia sconfitto.

L'azienda per raggiungere lo scopo prefissosi della ristrutturazione silenziosa sulla pelle dei lavoratori, incentiva e sollecita vistosamente costringendo i lavoratori ad andarsene.

SPOSTAMENTI: si sanciva che gli stessi dovevano essere contrattdcon i delegati di reparto mentre nella maggior parte dei casi, o non venivano comunicati, o solo dopo aver effettuato lo spostamento si informava il delegato.

INCONTRI PERIODICI: come da accordo il C.d.F. dopo aver richiesto ufficiosamente un incontro già dal luglio 1972 e ufficialmente con lettera dal 19.9.1972 la Direzione convocò il C.d.F. in un primo incontro il 29.11.1972 e conseguentemente sotto pressione del C.d.F. il 21.12.1972.

In base a quanto comunicatoci informeremo e daremo in questo documento un'ampia valutazione.

RIOUALIFICAZIONE DEI. PERSONALE: tutto quanto sancito nell'accordo non è stato da parte della Direzione attuato.

RICONOSCIMENTO DEL C.D.F.: nell'ultimo accordo al punto 2 l'Azienda riconosceva il C.d.F. come controparte reale, cosa ha fatto in realtà? Ha messo in atto tutte le manovre per isolarlo, tentando di sminuirne la funzione, come il non aver rispettato il punto 3 dell'accordo in cui si sanciva che gli spostamenti venivano comunicati e concordati dal delegato di reparto; impedisce il funzionamento delle commissioni esistenti, reprime le libertà dei delegati e attua nei loro confronti ogni forma di provocazione, si è arrivati al licenziamento ingiustificato del delegato di reparto dell'attrezzeria.

Il C.d.F. preoccupato da tale situazione ha chiesto ripetutamente un incontro con la Direzione per discutere il futuro aziendale, e da questo primo incontro avuto, l'azienda ha comunicato al C.d.F. quanto segue:

gennaio 1973
CONTINUA IN P

MACCHINE MECCANICHE: (Linea P) questa linea di modelli, precedentemente definita fra le migliori macchine meccaniche in commercio, si trova ora per motivi tecnici e di inserimento sul mercato, di macchine elettroniche giapponesi, in fase di ridimensionamento, infatti da quanto comunicatoci; la nuova catena sarà formata da circa 70 lavoratori.

MACCHINE ELETTRONICHE E STAMPANTI O PRINTER: La Direzione per la costruzione di macchine elettroniche intende impiegare 100 lavoratori per una catena, mentre peagruppo stampante o printer, i lavoratori da impiegare saranno 30.

Riguardo quest'ultima l'Azienda ci ha comunicato di aver raggiunto un accordo in America, per la consegna di (18.000) Printer entro il novembre 1973.

UNIFICAZIONE UFFICI COMMECIALI E AMMINISTRATIVI: per eliminare doppioni di lavorazione è stata de-

cisa una unificazione di questi uffici con quelli della Lagomarsino sede Commerciale.

ORGANICO E FUTURO AZIENDALE: La Direzione ci ha riferito che perdurando la critica situazione aziendale non si può valutare quale sia il numero dei lavoratori che verranno impegnati, perchè data questa situazione è impossibile fare dei programmi produttivi per il futuro.

L'Azienda ha aggiunto che non si faranno sforzi per fermare l'esodo della manodopera a tutti i livelli.

VENDITE: La Direzione Generale ha detto che si vendono poche macchine e a prezzi stringati.

Inoltre la Direzione ha aggiunto che tutti i lavori possibili vengono eseguiti all'interno della Fabbrica. Nel secondo incontro con la Direzione, ci è stato riconfermato tutto quanto detto in precedenza.

VALUTAZIONE DEL CONSIGLIO DI FABBRICA

Ovvero i falsi della Direzione

Il C.d.F. in merito agli incontri con la Direzione Generale avuti il 29.11.72 e 21.12.72, valutato quanto sopra esposto, ritìene che quanto ci è stato comunicato non corrisponde alla verità.

Il C.d.F. dopo un attento esame della situazione aziendale, dichiara:

LINEE P (P2-P3-P4) non si riesce a capire perchè vengono ridimensionati i programmi quando l'azienda ha investito parecchie centinaia di milioni per suddetta linea e inoltre fino a pochi mesi fa sosteneva che queste macchine avevano una durata di mercato di almeno tre anni essendo una delle migliori macchine meccaniche del mondo.

Inoltre, l'azienda giustifica, che il ridimensionamento della linea P è dovuto alla immissione sul mercato di nuove macchine elettroniche giapponesi, come si può investire un capitale simile, quando tutti sapevano che il Giappone produceva già da anni macchine da calcolo elettroniche invadendo i mercati e che proprio la Lagomarsino sede commerciale era corsa ai ripari prendendo l'esclusività per l'Italia della rappresentanza delle macchine elettroniche giapponesi.

COSTRUZIONE MACCHINE ELETTR3NICHE: la trasformazione del prodotto da meccanico in elettronico esigeva che il personale fosse istruito con dei corsi, infatti l'azienda nell'accordo dell'8.4.72 punto 7 si impegnava a riqualificarlo a tutti i livelli, come mai tutto questo non è avvenuto? e come può l'Azienda pretendere sénza tutto ciò un aumento della produzione? Non va dimenticato poi che nel creare il nuovo reparto a EL » l'Azienda non ha tenuto conto delle più elementari norme per la salvaguardia dell'integrità fisica dei lavoratori„ infatti l'ambiente è nocivo e i servizi inadeguati.

Il C.d.F., dopo aver preso seriamente in esame il discorso fattoci dalla Direzione riguardo all'unificazione dì alcuni uffici con quelli di Piazza Duomo mette in evidenza che

All'imitaa concetto aziendale per la eliminazione di alcuni sprechi e doppioni di questi uffici, il C.d.F. contrappone, oltre alla scarsità degli organici negli uffici, (vedi ufficio Manodopera dove non è stato rimpiazzato quel personale trasferito o dimesso provocando nel contempo forti ritardi nell'esecuzione dei lavori inerenti a quest'ufficio, sia nella consegna degli estratti conto conclusasi a novembre anzichè a marigcla Legge, sia nel ritardo dell'erogazione della busta paga al lavoratori) non va dimenticato che mentre l'azienda da una parte vuole la riduzione del personale, dall'altra li sovraccarica di lavoro e di mansioni; tutto questo avviene in tutti i Reparti e uffici. Ricordiamo all'azienda che il personale implegatizio destinato ad essere trasferito in Piazza Duomo sede commerciale, ha lottato per il rinnovo del contratto quindi ha raggiunto le 40 ore settimanali (nel commercio invece si raggiungeranno 1'1.7.73) ed ha lottato per ottenere alcuni accordi interni, conquistando l'eliminazione della 4' e 511 cat. aumento del superminimo, premio di produzione ed una maggiorazione dell'incentivo dal 5 all'8% e condizioni di maggior favore (come mensa ecc.).

Se tutto ciò avvenisse quali diritti e quali garanzie assicura l'azienda a questi lavoratori?

In base al discorso fatto dalla Direzione sulla lagomarsino in quante aziende si divide, sono due? quali scopi persegue? e se fosse una, come è strutturata? come si inquadra la nomina di un nuovo Direttore Generale?

Il C.d.F. su tutto questo ritiene che l'azienda debba esprimersi chiaramente.

Il C.d.F. smentisce l'azienda, perchè non è vero che per il 73 non sappia quanti lavoratori ci saranno, a dimostrazione di ciò ha nel suo programma stabilito che per il 73 si produrranno macchine meccaniche nel numero di 26.000 macchine elettroniche nel numero di 27.000 20.000 Printer o Stampant.

L'Azienda ha aggiunto che i programmi futuri saranno no fatti in base alla presenza numerica dei lavora. tori in fabbrica.

Dai dati sopra esposti si deduce che la Lagomarsino non è in crisi come già da anni vuoi far credere, infatti, dall'esame del 72 risulta che abbiamo un aumento di produzione con minor personale:

PRODUTTIVITA'

A gennaio 1972

con 850 lavoratori si producevano 39 macchine per ogni ora di lavoro

Catena S4 8 macchine orarie

83 10

P2 15

P4 6

TOTALE 39 macchine orarie

Costo medio delle macchine in ore a gennaio 72: ore 850 = ore 21,79 per macchina

macchine 39

A NOVEMBRE 72

con 700 lavoratori si producevano 35 macchine per ogni ora di lavoro

Catena S3 5 macchine orarie

P2 15

P4 10

EL 5

TOTALE 35 macchine orarie

Costo medio delle macchine in ore a novembre 72 ore 700 = ore 20.00 per macchina.

macchine 35

L'aumento della Produttività è pari all'8,95%

Questo è dovuto in buona parte al sovraccarico di mansioni ¢ alla ristrutturazione aziendale che nel mentre elimina operai dal ciclo dí produzione costringe quelli che restano ad effettuare più mansioni, vedi Rep. Frese dove l'operaio cottimista deve sostituire il controllo, il manovale che gli lavava i pezzi ed il pesatore tutto nel tempo di lavorazione a cottimo.

VENDITE

L'azienda dice che si vende poco e male, anche qui il C.d.F. non è dello stesso avviso; le macchine che mensilmente produciamo si vendono e questa non è solo nostra opinione, ma sono dello stesso avviso gli ispettori vendite delle agenzie esterne, questi ispet-

tori ci dicono che le nostre macchine vengono assorbite bene sia dal mercato nazionale sia da quello estero.

LAVORI ESTERNI - Riguardo all'affermazione della Direzione fatta al C.d.F. in cui si diceva che tutti i lavori possibili vengono eseguiti all'interno dell'azienda, non trova rispondenza nella realtà, in quanto molti lavori vengono dati fuori anche se di possibile costruzione all'interno della Fabbrica. Infatti lavori del Rep. Trance e lavori del Rep. AT entrano periodicamente in fabbrica. Per meglio costringere i lavoratori del Rep. TA a cedere non si risolve il rapporto Uomo-macchina come da accordo 8.4.72 e si lascia il reparto in condizioni tali, sotto l'aspetto della carenza di manodopera, da non poter far funzionare un buon 30% del parco macchine.

Il C.d.F. dopo lunghe ricerche in tutta la Lombardia ha potuto rintracciare una parte dei lavori dati fuori, tutti fattibili in fabbrica, alcuni sono: viti con testa esagonale, viti con testa tonda fresata, perni con testina, dadi.

Basamento macchina elettronica, molle Dis. 4069, 4050 ecc. alcune partite dei pezzi sopra elencati sono già arrivate a magazzino (vedi 30015, 30008, 30006, 30003, 30017, 31501, 10005, 10021, 10026 ecc.) altri pezzi continuano ad arrivare costantemente. Per tutti i lavori sopra elencati vi è l'attrezzatura già pronta, perché si continua a darli fuori?

Non dimentichiamo che in T.A. sono mediamente ferme per mancanza di personale espulso dal reparto un buon 30% del parco macchine.

La conduzione aziendale è tanto miope che nonostante abbia speso quasi sei anni per lo studio e la costruzione dei rullini di scrittura e circa 50 milioni per l'acquisto delle macchine e che da aprile 72 le proveerano risultate soddisfacenti e positive, a settembre si sospendeva la produzione, giustificandola con la giacenza di un notevole numero di rullini di nostra produzione a magazzeno.

Ad un nostro controllo alle catene di montaggio è risultato che nessun rullino di nostra produzione viene montato sulle macchine meccaniche, ma vengono montati rullini di produzione svizzera (di questo passo nel 2000 avremo ancora la st'ssa giacenza di magazzino, macchine ferme e i lavoratori fuori dalla fabbrica).

REP. MOLLE: anche qui mentre si ridimensiona il reparto si continuano a far costruire all'esterno molle che possono essere costruite all'interno.

Il C.d.F. nonostante quanto sopra detto, non si è soffermato solo su questi punti, ma vuole mettere in evidenza che a detta di alcuni dirigenti interni e tecnici, la Lagomarsino potrebbe non solo garantire l'occupazione attuale ma addirittura svilupparla se si volesse costruire all'interno tutti quei prodotti che attualmente vengono affidati alle piccole industrie: esempio mobili per ufficio, macchine da scrivere, accessori per ufficio, carrelli lunghi, quest'ultimo è ancora un prodotto molto richiesto, e che da annlreene più costruito in fabbrica.

CONTINUA IN 4

LOGICA DELLA RENDITA PARASSITARIA

La logica della rendita parassitaria è l'unica vera molla di tutte le « crisi » o manovre della Direzione Lagomarsino.

Riducendo « silenziosamente » ma gradualmente il personale sino alle poche centinaia necessarie. Intensificando lo sfruttamento dei rimasti, facendogli svolgere più mansioni. Coprire le esigenze produttive dando fuori il lavoro. Sfruttando e ricattando il piccolo artigiano contrapponendolo ai lavoratori, impegnandolo ad investire in sua veca con la sintesi di produrre dí più con minori investimenti, utilizzando gli investimenti a proprio uso e consumo cioè con la rendita parassitaria, speculativa.

Giustificando la chiusura dello stabilimento di Viale Umbria perchè non più corrispondente alle nuove esigenze produttive - Realizzando sull'area una macroscopica speculazione.

Si ricordi che la Lagomarsino oltre all'area di Viale Umbria possiede aree a Cormano per 120.000 mq. e a S. Zenone al Lambro per 520.000 mq.

E' presente quanto è avvenuto alla Lesa, alla Cella e alla 3M e quanto si vuole che avvenga alla Geloso dove si è operato (vedi Cella, 3M) e si vuole operare delle macroscopiche speculazioni edilizie buttando sul lastrico centinaia di lavoratori.

E' sulla base di questa logica antioperaia che si inquadra la crisi voluta dalla Lagomarsino, infatti l'area su cui sorge la Fabbrica è stimata tra i 9 e 10 miliardi. Pertanto il C.d.F. forte dell'appoggio delle maestranze e del Sindacato:

DENUNCIA

Che tale politica corrisponde alla logica della rendita earassitaria e alla politica delle corrispondenti forze

moderate del centro destra. Giustamente denuncia, unitamente alla Federazione Sindacale, come questa politica sia la meno adatta alla soluzione dei grossi problemi del paese.

IMPEGNA il Consiglio di Zona, 4, la giunta comunale di Milano, Cormano e S. Zenone al Lambro a vigilare contro le manovre speculative dei « Signori Lagomarsino e C. » in modo particolare sulle aree di loro proprietà.

Con particolare richiamo:

Sull'area del comprensorio di Milano per la quale da Terreno di basso valore, perchè industriale, lo si vuole trasformare a terreno residenziale rivalutandolo di diversi miliardi.

Sull'area di S. Zenone al Lambro la quale è stata comperata con la collaborazione del Sindaco D.C. come terreno agricolo e con provvedimento amministrativo si vorrebbe trasformarla a terreno industriale e Residenziale prima ancora di esservi un piano di fabbricazione.

Il C.d.F. chiede che sull'area venga fatta una variante al piano regolatore che da terreno residenziale diventi terreno verde agricolo.

Invia copia di detto documento, affinche si venga ad un franco confronto e conseguentemente vengano fatte inequivocabili e precise scelte che dimostrino chi realmente intende essere con i lavoratori e con loro assumere precise scelte innovative atte a sconfiggere tale politica parassitaria e antisociale.

N.B. - Il C.d.F. ha esposto il problema al Consiglio di Zona, alla commissione Lavoro della Zona 4, inviato una lettera agli enti locali e a tutti i partiti democratici.

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