Il calcolatore12

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il calcolatore

INDAGINE DEL CONSIGLIO DI FABBRICA SULLA CRISI ENERGETICA IN ITALIA

CAMBIARE PERCHE'

Condizione per uscire dalla crisi è che i lavoratori contino

ENERGIA ELETTRICA

I motivi che hanno indotto il Consiglio di Fabbrica ad interessarsi della produzione di energiaelettrica nel nostro Paese sono

- Le interruzioni di erogazione di energia avvenute negli ultimi tem pi che hanno mostrato quali gravi ripercussioni possono avere su produzione e salario ( solo nella nostra regione oltre 60 aziende Siderurgiche hanno dovutososPendere la produzione per 6 giorni ) •

- Il notevole polverone che si fa sulle cause di questa carenza elettrica presente e futura, al fine di nascondere le responsabilità per proseguire indisturbati a fare di un Ente pubblico motivo di interessi privati .

- La lotta che i lavoratori del settore elettrico stanno per inizia re , non per rivendicare aumenti salariali, ma per fare mutare indi rizzo alla gestione dell'ENEL .

L'attuale carenza di energia

Elettrica è dovuta a una serie di, s errori e ricatti ;:.11 9 J

- Ad una non oculata utilizzazione degli impianti esistenti che fa si che il loro utilizzo, a volte, si aggiri intorno al 75% della capacità produttiva e mediamente intorno al 90% .

- Ad una insufficiente manodopera adibita alla manutenzione e al potenziamento delle centrali e degli impianti ingiustificabile in un settore di così vitale importanza .

gennaio '75
Bollettino Unitario del Consiglio di Fabbrica della Lagomarsino

Alla - massiccia concentrazione delle centrali del nord del Paese che creano problemi della distribuzione e che ne fanno aumentare il costo .

Al boicottaggio dei petrolieri nostrani che non riforniscono o riforniscono con il contagocce le centrali di olio combustibile asserendo motivi di non disponibili tà , ma è chiara la manovra per aumentare il prezzo dell'olio combustibile .

Alla mancanza di un serio piano energetico nazionale , siabreve che a lungo termine impostato sul le reali necessità di tutto il Paese dove regioni, governo centrale, e sindacato contino sia nell'individuazione delle necessità , che nei programmi da appro- re per soddisfarle .

Certo è che essendo prevista una domanda di energia doppia dell'attuale nel volgere di un decennio ed essendo, le centrali, cose che non si realizzano dall'oggi aldomani, c'è da preoccuparsi,poichè da questa fonte di energia dipenderà tutto lo sviluppo economico futuro del nostro Paese, e rappresenta oggi un grosso punto interrogativo per la continui tà produttiva e un freno alla ripre sa economica .

Se si va ad indagare sulle ragioni che hanno portato il nostro Paese così vicino alla incapacità di soddisfare oggi la domanda di consumo di energia, e a mettere in dubbio la capacità di soddisfarla in futuro, si scoprono cose a dir poco strane .

La storia dell'energia elettrica nel nostro Paese è fatta di imprevidenza, cecità e supina subordinazio ne agli interessi degli USA e delle grandi compagnie petrolifere interna zionali .

Ciò , fa che oggi in Italia si stia pagando una doppia crisi energetica : una petrolifera a carattere internazionale, ed unaelettrica che è fenomeno esdkisivodel nostro Paese .

La connessione di interessi che si è realizzata in questi ultimi anni tra ENEL e petrolieri, ha fatto si che la massima parte dei progetti e degli investimenti dell'Ente fosse orientata verso la costruzione di centrali termiche funzionanti ad olio combustibile ( il prodotto che ai petrolieri interessava vende re ) e non verso altri tipi di cen trali competitive rispetto a quelle termiche .

Il risultato pratico di questa operazione è stato, da un lato il completo asservimento dell 'Entedi stato alle grandi compagnie e ai petrolieri nostrani, e dall'altro l'affossamento del piano di costruzione di centrali nucleari di proget tazione e costruzione nazionale (che è quanto interessava agli americani). Si pensi che il costo di una centrale nucleare è all'incirca di 300 miliardi, e che circa il 30X cioè 90 miliardi vengono pagati agli ame ricani per la licenza di costruzione e la fornitura di alcuni componenti fattibili dalla nostra indu stria, da ciò si capiece quanto dele teria sia stata e sia questa politi ca che, oltre ad aggravare con impor tazioni e acquisto di licenza la bilancia di pagamenti o incide notevol mente anche sulla occupazione e sullo sviluppo industriale e tecnologi co del Mostro Paese .

Questa politica di subordinazione agli interessistranieri ha costretto una parte della nostra equipe di tecnici del settore nucleare,prima all'iner zia, poi a ricercare in altri Paesi una occupazione .

A qualche lettore sembreranno pesanti e non giustificati gli aggettivi usati fin qui per definire il modo di gestire un Ente importan te come l'Enel, o che comunque sino ad oggi non erano prevedibili crisi petrolifere, e quindi poteva essere onestamente giusta la scelta delle centrali termiche, e che solo iiggi ci si è accorti di avere involontariamente fatto una scelta sbagliata:

Purtroppo così non è !

Il " buon sen. Medici D.C. " Ministro dell'industria e commercio , nel la primavera del 1964 nella premessa al primo bilancio Enel così scri veva

ridurre il suo peso sulla bilancia dei pagamenti , aggravata dal costo di imponenti importazioni di olio combustibile, di carbone ed eventualmente, domani, di gas naturale "

Era chiaro fin dal 1974 che bisognava proseguire con le centrali nucleari, perchè competitivi, rispetto alle centrali termiche, m., così non fu

Infatti nel 1964 avendo 3 centrali funzionanti, ed una equipe di tecnici di prtmordine a livello internazionale, eravamo al terzo posto nel mondo per potenza installata; oggi ancora 1975 abbiamo solo tre centrali nucleari, mentre gli altri paesi industrializzati hanno decuplicato la loro potenza installata e siamo pas sati dal 3° al 16° posto preceduti

" Il fatto che le nostre residue disponibilità idroelettriche competitive con le altre fonti primarie siano relativamente modeste e il fatto che l'Italia dipenda quasi completamente da altri Paesi per lo approvvigionamento di combustibili, tradizionali da bruciare nelle centrali termoelettriche consiglia di dedicare ogni attenzione agli impianti nucleari .

Tante!) più che le condizioni di convenienza economica, il costo delPunita che sarà prodotta con imPianti da impostare ora è ormai da ritenersi competitivo con quello ottenuto nelle centrali tradizionalisi stanno verificando e perciò occorre prepararsi a produrre con la combustione nucleare una parte crescente della nostra energia .11 che presenta anche il vantaggio di

anche da Paesi come Formosa e Finlandia, che hanno risorse decisamente inferiori alle nostre .

Questo distorto sviluppo, subordina to agli interessi dei petrolieri e della egemonia americana, ha fatto si che la nostra energia elettrica abbia oggi un costo mediamente superiore agli altri paesi industrializzati .

Quello che più è grave è che le previsioni di investimento del settore sino al 1980 , non tendano a mutare la situazione esistente oggi, a meno che non si riesca a fare mutare indirizzo .

A conferma riportiamo in percentuale gli investimenti previsti per la produzione di energia elettrica di alcuni paesi industrializzati dove si vede con chiarezza che mentre Gran Bretagna, USA , Francia

13UONPit SIRE, COSA CE SOTIO IL MAN1ELLO?

tendono sempre più a produrre energia con centrali nué'leari, noi continuia

mo sulla vecchia strada delle centra li tradizionali .

- Composizione percentuale degli investimenti previsti per la produzione di energia elettrica.

El chiaro che se non intervengono sostanziali mutamenti, da subito, nella gestione , di questo Ente la inglufrndi£ produzioneyoggi, e tutto lo sviluppo economico del prossimo ventennio, sarà condizionato da questa carenza e a fare le spese sarà ancora una volta la collettività .

E' partendo da quEta analisi che il Sindacato e i lavoratori del set tore hanno approntato una piattafor ma rivendicativa dove si chiede un seria piano energetico capace di da re da subito :

- priorità al soddisfacimento dei bi sogni più immediati attraverso lo adeguamento e il potenziamento degli impianti esistenti, che ten ga conto dei ritardi dello svilu£ po industriale del mezzogiorno col fine di avere uno sviluppo armoni co di tutto il Paese, che una vol ta per tutte siano regioni, gover no , e sindacato che partendo dal le reali necessità prevedibili per il futuro approntino dei programmi di sviluppo del settore energeti co capace di dare impulso alla nostr. economia .

Conguaglio delle imposte di fine anno

Al fine di permettere la verifica sul conguaglio di fine anno , il Consiglio di Fabbrica, su richie_ Sta dei lavoratori, ritiene opportuno pubblicare una spiegazione con tutti i dettagli e relativi specchiet ti .

1) L'azienda somma tutte le retrib-zioni corrisposte al lavoratore durante l'anno ( salari, stipendi , indennità varie, premio di

produzione e feriale, compensi per lavoro straordinario, t'estivi , assegni familiari, eventuale cassa integrazione, indennità di maternità, eventuali trasferte diarie per parte superiore al le L. 12.000 giornaliere ) Le retribuzioni che rientrano in questo calcolo sono quelle al netto dei contributi previdenzia li, ma al lordo delle trattenute fiscali .

COAlri4,00 Iao qui

Termica convenzionale Nucleare Idrica 70-73 1975 1980 70-73 1975 1980 70-73 1975 Italia 65,1 72,5 57,1 13,3 10,8 28,6 21,6 16,7 Francia 39,4 33,0 19,5 27,5 43,0 58,6 33,1 24,0 Germania 72,5 63,4 54,7 28,9 34,2 43,7 2,9 2,4 Gran Bretagna 27,0 14,1 11,0 71,7 84,5 87,9 1,3 1,4 USA 53,0 34,0 19,8 40,3 59,6 72,3 6,7 6,4 1980 14,3 21,9 1,6 1,1 7,9

UN RINNOVATO IMPEGNO PER L' UNITA' E PER DARE PIU' FORZA AL SINDACATO

I risultati del tesseramento dell'anno 1974 sono indubbiamente molto significativi. Nella partecipazione alle lotte , con l'impegno sociale per la conquista di migliori condizioni di lavoro e di vita nella fabbrica e nella società , -1 è rea lizzato unulteriore esparr Ione del l'area di sindacalizzazior dei lavoratori metalmeccanici milanesi .

La F.L.M. di Milano è passa ta da 182.000 iscritti del 1973 a 195.000 organizzati del 1974 corris pondenti al 60% circa dei 350 mila lavoratori .

Si tratta di un risultato che riconferma la crescita di consa pevolezza, di partecipazione dei la voratori e la solidità del rapporto di fiducia tra le masse lavoratrici e l'organizzazione sindacale . Se si considera inoltre che, tenendo conto del " tourn over " annuale ( dimissioni, trasferimenti, pensio namenti ecc .. ) ben 38.000 nuovi iscritti sono entrati nel Sindacato nel 1974 si ha la prova della costante crescita della forza del Sindacato e delle speranze. che in esso ripongono i lavoratori .

Questi risultati confermano altresì la validità delle linee e delle scelte di politica sindacale che sono state portate avanti con le lotte , al livello di fabbrica attraverso la contrattazione integra tiva ;sul piano generale, per avvia re radicali riforme strutturali, per una diversa politica economica, lo sviluppo del mezzogiorno, la difesa dell'occupazione e dei salari .

Se lo sforzo sinora prodotto

ha dato buoni risultati , occorre pe rò andare ancora avanti con rinnovata energia dal punto di vista dello impegno da parte di tutti i quadri per conseguire nuovi successi nelle lotte , per far avanzare e concreta re gli obiettivi riformatori che so no alla base dell'azione generale del sindacato .

Una battaglia quindi per nuo vi e più avanzati traguardi che van no dalla fabbrica alla società e che passano attraverso l'unità del movimento sindacale ed il suo rafforzamento organizzato . Si tratta di colmare i larghi margini ancora esistenti di forze non organizzate per accrescere ulteriormente la partecipazionEh.gei lavoratori . Perciò vanno direttamente interessati i lavoratori che ancora non hanno dato la loro adesione al sinda cato affinchè, entrando nell'organiz zazione, possano immettervi nuova energia, sappiano esercitare il diritto alla partecipazione, assumano responsabilità di direzione .

Proprio per questo motivo il tesseramento non può essere solo inteso come azione di proselitismo, nè tantomeno un fatto riguardante pochi attivisti, ma è necessario far assumere alla campagna del tesseramento per l'anno 1975 un significato nuovo : la forza del movimen to sindacale, la sua capacità di in cidenza, l'efficacia della sua azio ne dentro e fuori la fabbica, passa attraverso l'unità del movimento sindacale alla cui realizzazione pos sono concorrere soltanto gli organiz zati nella pienezza della loro parte cipazione .

IL BILANCIO DEL TESSERAMENTO 1974

QUOTA ASSOCIATIVA ( 0,80% )

FAC - SIMILE DI DELEGA PER NON ISCRITTI ALLA FIUMI

Io sottoscritto _-.---

Sottoscrivo la delega 197§ e chiedo l'attestato unitario di categoria dalla F.L.M.

In relazione a quanto pr.evisto dal CCNL 19-4-1973 chiedo a codesta Dire• • :ione, dl trattenere mensilmente dalle mie competenze nette una somma pari allo 0.80 '4 del rn;,iimo tabellare contrattuale mensile' dl categoria per 12 mesi quale mia quota d'associazione sindocade annua. L'importo relativo dovrà essere versato per mio corto alle Organizzazioni Sirdacali

ROSA - CGIL UILM • UIL

FIM - PIM

Carteluir3 sul c.c. unitario N. 200.016 della Banca Nazionale del Lavoro - Milano.

La presente delega ha validità permanente co.i verifica annuale salvo revoca che pu0 Intervenire in qualsiasi momento dandone ccmunicazione scritta alla Direzione aziendale. In caso dl risoluzione o sospensione del rapporto dl lavoro, l'azienda è autorizzata a trattenere in un'unica saluzione dalle mie competenza 11 saldo delle quote mensili corrispondenti all'anno In corso.

Categoria

Firma

I lavoratori già iscrlt -ti nel 1974 alle Organizzazioni Sindacali FIM-CISLFIOM-CGIL-UILM-UIL si Intendono aderenti alle rispettive Confederazioni dl appartanenza anche In assenza dl una specifica riconferma, con il conseguente rilascio della t Confederale oltre che della tassar* unitaria dl categoria,

PER I LAVORATORI NON ISCRITTI PER I LAVORATORI NON ISCRITTI Comune Signor Indirizzo Codice postale
Categorie Quote 1975 Quote 1975 Quote arrotond. mensili 0,80% Annuali I° 950 11.400 II° 1.000 12.000 III° 1.050 12.600 IV0 1.150 13.800 V° 1.300 15.600 V° Super 1.400 16.800 VI° 1.400 16.800 VII° 1.400 16.800
ALLA DIREZIONE AI SiNDACATI Azienda Categoria cari. n.
Dieta Firma FIM • CIBI. FIOM • CGIL UILM • UIL

Stipendio lordo ( compresi eventuali assegni familiari e acconto o saldo P.P. e P.F. )

Trattenute previdenziali Retribuzione che rientra in ques to calcolo .

Per gli ex OP. la trattenuta previdenziale è richiamata alla voce 31 del listino paga, perciò si farà

Importo voce 30 +

Importo voce 31 -

= Importo da considerarsi in quel mese

Per gli ex IMP. le trattenute previdenziali sono richiamate al la voce 26 e 30 , perciò si farà :

Importo voce 25 +

Importo voce 26 —

Importo voce 30 —

= Importo da considerarsi in quel mese .

Ottenuta la retribuzione mensile che rientra in tale calcolo si sommeranno tutte ( da gennaio a dicembre compreso ) in modo di poter sta bilire la retribuzione annua sogget ta a trattenuta fiscale .

se alla seguente tabella, quanto f azienda avrebbe dovuto trattenere nel corso di tutto l'anno .

IMPOSTA SUL REDDITO

Scaglioni di reddito in milioni di lire

Aliquote percentuale

2) Calcolata la retribuzione annua si procederà a stabilire, in ba

3) Sommando tutte le trattenute fisca

li effettuate dall'azienda nel corso di tutto l'anno ( gennaioDicembre compreso ) si potrà verificare la corrispondenza delle trattenute o eventuali differenze

4) Per i lavoratori che non hanno superato un reddito di L. 4 milio ni l'azienda dovrà restituire la somma di L. 36.000 . Questo median te compensazione con le imposte trattenute nel mese di dicembre sulle retribuzioni di altri dipendenti

Fino a da 2 a da 3 a da 4 a da 5 a 2 milioni 3 milioni 4 milioni 5 milioni 6 milioni 10% 13% 16% 19% 22%
-lidl L., / i 41 11 Z,...:-. ,1«, I
PER R‘SAPIARe LA NOSTRA ICONOMIA CI VUOLE UNA POLITICA DI AUSTE Rale- • TUTTI I CITTADINI, SENZA D 15TINzioNe. DI CLA 5S E.DOVRA9 NO 51R 1)46GRE. LA CINTOLA DI UN ALTRO SUOI

Diritto allo studio

La conquista delle 150 Ore di studio ha una rilevante importanza politica .

Fino ad oggi abbiamo assistito al funzionamento della scuola che faceva ben volentieri a meno di quelle spinte innovatrici che possono veni re dalla fabbrica,e si assisteva peraltro a un costume, che seppure voleva produrre determinanti effetti verso quegli indirizzi, non hanno fin qui rispecchiato le giuste esigenze

Si sta parlando del fatto che erano spesso studenti che si avvici navano alle fabbriche per spiegare la fabbrica ai lavoratori, e adesso le 150 Ore è la classe operaia le sue organizzazioni di massa vuole andare dentro la scuola per spiegare che cosa è la scuo la agli studenti, ma molto più poli ticamente per trasformarla .

Quindi, costruire una scuola dal punto di vista della classe operaia. In questo modo, non solo si trasfor ma la scuola, ma da questo giusto rapporto scuola fabbrica cambiano anche i rapporti di forza all'inter no dei luoghi di lavoro .

Una volta la formazione professionale veniva utilizzata in modo individuale, ossia la scuola costituiva un canale da sfruttare per chi voleva fare carriera e quindi non vi era nessuna volontà di cambiare una benchè minima cosa .

Questo, perchè bastava il cosidet to pezzo di carta che avrebbe permes so di fare quel passo in avanti a cui molti aspirano, ma allo stesso tempo il padrone sfruttava come ulteriore elemento di divisione dei lavoratori

Ora che si è fatto questo salto politico sul tipo di formazione, cioè non utilizzato solo per prospettive personali, ma come diritto collettivo alla formazione vale la pena porre l'accento sui glandi effetti che questocambiamento di concezione può dare .

Diritto collettivo allo studio significa scelta di crescita politica e culturale della intera classe operaia, e non solo di un gruppo ristretto di previlegiati, significa inoltre scelta di un nuovo rapporto interno delsapere come momen- • to specifico della dialettica tra

con con che 'non f51GP4oR MAESTRO LUI DICE CHE NONSI DEVE SCIOPERARE É VERO CHEe UN FASCISTA ZITTO ! DIM,MI LA POESIA ! LA VISPA TERESA GRIDAVA L'HO PRESA L' HO PRESA BRAVO! lo / A POSTO E ZITTO!

teoria e pratica

Inoltre , nell'ambito aziendale a linea generale, dove la classe pa dronale impediva, anche se indirettamente, una adeguata riqualificazio ne delle maestranze mantenendole esclusivamente ferme alle proprie mansioni laorative, oggi è permesso anche ai lavoratori, attraverso la scuola, di acquisire quelle nozioni necessarie sia nell'ambito lavorativo per un eventuale e graduato in serimento alle mansioni lavorative superiori, sia come cultura persona le .

sostituire il personale attuale con altro personale .

Tutti quei lavoratori che da decenni hanno sempre fatto il loro dovere, oggi non servono ! , e da oggi sono giudicati incapaci . La loro colpa è quella di aver totalmente dedicato il loro tempo al lavoro e alla famiglia con troppa serietà .

Evidentemente dobbiamo dire che questa trascuratezza non è spontanea ma subordinata alla scelta di una ingiusta società che fino a oggi aveva tutta la convenienza che le cose fossero così .

A livello di zona romana da circa sei mesi sono partiti i primi corsi di studio per l'utilizzazione del monte ore aziendale con quistato nel contratto di lavoro.

Sono iniziatile conclusi) quattro Corsi Ministeriale più cinque Corsi Regionalievaricorsi di base che hanno interessato molti lavoratori delle fabbriche della zona ( inoltre altri 40 lavoratori hanno partecipato ai Seminari Universitari )

Finora abbiamo utilizzato una mi nima parte ( 20.000 ore ) comprensi ve di quelle a livello Universitario del monte ore complessivo da utilizzare entro il 31.12.1975 ( che è di circa 600.000 ore )

Oggi più che mai dove nella maggior parte delle aziende avviene una ristruttúLione aziendale, quei lavoratori fermi alla propria mansione hanno quasi sempre pagato, o pagheranno di prima persona.

Tutto questo avviene proprio perchè questi lavoratori non hanno mai avuto la possibilità di essere inseriti conce, ttualmente e pratica mente nei nuovi cicli produttivi.

Tutte le aziende mirano esclusiva mente al loro interesse ( e non quel lo di tutta la collettività l), di conseguenza preoccupandosi della immediata produzione preferiscono

Per arrivare ad una effettiva generalizzazione del diritto allo studio bisogna coinvolgere tutte le categorie e le strutture della F.L.M. a livello di fabbrica e di zona . Si tratta innanzitutto di riprendere il dibattito, soprattutto con il Consiglio di Fabbrica sul ruolo del diritto allo studio nella nostra strategia sindacale e sul significato che durante la vertenza con trattuale abbiamo attribuito allo studio in rapporto all'inquadramento unico e le altre conquiste contrattuali .

L'impegno principale è quello di promuovere una serie di iniziative sindacali che tendano da un

QUESTA STORIA ELLE I ORE NON RIESCO PROPRIO A MANDARLA CriC i
• •••
MA CHE 151506-NO C'E' MANDARE A SCUOLA 6{1 OPERAI ?

lato a far si che i lavoratori si appropiano di questa conquista, che sappiamo difenderla e gestirla secon do i pripri obiettivi, dall'altro a rompere l'isolamento di questa espe rienza innovativa nei confronti del la sarda tradizionale

UNIVERSITA' CATTOLICA

Dirittocbl lavoro

Inflazione e disoccupazione

Decentramento produttivo e settore terziario

POLITECNICO

Seminario dedicato alle fabbriche del settore auto

Seminario informatica

Organizazione del lavoro

Lavorazioni Galvaniche

ARCHITETTURA

Sviluppo dell'area milanese

Squilibri territoriali

UNIVERSITA' BOCCNNI

Economica aziendale

Politica economica

ELENCO DEI CORSI UNIVERSITARI NELLO

AMBITO DELLE 150 ORE

UNIVERSITA' STATALE

Facoltà di Scienze Politiche

Storia del Regime fascista

Scuola e mercato del lavoro

Le istituzioni assistenziali Diritto del lavoro

Mezzi e diffusione di massa

( giornali, Rai - TV )

La condizione femminile

Facoltà di Medicina :

1) Medicina del lavoro

Facoltà di lettere e filosofia :

La coscienza di classe

Sviluppo urbano di Milano

Storia economica

Storia moderna

Industria farmaceutica

SCUOLA MEDIA INFERIORE

Scuola statale " Lombardini"

Via Oglio N. 20 - Milano

Scuola media statale " Vittorino da Feltre "

Via Riesine 12/14 - Milano

Si comunica alle Maestranze che in questo mese avranno inizio i corsi per il recupero della scuola media inferiore

Pertanto sono aperte le iscrid.oni tramite il Consiglio di Fabbrica.

Ci IAN , COME SI SCRIVE LA ?lia?.01-A SC PE Ro, „ COME S IMPALATO C COME CoN 5 I DI FABBRICA, COME INDUSTRIALI

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