H consiglio di fabbrica n. 5
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Nella vertenza che abbiamo appena chiuso con la direzione oltre al Problema dell'occupazione e del salario c'era anche la questione del lavoro straordinario. Ora mentre sui punti delle assun zioni e sul salario abbiamo otte nuto indiscutibilmente dei risulta ti positivi, cori non altrettanta sicurezza possiamo dire sullo straordinario. Certo, anche su questo punto, abbiamo fatto passi avanti: abbiamo accorciato i tempi del confronto da trimestrali a bimestrali, abbiamo anche esteso la verifica del delegato anche agli uffici, abbiamo strappato dichiarazioni importanti ed impe gnative da parte dell'azienda ad operare per una riduzione degli straordinari in produzione e nei servizi (manutenzione, pulizie) ma non possiamo ne dobbiamo essere soddisfatti. Noi crediamo che sia un fatto di serietà da parte del Sindacato quando si riconosca no i propi limiti e le propie dif ticoltà. Non serve a nessuno e tanto meno ai lavoratori un sinda cato che vive solo dell'immagine che riesce a dare di sè nei disco rsi_nei comiziíiin sindacato di grandi enunciazioni ma che poi
sottendono una pratica di tono nettamente inferiore. Dobbiamo ancora dire che sullo straordina rio la nostra impostazione non è passata. _Al era impostazione quel la del C. di F. di grande valore Sindacale, che rifiutando una impostazione rozza e facilona che punta:ode ad un blocco totale dello straordinario senza verificare nel concreto gli effetti, i risultati e i motivi, ha scelto la strada più difficile ma più seria dell' analisi reparto per reparto che partendo dal dato della presenza dello straordinario ne cercava le cause nella carenza della strut tura produttiva, nell'organizazio ne dèl lavoro negli organici. Ne sono emerse delle proposte che puntando con gradualità al supera mento dello straordinario si faceva carico del problema della produzione e della produttività da recuperare non attraverso il m« gior sfruttamento dei lavoratori esistenti con il costante ricorso allo straordinario, ma indicando delle soluzioni di investimenti (allargamento degli spazi nelle Sez. Calderai, Fonderia Ghisa, Fonderia Acciaio, Manutenzione Servizi e Impiegati) creando nuova
e ueriori opportunità di lavoro Cs 1.n1) migliorando l'organiz zazione produttiva. La Direzione non riuscendo a contestare nella sostanza la validità delle nostre proposte si è irrigidita e si è schierata sulle note posizioni padronali della Confindustria asse rendo che per loro non era materia di trattativa. Se evidentemente il muro eretto dalla Direzione è stato unelemento di difficoltà e se con la vicinanza delle ferie, con i contratti di lavoro alle por te, sono stati elementi che ci han no consigliato di non arrivare ad un braccio di ferro che ci avreb be portato lontano, non possiamo verb nasconderci la testa nella sabbia e non dire che ci sono sta ti dei problemi coi lavoratori, dove nel caso migliore c'è stata incompreasione,indifferenza e in alcuni casi ostilità. Da questo punto di vista dobbiamo forse fare un'autocritica e cioè quella che spesso come Sindacato affrontiamo dei problemi solo sotto l'aspetto strettamente economiqp e produtti vo senza coglierne tutte le impli cazioni morali ed umane. Molte volte cifre e numeri sono cose che rischiano di sembrare fredde e sen za senso. Certo che ad un tot di riduzione degli straordinari corrisponde un' aumento dell'occupa zione, certo che bloccando gli straordinari nelle fabbriche si aumenterebbe l'occupazione di 200.000 unità, ma se poi non riu sciamo a capire che dietro le e i numeri esiste la vita dei disoc cupati fatta di emarginazione fru suzioni, delusioni e molte volte umiliazioni di fronte allo schifo del potere clientelare per avere un posto di lavoro, il lavoro nero a doraeliiv, e molte volte la di sperazione che porta i giovani nel le braccia del terrorismo o dell a eversione fascista. 2 solo se riusciamo a cogliere il senso pro
fondo della solidarietàAi classe, della speranza che la classe ope raia rappresentata per masse enor mi di giovani sott'occupati, di disoccupati, possiamo arrivare al punto in cui il lavoratore abbia un'avversione spontanea e morale allo straordinario. :a c'è un altra questione da discutere con i lavoratori. Ci si sente spesso dire che si fanno gli straordinari come il doppio lavoro perchè non quadrano i bilanci familiari. La motivazione realistica ma la soluzione dei: :3 straordinario o del doppio lavoro è una soluzione individualistica che divide i lavoratori occupati dai disoccu lati. La difesa del salario è un fatto che interessa tutti e va difesa collettivamente, come abbi amo fatto alla Tosi, non scatenan do la concorrenza tra i lavoratori. Questi problemi insieme a quelli del tempo latore, del tempo libero, della qualità della vita, di avere tempo e spazio per sè, per la famiglia, per attività culturali ecc. , poco sono stati affrontati ma devoho'essere al centro del dibattito da farsi intorno allo straordinario.
Noi siamo convinti che la battaglia sullo straordinario non è una battaglia persa, ma e solo agli inizi. E' stato importa» te cominciare a discutere, ora bisogna continuare con un dibatti to di massa per recuperare limiti e difficoltà, e per ottenere sia dei risultati in fabbrica negli incontri bimestrali, sia nel contratto di lavoro.
Oggi, 21 giugno 1978, fra la Direzione della Franco Topi S.p.A. e le Rappresentanze Sindacali Aziendali si conviene quanto segue:
1°) OCCUPAZIONE :
In relazione a quanto esposto, nel corso delle riunioni, sul caricò di lavoro attuale e sulle prospettive produttive a breve e medio termine, constatata la piena concordanza sul giudizio di gravità del problema della disoccupazione giovanile, l'Azienda assumerà, nel periodo 1° giugno 1978 — 3 dicembre 1979, n° 180 lavoratori facendo rioorso, per ,limmissione di mano d'opera giovanile, anche alla legge 1 0/6/1 977 n° 285.
A tal fine n° 30 assunzioni a tempo indeterminato (ex art. .6 della legge sopracitata) verranno effettuate come segue :
n° 15 assunzioni entro il 31 marzo 1979;
.- n° 15 assunzioni entro il 30 giugno 1979; mentre ulteriori n° 20 assunzioni verranno effettuate entro il 30/6/1979 con contratto di formazione a tempo determinato (ex art. 7 della legge in parola). Le suddette 50 assunzioni (ex L. 285/77) sono comprese nel nume ro delle 180 assunzioni sopra indicate.
2°) STRAORDINARIO :
L'Azienda si impegna ad operare, ponendosi come obiettivo la ricer ca di una graduale riduzione delle prestazioni straordinarie.
A questo proposito le parti programmerannoincontri(1 scadenza bime strale) per verificare i carichi di lavoro, settore per settore, ed i ca si di eccezionalità che comportino il ricorso al lavore straordinario.
Rimane stabilito che le comunicazioni riguardanti lo straordinario per ogni singolo reparto e ufficio, continueranno ad essere effettuate set timanalmente secondo la prassi in atto.
Per quanto concerne il settore "Manutenzione" la Direzione riconfer ma la sua volontà ad adottare tutti i provvedimenti possibili per la solu zione del problema, prendendo pertanto anche ín considerazione le i— potesidi scorrimento d'orario, di turno a rotazione e di ulteriore poten ziamento di organico.
3!) PREMIO Dr PRODUZIONE — PREMIO FERIALE :
Ai dipendenti in forza alla data del presente accordo il premio di produzione previsto dal vigente C.C.N.L. viene elevato dal 1 0/5/1978 a £. 420.000.— (quattrocentoventimila—) annue lorde in cifra fissa oompren siva di tutti gli istituti contrattuali da erogarsi in 12 quote mensili se. condo prassi aziendalmente in atto. Pertanto dal 10/5/1978 il rateo mensile viene portato da £. 30,000.— a £.
Parimenti ai dipendenti in forza alla data del presente accordo il premio feriale in cifra fissa viene elevato dall'anno in corso a £.310.000 (Trecentodiecimila) annue lorde comprensive di tutti gli istituti contrattua li da erogarsi con le modalità attualmente in atto.
— 4°) 3 0 ELEUENTO :
A partire dal 1° gennaio 1979 per i dipendenti in forza a quella da ta y il 3° .elemento di cui all'accordo 9 giugno 1977 viene elevato ai se— guenti valori mensili, da erogarsi secondo prassi aziendalmente in atto :
Per la costituzione dei sopra indicati importi saranno utilizzati fi no a concorrenza i superminimi individuali esistenti.
A coloro ci:e siano in forza alla data del presente accordo verrL co munque garantito un beneficio di Z. 7.500.— (Sottemiiacinquecento—) mensili che viene anticipato a far tempo dal 1° maggio 1978.
5°) UNA TANTUM
Ai dipendenti in forza alla data del preserrhe accordo ed assunti pri£19., del 1° maggio. 1978 viene inoltre erogato un importo "una tantum" di L. 20.000.. (VentimAa...)
Letto, confermato e sottoscritto.
Affrontare, anche se con ritardo, le tematiche emerse dall'Assemblea dell' EUR; crediamo che sia necessario e non più rinviabile. Già troppi mesi cono passati senza che nel movimento, come nella nostra fabbrica, si siano focalizzati gli ob lettivi, la strategia che sono state al centro appunto dell'assemblea dello scorso febbraio. L'importanza di riprendere il dibattito, di chiarire questa linea, è data anche dall'avvicinarsi delle scadenze contrattuali e dal nuovo valore politico che esse assumono rispet to al passato. Questi sono per il movimento sindacale un decisivo ter rano su cui avanzare il propio potere politico e il controllo su tutta la realtà produttiva o viceversa venire relegati a soggetti passivi della ristrutturazione e restaurazione padronale che assumerebbe,sia detto per Chiarezza, toni immediatamente politici. Le posta in gioco 4 quindi notevole ma dobbiamo • aPpurare,con tutta sincerità, che il movimento sindacale non è adeguatamente attrezzato ad affron tare quello che è in sostanza un duro scontro di classe; si tratta di rimettere in discussione il sistema economico e produttivo del nostro paese con la sua logica di profitto, di disoccupa zione di massa, di sprechi, di parassitismi, di enormi e vergognosi privilegi. Per la 414 verità la svolta dell'EUR ha ben compreso il terreno centrale di questo scontro me questa è rimasta in buona parte una analisi teorica, nel senso che
sono mancate azioni ben più incisive diP
quelle avute, dovute non solo alla
gravità effettiva della crisi, ma ancheICON
dacale ha respirato questa nuova strate I al fatto che non tutto il movimento sin;r
gia e che non si siano tirate le dovute' conseguenze. Ma soprattutto è mancato
un reale coinvolgimento dei lavoratori nel cancretizzarei di questa linea. Registriamo questo dato con evidente pre °ccupazione perahè rischia di creare peri coloee contusioni e divaricazioni tra becca e vertice con conseguenti sintomi di rabbia e di rifiuto del dibattito che mortificano l'ecperienza Sindacale.
Detto ci?) riteniamo infatti giuite non nasconder 01 le difficoltà e gli errori che come Sindaca, te accusiamo e vorremmo passare ad alcune velool considerazioni. La piattaforma dell'EUR è il primo
tentativo organico fatto dal Sinda rato di stendere un programma arti crisi complessivo con una visione rigorosamente di classe, da opporre ai riverniciati piani di restaura zione padronale così bene interpre tati negli ultimi convegni della Confindustria e presenti pure in settori non insignificanti'del gove rno. Al centro di questo programma è il drammatico problema delta disoccupazione giovanile e non, di fronte a questo ob iettivo vitale inetitabilmente ogni altra rivendi catione diviene secondaria per il semplice fatto che se non si mette mano 'a questo dramma, non solo eco nomico, esso porterà ad una situa zione tale il nostro paese da rimet tere in discussione non solo il di ritto ad esistere di questi lavora tori emarginati, ma le più elementa ri conquiste sociali e democratiche della nazione. E' attorno a questa "stella po,aren per così dire che giostrano gli altri ob iettivi che ci siamo dati e quindi anche la questione salariale rientra in que sta logica; contenere gli aumenti salariali in alcune categorie non significa regalare soldi al padro nato, ma bensì dare la possibilità ad altri settori produttivi mal pagati di portarsi a livelli più dignitosi come,del resto attuare una grossa battaglia per imporre che questa massa di denaro liquido vada in investimenti produttivi controllati pubblicamente e democra ticamente. Il Sindacato fa un grosso sforzo per contribuire alla risoluzione della crisi economica e sociale, che significa anche sacrifici, inutile negarlo, portah do il movimento ad una visione più generale dei problemi che fa diven tare questo sindacato non una corpo razione che difende solo i pur legittimi interessi dei lavoratori organizzati, ma un punto di riferi mento per diversi strati sociali,
dai disocci5-ai ai giovani, alle donne, che tenti di realizzare una unità attorno alla classe operaia di sempre più ampi strati, duramen te colpiti dallo sfascio del sisfe ma capitalistico. Uno sforzo però che lo.veda protagonista del cupe ramento della crisi imponendo un nuovo sviluppo economico in antite si cdn'llattuale. Pur fra tutti i limiti». difetti e gli errori, non si può certo parlare di cedimento o peg gio ancora di sconfitta, alla pro va del ragionamento queste risulta no frasi magari dettate da una giusta rabbia ma essenzialmente errate. Una sconfitta, sarebbe caso mai, non andare a questa scelta, continuando con una politi ca che ha rap rasentato una esaltar te fase storica ma che ora neces sita di essere superata se non vogliamo che sia il tempo e l'evol versi dei fatti a superare un sin dacato fermoiincapace di rinnovar si di adeguare i suoi strumenti alle nuove necessità dello scontro di classe, cosa che non significa certo cedimento, ma capacità di rimanere sindacato di classe che fa partire per l'appunto la sua azione da una analisi di classe della realtà. Il problema che abbiamo davanti è quello di reali% uesta strato zare concretamente q
gia dando ad essa le gambe delle lotte operaie e del dibattito democratico; quelli che ci siamo dati non sono obi ettivi già conquistati, anzi essi rap presentano solo un punto di partenza teorico da realizzare con un vasto movimento di lotta in tutto il paese che avrà sicuramente scadenza non bre vi di realizzazione ne tanto meno facili da conquistare e gestire. Crediamo indispensabile un'azione imme diata con programmi di lotta articola ta di zona, si settore; di regione di categoria, non escludendo momenti di verifica generale, che vadino al di là, dei rinnovi contrattuali e che non aspettino questi per partire. Questi momenti di mobilitazione devono avere precisi e rigorosi ob lettivi, che emergono dalle indicazioni dell'EUR e che non vogliamo quì ripetere per la millesima volta ma devono innanzi tutt nascere dal coinvolgimento della base lavoratrice in termini di elaborazione e non solo di ratificazione di decisi() wietam__ ni già prese. In conclusione lanciamo una parola d'ordine a tutti i militanti, a tutti i lavoratori, estendere nella nostra fabbrica il dibat tito, alimentarlo in ognà gruppo omogeneo senza attendere che scoppino contraddizzioni pericolose, i delegati devono diventare nei prossimi mesi punti di riferimento e di stimolo rîella discussione. Bisogna creare una tensione ideale nella fabbrica che faccia sentire i lavoratori sogget ti di elaborazione e di cambiamento, che li veda partecipi alle vicende Sindacali e alle lotte che ci attendono in autunno. E' solo così che si possono evitare nuovi errori, superare divisioni che pure esistono sulla strategia per uscire dalla fase di stallo che ha segnato questa fase. Il nostro vuole essere solo uno stimolo, del resto molto inc4pleto, a iniziare una nuova fase di analisi e di chiarificazione su quello che rappresenta l'EUR, e un invito al C. di F. a farsi carico con i dovuti , strumenti, di queste tematiche in tempi certamente brevi e con più costar za e vigore rispetto al passato.
Durante la piattaforma, l'Ultima conclusa all'Assalombarda, il consiglio di Fabbrica, che in passato aveva dimostrato la sua sensibilità ai problemi della salute in fabbrica con la costituzione della commissione sanitaria insieme ai delegati dell'ospedale e del sindacato, e l'indagine ambientale fatta circa sei anni fà, si pose il problema del riconoscimento del Consiglio Sanitario di Zona e del suo servizio medico lo S.I.A.L. come ente (che è un ente pubblico) non di parte e.di conseguenza la possibilità di intervenire per le necessarie indagini ambientali i ciki risultati non sarebbero stati oggetto di trattativa tra le parti, in senso clas sito, ma avrebbero costituito la base dell'intervento per la bonifi ca dell'ambiente di lavoro.
Grazie alla sensibilità e alla lot ta dei lavoratori si è riusciti a firmare un'accordo con la direzione con cui si stabilisce la possibili tà per i medici e gli operatori dello S.M.A.L. di svo gere l'inda gine ambientale. Non che si sia scelto lo S.M.A.L. perchè piace al sindacato, ma per le modalità con Cui questi medici svolgono l'indagine non facendo del lavora tore un soggetto passivo da curare ma rendendo partecipi i lavoratori dell!indagine e ricercando insieme, attraverso il dibattito e il patla re con i singoli lavoratori le pato. logie esistenti e le possibilità di evitarle. In tal modo non si fà solo un'indagine ma si spiega e si fa capire ai lavoratori che la salute non si vende e che va difesa in prima persona.
Dopo la firma dell'accordo il C.di 8
F. ha avuto un contatto con i medi ci dello S.M.A.L. per discutere le modalità di intervento e puntualizzare alcune richieste da fare alla Direzione Aziendale, che sono state accettate,per l'utilizzo di appare chiature, localioassistenza di tec nici dell'azienda necessari per lo svolgimento dell'indagine. Come primo settore di intervento si è scelto la Fonderia Acciaio perchè si è ritenuto che li vi fosse più urgenza di bonifica. La prima fase di lavoro è stata la convocazi one di un'assemblea con tutti i lavoratori per informare e spiegare "tipo e come si sarebbe svolto • il lavoro, e che ruolo avrebbero dovuto svolgere i lavoratori. Successivamente si è formato un gruppo di lavoro composto da, lavora tori e medici che ha ricostruito il ciclo produttivo mettendo in
evidenza i fattori di rischio e di nocività attraverso la compilazione di un registro di dati ambientali e biostatistici. A ciò è seguito un primo sopralluogo dei tecnici dello S.M.A.L. per visionare l'ambiente e verificare di persona le condizioni di lavoro a cui sono stati sottoposti gli operai del settore scelto per l'indagine. Si sono poi svolti degli incontri con gruppi di operai rappresentati vi delle mansioni svolte nel setto re della durata di due ore in ora rio di lavoro per dare una valuta_ zione sugli elementi di rischio
raccolti e per ricostruire la sto ria lavorativa e medica di ogni lavoratore. Dai dati raccolti si 6 messo a punto un piano di misura zioni ambientali di cui si è già effettuata quella del microclima e si sono avanzate delle richieste di bonifica alla Direzione. Pensiamo quindi che nel proseguio dell'indagine i lavoratori abbiano la possibilità insieme ai medici di arrivare ad un piano di bonifica radicale del settore dando così corpo ad una parola d'ordine tante volte ripetuta e cioè:
"LA SALUTE NON SI VENDE"
150 ore
L'esperienza delle 150 ore non rappresenta soltanto un'importante conquista che è parte integrante del nostro contratto di lavoro, ma Prefigura una prospettiva di forma zione nuova estendibile ad ogni età. Chi valuta i risultati di Questa esperienza in termini di esame commette un grave errore, Derchè giudica una metodologia nuova con strumenti vecchi. Se è necessario guardarsi dai trionfali emi, è peraltro opportuno ribadire che con le 150 ore cerchiamo di riappropriarci di quella cultura ohe la società non "'grado di garantirai con la scuola tradizio naie, aggiungendovi una capacità creativa e di eleborazione autonoma che ha colto di sorpresa chi imma amava la classe operaia intenta e010 a richiedere miglioramcati retibutivi. Partendo da questa Premessa possiamo dire che pur valutando questa esperienza in posi Ilvo si tratta di qualificarla
procedendo ai necee
sari agiustamenti sul piano delle procedure e delle finalità. A proposito del primo punto, vale la pena di sottolineare il ruolo che questa scuola può giocare sulla questione lavoro come momento di qualificazione del cambiamento e dell'innovazione; perchè, secondo noi, unacalcuola non deve mai perde re il rapporto con la dimensione lavoro ma deve farne un perno insostituibile per lo sviluppo della sua azione. Da qui l'esigenza dello sviluppo dei corsi monografi ci innestando alle singole materie tradizionali, la ricerca sui proble mi culturali e sociali e del lavoro. Per quanto concerne il secondo pun to, dobbiamo dire che le attuali scelte sindacali di utilizzo ptlori tarso delle 150 ore per il consegui mento del titolo dell'obbligo (media inferiore), dipendono dalla particolare realtà dei livelli di istruzione. Se ora questi inter," ti su alfabettizzazione e scuola dell'obbligo sono preminenti
rispetto ai monografici deve essere chiaro che non possono esere sempre e comunque prioritari, ma che siano esclusivamente volti a superare una certa fase storica di squilibrio culturale e formati vo. Come livellare questi sluili bri? Uno degli aspetti fonda mentali che possa costruire un valido accesso alla istruzione e alla cintura, risiede nella ,realiz zazione di una profonda riforma del sistema educativo, in direzio ne di un diverso rapporto con il lavoro e la società. Se con le 150 ore, il movimento operaio ha aperto una sua possibi lità di intervento e di influenza sulla scuola, dobbiamo dire che sulla questione della professiona lità, tema decisivo della cultura operaia, del rapporto scuola lavo ro, di una sduola diversa, l'in fluenza del sindacato può essere ancora più decisiva e determinan te. Chi infatti se non il . ,giovi mento operaio, per le sue radici, la sua esperienza, le sue lotte, pub veramente dominare questa materia ed aprire prospettive nuove? Certamente non realizzan do dei corsi dequalificanti del tutto uguali ad altri enti, ma affrontando a livello politico sindacale le grandi questioni dell'organizzazione del lavoro, della professionalità e della qualificazione a cui collegare nuove esperienze di formazione come capacità della classe operaia di controllare e influenzare i processi di trasformazione produt tiva. Certo che la strada da compiere in questa direzione è ancora lunga, ma si tratta di superare vecchi e radicati precon tetti cultukali, di individuare con chiarezza, competenze e spazi istituzionali in modo da andare ad iniziative coordinate. urosso interiacutore deve essere il Distretto Scolastico, che all'
interno della sua competenza speci fica, pelkuanto riguarda la program nazione dell'educazione permanente non può esimersi dal collegare in modo diretto l'esperienza delle 150 ore all'interno di una più generale strategia.
BILANCIO DE BIENNIO DI ATTIVITA del CARAI. da parte dei Consigli eri eletti
L'approssimarsi della naturale scadenza del nostro mandato all' interno del Consiglio di Amministar azione del C.R.A.L., pone dovero samente la necessità di informare l lavoratori dell'attività svoltr. su ci' che e stato realiz-'ato e su ci›, che ancora si deve realizzare. Nella prima riunione del C. di AmTinistrazione, la nostra premes sa fu quella di operare 3.4'finchè le due componenti che formano il consiglio (rappresentanti dei lavoratori, e rappresentanti della direzione) trovassero nel dibatti to e nella reciproca fiducia il modo più idoneo per dare ai problemi e alle proposte che via
QUES- A STORIA DELLE 150 ORE NON RIESCO PROPRIO A MANDARLA GIu!VIA ci venivano sottoposti la giu Sta risposta e le migliori valutazio ni. Subito individuammo tre set tori su cui concentrare l'impegno del C. di A. del C.R.A.L. Le sezioni ricreative, il settore culturale, il funzionamento del bar. Sezioni ricreative. Per quanto riguarda le sezioni ri creative possiamo dire che comples sivamente nella loro autonoma atti vità, hanno avuto dal Consiglio 1' appoggio morale e finanziario per Poter soddisfare le esigenze dei loro associati, e di ciò ne é conferma quella parte di relazio ne che illustra la vita delle sezi oni; letta a nome del C. di A. dal Presidente in occasione dell'annu ale assemblea dei soci del C.R.A.L. In ruesta relazione è emerso con evidenza che tutte le sezioni hanno svolto attività dimostrata oltre tutto dalla continua richiesta di adesioni, che premiano quanti per passione in questa e in quella branca di attività hanno dato il loro volontario contributo. P.-R parte nostra riteniamo siano e sempre più debbono essere la cellula vitale del nella gestione del tempo libero. Settore Culturale, La vastità del settore comportava un'impegno particolare, cercando nei limiti del possibile di miglio rare ciò che era già stato acquisi to, abbonamenti,sconti per stagio fu teatrali, informazione circa í vari programmi delle diverse attività culturali, contatto con la consulta sindacale della Scala sconti per l'Arena di Verona, ecc. Si e cercato, e non sempre con successo di sfruttare la sala del Consiglio di Fabbrica, per conferen ze,dibattiti, concerti, e prole zioni cinemafotografiche. La positiva iniziativa del questi() natio ha come scopo di fornirci indicazioni riguardanti gli inte ressi culturali dei' lavoratori
per rendere le attività culturali e ricreative del dopolavoro sempre/ più rispondenti alle esigenze dei dipendenti e dei loro familiari. Pertanto secondo noi i risultati del questionario dovranno essere un punto di riferimento nelle scel te che il nuovo consiglio di amministrazione andrà a fare. Sempre sul piano culturale e da rilevare il lavorò svolto nell' adeguamento della biblioteca e dell'adeguamento del valore del contributo allo studio alla svalutazione della lira. Infine bella gestione del bar oltre al controllo ragionato dei prezzi si. è operato per migliorare le condi zioni ii lavoro dei baristi, e percU ai pensionati ed ai lavora tori il servizio sia sempre più soddisfacente. S'importante a nostro avviso avere un costante contatto con tutta la clientela per migliorare sempre più il servizio e per recepire quelle proposte che tendono a migliorare sia organizsativamente che quali tativamente il bar dopolavoro. In particolare vorremmo porre l'attenzione su alcuni problemi che sono già in discussione e che verranno discussi il píù presto possibile. Un*rtaa iniziativa riguarda l'ingresso in fabbrica della compagnia assicurativa Unipol. Gia si è avuta una rispa sta positiva della Direzione per l'ingresso della R.C.Auto, noi confidiamo quanto prima si possa concordare con la direzione il servizio completo, in particolare l'assicurazione ospedaliera e sul la vita. E' neces-ari® inoltre che la direzione della Tosi sì faccia carico dell'ampliamegto delle strutture sportive, è in particolare acquisisca un'area adatta alla creazione di un campo sportivo. L'esperienza dei tornei. di calcio se da una parte hanno dimostrato la grande paCeolpado
ne di lavoratori dall'altro ha evi denziato le grandi difficoltà da parte degli organizzatori del torneo calcistico nel reperire cam pi per giocare. Se solo alcuni anni fà queste scelte puAvano da parte della d irezione essere sottovalutate, oggi noi pensiamo che esse andranno considerate con la dovuta attenzione, in riferimin to appunto alle aumentate ric:Ae Ste e necessità.
Cosi come la copertura del secondo campo da tennis ha allargato le possibilità di partecipazione dei lavoratori, e la risposta positiva da parte della direzione della costruzione del bocciodromo permet terà alla sezione interessata e a:31i appassionati di fare del C.R. La. Tosi un importante punto di incontro. Questi sono alcuni dei - problemi su cui è già iniziata una sera discussione che deve secon do noi concrétizzarsi nel più bre ve tempo possibile per soddisfare 12 aspettative dei lavoratori. Un'ultima considerazione sembra doveroso farla sull'eficienza del consiglio di Amministrazione del C.R.A.L., innanzitutto va detto c'ie accanto ad un' inizio prometten
te, il consiglio ha riscontrato qualche lentezza e piccoli ritardi sia per cause oggettive che per problemi organizzativi. Va detto però che il confronto nel consiglio è stato ppsitivo e la dialettica ha permesso di superare certe dif ficoltà, facendo maturare nella collegialità le linee da seguire per il futuro del C.R.A.1..
Crediamo pertanto di poter afferma re che la continua richiesta di partecipazioni e di adesioni alle iniziative, ed a ogni tipo di manifestazione, a fatto maturare in noi del consiglio la consapevo lezza che dobbiamo uscire dai stec cati di pura gestione, e diventare sempre più forza propositiva nei confronti della direzione e anche del consiglio di fabbrica.
Perché se l'abito in cui le attua li attività del C.R.A.L. e diventa to stretto dobbiamo porci il pro blema di come allargarlo. Le strutture sono insuffidenti e la risposta non può essere uno o due locali in più, ma nel modo in cu.i. si cercherà di programmare la crescita delle sue strutture a medio e lungo termine
Quante donne lavorano alla ?osi: l'esito della riunione plr) bevi. 1G0: un numero consiJi•.revole, seb- dirsi positivo, sebbene non entubene pur sempre una minoranza spe. siastnante. Positivo soprattutto cie se paragonate ai più di 4000 per come le donne presenti hanno dipendenti uomini. partecipato alla discussione in 130 donne; ma dove sono? Dove modo unitoe "solidale", il che lavorano? Che genere di lavoro fan- non significa falso uàanismo bensì no? Qualificante? Soddisfacente? consapevolez-a che, se non altro Discriminante? Lavorano sopratut- quando si stà per varare qualcosa to negli uffici amministrativi e di nuovo, fondamentali sono un'éacommerciali a livello per lo più cordo di base, una uniformità di segretariale, nonchè nei servizi intenti, nonchè l'es7ere consci mensa e pulizia, in lavori abbastap- che per costituire una commissione !za dequalificanti. di donne realmente operativa e non Dislocàte un pà dovumue nei vari di pura rappresentanza, occorre uffici , nella Eigliore celle i“)te- superare certe piccinerie, certe i Ei conoscono "a Erurpi" :._a non nostre"beghe" da cortile", certi r_ell'insieLe,qgando non si ignora- puerili antagonismi, dato che la no lavdranda gomito a gomito. posta in palio - e cioè la nostra Ora, Lunedi 11 Luglio 76, un fatto effettiva posibilità di intertennuovo: la prima riunione delle to in seno agli organismi sindacali lavoratrici della Franco Tosi, della fabbrica - richiede senso di 'Prima" in senso cronologico, ma responsabilità e maturità. anche e sopratutto per il fatto che A perposito di maturità anche am-nella storia della fabbrica, quella messo (come taluni interventi di lunedi e stata la prima occasio- hanno sostenuto) chele donne delne pubblica e ufficializzata per la Franco Tosi non siano ancora le donne di incontrarsi, di cono- "mature" per un'esperienza del genescersi di valutare l'eventualità re, questo sarebbe proprio il':omene la necessità di organiz7arsi in to per iniziare auerprocesso di una commissione, in un effettivo maturazione" c'::e, in caso contragruppo di lavoro. Presenza sicu- rio, rimarrebbe ancora una volta ramente massiccia, allora. No, solo utopia. La qual cosa da questo punto di vista presenza convalid erebbe allora la tesi abbastanza scarsa: 26 donne su 130 secondo cui una donna, pur inseriDeludente esperienza, tenativo fai- ta nel mondo del lavoro, pur Tito sul nascere? No, almeno a indipendente ed autodeterminante, nostro parere e, consideratò che pur con gli stessi problemi di rap. chi scrive è donna e, appunto in porti di lavoro che deve affronta, quanto tale, non ha nessuna inta- re l'uomo, si sente sempre, in mO. resse nè intenzione a lasciarsi do più o meno consapevole, un'apstrumentalizzare da chi potrebbe pendici' dell'uomo, che forse ora nell'eventuale formazione di un la subordinerà meno a livello gruppo di donne Ill fiore all'occhi_ fisico, ma che pur sempre la prevae110 che mancava ad una - fabbrica rica a livello psicologico, perchè di rilievo come la Franco Tosi, 13 secoli di tradizione, di ripetersi
immutato ed immutabile di ruoli hanno lasciato un profondo solco nella psicologia e nella personalità femminili, limitandone scelte e sviluppo individuale. Risultato di ciò: probabilmente la donna si sente più libera a livello esteriore, superficiale, ma e fondamentalmente ancora legata e condizionata specie in quelle scelte non strettamente private ma pubbliche e politiche. A ruesto punto, altro non rimane che la verifica. E lom.vcrifica spetta alle donne, alla loro volontà di intervento, non certo come forza contrapposta a quella maschile, non come gruppo a sè, forse "liberato", ma ancora isolato, bensì come donne che collaborano e si confrontano con uomini, portando in tale confronto ognuno la proprí& specificità, senza per questo tare di tale dàffe-L renziazione elemento di divisione e di rottura.
rbT OCCASIONE WILUCCORDO TOSIUNIPOL, PENSIAMO DI ILLUSTRARE BREVEUNTE COSE' L'UNIPOI ASSICURAZIONI.
-L'UNIPOL Assicurazioni, sorta nel 1963 PmR volontà del movimento cooperativistico italiano, ha trovato nel propio nascere l'apporto incondizionato di varie categorie di lavoratori, i quali hanno contribuito-a farla crescere fra le più grosse compagnie Italiane. La sua resenza sul mercato si è fatta
sentire particolarmente quando le grosse compagnie volendo ricavare il massimo profitto con l'attuazione dell'obligatoriet'a della RiC. presentarono tariffe sproporzionate rispetto agli effettivi costi dei sinistri. L'UNIPOL le smentì categoricamente e dimostrò che gli incassi delle compagnie erano supe. riori alle uscite e che quindi vi era un certo margine entro cui lavorare. La situazione si è ripetuta l'anno scorso, quando tutte 1C compagnie ;Aanno ap4icato un aumento del 20,l'u1'tpoL, fedele alla propia linea, ha contenuto l'aumento nel 15. L'UNIPOL è venuta a caratterizzarsi come l'uni' ca tra le compagnie operanti sul mercato, e-me non speculando sui soldi incassati, finanzia attraverso la concessione di mutui agevola' ti, le organizzazioni democratiche quali le cooperative, i sindacati, e gli enti locali nella costruzione di sedi e di ogni altra possibile attività. L'entrata nel consi-glio di amministrazione della cietà, senza partecipazione di capitale e come garanti della linea della società delle tre confe derazioni sindacalim un, è - un grosso aspetto socioeconomico, in quanto i lavoratori sono diventati nel contempo, più vicini nelle determinazione della politica degli investimenti ed arrivando a gestire così •./i settore finanziario che in passato ed in buona parte oggi, e di esclusivo retaggio dei grossi trust