LA VERTENZA DELL' IMPERIAL
sono trascorsi oltre b mesi dal 4 febbraio'75 quando la Direzione dell'IRT comunicò al C.di F. la sua intenzione di mettere oltre 1000 operai in C.I. a 24 ore settimanali. Era quella ia prima conferma ufficiale che le preoccu ?azioni già da tempo manifestate dal C.di F.,sul futuro della nostra Aziencla,erano fondate.
Immediata fu la risposta dei lavoratori che,accogliendo l'appello del C.di F. e del Sindacato,entrarono in lotta consapevoli che si aprivano davanti a loro mesi di sacrificio e di difficoita essendo in discussione non un aumen Ito salariale o un miglioramento normativo,ma il posto di lavoro.
Sono stati infatti 8 mesi difficili e pieni di incognite e che furono affron tati sapendo che:
si doveva combattere una aspra battaglia difensiva per mantenere il posto ai lavoro e che quindi la lotta sarebbe servita per mantenere ciò che si aveva e non per conquistare nuovi miglioramenti;
era necessario aprire una strada che permettesse,nel futuro,di passare al contrattacco cercando d'imporre una soluzione alla crisi aziendale (utilizzata dalla Direzione a fini politici di divisione e di maggior sfruttamento dei lavoratori) che non fosze semplicemente quella della riduzione della produzione,ma di ricerca,attraverso la diversificazione produttiva,di una nuova collocazione produttiva dell'azienda;
era necessario collegare la lotta dell'Imperial a quella degli altri lavoratori non solo come momento solidaristico,ma più in generale per dare il nostro contributo di lotta e di elaborazione della linea sindacale per il settore e l'intero movimento e per far si che gli obbiettivi e le conclusioni della nostra vertenza si muovessero il più possibile nella linea (segue in ultima)
ALL' INTERNO: Piattaforma contratto - RiconversioneCorporativismo - Calcolo C. I. - Posta
Avanti verso il completo isolamento politico, economico e diplomatico dell'infame regime franchista
Lo cinque sentente capitali eseguite .in Spagna sulle undici pronunceate. diblie *orti marziali in virtù ddi poteri loto conferiti dalle legge delega del 24 agosto. benai in M medesime le canutedniidin 'non ultimi° dell'orrore, ma anche quelle della fatalità storica, di qualcosa cioè che si empia ,inatiorabilmente e che tee poteva non compiersi se * vognose non cedeva, se non *ade.
regime era sorto quaranta anni, «t sono dotto ii eriga° dal 4 delitto e tramonta nel delitto, Mori sempre o se medesimo tra. api /a mia traiettoria.
I palmi ~gni di riò che il regime KlUrne, 'avrebbe 411% i *planar nitaranta anni or astio
aell'asiituninio dai primi suoi avversari nella Plana de Torce, oo- sa si iene trattato di no terribile spettacolo.
La legge delega in base alla quale le condanne sono state proatmetate si intitola alla inernatinitaione per delitti di terrechino in un sistema che nel ~amo seme nel suo sorgere ha lasciato un varco solo al ter tualina• o alla rappresaglia. in asemana di ogni altra forma di civile proteeta.
Terrorismo e rappresaglia ricompaiono così come anelli d'una medesima catena. quella dell'oppreeeione.
I 'ami dei ~ma ammainati ai iscrivono nana lista delle innumerevoli vittime della tirannia e dell'oppressione.
Osmarat rimena vittime è il Priabev.4"11 amati doveri. Ma tucE»metwerebibe nel rito della pie* bmema se ama si operano zega anona.
Ora ai tratta. quindi. di non lasciare respiro alla sanguinaria dittatura che ancora riesce a soffocare la libera foce della coscienza spagnola. Basta, quin• di, con le complicità dirette o indirette. Questo vale per ogni Paese del mondo e vale, in particolare, per noi e per i popoli e gli Stati che si affacciano sul Mediterranee.
Si tratta di dare agli spagnoli tutto l'aiuto di cui hanno bisogno per non soggiacere al terrorismo e alla rappresaglia. Si tratta di organizzare la resistenza e la controffensiva su scala europea e mondiale. Si tratta di essere non solo umanamente, ma politicamente a lato del popolo spagnolo e contro il regime che lo opprime. non solo nelle quarantotto ore che seguono la sanguinaria amaen u z i o colpa, ne d i unoTh m i n ne i e i per certo orn %e:e i verranno.
sistematema à il primo dei nostri compiti. E' stato eospeso nell'onda della commozione il maneggio attorno ai piccoli interessi che si annodavano tra la Spagna di Franco e la Comunità Europea, ficeorre andare avanti e a fondo in questa direzione.
In linea generale c'è per voi una sola risposta da dare alle cinque esecuzioni ;• l'isolamento attorno al sisitnsa franchista.
Impegnarsi in tal senso comporta una azione di lungo raggio. Protestare per ventiquattro ore e poi dare via libera alle ordinaria amminismatione sarebbe me renderei 'emiaphei;del sidittn.
Il fascismo va avanti finchè riesce a calpestare la libertà; il fascismo è un mostro che si nutre di violenza per vivere,di sangue per sopravvivere! In Spagna,il fascismo di Francoy ha ucciso ancora chi viveva e lottava per la Spagna libera.
Nonostante la condanna di tutto il mondo antifascista e democratico,nonostante che un fiume di solidarietà si sia riversato sulla Spagna,leultimo regime fascista in Europa,nel tentativo estremo di recuperare la forza che ormai stà perdendo,ha versato altro sangue.
Il mostro ha consumato ancora il suo tragico pasto,ma i patrioti e il popolo spagnolo,gli antifascisti e i democratici di ogni paese,tutti coloro che lottano per la libertà, tutti coloro che amano la libertà, tutti contribuiremo ad abbattere il fascismo in S•a a!
cayapacKYLL corno/3c4.
',--0/111))1CLUIA. — A. SASTRE
(DAL CARCERE Di CARR6AK(CHEL)
Qui arrivano gli echi delle vostre forti voci solidali, amici di tutto il mondo voci scandinave spagnole portoghesi francesi italiane inglesi americane perfino dal Giappone (come mi dice l'amico Arrabal), eccetera cento volte meraviglia.
Commosso saluto questa solidarietà questo modello trasparente di internazionalismo proletario in molti casi è cosi in altri
niente meno che fraterno appoggio umano.
Per noi
per Eva dico e per tutti questo è molto importante . perehé questa era la nostra attività quaticlisui solidarietà il nostro lavoro politico soccorso rosso se volete
Per questo siamo in prigione
Non sa il popolo digiuno temere la morte dicevamo in immortale citazione di Quevedo che tanto amò il compagno Salvador
Allende che lesse, cinesteticO:
armi rimangono al popolo spogliato che bello è questo e allora la passò a Olivaresche ricordo corpulento anch'egli mori da coraggioso nella difesa impossibile del palazzo della Moneda. Noi socialisti siamo così. Non sa il popolo digiuno temere la morte Armi rimangono ai popolo disarmato
E' vero ed è pur vero — che la solidarietà è un grande fiume ..tie le sue cascate penetrano tra le sbarre :elle inferriate allagano celle muoiono annegati funzionari sale il livello e in direzione chiedono aiuto Viva la vostra solidarietà grazie, amici!
Il sale e sale il livello del fiume travolge i cadaveri di sanguinosi energumeni e voi, oh cdmpagni, venite sulle acque arrivate qui vi sedete ;U tavolo condiWelete il cucchiaio mangiate con noi la zuppa del carcere i. sento qui, abbracciate 11 cuore di ognuno di noi ~late impronte lacrime.
CORPORATIVISMO E SINDACATI AUTONOMI
"Corporativoo e un aggettivo che negli ultimi tempi ci e capitato di sentire spesso in televisione o sui giormali,a proposito di scioperi o altre forme di lotta,a volte anche per rivendicazioni giuste. Cosa significa corporativo?
Significa a proposito di una lotta sindacale in genere che per il modo il momento sbagliato in cui èfatta per gli obiettivi che si pone,reca danno al movimento dei lavoratori o a parte di esso,non creando la neces savia condizione di unita per vincere o stabilendo privilegi e differen se ingiustificate per qualche catego ria a discapito magari di altre.
Basta ricordare qui gli scioperi del le organizzazioni sindacali autonome del trasporto aereo contro il contrat t• unico di lavoro,e quelli nellefer r•vie delle Stato nei giorni in cui i lavoratori si spostavano in massa per riposarsi e per ritornare ai 1u• ghi di lavoropal nord e all'estero. Altri esempi possono essere lo sciopero ad oltranzalsempre in agosto,dei netturbini di Napoli dove il colera è in agguato proprio per le conaizio mi igieniche e sanitarie di quella città. Per non parlare delle agitazioni tipiche dei medici mutualistici e di certi presidi di scuola. Oggi il movimento sindacale non può lasciare spazio in Italia a posizioni corporative. Perchè?
Perchè la maturità ed il grado di unita raggiunto dal moviment•,dopo aver indicato nel sottogoverno, nelle clientele e nella politica di divisi()
ne del padronato la causa prima del formarsi di strati di corporativismo parassitismolnon possono permettere che singole categorie di lavoratori guardino ad interessi di parte senza tener conto di quelli collettivi.
' chiaro quindi che anche gli oDiet tivi di lotta ed i modi di lottare devono essere realmente unificanti per tutta la classe operaia. Non solo,essa deve essere sempre pii il polo di riferimento e di aggregazione di tutti i ceti produttivi interessati attraverso le lotte del mo ~ente operaio alla trasformazione della society e dell'economia. ggi certi bubboni politici e socia li stanno scoppiando: ne sono il se k gno la situazione drammatica di Napoli e dei suoi 120.000 disoccupati, il malcontento e la protesta del Mez zogiorno,la mortificazione salariale professionale di.alcune categorie c di dipendenti pubblici,le rivendica zioni di strati di lavoratori "privilegiati" che,egemonizzati e strumentalizzati dai sindacati autonomi, rifiutano ogni discorso riformatore per la strenua difesa di interessi corporativi.
Ci sono cioé 2 elementi ch "carntterizzano il movimento di protesti' nella fase atZ:uale di grave crisi del paese. L'esasperazione e la rab bia di strati di lavoratori vittime palesi delle ingiustizie dì 30 anni di malgoverno e nello stesso tempo i colpi di testa di quei sindacati autonomi sorti con la compiacenza e
l'impegno diretto di uomini D.C. e forze reazionarie,che hanno coinvol to,all'ombra delle clientele governa tive,frange di lavoratori,che oggi cercano di inserire in un sottile di segno antisindacale e antidemocratico. Il sindacato deve essere in grado di dare una risposta in termini di lot ta.
In buona parte il movimento sindaca le questa risposta la stà già dando in maniera complessiva e unitaria. Mettendo al primo posto il problema dell'occupazione e dello sviluppo per unire occupati e disoccupati;fa cendosi carico della vertenza Campa nia e dei problemi del Mezzogiorno che il sindacato intende affrontare in modo articolato con i prossimi rinnovi contrattuali; portando avanti la perequazione salariale e normativa tra le diverse categorie della industria e dei dipendenti pubblici; legando strettamente i problemi salariali degli statali a quelli deci sivi della qualificazione professio nale e dei servizi che essi produco no.
t' necessario però recepire tempestivamente i bisogni più profondi e le istanze di lotta,per organizzare il giusto malcontento e guidarlo nel contesto ai tutto il movimento sinaa cale,per dargli forza e soluzione in una prospettiva di interesse genera le.
Cosi come é necessario,dopo il 15 giugno,che il movimento sindacale faccia un salto di qualità affrontando direttamente questi temi con il dibattito,la elaborazione e la lotta a livello di massa.
Corsi " 150 ore "
Tra qualche settimana si giungerà al termine dei corsi e si riunirà la commissione che dovrà dare un giuda zio collettivo su tutto il programma di studio,sul lavoro dei gruppi e delle varie classi.
Certamente tutti sanno che le 150 ore sono dei corsi di recupero della scuola dell'obbligo.A differenza della scuola tradizionale questi cor si funzionano con la diretta partecipazione degli insegnanti e l'impe gno non singolo dei vari partecipan ti ma bensì si studia in gruppi di 5 o 6 lavoratori,dando così ad ognu no la possibilità di discutere e ca pire ciò che viene loro insegnato senza accettare la lezione come un fatto nozionistico.
L'insegnamento quindi è frutto di ri flessione e di discussione.
La differenza di questi corsi,da quelli della scuola normale,si riscontra in modo evidente sui contenuti oltre che sui metodi.
Proprio per il grande valore di que sta corsi c'é che tenta ancora oggi di boicottarli (sia da parte del Mi nistero che da alcuni presidilnegando le aule e proponendo un aumen to della durata dei corsi).
Presto inizieranno i nuovi corsi ed ogni lavoratore,che ha la necessità di studiare,é invitato ad iscriversi perché,come altri,anche le 150 ore sono un diritto conquistato con dure lotte e per questo dobbiamo mantenerlo e difenderlo.
SENTI,UP, DOVRESTI CHIARIRMI LE IDEE SUI SINDA CA-fl AUTONOMI..OCCUPAZIONE
Il numero delle fabbriche occupate presidiate dagli operai in difesa del posto di lavoro,ha ormai raggiun to,a Milano e provincia,livelli allarmanti.
L'attacco ai livelli occupazionali non ha risparmiato nessuna categoria e si è sviluppato in modo molto articolato,facendo emergere chiaramente,in molti casi,l'uso strumenta le che il padronato ha fatto della crisi per colpire il movimento dei lavoratori.
Ci sono i cosidetti "rami secchi"co me la Gerli Rayon di Cusano Milanino ridotta lentamente nel corso degli anni da 3000 a 300 operai,senza mai fare un investimento e tentando cosi di farla morire in modo "indolore", oppure la Fargas,che la Montedison da anni cerca di eliminare,contrastata dalla dura lotta degli operai. Duramente attaccate sono le piccole fabbriche con produzione in appalto, come è il caso della CTV,in cui le 40 operaie che producevano tastiere per la Banfi sono state,da un giorno allealtro,lasciate senza lavoro e stipendio.In situazione analoga si trova anche la Sant'Angelo,che pro-. duceva termostati e resistenze per il gruppo Candy.
Della crisi ne hanno approfittato sopratutto le multinazionali per com piere ampie ristrutturazioni,come la Litton,che chiude alcuni settori del la sua molteplice attività in Italia o la Grundig,che dopo aver assorbito la Ninerva,vuole "trasferire" a Rovereto 50 lavoratori,perché svolgono un lavoro già assicurato da suoi dipendenti.
Motivi speculativi hanno spinto i pa droni della Sartotecnica e della De Medici a tentare di chiudere le fa4 briche diventate meno redditizie ri spetto agli introiti che la specula zione edilizia poteva loro assicura re.
Vi sono poi parecchi casi,come la Stefy,Velco o Balzarotti,chiuse per ché le operaie rivendicavano,organizzandosi nel sindacato,migliori condizioni di lavoro.
A questa rapida paronamica vanno aa giunte,per finire,tutta una serie di fabbriche come la Bietti o la Ce ruti,dove i padroni hanno commesso grossolani errori di direzione azien dale,che poi,come sempre,tentano di scaricare sugli operai licenziandoli. Ecco perché,al centro delle lotte di autunno per il contratto,dovrà esserci il problema dell'occupazione.
Abbiamo richiesto alla Direzione,at traverso una lettera di convocazione all'Assolombarda,di discutere:
1°) l'integrazione salariale che la azienda deve corrispondere ai la voratori in C.I. oltre l'80%lor do come sottoscritto negli accor di aziendali del 31-12-1971;
2°) il rinnovo del premio di produzione dell'anno '75.
Una recente sentenza del tribunale ha stabilito che gli scatti di anzianità per gli operai non devono essere assorbiti nei passaggi di ca tegoria,pertanto il C.di F.lattraverso il sindacato,ha fatto vertenza all'Azienda.
La discussione su questo problema avverrà in Assolombarda il 7/10.
I METALMECCANICI IN LOTTA PER OCCUPAZIONE E
SVILUPPO
Occupazione e salario sono i due punti fermi sui quali si poggia l'ipotesi di piattaforma varata dal comitato direttivo della F.L.M.
Gli aspetti che si riferiscono all'occupazione,riguardano tutta le prime richieste in materia di investimenti,di controllo dell'uso della forza la voro,e di decentramento produttivo (cioè di quelle iniziative poste in at to anche da grandi gruppi industriali per portare fasi di lavorazioni o produzioni intere fuori dalle fabbriche,in altre piccole unita produttive, per sfuggire cosi al controllo sindacale).
Tutti i nuovi diritti vengono assegnati non solo al Sindacato territoriale ma anche al consiglio dì fabbrica.
Le rivendicazioni di queste possibilità di controllor di intervento, e di contrattazione, possono risultare un sostegno concreto ed efficace alla battaglia aperta per sostenere e espandere i livelli di occupazione.
Per il salario si rammentano i benefici derivanti dal conglobamento di 103 punti di contingenza,un aumento dei minimi uguale per tutti che non è quantificato (lo decideranno le assemblee di fabbrica).
Questi dunque sono i termini sui quali si articola l'ipotesi di piattafor ma. Ma è un'ipotesi che deve essere sorretta dal contemporaneo rilancio della battaglia più generale per la riconversione produttiva,per imporre una profonda svolta economica e lo sviluppo dell'occupazione.
La piattaforma
I - INVESTIMENTI - CONTROLLO DELL'USO DELLA FORZA LAVORO - DECENTRAMENTO PRO»urrivO
a) Investimenti
Diritto del consiglio di fabbrica e del sindacato territoriale alla informazione e alla verifica dei programmi di investimento al fine di pervenire ad un esame congiunto sulle loro implicazioni sul piano delle:
1 - localizzazioni;
2 - conseguenze occupazionali;
3 - qualificazione e indirizzi produttivi;
4 - condizioni di lavoro;
5 - condizioni ambientali ed ecologiche.
b) Modifiche tecnologiche organizzative e produttive Diritto del consiglio di fabbrica e del sindacato territoriale alla contrattazione preventiva sulle con..s2guenze delle modifiche tecnologiche, organizzative e produttive in ordine agli organici, all'assetto produttivo, all'ambiente di lavoro, ai ritmi, alla qualificazione;
LAMA - Non sceglieremo la via della rassegnazione.
c) Decentramento ed indotto
Diritto del consiglio di fabbrica e del sindacato territoriale a conoscere e discutere la situazione esistente ed a discutere preventivamente le eventuali decisioni aziendali in ordine al decentramento di .“ività proprie del ciclo produttivo, con riferimento qualità, alla quantità e destinazione nonchè le modalità (appalto, commessa, consulenza, lavoro a domicilio), al cine di contenere drasticamente il fenomeno e di offrire gli strumenti per una contrattazione nel merito delle condizioni economiche e normative dei lavoratori interessati.
Occorre altresì affermare in sede contrattuale la responsabilità dell'azienda committente in ordine alla garanzia della tutela contrattuale ed al rispetto delle norme di legge dei lavoratori dell'azienda destinata- ria della commessa e alla stabilità dei livelli d'occupazione.
d) Lavoro a domicilio
Diritto all'esame congiunto fra le organizzazioni sindacali territoriali, l'organizzazione degli impren- ditori e le associazioni artigiane in ordine alla verifica sulla effettiva applicazione delle leggi vigenti. all'esame dei livelli occupazionali. agli orari di lavoro e alle condizioni economiche e normative le quali vanno in ogni caso parificate tra lavoratori occupati direttamente e quelli operanti a domicilio.
e) Contrazione temporanea dell'orario di lavoro Diritto del consiglio di fabbrica e delle strutture territoriali di effettuare un esame congiunto preventivamente al provvedimento, di ricorso alla Cassa Integrazione o in ogni caso di riduzione di orario allo scopo di valutare i programmi produttivi e di investimento esistenti, i loro effetti prevedibili sull'occupazione e di adottare quindi tutte le misure per assicurarne la salvaguardia e lo sviluppo.
f) Appalti
Superamento degli appalti continuativi legati al ciclo produttivo, con conseguente assorbimento dei lavoratori da parte dell'azienda appaltatrice.
Esame congiunto di ogni nuovo contratto d'appalto con il consiglio di fabbrica al fine di verificare la possibilità di superamento degli appalti saltuari comunque definire i relativi trattamenti economici hormativi dei lavoratori.
Mobilità orizzontale
ce Diritto a contrattare preventivamente gli spostamenti da un reparto e o ufficio all'altro e da un'attività all'altra ai fini di valutarne le motivazioni, garantirne l'effettuazione nell'ambito delle norme di legge, definirne i criteri, i tempi, le modalita, alla luce di una valutazione delle loro implicazioni individuali e collettive sul piano delle condizioni di lavoro, della qualificazione e dei livelli di organico, al fine in ogni caso di garantire il beneficio delle condizioni economiche e normative godute dai lavoratori interessati.
Livelli di occupazione e movimenti di mano d'opera nel settore e nel territorio.
Impegno delle parti al negoziato sui livelli di occupazione complessiva, per gruppo industriale su
scala nazionale a livello settoriale e sul piano regionale in ordine all'effettuazione di eventuali movimenti della mano d'opera, all'attuazione di piani di riconversione, ai processi di riqualificazione che ne discendono alla verifica relativa all'applicazione delle leggi, alla salvaguardia per i lavoratori interessati dei benefici derivanti da accordi aziendali e all'obiettivo di pervenire nel gruppo, nel settore e nel territorio ad un'armonizzazione dei trattamenti normativi dei lavoratori interessati.
In tale quadro va vista l'esigenza di un confronto permanente che impegni le strutture amministrative e politiche territoriali, gli Enti locali, le Regioni, per rendere operativo l'obiettivo più volte affermato di un ruolo attivo sul piano di una nuova politica industriale, della riconversione produttiva. di una politica attiva della mano d'opera.
Il - s^tbRIO DI LAVORO
Il C, conferma la scelta della Conferenza di Bologna IL a riduzioni dell'orario di lavoro anche consistenti 1. specifiche situazioni nella categoria. Scontata l'esig nza di giungere alla effettiva e totale applicazione delle 39 ore settimanali in tutto il settore siderurgico, sul tema della riduzione dell'orario di lavoro:
a) si soi i• )ctie alla consultazione l'opportunità di estendere a tutti i lavoratori turnisti il diritto alle 8 ore retribuite di presenza in fabbrica, comprendendo, all'interno di queste, 30 minuti di uh'ervallo retribuito per mensa, fatte salve le condiz,..ni di miglior favore esistenti;
13) Riduzione dell'orario settimanale di lavoro pe. tutte le lavorazioni a caldo che la consultazione dovrà individuare e definire, (metallurgia non ferrosa, fonderia di II fusione...).
La consultazione dovrà altresì definire la quantità di riduzione in armonia con la situazione esistente nella siderurgia;
e) A fronte di eventuali richieste di nuovi turni, per le aree del Mezzogiorno o in alcuni settori produttivi specifici, da individuare: Riduzione dell'orario di lavoro a 36 ore settimanali per 6 giorni per 3 turni.
Straordinario
Oltre alla comunicazione, contrattazione preventiva settimanale da parte del consiglio di fabbrica delle richieste dell'azienda;
va valutata altresì l'ipotesi di una riduzione della quota annua per lavoratore o in alternativa, quella della adozione del riposo compensativo per il quale dovrebbero essere precisate le modalità di effet tuazione.
L'insieme delle questioni che vengono poste sull'orario di lavoro pone l'esigenza della contrattazione dell'orario annuale e della sua distribuzione. In questo quadro si ribadisce l'esigenza che tale questione venga assunta, per la parte riguardante la quantità delle festività infrasettimanali utilizzabili per accorpamenti a livello confederale, fermo restando che l'attuazione di tali accorpamenti verrà definita per grandi settori industriali.
CARNITI - Unificazione degli obieta tivi di lotta.DI LAVORO
Per ciò che concerne la tematica contrattuale connessa ai problemi dell'ambiente di lavoro, la consultazione è chiamata ad esprimere un giudizio sull'uso delle norme contrattuali e di legge vigenti, le quali hanno conosciuto nella pratica della contrattazione aziendale una applicazione limitata e ridut- tiva.
In questo quadro va recuperato appieno il valore degli strumenti di intervento giii esistenti e ne va ampliato l'uso mediante l'acquisizione di norme contrattuali che impongano al padrone di mettere a disposizione delle strutture sindacali di fabbrica dati precisi sulle lavorazioni e sulla composizione dei prodotti utilizzati per le singole produzioni.
In particolare il contratto dovrà contenere norme precise per ciò che concerne il diritto di indagine e fassutrzione dei costi relativi a carico delle aziende.
E' matura l'esigenza, connessa al nostro impegno sul terreno della creazione di strutture locali per la prevenzione, in collegamento con gli enti locali, di rivendicare una quota di intervento finanziario delle aziende per la creazione ed il funzionamento delle strutture e degli strumenti di uso collettivo per il controllo degli elementi di nocività e di rischio pre- senti all'interno della fabbrica e nel territorio circostante.
1%' • MOBILITA' ED INQUADRAMENTO PROFESSIONALE
ai Diritto del consiglio di fabbrica partendo dalla premessa contrattuale sulla mobilità dell'inquadra-
mento unico di verificare periodicamente e di contrattare i processi di qualificazione collettiva, sia quando essi si basano su corsi di formazione, sia quando essi derivano da modifiche parziali dell'organizzazione del lavoro, mediante la definizione di aree e linee di sviluppo professionali•
b) garanzia di passaggio in tempi certi dal 2' al 3' livello, e comunque entro 20 mesi per tutti i lavoratori, tempo giudicato sufficiente per esprimere tutte le forme di arricchimento professionale previste al punto precedente.
Nel Comitato Direttivo si è manifestato su questo tenui l'orientamento di limitare ii passaggio garantito dal 2 al :i livello ai lavoratori addetti alla produzione:
c i abolizione del 5 livello super. Questa ipotesi di abolizione coerente con l'obiettivo di superare una palese anomalia nella logica dell'inquadramento unico con quello di consentire una più corretta collaborazione professionale degli ex impiegati richiede un approfondimento tenendo conto delle sue conseguenze in ordine alla necessaria riparametrazione ed alla esigenza di migliorare l'intreccio con gli ex operai. Va altresì sottolineata la preoccupazione — espressa unanimemente — di evitare che il ricorso a soluzioni che modificano sostanzialmente i parametri attuali possa determinare una modifica della nostra scelta fondamentale in direzione di un aumento salariale uguale per tutti.
d t Contestualmente alla discussione e definizione delle norme contrattuali di cui sopra, ed in relazione ai mutamenti tecnologici in atto, si propone una mo' ditica e l'ampliamento degli attuali profili professionali.
SALARIO
In merito alla definizione i una nuova struttura del salario l'accordo interconfederale del febbraio 1975 impegna le categorie chiamate a rinnovare i contratti al conglobamento dei 103 punti di contingenza maturati al 31-1-1975.
Esiste inoltre l'incombenza di attuare il conglobamento delle 12.000 lire previste dallo stesso accordo. Si presenta quindi l'esigenza di ricostituire minimi unici di categoria. Tali minimi potranno essere realizzati anche attraverso assorbimenti dei superminimi individuali.
Queste operazioni, aggiunte alla scelta dell'aumento minimo uguale per tutti, il quale deve rappresentare la parte preminente dei miglioramenti economici derivanti dal rinnovo contrattuale, pongono l'esigenza di una riparametrazione all'interno della sca- la 100-200, con la modificazione delle distanze intermedie, operando, l'assorbimento di una parte dei superminimi individuali.
La quantità dell'aumento salariale verrà quindi definita al termine della consultazione tenendo conto dell'insieme delle scelte che il dibattito interno alla categoria ed al movimento produrrà.
VI • PARITA' NORMATIVA
OPERAI-IMPIEGATI
Il Direttivo conferma la volontà di pervenire alla definizione del ciclo della parità normativa tra ex operai ed ex impiegati.
Scatti
Il Comitato Direttivo confermi 1a scelta di impegnare la Federazione CGIL-CISL-UIL ad aprire contestualmente al rinnovo dei contratti una vertenza interconfederale che assuma tra le altre questioni il tema della modifica dell'istituto. Si conferma la scelta operata alla Conferenza di Bologna e che punta, fermo restando la garanzia dei benefici maturati, al- l'istituzione di un tondo nazionale basato sulla mutualizzazione dei trattamenti e sul passaggio dall'anzianità d'azienda all'anzianità di lavoro.
Il Comitato Direttivo riafferma l'impegno, in carenza di tale iniziativa, di definire una proposta rivendicativa che assuma nella piataforma il tema degli scatti.
b) Indennità di quiescenza. Per la parte pregressa va richiesto l'elevamento dello scaglione minimo e la abolizione dello scaglione fino a 10 anni e la parifica- zione con il trattamento previsto per gli ex impie- gati;
cl Malattia, Infortunio, Puerperio. Superamento del- le differenze di trattamento sia economico che normativo tra le varie categorie. In particolare deve essere garantito in caso di prolungamento di malattia il pagamento del salario come per la categoria ex impiegati ed il diritto alla conservazione del posto fino all'avvenuta guarigione clinica.
Idem per ciò che concerne il puerperio. di Anticipazione della indennità di malattia e di infortunio agli ex operai, alle regolari scadenze re- 9 t ributive.
VII - DIRITTI SINDACALI E DISCIPLINA AZIENDALE
Va rivendicato il diritto di assemblea per le aziende sotto i 15 dipendenti e ciò anche al fine di estendere la capacità del sindacato di esercitare concretamente la propria iniziativa in un settore decisivo per l'intervento sui problemi del decentramento e sulla tutela del lavoro precario.
Si propone a questo scopo l'accorpamento di più -aziende per 'zona, con una quantità annua -di ore - da definire -per l'esercizio del diritto di assemblea.
Per le piccole unità produttive si propone al dibattito l'individuazione dei modi con cui garantire l'efficace presenza sindacale (ad esempio in materia di permessi, e di tutela degli attivisti sindacali, ecc.); Diritto all'assemblea con la presenza dei rappresentanti sindacali provinciali e nazionali nel corso dello sciopero.
Possibilità di giungere al cumulo trimestrale delle ore di distacco per il Comitato Direttivo.
Aumento delle ore di permesso retribuito.
Diritto alla diffusione di libri e riviste all'interno della fabbrica.
Tutela del delegato in caso di mobilità aziendale, il suo spostamento dal gruppo omogeneo va subordinato all'assenso del consiglio di fabbrica e del sindacato al fine di garantire la continuità dell'iniziativa politica del gruppo omogeneo.
Per i lavoratori addetti alla installazione degli impianti vanno garantiti tutti i diritti sindacali, in particolare con una adeguata tutela dei dirigenti sindacali, contro l'uso repressivo dei trasferimenti.
Estensione della legge 300 titolo 3-> e articolo 18 anche per le aziende che occupano meno di 15 dipendenti.
1) Inoltre va definita più precisamente la concezione di unità produttiva estesa ad officine o reparti staccati dalla sede principale e aziende superiori, comunque tale da non impedire a rappresentanze della struttura sindacale della più piccola unità di svolgere la sua attività.
m) Si ritiene necessaria una modifica della norma riguardante la sospensione cautelare al diritto di evitarne l'abuso od un uso indiscriminato.
VIII • DIRITTO ALLO STUDIO
Si tratta oggi di eliminare alcuni ostacoli che limitano pesantemente l'utilizzo delle ore a disposizione. Fermo restando quindi il monte ore aziendale e l'utilizzo collettivo del diritto:
elevare la quota del V/. e stabilire un minimo di lavoratori per le aziende al di sotto dei 300 lavoratori;
portare a 250 le ore retribuite per lavoratore stabilendo per quanti debbano recuperare la scuola dell'obbligo un rapporto 2-3/1-3 fra ore retribuite non retribuite;
3) rendere più esplicita la norma chè impone il pagamento delle ore destinate allo studio anche quando l'orario dei corsi non coincide con l'orario di lavoro.
IX • COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO DEI LAVORATORI HANDICAPPATI
Diritto del consiglio di fabbrica all'informazione periodica circa la situazione delle assunzioni obbligatorie in azienda degli invalidi.
Diritto di intervento circa le modalità di inserimento di tali lavoratori al fine di garantire a particolari categorie di invalidi, come gli handicappati, occasione e condizioni di lavoro adeguate alle loro capacità lavorative.
X • TRASPERTISTI
Diritto alla volontarietà dell'adesione per tutti coloro che non siano stati assunti con specifiche clausole di impiego per trasferte all'estero.
Contrattazione collettiva delle condizioni di lavoro e possibilità di rientro a casa due volte l'anno.
Possibilità in caso di trasferte molto lunghe di farsi accompagnare dalle famiglie.
Per tutti i lavoratori trasfertisti un giorno di permesso retribuito per ogni mese di permanenza in trasferta da godere entro l'anno solare e senza possibilità di monetizzazione.
Nel corso della consultazione occorrerà altresì individuare le richieste da presentare per gli addetti alla installazione e manutenzione degli impianti.
XI • SIDERURGIA
Abolizione e norme relative al « mancato uomo ». Diritto di contrattazione rapporto organici-marcia degli impiegati.
Recupero di tutte le festività lavorate per i turnisti.
CONTRATTO DEI LAVORATORI DELLE IMPRESE ARTIGIANE
Nel quadro dell'estensione del potere di intervento del sindacato sulle conseguenze della crisi, quali il decentramento produttivo e l'estensione dell'area del lavoro precario, il CD della FLM in merito al problema del collegamento contrattuale con i lavoratori delle aziende artigiane, propone al dibattito della categoria:
l'ipotesi della disdetta anticipata dei contratti tuttora vigenti nel settore artigiano;
l'adozione di iniziative della FLM nei confronti delle forze politiche per ottenere una nuova legislazione tesa a definire le caratteristiche ed i limiti della impresa artigiana.
Circa la disdetta anticipata o meno del contratto artigiani si sono manifestate nella discussione opinioni ed orientamenti diversi: si propone che ciò sia sciolto nel corso della consultazione dei lavoratori, a partire da quelli direttamente interessati.
CONTRATTO PER I LAVORATORI DEL SETTORE INDUSTRIALE ORAFO-ARGENTIERO
Il CD sulla base della decisione del coordinamento di settore, decide la disdetta anticipata per l'unificazione dei tempi di decorrenza e durata e la contemporaneità della trattattiva.
PROPOSTE PER LE MODALITA' DI EFFETTUAZIONE DELLA CONSULTAZIONE DELLA CATEGORIA
La consultazione deve proporsi l'obiettivo politico della partecipazione democratica della categoria all'insieme delle scelte che la stagione dei contratti propone al movimento.
In questo quadro il CD della FLM invita le strutture provinciali a determinare nel corso della consultazione il più ampio rapporto di confronto e di discussione con gli altri settori del movimento, con le forze politiche e sociali, con le assemblee elettive locali per determinare già nella fase di preparazione dello scontro contrattuale, un rapporto politico con un arco molto ampio di forze che ci consenta di affrontare la difficile prova di questo autunno con uno schieramento di forze capace di determinare rapporti di forze idonee alla portata dello scontro.
Per ciò che riguarda in modo specifico le norme della consultazione interna alla categoria il Comitato Direttivo propone:
riunione preparatoria all'avvio della consultazione di base dei direttivi provinciali;
assemblee dei consigli di fabbrica a livello di zc na; assemblee di fabbrica;
sintesi degli apporti delle discussioni in fabbrica a livello di zona; •
e; assemblee provinciali dei delegati per la sintesi definitiva e per la designazione dei partecipanti in ragione di I ogni 2000 iscriti, che, assieme ai componenti del CGU formeranno l'insieme dell'assemblea nazionale che dovrà discutere e varare la piattaforma rivendicativa;
f) la Conferenza Nazionale dovrà tenersi entro la fine di ottobre e i risultati delle consultazioni provinciali dovranno pervenire alla FLM nazionale in tempo utile.
VERBALE D' ACCORDO
Il giorno 9 settentree 1975,presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale,sotto la presidenea del Sottosearetario on.le Tina Anselmi,alla presenza di rappresentanti del Ministero dell'Industria,si sono riuniti: la IRT-FIRT S.p.A. di Milano rape esentata dal Presidente dott. Giovanni Serrani,dal Consigliere delegato ing.Wolfgang Hesse,dall'ing.Francesco Lunati dal dott.Pieero nontes,dal sig.Guido Cazzaniga,assistiti dal dott. Giuseppe Poralupe dell'A.I.L, e dal dott.Ottavio Fantini della Federmeccan la F.L.M. rappresentata dal sig.Saeerdoti Bruno della Federazione nazionale,e dai sig.i 3reschi Annio,Diotti Giuseppe e Mattei Giuseppe della Federazione milanese noechè dai rappresentanti del Consiglio dì Fabbrica: sigoi Bord3a Mario,Bonacchia mauro,Di Pietro Renato, nielli Maurizio, Sorvino Ciro,Ranzini Valeria.
Le parti hanno esaminato la situazione economico-produttiva della azienda con particolare riferimento all'andamento del settore dell'elettronica nonché con riferimento alla sua struttura produttivate sono addivenuti entrambe,di comune accordo, sul considerare urgente ed indispensabile una riconversione produttiva la quale -oltre che assicurare l'occupazione dei lavoratori- miri ad un consolidamento economico aziendale e del settore con un parziale mutaneneo degli indirizzi produttivi volti anche a servizi di carattere sociale e di supporto ad altri settori economici.
In ordine a quanto so ora l'azienda ha presentato un piano produttivo ed un progetto di riconversione produttiva che saranno oggetto di verifiche non oltre il 30 marzo 1976 e successivamente con periodicità non superiore ai quattro mesi.
La realizzazione del piano di riconversione produttiva per il quale l'azienda se ne assume il rischio economico e che ha per obiettivo la salvaguerl: dia dei posti di lavoro,implica d'altra parte anche una partecipazione attiva ed orientativa dei ::inisteri interessati alla finalità della produzione prevista dal prog:.7_‘ar_rda stesso.
Ai fini di quanto sopra l'azienda ha presentato anche un piano di ristrut turazione e di riorganizzazione giacente presso l'U.P.L.M.O. di Milano ac- -compagnato dalla richiesta di cassa integrazione straordinaria ex legga 1115 e 464,che presuppone l'emanazione del relativo decreto interministeriale.
Le modalità di applicazione della cassa integrazione saranno concordate tra le parti sulla base dei seguenti criteri: individuazione delle aree e del personale non soggetti al provvedimento di cassa integrazione; per i restanti dipendenti la cassa integrazione sarà applicata a rotazione in modo perequato secondo mobilità e Frequenze concordate.
LE PARTI HANNO ESAMINATO.... E SONO ADDIVENUTE DI COMUNE ACCORDO, SUL CONSIDERARE URGENTE E INDISPENSABILE UNA RICONVERSIONE PRODUTTIVA, LA QUALE OLTRE CHE ASSICURARE L'OCCUPAZIONE DEI LAVORATORI, MIRI AL CONSOLIDAMENTO ECONOMICO AZIENDALE....".
~sto spezzone di paragrafo fa parte dell'accordo stipulato a Roma ai primi di Settembre e firmato dai Sottosegretario al Lavoro On.Tina Anselmi.
E', a nostro avviso, uno dei pii importanti passi in avanti che il mo vimento,e soprattutto i lavoratori della IRT, sono riusciti, attraver so mesi di preSs#nte mobilitazione, a_compiere nell'ambito sia delle lotte per l'occupazione e di nuovo sviluppo del settore elettronico, sia in quello più generale del paese.
Riconvertire nella nostra fabbrica, e penso sia chiaro ormai a tutti, non significa cercare la luna nel pozzo, rovesciare sottosopra Io sta bilimento, vuoi dire muoversi verso beni di carattere sociale, spinge re cioè verso quei prodotti che abbiano la loro giusta e naturale col locazione presso enti pubblici a partire dalle scuole, dalle amministra zioni locali, agli ospedali, verso,insomma,- i tutti quei servizi a cui la società deve attingere con assoluta sicurezza.
Ma non è solo questo l'aspetto primario del problema: per noi dell'Imperial significa riacquistare una progettazione, quindi una riqualificazione tecnica e tecnologica che i Tedeschi ormai ci hanno tolto da anni.
Noi non siamo comunque per una conversione che riguardi essenzialmente (come presentato dalla Direzione in un primo tempo) il rientro in fabbrica di produzioni di sottogruppi atte solo alla costruzione di Televisori; nei iitesdiamo che vada avanti quel piano ai cui si accennava prima e che riguarda sistemi per radio-comunicazioni, radio-guida, impianti audio-visivi.
Z' chiaro che tutto ciò non lo si può raggiungere dalla sera alla orati ima: le possibilita, anche tecniche di modificare aspetti e funzioni della fabbrica esistono realmente.
L'impegno che la Dirazione si è assunta in prima persona, è chiaro,ma le perplessità e i dubbi esistono ancora: gli investimenti previsti sulla carta devono diventare realtà. Da qui quindi la possibilita concreta di un futuro nuovo sviluppo produttivo e la certezza dei nostri posti di lavoro.
L'ASSENTEISMO È UNA DELLE PIAGHE PIÙ VERGOGNOSE DEL NOSTRO PAESE .. DOBBIAMOSTRONCARE AL PIÙ PRESTO OGNI FORMA Di ASSENIEI5M0" Riconvertire " - necessità primaria per l' occupazione e un nuovo sviluppo
Pubblichiamo,qui di seguito,11 sistema per calcolare la retribuzione dei lavoratori in Cassa Integrazione (il metodo é uguale per tutti i livelli operai).
Esempio di un lavoratore che percepisce £.1.540 di paga totale (5°livello)
NOTE : Resta ancora da definire quanto ci é dovuto dell'accordo interconfederale 25/1/75 (£.12.000) in caso di Cassa Integrazione.
La cassa integrazione per noi lavoratori rappresenta un pericolo costante al posto di lavoro.
Il governo, non ha preso seri provvedimenti per il problema dell'occupazione e il blocco dei licenziamenti, in più l'inflazione e il continuo aumento del costo della vita provocano indiscriminatamente disagio e il salario perde potere d'acquisto.
Tutto ciò potrebbe essere risolto se il governo prendesse seri provvedimenti e una coraggiosa politica d'investimenti. Il governo dovrebbe anche frenare la speculazione delle multinazionali che cercano nuovi e maggiori profitti traslocando i macchinari e la produzione in paesi sottosviluppati, dove i salari sono minimi e la produttività di conseguenza è superiore. Questa politica delle multinazionali crea inevitabilmente la crisi in vari settori produttivi del nostro paese.
L'economia italiana ereditò dalla guerra una situazione grave ma non disperata. L'apparato produttivo aveva subito danni significativi solo in alcuni suoi settori produttivi: siderurgico,meccanico e agricolo. Le difficoltà maggiori,per una prora ta ripresa,andavano forse cercate nella carenza di materie prime e nel problema della riconversione di que gli impianti che si erano specializ zati nella produzione bellica.
Tali questioni apparentemente tecni che di fatto contenevano risvolti economici. Lo Stato italiano uscì dalla guerra con un debito dovuto alle spese belliche,finanziato per circa la metà da una nuova carta mo seta stampata.
Tale politica,unita alle ridotta ca pacità produttiva, generò l'inflazio ne con aumento del costo della vita e riduzione dei salari reali.
Circa 2 milioni di lavoratori erano senza lavoro,colpa di una politica fatta per salvaguardare gli interes si della borghesia capitalistica. Furono trascurate le strutture socio-economiche del paese danneggian do così le masse lavoratrici e aggravando ulteriormente i problemi del Mezzogiorno che il ventennio fa scista aveva contribuito a peggiorare.
La conclusione di ciò é che dopo 30 anni di politica capitalistica ci ritroviamo oggi con i problemi di 30 anni fa:
CRISI ECONOMICA E STRUTTURALE,DEBITI CON L'ESTERO,INFLAZIONE,RECESSIO NE,DISOCCUPAZIONE. Questo perchè il problema di fondo non é stato risol to.
Una diversa impostazione politica e un cambiamento radicale delle forze che hanno dominato sino ad oggi con tribuirebbe,in modo sostanzialelad avviare quella politica di riforme e progressoldi cui tutte le masse lavoratrici trarrebbero vantaggi, quali le conquiste sociali che fino adesso sono state promesse e mai fat te. 14 O.T.
IL COCCODRILLO
L'altra sera,io e mia moglie,abbiamo assistito alla trasmissione televisiva "Tribuna Sindacale",era la con ferenza stampa della Confindustria la teneva il padrone del vapore: Gianni Agnelli (Presid. della FIAT). Mia moglie appena l'ha visto ha escJ.amato:sembra un COCCODRILLO che ha da poco mangiato i tigli!
Ma che COCCODRILLO dai,le hò detto, guarda come é ben educato,raffinato sempre ben vestito nonostante che sia in fondo un metalmeccanico. Effettivamente chiunque ha potuto notare,all'inizio,come "Egli"fosse civile e composto nel rispondere al le domande dei giornalisti.In sostan za diceva che i sindacati,il Governo i padroni devono fare uno sforzo comune per risolvere il problema del l'occupazmoneIche bisogna evitare di chiedere aumenti salariali e impegnarsi tutti per l'occupazione. Parlava calmo e con chiarezzalproprio da quel signore che è.
Mi aveva convinto che i padroni non sono quei "diavoli" che si dice. Ma all'improvviso é successo qualcosapé cambiata la musica e abbiamo visto Agnelli saltare sulla poltrona,agitarsi e non riuscire più ad essere calmo e composto.
Qualcuno gli aveva detto che i sine dacati effettivamente considerano l'occupazione il problema fondamentale e per questo hanno posto al centro della ipotesi di piattaforma per il contratto le richieste per il controllo,da parte dei Consigli di Fabbrica,degli investimenti e della organizzazione del lavoro.
Tra un salto e l'altro,perdendo la sua aria civile e composta,il COCCODRILLO ha esclamato che non vogliono i controlli:
I PADRONI SONO LORO.
Ho capito così che lo sforzo comune che secondo "Lui" devono fare il Go verno,sindacati e padroni dovrebbe servire a dar loro una mano per ri15
mettere in ginocchio la classe operaia,la gente che lavora.
Mentre io pensavo a come mi ero lasciato ingannare all'inizio della trasmissionelmia moglie diceva: sarebbe ora che la moda lanci le scarpe di COCCODRILLO.
(Mammolo)
E' nata a Milano in Via Boschetto la S.I.E. (Società Italiana Elettrodomestici) o come meglio e piti appropriatamente è stata definita negli ambienti Imperial "Società Impiegati Espuisi"(e i Dirigenti?)
E' stata questa la gestazione con il parto finale più breve che si conosca negli annali della medicina metalmeccanica.
A questo nuovo "essere", venuto alla luce pochi giorni fa e che ha avuto il coraggio ai nascere in un momento in cui molti vengono spppressi dalla stessa madre, augureremo un "buon viaggio" dopo l'indispensabile sosta che dovrà effettuare presso l'Assolombarda per ottenere dalle 00.SS. dei lavoratori i necessari documenti d'imbarco.
••••••••~, (La cicogna)
— Forza, tirato I Siano neSo Massa barca. FIOCCO ROSA NEL GRUPPO AEG—TFLdi sviluppo del movimento operaio che ha i suoi cardini in una nuova politica economica ed in una riconversione dell'apparato produttivo;
4) era necessario rendere tutti i la voratori coscienti e consapevoli che la lotta si sarebbe vinta non con delle "spallate" immediate (che avrebbe potuto fare il gioco della Direzione)ma con una lotta lunga,intelligente e tenace che doveva far cambiare non solo gli orientamenti dela Direzione della IRT,ma della Telefunken e dello stesso governo.
Questi erano i compiti che avevamo di fronte S mesi fa e che si sono concretizzati in decine di iniziati ve e forme di lotta (assemblee aper te,conferenza di produzione,scioperi di zona,coinvolgimento Enti Loca li,Regione e forze politiche,presidi aziendali,ecc.)che,se pur diverse ,avevano lo stesso obbiettivo strategico:arrivare ad un accordo sullo sviluppo produttivo dell'Azienda del quale si facesse garante lo stesso governo (coinvolgendolo conseguente mente in modo diretto con responsabilità proprie per la programmazione economica del settore) e su questa base andare ad una C.I. che ponesse tutti i lavoratori sullo stesso pia ne.
A questo punto la domanda alla quale bisogna rispondere e che molti lavoratori si pongono è questa: ma allora la nostra lotta è conclusa,il posto di lavoro assicurato?
Il C.di F. ed il sindacato ha già chiaramente risposto a questa doman da: NO!!
Abbiamo vinto una importantissima e fondamentale battaglia,ma non la guerra.
La ART non é altro che una piccola parte dell'esercito dei lavoratori; abbiamo respinto un attacco sferra-
toci,abbiamo impedito che si aprisse una falla nel nostro schieramento, abbiamo obbligato il padrone a rico noscere che la strada da seguire per risolvere la crisi non é quella di licenziare i lavoratori,ma di ri cercare nuovi sbocchi produttivi. Abbiamo di fronte a noi quindi tre compiti importanti da assolvere:
1)far rispettare l'accordo sulle mo dalità di applicazione della C.I. che significa in primo luogo non procedere a licenziamenti;
2)controllare che il processo di ri strutturazione e riconversione aziendale vada avanti secondo le mo dalità sottoscritte;
3)collegarsi all'insieme del movimen to per far vincere la lotta della occupazione e dello sviluppo dello intero paese;(CONDIZIONE INDISPENSABILE PER FAR SI CHE I PROGRAMMI DI SVILUPPO ALL'IRT VADANO AVANTI E CHE QUINDI LA SICURELLA DEL POSTO DI LAVORO NON RIMANGA SCRITTA SULLA CARTA,MA DIVENTI UN FATTO REALE)
Ecco perché sarebbe pericoloso pensare che abbiamo risolto i nostri problemi.In qualsiasi momento gli ac cordi sottoscritti potrebbero essere stracciati.Dobbiamo essere da un lato vigilanti e pronti in qualsiasi momento a rispondere nel modo di sem pre ad eventuali azioni unilaterali della Direzione (lo stesso distacco della rete commerciale é una operazione che potrebbe essere pericolosa,ma al momento in cui scriviamo non siamo ancora in grado di esprimere un giudizio definitivo)e d'altro essere convinti che la vera lot ta per l'occupazione si combatterà con l'insieme del movimento che in autunno,attraverso i contratti e le lotte specifiche sugli investimenti e la riconversione,combattera la più difficile lotta sindacale del dopoguerra.