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Milano 19(92)

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H giornale della Zona 8

MENSILE DI INFORMAZIONE-POLITICA - CULTURA ANNO XXIV MARZO 2000 N.3 SPED. IN ABB. POST. coi.*4. 27 Afrr. 2 LEGGE .A-9/95 MILANO Lir 2.000 - 1 ,033 EURO

non solo otto marzo uesto sarà sicuramente il secolo delle donne, infatti molti indizi confermano una straordinaria crescita del ruolo delle donne nella società. Nella nostra regione ad esempio le donne hanno una scolarizzazione superiore a quella degli uomini ed è sempre più rilevante la loro presenza nei ruoli di responsabilità sociale, economica, culturale, scientifica, politica. Più forte e decisivo diventa il ruolo delle donne e maggiore sarà anche il cambiamento della società. 11 punto di vista femminile nel lavoro, nello studio e nella conoscenza, nel governo della cosa pubblica, nella famiglia ed in tutte le trasformazioni che sono avvenute nella moderna società dell'informazione, rappresenta indubbiamente una grande opportunità per un nuovo modello di crescita sociale e culturale. Le donne come portatrici di valori e idee di equilibrio nel rapporto tra il genere umano e l'ambiente, per lo sviluppo sostenibile e la solidarietà sociale non sono solo una speranza, ma un progetto per il futuro. Per questo ci auguriamo che non sia solo l'otto marzo la giornata della donna .

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Salute, diritti e responsabilità

Fiera, nuovo rinvio per il polo esterno Nonostante gli impegni, la nuova Fiera a Pero Rho ha una ulteriore battuta di arresto. I gravi ritardi della Regione e le ricadute sulla nostra Zona

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el 1994 venne firmato l'accordo di programma per realizzare a Rho Pero, nell'area della raffineria AGIP, il polo esterno della Fiera. Polo esterno alla città, in una zona fortemente infrastrutturata, autostrade e ferrovie già presenti, che consentirebbe di alleggerire sostanzialmente i disagi provocati dalla attuale localizzazione della Fiera all'interno della città. Sono passati sei anni da quella firma, solo negli ultimi sei mesi la Giunta Formigoni ha deciso finalmente di attuarlo, nia il tempo passato ha naturalmente degli effetti sui costi e sui tempi necessari a realizzare opere in un area di 1.200.000 metri quadri.

Solo ora la Regione scopre che non tutta l'area è di proprietà ENI, ma c'è anche un altro soggetto che ha una piccola ma strategica porzione di territorio comunque necessario alla Fiera. Ma non è solo la Regione artefice dei ritardi, anche l'ente Fiera, recentemente diventata Fondazione di diritto privato, ha le sue responsabilità. Infatti vorrebbe realizzare l'opera senza pagare i dovuti oneri di urbanizzazione che ammontano a circa 200 miliardi. Le opere sono necessarie per la qualità della Fiera e non possono essere caricate sui due comuni che non hanno risorse sufficienti a coprire costi che anche la legislazione urbanistica

mette a capo dei soggetti attuatori. I costi quindi sono uno dei nodi irrisolti, insieme ai tempi di realizzazione dellopera che, di slittamento in slittamento, rischiano di diventare ingestibili per il rilancio della Fiera e la sua capacità competitiva. Intanto si alza la protesta degli operatori ma anche la preoccupazione dei cittadini della nostra Zona che nel polo esterno affidano le speranze di una maggiore qualità della vita, riducendo l'invasione quotidiana delle auto e dei TIR da e verso la Fiera. Cinque anni di ritardi pesano come un macigno sulla attuale Giunta regionale e sul Presidente Formigoni.

nell'interno: /Pagina 3 La Certosa di Milano non ,iù di Gare nun,

nell'interno: a pagina 6 Walba-Musocco, passato, presente e futuro

nell'interno:

Valter Molinaro

Il 16 aprile si voterà nelle Regioni, vediamo cosa ha prodotto la legge 31, voluta dall'attuale Giunta e perno della campagna elettorale di Fonnigoni: un rischio concreto di smantellamento dell'idea stessa di SSN (in sintonia con il referendum voluto dai radicali, e ora respinto dalla corte costituzionale); il rifiuto di una politica di programmazione, privilegiando invece il "libero mercato". La Regione Lombardia ha presentato solo alla fine del mandato un piano sanitario regionale che è la pura sommatoria, a consuntivo, delle scelte precedenti, non rispettando neppure i contenuti della legge 31; una organizzazione sanitaria tutta centrata sull'ospedale, che sottrae gran parte delle risorse delle ASL;

nell'interno: a pagina 13 situazione COM lessa?

un indubbio stimolo al rilancio del privato rispetto al pubblico (siamo passati in Lombardia dal 20 al 30% circa di privato, come punte del 40% nella città di Milano), con oltre 2000 posti letto in più nel privato, e 2000 in meno nel pubblico; una penalizzazione netta dei servizi territoriali di prevenzione, diagnosi e cura, sia per l'avvenuta centralizzazione negli ospedali, che per l'impossibilità da parte delle ASL di organizzare servizi alternativi; una gestione fortemente centralizzata a livello regionale, con nomine politicizzate (alcune delle quali ora contestate dal TAR, perché non corrispondenti ai criteri stessi della Regione Lombardia), e assenza pressoché totale di controlli esterni (da parte dei cittadini, dei comuni...); SEGUE A PAGINA 17

nell'interno: a pagitui 15 diffinulere l'amore all'arte


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