MENSILE DI INFORMAZIONE-POLITICA-CULTURA
TVI I LAI/ ANNO XXII DICEMBRE 1 998 N. 1 1 SPED. IN ABB. POSI'. COMM. 27 ART. 2 LEGGE 549/95 MILANO LIT. 2.000
na rete intrecciata di norme che regolamentavano i rapporti tra pubblico e privato e che riguardavano la sfera amministrativa e politica.. A Milano questo segmento della vita. civile conosceva, da sempre, una particolare vivacità, una particolare inclinazione alla sperimentazione all'innovazione. Privato e pubblico interagivano con intensità e rapidità tali da riuscire a produrre norme più moderne e adeguate, nuovi modelli spesso imitati altrove. Poi, però, una frenesia mercantile ha invaso la vita politicoimprenditori al-amministrativa milanese raggiungendo soglie patologiche che hanno reso piuttosto obsolete anche le regole di più recente concepimento: in pratica le norme non erano più tanto gradite, erano diventate zavorra, pastoie che limitavano la libertà "d'intrapresa" sia economica che politica. Erano gli anni Ottanta, un periodo che il calendario della storia sembrava aver concepito appositamente per far andare in corto circuito un modello di organizzazione della vita civile in questa città. Nascevano così altre regole non scritte, spesso in palese contrasto con quelle ratificate dalle carte ufficiali e sbandierate ai congressi di partito e alle assemblee istituzionali, era la prassi a rendere più "efficiente e competitivo" il sistemaMilano. Nasceva - eleggendo subito Milano come propria capitale - la doppia morale della politica dal senso pratico, quella che risolveva i problemi, realizzava gli obiettivi (più i propri che quelli dei cittadini), quella che consentiva di annun:iare con orgoglio "la nave va'. Giampiero Rossi
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In principio c'er le regole
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MANIFESTIAMO PER LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE unedì 30 novembre dalle ore 18 alle 20 i cittadini di Figino e di Pero hanno manifestato davanti a Palazzo Marino contro il costruendo impianto di incenerimento a Figino ai confini con Pero. Nel volantino diffuso tra i cittadini da parte dei Comitati di Pero e Figino si legge: "...Il Sindaco di Milano interrompe la raccolta differenziata dei rifiuti e vuole privatizzare 1'AMSA, questo significa megainceneritore ancora più grande e riapertura delle discariche, ovvero permettere al grande potere economico di fare più profitti contro la salute dei cittadini (la nostra)". Altri temi che vengono avanzati dal volantino sono: "...perché i comuni vicini e le periferie della grande città siano integrati in un piano provinciale perché i rifiuti eccedenti le 350 ton. bruciate dal vecchio inceneritore, vadano da un'altra parte (Milano deve avere più inceneritori e non uno solo a Figino). Perché vogliamo che il vecchio impianto di Figino sia smantellato e sostituito da un bosco. Perché vogliamo che il nuovo impianto sia fatto con le tecnologie di sicurezza più avanzate. Perché vogliamo sia fatta la valutazione di impatto ambientale su tutta l'area circostante il megainceneritore (50 km quadrati)". I Comitati
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Emergenza profughi in via Gorlini !l'immobile comunale di via
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Gorlini 1, ex laboratorio del Politecnico lasciato libero alla fine del '96, successivamente assegnato ai Servizi Sociali e affittato all'Esercito della Salvezza, che doveva farne un centro di accoglienza per cittadini italiani e stranieri in difficoltà dopo averlo adeguatamente trasformato (secondo quanto definito nella convenzione), restituito dopo circa un anno e mezzo (troppo costoso adeguare l'ex laboratorio a pensionato anche per la presenza di notevoli quantità di amianto nelle strutture?) è tornato in carico al Demanio
nell'interno: a pagina 4 e 5 notizie dal quartiere San Siro
nell'interno: a pagina 10 e 11 speciale bimbi
che lo ha trasformato per qualche mese in deposito copertoni. Indicato dai cittadini come sede di biblioteca comunale, richiesto dalla Unione Italiana per la Lotta alla Distrofia Muscolare per la realizzazione di un progetto che prevede la realizzazione di un centro diurno per i propri associati e di una biblioteca aperta al territorio, è tornato in carico ai Servizi Sociali per far fronte all'emergenza profughi. Ai primi di novembre sono iniziati i lavori di sgombero dei copertoni e la Protezione Civile ha provveduto alla realizzazione delle opere
essenziali (come la realizzazione di un blocco di servizi esterni, quelli interni erano del tutto insufficienti) e alla fornitura di letti, materassi e coperte per poter aprire il centro. Il 17 novembre il centro ha accolto i primi ospiti, 32 persone di cui 14 bambini, 7 ragazzi, 3 adolescenti e 13 donne (il centro è destinato esclusivamente a donne e bambini, gli uomini sono ospitati in via Novara). Il 27 sono arrivati altri 32 bambini e 9 donne, portando così a 78 il numero degli ospiti. Daniela Radaelli SEGUE A PAGINA 9
nell'interno: a pagina 16 Giovanni Garuti riscopriamo l'altra Europa
E BUON ANNO A TUTTI