L'ESCAVATORE
ORIENTAMENTI
I lavoratori e il movimento sindacale italiano che rappresentano l'inte ro potenziale di lotta per un diverso sviluppo sociale ed economico,han no dimostrato con l'alta partecipazione agli scioperi generali, locali e di categoria, la loro ferrea volontà di arrivare ad un sostanziale al largamento della base produttiva nel nostro Paese con l'obiettivo irri nunciabile di dare lavoro sicuro a migliaia di operai, di donne e giova ni, dando così credibilità e consistenza reale anche alla difesa dei sa lari che con la rovinosa caduta della nostra moneta e la conseguente ri duzione drastica del suo potere d'acquisto, sono praticamente falcidia ti •
I metalmeccanici e le altre categorie di lavoratori che stanno rinnovare _ do i contratti hanno fatto del problema dell'occupazione e del control lo degli investimenti il loro cavallo di battaglia, infatti in tutte le assemblee nelle fabbriche e negli attivi dei delegati, l'esigenza di cam biare i meccanismi di uno sviluppo distorto che ha avuto come conseguen za la crisi del Paese pagata dai lavoratori, si riscontra in modo unani me •
Dall'altra parte le organizzazioni padronali sembrano invece orientate su posizioni ormai vecchie, sostanzialmente anti-operaie, volte al recupero dei margini di guadagno e di potere persi con le lotte degli ul timi anni, infischiandosene come sempre da 30 anni a questa parte, de gli interessi reali del Paese e ritentando scontri col movimento sinda cale, come se fosse possibile uscire da questa situazione senza il con senso dei lavoratori. coinnumw IN r
10 SONO DISPOS O A DARVI 'tuffo QUELLO CHE VOLETE...PURCHE' NONMICHIEDIATEDI DIMINUIRE I RIMI! DI.
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Giornale del Consiglio di Fabbrica FMC - Link Belt
aprile 1976
ODUZIONE E AMEN: R 1 I SALARI I
Grosse responsabilità in questo marasma sono da ricercarsi tra le forze di governo che anzichè esercitare il loro diritto di intervento princi palmente quando si tratta di salvare l'economia nazionale, applicando nella sostanza la Costituzione, creando un sufficiente numero di posti di lavoro partendo dalle chiare indicazioni delle organizzazioni sinda cali, preferiscono assumere un atteggiamento servile e rinunciatario nei confronti delle posizioni più retrive del padronato pubblico e pri vato2 per non parlare poi delle multinazionali nei confronti delle qua li il non intervento coincide con la distribuzione di "bustarelle". Ma la punta più avanzata di servilismo dei nostri governanti è ancora più evidente quando si tratta di difendere l'indipendenza politica nazionale senza la quale non può esistere indipendenza economica, ebbene in questo campo il Governo italiano non ha sentito e non sente il biso gno di rispondere all'arroganza degli americani sulla possibilità che "parte" della sinistra partecipi alla direzione del Paese, tradendo la volontà che gli elettori italiani avevano espresso molto chiaramente il 15 giugno. Noi pensiamo che sia necessaria una svolta politica radicale capace di realizzare sulla base delle esigenze reali dei lavoratori e delle masse popolari, un profondo rinnovamento strutturale della socie tà, intervenendo nei confronti dei padroni affinchè la smettano di arro garsi il diritto in nome di una non meglio specificata libertà di gesti re le fabbriche e l'intero capitale nazionale in modo fallimentare per poi farne pagare le conseguenze ai lavoratori, una svolta che il Paese si aspetta da tempo dove l'unica discriminazione deve essere nei confron ti dei fascisti, non certo verso quei partiti che maggiormente rappresentano la classe operaia; solo un Governo così ha la necessaria autori tà di sconfiggere il clientelismo politico ed economico, il potere ma fioso2 la politica delle bustarelle e l'evasione fiscale, costruendo insieme ai lavoratori una società più giusta. (mutti)
GLI INVE9TIMENfl 50NO CONGELATI E LA PRODUZIONE E' CROLLAI-A,
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Riuniti a Roma 1500 industriali della Federmeccanica
1500 industriali convocati dalla Federmeccanica nell'auditorium della Confindustria a Roma, si sono riuniti lunedì 8' marzo per fare il punto sulla vertenza per il rinnovo del onntratto.
Z' stata una assemblea contraddittoria che dimostra oome il padronato non sia stato capace, in questi anni, di costruire un'ipotesi di pòlitica industriale da oonfrontare,00n quella che il sindacato è andato invece elaborando, con il rischio di caociarsi in un vicolo cieco andando a pericolose prove di forza e sfide con , il movimento unitario dii lavoratori.
Vari interventi infatti, hanno rifiutato di prendere in considerazione la nuova real tà che è emersa in questi anni nelle fabbriche e nel Paese. Un'imprenditore si è chiesto:- "ma che'diavolo si nasoonderà dietro la richiesta di investimenti?" ed un altro ha esclamato: "sulla questione degli investimenti bisogna essere rigidi fino alla rottura",
A sostegno di queste posizioni si è espresso pesantemente il vice-presidente della Confindustria Corbino, che rappresenta i piccoli imprenditori della Federmeccanica, il quale pur di contrastare la richiesta di informazione sugli investimenti presente nella piattaforma sindacale, ha parlato di "segreti industriali" ed ha fatto gravi insinuazioni circa "la grossolana immaturità dei sindacati di periferia che non sono all'altezzh di trattare".
Questi interventi, accompagnati spesso da toni apocalittici e da minacce oscure ed intollerabili, hanno fatto leva sullo spirito "revanchista" e reazionario che è aleg giato nell'assemblea, riscuotendo anche applausi.
Più improntato ad un senso realistico è stato invece l'intervento del presidente del la Federmeccanica Mandelli, il quale ha detto che comunque un contratto "in cui gli impritnditori continuino a fare gli imprenditori" deve essere fatto. Ha ribadite per'altro l'accusa al sindacato di voler scardinare il sistema e di puntare alla ri duzione dell'efficienza produttiva, insistendo sul fatto che l'informazione sugli investimenti deve riguardare il livello regionale e settoriale ma non le aziende, facendo finta di ignorare che nella piattaforma sindacale l'informazione a livello di azienda è chiesta solo per le grandi fabbriche. Il presidente della Federmeccanica ha criticato alcuni "interventi emotivi" e le "proposte semplicistiche". "Qualcuno di noi - ha affermato - pensa di tornare al tem po antico, ha nostalgia del revanchismo, della reazione". Ha accennato "alla mancan za di omogeneità" ed alla necessità di "sapere chi siamo, da dove veniamo, dove vo gliamd andare", di "uscire dal mondo dei no" per andare verso una "politica di coe sistenza". Ha ricordato che si hanno "meno applausi quando si fa appello alla ragio ne che non al cuore".
Poi ha fatto marcia inddetrb rispetto ad alcune avventate dichiarazioni contro l'In tersind che-aveva rilasciato nei giorni scorsi per l'intesa raggiunta sugli investi menti. Ma ha detto anche che in questa intesa ci sono "cose mortali" ed ha attaccato duramente 1"ASAP. Non è un caso, del resto, che le prime avvisaglie della guerra aperta dal ministro Colombo contro l'accordo per i chimici delle aziende pubbliche, mentre non c'erano ancora le notizie ufficiali, siano state diffuse dalla tribuna di questa assemblea.
Sono emerse dunque tutte le contraddizioni che le lotte del movimento dei lavoratori hanno.aperto nel fronte padronale. Ma ora come si andrà avanti? Mandelli vuole trac tare, però ha precisato a quale apertura sono disposti gli industriali. Ma se veramente man ti vuole lo seontro, oome è stato affermato, non c'è che un modo: comincia rea prendere in seria oonsiderazione le.richieste dei sindacati, a partire dalla nuova tornata- di trattative che avrà luogo il 12 marzo.
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IL GIORNO
FEBBRAIO IL VICE SINDACO
Il quadro degli orientamenti in materia di trasporti pubblici, accompagnato da due delibere esecutive (90/91 per il tratto Lotto-Napoli-Lodi; ammodernamento linea Gorgonzola-Villa Fornaci) e da altre che affidano incarichi all'ATM e alla MM, è in questi giorni in discussione a Palazzo Marino ed è oggetto di attenzione e di confronto fra le forze politiche, sociali e sindacali della città e della Regione.
L'assessore ai trasporti e vice sindaco ha illustrato a grandi linee alle Organizzazioni sindacali le proposte di indirizzo complessivo e quelle esecutive.
ll punto di riferimento e di partenza è la delibera del marzo del 1974 con i 23 punti dei quali molti attuati, altri in via di attuazione e altri ancora in fase avanzata di studio o pronti per essere riproposti al Consiglio Comunale per i necessari provvedimenti deliberativi.
Le proposte sono ormai note: la tranviarizzazione del tratto sud dell'attuale circonvallazione filoviaria 90/91 fra piazzale Lotto e piazzale Lodi; prolungamenti d'Ile linee della metropolitana, « rossa », in direzione di Sesto, fino alle autostrade da una parte e, dall'altra, verso Baggio e fino a Molino Dorino (dove fra l'altro dovrebbe essere ubicato il deposito della MM); per la linea « due verde », prolungamenti invece verso Bettolino Freddo e Villa Fornaci e quindi, a sud, dopo porta
Genova, verso piazzale Ahhiategrasso.
Le proposte interessano anche le Ferrovie Nord e le Ferrovie dello Stato con la possibilità di utilizzazione delle varie stazioni e della cintura su ferro che circonda Milano per i collegamenti fra le varie linee di trasporto esterne e urbane, di MM, della nuova 90 /91, ecc.
Ci sono le indicazioni per una ristrutturazione delle linee tranviarie urbane con la loro proiezione verso la periferia e perfino fuori dei confini comunali: i provvedimenti riguardano, come è noto, la linea 2, prolungata verso Cinisello; il 15 a Rozzano e a Trenno; il 19 a Quarto Oggiaro il 12, di nuovo, al sant'Ambrogio; il 23 verso Arese, ecc.
Un quadro completo quindi che potrà vedersi concretizzato nel giro di sei-sette anni almeno per le opere e gli interventi più radicali mentre per altri la realizzazione è prevista in tempi avvicinati essendo di stretta competenza comunale.
Infatti gran parte di questo programma investe altri enti, le Ferrovie Nord, le Ferrovie dello Stato, la Regione, altri comuni: indispensabili quindi contatti, già avviati peraltro, accordi, verifiche, espropri.
Il terreno è comune e dovrebbe far registrare punti di intesa per i reciproci interessi che investono le varie parti.
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ING. KORAC HA RICE‘ UTO LA FEDERAZIONE MILANESE E DEGLI AUTOFERROTRANVIERI CGIL-CISL-UIL PER L'ILLUSTRAZIONE DELLE LINEE PROGRAMMATICHE DI SVILUPPO DEL SISTEMA DEI TRASPORTI PUBBLICI IN MILANO E NEL COMPRENSORIO.
I baroni della medicina sono indignati: affermano che l'entrata in vigo re della legge che non consente di lavorare contemporaneamente negli ospedali pubblici e nelle cliniche private, offende la loro serietà pro fessionale e mina la salute pubblica.
E' il disperato tentativo (comunque vano) di mantenere privilegi feuda li per proseguire a far soldi a palate sulla pelle dei malati.
La "mafia bianca" ha scatenato una polemica senza precedenti, minaccian do manifestazioni di protesta. A sostegno delle loro tesi i "baroni super-retribuiti" assicurano l'esodo in massa dagli ospedali per conti nuare il 1-voro nelle più generose cliniche private dove la salute si paga in contanti. Per ora comunque nessuno si muove dall'ospedale: il bluff è fallito. Hanno la necessità di farsi il "blasone" in ospedale per pretendere poi cifre da capogiro per gli interventi nelle cliniche private. I baroni contestano la legge; tirando fuori meschine giustifi cazioni tentano di salvare capra e cavoli, sentono che gli manca il ter reno sotto i piedi e soprattutto svanire la possibilità di redditi favo losi.
L'opposizione più decisa viene dai professionisti più potenti anche sul piano politico. "Andremo via dagli ospedali - dicono - per vedere quel che succede".
Sull'altro fronte, i medici democratici combattono l'isterica reazione dei loro colleghi accogliendo positivamente "dopo sette lunghi anni di attesa" una norma che mette fine ai privilegi di casta. La loro azione è sostenuta dalle forze progressiste e democratiche.
L'ANAO - Associazione Nazionale Assistenti Ospedalieri - ha ribadito la totale adesione al divieto di operare contemporaneamente nelle strutture sanitarie pubbliche e private.
L'ondata di sdegno dell'opinione pubblica per il goffo tentativo di ta luni che si battono per proteggere le baronie, ha trovato una ferma oE posizione tra le organizzazioni democratiche anche dei lavoratori.
Diciamo NO a chi annuncia ricatti di lotta selvaggia e corporativa, sa pendo che va di mezzo la salute dei cittadini, NO alle minacce dei big-Boss della salute che pensano anche a "serrate" con irresponsabili conseguenze tra l'altro sui livelli occupativi e che la facciano finita chi crede di potersi opporre con l'arroganza della casta agli interessi generali del Paese.
E' dunque necessario rispondere con tutti gli strumenti politici e legi slativi che si dispone e col senso di responsabilità che la disastrosa situazione sanitaria richiede.
BISTURI D' ORO
ESTRATTO CONTO
I lavoratori, iscritti al "Fondo pensioni lavoratori dipendenti" per poter beneficiare della pensione in giusta misura corrispondente allo effettivo salario, debbono vigilare, perchè siano versati al predetto fondo i contributi in relazione alla reale retribuzione, per tutto il periodo lavorativo.
Il lavoratore deve preoccuparsi, utilizzando le iniziative del. Parona to Sindacale, con i controlli delle buste paga, libretto personale, ecc. e avvalendosi delle possibilità derivanti dallo Statuto dei Lavoratori in applicazione dell'art. 38 della legge 153/69, che il datore di lavo ro entro il 31 marzo di ogni anno gli consegni un ESTRATTO CONTO, sul quale debbono essere indicati, la retribuzione corrisposta per i perio di di paga e i relativi importi versati all'INPS per l'assicurazione ob bligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, con la chia ra indicazione distinta, della trattenuta sulla retribuzione e quella versata a carico del datore di lavoro.
A tale proposito va ricordato che i periodi di malattia vanno coperti in relazione alla quota che 1' azienda deve integrare al raggiungimen to del salario al 100% sulla quota che l'INAM paga, in pratica il lavo ratore, anche in questo caso, deve avere garantita la sua marca mensile anche se in misura ridotta, e non come erroneamente agiva l'azienda ga rantendoci i contributi fino al 20° giorno e lasciando scoperti per i_ periodi oltre detti giorni.
Va anche detto, per correttezza, che l'azienda si è impegnata a regola rizzare i periodi arretrati fino a quando si è acquisito il diritto al 100% del salario in caso di malattia.
p. il Patronato (Farris)