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'TRASFORMARE,ABBRICA SCUOLA g CCII,C1St • '''t«
a cura del GOnsiglio di fabbrica FLM dei lavoratori IRT-FIR
Redazione:
Commissione Stampa e propaganda
Sorvino - DiPietro
sciarra - Binetti
Cirino - Berti
Questo numero è sta to chiuso
mercoledì 30/3/77
4m1*
Sommario:
d'a 4' 8RIENTRO CIG
41' pag, 3 I LAVORATORI, MACCHINE O UOMINI pag;' 4
4"' SPAZIO DONNA pag: 6
4(1' 4 DOMANDE AL COMP. PIZZINATO pag' 9
4.9. IL CONSULTORIO pag, 13
4tb O GIOVANI pag. 14 orlo O CONGRESSI pag. 16 ddrb o CRUCIVERBA pag: 19
RIFLESSIONI
SUL DELEGATO
In questi giorni andremo ad integrare alcuni dele gati mancanti su alcune linee,TVC,inser.sottogr.
E' un fatto apparentemente burocratico ma che riveste una importanza politica fondamentale,anche per il momento in cui cadono:crisi generale del paese,piattaforma aziendale ecc.
In alcuni casi,nelle precedenti votazioni del CdF l'elezione e la scelta del delegato ha rappresentato per i lavoratori un tentativo di scaricarsi responsabilità(che sono di tutti),la ricerca di a un capo espiatorio su cui scaricare rabbia e tener sioni creati ad arte dalla Direzione e da chi ne esprime drettamente gli interessi nel rapporto di retto con i lavoratori.
E' stato un criterio sbagliato e che deve essere cambiato per il futuro.
In questi anni di grande tensione politica e di grandi lotte condotte in difesa del posto di lavoro e per lo sviluppo,il ruolo e la responsabilità del delegato si sono accresciuti enormemente e non deve sorprendere se tali fatti hanno molto spesso 'messo in crisi quei delegati meno preparati alle grandi responsabilità anche se dotati di buona volontà.
Fare il delegato costa enormi sacrifici,di tempo in primo luogo,ma di più in impegno di studio e approfondimento,confronto e scontro col padrone ma a volte anche con i lavoratori che attendono (e giustamente)risposte chiare e indicazioni giu ste. Comprendere questi proplemi vuol dire capire il processo lento ma positivo che ha avuto la classe operaia in questi anni di conquiste impor tantissime e che poggiano anche e per molta parte sul sacrificio,l'intelligènza la serietà e credibilità di molti compagni e compagne che di questa scelta ne hanno fatto una ragione di vita.
Dopo il rientro al lavoro Conquiste - limiti e prospettive
A nessuno puó sfuggire il significato della fine della CIG con il rientro di tutti i lavo ratori avvenuto il I4/3/7Y.Due anni di dure lotte non sono passati invano e oggi ci ritro viamo in fabbrica per dare continuità alla lotta iniziata allora per garantirci una prospettiva più sicura.
In questa occasione vogliamo fare alcune riflessioni.
Quanta parte degli accordi firmati a Roma siamo riusciti a far rispettare?
Come abbiamo gestito tali accordi e quelli del contratto nazionale di lavoro?
Sono domande leggittime a cui bisogna dare una risposta chiara.
Il rientro di tutti i lavoratori dalla cassa integrazione dopo due anni è senz'altro una grossa vittoria se si considera che siamo partiti con una richiesta di 1000 licenziamenti e con la prospettiva della liquidazione della fabbrica.
Non solo. La Conferenza di produzione aveva indicato con chiarezza la volontà nostra e la possibilità di andare ad una riconversione produttiva in direzione di produzioni che rispondessero meglio ai bisogni sociali e rappresentasse una garanzia occupazionale. Su questa strada ci siamo mossi in tutte le successive iniziative fino alla firma degli accordi.
MA I PEZZI DI CARTA FIRMATI DA SOLI NON SONO SUFFICIENTI A GARANTIRCI IL POSTO DI LAVORO! Alla grande capacità di respingere l'attacco all'occupazione,non ha corrisposto altrettan ta capacità di far rispettare gli accordi. Qui si registra il limite più grosso della nos tra azione.
Il calo dell'occupazione (circa 300) l'intensificazione dello sfruttamento,l'organizzazio ne del lavoro,non hanno avuto una risposta efficace da parte nostra. E' necessario supera re questi limiti e attaccare con convinzione e partecipazione tutti gli aspetti qualifican ti che abbiamo sintetizzati nella piattaforma: ,) gz3
INVESTIMENTI E RUOLO DELL'IRT NEL GRUPPO AEG-TFK
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
E' los elapattor• per I. sicura:da ? Me
AMBIENTE E SERVIZI SOCIALI appona scoparti alcuni ingranacipi non protetti
SALARIO ( de United Rubber Work« - USA) per rilanciare l'iniziativa in fabbrica e fuori.
Ma anche su questi punti bisogna far chiarezza: già il C.C.N.L. ci dà la possibilità di strumenti per un controllo serio sugli investimenti, mobilità,salute,ecc. Quindi nella piattaforma intendiamo garantirci tali diritti,ma se manca da parte nostra -la capacità,e la lotta,dliporre e gestire tali conquiste resteremo sempre con i hl A hl pezzi di carta che da soli non garantiscono nulla. a • dalle parti sociali 'sa
La riconversione e lo sviluppo non sono un pezzo di carta sottoscritto ma un processo lungo e difficile.
(C GtIELic sEmpkf DE90 . AffENIO, LA PISTA CHE SE&UI E 513AGLIAIA i t eLpEioL: SONODA 12 4-ERcAR
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3 • 3 3 PROBLEMI AZIENDALI
5 AllitovE,li STAI eiGCANDO LA LARRIfi
»A tu! fEsfARDONA (e" liNLJAIO NELLA PISTA SdAr,LIA TA E COMEUN FESSO NA WSMOUN INNOCEN1E SEN
PROVE'
Considerazioni sull' organizzazione del lavoro I lavoratori : macchine o uomini ?
Come era prevedibile l'avviamento delle nuove linee della tvc ha generato fra le lavoratrici e i lavoratori una serie di malcontenti sfociati poi in un conflitto aperto non facilmente componibile.
Noi crediamo che all'origine di questi con flitti non ci sia soltanto una questione di tempi "stretti",anche se il problema dei ritmi elevati è tutt'altro che risolto ma ci siano anche problemi di organizzazione del lavoro,e fra questi il più grosso è quello della posizione che la lavoratrice o il lavoratore ha in essa.
Nell'attuale organizzazione del lavoro la operaia é valutata né più né meno che come una qualsiasi macchina.
Nel processo produttivo non gli è quindi richiesto una reale partecipazione come es sere umano con proprie capacità creative, fatta eccezione per una generica attenzione nell'esecuzione del lavoro eseguito secondo schemi e con attrezzi da altri predispo sti. Infatti quando il tempista "prende" il tempo a un operaio fa più o meno le stes se operazioni,certo con tecniche diverse, che si fanno per misurare il rendimento di un motore alla sala prove dell'Alfa Romeo. Il tempista infatti con tutti i suoi conteggi cerca di trovare la quantità di lavoro che l'operaia può sviluppare con i suoi muscoli; é costretta cioè ad applicare con le tecniche che gli hanno insegnato una formuletta della fisica che viene espressa con le seguenti lettere
L=FxS (lavoro=Forza per spostamento) che vuol dirdPie,i1 lavoro (L)che un operaio fà,si ricava moltiplicando lo sforzo (F)dei suoi muscoli per gli spostamenti (S) che le sue mani fanno durante l'esecu-
zione del lavoro.
Molti si domanderanno:ma come fa il tempista a misurare lo sforzo dei muscoli?
Il tempista in questo caso non misura diret tamente lo sforzo dei muscoli perchè ciò non sarebbe praticamente possibile,ma ha a disposizione delle tabelle compilate da misteriosi medici in misteriosi laboratori con dei numeri chiamati "coeficienti di forza" o anche impropriamente "coefficien ti di riposo" che esprimono lo sforzo che il lavoratore può compiere.
Altri si domanderanno ancora come fà il tempista a misurare lo spostamento (S) delle mani durante il lavoro.
Anche qui il tempista applica una formilette dell& fisica che si esprime con le lettere: S = V x T (Spostamento=VelocitàXTempo) e che vuol dire che lo spostamento (S) delle mani si ottiene moltiplicando la velocità (V) con cui le mani eseguono il lavoro per il tempo (T) che si impiega a fare quel lavoro. Naturalmente il tempista per misurare il tempo usa il cronometro, ma per misurare la velocità delle mani o ritmo non esiste nessun strumento e quindi bisogna sperare nell'abilità del tempista. Le formulette L = FxS e S = VxT possono usate anche per misurare il paranco che solleva i
benissimo essere il lavoro che fà cinescopi.
Come vedete non abbiamo affatto esagerato quando prima abbiamo detto che per l'attua le organizzazione del lavoro inventata dal l'ingegnere americano Taylor,l'operaio è considerato ne più ne meno che una macchina. Non risulta infatti che nel misurare la quantità di lavoro che l'operaio deve fa-
ATTUALITA'
C441 94y 0 '14*2GRAZIE ALLE 6 ORE DI STRAORDINARIO CHE FACCIO OGNI GIORNO, SONO RIUSCITO AD ALLONTANARE DA ME LO SPETTRO DEL DOPPIO LAVORO«
re,il tempista prende in considerazione con le sue tecniche le capacità del cervel lo,o intellettuali come si dice comunemente oggi,o magari l'intera personalità del lavoratore,ma lo ripetiamo e lo ripeteremo fino alla noia gli interessano ed é in gra do di misurare soltanto gli sforzi delle sue braccia..
Come si fà allora a meravigliarsi se il la voratore che si vede sminuito si ribella. Eppure c'é ancora gente nella nostra fabbrica che credendosi particolarmente impor tanti ed istruiti si sentono in dovere di esclamate:"Ma cosa vogliono questi operai!" oppure:"L'Italia é il paese dei lazzaroni e dei furbi,all'estero ' t1
Se questa gente ogni tanto si degnasse di leggere,scoprirebbe che il problema del cambiamento dell'organizzazione del lavoro é un problema mondiale e non solo italiano e che per esempio in Svezia la fabbrica di automobili Volvo ha anche fatto parecchi esperimenti per cambiare il sistema di pro duzione nei propri stabilimenti,dato che la vecchia catena di montaggio era la fonte di un fortissimo assenteismo.
Riportiamo tutto questo non per esaltare gli esperimenti svedesi,di cui non conoscia mo la validità,ma solo come testimonianza della reale esistenza del problema.
A questo proposito dobbiamo sottolineare che anche in America,malgrado l'introduzio ne dell'automazione,anzi forse peggiorato da ció,i1 problema si presenta ormai da diversi anni con una drammaticità forse scono sciuta in Italia.
A testimonianza di ció riportiamo il brano di un articolo che riferendo della strada intrapresa dagli svedesi mette in evidenza come anche in America r.operaio si ribelli
in una maniera veramente preoccupante. Il brano é tratto da un articolo pubblicato dalla rivista "SUCCESSO" dell'aprile 73, una rivista non certamente di sinistra che dice testualmente: "Il dream plant (impian to di sogno) di Lordstowu (Ohio) della General Motors,costruita solo 2 anni fa e mostrato con orgoglio a 34000 turisti all' anno come la più grande,rapida e moderna catena di montaggio degli USA,si é dimostra ta un disastro.
I robot,semplificando enormemente un lavoro già troppo facile,hanno eliminato nel]) elemento umano le ultime tracce di abilità professionale. L'uomo si vendica di questa crudele spersonalizzazione gel lavoro con un sabotaggio deliberato. Gli operai si ven dicano sfregiando carrozzerie,danneggiando carburatori,strappando fili elettrici,quando non arrivano all'incendio. Talvolta i collaudatori si rifiutano di lavorare tema do per la propria incolumità".
I Sindacati italiani da parecchio tempo si battono perché l'attuale organizzazione del lavoro venga cambiata,perché vengano ricom poste le mansioni,ecc;ma i risultati finora sono stati scarsi.
Bisogna quindi impegnarsi di più,perché se si dovesse fallire i casi descritti nel bra no riportato si moltiplicherebbero all'infi nito forse anche in Italia e ció dovrebbe seriamente far pensare i nostri imprenditori. Se in Italia non si sono ancora verificati in maniera consistente dei cogportamek ti simili é perché la classe operaia italiana i suoi Sindacati hanno saputo finora trasformare la rabbia leggittiIa in un forte movimento di lotta che deve trovare uno sbocco. positivo.
Un impiegato tecnico
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PROTAGONISTE : un ruolo da conquistare
Fino a qualche anno fa la donna era vista e relegata re: ruolo di "angelo del focolare" mantenuta e difesa dall'uomo percne dies o serviva affila società che aveva bisogno di tanti figli da sfruttare e mandare in guerra,di una"tuttofare" che assicurasse all'uomo (anche lui sfruttato) la "assisten,..a fariLiare" che gli permettesse di dedicare tutte le sue energie al signore o pad- attraverso il ruolo di padre-marito-padrone in casa l'uomo potesse scaricare _e tensioni e la rab bia di sfruttato.
Tutto ciò per il bene della Patria.
Successivamente la donna é stata trasformata dalla società dei consumi in oggettosoggetto del più forsennato consumismo attraverso la pubblicità,le riviste specializzate,la televisione,ecc. perché al capitalismo serviva vendere sempre più cose da usare per poi buttare e per questo gli serviva anche la donna in produzione da pagare poco e spremere molto:insomma sfruttata in fabbrica e fuori.
Oggi la donna rivendica un suo ruolo nella società di parità di diritti e doveri nei confronti dell'uomo e di rispetto nella società.
Ci troviamo però di fronte a diversi modi di affréntare il problema da parte delle donne:dalla donna "diva" che prende ciò che può con il corpo,il fascino,l'arte,ecc. alla donna "femminista" che attraverso la "provocazione e la violenza" cerca di porsi in concorrenza con l'uomo,alla donna che insieme all'uomo lotta per cambiare questa società che li sfrutta.
Riteniamo comunque che non ci può essere una società giusta senza l'emancipazione della donna e l'abolizione dello sfruttamento.
Fin quà va tutto liscio:sono le solite chiacchiere!
Potremmo dire anche che i problemi della donna non potrà mai risolverli l'uomo,né una legge,né la buona volontà di chicchessia,ma solamente la donna che si ponga quale protagonista della propria emancipazione e partecipi con l'uomo in ogni momento alla lotta di classe.
SIAMO IN UNA FABBRICA A STRAGRANDE MAGGIORANZA FEMMINILE,con un C.diF. nel quale ci sono 18 donne delle quali 4 in esecutivi eppure le donne all'Imperial non svol gono un ruolo trainante e di direzione politica sindacale come dovrebbe essere.
QUESTO PERCHE'? E' FORSE COLPA DELL'UOMO?
Riteniamo troppo facile e controproducente incolpare l'uomo per sentirsi così delle vittime innocenti e continuare tranquillamente a fare la maglia.
E' vero,le donne dell'Imperial hanno sempre lottato e lottano,ma purtroppo tendono troppo a delegare i problemi(magari perché c'è un Consiglio di fabbrica in gam ba?),e quindi a lasciare che siano gli altri a risolverli. Non vogliamo andare avanti a provocarvi per questo vi invitiamo a scrivere artico li,posta,ció che volete all'Apriscatole che dedica questa pagina a voi. Esprimetevi liberamente su ciò che volete,questa pagina dovete riempirla voi altrimenti resta vuota!
SPAZIO DONNA
LA PAROLA AI LAVO R ATOR I
0Cout ne pevuL dei' APRISCATOLE í1 gíoknalíno del C.d.F. ?
0(.2m.aU, atgomentí vo/ute3tí 7 O33e/1.0 tuuttatí nel gíotnalíno?
E'un giornale di fabbrica ed é bene che riporti i problemi della fabbrica,sotto questo aspetto va bene,cioé bisogni ed esigenze dei dipendenti.
Per quanto riguarda i contenuti bisognerebbe vedere il rinnovamento,per il momento non ha corrisposto a tale rinnovamento. Bisognerebbe che i problemi trattati vadano oltre la faobrica e si occupi di problemi sociali di interesse per i lavoratori.
Concretamente:il problema invalidi esempio sarebbe da trattare con più frequenza ecc.
Losio
Ci sono cose interessanti anche se non lo leggo tutto.
Devono essere cose che riguardano i lavoratori in fabbrica.
Gruppo Allineatrici
5)(5 C'interessante e importante,magari bisognerebbe farlo di più,l'importante che ci sia un linguaggio semplice e comprensibile.
Bisognerebbe fare uno sforzo sulle questioni interne che ci riguardano,posti di lavoro spostamenti ecc. Molto spesso lo portiamo anche a casa che lo leggono i nostri mariti.
Gruppo Inseritrici
2)(5
Molto interessante.
Problemi del lavoro perché ci trattano in modo disumano.
Lavoratrici Sottogruppi
E'interessante.
Tratta però di argomenti talvolta ínesatti,tipo il numero che trattava gli uffici tecnici. Inoltre la vostra iniziativa nei confronti dei capi centro in preparazione della piattaforma é purtroppo fallita,dal momento che l'interesse della maggior parte dei miei colleghi era interessata solo al problema soldi e non sulla piattaforma e i suoi aspetti tecnici come doveva essere.
Un Capo Centro
E'un giornale ottimo e scpratutto obiettivo e necessario é inoltre l'unico mezzo di informazione che esiste all'interno della fabbrica.
E'abbastanza completo,tratta problemi sindacali e personali esaudientemente. Ampliare di più i problemi sociali e in particolare i problemi femminili.
Botturi
Troppo moderato,non attacca a fondo i responsabili di questa fabbrica.
Esporre di più i problemi degli operai,esempio sugli straordinari e la loro dannosità per l'occupazione,inoltre più interviste ai lavoratori e coinvolgimento,meno pettegolezzi
Cardazzo
INTERVISTE
7
STORIA E CRONACA MENSILE momenti più significativi del 1977
4 Manzo - Apptovata dal Con3íg/ío di MíníAttí la legge pet la tigotma zsanítatía
" - La Cotte dí As4í4e dí Roma condanna a 9 anní Fabtízío PanzéAí pet concouo morsale neWuccí4íone de/ giovane ga4cí4ta gteco Mantaka4
7 Manzo - Sí apte la quatta Con6etenza Nazíona/e FLM a Fítenze deí deZegatí,ví pattecípàno pet la ptíma volta anche tappte3entantí deg/ í. 4tudentí
8 Manzo - Celebtato Ln tutta Ita/ía /a gíotnata della. Donna,all'Impetíal auemblea con íl conzulttío
ti FP - CGIL CISL UIL índícono pet í/ 18 uno Scíopeto geneta/e dete'índu3ttía e Mezzogíotno,Roma ano dí 4 orse peto L'occupazíone,Mezzogíotno e /a modí6íca deí dectetí del govetno
10 Matzo- Il Patlamento decide pet í/ tínvío a/ gíudízío de/Z'A/ta Cotte dí Gw e Tanauí
11 Manzo- Lo 4tudente LOAU430 dí Lotta Contínua uccízho durante 3conttí tta Po/ízía e 4tudentí a Bologna
16 Manzo-Immen4a gatta alla mangutazíone dí Bologna contto la ptovocazíone e í1 6a4cí4mo,pet /a democtazía
17 Manzo-PAímo íncontto An AuoLombakda per la píattagotma della Impetía/
18 Manzo- Grande prova dí Gonza e unità. 6ta /avotatotí,dízoccupatí,4tudentí nello
4cíopeto per L. Mezzogíotno occupazione e contto dectetí govetnatíví
19 Manzo- S.G.i..wseppe pníma gusta abolita
21 Manza- Andteottí íncontta paAtAtí per /a lettera dí íntentí de/ FMI
23 MARZO- InAz<lano gli ínconttí bílatetalí pkomouí dal PSI atea A paAtAtí che uustengono governo
e
Costo del lavoro - decreti - salario - unità sindacale
Quattro domande ad Antonio Pizzinato Segretario prov. della FLM milanese
DOMANDA --1."
Fra i lavoratori della Imperial, come pure delle altre fabbriche, continua la discussione, le domande sul significato dell'accordo fatto fra sindacati e confindustria ed il successivo decreto Andreotti relativo al costo del lavoro. A Firenze, alla 40 Conferenza nazionale, la F.L.11. ha detto di ritenere chiuso il discorso del costo del lavoro. Cosa vuol dire?
RI SPOSTA
Il padronato ed il governo, nonché governi ed enti internazionali, come ad esempio il Fondo idonetario, da più mesi portano avanti una campagna ed un'azione per dimostrare che le cause dell'attuale crisi economica del nostro Paese deriverebbero fandamentalmente dal costo del lavoro ed in questo modo tentano di mascherare quelle che sono le reali cause della profonda crisi di carattere strutturale. Questa impostazione del padronato ha anche l'obiettivo di evitare di mutare le strutture ed il modello di sviluppo della nostra economia nazionale e di far pagare unicamente ai lavoratori le conseguenze della crisi medesima. L'iniziativa e l'azione del sindacato é invece tesa ad imporre i profondi mutamenti necessari alla politica economica partendo con l'affrontare il problema della riconversione industriale, degli investimenti, dell'occupazione in primo luogo nel Eczzogiorno. E' in questo contesto che va collocato il discorso relativo al costo del lavoro e all'accordo raggiunto negli scorsi mesi fra 3Indacato e Confindustria. Questo accordo, pur con le sue luci ed ombre, metteva la parola fine al confronto sul costo del lavoro per poter affrontare concretamente i problemi più complessivi e gli aspetti fondamentali per uscire dalla crisi. Purtroppo, venendo meno agli impegni dallo stessé assunti al momento del raggiungimento dell'intesa, il Presidente del Consiglio invece che trasformare unicamente in legge l'accordo raggiunto, ha presentato un decr.to legge che ne modifica profondamente i contenuti. ldodifiche che costituiscono un vero e prpprio wttacco al sindacato ed ai diritti e ai poteri di contrattazione conquistato dallo stesso in questi anni. Infatti con esse, per la prima volta negli ultimi 30 anni, si tenterebbe di annullare per legge un diritto contrattuale come Quello relativo alla contrattazione aziendale oltre a snaturare attraverso la "sterilizzazione" il congegno della scala mobile.
La F.L.E. nella sua IV Conferenza ed il movimento sindacale ribadendo il concetto di ritenere chiuso il discorso relativo al "costo del lavoro" ha voluto concretamente dire che il decreto Andreotti va profondamente mutato nel senso di eliminare gli articoli relativi al "blocco della contrattazione articolata" ed alla "sterilizzazione della scala mobile" e modificato nella parte repiva alla fiscalizzazione degli oneri sociali
INTERVISTE
DOMTDA
RISPOSTA
e all'aimento dell'IVA affinché la stessa non div'enti un incentivo al processo inflazionistipl in atto quale conseguenza dell'aumento lei prezzi per l'aumento IVA. In altre parole ristabilire, per legge, i contenuti dell'accordo con la Confindustria.
In tal sensd le imponenti manifestazioni svoltesi sia in Piazza Duomo a Milano, come nelle altre città sia del Sud che del Nord in occasione dello sciopero nazionale del 18 marzo scorso, stanno ad indicare la volontà e la capacità del movimento di unificare gli obiettivi per la rinascita del Mezzogiorno e della modifica del decreto Andreotti nonché la bikhili dei lavoratori di proseguire in questa azione sino al raggiungimento degli obiettivi.
Ci hai risposto per quanto riguarda il significato delle decisioni prese dalla F.L.M. e sul costo del lavoro, ma cosa é questo discorso sulle "strutture del salario"?
Con l'accordo con la Confindustria si sono affrontati gli aspetti relativi all'indennità di contingenza sulla indennità di anzianità; le cosidette "contingenze anomale" e altri aspetti normativi. E' fuori dubbio però che benché in Italia il costo del lavoro sia inferiore a quello dei livelli
dif-
europei al suo interno vi é un grosso ed insoluto probleme, cioé la ferenza fra costo del lavoro e salario percepito dai lavoratori.
Infatti 1.000 lire di costo del lavoro solo 480 vanno in busta paga, mentre, ad esempio, in Inghilterra, n4anno 800. Molteplici sono i fattori, sit tratta di operare affinché la quota, la percentuale di co-to del lavoro che va al lavoratore si avvicini a quelle che sono le percentuali degli altri paesi industrializzati. Questo presuppone si affronti il problema più complessivo degli oneri sociali nei suoi vari aspetti; contemporaneamente vi é pure la struttura del' salario che necessita di essere affrontata per andare alla sua trasformazione; in modo che quelle che sono le diversità che determinano contraddizioni all'interno dei lavoratori siano superate.
Basta per tutti l'esempio della diversità che vi é nell'indennità di anzianità, all'interno delle stesse categorie e fra i diversi settori, ed altri aspetti ancora.
Si tratta di aprire un dibattito fra tutti i lavoratori per definire le linee di una nuova struttura del salario, da realizzarsi gradualmente e da valere per tutto il mondo del lavoro: industria, commercio, pubblico impiego, agricoltura, In tale azione si deve partire dalle conquiste realizzate e che prossimamente vengono ad unificare una serie di trattamenti come ad esempio la contingenza.
Qu esta misiva struttura del salario dovrebbe essere:
a) stipendio base contrattuale per ogni livello che sappia giustamente va1o
INTERVISTE
CARLI - Il mito dell'impresa.
lorizzare i reali valori professionali dei lavoratori; la contingenza mensile uguale per tutti; eventuale, limitata, parte della retribuzione collegata all'anzianità con uguali caratteristiche per tutto il mondo del lavoro; la voce aziendale.
Su questi aspetti della struttura del salario si tratta di passare alla elaborazione e formulazione di proposte precise da discutere con tutti i la— voratori, prima di essere nuovamente presi in contropiede dalle forze padro— nali che ci metterebbero in difficoltà in quanto ci costringerebbero a muoversi in risposta ad un attacco e non invece sulla base di nostre pro— poste
DOMANDA
Tutto questo riguarda le cosa relative e al costo del lavoro e 1 a struttura dei noJtri salari, ma noi crediamo che non siano tanto questi i problemi di fondo per uscire dalla crisi.
RISPOSTA
Certo, questi sono aspetti importanti che vanno affrontati affinché non si determini, in conseguenza della crisi, ulteriori lacerazioni e divisioni fra i lavoratori , occupati, disoccupati, Ibmini. aonne, giovani, ecc., ma bensì si rafforzi la loro unità indispensabile nell'azione per imporre i mutamenti di politica economica e nelle strutture di potere necessarie per uscire dalla crisi. Si tratta di una battaglia per imporre una giusta legge di riconversione industriale, una programmazione eccnomica articolata teriitorialmente e per settore con precisi programmi di investimento nei setttori strategici e che porti a ridtfinire un assetto complessivo del tessuto industriale nel nostro Paese avanzato tecnologicamente ed equilibrato territorialmente, con una più ampia base produttiva e cio4on un numero &aggiore di posti lavoro. A titolo di esempio si devono definire programmi settoriali per il settore energetico, elettronico, agro—industriale, ecc. Attraverso questa via, con iniziative specifiche si tratta di affrontare compiutamente il problema dell'occupazione femminile e giovanile che con tanta drammaticità é stato posto a livello del Paese.
Certo la mancanza di una programmazione nazionale con punti di riferimento settoriali rende più difficile il coordinamento dell'iniziativa sindacale ,IES5uN REATO, MA
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SONO DELLA
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CHIAROVEGGEN11" DEL MINISTERO i DELL'INTERNO!
aziendale in particolare riferita alla prima parte del contratto, cioé sugli investimenti ed occupazione.
Malgrado ciò il Sindacato deve portare avanti l'iniziativa sui due piani perché vicendevolmente si influenzino e si mandi così acanti questo processo complessivo, badtendo sia le resistenze del padronato che si verificano a livello aziendale sulla prima parte del contratto quando dicono che non hanno riferimenti nazionali e contemporaneamente sia quando, a livello nazionale, fanno di tutto (come continua a ripetere il presidente della Confindustria Carli) perché non vi sia una legge di riconversione industriale che intervenga sui poteri delle aziende nell'indicare precisi programmi settoriali e di investimento.
DOMANDA _o.
In questo contesto a tuo parere come si collocano i congressi sindacali? RISPOSTA o.
I congressi dei prossimi mesi che saranno effettuati contemporaneamente per la prima volta in questo dopoguerra dalla CGIL-CISL-UIL e che attualmente sono già in preparazione con le assemblee pre-congressuali di fabbrica costituiscono un momento importante.
Infatti essi dovranno consentire di realizzare un ampio confronto con i milioni di lavoratori italiani dell'industria, del commercio, dell'agricoltura e del pubblico impiego e con le grandi masse popolari sulla linea di iniziativa sindacale portata avanti in questi anni e sui compiti che stanno di fronte per superare le attuali difficoltà derivanti anche da errori e insufficienze commesse dall'insieme del movimento.
In questo quadro decisivo sarà il contributo dei lavoratori anche per superare lo stato di difficoltà, di arretramento che vi é nel processo unitario, ben sapendo che se si vuole essere un sindacato di classe, all'altezaa dei tempi e che interviene direttamente e attivamente con successo per uscire dalla crisi ha bisogno di essere unitario.
Si tratta di far riprendere il cammino al processo unitario superando ostacoli e difficoltà con l'obiettivo di realizzare effettivamente l'unità organica. Un sindacato unitario e di classe, nel quale si ritrovano tutti i lavoratori e che ha aa capacità di esprimere una propria proposta ed iniziativa politica complessiva, che esprime gli interessi complessivi dei lavoratori e delle grandi masse popolari, con la quale sia confronta con l'insieme delle forze politiche e sociali ed in questo modo rafforza pure la sua unità.
Un tale sindaratn é parte e soggetto attivo del Quadro politico complessivo e quindi protagonista della trasformazione della società. E' questo il sindacatoti di cui ha bisogno la classe operaia e le grandi masse popolari italiane e che come metalmeccanici dobbiamo unitariamente impegnarci a far progredire nell'insieme del movimento sindacale nei prossimi congressi congederali. Anche in questo consiste la grande importanza dei congressi! 1Z
INTERVISTE
Consultorio
Per una maternità libera e cosciente
Tra i molti problemi che si possono affrontare all'interno dei consultori pubblici vi è quello molto importante della prevenzione delle nascite. Il consultorio diventa così il luogo dove ci si può recare anche per ricevere informazioni e spiegazioni su tutti i metodi contraccettivi a disposizione,sui loro rischi,vantaggi,percentuale di fallimento ecc. Noi riteniamo sia molto importante per i singoli e le coppie la conoscien za dei mezzi anticoncezionali perchè crediamo che la contraccezione,anche se ha come fine fondamentale il controllo delle nascite,ha anche il fine non certo secondario,di favorire l'armonia sessuale della coppia.
E' diritto di tutti,indipendentemente dalle proprie condizioni economiche, prevenire la gravidanza,facendo così della procreazione una scelta libera e consapevole e non uno sbaglio, un caso.
Decidere il numero e allevare quanti figli di desiderano,distanziare le nascite e fare della conoscenza del proprio corpo un diritto di cui godere con maturità.
Si riuscirebbe così forse a ridurre quella piaga chiamata aborto,così traumatizzante e pericoloso per la salute della donna e ridurre così la mortalità infantile.
Gravidanze troppo numerose sono pericolose dal punto di vista fisico oltre che economico ed incentivano le pratiche abortive clandestinelprocu-rando gravi rischi a seconda delle condizioni in cui l'aborto viene ese-guito,condizioni che variano in funzione della disponibilità finanziaria. Gravidanze troppo ravvicinate hanno inoltre riflessi negativi sulla madre (stanchezza depressione nervosa anemia) sia sul figlio con carenze sia di sviluppo che affettive.
Sembra accertato che se il parto e il concepimento successivo sono distan ti almeno sei mesi,vi è un aumento dei parti prematuri,malformazioni,abor ti. La contraccezzione poi, liberando la donna dalla paura di gravidanze come possibile conseguenza di un rapporto sessuale,favorisce la possibili tà di una comunicazione più profonda anche sul piano affettivo tra i due patner. Vi è dunque da parte della donna l'affermazione sempre più matura e progressiva del fatto che la sessualità è un diritto,ma un.diritto pari tario.
13 PROBLEMI SOCIALI
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>si _% NIDO SCUOLE mATERME CONSULTORI
Da qualche tempo è tornata alla ribalta la questione giovanile.
In modo assai traumatico per le note vicen de di Roma,Bologna,Milano,ecc. si parla e si affronta la grossa questione giovanile che vuol dire scuola,occupazione,prospetti ve. Si parla e si affronta in modo assai insufficiente e molto spesso sotto la pres sione di fatti drammatici che esplodono or mai periodicamente e in modo irrazionale. Cosa dire di tutto ciò?
E' nata la crisi che stà attraversando il paese e in questa crisi il prezzo più alto lo pagano le categorie sociali più deboli, studenti,disoccupati,pensionati,ece.
All'interno di questa crisi ne esistono al tre che sono la conseguenza della prima. Crisi della scuola e dell'università in particolare,posti di lavoro che calano con tinuamente,caos negli enti previdenziali con condeguenti ritardi nei pagamenti e nell'assistenza.
Di questa situazione abbiamo più volte denunciato le responsabilità politiche ed economiche,ma anche questo non basta più.
La violenza con la quale il mondo dei giovani ha riproposto e messo al centro la drammaticità in cui versano devono farci r riflettere tutti.
In esso ci sono alcuni elementi di novità. Il primo e il più pericoloso è il fatto che all'interno di una tale crisi che è reale si inseriscono con molta facilità elementi provocatori (come gli autonomi) che hanno imposto con atti provocatori e violenti un terreno di lotta che è più con geniale alle squadracce fasciste che ad 113. movimento unitario,democratico e di massa. Il secondo è che c'è qualcuno che soffia
sul fuoco della disperazipne,•,entando cosi di scaricare le tensioni sul movimento ope raio,in particolare sugli ocupati da contrapporre ai disoccupati,il nord al sud,ecc pensando per questa via di far passare il suo disegno di restaurazione.
Il terzo è il ritardo e la titubanza del movimento operaio e sindacale nell'affrontare una situazione che si faceva sempre più calda,alimentando così la sfiducia e la ribellione.
Da qui ad individuare nel movimento operaio il nemico da battere il passo è stato breve.
L'attacco a Lama,i disordini di Roma e Bologna dove uno studente ha perso la vita sono l'estrema condeguenza di una situazio ne che se non ci vede con più decisione, determinazione e chiarezza di obiettivi, impegnati,corre il rischio di sfuggirci di mano con gravi conseguenze per tutti. Detto questo però nessuno può farsi soverchie illusioni.
Bombe,pistole,spranghe di ferro non sono mai stati strumenti di lotta del movimento operaio.
SOLO L'UNITA' E LA LOTTA TRA OPERAI E STUDENTI PUO' FAR AVANZARE IL PROCESSO CHE AVVII A SOLUZIONE TALI GRAVI PROBLEMI. Questo è il solenne impegno che ci siamo presi!
Le piattaforme aziendali,che vedono al cen tro della scontro il problema degli investimenti per l'occupazione,rinnovo del turn-over,ecc.
I rapporti che stiamo costruendo con incon tri e assemblee nelle fabbriche e nelle scuole,sono una prima e parziale risposta che intendiamo sviluppare.
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CRONACHE DAL PALAZZO di Tullio Pericoli e Emanuele PirellL
E'indubbio che due anni di CIG con tutto quello che ciò ih voluto dire,ha reso più difficile e logorato anche il rapporto tra CdF e lavoratori e in particolare tra CdF e impiegati.
Tutti possono comprendere le difficoltà rappresentate da un fatto cosi anomalo,CIG a rotazione,per tutti,per i lavoratori e anche per il CdF che è stato costretto a raddoppiare sforzi e iniziative per essere sempre puntuale nel dirigere e dare le gius ste indicazioni e risposte di lotta.
Se a ciò si aggiunge la grave crisi generale che stà attraversando il nostro paese e le incertezze particolari nostre per la prospettiva,il quadro é quasi completo per comprendere la sfaldatura che si é creata. Si può comprenderla certo ma non la si può giustificare .
Come non é giustificabile la scarsa partecipazione dei lavoratori alle azioni di lotta (manifestazioni) per obiettivi generali ma anche per obiettivi particolari come la nostra piattaforma•.
Da questo punto di vista c'é da fare un grande lavoro di recupero per ricucire e rimettere in moto l'azione nostra come CdF e fra i lavoratori,per dirigere la lotta per conseguire risultati certi.
Infatti,l'atteggiamento di una parte di impiegati (ma crediamo anche di operai) a ritorni corporativi e qualunquistici sono estremamente gravi e non possiamo pensare che la battaglia per la riconversione e lo sviluppo lasci dietro di se tra i principali protagonisti,senza dei quali ogni accordo rimarrebbe un bel pezzo di carta e basta. Su questi problemi vogliamo andare ad un confronto serio e serrato con spirito autocritico e coscienti che l'unità di classe é la prima condizione per battere la disgregazione e il qualunquismo e far avanzare gli obiettivi dello sviluppo.
L'Apriscatole a questo proposito può rappresentare un importante strumento di dibattito e confronto con contributi critici su tutti gli aspetti di interesse generale per i lavoratori e per la nostra causa.
OPERAI,IMPIEGATI UNITI NELLA LOTTA
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La <stagíone deí CongAeuí che 4í è apexta à una gtoua occazípne pex Aípenaarte cAítícamente atta no4tAa eapexíenza;tat. modo dí ea4exe dei 4índacato e a/ duo groppa d' gente dentxo e 6uoxí /a 6abbAíga.. Noí queata occaulone non la voglíamo peAdexe e Aígettete anche 4utt'eapeAíenza no4tAa e de/ C d F. Queatí uttimí anní zona atatí temibítMente dí6.6ícítí pex tuttí,la cAízí ha ma4unto v.La v.La dímenaíoní gAaví;gtí attacchí all'occupazione z.í 4ono moltíplícati,bazti per tuttí- í caaíannocentí, Faema e impurial <solo netta noatAa cítta.
La C.I.G. è dovuta íntexveníxe a p-Loggia peli 4a/vane £ po4tí dí lavano dí míg/íaía dí lavoAatoAí.
GLL íncontAí Governo Síndacatí non zona quaaí mai appxodatí -a Aíauttatí zoddí46a-; centí. La no4tAa votonta píà volte díchía7Aata dí conaídexaxe /a (dopo avetta aubíta) occaaíone peli una AistAuttuAa zane e Aíconveuíone dell'appaAa,to pAoduttivo è Aimaata -pex lo pia tenera motta,dichiaxazioní di buoni íntendímentí che 4ono 4eAvítí a 6a/te dei buoní acconti, ma poí Aimaatíautta catta.
Tale 4ítuazíone ha alimentata - aoht cx& ttcht dei .lavoratomi anche 4utit piazze t pantícotant nei conianti dei vexíàí cht how 4volto una azione buAocAa-, tiegt 044itatax4524tgOlí íncontAí 1:24íVí dí, una azíontAtí nana cuiso4ttgno dette no4tite itickleiste.
IV CONFERENZA NAZIONALE FL.M.
per uscire de//a crisi un sindacalo forte unilarío democralko che /o» per rinnovare h socie/a.
Tate aítuazívne 4-L é Aí6leua anche aLl'ínteAno della no4tAa 6abbtíca.
Il C D F aabíame aí lavonatoAí dopo un aota battaglía peli teapíngeAe l'attacco att'occupazíone,ao4tenuto da buone pitopo3te eapAe44e con /a Congerenza dí PADduzíone era nuca ci a con 'attaccane e locíAne £n modo egAegío'anche pex'ít gíuato e opportuna rapporto con /e ganze polítíche democAatíche che hanno 4volto un nuoto poaítívo ín tutta /a vextenza.
Ma cíb che d 4-tata ed é ínaug6íciente i no í modi e il tipo dí geatíone dí talí accoAdí,tezo anche dí66ícíte datta CIG che ha AappAeaentato obíettívamente un gxo44o oztacolo.
gli 4teuí delegati non 2sempAe .sono Aíu4cítí a conttaatate le manovre de//a DíAezíone che,díetxo atta AíztAuttuxazíone, 6aceva panzane manovxe dí mobilita aelvag gía <spoztando í lavotatoAí e le lavotatgZcí da un AepaxtD a/Va/tu non aempxe con gíuatígícatí motíví.
Glí 4tuaí tempi delle nuove pAoduzíoní
TVC 4ono atatí pítt va/te me44í £n díacu4aíone dati lavoutrAi,ma l'azione del CdF é ALAuttata ategata -e ína4gícíznte.
Cío non vuol díxe che tutto -va male,non .síamo degtímeteteaíoniati,ma avene píena conaapevotezza dei límítí'della matna azíone é /a pA ima condízíone pex andane avanti. A queato punto é gíuatO liane a/cune.conaídexazíoní e pxopo4te.
Le conaídexazíoní zona che dalla nazcíta:->,
16
Congressi '77 una
11 occasione III
I per III NE ridiscutere tutto
dei. CdF 4í, é dílatato l'íntetvento de/ síndacata anche a materie che 6Lno a poco tempo ga eta ímpensabí/e che ce ne occupcussímo:ínvestímentí,otganízzazívne del lavoto,4tAuttuta del utiatío ecc, Ma a questa dílatazi_one dí ímpegní non ha cottí3po3to una adeguata gotmazíone deí quadtí da pan te del 3índacato. SL é vetígícatírcosí,che molti delegatí eruttati nei. CdF dopo íl 10 sono dí gotmazíone spontanea,con /ímítí che questo sígnígíca,oppute ptaveníentí da espetíenze poLlLLche dí pattíto,ma mancando una chíata polítíca autonoma de/ síndacato,cío ha tapptuentato ín mo/tí casí un o-6-tacOLo alla autonomía del ,í_ndacato 3,te)630.
Seconda quutíorte: í tomí compluí che aL hanno ví5to ímpegnatí ín questi anní non hanno avuto eguale sviluppo dí etabotazíone e analisí.
Nella no3tita zspecígíca tea/tà ad esempío so no mancati punti dí tígetímento utí/í pera conoscete megLLo La tea/tà delle Multínazívnatí;come 3í muovono,í collegamenti che 3tabilí3cono,che tipo dí decenttamento ptoduttívo e ín qualí luoghi pteva/entemente. Le stesse Congetenze dí Ptoduzíone mancando dí questi. necessatí aementí dí conoscenza e apptqondímento tíchíctno dí díventate delle pone esetcítazíoní tecnícístíche.
Tetza questíone:
La 3w/t-sa capacita dí valotízzate /e conquíste cí ha ímpedíto dí tespíngete l'attacco padtona/e. ESEMPIO: Statuto dei Lavotatotí,150 onte, Smal ecc.
PROPOSTE:
Sul ptímo punto títeníamo utí/e svíluppate una adeguata polítíca dei quadtí unitatía e a tattí L lívellí. Cíò deve avvenir
te ,in modo decenttato; cioè net/e zone, peti consentíte a tutti í delegati dí pattecípate ín patticolate le delegate che 40no quelle che presentano í maggíotí ptoblemí dí tempo pet í tta/spottí , per í setvízí ecc.
I temí a no teco avví4o devono centrane atgomentí di polítíca generate pe-'t tutti pere poí dívídetlí pet 3ettotí ptoduttíví peti 4gocíate poti tira congetenze dí settote, e dí conseguenza con píattagotme settotíalí. Cíò couentítebbe una píà omogenea azLone dí íntetvento e conttollo 6abbtíca peti gabbtíca.
2 Q.UESTIONE
I centtí studí devono moltiplícauí peli zone sviluppane una azione dí collegamento con i. patti-ti e /e otganízzazíoní dí mcvs4a petampliateurrpte pía íl campo dí conoscenze da ttromettete poi petíodícamente atttavetso un gíotnalino dí zona da date a tutte le gabbtíche e gestito dai CUZ. Oa quuto punto dí vL-ta c'è da ctíticoote la completa assenza dí sttumentí e dati. che anche a lívello ptovínciale mancano. Lo stesso MetalluAgíco pet tagíoní molto spesso sconosciute aí lavotatotí non esce petíodícamente.
La ,senza questione è strettamente legata alle ptíme due, e cíoè: /a valotízzazíone delle conquí,ste passa atttaveAu /a conoscenza appto6ondíta de//e stesse.
E' neceuatío pensate dí delegate aí CUZ /a gestione dí alcune conquíste tipo .Lo SMAL e 150 onte pet comíncíate a superatane /e stesse dígícattà ín cuti sí ttova tale otgarbíAmo pera, batto apertane su,L tetteno% concteto della gestione.
Peroíamo con ciò di date un píccolo conttíbuto aL díbattíto ín COA40 nei Congte4í et l'unítà e peti l'u4cíta ín po4ítivo
t
Il personaggio del mese :
COME DALLA DIPENDENZA DALLA TELEFUNtEN
DALLA ( diS ) ORGANIZZAZIONE AZIENDALE NASCONO I PERSONAGGI!
Abbiamo ricevuto da parte di alcune lavoratríci una critica sicuramente giusta. Esse ci accusano di antifemminismo perchè dícono,nel "personaggio"del mese non ci siamo mai occupati delle maestre,che pure meritano tanto di essere citate sull'Apri scatole. Cí hanno detto le lavoratrici che le maestre sono delle care persone che adoperando metodi quali:nanì dai fam un piasé,oppure:le mie donne io le difendo,detto ad alta voce per farsi sentire,cercano di ottenere "collaborazione".
Ci hanno pure detto che hanno spiccato il senso materno e difatti lo si sente in tutto ciò che fanno,un ese mpio é quando non riuscendo ad ottenere "ubbidienza" dalle
bambine "le apostrofano come si fa con i figli-che ogni tanto ci vuole-sgridandole e minacciandole di castíghi:guarda che ti
E
dò la multa! Poí si mettono li,con le braccia incrociate dietro le spalle per controllare che le piccole non facciano la pipì sul tappeto.
Naturalmente noi pensiamo che le maestre sono anch'esse delle lavoratrici che devono svolgere la loro mansione al meglio ma se ciò che dicono le operaie é vero, bisogna fagli capire che i tempi sono cambiati e non servono i metodi autoritari, anzi danneggiano.
Bisogna dire anche che chi fa la produzione sono le donne ín linea e la produzione avrà una più o meno maggiàre qualità in base alla loro capacità di organizzare il lavoro e nella misura in cui si liberano dalla veste di "esecutrici"acritiche e repressive,svolgendo invece un ruolo più qualificato e professionale.
CREDIAMO UTILE PUBBLICARE ALCUNE IMPORTANTI QUESTIONI CHE SORGONO DALL'APPLICA ZIONE DELLE LEGGI IN MATERIA DI ASSISTENZA DI MALATTIA DA PARTE DEGLI ISTITUTI ASSICURATORI. LA PUBBLICAZIONE E' OPPORTUNA PERCHE' LE QUESTIONI TRATTATE POS— SONO CONSERVARE UNA LORO VALIDITA' ANCHE DOPO LA RIFORMA SANITARIA. pra — per la sola denuncia iniziale della malattia.
In virfff di una norma regolamentare che l'INAM ha modificato nel 1966, trasferendo dal medico all'assistito l'onere di trasmettere la documentazione medica. l'indennità giornaliera di malattia è corrisposta solo a condizione che l'assistito faccia pervenire all'Istituto la regolare denuncia di malattia e la successiva certificazione di continuazione e di guarigione, redatta dal medico di fiducia convenzionato con l'ente.
La norma mantiene tuttora il suo rigore penalizzando il lavoratore della perdita totale o parziale dell'indennità quando la certificazione non sia pervenuta nel, termine di 3 giorni dalla visita del medico. Ciò malgrado la giurisprudenza abbia affermato negli ultimi anni i seguenti principi:
1) che la prestazione non può essere negata quando sia stata accertata comunque l'effettiva assistenza della malattia da parte del medico dell'ente, e cioè
anche semplicemente sulla base della visita fatta dal medico convenzionato:
che la certificazione da que- sti rilasciata ha carattere di atto pubblico che fa fede fino a querela di falso anche nei confronti dell'Istituto, e che la visita medica costituisce vera e propria denuncia di malattia all'ente attraverso il medico convenzionato. nella sua veste di rappresentante dell'Istituto:
che il termine di 3 giorni richiesto dall'INAM non è pertanto applicabile, essendo sufficiente che la certificazione medica pervenga prima della guarigione per consentire all'Istituto di esercitare tutti i controlli necessari ad evitare eventuali frodi. Ciò anche se la Corte di Cassazione, pur avendo stabilito non necessario il rispetto del termine di 3 giorni per i certificati di continuazione, ha ammesso l'applicabilità dell'art. 1913 del cod. civ. — che prevede appunto il termine di cui so-
Ad avviso del Gruppo Legali del Centro Unitario nazionale, la controversia può essere ulteriormente sollevata. sostenendo il diritto all'indennità in tutti i casi in cui la certificazione pervenga prima della guarigione della malattia, in considerazione del fatto che la norma del cod. civ. attiene ai rapporti contrattuali delle assicurazioni private e pertanto non applicabile alle assicurazioni sociali.
Ammessa, tuttavia, la sua applicabilità, la seconda parte del primo comma dell'art. 1913 citato. consente di stabilire che la denuncia di malattia deve ritenersi verificata quando • l'assicuratore interviene entro il detto termine alle operazioni di ... constatazione del sinistro •. E ciò, nel caso di assicurati allo INAM, si verifica quando il medico convenzionato ha sottoposto a visita medica l'assistito.
p..ti.A.,4"-c. 4.;
l lí n 31zu oN 1e
ORIZZONTALI-1)Mettere insieme più fasi di lavoro-11)Un urlo nell'arena -15)Disgrazie-19)2 del quintetto vocale-20)A casa sua si mangia,si beve.. -21)Incerato per pavimenti-25)Non ne resta-26)L'unitario dei metalmeccanici-28)Risanata con canaletti-29)Il più piccolo uomo-30)E'in direzione, in mensa in ogni luogo-32)Fabbrica della zona-33)Congiunzione latina-34) Bastonare-35)"In Germania come fanno"?-36)Nome di donna-39)Non ha il pro blema della casa-40)Per anni ha schedato i lavoratori-41)Un detersivo43)Grazie a quello europeo ci hanno fatto la guerra del vino-46)Forse in montagna non è inquinata-48)Ai lati di effe-50)Esercito Italiano-51)Stimolare,provocare-52)Prodotto del ricambio-53)Rendere più spesso-57)Escla mazicne di dolore-58)Chi lo prende...risparmia-59)Avanti tutta-60)Sinonimr di durezza-61)Allucinogeno-63W1 e il 5 del quintetto vocale-65) Malvaqie-66)Metà del mese-68)Metà asse-70)Caio c...astrato-71)Spazio,com plessc musicale72)Alimento biblico-75)Donna emancipata-79)Serv5.zi di me dicina per gli ambienti di lavoro-80)Articolo(abbrev.)-82)Nome di uno che conta re.,1 calcio-84)Si porta alla manifestazione-85)Tino Buazzel1.-86) Farina p.' auto-87)Era un monopolio DC-88)Dentro-89)L'iniziG e la fine di ostia-90)Iniziali di Macario-91)Fra un O. ci saranno solo nelle carte -92)Avanguardia operaia-
VERTICALI-1)Sono 30 anni che la DC non le fà-2)Fanno parte dei servizi3)Non sono estremisti-4)Può essere di carte,calcio ecc.-5)I1 px-imo verbo del sindacato-6)Fa perdere la ragione-7)L'ultima italiana-8)Era un ente per le case popolari-9)Organismo europeo-10)Celebre troiana-11)IA salario...di molti evasori fiscali-12)Articolo-13)Melo,m...-14)Muore con la riforma sanitaria-16) Il Primo stumento per essere forti-17)Nel 74 è sta to il 30°della liberazione-18)Petrilli ne è ancora presidente-22)Vi mori il cane Argo-23)Un ente turistico sindacale-24)Petruzzo nostro-27)Lucia di Manzoni-29)Istigare,aizzare-31)Nota musicale-34)Sindacato unitario inquilini-37)Nuovo canzoniere italiano-38)Da noi è quasi superato-39)Metà lurido-40)BR Nap Ordine nero:stessi metodi-42)E'per l'educazione deMografica-44)L'assistenza del comune-45)Brutta,secca...egiziana-47)Una sigla del patronato-49)Esempio abbreviato-54)Metallo che uccide-55)Gli estremi dell'erba-56)I1 nome di una attrice-62)Nome di un ex oriundo64)Articolo francese-67)Ubriaco...con una b-69)Va sù-71)Catena montuosa -73)Altare-74)Gli amori del pescatore-75)Gruppo estremista-7b)L'insieme degli anni-77)Tele libera moderna-78)Anno senza incognite-81)Tesi Nulla -83)Dentro-
i 4 3 4 5 6 í 8 9 IO 2-1 I II di 13 1.14 i5 16 1? 18 RI--d9- liro- Tr 24 Eri6 98 2' 30 3í 32 Il 33 31 35 "1136 37 3' O 46 48-gliír-1°- 43 4 51 52 53 5, 5 5 5 5• 60 6i 62 6 6. i 7 t8 79 8 3 To T 186 g ft 73 74 76 80 81 :3 P 88 89 90 92
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