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Il piano di ristrutturazione della ditta

Il nostro giudizio e I' iniziativa che dobbiamo portare avanti

La direzione della E. Marelli ha presentato in applicazione di quanto previsto dall accordo aziendale del 2-2-78 il piano di ristrutturazione aziendale in cui sono indicate le linee direttrici della riorganizzazione della fabbrica per gli anni che vanno dal '76 al 1980.

Il piano di ristrutturazione generale è suddiviso in diversi piani specifici di settore produttivo e per ognuno di questi vengono indicati: punti di riferimento interni ed esterni per quanto riguarda i mercati e settori interessati; le linee su cui si procederà alla ristrutturazione; gli investimenti necessari alla ristrutturazione; le previsioni di produzione e di fatturato; le previsioni occupazionali.

Prima di entrare nel merito dei vari piani di settore dobbiamo subito dire che essendo il piano finalizzato prioritariamente alla richiesta di intervento delle leggi sulla ristrutturazione e riconversione industriale esso assume un carattere prevalentemente illustrativo e previsionale mostrando carenze dal punto di vista degli impegni specifici di carattere sindacale e soprattutto nel livello di dettaglio che sarebbe stato necessario per mantenere un controllo ravvicinato sull'evolversi della situazione aziendale. Come C.d.F. abbiamo cercato di superare queste carenze impegnando la Direzione in una serie di incontri sui vari settori dove si è cercato di strappare impegni di carattere sindacale sul terreno della difesa dell'occupazione e delle conseguenti garanzie per quanto riguarda là mobilità, la riqualificazione del personale interessato alla ristrutturazione, l'utilizzo della C.I.G. sia ordinaria che speciale, gli interventi di risanamento degli ambienti di lavoro ecc.

Riassumendo quanto previsto dal piano aziendale cercheremo di introdurre le nostre osservazioni, gli impegni

che abbiamo fatto assumere alla Direzione negli incontri di settore e cercheremo di definire il nostro giudizio e la conseguente linea di iniziativa sindacale.

D.P.R.S.

Stab. - Motori industriali di serie e pompe

E' questo il settore dove più intensi e radicali si manifestano gli interventi di riorganizzazione e ristrutturazione produttiva e dove si registrano mutamenti sostanziali nella politica industriale della E. Marelli.

Nel piano aziendale partendo da considerazioni relative alle situazioni di mercato nazionale ed internazionale che rilevano una forte situazione di crisi assommata ad una accentuata concorrenza si porta a conoscenza delle iniziative assunte dall'ANIE per far fronte alla situazione attraverso la richiesta al Governo di dichiarazione di crisi del settore e del contingentamento delle importazioni dai paesi esteri. Nello stesso tempo si prospetta la necessità di iniziative di riorganizzazione del comparto a livello nazionale. Le linee di ristrutturazione su cui si muovono i piani della E. Marelli sono di una sensibile contrazione delle proprie capacità produttive nel settore dei motori di serie puntando ad un consistente ampliamento nel settore dei motori accoppiati (pompe).

In questo quadro si prospetta il rinnovamento della gamma produttiva attraverso la riprogettazione di alcune serie e l'introduzione di nuovi prodotti nel campo dei motori e delle pompe e l'inserimento dei motori dal 300 al 315 che vengono trasferiti dal 2° stab., mancano nel progetto riferimenti agli impegni assunti dall'azienda nell'accordo del 2 febbraio per quanto riguarda nuove produzioni (motovariatori, motoriduttori, TOTEM ecc.). Sul piano del rinnovamento dei mezzi di produzione sono previsti investimenti per -‘3 4 miliardi distribuiti su tutta l'area del 1° stab. e in particolare in Fonderia, alla sez. M, alla sez. P. OONTIXIJA IX P

Bollettino del Consiglio di Fabbrica della Ercole Marelli - ;inno 1978

DALLA PRIMA

Questi investimenti prevedono anche interventi di risanamento delle situazioni ambientali più precarie come quelle della Fonderia. Per quanto riguarda l'occupazione in questo settore avremo una sensibile contrazione nei prossimi anni attraverso il non rimpiazzo degli usciti per pensionamento o dimissioni, nello stesso tempo si avrà per tutto il 1978 una massiccia presenza di CIG ordinaria e speciale dovuta sia alla grave situazione di mercato che agli interventi di ristrutturazione.

Il nostro giudizio rispetto a questa situazione mentre rileva il permanere di uno stato di non completa definizione di alcune situazioni per quanto riguarda i tempi e modi di reimpiego del personale in alcuni settori (2' Turno Disamatic, alcuni servizi d'officina e impiegatizi) la necessità di definire i tempi e modi di introduzione dei nuovi prodotti previsti dall'accordo e il personale che su questi prodotti dovrà operare, crediamo di rilevare negli interventi prospettati una possibilità di assestamento della situazione, anche se con un restringimento della base produttiva che, se costantemente seguita e controllata attraverso incontri periodici per far mantenere alla Direzione gli impegni assunti di poter dare ai lavoratori una maggiore garanzia occupazionale rispetto alle pesanti incertezze che hanno caratterizzato il corso di tutta la vertenza aziendale.

AERAULICA

(Ventilatori - Condizionamento - Grandi Pompe)

Le linee di ristrutturazione in questo settore assieme a una riorganizzazione produttiva che prevede il trasferimento della produiione dei ventilatori, e delle pompe grandi nell'area dell'attuale Aerotecnica una linea di politica industriale che privilegia e potenzia il settore dei ventilatori speciali e di catalogo, e delle pompe.

,Per quanto riguarda il Condizionamento gli interventi previsti sono prevalentemente di razionalizzazione e di rinnovamento dei prodotti, in presenza di una grave crisi di mercato e di livelli di stock di magazzeno tuttora considerati abnormi. L'azienda ha assunto in questo settore l'impegno al mantenimento dell'attività manifatturiera nel condizionamento mantenendo il rapporto con la società collegata DELCHI, operante nello stesso settore, sul piano di un più razionale coordinamento commerciale.

Dal punto di vista occupazionale è prevista una riduzione consistente nel settore del condizionamento mentre dovrebbero aumentare gli occupati nei ventilatori e nelle pompe a partire dal 1978 e soprattutto nel 1980.

Gli investimenti previsti ed effettuati sono prevalentemente di rinnovo del parco macchine nei ventilatori e nelle pompe e per la costruzione dei fabbricati.

Anche in questi settori vi è un pesante ricorso alla CIG che assume però un carattere più strettamente congiunturale legato alle situazioni di mercato.

DISTE

La situazione di questa Divisione si presenta sulla base dei piani predisposti dall'azienda con maggiore indeterminatezza in quanto qui si verificano alcune condizioni che rendono alquanto approssimate le previsioni di fatturato e quii gli organici conseguenti, in particolare per quanto rig i l rda la ricollocazione del personale resosi disponibile a seguito del trasferimento della produzione dei Motori industriali dal 2° al 1 - Stab. Inoltre le incertezze in questo settore sono strettamente legate ai risultati degli studi in corso fra FIAT e E. Marelli al fine di procedere alla ristrutturazione dell'intero comparto elettromeccanico del nostro paese, è quindi evidente che molte delle affermazioni che sono contenute nel piano aziendale possono

trovare una loro realizzazione solo col realizzarsi di condizioni che oggi sono del tutto non verificabili. E' quindi indispensabile che la nostra iniziativa oltre a muoversi a livello di fabbrica per controllare e verificare l'evolversi della situazione deve trovare un suo terreno di iniziativa a livello del settore nei confronti del Governo sui piani di settore e del Padronato (Federmeccanica) per essere in grado di discutere e condizionare le eventuali decisioni che si dovessero assumere.

Nel merito i piani aziendali prevedono in sostanza una tendenza al rafforzamento delle proprie capacità progettuali a livello impiantistico in particolare in alcuni settori (Energia medie e piccole centrali, Trazione, Impianti industriali ecc.), a livello manifatturiero le previsioni sono di consistente incremento nella produzione di medie macchine in C.C. e C.A. e nelle grandi macchine, è infatti in questi settori che si prevede il riassorbimento dei lavoratori dei Motori industriali entro il 1980.

Si prevedono investimenti per allargamento della base produttiva attraverso ''allestimento di una linea di produzione di macchine da 700 a 1000 dm di altezza d'asse nel capannone dell'ex TS e il completamento della struttura e del macchinario del capannone per il nucleare, sono previsti anche invesu:nenti per interventi di risanamento ambientale in particolare alla Carpenteria, nel settore di Preparazione avvolgimenti, alla Sez. 3H - 3B.

La cassa integrazioni guadagni alla DISTE riguarda prevalentemente il Settore dei Motori industriali, la Sez. Produzioni Ausiliarie, la carpenteria, il settore Quadri e regolazione.

Il nostro intervento alla DISTE dovrà essere prevalentemente centrato sul controllo delle iniziative di mobilità del personale dei necessari processi di riqualificazione del personale, dell'applicazione della C.I.G. dove abbiamo impegnato l'azienda ad una applicazione a rotazione ogni 2 mesi in modo che il peso della C.I.G. non ricada sempre sugli stessi lavoratori.

Nel settore dei Motori Industriali abbiamo impegnato la Direzione a procedere nel corso del 1979 a processi di riqualificazione del personale che prevedano il rientro di questi lavoratori per periodi da definire al fine di seguire questi corsi di formazione la Direzione è impegnata a formulare una proposta organica entro il mese di luglio.

Il giudizio complessivo che come C.d.F. diamo di questa proposta di piano dell'azienda è un giudizio che rileva da una parte un maggior approfondimento dei problemi rispetto all'accordo sindacale e nello stesso tempo una necessità di ulteriore iniziativa per strappare una maggior precisazione di tutte quelle questioni, e sono ancora molte, che anche in questi piani non trovano una loro specifica definizione. E' in questa direzione che il C.d.F. si sta muovendo attraverso incontri con la Direzione programmati nel mese di luglio e alla ripresa dopo le ferie, e nello stesso tempo con l'iniziativa a livello del sindacato nei coordinamento nazionale di settore per arrivare a confronti più serrati anche a livello nazionale.

Possiamo quindi concludere rilevando che i risultati che abbiamo ottenuto con la nostra lunga e difficile vertenza aziendale pur non risolvendo tutti i problemi e le prece cupazioni dei lavoratori della E. Marelli ci ha consentite, e ce lo deve maggiormente consentire nei prossimi mesi, di strappare nuovi impegni e nuove certezze di garanzia del posto di lavoro.

Per raggiungere questi risultati è necessario mantenere nella fabbrica il massimo di mobilitazione, di vigilali' za e di unità fra tutti i lavoratori e il C.d.F. per impedire alla E. Marelli di modificare il terreno più avanzato di cori' fronto che abbiamo conquistato con la vertenza aziendale.

LA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI

COME LA INTERPRETIAMO

In questi ultimi anni i lavoratori della E.M. si sono tr o vati di a manifestare sulle piazze al fianco dei compagni ul fabbriche in crisi colpite dalla C.I.G. (INNOCENTI - BREh - UNIDAL); queste manifestazioni pur dimostrando-una Partecipazione consistente, sono sempre state da noi vissute come momenti di solidarietà limitata in quelle poche ore.

3 In queste circostanze c'era in noi un senso di distacco quasi di convinzione che questi drammi fossero una cosa lontana, e la E.M. un'isola che la gravità della crisi non Poteva colpire.

Purtroppo non è stato così, già all'inizio della vertenza a aziendale si cominciava ad intravvedere le difficoltà, la "essa piattaforma cercava di evidenziare i settori in crisi e. Poneva alcuni indirizzi tendenti al miglioramento della sit u azione produttiva. E' nel corso di questa vertenza, con aggravarsi della crisi economica, con i ritardi dei piani sgttoriali e del piano energetico nucleare, che sempre più Sdl prospetta per l'azienda la necessità di un intervento ( ella prima ordinaria, per situazioni congiunturali 'grosse scorte di magazzeno, crisi di mercato) particolar-

mente colpita la D.P.R.S. nei settori del condizionamento e dei piccoli motori.

In seguito è subentrata la C.I.G. Straordinaria, motivata con la dichiarazione di crisi del settore e con la presentazione dei piani di ristrutturazione che nell'intenzione della direzione porteranno ad una trasformazione in alcuni settori della fabbrica, all'inserimento di nuove produzioni, al miglioramento produttivo per un maggior inserimento nel mercato e conseguente salvaguardia dell'occupazione.

Da sempre come OO.SS. e lavoratori abbiamo per obiettivo l'allargamento della base produttiva, la piena occupazione e in situazione di crisi subiamo la C.I.G. come strumento temporaneo.

La consideriamo una conquista dei lavoratori, la quale permette di salvaguardare il salario, difendere il posto di lavoro nei periodi di crisi aziendale, ma è pur sempre una conquista che lascia al lavoratore incertezze, sensazione di abbandono, di allontanamento da una realtà produttiva che per tanti anni è stata punto di riferimento economico e fonte di tranquillità per sè e per la propria famiglia.

Noi siamo sempre più convinti che i lavoratori in fab-

3 e

brica hanno un proprio ruolo, oltre a trovare le ragioni economiche, sanno di contribuire col loro lavoro al progresso e al miglioramento della società, quindi in situazione come quella che stiamo attraversando oggi siamo giustamente preoccupati.

Interpretando l'accordo aziendale, nella parte riguardante la cassa integrazione, il C.d.F. ha affrontato con la direzione i piani di ristrutturazione, ottenendo alcune garanzie procedurali ed economiche per i lavoratori interessati:

impegnando l'azienda a studiare la possibilità di effettuare la rotazione del personale in C.I.G.; impegno a presentare entro l'anno un piano di reinserimento in altri reparti dei lavoratori esuberanti in seguito alla ristrutturazione della fonderia; presentazione dei programmi delle nuove linee medie macchine al 30 e riqualificazione del personale da inserire in attività produttive nell'ambito della DISTE; pagamento al 100% dei seguenti istituti:

PREMIO FERIALE

13' MENSILITA'

PREMIO DI PRODUZIONE (dall'1-6-78).

Per i lavoratori in C.I.G. ordinaria e straordinaria si è accertato attraverso il patronato che a norma della legge n. 160 del 1975, la cassa integrazione guadagni non comporta riduzioni sia agli effetti del periodo contributivo sia per quanto riguarda l'aspetto economico.

Infatti l'articolo 3 della legge stabilisce che sono riconosciuti utili d'ufficio ai fini del diritto e della misura della pensione i periodi di sospensione del lavoro per i quali

è corrisposta la integrazione salariale fino ad un massimo complessivo di 36 mesi nell'intero rapporto assicurativo del lavoratore.

Il contributo figurativo da accreditare a copertura dei periodi è commisurato alla retribuzione presa a base (salario 100%) per il calcolo della integrazione salariale.

DATI DI CONTROLLO DA PARTE DEL C.D.F. SULLA C.I.G.

CONSUNTIVO C.I.G. ORDINARIA DAL 1° GENNAIO AL 31 LUGLIO 1978

CONSUNTIVO C.I.G. STRAORDINARIA DAL i° GIUGNO AL 31 LUGLIO 1978

TOTALE ORE EFFETTUATE 194.056.

INQUADRAMENTO UNICO:

Migliorato ancora sensibilmente il livello professionale dei lavoratori

In questo periodo si è conclusa la verifica settore per settore dell'Inquadramento Unico con il conseguimento di importanti risultati.

Non si era dunque dimenticato, anche se vi erano problemi più importanti presenti nella nostra realtà di fabbrica, l'impegno sulla normativa contrattuale che è stato oltretutto patrimonio di dure lotte del sindacato e dei lavoratori.

Alla fine del '76 si scelse di porre all'Interno della vertenza aziendale questo problema perchè allora si riteneva che il tipo di inquadramento esistente andasse modificato e questo non era possibile ottenerlo con dei semplici aggiornamenti: basti pensare che oltre il 60% degli operai era inquadrato negli ultimi tre livelli.

Le vicende che hanno portato alla conclusione della vertenza per gli importanti contenuti in essa presenti, hanno ritardato nel tempo l'esecuzione della verifica stessa.

I criteri seguiti in questa verifica sono stati i seguenti: le norme contrattuali, le specifiche realtà produttive e le mansioni effettivamente svolte.

Si tratta di vedere l'applicazione di questi criteri non come lo sfondamento di porte dalle quali tutti poi possono passare ma bensì di arrivare ad un arricchimento profes-

sionale che permetta una qualificazione maggiore ,soprattutto in quelle aree soggette ad una maggiore dequalificazione.

Altrimenti si rischierebbe di considerare il passaggio di categoria come puro aumento salariale, già l'azienda tende ad interpretare l'I.U. come riflesso del rendimento e a dequalificare e parcellizzare il lavoro; snaturando il senso della normativa del Contratto Nazionale, che prevede unitamente ad un giusto riconoscimento professionale un intervento che incidendo sull'organizzazione del lavoro, che porti i lavoratori ad una professionalità reale (arricchimento conseguibile ed auspicabile anche attraverso corsi di riqualificazione), con un conseguente controllo del processo produttivo e degli investimenti relativi.

Questa verifica ha portato al miglioramento professionale di circa il 25% dei lavoratori. Come dalla tabella qui soprb si può vedere che le percentuali dei livelli più bassi (per esempio il terzo livello operaio passa da 52% al 39.9%) si sono abbassate e quindi dimostrano quale è stato uno dei primi nodi affrontati.

Anche nel settore femminile, nel quale l'azienda era tradizionalmente arroccata su posizioni di discriminazione,

4 si è ottenuto il riconoscimento al 4° livello nei settori degli

FEBBRAIO 72280 MARZO 98902 APRILE 60880 MAGGIO 110654 GIUGNO 59065 LUGLIO 38035 TOTALE ORE 500712
GENNAIO. ORE 60096

avvolgimenti a quelle lavoratrici che svolgono mansioni qualificate.

Così come nel settore impiegatizio si è ottenuto il superamento del 3° livello in quelle mansioni (schediste, perforatrici, segretarie d'ufficio) che da sempre l'azienda penalizzava, e inoltre un intervento significativo negli altri livelli.

Si è andati altresì ad applicare le norme contrattuali per i lavoratori al 2° livello (manovali, mensa).

Questa verifica ha portato ad un grosso risultato, anche se non va dimenticato che l'ultima effettuata risale alla fine del '75, e permette di affrontare il problema dell'inquadramento unico non a scadenza, ma mantenendo un discorso continuativo di verifiche periodiche, sulle quali il C.d.F. si è impegnato, a fronte anche della grossa ristrutturazione attualmente in atto in azienda la quale porterà a molti cambiamenti rispetto alla attuale situazione professionale.

Livello 1976 1978 Diff. % 1976 1978 Diff. % 1976 1978 Diff. °./0 7 5.7 5.3 -0.4 1.6 1.6 6 17.5 19.6 +2.1 4.9 6.0 + 1.1 5S 19.5 29.3 +9.8 5.4 8.9 + 3.5 5 30.3 25.7 -4.6 16.3 24.2 + 7.9 21.6 24.7 + 3.1 4 13.9 13.9 - 28.6 35.2 + 6.6 24.2 28.7 + 4.5 3 12.8 6.2 -6.6 52.0 39.9 -12.1 40.2 29.7 -10.5 2 0.3 -0.3 2.9 0.7 - 2.4 2.1 0.4 - 1.7 1 0.2 - 0.2 IMPIEGATI OPERAI TOTALI 1976 1643 3887 5530 1978 1367 3680 5047

CONTINUITA' E IMPEGNO SUL SOCIALE

La vertenza conclusa a febbraio dí quest'anno, tra gli altri problemi prevedeva la soluzione e l'impegno di alcuni di carattere sociali: 1% a favore di enti pubblici per servizi sociali esterni, l'impegno per la trasformazione della mensa entro il 1979. Il C.d.F. intende assumere e riprendere l'iniziativa per portare avanti quelli previsti dall'accordo e quelli che sono maturati come espressione di esigenze dei lavoratori.

Il C.d.F. a questo riguardo ha provveduto a ristrutturare le varie commissioni di cui quella dei problemi sociali è impegnata ed interessata come compito specifico nei seguenti. settori: MENSA - CRAL - FAL - COLONIE ESTIVEINFERMERIA - SCUOLA MATERNA. Sicuramente il lavoro si presenta nello stesso tempo interessante ed arduo, basti pensare alla crisi finanziaria, economica e produttiva che la E.M. attraversa, comunque gli obiettivi tutt'altro che facili da raggiungere sono l'impegno costante di questi anni, alcuni risultati se pur parziali li abbiamo conquistati dall'asilo, ad alcuni interventi di miglioramento per la mensa ancora lontani dai nostri obiettivi, il F.A.L. più efficiente e meno rispondente all'attualità ed alle esigenze maturate, l'assistenza dei Padronati INCA - INAS - ITAL più sensibile e concreta, altri invece sono da riprendere e da definire oltre a quelli presenti nell'accordo, il servizio infermeria per una serie di aspetti si lascia desiderare, il problema del CRAL da effettuare ecc...

La riuscita sta sempre nell'unità dei lavoratori e del sindacato nel quadro delle iniziative che di volta in volta verranno.

Problemi concordati con diritti di controllo ed intervento determinato da accordo azienda contratti o da leggi.

COLONIE ESTIVE

Concordato l'invio di 300 bambini alle colonie marine e montane.

Diritto di verifica dell'andamento, del funzionamento igienico sanitario e delle derrate.

SCUOLA MATERNA

Ruolo della stessa in rapporto alle vigenti leggi e didattica.

Regolamento.

Progetto di insonorizzazione ambiente. Rapporto insegnanti genitori.

CRAL

Esigenza di rilanciare il CRAL con il superamento di vecchie affiliazioni.

Gestione diretta dei lavoratori previa acquisizione di tutte le strutture.

Nuovo regolamento e finanziamento.

FAL

Aumento quota mensile versata dai lavoratori e ditta con revisione dei meccanismi che regolano i concorsi. Modifica del regolamento anche in presenza del varo della riforma sanitaria.

Problemi da ripristinare e da migliorare in ragione della trasformazione aziendale.

INFERMERIA

— Da tempo è richiesto il ripristino di quelle attività unilateralmente soppresse dalla ditta: oc.ulista, infermiera di notte, trasporto all'ospedale e eventuali casi di infortunio o malessere alla propria abitazione.

MENSA

L'azione di questo importante settore è per il momento limitata al controllo delle derrate alla composizione del menù settimanale. Nel quadro della trasformazione futura si chiede un aggiornamento delle strutture riguardanti gli impianti di cottura, un servizio e degli strumenti che permetta il mantenimento di vivande calde, la sistemazione ambiente e tutte le norme igieniche al riguardo che attualmente lasciano desiderare.

Questo è per grandi linee l'impegno su cui costruire una sensibilità di partecipazione e di soluzione dei problemi che investono i lavoratori capace di salvaguardare e migliorare interessi ed esigenze sia in fabbrica che fuori.

PATRONATO

Il Patronato di assistenza previdenziale costituito, dall'organismo unitario dell'INCA, INAS, ITAL, è presente in azienda ormai da 2 anni portando ai lavoratori un servizio che hanno dimostrato di gradire con la loro affluenza presso l'ufficio di Patronato, sottoponendoci le varie pratiche. Infatti l'attività svolta conferma questo giudizio.

Il Patronato unitario svolge pratiche di pensione per anzianità, vecchiaia, invalidità, recuperi periodi non retribuiti dall'INPS per cause varie; assegnazioni di rendite per infortunio e altre prestazioni previdenziali. Le pratiche svolte sono 700 di cui 400 per pensioni di lo, Vo, An, 200 per Ipoacusia da rumore, 100 per assistenze varie.

Le pratiche evase a tuttora sono 400 e 300 da definire. Da questi dati emerge che molto del lavoro svolto deve ancora compiersi, parte delle pratiche che giacciono da lungo tempo all'INPS devono trovare una soluzione rapida.

Da tempo abbiamo inviato una lettera al Direttore Generale dell'INPS di Milano, con preghiera di riceverci per chiedere le ragioni delle lungaggini nella definizione delle pratiche (siamo ancora in attesa di risposta). Il lavoro è stato proficuo anche ai fini di aiutare i lavoratori a recuperare economicamente la perdita della loro integrità fisica; centinaia di lavoratori hanno ricevuto delle indennità per la invalidità riscontrata all'udito.

Con l'impegno di migliorare ulteriormente la nostra at-

6 tività, invitiamo i lavoratori ad aiutarci nel nostro lavoro.

Riprendere il problema dell' ambiente

Nonostante l'impegno delle OO.SS. e del C.d.F. l'ambiente di lavoro è uno dei problemi i cui risultati stentano a concretizzarsi, le cause sono molte e allacciano responsabilità anche fuori dalla fabbrica.

Innanzitutto la leggerezza con cui i vari governi, le amministrazioni locali hanno sempre trascurato il problema, legato alla salute del lavoratore ed anche all'ambiente esterno alla fabbrica, troppo frequentemente causa di inquinamenti, di disastri ecologici come I'ICMESA di Seveso, ma soprattutto l'ottusità imprenditoriale che avendo come unico fine il profitto, ha causato i casi come I'ACNA e tanti altri dove i lavoratori hanno sacrificato anni di vita per questa classe imprenditoriale, sorda al rispetto della salute, che per troppi anni ha risparmiato sugli investimenti ambientali, sulle condizioni produttive, scaricando poi il risultato di tale comportamento sulla collettività (invalidità, inquinamenti).

Anche noi come OO.SS. abbiamo qualche autocritica da fare se non altro per i ritardi con cuí abbiamo affrontato il problema, non sono mancate le difficoltà, costruire una linea con i lavoratori che la salute non ha prezzo ma che deve essere salvaguardata preventivamente non è stato semplice anche se passi importanti sono stati fatti.

Qualcosa sta cambiando grazie alla lotta dei lavoratori, la nuova legge Regionale contiene strumenti di prevenzione, agevolazioni nell'utilizzo delle strutture sanitarie locali (visite specialistiche).

Il riconoscimento dello S.M.A.L. confermato in diversi accordi ma che ancora trova forti resistenze da parte del Padronato, sono elementi imoprtanti per la politica dell'ambiente.

Per quanto ci riguarda possiamo dire che l'intervento dello SMAL nei reparti 4G, 3B e 3H ha dato alcuni risultati: il primo quello di porre la Ditta di fronte alle proprie responsabilità attuando iniziative come quella del centro diagnostico italiano che non respingiamo ma che hanno il

limite di non affrontare il problema della prevenzione, anche se le analisi effettuate hanno confermato quanto i lavoratori denunciano da anni.

A conclusione delle indagini dello SMAL in seguito alle preoccupanti relazioni sulle situazioni di gesti reparti il Consiglio di Fabbrica ha impegnato l'azienda ad attuare provvedimenti di risanamento ambientale.

3H: Nuovo impianto di aspirazione con canalizzazione interrata per montaggio avvolgimenti statori grosse macchine, posizione per N. 6 statori con 12 bocche di aspirazione. N. 3 aspiratori mobili per platò di molatura.

3B: TRATTAMENTO - Nuova autoclave: rifacimento vasca con doppia parete, aspirazione ai bordi con attacchi rapidi, canalizzazione interrata.

Pavimentazione a griglia con sabbia per assorbimento vernici superflue.

Tavolo aspirante per nastratura bastoni.

Per sopperire alla depressione sarà installato un impianto di areazione con riscaldamento aria che aspirerà dal I 'esterno.

Realizzazione di un locale miscelazione vernici per 3B e 3H dotato di dispositivi di sicurezza. Impianto antincendio automatico, impianto elettrico antideflagrante.

3B4: AMIANTO - Eliminato al 90% l'utilizzo dell'amianto sostituito da materiale in fibra di vetro, molte di queste lavorazioni in vetro sono state mandate all'esterno, è stato chiesto il potenziamento delle attrezzature della falegnameria per un immediato rientro delle stesse.

4G: Impianto centralizzato per fumi e polveri, allargamento degli spazi con spostamento nella campata lasciata libera dal 4L. Studio di un impianto di insonorizzazione.

Si è inoltre impegnato la direzione a presentare i progetti dei reparti in ristrutturazione al fine di poter controllare che l'azienda predisponga le condizioni di lavoro ottimali.

INDAGINE SULLA CONDIZIONE FEMMINILE IN FABBRICA

L'8 marzo 1978 si è tenuta, per la prima volta alla E. Marelli, una assemblea dedicata alla giornata internazionale della donna, che ha visto però una partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori non adeguata alle aspettative e soprattutto non corrispondente alle prospettive di lavoro che avrebbe potuto dare: infatti il gruppo donne che si è Presentato in questa assemblea aveva proprio come scopo la partecipazione delle lavoratrici come premessa indispensabile per poter portare avanti quelle richieste specifiche che riguardano la condizione di lavoro della donna fabbrica. Le ragioni della mancata partecipazione sono diverse: l'abitudine alla delega, a volte, lascia sole le donne che si impegnano, diminuendone quindi la contrattualità. La sfiducia per contro, a volte impedisce la volontà di lottare. La Cassa Integrazione poi ha impedito, sia per la mancata presenza che per effetto delle sacrosante preoccupazioni dei lavoratori sul loro futuro, che ci fosse una

maggiore conoscenza e divulgazione delle ns. proposte. Comunque sappiamo che i risultati si vedranno a lunga scadenza. Le nostre richieste iniziali alla commissione Problemi Sociali del C.d.F. sono state:

possibilità di ripristinare in fabbrica il servizio Ginecologico (per visite periodiche);

possibilità di effettuare in fabbrica l'esame oncologico (pap-test) per la prevenzione dei tumori;

possibilità di fare effettuare dai tecnici del consultorio (ginecologo, psicologo, pediatra, ecc.) di Sesto San Giovanni, corsi sanitari in fabbrica.

Ora si tratta di riuscire a realizzare questi programmi ma abbiamo bisogno del contributo di tutte le lavoratrici per poter dare maggior forza alle nostre richieste. Occorre quindi che le donne diventino protagoniste con 7 noi se vogliamo ottenere risultati positivi.

Ulterioridenunce si sarebbero potute fare sulla condizione delle lavoratrici, se avessimo avuto una maggiore risposta a quella indagine che voleva essere fatta attraverso il questionario che è stato distribuito 1'8 marzo 1978. Purtroppo su 500 distribuiti, solo 163 (95 operaie e 68 impiegate) sono stati compilati, impedendoci così di fare una più ampia documentazione sulla situazione.

Su, questo campione comunque abbiamo fatto alcune considerazioni:

Età:

Abbiamo riscontrato che non sono state assunte giovani da molto tempo, infatti solo una lavoratrice ha meno di 20 anni. La media più alta è tra i 30 e i 40 anni.

Inoltre solo 5 hanno superato i 50 anni.

La maggior parte lavora' alla E.M. da oltre 15 anni.

Ne risulta che non si fa niente per diminuire la disoccupazione giovanile, mentre è stato incentivato il prepensionamento.

Livelli:

7 lavoratrici in 2° livello

100 • » 3° » 29 » » 4° » 11 » 5° » » » » » 6°

Si riscontra come la donna venga relegata sistematicamente ai livelli più bassi.

Salute:

La maggior parte ha dichiarato di avere disturbi nervosi, reumatismi, artrite e disturbi digestivi.

— 10 donne hanno avuto alterazioni al seno

30 donne hanno avuto infortuni sul lavoro

41 donne prendono abitualmente farmaci (tra cui prevalgono tranquillanti e antidolorifici)

20 donne hanno avuto interruzioni di gravidanza

20 donne hanno avuto rischio di interruzioni di gravidanza

su 153 gravidanze, 127 sono state portate a termine (13 hanno avuto interruzioni spontanee e 4 volontarie)

6 hanno avuto figli morti o morti dopo la nascita

62 donne non hanno mai fatto il pap-test

103 donne non hanno mai fatto visita alla mammella

135 hanno detto di volere l'asilo nido in fabbrica

82 donne non sanno se esistono accordi nell'azienda che tengano conto della salute della donna

86 donne non sanno se il C.d.F. garantisce l'applicazione di questi accordi

63 donne non sanno se il C.d.F. si fa carico dei problemi della donna lavoratrice.

Si constata chiaramente che la maggior parte delle lavoratrici non conosce le leggi, gli accordi aziendali, e i propri diritti.

Rapporti con il C.d.F.: Solo 11 donne dichiarano di non avere rapporti col C.d.F. (87 ne hanno solo per informazione e 51 per chiarimenti).

122 partecipano alle assemblee (solo 50 si sentono però coinvolte)

125 ritengono che il C.d.F. debba farsi carico dei problemi specifici della donna che lavora

127 ritengono che nel C.d.F. debbano esserci più delegate donne

120 sanno del gruppo donne

131 lo ritengono utile ma solo 15 partecipano!!!...

CONSIDERAZIONI DEL C.d.F. SULLA SECONDA CONFERENZA NAZ. D' ORGANIZZAZIONE FLM

15 16 17 GIUGNO 78

(Riprendere con forza l'elaborazione fatta da tutto il movimento per un Sindacato che intrecci i problemi della fabbrica e della Società)

Anche se, con ancora grosse difficoltà, la politica scelta all'EUR incomincia a camminare, ricercando prima di tutto gli strumenti per portarla avanti.

La F.L.M., propone di superare lo schema di categoria per intrecciarlo e fondare un sindacato territoriale che comprenda i consigli, i rappresentanti di categoria e delle strutture orizzontali, che superi il Sindacato provinciale e dia poteri di direzione al Sindacato Regionale.

Infatti questa scelta della ristrutturazione del Sindacato, si adegua alla strategia della Federazione Unitaria la quale pone tre elementi fondamentali per rapportarli alla iniziativa contrattuale:

la ripresa dello sviluppo come scelta del movimento Sindacale, ma più in generale di interesse di tutta la società;

una nuova qualificazione del sistema economico che esprima: un cambiamento del modello prevalente dei consumi attuali, e sulla modifica dell'organizzazione del lavoro cogliere gli obiettivi di miglioramento delle condizioni di lavoro, della produttività ed efficienza aziendale e dell'intero apparato produttivo;

la partecipazione dei redditi tra le varie categorie e tra i lavoratori come elemento di strategia di classe.

Di conseguenza la politica contrattuale attraverso gli strumenti di controllo e di contrattazione deve fare perno sulla situazione produttiva e la condizione occupazionale per .utilizzarla ai fini dell'allargamento della base produttiva del Paese, legando strettamente azienda, territorio e settore.

Questo però esige la ripresa del confronto a livello generale sulla politica economica c produttiva, la politica fiscale, il controllo sui prezzi, l'orientamento e l'incentivazione degli investimenti, la gestione dei regimi di sicurezza sociale, l'indirizzo della politica monetaria e creditizia.

L'ACCORDO AZIENDALE stipulato nel febbraio di questo anno, contiene una serie di elementi propositivi, partendo dai nuovi diritti contrattuali ci siamo battuti per la difesa e lo sviluppo dell'occupazione nel quadro di una ristrutturazione generale della fabbrica oltre ai problemi di ambiente, del sociale, del salario e della normativa contrattuale. In questa lotta difficoltà, esigenze e propositi sotto il punto di vista della direzione sono affiorati.

Difatti nei lunghi mesi della durata della vertenza la conduzione della stessa nei suoi punti cruciali, è stata diretta dal Sindacato Regionale (fed. CGIL-CISL-UIL) con l'apporto diretto del consiglio di fabbrica, del Sindacato di zona e Provinciale ed inoltre l'impegno del Sindacato Nazionale nel quadro dei coordinamenti di settore.

Questa esperienza ha permesso anche di allargare il condizionamento, ed il confronto, dal territorio con incontri con l'ente comunale, alla Regione Lombardia con l'assessorato all'industria chiamando le controparti ad esprimersi pubblicamente sui processi che sono tutt'ora in corso e non del tutto ancora definiti, dall'altra incomincia a conoscere le leggi come quella dei nuovi poteri Regionali in materia di pianificazione territoriale e la legge di riconversione industriale ai fini di un interesse più vasto.

Le iniziative, la lotta per la soluzione della vertenza ha dimostrato che siamo ancora molto lontani sia sotto il punto di vista della conoscenza e della sensibilità nell'affrontare con la dovuta celerità i problemi che viviamo, la realtà cammina rapidamente alla E. Marelli, gli elementi di gravità sono pesanti, dalla ristrutturazione, all'intervento della C.I.G. sia Ordinaria ( hp Speciale, al calo dell'occupazione vengono a tutti preou, opazione.

Tale situazione pone all'organizzazione Sindacale di affrettare i tempi e darsi gli strumenti più idonei di ieri per una gestione degli accordi in positivo partendo dalla fabbrica al territorio per un procedso di sviluppo generale, la proposta F.L.M. ci sembra vadi nella 'direzione giusta.

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