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Milano 19(32)

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ANNO IV - N. 3 - MARZO 1980

MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA

L. 300

Al Gallaratese

Al S. Leonardo

I collaudi sono in corso, ma mancherebbero ancora alcuni lavori perchè il servizio possa essere aperto al pubblico.

Sveltire i lavori

La MM tarda ancora in ~sto numero Due miliardi per impianti sportivi

Come funzionano le TV "libere"?

Centro di via Lampugnano

Democratizziamo lo IACP

C'è lavoro solo per i belli?

Ci eravamo illusi e ce ne scusiamo con i lettori. Speravamo proprio che le date fornite dai tecnici al Vice Sindaco Korach (e da lui riferite nel corso di una assemblea nel quartiere) fossero mantenute, invece no. Febbraio è passato e la metropolitana al Gallaratese non è ancora in funzione. Dal 24 gennaio scorso, con la riapertura della stazione QT8, sono iniziati i collaudi, che, a quanto ci è stato detto, starebbero procedendo in modo soddisfacente. Mancherebbero però alcuni lavori di rifinitura specie per quanto riguarda gli impianti elettrici, per il cui allestimento si sta registrando un ritardo, che sarebbe da addebitare parzialmente alla tardata consegna da parte delle ditte fornitrici di alcune apparecchiature ed attrezzature elettriche, neppure in

gran conto rispetto alla complessità dell'opera. Ultimati gli allestimenti elettrici dovrebbe iniziare il vero e proprio preesercizio (previsto, a detta dei tecnici dell'ATM, della MM e del comune interpellati, entro marzo) dopodiché la linea sarà in grado di iniziare il servizio normale. A questo punto noi non vogliamo più fare delle date. Invitiamo soltanto tecnici ed amministratori a non indugiare oltre e di fare in modo che i cittadini del Gallaratese possano essere al più presto in grado di usufruire di questo servizio, che indubbiamente alleggerirebbe di non poco i gravi problemi del traffico del quartiere e del collegamento con il resto della città.

Un regalo alla speculazione

I servizi a San Siro

I Comuni messi in difficoltà nell'attuazione del piano decennale della sentenza della Corte Costituzionale sulla legge Bucalossi. Necessaria una mobilitazione di massa per colmare il vuoto legislativo

quartiere.

Il bersaglio LA GENTE CHIEDE è la politica CONCRETEZZA I problemi delle strutture sociali, della loro gestione, della partecipazione dei cittadini alle scelte al della casa centro di un dibattito promosso dai comunisti del

La recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimi i criteri di calcolo dell'indennità da attribuire ai proprietari dei suoli ha messo in gravi difficoltà i Comuni rischiando di paralizzare le procedure di esproprio delle aree, proprio ora che stà per partire il secondo biennio del piano decennale per l'edilizia, che prevede una spesa (a livello nazionale) di duemila miliardi di lire per la realizzazione di alloggi popolari. In particolare sono state giudicate incostituzionali le norme previste dalla legge n. 10 del gennaio 1977 (più nota come legge Bucalossi) con le quali si stabiliva che l'indennità di esproprio dovesse essere calcolata in base al valore agricolo medio della zona. Invece ora, secondo quanto stabilito dalla Corte, il valore dell'area espropriata dovrà essere calcolato tenendo conto della sua destinazione ad edificazione perché "solo in questo modo l'indennità può costituire un serio ristoro per l'espropriato". Non si è tenuto conto, a nostro avviso, del fatto che la trasformazione di aree agricole in aree edificabili comporta per le amministrazioni locali notevoli sforzi finanziari per la realizzazione di opere di ubanizzazione (strade, acquedotti, fognature, allacciamenti idrici ed elettrici, servizi, scuole, ecc.) indispensabili per rendere possibili degli insediamenti abittivi. Quindi non ci sembra legittimo che del maggior valore acquisito dalle aree grazie all'esborso di denaro pubblico debbano trarre beneficio soltanto i proprietari dei soli e non tutta la collettività. segue a pag. 2

A Milano la giunta di sinistra va sviluppando una rete di servizi comunali e zonali, che si deve realizzare tenendo conto delle esigenze delle zone, dei quartieri ed in primo luogo della gente che ci vive e che deve essere partecipe alle scelte ed alla gestione. Proprio tenendo conto di questa necessità di partecipazione le due sezioni del P.C.I. di San Siro (Bottini e Fornasari) hanno promosso, lo scorso mese, un dibattito sulla situazione dei servizi e dell'assetto del territorio del quartiere per quanto riguarda sia gli investimenti in opere realizzate o progettate, sia le modalità e le finalità della gestione, al fine di stabilire con le istituzioni un rapporto dialettico, dinamico, critico (perchè no?), che possa portare a risultati concreti, privilegiando le esigenze della base, troppo spesso deluse dallo spontaneismo movi mentistico. È necessario — ha detto nella sua relazione introduttiva Gu-

glielmo Elia della segreteria della sezione Bottini — far sì che l'espressione "qualità della vita" non rimanga soltanto un'etichetta, ma venga sempre più calata nelle cose proposte, sino a dar loro un'impronta che renda chiare le linee di fondo della politica dei comunisti, secondo un disegno di insieme ed un progetto di società che ne ha sin qui costituito l'obiettivo di fondo e che deve trovare giorno per giorno, nel confronto con la realtà, la sua legittimazione, perchè la gente chiede concretezza ed aderenza ai bisogni reali.

Il primo nucleo di un Centro Sociale Il confronto con la realtà deve avvenire sulle cose concrete ed è quanto si è fatto nel corso del dibattito partendo dal nuovo asilo nido di via Paravia, per il quale si sono lamentati la lentezza della procedura, con il segue a pag. 2

Il PCI consulta gli elettori

Un appello alla partecipazione diretta Una campagna elettorale "a carte scoperte" in primo luogo per i canditati e poi per i programmi è stata avviata, in occasione delle prossime elezioni amministrative di primavera, dal Partito Comunista Italiano, le cui sezioni della nostra zona sono impegnate a distribuire casa per casa migliaia di schede, con cui gli elettori vengono chiamati a partecipare ad una consultazione preliminare ed invitati a dare indicazioni di programmi e a proporre candidati da includere nelle liste del P.C.I. per il rinnovo dei consigli comunali e di circoscrizione. Sul significato di questo esperimento, che ricorda le elezioni primarie, pur non avendone tutte le caratteristiche, abbiamo posto alcune domande al responsabile del P.C.I. della nostra zona in un'intervista che pubblichiamo a pag. 3

Una presenza non certo massiccia di cittadini (un centinaio circa tra i quali si notava la mancanza di donne) è stata sufficiente a dar vita ad un vivace ed interessante dibattito organizzato dalla sezione "E. Ragionieri" del PCI. Le risposte, puntuali e precise ai numerosi interventi, sono state date dall'Assessore all'edilizia popolare Rossinovich tanto che alla fine si è verificato un largo consenso da parte dell'assemblea. Eppure si erano mosse critiche, anche abbastanza pesanti, alla locale sezione del PCI e al SUNIA considerati responsabili del degrado delle case del quartiere San Leonardo. Ma. come giustamente, ha fatto rilevare l'assessore, la critica andava diretta verso altri obiettivi, siano essi forze politiche od enti responsabili. quasi mai presenti a dibattiti di questo genere. L'assessore ha poi messo in evidenza che il giusto malcontento emerso è da imputarsi ad una situazione antecedente alla gestione dell'attuale giunta. la quale ora sta cercando di porre rimedio, con queste manutenzioni straordinarie. al precedente stato di cose. L'assessore ha poi ricordato che il San Leonardo si colloca in una realtà cittadina. in particolare modo periferica. che la Giunta ha ereditato già gravemente compromessa da trent'anni di gestione tesa solamente a soddisfare gli interessi speculativi dei proprietari dei terreni e non dei cittadini. Entrando nel merito più specifico delle manutenzioni in quartiere l'assessore ha asserito che il primo blocco dei lavori completato entro maggio mentre per quanto riguarda la chiusura dei portici è vero che esiste un parere sfavorevole dell'Ufficio d'Igiene ma si tratta di superarlo in sede di Commissione Edilizia per l'isolamento termico dei piani inferiori e per l'utilizzo degli spazi.. resi disponibili per segue a pag. 2


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