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Milano 19(31)

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ANNO IV - N. 2 - FEBBRAIO 1980

MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA

L. 300

Sconfiggere la speculazione

in questo Il Monte Stella è numero CONSULTORIO UN ANNO DI ATTIVITA MOTATO GUMOIM

CONSULTORIO FAMILIARE

P.LE

.0.1r.A.

GALLARATESE CAMBIATI I NUMERI CIVICI

PART-TIME SUPERARE I TABU

LA LUNGA LOTTA DELL'UNIDAL

S. LEONARDO CHE VUOL FARNE LO IACP?

patrimonio di tutti I tentativi, non completamente scongiurati, di speculare su questa preziosa area della nostra zona vanno battuti. Diciamo questo perchè esistono forze politiche e uomini pronti, con i miliardi, ad attuare su una parte del Monte Stella una vera e propria speculazione. .Invitando il Consiglio di Zona a bloccare i 500 milioni che saranno stanziati per la ristrutturazione che deve essere fatta entro breve termine del Monte Stella, i comunisti della sez. Oriani che abitano a Lampugnano e al QT8 avanzano congiuntamente a tutti i cittadini del quartiere le seguenti proposte: 1) non deve essere presa in considerazione nessuna forma di concessione a privati;

tutta l'area va sistemata a giardino pubblico attrezzato con l'utilizzo di piccole zone per infrastrutture tipo Bar Bianco della Centrale del Latte, pista di pattinaggio, anfiteatro per rappresentazioni culturali, pista in plastica per sci di fondo, vasca acqua tipo giardini pubblici; la recinzione del Monte Stella come ogni giardino pubblico è considerata una garanzia per il corretto uso dello stesso; i cittadini del quartiere hanno il diritto - dovere di amministrare la vita e la crescita del Monte Stella. A tal proposito proponiamo a tutte le scuole, agli organismi sociali e culturali e a tutti i cittadini di coinvolgere attraverso un'ampia discussione sulla pro-

si che il nostro verde diventi patrimonio di tutti. Luigi Pizzocri

Chi ne frena l'avvio

Mobilitazione a S. Siro

Tarda a decollare la riforma sanitaria

Rinviata "sine die" l'apertura della discoteca

Ad un anno dall'approvazione della legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale si deve registrare che — anche a causa del deterioramento della situazione politica a livello sia nazionale, sia regionale — sono scese in campo forze ostili alla riforma, tendenti a stravolgerne l'attuazione, per screditarne la capacità di trasformare alla radice il vecchio sistema, fonte di sprechi, di inefficienza, di sottogoverno, di insicurezza per la tutela della salute dei cittadini. Intanto governo e Regione Lombardia hanno accumulato inammissibili ritardi nell'emanazione delle norme e degli atti di rispettiva competenza per consentire il decollo, dal primo gennaio 1980, della riforma sanitaria, che rappresenta una grande occasione di cambiamento, di controllo democratico e di contrasto a tendenze corporativiste e privatistiche, elimi-

nando i "corpi separati" (Enti, mutue, ecc.) unificando gli interventi al fine di garantire l'estensione dell'assistenza sanitaria a tutti i cittadini, indipendentemente da particolari iscrizioni ad enti mutualistici. E quindi necessario sviluppare una vasta campagna di informazione affinchè i cittadini conoscano i vantaggi che una corretta e puntuale attuazione della riforma può portare e sui rischi che comportano invece per la salute di tutti la sua non applicazione. Per soddisfare queste necessità di informazione abbiamo rivolto alcune domande a Filippo Zaffaroni, responsabile della commissione regionale lombarda per la sanità e la sicurezza sociale del P.C.I., di cui riportiamo le risposte in un ampio servizio che pubblichiamo in terza pagina.

MM al Gallaratese

Iniziato il preesercizio

IL CENTRO SOCIALE HARAR

grammazione dei parchi il Consiglio di Zona con proposte e momenti di discussione per far

Dal 24 gennaio, contemporaneamente alla riapertura della stazione QT 8, è stato avviato il preesercizio del nuovo tratto della metropolitana, fino al quartiere S. Leonardo. Il servizio per il pubblico verrà iniziato al più presto, non appena saranno ultimate le prove d'esercizio e saranno stati collaudati i sistemi di sicurezza. I I nuovo tratto, secondo quanto affermato dai tecnici, sarebbe stato realizzato tenendo conto del già progettato ulteriore prolungamento della linea per cui non si dovrebbero verificare altri casi di chiusura di stazioni (come avvenuto per quella del QT 8) allorchè, tra non meno di tre anni, verrà ultimato l'ultimo tronco dal quartiere S. Leonardo al Molino Dorino.

Dalla lotta per il cinema Alpi ad un programma culturale per il quartiere La vasta mobilitazione popolare è l'impegno delle forze politiche e social hanno ottenuto un primo risultato: la discoteca "cinema Alpi" che doveva aprire da tempo è tuttora chiusa; l'Amministrazione comunale le ha negato la licenza edilizia, la Commissione di Vigilanza sui pubblici locali dovrà tener conto delle esigenze che i cittadini di San Siro, nella petizione ancora in corso, hanno fatto emergere. Ma qualunque debba essere l'esito di questa battaglia, sin dal suo inizio le forze politiche e sociali che l'hanno promossa non mancarono di sottolineare che i suoi obiettivi dovevano essere più ampi ed ambiziosi che non il solo impedire l'apertura della discoteca. Si trattava e si tratta di cogliere questa occasione per avviare un'iniziativa di massa volta a realizzare una politica culturale e del tempo libero nel nostro quartiere. Il problema del cinema Alpi, quindi, come una tappa di una linea rivendicativa per ottenere adeguati spazi dove realizzare quell'insieme di attività socio culturali oggi mancanti (centro sociale, biblioteca, attività sportive, teatrali, cinematografiche, musicali, ecc.) che i cittadini hanno insistentemente proposto come alternativa alla discoteca, nel sottoscrivere la petizione popolare. Per realizzare questo obiettivo occorre un impegno collettivo finalizzato ad ottenere un utilizzo di spazi e strutture esistenti — soprattutto nelle scuole —

Questo utilizzo oggi avviene solo parzialmente e non a favore della comunità nel suo complesso: noi rivendichiamo il nostro diritto a sfruttare tutte le opportunità che il quartiere offre (palestre, salohi, piscine, ecc.) e che restano per gran parte del tempo abbandonate. Si tratta di un progetto di massima da sviluppare con la partecipazione di tutti e che dovrà trovare un collegamento con l'azione e le competenze del Consiglio di Zona 19, per superare, tutti insieme, il boicottaggio di chi, soprattutto all'interno della scuola, non vuole allargare i momenti di incontro e di arricchimento sociale e culturale. In questa prospettiva ci proponiamo da subito di: - effettuare un censimento di tutte le strutture esistenti nel quartiere idonee ai nostri fini - elaborare un progetto di adattamento, utilizzo. gestione delle stesse - indire un'assemblea di confronto e di dibattito fra i cittadini. Le forze politiche e sociali promotrici di questa iniziativa intendono pertanto proseguire unitariamente ed in forme permanenti, aperte a tutti i cittadini, il lavoro di progettazione, di proposta e di lotta, per dotare finalmente San Siro di strutture democraticamente gestite per la cultura ed il tempo libero. P.C.I. Sez. Bottini P.S.I. Sez. De Rosa A.N.P.I. San Siro C.A.F. Sna Siro M.L.S. San Siro U.D.I. San Siro


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