Escavatore22

Page 1

Situazione aziendale

Gli ultimi rinnovi contrattuali dei Metalmeccanici, ma anche di altri importanti ca tegorie, ha dato il primo posto all'occupa zione, agli investimenti, all'organizzazio ne del lavoro ecc. Questi impegni sono sta ti sottoscritti dal padronato, riconoscendo di fatto un nuovo ruolo ai c.d.f., impegnan do i delegati d'ufficio e di reparto ad una visione più generale.

Le difficoltà, i ritardi dei c.d.f. nei nuo vi compiti, unitamente agli ostacoli posii dai padroni, che male hanno digerito questi nuovi diritti dei lavoratori, hanno impedito in gran parte che gli impegni sottoscrit ti venissero poi tradotti in fatti concre ti, lasciando immutato il potere nelle mani delle direzioni aziendali.

Si deve comprendere quindi, che,lottare per far si che gli impegni assunti vengano rispettati, è indispensabile per la classe operaia, se si vuole davvero impedire ai pa droni di ristrutturare le aziende, riducendo l'occupazione.

Co l'accordo del gennaio 77, alla FMC abviamo ottenuto una importante conquista,gli incontri trimestrali di porduzione, in cui l'azienda s'impegna ad informarci della situazione aziendale ed a recepire le osserva zioni che il c.d.f. le pone.

Con questa esperienza di 2 anni, oggi, possiamo più che mai dire la nostra sull'orga nizzazione del lavoro, sugli investimenti, sull'ambiente di lavoro, sul modo di produr re.

Attraverso di dati che la direzione ci ha fornito abbiamo potuto verificare che la tendenza è quella di ristrutturare Z'azien da passando da una struttura adeguata alla costruzione di macchine a fune a quella di macchine idrauliche senza predisporre le ne cessarie strutture tecniche degli uffici e dei reparti.

Constatato ciò il c.d.f. ha ritenuto, dopo una prima fase di approfondimento al suo interno, necessario affrontare più concretamente la situazione con il contributo dei lavoratori. A tale scopo sono state fatte assemblee di reparto e di ufficio dalle quali è emersa la necessità di un confronto più incisivo con la Direzione su quelli che sono stati ritenuti i problemi maggiori: organizzazione del lavoro carente, investi menti non adeguati al nuovo tipo di macchi ne, mancanza di spazio, rientro di fasi di lavoro date all'esterno, nocività in fabbri ca, de qualificazione professionale, premio di produzione.

La volontà di risolvere questi problemi è dettata in primo luogo dalla nostra esigen za di salvaguardare l'occupazione e la pro fessionalità all'interno della fabbrica.

Abbiamo più volte sostenuto che la non assunzione di lavoratori sia a livello di o_ perai che di tecnici comporta effetti nega tivi sull'organizzazione del lavoro,alcuni esempi:

Giornale del Consiglio di Fabbrica FMC - Link Belt nometbre 1978

i-l'ufficio tecnico aveva un organico. di 2t, lavoratori, oggi ridotto a 13, ciò compok ta che una serie di lavoro venga .accanto, nata: note di modifica, tabelle dei compO nenti, aggiornamento dei disegni, tutto questo nonostante gid in quell'ufficio si lavori in tempi prestabiliti dal dirigente responsabile.

-rep.lattonieri: vi era un organico di 24 lavoratori che eseguivano tutto il lavoro riguardante la carpenteria leggera, oggi, ridotti a 12 lavoratori, la conseguenza' è che alcune lavorazioni, anche in fase sperimentale, vengono fatte all'esterno non permettendo così di arricchire le ca pacità professionali dei lavoratori che si tradurrebbe in maggior qualità del pro dotto, ed ottenendo il solo risultato di reare malcontento tra gli stessi e di aumentare i costi del prodotto.

-rep.manutenzione: il continuo calo del personale ha fatto sì che per eseguire dei normali lavori di manutenzione si ri corre frequentemente alle imprese esterni.

-Rep. montaggio: in alcune fasi del montai_ gio si riscontra un calo del personale, od esempio al reparto elettrauto ci sono 2 soli lavoratori per cui non si riescono ad eseguire alcuni lavori, ultimamente it cablaggio dell'LB20 è stato eseguito fuori, vale lo stesso discorso dei lattonieri per quanto riguarda la professionalità. Anche negli uffici, solitamente feudo della direzione che mette a tacere l'esigenza di acquisizione professionale attraverso gli aumenti di merito, è venuto fuori finalmente il malcontento degli impiegati, stanchi di compiere mansioni ripetitive ed alienanti, e decisi a mettere in discussiti ne il modo accentrato ed a compartimentistagni di organizzare il lavoro all'interno degli uffici voluto dalla direzione e causa prima del cattivo andamento della nostra fabbrica.

E' quindi necessario intervenire per modit ficare l'attuale stato di cose, pena 'L'anta lo all'andazzo sempre più menefreghista di molti responsabili, situazione che por terebbe ad un continuo calo degli occupati alla FMC e sempre minori garanzie del posto di lavoro per quelli che rimangono.

EQUO CANONE

Occorre innanzitutto fare una breve premes, sa di ordine politico e generale su questa, b_egge• questa legge, cosiddetta "équo canone" non. è certamente la migliore ma è frutto di una grande battaglia politica accesa, dove piúi volte alcuni partiti hanno tentato di fare passare il tempo, perchè correnti esterne creassero i presupposti per rompere ogni tipo di accordo che i partiti di maggiorar za portavano avanti. Non a caso le immobiliari in generale ancora oggi, a qualche mese dalla sua approvazione definitiva, non accettano la coopartecipazione

Coopartecipazione dell'inquilino significa gestire, attraverso il regolamento condominiale, le scelte dì gestione: vedi Servir zi di pulizia, riscaldamento, portierato, lavori d'appalto per manutenzione allo starbile ecc., per una corretta amministrazior ne che significa in tutto un miglior servir zio sociale a un costo minore, o perlomeno controllato.

In questo periodo, attraverso la vendita dei libretti "guida all'equo canone", ho potuto constatare l'interessamento genera-1 le a questo problema, segno di grande ere^ scita dei lavoratori a problemi che oggi escono dalla fabbrica, come giustamente è la casa di importanza vitale per lo sviluppo sociale del paese.

Non è il toccasana dei problemi personali questo libretto, ma deve essere un confronto da portare nei condomini, nelle assemblee, nei caseggiati in modo che con la can troparte e cioè amministratori e proprie 'tari, vi sia una corretta applicazione del l'equo canone, non solo per quanto riguar-o da l'affitto ma tutti i servizi connessi.

Vi è, insomma, con la nuova disciplina di locazione e sub-locazione, una maggiore giustizia sociale, tendente ad eliminare speculazioni, manovre ricattatorie, libero mercato per gli affitti. Tutte queste for'4 me speculative oggi sono eliminate dall'ex quo canone, se non altro proprio per il suo controllo è difficile attuarle. Un datlo positivo, o meglio indicativo, vien dato da una statistica sindacale dove dice che solo a Milano il 35% degli inquilini in altfitto godranno di una riduzione in base a' le nuove norme.

no t

Non voglio dilungarmi troppo anche perché in poche righe non si può soddisfare una curiosità crescente, giorno per giorno, da parte dei cittadini a questo tema.

Ciascuno di noi discuta, porti il proprio Contributo in fabbrica, in piazza, nei case agiati, sicuramente ci sarà maggior chiarezZa per una giusta applicazione, a favore di 4na migliore giustizia sociale.

Mi auguro che questo breve articolo possa creare altre iniziative di dibattito, oltre alla distribuzione dei libretti, perché attraverso la partecipazione si possa migliorare la legge stessa nell'articolo, o negli articoli, dove essa è ancora carente.

Grazie della vostra attenzione, Ottobrini Evaristo

40 ANNI DI LAVORO, VADO IN PENSIONE A 57 ANNI

Nel lontano 1960 sono stato assunto alla Orestain & Koppel in qualità di tornitore, pochi soldi, tante ore: 12 ore nel turno di giorno, 12 ore nel turno di notte, diritti pochi doveri tanti, organizzazione sindacale zero. Questa era la situazione che esisteva in quegli anni e non solo alla G.& K.

Provenivo da una fabbrica, la Bergami, dove gli operai avevano saputo organizzarsi sindacalmente ed era una delle migliori fabbri. che di Milano come retribuzione e diritti e dove, per difendere gli interessi di CLASSE, avevo subito un licenziamento di rappresaglia dopo 15 anni di milizia sindacale dura e spietata, senza esclusione di colpi, come usavano i padroni in quei tempi. Mi ricordo i primi approcci con i compagni di lavoro della G. & K. sulla necessità di organizzarsi nel sindacato, le diffidenze e le umiliazioni subite, poi con l'amico Geschel i primi timidi tentativi di formare una Commissione Interna efficiente, quanto mal di fegato sofferto con il capo del personale di allora, il Caminita, i Primi scioperi per la 0. & K. e le prime conquiste sugli orari e sul premio di produzione, poi le grandi lotte del '69 e le

conquiste fondamentali della classe operaia, nella quale purtroppo una minoranza non ha< capito l'importanza e crede che i doveri siano diventati solo diritti.

Ricordo i cambiamenti da O. & K. a LinkBelt, poi FMC, il mio passaggio di categoria da operaio qualificato tornitore a operaio specializzato alesatore, dopo II anni, e poi a capo squadra e responsabile della dir stribuzione, con tutte quelle difficoltà morali che hanno comportato tale assunzione di responsabilità.

Esaminando il passato, sono orgoglioso di essere stato un umile protagonista di questa ascesa dei poteri dei lavoratori e spero vivamente che la grande maggioranza di essi sia capace di far capire a tutti che' il lavoro è un dovere e non una disgrazia. Nel salutarvi non posso fare a meno di au-+ gurarvi di saper mantenere quelle conquiste fatte con tanti sacrifici umani, e che do-1 vranno servire a creare una società nuova senza più disuguaglianze e discriminazioni e a dare lavoro e prosperità a tutti gli italiani, compreso quelli che ancora non hanno capito la lezione.

Vostro,

— !Ta chi sono? — E' la delegazione padronale che si reca alla trattativa per il rinnovo del nostro contratto.

Conquista sociale : le pensioni

uarlare, discutere, chiarire e precisare la reale portata ed il reale contenuto dell'ac- ordo GovernoSindacati relativo ai problemi pensionistici, é cosa assolutamente neces- aria.

tiò" soprattutto per diradare il "polverone" che nelle scorse settimane è stato sollevato da tanta, non disinteressata, stampa e da parte di settori detentori di certi privilegi. ticiamo subito che l'accordo Governo-Sindacati sulle pensioni è un fatto di grande rilietro politico e sociale sia per le innovazioni che introduce sia per la difesa e la salvaardia delle grandi conquiste del 1968-69.

arliamo delle innovazioni.

ome è noto, in Italia, esistono numerosissimi istituti (più di cento) che in forme diver- gi hormativa tra settore pubblico e privato (età pensionabile-requisiti-criteri di determinaione degli importi di pensione) che di fatto generano sperequazioni tra lavoratori. blà nello stesso settore privato esistono, poi, ulteriori differenze che riguardano certe ela categoriepensionistica". e professioni. Di qui le ragioni e le cause di quella che si è chiamata "la giun Ebbene, l'accordo Governo-Sindacati stabilisce il principio che dal 1979 tutti i lavoratori indistintamente dovranno essere assicurati presso l'INPS.

e molte volte contrastanti tra loro, erogano pensioni. Esistono profonde differenze di

Quindi se il Parlamento approverà questa norma, inizia nel nostro paese la realizzazione di un sistema unico di pensionamento che dovrà avere, alla sua base, criteri uguali per tutti. Ciò significa che: età pensionabile - requisiti - criteri di determinazione degli importi di pensione, diverranno gli stessi per tutti i lavoratori italiani. (Attenzione: questo non significherà una pensione di importo uguale per tutti).

Si avvia così lo smantellamento della "giungla pensionistica" che tanto danno ha provocato e che tante divisioni ha generato tra i lavoratori. Si tratta, come è facile comprendere, di una grande operazione di giustizia e di solidarietà sociale che viene compiuta nello spirito della Carta Costituzionale (che vuole i cittadini uguali fra loro) e con una visione unitaria dei problemi dei lavoratori.

La nostra opinione è che anche se l'accordo Governo-Sindacati si fosse limitato a questo aspetto della situazione pensionistica sarebbe stato di per sé già un fatto fortemente positivo e da apprezzare.

Ma abbiamo detto anche che lo stesso accordo difende e salvaguarda le fondamentali conquiste degli anni scorsi. Nel dire ciò, non vogliamo nascondere per niente quella parte dell'accordo che limiterà, per il 1979 e solo per il 1979, gli aumenti delle pensioni. Bisogna, infatti, mai dimenticare che la situazione finanziaria dell'INPS è catastrofica (previsione 1980 oltre 16mila-miliardi di deficit), per cui ben più gravi rischi avrebbero potuto correre le pensioni. Di questo ne devono avere consapevolezza pensionati e lavoratori.

Infine voglio ricordare che ora, tradotto in disegno di legge, l'accordo Governo-Sindacati viene sottoposto al dibattito e alla approvazione del Parlamento. Contro questo accordo si sono già scatenati i vari interessi di settore e di corporazione. Anche la Confindustria ha voluto dire la sua opinione che è stata nettamente negativa.

Queste posizioni chiariscono molte cose e mettono bene in risalto la durezza dello scontro politico e sindacale che vi è stato e vi sarà sicuramente nelle prossime settimane. Dipenderà, quindi, dalla mobilitazione dei lavoratori l'esito di questa battaglia.

(WOCCUPAII IN ITALIA CAPITALI IN 5VIZZERA9 B UNA E' NON LIMITAR51 UNA \.1510NE RIhTí-'‘E- IA DEI PROBLEMl...NOIIMPRENDICki 20E5IAM0 AV ERE UNA MENTALI A' APERTA E h1CDERNA ... EUROPEA

I lavoratori chiedono, I' Escavatore risponde

I responsabili della Commissione Stampa del Consiglio di Fabbrica invitano i lavoratori ' a partecipare più attivamente alla costruzione dell'Escavatore, con scritti da pubblicare, con proposte e suggerimenti, alfine di rendere questo giornale sempre più strumento '2 a di informazione e di circolazione delle idee dei lavoratori della FMC.

La Commissione Stampa è impegnata, e si impegna, a rendere il giornale più continuativo e Puntuale, ma per fare questo è necessario che anche i lavoratori diano il loro contributo fattivo. Una delle maggiori difficoltà riscontrate fino a oggi è il reperimento degli scritti (articoli) da pubblicare. Si pensava che solo con degli articoli si potesse fare il giornale, mentre noi siamo dell'avviso che si può costruire il giornale anche in un modo diverso, fermo restando che gli articoli sono sempre necessari se si vuole ottenere un buon giornale di fabbrica.

qua1'é questo metodo diverso? Molto semplice, con un briciolo di fantasia e di iniziativa, abbiamo pensato di introdurre nell'Escavatore la nuora rubrica intitolata: "Botta & Risposta" (il lavoratore dì la botta, 14Eacayatore dà la risposta).

Quali sono le domande che un lavoratore pub porre? Tutte! Politiche, sindacali, scientifiche, sociali, di fabbrica e fuori fabbrica.

Facciamo un esempio. Un lavoratore all'Escavatore pone questa domanda (scritta o a voce): Perchè il capo del personale (è un esempio) quando un delegato entra nel suo ufficio, doPo tre minuti (il tempo è importante), prende tl delegato per la tuta, lo butta in terra, gli salta addosso con i piedi, lo scaraventa fuori dall'ufficio, e poi fa l'offeso?

OPPure, perchè, mentre il Consiglio di fabbrica continua a dire che manca lo spazio nei reparti, l'Ing. Dazzi continua a sostenere il contrario? E ancora, perchè 1'8 marzo il c apo ufficio della contabilità ha donato una rosa a tutte le lavoratrici del suo ufficio, e di proposito ne ha esclusa una?

Domande di carattere sindacale; come fa il compagno Benvenuto a dire che la riduzione d ell'orario di lavoro deve avere coato.zero?

che, aldilà di tutti gli scritti e

Questi sono soltanto degli esempi, e siccome pensiamo di tutti i discorsi su un determinato argomento, rimangano sempre dei dubbi, dei punti di domanda che hanno necessità di essere chiariti, la Commissione Stampa sì impegna a rispon dere a tutte le domande, anche le più scabrose* nei limiti del possibile.

Naturalmente dipenderà da tutti se la nuova rubrica potrà avere continuazione nel futuro, percia , domandate, con scritti o a voce, ma domandate.

La Commissione Stampa

BOTTA E RISPOSTA
424.,•
4 0
5

SOLIDARIETA' CON GLI ANTIFASCISTI ARGENTINI

Risoluzione del Consiglio Generale FLM

Il Consiglio Generale della F.L.M. di Milano, tive di carattere internazionalista che da s tegoria ai problemi internazionali, assume pi l'assemblea odierna da parte del compagno! M

oerentemente con lo spirito e le inizia re caratterizzano l'attenzione della ca amente la proposta fatta nel corso del membro della C.G.T. in esilio.

Il Consiglio Generale della FIM di Milano decihe pertanto di realizzare le seguenti imi — i siative:

— aprire tutte le istanze dell'organizza one, nel corso della consultazione contrattua le, alla partecipazione dei compagni s• daca,Listi Argentini:

— di promuovere una diffusa sottoscrizioni in tutta la provincia, al fine di rendere pos sibile la sopravvivenza dei militanti s da li in questo momento scarcerati in Argen tina e privi. di mezzi per riparare alli stera.

Milano, 20 ottobre 1978

RIMBORSIFISCALIDEL1974

-Un anno fa l'allora Ministro delle Finanze Pani:golfi assicurava gli italiani che l'operazione di rimborso dei tributi pagati e causa del cumulo sarebbero avvenute automaticamente, non precisando che ciò sarebbe stato limitato al 1975.

infatti l'art. 8 della legge n. 751 del 12.11.1976 relativa alla dichiarazione per l'anno 197,4 stabilisce:

f•-edito conseguente ella riliquIdazione dell'IRPEF efft i, in applicazione della presente legge risultante dalla crii., -41# esettoriele, • computato in diminuzione dell'imposta dovuta per l'anno 1976 è rimborsato per le eventuale eccedenza Per tutti quelli che hanno ricevuto la cartella ~snodale nel 1977 o, pur avendole ricevuta per tempo non hanno detratto il rimborso spettante dalle dichiarazione per l'anno 1976, la legge precisa:

e Rimborsi spettanti devono essere richiesti con istanza da presentare a pene di decadenza, entro il 31 dicembre del 2* anno successivo a quello in cui è stata notificata le cartelle esattoriale e. Viene di conseguenza de pensare: quanti lavoratori dipendenti, seguendo in buone fede le parole del Ministro Pandolfi avrebbero perso i propri soldi. Per evitare ciò occorre fare domanda in carta semplice al proprio Ufficio distrettuale imp. Dirette secondo questo modello:

Fec simile per gli aventi diritto dl rimborso fiscale alla dichiarazione dei redditi per l'anno 1974:

Uff. Disfi. Imp. Dir. di Il sottoscritto

residente a

Via titolare della cartella esattoriale (numero del contribuente) n. del non avendo detratto il credito d'imposta della dichiarazione per l'anno 1976.

Fa Istanza a questto spett. Ufficio, ai sensi della legge n. 751 del 12.11.76, per la liquidazione del rimborso indiceto nella cartella esattoriale sopra citata.

In fede

N.B. - Per Ufficio distrettuale si Intende Il proprio (Milano - Abbiategrasso - Monza - Desto - Rho - Mago& ta - ecc.). •

In
6

Si continua a parlare tanto del costo del lavoro in questi tempi, ed a parlarne sono in tanti, in special modo la stampa padronale; ma raramente si sente dire che bisogna fare qualcosa di più per la ricerca e quindi avviarsi su strade diverse per migliorare questa situazione che, se dovesse durare ancora a lungo, le prospettive non sarebbere per nulla buone.

Se é vero che il nostro paese ha un'industria abbastanza avanzata, in pratica trasforma le materie prime in manufatti che immette nei mercati nazionali ed internazionali, il ricavato di queste vendite, cioè la ricchezza prodotta, è il valore aggiunto: costo delle Materie prime, costo per la trasformazione in manufatti, vendita sul mercato uguale profitto. In sostanza questo é il ruolo della maggior parte delle nostre industrie (semplice considerazione su come si forma la base della nostra economia).

Stando così le cose, e tenendo conto che sul piano tecnologico dipendiamo completamente dai paesi più avanzati del nostro, converrà che l'ambiente e l'organizzazione del lavoro rivestino un ruolo molto importante: una cattiva organizzazione ed un ambiente nocivo sono anch'essi elementi nella determirriziore cel costo del lavoro. Sarebbe molto positivo se tutti i lavoratori dessero il rilievo necessario a questi problemi, perché non é sufficiente contestare e basta, ma é necessario partecipare al dibattito generale e sofferMarsi di più su questi punti molto importanti.

Dalla soluzione di questi problemi, assieme ad altre iniziative, si puó sperare in una ripresa necessaria che dia sbocco all'ampliamento della base produttiva e ad una migliore condizione di lavoro, che riduca i costi, per poter investire di più nelle zone depresse con conseguente maggiore occupazione e riconquista dei mercati.

7

Sentilo — ferma la linea, ferma la linea — ti avevo detto che era uno dei rivoltosi! PROFIT E
4MMOMOMMOOMMOWM 71MINMOMOINOMMMNBMOMM
Ambiente e costo del lavoro
Troppo comodo parlare di alti costi scaricando le responsabilità sulle spalle dei lavoratori, le cui conquiste peserebbero così tanto che il prodotto non sarebbe più competitivo sul mercato. Il discorso é un altro: il padronato non vuole rinunciare ad un solo centesimo del suo profitto. Come si spiega allora che pur essendo stati sfruttati e pagati male per tanti anni (e di profitti, certo, i padroni ne hanno fatti), oggi ci ritroviamo con le fabbriche vecchie, disorganizzate, e a corto di commesse? La verità é che l'organizzazione del lavoro, che il padronato ha sempre tenuto in vita, non era una vera organizzazione del lavoro (perché quando si dice lavoro, si dice rispetto dell'uomo), ma solo una forma antica di sfruttamento che oggi i lavoratori non accettano più. Mai le li bertà, che i lavoratori si sono conquistate, saranno rimesse in discussione.

I padroni parlano tanto di assenteismo dei lavoratori solo per coprire le loro responsabi lità, questa è una vecchia politica patertalistica e fuori del tempo. Da quanti anni Pgr esempio, il padronato é assenteista sugli investimenti che dovevano essere fatti nei momenti necessari sulla ricerca, nello studio di ciò che il mercato si accingeva a richiedere? Nel non volere una organizzazione che rendesse il lavoro più umano, che non dequalificasse, che facesse acquisire le varie esperienze tecniche all'interno dei reparti e quindi nell'ambiente di layoro,.per il quale -olo la classe lavoratrice ha pagato con un alto costo d Vite umane? Per questo si chiede a tutti i lavoratori un impegno maggiore su questi punti di interessi generale. Per esempio, fa parte dell'organizzazione del la-voro (nel ristretto della nostra fabbrica) anche l'installazione di una macchina, non solo la parcellizzazione delle mansioni, o la dislocazione errata di un posto di lavoro. E' accaduto per la sbavatura, nel reparto carpenteria, che i nostri tecnici non accettarono allora il consiglio dei lavoratori di piazzare l'impianto nella posizione attuale, essi riuscirono solo a spendere dei soldi con uno sconcertante risultato: tetto imbrattato, miglioramento zero.

Ora i tecnici arrivano persino a fare arrabbiare l'Angiulun per la questione della nuova trancia: rifiutano sistematicamente tutti i punti di vista dei lavoratori, perché altrienti questi invaderebbero lo spazio riservato ai detentori del potere decisionale nella fabbrica, e decidono spesso cose sbagliate e costose. E di costi in costi arriviamo all'ape biente che costa molto di più ai lavoratori che lo pagano in termini di salute e in infortuni; per questo ricordiamo la soluzione adottata per il reparto lattoneria sia per quanto riguarda l'agibilità che il rumore. Da noi tutto si risolve in maniera facile: si erige un paravento, e il problema è liquidato. Si installano delle rudimentali attrezzature per l'aspirazione del fumo prodotto dalla saldatura e nessuno si interessa di sapere se sono validi o no, se vengono esati o meno, e se non vengono usati perché. Infatti, a quanto sembra, gli aspiratori non sono né maneggevoli, né pratici perché tenendo lontano'il tubo aspirante non si ottiene l'effetto necessario, tenendolo vicino viene aspirato il gas indispensabile per saldare a CO2, con il risultato che nelle saldature appaiono delle soffiature. Cosa facciamo: ci teniamo il fumo, o vi tenete le soffiature?

C'é da parlare anche dei pantografi: come mai in altre aziende questi impianti sono corredati di buche di aspirazione nel pavimento? Se da noi questo impianto si può migliorare, perché non lo si migliora?

Senza allarmare nessuno, sia ben chiaro, é dimostrato dalle statistiche che certe mansioni intaccano la salute dei lavoratori in modo tale che spesso non riescono neanche a godersi la pensione. Queste sono cose che dovrebbero far riflettere ognuno di noi.

In linea generale, anche se l'esposizione di questi problemi è modesta, i fatti restano importanti e con essi le responsabilità vecchie e nuove.

Qual'é l'opinione del padronato e dei suoi tecnici per sanare l'ambiente di lavoro? Pensano che sanare l'ambiente e l'organizzazione significhi solo altri costi? Eppure con un pò di buona volontà_ si potrebbero evitare gravi incidenti sul lavoro e proteggere meglio i lavoratori dal rischio delle malattie professionali che andrebbero a ingrossare il numero, già alto, di invalidi e mutilati che gravano sulla collettività. Questa è una spesa di cui i soli responsabili sono i padroni, mentre ai lavoratori va data una sola colpa, quella di aver tollerato troppo a lungo questo stato di cose. Le conquiste sono il frutto di durissime lotte che ci hanno visti uniti, un lungo cammino ci separa da altri traguardi, perciò i lavoratori sono chiamati a dare tutto il loro contributo nel suggerire tutte le idee che concorrono al miglioramento delle condizioni di lavoro.

Deve essere un momento di mobilitazione che rilanci il dibattito sull'ambiente e deve vedere i lavoratori uniti e da protagonisti nella conquista reale della salute in fabbrica. R.D.

DEL LAVORO: RECUPERO DELLA PROFESSIONALITA

I lavoratori della FMC, dopo un intenso di4 'battito nei reparti e negli uffici, hanno deciso, in assemblea generale, di dare man* dato al Consiglio di Fabbrica e alla FLM di aprire un confronto con la direzione su; di una serie di problemi, e tra questi, quelli inerenti l'organizzazione del lavoro. iIo vorrei tentare, come lavoratrice e impiekata, di portare un contributo al dibattito Che le parti si apprestano ad affrontare, nettendo in risalto alcuni aspetti della attuale organizzazione negli uffici. urlando di organizzazione del lavoro non ti si deve limitare a fare considerazioni soltanto sul carico di lavoro, e quindi sulla programmazione, perché essendo questo dipendente da fattori esterni di mercato, tutti comprendono che in una fase di ristagno ?le possibilità di programmare anche a breva termine sono limitate.

Penso che organizzazione del lavoro significhi anche, .e soprattutto, coordinamento razionale utilizzazione delle capacità umane. In FMC questo non sempre avviene in quanto vi è un assetto verticiatico piramidale e il modo di lavorare é a compartimenti stagni, di conseguenza si ha uno svuota.mento professionale e un abbassamento della responsabilità individuale a tutti i livelli Infatti, a parte i lavori di routine che sì ripetono con una certa frequenza, gli altri lavori che un impiegato svolge, per abitudi ne o perchè richiesti dal capo, non si sa bene a cosa servono e se servono.

Le reazioni a questa situazione che la direzione, volutamente o per miopia, non modifica sono di vario genere: i capi pensano di salvare la loro "posizione", la loro pro_ fessionalità, accentrando il lavoro e parcellizzando quello dei collaboratori; i capi squadra pensano di recuperare la loro Professionalità chiedendo il passaggio , di livello per differenziarsi dagli operai; molti impiegati, a causa della parcellizzai zione, non comprendono il ciclo completo di un lavoro e manifestano una certa abitudine al lavoro stesso senza alcun incentivo, a .:) .,"te quello economico, cioè del 27. Constatando tutto ciò mi chiedo come fa la direzione a parlare in modo ottimistico del le possibilità di sviluppo dell'azienda, 1; .i metodi di direzione sono ancora quelli del passato. La domanda di partecipazione

íe di corresponsabilità, che viene continuamente respinta o frustrata quando non addirittura banalizzata da qualche dirigente, non può essere sempre elusa altrimenti crea ìei danni gravi e tensioni inutili nella 'fabbrica. Le capacità professionali del lavoratore, o della lavoratrice, non possono , essere continuamente mortificate o disattese. La direzione deve capire che non pup più basarsi su pochi "eletti" ai quali dare la parvenza di autonomia, perchè questi ultimi si creino poi dei piccoli centri di potere incomunicanti fra di loro e perciò, privi della necessaria visione generale dell'azienda, potenzialmente predisposti all'errore e allo spreco.

Le conquiste di questi anni hanno fatto sal tare il vecchio ordinamento nelle fabbriche, adesso bisogna costruirne uno nuovo con la partecipazione di tutti, ognuno per la parte di responsabilità che gli spetta.

Per questo sostengo che dobbiamo recuperare per intiero la nostra professionalità_ e la piena responsabilità del lavoro che svoligiamo e, visto che anche la bozza contratuale dei metalmeccanici affronta questi problemi, vuol dire che esti sono sentiti da tutto il mondo del lavoro, e non solo alla FMC, di conseguenza sarebbe bene che sia il C.d.F. che la direzione tengano presente questo esigenze al momento della dis cussione.

'Noi impiegati come intendiamo affrontare il problema della organizzazione del lavoro e della professionalità visto che siamo in azienda, e qualcuno dice anche in numero elevato rispetto agli operai produttivi? Recupero della professionalità, a mio avvì'so, deve essere inteso come conoscenza coalpleta del lavoro che si svolge e piena re-' 'sponsabilità di quello svolto, e questo ad 'ogni livello di mansioni, perché corrisponda ad ogni mansione il giusto livello e quindi la giusta retribuzione senza legare questi ultimi elementi ad alcun tipo di automatismo.

Chiarisco questo ultimo concetto: attualmente vi è la clausola contrattuale per la quale"il diplomato, dopo due anni di permanenza in azienda, svolgendo mansioni inerenti il suo diploma, ha diritto al passai gio di livello". L'azienda applica questa clausola ma cosa fa perchè questa non di-

SaCV t ORGANIZZAZIONE

venti un puro automatismo e quindi discri— ninntivo nei confronti di altri lavoratori?

I due anni di tempo non dovrebbero forse `servire a far crescere professionalmente il ,lavoratore?

Penso che oggi siamo pronti ad affrontare questi problemi, ma dobbiamo fare uno sforzo e con un pó di coraggio uscire dalla me,diocrità in cui ci vogliono mantenere, rompere con gli schemi fissi che esistono in 'alcuni uffici, perché recupero della professionalità non è soltanto riempire di contenuto una mansione oggi vuota e senza senso, ma vuol dire soprattutto recuperare la dignità di lavoratori, di persona capace e intelligente, che oggi è molto sbiadita.

PICCOLA CRONACA

In questi giorni si è dimesso dalla FMC il compagno GALLONE Ugo, per raggiunta anzianità contributiva, quindi va a godersi la sudata pensione.

Attraverso l'Escavatore, formuliamo voti di auguri ricordando a tutti à. lavoratori la sua opera di sindacalizzazione e le lotte sostenute nella nostra fabbrica.

Un gruppo di lavoratori

Al paese delle fede sathm, sarete autorizzati a lemme in costume da bagno asse ultime due settimane di agosto.

So il padrone dice dm elio mi aumento del 4%, si dovrebbe riuscire rivederlo, qui, de qualche parte...

••

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.