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Milano 19(30)

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ANNO IV - N. 1 GENNAIO 1980

L. 300

MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA

La metropolitana al Gallaratese

in questo Comincia il conto numero alla rovescia S. Romanello 5 proposte

CASA Le vie della speculazione sono infinite

Il sindacato si decentra Niente topi nelle fogne

L'entrata in funzione prevista entro febbraio Promosso dal Consiglio di Zona 19 ed organizzato dalle locali sezioni del Partito Comunista Italiano e del Partito Socialista Italiano si è svolto, il 19 dicembre scorso, un incontro con gli amministratori di Milano per una verifica sulle cose ancora da fare al Gallaratese, sia a breve termine, sia in tempi più lunghi. Presenti il vice sindaco ed assessore ai trasporti Vittorio Korach e l'assessore ai lavori pubblici Giulio Poletti si sono esaminati i problemi relativi all'entrata in funzione, preannunciata per il prossimo febbraio, della metropolitana, nonchè alla viabilità, ai servizi di trasporto in superficie, alle manutenzioni scolastiche, ecc. Sono stati altresì preannunciati l'installazione di un ascensore e di un centro cucina nella scuola di via Alex Visconti e si sono discusse le questioni riguardanti i mercati di San Leonardo, del QT 8 e di via Chiarelli, quelle che si riferiscono alla difesa ecologica del territorio ed alla salvaguardia della salute pubblica e via dicendo. L'annuncio della prossima apertura, prevista per febbraio, del cantiere per la costruzione del Centro Civico della nostra zona ha fornito

lo spunto per un esame critico sul funzionamento della macchina burocratica comunale e per un incitamento a vigilare sulla corretta e rapida esecuzione delle opere appaltate dalla civica amministrazione. (Maggiori notizie alle pag. 6 e 7)

Proposta unitaria a San Siro

Utilizziamo l'Alpi per iniziative culturali Raccolta di firme contro l'apertura della discoteca in via Ricciarelli per la cui realizzazione sono state eseguite abusivamente opere edilizie, come la precisato con una sua lettera al nostro giornale l'Assessore all'edilizia privata Sulla questione della discoteca e per una diversa utilizzazione della struttura del cinema Alpi, in via Ricciardelli, continua nel quartiere di San Siro la mobilitazione dei cittadini, che numerosi hanno firmato una petizione sottoscritta unitariamente dal P.C.I., dal P.S.I., dal M.L.S., dal C.A.F., dall'U.D.I., dall'A.N.P.I. e dalla F.G.C.I. e che verrà presentata all'Amministrazione comunale. Ricordando che l'assemblea indetta dal Consiglio di Zona 19 (vedi Milano 19, dicembre 1979, n.d.r.) aveva espresso il proprio parere negativo sull'apertura della discoteca, considerata esterna ai bisogni del quartiere

in quanto "oltre a costituire elemento di disturbo per le abitazioni circostanti non risponde alle diverse esigenze, soprattutto giovanili, di trovare punti di svago e di iniziative culturali", la petizione prosegue esprimendo la preoccupazione delle forze politiche che l'hanno sottoscritta (fra cui fa spicco l'assenza della D.C.) che la discoteca possa si rispondere "sia pure in modo distorto" ad un diffuso interesse per la musica ed il ballo, ma possa presentare anche il rischio di diventare "punto di attrattiva per attività equivoche legate allo spaccio di droga, alla delinquenza ed alla violenza fascista, come si è già verificato in

Programmata dal Consiglio di Zona

Una piscina al San Leonardo La realizzazione prevista nel bilancio 1980. Un giudizio positivo sui bilanci espresso in una dichiarazione congiunta dei gruppi comunista e socialista.

Maggiori impegni per il decentramento Cosa rivendica il SUNIA

Circa un miliardo e mezzo di lire, pari a quasi un terzo del bilancio di previsione, verrà investito nel 1980 dal Consiglio di Zona 19 per la realizzazione. al quartiere S. Leonardo, di una piscina già prevista dal piano particolareggiato di attuazione. L'investimento fa si che venga superata, sia pure di non molto, la cifra destinata dall'amministrazione comunale per il bilancio della nostra zona per il 1980, che è stato presentato, unitamente al bilancio consuntivo del 1979, nel corso dell'ultima seduta dello scorso anno del Consiglio di Zona. Si tratta di due documenti importanti, come hanno posto in rilievo i gruppi socialista e comunista, che in una loro dichiarazione congiunta hanno evidenziato il valore dei bilanci zonali come strumento di partecipazione diretta dei cittadini alla programmazione degli interventi da attuare sul territorio in cui essi stessi vivono.

Espresso il loro giudizio positivo sulle scelte operate con i bilanci del 1979 e del 1980 i due gruppi, nella loro dichiarazione congiunta, hanno indicato specifiche aree di intervento a partire dal settore socio - sanitario, per il quale, dando un giudizio positivo su quanto avviato con il Centro sociale S. Siro, in piazzale Segesta, hanno sottolineato l'importanza di individuare spazi e strutture nuovi, atti a conservare l'assistenza sanitaria, i consultori, la droga In campo culturale, posto in risalto il fatto che l'ex cinema Alpi avrebbe potuto costituire un'importante struttura la cui acquisizione alla collettività avrebbe però comportato una spesa rilevante (nell'ordine di miliardi di lire), i due gruppi hanno indicato la necessità di affrontare il problema di un pieno e razionale utilizzo delle strutture pubbliche (centri scolastici medio - superiori, palestre e spazi non adibiti a studio nelle scuole dell'obbligo, strutture

comunali, ecc.) e private (cooperative, sale parrocchiali, circoli culturali, ricreativi e sportivi) esistenti nella zona per proporre una serie di iniziative atte a stabilire con la popolazione un rapporto continuativo. Ricordati anche altri problemi, quali quelli del territorio, della viabilità, dei trasporti, della casa, della salvaguardia dell'ambiente. delle setrutture sanitarie, ecc., su cui l'intervento del Conàiglio di Zona potrà essere più incisivca attraverso il suo bilancio, i gruppi comunista e socialista hanno sottolineato l'importanza che le indicazioni da loro formulate assumono anche per i futuri bilanci di zona ed hanno dichiarato la loro disponibilità per attuarlo con le altre forze politiche, non tralasciando di dedicare tutta la loro attenzione alle proposte che queste ultime dovessero avanzare. G.P.G.

occasioni analoghe". Rilevato che in questo quartiere soltanto ora si stà cercando di costruire, anche attraverso gli organi di decentramento politico - amministrativo, un tessuto di strutture sociali (asili nido, consultorio, centro per gli anziani, centro sociale) gestite democraticamente, la petizione chiede che l'intervento dell'iniziativa privata nel settore dei servizi per il tempo libero venga inserito in un progetto culturale che risponda ai bisogni reali della cittadinanza e che a garanzia di tale esigenza l'Ente locale definisca con l'imprenditore privato e si assuma in proprio un utilizzo del cinema Alpi basato su una serie di attività socio - culturali (ballo, cinema, teatro, cabaret, dibattiti, ecc.) in cui la cultura ed il tempo libero si collochino in "una dimensione umana e non costituisca la ripetizione di mode e di miti americani", concludendo che la mobilitazione su questo problema deve costituire un primo momento di confronto tra i cittadini per costruire un'iniziativa su un programma culturale inteso come uno degli strumenti su cui si basa la convivenza civile e democratica. Sempre in relazione al cinema Alpi l'assessore alla Ripartizione edilizia privata del Comune di Milano, Giovanni Baccalini, ci ha inviato in data 19 novembre 1979 una lettera (purtroppo giuntaci tropo tardi perchè potessimo pubblicarla sul nostro numero di dicembre) che dice testualmente: Egregio Direttore, leggo l'articolo "Colpo di mano all'ex Cinema Alpi" e ritengo opportuno chiederLe di pubblicare le seguenti precisazioni. La concessione edilizia per i lavori di adattamento del Cinema Alpi non è sino ad oggi stata rilasciata; infatti l'esame tecnico non si è concluso in quanto a parere della Commissione Edilizia gli elasegue a pag 2


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