innata° 1.9 Mensile di informazioni politica e cultura della Zona 19
Amministratori e cittadini
Più di 50 miliardi spesi nella Zona 19 per fermare la corsa alla guerra Si tratta di una cifra ragguardevole erogata negli ultimi anni per investimenti ed opere di manutenzione - La fetta più grossa è andata al Gallaratese - Difficoltà di lettura e di interpretazione del bilancio comunale
No del C.d.Z. ai box I.A.C.P.M. I mestée de la Milan de semper
Tra Cruise, Pershing, SS 20 e SS 21 da una parte ed una politica del disarmo dall'altra molti hanno scelto la seconda strada Discutere sulla Pace, agire per la Pace: ecco cosa vogliamo essere e fare. L'umanità è in pericolo. Si studiano e si installano armi nucleari e convenzionali sempre più nemiche dell'uomo. Si parla ormai da vari mesi di armi spaziali, di scudo atomico. Ma la deterrenza non c'entra più; armi di questo tipo, che dànno l'illusione dell'invulnerabilità, possono indurre chi le detiene a sferrare il "primo colpo". Possiamo e dobbiamo fare qualcosa; non si può convivere con la morte, togliere a noi, ai giovani, il futuro. Quando noi del Comitato per la Pace abbiamo lanciato la campagna per la denuclearizzazione della Zona 19, qualcuno ha sorriso, considerando tale proposta assurda ed inattuabile. Abbiamo risposto loro paca-
Ma è proprio vero che l'Amministrazione comunale non fa niente o quantomeno fa assai poco per la nostra zona, così come da più parti si asserisce? Per dare una risposta a questo interrogativo siamo andati a spulciare il bilancio comunale e quello della Zona 19 e, cifre alla mano, abbiamo scoperto che se alle voci di spesa certe aggiungiamo quelle di non facile individuazione, la somma erogata dal Comune negli ultimi anni per investimenti e manutenzioni nella nostra zona superano i 50 miliardi di lire, di cui la fetta maggiore (oltre il 50%) è andata al Gallaratese. Ma vediamo nel dettaglio, quartiere per quartiere, come sono stati spesi tutti quesi soldi.
Gallaratese
Divieto di sosta dalle 12 a mezzogiorno
Tel. 02/40.80.980
Discutere sulla Pace, agire per la Pace,
Il giardino della Resistenza
Cercansi alberi a San Siro
GINO M AZZOLA
Appello del Comitato per la Pace
Da parte dell'Amministrazione Comunale
Il SIMEE e la lotta alle tossico dipendenze
Agente Generale
Via Osoppo.13
L. 600
Anno IX - N. 3 - Marzo 1985
Milano dal fascismo a piazza Fontana
UNIPOL ASSICURAZIONI
Oltre alle ristrutturazioni effettuate nelle ex scuole di via Betti e di via Ojetti adibite a centri socio-sanitari (1982-84), all'asilo nido di via Borsa (197678), al mercato di via Chiarelli (1976-78), alla sistemazione delle aree esterne a questi (198084), al completamento dell'impianto di depurazione e alla manutenzione e sistemazione delle strade (2 miliardi e 300 mi(segue a pagina 15)
Nella prospettiva di un "Governo Metropolitano"
Le proposte dei comunisti per il futuro della zona La prossima legislatura del Consiglio Comunale e dei Consiglieri di Zona (che verranno eletti il prossimo 12 maggio) deve essere impiegata come "fase costitutente" per trasformare il sistema degli Enti Locali nella Provincia di Milano in un "Governo Metropolitano" che decida sui grandi problemi come l'economia, i trasporti, l'ambiente, la casa, ecc., articolato in municipalità, ossia i Comuni ed i Consigli di Zona della città di Milano, che debbono essere coinvolti e partecipi nella elaborazione e nelle elaborazioni del Governo Metropolitano, ma ridefinendone le funzioni con poteri certi e reali, con un'autonomia decisionale fortemente aumentata per servizi sociali fra loro integrati e con una capacità e volontà di dialogo con i portatori dei bisogni. A tal fine va realizzata una partecipazione nuova sia nella forma, sia nella qualità, basata sul diritto di accesso all'informazione e di controllo da parte dei cittadini sulle decisioni degli Enti Locali, sui servizi socio-sanitari, attraverso radio, televisione, un giornale comunale rinnovato e diverso, più bollettini zonali e centri di documentazione metropolitani, zonali e di quartiere.
Per manutenzioni straordinarie
Quasi 6 miliardi e mezzo al quartiere S. Leonardo La spesa è stata deliberata dall'Amministrazione Comunale, che ha tenuto conto delle giuste esigenze degli assegnatari, e riguarda gli stabili di via Appennini dal 95 al 209 e di via Alex Visconti dal 2 all'8 Il Consiglio Comunale ha approvato la spesa di 6 miliardi e 400 milioni di lire (IVA e revisione prezzi compresi) per l'esecuzione, da parte dell'IACPM (Istituto Autonomo Case Popolari di Milano) delle opere di manutenzione straordinaria riguardanti la sistemazione delle facciate, dei giunti, dei cementi armati ammalorati e dei pluvia-
li negli stabili comunali di via Appennini, dal 95 al 209, e di via Alex Visconti, dal 2 all'8, nel quartiere di San Leonardo. Tale decisione tiene conto delle giuste proteste degli inquilini di tali stabili, i quali da tempo si lamentano per gli inconvenienti manutentivi ancora esistenti nel quartiere, chiedendo (segue a pagina 15)
I diritti degli utenti dei servizi comunali vanno tutelati dal Difensore Civico e va garantita la possibilità di rivolgersi alla locale USSL per disservizi o insoddisfazioni relative a prestazioni socio-sanitarie ricevute. Va inoltre sancito il diritto di consultazione a tutti i tipi di associazione presenti nel territorio sui temi di interesse generale e su quelli specifici, nonché il diritto di partecipazione alle commissioni ed ai Comitati di Gestione costituiti dal Consiglio di Zona. Partendo da queste premesse e da un approfondito esame della realtà esistente, i comunisti della Zona 19 hanno formulato, attraverso commissioni appositamente costituite, una bozza di programma (articolata su tre grandi temi: ambiente urbano e sviluppo della zona, sanità ed assistenza, politica culturale), che è tuttora oggetto di attenta analisi (e pertanto passibile di variazioni ed ampliamenti), ma della quale ci sembra utile ed interessante anticipare fin d'ora ai nostri lettori pubblicandone un'ampia sintesi nelle pagine 8 e 9.
tamente che volevamo fare qualcosa, che non volevamo assistere inerti al pericolo dell'olocausto. Volevamo chiedere alla gente una scelta di campo: che scegliesse cioè tra i Cruise, i Pershing, gli SS 20 e 21 da un lato ed una politica di disarmo dall'altro. Volevamo che si dicesse. no a tutte le basi nucleari, prima di tutto a Comiso e alla Maddalena. Le migliaia di persone da noi contattate hanno scelto; hanno firmato la nostra petizione; hanno capito la posta in gioco: questo era importante. Abbiamo portato questa petizione in Consiglio di Zona perché la facesse sua, la ampliasse, perché lanciasse una proposta di denuclearizzazione a tutta Milano, come altre città hanno fatto. Avremmo voluto che diventasse iniziativa permanente del Consiglio di Zona. realizzata attraverso un centro di iniziativa per la pace. Peccato, non è stato così. Evidentemente la Pace non incontra sempre dei nemici, ma degli indifferenti sì. Queste ed altre iniziative abbiamo intraprese, altre stiamo preparandone. Vogliamo, a costo di venire considerati maniaci, discutere e agire perché l'umanità non sia più esclusa dalle scelte che in modo fondamentale la riguardano. C'è qualche possibilità perché gli uomini possano riprendere in mano il governo del mondo? Noi ci crediamo ma non ci illudiamo che questo sia un cammino breve o facile. Si aprirà a Ginevra, il 12 marzo prossimo, una nuova serie di trattative tra USA e URSS. Noi dobbiamo naturalmente augurarci che la trattativa raggiunga effettivamente risultati positivi, anche se è difficile dimenticare gli esiti deludenti di una lunga serie di negoziati che non ha finora portato alla distruzione di una sola testata nucleare. Condizione minima perché la natura del processo negoziale si modifichi è che al tavolo delle trattative siedano anche i popoli (segue a pagina 15)
71 pw*‘ Ma non c'è altra scelta? Il nostro "grande alleato" (gli USA), mentre va ogni giorno ribadendo, per bocca del suo presidente Reagan, il suo ruolo "storico" di "tutore e difensore" del mondo cosidetto libero, da tempo va alla cattura di capitali, armeggia con spudorante e piratesche azioni monetarie (di cui l'artificiosa e vertiginosa ascesa del dollaro di questi ultimi tempi non è che un esempio eclatante) e con ciniche manovre finanziarie (e forze non soltanto finanziarie), decapitando la crescita dei paesi della Comuni Economica Europea ed imponendo un predatorio sistema neocoloniale, che pompa e sfrutta risorse materiali ed umane dai paesi in via di sviluppo. E mentre egli si impingua sempre più, noi italiani, che, insieme agli altri paesi della CEE,
siamo tra i suoi maggiori "donatori" di risorse finanziarie, incalzati dai rinnovamenti tecnologici e con scarsi e costosi capitali disponibili, siamo costretti a chiudere le fabbriche, a gettare sul lastrico decine di migliaia di lavoratori, a negare ai giovani un'occasione di lavoro, a rinunciare alla nostra stessa sovranità militare accettando sul nostro territorio basi militari che dipendono da centrali di comando poste all'estero sulle quali non possiamo interferire, mentre, forse non a caso, continua a crescere la delinquenza di ogni tipo. Ma è mai possibile che a difesa dei nostri interessi nazionali non vi sia altra scelta che l'imbelle comportamento, sin qui tenuto dai nostri governanti, di lasciarci succhiare le nostre già scarse risorse?