Battaglia unitaria19

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UNITARIA

'BOLLETTINO DEL COMITATO DI COORDINAMENTO DEI CONSIGLI DI FABBRICA - GRUPPO FALCI( ~~111111111~111~

Contratto : il senso di una lotta

Si sono già spese moltissime parole per il CONTRATTO, per prepararlo — spiegarlo — evidenziare i suoi punti qualificanti.

Si sono già realizzati i primi incontri: si sono già manifestati i primi dissensi e i primi contrasti con i padroni.

Si sono già avuti i primi scioperi e le prime manìfetazioni di piazza.

Che significato ha un impegno concreto in questa lotta?

Se è vero come è vero che questo rinnovo contrattuale vuol dire una parola sul problema dell'organizzazione del lavoro — sul problema della salute — sul problema dei trasporti — dei prezzi — dell'occupazione..., visto che tutto ciò non celo regala nessuno (lo hanno ampiamente dimostrato le prime trattative) occorre più che in ogni altra occasione batterci per strappare queste conquiste, occorre più che in ogni altra occasione non lasciare niente al caso, occorre che ognuno si assuma concretamente le sue responsabilità scendendo decisamente in lotta senza aspettare che « qualcuno » Io convinca a lottare o addirittura vinca la battaglia per LUI! occorre che alcuni (i capi) capiscano che è finito il tempo in cui il bello e il brutto tempo non dipendeva dalle condizioni atmosferiche ma dalla loro volontà e facciano quindi una unità reale con tutti i lavoratori soprattutto nella lotta senza prosenutre col solito sistema dei « convincimenti vari » a non scioperare n a fare ali straordiriari e facendo loro stessi i CRUMIRI.

Si rendono noi necessarie alcune orecisazionì di merito su cosa è stato detto finora nelle trattative,

in modo che ognuno sappia concretamente su cosa siamo chiamati a scontrarci con il padronato.

Anzitutto, non è stato possibile discutere della piattaforma presentata da noi per una netta opposizione del padronato che è stato disposto solo a considerare (senza per altro entrare nel merito) la possibilità di un aumento, ma non certamente uguali per tutti perchè, secondo i padroni, chi più ha più deve avere!!!

In secondo luogo i padroni hanno avanzato la « pretesa » di discutere « l'ASSENTEISMO », dove per assenteismo essi intendono « stabilire » quando e quanto si deve scioperare, e « stabilire » quando e quanto uno si deve ammalare, dicendo le solite cose e cioè: che così non si può più andare avanti — che l'assenteismo ha toccato limiti difficilmente superabili ecc. ecc. ecc.

NOI DICIAMO SEMPICEMENTE

TRE COSE:

Lo sciopero è un diritto frutto di dure lotte dei lavoratori e sancito dalla Costituzione. Per la malattia e per la morte non c'è calendario e se adesso i lavoratori utilizzano di più la MUTUA è solo perchè ora hanno la possibilità di curare le loro malattie (che avévano già anche prima) senza « punizione » e cioè senza perdere niente del loro salario.

I padroni si sono dimenticati di consultare le cifre: i dati ufficiali r'nmunicati dall'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) diconn che dal '68 al '72 le ore di sciopero sono rimaste invariate

(0,40% circa), che le ore di malattia sono aumentate dello 0,70% e che le ore di CASSA INTEGRAZIONE sono invece aumentate dell'1,64% (QUALE E' IL VERO ASSENTEISMO?!?); e ancora: la media di ore lavorative perse per occupato negli ultimi 10 anni in seguito a scioperi nell'industria manifatturiera è di 12,2 ore annue con la punta più bassa nel 1972 (7,7 ore annue).

E queste cifre sono assolutamente vere perchè sono cifre ufficiali fornite dall'ISTAT e dal Ministero del Lavoro!!!

Sono cifre che forse noi riusciamo a conoscere poco, ma che conoscono senz'altro alla perfezione tutti coloro (padroni — uomini di governo — giornali vari) che tutti i giorni si sentono in DOVERE di richiamarci al DOVERE, di dirci che non bisogna ammalarsi, che non bisogna scioperare, e che, soprattutto, BISOGNA LAVORARE (salvo poi a subire la cassa integrazione).

11111~1111.111~ v
1972
BATTAGLIA
No 14 novembre
LAVORATORI ! Sosteniamo
permanente
i C.d.F., ii Coordinamento e il nostro giornale firmando la delega

La giusta prospettiva per vedere le cose

Spesso con tempi ritardati, purtroppo, il movimento operaio sa rispondere con forza ed efficacia ai problemi che si trova davanti.

Questo lo dobbiamo dire per lo storico traguardo dell'unità sindacale organica su cui soprattutto come metalmeccanici, abbiamo lavorato per costruire unitamente ai lavoratori italiani di tutte le categorie.

Spesso in questa fase si ricorre alla ricerca delle responsabilità di bandiera (sono più a posto io, sei più a posto tu), e finiamo quindi, senza volerlo, per portare il dibattito, non già in un periodo costruttivo, bensì in una tematica di « RESPONSABILITA' »; cerchiamo il venduto e lapidiamolo.

Questo ordine di problemi che pure bisogna affrontare, perchè precise responsabilità ci sono, cioè esiste chi costruisce momenti antiunitari e pertanto deve essere sconfitto, non può esimerci dal prendere in considerazione in un modo meno miope, la stessa problematica in una più ampia prospettiva con una focalizzazione più nitida a riguardo dei soggetti protagonisti di questo momento storico.

Innanzi tutto i due primi attori sono sempre glì stessi: la classe operaia ed il padronato. Figli degli stessi e loro interpreti sono le varie organizzazioni, sindacali, partitiche e associative che giocano un ruolo rilevante, ma pure sempre secondario.

Quando il protagonista numero uno — la classe operaia — ha saputo costruire momenti di lotta esaltanti come quelli degli anni 6870, tutti i suoi attori facevano coro attorno alla linea indicata dal movimento operaio.

Quando invece, graduali ed efficaci misure antioperaie, sono state realizzate dal padronato (strategia della tensione, uso del fascismo, venire meno delle libertà democratiche, misure economiche anti proletarie, elezioni anticipate, ecc.) il coro si è disunito, accenti molto acuti erano realizzati dai sostenitori della linea padronale (basti ricordare la risonanza avuta da gente come Vanni, ,Sartori, Sironi, eccetera).

Questo discorso va fatto tanto per chiarire che non sono i « compromessi » e i « dobbiamo farci carico » che contano, guanto il rapporto di forza che abbiamo saputo

imporre.

Accettando un rapporto di potere sminuito, come poteva essere quello del dopoelezioni, abbiamo dovuto accettare una cosa come il PATTO FEDERATIVO.

Al di là di una valutazione sul Patto stesso, quello che si deve definire è questo: se sono importanti i protagonisti dello scontro dì classe in atto, come gli opportunisti del calibro di Scalia o se, sono i fatti rilevanti come l'autonomia, l'autodeterminazione, l'unità e il potere della classe operaia.

Se importanti sono, come lo sono, obbiettivi di questa natura, solo un nostro atteggiamento opportunista e di fuga ci farebbe, in questo momento, scegliere a parole la strada della lapidazione, del venduto, invece di quella, ben più importante, della costruzione dell'esercito dei lapidatori.

La prova di forza più immediata che ci attende è quindi, per uscire dalla metafora, la realizzazione di obbiettivi unitari (tessera, sede, consigli di zona intercategoriali, lotte sociali, ecc.) e l'esaltazione del ruolo dei consigli, per una vincente battaglia contrattuale. •

FIM FIOM - UILM - Lettere inviate dal Coordinamento e Sindacati

Coordinamento Nazionale Gruppo « Falck »

Spett.le Direzione Generale

A. F. L. - FALCK

Corso Matteotti, 6 - MILANO p. c.: Ai Consiglio di f=abbrica

stabilimenti A.F.L. FALCK

Loro Indirizzi

Oggetto: Richiesta di incontro

Con la seguente, la Segreteria del Coordinamento del gruppo

FALCK ed i Consigli di Fabbrica della Diqe e delle Geva, sono a richiederVi un incontro per discutere il seguente Ordine del Giorno:

Abolizione lavoro straordinario presso gli uffici SEDA di Sesto S. G.;

Installazione di attrezzature sanitarie per il funzionamento di gabinetti dentistici presso il Centro SANI di Sesto e presso lo stabilimento di Dongo; 3)Varie.

Spett.le DIREZIONE GENERALE

A.F.L. FALCK

Corso Matteotti, 6 MILANO e p.c.

Ai Consigli di Fabbrica

Stabilimenti A.F.L. FALCK Loro indirizzi

Oggetto: richiesta di incontro

Con la presente la scrivente Se-. greteria sindacale Coordinamento Nazionale Gruppo Falck, è a chiederVi di volere fissare un incontro con la Vs. associata A.F.L. FALCK, al fine di affrontare e definire i seguenti punti a livello di tutte le fabbriche del Gruppo: applicazione accordo 21-2-71 — Punti scatti-declassamenti; applicazione art. 12 legge

300 del 20-5-70 — statuto dei diritti dei lavoratori; applicazione art. 27 legge

300 del 20-5-70 — statuto dei diritti dei lavoratori e art. 18 — par-

te IV — comune C.C.N.L. 8-1-1970; quota finanziamento Comitato di Coordinamento (trattenuta sindacale 13' mensilità);

situazione assistenza infortunistica e medica nelle fabbriche; utilizzo automezzi propri ai fini di lavoro; colonie.

In attesa che fissiate a breve termine tale incontro, distintamente salutiamo.

FEDERAZIONE

LAVORATORI METALMECCANICI

Riguarda tutti i lavoratori che in occasione del passaggio di qualifica avvenuto prima del 1971 hanno avuto assorbito lo scatto biennale e il conteggio delle integrazioni per i lavoratori declassati. Funzionalità all'interno della fabbrica del Patronato con apposito ufficio.

CONTINUA IN

I PREZZI OVVERO LA POLITICA DEL RICUPERO SULLA PELLE DEI LAVORATORI

E' noto che da tempo il nostro paese è investito da una crisi che noi diciamo essere una crisi di struttura, e gli attuali pa illativi messi in atto dal governo (calmiere, ecc., ecc.) sono ben lontani dal risolvere tutti i problemi connessi, mentre questi si ribaltano sulla testa dei lavoratori in materia di aumento prezzi e della disoccupazione.

I motivi principali di questa crisi sono essenzialmente da ricercare nella mancata attuazione delle riforme di struttura (vedi: casa, sanità, trasporti, tributaria) nel tentativo padronale di recuperare con ogni mezzo il terreno perduto con le lotte dal 69 in poi, e dal condizionamento del capitale straniero che attraverso il meccanismo della svalutazione del dollaro legata alla politica imperialistica degli Stati Uniti ha costretto i governi alleati a sostenere economicamente tali scelte (guerra nel Vietnam, ecc.) ed inoltre dalla chiusura dei mercati internazionali, che ha creato difficoltà nell'esportare

i nostri prodotti.

Una delle più gravi conseguenze di queste scelte politico-economiche è un esasperato e continuo aumento del costo della vita.

Eccone alcuni esempi: dal 1969 ad oggi il costo della vita è aumentato del 18% e si è riversato maggiormente sui beni di prima necessità colpendo direttamente il potere d'acquisto dei lavoratori.

Diamo alcune cifre che da sole rispecchiano l'esatta misura del fenomeno:

METTERE A TABELLA

Come abbiamo visto il problema è di natura politica e come tale non deve trovare una risposta qualunquista ma deve essere inquadrato in una visione politica e di classe. A parole anche il governo e i padroni si dicono contrari all'aumento dei prezzi ma mandano avanti prima il decretone, lo sblocco dei fitti, la legge sui fondi rustici e buon ultimo l'istituzione dell'IVA che anche se la TV vuol farci credere il contrario, creerà un ulteriore aumento dei prezzi.

Le OOSS hanno posto delle rivendicazioni precise sulle quali però le poche volontà di riforma si sono arrestate di fronte all'interesse privato, la speculazione e la rendita parassitaria.

Per uscire da questa crisi ci sono delle proposte che vanno nel senso di un nuovo sviluppo economico del nostro paese come: 1) intervento pubblico sulle speculazioni che esiste sul mercato alimentare (grossisti, mediatori, mafia); 2) Blocco delle tariffe dei servizi pubblici (gas, luce, trasporti, ecc.); 3) Favorire e sviluppare la cooperazione a livello di regione e di comune; 4) Blocco degli affitti ed equo canone.

Su queste basi il movimento operaio ha impostato delle dure lotte, occorre che ci diano delle risposte concrete.

Il nostro scopo è ora di creare suquesti obiettivi la massima adesione delle categorie e strati sociali più disagiati (pensionati, disoccupati, sottoccupati) e costruire un vasto fronte di rotta.

di alcuni prodotti rispetto a quello stabilito dalle dei prodotti

differenza nella estensione delle aziende agricole con conseguenti squilibri nei costi di produzione esistenza di grossi monopoli nella produzione di alcunini prodotti

Es. Zucchero

quintali prodotti 11.000 000 prezzo di vendita in Italia L. 265 al chilo prezzo di vendita in Francia L. 185 al chilo

la produzione non aumenta in modo proporzionale all'aumento dei consumi.

DALLA SECONDA

c) Appositi locali che l'Azienda deve mettere a disposizione delle Rappresentanze Sindacali Aziendali Unitarie per garantirne il loro funzionamento.

e) La Direzione ha ridimensio-

nato in tutte le infermerie dei vari stabilimenti la presenza dei medici e degli infermieri, con tutte re conseguenze che ne potrebbero derivare.

f) Rivedere la normativa che riguarda l'utilizzo del proprio mezzo di trasporto per ragioni di lavoro:

spostamenti tra gli stabilimenti sociali e non, e relative responsabilità conseguenti.

g) Richieste scaturite a seguito delle visite alle colonie effettuate dai delegati che permettano di migliorarne l'aspetto ambientale di spazio e organizzativo.

Es. Pere prodotte 19 cori conseguente distruzione regole comunitarie distrutte 5,8 esportate 2,5 consumate 10,7 milioni di quintali.
1 Kg. DI PROSCIUTTO CRUDO 1Kg.DI FILETTO DI VITELLO esuberanza 1 Kg. DI PESCHE

Quello che la " ferriera " non dice

La Falck ha deciso di vendere le case di abitazione per dipendenti poste nel comune di Milano e precisamente in viale Coni Zugna, in Via Nervesa, in Corso di Porta Romana, ecc.. Gli affittuari sono stati invitati ad acquistare l'appartamento che abitano.

La ragione di questa decisione è la non redditività degli immobili. fl fatto suddetto merita alcune considerazioni:

1) ci risulta che la Falck sia una società che produce e vende materiali ferrosi e non una società immobiliare, cioè che trae profitto dalla compravendita e dalla gestione di immobili.

Abbiamo sempre pensato che le case per dipendenti fossero un servizio sociale, oltre Che un modo per tenere « legati » i dipendenti, forse discutibile, ma, in passato più che al presente, indubbiamente valido.

Come tutti i servizi sociali anche auesto non dovrebbe avere fine di lucro, per cui, il bilancio dovrebbe essere necessariamente passivo ed al massimo in pareaaio: che le case per dipendenti Falck, in special modo per alcune di Queste riservate a certe «élite», siano in passivo non ci meraviglia affatto, tenuto conto anche dei criteri di gestione, che permettono la ristrutturazione interna degli anpartamenti con modifiche di pareti, sostituzione di pavimenti. ecc. ogni qual volta cambia l'affittnario, cioè ogni 5-7 anni come media stimata.

Nessuna società immobiliare fa Questo e naturalmente ritenevamo ch ela Falck trattasse con una certa signorilità quei fortunati io ben immanicatil dipendenti che riuscivano ad ottenere l'abitazione e ci comniacevamo di nensare che in qualche settore la Falci( si comportasse non con la solita tirchieria. Invece eravamo troppo ottimisti nerché anche le case per dipendenti devono dare un reddito e se non lo danno si vendono.

2) Il prezzo di vendita tutto sommato risulta abbastanza competitivo anche se la Falck se ne guarda bene dall'esporsi minimamente con agevolazioni di nanamento, e quindi potrebbe interessare anche chi non abita quegli

appartamenti e sinceramente non vediamo perché solo chi ha avuto per anni un appartamento con un prezzo d'affitto moderato abbia ora acquisito il diritto di avere in proprietà lo stesso appartamento ad un prezzo conveniente. Sappiamo peerò che per avere l'appartamento in affitto dalla Falck bisogna avere determinati requisiti, valutati con insindacabile giudizio da parte dell'ufficio personale, per cui rientra nella logica Falck il continuare a favorire chi ha già in precedenza favorito.

Si potrà obiettare che se si permetteva di acquistare l'appartamento anche al non attuale affittuario, si sarebbe creato il disagio a quest'ultimo di lasciar libero l'appartamento. A parte il fatto che si sarebbe potuto escogitare una soluzione più equa per tutti i dipendenti invece della formula che si è scelta, che è la più comoda per la Falck, ci risulta tuttavia che la Società abbia unualmente dei problemi come nuello di chi non vuole acouistare l'appartamento perchè la formula dell'affitto ali va bene o di chi non PUÒ acquistare l'appartamento perché non disoone della necessaria cifra in contanti e nemmeno di 4-5 milioni più altrettanti di mutuo. Su aueste persone la Falck sta facendo pressioni perché si trasferiscano in un'altra casa. che manari poi fra °uniche anno verrà posta in vendita perché non renril. Su altri affittuari invece. la Falck sta facendo pressioni perché permettano che il loro aopartamento venga acquistato da «n altro dipendente.

Queste cose fanno inorridire se si nensa con nuanto paternalismo vennono attuate e se si pensa che chi è più immanicato ed ha una manniore « forza » nell'ambiente di lavoro fa leva su Questa ner ottenere al mioliore prezzo l'apnartamento che ali va a genio, mentre ratei pochi che hanno meno amicizie n sono nell'impossibilità di assumersi 'in onere economico del Genere debbono subire per non correre il rischio di perdere con la casa anche il posto di lavoro.

3) La vendita delle suddette case potrebbe essere l'inizio di una più vasta operazione di vendita delle case per dipendenti Falck.

Seguendo il concetto della redditività delle case e ritenendo che il dipendente si consideri poco « legato » alla ditta dall'avere avuto in affitto un appartamento da questa, è facile prevedere che altre case Falck sono destinate a fare la fine delle case di Milano.

Una tale evoluzione coinvolgerebbe molti dipendenti con le loro famiglie ed in questo caso non sarebbe più possibile sopportare che sia la Falck a deciderne paternalisticamente le sorti.

Naturalmente non ci si può aspettare che sia l'organo ufficiale « La Ferriera » a comunicarlo, perché, suvvia!!, che una società come la Falck si liberi delle case per i dipendenti perchè non danno reddito non ci pare molto meritevole di elogio ed è certo meglio che il tutto si risolva nei taciti e tenebrosi uffici della Direzione Generale.

MENSA A NOVATE MEZZOLA

A Novate i lavoratori s'orlo senza mensa!!!

Malgrado l'interessamento del C.d.F. per migliorare la precedente organizzazione della mensa (che era gestita dai lavoratori) solo per i giornalieri estendendola a tutti i lavoratori) con l'erogazione da parte della Direzione di un supplemento di L. 150 per pasto (quota che in un primo tempo era stata accettata dalla Direzione stessa) la Direzione in un secondo tempo cambiava re carte in tavola, non concedendo più le L. 150 perchè i lavoratori che mangiavano erano aumentati.

Di fronte a questa posizione della Direzione i lavoratori scioperavano un'ora il 26.10.1972, e successivamente delegavano il C.d.F e la segreteria del Coordinamento a chiedere un incontro con la DICE per far rispettare l'accordo per la gestione della mensa a carico della Direzione.

I lavoratori di Novate Mezzora sono inoltre concretamente decisi a sostenere le loro richieste con la prosecuzione della lotta.

IL MOSTRO DI LOCH NESS La <fame di alloggi» in Lombardia

Chiariamo subito affinchè il titolo non tragga in inganno, che esso è preso yon per un articolo sulla Scozia, ma in prestito per introdurre un disporso sindacale che può avere delle analogie con questo animale che, nascosto in un lago della Scozia, appare e scompare a periodi.

I personaggi che secondo noi oggi hanno delle analogie con questo « antidiluviano » all'interno della FALCK non sono ancora del tutto scomparsi, l'unica differenza fra questi personaggi ed il « mostro di Loch Ness » è che mentre per il mostro di Loeh Ness, pensiamo sia più una « BALLA » che realtà, per questi (chiamiamoli per una volta come li chiama Falck) dirigenti invece è che sono una realtà e non una balla.

Infatti, come il mostro di Loch Ness appaiono e scompaiono. Scompaiono quando capiscono che non è il momento di andare a fare certi discorsi ai lavoratori (vedi i momenti di lotta) e ricompaiono quando si accorgono che le lotte dei lavoratori pongono in discussione il potere nelle fabbriche. Allora questi ultimi dinosauri capiscono che è anche il loro « potere » (leggi paternalismo) che è in pericolo. Capiscono che sta per essere sconerto il loro gioco della « pacca sulle spalle » e del calcio nel e quando anche e soprattutto di questo si accorgono (oggi sennore di più) anche gli impiegati, allora ricompaiono in modo più brutale:

si manovra per far eleggere Delegati di comodo;

se non si riesce allora si tenta di contestare le elezioni, parlando loro di DEMOCRAZIA, e si manovra contro quei delegati eletti;

nel mentre dicono di essere DEMOCRATICI, APERTI e maaari anche PARTIGIANI e CATTOLICI, si rifiuta ogni rapporto con i rappresentanti dei lavoratori;

se poi alcuni impiegati « osano » avanzare delle richieste perchè il lavoro è aumentato e gli oraanici sono diminuiti: si arrabbiano e non salutano più (fi. nalmente hanno capito che del loro saluto proprio non ce ne ...)

Nell'autunno scorso la Aiglone ha concluso una inchiesta sul fabbisogno dl abltaziOni popolari In Lombardia. L'Indagine, che era prescritta dalla cosiddetta legga sulla casa — la numero 865, del 22 ottobre 1971 — ha dato i risultati condensati nella tabella a fianco.

FABBISOGNO GLOBALE

Cosa diciamo- a questi signori!?!

La volontà sarebbe quella di non dirgli proprio niente, mandarli...,.. ma siccome il movimento sindacale, la Classe Operaia non si è fermata prima del diluvio universale nè agli anni « ruggenti » di GIOVINEZZA vogliamo almeno informarvi di queste cose:

noi siamo tutti per uno ed uno per tutti!!! cioè non pensino questi signori di poter agire indisturbati e non avere una risposta da parte di tutti!!!

I delegati sono una conquista di tutti i lavoratori.

Facciano il loro lavoro, sempre

che ne abbiano uno diverso dal dire no alle richieste dei lavoratori, dal manovrare per disfarsi di chi non gli è più comodo, ecc.

Prima o poi i problemi che si sollevano li dovranno risolvere perchè il Movimento Sindacale è sempre andato avanti e MAI indietro;

che quando certi « personaggi non hanno capito alcune cose con il dialogo (che non siamo noi a ributtare) si sono anche fatti uscire dalla portineria. uesto vale OGGI in modo particolare alla GEVA ma non solo....

200.311
Argli PROVINCIA Di BRESCIA FABBISOGNO TOTALE: 1.728.495 vani
Como Cremona Mantova Pavia Sondrio Varese Totale Regione
Province Milano Alloggi 213 444 Vani 457.602 170.586 200.311 115.688 107.011 163.113 138.331 58.559 117.254 Bergamo ....... . Brescia 49.332 57 385 33 663 29 359 42 970 42 973 15 450 34 527 519 103 1.728.495

IL PATRONATO IN FABBRICA

Il Coordinamento, in applicazione agli articoli 9 e 12 della legge 300 del maggio 1970, ha chiesto un incontro con i Patronati dei Sindacati — INCA - INAS - ITAL e le ACLI per verificare la possibilità concreta di una gestione da parte dei Consigli di Fabbrica di questo importantissimo servizio sociale.

L'incontro è avvenuto mercoledì 25 ottobre scorso presso la sala del Coordinamento, il quale ha permesso di analizzare a fondo il significato che deve caratterizzare il patronato in azienda in relazione all'ambiente di lavoro.

Infatti il Patronato non potrà e non dovrà essere concepito come un ufficio in cui si svolgono solamente pratiche di pensioni, assegni familiari, ecc., ma bensì uno strumento che dovrà essere pienamente investito della problematica uomo-ambiente di lavoro, soprattutto per quanto concerne la medicina preventiva, mettendo a disposizione tecnici e attrezzature

per la salvaguardia della salute fisica del lavoratore.

Un secondo aspetto che è stato esaminato è quello di preparare dei delegati per la pratica attuazione di questo servizio, attraverso un corso di formazione specifico di almeno una settimana da attuarsi a Sesto, presso la sala del Coordinamento esteso ai delegati incaricati di tutti gli stabilimenti del Gruppo.

Le modalità organizzative verranno viste in un successivo incontro.

Un dato significativo e nello stesso tempo drammatico che è emerso nell'incontro, è il continuo aumento degli infortuni sul lavoro, in particolare nella provincia di Milano, e solo una piccolassima percentuale di lavoratori infortunati si presenta ai Patronati per la consulenza tecnica e burocratica, che permetterebbe loro di inoltrare ricorsi sulle percentuali di menomazione di capacità lavorativa assegnata dall'Istituto, oltre che la ri-

chiesta, per la copertura del periodo di assenza, dei contributi figurativi.

Lavoratori, ci risulta che il Patronato fascista (ENAS) sta entrando anche all'interno del Gruppo Falck attraverso l'invio di lettere agli infortunati, con apposito modulo da compilare e restituire urgentemente.

Detto patronato è una emanazione del sindacato fascista CISNAL.

Vi invitiamo pertanto a rifiutare nel modo più categorico qualsiasi prestazione da parte del patronato ENAS, rivolgendovi invece ai patronati voluti dai lavoratori, per i lavoratori, quali INAS - INCA - ITAL - ACLI.

Il Coordinamento ha chiesto inoltre un incontro presso l'Assolombarda per discutere con la Falck il problema dei patronati e per venire ad un accordo che permetta la completa applicazione dello statuto dei lavoratori.

COMBATTIAMO LA PitUPAGANDA PADuONALE RAFFORZANDO LA "CON TROIN i'ORMAZIONE"

PERO , e 00 RONCO roíPiabing 0' PRTkOSI 60i

C9`2fiinti 40X

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TV SCUDO DEL SISTEMA

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