UNIPOL ASSICURAZIONI Agente Generale
Mensile di informazioni politica e cultura della Zona 19
GINO MAZZOLA
L. 600
Anno IX - N. 2 - Febbraio 1985 Nella lotta alla droga qualcosa si muove
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Milano dal fascismo a piazza Fontana
La Brocchi: una scuola del futuro Il diritto di circolare in bici
La Croce Bianca al servizio dei cittadini
MIE Solidarietà umana tra la neve I mestée de la Milan de semper
Via Oacippo.13 Tel. 02/40.80.980
Tra via Abbiati e via Ricciarelli
Contro le tossicodipendenze Di sospeso c'è soltanto il C.d.Z. 19 in prima fila il fiato dei cittadini Unitamente agli operatori della nostra zona ha organizzato un ampio programma di iniziative - Occorre che diventi operativo al più presto - Nostra intervista alla coordinatrice della Commissione Sanità del Consiglio di Zona La morte per droga di alcuni giovani residenti nei nostri quartieri, ha resto più pressante l'esigenza di una incoativa concreta contro le tossicodipendenze. Ci è quindi parso giusto verificare come abbia fino ad oggi operato e come intenda muoversi nei prossimi mesi. Per avere queste notizie, mi sono incontrato con la coordinatrice della Commissione Sanità, Rosanna Ferri. D. Nella nostra zona il fenomeno delle tossicodipendenze pare assumere dimensioni sempre più gravi. Il C.diZ. che iniziative ha già intrapreso e quali intende prendere? Che ruolo si assegna nella lotta alla droga?
R. Dopo che nel dicembre '84, l'U. S. S. L 75 ha deliberato la costituzione di un Nucleo operativo contro le tossicodipendenze in ogni U.S.S. L di zona, la Commissione Sanità ha elaborato un progetto di lavoro, che è già stato approvato dal Consiglio di Zona. Questo progetto parte dall'idea a'i valorizzare gli organismi già presenti e operanti sul territorio. Il nuovo Nucleo operativo dovrebbe quindi inserirsi in questo contesto e, muoversi in stretto rapporto con organismi come il Centro Psico Sociale, il Servizio di Igiene dell'Età Evolutiva, la Condotta medica, il Consultono Familiare di via Albenga che sono in possesso di molti dati sulle famiglie e sui giovani maggiormente a rischio. Il progetto approvato dal Consiglio di Zona, a fianco della parte riguardante gli aspetti più strettamente sanitari come la prevenzione e l'assistenza, ne prevede un'altra più specificatamente sociale quale l'opera di informazione. Questa attività viene svolta da un Comitato di Coordinamento in cui sono rappresentati: il Distretto Scolastico, le Parrocchie, i partiti, le associazioni sportive e i circoli culturali. Nel progetto è previsto anche l'impiego del volontariato; in questo senso il C.diZ. , si è impegnato a sostenere l'attività di tutti i gruppi che vogliono organizzarsi sul piano dell'assistenza sociale nei nostri quartie-
ri.
condizione posta è che nello statuto costitutivo di questi gruppi, sia previsto l'impegno a svolgere la propria attività senza fini di lucro.
D. Siete in grado di quantificare l'entità del fenomeno nella Zona 19? Avete dei dati epidemiologici precisi?
R No. Gli unici dati di cui disponiamo sono relativi alla città nel suo complesso. Per questo il primo impegno assunto dal Comitato di Coordinamento è stato quello di realizzare un questionario conoscitivo da distribuire nelle scuole e nelle associazioni sportive. Questo questionario, di cui si è fatto carico anche il C.diZ., verrà redatto dai tecnici e dagli operatori che già lavorano nel quartiere e verrà proposto al Comitato. L'obiettivo di questo sondaggio va al di là della raccolta di alcuni dati di «kik reperi-
Il traffico pedonale è intralciato da impalcature erette da oltre un anno per eseguire lavori di riparazione e ristrutturazione mai iniziati - A cosa è dovuto questo ritardo?
mento, ma intende dare un ulteriore sviluppo al dibattito sulla' lotta contro le tossicodipendenze. D. Il lavoro di questo Comitato di Coordinamento, oltre all'elaborazione del questionario, come è articolato?
R. Per svolgere i compiti che si è assegnato il Comitato si è organizzato in due gruppi di lavoro. Uno è impegnato nella raccolta di tutta la documentazione esistente sulla lotta alle tossicodipendenze, l'altro sta indagando sul come sia possibile e cosa significhi, concretamente, fare un'opera di prevenzione. Le prime scadenze operative consistono in incontri informativi e di lavoro. Prossimamente, il Comitato di Coordinamento organizzerà un dibat(segue a pagina 2)
possibile, ad esperti di "strutture" e calcoli relativi, i quali hanno detto che la prima conclusione che si può trarre è che questo crollo vada inquadrato nella rilevante quantità di neve
Via Abbiati l, angolo via Dolci, angolo via Ricciarelli 12: gli unici stabili di proprietà dell'IACP-non ancora ristrutturati nel popolare quartiere di San Siro. Su un muro una lapide a ricordo di martiri della Resistenza fucilati dai fascisti, con una corona bruciacchiata. Tutto intorno agli stabili impalcature di ferro che arrivano a circa metà altezza delle finestre del primo piano e cartelli imbrattati da scritte fascistoidi. t questo il quadro, desolante, che ci siamo trovati di fronte nel corso di un sopralluogo che abbiamo effettuato su segnalazione degli abitanti di via Abbiati 1, stanchi degli schiamazzi di alcuni giovinastri. Le impalcature sono state erette nel settembre 1983, per eseguire lavori di sistemazione dei balconi pericolanti. Ma poi i lavori non sono stati mai iniziati, per mancanza di fondi si dice e le impalcature sono rimaste ad intralciare ai pedoni il passaggio, reso ancor più difficoltoso specie per gli anziani che sono la grande maggioranza degli abitanti del quartiere dalla neve caduta in questi ultimi giorni. Abbiamo già detto che i la-
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Il cedimento sarebbe dovuto a calcoli "bassi"?
Il Palasport non ha retto a 70 centimetri di neve TI parere di esperti di "strutture" e calcoli relativi basati su "tabelle" relativi ai "carichi", che tengono conto di incidenze e pesi di prevedibile portata e non di eventi eccezionali come le nevicate di gennaio
Fra gli eventi, come i crolli, che in tutta Milano hanno richiesto decine di interventi di Vigili del Fuoco a causa delle abbondanti nevicate di gennaio, uno, verificatosi nella nostra zona, ci pare degno di particolare rilievo. Parliamo del
cedimento della copertura del Palazzo dello Sport, che ha fatto "notizia" in particolare per la giovane età di questa costruzione. Su come è stato possibile il' verificarsi di tale episodio sono stati chiesti pareri, il più sintetici
In vista delle celebrazioni
L'ANPI di zona per il 40° della Liberazione Le decisioni prese all'assemblea della sezione Gallaratese - Trenno - Lampugnano La sezione Gallaratese-Trenno-Lampugnano "A. Poletti e Caduti di Trenno" dell'A. N. P. I. (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) ha tenuto la sua assemblea durante la quale la relazione del Comitato di Sezione e i preziosi interventi hanno posto in evidenza i punti qualificanti della ricorrenza del Quarantennale della Guerra di Liberazione, rilevato il program-
ma Provinciale e definite le iniziative di zona. Esaminati i risultati soddisfacenti delle manifestazioni dello scorso anno è stato puntualizzato che, a fronte del permanere di tentativi di minimizzare la storica lotta partigiana, riducendola ad una guerra fratricida di bande armate e la conseguente interessata richiesta di
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E questo Craxi... Ecosì Walter Reder, l'ex maggiore delle SS tedesche responsabile di orrendi crimini non soltanto in Italia, ha lasciato la fortezza di Gaeta in gran segreto, così come vi era giunto nel 1951 per scontarvi la condanna all'ergastolo, che gli era stata comminata per la strage di 1830 vittime innocenti a Marzabotto. E non ci si venga a raccontare la storiella del "criminale pentito"! Se Reder fosse stato realmente pentito degli orrendi crimini di cui si è macchiato, non avrebbe implorato di essere rilasciato, ma avrebbe accettato di scontare la sua condanna fino in fondo, di rimanere chiuso nella sua cella anche se la porta gli fosse stata aperta. Invece Reder se ne è andato da Gaeta. evaso legalmente grazie all'accorta regia ed alla complicità de/presidente del consiglio dei
ministri italiano Beffino Craxi che, fino ad evasione avvenuta ha tenuto all'oscuro di tutto tutti (fatta eccezione soltanto per i servizi segreti italiani che lo hanno aiutato e che avrebbero fatto meglio a dimostrare almeno pari efficienza in altri, più gravi frangenti), non soltanto i parenti delle vittimi, di Marzobotto, del cui parere espresso neppure un mese prima ha dimostrato di infischiarsene, ma anche la grande opinione pubblica, i partiti democratici e gli stessi ministri del suo ministero. E questo Craxi continua a definirsi "democratico e socialista". Chissà quanti caduti per la Libertà immolatisi per la democrazia e per il socialismo, magari nella stessa Marzabotto, si sono rivoltati inorriditi nelle loro tombe!