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Milano 19(69)

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milano Mensile di informazione politica e cultura

Anno VIII - N. 11 Novembre 1984

L. 500

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Il dramma degli alloggi a Milano

Una denuncia dei sindacati inquilini

La casa: un bene raro L'emergenza casa durerà anche Milano e non commerciabile nei prossimi anni dal fascismo a piazza Fontana

È un fatto paralizzante, in contrasto con i caratteri di modernità della nostra città - Ossigeno per qualche mese agli sfrattati, ma non a tutti quelli dell'area metropolitana - Le iniziative del Comune

L'equo canone può essere iniquo

Gli "orti" di viaAppennini

Quartieri Cronaca L'aglio e le sue virtù I mestée de la Milan de semper

nicazione sulla base di un interesse comune, il gusto della partecipazione, del vivere collettivo, l'occasione di scambiarsi idee, conoscenze, professionaltià. È questo il punto più qualificante del servizio e il nocciolo della riflessione: l'essere, cioè, e diventare in futuro sempre più, non un generico "luogo di accoglienza" — una stanza, un pezzo di verde pubblico -ma un luogo di produzione. di offerta, di proposte di organizzazione del tempo libero con precisi caratteri educatvi e formativi, oltre che ricreativi. È un obiettivo ambizioso, che sottopone a verifica anche i contenuti professionali delro-

cazioné ce ne sono stati solo 1.523 per inadempimento e 110 per necessità. L'emergenza quindi proseguirà anche nei prossimi anni e il decreto legge n. 582 del 18 settembre '84, non aiuta certo i Comuni a fronteggiare il problema. Ancora più grave è la situazione in diversi Comuni della Provincia oggi esclusi dal decreto (1983: 500 sfratti in esecuzione e circa 2.000 cause pervenute per finita locazione). CGIL-CISL-UIL-SUNIA-SlCET e UIL Inquilini hanno approntato una piattaforma nei confronti del Governo e del Parlamento che riguarda la modifica del decreto n. 582 e la riforma dell'equo canone: e nei confronti dell'ente locale per fronteggiare l'emergenza casa ' con risposte giuste, non discriminatorie rispetto a chi per esempio attende una casa popolare da anni. In concreto la piattaforma chiede la sospensione di tutti gli sfratti per finita locazione se non sussite anche la necessità del proprietario, il rinnovo automatico dei contratti scaduti o in scadenza salvo necessità del locatore. Per gli sfratti per necessità si richiede l'istituzione di Commissioni per la graduazione degli sfratti e il censimento del patrimonio edilizio, nonché il blocco delle modifiche delle destinazioni d'uso degli alloggi. Per sistemare le famiglie sfrattate i sindacati individuano nella realizzazione di Piani Organici per l'Emergenza abitativa lo strumento per uscire dalla crisi: censimento del patrimonio non occupato attraverso gli uffici abitazione comunali da costituire, maggiore percentuale di riserva per gli sfrattati degli alloggi previdenziali e degli enti pubblici, una riserva massima invece del 40% sugli alloggi ERP per consentire anche a chi abita nel degrado e ha partecipato ai bandi ufficiali. di ottenere una casa nuova. Infine, in casi di particolare emergenza, i Comuni dovrebbero avere il potere di intervenire con provvedimenti per la disposizione temporanea e d'urgenza degli

(segue in ultima)

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Nella Pretura di Milano: 1982 — 6.800 domande di proroga, 1.744 sfratti di cui 354 eseguiti con la forza pubblica. 1983 — 5.428 domande di proroga. 3.989 sfratti di cui 1.933 eseguiti con la forza pubblica. L'andamento per il 1984 non ha subito mutamenti rispetto agli anni precedenti: dai dati dei primi quattro mesi risultano 1.754 domande di proroga, 1.119 sfratti di cui 682 eseguiti con l'intervento della forza pubblica. Se si esaminano poi i dati sulle cause pendenti alla Pretura di Milano si deve registrare che nei primi sei mesi sono state presentate in Pretura 10.767 cause per finita locazione, contro 1.297 per inadempimento e 72 per necessità del proprietario; nello stesso periodo 9.477 sfratti convalidati per finita lo-

Le ingiustizie fiscali

Un milione di lattine per un rene artificiale

Il decreto governativo del 18 settembre scorso non aiuta certo i Comuni a fronteggiare il problema

La signora Ernesta G., pensione minima, potrà continuare ad occupare il suo bilocale, senza servizi, in zona Romana, cioè centrale. Per qualche mese lo sfratto esecutivo è sospeso. Poi si vedrà magari con lo IACP o con gli alberghi del Comune. Le storie di chi cerca casa si assomigliano tutte: giovani coppie, giovani soli, anziani soli. Anche la strada è sempre la stessa: le inserzioni sui giornali, le immobiliari, la domanda in Comune, la domanda allo IACP, alle assicurazioni, all'IPAB (cioè l'ex Ente comunale di assistenza). I giovani magari trovano, più disponibili alla mobilità (e a trasferirsi nelle periferie o nei Comuni della provincia) e con qualche soldo in più in tasca. Gli anziani, con la pensione al minimo, come la signora Ernesta G., sono i più deboli, indifesi, sfrattati per una colpa: vivere anche da mezzo secolo in un quartiere popolare che si è trasformato in un intrico di banche e di uffici, molti negozi di lusso e negozi che moltiplicano la rendita. Il bilocale su ringhiera, ad equo canone basso perché la casa è vecchia, i muri imbevuti di umidità, i servizi in comune, (segue in ultima)

Al Centro per il Tempo Libero di Trenno

Un modo nuovo per vivere il nostro tempo libero Bilanci e programmi in un seminario indetto dalla CGIL - Obiettivo: una maggiore adesione alla domanda culturale e ricreativa che viene dalla gente A cinque anni dalla loro nascita i cinque Centri per il Tempo Libero (CTL) creati dal Comune, uno dei quali si trova nella nostra zona, a Trenno, mentre gli altri sono a Porta Romana, in via Monte Cimone, in via Mecenate ed in via °dazio, si guardano "dentro" e si preparano ad affrontare un salto di qualità nella loro attività, passando in prospettiva alla gestione diretta dei consigli di zona e quindi legandosi più intimamente all'esperienza ed agli organismi del decentramento cittadino. L'occasione per un momento di riflessione è stata offerta da un seminario promosso dalla CGIL funzione pubblica, che ha chiamato a discutere di sé e

del proprio lavoro quotidiano un buon numero di operatori del servizio. Obiettivo: rendere i CTL più aderenti alla domanda culturale e ricreativa che viene dalla gente, contribuire con un progetto qualificato a riallacciare canali di comunicazione sociale interrotti o disturbati dai modelli di vita metropolitana, soprattutto in quei quartieri periferici dove più forte si manifesta il potere disgregante dell'isolamento, della droga, dell'emarginazione. I Centri per il Tempo Libero. rivolgendosi ad un'utenza molto diversificata — giovani, donne, anziani, bambini — svolgono un'attività molteplice, ma con un obiettivo di fondo: favo. rire la socializzazione, la comu-

Fra le Zone 18, 19 e 20

Due minuscole questioni di rettifica dei confini Dovranno però essere decise entro breve tempo se si vuole che siano risolte prima delle prossime elezioni amministrative in quanto comportano la ridistribuzione di seggi elettorali. Su indicazione della Ripartizione Decentramento dell'Amministrazione Comunale di Milano, il Consiglio di Zona ha preso in esame la questione dei confini zonali. Tale revisione, che riguarda anche altre zone cittadine, dovrebbe essere, secondo le indicazioni comunali, decisa molto

rapidamente se ha da farsi e se deve essere operante in tempo utile per le prossime elezioni amministrative, in quanto essa comporta, tra l'altro, la ridistribuzione di 152 seggi elettorali per un totale di circa 110 mila abitanti, con eventuali sdoppiamenti delle sezioni elettorali, (segue in ultima)

I panni sporchi "Buffoni, buffoni!" Con questo grido centinaia e centinaia di donne hanno manifestato la notte del I8 ottobre scorso, davanti a Montecitorio, la loro protesta nei confronti dei deputati di centrodestra che hanno stravolto la legge contro la violenza sessuale, approvandone una irriconoscibile macchietta con i voti favorevoli della DC, del MSI, del PLI, del PRI e del PSDI e grazie all'astensione del PSI ed al "non voto" dei radicali. I voti contrari sono stati invece quelli del PCI, del PdUP, di DP e della Sinistra indipendente, uniti in un severissimo giudizio sul tradimento dei contenuti originari della legge operato con numerosi, e spesso imprevisti ed imprevedibili, emendamenti presentati dalla destra interna ed esterna alla DC. Così le donne italiane hanno avuto sì una

legge contro la violenza sessuale. ma una legge molto diversa da quella per cui per tanti anni centinaia di migliaia di loro si sono strenuamente battute. Una legge che, è vero, trasforma la violenza sessuale da reato contro la morale a reato contro la persona, ma che limita poi, sin quasi a vanificarla, questa acquisizione negando il diritto dei movimenti e delle associazioni femminili a costituirsi parte nel processo e ponendo dei limiti alla stessa procedibilità d'ufficio, che è stata sì riconosciuta, ma con l'eccezione dello stupro in famiglia. In questo caso, infatti, secondo la legge approvata il reato resta, ma è perseguibile soltanto a querela di parte: un intollerabile e sconcertante ritorno, quindi, alla doppia morale per cui i panni sporchi si lavano in famiglia.


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